TObike: una bella iniziativa decennale che deve essere mantenuta nella bella Torino!

Devo ammettere che, avendo diverse biciclette e utilizzando questo mezzo di trasporto abitualmente per gli spostamenti in città, pur avendoci pensato più volte, non mi sono mai abbonato a TObike.

Tuttavia conosco diversi amici che da sempre lo utilizzano per gli spostamenti nel centro e perciò ho da sempre apprezzato quell’iniziativa ormai più che decennale che, soprattutto a suo tempo, aveva davvero dato una spinta all’utilizzo di questo mezzo di locomozione in una città che, per motivi storici, è sempre stata troppo legata all’auto anche per i piccoli spostamenti!

Purtroppo oggi non è possibile non notare il grande degrado sia delle poche biciclette rimaste sia, soprattutto, delle centraline di parcheggio, quasi tutte fuori servizio o addirittura divelte. Questa è la situazione delle postazioni di fronte alla Gran Madre, sicuramente tra le più potenzialmente gettonate, essendo in pieno centro e lungo il Po: nessuna bici presente, quasi tutte le postazioni fuori servizio e una addirittura divelta!

Postazioni di fronte alla Gran Madre: quasi tutte fuori servizio
Postazioni di fronte alla Gran Madre: una addirittura divelta

Anche per uno come me che, per il motivo che ho già indicato, non utilizza tale servizio pur apprezzandolo da sempre, una tale situazione di degrado non può che amareggiare anche per il decoro della città.

Ho letto alcuni articoli sul quotidiano La Stampa che affrontano tale problematica:

Altri articoli affrontano uno dei problemi di vandalismo che affliggono lo sharing:

Altri articoli ancora avanzano ipotesi di rilancio (seppure si tratti di articoli ormai datati di mesi …):

Nel seguito alcune mie considerazioni.

È indubbiamente vero che il vandalismo ha un costo non indifferente per lo sharing di servizi ed è stato uno dei motivi per il quale alcune società che offrivano il free floating di biciclette a Torino hanno ritirato la loro flotta e si sono spostate magari in altre città dove minore è questa piaga e quindi più sostenibile il loro business.
Tuttavia, in verità, personalmente ho visto principalmente biciclette di free floating distrutte da vandali e ben raramente quelle relative a TObike di cui invece ho notato semmai la vetustà dei mezzi e la loro mancata dovuta manutenzione. D’altra parte mi sembra molto logico che bici in sharing che possono essere lasciate ovunque, siano molto più suscettibili ad atti di vandalismo rispetto a quelle che devono essere parcheggiate dall’utilizzatore in postazioni fisse che potrebbero anche essere presidiate da opportune telecamere. Infatti, in quell’ultimo caso, se la bici non viene posteggiata opportunamente, il cliente (ben identificato) continua a pagarne l’affitto ed è resposnsabile della bici stessa.

Inoltre è vero che il free floating è, in generale, più comodo in quanto uno può lasciare la bici proprio sotto dove deve andare ma, soprattutto in centro, se le postazioni di presa-rilascio sono sufficientemente diffuse, direi che per i piccoli spostamenti il disagio per il cliente è davvero minimo, a fronte di una potenziale maggior sicurezza del parco bici e quindi del loro buon funzionamento.

Inoltre, siamo proprio sicuri che per il decoro della città, non sia meglio avere l’obbligo di posteggiare la bici in luoghi appositi ben distribuiti anziché avere bici in free floating lasciate ovunque, ad esempio in mezzo a un marciapiede o magari anche in un posto pericoloso che può creare addirittura dei danni anche solo per un po’ di vento che fa cadere il mezzo?

È vero, i monopattini e le bici a pedalata assistita sono forse più comodi e i primi forse meno ingombranti: ma siamo proprio sicuri che siano altrettanto ecologici e che siano poi così essenziali in una città come Torino, notoriamente molto pianeggiante? Insomma, piacevole e simpatico andare su un monopattino elettrico come gioco, ma non proprio indispensabile come mezzo di locomozione pur rimanendo sicuramente migliore la sua scelta rispetto a quella dell’auto!!

Infine, resta l’indubbio fatto che il costo per affittare una bici TObike, è molto minore di una altra qualsiasi forma di sharing alternativa dal momento che, dopo un abbonamento minimo di 25€ comprensivi di prima ricarica obbligatoria del valore di 5€, il costo di utilizzo è nullo per i primi 30 minuti (anche più volte al giorno) e per un utilizzo maggiore le tariffe sono davvero minime (e.g. prima e seconda ora 0,80€) … rispetto a 1€ a inizio noleggio e poi 0,15€ per ogni minuto (i.e. ben 10€ l’ora!!) della tariffa dei monopattini elettrici!!
Insomma un prezzo non indifferente, ragionevole dovendo sostenere i costi di ricarica e del consumo delle batterie, ma che non è certo, secondo me, conveniente per un utente se non per un utilizzo saltuario e principalmente per divertimento!

Insomma, il mio giudizio personale è che è sicuramente meglio possedere una bici e utilizzarla soprattutto per i piccoli spostamenti diurni in città, magari avendo due buoni lucchetti per fissare in sicurezza sia il suo telaio sia entrambi le ruote: è vero che i deficienti si attaccano anche alle selle, ma io da anni lascio la bici ben chiusa in posti non appartati e non ho mai subito furti o danni … di notte meglio un posto riparato chiuso!

Se uno non possiede invece una bici per diversi motivi, sicuramente meglio allora utilizzare un sistema come TObike che prevede stazioni di presa-rilascio gestite con prenotazione e che si possono potenzialmente rendere sicure mediante telecamere: ovviamente il servizio deve essere ripristinato in modo efficiente, con un numero di bici adeguato e rimettendo in funzione tutte le postazioni attualmente fuori uso.
Meno bici abbandonate ovunque, meno pericolo di vandalismi, meno costi di gestione e quindi anche meno spesa per il cliente che può spostarsi soprattutto nel centro città senza inquinare quasi gratuitamente!!

Penso che il disservizio creato in questi ultimi tempi abbia sicuramente portato a una drastica riduzione degli abbonamenti dei clienti TObike, che si sono visti abbandonati (e probabilmente anche presi in giro): se una ripresa ci sarà, e me lo auguro, si dovranno inizialmente compensare i disagi subiti dalla vecchia clientela con proposte allettanti che induca quella stessa a riconsiderare la nuova offerta.

Insomma: più mezzi, più manutenzione, più telecamere … ma anche più vigilanza sia delle forze dell’ordine sia dei cittadini stessi che devono denunciare gli abusi da parte di eventuali vandali.

Lunga vita al bike sharing, soprattutto a quello “semplice”, quasi a costo zero!!

P.S: ho comunque segnalato anch’io la situazione inaccettabile delle postazioni TObike scrivendo all’URP del Comune, sempre efficiente nel dirottare opportunamente le email che provengono dalla cittadinanza. Penso infatti sia importante che anche noi cittadini facciamo sentire il nostro disagio a chi di dovere in modo che sia sollecitato a provvedere al più presto. Questa volta quell’URP ha inoltrato la mia email a biciclette@comune.torino.it … attendo fiducioso una loro risposta, magari con qualche informazione in più rispetto a quelle ormai pubblicate da tempo sui quotidiani cittadini.

È importante che anche noi cittadini facciamo sentire il nostro disagio a chi di dovere, in modo che sia sollecitato a provvedere al più presto.

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Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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