Chi, come me, ha vissuto gli anni ’60, non può non ricordare la serie Le avventure di Robinson Crusoé trasmessa per la prima volta nel 1964 ma poi ritrasmessa per diversi anni in replica. Erano anni in cui esistevano solo due canali televisivi e ovviamente tutte le trasmissioni si vedevano in bianco e nero non essendoci ancora le TV a colori… Le prime trasmissioni ufficiali a colori in Italia iniziarono solo il 1º febbraio 1977, quando la Rai avvia regolarmente quel servizio su Rai 1 e Rai 2. L’Italia era in forte ritardo rispetto al resto d’Europa, dove il colore era già diffuso da oltre dieci anni, sebbene ci fossero state già alcune sperimentazioni, ad esempio durante le Olimpiadi del 1976. Inoltre, i televisori a colori erano inizialmente molto costosi e molte famiglie in Italia continuarono a usare il TV in bianco e nero ancora per anni, almeno fino agli anni ’80.
Quindi anche quella serie televisiva l’avevo vista in bianco e nero, sdraiato per terra davanti alla TV che in quegli anni trasmetteva non certo molti programmi per i bambini, ma quei pochi erano comunque di sostanza e di qualità. Si pensi alla trasmissione “Non è mai troppo tardi“, pensato per essere un corso di alfabetizzazione per adulti analfabeti, condotto dal maestro Alberto Manzi, ma visto anche da molti bambini come me, che ho infatti imparato a scrivere e a leggere grazie anche a quella trasmissione! Una trasmissione che ha avuto la prima puntata il 15 novembre 1960 ed è durata fino al 1968. Mi viene da chiedere perché mai sia stata interrotta e addirittura perché non sia più disponibile oggi che esiste la necessità di insegnare l’italiano agli immigrati: sarebbe sicuramente di aiuto! Comunque, ho visto che su RaiTechne e su RaiPlay sono disponibili alcune lezioni di esempio come valenza storica, tuttavia troppo poche per avere una continuità didattica.

Si pensi che quelle lezioni sono state replicate in 72 Paesi e considerate un modello internazionale di educazione popolare. I tempi sono cambiate per fortuna… si pensi che negli anni ’70 Manzi, che insegnava in una scuola media di Roma, durante una verifica, si rifiutò di mettere ai suoi studenti, i voti numerici prescritti dalle norme: per lui, i voti erano un’etichetta, non un aiuto alla crescita! Scrisse invece una frase semplice e rivoluzionaria: “Fa quel che può, quel che non può non fa”. Questa scelta scatenò un caso nazionale e fu sospeso dall’insegnamento per un periodo in quanto il Ministero della Pubblica Istruzione considerò il suo comportamento una violazione delle norme, contestandogli di non aver applicato la valutazione prevista.
Ma torniamo alla serie di Robinson Crusoé: avevo già anni fa preso una versione su DVD in inglese che comunque era in B/N e mi ha stupito ora trovarla a colori su YouTube:
Mi ha stupito inoltre ascoltare una musica dei titoli differente da quella che mi ricordavo bene, al punto di riuscire ancora ora a canticchiarla. Ho indagato ed ho scoperto che la serie Le avventure di Robinson Crusoé trasmessa dalla RAI a metà anni ’60 non usava la colonna sonora ricomposta (chissà perché) da Gian Piero Reverberi e Robert Mellin, realizzata nel 1963–64 per l’edizione inglese: le versioni franco-italo-tedesca usavano infatti musiche diverse, composte da George Van Parys… tra cui appunto quella principale dei titoli! Qui potete ascoltare tale musica di George Van Parys:
Nel commento di quel video si legge: Le avventure di Robinson Crusoe – Trasmissione televisiva con regia di Jean Sacha- seconda parte Realizzata nel 1964 e trasmessa nello stesso anno in Francia, in Germania. Nel 1965 fu riproposta nel Regno Unito dalla BBC e nello stesso anno arrivò in Italia, dove fu trasmessa sul programma nazionale nell’ambito della TV dei ragazzi. Il protagonista era Robert Hoffmann, che interpretava Robinson Crusoe e Fabian Cevallos che interpretava Venerdì. Il doppiaggio fu effettuato in inglese, francese, tedesco e italiano. Nella versione italiana, la voce di Robinson Crusoe (che fa anche la narrazione degli eventi) era di Renzo Palmer; purtroppo, il doppiaggio italiano è stato successivamente ed inspiegabilmente perduto. La serie venne apprezzata anche per il tema musicale, che per la versione inglese fu ricomposta da Robert Mellin e Gian Piero Reverberi. Le musiche originali per le versioni francese, tedesca e mantenute anche per quella italiana erano state invece composte da Georges Van Parys. Occorre pertanto procurarsi la versione tedesca in DVD per poter gustare completamente la bellezza dell’opera originale.
Fa strano anche vedere che la versione in italiano ora presente su YouTube ha invece le musiche originali della versione inglese (differenti da quella RAI), tra l’altro composte anche dal noto compositore italiano Gian Piero Reverberi uno dei più importanti arrangiatori e produttori italiani che negli anni ’60/’70 ha collaborato con diversi gruppi musicali e cantanti (es. Le Orme, De André, Tenco, Mina, Battisti, Vanoni, Dalla, Endrigo, Patty Pravo, New Trolls).
La versione originale del film è quella franco‑tedesca del 1964, realizzata da Francia, Germania (coproduzione europea, poi adattata in altri Paesi). Questa versione è quella prima trasmessa e contiene le musiche originali di Georges Van Parys, mantenute anche nella versione italiana.
La versione inglesefu riproposta dalla BBC, come riedizione successiva, nel Regno Unito nel 1965. La BBC commissionò una nuova colonna sonora composta da Robert Mellin e Gian Piero Reverberi e questa è la colonna sonora oggi più famosa nel mondo anglosassone. La BBC ha sostituito completamente la colonna sonora originale, creando una nuova OST firmata Mellin–Reverberi e non si tratta quindi di un semplice adattamento: è una colonna sonora alternativa, usata solo nella versione inglese e nelle sue successive ristampe.
Ma perché mai la BBC decise di sostituire completamente la colonna sonora? L’ho chiesto a COpilo che mi ha così risposto:
BBC voleva una colonna sonora più adatta al pubblico britannico e allo stile televisivo inglese dell’epoca, desiderava un tema musicale più forte e moderno, probabilmente aveva questioni di diritti musicali e seguiva una tradizione interna di “localizzare” profondamente le serie straniere.
Infine, ho cercato su RaiPlay se per caso ci fosse la versione RAI della serie TV… ma non l’ho trovata! Ho però visto che c’è il film con Paolo Villaggio che è un po’ la parodia di quello sceneggiato: Il signor Robinson, mostrosa storia d’amorte e di avventura: anche quello da rivedere, pur nella sua comicità scontata, ma non per questo banale!
Tipico film all’italiana, forse con gag scontate ma comunque di effetto soprattutto se pensate e oggi rivisitate in quel periodo storico (1976) ormai lontano. Insomma, un concentrato di comicità collegate ad abitudini e comportamenti propri della cultura borghese (es. attaccamento spasmodico alle partite di calcio, luoghi comuni, gossip, seduzione dei vestiti).
Bellissimo il dialogo finale tra Villaggio e la bella indigena Venerdì, quando arriva sull’isola deserta il panfilo con la moglie, dopo che un messaggio trasportato da un piccione viaggiatore (inviato da Venerdì stessa), aveva segnalato la presenza di un bianco su quell’isola:
Venerdì: “Adesso puoi fare la tua scelta…”
Villaggio, (interessato principalmente ai gossip presenti su articoli futili di un giornale trovato, trasportato dal mare): “Ma io, sceglierei Andreotti!”
…
Villaggio: “Ma il piccione lo hai mandato tu! Perché lo hai fatto?”
Venerdì: “Perché io volevo che tu felice…”
Villaggio: “Ma Venerdì, io potevo essere felice qui con te, nella tua isola! Perché adesso mi sono venuti a prendere… e così devo andare!”
Venerdì: “No Robin, tu non devi andare. Tu vuoi andare.”
Villaggio: “Forse è meglio così, ci sono troppe differenze tra noi: io sono bianco e tu sei nera…”
Venerdì: “No Robin, io nera e tu cruboa”
Villaggio: “Cosa significa cruboa?”
Venerdì: “Stronzo”





