Dipinti e oggetti: storie di restauri e alcuni consigli

Riportare un dipinto o un oggetto come era probabilmente alle origini, penso sia una delle attività creative più gratificanti e utili! Questo post si aggiunge quindi ad altri su questo medesimo argomento!

Da qualche settimana ho finito il restauro di un bel dipinto di mio zio Mario (olio su cartone telato 70×50, 1976) che risultava pesantemente danneggiato in più parti, scolorite e talvolta addirittura mancanti. Ho voluto lasciare per ultimo il suo restauro rispetto ad altri dipinti perché lo trovo particolarmente bello e temevo di non essere all’altezza dell’arduo compito. Esiste sempre un certo timore iniziale di poter peggiorare una situazione preesistente già anche quando si tratta di un proprio dipinto in corso: questo timore poi può trasfrmardi in paura quando si tratta di operare su un dipinto di un altro pittore, soprattutto di ino di cui apprezzi la sua arte! Tuttavia, è necessario vincere tali ritrosie, aspettando magari lo stato d’umore più idoneo per trovare il coraggio d’impugnare i pennelli e i colori: questi ultimi generalmente è bene siano della medesima tipologia utilizzata originalmente (e.g. a olio se il dipinto aveva utilizzato quella tecnica), e le tinte devono essere miscelate opportunamente sperimentando diverse tonalità fino a giungere a quella desiderata. Questo comporta non solo perizia ma soprattutto pazienza in quanto talvolta sono richiesti diversi tentativi non essendo sempre l’esito ottenuto necessariamente quello sperato! Avevo già da tempo addirittura preso un libro che mostrava le diverse tonalità di colore che si ottengono mischiando le diverse tinte, ma poi ho scoperto che ovviamente sono indicazioni di massima, in quanto sia non tutte le specifiche tinte di colore non risultano agevolmente reperibili (poche marche le producono), sia le caratteristiche di un colore dipendono anche dalla marca stessa del prodotto effettivamente utilizzato: sta quindi sopratutto alla sensibilità personale diluire e miscelare a dovere il tutto con diversi colori per ottenere davvero il colore desiderato, … o perlomeno uno assai simile 🙂! Anche se dispiace, non ci si deve preoccupare troppo di dover ricominciare da capo, sprecando quindi colori e misture provate ma che non hanno poi dato l’esito sperato: magari si possono poi utilizzare per ritoccare qualche altro punto del dipinto! Non sempre è opportuno fare delle proveiniziali con piccoli quantitativi di colore: spesso è invece opportuno preparane un quantitativo sufficiente per quello che si deve fare, in quanto non è sempre agevole ricreare la medesima tonalità soprattutto quando i colori adoperati sono più di due, come generalmente avviene!

I colori  (Ian Sidaway): fornisce indicazioni assai accurate e specifiche per ciascuna tecnica di pittura (e.g. olio, acrilico, acquarello) [1]
I colori (Ian Sidaway): fornisce indicazioni assai accurate e specifiche per ciascuna tecnica di pittura (e.g. olio, acrilico, acquarello) [2]

Spesso basta lasciarsi guidare dall’istinto: talvolta può succedere che dei colori vengano mescolati quasi inconsciamente producendo miracolosamente proprio quella tonalità desiderata. Insomma, si tratta di una “magia” che, ogni volta che si ripete, mi lascia sempre stupito!

… e quanto s’impara, restaurando un dipinto di un grande artista, scrutando nei dettagli di quella sua creazione per impararne lo stile, cercando anche di ripercorrere le sensazioni che lo hanno portato a scegliere un certo colore proprio in quella specifica tonalità. Riprovare le sue stesse emozioni, condividerle seppur magari decenni dopo:
forse solo così si può riuscire nell’intento…

La difficoltà maggiore, poi, non è solo quella di ricreare un preciso colore ma anche d’imitare lo stile e la pennellata di chi aveva originariamente dipinto quel quadro. Diverse volte mi sono ritrovato a restaurare dipinti di pittori di famiglia seppur talvolta mai nrppure conosciuti essendo lontani antenati! Mi piace pensare che questa operazione d’immedesimarsi in loro sia più facile qualora l’artista sia un parente, sebbene razionalmente sarei portato a negarlo! Anni fa avevo addirittura ritoccato alcune opere a carboncino di mio bisnonno, prima d’inquadrarle sotto vetro… e anche in quella cicostanza la sensazione è stata un po’ come incontrarlo virtualmente attraverso quelle sue opere giunte me miracolosamente dopo tante traversie!

Ecco dunque il dipinto di mio zio Mario prima e dopo il restauro:

Come avevo già avuto modo di dire nel mio post Come pulire e restaurare dipinti (e cornici) riportandoli alla loro iniziale bellezza (parte 2), talvolta anche solo con il fotoritocco si riesce a migliorare un dipinto rovinato e ciò consente per vederlo recuperato perlomeno su di un monitor o su Internet: in quel caso, basta sapientemente sia usare lo strumento di clonazione (icona stampino), presente in diversi programmi di elaborazione grafica, per appunto duplicare una certa regione del dipinto in un’altra danneggiata sia agire, quindi, con i meccanismi classici di correzione dei colori/contrasto/luminosità. Tuttavia, qualora il dipinto risulti deteriorato globalmente con estese parti sbiadite come in questo caso, tale operazione non può certo fare miracoli!
Pur avendo utilizzanto un ottimo programma di fotoritocco qual’è Photoshop, il risultato che ero riuscito ad ottenere era stato accettabile, ma comunque ben diverso da quello poi ottenuto successivamente con un restauro “reale” con il pennello!
Eccovi la foto che avevo migliorato tramite fotoritocco, partendo da quella del dipinto originale (che mostro a lato per agevolarne un confronto):

Tuttavia, in altre situazioni, soprattutto quando il supporto della pittura (e.g. carta) è molto compromesso, il fotoritocco rimane forse l’unica soluzione per poter rivedere il dipinto com’era originariamente. Si noti che, oltre a vedere il risultato su un monitor, l’immagine può comunque essere stampata anche su tela con ottimi risultati: almeno da distante è spesso difficile distinguere la copia dall’originale!

A titolo di esempio, in una sezione del sito che ho creato per esporre alcuni dipinti di mio zio Mario, mostro i risultati che ho ottenuto sia restaurando con colori reali sia virtualmente con fotoritocco laddove la prima soluzione non fosse fattibile. Rimandandovi a https://mariocontini.wordpress.com/2021/05/01/altro, inserisco nel seguito un solo esempio che mostra quanto si possa ottenere anche solo con un fotoritocco, quando non è possibile fare altrimenti:

Fotoritocco della foto precedente del dipinto

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Nel seguito vi racconto anche di un altro restauro che ho recentemente realizzato su due oggetti di un collega di lunga data: si trattava di scatole indiane molto particolari, una delle quali verosimilmente antica.

Per la scatola di legno intarsiato, ho innanzitutto incollato con colla vinilica quella parti che si erano tolte ma che erano state recuperate. Invece, per quelle perse e per le crepe presenti, ho utilizzato dello stucco bianco opportunamente miscelato con polveri di diversi colori per ottenere una colorazione quanto più simile al legno originale.

Barattoli di polvere di ossido con varie gradazioni di colore da mescolare con stucco bianco

Una volta poi asciugato il tutto, ho pitturato le parti intarsiate mancanti con un misto di colori acrilici (e.g. argento, bianco, marrone e giallo) in modo da simulare un po’ quella specie di madreperla originale. Infine ho passato a istanza di tempo due mani di vernice acrilica per mobili (e una terza solo nei punti stuccati e pitturati).
Le foto seguenti mostrano sia, a titolo di esempio, un dettaglio di una delle parti mancanti sia, quindi, l’oggetto restaurato negli intarsi e riverniciato per proteggerlo nel tempo:

Per l’altra scatola, tutta disegnata, ho miscelato colori acrilici per riprodurre il più possibile i colori delle parti mancanti e poi, con un pennellino sottile, ho cercato di rifare i volti stilizzati originali. Infine, una volta asciugato, in questo caso ho preferito proteggerlo con una classica vernice finale lucida per colori acrilici/olio, trattandosi di fatto di un dipinto.
Ecco come si presentava:

… ed ecco com’è ora, una volta restaurata:

Puoi trovare alcuni consigli e alcuni altri esempi di restauro da me effettuati in altri miei post, quale soprattutto questo.

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Link utili

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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