Come vedere graficamente, sia nel tempo sia in tempo reale, l’andamento di diffusione della epidemia Covid-19 nel mondo e nella regione in cui abiti

Puoi seguire l’evolversi dell’epidemia Stato per Stato in tempo reale e con l’aiuto di diverse modalità grafiche di notevole impatto, tramite un servizio fornito da Microsoft tramite il suo motore di ricerca Bing: https://www.bing.com/covid: un buon motivo in più per provare ad usarlo e magari poi impostarlo come motore di ricerca di default nel proprio browser.

Il dati mostrati sono ovviamente quelli pubblicati attraverso diverse affidabili fonti ufficiali. Selezionando il pannello di Informazione viene mostrata non dolo la data/ora  dell’ultimo aggiornamento ma anche le sorgenti da cui Microsoft preleva i dati stessi. Queste sono: l’ente statunitense CDC (Centers for Disease Control and Prevention), la WHO (World Health Organization), l’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) dell’Unione Europea e la pagina sulla pandemia di coronavirus su Wikipedia inglese. Di ciascuna di queste fonti utilizzate c’è anche il link alla loro pagina specifica.

Non appena si apre la pagina, viene mostrata la situazione a livello mondiale, riportando i casi confermati e, in dettaglio, i casi attivi, casi guariti e casi letali. Andando poi ad agire sulla mappa, per ciascun cerchio mostrato si ottengono i valori puntuali di quella regione, anche se le sue dimensioni già forniscono una indicazione qualitativa del livello della pandemia in corso in quel territorio. Si noti che nel tempo la definizione delle zone si è dettagliata: solo pochi giorni fa i dati grafici avevano solo una granularità di  ciascuno Stato mentre ora ho visto che è dettagliato maggiormente regione per regione:

Viene fornito anche un elenco delle ultime notizie (con anteprime riportanti immagine, sommario e fonte di provenienza) e contenuti video sull’argomento.

Ovviamente quella pagina si può raggiungere sia da PC sia da smartphone con un qualsiasi browser (e.g. Chrome, Edge, specifico del produttore dello smartphone): vedremo come può poi essere ancora più conveniente usare l’apposita app di Bing.

Nel seguito mostro alcuni screenshots che descrivono chiaramente le informazioni disponibili e come raggiungerle.

Bing.com/covid su un browser del PC – Nelle informazioni, le origini dei dati mostrati

Dettagli della situazione in un particolare territorio

Bing.com/covid su un browser dello smartphone

Alzando la tendina di divisione tra grafico e dati del monitoraggio (linea centrale grigia), si ottengono altri grafici ed ulteriori informazioni dettagliate: in particolare, toccando ciascun grafico si può scorrere la situazione nel tempo e visualizzare il valore puntuale dei dati per una specifica data.

Grafici ed ulteriori informazioni dettagliate: toccando ciascun grafico si può scorrere la situazione nel tempo

Per vedere poi la situazione in dettaglio per un determinato Stato/regione, basta procedere come segue: se poi si sceglie, nella selezione dell’area geografica di interesse, “filtra una località” e si consente a Bing di accedere alla posizione corrente dello smartphone, vengono già mostrate subito le informazioni di dettaglio della zona in uno si trova.

Situazione in dettaglio per un determinato Stato/regione (1)

Situazione in dettaglio per un determinato Stato/regione (2) -Scegliendo “filtra una localitàvengono già mostrate subito le informazioni di dettaglio della zona in uno si trova.

Situazione in dettaglio per un determinato Stato/regione (3)

Situazione in dettaglio per un determinato Stato/regione (4)

Solo pochi giorni fa, la stessa pagina era in grado di fornire solo i dati a livello di nazione:

Situazione in dettaglio per un determinato Stato/regione (4) come mostrata giorni fa

Maggiore dettaglio a livello regionale (1)

Maggiore dettaglio a livello regionale (2)

Maggiore dettaglio a livello regionale (3)

Ovviamente la pagina https://www.bing.com/covid può essere raggiunta con qualsiasi browser sia su PC sia su smartphone.

Tuttavia nel caso d’uso con uno smartphone può risultare più conveniente installarsi l’app Microsoft Bing che presenta, tra l’altro, diverse ulteriori funzionalità utili oltre ovviamente quella di motore di ricerca:

App Microsoft Bing che presenta diverse funzionalità utili

Accesso immediato alla funzionalità di tracking del codvir-19 (1)

Accesso immediato alla funzionalità di tracking del codvir-19 (2)

Accesso immediato alla funzionalità di tracking del codvir-19 (3)

Accesso immediato alla funzionalità di tracking del codvir-19 (4)

Oltre il tracking del codvir-19 ed, ovviamente la funzionalità di ricerca (analoga al motore di ricerca di Google), Bing presenta diverse ulteriori funzionalità utili. Basti citare l’ottimo lettore di codici a barre con un rimando alle voci associate trovate in Rete:

Lettore di codici a barre con un rimando alle voci associate trovate in Rete (1)

Lettore di codici a barre con un rimando alle voci associate trovate in Rete (2)

Lettore di codici a barre con un rimando alle voci associate trovate in Rete (3)

Da non disdegnare poi è la sezione Rewards che consente di ottenere punti regalo tutte le volte che usi quel motore di ricerca Microsoft, alternativo a quello di Google.
Io lo utilizzo da anni e, sebbene ovviamente i risultati differiscano da quelli forniti da Google soprattutto come ordinamento, lo trovo altrettanto valido: sicuramente da utilizzare dunque anche solo per limitare il strapotere di Google in questo settore. Se poi proprio non riesci a trovare quello che cerchi, www.google.it su un browser o la sua apposita app … e puoi provarci anche lì!! 😉

Ovviamente i punti Rewards di Bing si acquisiscono anche se uno imposta Bing come motore di ricerca primario del proprio browser (sia esso Edge, Chrome o altro) ed uno effettua una ricerca tramite quel browser.

Nota che ci si deve iscrivere ed autenticare con il proprio account Microsoft al programma di Rewards. Per qualsiasi dubbio puoi consultare al sua apposita sezione di FAQ.

Iscrizione al programma Rewards di Microsoft

Sezione Rewards di Bing che consente di ottenere punti regalo tutte le volte che usi quel motore di ricerca Microsoft (1)

Sezione Rewards di Bing che consente di ottenere punti regalo tutte le volte che usi quel motore di ricerca Microsoft (2)

Sezione Rewards di Bing che consente di ottenere punti regalo tutte le volte che usi quel motore di ricerca Microsoft (3)

 

Ovviamente per default i browser di Microsoft Edge e Internet Explorer già utilizzano per default Bing come motore di ricerca, sebbene altrettanto ovviamente si possa impostare diversamente (vedi mio post al riguardo).

Per impostare invece  Bing come motore di ricerca di default, su altri browser, è necessario operare nella voce apposita presente nelle loro impostazioni.
Ad esempio su Chrome si opera come segue:

Come impostare Bing come motore di ricerca di default in Chrome

Sul browser di default degli smartphone Samsung si procede come segue:

Come impostare Bing come motore di ricerca di default nel browser Samsung presente sui loro smartphone (1)

Come impostare Bing come motore di ricerca di default nel browser Samsung presente sui loro smartphone (2)

Come impostare Bing come motore di ricerca di default nel browser Samsung presente sui loro smartphone (3)

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Un altro visualizzatore in tempo reale è fornito dal sito http://covidvisualizer.com, sito carino ma che fornisce solo dati attuali e solo a livello nazionale senza alcun dettaglio … insomma non particolarmente utile per capirne l’andamento nel tempo.

 

 

 

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Tutti ormai sicuri. Dichiarazioni all’unisono, da virologi a politici: “L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. TRANQUILLI, è naturale al 100%, PURTROPPO”

Dopo la diffusione, anche nei social, del video dell’inchiesta realizzata dalla trasmissione Leonardo del TG3, andata in onda nel lontano 16/11/2015 (dal minuto 4:55), piovono dichiarazioni, precisazioni e smentite, … anche quelle del medesimo programma della RAI stessa!

Nel servizio, benché letto dallo speaker con la stessa tranquilla intonazione di voce che terrebbe per pubblicizzare l’uscita sul mercato di un nuovo modello di automobile, vengono fatte le seguenti affermazioni:
Un gruppo di ricercatori cinesi innesta la proteina superficiale di un coronavirus trovato nei pipistrelli di una specie piuttosto comune, detta a naso a ferro di cavallo, su un virus che provoca la SARS, la polmonite acuta, anche se in forma non mortale nei topi“.
E per cosa? “Per farne uscire un supervirus che potrebbe colpire l’uomo”… “Ovvio“, si afferma “serve solo per motivi di studio, resta chiuso nei laboratori“. Ma poi il conduttore stesso domanda: ”Ma vale proprio correre il rischio, creare una minaccia così grande solo per poterla esaminare?”. “Si sospettava che la proteina potesse rendere l’ibrido adatto a colpire l’uomo e l’esperimento lo ha confermato”.
Poi prosegue: “Proprio un anno fa il governo degli Stati Uniti aveva sospeso i finanziamenti alle ricerche che puntavano a rendere i virus più contagiosi, ma la moratoria non aveva fermato il lavoro dei cinesi sulla SARS che era già in fase avanzata e si riteneva non così pericoloso” … “Secondo una parte del mondo scientifico non è così pericoloso. Le probabilità che il virus passi alla nostra specie sarebbero irrilevanti rispetto ai benefici, un ragionamento che molti altri esperti bocciano. Primo perché il rapporto di rischio e beneficio è difficile da valutare e poi perché, specie di questi tempi, è più prudente non mettere in circolazione organismi che possano sfuggire o essere sottratti al controllo dei laboratori”.

Comunque oggi, a distanza di più di quattro anni da quel servizio del TG3, tutti ormai sicuri, dichiarazioni all’unisono, da virologi a politici: “L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. Tranquilli, è naturale al 100%, purtroppo“.

Ma come? Mi usano l’aggettivo qualificativo  “tranquilli” e poi l’avverbio di modo “purtroppo“??!! … ma è un nonsenso logico/linguistico!!! 

Non stiamo mica parlando di un prodotto biologico che è meglio avere naturale al 100%!!

Ma a parte la grammatica, andiamo ad analizzare la motivazione oggettiva fornita per supportare quella affermazione che è conseguenza di ricerche pubblicate su diversi articoli: “L’ultimo”, ricorda Burioni all’ANSA è quello uscito lo scorso 17 marzo su Nature Medicine “nel quale c’è scritto che le analisi eseguite mostrano chiaramente che il virus non è costruito in laboratorio. Basta con le fake”.

Generalmente non mi piace prendere per buono ogni affermazione fornita dai media, soprattutto quando si tratta di affermazioni che non lasciano spazio al dubbio che è sempre, secondo me, un buon consigliere soprattutto per uno scienziato! D’altra parte, in genere, ci si mette proprio solo pochi secondi a risalire alle origini di una citazione, ricercando con un motore di ricerca ed usando i termini più appropriati!!

Sono andato quindi a cercare nel Web la pubblicazione scientifica citata quale più recente lampante esempio della veridicità di quella affermazione.

Ecco il link. alla pagina dell’articolo originale pubblicato dalla rivista scientifica Nature Medicine. Cosa ho trovato?

Nell’articolo scientifico in verità c’è scritto testualmente che è improbabile che il SARS-CoV-2 sia stato creato in laboratorio … non che è assolutamente escluso. Infatti, sebbene nell’abstract sia sintetizzato “Our analyses clearly show that SARS-CoV-2 is not a laboratory construct or a purposefully manipulated virus“,  andando poi a leggere nel dettaglio il testo dello studio scientifico si legge meglio:
It is improbable that SARS-CoV-2 emerged through laboratory manipulation of a related SARS-CoV-like coronavirus“.  E poi “we do not believe that any type of laboratory-based scenario is plausible“.
Improbabile” quindi, e da quello che hanno analizzato “non credono“. La certezza, però, direi che nessuno potrebbe darla – con coscienza – nemmeno uno studioso di quello specifico campo!  Ma almeno un minimo dubbio non ha ragione di rimanere? Le tecniche di manipolazione genetica, penso da ignorante del campo, anche loro si evolvono come in altre discipline e quello che a prima vista sembrerebbe improbabile (come affermano pubblicazioni citate a supporto), potrebbe diventare possibile per qualcuno.

Una domanda mi sorge spontanea: ma il virologo italiano che ha lasciato la dichiarazione all’ansa, ha letto attentamente tutto quell’articolo, o si è limitato a leggerne l’abstract?
Non plausibile non vuol dire “assolutamente impossibile” …

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Esiste poi un servizio molto più recente sempre del medesimo programma Leonardo che ancora parla sempre della medesima problematica. Se anche è “al 100% naturale“, lo zampino dell’uomo nella sua propagazione è sempre possibile: (TG3 – Leonardo 17/2/2020 – min. 1’00”)
TGR Leonardo del 17/02/2020. Testualmente:

Quella che era stata ritenuta una teoria fantascientifica, sembra sempre più attendibile. Il nuovo coronavirus sarebbe sfuggito da un laboratorio di Wuhan. A soli 300 metri più in là rispetto al mercato del pesce di Wuhan, indicato come origine dell’epidemia Covid-19, c’è il centro di Wuhan c’è il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie. Qui, all’interno di laboratori, vengono tenuti animali infetti, proprio per studiarne le malattie. Tra questi anche 600 pipistrelli, lo piegano due biologi della South China University of Technology, in un rapporto che descrive come uno dei ricercatori sia stato attaccato da uno di questi pipistrelli venendo a contatto con il sangue e urina dell’animale. Proprio per questo il ricercatore si era messo in quarantena volontaria per due settimane dopo l’incidente. Si parla anche di una zecca viva sui pipistrelli, possibile veicolo di infezione. Potrebbe essere il punto di partenza dell’epidemia che sta mettendo in ginocchio la Cina e che ha già ucciso 1700 persone? Difficile dirlo con certezza, anche se, cartina alla mano, l’ipotesi non sembra troppo fantasiosa. Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie è vicino allo Union Hospital dove sono state registrate le prime infezioni tra i medici. Il rapporto dei due biologi spiega che le sequenze dei genoma dei pazienti coincidevano, tra l’89% ed il 96% con quelle del coronavirus originariamente trovato in un particolare pipistrello, detto ‘a ferro di cavallo intermedio’. Al mercato del pesce venivano venduti anche animali vivi ma non pipistrelli. Per trovarli, bisogna spostarsi di quasi 1000 chilometri. Wuhan ha anche un’altra peculiarità: c’è un solo bio-laboratorio di massima sicurezza in tutta la Cina e si trova a 12 chilometri dal centro. E’ l’unico laboratorio attrezzato per lavorare con i più pericolosi agenti patogeni che possono essere letali per l’uomo, causare gravi malattie per le quali non esistono cure o vaccini. Fa parte dell’Istituto di virologia della città cinese ed è il primo di un piano governativo che puntava ad avere dai 5 ai 7 laboratori di massimo livello di bio-contenimento entro il 2025. Come aveva spiegato, non senza perplessità, la rivista scientifica Nature nel 2017. Il nuovo coronavirus potrebbe essere uscito da qui? Forse. Laboratori come questi di livello massimo di sicurezza, dove si trattano i microbi più pericolosi, sono stati costruiti anche in Europa nel 2005. L’unico italiano è quello dello Spallanzani a Roma“.

Che sia stato geneticamente modificato o mantenuto prelevandolo, così com’è, da un pipistrello e poi fatto fargli infettare (volutamente o meno) della gente, importa veramente poco. Se lo avessero lasciato in pace, magari quel pipistrello infetto avrebbe continuato a vivere in chissà quale grotta, difficilmente venendo a contatto con degli uomini, … e magari quel virus per quella specie non è nemmeno così letale! Non si tratta comunque di un evento “naturale” bensì uno in cui l’uomo, in qualche modo, ha influito pesantemente (volutamente o meno) per scopi che vanno ben al di là della necessità.

Questo, secondo me, non solo è grave ma lo è maggiormente perché era prevedibile, … prevedibile che succedesse, prevedibili le conseguenze. E questo non solo a chi gestisce questi laboratori, ma a tutti coloro che, essendo del settore, ne sanno sufficientemente sugli studi che in quelli vengono condotti.

Lasciando poi perdere questo specifico coronavirus, che poi esistano armi biologiche, quindi costruite appositamente per uccidere, costruite magari artificiosamente in laboratorio, penso sia un dato di fatto. A maggior ragione la prevenzione deve essere alta.

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Può essere interessante anche vedere questo video recente di Presa Diretta, sempre di RAI3 dove un virologo cerca di spiegare perché secondo lui il virus attuale non sia legato a mutazioni realizzate in laboratorio.

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Penso che di colpe, perlomeno di quella di sottovalutazione del pericolo (che oggi invece risulta evidente a tutti, anche ai più sprovveduti), sono in molte categorie ad averne.

Certo, chi aveva le competenze per comprenderle per tempo, a mio parere, ne ha forse un po’ di più di altri.
Faccio, un esempio.
Se  tu sapessi (e.g. in base alle proprie conoscenze tecniche) che, quasi per certo, qualcuno o qualcosa sta mettendo in pericolo centinaia di persone, e che molte persone moriranno, cosa faresti? Non cercheresti di andare da tutti i giornali per dirlo e vederlo apparire nelle prime pagine quella notizia, in modo che la gente lo sappia e provveda di conseguenza? … a costo, chessò, di legarti ad un cancello con cartelloni e fotografie shock per attirare l’attenzione dei giornalisti, se fosse il caso?
I politici, è risaputo, purtroppo pensano spesso principalmente a farsi belli con i propri elettori, per cui, se non c’è una loro richiesta di intervenire su qualcosa, si guardano bene di prendere decisioni, soprattutto quando possono toccare interessi economici.
Io non chiedevo poi molto: che dicessero per tempo e pubblicizzassero per tempo, magari anche sui social, di comperare ed usare le mascherine idonee, in modo preventivo, prima che il virus effettivamente poi si diffondesse. … e magari poi provvedere in qualche modo a sollecitare che fossero per tempo fatte ordinazioni non solo di mascherine, ma anche di tamponi, reagenti, farmaci … e predisporre laboratori analisi adeguati e preparare medici preventivamente anziché dopo settimane dall’inizio dei primi casi in Italia.
Secondo me si sarebbe potuto così limitata fin da subito la sua diffusione, con vantaggi in termini sia di vite sia economici.
Non si tratta , sempre secondo me, di essere veggenti, ma (avendone le competenze per capirlo) di avere quelle doverose precauzioni che ogni sistema di prevenzione deve adottare.

Da vedere, o  rivedere, la puntata di “Che tempo che fa” del 2/2/2010, non molto tempo fa dunque, in cui viene intervistato sia un virologo sia il ministro della sanità. Penso valga a posteriori rivederlo “per intero”, per non correre il rischio di prendere frasi fuori dal contesto.

Comunque, pur necessitando una contestualizzazione nel discorso, vedendolo, mi hanno fatto impressione alcune affermazioni pronunciate.
Ad esempio, non mi è sembrato che fosse stato opportuno ridicolizzare, sorridendo, tutti coloro che già allora portavano le mascherine (“sarà per l’inquinamento” – min. 4’40”) e chi si lavava maggiormente le mani (“per prevenire sì, ma non il coronavirus, perché in Italia non c’è” – min. 10’46”).
Poi in quella intervista, a mio parere, l’interlocutore è contraddittorio, perché a fronte di affermazioni come quelle che ho riportato, dice che quel virus “merita la massima attenzione” etc … etc …
E poi,  consigli concreti ai molti spettatori che stanno guardando il programma? Nulla!! Sembrava che bastino e ci si debba affidare alle iniziative predisposte dal Ministero della Sanità che sta operando brillantemente!
Per scongiurare il panico, non dare alcun consiglio? … quando poi a distanza di poco si impone addirittura alla popolazione di rimanere in casa per fermare una epidemia avanzata? Talvolta la superficialità è, sempre secondo me,  anche peggiore dell’incompetenza! No era certo quello non il momento di fare battute, se lo erano, ma piuttosto quello di ribadire piuttosto le indicazioni precise di comportamento alla popolazione, avendone la possibilità, essendo in un programma ad ampia visibilità, … sottolineare insomma e non minimizzare!
E’ vero, le mascherine erano già introvabili, allora, anche per i medici ed erano razionate pure negli ospedali stessi. Ma farne una scorta a priori, anche prima che scoppiasse quella specifica pandemia in Cina, era chiedere troppo? Era chiedere di essere preveggenti? Non sono bastate le precedenti pandemie a mettere tutto il sistema sanitario nazionale ed internazionale in pre-allarme?

L’epidemia, è vero, non si era ancora manifestata, ma
su come un virus si può diffondere e sulla sua pericolosità, mi aspetto che un virologo intervistato ogni giorno e che rilascia dichiarazioni ovunque, abbia una percezione migliore … e, nel dubbio, dia consigli pubblici precauzionali.
Se più persone avessero comprato e portato per tempo le mascherine, probabilmente la diffusione del coronavirus sarebbe stata minore.

Ritengo confermata la mia convinzione espressa in un precedente post: era già tutto previsto o prevedibile! 😦

 

 

Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno” (Voltaire).

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Come vedere se l’INPS ha predisposto un pagamento (e.g. la prima pensione/iso-pensione)

Come sempre l’arrivo della prima pensione/iso-pensione è un evento che si aspetta con attesa … e anche un po’ di ansia per via della burocrazia che potrebbe generare ulteriori ritardi! Generalmente i tempi sono abbastanza precisi e il primo importo dovrebbe arrivare dopo 4 mesi (con gli arretrati) … comunque è sempre bene campionare il sito dell’INPS per verificare tutte le comunicazioni al riguardo.

Nello specifico è sufficiente per questo andare, ad esempio con l’app dell’INPS, nella sezione Pensionati e quindi vedere lo Stato pagamenti, anche se entrando nella sezione Pensionati già subito  è evidenziato l’Ultimo pagamento … che in questo caso specifico sarebbe il primo:

Di interesse può poi essere anche la sezione Cassetta postale in cui si trovano eventuali comunicazioni da parte dell’INPS:

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I servizi ai tempi del coronavirus: quando il postino non suona per la consegna di una raccomandata

Sono in coda dalle 7:55 alla posta ed al mio arrivo ho trovato già ben dieci persone davanti,  benché l’ufficio apra solo alle 8:30. Perché diverse, come me, sono qui? Per ritirare una raccomandata!!

L’altroieri, infatti mi è stata recapitata nella buca delle lettere una notifica di un atto giudiziario (una multa) per raccomandata, inserita dal postino senza suonare: ero in casa  ovviamente, per cui lo posso affermare con certezza. Motivazione della multa? Il “solito” autovelox di Caselle Torinese a cui mia moglie ha già regalato più del dovuto tornando la sera  stanca dal lavoro in ospedale, ed andando questa volta a ben 80,78 km/h, al di sopra dei 70 consentiti … con sanzione di 136,10€ e decurtazione di 3 punti!!

Ieri vado verso le 13:00 alla posta, sperando che l’ora di pranzo fosse la più opportuna per ritirarla, mettendomi fuori dove c’era una coda di circa 30 persone opportunamente distanziate. Dopo quasi un’ora di attesa è uscito il direttore dicendo che avrebbero chiuso a breve per la disinfezione, per cui buona parte di noi non sarebbe riuscita ad entrare. Alla mia lamentela per il fatto che il postino non aveva suonato, mi è stato risposto che in questo periodo non le recapita a mano, ma lascia solo la notifica nella buca!!! Ecco allora giustificato il gran numero di persone in coda con il fogliettino per il ritiro di una raccomandata per via delle disposizioni dovute alla pandemia! Ovviamente nulla di tutto ciò è scritto nel foglietto lasciato che anzi recita, riferendosi al postino, che “ha tentato la notificazione alle persone abilitate a ricevere l’atto ma non è stato possibile a causa della loro assenza“.

Il dubbio che non abbia suonato solo per non perdere tempo quindi mi rimane, anche perché non sarebbe la prima volta che succede anche in periodi “normali”, ma alcuni amici su Facebook hanno commentato che anche loro hanno avuto la medesima esperienza … 🤔

Andando poi sul sito Facebook di Poste Italiane nella sezione Community  ogni dubbio scompare essendoci molteplici post di clienti che si lamentano a tale riguardo. Anche nella sezione “reclami” viene chiaramente detto: “per gli atti giudiziari e multe: giacenza diretta presso gli uffici postali con immissione in cassetta domiciliare del relativo avviso di giacenza e CAD … Sempre al fine di ridurre eventuali disagi per la Clientela, i termini di giacenza delle Raccomandate e Assicurate saranno estesi da 30 a 60 giorni“.

Resta quindi assai dubbia l’opportunità di una disposizione del genere relativamente alla metodologia di consegna del postino per via della pandemia, dal momento che ovviamente crea code chilometriche agli uffici postali dove si entra una persona alla volta e comporta l’uscita da casa di più persone per adempiere all’ingrato compito!

Insomma solo le multe arrivano puntuali nella buca di casa: poco importa dei disagi che un loro recapito improprio comporta soprattutto in questo periodo!! … e poco serve aver sentito alla radio, proprio questa mattina, che l’aumento della multa in caso di ritardo nel pagamento sia stato prorogato a 30 giorni anziché i soliti 10 … tanto la coda, molto probabilmente, verrebbe solo posticipata!

Creare volontariamente assembramenti negli uffici postali mi sembra perciò un atteggiamento irresponsabile e dovrebbe essere perseguibile penalmente come avviene in altre analoghe situazioni. Spero quindi che vengano prese opportune iniziative …

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I flash mob ai tempi del coronavirus

Era già tutto previsto o comunque prevedibile.

La paura di una catastrofe da tempo non è più imputabile all’atomica bensì ad un virus, cioè ad un qualcosa di ancora più subdolo, invisibile ai nostri occhi, capace di riprodursi rapidamente e viaggiare da un individuo all’altro senza che nessuno se ne accorga. Non importa un granché se si generi come evoluzione naturale o venga creato artificialmente in laboratorio (per studio o appositamente a scopo bellico/bioterrorismo). Il pericolo vero, per l’Umanità  come specie, sono da tempo le malattie epidemiche, così come d’altra parte lo è stato anche in passato, anche in tempi relativamente recenti (e.g. la peste del 1918 con 12,5 milioni di indiani morti; l’influenza spagnola del 1913, con almeno 50 milioni di morti nel mondo) e non solo nei tempi antichi (e.g. 420 a.C. Tulcidide – La guerra del Peloponneso II – par. 48÷53).

La facilità di creare armi batteriologiche è poi oggi un dato di fatto. È sicuramente più semplice creare e gestire logisticamente armi batteriologiche/chimiche rispetto ad armi atomiche, soprattutto per lo spazio occupato. La pericolosità invece è analoga per cui il livello di sicurezza che sarebbe necessario adottare dovrebbe essere analogo. Una delle accuse al governo iracheno di Saddam Hussein, che avevano tra l’altro dato adito alla guerra del Golfo, era infatti stata la presunta creazione di armi chimiche, accusa rivelatasi poi infondata ma che a molti era sembrata verosimile.

Come si sono allora impiegati soldi e risorse umane nei secoli e, in particolare, in questo e in quello scorso, entrambi ricchi di grandi innovazioni? Principalmente in sistemi di difesa/attacco, ad esempio missili più o meno intelligenti ed abbiamo sempre soldati pronti a partire ed anche riserve per aumentarne i numeri. Naturale quindi che oggi sia più facile trovare un arsenale che un ospedale con un centro di rianimazione capace di gestire centinaia di pazienti. Ad esempio, la NATO ha unità mobili da schierare rapidamente, utilizza sistemi di simulazione per training del personale. Invece, negli anni, anche per via delle recessioni economiche, notevoli sono stati i tagli alle spese sanitarie … e gli sbarramenti con numero chiuso (non ben programmati) alle facoltà di medicina hanno poi fatto il resto …

Eppure da decenni ci sono persone che lanciano avvertimenti chiari ed anche diversi film hanno sfruttato una trama dagli oscuri risvolti in cui spesso singoli eroi aiutavano a risolvere una crisi epidemica. Benché non sicuramente il primo, lo aveva fatto anche lo stesso Bill Gates, nel 2014 … si, proprio il principale fondatore della Microsoft, che non è tuttavia solo un tecnico informatico di rilievo, ma sicuramente anche un visionario oltre che un filantropo nonché uno tra gli uomini più ricchi del mondo: insomma una persona il cui pensiero merita di essere ascoltato. Lo aveva fatto durante un evento pubblico, poco dopo una delle ultime epidemie da virus (Ebola) che aveva interessato principalmente Paesi del terzo mondo e che quindi non aveva più di tanto preoccupato l’Occidente e noi tutti, falsamente sicuri che non ci avrebbe, prima o poi, toccato un fenomeno simile. Quel virus è stato un ulteriore campanello di allarme rimasto inascoltato,  in quanto ben poco è stato poi fatto per prevenire le conseguenze di nuovi virus, neppure dopo quell’ultima epidemia di febbre emorragica di Ebola in Africa occidentale del 2014, con ancora uno strascico di numerosi casi fino al 2016. Si noti che, seppure ce ne fossero da tempo di sperimentali, solo da novembre 2019 esiste un vaccino per l’Ebola approvato dall’Oms, cioè ben 5 anni dopo l’ultima epidemia dovuta a quel virus.

Sempre Bill Gates aveva evidenziato come quell’epidemia di Ebola si fosse estinta principalmente grazie alle peculiarità specifiche di quel virus che rendeva le persone infette incapaci di uscire, così limitandone la diffusione, oltre al fatto che avesse interessato aree a bassa densità di popolazione. Vale quindi la pena ascoltare per intero questo breve video dell’intervento di Bill Gates in qualche modo profetico seppure  come già ho evidenziato, tutto era abbastanza prevedibile da chiunque si fosse fermaro a pensare e conoscesse la Storia.

Gli strumenti tecnologici ci sono per creare un buon sistema di reazione (e.g. smartphone per localizzare e contattare le persone, mappe satellitari per conoscerne posizione e spostamenti, biotecnologie in grado di realizzare farmaci e vaccini specifici ad un patogeno): quello che manca è un coordinamento a livello globale come avviene invece da tempo in ambito militare.

Quali sono gli elementi chiave? Molte risposte, dice Bill Gates, le possiamo trovare guardando quanto si fa in ambito militare:

  • Servono sistemi sanitari efficienti anche nei paesi poveri dove, con maggior probabilità, possono originarsi nuove patologie, in modo da scoprirle per tempo prima che si possano diffondere.
  • Serve un corpo medico di riserva, tanta gente formata appositamente e con le competenze opportune, sempre pronta a partire.
  • Dobbiamo affiancare a questi medici anche forze di intervento tipiche delle forze militari,  sfruttando le loro capacità nel muoversi velocemente nella gestione della logistica e nella messa in sicurezza delle aree.
  • Dobbiamo fare simulazioni sui germi, analoghe a quelle di guerra, per scoprire per tempo dove possono esserci delle lacune.
  • Servono più ricerca e sviluppo nelle aree sia dei vaccini sia nella diagnostica (e.g. studi sui virus adeno-associati che potrebbero funzionare molto velocemente).

Il costo di tutto ciò non sarebbe probabilmente molto diverso da quanto si spende oggigiorno per armamenti e sarebbe comunque più basso rispetto al potenziale danno anche da un punto di vista meramente economico. La Banca Mondiale stima che se ci fosse un’epidemia di influenza mondiale, la ricchezza globale si ridurrebbe di 3 trillioni di dollari oltre a milioni di morti: insomma è già quasi tutto previsto, anche le perdite finanziarie globali … e magari i possibili enormi guadagni di pochi. Inoltre questi investimenti offrirebbero benefici che andrebbero al di là della semplice preparazione alle epidemie: infatti, cure primarie, ricerca e sviluppo, ridurrebbero le disuguaglianze in termini di salute globale e renderebbero il mondo più giusto e più sicuro.

Tutte parole ragionevoli rimaste inascoltate …

Qui ora non c’è bisogno di quei singoli eroi dei blasonati film catastrofici e neppure di generali dalle brillanti strategie. Ora occorrono dottori e sale di rianimazione attrezzate per accogliere gente infetta. Ma ci sono ancora Paesi (e.g. Germania, Regno Unito) che, per gestire l’epidemia, non contrastano neppure il contagio (molto probabilmente  temendo le pesanti ricadute economiche) ma puntano esclusivamente sulla cura dei malati: se poi qualche anziano o persona con anche altre patologie resta fuori per mancanza di posti, si tratterà di una selezione naturale … che magari può, tra l’altro, migliorare lo stato precario della spesa sanitaria!

P.S. 21/4/2020 – Sembra che sia Boris sia Trump abbiano cambiato idea … 🙄

Un “semplice” virus può quindi portare catastrofi ben peggiori di quella dell’abbattimento delle torri gemelle, seppur agisca senza far rumore, fumo e procurare macerie. Una guerra (voluta o meno) ancora più subdola, che può agevolmente mettere in ginocchio l’economia di un Paese o addirittura di un sistema finanziario, ben più di un crack di una banca o di qualche multinazionale, ma che può d’altra parte far guadagnare fondi di investimento che speculino opportunamente sui ribassi delle Borse o sappiano prevedere per tempo i fenomeni indotti. Può valer la pena vedere anche questo video che lancia una ipotesi di complotto che, anche se non veritiera, è perlomeno plausibile, ieri, oggi o nel  futuro. Vengono evidenziate diverse strane coincidenze, quali sia la 7ma edizione dei giochi mondiali militari a Wuhan iniziata il 18/10/2019, circa 15 giorni prima dei primi casi di coronavirus (che ha un’analogo tempo di incubazione!) in quella cittadina, sia la scommessa di 1,5 billioni di dollari su un crollo generalizzato delle maggiori Borse entro il marzo di quest’anno, da parte della Bridgewater, il più grande fondo di investimento mondiale che maneggia un capitale complessivo di circa 150 miliardi di dollari … e questo il 22/11/2019, cioè un mese dopo i giochi di Wuhan! Davvero almeno strane coincidenze su cui i maggiori media non parlano neppure come ipotesi, limitandosi a colpevolizzare unicamente i pipistrelli quale fonte iniziale del contagio. Si badi bene che nell’inchiesta non si parla di americani come popolo, bensì di forti forze finanziarie capaci da tempo di pilotare abilmente addirittura delle “libere” elezioni di quel popolo e di altri, figuriamoci il resto! Lo so, lo so  … anche per il disastro dell’11 settembre c’era chi aveva gridato al complotto ed era uscito anche un film-inchiesta in cui si evidenziavano le diverse incongruenze tra dichiarazioni ufficiali e realtà riprese da filmati o da dichiarazioni di persone che avevano vissuto quella tragedia. Avevano aderito all’inchiesta diversi interlocutori di rilievo, tecnici ed anche non (e.g. Dario Fo), che avevano provato a “pensare un po’ diverso”. Complotto o meno, sicuramente quando ci sono eventi catastrofici, spesso accade che le fonti di informazione primarie siano sapientemente filtrate e perciò non tutto quello che viene diffuso ufficialmente dalle testate di informazione (TV in primis) è necessariamente oro colato! La tragedia di Ustica ne è un valido esempio e di questo uno deve esserne consapevole. Se ciò venga fatto a “fin di bene”, ad esempio per non creare panico, per indurre comportamenti collettivi consoni e non creare pericolosi conflitti diplomatici internazionali, oppure per altri motivi meno nobili, non sta me dirlo e nemmeno ipotizzarlo. Ma è comunque bene che ci sia anche del giornalismo alternativo (che poi secondo me ė il giornalismo vero), cioè quello che indaga, che cerca relazioni ed ipotesi magari azzardate, ma non per questo a priori necessariamente false, del giornalismo che non si limita solo a riferire i fatti così come le autorità raccontano. Come ogni buon film poliziesco  insegna, cercare chi potrebbe trarre vantaggio da una situazione, catastrofe o omicidio che sia, è sicuramente un buon punto di partenza per cercare il colpevole ed il mandante, sempre che ne esista uno!

Articolo del Wall Street Journal del 22/11/2019 citato nel vidro precedente. Il maggior fondo internazionale Bridgewater scommette 1,5 billioni di dollari sul crollo generalizzato delle maggiori Borse entro il marzo 2020

Inoltre un semplice virus può anche cambiare le abitudini di un popolo ancor più di quanto si sia visto accadere dopo l’abbattimento delle torri gemelle. Girare per le strade in questi giorni o anche solo affacciarsi dal balcone su di un corso abitualmente trafficato, fa una certa impressione, così come incrociare una qualsiasi persona che prontamente ti scansa come potenziale portatore di morte! Forse anche questo può tornare comodo a qualcuno. Interessante analizzare a tale proposito quelle che Noam Chomsky ha definito le 10 regole per il controllo sociale (se non hai tempo di vedere il video, puoi dare una rapida scorsa a quel testo, che trovi in fondo al post):

Ora che il problema virus ci tocca da vicino e non interessa solo più un qualche Paese del terzo mondo, il mondo Occidentale e la sua classe dirigente sembra accorgersi che un’epidemia si può diffondere rapidamente anche in luoghi ben lontani dalla sua origine, seppur questo già avvenisse secoli fa nonostante gli spostamenti fossero molto limitati soprattutto tra i continenti. I sistemi sanitari si trovano impreparati e addirittura le mascherine di protezione per i medici stessi sono razionate attentamente visti gli esigui numeri a magazzino. Nei negozi poi, farmacie e ferramenta inclusi, ormai sono da tempo le mascherine di ogni tipologia sono terminate ed i tempi di approvvigionamento non sono brevi essendo, per ora, solo di importazione (spesso asiatica). Tutorial su come costruirsene una artigianalmente si sprecano in Rete, ma forse anche qui è bene lasciare il link ai molteplici video presenti su Youtube ed in particolare questo.

Non solo la politica sembra oggi impreparata, ma anche la popolazione stessa, così presa negli anni a seguire telenovele o dibattiti sul sesso degli angeli. Vedere (e sentire) ora flash mob ad hoc (tra l’altro con adesioni notevoli e ben al di sopra di quelli recenti su tematiche ambientali o di opposizione al malcostume) devo dire che mi fa sia sorridere sia un po’ compassione. Mi sembra tristemente un’autoterapia di un popolo impreparato alle avversità ed incapace a saper vivere un periodo, seppur ridotto, di segregazione e magari di relativa solitudine. … e come spesso avviene, lo spirito Nazionalistico si riscopre grazie alla paura ... o ad una partita della Nazionale!

Flashmob Italia Patria Nostra del 15 marzo 2019

P.S. Sabato 21/4/2020 siamo poi arrivati alla parodia: in un Mercatò Local viene fatta scorrere la solita musica di sottofondo facendo sentire, ad intervalli regolari, l’Inno di Mameli, sapientemente interrotto sul verso ‘Siam pronti alla morte l’Italia chiamò‘. Disgustevole siparietto patriottico che si aggiunge alla tanta e troppa retorica di questi giorni affollati (non certo di persone, bensì di eventi spiacevoli).

Riporto infine alcune delle considerazioni che ho trovato nell’articolo Runner, untori e il bisogno di odiare chi esce da casa, che condivido ed invito a leggere per intero. “Tra le bacheche dei miei amici, il ‘restare a casa’ è più di un obbligo dovuto a una misura governativa. È un discrimine morale. Fa la differenza tra la vita e la morte. E se esci diventi un assassino. In automatico. C’è quindi  chi denigra chi esce per correre, anche con insulti e tanto di delazioni con fotografie pubblicate su Facebook, per consegnare alla gogna pubblica il colpevole di turno. … Uscire all’aperto per fare attività fisica (da soli e mantenendo le distanze di sicurezza) è qualcosa che i decreti attualmente in vigore permettono: ancora in troppi non si rendono conto della differenza tra poter usufruire di una libertà e abusarne. … Atteniamoci dunque sempre alle disposizioni in vigore – con le eventuali ed ulteriori restrizioni del caso – e cerchiamo di non essere noi stessi, in buona sostanza, il veicolo di un altro tipo di virus: quello dell’odio. Di chi ha bisogno di un capro espiatorio che prima era il migrante che viene a mettere a repentaglio la nostra civiltà, poi è il cinese che viene a contagiarci e adesso è chiunque esca di casa, atto fisico che sarebbe sufficiente ad uccidere chicchessia e a vanificare il lavoro del personale delle professioni sanitarie. Il virus non è un uccello che vola via dal nostro corpo nel momento in cui lasciamo le nostre dimore per aggredire persone tanto ignare quanto più meritevoli, per il solo fatto di rimanere chiuse nei propri appartamenti.”

Inoltre quell’articolo, fa un abile e prezioso parallelismo con quanto scritto nei Promessi Sposi relativamente alla peste di Milano, in quanto ciò che Manzoni descrive di quel contagio è analogo a molte cose che stiamo vedendo e perciò ci possono risuonare familiari … e anche tutto questo ci deve far pensare e riflettere:

  • Il carro con, in bella vista, i cadaveri delle persone colpite dalla peste, quale misura che si rese necessaria per far capire al popolo ancora titubante che il contagio di peste c’era davvero (XXXI capitolo): «I cadaveri di quella famiglia furono, d’ordine della Sanità, condotti al cimitero suddetto, sur un carro, ignudi, affinché la folla potesse vedere in essi il marchio manifesto della pestilenza. Un grido di ribrezzo, di terrore, s’alzava per tutto dove passava il carro; un lungo mormorìo regnava dove era passato; un altro mormorìo lo precorreva». E nell’articolo si azzarda: “Non voglio ovviamente sostenere che i mezzi militari siano stati consegnati alla visione del pubblico per generare un effetto simile a quello descritto dallo scrittore lombardo … ma l’eco della paura che queste immagini si lasciano dietro, con il mormorio che precede e segue, è di natura analoga“.
  • All’inizio pochi casi, qua e là, nel territorio ed alle voci lontane di ciò che avveniva altrove, il popolo ha prima minimizzato, sottovalutando le prime avvisaglie d’allarme: «Ma […] ciò che fa nascere un’altra e più forte maraviglia, è la condotta della popolazione medesima, di quella, voglio dire, che, non tocca ancora dal contagio, aveva tanta ragion di temerlo. […] sulle piazze, nelle botteghe, nelle case, chi buttasse là una parola del pericolo, chi motivasse peste, veniva accolto con beffe incredule, con disprezzo iracondo».
  •  La necessità di trovare un paziente zero: «Il Tadino e il Ripamonti vollero notare il nome di chi ce la portò il primo, e altre circostanze della persona e del caso» possiamo leggere. L’autore ricorda che «nasce una non so quale curiosità di conoscere que’ primi e pochi nomi che poterono essere notati e conservati».
  • Trovare una categoria sulla quale far ricadere la colpa di quanto avvenuto, non appena ci si convince che il problema è reale. Ne I promessi sposi questa categoria era quella dell’untore e contro di essi si scatenò spesso l’ira popolare e si dette anche corso a persecuzioni giudiziarie. Nel XXXII si legge infatti; «Gli animi, sempre più amareggiati dalla presenza de’ mali e irritati dall’insistenza del pericolo, abbracciavano più volentieri quella credenza: ché la collera aspira a punire: […] le piace più d’attribuire i mali a una perversità umana, contro cui possa far le sue vendette, che di riconoscerli da una causa, con la quale non ci sia altro da fare che rassegnarsi». E quindi: «Con una tal persuasione che ci fossero untori, se ne doveva scoprire, quasi infallibilmente: tutti gli occhi stavano all’erta». Gli untori nell’Italia di oggi non sono piu le persone che impiastrano i muri con sostanze appiccicose e unte bensì quanti decidono di uscire di casa per correre magari in un parco, pur rispettando tutte le dovute indicazioni di distanza tra le persone o che si siedono da sole su una panchina. Quindi ora ci sono persone affacciate ai balconi che osservano attente per scoprire chi  secondo loro, “infrange la legge”, con tanto di delazioni e fotografie e pubblicate su Facebook, per consegnare alla gogna pubblica il colpevole di turno.

Per intanto, questa sera ho rivisto con mia figlia (sotto suo suggerimento) il Diario di Anna Frank, datato bel film in bianco e nero che mostra come per mesi, otto persone siano riuscite a vivere in pochi metri di una soffitta, senza poter far rumore (quindi senza muoversi e parlare) per tutta la giornata lavorativa (8÷18), senza potersi affacciare neppure ad una finestra o avere una qualche forma di svago, quale la TV o lo smartphone dei tempi nostri. In quelle ore si leggeva, si pensava, si collaborava seppur con qualche difficoltà ed incomprensione. Insomma, quella raccontata da Anna Frank è una grande lezione di vera umanità e capacità di adattamento (anche con un buon utilizzo del tempo nonostante le notevoli limitazioni)  … che ben si differenzia dai plateali schiamazzi di alcuni flashmob dei giorni nostri! Anche la paura (di essere scoperti, deportati e probabilmente morire in un capo di concentramento) si percepisce limitata da una forza interiore ben maggiore di quella che ho constatato in conoscenti che ho ultimamente sentito telefonicamente, letteralmente terrorizzati ed impietriti da un virus che attualmente sta mietendo vittime in una percentuale veramente minima della popolazione. Insomma altra storia, altri tempi.

Per intanto almeno un lato positivo della attuale situazione si può dedurre dalle analisi delle immagini da satellite effettuate dall’ESA. 🙄

Coronavirus: l’ESA mostra la drastica riduzione dell’inquinamento in Italia

Può anche essere interessante sentire questo commento rispetto alle scelte attuali del Regno Unito:

P.S. 21/04/2030

Sembra che anche le scelte di Regno Unito e USA siano cambiate oggi e si sia deciso di optare per la scelta di Cina ed Italia. La politica degli sbruffoni è durata poco ..

Puoi seguire l’evolversi dell’epidemia Stato per Stato in tempo reale con il servizio fornito da Microsoft tramite il suo motore di ricerca: https://www.bing.com/covid.

Per saperne di puù visita il mio post apposito

___________________

Una bella poesia (tradotta):

Ai tempi della pandemia

E la gente rimase a casa
e lesse libri e ascoltò
e si riposò e fece esercizi
e fece arte e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò
e ascoltò più in profondità
qualcuno meditava
qualcuno pregava
qualcuno ballava
qualcuno incontrò la propria ombra
e la gente cominciò a pensare in modo differente
e la gente guarì.

E nell’assenza di gente che viveva
in modi ignoranti
pericolosi
senza senso e senza cuore,
anche la terra cominciò a guarire
e quando il pericolo finì
e la gente si ritrovò
si addolorarono per i morti
e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni
e crearono nuovi modi di vivere
e guarirono completamente la terra
così come erano guariti loro.

https://the-daily-round.com/2020/03/16/in-the-time-of-pandemic (*)
https://the-daily-round.com/2020/03/24/in-the-time-of-pandemic-part-ii/

Pubblicato nel blog della poetessa Kitty O’ Meara (e non è della poetessa Kathleen O’Meara [1839 – 1888], come pubblicizzato in qualche post nei social!).

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ANNESSO – Le dieci regole per il controllo sociale, Noam Chomsky

1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti (forvianti )
La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.

5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…

7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di repressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione!

10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su se stessa.

Noam Chomsky

Coloro che necessitano del nuovo PDF relativo all’autocertificazione, possono scaricarla cliccando su questo link

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Pubblicato in Pensieri&Parole, Torino e dintorni | Contrassegnato | 3 commenti

Trincerone: sacrificati centinaia di alberi per nulla! Come era prevedibile, solo dopo pochi mesi la presenza di rifiuti è tornata quasi al livello preesistente

A distanza di poco più di 6 mesi da quando si era fatta pulizia (luglio 2019), la presenza di rifiuti è tornata quasi al medesimo livello preesistente, come d’altra parte era facile immaginare, non essendo stata fatta alcuna seria attività di prevenzione (vedi post) che non fosse la sola collocazione di ridicoli cartelli.
Alcuni di questi ultimi sono già stati addirittura divelti da tempo e si trovano ora in fondo al fossato:

Anche semplicemente guardando quelli reduci, chiaramente se ne deduce quale sia stata la loro utilità, come era prevedibile d’altra parte:

Anche l’utilità (e la bellezza!) dei pannelli arancioni collocati ipoteticamente ad impedire l’accesso sotto i ponti, risulta evidente agli occhi di chi li osserva con un minimo di spirito critico. Parzialmente abbattuti molto agevolmente dopo poco tempo, rimangono ora solo ad imbruttire un paesaggio già di per sé reso orribile dall’opera di distruzione. Anche questo era ampiamente prevedibile essendo stati creati addirittura dei varchi di accesso nei muri precedentemente collocati, per il medesimo scopo, ai lati dei ponti: questi muri, anziché essere riparati, erano stati invece completamente abbattuti per far passare le ruspe lungo tutto il Trincerone per il lavoro di “pulizia”.

Le seguenti foto penso mostrino esaurientemente, anche per chi non è della zona o per chi non ha occhi per osservare, come anche solo in pochi mesi la situazione rifiuti stia tornando analoga a prima, con non solo per la presenza di sacchi d’immondizia, plastica e bottiglie, ma anche di oggetti ingombranti quali gomme d’auto, seggiolini, bici, materassi, mobili … e addirittura un carrello metallico di un supermercato!

Insomma, nemmeno l’abbattimento immotivato di centinaia di alberi decennali è servito per vedere finalmente ripulita dalle immondizie umane questa zona!
Per quanto riguarda poi la presunta costruzione della seconda linea Metro, sono apparse solo dichiarazioni propagandistiche, senza date e certezze, ed articoli altrettanto fumosi e di dubbio valore giornalistico.

Dove sono ora quei giornalisti che avevano osannato, con articoli populistici, la distruzione di un bosco urbano senza un valido motivo e dato come certo ed imminente l’inizio dei lavori per la costruzione della seconda linea della Metro?

Esempio di articolo che inneggiava a quell’opera di distruzione (“Dopo decenni si ripulisce il Trincerone: arrivano le ruspe: via ai lavori nell’ex ferrovia abbandonata dove passerà la nuova linea della metropolitana“, sito de La Stampa, 20/12/2018)

Dove sono ora quei politici e rappresentanti della Circoscrizione che avevano esaltato quell’opera? C’è addirittura un video di cattivo gusto, in cui l’intervista viene effettuata con, sullo sfondo, le immagini dello sradicamento di alberi decennali da parte di una ruspa: una carrellata mostra poi la lunga fila degli alberi già abbattuti, quasi fosse un trofeo!! Raccapricciante …

Troppe volte è stata confusa un’operazione di dovuta pulizia con l’abbattimento immotivato di alberi …

Come fosse un trofeo, il video fa una panoramica delle decine di alberi già abbattuti dalla ruspa

Cosa dire delle dichiarazioni rilasciate delle istituzioni che non facevano nemmenoe un minimo cenno all’altra faccia della medaglia, cioè alla distruzione di un bosco urbano, immotivata e perlomeno anzitempo?
Nel seguito il video in cui Carlotta Salerno, la presidente della Circoscrizione 6, aveva definito “sicuramente positiva” quella operazione così come veniva compiuta, con riferimenti propagandistici sulla realizzazione della seconda linea della Metro. Proprio in quello stesso video veniva mostrato alle sue spalle lo sradicamento di alberi, non certo quindi un’opera di “vera” pulizia dalla immondizia che sarebbe invece poi stata effettuata ben 7 mesi dopo, cioè con un inspiegabile ritardo. Insomma, interviste con domande precostruite e con il solo fine propagandistico.
Penso quindi valga proprio la pena vedere questa intervista a distanza di poco più di un anno!!

Invece le domande importanti che viene naturale porsi non sono state fatte e continuano a non trovare una risposta certa: assumono tuttavia sempre maggior valore almeno alcune delle supposizioni da me lanciate fin dal mio primo post sul Trincerone.
Sarebbe quindi forse l’ora che qualche Giornalista con la ‘G‘ maiuscola, indagasse realmente a fondo e svelasse in un suo articolo i mattoncini mancati di questo puzzle che già a prima vista appare dagli oscuri risvolti.
Eventi di poche settimane fa mi fanno ben sperare … 😉

 

Anche la situazione del piccolo marciapiede, presenti su ambo i lati del fossato, non è minimamente cambiata: selciato molto sconnesso e sporco, rovi che sporgono oltre il guard rail che impediscono il passaggio …
… insomma inagibile per chiunque, pedoni o bici che siano!

Invece gli alberi decennali abbattuti indiscriminatamente nel dicembre 2018 non ci sono più. Questa è davvero l’unica differenza che si può osservare anche semplicemente scorrendo nel tempo un medesimo tratto del Trincerone con Google Maps.
Nel seguito mostro, ad esempio, il medesimo tratto del Trincerone (di fronte l’ospedale G. Bosco) ripreso da Google sia a luglio 2018 sia ad aprile 2019, quando tra l’altro non erano stati ancora nemmeno rimossi i rifiuti seppur fossero trascorsi già ben 5 mesi dall’abbattimento degli alberi: infatti, si sarebbe dovuto ancora aspettare qualche mese perché l’opera di “vera” pulizia fosse finalmente realizzata!!

Desolante immagine del Trincerone nel tratto di fronte all’ospedale G. Bosco nell’aprile 2019 (finestra principale) e quella edificante del luglio 2018 (piccola finestra di preview,  ingrandita qui sotto)

Ovviamente il tutto merita un confronto con le riprese precedenti, ad esempio con questa di luglio 2018 (vedi il post Come vedere le modifiche avvenute in un territorio negli anni e nelle diverse stagioni, grazie a Street View):

Immagine del Trincerone, nel medesimo tratto di fronte all’ospedale G. Bosco, nel luglio 2018 

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In queste ultime settimane di prematura primavera, dove si dovrebbero vedere già i germogli delle poche piante sopravvissute, risulta ancora più evidente come l’atto di vandalismo compiuto non si sia interessato minimamente di preservare le piante sane, seppur cresciute naturalmente, ma si sia limitato a “salvare” solo quelle pochissime piantate decenni fa ai bordi della strada e decimate negli anni da una mancanza di manutenzione. Che fossero secche da anni, parzialmente sradicate o con tronchi rotti e necessitassero per lo meno di una radicale potatura, questo andava al di là della finalità dell’opera che era unicamente di sola distruzione!
Come avevo già  avuto modo di evidenziare in un post precedente, quelli mostrati nelle immagini seguenti sono alcuni dei pochissimi “alberi” sopravvissuti esclusivamente per il fatto che fossero stati piantati decenni fa e non fossero nati naturalmente. Si tratta di fotografie della scorsa primavera, ma ancora oggi attuali:

La Natura è stata quindi sconfitta del tutto? Sembra per fortuna proprio di no. Diversi nuovi ramoscelli spuntano da alcuni dei grossi tronchi seppur fossero stati segati alla base, lasciando ben sperare che qualche ramo verde possa rivedersi a breve e riesca ad ospitare nuovamente qualcuno degli uccelli che un tempo popolavano abitualmente il Trincerone.
Mi viene naturale chiedermi se, di questo pur piccolo segnale di rinascita, se ne siano accorte le associazioni naturalistiche, a suo tempo da me contattate inutilmente. Tutte avevano taciuto o addirittura giustificato l’opera di distruzione compiuta (vedi precedente post)!

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Coronavirus? … forse è il caso di sdrammatizzare un po’ per contrastare il panico collettivo che si sta creando!!

È fobia collettiva.
Ormai tutti ne parlano e le prime pagine dei giornali e dei TG sono a senso unico!

Ieri in coda al supermercato quasi mi veniva da ridere notando come molti carrelli contenessero uno o più disinfettanti gelatinosi per le mani … e lo scaffale che li conteneva fosse in via di esaurimento!!
Iniziato, poi, il “solito” accaparramento di viveri, tipico in situazioni di fobia:

Da settimane, stato di allerta in molti Paesi, Istituzioni in allarme, Borse che ne risentono da un lato e dall’altro guadagni insperati per centri farmaceutici che, sfruttando la situazione, stanno ricercando un vaccino (che, comunque, anche quando si troverà, prima di andare in commercio, passeranno diversi mesi di dovuti test: … quello per il virus Ebola ci ha messo più di 5 anni per essere approvato dall’OMS, benché ce ne fossero in sperimentazione da tempo).

Centralini del 112 in tilt perché la gente telefona non per emergenze bensì per avere informazioni sul coronavirus (seppur esista il numero verde 800894545 appositamente istituito a tale scopo), con conseguenti ritardi pesanti sui soccorsi anche gravi.

Sospese tutte le ferie ed i recuperi di medici/infermieri questa settimana in molti (se non tutti) gli ospedali e richieste bloccate anche per prossima settimana: …  poi non si sa.

Pronto soccorso che vengono transennati, con blocchi all’accesso, allestiti con modalità tipiche di calamità. Ecco cosa sta succedendo proprio in queste ore all’ospedale G. Bosco proprio vicino a casa mia:

Non è tanto la gravità di questo virus rispetto ad altri, ma l’alta contagiosità che potrebbe far aumentare rapidamente anche il numero di malati con potenziali complicanze, difficilmente gestibili nei presidi sanitari: in assenza di vaccino, non essendoci cure (come per tutti i virus), l’unica precauzione possibile sembrerebbe quella di limitarne il più possibile la diffusione.
E allora?
Scuole, musei, conferenze, centri culturali, spettacoli … tutto chiuso per almeno una settimana, smart-working a casa per i dipendenti di alcune ditte.
Poi, nel caso delle palestre, siamo ora al paradosso: da un’iniziale chiusura, si è passati poi a consentire un accesso solo diretto alle aree di allenamento, già con abbigliamento ginnico e con cambio scarpe all’ingresso, per non andare negli spogliatoi/docce!!
… insomma sto virus ha proprio dei requisiti strani per diffondersi!!

Ci sono però alcune eccezioni, come gli uffici postali, i mezzi pubblici affollati (ma tanto, non essendoci gli studenti, i maggiori utilizzatori sono gli extracomunitari!), gli Uffici Immigrazione (vedi sopra), le banche (sì, ma si sa, quelle non sono mai pericolose!!) …

Poi ci sono ancora persone che, non sapendo come impiegare meglio il loro tempo, diffondono anche fake news su social e sistemi di messaggistica, tanto per aumentare il panico collettivo:

Esempio di Fake news su WhatsApp (1)

Per fortuna, chi lo fa corre il pericolo di essere denunciato per procurato allarme:

Esempio di Fake news su WhatsApp (2)

Come sempre, prima di considerare una notizia vera, soprattutto se proviene da social e sistemi di messaggistica , è necessario attivare il cervello e verificare (e.g. con una ricerca su Internet) se altre fonti più attendibili la confermano. Questo discorso vale comunque anche per giornali e TV:  purtroppo, come spesso avviene, anche tra i politici c’è chi soffia sul fuoco, appoggiato da giornali di parte senza scrupoli.

Quindi il dubbio è sempre d’obbligo soprattutto prima di eventualmente diffondere, a tua volta, una notizia potenzialmente falsa!

Diversi settori dell’economia del Paese sono allo stallo e non parlo solo di turismo, di attività culturali/spettacoli e di insegnamento ma anche di qualsiasi attività che comporti riunioni tra persone: le ripercussioni sociali balzano agli occhi ed i mercati ne subiscono le conseguenze, amplificati dal clima di terrore che si è venuto a creare.

Insomma, pensare che un essere microscopico crei così caos non può che fare almeno sorridere … se uno ha ancora un po’ di humor inglese!! 🤔

Sui sistemi di messaggistica tipo WhatsApp, arrivano messaggi del tipo seguente, con invito a diffonderli:

REGIONE PIEMONTE: CORONAVIRUS
– predisposto servizio per fare il tampone faringeo a domicilio
– non andare in pronto soccorso
– se hai sintomi sospetti o il timore di avere avuto contatti a rischio chiama il numero 1500 o il 118 o il tuo medico di base. Le ambulanze arriveranno in tempi molto rapidi per eseguire il tampone a domicilio.

Evitate tutti i luoghi affollati e dove si sta per forza vicini (tipo discoteche, cinema, ospedali, negozi pieni, autobus pieni, etc), lavate spessissimo le mani e usate quei detergenti alcolicio tipo amuchina quando entrate in casa e magari da tenere anche in borsa.
Lontano da chi sternutisce o tossisce e poi lavate le mani di nuovo.

Inoltre è stato diffuso un Decadale dall’Istituto Superiore di Sanità che, in verità, dice ben poco se non smitizzare ovvie, benché possibili, false credenze (e.g. I prodotti Made in China o i pacchi provenienti dalla China non sono pericolosi; Gli animali da compagnia non diffondono il coronavirus)!!

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Personalmente penso che questo panico collettivo sia immotivato e forse addirittura un po’ pilotato, magari per distogliere l’attenzione collettiva sui ben più pericolosi problemi che attanagliano la Nazione, l’Umanità ed il mondo intero. Perché continuare a parlare di disoccupazione e crisi economica, dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici, delle guerre, delle stragi di uomini o animali  … quando c’è un virus che ha “già” fatto un po’ meno di 2500 morti e 78000 contagi in tutto il mondo? Tanto per fare un paragone,  l’epidemia di influenza spagnola nel 1918 ha ucciso circa 50 milioni di persone.

Domandiamoci innanzitutto, quante persone (soprattutto anziane) annualmente sono morte gli scorsi anni per complicanze dovute ad un’influenza (cioè ai virus influenzali degli scorsi anni).

Poi, basta cercare un qualsiasi articolo sulle epidemie nel mondo per comprendere che il coronavirus non è il primo in classifica (vedi anche l’articolo I virus più pericolosi e letali del mondo). Il fatto è che in Occidente si muore sempre meno per le patologie trasmissibili, ma nel resto del mondo la morte viaggia nell’acqua, nell’aria e nei fluidi corporei. Però tutte le volte che una malattia potrebbe colpire proprio noi … panico!! Solo più quel pensiero, quella paura in testa! Al diavolo tutto il resto, i problemi e le ingiustizie sociali, gli sporchi giochi per giungere al potere, i crimini contro l’Umanità, i sacrilegi nei confronti della Natura …

I cinesi poi? Chiudere i porti, bloccare le merci, evitare i locali di ristorazione o di vendita da loro gestiti … come se tutto questo potesse essere una soluzione a tutti i problemi!!

Ecco una foto del mercato di Porta Palazzo questa mattina (ore 11:00 circa), dove almeno una metà dei banchi non erano presenti e pochi erano gli acquirenti:

Insomma, il coronavirus è UN problema, non IL problema.

Giustissimo, quindi, adottare le opportune precauzioni (e.g. lavarsi bene le mani, coprirsi per tossire o sternutire, mantenere le dovute distanze), corretta è pure una razionale paura, ma assolutamente da evitare il terrore bloccante che si è venuto a creare in buon parte della popolazione!!

Tra l’altro il 29 marzo 2020 dovremmo (il condizionale è d’obbligo dal momento che un rinvio direi è assai auspicabile e probabile) essere chiamati alle urne per il referendum confermativo per il taglio dei parlamentari, dagli attuali 945 a 600 in totale, di cui 200 senatori (da 315) e 400 deputati (da 630): anche a causa del continuo martellamento sul coronavirus, di questa consultazione popolare si è parlato davvero poco sui media … almeno fino ad oggi. Si noti che tale referendum non avrà quorum, perché non si tratta di un voto abrogativo. Come secondo me giustamente scrive La Stampa, sarà difficile in queste quattro settimane che i cittadini si appassionino ad un tema che sarebbe degno di grande attenzione per tutti i riflessi che comporta. E quindi il rischio è che il 29 marzo … vinca l’avversario più temibile della democrazia, l’Astensione.

Per saperne di più sul coronavirus, vale la pena leggere questi articoli tra i tanti:

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Perciò la cosa più logica è invece quella di riderci un po’ sù, anziché avere crisi di panico!!! Quindi forse sono più opportuni messaggi come i seguenti, che mi sono giunti sempre tramite WhatsApp, in quanto (secondo me) giustamente sdrammatizzano, riportando il problema sui giusti e ragionevoli binari:

Raccomandazioni del Ministero della Salute riguardo alle misure da adottare per prevenire il contagio da Coronavirus:
“Per diffondere la paura del contagio del virus CINESE, il Programma di Assistenza Nazionale per l’immunità basata su Credenze e Oroscopi ( P. A.N. I.C.O.) ha diramato le sue linee guida:

– In casa, è sconsigliato soffermarsi troppo in cu-Cina
– È considerato ad alto rischio prepararsi una fettuc-Cina.
– Tenetevi a distanza da ogni persona che usa la sinistra: potrebbe essere man-Cina.
– Aspettate 40 giorni prima di risalire in una macchina, ritirata da un’offi-Cina.
– Per profilassi, sono stati sottoposti a visite accurate gli abitanti della località di mare Terra-Cina.
– Evitate i contatti diretti con la vostra Vi-Cina
– Controllate che in quello che bevete non ci sia neanche una bolli-Cina
– Particolare attenzione a quelli che col loro contagio potrebbero fare una carnefi-Cina
– Non formate mai gruppi numerosi, fate soprattutto attenzione che il numero delle persone non raggiunga mai la de-Cina.

ATTENZIONE:
se nonostante questa precauzioni doveste contrarre il morbo, non fate l’errore di prendere una medi-Cina! Anche i palermitani abbandonano l’uso millenario di chiamarla aran-Cina e si sono convertiti all’arancino.

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Oppure si può anche seguire il seguente consiglio non medico, ma che potrebbe comunque risultare efficace:

 

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… e più chi ne ha, più ne mette!!! 🙃


Cicli e ricicli storici …
Epidemia influenzale del 1970 in Italia: un italiano su 4 a letto, più di 5000 morti.
Nata ad Hong Kong, ci aveva messo 18 mesi prima di giungere in Italia ma comunque ci aveva trovati impreparati. Eppure, già allora, incominciavano ad esserci i primi vaccini influenzali in alcune parti del mondo …
Comunque nel mondo quell’influenza, detta “spaziale” (in quegli anni andavano di moda le missioni spaziali …) causò tra i 750.000 ed i 2 milioni di morti!

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Hanno fatto anche un sito utilissimo per capire tutti i casi in cui si può uscire oppure no.
È sempre aggiornato con gli ultimi decreti.
Ve lo passo: www.sipuouscire.it

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Chiusi in casa si impazzisce? 🤯
Non è assolutamente vero!! 😜🤪🥳

Ne parlavo col frigo … ma è un tipo freddo, di poche parole! 🥶😔

L’unico che chiacchiera è il forno … ma si scalda subito e finiamo col litigare! 😡 😬

Adesso provo con l’aspirapolvere … ma mi sa che se la tira troppo! 🙄🤨

E se parlo col cesso mi manda a cagare! 😳🥴🥺

(da un post che mi è arrivato da un amico via Whatsapp)

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Si può poi anche leggere la seguente poesia che l’amico Danilo Torrito ha dedicato al virus più famoso del momento, scritta già il 31/1/2020, con quella simpatica ironia che spesso lo contraddistingue: … sto coronavirus sta diventando una musa ispiratrice non solo per i giornalisti ma anche per i poeti!!!

… o questa del 26/2/2020:… o anche questa del 28/2/2020:

 

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E per finire, ritorniamo ai discorsi seri:

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Pubblicato in Giustizia, burocrazia e malcostume, Pensieri&Parole | 6 commenti