Le fontane pubbliche ed i Toret di Torino: posizione di quelli doppi, tripli e persino di sette disposti a semicerchio!

L’acqua potabile è sicuramente un bene prezioso ed utile … e lo sarà sempre di più nel futuro.
Non solo i rubinetti di casa propria ma anche le fontane pubbliche spesso forniscono un’acqua fresca e gradevole.
Generalmente, soprattutto in un centro di una città, basta spostarsi di poche centinaia di metri per trovarne una ed evitare così di acquistare la bottiglietta di acqua minerale, nel tipico contenitore PVC usa e getta: da sempre ho educato mia figlia all’uso delle fontane e penso che sia un importante passo nell’educazione dei giovani per evitare lo speco ed invogliarli ad utilizzare le valide risorse esistenti … anche se magari un po’ meno comode!

A Torino poi, la mia città, abbiamo i tipici Toret collocati un po’ ovunque: ce ne sono più di 800! Ce ne sono anche di doppi, tripli … e uno addirittura di sette collocati a semicerchio!!

Via Stampatori 6

Talvolta sono così belli e collocati in modo così particolare da portare a fantasticare e vederli in una dimensione quasi fiabesca ed onirica:

Via Stampatori 6

Taluni infatti sono collocati in modo molto particolare:

Piazza Lorenzo Bernini (sia da un lato sia dall’altro lato della piazza)
Via Stradella 134

Nei pressi di via Stradella 177, in un giardinetto, ce ne sono addirittura 7 disposte a semicerchio:

Ben 7 Toret disposti a semicerchio – Via Stradella 177

Se ti trovi a Torino ne potrai trovare uno a poche centinaia di metri da dove ti trovi, soprattutto se sei nel Centro! Se non sei della zona puoi agevolmente trovare il più vicino ricercando Turet Di Torino con Google Maps.

Esistono poi i siti Mappa delle fontanelle: Torino Piemonte e I love Toret . Quest’ultimo, in particolare, lo trovo molto ben fatto e, oltre a mostrare la collocazione di ciascuno, ne mostra dettagli quale per molti anche la foto: se poi uno si registra, può anche contribuire a fornire informazioni e segnalazioni utili, magari la foto se manca ancora per un Toret specifico. Interessante anche il loro sito Facebook.

Sito I love Toret

Esistono poi anche diverse app che possono servire al medesimo scopo come ad esempio Fontane di Torino, anche se, in realtà, non le riporta proprio tutte e attualmente non esiste la possibilità di segnalare le mancanti. L’app Fontanelle d’Italia, come dice il nome stesso, non è specifica per i Toret, ma consente comunque di aggiungere, ovunque uno si trovi in Italia, nuove fontanelle (Menu -> Aggiungi fontanella, dopo ovviamente esserti registrato come utente con proprie credenziali): mi sembra la più completa ed è molto flessibile ed accurata riportando tutte le fontane nelle vicinanze di dove uno si trova. Per il momento ho ritrovato tutti i Toret che ho cercato!

Ovviamente anche a Torino non tutte le fontane pubbliche sono Toret … ma l’acqua è sempre buona comunque 😉 … anche se le altre fontane, giustamente per una questione di risparmio idrico, spesso hanno un rubinetto ed è quindi opportuno fare scorrere un po d’acqua per averla fresca! Anzi, anche se ne rovinerebbe un po’ l’estetica, probabilmente sarebbe meglio inserire una qualche forma di limitazione del flusso d’acqua anche per i Toret … se si pensa a quanta acqua viene attualmente sprecata (e pagata dal Comune, cioè da tutti noi!) avendo sempre un getto continuo.

Ricordo infine che ogni fontana ha un cartellino in cui è contrassegnato il suo numero identificativo ed il numero verde da contattare per eventuali segnalazioni al riguardo: la manutenzione delle fontanelle presenti su tutto il territorio cittadino è in carico alla SMAT con il coordinamento del Settore Ponti e Vie d’Acqua ed il NUMERO VERDE SEGNALAZIONE GUASTI è 800.239111.
In diverse occasioni ho utilizzato quel servizio per comunicare loro disfunzioni della fontana (e.g. rubinetto rotto, erogazione mancante, atto di vandalismo) e sono prontamente intervenuti nel giro di pochi giorni.

Esistono poi a Torino  13 fontane a carattere monumentale (Fontana Angelica di piazza Solferino, Fontana dei Dodici Mesi del Parco del Valentino, Igloo di Mario Merz in corso Mediterraneo, Fontane del Po e della Dora di P.zza CLN, Fontana dell’Aiuola Balbo in via dei Mille, Fontana delle Nereidi e dei Tritoni ai Giardini Reali, Fontana Monumento al Traforo del Frejus in p.zza Statuto, Fontana del Parco della Tesoriera, Fontana di Parco Di Vittorio in Piazza D’armi, Fontana Luminosa di Italia 61, Fontana a Parco Europa a Cavoretto)

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Bere l’acqua del rubinetto utilizzando i punti acqua o predisponendo a casa propria sistemi economici per avere acqua filtrata e gassata a piacere – (prima parte)

Il business dell’acqua minerale ci hanno portato spesso ad acquistare decine di bottiglie di plastica ogni settimana senza farci troppo pesare l’impatto ambientale che ne deriva in termini sia di plastica prodotta (e non sempre neppure riciclata a dovere), sia d’inquinamento dovuto al trasporto di questo articolo alimentare ingombrante e pesante … tra l’altro non solo per quanto riguarda il tragitto dalla sorgente ai negozi, ma anche da questi ultimi a casa propria!!

Un primo tentativo di riciclo ben fatto, almeno dei contenitori di plastica residui, si era visto, anni fa, in qualche supermercato: appositi macchinari pressavano una ad una le bottiglie rese, restituendo addirittura un minimo di sconto per un successivo acquisto, come premio per l’impegno mostrato dal cliente, dal momento che l’operazione richiedeva ovviamente del tempo. Evidentemente neppure questo tentativo di rendere almeno un po’ meno invasivo questo grande quantitativo di plastica ha portato a significativi vantaggi, forse per mancata risposta della gente all’iniziativa come inizialmente sperato, o più probabilmente perché antieconomico seppur sicuramente utile! Sta di fatto che, così come decenni fa erano scomparsi i sistemi di restituzione del vetro perché meno vantaggiosi economicamente rispetto alla politica dell’usa e getta di contenitori di plastica o di Tetra Pak, così sono scomparsi dai alcuni supermercati anche questi macchinari che limitavano almeno l’ingombro dei resi delle bottiglie di plastica e conseguentemente anche i costi per un loro riciclo.

Chi ha i miei anni si ricorda bene come almeno fino agli anni ’70 esistesse un servizio di reso per le bottiglie di vetro di acqua, latte e addirittura per quelle piccole delle bibite.
Ormai da decenni, solo più alcuni ristoranti sembrano ancora godere di tale servizio di restituzione al mittente delle bottiglie di vetro, dove evidentemente il costo di gestione del reso è minimo trattandosi di una periodica sostituzione tra bottiglie piene portate e vuote recuperate: si tratta comunque della vendita di un prodotto di nicchia, talvolta esteticamente anche bello da posare su un tavolo di un rinomato ristorante, e ad un prezzo che non deve essere così concorrenziale come quello di articoli esposti sugli scaffali di un supermercato.
Ricordo ancora, da adolescente, quando, soprattutto al mare, tra ragazzini si andava alla ricerca di bottigliette incautamente abbandonate da qualcuno magari sulla spiaggia, per poi andarle a restituire nei negozi: con i pochi spiccioli recuperati per il reso, si prendeva poi tutti assieme un ghiacciolo o un cono gelato. … davvero cose di altri tempi!!
Chissà se i ragazzi d’oggi, lo farebbero ancora, magari anche stimolati da un sentimento di rispetto verso il Pianeta e non solo per un minimo ritorno economico … ma oramai i contenitori di vetro sono sempre più rari ed i pochi rimasti (e.g. vino, birra, olio) sono sempre usa e getta!

Il problema deve essere quindi risolto ben più all’origine, cercando di diminuire la produzione di contenitori in PVC che invece sembrerebbero avere avuto sempre più il sopravvento, per via della loro economicità nel produrli ed utilizzarli.
I contenitori per l’acqua sicuramente incidono notevolmente e credo siano i primi da prendere ion considerazione anche perché sono relativi ad un prodotto non indispensabile e che non giustifica un suo utilizzo massivo. Anche così com’è, l’acqua potabile del rubinetto di casa rispetto a quella acquistabile, molto spesso non è tanto differente in termini minerali, microbiologici e chimici.
Non solo dai rubinetti di casa propria, ma anche dalle fontane pubbliche si può avere un’acqua fresca e gradevole, e ti invito a visitare il mio post seguente al riguardo: Le fontane pubbliche ed i Turet di Torino: posizione di quelli doppi, tripli e persino di sette disposti a semicerchio!.
Io, come penso la maggior parte delle persone degli anni ’50 -’70, sono vissuto bevendo abitualmente l’acqua potabile del rubinetto o addirittura quello di pozzi. Infatti, in molte zone d’Italia ed anche nei centri urbani, l’acqua fornita dagli acquedotti non solo risulta potabile, ma è anche gradevole al gusto.
Questo vale anche per l’acqua del rubinetto della mia casa a Torino, sebbene quando sono in montagna o in campagna, nel bere quella locale, noto una certa differenza!

Comunque anche l’acqua potabile di città può facilmente essere migliorata, ad esempio depurandola da agenti quali il cloro aggiunto e possibili impurità derivanti dalle tubazioni: chi non ha sperimentato di trovare granelli di materiale sabbioso svitando i rompi-getto dei rubinetti?

A questo riguardo, validissime sono le iniziative, presenti soprattutto nei piccoli paesi, di distributori di acqua sia naturale raffreddata sia anche gassata, a prezzi decisamente stracciati: si parla di pochi centesimi al litro e addirittura gratuita almeno nella sua versione non gassata. Se si pensa anche solo ai costi risparmiati per lo smaltimento rifiuti plastici, si capisce bene come possano risultare vantaggiose queste iniziative non solo in termini ambientali.
Basta quindi recarsi in uno di questi distributori con il classico cestino da sei bottiglie di vetro con chiusura ermetica, e si possono riempire in pochi minuti con dell’acqua fresca e opportunamente filtrata oltre che controllata. Niente più bottiglie di plastica e costi decisamente minori.
Ho letto che si calcola che un Punto Acqua, con un normale attingimento di circa 4.000 litri al giorno, permetta un risparmio di quasi 1 milione di bottiglie di plastica all’anno. L’ipotesi di un quantitativo così elevato di litri erogati al giorno, seppur sicuramente possibile tecnicamente, mi sembra personalmente un po’ ottimistica perlomeno in diversi di quei punti acqua vista la effettiva affluenza di persone, ma rende comunque bene l’idea dei benefici almeno teorici che ne possono derivare.

Nei piccoli centri urbani, come quello di Villanova Mondovì dove spesso mi reco in campagna, per usufruire del distributore collocato al centro del paese è sufficiente introdurre della monetina (seppur non sia previsto un resto) … oppure, ancor meglio, si può ritirare in Comune una carta ricaricabile che può poi essere all’occorrenza ricaricata direttamente al distributore, inserendola e quindi introducendo del denaro: semplice no? Si riesce così ad avere a pochi passi da casa (spesso più vicino del supermercato) un prodotto più economico ed ancora migliore (in quanto già fresco)!

Questi distributori d’acqua esistono generalmente anche nei grossi centri urbani. A Torino, tuttavia, la procedura di acquisto e caricamento della tessera non erano particolarmente agevoli in quanto ci si doveva recare in Circoscrizione, ad orari prestabiliti non compatibili per chi lavora, sia per acquistare la tessera sia per ricaricarla in quanto non era previsto farlo localmente con denaro. Questo fatto, in aggiunta alla distanza spesso non indifferente per raggiungere il punto più vicino, facevano desistere molti cittadini ad utilizzare questo servizio, anche chi come me normalmente usa tali distributori quando si trova in un paese dove le distanze sono ridotte e la difficoltà di ricarica è nulla. Per fortuna ora i punti SMAT hanno da non molto attivato l’erogazione registrando le proprie carte bancarie/postali o prepagate dotate di lettura “contact-less” (e.g. Pago bancomat, VISA, Maestro, Mastercard) con quindi la possibilità di attivare così un proprio conto virtuale. Si noti che solo l’acqua gasata risulta a pagamento.
Rimane il problema della distanza che spesso non è indifferente seppur ne esistano diversi in provincia di Torino come mostrato nella pagina apposita del sito di SMAT dove per ciascun paese viene indicata la sua collocazione. Per un paese un punto acqua è più che sufficiente, ma per una città grande come Torino personalmente penso che i seguenti 12 punti siano davvero troppo pochi:

Non ne comprendo bene il motivo (risparmio energetico per via del refrigeratore che non viene alimentato nelle ore di chiusura?), ma si legge che l’erogazione del servizio è limitato dalle 6:00 alle 24:00.

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Cosa fare infine se i Punti Acqua sono troppo distanti o non presenti?
Si può allora vedere come provvedere ad installarsi un sistema di depurazione casalingo con anche la possibilità di gassare l’acqua per renderla più gradevole, senza per questo dover spendere grosse cifre od occupare uno spazio che spesso non esiste in un appartamento condominiale.
Ad esempio, pochi mesi fa io ne ho installato uno in cucina, sfruttando quel seppur minimo spazio presente tra il muro ed i cassettoni rientranti sotto il lavabo. Questo sarà quindi l’argomento specifico della seconda parte di questo post che pubblicherò a breve … ma eccovi un’anteprima!
😉

Impianto sotto lavabo di depurazione casalinga dell’acqua

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What to do if dragging a window on the edge of the screen with the mouse does not lead to any effect (i.e. full-screen window, splitting of the screen into two sectors)

I always appreciate the gesture that allows to have a window in full screen when dragged out of the top border of the display and even the feature to have the screen spitted into two sectors when a window is dragged on one of display side.

When a window (taken from a caption bar free zone) is dragged out with a mouse on the screen top border, it is usually the set in full screen
When a window (taken from a caption bar free zone) is dragged out with a mouse on one side of the screen border, it is usually split of the screen into two sectors

Possibly because I changed my second additional screen or because I inadvertently used a short key or even because of a Windows update, since yesterday I was not able to have that feature on both my main screen and the second one!

After some search in Internet I found that I was not the only one that had that “problem”.
So, what to do if you want again to have that nice behavior?
You must simply check one option available in the Easy of Access section in the Control Panel, the one related to Mouse Setting [IT: link].

You will probably find checked the option Prevent windows from being automatically arranged when moved to the edge of the screen” … and so you have to uncheck it.

Easy of Access section in the Control Panel, – The Mouse Setting [IT: link] option “Prevent windows from being automatically arranged when moved to the edge of the screen” must be unchecked
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Come conoscere la velocità di un collegamento WiFi su un PC Windows

Talvolta può convenire sapere quel è la velocità massima di una connessione di rete quando il nostro PC è connesso ad uno specifico WiFi.

Si può innanzitutto andare a vedere l’associated/link speed vale a dire, in generale, la velocità massima di collegamento negoziata tra i due dispositivi (PC e router/repeater) in base alla loro velocità supportate e alla qualità del collegamento. Si noti che, nel caso di una connessione wireless 802.11, per via di possibili interferenze e per il fatto che i protocolli introducono informazioni addizionali (overhead) rispetto ai dati che si intende trasferire, la velocità di trasmissione effettiva sarà normalmente solo il 40-60% di quella velocità associata.
Quella velocità indicata sarà quindi da prendere come buona solo a patto di tener conto delle precedenti considerazioni.

In un PC Windows 10 per conoscere l’associated/link speed basta andare nella sezione Connessione di rete dal menù che compare cliccando con il tasto destro sull’icona di Start:

Connessione di rete

Andando poi a vedere i dettagli della connessione WiFi corrente, si scopre quella informazione ricercata che viene indicata come Velocità:

Associated/link speed della connessione WiFi correntemente utilizzata dal PC Windows 10

Si può arrivare a quella finestra con i dettagli delle connessioni di rete anche eseguendo il comando ncpa.cpl nella finestra di Esegui/Run [Windows key + “R”].

Se invece poi uno vuole testare la velocità su Internet della propria linea, e non quindi come visto precedentemente quella massima raggiungibile dal PC verso il primo dispositivo di rete WiFi a cui si è connesso internamente alla propria LAN, allora ci si deve affidare a servizi di speed test offerti da diversi siti/app quale ad esempio quello raggiungibile da questo sito. Ovviamente i risultati che ho ottenuto dal mio PC, con una linea in fibra FTTH, sono assai differenti a seconda se mi collego direttamente al WiFi del router o a quello del repeater, ed ancor di più se mi connetto via cavo Ethernet:

55Speed test con PC connesso via cavo Ethernet al router
Speed test con PC connesso al WiFi 5 GHz del router nelle sue vicinanze
Speed test con PC connesso via cavo Ethernet al PowerLine Netgear collocato in una presa distante dal router
Speed test con PC connesso al WiFi del router nello stesso punto in cui avevo fatto prima le prove collegandolo al PowerLine Netgear

Nel seguito gli speed test con il PC connesso all’Extender TP-LINK AC1750 (RE450) rispettivamente con connessione via cavo Ethernet, alla rete WiFI estesa 5 GHz e a quella 2.4 GHz.

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Speed test con PC connesso con cavo Ethernet all’Extender TP-LINK AC1750 (RE450)
Speed test con PC connesso al WiFi 5 GHz dell’Extender TP-LINK AC1750 (RE450)
Speed test con PC connesso al WiFi 2.4 GHz dell’Extender TP-LINK AC1750 (RE450)
Speed test eseguito da app su smartphone

Risulta quindi evidente anche da queste semplici prove che generalmente un collegamento via cavo Ethernet fornisce prestazioni migliori rispetto ad una connessione WiFi, anche quando il collegamento viene fatto sfruttando la rete elettrica di casa tramite un Power Line.

Se poi le prese di rete risultano insufficienti in un punto della casa (e.g. singola Power Line a cui si vorrebbero attaccare più dispositivi, quali alcuni PC e stampante), sarà sufficiente, con meno di 10 euro, acquistare un uno switch da 5 o più porte:

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 61psreh1-ql._ac_sl1500_.jpg
Esempio di Switch che consente di collegare via cavo più dispositivi ad un’unica presa di rete Ethernet

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Come connettere uno smartphone o un tablet con un cavo Ethernet

Sebbene sempre più spesso (seppur a scapito della banda disponibile) si usi anche per i PC una connessione WiFi  per collegarsi alla rete domestica ed ad Internet, solitamente risulta essere il dispositivo che maggiormente viene anche collegato ad una rete fissa via cavo Ethernet. Essendo già provvisto di una connessione di rete RJ45 classica la connessione risulta assai semplice e priva di costi aggiuntivi se non quelli del cavo standard!

Solitamente per i tablet e sopratutto per gli smartphone poi, la connessione WiFi sembra essere diventata oramai la norma! Anzi, dal momento che non esiste nativamente in entrambi un connettore di rete RJ45, per via delle sue dimensioni non compatibili con lo spessore di quei dispositivi, spesso le persone pensano che non sia comunque possibile in alcun modo connetterli alla rete via cavo, … e ciò non è vero come dettaglierò nel seguito!

Ma perché voler connettere talvolta tablet o smartphone alla rete domestica via cavo Ethernet?
Ad esempio per avere maggiore banda e quindi velocità. Oramai alcuni tablet (e.g. Surface Pro) hanno una potenza elaborativa pari, se non superiore, a diversi Personal Computer, per cui avere a disposizione il massimo della banda resa disponibile dal proprio modem/router può fare la differenza in diverse occasioni di connessione a servizi su Internet (e.g. servizi in streaming e di videoconferenza, collegamento ad un cloud), così come a risorse interne alla propria LAN, la rete interna domestica (e.g. accesso ad Hard Disk di rete, N.A.S., stampante).

Inoltre può anche servire per collegarsi via cavo a dispositivi che prevedono una loro configurazione manuale anche tramite un loro collegamento diretto via Ethernet, come nel caso di Router, Access point e WiFi extender (vedi mio post relativo alla configurazione manuale di extender). Connettersi via cavo sicuramente evita possibili interferenze e problematiche proprie delle connessioni WiFi ed un collegamento punto-punto assicura una certezza di affidabilità.

Come fare, dunque, se non esiste ne su un tablet ne tanto meno su uno smartphone il connettore di rete RJ45? Ovviamente si deve far uso di un adattatore con una delle poste che possiede, tipicamente la posta USB o USB-C o anche connettori specifici di qualche prodotto come nel caso della connessione dei Surface fino alla versione 6 alla “vecchia” Docking Station.

Nel caso di uno smartphone che abbia un connettore USB-C è necessario avere un adattatore USB-C -> Ethernet. In  genere questi Hub posseggono anche più porte USB/USB-C, lettori SD/micro SD, presa HDMI. I più completi (e costosi) [e.g. ABASK Hub] posseggono anche una presa USB-C utilizzabile per caricare lo smartphone stesso: questo è sicuramente importante se si utilizzano per diverso tempo gli altri connettori per collegarsi ad Hard Disk esterni e/o visualizzare l’output video su un monitor/proiettore.

Smartphone collegato tramite HUB USB-C -> Ethernet all’Extender per configurarlo via cavo

Se lo smartphone ha un connettore USB semplice, esistono connettori si tutti i gusti come puoi vedere da questo link: Adattatore Ethernet RJ45 Micro USB per smartphone e tablet.

Nel caso specifico di un tablet tipo il Surface Pro, per connetterlo via cavo Ethernet, è necessario avere la sua Docking Station originale o, se non si vuole spendere molto, un adattatore tipo il TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet che personalmente uso.

TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet che rende connettibile al cavo Ethernet il Surface Pro

Tra l’altro, ho visto che la Docking Station venduta attualmente da Microsoft (per renderla compatibile anche con l’ultima versione di Surface Pro che non ha più un attacco proprietario che consentiva di connettere il tablet non solo all’alimentatore ma anche alla Dock Station) non è più quella comoda di un tempo che consentiva di fissare bene il tablet.

“Vecchia” Docking Station Microsoft per Surface fino alla versione 6

Nuova Docking Station Microsoft per Surface che rimane “volante” e non fissa più in modo stabile il tablet

Con la connessione WiFi disattivata, quando si connette con il cavo Ethernet lo smartphone alla propria LAN (e.g. direttamente al modem/router) quel dispositivo si aggancia a quella rete ed i dati non transitano sulla rete mobile: questo si vede chiaramente se si ricerca l’indirizzo IP che gli è stato assegnato dal DHCP della rete a cui è connesso.

IP 192.168.x.x quando è connesso con cavo Ethernet alla LAN

IP 10.220.x.x quando è connesso con rete mobile

Se poi le prese di rete risultano insufficienti in un punto della casa (e.g. singola Power Line a cui si vorrebbero attaccare più dispositivi, quali alcuni PC e stampante), sarà sufficiente, con meno di 10 euro, acquistare un uno switch da 5 o più porte:

Esempio di Switch che consente di collegare via cavo più dispositivi ad un’unica presa di rete Ethernet

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WhatsApp: come avere questo sistema di messaggistica anche su PC/tablet sia da un browser (WhatApp Web) sia come applicazione installata

Già nel lontano 2015, avevo scritto un post su come utilizzare comunque WhatsApp Web su Edge che era rimasto, allora, l’unico browser non supportato ufficialmente, sebbene fosse solo questione di mesi affinché lo fosse anche lui!

Ho notato tra gli amici che ancora oggi molti non sanno neppure della possibilità di usare WhatsApp anche da PC/tablet da un qualsiasi browser o anche come applicazione installata!
Anche se un suo utilizzo su smartphone è sicuramente più frequente, può tornare molto utile averlo anche su PC non solo quando uno lavora diverse ore sul proprio computer, ma anche per poter copiare così agevolmente parte di messaggi ricevuti … o cliccare su qualche link quale, ad esempio quello per iniziare una videoconferenza con Zoom.

Iniziamo da un suo utilizzo tramite un qualsiasi browser wale a dire tramite WhatsApp Web.

Per utilizzare WhatsApp Web è sufficiente andare sul sito https://web.whatsapp.com e seguire le istruzioni per sincronizzarsi con la propria versione presente sullo smartphone. Sostanzialmente viene mostrato a monitor un QR-Code (il classico un quadrato in bianco e nero contenente informazioni) che dovrà essere letto dalla telecamera del proprio telefonino andando ad aprire l’apposita sezione Whatsapp Web presente nel menù (i tre puntini …) in alto a destra dell’app medesima:

Voce del menù per accedere alla sezione di configurazione di WhatsApp Web sul proprio PC/Tablet

Si possono avere più associazioni, ad esempio su diversi PC o browser e, per aggiungerne una nuova, basta cliccare sul + (in alto a destra):

Premere sul + (in alto a destra) per associare un nuovo dispositivo/browser

Verrà attivata la telecamera dello smartphone e si dovrà posizionarlo in modo che possa leggere il QR-code mostrato sul monitor del PC:

Posizionare lo smartphone in modo che dalla sua telecamera possa leggere il QR-code mostrato sul monitor del PC

L’associazione è quasi immediata e nel giro di pochi secondi si ha l’intero accesso alla sezione dei messaggi dove è possibile leggere e scrivere anche con eventualmente registrazioni vocali:

Dashboard dei messaggi di WhatApp Web da cui è possibile leggere/copiare quelli ricevuti e scriverne di nuovi

Esiste poi anche un WhatApps installabile come applicazione sul PC/Tablet. Per scaricare il programma eseguibile, basta andare sul loro sito ufficiale e procedere nella sua sezione scarica:

WhatApps è anche installabile come applicazione sul PC/Tablet: basta andare sul loro sito nella sezione scarica

Verrà scaricato (per default nella cartella Download associata al proprio utente del PC (i.e. C:\Users\nomeutente\Downloads) il file eseguibile WhatsAppSetup.exe che dovrà, come per tutti i programmi, essere cliccato due volte per procedere nell’installazione. Una volta installato sarà presente tra le applicazioni elencate in Start e si potrà ovviamente impostare per averlo anche tra le tile o addirittura nella taskbar delle applicazioni:

WhatsApp installato sul PC/tablet come applicazione

La prima volta che si esegue, si dovrà completare una procedura di associazione tramite QR-Code analoga a quanto già visto per WhatsApp Web.

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Come disabilitare le notifiche di WhatsApp per alcuni gruppi/persone su smartphone e su PC/tablet

Può essere fastidioso sentire il suono di notifica di un nuovo messaggio, soprattutto quando si tratta di uno relativo a gruppi di persone anche molto numerosi, come quelli di assistenza per un’app od un prodotto.

Risulta perciò assai conveniente operare per disabilitare le notifiche _(almeno quelle sonore) solo per quel gruppo specifico. Ovviamente una analoga procedura può essere attuata anche per un singolo contatto. Nel seguito ne mostro la procedura passo passo.

Fare click sui tre puntini in alto a destra quando si è dentro la visualizzazione dei messaggi del gruppo, e selezionare la prima voce relativa a Info gruppo:

Selezionare la prima voce delle opzioni: Info gruppo

Si può quindi optare se disabilitare tutte le notifiche agendo sul primo interruttore, oppure personalizzare le notifiche, escludendone solo alcune:

Anziché disabilitare tutte le notifiche agendo sul primo interruttore, si può decidere di personalizzare le notifiche, escludendone solo alcune

A esempio si può escludere qualsiasi tono di notifica impostando silenzioso:

Si può escludere qualsiasi tono di notifica impostando silenzioso (1)
Si può escludere qualsiasi tono di notifica impostando silenzioso (2)

Si può anche escludere la vibrazione:

Escludere la vibrazione

La configurazione finale sarà quindi la seguente:

Tra gli eventi mostrati nel centro notifiche continueranno ad esserci indicazioni dei messaggi ricevuti dal momento che non si sono disattivate completamente le notifiche, ma si è evitato così di essere disturbati per messaggi di minima rilevanza che si sovrapporrebbero ad altri che invece è utile leggere al più presto ed è quindi bene avere anche una notifica sonora!

Se poi si usa anche WhatsApp Web (vedi mio post), cioè si accede da PC, può tornare utile impostare analoghe opzioni per non essere qui disturbati da notifiche proprie dei Windows 10. Purtroppo qui le notifiche provengono sia dal browser (e.g. Chrome), sia dal sito specifico, sia da un’altra app (e.g . Il tuo telefono se correntemente l’hai lanciata per collegare appunto le notifiche dello smartphone sul PC) e non si riesce a discriminare finemente sulla base del gruppo/persona specifica): se uno va sulle impostazioni presenti in WhatApp Web trova solo Disattiva notifiche questo agisce per tutti ed ovunque (quindi anche sullo smartphone), per cui fai attenzione ad attivarla!

Disattivazione ovunque e per tutti delle notifiche di WhatsApp Web (1)
Disattivazione ovunque e per tutti delle notifiche di WhatsApp Web (2)

E’ necessario invece agire sulle notifiche a livello di Windows 10. Dall’elenco delle notifiche a sinistra si può selezionare l’icona delle impostazioni (o cliccare con il tasto destro e selezionare Vai alle impostazioni di notifica) per modificarle:

A seconda se si tratta di una notifica di un sito,del browser o di un’altra app (e.g. Il tuo telefono se correntemente l’hai lanciata per collegare appunto le notifiche dello smartphone sul PC), si devono modificare opportunamente le notifiche che uno desidera ricevere:

Impostazione delle notifiche relative a WhatsApp provenienti dall’app Il tuo telefono
Blocco delle notifiche provenienti da Whatsapp Web

Per velocità, si può innanzitutto disabilitare tutti i siti che possono richiedere di inviare notifiche agendo sull’interruttore in alto e poi abilitare solo quei pochi di interesse (e.g. quello delle email):

Si può innanzitutto disabilitare tutti i siti che possono richiedere di inviare notifiche agendo sull’interruttore in alto e poi abilitare solo quei pochi di interesse (e.g. quello delle email) (1)
Si può innanzitutto disabilitare tutti i siti che possono richiedere di inviare notifiche agendo sull’interruttore in alto e poi abilitare solo quei pochi di interesse (e.g. quello delle email) (2)
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