I servizi ai tempi del coronavirus: quando il postino non suona per la consegna di una raccomandata

Sono in coda dalle 7:55 alla posta ed al mio arrivo ho trovato già ben dieci persone davanti,  benché l’ufficio apra solo alle 8:30. Perché diverse, come me, sono qui? Per ritirare una raccomandata!!

L’altroieri, infatti mi è stata recapitata nella buca delle lettere una notifica di un atto giudiziario (una multa) per raccomandata, inserita dal postino senza suonare: ero in casa  ovviamente, per cui lo posso affermare con certezza. Motivazione della multa? Il “solito” autovelox di Caselle Torinese a cui mia moglie ha già regalato più del dovuto tornando la sera  stanca dal lavoro in ospedale, ed andando questa volta a ben 80,78 km/h, al di sopra dei 70 consentiti … con sanzione di 136,10€ e decurtazione di 3 punti!!

Ieri vado verso le 13:00 alla posta, sperando che l’ora di pranzo fosse la più opportuna per ritirarla, mettendomi fuori dove c’era una coda di circa 30 persone opportunamente distanziate. Dopo quasi un’ora di attesa è uscito il direttore dicendo che avrebbero chiuso a breve per la disinfezione, per cui buona parte di noi non sarebbe riuscita ad entrare. Alla mia lamentela per il fatto che il postino non aveva suonato, mi è stato risposto che in questo periodo non le recapita a mano, ma lascia solo la notifica nella buca!!! Ecco allora giustificato il gran numero di persone in coda con il fogliettino per il ritiro di una raccomandata per via delle disposizioni dovute alla pandemia! Ovviamente nulla di tutto ciò è scritto nel foglietto lasciato che anzi recita, riferendosi al postino, che “ha tentato la notificazione alle persone abilitate a ricevere l’atto ma non è stato possibile a causa della loro assenza“.

Il dubbio che non abbia suonato solo per non perdere tempo quindi mi rimane, anche perché non sarebbe la prima volta che succede anche in periodi “normali”, ma alcuni amici su Facebook hanno commentato che anche loro hanno avuto la medesima esperienza … 🤔

Andando poi sul sito Facebook di Poste Italiane nella sezione Community  ogni dubbio scompare essendoci molteplici post di clienti che si lamentano a tale riguardo. Anche nella sezione “reclami” viene chiaramente detto: “per gli atti giudiziari e multe: giacenza diretta presso gli uffici postali con immissione in cassetta domiciliare del relativo avviso di giacenza e CAD … Sempre al fine di ridurre eventuali disagi per la Clientela, i termini di giacenza delle Raccomandate e Assicurate saranno estesi da 30 a 60 giorni“.

Resta quindi assai dubbia l’opportunità di una disposizione del genere relativamente alla metodologia di consegna del postino per via della pandemia, dal momento che ovviamente crea code chilometriche agli uffici postali dove si entra una persona alla volta e comporta l’uscita da casa di più persone per adempiere all’ingrato compito!

Insomma solo le multe arrivano puntuali nella buca di casa: poco importa dei disagi che un loro recapito improprio comporta soprattutto in questo periodo!! … e poco serve aver sentito alla radio, proprio questa mattina, che l’aumento della multa in caso di ritardo nel pagamento sia stato prorogato a 30 giorni anziché i soliti 10 … tanto la coda, molto probabilmente, verrebbe solo posticipata!

Creare volontariamente assembramenti negli uffici postali mi sembra perciò un atteggiamento irresponsabile e dovrebbe essere perseguibile penalmente come avviene in altre analoghe situazioni. Spero quindi che vengano prese opportune iniziative …

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8 risposte a I servizi ai tempi del coronavirus: quando il postino non suona per la consegna di una raccomandata

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  5. piero ha detto:

    Da tempo ho verificato (ben prima che iniziasse l’epidemia) che i postini spesso non suonano per recapitare le raccomandate trovando probabilmente più comodo mettere il biglietto di mancato recapito. Il foglietto per di più non reca mai il contenuto o la ragione della missiva. Le poste sono migliorate sotto molti aspetti, soprattutto negli uffici (cortesia, pazienza ecc): a livello di personale addetto alla distribuzione invece mi pare che siamo molto indietro. In passato avevo segnalato la cosa alle poste: la risposta era Faremo accertamenti… Poi il silenzio. Concordo che sia irresponsabile per salvaguardare (??) la salute di una persona (il postino) mettere a rischio quella di decine di altre costrette ad accedere alle poste per il mancato ritiro. Da ultimo: ho una PEC perchè le Poste non verificano la sua esistenza?

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  6. Maurizio Butti ha detto:

    Ti consiglio di twittare la cosa con riferimento a @PosteNews, altri account di Poste Italiane e magari giornali nazionali. Creare volontariamente assembramenti negli uffici postali mi sembra un atteggiamento irresponsabile e dovrebbe essere perseguibile penalmente

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  7. Anonimo ha detto:

    Ti consiglio di scrivere a La Stampa o meglio ancora qualche giornale nazionale. Creare volontari assembramenti negli uffici postali mi sembra un atteggiamento irresponsabile e forse anche perseguibile penalmente. Un’altra tecnica che funziona è pubblicare su Twitter e Facebook citando @PosteNews e quanti altri account delle poste (e magari giornali).

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