I 10 errori di scrittura più comuni tra gli italiani

Qualche giorno fa ho ricevuto una email da Valeria Biancalani, insegnante d’italiano fondatrice della scuola di lingue Blablalang, che offre lezioni di italiano online, che mi ha chiesto una collaborazione. Infatti, oltre a lavorare come insegnante d’italiano, scrive articoli per diversi blog in modo da pubblicizzare il suo lavoro.
Trattandosi di una mamma imprenditrice che vive tra l’altro all’estero, ho subito accettato senza esitazione: anzi, mi ha fatto piacere che si sia rivolta anche a me dopo aver visto dei miei post sulla lingua italiana nella sezione “Pensieri&Parole, in particolare questo sulla punteggiatura. Sono contento che un blog personale come il mio possa anche servire a far trovare qualche cliente in più a chi si adopera a sbarcare il lunario… e offro volentieri spazio gratuito a tale scopo!

Dopo il mio post sulla punteggiatura nelle frasi dirette, dove ho cercato di evidenziare quali sono i particolari grammaticali ed estetici da considerare prima di pubblicare un libro, oggi parleremo, grazie a Valeria, di un argomento altrettanto importante per chi è intenzionato a scrivere un libro: gli errori di scrittura da evitare assolutamente!
Vediamo dunque quelli che lei ha evidenziato essere i 10 più comuni… e scopriamo ovviamente qual è la loro forma corretta!! Ovviamente anche questi errori sono ben evidenziati in un editor qualora si attivi un correttore ortografico/grammaticale che quindi è sempre bene usare (vedi questo mio post)!

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  • QUAL È O QUAL’È

Cominciamo subito con lo specificare che la forma corretta è “QUAL È”, quindi senza apostrofo.

Scrivere “qual’è” è sicuramente uno degli errori più comuni che si tende a commettere nei testi scritti, seppure in buona fede. In caso di elisione, ovvero la soppressione della vocale alla fine di una parola davanti alla vocale iniziale della parola successiva, inseriamo l’apostrofo.

Qual è, invece, è un caso di troncamento, ovvero la soppressione di una vocale, consonante o sillaba alla fine di una parola. Infatti si può usare qual anche prima di una parola che inizia per consonante, come nel caso della frase “qual buon vento”. Vediamo alcuni esempi con qual è.

Qual è il tuo colore preferito?
Indovina qual è la mia serie tv preferita!

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  • SOGNIAMO O SOGNAMO

La forma corretta è “SOGNIAMO” con la i, ma per quale motivo?

La desinenza della prima persona plurale nell’indicativo presente è –iamo (noi siamo, noi parliamo, ecc.). La i fa quindi parte della desinenza e non deve essere assolutamente tolta.

Noi sogniamo di diventare ballerine di danza classica.
Come sempre, sogniamo un mondo senza guerre.

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  • QUALCUN ALTRO O QUALCUN’ALTRO

Proprio come con “qual è”, anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un troncamento, quindi la forma corretta è senza apostrofo, ovvero “QUALCUN ALTRO”.

Per non dimenticarci che qualcun altro si scrive senza apostofro basta pensare che qualcun si comporta come l’articolo indeterminativo maschile un, che non vuole l’apostofro quando la parola successiva inizia per vocale.

Qualcun altro vuole le patatine fritte?
Questo libro non mi piace, lo darò a qualcun altro.

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  • PROPRIO O PROPIO

Un altro degli errori più comuni nel quale spesso si incappa, sia nella scrittura sia nel parlato, è “propio”.

La parola corretta è “PROPRIO”, quindi bisogna aggiungere la “r” tra la “p” e la “i”.

Oggi è proprio una bella giornata!
Devi mangiarlo proprio adesso il gelato?

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  • PERCHÉ O PERCHÈ

Il dubbio amletico di tutti gli studenti (e non solo): accento acuto o accento grave?

Premettiamo che la forma corretta è: PERCHÉ, quindi con accento acuto ed “e” chiusa. La motivazione sta in una regola fonetica che prevede l’accento acuto in tutte le parole che terminano con “che” (affinché, poiché, giacché).

Ho preso una nota sul diario perché mi sono distratto.
Perché non mi aiuti a riordinare questi documenti?

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  • SI O SÌ

In questo caso è l’accento a fare la differenza.

SI è un pronome riflessivo atono della 3° persona, valido per il singolare e il plurale.

Si sono tutti preoccupati per la tua assenza.
Si è infilato in una brutta situazione.

con l’accento è, invece, un avverbio di affermazione.

Le ho chiesto di sposarmi e mi ha detto di !
Hai fatto i compiti per domani? , li ho finiti ieri pomeriggio.

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  • PURTROPPO O PULTROPPO

Anche in questo caso, si tratta di un errore piuttosto comune che, spesso, vediamo in scrittura e sentiamo nel parlato.

C’è solo un modo corretto di scrivere questa parola ed è “PURTROPPO”, con la “r”.

Purtroppo non potrò venire alla tua festa di compleanno.
Oggi c’è brutto tempo e purtroppo non potremo andare in gita.

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  • A POSTO O APPOSTO

Queste due parole sono entrambe corrette ma vanno usate in due contesti completamente diversi.

APPOSTO viene usato quando si vuole usare il participio passato del verbo apporre. Apporre significa “collocare accanto, sopra o sotto”.

Ho apposto la mia firma sul nuovo contratto d’affitto.
Ho corretto il testo e apposto le virgole dove mancavano.

A POSTO va usato, invece, per comunicare che va tutto bene, che tutto è in ordine.

Grazie per esserti preoccupato per me ma adesso è tutto a posto.
Ieri ho messo a posto la mia stanza.

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  • CAMICIE O CAMICE? CILIEGIE O CILIEGE?

Probabilmente questo è uno dei più grandi dubbi della lingua scritta italiana ma lo risolviamo lasciandovi due semplici regole grammaticali.

Se in una parola le finali -cia e -gia sono precedute da una vocale vanno a formare il plurale in -cie e -gie.

Ti ho stirato le camicie.
Ho comprato delle ciliegie ad un ottimo prezzo.

Se in una parola le finali -cia e -gia sono precedute da una consonante formano il plurale in -ce e -ge.

Ti piace la mia giacca con le frange?
Il rumore delle gocce di pioggia mi rilassa.

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  1. UN PO’ O UN PÒ?

Sebbene “pò” con l’accento risulti essere stranamente sempre più diffuso, la forma corretta è, in questo caso, “PO’” in quanto troncamento della parola poco.

Ho un po’ di sonno, credo andrò a dormire.
Mi daresti un po’ delle tue caramelle?

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Link di altri siti di Valeria per imparare l’italiano:

l’italiano:

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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