Come risolvere mancanze nell’estratto conto INPS relative a contributi per congedi parentali (a suo tempo non segnalati all’INPS dal datore di lavoro)

Può succedere che, andando a vedere l’estratto conto previdenziale dal sito dell’INPS (vedere il mio post precedente  Calcolo della pensione) risultino delle mancanze di contributi per alcuni anni in cui, ad esempio uno aveva chiesto un’astensione facoltativa per congedo parentale (e.g. maternità o paternità).

Ad esempio a me risultavano nel 2003 solo 43 settimane di contributi (anziché 52) e nel 2004 solo 48 settimane … insomma, mancando proprio il numero di settimane prese per congedo parentale facoltativo (paternità) ed aspettativa per adozione!

Avevo già scritto un post relativo a come segnalare tramite il sito la presenza di figurativi non inoltrati dal datore di lavoro (Come mandare all’INPS una segnalazione di possibili figurativi non inoltrati dal datore di lavoro). Tuttavia per quella via non ho ottenuto alcun risultato concreto e quella richiesta è rimasta nello stato iniziale.
Andando poi a chiedere direttamente agli sportelli dell’INPS, scopri che loro non possono fare nulla ed è l’azienda, che non ha effettuato a suo tempo le dovute segnalazioni, a dover seguire una specifica procedura per correggere l’errore: trattandosi di contributi per maternità/paternità facoltativa non determinano, tra l’altro, nessun esborso per l’azienda.
Quindi, rimane solo da scoprire la modalità che il dipendente deve seguire per inoltrare tale richiesta di correzione internamente alla sua azienda … e ovviamente far sì che venga presa in carico nei tempi dovuti!

Grazie anche ad un interessamento dei sindacati e del personale HR, sono riuscito nell’intento e nel seguito descrivo la procedura da me seguita semmai potesse servire a qualche altro collega 😉

Ho aperto un ticket verso il Competence Team che nella ditta in cui lavoro gestisce tutte le richieste del personale, allegando sia le domande di congedo a suo tempo presentate all’INPS, i cedolini degli stipendi di quegli anni ed i CUD in cui mancavano quelle settimane nei contributi, potenzialmente mero errore materiale di calcolo,  non essendo in alcun modo impattata la retribuzione dell’anno che infatti risultava corretta.

Ho anche interessato i sindacati e la referente HR che prontamente si è interessata affinché la procedura relativa a quei ticket fosse evasa.

A distanza di meno di un mese ho ricevuto a casa  per posta ordinaria una missiva da HR con la Dichiarazione dei periodi di assenza per paternità mancanti con in particolare tre fogli (uno per ciascun periodo  di congedo parentale richiesto) con scritto a biro COPIA X INPS.

Mi ha stupito il fatto che tale comunicazione sia stata evasa tramite posta ordinaria (e non per raccomandata), senza per altro nessuna comunicazione via  email che fornisse comunque notifica dell’imminente arrivo del documento, che avrebbe convenientemente potuto avere come allegato una sua copia (seppure forse non valida, non avendo apposta in originale la firma del legale rappresentante).
Mi ha anche stupito il fatto che tale comunicazione non fosse stata inoltrata all’INPS dalla ditta, direttamente con mezzi informatici, ma fosse richiesto al dipendente di consegnare quei fogli a quell’ente di previdenza.

Comunque, senza farmi troppe domande,  sono andato subito all’INPS (Torino Nord) ed ho consegnato quei fogli con indicato “Copia x INPS”! 😉
Purtroppo l’uscere, seppur gentilissimo, mi ha assegnato un numero di attesa relativo allo  sportello che gestisce le maternità da un punto di vista dell’utenza diciamo “consumer”: tuttavia quell’addetto non sapeva bene che farsene di quei fogli, non essendo quelle procedure di sua competenza. Tuttavia, dopo avere fatto alcune telefonate, mi ha reso edotto dicendomi che sarei dovuto andare ai piani superiori dai suoi colleghi che trattano con le ditte, … ma ormai ero fuori orario di ricevimento. Ha quindi fortunatamente ritirato comunque i miei documenti, protocollandoli e dicendomi che li avrebbe poi fatti avere a quei suoi colleghi: costoro mi avrebbero contattato telefonicamente SOLO in caso di problemi.

Ovviamente mi sono fatto fare una copia dei fogli consegnati, non si sa mai …

Intestazione dei tre moduli ricevuti da consegnare all’INPS

Uno dei tyre moduli Mod SA/RETT ricevuti da consegnare all’INPS

Ricevuta di protocollo relativa ai moduli consegnati

Ho chiesto inoltre come potevo verificare che tutta la procedura fosse poi andata a buon fine: l’addetto mi ha risposto che avrei potuto verificare il tutto direttamente dal sito dell’INPS, dover avrei dovuto trovare conteggiate anche quelle settimane di contribuzione attualmente mancanti. Le tempistiche non mi sono state specificate (nella fretta ho dimenticato di chiederle esplicitamente), ma verosimilmente mi aspetto che sia questione di pochi giorni … per ora dopo soli tre giorni lavorativi nulla è cambiato nel mio estratto conto presente online nel sito dell’INPS 😦 … verificherò ogni settimana e modificherò tale post quando risulteranno registrate le settimane mancanti!

Conviene perciò specificare all’uscere dell’INPS di fornire il numero di attesa relativo allo sportello specifico per le ditte e non di quello generico per la gestione delle maternità.

Essendo  poi il tutto inviato per posta ordinaria, se a distanza di qualche mese non si riceve nulla, potrebbe essere il caso di preoccuparsi in quanto questo potrebbe essere imputabile a problemi nella consegna della lettera …

… e penso non rimanga che contattare nuovamente HR per una successiva verifica! 😦

 

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Microsoft Phone Companion: another very useful app that is going to be dismissed!! (???)

I just reinstalled Windows 10 on my PC and again I noticed that the very useful Microsoft Phone Companion app was not available by default: so I had to download it from the Store!
I was just a lit disappointed of that even because, on the contrary, I have always to uninstall, after every new Windows 1o new installation, several useless apps that you find installed by default (e.g. Solitaire, Movies & TV, Money, Sports, Xbox) … and I always wonder why!!

Microsoft Phone Companion app in the Store

I had just wrote a post in the Feedback Hub, suggesting to have that app preinstalled (as it was, if I remember well), when I had a Product alert popup displayed at the first startup of that app: “Microsoft Phone Companion will be removed soon. Go to Settings to connect your phone“.

Microsoft Phone Companion will be removed soon. GO to Settings to connect your phone

That app, that is 4 stars so it is very appreciated by users,  can do basic synchronization between whatever smartphone (even Android and iOS ones) and a Windows 10 PC, copying all or only new taken pictures in an appropriate directory of the PC (e.g. pictures/year/month folders). Once, it also had an option to have deleted pictures on the phone while transferred, in order to free memory on that device … but since some versions ago that useful optional feature was removed (??).  Therefore that app could be improved (e.g. it misses an option to not copy pictures with the same name if they are already available on the PC) but it is anyway a very useful one for everyone want to synchronize and save pictures taken with his phone to a PC.

I really wonder why the decision of Microsoft to possibly remove it soon from the Store. Anyway it happened also for other apps, especially for ones related to the mobile market … 😦

The suggestion. in the popup alert, to go to Settings to connect your phone is not useful at all: at least in the case of a Windows 10 mobile device, it simply allows you to send to your phone an SMS with a link that suggest you to register your phone with your account!!

No useful features to connect phones and PC, at least in the case of a Windows 10 mobile device

No import features to get your photos transferred to your PC in an appropriate way (e.g. in year-month directories)!! As it was allowed by the Phone Companion app:

Import photos and videos

Import of the new items

 

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Drawing UML diagrams with Visio 2016 (even with the Standard edition)

There are several ways to draw UML diagrams and Microsoft Visio 2016 is one of those! If you need only some diagram types, like the UML Sequence diagram, you can even find some online free tool that allows you, writing some line of simple code, to draw that time diagrams: for example, that is the case of www.websequencediagrams.com. However, even though it is very simple to use, you cannot decide too much and, for example, the line related to each actor of the communication is drawn not necessarily where you would like!

Drawing UML Sequence diagrams with the WebSequenceDiagram web tool

On the contrary with Visio you can manage as you like every UML diagram using the drag&drop feature it provides.

As stated in Microsoft support page related to Visio, Visio 2013 and Visio 2016 Professional have templates for UML 2.0 versions of several diagram types:

  • Class diagram
  • Sequence diagram
  • Database notation
  • Use Case diagram
  • Activity diagram
  • State diagram

Therefore to have embedder the UML templates, you need to have the professional version and not the standard one: in fact Software & Database templates is usually not in the Standard edition of Visio, but only the Pro version. It is in fact specified: If you are a Visio Pro for Office 365 subscriber, and have the latest version of Visio, the following UML 2.5 templates are available. Go to File > New > Categories > Software and Database and then choose one of the following:

I tried to install the Standard edition and, even after searching and selected the UML templates, after having selected one to create a new diagram, I could not find, on the left of the page, any shape related to UML. Even searching them using the More Shapes link, I could not find them among several shapes available!

Searching for UML diagram templates in Visio 2016 Standard

No Software and Database/Software section is available even from the More Shapes menu:

However, looking into the C:\Program Files\Microsoft Office\root\Office16\Visio Content\1033 directory, where Visio Standard is installed, you can find two basic templates for UML (may be even other ones): BASIC_UMLSEQUENCE_M.VSTX and BASIC_UMLSEQUENCE_U.VSTX (where the capital M or U in the name of the template is for US Units or Metric Units). Therefore copying the one of your interest (e.g.  BASIC_UMLSEQUENCE_M.VSTX if you are European) in your C:\Data\Documents\My Shapes directory, you can then open that file from More Shapes ->My Shapes ->Favorites section and have the basic UML diagrams available to be used with the drag&drop feature!

Copy the BASIC_UMLSEQUENCE_M.VSTX in C:\Data\Documents\My Shapes directory

Basic UML diagrams are now available after opening that file from More Shapes ->My Shapes ->Favorites section

I also read in the stackoverflow forum this answer that suggests to search for the appropriate templates looking on some of the following websites that allows to download custom templates that can be then be imported in your Visio Standard:

 

Anyhow, especially if you are a MSDN subscriber, much better to download and install the Visio Pro version that already shows the UML templates.
Note that, as it happens for Office and every its extensions like Visio, if you want to install the 64bit version, you need to run the setup64.exe available in the office folder available in the iso, and you have not to use the setup.exe you find in the root.

if you want to install the 64bit version, you need to run the setup64.exe available in the office folder available in the iso, and not using the setup.exe you can find in the root.

Software and Database section available in Visio 2016 Pro

If you are interested in drawing an UML sequence diagram with Visio, see the following link:

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Navigazione in incognito/privata da Edge, Chrome ed Internet Explorer

Talvolta può risultare molto utile impostare il proprio browser per effettuare una navigazione su Internet in incognito, con finestra privata o anonima, come taluni browser usano indicare questa medesima funzionalità.

Su tratta di una navigazione che non tiene conto delle registrazioni precedenti e di cache (cioè memorizzazioni in locale) eventualmente effettuate precedentemente dal browser utilizzato. Inoltre le navigazioni effettuate con tale modalità attivata non lasciano tracce sul computer o sul device portatile in uso per cui gli indirizzi dei siti visitati non compariranno nella cronologia e non verranno memorizzate informazioni sul dispositivo impiegato.

Ovviamente la navigazione in incognito non va assolutamente confusa con la navigazione anonima offerta da sistemi come Tor, TunnerBear o dai proxy, che invece consentono di camuffare la propria identità online agendo sull’indirizzo IP del computer: talvolta anche questi possono comunque risultare utili  camuffare il tuo indirizzo IP ad esempio per farlo sembrare di un altro paese, consentendo così di bypassare restrizioni regionali, che vietano di accedere a determinati siti o di visualizzare alcuni contenuti video al di fuori di alcune nazioni.

Una navigazione in incognito risulta poi spesso assai utile per chi programma, in quanto consente di chiudere e riaprire un tab sapendo che nulla della navigazione precedente potrà influire sulla nuova finestra: infatti le registrazioni e le cache create dall’interno di una finestra in incognito sono completamente cancellate dopo la sua chiusura.

In tutti i browser esiste la possibilità di iniziare una navigazione in incognito/privata con quelle caratteristiche,ma nel seguito mostro solo come farlo da IE, Edge e Chrome … se utilizzi altri browser non ti sarà difficile trovare come fare!! 🙂

Navigazione in incognito/privata in Internet Explorer

Navigazione in incognito/privata in Edge

Navigazione in incognito/privata in Chrome

Vedi anche :

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Cashback World: una possibile alternativa al predominio Amazon che può restituire al cliente parte dei soldi spesi per la pubblicità?

Sono stato invitato da un collega ed amico ad iscrivermi al portale di Cashback World (alias lyoness.com) che è un sistema che ho trovato piuttosto simpatico per vedersi restituire, come cliente, parte dei soldi che le ditte associate spendono per la pubblicità che il portale della Shopping Community fornisce loro.

Ormai moltissimi sono i siti ed i social che hanno immagini pubblicitarie con link a prodotti (e.g. generalmente gli stessi che da poco hai cercato su Amazon): se poi uno va a quel prodotto cliccando su quell’immagine, il sito (e.g. Facebook) incassa una percentuale che generalmente è “per click“, vale a dire si tratta di una quota svincolata dal fatto che poi il navigatore abbia davvero acquistato quel prodotto o comunque qualcosa su quel sito collegato. Ovviamente, per chi compra quella forma di pubblicità, questa può risultare molto meno proficua rispetto ad una che facesse pagare solo ad una effettiva successiva vendita di un prodotto (seppur qualsiasi). Questa garanzia viene implementata da Cashback World e penso che sia questa sua peculiarità a consentire al sistema di restituire al cliente vero (cioè quello che poi ha effettivamente comprato un prodotto) parte delle spese abitualmente sostenute da quella ditta per la pubblicità: la quota restituita risulta calcolata in percentuale sulla base della spesa dal medesimo sostenuta.
Insomma, il sistema si basa su una logica intrinseca e per questo penso possa autosostenersi, contrastando un minimo il predominio ormai acquisito da Amazon rispetto agli altri siti di e-commerce, anche quelli gestiti direttamente dalle stesse ditte produttrici. Infatti, non è inusuale acquistare su Amazon un prodotto e poi riceverlo con un fogliettino pubblicitario della ditta produttrice che invita il cliente ad un successivo acquisto direttamente dal loro sito, offrendoti un notevole sconto per incentivarti a farlo. Amazon è diventata una vetrina oramai quasi necessaria anche per le ditte che hanno già comunque un loro sito di e-commerce e che gestiscono una propria logistica. Non è infatti solo più un veloce trampolino di lancio per andare sul mercato per piccoli produttori, a cui ovviamente risulta sicuramente conveniente sfruttare l’impalcatura fornita da Amazon: seppur questo costituisca un costo per loro, questo comunque è proporzionale alle vendite effettuate e quindi, almeno inizialmente, può probabilmente risultare più sostenibile rispetto alla costruzione/gestione di un proprio sito di e-commerce.
Tuttavia, come qualsiasi forma di monopolismo, anche questo relativo alle vendite online non penso che, a lungo andare, faccia bene al mercato.

Le mie considerazioni precedenti non vogliono essere una critica ad Amazon, bensì una constatazione di fatto: sicuramente quella multinazionale è riuscita a realizzare un ottimo servizio clienti ovunque, conquistando giustamente la fiducia degli acquirenti e diventando, in pochi anni, il punto di riferimento a livello mondiale per gli acquisti online. Io stesso spesso preferisco eventualmente spendere un po’ di più ed acquistare su Amazon, in quando così ho la garanzia di ricevere velocemente il prodotto, non rischiando inoltre di avere dei mal di pancia in caso di problemi riscontrati sul prodotto ricevuto.
D’altro canto si sa che questo predominio ha già determinato diverse problematiche: dalle condizioni lavorative dei dipendenti, alla stretta sui servizi di logistica obbligati ad accettare bassissimi prezzi di consegna, alla necessità delle ditte, anche grandi e con già una loro consolidata rete di vendita online, di passare anche attraverso il portale Amazon per continuare a mantenere le loro vendite, versando così al colosso ovviamente la dovuta percentuale su ogni vendita effettuata attraverso quel suo portale. Gli altri siti di e-commerce non stanno evidentemente riuscendo a reggere a quella concorrenza, non solo in termini di servizio clienti, ma talvolta anche di costo: non raramente mi è capitato di trovare lo stesso prodotto a un prezzo più conveniente se acquistato da Amazon rispetto a prenderlo direttamente dal sito del produttore stesso (e questo talvolta magari anche quando venduto su Amazon dal medesimo produttore!) … e questa è davvero l’antitesi della logica!! Ma questo è quanto, ed io non sono un economista in grado di dare una spiegazione perché ciò possa avvenire … certo non è solo questione di un calcolo matematico!

Anni fa avevo aderito ad iniziative di Groupon e servizi similari, pensando che fossero buona cosa, ma purtroppo poi avevo dovuto ricredermi. Troppo spesso constatavo che le offerte proposte sfruttavano il clima di crisi economica profonda di questi ultimi anni, e scoprivo che i fornitori del servizio – ristorativo o alberghiero che fosse –  oltre a vendere a prezzi bassissimi, doveva sottostare anche ad una richiesta di ben il 50% del valore dell’incasso da parte di questi nuovi strozzini del XXI secolo, che costituivano comunque per loro l’ultima spiaggia prima di un probabile fallimento. Molto spesso le offerte non si dimostravano a scopo promozionale per nuove attività che volevano farsi conoscere, come inizialmente avevo pensato, bensì erano l’ultimo guizzo di coda di attività sul baratro del fallimento! Troppo spesso mi ero trovato a sfruttare un coupon acquistato per mangiare a poco prezzo in un ristorante che avrebbe chiuso definitivamente qualche giorno dopo o a comprare una notte in un albergo per poi sapere, al momento della prenotazione effettiva, che questo era già passato di proprietà, costringendomi ad una richiesta di rimborso!

Insomma, devo ammettere che il mondo del commercio è per me “strano” e penso segua regole che purtroppo sono spesso poco etiche. Fin dai tempi di Carosello, vale a dire dalla nostra infanzia di consumatori, abbiamo imparato che la pubblicità è l’anima del commercio, dimenticandoci spesso che è anche una causa prima della lievitazione dei costi, che va quindi al di là del valore intrinseco dell’oggetto acquistato. Anche i cosiddetti supermercati “low cost“, che inizialmente proponevano prodotti a basso prezzo anche perché non caricati dal fardello della pubblicità, ora hanno spesso abdicato a quel dio che evidentemente sa anche a loro dare dei frutti economici: è questo il caso del LIDL, ad esempio, che ora pubblicizza le sue offerte addirittura alla televisione.

Tornando a Cashback World, mi sembra adottati una logica innovativa anche solo per il fatto che, per diffondersi, si appoggia anche sul passa parola e sui vantaggi per farlo: forse non è un meccanismo nuovissimo ma sembra che solo ora incominci a dare i suoi primi frutti … sicuramente almeno a chi lo propone. Comunque i principi su cui si fonda forniscono concreti vantaggi anche agli associati/clienti, proporzionali a quanto spendono e a quanto lo pubblicizzano.
L’unica cosa che mi rimane da capire bene sono le regole che vengono applicate per le ditte che si associano … e quanto queste siano, diciamo, etiche soprattutto per un mercato rivolto anche alle piccole imprese e non solo alle grandi multinazionali. Mi è sembrato di capire che esistono per loro diverse possibilità di associazione a livello business, alcune che prevedono un costo minimo iniziale di associazione e poi un canone mensile … che per una piccola impresa possono incidere, aggiungendosi al costo per lo sconto (alias cashback) che deve essere poi applicato al cliente che arriva tramite tale sistema di vendita. Tuttavia, come contropartita, sembra che vengono rilasciate loro delle tessere associative (personalizzate per ciascuna ditta) da proporre ai loro clienti, operando così sia come loro carta da visita pubblicitaria sia come mezzo per diffondere l’utilizzo di Cashback World. Il meccanismo prevede infine dei vantaggi in percentuale su tutte le vendite future dei “nuovi adepti” per entrambi, analogamente a quanto avviene per la clientela consumer.
Insomma, il sistema complessivo su cui si basa non è banale e mi sembra teso a realizzare una situazione win-win, dove tutti in fondo ci guadagnano, clienti, ditte e ideatori del circuito.  Il sistema complessivo di auto sussistenza mi sembra perciò ben studiato: vediamo che risultati porterà nel prossimo futuro, un po’ per tutti gli attori coinvolti!

Per ora non si può che constatare, anche qui, un dato di fatto: diverse sono già le ditte associate e non sono solo piccole aziende, ma anche catene famose  quali Booking, Expedia, Hotels, Volagratis, Edreams, Lastminute, Vueling, Europcar, Avis, Budget, Hertz, RentalCars, Flixbus, Columbus (ottimo per le assicurazioni di chi va in vacanza negli states), eBay, Swarovsky, OVS, Desigual, Yamamai, Motivi, Adidas, Converse, Feltrinelli, Mondadori, IBS, UCIcinemas … e poi sono veramente molte!
Effettuando delle ricerche puntuali su siti di mio interesse, ho trovato anche Zooplus (dove generalmente acquisto prodotti per animali) e Auchan.
Mi lascia un po’ perplesso il fatto che ora, quando acquisterò dai questi due ultimi abituali venditori, vedrò applicato uno sconto di cashback (seppur in quel caso minimo, essendo solo dell’1%) che per loro risulterà, per il mio caso specifico, sicuramente un costo in più da sopportare, dal momento che comunque io avrei comprato da loro; tuttavia è anche verosimile che, con quella loro affiliazione, potranno acquisire nuova clientela che genererà loro nuovi guadagni, probabilmente superiori alla precedente perdita.

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Dopo questo mie elucubrazioni un po’ filosofiche, ma che ho reputato necessarie, vediamo in dettaglio concretamente come funziona Cashback World per un associato non business.
Se uno è interessato ad acquistare in uno dei molti negozi affiliati online, ad esempio comprare una vacanza su Booking, per ricevere cashback/punti (convertibili poi in denaro) basta ricercare quel venditore/sito nel portale di Cashback Word e poi cliccare sulla pubblicità di quel medesimo negozio: in caso di acquisto online, l’accesso al sito di quel negozio attraverso quel percorso, consente al cliente di essere riconosciuto come utente cashback ed ad agni suo acquisto successivo durante quella sessione, gli verranno assegnati dei cashback/punti, successivamente convertibili poi in denaro.
L’idea degli shopping points non è nuova e sono la solita raccolta punti ma, diversamente da Satispay, qui non c’è un borsello o budget su cui mettere dei soldi e che ti vincola nella spesa:  per accumulare cashback uno continua a pagare nel solito modo, tramite contanti, bancomat o carta di credito. Ad ogni negozio è associata una percentuale di cashback che varia dall’1% al 5%, come chiaramente indicato nella descrizione di ciascuna ditta affiliata.

Ciascuna ditta indica la % di cashback e shopping points che applica

Categorie dei negozi affiliati

Molteplici sono le categorie dei negozi affiliati ed è possibile non solo ricercarne uno puntualmente, ma risulta anche possibile filtrare su nazione/regione: purtroppo non è possibile, a quanto sembra, filtrare anche per singola città anche se sarebbe molto utile per cui penso che sia una funzionalità che dovrebbe essere presto implementata in quel portale!

Ricerca puntuale di una ditta

Ricerca per nazione e regione

Il sistema di Shopping Community prevede non solo e-commerce, ma anche acquisti in negozi fisici, nel qual caso il cliente deve presentare la tessera che viene rilasciata virtualmente all’iscrizione (di fatto è anche un’app su smartphone).

Tessera associativa

I soldi, derivanti dal cashback accumulato, vengono poi restituiti tramite bonifico quando l’importo supera la soglia di 10€: solo allora verrà chiesto al cliente di fornire l’IBAN su cui desidera venga versato tale importo.
Nota –  I tempi del versamento non sono istantanei, in quanto sono legati al flusso di approvazione dell’acquisto: uno potrebbe infatti comprare online e poi successivamente recedere quell’acquisto, per il sistema si cautela anche in tal senso.
Per premiare chi aiuta a diffondere il numero di clienti che utilizzano questo sistema di pubblicità, il meccanismo prevede poi anche un discorso di premiazione “piramidale” a soli a 2 livelli. Quindi, se io ti invito e tu ti registri al sistema accettando quel mio invito, quando acquisterai qualcosa, oltre ad aumentare il tuo cashback, anch’io otterrò uno 0,5% su tutti i tuoi acquisti che effettuerai in futuro passando per quel portale: in questo modo si aumenterà non solo il cashback della persona invitata, ma un pochino anche quello del “promoter“. Ovviamente, analogamente anche tu, una volta iscritto, potrai invitare altre persone per cercare di aumentare anche in questo modo il tuo cashback: più persone aderiranno al tuo invito, più potrai vedere aumentato il tuo cashback … anche senza avere comprando nulla! Se poi compri anche passando per quel portale, ovviamente aumenterà ancor più, proporzionalmente agli importi spesi. Se uno acquista, ad esempio una vacanza per la famiglia di mettiamo 1500€, riceverà un cashback indicato da quella ditta di viaggi (da 1% => 15€ – è il caso di Booking – , fino a 5% =>75€): non sarà moltissimo ma meglio che niente!! 😉

A questo punto non mi resta che lasciare il link del mio invito che ti permetterà di aderire utilizzando me come “promoter“:

https://cbw.to/4jwewg

Ovviamente puoi iscriverti al portale anche direttamente dal suo link diretto (https://www.lyoness.com/it), ma non avresti alcun vantaggio nel farlo … quindi molto meglio aderire tramite quel mio invito o quello di un altro amico!!
😉

Cliccando su quel link e premendo quindi il tasto di accettazione al servizio, ti giungerà una e-mail di “Invito gratuito al Cashback World”, inviata da Cashback World <news@info.cashback.net>: premere quindi sul pulsante Accetto l’invito, presente in quella stessa email.

Email di invito ad aderire alla shopping community Cashback World

Si apre cosi un form di registrazione in cui si devono inserire i propri dati anagrafici: al fondo ci sono delle checkbox ed occorre porre la spunta almeno alle prime 4 checkbox seguenti:

  1. Privacy Policy italiana – Ho letto con attenzione la Privacy Policy italiana e mi dichiaro d’accordo con quanto ivi contenuto.
  2. Sono stato contattato e informato privatamente dal mio sponsor [Enzo Contini].
  3. Ho letto e accettato le CGC.
  4. Ho letto e accettato le Dichiarazione sulla protezione dei dati.

Dopo avere inserito i propri dati anagrafici, accettare almeno le prime quattro richieste

Conclusa quella procedura di registrazione, si riceve la email contenente già i dati della propria tessera, comunque poi visibile anche accedendo al sito o dall’app.

Email di conferma all’adesione alla shopping community Cashback World

A questo punto puoi già acquistare, andando nel suo portale https://www.lyoness.com/it da qualsiasi browser o installando la sua app, ricercando quindi il negozio affiliato che ti interessa; inoltre potrai anche eventualmente richiedere la URL da fornire ad amici e conoscenti perché si iscrivano utilizzandoti come “promoter” ed vedere aumentato anche così il tuo cashback! 😉

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Come non avere addebitati i costi di consegna degli elenchi telefonici sulla propria bolletta della linea fissa

Quand’è che hai consultato per l’ultima volta un elenco telefonico?
A questa prima domanda, almeno io, so rispondere piuttosto agevolmente seppur non con precisione: non ricordo di averne consultato uno da almeno dieci anni!

Quand’è l’ultima volta che l’hai ricevuto?
A questa domanda ho più difficoltà a rispondere, ma non ricordo proprio di avere visto, almeno quest’anno, la pila di elenchi telefonici vicino alle buche delle lettere, generalmente lasciate lì per giorni e poi probabilmente cestinati i rimanenti dal personale delle pulizie condominiali.

Quand’è l’ultima volta che ti è stato addebitato sulla bolletta telefonica il costo di consegna?
Questo lo so almeno io con precisione! 😊 Ho  infatti guardato adesso i dettagli della prossima bolletta telefonica di luglio in cui viene indicato questo costo aggiuntivo. Sarà però l’ultima volta che vedrò addebitati quei 3,90€ che oggigiorno suonano un po’ come indebitamente richiesti: non saranno molti ma, almeno nel mio caso, sono proprio regalati!

Come chiaramente indicato cliccando sulla voce apposita di quell’importo della bolletta, risulta possibile rinunciare gratuitamente in qualsiasi momento al servizio di consegna degli elenchi telefonici

ma la procedura per richiederlo non è così agevole come, secondo me, dovrebbe essere. Non è infatti possibile farlo ne dal sito myTim ne dall’analoga app ma, come indicato nel testo riportato, viene richiesto di “contattare telefonicamente il Servizio Clienti linea fissa 187 o inviare una comunicazione scritta all’indirizzo Telecom Italia indicato sulla fattura o al numero verde fax 800000187 del Servizio Clienti: in tal caso TIM provvederà a non addebitare più il relativo importo. Per ulteriori informazioni sul servizio o per richiederlo in caso di precedente rinuncia, contattare il Servizio Clienti 187 a disposizione 7giorni su 7 dalle 7 alle 22:30“.

Ho provveduto quindi a telefonare al 187 dal mio cellulare ma, come spesso accade contattando un call center, risulta non agevole riuscire a selezionare le scelte proposte per poi a parlare con un operatore e richiedere il servizio desiderato: la cessazione della consegna degli elenchi telefonici ovviamente non compare tra le scelte previste dal menu vocale.

Dopo alcuni tentativi in cui al termine del ramo scelto venivo ringraziato per aver chiamato, con successiva terminazione della chiamata, alla fine con perseveranza sono poi riuscito a parlare con un operatore: consiglio di selezionare il ramo in cui si richiede una verifica delle proprie bollette e, se poi nessuna scelta risulta appropriata, provare a non selezionare nulla, aspettare che scada il timeout dopo la seconda presentazione delle possibili scelte non risposte, per poi essere messo in contatto con un operatore. Mi è stato chiesto di fornire il mio numero telefonico di linea fissa e mi è stato detto che avrebbe provveduto a disattivare la consegna dell’elenco telefonico: ho poi chiesto se potevo richiederlo anche per un altro numero e, alla sua risposta affermativa, ho provveduto a fornire anche quello di una anziana signora che sicuramente non ha disattivato il servizio e a cui viene addebitato quel costo. Ho chiesto inoltre se non ci fosse una qualche procedura online che l’utente potesse provvedere ad attivare autonomamente per disabilitare tale consegna/addebito e mi è stato confermato che non esiste. Anzi, ho inteso che si tratta di una procedura non immediata neppure per l’operatore stesso che infatti mi detto di essersi segnato entrambi i numeri e di provvedere poi lui successivamente alla telefonata.
A questo punto, non per sfiducia nel suo operato, ma volendo comunque avere un qualche riscontro concreto per ogni potenziale contestazione, penso che attiverò anche la seconda procedura indicata, vale a dire la richiesta via fax tramite numero verde 800000187 del Servizio Clienti. Se anche tu non sei interessato alla consegna degli elenchi telefonici, ti consiglio quindi di procedere direttamente con l’invio del fax, procedura più veloce e che lascia una traccia.

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Come recuperare le chat di Whatsapp da uno smartphone Windows 10 Mobile ad un altro (di qualsiasi OS)

Non penso sia particolarmente importante tenere memoria di chat e in particolare di quelle fatte con Whatsapp: spesso infatti sono quelle la causa primaria di occupazione di memoria e di crash del telefonino, soprattutto di quelli con poca RAM! Infatti, ormai è di uso comune inviare via chat messaggi con lunghe registrazioni vocali e/o che includono immagini ad alta risoluzione o addirittura video! Per di più l’app Whatsapp richiede una installazione nella memoria del device e non è possibile neppure salvare le chat in una eventuale memoria SD presente sul telefonino.

Molto meglio perciò periodicamente cancellare TUTTE le chat presenti e magari prima salvare da qualche parte (e.g. su OneNotePC, Android, Windows) le sicuramente poche informazioni utili che si desidera mantenere in memoria!

Può succedere che uno desideri comunque mantenere le chat di Whatsapp cambiando cellulare e magari sistema operativo.

Esistono post allarmati (e.g. questo) che assicurano che ciò non è possibile nel passaggio, ad esempio, da un device Windows 10 Mobile ed uno Android, affermando che il formato di salvataggio su OneDrive usato da Whatsapp su Windows 10 Mobile sia diverso da quello usato dalla medesima app su Android. Può anche essere, seppure mi sembra molto strano, trattandosi della stessa azienda a sviluppare entrambe le app sui differenti ambienti … ma comunque ho subito pensato che una qualche modalità di transizione doveva essere stata in qualche modo implementata per consentire una continuità al servizio!

Infatti esiste la possibilità di archiviare le chat e poi riprenderle, se il caso, da qualsiasi ambiente, anche da un PC/tablet con un qualsiasi browser e non solo da qualsiasi app presente nei diversi Store.
Ad esempio, andando su https://web.whatsapp.com con un qualsiasi browser su PC/tablet e poi sulla voce whatsapp web presente nel menu dell’app su smartphone, si può agevolmente sincronizzare il proprio account (associato inizialmente al proprio numero telefonico) anche su una qualsiasi piattaforma sganciata dalla numerazione telefonica ma che possieda un browser, come ad esempio un PC/tablet o anche uno smart TV.

WhatsApp web: la modalità per agganciare il proprio account Whatsapp su un qualsiasi device munito di browser (1)

WhatsApp web: la modalità per agganciare il proprio account Whatsapp su un qualsiasi device munito di browser (2)

WhatsApp web: la modalità per agganciare il proprio account Whatsapp su un qualsiasi device munito di browser (3)

Risulta quindi possibile archiviare le chat sia da PC/tablet sia da app su smartphone, dalle rispettive voci di menu/impostazioni.

Archiviare tutte le chat (1)

Archiviare tutte le chat (2)

Una volta archiviate, tutte quelle chat scompariranno dalla pagina principale delle chat e risultano solo più accessibili dalla omonima voce di menu.

Nessuna più chat nella pagina principale

Accesso alle chat archiviate

Sezione delle chat archiviate

Risulta poi possibile accedere alle chat archiviate su qualsiasi piattaforma ed eventualmente recuperare quelle che interessano riportandole nella videata principale di WhatsApp: esiste una apposita voce del menu accessibile con il right clicks sulla singola chat archiviata.

Recupero di una chat archiviata (1)

Recupero di una chat archiviata (2)

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