Claudio Lolli: le sue canzoni continuano a vivere ancora in tutti noi

E’ morto uno dei grandi cantautori della mia gioventù e non solo …

Se n’è andato nel silenzio dei media, tutti presi in questi giorni a descrivere nei minimi dettagli la tragedia annunciata del crollo del ponte di Genova. Nel silenzio, forse in quella tristezza caratteristica di molti suoi brani, che tuttavia non è mai stata rassegnazione.

Ci rimangono le sue canzoni profonde, ci lascia un suo ultimo recente disco, “Il grande freddo“, tra i più belli degli ultimi suoi lavori e giustamente premiato con la targa Tenco.
Il suo modo di cantare, soprattutto nei concerti dal vivo, si era nel tempo trasformato quasi in un reading, ridando nuova luce a molte sue canzoni: tra tutte cito “Adriatico” che è così diventata, secondo me, un capolavoro che vi invito ad ascoltare. La sua voce particolare, talvolta quasi gracchiante, rendeva unica ogni sua esibizione. Il suo modo di esporsi al pubblico con quel suo libretto sgangherato in cui c’erano i testi delle sue canzoni che talvolta adocchiava mentre cantava, incurante di mostrare che non tutto ricordava a memoria, … perché non era quel tipo di memoria che i suoi ascoltatori volevano da lui, ma ben altra …

Stavo proprio in questi giorni leggendo il suo libro “Lettere matrimoniali” sul kindle: una serie di sue lettere scritte alla moglie nel periodo susseguente alla morte della madre avvenuta una decina di anni fa. Un Lolli diverso dai testi delle sue canzoni, con lettere personali, talvolta molto personali e forse persino troppo sincere per essere pubblicate. Come ho letto giustamente in un commento su fb, sono “sono una grande dichiarazione di amore per la moglie. Ovviamente fuori dagli schemi, ma di una tenerezza assoluta nella sua crudezza descrittiva“. Alcune di quelle lettere ti fanno pensare, altre sorridere, altre ancora ricordare.
Finirò ora di leggerlo con un po’ di amaro in bocca, sapendo che non è più tra noi, sapendo che non potrò più ascoltare nuove sue canzoni.

Lo ricordo come una persona cordiale, con cui tranquillamente si poteva bere una birra ad un tavolo del locale in cui avrebbe poi suonato, … incurante, negli ultimi decenni, del numero esiguo, troppo esiguo, del pubblico costituito tuttavia da veri ammiratori delle sue canzoni, … non necessariamente ultra cinquantenni!

 

“[..] Bisogna vincere la morte, quella che non si fa vedere, che viene senza far rumore, che non si fa aprir le porte, che non fa mai vestir di nero tutti i parenti all’ospedale, che non ha mai camere ardenti, né cerimonie, né funerali.
Quella nascosta nella tua noia, nella mia noia, nelle parole che ci diciamo senza capire nemmeno quel che vogliamo dire, quella che come un regista esperto ci mette in scena nel suo deserto.

E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre“. (La giacca – Claudio Lolli)

Perché i poeti aprono sempre la loro finestra
anche se noi diciamo che è
una finestra sbagliata“. (Ho visto anche degli zingari felici – Claudio Lolli)

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Inserisco in questo post alcune delle foto, che avevo scattato ancora con una macchina analogica nel 1999 e 2000 a Torino, in due dei suoi numerosi concerti realizzati in tutta Italia insieme a Paolo Capodacqua.
Desidero condividerle con chi apprezza la sua poesia e se qualcuno desiderasse poi averle nella definizione originale non ha che da chiedermelo!

             

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Come trasformare in piccole opere d’arte gli armadi collocati in strada da diversi distributori di servizi, abbellendo così un territorio anziché deturparlo come avviene attualmente

Questo è un post a cui tengo particolarmente e che cercherò di pubblicizzare a dovere, sperando possa dare i suoi frutti!

Si propone di lanciare una proposta affinché alcuni dei molteplici armadi collocati ovunque nelle città/paesi da diversi distributori di servizi (e.g. di telecomunicazioni, di gas, di luce) possano costituire un’occasione per abbellire il territorio. Per piccoli o grandi che siano, incassati o meno in un muro, tutti deturpano di fatto il paesaggio e le architetture presenti. Siamo talmente ormai abituati a vederli che quasi non notiamo quanto degradino il territorio e neppure più quanti siano … ed  ovunque il loro numero sta crescendo sempre più!

La seguente foto dimostra come, talvolta, basti veramente poco per trasformare un oggetto, avulso dal contesto, in qualcosa di perlomeno simpatico e capace di suscitare emozioni in chi lo osserva, come d’altra parte dimostrano anche alcuni graffiti e la street art in generale!

Talvolta basta veramente poco per trasformare un oggetto, avulso dal contesto, in qualcosa di perlomeno simpatico e capace di suscitare emozioni in chi lo osserva

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Ora ti chiedo: cos’è meglio??

Osserva, per gli armadi mostrati nel seguito, il prima e il dopo aver loro applicato una forma artistica, simulata da me tramite fotoritocco … ma l’effetto sarebbe il medesimo se fosse effettivamente realizzata!
Cerca poi di immaginare come un territorio, che conosci e a cui sei affezionato, potrebbe cambiare radicalmente in meglio!

Solo la prima opera è reale ed è tra quelle presenti ad Usseaux e di cui mostrerò altri esempi in fondo al post. La seconda è un primo fotomontaggio, a titolo di esempio, realizzato utilizzando un mio dipinto ed alcune foto di nuvole.


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Seguono altri esempi che ho effettuato sempre con fotomontaggi di mie foto e dipinti con la sola eccezione di un’opera premiata al concorso That’s a mole del 2016: avendo lo sfondo nero, si abbinava bene con un dipinto fatto con mia figlia, con un’analoga sagoma della Mole Antonelliana!

Il trompè l’oeil ovviamente può essere utilizzato sapientemente anche in questo contesto ed alcuni esempi spero riescano a dimostrarlo!

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A conferma di come la street art potrebbe tornare utile, come ultimo esempio ho effettuato il seguente fotomontaggio utilizzando una foto che ha immortalato uno dei tanti murales del Parco Dora a Torino e che mi aveva particolarmente colpito: ora non c’è più perché altri dipinti sovrapposti lo hanno cancellato per sempre dai muri … ma questo è il naturale ciclo di vita della street art che la rende, secondo me, ancora più speciale!
(P.S. grazie Flox “17” di averlo disegnato … semmai navigassi in questa pagina, spero non ti dispiaccia che l’abbia pubblicato su Internet!!)

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Durante una passeggiata in bici nel centro di Torino, mi è stato assai facile fotografare alcuni armadi collocati anche in luoghi storici della mia città: senza dubbio la loro presenza non può che farci storcere la bocca … se ancora abbiamo la sensibilità di notarli!

P.zza Castello – Torino (1)

P.zza Castello – Torino (2)

La cittadella – Torino

Viale di C.so Siccardi – Torino

C.so Vercelli angolo Via Martorelli

Via G. Verdi – Torino

Inoltre, molto spesso alcuni sono raggruppati occupando ampie aree, come nel caso degli armadi relativi alle linee telefoniche in fibra che, necessitando di una loro alimentazione, risultano quasi sempre associati ad altri armadi, rendendo il tutto ancora più sgradevole alla vista.
Per non parlare poi di quelli aperti, oltre che sporchi!

Armadio aperto e sporco – Largo Sempione

Nel caso della telefonia, essendo spesso presenti in un medesimo territorio più operatori, si può anche verificare una situazione come quella mostrata nella immagine seguente che ho trovato in questo sito ed in cui coesistono in un medesimo territorio più armadi, ciascuno relativo a ciascun operatore telefonico:

Presenza di più armadi in un medesimo territorio, ciascuno relativo a ciascun operatore telefonico

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Cosa fare, dunque, per migliorare l’attuale situazione che, di anno in anno, peggiora sempre più?

Talvolta ho visto apparati di rete sapientemente mimetizzati quando collocati su architetture storiche. Si potrebbe fare di più anche in questo senso, anche solo riproducendo sull’armadio gli stessi mattoni del muro retrostante o pitturandoli con il medesimo colore. Un esempio in cui potrebbe essere utilizzato tale mimetizzazione è l’armadio collocato in p.zza Castello mostrato precedentemente, proprio a fianco della cancellata destra del Palazzo Reale.

Si tratta tuttavia di casi sporadici in quanto spesso le dimensioni degli armadi sono tali che risulta alquanto difficile ed improbabile renderli quasi invisibili alla vista! Incassarli nei muri o nel selciato può essere una soluzione talvolta percorribile: seppur anche gli sportelli metallici non siano certo esteticamente belli, in tal modo almeno non si ruba spazio a marciapiedi o piazze!

Se la soluzione di mimetizzarli o incassarli non è percorribile, come spesso purtroppo accade, sicuramente risulta possibile renderli esteticamente più piacevoli, ad esempio personalizzandoli con pitture appropriate al contesto e il più possibile originali.

Ho visto proprio poco tempo fa la soluzione adottata in un piccolo paese di montagna, Usseaux, che è riuscito a trasformare in piccole opere d’arte tutti gli elementi che stonavano con il suo territorio, dagli armadi dei contatori del gas alle buche delle lettere.
In questo modo, non solo hanno abbellito il paese, ma è anche accresciuto il numero di turisti che lo visitano proprio per ammirare quei suoi murales e dipinti.
Sicuramente quello non è il primo ed unico paese al mondo a fare uso della pittura per migliorare l’estetica del suo paesaggio, ma penso renda bene l’idea di che cosa si possa fare in tal senso, anche solo con piccole iniziative locali e con bassi investimenti alla portata di un Comune di poche anime!

La mia proposta non risulta perciò sicuramente di per sé originale ma, se fosse adottata da una o più ditte di distribuzione di servizi (e non semplicemente supportata da sindaci in piccole realtà paesane), penso potrebbe costituire sia una forma di valorizzazione di un territorio sia un valido mezzo pubblicitario originale, sicuramente apprezzato dai cittadini/consumatori.
Non si potrebbero ovviamente “abbellire” tutte le miriadi di armadi esistenti sulle strade d’Italia, ma penso sarebbe agevole selezionare il sott’insieme più conveniente su cui operare. Infatti, ogni città ha zone storicamente rilevanti dove questa forma di miglioramento estetico sarebbe davvero auspicabile e costituirebbe un’indubbia forma pubblicitaria, essendo in genere zone molto frequentate.
Ad esempio a Torino, la mia città, il quadrilatero romano  potrebbe essere una zona conveniente allo scopo, essendo un punto nevralgico della movida cittadina.

L’iniziativa potrebbe inoltre servire anche a valorizzare alcune zone della periferia, se  concentrati in modo da richiamare l’attenzione di passanti e turisti: i bei murales di Millo costituiscono uno degli esempi di valorizzazione di un quartiere popolare di Torino.

Ovviamente non è un’operazione a costo zero, ma neppure a costi elevati …
… e poi,
quanti soldi vengono talvolta spesi in pubblicità per iniziative non edificanti/utili socialmente o per il territorio, oltre ad essere di dubbia utilità anche in termini di ritorno economico?

Come impone ogni operazione efficace sia di marketing sia sociale, si deve raggiungere una massa critica: inutile sarebbe avere pochissimi armadi “abbelliti”, dispersi in modo sporadico su un vasto territorio. Non avrebbero alcuna visibilità e, qualsiasi fosse l’obiettivo, questo sarebbe sicuramente mancato!

Come fare quindi affinché il loro numero sia sufficientemente elevato in un territorio, in modo che possano risultare ben visibili e richiamare quindi l’attenzione delle persone/clienti?
Come sempre, la condivisione di obiettivi tra più attori può essere di aiuto …

Il coinvolgimento di artisti di strada potrebbe essere una possibile fonte di originalità non indifferente ed un richiamo anche a livello internazionale, come ad esempio, in passato, è già avvenuto per il parco Michelotti, nella zona dell’ex-zoo di Torino, dove opere artistiche erano state eseguite addirittura gratuitamente dai pittori (vedi i miei precedenti post: Il passato del parco Michelotti e dello zoo di Torino: quale il suo futuro?; Street philosophy/psychology …). Il parco Dora, sempre a Torino, è poi un ulteriore esempio di come la street art possa abbellire un territorio di per sé asettico.

Si potrebbero anche trovare partnership con iniziative artistiche locali già affermate, riducendo così di molto i costi di realizzazione dell’iniziativa.  L’utilizzo di stampe autoadesive, agevolmente collocabili sugli armadi, nel rispetto delle giuste proporzioni, potrebbe velocizzare l’operazione di collocazione, … anche se un dipinto, direttamente realizzato sul supporto, ha sicuramente un altro effetto!  L’utilizzo di stampe autoadesive l’ho visto comunque frequentemente utilizzato per le pubblicità su pullman/metropolitane leggere, pannellate esternamente addirittura sui vetri oltre che sulla carrozzeria, … e devo dire che talvolta sono comunque di effetto..
Ad esempio, in ambito fotografico, esiste in diverse città italiane il concorso fotografico Italia Photo Marathon che si tiene annualmente e coinvolge centinaia di fotografi che si cimentano su temi assegnati. Pur non essendo professionisti, i risultati sono degni di nota e gli autori delle immagini sarebbero ben contenti di contribuire ad abbellire il territorio con la loro opera … anche gratuitamente (vedi i miei precedenti post Italia Photo Marathon Torino 2016, Torino Photo Marathon: una bella esperienza da ripetere!.).
Nel caso di Torino, sempre come esempio, si potrebbe trovare una collaborazione con l’iniziativa grafica internazionale That’s a mole, anche questa a cadenza annuale (vedi il mio precedente post That’s a Mole!! Bella iniziativa a cui partecipare): le opere dei finalisti vengono esposte nei pressi della Mole Antonelliana per un breve periodo, su cartelloni supportati da un piedestallo metallico (funzionale, ma in verità poco estetico!). Molto meglio sarebbe rendere più permanente la loro visibilità  (almeno per un anno e non per sole poche settimane, come avviene attualmente) stampando le opere su un supporto adesivo e collocandole in modo da abbellire gli armadi presenti, ad esempio, sempre nei pressi della Mole Antonelliana.

Armadi presenti nei pressi della Mole Antonelliana

Un’ulteriore possibilità di trovare materiale utile (minimizzando i costi), potrebbe essere quella di coinvolgere direttamente il personale delle ditte che collocano gli armadi su strada, tramite un concorso artistico interno (e.g. fotografico, di pittura), magari tematico e specifico per ciascuna località coinvolta nell’iniziativa, con potenziale sponsorizzazione anche da parte di quel Comune e/o Regione.
Una iniziativa di quel tipo era, ad esempio,  stata utilizzata nel 2007 da Telecom Italia per dare una veste grafica al calendario aziendale, un tempo distribuito in prossimità del Natale: quel concorso interno aveva coinvolto centinaia di dipendenti che si erano cimentati sul tema assegnato dell’innovazione (vedi il mio precedente post: Foto per concorso calendario aziendale 2007 ). Sembra che anni fa ci sia stata poi un’iniziativa fotografica analoga proprio per poi “abbellire” alcuni armadi delle principali città italiane. Sembra fossero richieste foto paesaggistiche locali: molto meglio sarebbe stato – secondo me – se si fosse puntato sull’originalità dell’opera, magari suggerendo specifici temi di interesse sociale e di innovazione, … e se si fossero potute presentare opere non solo fotografiche ma anche di altre forme artistiche!
Non so quanti siano poi stati gli armadi interessati, sicuramente pochissimi e quindi in numero troppo esiguo per raggiungere un qualsivoglia obiettivo. A Torino questi armadi dovrebbero trovarsi in piazza Solferino e dintorni ma, anche se frequento spesso quella zona, non li ho davvero mai notati … e così come non ne ho mai visti in altre parti d’Italia 😦       Insomma, “una hirundo non facit ver” e, senza trovare le opportune sinergie con altre iniziative locali, i risultati sono quelli che sono! 

Si potrebbero anche coinvolgere le scuole locali ed i licei artistici in particolare, che sicuramente sarebbero felici di aderire ad un progetto di riqualificazione urbana, magari seguendo tematiche di educazione civica del cittadino. Per esempio, nel suo piccolo, la scuola media Norberto Bobbio di Torino, ha appeso da anni, lungo la ringhiera del suo cortile, diversi pannelli ideati e realizzati dai ragazzi e tesi ad “educare” i padroni dei cani che transitano sul marciapiede antistante l’istituto.

Infine, un coinvolgimento dei Comuni/Regioni non è da escludersi, soprattutto se le tematiche rappresentate sono di interesse sociale e civico: ad esempio, a Torino alcune panchine della città sono state oggetto e fonte di diffusione di iniziative specifiche (e.g. per l’inclusione; contro la violenza alle donne):

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Nel seguito riporto alcune foto che ho fatto ai dipinti che hanno sapientemente migliorato/mimetizzato gli armadi presenti nel paese di Usseaux, dipinti che hanno voluto ovcalarsi sulla realtà di quel territorio montano.
Ovviamente, in un contesto cittadino l’originalità del dipinto potrebbe invece spaziare dall’arte astratta al richiamo di oggetti d’arte o architetture caratteristiche di quel territorio e/o affrontare tematiche sociali specifiche.


 

 

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Foto per concorso calendario aziendale NOI.2007

Per tenerne traccia e memoria, inserisco in questo post due mie foto che ho ritrovato: nel lontano 2007 le avevo inviate ad un concorso fotografico interno alla mia ditta, relativo al tema dell’innovazione: era stata una bella iniziativa! Una di queste era stata tra quelle scelte per illustrare il calendario aziendale dell’anno successivo, un tempo distribuito come omaggio natalizio! 😉

Dall’intestazione del calendario

Copertina del calendario NOI.2007

La mia foto era stata associata al mese di giugno

Ricordo ancora con piacere l’incontro con il grande fotografo Gabriele Basilico che era stato incaricato di scegliere le 12 immagini tra le molte che già avevano ottenuto una prima selezione dai colleghi stessi tramite votazione dalla intranet. Qualche anno prima avevo avuto modo di ammirare alcune sue opere fotografiche durante una estemporanea alla GAM di Torino.

Ricordo anche alcune frasi del suo breve ma intenso discorso, prima della premiazione. In particolare ricordo che aveva detto di aver voluto vedere anche le foto che non erano state maggiormente votate dai colleghi perché forse anche tra quelle avrebbe potuto trovare qualcosa di interessante: non sempre infatti, l’opinione della moltitudine è indice della qualità di un’opera artistica e viceversa!

Ci aveva inoltre fatto notare che raramente una foto (anche una sua, cioè una di un professionista affermato) aveva avuto una così larga diffusione di stampa: infatti di calendari NOI 2007 ne sono stati distribuiti in numero pari a quello dei dipendenti Telecom Italia di allora … penso quindi almeno un 60000 copie!!

… pochi anni dopo quella premiazione, ho poi appreso con dispiacere della sua morte in seguito ad una lunga malattia.

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Riscoprire vecchie cose in modo nuovo e personale

Sperimentare sempre nuove soluzioni a problemi talvolta antichi quasi come il mondo, magari ripercorrendo strade già intraprese da altri, ma con la propria immaginazione e fantasia, liberi da condizionamenti, … come la mente di un bimbo.
Così come un bimbo, trovando delle pietre su una spiaggia, cerca nuove soluzioni per tenerle in piedi (anche se probabilmente non ha mai visto “Stonehenge“), analogamente un programmatore compone linee di codice, con le stesse istruzioni già utilizzate da altri, per trovare originali soluzioni innovative.
Non ho visto bambini a Rimini, tranne quelli delle colonie, poveri soldatini minimi già dati in pasto alle cerimonie, ma resistono, loro e sanno ancora progettare argini immaginari, sponde, dighe e barriere da non abbandonare … “. Da “Adriatico” di C. Lolli

P.S.
Questo fotomontaggio l’ho derivato dalla mia seguente foto di mia figlia, intenta in una costruzione con pietre nella spiaggia di Milazzo: già al momento dello scatto, l’analogia con le più enormi costruzioni di Stonehenge (da lei mai viste neppure in foto) mi era risultata evidente ed interessante!

 

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Servizi avanzati anche nei posti più sperduti

Innovazione == saper fornire i servizi più avanzati anche nei posti più sperduti. L’innovazione deve avere tra gli obiettivi quello di consentire a tutti l’utilizzo dei servizi realizzati, anche quelli più avanzati e sfidanti, e questo indipendentemente dalla densità di popolazione presente in un luogo. Solo così non contribuirà ad allargare sempre più il gap tecnologico e culturale tra le persone che abitano in zone rurali o del “terzo mondo” rispetto a quelle che risiedono nei centri urbani dei paesi altamente industrializzati.

P.S.
Questo fotomontaggio l’ho invece derivato da tre foto,
una relativa ad un monumento presente in una università di Seattle che mi aveva particolarmente colpito per l’originalità e la sfida apparente alle leggi gravitazionali,
un’altra della torre della CSELT (in quegli anni con le impalcature per una ristrutturazione)  che vedevo dal mio ufficio
ed infine l’ultima del deserto libico (o era di Capo Verde?) … non ricordo bene!

Scultura presente nell’università di lettere di Seattle

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Tips & tricks to solve possible problems related to Windows 10 (e.g. File Explorer does not refresh automatically anymore)

Windows 10 is a wonderful operating system … but it may happens some times that it gives you some headaches!
In this post I will insert some tips & tricks related to issues I experimented using it and that I found a solution … that could be useful to you too.

You will see that for many the solution  is very simple, possibly only to set the program/feature, that does not work properly, to its default settings because possibly some of them are possibly the reason of the problem. 😉

Therefore it is an ongoing post that will be include more and more issues …

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Problem:
File Explorer does not refresh automatically

It may happen that if you delete a file in File Explorer, it is still displayed but, if you try to delete it again, it is displayed that it cannot be deleted because it is no more available. In that case, to have its name no more listed in File Explorer, you need to force a refresh (e.g. going in an other directory and then go back to that previous explored one) … but that procedure is very annoying!!

Solution:
As it happens in most cases, the easiest solution is to set the program/feature to its default settings.
Therefore in this case, search with Cortana “File Explorer Options” and open that section available in the Control Panel. Then click on the Restore Defaults button on both the General and Views tabs sections.
After having tested that now every new opened File Explorer works properly, you can possibly set again some options that you prefer to change from the default settings (e.g. Show hidden files, folders and drives; do not Hide extensions for known types).

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Problem:
Adding a New tab in Internet Explorer browser makes that new page continuously refresh

It happened to me that I could not even write something in the search input available in the default New tab page, because that page continuously refresh itself!

Solution:
Once again, the easiest solution is to reset the program that does not work properly:

therefore from Tools wheel go to Internet options and then in the Advanced tab click in the Reset… button

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Problem:
Blue dump for DRIVER POWER STATE FAILURE

It may happen that time to time a blue dump occur: do not worry … in most cases there is a easy solution possibly going to change something with a temporary boot in safe mode.

Solution:
I find someone saying that possibly a change in the settings of power plan in Control Panel/Hardware and Sound/Power Options turning off power saving … may be, but for me the solution was to delete all the drivers I found with some yellow alert triangle in the Device Manager available from the Control Panel. You can search it directly from the find feature od Cortana,
Then right clicking on each device that does not work properly (yellow alert icon) you can first try to update its driver (Update driver menu item) and, if it is already the last available one (as it happened to me) you can uninstall it (Uninstall device menu item). If really needed, Windows itself will install it again automatically!

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Come riparare i telecomandi di poltrone e letti reclinabili

Non è inusuale oggigiorno avere poltrone reclinabili utili soprattutto per le persone anziane, aiutandole anche spesso a rialzarsi, ma comunque comode per chiunque. Anche i letti a doghe reclinabili in più parti possono poi essere assai comode in molte occasioni.

Purtroppo spesso, dopo qualche mese/anno di utilizzo, il filo del telecomando si logora e necessita di essere sostituito oppure il connettore non risulta più fornire una collegamento elettrico continuo ed affidabile. Nel seguito riporto alcune informazioni che possono tornare forse utili a qualcuno per la sostituzione del cavo per alcune tipologie di telecomandi in cui mi sono imbattuto.

Talvolta, come nel caso delle seggiole reclinabili, ci sono solo due pulsanti, uno per salire fino a rialzare la poltrona, ed un altro per scendere fino a rialzare anche il poggiapiedi. Altre volte, invece, i pulsanti sono diversi in quanto prevedono di alzare/abbassare diverse parti della rete (testa, piedi, entrambi).
Spesso per collegarlo alla poltrona/letto è utilizzato un connettore DIN a più pin (generalmente un DIN-5 essendo a 5 pin), un tempo utilizzato anche per le apparecchiature audio/video, ma ho visto anche alcuni che utilizzano addirittura un attacco RJ-11 a 6 pin (pur in verità utilizzandone solo alcuni fili), generalmente utilizzato nella telefonia e trasmissione dati telefonia.

S noti che esistono anche sistemi che consentono di ovviare di avere il filo e che collegano alla poltrona/letto con un identico connettore, un ricevitore wireless in grado di ricevere i comandi inviati da un telecomando privo di fili: ovviamente questa può essere una soluzione assai conveniente anche se più costosa.

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Telecomando a 6 pulsati per doghe reclinabili (connettore DIN-6)

Talvolta può essere necessario, come lo è stato nel mio caso, ricostruire lo schema elettrico in quanto precedentemente qualcuno aveva già tentato maldestramente di riparare il tutto, dimenticandosi di annotare le posizioni dei fili dai diversi colori e quindi poi effettuando le saldature un po’ casualmente … per cui non esisteva più una corrispondenza tra immagine presente nel pulsante ed azione pilotata!

Guscio del telecomando a fili

Circuito stampato (front)

Circuito stampato (back)

Schema con i collegamenti dei componenti

Schema elettrico derivato

Connettore DIN-6 sostituito

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Telecomando poltrona reclinabile (connettore RJ-11)

Solo 3 dei fili vengono utilizzati, essendo lo schema e le connessioni richieste assai semplici.

Circuito stampato (front)

Circuito stampato (back)

Collegamenti

Connettore RJ-11 utilizzato

Semplice schema elettrico

 

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Appunti di restauro: sverniciare e riverniciare un mobile in legno

Talvolta può succedere di avere uno o più mobili antichi che, se fossero restaurati, sicuramente ne acquisterebbero in bellezza. Può anche essere che alcuni di questi non siano dei pezzi di particolare valore da un punto di vista economico seppure lo siano affettivamente, essendo di famiglia e non si voglia perciò spendere molto pur desiderando di restaurarli!

Per i lavori di restauro mi sono sempre rivolto (da decenni) a Michele, un anziano professionista che ha da subito meritato la mia fiducia ed ammirazione in quanto, dopo avere “studiato” il mobile per diverso tempo, fornisce una diagnosi ed indica per quello la “terapia” che reputa più opportuna: un po’ come fa come un medico con il suo paziente. Ha da sempre lavorato con quella dedizione e precisione dettata non solo dall’esperienza ma anche dalla passione, … insomma operando senza riserve, come se dovesse restaurare un mobile di sua proprietà. Non di rado l’ho addirittura invidiato per quel suo lavoro manuale che sa dare un’immediata soddisfazione se eseguito a dovere da buon artigiano! Anche ora, ultra ottantenne, lavora nella sua bottega senza guardare né l’ora né il giorno, incurante del fatto che sia un giorno festivo o meno.

Ovviamente i mobili più preziosi continuerò ad affidarli alle sue cure finché potrà farlo ma,  per una scrivania e una cassapanca in particolare, essendo di scarso valore, ho deciso di operare personalmente 😉. È un lavoro che da tempo volevo provare a fare … e penso proprio che questa sarà la volta buona, durante le prossime ferie di agosto in campagna!

Ho quindi chiesto delucidazioni a Michele su come fare e, con la sua solita passione, ha preso un pezzo di legno di scarto e mi ha mostrato praticamente tutta la procedura che cercherò nel seguito di riportare dai miei appunti scritti su un foglio di fortuna! Fornirò anche alcune indicazioni su marche e negozi da lui consigliatomi, anche se ovviamente i prodotti ed i rivenditori sono molteplici e quelli che indicherò sono solo di esempio!

Ovviamente questo post non vuole e non può fornire tutte le istruzioni dettagliate presenti nei molteplici siti di fai-da-te, ma semplicemente riportare quei miei appunti che sinteticamente riassumono le procedure indicatemi. In fondo riporterò anche alcuni link di siti/video che ho trovato utili su questo argomento.

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Materiale da acquistare

  • Sverniciatore (e.g. Remopai extra forte dell’Acem)
  • Soda solvay (acquistabile anche al CRAI) oppure soda caustica e ammoniaca.
  • Acido ossalico
  • Rolla noce (se il colore che si desidera è quello del noce, ma ci sono anche colorazioni differenti, se il caso)
  • Raschietti di diverse dimensioni
  • Paglietta di ferro (tipo doppio zero)
  • Pennelli di plastica (a basso costo, usa e getta)
  • Spazzole di saggina
  • Pompa d’acqua
  • Carta vetrata abrasiva con grana da 220 (ma può tornare utile averne anche altre di grana differente!)
  • Guanti protettivi (monouso per mantenere la sensibilità delle dita)
  • Stucchi (gommalacca, tubetti stucco pronto colorato, barrette cere colorate)
  • (Spugna abrasiva)
  • (Vinavil)
  • (Alcool 95 gradi)
  • (Trementina)

Sebbene la maggior parte degli ingredienti necessari siano acquistabili in qualsiasi colorificio ben fornito, alcuni di quelli  elencati non sono di facile reperibilità,come ad esempio l’acido ossalico: a Torino, l’ho trovato da Chimica Strola, che vende anche rolla noce e carbonato di sodio (oltre al percarbonato di sodio che serve a mia moglie per il bucato! 😉).

  • Chimica Strola – Lungo Stura Lazio 99, 10156 Torino [tel 0112237830; 0112231045; 0112230356 (lun-ven 8:30 -12:30 13:45- 17:30)].

Il collega e amico Luigi mi ha poi indicato anche il seguente negozio molto fornito e che vende anche online articoli specifici per il restauro:

  • Sinopia – Via Poliziano 56/A, 10153 Torino (vicino al parco Colletta di Torino).

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Procedura

La procedura di restauro di un mobile prevede innanzitutto di riportare il suo legno allo stato originario, sverniciandolo completamente.
Per giungere a questo risultato si possono usare diverse tecniche anche abbinandole secondo la convenienza, utilizzando l’una o l’altra all’uopo.
Generalmente conviene iniziare utilizzando uno sverniciatore che deve essere spalmato sul legno con una pennellessa, lasciando agire per un tempo sufficiente (circa 1 ora,  ma potrebbe bastare anche meno).


Poi con un raschietto si deve grattare per portare via la vernice che dovrebbe essersi in parte almeno parzialmente staccata dal legno.

Si può utilizzare anche una pistola ad aria calda, soprattutto quando si tratta di una verniciatura a smalto, facendo attenzione a non bruciare il legno ed agendo per il tempo sufficiente solo a far distaccare unicamente la vernice.
Soprattutto per le cavità e gli angoli, è poi necessario utilizzare “olio di gomiti”, agendo con della carta vetrata opportunamente distesa sia su appositi smerigliatori a mano sia su pezzi di legno di diverse dimensioni ed angolature che uno si deve produrre artigianalmente. Michele mi ha mostrato questi suoi attrezzi: sono pezzetti di legno (e.g. un pezzo di zoccolo di legno) dove è stato incollato del panno per far sì che la carta vetro che lo ricoprirà non scivoli durante il lavoro. Quei suoi pezzi erano più o meno sottili, più o meno arrotondati, più o meno lunghi/larghi, in modo da poter selezionare quello più idoneo per ciascuna specifica levigatura da effettuare.

Può anche servire avvolgere la carta abrasiva su un pezzo di spugna morbida in modo da lavorare bene anche zone non lisce in quanto la spugna si adatta bene a qualsiasi forma del legno. Può infine anche essere utilizzata una paglietta di ferro (tipo doppio zero) ed uno straccio, sicuramente utile per ripulire completamente alla fine il legno sverniciato. Durante il carteggio conviene non asportare continuamente il polverino generato in quanto questo aiuta alla seguente levigatura e riduce inoltre il rischio di lasciare segni indesiderati sul legno.

Per le superfici piane non è da disdegnarsi troppo l’uso di una levigatrice elettrica (piana o orbitale) … anche se deve essere usata con criterio e con leggerezza per non rischiare di rovinare il legno!

La carta vetrata più utile è quella con grana 220 (io l’ho trovata inizialmente solo 240) seppure risulti utile averne anche alcuni pezzi di diversa grana. Si deve tener presente che più la grana è grossa più il numero che la caratterizza è basso (fino a 40) e, analogamente, più la grana è fine più i numeri sono alti (fino a 2500): la grana 1000 è comunque già così fine da essere usata per la lucidatura del marmo (vedere questo sito per avere una descrizione semplice ma utile sulle tipologie di carta vetrata).

Una volta che tutta la vernice preesistente è stata tolta, si deve lavare il legno con della soda solvay. Rispetto alla soda caustica, comunque utilizzabile, quella ottenuta con il metodo solvay è meno irritante, anche se sicuramente conviene agire con dei guanti impermeabili in questa fase del lavoro, facendo anche ben attenzione agli occhi … e agli occhiali! Le dosi di diluizione sono indicate nella scatola: in particolare, per la soda caustica se ne mettono due cucchiai in un litro di acqua e mezzo bicchiere di ammoniaca. Tale soluzione deve essere stesa, un pezzo alla volta, con un pennello di plastica, usa e getta, che non deve asciugare. Quindi si lava con pompa d’acqua (meglio se a spruzzo per evitare che si impregni il legno) e una spazzola dura (e.g. di saggina). Lavando il legno con quella soluzione, si noterà che scorrerà a terra acqua scura, in quanto il legno viene schiarito.

Prima che il legno asciughi, è conveniente passare una soluzione di acido ossalico (un cucchiaio grosso in un litro d’acqua, scaldato e disteso caldo) utile soprattutto per togliere le macchie che la soda può aver creato nel legno lavato.

Dopo una ventina di minuti, sciacquare quindi nuovamente il tutto per eliminare l’acido ossalico, sempre con pompa e spazzola.

Dopo avere aspettato che il legno si sia asciugato all’ombra completamente (attendere almeno 24 ore), si può procedere quindi alla nuova verniciatura. Questa può avvenire con diverse tecniche più o meno complicate/lunghe, quale con la tecnica a stoppino.

La tecnica più semplice che mi ha indicato è quella che fa uso della rolla noce (o di altra tonalità se il caso) che viene fornita anche lei come polvere e deve quindi essere preparata sciogliendone a bagnomaria un pugnetto in mezzo litro di acqua: la quantità dipende da quanto scuro lo si vuole fare il mobile e quella soluzione, una volta raffreddata, deve essere stesa sul legno con un pennello con un’unica passata, possibilmente con passate incrociate lungo le vene del legno e trasversalmente ad esse, guardando sempre in controluce per individuare eventuali chiaro scuri da eliminare. Non è conveniente quindi ripassare una volta seccata, in quanto si rischierebbe che in seguito si sfaldi.

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Link utili

 

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Special Welfare CCNL 2018: richiesta buoni acquisto/voucher … for dummies

… alias, come usufruire del benefit di 120€ del Special Welfare CCNL 2018, … con il minor sforzo possibile! 😉

Tutti i colleghi hanno ricevuto la email relativa alla disponibilità di richiedere voucher o buoni spesa , tramite la piattaforma digitale realizzata da Edenred,  relativamente al Piano Special Welfare CCNL 2018. Allegate a quella comunicazione, ci sono le istruzioni per registrarsi nel portale, ma poi non vengono riportate esplicitamente le operazioni da effettuare e la descrizione del processo per ottenere concretamente infine quei buoni/voucher! Si rimanda, per avere ulteriori informazioni, a pagine sia della intranet (e.g. FAQ) sia di quel portale …
Questo post intende riassumere, con semplici passi, le informazioni essenziale per richiedere, nel minor tempo possibile, la modalità più comoda per usufruire di questo benefit che, se non richiesto, viene perso a fine anno.

Ho inoltre opportunamente evidenziato in grassetto alcune parti dove ho inserito dei consigli e che invito quindi a considerare.

  1. Effettuare la registrazione nel portale Edennred, seguendo le indicazioni allegate nella email.
  2. Effettuare il login in quel portale con le nuove credenziali, accedendo così alla pagina relativa a Special Welfare: premere il pulsante VAI AL PIANO WELFARE

Accesso alla sezione Special Welfare del portale

2) Selezionare, per aprirne i contenuti, la seconda sezione relativa a Special Welfare – CCNL 2018: per default viene mostrata inizialmente invece la prima sezione relativa al Special Welfare – PDR 2017.

Sezione relativa a Special Welfare – CCNL 2018

3) Resta quindi da scegliere in che forma usufruire di quella cifra di 120€, scegliendo anche se si desidera averli cone voucher o buoni acquisto. Dalle FAQ si apprende che i buoni spesa si ricevono via email e si possono stampare autonomamente, per poi essere utilizzati per la spesa al supermercato, lo shopping ed il carburante.

Buoni acquisto o voucher?

Sono previsti due tipi di buoni acquisto: i Selection ed i Top Premium con le caratteristiche indicate nel seguito.

Buoni acquisto Top Premium e Selection

Ne deduco che i Selection risultano più appetibili, potendo essere usati sia per la benzina (Total Erg) sia nei supermercati (UNES, Carrefour) sia negozi di elettronica di consumo (UNIEURO), mentre i Top Premium consentono un acquisto in tipologie di negozi di nicchia (oltre, nuovamente, i supermercati, ma non più nei benzinai).

Si può comunque accedere al sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati, presenti nelle zone di interesse. E’ possibile sia selezionare la città sia filtrare la tipologia di negozi di interesse ed avere anche una visualizzazione su mappa. … ma per 120€ non penso valga la pena effettuare alcuna ricerca e direi che è sufficiente richiedere il buono acquisto Selection che va bene per benzina o al supermercato!

Sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati (1)

Sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati (2)

Sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati (3)

Sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati (4)

4) Dopo avere selezionato, nella sezione Acquisti, il pulsante Richiedi relativo al Selection stampabile rappresentato con una icona di macchina (scelta che penso essere la più versatile), non resta che selezionare la scelta del buono spesa e premere il tasto Invia:
purtroppo il taglio del singolo buono è impostato a 10€ e quel valore non sembra modificabile: questo comporta che si dovranno poi stampare ben 12 fogli A4 (ciascuno relativo ad un buono di 10€) …. anche se poi, se si va a fare la spesa o si fa un pieno di benzina, si spederà sicuramente ben più di 10€ di un buono!!

Selezione della tipologia di Buono acquisto stampabile

Premendo quel tasto Invia , dopo una richiesta di conferma dell’invio della richiesta, relativa alla scelta effettuata, viene fornita la seguente segnalazione, senza ulteriori indicazioni: “Grazie, la tua richiesta è stata inviata correttamente“! NON viene fornita nessun altra notifica, ad esempio via email, dell’inoltro di questa richiesta e neppure delle indicazioni sui tempi necessari per quindi ottenere i buoni spesa e dove poi andare a reperirli.

Richiesta di conferma dell’invio della richiesta, relativa alla scelta effettuata

Popup che conferma l’acquisizione della richiesta

5) Andando comunque poi nella sezione Area Personale -> Allocazione Fondi -> Buoni Spesa, e filtrando la richiesta opportunamente, si può verificare che ora è effettivamente presente il buono acquisto richiesto che risulta, non appena richiesto, nello stato iniziale di Inoltrata. Passerà dopo poche ore nello stato Presa in considerazione dalla tua azienda, seppure ancora non viene fornita la possibilità di scaricare i relativi buoni.

Verifica della presenza del Buono acquisto inizialmente nello stato Inoltrata

6) Dunque, come ricevere ora concretamente quei buoni richiesti? Viene in aiuto a tale proposito una risposta presente nelle FAQ: è necessario attendere al massimo 48 ore e si riceverà tramite email una segnalazione della disponibilità dei buoni da scaricare dal portale, … e si può ipotizzare che ciò potrà essere fatto dalla medesima sezione Buoni Spesa mostrata in precedenza, in cui è presente l’elenco di ciascuna richiesta inoltrata con associato il suo stato corrente.

Come ricevere ora concretamente quei buoni acquisto richiesti?

PS: la richiesta l’ho inoltrata giovedì pomeriggio e il mattino del lunedì successivo ho ricevuto la email che mi notificava la presenza dei buoni da scaricare: tenendo conto del week-end, i tempi indicati sono stati rispettati!

Mail che comunica la disponibilità dei buoni acquisto da scaricare

Si deve quindi accedere al portale ed andare nella sezione Buoni Spesa, effettuando la solita ricerca e trovando ora la precedente richiesta nello stato di Emessa. Cliccando sull’icona rappresentante un codice a barre, si apre una finestra popup che consente di scaricare lo zip contenente tutti i 12 buoni richiesti (file pdf) del valore di 10€ ciascuno.

Sezione Buoni Spesa da cui scaricare i buoni una volta emessi

Popup che consente di scaricare i buoni

Ciascun buono si presenta poi nella seguente forma:

Singolo buono da stampare

Non resta ora che stampare i 12 buoni e presentarli a merchant convenzionato.

Infine, alcune mie considerazioni personali:

  • La procedura richiesta è inutilmente complessa, soprattutto considerando l’importo in questione.
  • L’interfaccia utente del portale non fornisce quelle indicazioni necessarie per non lasciare dubbi all’utilizzatore (e.g. come e quando reperire i buoni una volta richiesti).

Forse fornire semplicemente via email, a ciascun dipendente, un codice di buono spesa da inserire in uno dei molteplici store online (e.g. Amazon) avrebbe semplificato di molto la procedura necessaria per usufruire di questo Special Welfare CCNL 2018. Infatti, ho sentito che quest’ultima sia la procedura adottata da alcune ditte, … assai più semplice e meno costosa non richiedendo alcun portale specifico.

 

… that’s all, folks!

😉

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