Coronavirus? … forse è il caso di sdrammatizzare un po’ per contrastare il panico collettivo che si sta creando!!

È fobia collettiva. Ormai tutti ne parlano e le prime pagine dei giornali e dei TG sono a senso unico!

Ieri in coda al supermercato quasi mi veniva da ridere notando come molti carrelli contenessero uno o più disinfettanti gelatinosi per le mani … e lo scaffale che li conteneva fosse in via di esaurimento!! Iniziato, poi, il “solito” accaparramento di viveri, tipico in situazioni di fobia:

Da settimane, stato di allerta in molti Paesi, Istituzioni in allarme, Borse che ne risentono da un lato e dall’altro guadagni insperati per centri farmaceutici che, sfruttando la situazione, stanno ricercando un vaccino (che, comunque, anche quando si troverà, prima di andare in commercio, passeranno diversi mesi di dovuti test).

Centralini del 112 in tilt perché la gente telefona non per emergenze bensì per avere informazioni sul coronavirus (seppur esista il numero verde 800894545 appositamente istituito a tale scopo), con conseguenti ritardi pesanti sui soccorsi anche gravi.

Sospese tutte le ferie ed i recuperi di medici/infermieri questa settimana in molti (se non tutti) gli ospedali e richieste bloccate anche per prossima settimana: …  poi non si sa.

Pronto soccorsi che vengono transennati, con blocchi all’accesso, allestiti con modalità tipiche di calamità. Ecco cosa sta succedendo proprio in queste ore all’ospedale G. Bosco proprio vicino a casa mia:

Non è tanto la gravità di questo virus rispetto ad altri, ma l’alta contagiosità che farebbe aumentare rapidamente anche il numero di malati con potenziali complicanze, difficilmente gestibili nei presidi sanitari: in assenza di vaccino, non essendoci cure (come per tutti i virus), l’unica precauzione possibile sembrerebbe quella di limitarne il più possibile la diffusione.
E allora?
Scuole, musei, conferenze, centri culturali, spettacoli … tutto chiuso per almeno una settimana, smart-working a casa per i dipendenti di alcune ditte.
Poi, nel caso delle palestre, siamo ora al paradosso: da un’iniziale chiusura, si è passati poi a consentire un accesso solo diretto alle aree di allenamento, già con abbigliamento ginnico e con cambio scarpe all’ingresso, per non andare negli spogliatoi/docce!! … insomma sto virus ha proprio dei requisiti strani per diffondersi!!

… ci sono però alcune eccezioni, come gli uffici postali, i mezzi pubblici affollati (ma tanto, non essendoci gli studenti, i maggiori utilizzatori sono gli extracomunitari!), le banche (sì, ma le banche, si sa, non sono mai pericolose!!) …

Pensare che un essere microscopico crei così caos non può che fare almeno sorridere … se uno ha ancora un po’ di humor inglese!! 🤔

Sui sistemi di messaggistica tipo WhatsApp, arrivano messaggi del tipo seguente, con invito a diffonderli:

REGIONE PIEMONTE: CORONAVIRUS
– predisposto servizio per fare il tampone faringeo a domicilio
– non andare in pronto soccorso
– se hai sintomi sospetti o il timore di avere avuto contatti a rischio chiama il numero 1500 o il 118 o il tuo medico di base. Le ambulanze arriveranno in tempi molto rapidi per eseguire il tampone a domicilio.

Evitate tutti i luoghi affollati e dove si sta per forza vicini (tipo discoteche, cinema, ospedali, negozi pieni, autobus pieni, etc), lavate spessissimo le mani e usate quei detergenti alcolicio tipo amuchina quando entrate in casa e magari da tenere anche in borsa.
Lontano da chi sternutisce o tossisce e poi lavate le mani di nuovo.

Inoltre è stato diffuso un Decadale dall’Istituto Superiore di Sanità che, in verità, dice ben poco se non smitizzare ovvie ma possibili false credenze (e.g. I prodotti Made in China o i pacchi provenienti dalla China non sono pericolosi; Gli animali da compagnia non diffondono il coronavirus)!!

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Personalmente penso che questo panico collettivo sia immotivato e forse addirittura un po’ pilotato, magari per distogliere l’attenzione collettiva sui ben più pericolosi problemi che attanagliano l’Umanità ed il mondo intero. Perché continuare a parlare dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici, delle guerre, delle stragi di uomini o animali  … quando c’è un virus che ha “già” fatto un po’ meno di 2500 morti e 78000 contagi in tutto il mondo?

Domandiamoci innanzitutto, quante persone (soprattutto anziane) annualmente sono morte gli scorsi anni per complicanze dovute ad un’influenza (cioè ai virus influenzali degli scorsi anni).

Poi, basta cercare un articolo sulle epidemie nel mondo per comprendere che il coronavirus non è il primo in classifica. Il fatto è che in Occidente si muore sempre meno per le patologie trasmissibili, ma nel resto del mondo la morte viaggia nell’acqua, nell’aria e nei fluidi corporei. Però tutte le volte che una malattia potrebbe colpire proprio noi … panico!! Solo più quel pensiero, quella paura in testa! Al diavolo tutto il resto, i problemi e le ingiustizie sociali, gli sporchi giochi per giungere al potere, i crimini contro l’Umanità, i sacrilegi nei confronti della Natura …

I cinesi poi? Chiudere i porti, bloccare le merci, evitare i locali di ristorazione o di vendita da loro gestiti … come se tutto questo potesse essere una soluzione a tutti i problemi!!

Ecco una foto del mercato di Porta Palazzo questa mattina (ore 11), dove almeno una metà dei banchi non erano presenti e pochi erano gli acquirenti:

Insomma, il coronavirus è UN problema, non IL problema.

Per saperne di più vale la pena leggere questi articoli tra i tanti:

Perciò la cosa più logica è invece quella di riderci un po’ su!!! Forse allora sono più opportuni messaggi come i seguenti, che mi sono giunti sempre tramite WhatsApp, in quanto (secondo me) giustamente sdrammatizzano, riportando il problema sui giusti e ragionevoli binari:

Raccomandazioni del Ministero della Salute riguardo alle misure da adottare per prevenire il contagio da Coronavirus:
“Per diffondere la paura del contagio del virus CINESE, il Programma di Assistenza Nazionale per l’immunità basata su Credenze e Oroscopi ( P. A.N. I.C.O.) ha diramato le sue linee guida:

– In casa, è sconsigliato soffermarsi troppo in cu-Cina
– È considerato ad alto rischio prepararsi una fettuc-Cina.
– Tenetevi a distanza da ogni persona che usa la sinistra: potrebbe essere man-Cina.
– Aspettate 40 giorni prima di risalire in una macchina, ritirata da un’offi-Cina.
– Per profilassi, sono stati sottoposti a visite accurate gli abitanti della località di mare Terra-Cina.
– Evitate i contatti diretti con la vostra Vi-Cina
– Controllate che in quello che bevete non ci sia neanche una bolli-Cina
– Particolare attenzione a quelli che col loro contagio potrebbero fare una carnefi-Cina
– Non formate mai gruppi numerosi, fate soprattutto attenzione che il numero delle persone non raggiunga mai la de-Cina.

ATTENZIONE:
se nonostante questa precauzioni doveste contrarre il morbo, non fate l’errore di prendere una medi-Cina! Anche i palermitani abbandonano l’uso millenario di chiamarla aran-Cina e si sono convertiti all’arancino.

Si può poi anche leggere la seguente poesia che l’amico Danilo Torrito ha dedicato al virus più famoso del momento, scritta già il 31 gennaio con quella simpatica ironia che spesso lo contraddistingue:

Oppure si può anche seguire il seguente consiglio non medico, ma che potrebbe comunque risultare efficace:

… e più ne hai più ne metti!!! 🙃


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Come verificare che nel sito dell’INPS ci sia la domanda dell’assegno di esodo art. 4 legge 92/2012 finalizzato a pensione anticipata

Purtroppo, nonostante le dovute pratiche siano state consegnate dai sindacati presso l’Inps anche da più di 3 mesi, può succedere che molte di queste siano gestite da quell’ente con forte ritardo. Ovviamente questi ritardi non sono in nessun modo attribuibili ai sindacati che le hanno consegnato subito … e magari hanno nel tempo anche sollecitato.
Tuttavia è sempre bene monitorare personalmente lo stato delle pratiche relative alla propria pensione/isopensione e contattare, se il caso, i referenti del sindacato al quale uno si è rivolto.

Poiché una collega, che non si ritrova nel sito INPS la domanda in oggetto, nella incertezza di non averla cercata nel posto giusto, mi ha chiesto se potevo esattamente mostrarle il path percorso per trovarla, ho pensato bene di scrivere tale post al riguardo.
Nel seguito ho quindi riportato i passaggi passo-passo per giungere alla domanda in oggetto ovviamente se presente! Forse può tornare utile per toglier ogni dubbio a qualche altra persona e allarmare la referente sindacale solo quando è veramente il caso.

Ho utilizzato l’app dell’INPS, anziché visitare con un browser il suo portale, in quanto sicuramente risulta più agevole da utilizzare a tale scopo, soprattutto quando si utilizzano le credenziali specifiche per quell’ente (richiedibili direttamente all’INPS) e non lo SPID: infatti, queste rimangono memorizzate nell’app ed il campionamento della pagina utile può avvenire in pochi secondi!!

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Come configurare un client di posta per accedere agevolmente ad una PEC su Aruba (da PC e da smartphone)

Abbiamo visto, in un post precedente, come l’utilizzo di una PEC sia sempre più opportuna anche per un non professionista ed anche come ormai il suo costo sia assolutamente irrisorio! Inoltre, alcuni Ordini professionali (e.g. Ordine dei Medici) tra i loro servizi offrono anche una PEC (tramite Aruba), previa esplicita richiesta dell’iscritto tramite il loro portale.

In questo post vediamo come configurare agevolmente la PEC di Aruba su di un client come alternativa più comoda rispetto a quella di accederci dal sito https://webmail.pec.it e questo sia su PC sia su smartphone.
I client che andrò a configurare sono rispettivamente:

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Configurazione dell’app Posta su PC

Nel seguito le istruzioni passo passo utilizzando le impostazioni del server in arrivo e di quello in uscita indicate appunto nella guida di Aruba relativa al suo servizio di PEC. Nel seguito dettaglierò la configurazione del solo client Posta, da me privilegiato in quanto non solo ottimo ma anche perché già presente di default in tutti oi PC Windows 10. Eventuali video per configurare altri client (oltre anche a questo medesimo) si possono comunque trovare in questo link di Aruba.

L'app Posta

L’app Posta presente di default in tutti i PC con Windows 10

Creazione di un nuovo account specifico per la PEC

E’ necessario effettuare una configurazione manuale dei server di posta

Sezionare Post Internet per poter configurare il server di posta in arrivo e quello in uscita secondo quanto indicato nella guida di Aruba

Per andare a leggere una specifica email certificata, è necessario poi selezionare l’allegato postacert.eml allegato a quella email:

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Configurazione sull’app Aruba PEC su smartphone

Per accedere da smartphone, la soluzione più agevole e che fornisce un miglior utilizzo delle funzionalità proprie di quella PEC, e sicuramente l’app specificatamente sviluppata da Aruba: Aruba PEC. Maggiori dettagli su quell’app si trovano su una guida di Aruba.

Nota – Ho provato anche a configurare sul mio smartphone quella PEC in altri client quali, ad esempio, quello dell’app Outlook. Tuttavia, sebbene si vedano le email ricevute, poi non si riescono a leggere i loro contenuti certificati in quanto il formato del file allegato non risulta interpretabile. Sicuramente ci sarà un modo per fare funzionare a dovere la lettura di PEC Aruba anche da queste app, ma perché sbattersi quando c’è una app sviluppata da Aruba stessa che già subito ti fa vedere il contenuto della email certificata?

Configurando l’app Outlook non si riesce ad aprire l’allegato con il contenuto della email certificata

I passi da effettuare per configurare l’app Aruba PEC sono poi banali in quanto tutti i parametri per connettersi ai loro server di ingresso ed uscita sono già preconfigurati:  l’unico svantaggio è quello di dover installare, in questo caso, una nuova app apposita e non usare invece un client già utilizzato per leggere le altre caselle do posta ordinarie.


Selezionando una specifica mail certificata, si noti come il suo contenuto venga subito mostrato e non si debba aprire un allegato per per poterla leggere:

 

 

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Baia dei Saraceni a Varigotti: quando in Liguria si poteva ancora fare il campeggio libero …

Tra le cartoline ritrovate in casa di mio padre ci sono queste da noi spedite alla nonna da Varigotti, durante quelle estati trascorse nel campeggio libero alla Baia dei Saraceni.


Ho voluto cercare, con un motore di ricerca, se esistevano altre immagini in Rete che avessero immortalato quel campeggio libero che per diversi anni si veniva a formare in modo spontaneo nei mesi estivi.
Con mio stupore nulla!! Neppure un’immagine!!
Neppure una citazione manco su Wikipedia (in cui esiste solo la voce Varigotti e non una specifica per la sua Baia dei Saraceni dove appunto si racconta sbarcassero quei predatori del mare) … come se quel campeggio libero non fosse mai esistito!!
Certo, per qualcuno che non abbia vissuto gli anni pre ’70 e che invece conosce solo la Liguria attuale, in cui spesso uno non riesce a trovare – senza dover entrare in uno stabilimento – neppure un piccolo passaggio per raggiungere il mare, sembrerebbe quasi impossibile credere che quelle immagini siano reali e non siano solo il frutto di un abile fotomontaggio!!

Mi sono quindi deciso a scrivere questo post ed a pubblicarle, in quando anche di queste cose Internet deve mantenere traccia e memoria per i nostri posteri, perché cercando con un motore di ricerca non si trovino solo più link a siti commerciali, alberghi, ristoranti. Infatti, questo è questo quello che si trova attualmente ricercando “baia dei saraceni varigotti anni 60 campeggio libero” con Google:

Quando ancora (fino a circa il 1965) si poteva fare il campeggio libero anche in Liguria in quella Baia dei Saraceni, c’erano persone che arrivavano senza prenotare e si trovavano uno spazio ancora libero per piantare la propria tenda che spesso non era un piccola canadese bensì una familiare dalle dimensioni ragguardevoli. Noi avevamo una tenda verde per quattro posti, con una zona letto laterale e una piccola verandina di fronte.
La prima volta, i miei erano andati qualche giorno prima per vedere come ci si trovava in quella spiaggia, lasciandoci probabilmente dalla nonna per pochi giorni. Poi apprezzandone la sua bellezza e la fattibilità della cosa, erano venuti a prenderci. Qui abbiamo conosciuto persone di cultura, anche (se la memoria non mi inganna) addirittura un rappresentante altolocato della città di Mondovì. Me lo ricordo in quanto, forse perché mia madre era nata in quella ridente cittadina, si era subito instaurata un’amicizia tra le nostre famiglie. Insomma, diversamente da quanto oggigiorno si potrebbe pensare, era un campeggio frequentato non dai “soliti” fricchettoni ed hippy (nel senso negativo che tali termini oggi hanno, purtroppo, assunto) ma anche di insegnanti, ingegneri, questori …
Mi ricordo quando di notte c’era stata una mareggiata e, essendo noi in prima fila, l’acqua era arrivata fin dentro la tenda. Subito si era attivata un’operazione collettiva per far arretrare tutte le tende in pericolo, compresa quella nostra, trovando spazi diversamente impensabili e spostando opportunamente altre tende più a monte … con quel un senso di unità che forse oggi si può talvolta solo più ritrovare in occasione di gravi calamità … ma che diversamente non ho tanto più avuto modo di sperimentare in prima persona. Anzi mi verrebbe da ipotizzare di sentire ora più frasi del tipo: “Avevano solo da mettersi non di fronte al mare, … si arrangino. Sono affari loro!

Le mie prime esperienze di campeggio da piccolo sono quindi state, per diversi anni, proprio in questa stupenda Baia … prima che si vietasse il campeggio libero anche in questa ultima oasi. Comunque ancora oggi penso rimanga uno dei più bei posti della Liguria, come queste immagini penso dimostrino ampiamente. Ancora oggi l’acqua è limpida anche per via del fondale pietroso che contribuisce a rendere sempre trasparente il mare anche quando mosso.
Certo, ora i bambini non possono più trovare un cavalluccio marino mentre si bagnano sul bagnasciuga o nuotano con un salvagente (sicuramente non uno come il mio, bianco con la testa di cigno ed il becco arancione – anni prima della sorella -, ma certo uno di un Gormita o un Supereroe). Forse solo più un granchietto può evidenziare ad un bambino d’oggi che quella distesa d’acqua non è una enorme piscina, bensì un luogo dove vivono esseri viventi e quindi da preservare, non fosse altro per il fatto che risulta importante anche per la sopravvivenza del genere umano!

Oggi sembra quasi impossibile che una famiglia con bimbi piccoli possa stare per più settimane in una spiaggia senza servizi di alcun genere, acqua compresa. Mi ricordo quando si andava a piedi in Paese (attraversando una galleria che mi sembrava lunghissima) a prendere un grosso cubo di ghiaccio per il contenitore “frigo”, … o quando si riempiva, ad una fontana, il sacco d’acqua da riportare in tenda ed appendere in alto per potersi poi fare una veloce doccia dopo il bagno in quel mare di acqua salatissima, … o quando andavo, accompagnato dalla sorellina di 5 anni maggiore, oltre l’Aurelia nel tratto prima della ferrovia, in quelli che erano i “gabinetti” all’aperto tra i cespugli.

Eppure grande e bello è il ricordo che mi è rimasto di quel luogo e di quella esperienza, irripetibile non solo per me, ma anche purtroppo impossibile per le giovani generazioni. … e questo penso sia un vero peccato!!

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Uno dei pochi riferimenti sulla Baia dei Saraceni che si trovano su Internet:

 

 

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TIM Unica alias come ottenere Giga illimitati gratis per tutti i telefonini TIM della famiglia! … ma non conviene attivarla per gli ex-dipendenti pensionati/isopensionati :-(

Soprattutto per chi è già cliente TIM per la linea fissa di casa, può interessare sapere che dal 2 febbraio 2020 può richiedere per tutti i telefoni dei familiari di aderire a TIM Unica che consente di non pagare nulla di più di quanto si paga ora, ed avere su tutti i telefonini Giga illimitati (in verità sulle offerte con Giga Illimitati l’operatore considera uso non conforme a buona fede il superamento di 500 Giga mensili). Insomma le offerte attualmente attive su quei telefonini dei familiari (ed i relativi costi) verranno mantenuti così come sono attualmente, ma in più gratuitamente verranno tolte le limitazione nel traffico dati utilizzabile. Inoltre si ottengono anche 6 Giga utilizzabili in roaming nei paesi UE, aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalla propria offerta in corso.
Unica condizione è l’addebitare i costi delle linee mobili nella bolletta di casa, attivando cioè il servizio di ricarica in fattura.
Inoltre almeno una delle SIM che aderiscono all’iniziativa (al max 6 numeri) deve essere associata al medesimo codice fiscale della linea fissa.
Per maggiori dettagli puoi andare a leggerti l’offerta in dettaglio sul sito TIM. Potete anche andare nella sezione apposita del sito della Community TIM dove potete anche leggere le risposte sui diversi suoi forum (su linea fissa e mobile) in cui ne parlano:

Se poi non trovate le risposte che cercate, potete sempre inserire una nuova domanda per chiarire vostri eventuali dubbi rimasti.

L’attivazione può essere anche fatta online ma sinceramente, a scanso di equivoci, io mi rivolgerei ad un negozio TIM per l’attivazione …

Sembrandomi un’offerta da non farsi sfuggire, sono andato nel negozio sociale TIM di via Roma a Torino per chiedere di utilizzare tale offerta TIM Unica per le due sim di famiglia: fortunatamente una è intestata a me, per cui la clausola relativa al codice fiscale identico a quello della linea fissa era rispettata! Purtroppo, quasi alla fine di tutta la procedura, che ha impegnato per diversi minuti la gentilissima ex- collega, è comparso un avvertimento prima di procedere: l’attivazione di tale offerta risultava incompatibile con lo sconto dipendenti sulla linea fissa, per cui, per continuare era necessario confermare di voler togliere tale agevolazione che hanno i dipendenti/ex-dipendenti in pensione/isopensione. Questa limitazione non vale invece per i dipendenti ancora in organico che possono usufruirne senza penalizzazioni di altro tipo.

Essendo invece io in isopensione, ovviamente questa condizione mi ha fatto desistere dall’attivarla!! 😦
Comunque l’ex-collega di via Roma mi ha attivato un’altra offerta (attualmente attivabile sempre gratuitamente) di 15 Giga in più per ogni SIM TIM dei miei famigliari da associare alla carta di credito per il rinnovo della ricarica … Meglio che niente!🙃

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How to make a WordPress link opens in new tab

Very often it is useful to have one link, on a WordPress post, opens in a new tab.
In this way the user can download a file or see another site/post without loosing the article he is reading and so he can easily come back to it again, in the line he was, clicking on the previous tab.

To set that option, obliviously you can go in the text tab, available in the WordPress editor, and write the appropriate html, that is:

<a href="www.siteToLink.html" target="_blank">Text</a>

but you can do it even with the user interface,as you can see in the following. You only have to go in the settings page of the link form and set the “Open in a new tab” option:

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Storie di ordinaria inciviltà e barbarie 🤨 … ed introvabile cartello di “divieto di abbandono” da scaricare e stampare!! 😊

Il rispetto dei beni pubblici e dell’ambiente è un indice della vera cultura di un Popolo e di una Nazione.

Purtroppo tale rispetto spesso latita in Italia … e non solo al Sud. Nel seguito riporto alcune foto fatte nella mia Torino, anche se come suo cittadino mi vergogno un po’ a mostrarle al mondo! Ma questa è la realtà e non serve a nulla cercare di nasconderla come troppo spesso i media ed i politici tendono a fare!

Come si può risolvere? Sicuramente non esiste una soluzione semplice ed immediata, ma per intanto alcuni suggerimenti mi sento di darli, da semplice cittadino e senza competenze specifiche nel settore.  Diciamo innanzitutto che, come sempre, si deve operare per un cambio di mentalità che coinvolga principalmente le nuove generazioni e gli ambienti a maggior rischio: i tempi per vederne i risultati non saranno sicuramente brevi ma l’importante è iniziare ad agire per invertire la tendenza attuale.

Nel seguito elenco alcune possibili azioni concrete … se ne avete in mente altre, commentate il post! … e se avete anche foto che sia utile mostrare, fatemele avere!!

Inoltre, per quello che può servire per disincentivare certi comportamenti, fornisco il link di un progetto Photoshop relativo al seguente cartello di divieto di abbandono, in modo che se qualche persona o condominio desidera personalizzarlo, può scaricarselo e provvedere ad una sua stampa presso uno dei tanti servizi di stampa on line di cartelli anche su alluminio. Purtroppo di cartelli di divieto di abbandono non se ne trovano in giro di preconfezionati (ne esistono solo cartelli di divieto a fumare, a posteggiare ecc…) ed è necessario perciò farseli fare di personalizzati, con un costo non irrisorio di almeno 50€ ciascuno, o almeno così mi hanno chiesto i negozi a cui mi ero rivolto. Ovviamente tale cartello è da collocare in un’area video-sorvegliata, come infatti recita il suo testo, per sperare di ottenere l’effetto desiderato!
Se quindi sei interessato a stampartene uno o più in proprio e magari apportare le desiderate personalizzazioni, fai click qui per scaricarti il psd del progetto Photoshop, agevolmente modificabile a piacere, oppure qui per scaricarti il file jpg se il cartello e le sue scritte ti vanno bene già così come sono.

Nel progettarlo mi sono ispirato al seguente cartello che avevo visto, realizzato dal Comune di Pianezza e che mi era sembrato, tra i tanti visti, il più indicato ed anche graficamente piacevole:

Per la stampa online, poi, la spesa è stata assai più contenuta (e.g. 4 cartelli 70×50 per 89€, iva e spese di spedizione incluse ... e, ovviamente, quante più copie si stampano meno si spende) rispetto ad un acquisto in un negozio di un analogo cartello personalizzato.
Nel seguito la foto di quel cartello 70×50 che ho fatto stampare su alluminio:

 

1) Promuovere iniziative atte a sensibilizzare la popolazione a comportamenti più civili ed anche ad intervenire personalmente senza omertà, eventualmente anche denunciando alle autorità competenti atti di vandalismo e le persone che li hanno compiuti.
I mercati e anche quelle “feste” di quartiere, che spesso si organizzano le domeniche con pedonalizzazione di intere vie, potrebbero essere utilizzate per veicolare e promuovere eventi e discussioni all’aperto con quella finalità … e non limitarsi, come attualmente avviene, principalmente ad un evento consumistico con bancherelle e di vendita di prodotti! A mio parere, le Circoscrizioni ed i loro rappresentanti dovrebbero investire di più in queste iniziative e farsi vedere più presenti a promuovere in prima persona la buona educazione. Troppo spesso, invece, per rivalità tra i partiti e forse anche per ignoranza ed incompetenza, mostrano comportamenti e linguaggi che portano esattamente dalla parte opposta …

2) Agire maggiormente nelle scuole per creare fin da piccoli un senso di appartenenza alla collettività ed un rispetto verso sia i beni pubblici sia la Natura.
I bambini stessi possono poi essere il tramite per diffonderla anche ai “grandi, ai “genitori” … con un ribaltamento dei ruoli quantomai efficace ed opportuno soprattutto oggi con i grandi fenomeni di immigrazione. E vero, molto si fa già negli asili e nelle scuole d’obbligo ma evidentemente non è ancora sufficiente ed è quindi forse utile coinvolgere anche personale extra-scolastico preparato per formulare iniziative concrete che sappiano coinvolgere in prima persona i giovani e facciano sperimentare loro concretamente cosa significa agire civilmente e quali sono i vantaggi che ne derivano per tutti quanti.

3) Maggior controllo delle zone a rischio da parte delle forze dell’ordine, con una loro maggiore presenza in quelle stesse ed anche con un adeguato uso di dispositivi dissuasivi idonei (e.g. telecamere: ne esistono addirittura di quelle che, opportunamente configurate, rilevano e segnalano se qualcuno lascia oggetti nel luogo ripreso).
Purtroppo, troppo spesso si vedono vigili che emettono “facili” multe semplicemente per far cassa, invece di sbattersi per multare  comportamenti realmente molto più incivili da parte della popolazione (vedi questo post).
Infine poi, talvolta anche le leggi non aiutano, anzi (vedi questo post)!

 

25/3/2017 alle 17:00

 

 

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