Dal 1/10/2021 i cittadini potranno accedere all’area riservata solo con SPID, CIE o CNS nei siti dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate: la “rivoluzione” informatica inadeguata che complica solo la vita ai cittadini!

Ho provato ad accedere ieri all’app dell’INPS per vedere i dettagli della pensione mensile e ho avuto la brutta sorpresa di vedermi indicate come errate le mie credenziali INPS che da sempre utilizzo per accedere a quell’app (che memorizzandosele, non me richiedeva più, se non dopo un eventuale aggiornamento dell’app stessa). Questo almeno fino a ieri pomeriggio: ora finalmente il messaggio di rifiuto non indica più l’inesattezza delle credenziali, bensì la nota seguente: “ATTENZIONE: dal 1 ottobre 2021 puoi accedere solo con SPID, CNS o CIE” … anche se poi, in realtà, da quell’app l’accesso con CNS non risulta possibile, almeno attualmente: come si può vedere dagli screenshot seguenti, si deve infatti utilizzare l’accesso web da un browser del sito dell’INPS – sia da PC sia da smartphone – per vedere attivata anche quella terza possibilità di autenticazione (oltre a dover usare un lettore per carte a contatto con chip). Dal momento che non so nemmeno se tali lettori possano funzionare se collegati alla porta micro USB di uno smartphone (esisteranno i driver necessari per quei dispositivi?), sicuramente più agevole è la lettura di una carta contactless tramite lettore NFC, qualora integrato in quel dispositivo.

P.S. 3/10/2021 – Per fortuna ora nell’app dell’INPS hanno introdotto la possibilità d’inserire un PIN, con la validità di 30 giorni, che evita così di dover effettuare la non certo immediata procedura di accesso con SPID/CIE… sebbene comunque ogni mese, anche solo per controllare i dettagli della pensione, si debba comunque rifare in quanto trascorsi quei termini indicati! Avrebbero almeno dovuto prolungarne la validità a un po’ più di 30 giorni dopo l’ultimo accesso e non, come sembra ora, dalla sua creazione! 🙄

Nuova funzionalità introdotta nell’app dell’INPS per evitare, almeno per 30 giorni, di dover effettuare ogni volta la non banale e lunga procedura di autenticazione con SPID/CIE

Ecco quindi che, come preannunciato non certo in modo così evidente per tutti dal momento che ha colto di sorpresa anche me (figuriamoci un anziano!), dal 1 ottobre 2021 è stato inibito l’accesso ai siti sia dell’INPS sia dell’Agenzia delle Entrate tramite le credenziali dai medesimi rilasciati e che consentivano l’accesso, a chi li avesse (da tempo non ne rilasciavano di nuove), senza utilizzare le forme attualmente più in voga, vale a dire SPID, CIE o CNS. … sì, perché ora, in aggiunta allo SPID e al CIE si esiste anche un terzo metodo alternativo, il CNS vale a dire la Carta Sanitaria che, solo qualora appositamente abilitata e associata a un PIN, diventa la Carta Nazionale dei Servizi, appunto un ulteriore metodo alternativo di accesso “sicuro”!

La “rivoluzione” non coinvolge però solo i siti dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate, bensì anche quelli relativi ad altri servizi al cittadino fino a oggi utilizzabili anche con l’itilizzo di credenziali appositamente rilasciate da tempo dai medesimi. Ad esempio, anche l’accesso a TorinoFacile ha dismesso le sue credenziali il medesimo giorno.


Non so, sinceramente cosa avvenga negli altri Paesi (e non desidero perdere ulteriore tempo nell’analisi), ma avere e dover gestire tre modalità di accesso “unificato” mi sembra davvero una follia, tanto più che, soprattutto alcune, risultano davvero complicate da richiedere/utilizzare (i.e. SPID), nessuna poi sicuramente banale come avveniva con l’uso delle credenziali di un tempo, agevolmente utilizzabili anche da persona fidata che, ad esempio, si sobbarcava l’onere di aiutare una persona incapace a tali operazioni, spesso un anziano. Anche il processo di delega [che, come mostrerò nel seguito, è stato fortunatamente introdotto per sopperire a situazioni assai comuni (e.g. gestione di persone anziane e non solo, essendo certamente i metodi informatici non alla portata di tutti i cittadini)] comunque introduce una complicazione nel processo che davvero si poteva evitare laddove non fosse indispensabile (e.g. per chi aveva e usava proficuamente credenziali già da tempo rilasciate dai singoli servizi). Infatti, ora il delegato (e.g. il familiare dell’anziano infermo) deve andare in un apposito sportello (che può necessitare di una prenotazione non sempre agevole da ottenere), fornire documentazione e certificati rilasciati da personale sanitario (come se i medici generici non avessero già sufficienti incombenze burocratiche a loro carico!). … e questo anche solo per vedere, per l’assistito, la sua pensione in dettaglio, scaricaregli il CUD dall’INPS o compilargli il 730 magari accettando la sua versione precompilata dall’Agenzia delle Entrate stessa...

Avevo già scritto da tempo diversi post sul “problema” di transizione a un accesso “unico” per i servizi offerti da enti pubblici, ad esempio SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale): la panacea per l’accesso a tutti i servizi offerti dalla Pubblica amministrazione? Non direi proprio!
Erano tutti siti che comunque già da tempo avevano messo in atto propri meccanismi di autenticazione specifici che, sebbene non più rilasciati, continuavano a valere come alternativa a SPID/CIE/CNS per chi già li possedeva.
Mi chiedo: che cosa costava quindi mantenerli ancora, in modo da non creare problematiche per chi era abituato a utilizzarli (spesso persone già di età o familiari che si adoperano per loro in fastidiose operazioni burocratiche)? Mica penseranno che le metodologie SPID/CIE/CNS siano davvero oggettivamente più sicure? E poi, se anche fosse, per molteplici dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione (e.g. scaricare il proprio CUD) sicuramente quel livello di supposta assoluta sicurezza non sarebbe davvero necessario! D’altra parte già le tre metodologie di autenticazione consentite ora hanno livelli di sicurezza ben diversi anche solo per via del supporto utilizzato (e.g. le carte contactless sono decisamente meno clonabili rispetto a quelle con chip a contatto). Relativamente allo SPID poi, è stato pensato per avere addirittura ben tre livelli diversi di sicurezza!! 🤔

Email ricevuta il 30/09/2021 dall’Agenzia delle Entrate che mi comunicava l’imminente cessazione della possibilità di autenticazione con le credenziali rilasciate un tempo dalla stessa
Notifica presente nell’app/sito dell’INPS in cui si comunica l’imminente cessazione della possibilità di autenticazione con le credenziali rilasciate un tempo dallo stesso ente

Perciò, nel sito dell’INPS, in questa pagina relativa a Servizi on line: introdotta la delega dell’identità digitale, viene specificato: “Dal 16 agosto 2021, il cittadino che sia impossibilitato a utilizzare in autonomia i servizi online INPS, può delegare un’altra persona di sua fiducia all’esercizio dei propri diritti nei confronti dell’Istituto attraverso lo strumento della delega dell’identità digitale. … La delega dell’identità digitale è anche lo strumento attraverso il quale i tutori, i curatori, gli amministratori di sostegno ed esercenti la potestà genitoriale possono esercitare i diritti dei rispettivi soggetti rappresentati e dei minori. La richiesta può essere effettuata direttamente dal delegante presso una qualsiasi sede territoriale dell’INPS esibendo il modulo di richiesta di registrazione delega dell’identità digitale e la copia del documento di riconoscimento del delegante.
Dopo la registrazione a sistema della delega, il delegato può accedere ai servizi INPS in luogo del delegante, autenticandosi con le proprie credenziali SPID/CIE/CNS e potrà scegliere, quindi, se operare in prima persona oppure in luogo e per conto del delegante.

Da quello che viene indicato, tuttavia, non si comprende bene se questo processo di delega sia estendibile anche nel caso di persone malate o comunque anziane con problematiche tali da non poter operare in modo autonomo, senza per questo avere un curatore o quant’altro. Per fortuna nelle F.A.Q. si trova tale domanda con relativa risposta:

F.A.Q. presente nel sito dell’INPS

Quindi, se uno è invalido e necessita di un aiuto per operare sul aiuto dell’INPS, dal 16 agosto 2021 può delegare figli o altre persone di fiducia a effettuare l’accesso per tuo conto ai servizi online con il loro SPID, come indicato nella circolare INPS 12 agosto 2021, n. 127.
Per richiedere la registrazione della delega, si può prenotare un appuntamento allo sportello INPS e recarsi allo sportello per consegnare come delegante la documentazione di seguito indicata:

La richiesta di delega deve essere presentata fisicamente presso gli sportelli INPS.

Per prenotare l’appuntamento si può chiamare il Contact center, al numero 803164 da rete fissa o 06164164 da rete mobile, o contattare la propria sede INPS di riferimento fissando un appuntamento tramite l’area MyINPS, il portale INPS (Contatti->Le sedi INPS) oppure tramite app INPS Mobile. Si possono trovare ulteriori istruzioni e tutorial sulle modalità di prenotazione nella sezione Contatti -> Accedere alle Sedi INPS.

Nel caso uno sia impossibilitato a recarsi presso gli sportelli INPS a causa di patologie (allettato per lunga durata, ricoverato in strutture di cura ecc.), può richiedere la registrazione della delega da parte di familiare o tramite altra persona di fiducia dallo stesso delegata.

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Esiste poi un’ulteriore possibilità di delega per abilitare una Tessera Sanitaria (e.g. quella di un anziano infermo) perché diventi una Carta Nazionale dei Servizi con un proprio PIN da utilizzare durante un’autenticazione.
… e forse questa soluzione può risultare la più semplice ed attuabile per poi accedere a qualsiasi sito che consenta quella forma di autenticazione (sembra oramai inserita in tutti i siti delle pubbliche amministrazioni, INPS e Agenzia delle Entrate inclusi). L’unico vincolo rimane poi quello di dotarsi di un apposito lettore tale carta con chip a contatto, comunque assai economico.

Da questa pagina del sito dell’INPS relativo alla Tessera Sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS) si legge: “viene emessa dall’Agenzia delle Entrate, che si occupa di produrre e distribuire la tessera su tutto il territorio nazionale. Ai nuovi nati viene spedita in automatico, senza bisogno di inviare alcuna richiesta, dopo che è stato attribuito il Codice Fiscale da parte dei Comuni o di un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Per poterla utilizzare come Carta Nazionale dei Servizi (CNS) è necessario recarsi presso un ufficio della Regione nella quale si risiede, dove verrà rilasciata una busta con il Personal Identification Number (PIN) per il suo utilizzo come CNS.
È importante sapere che il titolare della TS, per ottenere il rilascio del PIN, può delegare un parente. Per l’utilizzo della CNS come sistema di autenticazione
è necessario infine dotarsi di un lettore di smart card. Non è necessario avere uno smartphone per utilizzare la CNS.”

Quindi sembra che la tessera sanitaria, spedita gratuitamente a domicilio, possa diventare la Carta Nazionale dei Servizi (utilizzabile quindi in alternativa a SPID e CIE) per accedere ai servizi pubblici (e.g. INPS, Agenzia delle Entrate): basterebbe recarsi presso un ufficio della Regione di residenza per ritirare una busta con un PIN idoneo al suo utilizzo elettronico. Anzi “il titolare della TS, per ottenere il rilascio del PIN, può delegare un parente“! Sembrerebbe quindi quasi risolto ogni problema… tranne per il fatto che “per l’utilizzo della CNS come sistema di autenticazione è necessario dotarsi di un lettore di smart card“, …. ma subito rassicurano nuovamente che “non è necessario avere uno smartphone per utilizzare la CNS” … solo un PC! 🙄🤔

Come richiedere quindi tale PIN per la Tessera Sanitaria (TS-CNS) in modo che possa essere utilizzata come Carta Nazionale dei Servizi? Sempre in quella pagina del sito dell’INPS esiste un elenco di link per ciascuna Regione. In particolare, per il Piemonte il link porta a una pagina del sito appunto della Regione Piemonte relativo all’elenco degli sportelli per la gestione Tessera Sanitaria – CNS in quel territorio (i.e. l’elenco degli sportelli ASL abilitati al rilascio delle credenziali per l’utilizzo della Tessera Sanitaria TS – CNS come strumento di autenticazione). Nel documento scaricabile viene ad esempio indicato, tra tutti gli altri del Piemonte, i seguenti sportelli nella città di Torino:

Sempre nel sito della Regione Piemonte c’è una sezione apposita relativa alla Tessera Sanitaria Carta Nazionale dei servizi TS – CNS. Qui viene precisato: “Per garantire l’utilizzo esclusivo da parte del proprietario, la tessera viene recapitata a domicilio disattivata: per attivarla è necessario presentarsi presso uno degli sportelli dislocati sul territorio della propria ASL di appartenenza, portando con sé la nuova tessera e un documento di identità valido. L’operatore incaricato attiva la carta e il cittadino riceve le prime parti del PIN, PUK e CIP (opzionale). Successivamente, riceverà all’indirizzo e-mail comunicato all’ASL le seconde parti delle credenziali. Per poter utilizzare la carta il cittadino dovrà dotarsi di un lettore di smartcard e del relativo software, scaricabile gratuitamente dal portale TS-CNS“.

Insomma, una procedura direi molto simile a quella della Carta d’Identità Elettronica (CIE) anche se in questo caso non si parla di lettura tramite smartphone dotato di funzionalità NFC (non presente sempre, soprattutto nei telefonini più economici o più datati), bensì solo di lettore di smartcard da utilizzare da un computer dove sia installato un apposito SW scaricabile gratuitamente.
Relativamente alla possibilità di delega nel ritiro, vengono fornite istruzioni specifiche per ciascun caso (e.g. minori non emancipati, persone sottoposte a tutela, malati). Relativamente alle persone malate e/o impossibilitate a recarsi al ritiro per un tempo superiore ai 3 mesi, viene detto:

È quindi sufficiente portare documento valido (e relativa fotocopia!!), delega firmata dal delegante, certificato medico o documentazione clinica idonea (anche eventuale autocertificazione sembrerebbe): tale documentazione deve essere generica e non indicare, per motivi di privacy riferimenti alla patologia del titolare della TS-CNS.

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L’altra possibilità è avere una Carta d’Identità Elettronica con relativo PIN anche se, nel caso in cui uno non l’abbia già, richiederla sembra non sia sempre così agevole. Nella pagina del sito del Comune di Torino relativo alle modalità di prenotazione, vien detto: “L’appuntamento può essere richiesto autonomamente, anche in assenza di credenziali SPID, CIE o Torino Facile, con le seguenti modalità:Carta Identità Elettronica, tramite il portale ministeriale o il portale Torino FacileCambio di residenza da altro Comune o dall’estero, tramite il servizio online Sportello FacileCambio di indirizzo in città, tramite il servizio online Sportello Facile“. Ssebbene la prenotazione possa avvenire anche solo utilizzando SMS, e quindi non si necessita di SPID, non sempre (sembra) disponibile la possibilità di effettuarla:

Vedi a tale proposito anche il mio post Come recuperare il PIN/PUK della propria Carta d’Identità Elettronica (CIE) e poi leggerla con un lettore NFC

Sempre da una pagina del sito del Comune di Torino si legge: “Il costo per l’emissione è di Euro 22,21 nel caso del documento elettronico.
AVVERTENZE:

  • Il rinnovo del documento può essere richiesto a decorrere dal 180° giorno precedente la scadenza, riconsegnando all’ufficio la carta d’identità precedente scaduta o in scadenza.
  • In caso di smarrimento o furto occorre esibire la denuncia di smarrimento o furto resa all`autorità di pubblica sicurezza (Carabinieri o Polizia) in originale e fotocopia; occorre esibire un valido documento di riconoscimento in corso di validità (in mancanza occorre la presenza di due testimoni residenti sul territorio nazionale muniti di documento d`identità valido).
  • In caso di documento deteriorato, occorre presentare il documento danneggiato e un altro documento di riconoscimento valido (in mancanza di quest’ultimo occorre la presenza di due testimoni residenti sul territorio nazionale muniti di documento d`identità valido).

Infatti l’articolo 36, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, è sostituito dal seguente: “7. La carta d’identità può essere rinnovata a decorrere dal centottantesimo giorno precedente la scadenza. Le carte d’identità rilasciate su supporto cartaceo e le carte d’identità elettroniche rilasciate in conformità al decreto del Ministro dell’interno 8 novembre 2007, recante “regole tecniche della Carta d’identità elettronica”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 261 del 9 novembre 2007, possono essere rinnovate, ancorché in corso di validità, prima del centottantesimo giorno precedente la scadenza..

Sembrerebbe tuttavia che, se ho capito bene, il decreto del 16 luglio 2020 ha fatto decadere il limite dei 180 giorni per le carte d’identità cartacee o quelle elettroniche obsolete, dando la possibilità di rinnovarle anche subito, mentre rimane il limite dei 180 giorni per le carte elettroniche “nuove” salvo ovviamente i casi di furto, smarrimento o deterioramento. Tuttavia questa informazione che ho trovato online necessita di una conferma (chi ha tempo e voglia di leggersi quel decreto ho inserito il link!)..

Sembra anche, a causa dell’emergenza sanitaria, per evitare assembramenti è stato deciso di prorogare la validità dei documenti d’identità, mentre dall’altro lato poiché, finalmente, si vuole dare un’accelerazione verso la digitalizzazione, si consente di rinnovare la CI a favore di quella elettronica 3.0 anche prima della scadenza naturale.

Si legge anche in qualche forum che in qualche anagrafe hanno negato il rinnovo da CI cartacea a CIE 3.0 perché mancavano oltre 6 mesi alla sua scadenza… sembra pure che abbiano “consigliato” di strapparla e poi ripassare in quanto deteriorata…

A Torino, la sede centrale dell’anagrafe di via della Consolata 23 riceve senza appuntamento per il rilascio di carte d’identità, certificati, autenticazioni di firma e di copia, dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, attestazioni di soggiorno.

L’appuntamento può essere richiesto autonomamente, anche in assenza di credenziali SPID, CIE o Torino Facile, con le seguenti modalità: Carta Identità Elettronica, tramite il portale ministeriale o il portale Torino Facile. Può convenire provare a vedere la disponibilità di posti anche nei Comuni vicini a grandi metropoli. Ad esempio, se cerchi di prenotare in una anagrafe nel Comune di Torino difficilmente trovi posti, mentre nei Comuni vicini si trovano posti, sebbene i tempi di attesa siano comunque notevoli (e.g. più di un mese e mezzo):

Per il rinnovo della Carta d’identità può convenire prenotare nei piccoli Comuni

Per leggere una carta sanitaria alias Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS), trattandodi di una carta con chip a contatto necessita di un lettore economico (e.g. inferiore ai 20€, ad esempio questo). Anche le CIE rilasciate fino a luglio 2016 erano di questa tipologia di carte con chip per cui possono essere lette con questo medesimo lettore.

Si noti che il lettore necessario per leggere la Carta d’identità elettronica (CIE 3.0) attualmente rilasciata dalle anagrafi (da agosto 2016) deve essere un lettore contactless NFC che sia idoneo a leggere quella carta nella versione attuale (3.0): il costo di questi lettori, collegabili ad una porta USB di un PC, non è indifferente (attualmente poco meno di 50€, ad esempio questo). È poi necessario stare sttenti alla compatibilità con la CIE 3.0 attuale in quanto sembra esistono alcuni lettori in grado di leggere solo le CIE 2.0 cioè quelle con chip a contatto, rilasciate prima del luglio 2016. Solitamente le carte contacless vengono tecnicamente considerate più sicure ed è anche per questo, oltre che per la loro comodità di utilizzo, che sono state scelte da tutte le carte di credito e debito attualmente rilasciate dalle banche.

Comunque esiste la possibilità di leggere le CIE 3.0 anche tramite l’app CieID disponibile per Android iOS, sempre che il vostro telefonino abbia quella funzione NFC, generalmente non presente nei modelli di fascia bassa e/o di qualche anno fa. Se invece uno ha uno smartphone con quella funzionalità, sarà in grado di leggere la propria Carta d’Identità Elettronica di nuova generazione configurando l’app e appoggiando la carta sul retro dello smartphone. Purtroppo non si può configurare l’app CieID per registrare più carte, impedendo perciò l’utilizzo di un medesimo smartphone per leggere più CIE ed autenticare quindi più persone (e.g. un familiare anziano magari non in possesso di uno smartphone, tantomeno di uno con la funzionalità di lettore NFC)! 🙄😒 Percìò mi sembra che l’unica soluzione per un utilizzo multiutente sia l’uso di un costoso lettore NFC collegato via USB ad un PC (vedi anche Software CIE).

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Link utili

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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