L’eco del passato nel presente: non parliamone come se fosse solo un ricordo

Il titolo di questo post è quello di un video che racchiude sia informazioni sui campi di concentramento di ieri e di oggi, sia alcune considerazioni sviluppate durante un lavoro interdisciplinare della classe 5D, anno 2020/2021, dell’I.I.S. Bosso-Monti di Torino.

Non appena un’amica, che insegna in quell’istituto, mi ha proposto questa l’idea che avrebbe coinvolto dei ragazzi, ho subito accettato con piacere di mettere a disposizione le mie competenze tecniche. Infatti, penso sia molto utile che tra i giovani si parli e si mediti su questi argomenti ancor oggi attuali.

È stato un lavoro non banale per tutti. Basti pensare che è iniziato poco prima del 27 gennaio 2021, il cosiddetto Giorno della Memoria, e si è concluso solo ora, perciò dopo quasi un mese e mezzo.
Le riflessioni venute fuori dai ragazzi mi sembra non siano scontate e banali e, seppur nella loro limitata validità, riflettono pensieri condivisibili. Le considerazioni emerse nelle discussioni sono state ordinate per dare un senso organico ad un discorso che poi è stato letto nel video da quattro alunne, sebbene riportino non loro pensieri strettamente personali, bensì quelli emersi da tutta la classe.

Molti degli spezzoni dei video utilizzati, sono derivati da filmati trovati su Internet dai ragazzi stessi, così come pure i testi delle schede dedicate a ciascuno Stato sono stati frutto di loro ricerche. Persino le musiche e il titolo del video sono stati scelti tra quelli proposti dalla classe.
Insomma, un lavoro di gruppo che non ha escluso nessun membro della classe e che ha suscitato, mi sembra, un interesse e impegno da parte di tutti!

Anche da parte mia c’è stato un impegno non indifferente e direi superiore alle mie stesse previsioni. Non solo tutti i video segnalati e altri ancora sono dovuti essere ovviamente visti per intero per poi poter effettuare una selezione delle scene più opportune da estrapolare, ma anche i video e gli audio forniti dai ragazzi erano in formati, livelli di volume e qualità assai differenti tra loro! Alcuni addirittura erano già stati editati dall’autore verosimilmente con App e con risultati diciamo non ottimali (parti dell’audio e video non risultavano, infatti, più sincronizzatati): ma anche questo problema tecnico è stato risolto ed è nato addirittura un post a quel proposito (Adobe Premiere Elements: come riutilizzare una parte di un video elaborato in un progetto, per inserirlo in un altro … e come risolvere un possibile problema di sincronizzazione tra audio e video in un filmato). Analogo discorso per la rotazione di un video realizzato in portrate mode che, essendo codificato in una qualche modalità particolare, ruotandolo di 90o con Adobe Premiere Elements perdeva la componente video una volta renderizzato nel formato idoneo per YouTube (Come convertire/modificare opportunamente un file audio/video, di un formato non supportato nativamente da Adobe Premiere Elements, in modo da poi renderlo utilizzabile anche da quel programma).
Insomma, riuscire a riportare il tutto in un formato idoneo ed equalizzato non è stato uno scherzo … e molto ancora magari si sarebbe potuto fare per migliorare ulteriormente la qualità del filmato globale. Ma questo, ovviamente, non era e non è l’obiettivo di questo lavoro che comunque sia, seppur nei suoi limiti tecnici e di contenuto, ha soddisfatto le mie aspettative e spero anche quelle di tutti i ragazzi di quella classe, sebbene non li conosca personalmente!

Purtroppo, per via delle immagini e dei filmati mostrati all’inizio, ovviamente crude riferendosi a dei campi di concentramento, la visione del filmato è stata limitata da YouTube ai maggiori di 18 anni, per cui il video risulta visibile solo a un utente maggiorenne autenticato su YouTube. Ho presentato un ricorso a YouTube affinché venga tolta quella restrizione che ostacola la visione addirittura ad alcuni ragazzi che hanno collaborato a realizzarlo! D’altra parte, seppure contenessero immagini scioccanti nella loro realtà, quella limitazione non era presente nei filmati, trovati su YouTube stesso, relativi ai campi di concentramento, e da cui è stata derivata la prima parte di questo nostro video!

P.S. 18/3/2021 Con una sollecitudine insperata (solo 3 giorni) ho ricevuto la comunicazione in merito via email, che mi notificava che avevano tolto la vincolante limitazione della maggiore età. Perciò ora per vedere il filmato non è più indispensabile passare al sito di YouTube, autenticandosi per comprovare la propria maggiore età! 🙃 Nessuna più limitazione, dunque!!

Comunque lascio ancora il seguente link diretto del video su YouTube!

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