Finalmente presenti, sul territorio cittadino di Torino, contenitori per smaltire l’olio esausto da cucina

La raccolta differenziata è oramai anni che la si fa e, per ‘invogliare’ i cittadini a operare correttamente, è sicuramente servito collocare opportunamente contenitori per strada o nei condomini! La diffusione di cassonetti che si aprono solo mediante un’apposita carta personale, può essere poi una soluzione idonea anche per distribuire eventualmente in modo più corretto i costi della raccolta rifiuti… sempre che ci siano i controlli adeguati e quei sistemi funzionino sempre a dovere: quante volte si vede – soprattutto dove c’è questa tipologia di cassonetti – immondizia collocata fuori sul selciato!! Mi sembra perciò assodato che non ci si possa semplicemente affidare al livello di responsabilità e civiltà della popolazione! 🙄

Tuttavia mi aveva sempre stupito come non esistessero diffusamente contenitori anche per smaltire olio esausto da cucina e non si facesse un’adeguata propaganda all’utilizzo di una forma di raccolta differenziata per questa tipologia di rifiuto altamente inquinate e assai comune. Infatti quasi tutti sanno e comprendono che se non si ricicla la carta si devono abbattere più alberi, se non si ricicla il vetro/metalli i prezzi di produzione aumentano oltre ad aumentare il quantitativo dell’indifferenziato! Per l’organico – che costituisce, da un punto di vista del peso, una gran parte dei rifiuti – è facile intuirne poi un suo utilizzo per produrre concimi e per la plastica la sua pericolosità e possibile riutilizzo sono ancora più evidenti. Ma troppe poche persone sanno o hanno valutato il costo ambientale nel buttare nel lavandino sia olio di frittura sia quello dei barattoli di cibo sott’olio (e.g. tonno, carciofini): consuetudine tra le più sbagliate e inquinanti per i mari, per i fiumi… insomma, per l’ecosistema in generale.


Ho letto che, da un calcolo fatto da alcuni esperti del settore, su un consumo annuale di 1.400.000 tonnellate di oli vegetali, poco meno della metà (800.000 tonnellate) finiscono nell’ambiente attraverso le reti fognarie.
Inoltre, analogamente a quanto avviene per gli altri rifiuti differenziati, anche con la raccolta degli oli vegetali esausti, oltre a non inquinare gravemente l’ambiente, mediante specifici trattamenti di rigenerazione viene ricavata materia prima riutilizzabile. Circa il 50% dell’olio esausto raccolto, viene recuperato per la produzione di biodiesel, ma il suo riutilizzo va ben oltre: dai grassi vegetali esausti si possono ricavare energia elettrica, lubrificanti per macchine agricole, compostaggio, asfalti, bitumi, prodotti per l’edilizia, mastici, collanti, mangimi per animali, ingredienti per realizzare creme, saponette, ecc.

Mi sembra tuttavia che non sempre le autorità competenti (e.g. Comune, Regione) effettuino la dovuta opera di sensibilizzazione verso il cittadino per la raccolta degli oli esausti ed evitare così che si buttino nel lavandino. Perciò, anche se l’olio di frittura è considerato un RUP (rifiuto urbano pericoloso) e, in quanto tale, dovrebbe essere smaltito correttamente, ben pochi cittadini hanno la volontà e mostrano la disponibilità non solo a conservalo, ma soprattutto a portarlo nei pochi centri di raccolta differenziata – perché possa essere smaltito correttamente -, isole ecologiche comunali spesso dislocate a chilometri di distanza dal loro domicilio! È vero che alcuni distributori di benzina e supermercati da qualche tempo collaborano a questo tipo d’iniziativa – come già fanno per la raccolta delle pile esauste – , ma questo non è sicuramente sufficiente.

Un diffuso pensiero comune indica poi l’olio di frittura come ottimo concime per piante, ma nulla è più sbagliato: oltre a impoverire il terreno di quei microrganismi necessari alla vita delle piante stesse, non unendosi all’acqua, penetrando nel terreno forma uno strato di sbarramento verso le radici capillari delle piante, impedendo così loro l”assunzione di sostanze nutritive e l’assorbimento naturale dell’acqua di cui necessitano. Anche solo un litro di olio esausto gettato nel lavandino, può danneggiare 1.000.000 di litri d’acqua, rendendola non più potabile, impedendo l’ossigenazione, alterando potenzialmente anche il funzionamento di depuratori. Oltre a essere nocivo per la salute di pesci e alghe, se poi raggiunge falde acquifere, oltre a contaminare l’acqua potrebbe anche ostruire reti idriche.

Per fortuna, almeno nel mio quartiere a Torino, ho potuto notare da non molto tempo la diffusa presenza sul territorio di appositi contenitori specifici per lo smaltimento dell’olio esausto: ne ho individuati ben quattro nel raggio di un 300 metri, il più vicino a meno di 100 metri! Averli a poche decine di metri da casa invoglierà sicuramente diversi cittadini a operare in modo corretto e rispettoso per l’ambiente, sebbene penso che sia anche necessaria una maggiore sensibilizzazione della popolazione a tale riguardo. Devo dire, tuttavia, che mi ha stupito trovare alcuni di quei contenitori collocati anche attaccati a un muro di edifici: si tratta, infatti, di materiale altamente infiammabile e, come già sottolineato, non sempre è opportuno fidarsi troppo del grado di civiltà della gente!

Come fare dunque a raccogliere l’olio esausto in cucina e smaltirlo nel modo corretto?
È sufficiente tenersi da parte un contenitore di plastica – possibilmente uno con il tappo di dimensione non troppo piccola (e.g. bottiglia del latte; possono andar bene anche i contenitori per detersivo/ammorbidente, sebbene siano troppo grandi per entrare nell’apposito buco presente sul coperchio del cassonetto che quindi in in quedto caso deve essere aperto) – dove, di volta in volta, versarci dentro l’olio da cucina da buttare, per poi richiuderlo ermeticamente fino ad un suo successivo utilizzo. Mentre l’olio presente nei barattoli di cibi può essere messo direttamente nel contenitore, per quello di un fritto è ovviamente necessario prima farlo raffreddare: ma non penso che questo costituisca un grosso problema! Quando il contenitore sarà poi pieno, basterà ora fare davvero pochi passi (magari quando si va al mercato o a far spesa) per trovare l’apposito contenitore dove inserirlo ben chiuso. Si noti che quando si porta invece l’olio esausto in un’isola ecologica comunale in genere viene richiesto di vuotarlo dentro un apposito bidone di grandi dimensioni.

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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