How to report errors you find in Google Maps

Some posts ago I wrote How to report an error in Bing maps site or in Microsoft Maps app where I explained how, as a user, you can report possible errors in the current map shown in Bing site and Microsoft Maps app.
In the following I show how to easily report an error in Google Maps.
I think that user contribution is really useful to maintain always updated online maps, possibly all the available ones, Microsoft, Goggle, whatever …!!

First you have to right click in the point where you want to report the error and choose the Report data problem [IT: Segnala un problema con i dati] option available in the popup list.

Then select the information related to the error you found:

You will be thanked for helping to keep the map updated and possibly you will see increased your score as local guide!!! 😉

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Come richiedere assai agevolmente il PIN di accesso al sito dell’Agenzia delle Entrate (e.g. per la compilazione online del 730)

La necessità di accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate sta diventando sempre più un must, soprattutto ora che risulta assai agevole compilare il 730 tramite quel sito, con tutte le informazioni precompilate relative alle spese sostenute già in possesso del fisco. L’unica cosa che risulta necessario richiedere è il PIN per poter accedere in modo autenticato e quindi riconosciuto tramite il proprio codice fiscale da usare come username.

La procedura, analogamente a quanto avviene per altri siti istituzionali (e.g. INPS), prevede una assai semplice richiesta da effettuare online. Nel seguito alcuni screenshot che mostrano come in pochi passi possa esser inoltrata:

Risulta necessario indicare il reddito complessivo indicato nel modulo 730 presentato l’anno precedente, come chiaramente indicato nel form seguente:

Sezione del 730 (in fondo) dove è indicato il reddito complessivo

Al termine dell’invio, se la verifica dei dati forniti risulta positiva, viene indicata già subito la prima parte del PIN: quella rimanente la si riceverà per posta al proprio domicilio fiscale. Come specificato nella comunicazione, “Se poi non si riceve la comunicazione entro 15 giorni o in caso di smarrimento della comunicazione stessa, è necessario rivolgersi ad un ufficio territoriale dell’Agenzia dele Entrate”:

Si può inoltre sempre andare a vedere lo stato della richiesta nell’apposita sezione, fornendo sia il proprio codice fiscale sia il numero associato alla domanda di abilitazione, fornito precedentemente all’atto di presentazione.

Verifica dello stato della domanda di abilitazione (1)

Verifica dello stato della domanda di abilitazione (2)

NOTA
Per la compilazione del 730, può tornarti utile anche un post di qualche tempo fa relativo a STS – Sistema Tessera Sanitaria: come accedere alle ricevute per spese mediche.

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Come far correggere eventuali errori presenti in una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate e richiedere il rimborso di un eventuale credito tramite il modulo F24

Può capitare che arrivi una raccomandata dall’Agenzia delle Entrate che notifichi presunti errori o mancanze nella compilazione di un 730 di anni precedenti: anche se uno ha la coscienza a posto, la prima sensazione non è certo piacevole! I fogli allegati nella comunicazione dovrebbero evidenziare sia la motivazione della sanzione (o meglio, il codice tributo a cui si riferisce) sia l’importo da pagare … e questo può anche essere di pochi euro come, ad esempio, … nel mio caso soli 11,67€ per la precisione!
Dopo il primo respiro di sollievo nel leggere la minima cifra da pagare, viene subito spontaneo domandarsi se davvero valga la pena, per una amministrazione, comunicare sanzioni del genere che comportano l’invio per raccomandata di tre fogli (più busta), con il lavoro di addetti interni ed esterni: a buon senso, sembrerebbe che il gioco non valga la candela!
Poi, subito dopo, cerchi di capire la motivazione di tale sanzione … e, guardando la comunicazione ricevuta, ti ritrovi unicamente una tabella in cui viene indicato un codice tributo, un importo e la relativa sanzione … nulla più! Al di là dell’importo irrisorio della sanzione, risulta infatti sicuramente di interesse capirne la motivazione, anche per non incorrere nella medesima multa negli anni avvenire …

Nel mio caso il codice in questione era il 1841, senza alcun’altra indicazione: per fortuna esiste Internet e cercandolo ho trovato che fa riferimento alla cedolare secca: effettivamente nell’anno in oggetto avevo contrassegnato con X la sezione 11 del il rigo B1 relativamente all’applicazione della cedolare secca per un alloggio in affitto. Sono andato a ripescarmi sia il 730 in questione. Da qui ho potuto verificare che, dai calcoli effettuati automaticamente alla fine del 730, veniva effettivamente indicata nel rigo 121 relativo appunto all’unica rata per la cedolare secca, la medesima cifra relativa all’importo indicato come omesso. Insomma si trattava di campi conteggiati in modo automatico al termine della compilazione del 730, per cui mi risultava davvero difficile capire dove avevo potuto sbagliare e quindi risultasse giusto pagare tale sanzione seppur minima!

Guardando quindi nelle note dei fogli pervenuti, risulta presente una sezione “Come fare correggere eventuali errori“, in cui in particolare si parla di un possibile utilizzo sia di un contatto telefonico (800909696, da telefono fisso, oppure 06 96668907) sia di un canale di assistenza via web per chi è abilitato ai servizi telematici dell’Agenzia dell’Entrate: in questo secondo caso, sicuramente più agevole, la sezione di interesse viene indicata essere la CIVIS, raggiungibile “cliccando sulla voce Assistenza Fiscale – CIVIS del sito http://www.agenziaentrate.gov.it“. Le indicazioni per raggiungere ed utilizzare quel servizio di assistenza ci sono … anche se forse non risultano, secondo me, proprio così chiare e precise come imporrebbe una comunicazione rivolta ad un generico cittadino … per cui, nel seguito, mostro alcuni screenshot di ausilio per raggiungere quella sezione CIVIS idonea per inoltrare assistenza per comunicazioni di irregolarità ricevute, fornendo sia il n. della comunicazione ricevuta per raccomandata sia i propri recapiti telefonici ed email.

Come inoltrare una richiesta tramite il canale di assistenza via web (1)

Come inoltrare una richiesta tramite il canale di assistenza via web (2)

Come inoltrare una richiesta tramite il canale di assistenza via web (3)

Nella compilazione della richiesta viene indicato che si verrà contattati entro 5 giorni: la sanzione si deve pagare entro 30 giorni dal ricevimento della raccomandata, per cui c’è il tempo per aspettare notizie 🙂 …
Personalmente ho ricevuto una risposta via email dopo 3 giorni che ha risolto la problematica in modo assai efficiente, allegando un documento che attestava non solo la non necessità di pagare la sanzione imputatami per errore, ma che anche conteneva una dichiarazione di maggior credito (da confermare) e da utilizzare in futuro per compensare pagamenti tramite F24!!

Per cui, quando si ricevono presunte sanzioni dall’Agenzia delle Entrate e non se ne capisce il motivo, risulta assai opportuno indagare in quanto è possibile che ci possa essere stato un errore nei conteggi eseguiti presumibilmente in modo automatico e ci si può ritrovare, come nel mio caso, ad avere non solo una notifica che l’irregolarità non era presente, ma addirittura sia previsto un rimborso (nel mio caso, “non era stato contabilizzato il secondo acconto trattenuto cedolare secca del coniuge“, avendo fatto una dichiarazione congiunta).

Nella comunicazione via email ricevuta, contenente una comunicazione aggiornata, era presente nome, cognome, email dell’addetto dell’Ufficio Territoriale che aveva gestito la pratica ed ho quindi potuto chiedere direttamente a lei delucidazioni perché mi era sembrato strano che la sanzione si fosse trasformata in maggior credito (da confermare). La sollecita presa in carico della richiesta e l’efficienza e gentilezza nelle comunicazioni anche seguenti, devo dire che mi hanno piacevolmente stupito! Oltre alla comunicazione via email, risulta poi sempre possibile visualizzare le risposte con gli allegati anche dalla apposita sezione “Consultazione delle richieste“:

Sezione “Consultazione delle richieste” in cui è sempre possibile visualizzare i documenti forniti nella risposta ad una richiesta di assistenza

Parte della comunicazione aggiornata, allegata alla email di risposta

Comunicazioni tempestive via email con l’addetta dell’Agenzia dell’Entrate che aveva gestito la pratica

Dal momento che, relativamente al credito indicato come “DA CONFERMARE” via email, mi era stato detto di aprire un’altra pratica CIVIS o di rivolgermi ad un Front Office di un qualunque ufficio dell’Agenzia, ho provato nuovamente ad inserire la richiesta tramite CIVIS come Comunicazione di irregolarità riferita alla precedente sanzione pensando di specificare meglio nel testo il vero oggetto della richiesta: tuttavia all’inoltro del modulo è comparsa una scritta che indicava che non era più possibile inviare nulla relativamente a quella comunicazione di sanzione ormai chiusa. Tuttavia, nessuna delle altre sezioni presenti in CIVIS mi sembravano idonee ad inserire la richiesta per comprendere meglio come vedere confermato ed ottenere quel rimborso: forse solo l’altra sezione WebMail, relativa sempre alla voce di menù Assistenza Tecnica e Fiscale, sarebbe potuto essere idoneo, consentendo l’invio di un qualsiasi testo generico tramite un form e non richiedendo alcun numero di protocollo/comunicazione …
Tuttavia ho preferito percorrere la strada del contatto telefonico tramite il numero fornito nella raccomandata (i.e. 06 96668907). Dopo avere composto il numero ho selezionato il tasto 1 per parlare con un operatore, quindi il tasto 3 … perché mi sembrava la voce più adeguata rispetto alle altre proposte (anche se non era proprio relativa a quello che volevo chiedere!). Viene quindi richiesto di pronunciare il proprio codice fiscale che DEVE essere pronunciando lentamente scandendo bene separatamente ciascuna lettera e numero: diversamente, pronunciandolo con la velocità usuale e non indicando singolarmente i numeri presenti, il sistema di riconoscimento non riesce a comprenderlo e non si riesce probabilmente a proseguire …

La mia attesa al telefono è strata di solo una decina di minuti, nonostante inizialmente fosse indicata una coda di più di trenta persone, segnale evidente che ci siano diversi operatori che gestiscono in parallelo le chiamate …

Anche qui, non solo la tempestività, ma anche la competenza e gentilezza dell’operatrice mi ha piacevolmente stupito: in poco tempo ha effettuato tutte le operazioni di verifica e quindi mutato il credito, indicato precedentemente come da confermare, in credito effettivamente utilizzabili già anche da subito con il prossimo pagamento dell’IMU. L’operatrice mi ha anche specificato che l’inserimento del rimborso deve essere inserito nel modulo F24 nella sezione Erario (quindi differente da quella dove si mettono gli importi relativi all’IMU): c’è da indicare è il codice 1842, 0101, l’anno a cui è riferito il rimborso (2016 nel mio caso, essendo un rimborso relativo al 730 del 2017, relativo alle spese del 2016) ed infine la cifra a credito nell’apposita colonna “crediti”. Ovviamente l’importo del credito da inserire deve essere minore all’imposta complessiva che si intende pagare con quel modulo F24.

Insomma, anche l’assistenza via telefono è stata ben al di sopra delle mie aspettative: mi hanno confermato l’importo ed hanno tramutato la notifica in confermata nel giro di 10 minuti, spiegandomi anche come recuperare l’importo: incredibile!! L’unica pecca è che avevano il sistema di firma digitale giù, per cui l’operatrice mi ha detto che la comunicazione formale me l’avrebbero spedita via email non appena quel loro servizio sarebbe tornato attivo, indicandomi che potevano trascorrere diversi giorni … comunque il rimborso lo potevo richiedere fin da subito!

In questa Italia dove troppo spesso i tempi burocratici risultano insopportabili (e.g. ci ho messo più di un anno per vedere gestita, dall’INPS centrale di Roma Flaminio, una comunicazione SA/RETT inserita nel cassetto previdenziale dalla mia ditta e relativa a mesi di paternità che non risultavano conteggiati), sembra quasi impossibile verificare un’efficienza simile per un servizio fornito dall’Agenzia delle Entrate!

Cercando poi di effettuare il pagamento tramite l’apposita sezione per il pagamento dell’F24 nel sito della banca (utilizzando anche la sezione Erario come indicatomi, per compensare parzialmente il pagamento dell’IMU, mi veniva dato un errore generico impedendo. Chiedendo quindi ad un commercialista in cosa sbagliavo, mi ha riferito che non è possibile pagare mod. F24 con compensazioni tramite homebanking ma solamente con canale dell’Agenzia delle Entrate con PIN oppure tramite Intermediario abilitato (e.g. commercialisti, consulenti del lavoro).

Nel caso il pagamento venga fatto da un commercialista, costui richiede di fornirgli la lettera di conferma credito ricevuta via email dalla Agenzia Entrate per verificare correttezza dei dati da inserire (oppure la ristampa della comunicazione, richiedendola in uno degli uffici, aperti al pubblico, dell’Agenzia delle Entrate ). Purtroppo nel mio caso, non avendo ricevuto ancora tale email (per via del malfunzionamento attuale del sistema di firma elettronica per le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate) e non avendo tempo di andare personalmente in uno dei loro uffici per procurarmi una dichiarazione equivalente da presentare al commercialista, procederò a pagare l’attuale rata dell’IMU senza la compensazione, per poi ricordarmi di utilizzarla a fine anno nel pagamento del saldo quando (spero) mi sarà arrivata la comunicazione formale via email. Infatti l’utilizzo del credito non ha, per quanto mi hanno detto, una scadenza …

 

 

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Un film – documentario che tutti dovrebbero vedere: “Il punto di non ritorno” (“Before the flood”)

In un mondo dove stanno sempre più prevalendo forze nazionalistiche, populiste, incuranti delle diversità e dell’ambiente, dove invece la politica mondiale e nazionale potrebbe andare su rotaie differenti se la popolazione la forzasse, un film documentario come questo deve essere assolutamente visto, soprattutto dalle nuove generazioni perché riguarda in prima persona proprio loro!!!

Non si tratta di un film catastrofico di fantascienza, bensì di un documentario che dice chiaramente le cose come stanno, anche se sono realtà scomode da sentire e sia i padroni delle risorse economiche sia i politici tendono a minimizzare e non pubblicizzare.
Ciascuno di noi deve sentirsi in causa, coinvolto in prima persona, qualsiasi sia il suo ruolo nella società, perché delegare le persone giuste serve ma non basta
. Le persone non possono più permettersi di ignorare le conseguenze delle loro singole azioni, non possono non preoccuparsi se i politici che votano ignorano il problema ed anzi devono costringerli ad occuparsene se quelli vogliono mantenere il loro posto di comando. Mi viene in mente una frase di una canzone di De André che anche in questo contesto suona benissimo: “Anche se voi vi credete assolti, siete per sempre coinvolti“.

Su YouTube il film si può trovare gratuitamente e per di più ad un’ottima risoluzione anche se visto su un televisore.

Riporto nel seguito sia un estratto della presentazione del film:

Il punto di non ritorno [titolo originale “Before the flood” (prima dell’alluvione)]  è uno straordinario film documentario di Leonardo di Caprio sul cambiamento climatico. All’interno del film documentario (realizzato in collaborazione con la National Geographic nel 2016), Leonardo Di Caprio discute con le più importanti personalità del pianeta (incluso l’allora presidente degli Stati uniti Barack Obama), sul cambiamento climatico che sta colpendo la Terra e gli indispensabili progetti da mettere in atto entro il 2018, 2019 e 2020.

Sentire le parole pacate e sensate dell’allora presidente Obama, stonano con le parole insensate urlate malamente dal suo successore attuale … e questo riempie di tristezza il cuore!

Nel seguito alcune delle frasi pronunciate durante il film che mi hanno colpito maggiormente e su cui reputo sia particolarmente importante riflettere.

I politici, che noi definiamo eletti, in realtà sono al nostro servizio. Fanno esattamente cosa vuole la gente. Convinciamo il popolo e la politica sarà costretta ad agire“.

Il nostro obiettivo dovrebbe essere di lasciare il pianeta in condizioni migliori di come l’abbiamo trovato ed al momento non ci stiamo riuscendo“.

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It is up to all of us (Spetta a tutti noi)

  • Consume differently (Consumare in modo diverso)
  • What you buy (Cosa comprare … e.g. non prodotti che contengono plastiche e/o ingredienti estratti da piantagioni estensive realizzate distruggendo foreste – e.g. piantagioni per estrarre l’olio di palma)
  • What you eat (Cosa mangiare … e.g. meno carne, soprattutto quelle rosse che richiedono un dispendio enorme di energie)
  • How you get your power (Come ottenete il vostro potere)
  • Vote for leaders who will fight climate change by (Votate i leader che combatteranno i cambiamenti climatici)
    • Ending fossil fuel subsidies (Terminando le sovvenzioni verso i combustibili fossili)
    • Investing in renewables (Investendo in energie rinnovabili)
    • Leaving fossil fuels in the ground (Lasciando i combustibili fossili nel terreno)
    • Supporting a price on carbon (Sostenendo un prezzo sul carbonio, e.g. usando la carbontax che ne disincentivi l’utilizzo)

 

Link utili:

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Il degrado di alcuni locali commerciali storici la cui mala gestione attuale non è degna sia del luogo sia della bella Torino

Tempo fa avevo scritto un post in cui elogiavo alcuni commercianti di Torino che, in modo autonomo, cercano di premiare alcuni comportamenti “virtuosi” da parte della clientela, applicando sconti specifici.
Oggi mi tocca invece “bacchettare” altri commercianti che, con la loro gestione attuale, non solo degradano prestigiosi marchi storici di Torino, ma anche l’intera città soprattutto agli occhi dei crescenti turisti che non possono certo apprezzare determinati comportamenti verso la clientela.

Proprio ieri mi sono recato con amici nella gelateria Fiorio di p.zza Castello, un locale abbastanza recente collegato alla rinomata e storica gelateria.
Entro nel bagno di cui il locale è munito, l’unico per sia uomini sia donne, e noto subito la chiusura della porta rotta: anziché essere aggiustata, è stata sostituita da un gancio volante che consente una chiusura sufficiente, ma non completa, della porta scorrevole. Ma i motivi di stupore sono ben altri! Sporco, con sciacquone principale rotto ed il cui buco sul muro è stato ricoperto malamente da un cartone, asse del water inesistente con residui di una sua cerniera rotta, privo di sapone in qualsiasi forma (erogatore addirittura inesistente), nessuna modalità per asciugarsi le mani (ne asciugamani, ne carta), … ovviamente niente carta igienica!

Mi lamento con la persona alla cassa che sembra addirittura non capire la situazione: mi dice che l’acqua c’è (il fatto che lo sciacquone principale sia rotto e malamente nascosto con un cartone e l’utenza debba ricercare in giro per il muro cosa tirare o premere per poi magari stufarsi e non far nulla, non sembra sia un problema per lui) e se è sporco, dice, la colpa è dell’utenza (normale sembra per lui che non ci sia sapone, asciugamano, carta igienica, asse del wc … così come che sia l’unico gabinetto esistente e probabilmente sia pulito solo una volta alla sera, nonostante il frequente utilizzo).

Mi chiedo:

  • E’ questo un locale che dovrebbe mostrare la bella Torino ai turisti?

Andando poi su TripAdvisor per inserire una mia recensione negativa, sperando che possa servire a qualcosa per smuovere in senso positivo la situazione della mala gestione del locale, scopro recensioni che DA ANNI lamentano sia le condizioni dell’unico bagno sia la scortesia verso i clienti! Da tempo, quindi, la clientela di quella gelateria ha indicato chiaramente che qualcosa nella gestione di quel locale non va proprio!!
Peccato! Vista la sua posizione strategica, potrebbe davvero essere uno dei posti più belli dove andare a gustarsi un gelato!

Riporto in fondo alcune parti di alcune di quelle recensioni,
… ma altre lamentano una qualità non certo degna del marchio storico,
… altre ancora addirittura il mancato rilascio dello scontrino fiscale!!

Mi chiedo ancora:

  • Possibile che i padroni del locale continuino ad ignorare tutte queste opinioni della clientela e non cerchino di migliorare la situazione?
    Costerebbe veramente poco: un intervento di un idraulico di poco conto, un distributore di sapone ed un altro di salviette, un asse del wc, una ripulita periodica durante la giornata con attenzione a ciò che eventualmente manca!
    Sulla cortesia il discorso potrebbe essere più complicato da attuare, se non si cambiano le persone … ma ci si potrebbe impegnare e lavorare!
  • Possibile che non ci sia anche un opportuno intervento, da parte degli enti competenti, per controllare l’igiene del locale?

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Purtroppo si potrebbe fare un lungo elenco dei cessi inadeguati e della mancanza di una adeguata pulizia in generale propria di diversi locali del centro, anche di quelli rinomati e storici quali, ad esempio, il Caffè San Carlo e la gelateria Miretti, tanto per fare due nomi su cui sono sicuro di non essere smentito!
Anche in quei due esempi ho notato su TripAdvisor che diversi sono gli ovvi commenti negativi dei clienti a tale proposito, critiche che sembrano completamente ignorate, a torto, dai rispettivi proprietari!

Per cui, non lamentiamoci troppo se poi alcuni marchi rinomati e storici di Torino chiudono, lasciando magari il posto a fast-food americani o a negozi gestiti da cinesi per poi magari allora lamentarsi della mancanza di una loro adeguata pulizia.
Non certo tutti, ma almeno alcuni dei locali commerciali storici di Torino sembra proprio che non facciano molto per evitare quella che attualmente sembra una inevitabile conseguenza della loro mala gestione.

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Alcune parti di recensioni di clienti che DA ANNI lamentano, per la Gelateria Fiorio di p.zza Cartello – Torino, sia le condizioni dell’unico bagno sia la scortesia verso i clienti! Alcune recensioni e lamentele sembrano riferirsi al locale storico in via Po, sicuramente trascurato da decenni. Alcune recensioni sono poi di turisti stranieri che, nella propria lingua madre, hanno lasciato giustificati commenti negativi, ad uso dei propri connazionali: una bella pubblicità anche per la città!!

      

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Aggiornamento sull’assurdo divieto di fermata presente in via Pergolesi (nei pressi del numero 5)

Ho scritto email all’URP, alla segreteria della mobilità e a quella relativa alla viabilità e trasporti del Comune di Torino … ma sembra che a nulla sia servito … anzi!
Dopo l’ultima mia missiva, nessuna risposta da nessuno dei destinatari.
Da qui questo post di pubblica protesta, semmai potesse ancora servire a qualcosa indignarsi pubblicamente!!!
😦

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Diversi mesi fa avevo scritto un post relativo ad alcuni divieti incomprensibili dove spesso vengono elargite “facili” multe che, a mio parere, poco aiutano all’educazione civica del cittadino, anzi!

Via Giambattista Pergolesi 5: divieto di fermata per ben 11 metri dall’inizio delle strisce pedonali ed ancor più da uno stretto incrocio – con stop – con un piccolo parcheggio

Sempre in quel post avevo mostrato come a meno di un centinaio di metri, nei pressi di via Nicola Porpora 47, esistesse una situazione oggettivamente analoga, dove sono invece presenti le strisce bianche, che consentono perciò il parcheggio fino in prossimità dell’incrocio (superando quindi anche la restrizione dei 5 metri che il codice della strada sancisce di default in mancanza di altre indicazioni, quali appunto le strisce di parcheggio). Si trattava ovviamente SOLO di un esempio per avvallare maggiormente la inutilità di quel cartello di divieto di fermata (o per lo meno la sua eccessiva funzione), scelto tra i molteplici unicamente per la sua vicinanza … ma avrei potuto indicarne ben altri ancora più lampanti!

Via Nicola Porpora 47 e, ad esempio, Via Giambattista Pergolesi 5: situazioni oggettivamente analoghe ma diverse scelte di gestione della possibilità di parcheggio.

Sempre in quel post avevo scritto della triste esperienza quando avevo cercato di chiedere delucidazioni sul perché di quel divieto, a due vigili che, come abitualmente avviene, stavano multando proprio delle macchine posteggiate in quel luogo: avevo ricevuto solo frasi fatte generiche e nessuna concreta spiegazione!!

Il 23/3/2019 mi sono allora deciso a scrivere allo sportello dedicato alla segnalazione sulla viabilità del Comune di Torino dove, in altre circostanze, avevo ricevuto puntuali e solleciti riscontri (e.g. Come segnalare nella città di Torino la presenza di buche pericolose o problemi di viabilità) per ricevere una risposta sulle motivazioni di quel divieto e, di fatto, sperando in un loro ripensamento:

Non ricevendo alcun riscontro se non il messaggio automatico all’inoltro della mia email, con indicato un link per verificare lo stato della richiesta, mi sono poi accorto che, a distanza di più di un mese, quella era passata nello stato di “Evasa” pur non avendo io ricevuto alcuna risposta.

Il 24/4/2019 ho quindi richiesto spiegazioni fornendo il numero della richiesta precedente che risultava evasa:

Avendo poi avuto modo di scambiare proficue email con l’URP del Comune di Torino e non avendo al 30/04/2019 ricevuto ancora alcun riscontro dal precedente sollecito, ho approfittato della gentilezza del personale dell’URP chiedendo loro se potevano essere da tramite per quella mia richiesta, … e così hanno fatto.

Questa volta, a soli due giorni lavorativi di distanza, ecco giungermi la risposta, inviata in CC anche all’URP come da loro richiesto espressamente, dove l’arch. Davide Amendola del Comune di Torino mi comunica: Il divieto di fermata fronte n.c. 5 di via Pergolesi è stato istituito per motivi di sicurezza della circolazione stradale al fine di aumentare la visibilità dell’attraversamento pedonale e dei veicoli uscenti dalla carreggiata soggetta a stop; nel secondo caso, relativo a via Porpora fronte n.c. 47, non vi è attraversamento pedonale, comunque per aumentare la visibilità la sosta sarà tracciata a m 5 dall’intersezione. si allega documentazione.
davide amendola

Nel seguito la documentazione allegata in cui risultano espressamente indicate anche le distanze ed in particolare gli 11 metri che separano il cartello di divieto di fermata in via Pergolesi dalle strisce pedonali. Confermo tale misurazione, avendo io stesso controllato personalmente: insomma lo spazio per parcheggiare 2 – 3 macchine!
Le foto allegate poi dimostrano che c’è stato un sopraluogo dove ovviamente si vede quanto da me riportato nel precedente post, seppur fornendo immagini semplicemente tratte da Street View. Si noti che, come avviene abitualmente, vista la carenza di parcheggi, anche nella loro foto due su tre dei posti in divieto sono occupati nonostante quel cartello: chissà se, chi ha effettuato quel sopralluogo anche questa volta ha multato quelle auto come solitamente avviene!

[Nota relativa alle foto allegate: in realtà, solo una delle quattro foto si riferisce a via Porpora, quella indicata a biro come Porpora 1, mentre l’altra sottostante è stata associata erroneamente a quel luogo in quanto riprende, in realtà, il tratto di via Pergolesi antecedente al cartello di divieto una cinquantina di metri].

La risposta data ha, a mio parere, dell’incredibile e devo ammettere che appena letta mi ha scioccato fino a poi farmi ridere per non piangere!! Anziché constatare, come era mia intenzione, che 11 metri di divieto di fermata sono forse un po’ troppi “per motivi di sicurezza della circolazione stradale al fine di aumentare la visibilità dell’attraversamento pedonale e dei veicoli uscenti dalla carreggiata soggetta a stop”, si dice addirittura che “nel secondo caso, relativo a via Porpora fronte n.c. 47, non essendoci attraversamento pedonale, comunque per aumentare la visibilità la sosta sarà tracciata a m 5 dall’intersezione”!!!

Insomma, anziché togliere il cartello di divieto di fermata e mettere le strisce per almeno due posti macchina come avviene abitualmente altrove, hanno intenzione di togliere parte delle strisce dall’altra parte (da me indicata a titolo di esempio solo esclusivamente per la sua vicinanza) e sarà quindi cambiata la traccia di sosta ai 5 metri stabiliti di default dal codice della strada in mancanza di diversa indicazione!!

 

Che dire?
Mia nonna, nella sua saggezza di anziana, avrebbe esordito nel dire “Sono più forti della Giustizia!“.
Io mi limito ad appellarmi all’ovvietà ed al buonsenso che è (o almeno dovrebbe essere) intrinseco in tutte le leggi e quindi anche in quelle relative al codice della strada che lasciano infatti  discrezionalità per una loro corretta applicazione laddove risulti opportuno. Che 11 metri di divieto di fermata  per “aumentare la visibilità dell’attraversamento pedonale e dei veicoli uscenti dalla carreggiata soggetta a stop” siano davvero eccessivi e sia una pratica di sicurezza non riscontrabile altrove, mi sembra oggettivamente una ovvietà, constatata la natura secondaria sia del passaggio pedonale, con le strisce ormai quasi completamente cancellate dal tempo (e che si trovano a poche decine di metri da uno principale nei pressi del semaforo con c.so G. Cesare) sia dell’incrocio con stop relativo all’uscita da un piccolo posteggio.

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Nel seguito la mia risposta inviata all’unico servizio che sembra veramente dare sempre un appropriato ascolto alle segnalazioni dei cittadini, vale dire all’URP di Torino [e per conoscenza ovviamente anche al mittente ed agli altri destinatari della precedente risposta: davide.amendola@comune.torino.it, segreteria.mobilita@comune.torino.it, Informazioni Viabilità e Trasporti <info.viabilitaetrasporti@comune.torino.it>].
Speravo in un loro intervento di mediazione al riguardo … ma, a distanza di più di 10 giorni, non avendo più ricevuto alcuna risposta, dispero di ricevere ormai più alcun segnale di vita … da cui questo post che rendo pubblico semmai potesse ancora servire a qualcosa indignarsi pubblicamente!

;-/

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Gentili operatori dell’URP, grazie al vostro interessamento ho ricevuto, questa volta assai tempestivamente, una risposta alla mia richiesta inoltrata il 23/3/2019 allo sportello dedicato alla segnalazione sulla viabilità del Comune di Torino , dopo che la precedente richiesta era stata “archiviata” con una meticolosa gestione informatica che la dava come evasa. Rubo ancora del vostro prezioso tempo chiedendovi di verificare se, anche grazie ai dati forniti nella presente, è possibile di vedere modificate le scelte, che non posso condividere, comunicatemi dalla precedente email dell’arch. Davide Amendola del Comune di Torino.

Devo confessare che alla prima lettura della formale risposta fornita dall’arch. Davide Amendola, mi sono messo a ridere per non piangere.
Io avevo gentilmente, come cittadino residente in Torino, inoltrato loro una richiesta di riesaminare l’opportunità di mantenere un cartello di divieto di fermata (nota bene, non solo di posteggio ma addirittura di fermata, collocato a ben 11 metri – circa 3 posti macchina – da alcune strisce pedonali secondarie, quasi ormai non più visibili – vedere figura allegata seguente – ed ancor più distanti da una secondaria uscita, con stop, da una piccola area di parcheggio) indicando (quale esempio scelto solo per via dell’estrema vicinanza) una situazione oggettivamente analoga nei pressi di Via Nicola Porpora 47, dove ben diverse erano state le scelte di gestione della possibilità di parcheggio (delle strisce bianche sono infatti poste a ridosso di un analogo incrocio a bassa percorrenza, superando così anche la restrizione della distanza dei 5 metri prevista dal codice stradale in assenza di diverse indicazioni).
Anziché vedere riconsiderata l’opportunità del posizionamento di quel cartello che non trova altrove presenza in analoghe condizioni (non solo nel Comune di Torino, ma penso in tutta Italia), mi viene non solo giustificato con motivazioni generiche relative ad una assai ipotetica maggior sicurezza stradale non riscontrabile peraltro altrove (“Il divieto di fermata fronte n.c. 5 di via Pergolesi è stato istituito per motivi di sicurezza della circolazione stradale al fine di aumentare la visibilità dell’attraversamento pedonale e dei veicoli uscenti dalla carreggiata soggetta a stop”), ma addirittura mi viene comunicato che verrà modificata la scelta pregressa di posteggio per la situazione analoga, da me indicata unicamente come esempio in quanto distante poche decine di metri dal cartello in oggetto … ma avrei potuto addurre centinaia di altre situazioni analoghe (“nel secondo caso, relativo a via Porpora fronte n.c. 47, non vi è attraversamento pedonale, comunque per aumentare la visibilità la sosta sarà tracciata a m 5 dall’intersezione)!!
Insomma, anziché avere due-tre posti macchina regolari in più, agognati dai residenti nei pressi di via Pergolesi, ce ne sarà a breve almeno uno in meno poco distante in via Porpora!

Le strisce del passaggio pedonale in oggetto sono ormai da tempo addirittura difficilmente visibili e si trovano a poche decine di metri da un altro transito pedonale principale presente nei pressi del vicino semaforo con c.so G. Cesare

La risposta ricevuta mi colpisce perciò non solo come cittadino del Comune, ma anche come persona in quanto mi sento preso in giro, spiacevole sensazione già provata tempo fa cercando di ottenere spiegazioni da due vigili quando, casualmente transitando in bici nei pressi di quel cartello di divieto, li avevo visti nuovamente fermarsi appositamente con la loro auto per “facilmente” multare le macchine che perennemente posteggiano in quell’area per via della estrema mancanza di parcheggio della zona, e questo nonostante il divieto. Allora avevo potuto assistere ad un duetto tra i due, con frasi generiche su come i cittadini non sappiano quali sono i pericoli ed i pregressi incidenti, per cui era loro difficile comprendere certi divieti: a nulla era servito indicare loro luoghi vicini dove la loro presenza sarebbe stata sicuramente più utile a svolgere al meglio quello che dovrebbe essere il loro mandato primario, cioè quello di migliorare il senso civico della popolazione. Infatti a pochi passi, in c.so G. Cesare, ci sono sempre macchine posteggiate impropriamente che impediscono un utilizzo continuo di una corsia, determinando ovvi rallentamenti e code, con relativo maggior inquinamento e pericolo per la circolazione; poi, per aggiungere un ulteriore esempio lampante, avevo indicato loro come, a poche centinaia di metri in p.zza Respighi angolo via Paisiello di fronte ad una tabaccheria, siano perennemente parcheggiate malamente macchine in seconda e talvolta in terza fila che ostacolano non solo il passaggio dei pullman, ma anche quello dei pedoni che risultano inoltre realmente poco visibili alle macchine che si immettono dalla rotonda: qui sì che ci sono effettivamente numerosi pregressi di incidenti che hanno coinvolto anche utenti vulnerabili!

Ora che formalmente è stata fornita una motivazione ufficiale che, a mio parere, non tiene assolutamente conto sia della realtà del luogo sia dei principi di opportunità previsti dal codice stradale, mi sento quasi costretto, per spirito civico, a non usare più mezze parole, sperando di non risultare peraltro scortese ma chiarificatore, in quanto questa è l’intenzione della presente.
La gente che abita la zona è stufa di vedere multate, con una frequenza impressionante visto il luogo, le macchine che parcheggiano in quei posti vietati da quel cartello stradale incomprensibile alla logica (ripeto fino alla noia, si tratta addirittura di divieto di fermata per ben 11 metri!) che, da quanto comunicato, sembra sia stato collocato per una richiesta di sicurezza di un attraversamento pedonale secondario e mal segnalato da strisce ormai quasi inesistenti, situazione che non ha eguali e non è riscontrabile in nessun altra realtà. L’impressione che il cittadino ne deriva, a torto o a ragione, è che in quel posto, dove sicuramente un’auto posteggiata dà molto meno fastidio rispetto a molteplici altri anche da un punto di vista della sicurezza pedonale, risulta più comodo elargire multe, non rischiando il vigile possibili discussioni con sia il multato sia il commerciante dove quel cliente è andato a comprarsi magari un gratta&vinci (vedi esempio in p.zza Respighi angolo via Paisiello) … e non certo una medicina urgente!! Insomma, chiunque, anche tralasciando l’opportunità sulla presenza o meno di quel cartello di divieto, non può che concordare con me che ci sarebbero multe MOLTO più prioritarie e quindi più appropriate.
Operando scelte quali quella descritta, credo si  fomenti, a torto o a ragione, la diffusa opinione che i vigili siano mandati anche per rimpinguare le casse del Comune,  indipendentemente dalla effettiva rilevanza dell’infrazione, diventando così loro stessi (benché pagati dai contributi degli stessi cittadini) un tramite per una forma di ulteriore tassazione indiretta che, tra l’altro, risulta ancora più bieca in quanto non tiene nemmeno conto delle condizioni economiche del multato.

Allego alcune foto scattate nel weekend che evidenziano, anche se non sarebbe il caso in quanto credo che sia una situazione assai comune e riscontrabile molto agevolmente da chiunque, come spesso nei centri urbani venga superato anche il limite di default dei 5 metri prima di un incrocio, per via della presenza di strisce di parcheggio che generalmente giungono addirittura a pochi centimetri da incroci tutt’altro che secondari e/o passaggi pedonali anche assai frequentati: altro che gli 11 metri richiesti dal cartello in oggetto per un incrocio –  con stop – dove transitano poche decine di macchine al giorno ed un passaggio pedonale secondario, mal segnalato, anch’esso a basso transito in quanto a poche decine di metri ne esiste un altro  principale, nei pressi del semaforo con c.so Giulio Cesare.

Ho scattato in Torino decine e decine di foto di esempio, con situazioni oggettivamente analoghe al caso in oggetto ed in cui la scelta di gestione della possibilità di parcheggio è identica a quella che avevo già mostrato in via Porpora quale esempio (ma dove mi è stato comunicato il prossimo cambiamento!), ma mi limiterò a riportane solo alcune riserbandomi di inviarvele tutte ed altre ancora, se richiestomi: penso tuttavia che la situazione oggettiva sia sotto gli occhi di tutti! Si noti che spesso, le immagini seguenti riprendono, oltre all’incrocio, anche un passaggio pedonale in quanto l’elevazione ad 11 m del divieto di fermata sono stati  in particolare giustificati proprio per quella concomitanza.

Partiamo pure da esempi a poche decine di metri da quella di via Porpora fronte n.c. 47, che avevo mostrato a solo titolo di esempio per vicinanza, e dove mi è stato comunicato che “per aumentare la visibilità, la sosta sarà tracciata a m 5 dall’intersezione“: a centinaia allora sarebbero da riportare secondo quella regola molteplici situazioni identiche anche solo in Barriera!

Via Porpora a pochi passi dall’ospedale Giovanni Bosco

 

Via Cimarosa angolo p.zza Respighi

Nel seguito mostro poi la situazione tipica in p.zza Respighi angolo via Paisiello, già citata precedentemente e ripresa addirittura durante uno dei passaggi della macchina di Google: mostra ben 7 macchine in divieto ed il Bus 57 che deve transitare completamente nella corsia opposta per poter girare e procedere in via Paisiello] … ma spesso, nelle ore di punta, la situazione è addirittura ben peggiore, con macchine accatastate anche in terza fila. La presenza, qui come altrove, di dehor concessi dal Comune in prossimità di incroci e passaggi pedonali, limitano per di più la visibilità dei pedoni oltre che essere tipicamente sede di posteggi irregolari, in questo caso proprio dietro una curva.

Piazza Respighi angolo via Paisiello

… ma qui mi fermo in quanto, visto i precedenti, rischierei di far diminuire di qualche percentuale i posti di parcheggio disponibili in Barriera e questa non è certo la mia intenzione, vista la carenza crescente di spazio per le macchine di fatto presenti : anche se io personalmente preferisco utilizzare principalmente la bici, la situazione reale non può essere ignorata dall’Amministrazione.

Passo allora a mostrare altre situazioni analoghe al di fuori del quartiere e con esempi di posteggi a strisce blu o gialle
… tanto, da un punto della sicurezza stradale, i requisiti sono ovviamente identici alle strisce bianche, no?

Via Confienza angolo via Bertolotti

C.so Valdocco angolo via Garibaldi

 

Via Figlie dei Militari angolo c.so Casale

 

Via Quintino Sella angolo Figlie dei Militari

Via Cardinal Maurizio angolo via Martiri della Libertà

 

Via Cardinal Maurizio angolo c.so Casale

 

Porta Palazzo

Corso Valdocco angolo via S. Domenico – Posteggio riservato alla Polizia

 

Via Leoncavallo angolo via Temengo – Posteggio riservato ai Vigili

Via Foggia angolo via Parma – Posteggio riservato alla Polizia Giudiziaria

 

Ringraziando dell’attenzione e sperando in un vostro interessamento, resto in attesa di un vostro riscontro.

Enzo Contini

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Aggiornamenti sul Trincerone tra via Sempione e via Gottardo e alcune considerazioni sull’abbattimento di alcuni alberi, verosimilmente malati, al Giardino G. Impastato

Partiamo dall’aggiornamenti sul Trincerone tra via Sempione e via Gottardo … in verità non c’è molto da dire (vedi precedente post: A Torino distrutta con ruspe e motoseghe una foresta urbana, anziché semplicemente ripulirla dai rifiuti gettati dagli umani!) …
Permangono a tutt’oggi tutti i rifiuti che non sono stati ancora raccolti a distanza di 5 MESI dall’opera di distruzione. Insomma quello che si doveva urgentemente togliere è per ora rimasto, mentre non ci sono più gli alberi che si sarebbero eventualmente dovuti abbattere tra diversi anni … sempre ammettendo che l’ipotetica metropolitana sia poi veramente un giorno costruita e passi per quel tracciato!
Rimane poi per me sempre un mistero perché l’immobiliare Regio Parco, proprietaria di quel terreno che aveva acquistato dalle Ferrovie dello Stato, abbia voluto effettuare, seppur sollecitata dal Comune, quella operazione di “bonifica” del verde assai più costosa di una semplice eliminazione dei rifiuti (con magari potatura degli alberi ed eliminazione della sterpaglia), la sola opera di cui sicuramente era in difetto ed oggettivamente utile per la cittadinanza. Le sterpaglie forse, ma la presenza di alberi non l’avrebbe sicuramente impedita!

Ora invece si possono fotografare non solo i “vecchi” rifiuti, mai minimamente tolti, ma anche quelli recenti. Come già avevo avuto modo di scrivere, impressionante è vedere ancora oggi come esistano alcuni punti in cui siano stati scaricati nel tempo (ed anche ultimamente) molti sacchetti (del medesimo tipo) dell’immondizia quotidiana, a comprova che sia opera di alcuni abitati incivili del quartiere stesso che abitualmente usano quel fossato come discarica per i propri rifiuti, anziché utilizzare i cassonetti dell’immondizia, magari meno comodi da raggiungere: basterebbe poco individuarli da parte delle forze dell’ordine competenti trattandosi di comportamenti “seriali”.
L’unica soluzione per fermare tale situazione non era quindi quella di abbattere un bosco intero perlomeno anzitempo, ma invece quella di ripulirlo subito dalle immondizie decennali e poi provvedere affinché ci fosse una più attenta osservazione da parte delle forze dell’ordine oltre ad una sensibilizzazione della cittadinanza stessa. Infatti, spetta anche agli stessi cittadini del quartiere fotografare e/o ripretendere con video, magari dai balconi, chi continua imperterrito ad usare impropriamente quel territorio e quindi denunciare quegli incivili “abitanti insospettabili dei quartiere “, quando li vedono “buttare sacchetti di rifiuti nel trincerone, come se non fosse loro l’ambiente che inquinavano“, come riportato in un commento al mio post precedente da un abitante di un edificio che dà sul trincerone!

Per togliere finalmente l’immondizia, ripeto l’unico lavoro utile che doveva essere fatto da anni, non resta che sperare nel fatto che tra poco ci sono le elezioni: chissà se finalmente, anche solo per ottenere qualche voto in più, qualche rappresentante in lista si adopererà in tal senso per poi pubblicizzare a dovere tale suo interessamento!! Per intanto, la mia segnalazione di dicembre all’URP del Comune di Torino, sebbene sia stata prontamente gestita dal personale addetto che l’ha inoltrata al Responsabile del nucleo Tecnico della Circoscrizione 6 e alla segreteria della Presidente, non ha sortito alcun effetto e non ho ricevuto nessuna risposta da parte loro! Come d’altra parte le mie segnalazioni alle associazioni ambientaliste il cui silenzio assenso (o addirittura risposte di assenso) reputo personalmente inconcepibile e direi scandaloso (vedere precedente post).

Di fatto, quindi, nulla è servito segnalare il mio sdegno all’URP del Comune di Torino.

Eccovi alcune nuove foto che mostrano anche immondizie assai recenti oltre ai teli di plastica arancione utilizzati per impedire (in teoria) il passaggio sotto i ponti: si sono semplicemente aggiunti alle bruttezze già preesistenti!

Se le immagini precedenti non ti sono sufficienti, puoi vedere altre foto, da me scattate meno di due mesi fa, sull’album Flickr apposito o su Amazon Photo:

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La Primavera ormai è iniziata da più di un mese, ma questo è quello che si vede quest’anno affacciandosi al Trincerone: immondizie in bella vista e nessun uccello o germogli sui rami. Insomma una desolazione infinita laddove ci sarebbero stati cinguettii, profumi e quasi quotidiane piacevoli sorprese per i nostri occhi!! … e questo nonostante ovviamente ai rifiuti umani che almeno in parte c’erano già.

Forse merita, ancora una volta, ricorrere a Google Maps per ricordare come era negli anni scorsi, nello stesso periodo dell’anno, ad esempio la visione dal ponte di c.so Giulio Cesare: sebbene di screenshot ne abbia già mostrati penso a sufficienza in alcuni precedenti post (A Torino distrutta con ruspe e motoseghe una foresta urbana, anziché semplicemente ripulirla dai rifiuti gettati dagli umani!; Come vedere le modifiche avvenute in un territorio negli anni e nelle diverse stagioni, grazie a Street View) credo proprio che anche questi possano risultare eloquenti anche per chi non abita nella zona e non possa vedere di persona!

Aprile 2019 - Visione dal lato sx del ponte di c.so Giulio Cesare

22/4/2019 – Visione dal lato sx del ponte di c.so Giulio Cesare

Maggio 2015 - Visione dal lato sx del ponte di c.so Giulio Cesare

5/2015 – Visione dal lato sx del ponte di c.so Giulio Cesare (da Street View di Google)

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22/4/2019 - Visione dal lato dx del ponte di c.so Giulio Cesare

22/4/2019 – Visione dal lato dx del ponte di c.so Giulio Cesare

5/2019 - Visione dal lato dx del ponte di c.so Giulio Cesare

5/2015 – Visione dal lato dx del ponte di c.so Giulio Cesare (da Street View di Google)

Ora che si dovrebbero vedere i germogli delle poche piante sopravvissute, risulta ancora più evidente come l’atto di vandalismo compiuto non si sia interessato minimamente di preservare le piante sane, seppur cresciute naturalmente, ma si sia limitato a “salvare” solo quelle pochissime piantate decenni fa ai bordi della strada e decimate negli anni da una mancanza di manutenzione: che fossero secche da anni, parzialmente sradicate e con tronchi rotti e necessitassero per lo meno di una radicale potatura, questo andava al di là della finalità dell’opera che era unicamente di sola distruzione!
Per cui questi sono alcuni dei pochissimi “alberi” sopravvissuti esclusivamente per il fatto che fossero stati piantati decenni fa e non fossero nati naturalmente:

Eppure, anche di fronte a questo scempio, seppure a fatica la Natura non smette di stupirci regalandoci i seguenti fiori a dispetto di chi l’ha ferita così brutalmente ed ingiustamente:

Oltre alle immondizie si sono aggiunte ora, in prossimità di ciascun ponte, anche le macerie dei muri (costruiti da pochi anni per impedire l’accesso ed uso improprio dei sottopassaggi da parte della malavita) gettati giù per fare passare le ruspe da una parte all’altra di ciascun di quelli: pesanti ed ingombranti da portare chissà quando via, non sono stati neppure ricostruiti per il medesimo scopo. Dopo mesi, strisce arancioni, tipicamente utilizzate per delimitare zone con lavori in corso temporanei, sono invece state collocate su ambo i lati di tutti i ponti aggiungendo del brutto al brutto. Generici cartelli di Pericolo e di Accesso Vietato non specificano nulla di più.
Insomma, un bel lavoretto all’italiana, economico quanto inutile, per scaricare eventuali responsabilità di sorta in un prossimo futuro.
Quindi, al posto dei muri che ostruivano l’accesso sotto quei ponti, costruiti per impedire luoghi di spaccio (secondo quanto dichiarato dai quotidiani), sono state collocate delle strisce di plastica. Sempre secondo quanto riportato sui giornali, persino su alcuni dei muri (distrutti principalmente per far passare agevolmente le ruspe che hanno distrutto la foresta urbana) erano stati creati dei fori per consentire comunque l’accesso sotto i ponti. Perciò, come era facilmente prevedibile, in quelle ridicole barriere sono già stati creati agevolmente dei varchi, laddove desiderati, per andare sotto i ponti un tempo murati … ma formalmente i divieti ci sono per cui, qualsiasi cosa succeda, la responsabilità è salva!
… e se poi parte di quei teli di plastica arancione si aggiungono ai molteplici rifiuti che perdurano a tutt’oggi, chi se ne frega!!

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Passiamo ora ad un altro argomento che riguarda il medesimo territorio e di natura simile al precedente trattato: l’abbattimento di alberi presumibilmente malati nel Giardino G. Impastato.
Questa volta si tratta di un abbattimento presumibilmente dovuto, ma viene comunque da chiedersi: quando verranno sostituiti con altri nuovi e curati a dovere per diventare degni dei precedenti?
… o resteranno per sempre solo i monconi fotografati nel seguito?

Essendo lo spazio riservato agli alberi limitato dalle piastrelle attualmente collocate sul terreno, mi sa tanto che non c’è molto da sperare 😦

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29/4/2019

Dopo avere scritto nuovamente all’URP di Torino, molto prontamente ho ricevuto una puntuale risposta dagli addetti che, devo dire, operano sempre con sollecitudine nel recapitare, alle realtà istituzionali opportune, le richieste rivolte loro dai cittadini: purtroppo poi da queste non ci sono talvolta riscontri o risposte appropriate!

La risposta fornita dalla “segreteria del Vicesindaco Montanari” alla mia segnalazione del degrado attuale del Trincerone, accresciuto dopo l’intervento vandalico di dicembre e dalle scelte di abbattere i muri di chiusura dei ponti e sostituirli con teli di plastica arancione, è stata quindi la seguente:
L’area è di proprietà privata, e (a seguito di richieste da parte del Comune) nei mesi scorsi è stata liberata dalla vegetazione spontanea abbandonata a sé stessa da molti anni. Analogamente, è stata richiesta alla proprietà dell’area una pulizia generale da rifiuti, macerie e altri materiali abbandonati nel corso del tempo. Attualmente l’intervento di pulizia è in corso di programmazione da parte dei proprietari dell’area, e dovrebbe avvenire nei mesi di aprile e/o maggio 2019“.

Non ho potuto fare a meno di evidenziare alcune parti della risposta ufficiale data dal Comune cioè quella relativa alla “liberazione” avvenuta della vegetazione spontanea abbandonata a sé stessa da molti anni che evidenzia nuovamente come quell’opera di distruzione di un bosco urbano, avvenuta a dicembre 2018, sia vista dalla attuale amministrazione come un dato positivo e necessario, … insomma addirittura una liberazione!

Il secondo punto in cui desidero soffermarmi è quando viene detto che attualmente l’intervento di pulizia è in corso di programmazione da parte dei proprietari dell’area, e dovrebbe avvenire nei mesi di aprile e/o maggio 2019.
A questo punto sono un po’ confuso: ma  su tutti gli articoli dei giornali usciti a dicembre non si diceva per certo che sarebbe stato l’AMIAT a ripulire a breve dai rifiuti? Ora invece si parla di un intervento di pulizia in corso di programmazione da parte dei proprietari dell’area. Mi chiedo allora le fonti di quelle notizie giornalistiche da dove provenissero, essendo concordi e riportando  talvolta testualmente addirittura anche parole di apprezzamento da parte di rappresentanti della Circoscrizione.
Mi sembra personalmente che comunque, anche visti i tempi (ad oggi più di 5 mesi), non ci sia stata un’adeguata programmazione e chiarificazione degli interventi dovuti dai proprietari del terreno. Si usa poi il condizionale (“dovrebbe avvenire nei mesi di aprile e/o maggio 2019″) che rafforza ancor più la mia precedente affermazione, tanto più che oggi è già l’ultimo giorno di aprile e nulla si è ancora visto all’orizzonte!!

Comunque sia, ovviamente quella comunicazione ufficiale, che rassicura che (prima o poi) i rifiuti saranno tolti da qualcuno, mi giunge gradita: almeno che l’abbattimento inutile degli alberi sia servito a togliere finalmente l’immondizia, anche se, ripeto, quella si sarebbe potuta eliminare anche ben diversamente, con maggiore sollecitudine e minor spesa.
Purtroppo, se non verranno adottate finalmente  politiche di sensibilizzazione della cittadinanza e non ci sarà una vigile presenza delle forze dell’ordine, l’emergenza rifiuti nel Trincerone temo si presenterà nuovamente in pochi mesi …

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P.S.
il mese di maggio è quasi terminato e nessuna opera di pulizia è stata effettuata da nessuno: neppure le elezioni imminenti sono servite a sollecitare un’opera dovuta da anni!

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