Open Days vaccinali: un terno all’8!! 😣

Questa mattina ho provato a iscrivere mia figlia all’Open Days Valentino a cui potevano partecipare i cittadini piemontesi, dai 18 ai 29 anni, senza fragilità. Avevo già preparato su un file tutti i dati richiesti (codice fiscale, numero tessera sanitaria, telefono ed email) in modo da averli pronti per un veloce copia&incolla.

Alle 9:00 precise, dopo innumerevoli refresh del browser del PC (sicuramente più agevole da utilizzare rispetto a quello su uno smartphone), ecco comparire l’agognato bottone che consente di effettuare la prenotazione!

Dopo il veloce inserimento dei pochi dati richiesti, all’inoltro errori a non finire, nonostante i diversi ritentativi d’inoltro spasmodici: “Non è stato possibile salvare le informazioni. Si prega di riprovare“.

Poi all’ennesimo tentativo d’inoltro dei dati, compare la schermata di scelta del giorno desiderato, sceltao il quale si ripete la segnalazione di impossibilità di inoltro… 🙄

Infine viene indicata già piena la data scelta per l’intervallo di orario che era stato automaticamente proposto, con successiva indicazione dell’intervallo successivo da approvare… E così via fino all’ultimo giorno e all’ultimo orario disponibile.
Dopo 3 minuti netti di tentativi e approvazione di data e orario proposto automaticamente dal sito, compare l’indicazione di tutti i posti esauriti!! 🤐

Mi domando allora: come è possibile prevedere Open Days in numero tale da risultare pieni in meno di 3 minuti dalla loro disponibilità, mettendo a disposizione un sistema di prenotazione sottodimensionato e inadatto a gestire le innumerevoli richieste in arrivo in quel minimo intervallo di tempo?

Insomma, un terno all’8 riuscire a iscriversi e viene quindi il dubbio che non sia principalmente una mossa di propaganda politica in modo da poter dire in tutte le interviste che si sta facendo di tutto e sono stati previsti “persino” degli Open Day per consentire davvero a chiunque di poter essere vaccinato prima delle ferie!!

Riprovereremo domani per l’Open Night sperando che la fortuna ci sia compagna!! 😶

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Scadenza acconto IMU il 16 giugno: come calcolare l’importo dovuto e pagarlo

Come ogni anno, giugno è un mese di fastidiose incombenze fiscali. Il pagamento della prima rata dell’IMU infatti il 16 giugno e anche su questa tassa i commercialisti trovano lavoro…

Calcolarsi quanto dovuto ed eseguire il pagamento è tuttavia un qualcosa alla portata di tutti, almeno nel caso in cui le proprietà a cui questa tassa è dovuta sono semplici (e.g. garage non pertinenziale, seconda casa in campagna/mare/montagna). Nel seguito mostro passo-passo la procedura da utilizzare per calcolare e pagare l’IMU per due garage non pertinenziali a Torino… ma la procedura è la medesima anche in altre situazioni analoghe.

Il punto di riferimento per calcolarsi il dovuto è, come avevo già evidenziato in Memorandum scadenza tasse, il sito Riscotel calcolo IMU (per il Comune di Torino). Esso fornisce la possibilità di calcolare l’importo da pagare indicando città, tipologia d’immobile e rendita catastale.
Per aprire la pagina che effettivamente consente di effettuare il calcolo, l’interfaccia utente usata non è, secondo me, particolarmente appropriata avendo utilizzato non un evidente semplice pulsante, bensì una barra che si confonde con il titolo della pagina: comunque, se si passa sopra con il mouse, uno si accorge che quella sezione in azzurro è tutto un pulsante che, clickandolo, porta appunto alla sezione per il calcolo dell’IMU.

Andando nella sezione Calcolo IMU, si deve indicare il Comune di ubicazione dell’immobile, la tipologia immobile (e.g. nel caso di garage non pertinenziale cat A) e la Tipologia Aliquota IMU (e.g. Aliquota ordinaria per garage)… e così via:

Una volta terminato l’inserimento di tutti dati richiesti, tra cui essenziali sono la quota di possesso e la rendita catastale (che uno può trovare ad esempio nell’atto di acquisto o dall’Agenzia delle Entrate chiedendo la propria Visura per soggetto), premendo il tasto verde Calcola viene appunto calcolato l’importo dovuto per quell’immobile:

Se poi di immobili che richiedono il pagamento di IMU sono più di uno (e.g. due garage non pertinenziali), si può inserire un successivo premendo il +Aggiungi immobile:

Si noti che se uno si era salvato già gli anni precedenti i riferimenti ai propri immobili in un file di estensione .iuc (e.g. 20210612102004-CNTNEE00D09L219Z.iuc) la procedura descritta fino a questo momento poteva essere semplificata, evitando di reintrodurre tutti i dati degli immobili di cui è dovuta l’IMU. Perciò, se non lo si era ancora fatto, una volta inseriti tutti gli immobili conviene premere il tasto Salva immobili per conviene poi appunto salvare tutti i dati in un file di estensione .iuc che viene scaricato automaticamente per default nella cartella Download del PC e che poi conviene spostarlo in una propria opportuna cartella che uno si è probabilmente creato per salvarsi nel tempo tutte le informazioni relative alla IMU/Tasse pagate.

In questo modo basterà selezionare Carica immobili e quindi andare a ricercare e caricare quel file .iuc:

Una volta terminato l’inserimento di tutti gli immobili (scegliendo se si vuole pagare solo l’acconto o anche il saldo) si può scegliere se salvarsi il modulo F24 o il riepilogo.

Si noti che esiste anche la possibilità di effettuare direttamente il pagamento di quell’F24 online tramite la propria carta di credito, senza neppure poi dover andare nel servizio del sito dalla propria banca. Tuttavia, purtroppo questa comoda forma di pagamento, che tra l’altro non presenta costi di commissione, ha il grosso limite di consentire pagamenti solo fino a 250€ … pochi per pagare l’IMU totale (acconto + saldo) anche solo di due garage non pertinenziali!

L’unica cosa da fare, almeno per ora, se l’importo totale è maggiore di 250€, è di salvarsi l’F24 e poi andare nel portale della propria banca per effettuare il pagamento dopo avere riportato con attenzione tutti i dati nel loro modulo online!!

Si noti infine che, nel caso del Comune di Torino, come indicato in Termine e modalità di presentazione della dichiarazione ministeriale (Tasse e tributi) (comune.torino.it), a partire dal 10/03/2020 è possibile presentare la Dichiarazione IMU attraverso la compilazione guidata e l’invio telematico del modello di dichiarazione collegandosi alla pagina web “Torino Facile” all’indirizzo https://servizi.torinofacile.it/info/tributi-imposte.

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Vedi anche

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Pubblicato il nuovo sito del pittore Mario Contini

Ho la fortuna di avere uno zio che fin da giovane dipinge quadri bellissimi: non ne ha fatto un mestiere e non ne ha mai venduto nessuno. Forse anche per questo sono così belli e sentiti…
La sua casa è piena di pitture a olio e ad acquerello, una più belle dell’altra.

Mi sono sempre detto: appena andrò in pensione e avrò quindi più tempo, gli chiedo se posso andare a dipingere insieme a lui! Il destino, troppo spesso crudele, ha voluto che proprio poco prima che andassi in isopensione, lui non potesse più disegnare o dipingere nulla per problemi di vista… 😥
Tuttavia, fortunatamente la sua mente e i suoi ricordi sono sempre presenti come un tempo e tali da riconoscere ogni minimo particolare anche delle sue opere… e da lui c’è ancora comunque molto da imparare anche solo con la parola!

Con questo nuovo sito, che ho reso pubblico ieri, desidero rendere omaggio alla sua arte e cercherò, un po’ per volta, d’inserirci tutti i quadri che riuscirò a fotografare grazie anche all’aiuto personale diretto del pittore stesso…
Dal momento che mi piacciono praticamente tutti i suoi dipinti, metterò anche le sue opere giovanili, le bozze e quant’altro ancora abbia trovato nelle cantine di case di famiglia… dopo averle eventualmente restaurate 😉

Attualmente quel sito è ancora in uno stato di pre-view e poche sono le opere che ho già fotografato, elaborato e pubblicato… ma cresceranno nel tempo 🙂

Il sito l’ho concepito, almeno per ora, per avere una sezione specifica per ciascuna decade della sua produzione, aggiungendone poi anche altre specifiche per oggettistica, opere giovanili, studi giovanili e altro ancora:

Sezioni di cui è composto il sito

All’interno di ciascuna di quelle sezioni ho poi suddiviso i dipinti a seconda della tecnica pittorica utilizzata (e.g. olio, acquerello, acrilico, carboncino):

Esempio di sezione in cui ho suddiviso i dipinti a seconda della tecnica pittorica utilizzata

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Vedi anche i seguenti miei post:

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Come leggere ovunque un eBook comprato su Amazon, anche senza utilizzare un lettore Kindle

Mi sono reso conto che diverse persone pensano che un eBook comprato su Amazon non possa essere letto se non si possiede un Kindle, vale a dire un lettore di eBook specifico, prodotto da Amazon stessa. Sebbene quel lettore oramai si sia affermato da tempo sul mercato sia per le sue caratteristiche tecniche sia per il basso prezzo sia per la vastità di titoli presenti nella libreria Amazon, con questo post riassumerò le molteplici modalità che consentono appunto di leggere un eBook acquistato su Amazon, anche su un qualsiasi dispositivo elettronico (e.g. smartphone, PC, tablet) anche obsoleto!
Ovviamente l’uso di un eBook reader idoneo (e.g. uno dei molteplici modelli di Kindle) ha il vantaggio, facendo uso della tecnologia i-ink, di affaticare meno la vista rispetto a un dispositivo con un monitor LCD, ma è anche vero che quest’ultimo consente una visione a colori che, soprattutto per alcuni libri (e.g. fotografici, fumetti), risulta una funzionalità rilevante!

Ecco alcuni dei metodi di lettura possibili, alternativi all’uso di un lettore eBook Kindle:

1) Da qualsiasi browser

Utilizzo del sito leggi.amazon.it o anche read.amazon.it: il modello di URL utilizzato è il medesimo per ogni Paese, vale a dire “read” prima del dominio specifico del sito locale Amazon (e.g. read.amazon.com per la versione intenzionale in inglese, read.amazon.co.uk, read.amazon.fr, read.amazon.ca). Questa modalità è accessibile da qualsiasi browser (e.g. Edge, Chrome dalla versione 20, Internet Explorer 10, Firefox dalla versione 10, Safari dalla versione 5, Opera) di un generico dispositivo (e.g. smartphone, PC, Tablet, Smart TV): l’unico requisito è di avere e inserire le proprie credenziali Amazon … ma se uno ha acquistato un eBook da quello store le deve necessariamente avere! Un utente Amazon può accedere ai propria libreria su Amazon anche da qualsiasi versione localizzata dei Paesi in cui sono stati avviati i Kindle Store (e.g. Amazon.com, Amazon.it) e quei libri possono essere letti da qualsiasi versione del reader. Ad esempio, io riesco infatti a raggiungere la mia libreria Kindle da qualsiasi dei siti read.amazon.it, read.amazon.com, read.amazon.fr … ovviamente dopo essermi autenticato in ciascuno e avere ricevuto richiesta di conferma della mia identità via SMS sul mio telefono:

Perciò, non è nemmeno necessario possedere alcun dispositivo: qualsiasi computer in uno spazio pubblico (e.g. biblioteca, Internet café) è sufficiente per accedere ai libri memorizzati nel propria libreria cloud Kindle. Infatti, tutti i libri aggiunti all’account Kindle sono memorizzati sui server Amazon, non su un dispositivo specifico ed è possibile accedervi dovunque.
Le funzionalità a disposizione sono inferiori a quelle presenti su un lettore Kindle ma contemplano tuttavia la possibilità di ricerca e di annotazione
Tuttavia non è possibile aggiungere e leggere i file personali come invece si può fare
sul un proprio dispositivo Kindle o dall’app Kindle connessa, inviandoli a un indirizzo e-mail speciale specifico per quel lettore.

Vedi anche: How to read a Kindle eBook everywhere even on an old iPad Air (e.g. A1460) that does not support iOS 11.0 (so Kindle app cannot be no more installed)

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2) Dall’app Kindle

Sia su dispositivi Android sia Apple (con Sistema Operativo aggiornabile e aggiornato), si può scaricare e installare l’app gratuita Kindle che consente una gestione completa della propria libreria oltre che l’acquisto eventuale di nuovi titoli. Esiste anche un link specifico, nella pagina relativo a un qualsiasi libro nel Kindle Store, che consente immediatamente d’iniziare l’installazione dell’app idonea per quel dispositivo specifico:

3) Con SW specifici per leggere/convertire eBook (e.g. Calibre)

Si può anche leggere ed eventualmente convertire un altro formato, tramite programmi appositi da installare sul proprio PC, ad esempio Calibre, qualora il libro non sia protetto da DRM. Quest’ultimo programma ha infatti, tra le molteplici funzionalità, anche quella di lettura di un eBook in qualsiasi formato premendo l’apposita icona Leggi. La finestra di lettura può poi essere aperta anche in full-screen per consentire una più agevole lettura.
Vedi il post: Calibre: come caricare sul proprio Kindle un qualsiasi e-book o documento e/o magari convertirlo in qualsiasi formato

Esistono poi anche altri SW a pagamanto che sembra consentano addirittura di rimuovere le funzioni DRM (i.e. il copyright): non è certo un qualcosa di legale quello che questi SW fanno e personalmente non ne ho mai utilizzati per cui non so dire molto se non lasciarvi un link di uno tra i diversi che si possono trovare online!

Amazon Cloud Drive, il servizio di cloud storage offerto da Amazon, simile a Google Drive o Dropbox, e che può essere utilizzato per archiviare immagini e documenti personali, per renderli disponibili da qualsiasi dispositivo semplicemente accedendo con il proprio account Amazon. Può essere utilizzato quindi anche per memorizzarsi anche degli eBook.

Nota che si possono acquistare e aggiungere per sempre alla propria libreria Kindle diversi libri anche completamante gratuiti ricercando Kindle Store ad esempio:

  • un libro dei 100 migliori titoli Kindle gratuiti,
  • un libro elencato nella sezione Classici popolari gratuiti,
  • un campione gratuito di qualsiasi libro Kindle.

Chiunque pubblichi un libro dul KDP (Kindle Direct Publishing) può, accettando certe condizioni, promuovere un proprio scritto abbassando il suo prezzo per alcuni giorni, al limite rendendolo anche completamante gratuito! Nella pagina con i dettagli del libro, si può sempre controllare se il prezzo Kindle viene visualizzato come $ 0.00, nel qual caso quell’acquisto in quel momento non comporta alcuna spesa!
Ovviamante nna volta acquistato un libro, anche se poi tornerà a costare il prezzo pieno, questo rimane disponibile nella propria libreria sul cloud Amazon e non è indispensabile scaricarlo su un proprio dispositivo da cui si potrà comunque sempre prendere anche in futuro!

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Insomma, se hai trovato un libro di tuo interesse in offerta (o addirittura temporaneamente gratis), non c’è motivo per non acquistarlo subito anche pensi di riuscire al leggerlo non nell’immediato!

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Disponibile GRATIS per 5 giorni la versione eBook del mio libro “Corona… il virus! Un’occasione per ripensare e meditare sulla pandemia”!!! 😋

Questo è un brevissimo post… sicuramente il più corto che abbia mai scritto, solo per segnalarvi che la versione eBook Kindle del mio libro in oggetto è in promozione gratuita su Amazon per 5 giorni: compratatelo quindi per 0€, in modo da averlo nella vostra libreria digitale!!

GRATIS dal 31/5/2021 al 4/6/2021

Vedi anche il post derivato da quell’esperienza, semmai potesse tornarti utile: Come pubblicare su Amazon un libro in versione sia ebook sia cartacea).

Ricordo che il reading del testo teatrale è disponibile su YouTube come dettagliato nel post “Corona… il virus! Un’occasione per ripensare e meditare sulla pandemia” – Reading teatrale di Enzo Contini in cui puoi trovare la genesi del testo.

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Quarta di copertina:

“Erano quattro giorni che non uscivo di casa e non ne potevo veramente più!”

“Come apprezzi le piccole cose quando ti sono mancate… e neanche per così tanto tempo! Ad esempio, anche attraversare questo corso. Avresti mai detto, solo poche settimane fa, che avresti potuto provare piacere anche solo nell’attraversarlo?”

“Di questi tempi, con tutte le paure indotte dai messaggi dei media… sì, ora mi sento uno stupido, paranoico direi!!”

“Forse, a posteriori – magari anche poi solo sorridendo e ironizzando sui molteplici comportamenti assurdi visti con i propri occhi o su quelli personalmente vissuti (anche solo inconsciamente, a livello di pensiero) – potremo prendere spunto per fermarci, almeno un istante, a pensare ai nostri sbagli sia come individui sia come società… e quindi pensare di contribuire attivamente noi, in prima persona, per un mondo migliore.”

Questo monologo, scritto di getto durante il primo periodo di lockdown dell’inverno/primavera 2020, non vuole essere un’inchiesta giornalistica né, tanto meno, un trattato scientifico, bensì semplicemente uno spettacolo teatrale che sappia possibilmente essere, per lettore o spettatore, un’occasione per ripensare e meditare sulla pandemia.
Nel protagonista lasciano spazio sia pensieri a ruota libera, sia sensazioni provate in quelle circostanze anomale che sta vivendo, sia considerazioni sulla pandemia basate su ciò che ha letto nei giornali o che ha trovato su Internet. Durante il monologo scorrono sullo sfondo filmati, immagini, liste e tabelle che fanno da richiamo a quelle notizie spasmodicamente ricercate per “capire meglio” cosa sta succedendo, per cercare di trovare una risposta a tutta quella marea di quesiti che gli frullano in testa: una ricerca personale critica e sofferta che non dà per scontato nulla, tanto meno le verità della televisione.
Le sue sono quindi considerazioni personali e riflessioni su alcuni dei molteplici aspetti non solo legati strettamente alla pandemia, ma che spaziano anche oltre, fino a cercare di toccare, solo con un dito e in punta di piedi, il significato della vita intesa nella sua dimensione più universale.
In enzocontini.blog si possono trovare sia maggiori dettagli sulla genesi dello spettacolo sia i link ai video del reading pubblicato su YouTube.

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PRIMA parte:

PRIMA PARTE (new)

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SECONDA parte:

(NOTA BENE: questa seconda parte contiene soprattutto contenuti d’informazione/controinformazione per cui, se non d’interesse, può essere eventualmente “saltata” senza che il monologo teatrale perda molto della sua essenza principale)

SECONDA PARTE (new)

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TERZA parte:

TERZA PARTE (new)

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Come pubblicare su Amazon un libro in versione sia ebook sia cartacea

Tempo fa avevo già scritto il post Pubblicare un libro in proprio e gratuitamente dove, in generale, ho affrontato il tema di come poter pubblicare un libro senza affidarsi a editor o case editrici che troppo spesso ne approfittano, promettendo a neo-scrittori pubblicità e operazioni di marketing … poi spesso disattesi pur chiedendo cifre non indifferenti per il loro supporto! Penso che molte siano le persone che potrebbero e vorrebbero pubblicare libri non certo per guadagnarci e non solo per un proprio piacere: i loro scritti, infatti, potrebbero essere d’interesse anche per altre pe⁹rsone… ma vengono bloccate sul nascere nel pubblicare dalle difficoltà burocratiche ed economiche!

In questo post approfondirò quindi come pubblicare, senza spendere un soldo, un proprio libro su Amazon che sicuramente costituisce una delle piattaforme più autorevoli in questo campo, consentendo di renderlo disponibile in tutto il mercato mondiale in pochi giorni, in versione sia ebook sia cartacea!
Da tempo aspettavo l’occasione di pubblicare un libro soprattutto per poter scrivere un post basato su quella mia esperienza diretta. Volendo ora aiutare un’amica a pubblicare un suo scritto (dopo che mi aveva raccontato la sua triste esperienza con una casa editrice!), desideravo infatti prima “farmi le ossa” con un qualcosa di mio, per non farle magari ripetere un’ulteriore delusione!
Avendo mesi fa scritto un testo teatrale (vedi “Corona… il virus! Un’occasione per ripensare e meditare sulla pandemia” – Reading teatrale di Enzo Contini | Enzo Contini Blog) di cui ho pubblicato un reading su YouTube, ho quindi pensato che sarebbe stato abbastanza agevole effettuare quelle modifiche necessarie per far diventare un libro quel testo già scritto in Word… e così è stato!

Come sempre, se uno non prova a fare in prima persona un qualcosa, ben difficilmente riuscirà poi a spiegare bene come farlo, evidenziando le possibili problematiche riscontrabili. Anche in questo caso, quindi, essersi un po’ “sporcati le mani” è sicuramente servito e mi ha fatto tra l’altro capire che anche autori di blog prestigiosi probabilmente non facciano sempre lo stesso! È questo il caso del post Come pubblicare un libro su Amazon Italia del seppur prestigioso blogger Salvatore Aranzulla in cui ho trovato alcune indicazioni che non corrispondono al vero e che anzi mi hanno sviato assai… come penso sia successo a molti altri navigatori che si siano imbattuti in quell’articolo del suo blog! Infatti in quel post si trova scritto, relativamente alla registrazione delle proprie informazioni fiscali per la pubblicazione di libri su Amazon: se sei in possesso della firma elettronica, inserisci il tuo nome e cognome nel campo Firma (digitare nome e cognome) e pigia sul pulsante Salva e visualizza anteprima, altrimenti togli il segno di spunta dall’opzione Acconsento a utilizzare la firma elettronica per le informazioni fornite come da modulo IRS W-8BEN e fai clic sul pulsante Salva e visualizza anteprima. Pigia, quindi, sul pulsante Invia modulo e, se hai firmato digitalmente il modulo in questione, quest’ultimo sarà inviato automaticamente ad Amazon. In caso contrario, fai clic sulla voce Stampa visibile a destra per stampare il modulo in formato cartaceo, apponi la tua firma nei campi appositi e spediscilo all’indirizzo Amazon, Attn: Tax Operations – P.O. Box 80683 – Seattle, WA, 98108-0683, U.S.A.”.
Premesso che è assai probabile che uno non abbia la firma digitale (a meno di essere un professionista che debba possederla, visto anche il costo per doverne mantenere una), dalle informazioni fornite su quel blog chiunque deduce che, se uno non possiede una firma elettronica, il modulo relativo ai dati fiscali deve essere stampato, firmato con penna e spedito per posta … e così infatti ho fatto anch’io, fidandomi di quelle indicazioni “autorevoli” 😞, prima di scoprire successivamente, che la firma elettronica, intesa come firma digitale nella interpretazione di quell’articolo, non serve per completare quel processo di registrazione dei propri dati fiscali e perciò non è necessario spedire nulla di cartaceo e conseguentemente aspettare lunghi (oltre che incerti) tempi di attesa per una verifica di tale modulo! 🙄
Quindi, come meglio dettaglierò nel seguito, ho poi personalmente verificato che anche la pubblicazione di un primo libro può perciò avvenire in pochi giorni completando online anche l’inserimento di quei dati fiscali, indispensabili per terminare il processo!!

… ma andiamo con ordine: nel seguito esaminerò passo-passo la procedura necessaria, in modo tale che chiunque possa poi riuscire a effettuarla in modo autonomo senza intoppi, seguendo questa mia guida. 😉
Come potrai constatare, la procedura è davvero guidata e alla portata di chiunque, seppure si richiedano certe accortezze che evidenzierò: queste ultime, sebbene esista una guida online dettagliata ma decisamente lunga da leggere tutta, probabilmente possono essere conosciute solo sperimentando personalmente tutte le fasi necessarie per terminare la prima pubblicazione non solo con successo, ma anche con le opzioni che si preferiscono. Nel giro di pochissimi giorni, necessari per una loro revisione manuale (viene indicato un massimo di 72 ore ma, almeno nel mio caso, tutto si è concluso in circa un giorno), si può quindi vedere inserito, nel catalogo Amazon online, un proprio scritto e questo non solo nel formato ebook per la piattaforma Kindle, ma anche in quello cartaceo, come penso qualsiasi autore desideri. Anche il processo di pubblicazione con copertina flessibile viene gestito molto bene … e il costo di stampa risulta decisamente economico. Amazon adotta il principio di modello di stampa su richiesta per cui, per impostare una vendita anche della versione cartacea del libro, non c’è necessità di stampare un minimo di copie e dover anticipare tali costi, magari preoccupandosi poi di recuperare tale spesa auto promuovendo il libro (come talvolta viene richiesto all’autore da alcune case editrici!). Ciascuna copia cartacea viene infatti prodotta solo nel momento in cui qualcuno effettua il suo acquisto e, inoltre, decisamente basso è il costo che si deve sostenere (e di cui tener conto nello stabilire il prezzo per quella edizione): vedi Costi di stampa dei libri cartacei.

I costi di stampa richiesti per un’edizione cartacea sono assai contenuti

Questa tipologia di processo di stampa evita inutili sprechi (quanti sono i remainders anche di best sellers!) e limita perciò i costi globali anche in termini ambientali oltre che economici: d’altra parte, oggettivamente una stampa in digitale da file non dovrebbe risentire di possibili sconti per quantità, unicamente dettati semmai solo da motivi commerciali. Infine, la stampa on-demand ha pure il vantaggio che ogni nuova stampa riporta già le eventuali modifiche nel testo che l’autore ha eventualmente inserito nel frattempo, correggendo magari errori o modificando/ampliando alcune parti dello scritto. D’altra parte, questo vantaggio di ottenere sempre l’ultima release di un testo uno è abituato a ottenerlo già per la versione ebook: in quest’ultimo caso, però, si ha anche successivamente all’acquisto, semplicemente aggiornando gratuitamente il file scaricandolo nuovamante sul Kindle!

Sebbene questi costi di stampa vadano ovviamente a incidere sul prezzo finale del libro, dare la possibilità di acquistare non solo la versione ebook ha indubbi vantaggi: oltre a poterlo mettere nella propria libreria 🙂 e raggiungere un pubblico più esteso, viene anche data la possibilità all’autore di effettuare degli ordini di copie al solo prezzo di stampa (a cui si aggiunge solo quello di spedizione che ovviamente inciderà in proporzione al numero di copie acquistate): per maggiori dettagli vedi copie per l’autore. Questa possibilità direi che è assai conveniente anche per pubblicizzare il proprio libro tra amici e potenziali clienti o anche semplicemente per fare un regalo di Natale… sempre sperando che giunga gradito! 😊🙄

Dalla propria Libreria KDP l’autore può ordinare copie al costo di stampa 

Si noti che, se si è per caso aggiornato di recente il libro e si desidera ordinare la sua versione cartacea più recente, uno deve non solo assicurarsi di avere effettivamente pubblicato nel KDP quella nuova ultima versione nella sezione versione cartacea, ma anche aspettare che venga revisionata (lo stato del libro non deve essere più “Live – con revisione non pubblicate“): diversamente si riceverà ancora la versione precedente del libro presente al momento dell’ordine (vedi tempistiche di aggiornamento dei libri pubblicati). Si noti che esiste comunque la possibilità di ricevere una copia d’inventario stampata prima di quelle modifiche, seppure si tratti di un’eventualità assai remota: infatti, sebbene il KDP utilizzi il modello di stampa su richiesta, qualora una copia acquistata da qualcuno fosse successivamente annullata seppure già mandata in stampa, questa copia rimane in inventario fino alla sua vendita successiva: viene perciò suggerito nella pagina di help che conviene controllare la data di stampa presente sulla copia, per assicurarsi che quella arrivata sia stata stampata effettivamente tenga conto delle ultime modifiche… peccato che, almeno nelle mie copie stampate in Polonia non venga indicata da nessuna parte la data della stampa e neppure alcuna indicazione sulla versione!
Esiste poi un limite quantitativo di 999 copie per ordine che un autore può richiedere per se stesso … ma penso che anche per te questo non costituisca un grosso problema!! 😏  Se comunque desideri davvero più copie, basta effettuare altri ordini separati: per ciascuno di essi sono previste le spese di spedizione, inversamente proporzionali al numero di copie acquistate. Vedere anche Aggiornamento dei dettagli del libro (amazon.com).

Insomma, sembra che Amazon abbia pensato proprio a tutto per rendere agevole e piacevole la pubblicazione di un libro: d’altra parte il suo business è iniziato proprio vendendo libri!
Il lavoro maggiore per l’autore è quindi quello di giungere a una versione ben fatta non solo da un punto di vista grammaticale, ma anche grafico: a tale riguardo, ti invito a vedere il mio precedente post La punteggiatura nelle frasi dirette: questa sconosciuta … alias i particolari grammaticali ed estetici da considerare prima di pubblicare un libro.

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Partiamo a descrivere la procedura di pubblicazione che prevede i seguenti passi:

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Registrarsi come utente Amazon se non si hanno ancora delle proprie credenziali per quel marketplace

Innanzitutto è necessario essersi registrato sul marketplace Amazon. Molto probabilmente hai già effettuato almeno un acquisto di qualsiasi tipologia di prodotto su Amazon e quindi possiedi già delle credenziali per accedervi, per cui puoi saltare questo primo passo! Comunque, se non ce l’hai ancora, puoi andare su Amazon.it e creare un tuo account agevolmente usando il link Nuovo cliente? Inizia qui, presente subito sotto il tasto Accedi:

Creazione di un nuovo account su Amazon.it

Se poi, per caso, non ti ricordi solo le credenziali, non c’è problema: dal momento che lo username è la tua email o il tuo numero di cellulare, basta accedere ad Amazon.it, selezionare Accedi e poi, nel sotto menù Password dimenticata relativo alla sezione Hai bisogno di aiuto?, è possibile iniziare la procedura, che consente d’impostare una nuova password, semplicemente indicando appunto la propria username:

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Accedere al portale Kindle Direct Publishing (KDP) con le proprie credenziali Amazon

Una volta che uno ha acquisito delle credenziali Amazon, si deve andare nel seguente portale, appositamente creato da Amazon per la pubblicazione di nuovi ebook: Kindle Direct Publishing (KDP):

Kindle Direct Publishing: il portale per la pubblicazione di libri su Amazon

Si noti, tra l’altro, che il vecchio portale CreateSpace è stato migrato in questo nuovo per cui, se uno aveva libri registrati sul precedente, può continuare ad accedervi su KDP in tre semplici passaggi.

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Accettare i termini e le condizioni di Kindle Direct Publishing

Subito dopo essersi autenticati viene chiesto di accettare i termini e le condizioni di Kindle Direct Publishing.
Sinceramente non sono andato a leggere nel dettaglio tutto ma, scorrendo le diverse voci, mi sembra che siano condizioni accettabili e chiare. Nel seguito riporto quelle che ho reputato di maggior interesse, lasciando comunque al lettore il compito di approfondire ulteriormente, se crede opportuno:

– L’intestatario del contratto deve avere la maggiore età (diversamente deve aprire l’account un genitore/tutore).
– È vietato utilizzare false identità.
– Sia Amazon sia l’autore ha il diritto di sciogliere l’Accordo in qualsiasi momento tramite semplice comunicazione.
– Le parti Amazon (o le loro affiliate) sono responsabili della riscossione e del versamento di tutte le tasse applicabili alle vendite dei Libri ai clienti: l’autore è responsabile di qualsiasi imposta sul reddito o di qualsiasi altra imposta da pagare derivante dai pagamenti liquidati da una parte Amazon.
– Per la durata del presente Accordo l’autore concede a ciascuna parte Amazon una licenza e un diritto irrevocabile e non esclusivo per la stampa (on-demand e in previsione delle richieste da parte dei clienti) e la distribuzione dei Libri, direttamente e tramite distributori terzi, in tutti i formati che scegliete di rendere disponibili attraverso KDP e mediante tutti gli strumenti di distribuzione disponibili.
– Se si desidera consentire la esclusività per un certo periodo (90 giorni) rinnovabile automaticamente per periodi successivi ciascuno della medesima durata se non si disdice esplicitamente, si ottengono diversi vantaggi direi sopratutto a livello di marketing e promozione. Si legge: “Quando inserite un Libro Digitale in KDP Select, ci concedete il diritto esclusivo di venderlo e distribuirlo in formato digitale per tutto il tempo in cui il vostro Libro Digitale rimarrà incluso in KDP Select. Durante tutto questo periodo di esclusiva, non potrete vendere, distribuire o concedere a terzi il diritto di vendere o distribuire il vostro Libro Digitale (o un libro sostanzialmente simile), in formato digitale in qualsiasi territorio in cui disponete dei diritti.
I vantaggi KDP Select sono diversi:

1) Programmi Prezzi Promozionali che consentono all’autore d’inserire il Libro Digitale in Kindle Countdown Deals o in una promozione gratuita.

2) Kindle Countdown Deals che consente di promuovere il proprio Libro Digitale per un periodo di tempo limitato a Prezzi di Listino Promozionali crescenti.

3) Promozioni Gratuite per un totale massimo di 5 giorni per ogni periodo di 90 giorni in cui il Libro Digitale è incluso in KDP Select (e.g. offerta del Libro Digitale ai clienti a costo zero). Durante la promozione gratuita, non riceverete alcuna Royalty sul Libro Digitale.

4) Inclusione nei Programmi Kindle in abbonamento (vedi Kindle Unlimited). Con il Fondo KDP Select uno ha così la possibilità di ricevere una quota di questo fondo per i clienti che leggono i vostri Libri Digitali inclusi nei Programmi Kindle in abbonamento e Kindle Owners’ Lending Library.

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Inserire le informazioni su autore, IBAN per la ricezione pagamenti e informazioni fiscali

Conviene innanzitutto andare nella sezione relativa ai dati del proprio account (link Il mio account in alto a destra), si devono inserire le informazioni sull’autore, indicare l’IBAN su cui si desidera vengano accreditati i pagamenti e, infine fornire le informazioni fiscali.

Nella sezione Il mio account si devono inserire dati indispensabili per la pubblicazione

Fin quando non sono compilate tutte queste informazioni, non risulta possibile completare la pubblicazione di un libro in quanto al termine della procedura verrebbe mostrato: “Le informazioni relative all’account non sono complete. Aggiorna“. Tanto vale quindi fornirle fin da subito, completando l’inserimento di tutte le informazioni richieste, soprattutto quelle fiscali tramite un apposito questionario!

Le informazioni relative all’account sono tutte indispensabili per vedere pubblicato un libro nello Store Amazon per cui, se non tutte inserire, la pubblicazione finale viene impedita e compare questo avvertimento

Tutte le informazioni richieste sono assai semplici tranne, apparentemente, quelle fiscali:

Informazioni su autore e IBAN per la ricezione dei pagamenti

Relativamente alle informazioni fiscali, un primo problema può nascere dal diverso acronimo utilizzato nel sito per indicare il codice univoco per identificare una persona fiscalmente: in U.S.A. viene chiamato TIN (Taxpayer Identification Number) e questo può creare confusione dal momento che in Italia è indicato con CF (Codice Fiscale): nel modulo è quindi necessario selezionare l’opzione “Ho un TIN non statunitense” (indicando poi successivamente il proprio codice fiscale) e non una delle opzioni che compaiono qualora si indichi di non essere in grado di fornire un TIN!!
Inserendo quindi il proprio codice fiscale e indicando di avere la residenza in Italia, viene subito segnalato che questo Paese è idoneo all’applicazione del trattato fiscale.

Ho già avuto modo di evidenziare nella prefazione, come anche in blog prestigiosi vengano fornite informazioni fuorvianti che derivano da un’errata comprensione della richiesta d’informazioni da inserire e delle modalità d’inoltro: infatti, quando in quel modulo Amazon si parla di firma elettronica, non si intende firma digitale. Quest’ultimo è uno strumento grazie al quale cittadini/professionisti/imprese possono firmare dei documenti elettronici con un valore legale, garantendone autenticità (assicura l’identità della persona/impresa che firma un documento), integrità (assicura che i documenti firmati non siano stati modificati dopo la firma) e non ripudio (un documento firmato tramite firma elettronica non può essere “disconosciuto” da chi l’ha firmato). Il costo per possedere e mantenere una firma digitale non tuttavia irrisorio (e.g. 50€/anno) ed è di gran lunga superiore a quello richiesto per una PEC (e.g. 10€/anno) generalmente più utile e quindi diffusa: per questo motivo, se uno non è un professionista che svolge attività che la richiedano, molto probabilmente uno non possiede un propria firma digitale!
Quindi, nella compilazione di quel questionario sulle informazioni fiscali è sufficiente innanzitutto acconsentire all’utilizzo della firma elettronica per le informazioni fornite da modulo IRS W-8BEN e poi semplicemente inserire, mediante semplice input da tastiera, il proprio nome e cognome nell’apposita casella relativa alla firma. La data viene inserita già in automatico. Infine, per vedere completato con successo anche questo questionario relativo ai dati fiscali, basta confermare quei dati inseriti con un apposito pulsante! 🙂
Nel seguito mostro degli screenshot esplicativi su tutte le fasi di questo questionario:

Relativamente al campo del modulo W8-ben, si può lasciare il campo bianco oppure aggiungere “Individual” (o “Self“), secondo quanto suggerito in diversi posti (e.g. “Capacity in which acting” on the W-8BEN … – Apple Community; http://www.intrinsicinvestment.com/docs/W-8ben_instruction.pdf).

Attenzione che ovunque ci siano da inserire date, queste devono essere nel formato utilizzato dai Paesi anglosassoni, per cui è da indicare prima il giorno e poi il mese (MMDD-YYYY): comunque spesso vengono inserite in automatico indicando la data di compilazione.

Se non si procede nel questionario come indicato (e perciò non si seleziona l’opzione di avere un TIN non statunitense), si può incorrere poi facilmente in errore rispondendo a successive sezioni di dubbia comprensione:

Se non si indica di avere un TIN non statunitense o statunitense, verrebbe chiesto il perché non si è in grado di fornirlo

Se non si specifica di avere un TIN, il modulo IRS W-8BE – che compare precompilato coi dati anagrafici forniti precedentemente – non si potrà più inoltrare semplicemente elettronicamente anche se si completa il campo mancante relativo al proprio codice fiscale: infatti non si era acconsentito all’utilizzo della firma elettronica per le informazioni fornite da modulo IRS W-8BE). Sarebbe perciò necessario stamparlo, firmarlo con penna e spedirlo all’indirizzo U.S.A. indicato (con un costo in francobolli è circa 4€ anche solo per un invio per posta ordinaria!) … indicando a penna sul bordo superiore sia il proprio username Amazon sia il motivo di quella richiesta (e.g. for KDP payment of royalties) [Viene infatti specificato: Per aiutarci a individuare il tuo account, includi le seguenti informazioni nello spazio bianco nella parte superiore del modulo: – Attività Amazon per la quale stai fornendo informazioni fiscali; – Indirizzo e-mail utilizzato per accedere al tuo account; – Codice fornitore, codice editore o altro numero di account identificativo, se noto].
Tra l’altro, in quel caso sarebbe importante firmare con penna il modulo ottenuto premendo il tasto Stampa e non quello ottenuto stampando il file che uno può scaricare premendo l’omonima icona: infatti, in quel modulo scaricato, proprio nel campo rilevante relativo al TIN, non compare il proprio codice fiscale precedentemente digitato da tastiera nel questionario, bensì un URL di un link: 😳 Sarebbe poi necessario attendere una email di avviso che tale modulo è stato elaborato manualmente una volta giunto (si spera) a destinazione! Insomma, una procedura manuale che per fortuna non è necessaria, contrariamente a quanto indicato in altri blog…

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Creare un nuovo titolo nella propria libreria

Andando nella sezione Libreria del KDP, si seleziona il link + ebook Kindle. In generale, a meno che uno abbia preconcetti verso gli ebook, conviene prima pubblicare la versione in quel formato e poi, successivamente, quella cartacea, … ma ovviamente si può fare anche il contrario!

Nella libreria dei propri libri, si crea un nuovo titolo, ad esempio nel formato ebook

Per la pubblicazione della versione eBook Kindle, esistono le tre sezioni Dettagli eBook Kindle, Contenuto eBook Kindle e Prezzi eBook Kindle in cui si inseriscono le informazioni richieste:

Sezioni Dettagli eBook Kindle, Contenuto eBook Kindle e Prezzi eBook Kindle

Per la versione cartacea esistono altre tre analoghe sezioni: Dettagli versione cartacea, Contenuto versione cartacea e Diritti e prezzo versione cartacea.

Ecco un esempio di compilazione della prima sezione di Dettagli eBook Kindle:

Esempio di compilazione della sezione Dettagli eBook Kindle

Si noti che, dal 28 giugno 2021, non verrà più supportato il caricamento di file MOBI durante la pubblicazione di nuovi eBook a impaginazione dinamica o l’aggiornamento di libri pubblicati in precedenza: rimangono invece i formati EPUB, DOCX o KPF (vedi Formati eBook supportati (amazon.com)).

In particolare, esiste una sezione relativa al Titolo del libro e una al Sottotitolo: attenzione che, nella pagina del catalogo del negozio online, il contenuto di questi due campi vengono uniti come nome del prodotto, separandoli con due punti. Questo non è ciò che uno probabilmente si aspetta, per cui il risultato può non essere il più appropriato:

Titolo del libro e Sottotitolo vengono uniti come nome del prodotto, separati da due punti: perciò il risultato può non essere quello che uno si aspetta e quindi il più appropriato!

Non risulta poi particolarmente agevole modificare quella impostazione spostando magari tutto il testo nel titolo e lasciando vuoto il sottotitolo, in quanto quei campi vengono salvati come non più modificabili, almeno se per la versione cartacea si è già creato – nella sezione successiva Contenuto versione cartacea – il codice univoco ISBN KDP (rilasciato gratuitamente da Amazon e alternativo all’ISBN classico richiedibile a pagamento): è quindi necessario procedere a una nuova pubblicazione della versione cartacea dall’inizio senza neppure la possibilità di cancellare quella bozza dal titolo/sottotitolo che si desidera cambiare!
Conviene quindi, in genere, lasciare vuoto il sottotitolo e inserire solo il titolo del libro:

In genere conviene inserire tutto nel Titolo del libro e lasciare vuoto il Sottotitolo

Oltre all’autore si possono inserire i nomi di eventuali persone che hanno collaborato al libro.
La parte più importante di questa sezione è poi la Descrizione in cui uno deve inserire il testo che comparirà nella descrizione del prodotto su Amazon, in modo che i clienti possano avere maggiori informazioni sul libro, che non sia solo il titolo. Il testo sarà perciò molto simile – se non identico – a quello che si andrà a inserire nella quarta di copertina della versione cartacea.

Si possono anche inserire delle parole chiave che possono aiutare il motore di ricerca Amazon per presentare quel libro tra i risultati, qualora il cliente ricerchi dei libri inerenti a particolari ambiti.
La scelta della Categoria in cui mettere il proprio libro non è semplice come sembrerebbe: si possono inserire al massimo due categorie ed è conveniente sfruttarle entrambi in modo che quel titolo possa comparire con entrambe le eventuali ricerche effettuate con filtro sulla categoria. Tuttavia le categorie disponibili non sono, secondo me, esaustive, e può non essere agevole stabilire quali siano le più opportune da scegliere: ad esempio, nel mio caso in cui si trattava di un testo teatrale, non ho trovato di meglio che indicare 1) Narrativa -> Racconti brevi e 2) Non fiction -> Art dello spettacolo -> Teatro -> Generale.

Si noti infine che i Dettagli eBook Kindle e Dettagli versione cartacea – relativi appunto alla versione cartacea – possono differire anche completamente … anche se, a mio parere non avrebbe molto senso!

Nella seconda sezione relativa al contenuto, le informazioni da fornire in Contenuto eBook Kindle e quelle in Contenuto versione cartacea, relativo appunto alla versione cartacea, differiscono maggiormente rispetto a quelle richieste nella prima sezione vista in quanto solo per la vessione cartacea è necessario:

– Richiedere un codice ISBN KDP gratuito che identifichi il libro a livello di codice a barre o inserire un ISBN precedentemente acquistato dal sito apposito.

– Decidere le opzioni di stampa (e.g. interno in B&N o a colori, dimensioni gabbia etc…)

Si noti che alcune impostazioni non si possono più modificare dopo la pubblicazione del libro (e.g. dimensione gabbia):

Dettagli che non si possono più modificare dopo la pubblicazione

Si noti che non si deve utilizzare l’ISBN di un’edizione cartacea per la sua copia digitale:

Relativamente al Digital Rights Management (DRM) del formato eBook, sebbene per default non sia impostato, conviene secondo me attivare questa metodologia che impedisce la distribuzione non autorizzata dei file Kindle del libro:

Abilitazione o meno del Digital Rights Management (DRM) del formato eBook, per eventualmente impedire la distribuzione non autorizzata della versione digitale del libro

Per entrambi i formati ebook e cartaceo si deve caricare il file con il contenuto del libro: perciò, in teoria, per ciascuna versione il contenuto del testo potrebbe essere anche completamente differente dal momento che i caricamenti dei rispettivi file avvengono separatamente! Anche in questo caso non avrebbe molto senso e i due file dovrebbero differire unicamente per eventuali modifiche editoriali che consentano una migliore e più appropriata rappresentazione grafica per ciascuna le due versioni.
Per la versione cartacea per ottenere risultati ottimali, consiglia di utilizzare un file PDF formattato, sebbene si possa anche caricare file DOC (.doc), DOCX (.docx), HTML (.html) o RTF (.rtf): esiste la possibilità anche di scaricare un modello KDP per la gabbia che uno preferisce. Personalmente io ho caricato un file Word scritto nel classico formato A4 salvato con estensione .docx e non ho avuto problemi.
I formati consigliati per gli eBook Kindle sono invece docx, EPUB e KPF: anche in questo caso io ho caricato un file Word .docx e non ho avuto problemi.

La copertina poi nel formato eBook è solo costituita dalla prima pagine, mentre nel formato cartaceo è di due pagine, contemplando anche la 4a di copertina in cui si possono specificare informazioni sull’autore, una presentazione del libro e il suo codice a barre per una identificazione univoca.

Come ho già avuto modo di dire in un altro postho trovato che, seppur molto dipenda dalla tipologia di libro, nel caso di un romanzo una possibile struttura della quarta di copertina è la seguente:

  • In alto, una breve frase, uno slogan che deve servire per stuzzicare il lettore: soprattutto per un saggio, deve far uscire il cuore dell’argomento trattato (e.g. può essere una domanda che si pone al lettore, che è poi quella che lo scrittore cerca di rispondere nel libro).
  • Subito sotto, un brano di poche righe tratto dal libro
  • Ancora più sotto, una brevissima descrizione del libro
  • Se resta spazio, una biografia dell’autore con foto, corta e chiara, funzionale al libro. Principalmente nel caso di un saggio, se si è esperti nel settore, è opportuno elencare i propri titoli e studi

In Come scrivere la quarta di copertina | Youcanprint.it. si legge poi: “Tutti i lettori dedicano qualche secondo di tempo a leggere la quarta di copertina prima di fare il passo finale e acquistare il libro. Perciò bisogna fare in modo che effettivamente lo compiano e non si tirino indietro. Il testo deve intrigare, coinvolgere, convincere. Deve dare una piccola anteprima di quello che si troverà nella storia, fosse anche una piccola citazione di effetto. Deve anche avere un certo appeal dal punto di vista visivo. La grafica deve esaltare il testo in quarta”.

Anche se, ovviamente si può creare la copertina con uno degli innumerevoli SW di editing anche professionali, conviene comunque provare a sfruttare il tool online gratuito di Creazione – fornito dal KDP – che consente anche di caricare proprie immagini oltre che rendere disponibili già immagini della sua libreria. Infatti ho sperimentato che i risultati che si possono ottenere anche in pochi minuti sono più che soddisfacenti, posizionando già fin da subito testo, foto e immagini in posizioni convenienti, pur consentendo comunque poi una successiva eventuale personalizzazione. Le possibilità di editing non sono infinite, ma quelle essenziali penso ci siano tutte e probabilmente sono più che sufficienti per creare anche la copertina per il tuo libro!

Parte delle immagini che uno può utilizzare, possono essere eventualmente caricate dopo averle elaborate con qualche proprio SW grafico, per poi essere inserite appropriatamente in quel tool:

Altro esempio di copertina creato con la mia amica tramite il tool del KDP (si è fatto uso di un proprio disegno caricato da PC)

Viene consentito anche di vedere un’anteprima del risultato, e ci sono forniti pure eventuali suggerimenti di modifiche da apportare (vedere anche Creazione copertina (amazon.com)):

In particolare, se si caricano delle immagini, può succedere che il colorspace non sia quello consentito per cui è necessario tornare nel programma di editor con il quale si è generato e scegliere di salvare nel formato RGB:

L’immagine che si intende caricare (per utilizzarla direttamente come copertina o per crearla con il tool del KDP) deve avere un colorspace RGB

Ovviamente è necessario, dopo avere caricato sia il testo del libro sia la copertina, avviare lo strumento di anteprima online per verificare il risultato ottenuto e apportare le dovute correzioni a uno o a entrambi i file caricati e risolvere così eventuali problematiche. È infatti molto probabile che, da questa analisi, saltino fuori possibili correzioni sebbene non sostanziali e principalmente estetiche (e.g spaziature, colore/dimensione caratteri) che comunque conviene apportare: l’anteprima può essere visualizzata solo dopo il tempo necessario per avere, lato server Amazon, l’opportuna elaborazione dei file che si sono precedentemente caricati.

L’anteprima consente di vedere come si presenta il libro sia su un tablet sia su uno smartphone sia su un eBook Kindle: ovviamente conviene visionare tutte le pagine in tutti questi possibili formati di lettura, in quanto solo in alcuni si possono evidenziare formattazioni non appropriate, pur trattandosi del medesimo libro e la conversione appropriata sia stata generata – lato server Amazon – dal medesimo file:

L’anteprima può essere fatta sia online sia scaricando un apposito lettore (KindlePreviewer) dal link relativo al programma KindelPreviewerInstaller.exe che poi deve essere eseguito (i.e. con il doppio click) per averlo installato sul proprio PC:

Ovviamente poi, per vedere il libro proprio su un proprio Kindle, si può sempre inviare via email il suo file in uno dei formati consentiti: infatti, a ciascun tuo Kindle è associato iun indirizzo email specifico che può essere anche rinominato a piacere per poterselo meglio ricordare. Basta andare sul sito Amazon.it nella sezione Amazon.it: I miei contenuti e dispositivi -> (vedi Amazon.com: Send to Kindle by E-mail)per conoscere l’indirizzo email @kindle.com associato a ciascun proprio Kindle:

In alternativa si può ottenere il medesimo risultato caricando il file via cavo tramite Calibre possibilmente dopo averlo convertito – ad esempio con quel medesimo programma – nel formato AZW3, proprio di Amazon e quindi più idoneo a supportare tutte le funzionalità di quel dispositivo: vedi mio post Come caricare sul proprio Kindle un qualsiasi e-book o documento | Enzo Contini Blog.

All’atto della realizzazione dell’anteprima di stampa per la versione cartacea, vengono fin da subito eventualmente fornite indicazioni su opportune modifiche da effettuare perché sia il testo sia la copertina risultino i più opportuni. Una volta apportate le modifiche suggerite si giunge quindi al risultato seguente:

Si deve quindi attendere qualche giorno (massimo 72 ore) perché venga effettuata anche una verifica manuale che assicuri che le impostazioni grafiche effettuate rientrino nei canoni di qualità richiesti dal KDP: se ci sono delle ulteriori modifiche, si riceve una email dettagliata su come procedere per apportarle e ricaricare libro e/o copertina e richiedere nuovamente la revisione/pubblicazione.

Terminato il processo d’invio, è necessario attendere la verifica manuale di qualità che avviene in poco tempo

Se anche il processo di revisione manuale va a buon fine, si riceve infine una email che notifica la presenza online del libro nello store Amazon:

Una volta online, per la versione cartacea si possono richiedere copie per l’autore mentre per la versione Kindle si possono impostare promozioni e pubblicità:

Per la versione cartacea si possono richiedere copie per l’autore, mentre per la versione Kindle si possono impostare promozioni e pubblicità

Purtroppo sottolineo nuovamente che, per una versione cartacea in cui sia stato associato l’ISBN KDP e che si desideri anche solo cambiare il titolo/sottotitolo, si può solo annullare una pubblicazione riportando il libro in stato di bozza, ma non si può più eliminare dall’elenco de I tuoi libri:

È sempre possibile annullare una pubblicazione anche di un’edizione cartacea sebbene quest’ultima non si possa cancellare dalla sezione I tuoi libri

Relativamente alle copie per l’autore, tutti i dettagli si possono trovare ricercando appunto “copie per l’autore” nella sezione Aiuto presente nel menù in alto a destra:

Per la versione eBook, soprattutto se uno ha accettati d’inserire il proprio libro digitale in KDP Select concedendo il diritto esclusivo di venderlo e distribuirlo in formato digitale, si hanno possibilità di promozione anche gratuite. Dal contratto si legge infatti: “Se si desidera consentire la esclusività per un certo periodo (90 giorni) rinnovabile automaticamente per periodi successivi ciascuno della medesima durata se non si disdice esplicitamente, si ottengono diversi vantaggi direi sopratutto a livello di marketing e promozione. Si legge: “Quando inserite un Libro Digitale in KDP Select, ci concedete il diritto esclusivo di venderlo e distribuirlo in formato digitale per tutto il tempo in cui il vostro Libro Digitale rimarrà incluso in KDP Select. Durante tutto questo periodo di esclusiva, non potrete vendere, distribuire o concedere a terzi il diritto di vendere o distribuire il vostro Libro Digitale (o un libro sostanzialmente simile), in formato digitale in qualsiasi territorio in cui disponete dei diritti.
I vantaggi KDP Select sono diversi:

1) Programmi Prezzi Promozionali che consentono all’autore d’inserire il Libro Digitale in Kindle Countdown Deals o in una promozione gratuita.

2) Kindle Countdown Deals che consente di promuovere il proprio Libro Digitale per un periodo di tempo limitato a Prezzi di Listino Promozionali crescenti.

3) Promozioni Gratuite per un totale massimo di 5 giorni per ogni periodo di 90 giorni in cui il Libro Digitale è incluso in KDP Select (e.g. offerta del Libro Digitale ai clienti a costo zero). Durante la promozione gratuita, non riceverete alcuna Royalty sul Libro Digitale.

4) Inclusione nei Programmi Kindle in abbonamento (vedi Kindle Unlimited). Con il Fondo KDP Select uno ha così la possibilità di ricevere una quota di questo fondo per i clienti che leggono i vostri Libri Digitali inclusi nei Programmi Kindle in abbonamento e Kindle Owners’ Lending Library.

Ad esempio, Una volta registrato il tuo eBook in KDP Select e selezionando l’opzione Promozione Libro gratis presente in promozione sui prezzi, si può offrirlo ai lettori gratuitamente o a prezzo scontato per un massimo di 5 giorni per ogni periodo di registrazione di 90 giorni. Puoi attivare queste promozioni (e.g. Libro gratis) su tutti i mercati Kindle in cui il titolo registrato in KDP Select è disponibile per la vendita.

Ad esempio, dopo avere scelto la promozione Libro gratis per il libro, questa impostazione compare in una apposita sezione eventualmente modificabile:

Promozione programmata

ATTENZIONE che l’inizio e la fine del periodo di promozione che uno ha selezionato fanno riferimento all’ora 00:00 per l’inizio e 23:59 per la fine relativamente all’orario del Pacifico (UTC-7): per cui inizierà in Italia alle ore 9:00 del giorno indicato come inizio e finirà alle 8:59 del giorno dopo quello indicato come fine!! Attenzione quindi a non pubblicizzare sui social la promozione del tuo libro prima che in Italia questa risulti effettivamente attiva!!

Attenzione che le promozioni fanno sempre riferimento all’ora del Pacifico (UTC-7) per cui in Italia iniziano/finiscono 9 ore dopo!! Ad esempio, alle 8:35 italiane del primo giorno di promozione che ho indicato, questa non è ancora effettivamente attiva (nemmeno sul sito amazon.it) essendo solo ancora le 23:35 del giorno precedente, nell’ora legale del Pacifico USA.

Si può poi sempre incorporare all’interno di siti Web, un collegamento mostrato nel seguito, in modo che chiunque possa leggere l’estratto del libro con un semplice click, oltre ai soliti link su social o via email: inoltre se per caso si è aderito al programma di affiliazione ad Amazon, si può anche selezionare l’opzione di aggiungere nell’URL il proprio specifico ID.

Ad esempio, incorporando in questo post quel link del mio libro ottenuto come indicato nel precedente screenshot, si ottiene quanto segue: si noti che, oltre a poterlo acquistare o condividere, si consente direttamente anche di leggere la sua anteprima gratuita:

Nello stabilire il prezzo, soprattutto per la versione cartacea, è conveniente tener in conto che poi verrà applicata l’IVA. È bene quindi indicare un importo tale che poi il costo finale risulti un multiplo intero di euro (e.g. 8€ e non 8,32€).
Può convenire poi impostare anche la possibilità di Distribuzione estesa seppure la percentuale di royalty risulti inferiore per quelle eventuali vendite: vedi Distribuzione estesa (amazon.com).
Vedere anche la sezione dell’help relativa a Requisiti dei prezzi di listino (amazon.com).

Le royalty sono definite molto chiaramente in un’apposita pagina: si può scegliere tra due opzioni: 35% e l’opzione 70% che può essere applicata solo in un sott’insieme di Paesi comunque ampio. A prima vista non vedo motivo per non scegliere quella più conveniente del 70%: in questo caso tuttavia, il prezzo minimo dell’ebook è 2,69€ e non 0,99€ come è nel primo caso!
Ci sono poi i costi di spedizione, da sottrarre ulteriormente che, nel caso si ebook sono irrisori ed equivalgono al numero di megabyte contenuti nel libro digitale moltiplicato per la tariffa dei costi di spedizione (e.g. Amazon.it: €0,12/MB). Nel caso della versione cartacea sono ovviamente maggiori, seppur molto contenuti, e uno ne deve tener conto nello stabilire il suo prezzo: comunque il sistema provvede già a impedire l’inserimento di un prezzo che si inferiore alle spese che devono essere sostenute!

Per finire, a tutti gli scrittori, compresi in neofiti, un augurio di una buona pubblicazione!!

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Potrebbe poi interessare effettuare una versione audio del libro da pubblicare su Audible. A tale riguardo puoi incominciare a dare un’occhiata ai seguenti link:

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Un regalo davvero speciale!

Non capita tutti i giorni di ricevere un regalo speciale ed è tanto speciale per me da volerlo condividere.

Ho la fortuna di avere uno zio che fin da giovane dipinge quadri bellissimi: non ne ha fatto un mestiere e non ne ha mai venduto nessuno. Forse anche per questo sono così belli e sentiti…
La sua casa è piena di pitture a olio e ad acquerello, una più belle dell’altra. Purtroppo da più di un anno non può più disegnare per problemi di vista, ma la sua mente e i suoi ricordi sono sempre presenti come un tempo e tali da riconoscere ogni minimo particolare anche delle sue opere.

Sapendo che questo era uno dei suoi quadri a cui tenevo maggiormente, me l’ha voluto regalare pur tenendoci molto anche lui: rappresenta sua madre (mia nonna) Rosa, Luigi (mio padre), lui e l’altro fratello Innocenzo (da cui ha origine il mio nome), morto partigiano nel ’44. Sullo sfondo la sorellina minore Margherita…

L’addio (olio su tela 100×80)

Nel seguito una sua poesia, che mi ha dettato e pregato di stampare su un foglio da attaccare poi sul retro della tela stessa: è stata infatti lo spunto da cui poi è nato questo quadro.

L’addio

Fango è il tempo
e la fiamma crepita al di sotto
rossa di sangue
e il fango pietrificato si ferma.

Sul pantano immobile e riarso
solitaria una lacrima ribolle.

Mario Contini

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Vedi anche:

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Il Piemonte ti vaccina: adesione alla campagna di vaccinazione ora anche per le persone di età compresa tra 45 e 49 anni, verificare lo stato del percorso vaccinale, prenotazione o scaricare il certificato vaccinale valido a norma di legge

Il 9 aprile 2021 avevo già scritto un post relativamente aIla preadesione alla vaccinazione delle persone con età compresa tra 60 e 69 anni. Ricadendo io in quella fascia ero ovviamente uno degli interessati in prima persona. Tuttavia a tutt’oggi nessuna chiamata, nessun SMS di convocazione nemmeno per la prima dose, nonostante conosca amici anche più giovani di me di qualche anno che hanno fatto il vaccino … addirittura alcuni il Moderna seppure non fossero in fasce a rischio!

Sono andato ora a verificare il mio stato sempre nel sito Vaccinazioni Covid-19 (ilpiemontetivaccina.it) per verificare di non essermi perso qualcosa. Accedendo alla propria area personale tramite SPID/Carta d’identità Elettronica (CIE)/Credenziali Sistema Piemonte o Torino Facile, mi viene presentata la seguente mia situazione attuale:

Nonostante la mia adesione tempestiva il 9/4/2021 nella fascia 60-69 ancora nessuna chiamata

Leggendo bene quanto scritto nella sezione Appuntamenti (“Per conoscere i dettagli relativi all’appuntamento, contatta il tuo medico di famiglia, che è incaricato della vaccinazione“), si deduce che avendo evidentemente il mio medico di famiglia aderito alla campagna vaccinale, sarei dovuto essere contattato da lui per la vaccinazione. Peccato che, da me contattato, mi abbia detto che a lui, come a molti altri medici di famiglia che hanno aderito, non stanno arrivando dei vaccini, nonostante abbiano sollecitato più volte. Non avendo quindi previsioni in merito mi ha detto – e consigliato – che, se voglio, mi rimette nel flusso gestito esternamente ai medici di famiglia che, sembra, venga gestito molto meglio. 😕🤔🙄
Insomma, sembra proprio che l’ipotetico coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri sia servito, per come poi è stato gestito, principalmente a propagande partitiche e poco più!!

Tra quei dati si legge anche “A partire da lunedì 17 Maggio 2021, dopo la seconda dose, potrai scaricare e stampare il certificato vaccinale valido a norma di legge accedendo al servizio con credenziali SPID, CIE, certificato digitale, Sistema Piemonte

Accedendo al sito ho notato tuttavia che il servizio di preadesione sarà disponibile proprio domani, nella mattinata del 17 Maggio 2021, anche per le persone di età compresa tra 45 e 49 anni senza vulnerabilità. Se sei in quella fascia o in una di età maggiore, puoi trovare tutte le indicazioni di come effetture la preadesione in quel mio preedente post.

Per intanto noi “vecchietti” rimaniamo in attesa della convocazione generalmente fatta tramite un SMS, o (mi dicono) anche telefonicamente se uno per più volte non risponde a quella notifica. 🤔🙄

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Word: come risolvere il problema di avere alcuni paragrafi con uno sfondo di colore differente

Nel post Come mostrare a video un documento Word in modo da visualizzare solo il testo a tutto schermo ho mostrato come agevolmente si può modificare il colore di sfondo di tutto un documento, ad esempio impostandolo a nero anziché a bianco come è di default. Generalmente il colore del testo cambia automaticamente (e.g. da nero a bianco) o può comunque essere modificato a piacere.

Può comunque capitare, soprattutto quando si copia il testo da altre parti per inserirle in un proprio file Word, che modificando il colore di sfondo di tutto il documento, quei paragrafi di cui uno aveva fatto il cut&past rimangano con un background differente (e.g. bianco):

Modificando il colore di sfondo di tutto il documento, dei paragrafi – di cui uno aveva fatto il cut&past prendendoli da altre parti – possono rimanere con un background differente

Inutile cercare di modificare il colore ricercando nelle opzioni del paragrafo o dei caratteri … La soluzione è invece – ovviamente sempre selezionando il testo di cui si intende modificare le proprietà – quella di cercare (con la lente d’ingrandimento presenti in Word) Bordi e sfondo; selezionando il tab Sfondo, impostare Applica a: Testo, quindi impostare lo Stile: Trasparente e confermare (NOTA: anche se lo stile è già Trasparente conviene reimpostarlo nuovamente in modo da forzare tale importante opzione):

In questo modo il testo anche di quei paragrafi risulterà dello sfondo scelto per tutto il documento (e.g. nero)! 🤗

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Quando, inserendo la prima lettera di un nuovo capitolo di dimensione maggiore, l’interlinea di quel paragrafo si espande: come risolvere

In un post precedente relativo ai i particolari grammaticali ed estetici da considerare prima di pubblicare un libro, avevo indicato che può essere opportuno incrementate anche di molto il primo carattere del primo paragrafo di ciascun capitolo e magari si potrebbe anche cambiare il tipo di font, scegliendone uno più elaborato (e.g. per una fiaba). Ad esempio, le dimensioni possono diventare 22 per il font Garamond se il resto del testo è 14.

Tuttavia è necessario fare attenzione ad non aumentare troppo le dimensioni in relazione a quelle considerate normali per quel testo, in quanto questo può ripercuotersi sulla spaziatura dell’interlinea. Ad esempio, in Word mantenendo un interlinea di tipo Multipla e valore 1,08 e duplicando le dimensioni del primo carattere d’inizio capitolo (e.g. 28 anziché 14), si nota che il primo interlinea risulta leggermente più alto in quanto quella prima lettera ingrandita occupa uno spazio maggiore sia in alto sia, soprattutto in basso. Il problema poi si accentua di molto se si converte quel testo docx in un formato idoneo per il Kindle Amazon, in quanto la maggiorazione dell’interlinea aumenta e si espande a tutto il rimo paragrafo di quell’inizio capitolo:

La problematica non si risolve neppure impostando come Esatta l’interlinea, riducendola opportunamente in modo che diventi identica a quella degli altri paragrafi, in quanto la parte superiore della prima lettera ingrandita risulta tagliata. Ad esempio, raddoppiando a 28 il valore del primo carattere con il font Garamond, impostando Esatta l’interlinea a 18pt, quello che si ottiene è:

Risulta perciò necessario andare empiricamente per tentativi successivi per individuare l’altezza massima che si può impostare per quella lettera perché impostando un’interlinea Esatta opportuna quella non venga tagliata in alto: ad esempio, per un font Garamond normalmente di valore 14, la massima altezza della prima lettera ho trovato essere 22, con un interlinea Esatta di 18pt:

Ad esempio, per un font Garamond normalmente di valore 14, la massima altezza della prima lettera ho trovato essere 22 con un interlinea Esatta di 18pt

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Link utili

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Alexa: come ascoltare la stessa musica in più stanze o avere una riproduzione stereo con anche i bassi

Questo post si aggiunge ai diversi che ho scritto su Alexa e gli Echo Dot che utilizzano questo incredibile assistente vocale di Amazon. Le sue funzionalità sono talmente tante che non si smette mai di scoprirne di nuove interessanti!!

Non è improbabile che uno abbia acquistato più Echo Dot magari da collocare in stanze diverse. In questo caso può risultare interessante impostare di riprodurre la medesima musica contemporaneamente su più dispositivi Alexa. Per far questo è sufficiente creare un gruppo Musica multistanza usando l’App Alexa (nota: l’audio dei contenuti video non viene riprodotto nei gruppi Musica multistanza) e seguendo queste semplici istruzioni:

  1. Aprire l’App Alexa  
			 .
  2. Aprire Dispositivi "".
  3. Selezionare "" 
			 , quindi selezionare Combina altoparlanti.
  4. Selezionare Musica multistanza.
  5. Seguire le istruzioni nell’app per completare la configurazione.

Nota che, se uno possiede più dispositivi Alexa, esiste già un gruppo musica multistanza denominato “Ovunque” creato automaticamente per cui si può sempre chiedere “Alexa, metti della musica dappertutto” per ascoltare in tutta la casa musica, stazioni radio, podcast e contenuti Audible da più dispositivi Echo compatibili in varie stanze.
Si può quindi decidere se modificare quel gruppo, includendo solo alcuni dispositivi e non tutti (segui il passaggio 1 riportato sopra, scorri verso il basso fino a Gruppi altoparlanti e seleziona Ovunque) oppure creare un nuovo gruppo selezionando Combina autoparlanti.

Si noti infine che, qualora i dispositivi scelti siano stati collocati nella medesima stanza, risulta possibile abbinare una coppia di altoparlanti (e.g. Echo Dot) ed eventualmente un subwoofer per i bassi, per realizzare una riproduzione in stereo.

Se poi si possiede un Fire TV, per realizzare un home theater wireless si possono anche in questo caso associare altoparlanti e subwoofer (e.g. Echo Sub, Echo Studio , Yamaha YAS-109, Yamaha YAS-209 Soundbar – entrambe casse altoparlante TV con controllo vocale Alexa integrato – ). In particolare, Echo Sub può essere associato a due dispositivi Echo compatibili dello stesso tipo per ottenere un suono stereo da destra e da sinistra. Al momento può riprodurre musica da servizi come Amazon Music Apple Music, Spotify, Deezer e TuneIn, solo usando la connessione wireless. Quindi purtroppo non è compatibile con la riproduzione tramite Bluetooth, cavo audio AUX da 3,5 mm o dispositivi TV/video (Fire TV e Apple TV inclusi): insomma,  lo si può utilizzare solamente se abbinato in stereo ad altri echo e unicamente se la musica viene riprodotta direttamente da alexa in streaming. Da un punto di vista tecnico il motivo di quest’ultima forte limitazione mi sfugge e spero che questa limitazione venga presto tolta!

A questo link si possono trovare i dispositivi Echo compatibili per associazioni stereo.

Si può poi anche effettuare l’associazione di altri altoparlanti nella sezione si configurazione di uno in particolare (e.g. quello che ho chiamato Echo Dot BIANCO):

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La punteggiatura nelle frasi dirette: questa sconosciuta … alias i particolari grammaticali ed estetici da considerare prima di pubblicare un libro

Quando si rivede uno scritto, soprattutto prima di una sua pubblicazione, risulta importante focalizzarsi anche su alcuni aspetti di scrittura specifici, non sempre sufficientemente considerati a dovere.

Parlo, ad esempio, delle spaziature, delle indentature nel testo, dei font da utilizzare, della punteggiatura, degli abbellimenti estetici quale il modificare il primo carattere del primo paragrafo di ciascun capitolo.
Sono tutti aspetti spesso trascurati in quanto considerati forse secondari, ma che invece possono comunque dare quel tocco in più allo scritto e saper anche aggiungere quella maggior fluidità nella lettura che può fare la differenza! Anche poi l’estetica ha, d’altra parte, una sua importanza!

Le regole della punteggiatura in un discorso diretto, poi, sono davvero per molti sconosciute e disattese, … devo ammettere anche per me prima che le “ripassassi” nello scrivere questo post!

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Indice

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Spaziature tra le righe e tra i paragrafi / indentature d’inizio paragrafo

Partiamo dalle spaziature tra le righe e tra i paragrafi e dalle indentature d’inizio paragrafo. Definire uno spazio adeguato tra le righe e tra i paragrafi, soprattutto se si tratta di poesie, può essere graficamente accattivante, così come indentare di qualche spazio l’inizio di ciascun paragrafo. Ovviamente, l’allineamento deve essere poi giustificato, a meno di casi particolari (e.g. testo di una poesia).
Definire quantitativamente i valori da assegnare è un fatto estetico soggettivo, ma i valori seguenti possono essere un esempio da cui poter partire per una valutazione personale:

Possibili valori per definire i parametri di un generico paragrafo di un romanzo

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Tipo di carattere e sue dimensioni

Relativamente ai font da utilizzare, ne esistono molteplici ormai impostabili in qualsiasi editor di testi: anche qui, la scelta dipende sia dalla tipologia dello scritto (e.g. tecnico, romanzo, fiaba) sia da gusti personali. Resta comunque evidente che esistono font “duri” e squadrati mentre ce ne sono di altri “morbidi” e arrotondati, così come font più agevolmente leggibili rispetto ad altri. Se un Arial o un Times New Roman può andare bene per un testo tecnico, per una brochure o un romanzo è meglio utilizzare un Garamond, Book Antiqua, Bookman Old Style.
La dimensione dei caratteri da assegnare può, poi, variare a seconda del tipo di carattere scelto. Ad esempio, per un Garamond, una dimensione 14 può essere quella appropriata per un libro.
Per il primo carattere del primo paragrafo di ciascun capitolo, le dimensioni possono essere incrementate anche di molto (e.g. Garamond 22 anzichè 14) e magari si potrebbe anche cambiare il tipo di font, scegliendone uno più elaborato (e.g. per una fiaba). Vedi eventualmente anche il post Quando, inserendo la prima lettera di un nuovo capitolo di dimensione maggiore, l’interlinea di quel paragrafo si espande: come risolvere.

Ovviamente conviene crearsi degli stili specifici per poi applicarli in tutto il testo: in questo modo, semmai si decidesse di effettuare delle modifiche in qualcuno dei parametri che li definiscono, queste andranno automaticamente ripercuotersi ovunque, … oltre al fatto che poi quegli stessi stili potranno essere utilizzati anche successivaamnte per un nuovo documento che uno andrà a scrivere!

Utilizzare/definire sempre stili da applicare a tutto il documento

Nel caso si utilizzi l’editor Word della suite Office di Microsoft, si ricorda nel seguito come definire un nuovo stile di paragrafo sulla base della formattazione di quello selezionato, dopo averlo opportunamente modificato a piacere per soddisfare le proprie esigenze:

Come creare un nuovo stile sulla base della formattazione del testo selezionato

Se si vuole invece modificare uno stile pre-esistente sulla base della formattazione attuale del testo selezionato, dopo avere selezionato il paragrafo di riferimento, basta fare click con il tasto destro sullo stile che si intende modificare e scegliere l’opzione Aggiorna nomestile in base alla selezione:

Modificare uno stile pre-esistente sulla base della formattazione attuale del testo selezionato

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Punteggiatura

Nel seguito andrò a elencare le principali regole relative ai diversi elementi di punteggiatura della lingua italiana e non solo.

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1) Discorso diretto e le virgolette

Innanzitutto, i dialoghi possono essere contrassegnati da:

  • Le virgolette alte o inglesi (e.g. Io dico questo …)
  • Le caporali o doppie frecce (i.e. «Io dico questo …»)
  • I trattini lunghi (e.g. Vado e torno, disse.), seppur meno usato.
    Si noti che va posizionato sempre all’inizio di ogni enunciato (e.g. – Vado e torno.). Il trattino va chiuso solo se è seguito dalla descrizione del discorso diretto, altrimenti basta andare a capo
    (e.g. – Professore, chiese infine. – Crede che l’Horcrux si trovi qui?
    – Oh, sì, – rispose Silente. – Sì, ne sono certo. La domanda è: come ci arriviamo?
    – Non potremmo provare con un incantesimo? – suggerì Harry, certo che fosse […].
    – Sì, potremmo, – rispose Silente fermandosi[…]. – Perché non ci provi?
    – Io? Oh… va bene.
    )

  • Il dialogo si chiude, poi, con un altro trattino soltanto nel caso in cui il testo continui oppure in caso d’inciso e la virgola va inserita all’interno del discorso diretto
    (e.g. – Vado e torno, – disse.).
    Invece, quando termina, il discorso diretto non viene mai segnalato da un altro trattino
    (e.g. – Vado a fare la spesa.)
    Se il testo continua dopo il dialogo, allora il punto va inserito dopo il trattino conclusivo
    (e.g. – Esco, – disse, – in cerca di pane -. Inforcò la bici e s’involò.).

Non importa quale dei tre metodi si scelga, l’importante è mantenere lo stesso metodo e le sue regole per tutto lo scritto. Si noti che ho letto che le case editrici sono le prime a modificare la punteggiatura dei dialoghi di un nuovo romanzo per uniformarlo alle regole di formattazione delle loro collane (e.g. Mondadori pubblica i suoi romanzi utilizzando le caporali («…»), ma la stessa, nella collana Chrysalide, segnala i dialoghi con i trattini; Einaudi stile libero predilige i trattini lunghi; Bompiani le virgolette; Garzanti le caporali).

Le virgolette si usano:

  • All’inizio e alla fine di una citazione.
    (e.g. Socrate diceva: “Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso”.)
  • All’inizio e alla fine di una frase riportata come discorso diretto.
    (La preoccupazione fu evidente quando la ragazza gli disse: “Ne parliamo domani!”)
  • Per indicare una parola o un’espressione che si desidera sottolineare o enfatizzare, come metafore, parole straniere, slang, parole gergali o espressioni dialettali.
    (e.g. Ma non sarà un po’ “too much” tutta questa roba solo per noi due?)
  • Per segnalare, spesso in tono ironico, qualcosa di simile a qualcos’altro.
    (e.g. Il mio amico Gianni è un “influencer”: ha 2000 follower su Instagram!)

Comunque sia il contrassegno scelto per il dialogo, le seguenti regole di punteggiatura rimangono le medesime:

  • Si inizia il discorso diretto con una frase che inizia con la maiuscola e si finisce con il punto o un carattere speciale
    (i.e. . ? ! …).
  • Se si scrive un periodo formato dal solo discorso diretto, la punteggiatura va all’interno del dialogo
    (e.g. “Vado e torno.).
  • Se il dialogo è introdotto da un verbo dichiarativo, allora vanno sempre usati prima i due punti e al termine il punto non va infilato nel dialogo in quanto la punteggiatura, a quel punto, riguarderà la frase e non il dialogo
    (e.g. Mi ha detto: “Vado e torno”.).
  • Eccezione se il dialogo finisce con il punto interrogativo, il punto esclamativo e i puntini di sospensione (i.e. ? ! …) dopo i quali sparisce il punto della frase dichiarativa. Questi segni di punteggiatura sostituiscono sempre il punto finale che si limita a sparire
    (e.g. Mi ha detto: “Vai e torni? / Mi ha detto: “Vattene! / Mi ha detto: “Vorrei dirti).
  • All’interno di periodi più articolati, la virgola va inserita quando non c’è nessun segno di punteggiatura prima delle virgolette finali
    (e.g. Mi ha detto: “Vado e torno”, ed è volato via.)
    Tuttavia, la virgola scompare se all’interno dell’enunciato c’è un segno d’interpunzione
    (e.g. Mi ha detto: “Vado e torno?” ed è volato via.).
  • Quando il dialogo viene diviso da un inciso, il punto del dialogo va infilato nelle virgolette, mentre le virgole dell’inciso restano fuori
    (e.g. “Esco”, disse, “in cerca di pane.”).
    Tuttavia, se è il personaggio che fa una pausa mentre parla, cioè se la virgola riguarda il dialogo vero e proprio, allora la virgola andrebbe collocata dentro le virgolette
    (e.g. “Esco,” disse, “prendo il pane.” / “Esco?” disse, “Prendo il pane?” / “Esco” disse, “Chissà se verrà…”).
  • In mancanza di simbolo di punteggiatura all’interno delle caporali è necessario inserire una virgola prima della fine del periodo
    (e.g. Disse: «Tu sei pazzo», e chiuse la porta. / Disse: «Tu sei pazzo!» e chiuse la porta. / Mi disse: «Vado a fare la spesa…» e prese la borsa.).
  • In caso di lunghi monologhi, cioè quando si aprono delle virgolette che andranno chiuse parecchie righe più sotto, si può spezzare il monologo (anche più volte, ma opportunamente)
    andando a capo senza riaprirle, ma creando soltanto il rientro di riga in apertura di paragrafo e chiudendo poi le virgolette solo a monologo terminato.
    In alternativa, sempre andando a capo senza chiudere le virgolette, si possono poi riaprire all’inizio del paragrafo successivo: anche in questo caso le virgolette conclusive andranno inserite soltanto una volta, cioè alla fine del monologo.
  • Si deve andare a capo ogni volta che parla un personaggio diverso.
  • Per aggiungere una descrizione al discorso diretto, prima di chiudere le virgolette, in mancanza di altri segni di punteggiatura, si mette la virgola o, in alternativa, anche nulla: la stessa scelta deve essere fatta per tutto il testo.
  • Alla fine di ogni descrizione del discorso diretto c’è un punto (anche se poi è lo stesso personaggio a continuare a parlare subito dopo) o in alternativa nulla (evitando eventualmente l’uso della maiuscola nella continuazione del discorso): anche in questo caso si deve mantenere la medesima scelta in tutto il testo
    (e.g. “Professore,” chiese infine.Crede che l’Horcrux si trovi qui?
    oppure
    “Professore,” chiese infine, “crede che l’Horcrux si trovi qui?”).

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2) Il trattino (-)

Il trattino lo deve utilizzare per delimitare un inciso quando la virgola non costituirebbe uno stacco sufficientemente forte (e.g. In questo senso e per completezza dell’informazione , è utile leggere anche a quello che dice sul trattino l’Accademia della Crusca.).
Lo deve utilizzare anche tra due nomi propri quando sono messi in rapporto
(e.g. l’autostrada MilanoVenezia; il campionato di calcio 20122013).
Si usa anche in alcune parole (specialmente quelle che hanno una origine onomatopeica) formate da due elementi uguali (o molto simili) che vengono ripetuti (e.g. tictacpingpongzigzagtrantran).
Nella stampa, infine, si usa come segno per spezzare la parola nell’andare a capo, mentre nella scrittura a mano si può utilizzare sia il trattino sia il segno di uguale (=).

Il loro uso per aggiungere o mettere in evidenza qualche informazione, le rende simili all’uso delle parentesi
(e.g. Federico – nonostante tutti gli impegni  è riuscito a portare a termine il suo lavoro).

In un dialogo, all’interno di un discorso diretto, possono essere utilizzate per aggiungere qualcosa in più su chi parla e come parla (e.g. “Io credo – disse l’uomo con uno sguardo intenso  che tu sia la cosa più bella che mi sia mai capitata!”) oppure se la persona che sta parlando dice qualcosa a qualcun altro o fa una digressione (e.g. “Secondo me dovresti chiederle scusa  ahia! Questa tazza scotta!  perché sei tu che hai sbagliato!”)

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3) Parentesi ( )

La funzione delle parentesi è quella di delimitare un inciso che contiene un’informazione accessoria, cioè non essenziale alla comprensione della frase: esprimono un commento o un chiarimento.
(e.g. Secondo la superstizione (non che io ci credase un gatto nero ci attraversa la strada, ci porterà sfortuna!);
Si usano anche per aggiungere frasi che potrebbero essere tranquillamente eliminate dal testo, senza conseguenze per il concetto espresso.
(e.g. Francesco (con cui tra l’altro non parlo da un anno) sta per tornare in città).

In entrambi i due casi, si potrebbero anche rimpiazzare le parentesi con delle virgole sebbene quest’ultime evidenzino meglio la non essenzialità della informazione inclusa.

Ci sono 3 tipi di parentesi: le tonde (), le quadre [] e le graffe { }. Sebbene tutte e tre vengano utilizzate in matematica, nei testi scritti, però, si usano soltanto le tonde, a parte il caso dei tre puntini nelle quadre.

Quando nella lettura si trova una parola o una frase tra parentesi tonde, bisogna cambiare il tono della voce.

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4) Punto (.)

Il punto indica la fine di una frase e, di conseguenza, una pausa decisamente più lunga rispetto alla virgola. Si usa per dividere un discorso, un testo, in parti logiche. Si ricordi che il punto determina una frase e che, in una frase, devono esserci sempre almeno un soggetto e un verbo: è necessario quindi fare attenzione a non spezzare mai frasi a metà.
Le frasi in lingua italiana non devono essere troppo lunghe o con troppe subordinate, quindi si è opportuno utilizzare il punto ogni volta che si ritenga necessario, senza il timore di scrivere frasi troppo brevi.

Ecco qualche regola d’oro da sapere sul punto:

  • A eccezione dei titoli (di articoli, libri o film), ogni frase deve sempre terminare con un punto.
    (e.g. Lucia è una bellissima ragazza. Non pensavo che saremmo diventate amiche, eppure è successo. Le voglio molto bene.).
  • La lunghezza di una frase, prima del punto, è sempre una scelta personale, ma è comunque consigliabile non esagerare mai se si vuole evitare di stancare il lettore e creare fraintendimenti.
  • La parola che segue il punto deve sempre iniziare con una lettera maiuscola.
    (e.g. Sergio e Luca sono amici da tanti anni. Non hanno mai litigato perché vanno molto d’accordo.).

Il punto si usa anche nelle abbreviazioni (e.g. f.lli = fratelli; spett.le = spettabile; prof. = professore; dott. = dottore; pag. / p. = pagina).

Nel caso di alcuni acronimi molto diffusi, il punto è comunemente abolito (e.g. FIAT = Fabbrica Italiani Automobili Torino; CGIL = Confederazione Generale Italiana del Lavoro; ENPA = Ente Nazionale Protezione Animali)

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5) Punto e virgola (;)

Il punto e virgola viene utilizzato per segnalare una pausa più lunga di una virgola e più breve di un punto e si usa tra due enunciati coordinati di uno stesso periodo. Questo segno è usato da pochi e sottovalutato da molti, sebbene sia estremamente utile.

  • Può servire a indicare la fine del concetto espresso, ma non la fine dell’idea generale: c’è un’interruzione nella forma, ma non nel contenuto della frase.
    (e.g. Non ho molta voglia di giocare a tennis oggi, perché mi sono svegliata piuttosto presto e non sarebbe il caso di fare sport; vedere la tv, invece, mi rilasserebbe di più. Nella prima parte di questa frase, si dice di non aver voglia di giocare a tennis e si spiega perché, concludendo il concetto espresso, ma dopo si aggiunge un’alternativa al tennis, la tv, che non è legata al tennis, ma fa sempre riferimento all’idea generale, vale a dire come passare il tempo questa sera).
  • È utilizzato anche alla fine di ogni elemento di una lista, soprattutto quando questa lista è per punti.

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6) Due punti (:)

I due punti hanno la funzione d’introdurre o annunciare qualcosa. Indicano anch’essi una pausa, ma più che separare, legano le parti che divide più strettamente. Si utilizzano sia prima di citare parole altrui sia per spiegare meglio un concetto sia per elencare.
Si usa quando si vuole spiegare meglio un concetto o approfondire una frase, per introdurre un discorso diretto (associati alle virgolette) e quando si vogliono fare degli esempi o delle liste:

  • Un elenco, un’enumerazione o una citazione.
    (e.g. “Penso proprio che abbiamo invitato tutti alla festa: Luca, Stefania, Piero, Marta e Giulio;
    Il mio motto è: Rispetto per tutti, paura di nessuno!
    )
  • La causa di qualcosa, una spiegazione, un chiarimento.
    (e.g. Non mi è piaciuta la torta: era troppo asciutta / Penso che salterò la cena e andrò direttamente a lettoho lavorato tutto il giorno e sono stanchissima).

Ricordare che si deve evitare di ripetere i due punti nella stessa frase cercando, dove possibile, di sostituirli con un “perché” o riformulando la frase stessa
(e.g. Sofia non ha molta voglia di ballare: è stata una settimana difficile per lei perché il suo fidanzato ha avuto un incidente).

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7) Virgola (,)

La virgola, che significa “verghetta“, serve per le pause brevi di un discorso. Si tratta di un separatore che viene spesso utilizzato per far respirare il lettore (se si legge a voce alta) e dare ritmo alla frase.
Una pausa del discorso scritto non è sempre uguale alla pausa del discorso parlato: se, quando parliamo, utilizziamo spesso la pausa di una virgola “immaginaria”, non sempre la virgola scritta è corretta in quel punto del discorso.
È indispensabile quando si elencano aggettivi, nomi, verbi, etc.

Talvolta si può mettere o meno in base al significato che si intende dare a una frase (e.g. “Giornata difficile da dimenticare!” – senza virgola -, se si vuole sottolineare il fatto che la giornata di cui state parlando sarà difficile da dimenticare, perché magari è successo qualcosa di abbastanza importante, brutto o bello che sia. “Giornata difficile, da dimenticare!” – con una virgola -, se la giornata di cui state parlando è stata molto brutta e che per questo deve essere assolutamente dimenticata).

Si usa nei casi seguenti.

  • Scandisce meglio gli aggiunti (i.e. locuzione che viene rimossa dalla subordinata basilare e non altera il significato di quest’ultima) dalla parte restante di una frase.
  • Nelle enumerazioni, cioè quando si elencano più elementi senza fare uso della congiunzione. Quando si stila una lista, si pone una virgola tra i vari elementi, tranne tra gli ultimi due, dove invece va messa una “e”
    (e.g. Sono andata al supermercato e ho comprato mele, arance, miele, carciofi, pane, marmellata e patate).
  • Dopo un elemento all’inizio della frase che fa riferimento a qualcosa precedentemente detto o conosciuto
    (e.g. Detto questo, dobbiamo pensare al futuro… / Fatta questa breve precisazionepossiamo iniziare lo spettacolo!);
  • Per isolare una parola o un’intera frase che offre informazioni aggiuntive non indispensabili
    (e.g. Paolo, il ragazzo di cui ti ho parlato, è appena tornato da Parigi.).
  • Dopo il nome del luogo nell’indicazione delle date
    (e.g. Roma, 10 luglio 2010).
  • Prima di preposizioni o congiunzioni per cambiare il ritmo della frase o accentuare un significato che si desidera dare
    (e.g. Lo faròma ho bisogno di tempo! / Penso sia una buona soluzione, per te e per me).
  • Nel periodo ipotetico per separare le due frasi
    (e.g. Se stasera esci, chiamami!).
  • Per isolare un’apposizione, un vocativo, un inciso (e.g. Carlo, torna indietro! / Ieri, se ben ricordate, abbiamo analizzato i verbi).
  • Per mettere in risalto una specifica parte della frase; rende altresì più agevole la lettura del periodo, conferendo il giusto livello d’intonazione
    (e.g. “Io, ho lavorato!” qualora si desideri sottolineare che è un particolare soggetto ad aver compiuto l’azione, ovvero “io” e non altre persone. In situazioni di questo tipo, si può usare la virgola con un complemento di limitazione o partizione).
  • Prima di ogni connettivo testuale
    (e.g. infatti; inoltre; talvolta),
    prima di “ma” nella coordinazione di frasi avversative
    (e.g. Giocavo al pallone, ma ho dovuto smettere),
    prima del “perché
    (e.g. Questo mese forse piove, perché le previsioni sono brutte).
    Tuttavia, si può omettere, invece, l’interpunzione se le frasi sono brevi o se sono composte esclusivamente da sintagmi verbali
    (e.g. Brutti ma buoni; cerca ma non trova).
  • Prima di “però” e “che” soltanto qualche volta.
  • Prima del verbo al gerundio
    (e.g. Ho scritto un articolo sulle balene al cioccolato, mettendo in risalto la scrivania in mogano).
  • Dopo gli avverbi e no
    (e.g. Sì, hai ragione).
  • Dopo il ma se segue incidentale
    (e.g. ma, se cadi, ti fai male).
  • Dopo frasi introduttive
    (e.g. Dato che stai scrivendo, me ne vado).
  • A seguire d’interiezione o esclamazione
    (e.g. Ehi, ci sei?).

La virgola non si usa generalmente mai:

  • Per separare il soggetto dal verbo, fra verbo essere e predicato nominale, tra verbo e complemento oggetto e tra sostantivo e aggettivo;
  • Per separare tutti quegli elementi della frase che dal punto di vista logico sono strettamente connessi fra loro, a meno che non siano separati da un inciso;
  • In frasi in cui sono presenti le congiunzioni “né” “e” “o” in quanto, quando uniscono elementi della stessa specie. Tuttavia occorre considerare la funzione svolta di volta in volta dalla congiunzione per cui talvolta è ammessa e utile (e.g. “Facciamo le parti: Giorgio, Ada, Ugo e Anna”. Non è chiaro se le parti siano tre o quattro, perché Ugo e Anna possono valere per una parte e non per due. Se si intendesse individuare quattro parti, si dovrebbe scrivere: “Facciamo le parti: Giorgio, Ada, Ugo, e Anna” / Un altro caso può essere individuato quando la [e] introduce un inciso delimitato da due virgole. In generale possiamo affermare che la virgola anteposta a una congiunzione serve a “indicare un confine linguistico” (Garavelli), e l’opportunità del suo utilizzo si può desumere dal contesto.
  • Evitare di aggiungere le virgole in un blocco compatto (i.e. un gruppo di parole collegate tra loro).
  • Davanti ad un pronome relativo (e.g. il dipinto che hai in casa è di gran valore).

Un dubbio che in molti hanno è se si deve mettere la virgola prima della congiunzione “e” oppure no
(e.g. “Non sono ancora andata a trovare Sergio dopo l’incidente e penso che non ci andrò per il momento” oppure “Non sono ancora andata a trovare Sergio dopo l’incidente, e penso che non ci andrò per il momento”?).
La risposta più comunemente accettata è di non metterla in quanto non si usano due congiunzioni ravvicinate (essendo la virgola un segno d’interpunzione e quindi a sua volta una congiunzione). Tuttavia, persino la Crusca ammette che si tratta generalmente di una scelta soggettiva e opzionale. Si può inserire la virgola prima della “e”, se si ritiene che sia necessaria una pausa nel flusso della frase o una maggiore enfasi per un determinato elemento della frase o, ancora, per creare un ritmo più dinamico, ma è spesso non indispensabile.

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8) Punti di sospensione (…)

Vengono usati alla fine di una frase quando si fa un elenco o quando si vuole lasciare il discorso a metà. Servono quindi a “sospendere” il discorso, ovvero, a omettere la conclusione di un determinato contenuto, lasciando intendere, a volte, il significato intrinseco al lettore.

Se ne devono mettere sempre tre attaccate alla parola precedente e con uno spazio a seguire
(e.g. Volevo dirti )

Indicano una pausa piuttosto lunga, più di un punto, e, come gli altri segni di punteggiatura, possono esprimere vari significati:

  • Fanno capire al nostro interlocutore che abbiamo un dubbio su quello che stiamo dicendo:
    (e.g. Ho fame: forse dovrei mangiare qualcosa prima del pranzo Ma no, dai, aspetterò!);
  • Fanno capire che la persona che sta parlando/scrivendo, vuole prendersi una lunga pausa, magari per riflettere su cosa dire dopo o per far assorbire meglio agli ascoltatori o lettori l’informazione che precede i tre punti.
    (e.g. Mi dispiace Dico sul serio Non volevo ferirti È successo così velocemente e non pensavo sarebbe stato possibile.);
  • Esprimono la continuazione di un’enumerazione, un elenco, sostituendo il classico “eccetera”.
    (e.g. Abbiamo organizzato tutto per il matrimonio: vestito, anelli, ristorante, bomboniere, chiesa, invitati);
  • Vengono usati per omettere parte di una parola volgare, un insulto o per evitarla totalmente.
    (e.g. Hai distrutto tutte le mie piante con quel coltello! Sei uno str! Un vero e proprio !);
  • Se messi tra parentesi quadre, indicano un “taglio” in una citazione.
    (e.g. La mia citazione preferita è: “Io non voglio cancellare il mio passato, perché nel bene o nel male mi ha reso quello che sono oggi. [] Io ringrazio me stesso per aver trovato sempre la forza di rialzarmi e andare avanti, sempre.” di Oscar Wilde).

Le virgolette si distinguono in alte (” “), semplici (‘ ‘) o basse (>). Le alte e le basse possono essere intercambiabili e si utilizzano per indicare una citazione o per scrivere un discorso diretto; quelle semplici, invece, le possiamo trovare quando si vuole specificare il senso di una parola. Anche in questo caso, vale però il concetto già precedentemente espresso per punti esclamativi e interrogativi: non è mai opportuno, da un punto di vista sintattico, abusare delle virgolette. Si appesantisce troppo il discorso e la lettura non risulterà più fluida.

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9) Sbarretta (/) e asterisco (*)

La sbarretta si usa per indicare la possibilità di scegliere tra due diverse opzioni, oppure per affiancare due sinonimi dello stesso concetto.

L’asterisco viene usato per richiamare il lettore verso un altro argomento, oppure per censurare una parola.

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10) Punto interrogativo (?)

Il punto interrogativo è usato alla fine di una domanda.
(e.g. Cosa possiamo fare per lei?)
mentre nelle domande indirette non va messo
(e.g. Mi ha chiesto se avessi visto suo figlio).

Se messo tra parentesi indica incertezza sull’informazione che stiamo dando
(e.g. Dante Alighieri è nato il 21 maggio (?) 1265).

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11) Punto esclamativo (!)

Si usa alla fine di una frase per enfatizzarla. Può esprimere rabbia (e.g. Che palle! Non me ne va bene una oggi!), sorpresa/meraviglia (e.g. Ma che bel regaloNon me lo aspettavo proprio!), esasperazione (e.g. È la quarta volta che ti chiamo! Non puoi ignorare sempre le mie chiamate!), ordini (e.g. Divertiti! Mi raccomando! E non tornare tardi!);

Talvolta si usa dopo interiezioni (i.e. ehi, eh, ahi, ah, oh) e anche dopo le interiezioni
(e.g. AhMi sono dimenticata di dirti che oggi non ci sarò a cena / OhMa sei impazzito?).

La parola che segue il punto esclamativo o interrogativo deve sempre iniziare con una lettera maiuscola
(e.g. Che noia! Guardiamo un film?).

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Liste

Inserire in un contenuto online o in un testo cartaceo un elenco puntato o numerato rende generalmente una comunicazione più sintetica ed efficace.

Sebbene un elenco possa essere fatto di seguito nel testo, cioè elencando tutti i suoi elementi separandoli solo con una virgola, questa soluzione non è il massimo in fatto di leggibilità: molto meglio andare a capo per ogni suo singolo punto.

Le domande che generalmente uno si pone sono: maiuscola o minuscola a inizio parola? Punto e virgola, punto o nulla a fine frase? Anche qui non sempre si trovano le medesime indicazioni. Tuttavia, nel seguito elenco alcune regole che ho trovato e che reputo condivisibili: alcune vengono infatti già considerate in alcuni stili già presenti negli editor e considerati dai correttori grammaticali.

Tra il simbolo di apertura e l’inizio del testo va lasciato uno spazio fisso (oppure una tabulazione) per consentire che tutti i blocchetti dell’elenco comincino ben allineati: ciò vale sia per gli elenchi puntati che per gli elenchi numerati. Le lettere e i numeri possono essere eventualmente seguiti da una parentesi tonda chiusa o da un punto.

Inoltre, è preferibile che le righe successive alla prima comincino con un rientro rispetto al margine del foglio o della pagina web, affinché ogni singolo punto dell’elenco risulti sufficientemente evidenziato.

1) Se i termini della lista sono semplici e brevi non si usa la punteggiatura tra un termine e l’altro:
(e.g.
Prima di uscire indossa:
– cappotto
– guanti
– cappello
– sciarpa

)

2) Se i termini sono composti da frasi che sono parte integrante della frase che introduce la lista, si usa la minuscola, il punto e virgola alla fine di ogni termine tranne che l’ultimo che ha un punto:
(e.g.
Prima di uscire è consigliato:
– indossare un cappotto piuttosto pesante;
– scegliere un paio di guanti felpati;
– calzare ben bene il cappello sulla nuca per evitare di lasciare scoperta la fronte;
– stringere attorno al collo una lunga sciarpa di lana.

)

3) Se i termini sono complessi e costituiti da frasi distinte rispetto al periodo introduttivo si usa la maiuscola e il punto alla fine di ogni frase
(e.g.
Come vestirsi in Norvegia.
– È consigliato comprare un cappotto per attutire il gelo pungente, le piume d’oca sono le più calde in assoluto.
– Per evitare i geloni alle mani (quelle dolorose bolle provocate dagli sbalzi di temperatura) è sempre bene mettere dei guanti tecnici tipo sci.
– Chi non sopporta il freddo alla testa o soffre di emicrania, non deve mai uscire senza cappello. Molti uomini scelgono cappelli di lana, mentre le donne indossano cappelli di pelliccia, decisamente più eleganti.
– In ultimo, ma non meno importante, non dimenticare lunghe e avvolgenti sciarpe di lana, per evitare fastidiosi colpi di freddo al collo.

)

Infine, negli elenchi puntati, i numeri e le lettere (preferibilmente indicate in corsivo e minuscole) sono da preferire qualora nel testo sia previsto un richiamo a uno o più punti dell’elenco. In alternativa, è possibile usare anche uno dei simboli di solito sono impiegati in questi casi (e.g. pallino nero, lineetta, segno di spunta).

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Correlative [sia… sia] e [né… né]

Le correlative [sia… sia] e [né… né] vanno generalmente senza virgola, ma il discorso cambia se sono presenti incisi o se tra la prima occorrenza e la seconda c’è una certa distanza.
(e.g. Vuole sia l’acqua sia il vino / Non è superfluo ripetere che, in ogni caso, ciascuna delle congiunzioni fin qui considerate è preceduta da virgola sia quando si intende dare valore parentetico alla frase introdotta dalla stessa congiunzione, sia quando lo stesso valore viene assegnato alla frase che viene prima).

_________________

Congiunzione disgiuntiva [o]

Per quanto riguarda la congiunzione disgiuntiva [o], la virgola va evitata quando la [o] ha un significato assimilabile a cioèossia. Se accompagnata da meglio, con una funzione correttiva, è bene delimitare il gruppo con le virgole
(e.g. È tempo di muoversi, o meglio, d’impegnarsi a fondo)

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Apostrofo vs. accento

Una distinzione importante per un uso corretto della punteggiatura è quella fra apostrofo e accento.
L’apostrofo fa parte della punteggiatura e si usa quando viene tolto un pezzettino della parola (e.g. po’ al posto di poco).
L’accento, invece, da enfasi a una vocale e segue delle regole tutte sue.

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Inserire un indice/sommario in Word

Anche se esula un po’ dal contesto di questo post, ricordo l’importanza d’inserire un indice nel proprio libro … uno vero che si possa aggiornare automaticamente se si cambia l’impaginazione e/o si aggiungono tolgono/spostano parti del testo. Tutti gli editor infatti consentono di definire dei titoli di diverso livello e quindi inserire una sezione di sommario che faccia riferimento a quelli e che si possa aggiornare semplicemente cliccandoci sopra e selezionando di aggiornarlo:

Una volta inserito un sommario, si può aggiornare automaticamente dopo modifiche al testo

Risulta importante inserire fin da subito la sezione di sommario in modo che anche le inevitabili modifiche di formato che la conversione in ebook comporta (e.g. in un formato compatibile per il Kindle) determini un ricalcolo automatico della numerazione delle pagine. In Word l’inserimento della sezione di sommario è d’altra parte molto agevole:

Inserimento di una sezione di sommario in Word

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Come avere 3 mesi GRATIS di Amazon Music Unlimited per 3 mesi per ascoltare 70 milioni di brani … ed eventualmente disdire prima d’iniziare a pagare al termine di questo periodo di prova del tutto GRATUITO

Periodicamente Amazon estende il periodo di prova (completamente gratuita) del suo abbonamento Amazon Music Unlimited che consente di ascoltare tutta la musica in catalogo… più di 70 milioni di brani, praticamente l’universo musicale!

In questo post mostro come fare per approfittare di questa offerta ed eventualmente anche come agevolmente disdire il proseguo dell’abbonamento prima che si debba effettivamente pagare qualcosa.
Insomma, non ci sono proprio motivi per non provare questo servizio, tanto più ora che il periodo di prova è molto più lungo del solito!

Il periodo di prova GRATUITO ad Amazon Music Unlimited, generalmente di 1 mese, attualmente è stato esteso a ben 3 mesi

Infatti, generalmente il periodo di prova è di 1 mese ma in questo periodo è appunto stato esteso a ben 3 mesi per cui vale sicuramente la pena approfittarne! È vero che, dopo questo periodo, tale abbonamento diventa a pagamento a un costo non irrisorio, ma comunque congruente all’ottimo servizio offerto: tuttavia, se uno lo disdice prima di tale scadenza, non deve pagare assolutamente nulla per avere usufruito di tale prova. Anzi, se uno lo disdice anche molto prima del termine, comunque continua a usufruire fino alla scadenza di quei 3 mesi di ascolto di tutto il catalogo musicale!!
Comunque, tre giorni prima dello scadere del periodo di prova gratuito, per default viene inviato un promemoria:

3 giorni prima dello scadere del periodo di prova viene comunque inviato un promemoria (sebbene uno possa disdirlo anche molto prima senza perderne i vantaggi!)

Ricordo che benché l’abbonamento ad Amazon Prime , che magari uno ha già attivato per altri vantaggi inclusi, includa l’ascolto di un bel po’ di brani (diverse migliaia), sicuramente Amazon Music Unlimited fornisce un servizio decisamente più completo e privo di qualsiasi forma di pubblicità.

Vediamo ora in dettaglio come fare per eventualmente disdire per tempo (anche pochi giorni dopo avere aderito all’offerta di prova gratuita) a tale abbonamento: la procedura di disdetta è semplicissima e sicura! … ricordo nuovamente che anche se si disdice anche molto prima del termine dell’offerta (i.e. prima dello scadere dei 3 mesi), comunque rimangono i tre mesi completi di ascolto gratuito di tutta la musica!!!

Come mostrerò nei due screenshot seguenti, la procedura più semplice per disdirlo è quella di andare su Account -> Impostazioni di musica (nella sezione Contenuti digitali e dispositivi) e selezionare la scelta Annulla abbonamento:

Si anche può giungere alla medesima pagina che consente tale disdetta per altre vie leggermente più lunghe, ad esempio:

Analogo discorso agendo dall’interfaccia presente su smartphone:

Ovviamente questa possibilità di prova gratuita viene offerta solo una volta a una utenza … anche se in verità poi, dopo qualche tempo (dopo un due anni, mi sembra di ricordare) magari può venire riproposta. 🙃
Io ho già usufruito da non molto della prova gratuita ad Amazon Music Unlimited e l’ho annullata prima dello scadere dell’offerta in quato pur reputandola valida, preferisco attualmente accontentarmi dei brani inclusi in Amazon Prime e prendere poi dei CD fisici di mio interesse particolare: perciò ora quella pagina relativa alle impostazioni di Amazon Music mi mostra che l’abbonamento è stato annullato e, se vado nella pagina d’iscrizione, non mi viene ovviamente più offerto il periodo di prova gratuito di 3 mesi:

Io ho già usufruito della prova gratuita di Amazon Music Unlimited e l’ho annullata prima dello scadere dell’offerta: perciò ora quella pagina mi mostra che l’abbonamento è stato annullato e se vado nella pagina d’iscrizione non mi viene più offerto il periodo di prova gratuito di 3 mesi

Per ascoltare poi i brani sia su PC sia su smartphone, è sufficiente installarsi l’app Amazon Music dallo Microsoft Store o dal PlayStore di Google. Ovviamente quella è la medesima app che consente di ascoltare anche tutti i brani che uno ha acquistato su Amazon, anche quelli comperati come CD fisico in quanto in quel caso automaticamente viene messa a disposizione anche la loro versione in MP3 …. e questo immediatamente dopo avere effettuato il pagamento (perciò prima ancora che il disco fisico sia arrivato a casa)!

Sempre quell’app consente di ascoltare i brani presenti in Amazon Music Prime , cioè il catalogo musicale incluso agli abbonati ad Amazon Prime, solo che in quel caso i brani a disposizione sono “solo” 2 milioni e non 70 milioni come in Amazon Music Unlimited … e poi non ci sono quei 3 mesi di prova gratuita! 😉

Nel caso d’iscrizione ad Amazon Prime, è incluso anche Amazon Music Prime (con “solo” 2 milioni di brani) oltre ai vantaggi sui tempi di consegna rapida e gratuita, i video e lo spazio di archiviazione illimitato per il backup di foto.
I molteplici vantaggi di una iscrizione a Amazon Prime

Relativamente ai vantaggi che si hanno iscrivendosi ad Amazon Prime (tempi di consegna rapida e gratuita, video, musica, libri e spazio di archiviazione illimitato per il backup di foto), avevo già scritto alcuni post che vi invito a leggere:

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Vernice finale su un dipinto ad olio: istruzioni per l’uso

Avevo già scritto alcuni post sul restauro di dipinti e cornici e, in particolare, di un dipinto che aveva dei piccoli tagli da riparare e su cui si doveva poi ritoccare con del colore ad olio.

Dopo i dovuti mesi di distanza dai ritocchi e dai restauri descritti, ho passato la vernice finale al dipinto. Mesi fa avevo già passato dell’olio su tutto il dipinto per ravvivare i colori, masi sa, con i mesi quell’effetto piacevole di pittura quasi fresca diminuisce almeno parzialmente per cui può essere poi comunque opportuno utilizzare una vernice finale. Questa risulta utile anche alla conservazione del dipinto nel tempo, proteggendolo anche dagli effetti nocivi di luce e dall’umidità.

Diversamente da quanto uno potrebbe pensare, anche solo per la pittura ad olio esistono diverse vernici finali che differiscono per molteplici aspetti .

Esistono le versioni spray e quelle da dare con una pennellessa: mentre le prime possono risultare più comode da dare, io preferisco le seconde in quanto non solo non mi piacciono in generale gli spray, ma inoltre puoi dosare maggiormente il prodotto e magari effettuare miscele di vernici diverse (e.g. opache e lucide) per ottenere l’effetto effettivamente desiderato.
Si noti che la stesura di vernice finale non spray conviene farla con una pennellessa sufficientemente larga (e.g. 2, 3 dita) utilizzando movimenti regolari da una parte all’altra della tela prima in un verso (e.g. orizzontale) e poi nell’altro (e.g. verticale), terminando con una passata nel verso che si ritiene più opportuno in base alla tipologia di soggetto. Conviene sempre, in ogni caso, non usare molto prodotto pur verificandone che la stesura sia uniforme e tale da comprendere ogni punto della tela: semmai se non risulta sufficiente l’effetto voluto, si può poi passare una seconda mano una volta che sia asciugata la precedente, … o una terza ancora sebbene quato sia più improbabile!

Sebbene si usino generalmente senza diluizione, esistono poi vernici finali che usano l’acqua come solvente e quelle che usano l’acquaragia: non sono un esperto in materia, ma sei primi sono sicuramente più ecologici (e risulta anche più agevole pulire poi il pennello), i secondi mi sembrerebbero più protettivi e durevoli nel tempo. Ho visto che in realtà ce ne sono di altre diverse tipologie/sotto-tipologie, ma io (per ora) ho utilizzato solo quelle due.

Un’altra importante differenza sta nel fatto che la vernice dia un effetto lucido o uno opaco. Trovo conveniente, soprattutto se si tratta di un dipinto non moderno, non optare per un effetto completamente lucido per cui spesso mescolo, a circa il 50%, della vernice opaca e di quella lucida, ottenendo così un effetto intermedio assai naturale. Questa miscela è possibile ovviamente solo se si utilizzano le versioni non spray del prodotto e accertandosi che siano vernici della medesima tipologia (i.e. entrambi diluibili ad acqua o ad acquaragia).

Conviene comperare confezioni non troppo piccole se uno pensa di utilizzare tale vernice nel tempo in quanto, come sempre, più c’è prodotto meno costa in proporzione: d’altra parte la loro durata è assai lunga e semmai diventasse troppo densa negli anni, è sufficiente mettere del diluente specifico per qual prodotto (ei.e. acqua o acquaragia rispettivamente).

Ecco i prodotti che ho utilizzato e il risultato finale:

Dipinto dopo aver passato, con una pennellessa, due mani di vernice finale (lucida e opaca al 50%)
Particolare del dipinto terminato

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Biraghi a casa: un servizio di consegna di prodotti in offerta che supera ogni aspettativa!

Ho già altre volte ho avuto modo di lodare iniziative di negozi (e.g. Ottime iniziative di alcuni commercianti di Torino per favorire chi utilizza la bicicletta | Enzo Contini Blog) e professionalità e gentilezza di altri (e.g. Appunti di restauro: come riparare la tela tagliata/bucata di un dipinto | Enzo Contini Blog), così come altre volte ne ho invece denigrati altri per incuria e disservizi non consoni al locale (Il degrado di alcuni locali commerciali storici la cui mala gestione attuale non è degna sia del luogo sia della bella Torino | Enzo Contini Blog)!

Soprattutto in questo periodo di pandemia ci sono talvolta servizi efficienti e convenienti che stupiscono davvero positivamente! Forse dureranno solo in questi mesi di lockdown, ma comunque sono degni di lode e meritano di essere pubblicizzati agli amici e … anche ai visitatori di questo blog! 😉

Sto parlando dell’iniziativa promossa da Biraghi dal suo sito Biraghi a casa: propone diversi suoi prodotti (buonissimi!) non solo con un notevole sconto (e.g. 50%) ma anche con un servizio gratuito di consegna a domicilio il giorno e nell’intervallo di tempo di 1 ora che uno sceglie all’atto dell’acquisto!!

Insomma un servizio che neppure Amazon riesce a offrire, seppure, per il momento, attivo (7 giorni su 7) esclusivamente sulle città di Torino, Moncalieri, Collegno, Rivoli, Grugliasco, Nichelino, Trofarello, Beinasco e Alpignano.

Esiste un limite inferiore di spesa minimo di 10€, decisamente accertabile per poter usufruire di tale servizio eccezionale!

Segnalo, in particolare, il pacchetto in offerta con 10 prodotti a soli 10€ …. cioè mediamente 1€ a prodotto!! Tutti prodotti buonissimi, in particolar modo la gorgonzola e la ricotta (che è assai “pannosa”) oltre tutte le ben conosciute versioni di confezioni a base di parmigiano reggiano: anche il latte, pur essendo a lunga conservazione, ha un gusto che lo distingue dalle altre marche generalmente vendute nei supermercati (e.g. Granarolo, Parmalat)!

Biraghi a casa: propone diversi suoi prodotti (buonissimi!) non solo con un notevole sconto (e.g. 50%) ma con un servizio gratuito di consegna a domicilio il giorno e un intervallo di tempo di 1 ora che uno sceglie all’atto dell’acquisto!!
Esempio di acquisto di 2 confezioni di composizione di 10 prodotti ciascuno per un totale di
Ricordati d’impostare l’opzione di consegna personalizzata in cui puoi decidere giorno e ora in cui il pacco ti verrà consegnato!
Il contenuto della confezione che mi è arrivata puntualmente a casa nella loro bella borsa per la spesa riutilizzabile

Per di più viene dato un carnet di buoni sconto da utilizzare in qualsiasi punto vendita (e.g. supermercato) per l’acquisto di loro prodotti. Il tutto inserito in una bella borsa per la spesa robusta e riutilizzabile. Come se non bastasse viene inserito un gratta&vinci ogni 15€ di spesa con cui, per quanto ho visto, si vince sempre qualcosa (e.g. una ricotta, dei biraghini snack, una borsa frigo…) da ritirare direttamente nel loro negozio in p.za S. Carlo a Torino. Una cartolina permette infine di partecipare a un concorso legato al giro d’Italia ciclistico di cui Biraghi è uno degli sponsor.

Quando si passa nel loro negozio per prendere quegli omaggi, non dimenticatevi poi di chiedere la carta fedeltà gratuita che consente di accedere a ulteriori iniziative promozionali! Sempre interessante poi vedere come è stato sapientemente ristrutturato quel negozio storico di Torino, un tempo sede principale di Paissa, che proponeva specialità – almeno un tempo – quasi introvabili (a prezzi altissimi, ma se ci si voleva togliere uno sfizio…). L’estrema cordialità e gentilezza dei commessi di Biraghi ora si contrappone piacevolmente alla freddezza di quelli del precedente negozio…

Tessera fedeltà che si può richiedere in negozio quando si ritirano gli omaggi

Insomma … mi sembra che si siano più motivi per sfruttare questa iniziativa di marketing lodevole soprattutto in questo periodo!!

Micio non è compreso!!

🙂

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Come sapere l’importo della TARI (tassa sui rifiuti) dal sito della SORIS e quindi pagarla: anche nel 2021 ti devi impegnare un bel po’ per riuscirci … se non leggi questo post! ;-)

Fino a qualche giorno fa l’importo della TARI non compariva ancora nella mia area personale del sito della Soris: oggi ho riprivato a vedere ed era comparso!

Già lo scorso anno avevo scritto il post Come scaricare e visionare il dettaglio del dovuto per la TARI (tassa sui rifiuti) dal sito della SORIS … alias come rendere complicato per il cittadino trovare la pagina opportuna e anche solo effettuare l’autenticazione! e, nonostante quella esperienza, anche quest’anno ho dovuto tribolare un po’ per completare il pagamento della TARI 2021.

I problemi per riuscire ad accedere alla sezione in cui ci sono i pagamenti da effettuare alla Soris permangono inalterati rispetto a quanto detto in quel precedente post lo scorso anno, per cui dovrei ripete le medesime osservazioni già scritte! Rimandandovi a quel post per eventuali ulteriori mie considerazioni personali, ricordo solo che la sezione dove trovare i pagamenti da effettuare alla Soris (e quindi anche quello della TARI 2021) viene chiamata Estratto conto.

Vi risparmio tutti i passaggi per giungere a quella sezione Estratto conto partendo dalla homepage della Soris, perché già ho mostrato chiaramente (sempre in quel mio precedente post) quanto inspiegabilmente risulti nascosto il link utile per accederci, pur essendo un qualcosa assai utile per tutti i cittadini e che quindi meriterebbe una visibilità infinitamente maggiore.
Essendo ora l’obiettivo quello di arrivare in quella sezione il più velocemente possibile, vi fornisco alcuni link diretti (sperando che poi non cambino nel tempo!): ce ne sono ben tre!

La migliore alternativa è, mio parere, quella di utilizzare il seguente link presente nel sito di Torinofacile:

Premendo rispettivamente il tasto Accedi o quello Accedi al servizio, questa volta ben evidenti come pulsante “Estratto Conto”, riuscirai a raggiungere la pagina che richiede una delle 3 possibili forme di autenticazione per poi, una volta riconosciuto, poter visualizzare il tuo “Estratto conto“!!

Un metodo alternativo per accedere al proprio Estratto conto è quello di passare dal sito di Torinofacile anziché da quello della Soris
Pagina del portale SORIS non agevolmente raggiungibile dalla sua homepage benché sia quella del link inviato via email se uno si è iscritto al servizio di reminder
Quale di quei speudo-pulsanti scegliere per accedere all’Estratto conto: seleziona quello evidenziato!
Dalla homepage della Soris, scegliendo la sezione Estratto Conto, per entrarci poi effettivamente dentro (e trovare l’F24 per pagare la TARI) si deve cliccare nel link omonimo indicato nella descrizione, sicuramente non sufficientemente evidenziato!

Comunque, anche cliccando su quel link si raggiunge (seppur a fatica e dopo probabili diversi refresh del browser – pressione del tasto F5 per effettuare tali refesh) la pagina già vista di scelta su come accedere all’estratto conto.

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Qualsiasi sia stato il metodo scelto tra quelli elencati precedentemente, finalmente si accede alla pagina dove viene richiesto di decidere quale tipologia di autenticazione scegliere. Anche qui la scelta non è “ovviamente” univoca e quale sia la migliore non spetta a me dirlo: già mi ero speso in un altro post per disquisire sullo SPID. Comunque meglio avere più possibilità di accesso … sempre che funzionino al primo colpo!!

Più per provare che altro, ho cliccato sull’opzione Entra con altre credenziali ed è comparsa in verità una sola scelta associata: mi chiedo, mica pensano (forse per aumentare l’entropia) di metterne ancora delle altre di scelte, visto che tre modi di autenticazione mi sembrano davvero già più che sufficienti!!! 🤔

Vengono proposte più possibilità di autenticazione: SPID, CIE e … Altre credenziali!!

Comunque, entrando con qualsiasi modalità di autenticazione (ad esempio, con SPID o Torinofacile), si accede alla propria area privata dove sono elencati i pagamenti da effettuare alla Soris. Cliccando quindi sull’icona pdf associata alla riga desiderata della lista dei documenti da pagare, si dovrebbe poter scaricare direttamente il documento associato (e.g. modulo F24 per TARI) … e così è stato lo scorso anno. Questa volta, invece, mi veniva segnalato in alto in rosso “Documento non disponibile:

Cliccando sull’icona pdf si dovrebbe poter scaricare direttamente il documento associato (e.g. modulo F24 per TARI): quest’anno invece mi veniva segnalato in rosso “Documento non disponibile” 🙄

Sono invece riuscito comunque a ottenere l’agognato F24 della TARI, andando sull’icona della cartella (Dettaglio documento), poi selezionando l’icona pdf nella pagina di dettaglio e, infine, premendo il tasto Stampa: con quest’ultima azione non viene infatti effettuata la stampa del contenuto di quella pagina (come uno si aspetterebbe) bensì, per fortuna, viene scaricato proprio il file pdf dell’F24 che si desidera pagare!!!
Se non si sono modificate le impostazioni del browser, quel file uno se lo ritrova nella cartella Downloads del PC (e.g. C:\Users\nomeutente\Downloads). La procedura passo-passo la descrivo nei seguenti screenshot:

Si noti che inspiegabilmente quell’F24 non risulta pagabile dal sito della Soris essendo disabilitato il carrello associato. Al contrario sono riuscito a pagare tramite la Soris, cliccando sul rispettivo carrello, un vecchio insoluto della TARSUche mi sono trovato in elenco! 🤔

La nuova TARI non si riesce a pagare con il carrello della Soris, mentre un insoluto TARSU sì. 🤔

Per il pagamento della TARI 2021 sono quindi dovuto andare nel sito della banca, ho compilato i dati dell’F24 nella sezione relativa ai tributi locali, facendo attenzione sia di non selezionare nulla su Ravvedimento/Acconto/Saldo (sebbene sul rigo della Soris venga indicato “TARI Acconto“) sia d’inserire l’identificativo operazione sia compilare ciascuna riga per i due tributi indicati come 3944 (TARI) e TEFA
Sì perché, con la risoluzione numero 5 del 18 gennaio 2021 dell’Agenzia delle Entrate, è stato istituito un nuovo codice tributo per i modelli F24 ed F24Ep, relativi alla tassa per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente.
Dal 2021 sono perciò scorporati, dalla tassa sui rifiuti, i tributi per l’esercizio delle funzioni di tutela/protezione/igiene dell’ambiente che devono quindi devono essere versati separatamente.

Mi chiedo: ma questa e altre eventuali suddivisioni dei soldi versati dal contribuente, non possono poi essere fatte in automatico sul backend, tanto più che, almeno in questo caso, l’ente/comune è lo stesso??
Insomma …. mi sembra proprio la classica complicazione affari semplici!!

Relativamente poi al pagamento del vecchio insoluto che mi sono trovato della TARSU effettuato tramite la Soris, mi sono meravigliato della semplicità ed economicità della transazione quando effettuata tramite Satispay.
A parte il fatto che costa meno di 1/3 di quanto richiesto da tutti gli altri metodi di pagamento e poi la procedura per effettuare un pagamento è semplicissima: basta lanciare sul proprio smartphone l’app Satispay autenticandosi, e compare la richiesta di conferma del pagamento con già la cifra da pagare già automaticamente preimpostata. Per acconsentire, come sempre, è sufficiente premere la freccia di spunta presente a lato dell’importo, e il pagamento viene così convalidato. La Soris invia quindi una notifica anche tramite un’email con allegato il file di attestato di pagamento! 😉

Satispay è il metodo di pagamento più economico e veloce utilizzabile dal sito della Soris


Un’unica accortezza: il numero telefonico da indicare è quello associato al proprio conto Satispay e deve includere davanti il prefisso internazionale +39, diversamente non viene riconosciuto.

Il numero telefonico da indicare deve includere davanti il prefisso internazionale +39 diversamente in alto in rosso compare l’errore “Numero telefonico non riconosciuto


Perciò, per i pagamenti da Soris, pagamenti PA e anche per bollettini postali, valuta attentamente l’utilizzo di Satispay perché molto probabilmente risulta il metodo più veloce oltre che il più economico! Vedi a tale riguardo vedi magari i miei post su questo innovativo metodo di pagamento che tra l’altro è anche stato sviluppato in Italia:

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Link utili

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Alexa: come collegare i propri calendari in modo da poterle chiedere (o fissare) i nostri impegni

Ho già scritto diversi post su questo assistente vocale non solo integrabile nel proprio smartphone tramite l’omonima app ma anche in un set sempre più vasto di dispositivi (e.g. Echo Dot). In questo nuovo articolo mi soffermerò su una delle sue possibili innumerevoli funzionalità attivabili: la gestione di uno o più calendari. Infatti può risultare comodo fissare vocalmente un impegno su un proprio calendario elettronico (e.g Google Calendar, Microsoft Outlook Calendar).

Per poter utilizzare con Alexa uno o più dei nostri calendari è però necessario “agganciarli” dando gli opportune permessi. Infatti, se uno cerca ad esempio di chiedere: “Alexa, quali sono i miei impegni oggi?”, l’assistente ti risponde non solo che non ci sono calendari associati ma ti fornisce anche una modalità assai semplice per iniziare la semplice procedura per agganciarne uno o più. Infatti, se acconsenti, ti invia sul tuo cellulare (tramite l’app Alexa che molto probabilmente hai installato per meglio configurare il sistema) una push notification, cioè una notifica con il link che ti permette appunto di aprire l’app Alexa proprio alla sezione specifica per configurare propri calendari. Ti permette, insomma, di evitare di andare a cercare nell’app Alexa la sezione che permette la configurazione dei calendari mandandoti una notifica che si può seguire anche successivamente nella sezione Altro -> Attività: non sarà molto ma rende comunque il tutto più user friendly!
Nel seguito mostro passo-passo gli screenshot delle procedure sia per il collegamento del calendario Google sia di quello Microsoft: ovviamente ci sono delle fasi di autorizzazione e anche un invio di un’apposita email che notifica l’autorizzazione concessa ad Alexa:

Nel seguito mostro, come alternativa, la configurazione dei calendari così come possibile andando ad agire su Impostazioni -> Notifiche -> Calendario e E-mail – Aggiungi account: le fasi si autorizzazione sono ovviamente poi le medesime mostrate prima!

Da questo momento in poi potrai chedere: “Alexa, quali sono i miei prossimi impegni?

Lei ti risponderà elencandoti i prossimi impegni: “Ecco i prossimi quattro eventi: ….“. Poi ti chiederà se vuoi conoscere anche quelli successivi a quelli: “Vuoi saperne di più?“. Se risponderai “Sì”, proseguirà elencandoti quelli successivi …. e così via!

Analogo discorso per inserire un nuovo evento nel calendario: “Alexa, inseriscimi un nuovo evento nel calendario”. La procedura d’interazione sarà semplice e guidata chiedendoti il giorno, l’ora e i testo dell’evento da inserire: insomma, agevole soprattutto se non si ha la possibilità d’interagire con le mani, ad esempio quando si guida in macchina utilizzando Echo Auto, utilizzabile praticamente in qualsiasi automobile:

Echo Auto, per avere Alexa a disposizione anche in automobile

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Come forzare il caricamento delle foto presenti sul proprio smartphone in modo da sincronizzarle subito su un cloud e vederle quindi a breve anche da un altro dispositivo al medesimo collegato

Sicuramente è assai conveniente impostare il proprio smartphone in modo che salvi le foto effettuate anche su un cloud e si sincronizzi periodicamente in modo che non si rischi di perderle.

Generalmente nelle applicazioni che gestiscono le foto su uno smartphone esiste infatti la possibilità, nella loro sezione Configurazioni, d’impostare una sincronizzazione con un cloud. Ad esempio, se si è installata e configurata l’app OneDrive, autenticandosi con le proprie credenziali Microsoft (i.e. quelle utilizzate per accedere il proprio PC Windows), se poi si lancia l’app Samsung Galleria (presente, di default, in tutti gli smartphone di quella marca) si può configurare l’opzione di sincronizzazione con quel cloud. Tra le opzioni si può limitare d’effettuare tale trasferimento dati solo quando connessi a una rete WiFi, per sprecare traffico dati sulla propria SIM.

Tuttavia, seppure sia stata impostata opportunamente quell’eventuale limitazione per avere attiva la sincronizzazione, talvolta questa può avvenire anche dopo diversi minuti. Sebbene spesso questo ritardo uno non lo noti neppure o comunque non disturbi più di tanto, altre volte però risulta essere assai fastidioso: ad esempio, nel caso in cui uno effettui con lo smartphone delle foto/screenshot che si desiderano inserire in un post, e le voglia avere sul PC lavorando su quel dispositivo sicuramante più idoneo all’editing!

Per fortuna esiste la possibilità di forzare l’inizio di tale sincronizzazione andando sempre nella sezione delle impostazioni dell’app, toccando quindi la scritta Sincronizza con OneDrive (Attenzione: toccare quella scritta e NON l’interruttore a fianco, altrimenti si disattiva tale funzionalità di salvataggio su OneDrive, anziché andare nella sua finestra relativa alle sue opzioni!): si entra così nella finestra di dettaglio in cui si può premere Sincronizza adesso, dopo avere controllato ovviamente che l’opzione Sincronizza con sia impostata in modo congruente al collegamento dati attualmente disponibile e voluto! Una icona circolare rotante a destra indica poi la sincronizzazione in corso che si può eventualmente bloccare se successivamente lo si desidera.
Si noti infine che la presenza di una sincronizzazione in corso viene visualizzata anche nella pagina principale di quell’app Samsung Gallery, come mostrato nell’ultimo screenshot allegato:

NOTA : se per caso, anche forzando la sincronizzazione questa si interrompe quasi subito e viene indicato “Impossibile sincronizzare i dati. Riprovate più tardi“, conviene provare a disattivare e poi riattivare l’interruttore Sincronizza ed eventualmente, se non basta, effettuare un Riavvio dello smartphone (non uno Spegni) in quanto potrebbe risolvere il problema. Se ancora on è sufficiente per vedere sincronizzato il tutto e viene ancora mostrato quel messaggio, allora conviene verificare che la connessione sia al Cloud Samsung sia a OneDrive siano ben impostate: conviene anche qui sconnettersi e riconnettersi indicando le apposite credenziali (che forse uno può aver cambiato o magari le condizioni di sicurezza dei rispettivi provider – Samsung, Microsoft – sono state modificate e possono richiedere l’accettazione esplicita di nuove condizioni di contratto).

Può poi essere conveniente andare a vedere le foto salvate direttamente nel Samsung Cloud accedendoci anche da PC tramite l’apposita app Samsung Gallery presente nello Store Microsoft: viene richiesta una autenticazione con le proprie credenziali Samsung e anche l’invio di un codice tramite SMS (può essere necessario richiedere il nuovo invio o utilizzare altro metodo per effettuare questa seconda verifica: ad esempio, a me non è arrivato tale SMS prima dello scadere del timeout!)

Può essere poi interessante anche a vedere da un browser le impostazioni del proprio Samsung Account e, in particolare, sul proprio Samsung Cloud relativamente al backup dei propri dispositivi e di alcune informazioni di app in essi installati: stranamente da browser, anche accedendo a questi siti, non si riescono a gestire le foto e risulta necessario per questo installare l’app Samsung Gallery vista dallo Store Microsoft.


Poi, lato PC, la sincronizzazione effettuata da OneDrive – se correttamente configurato – avviene in genere quasi immediatamente. Infatti in realtà non vengono scaricati dei file nell’apposita sezione relativa alle immagini della cartella OneDrive, bensì semplicemente dei riferimenti a ciascuna foto con relativo thumbnail associato: solo cliccandoci eventualmente sopra a ciascun file, questo verrà poi effettivamente scaricato localmente sul PC e, a seconda della banda della connessione che il PC sta utilizzando, potrà metterci più o meno tempo. È necessario solo verificare, eventualmente, che quell’applicazione sia presente in background (i.e. deve esserci l’icona della nuvola nella toolbar) altrimenti è necessario lanciarlo a linea di comando (vedere il mio precedente post How to start OneDrive manually).
Si noti inoltre che esistono alcune opzioni che possono determinare la sospensione della sincronizzazione, per il fatto che il PC si trovi in modalità risparmio batteria e/o che sia in Rete tramite un collegamento a consumo:

Infine segnalo che quell’app Galleria Samsung (installabile sul PC) non solo consente di mostrare foto e video acquisiti dallo smartphone, rendendo possibile scaricare tutti i contenuti a scopo di backup e gestire poi quel contenuto con delle cartelle locali: si possono anche modificare le foto grazie a funzioni quali la regolazione automatica, il ritaglio e la rotazione. Funzioni nuove consentono infine di effettuare sia una Ricerca intelligente: [e.g. mostrare gruppi automatici di foto in base al contenuto (bambini, persone, cibo, sport, architettura e così via) o al testo all’interno delle immagini (biglietti da visita, pagine Web e così via)] sia un raggruppamento per data.

L’app Galleria Samsung presente nello Store Microsoft e quindi installabile su tutti i PC/tablet Windows

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Telecamera IP di sicurezza Xiaomi Mi Home: come configurare il salvataggio dei video anche su un NAS

Avevo già scritto un post su un argomento simile:Telecamera IP di sicurezza Xiaomi Mi Home e configurazione per un salvataggio dei video anche su un hard disk esterno collegato alla rete locale. In quel caso spiegavo come fare a effettuare un salvataggio su un PC o su un Hard Disck collegato direttamente al router tramite una sua porta USB.

In questo post mi soffermerò meglio per spiegare passo-passo come configurare il salvataggio su un “vero” NAS collegato alla rete. Questa è infatti la soluzione più opportuna e più pulita in questo quella tipologia di dispositivi è studiata apporta per poter funzionare 7 giorni su 7, 24 ore su 24.
Io che avevo collegato via USB al router, un vecchio HD tanto per provare, me lo sono visto rotto nel giro di qualche mese: è vero che non era dei più recenti e magari era già lì lì per andarsene, ma sicuramente sottoporlo a un lavoro pressoché continuo ha sicuramente contribuito a dargli il segno di grazia!

Mi Home Security Camera Basic 1080P SXJ02ZM), versione basilare (la più economica) che non consente di ruotare la telecamera da remoto
IMI 1080P Telecamera di Sorveglianza con in più la funzionalità di tracking


Nel seguito mostro gli screenshot per effettuare il salvataggio su uno dei NAS più diffusi ed economici, il Western Digital My Cloud EX2 Ultra. Non sarà un NAS così professionale come alcuni proposti dalla Synology, ma penso abbia tutte le funzionalità che uno possa desiderare per un uso casalingo: un’app per accedere ai contenuti da smartphone ovunque uno si trovi o anche, come alternativa, un accesso via browser qualora uno desideri utilizzare un PC/tablet. Il rapporto qualità/prezzo mi sembra buono e poi gli HD sono quelli proprio quelli RED della Western Digital, specificatamente pensati per NAS, gli stessi che molto probabilmente si monterebbero su uno di diversa marca!

Innanzitutto vediamo come poter accedere con un PC Windows 10 ad alcune directory di quel NAS (o altro ancora) andando a effettuare un click con il tasto destro sul Esplora File (File Explorer) aperto su Questo PC (My PC)

Si noti che per le cartelle condivise nel NAS come non Pubbliche (cioè non visibili a tutti gli utenti della LAN ma solo ad alcuni utenti configurati nel NAS secondo configurazione opportuna) viene richiesto d’inserire ovviamente un username/password. Si noti che per le cartelle condivise nel NAS come non Pubbliche (cioè non visibili a tutti gli utenti della LAN ma solo ad alcuni utenti configurati nel NAS secondo configurazione opportuna) viene richiesto d’inserire ovviamente un username/password di un utente abilitato ad accedere a quella risorsa in rete. Puoi succedere che venga segnalato il seguente errore quando si cerca di accedere a una directory condivisa nel NAS non come Pubblica e quindi cercando di autenticarsi con un utente che abbia i diritti di lettura/scrittura sulla stessa:

Quella problematica può verificarsi, come indicato anche nel messaggio della finestra di popup, se si cerca di accedere a una risorsa condivisa con connessioni multiple. Senza saper ne leggere ne scrivere, io ho risolto effettuando un restart del PC: nota un restart e non uno spegni in quanto solo così si è sicuri che il PC riparta davvero da zero senza magari salvarsi in cache delle informazioni per rendere più veloce un susseguente avvio!

Lato NAS conviene creare sia un utente nuovo (e.g. xiaomi) da utilizzare specificatamente per farlo accedere dalle telecamere Xiaomi sia quindi configurare una cartella condivisa (e.g. Xiaomi) a cui dare tutti i diritti (anche di scrittura) proprio a quell’utente xiaomi (ed eventualmente quello di solo lettura per altri utenti del NAS che si desidera possano accedere ai file video che verranno salvati in quella directory dalle diverse telecamere Xiaomi). In quella cartella ciascuna telecamera creerà automaticamente una sua sotto-cartella specifica, una volta configurata per effettuare lì il backup su quel NAS.

Creazione, nella sezione Utenti, di un utente del NAS specifico per fare accedere le telecamere Xiaomi
Creazione, nella sezione Condivisioni, di una cartella (e.g. Xiaomi) a cui dare i diritti di lettura/scrittura all’utente con cui accederanno le telecamere (e.g. xiaomi)

NOTA IMPORTANTE: per come funzionano attualmente le telecamere Xiaomi, è necessario abilitare sul NAS anche il protocollo SMB1, come si è visto è necessario fare anche su Windows 10, seppure questa sia una modalità meno sicura rispetto a SMB2/SMB3 e per questo non abilitata di default nei sistemi. Per far ciò è necessario andare, dal sito di amministrazione del NAS del My Cloud EX2 Ultra e dopo essersi autenticati come amministratore, nella sezione Impostazioni -> Rete -> Servizi Windows – Protocollo SMB:

Accedendo ora anche dal browser, ovunque uno sia, al sito My Cloud della Western Digital si può poi accedere alle directory condivise da parte di tutti gli utenti del NAS che posseggono la necessaria abilitazione di lettura:

Qualsiasi utente del NAS che sia stato abilitato alla lettura dei file della directory Xiaomi condivisa, può accederci tramite qualsiasi browser dal sito al sito My Cloud della Western Digital

Ciascuna telecamera Xiaomi, in cui sia sto configurato il salvataggio in quel NAS specificatamente nella cartella che si è creata condivisa (e.g. Xiaomi), salverà i propri video creando una cartella che la identifica, al cui interno c’è poi una cartella per ciascun giorno:

Analogo discorso se si accede da smartphone utilizzando l’app My Cloud OS 5 appositamente sviluppata da Western Digital: attenzione che WD ha sviluppato diverse app chiamate My Cloud ma, se il NAS è stato, come opportuno, aggiornato alla sua ultima versione del sistema operativo (i.e. OS 5), si DEVE utilizzare quell’app che ho indicato.

Per gestire da smartphone il NAS Western Digital My Cloud EX2 Ultra aggiornato alla sua ultima versione i sistema operativo, si deve utilizzare l’app My Cloud OS 5

Lato smartphone, nell’app Mi Home si deve andare nella pagina di dettagli di ciascuna telecamera, premere i tre puntini in alto a destra per entrare nel menù di configurazione, quindi scegliere Gestione della memoria e, nella sua sezione Configurazione NAS entrare in Dispositivo di archiviazione dei rete NAS: si noti che l’interfaccia utente potrebbe essere un po’ differente a seconda del modello di telecamera Xiaomi/IMI Lab. Vedi anche quanto indicato nel post precedente Telecamera IP di sicurezza Xiaomi Mi Home e configurazione per un salvataggio dei video anche su un hard disk esterno collegato alla rete locale.

Sezione della gestione della memoria in cui è possibile anche specificare il salvataggio dei video su un dispositivo di rete NAS.

A questo punto vengono mostrate le possibili unità di archiviazione trovate nella rete locale: se si sceglie MYCLOUDEX2ULTRA si andrà a salvare sul NAS in oggetto:

Si noti che, se non è stato impostato sul NAS il protocollo SMB1 come evidenziato precedentemente, selezionando quella unità e autenticandosi, non verrà trovata alcuna directory condivisa su cui poter salvare i video. Se invece si abilita quell’opzione sul NAS, vengono visualizzate tutte le cartelle condivise e visibili all’utente con cui ci si è autenticati (e.g. xiaomi): si seleziona la cartella (e.g. Xiaomi) a cui sono stati dati anche i diritti di scrittura per quell’utente del NAS: