Link utili per i medici: come avere l’elenco dei propri crediti formativi E.C.M., come ottenere la PEC gratuitamente, come visualizzare l’elenco aggiornato degli iscritti all’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della propria provincia

Nel post precedente ho mostrato come si può richiedere online il duplicato della propria tessera sanitaria, tramite una procedura assai semplice.
Nel seguente post, invece,inserisco alcuni link particolarmente utili per i medici e talvolta non conosciuti così diffusamente come probabilmente si dovrebbe.

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Come visualizzare l’elenco aggiornato degli iscritti all’albo

Un tempo veniva distribuito a tutti i medici un librone contenente l’elenco di tutti i gli iscritti all’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della propria provincia (e.g. Torino e provincia) con indicate tutte le informazioni associate per ciascuno. Insomma più di 1500 pagine già nel 1998!!

Successivamente veniva poi distribuito un CD-ROM con tale elenco. Anche quest’ultimo, pur non rubando granchè spazio, attualmente risulterebbe poco utilizzabile dal momento che quasi più nessun PC integra un lettore DVD ed essendo inoltre assai più diffuso l’uso dello smartphone per reperire informazioni utili. Oggigiorno è possibile, per chiunque e non solo per un medico, accedere online (con un qualsiasi browser) all’elenco di tutti gli iscritti ad un ordine, con la possibilità quindi di reperire tutte le informazioni loro associate, quali ad esempio la specialità acquisita e l’anno di laurea. Dal momento che gli elenchi sono spesso divisi per provincia, è necessario andare nel sito specifico dell’albo di  interesse: per la provincia di Torino, in particolare, il sito di riferimento è quello dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino che consente in questa sua sezione di ricercare le informazioni su ciascun medico iscritto all’albo:

La ricerca può essere ovviamente fatta e questo anche da telefonino tramite un qualsiasi browser:

Si noti che l’accesso a queste informazioni è consentito a chiunque e non richiede quindi alcun accesso autenticato  all’area protetta del portale, riservata ovviamente solo agli iscritti.

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Come avere l’elenco dei propri crediti formativi E.C.M.

Sempre nel sito dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino esiste una sezione E.C.M. che tuttavia fornisce informazioni specifiche solo se il medico si è autenticato. Comunque, le informazioni presenti sono solo relative a corsi in programma (probabilmente unicamente quelli organizzati dall’ordine stesso), con indicata la disponibilità di posti e la possibilità di iscrizione online. Insomma, non è presente nulla relativamente all’elenco dei corsi già seguiti e crediti E.C.M. associati al medico autenticato!

Nel sito dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino la sezione E.C.M. fornisce solo informazioni su alcuni corsi in programma.

Tale elenco dei corsi registrati si può invece ottenere andando nel sito ufficiale  dell’AGE.NA.S , E.C.M.Commissione Nazionale Formazione Continua.
Ovviamente il medico deve innanzitutto autenticarsi per conoscere i corsi E.C.M. (Educazione Continua in Medicina) attualmente a lui accreditati e conoscere anche il relativo punteggio raggiunto per il triennio in corso.
La registrazione a quel portale è assai semplice e richiede dati ben conosciuti dal medico, quale il codice fiscale, le sue specialità ed il numero di iscrizione all’albo, presente nel suo tesserino professionale:

Iscrizione nel portale AGE.NA.S

Ricerca crediti E.C.M. acquisiti nella sezione myECM

Crediti E.C.M. acquisiti

Ovviamente, selezionando l’icona di info relativa a ciascun credito, si visualizzano i dettagli del corso seguito.
Si noti infine che, come specificato chiaramente nel testo, non sono presenti in quell’elenco eventuali crediti maturati per la partecipazione ad eventi regionali, nè quelli relativi ad esoneri, esenzioni o provider esteri.

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Come ottenere la PEC gratuitamente

Non tutti i medici sanno che, tra i servizi offerti dal proprio ordine dei medici (la cui iscrizione ha un suo costo non irrisorio), è compresa l’attivazione di una casella di posta certificata (PEC). Per attivarla è sufficiente autenticarsi nel portale del proprio ordine (e.g. Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino ), andare nella sezione specifica per la richiesta dell’attivazione della PEC, inserire le informazioni richieste tra cui l’indirizzo di email che si preferisce avere per quella PEC, stampare il modulo di richiesta, firmarlo ed inoltrarlo via email insieme alla copia del proprio documento di identità (fronte e retro) e numero di iscrizione all’ordine.
L’attivazione della casella dovrebbe quindi avvenire in un tempo massimo di due giorni lavorativi.

Si noti che il costo di una PEC è attualmente irrisorio (5€) e tramite l’ordine dei medici è addirittura gratuita per quei professionisti, trattandosi di uno dei servizi offerti a tutti i suoi iscritti. Avere la PEC  può tornare sicuramente utile in molteplici occasioni e non a quelle collegate alla propria attività professionale. Infatti, spesso può essere un metodo di inoltro di una comunicazione che diversamente richiederebbe l’invio di una raccomandata … e ne basta una per vedere recuperati i costi di un eventuale abbonamento!

Si noti che diversi anni fa alcuni Comuni avevano dato la possibilità ai propri cittadini  di attivare gratuitamente un servizio di PEC per la comunicazione certificata con gli enti pubblici: purtroppo dopo qualche tempo questo benefit è stato tolto. Sarebbe sicuramente una dei servizi al cittadino più utili da fornire nuovamente …

Infine, per ricercare l’indirizzo PEC di una persona, professionista o ditta, puoi utilizzare i seguenti siti:

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Come richiedere un duplicato della tessera sanitaria

Talvolta, anche prima della scadenza programmata, può essere necessario chiedere un duplicato della propria tessera sanitaria in quanto persa, rubata o non più funzionante correttamente.

Per poter fornire il numero della tessera leggibile anche tramite il codice a barre molto, ad esempio durante l’acquisto di un medicinale in farmacia, spesso è sufficiente averne fatto una fotocopia ambo i lati o, ancor meglio, averla fotografata e magari avere inserito tali foto in qualche app pensata appositamente per contenere e ritrovare agevolmente tessere e biglietti da visita (e.g. CamCard).
Tuttavia risulta conveniente avere nella sua forma fisica in altre occasioni, ad esempio quando si deve pagare un ticket in un punto giallo in quanto, dal microchip presente nella carta, vengono automaticamente letti i dati da inserire nel modulo da compilare. Inoltre quella tessera risulta anche un documento che certifica il proprio codice fiscale ed è necessario presentarla in diverse circostanze.

Come fare dunque se non la si ha più?
Se è prossima alla scadenza, a breve arriverà comunque per posta.
Diversamente dal  sito dell’Agenzia delle Entrate si può richiederne esplicitamente il suo invio a casa anche senza necessità di autenticarsi e quindi possedere le credenziali specifiche per accedere a quel portale o uno SPID.

Da questo link si accede alla pagina mostrata nel seguito che, fornite alcune informazioni, quali il codice fiscale e il reddito indicato sul 730 di un determinato anno, consente di inoltrare la richiesta:

Pagina che consente di inoltrare la richiesta, fornite alcune informazioni, quali il codice fiscale e il reddito indicato sul 730 di un determinato anno.

Tuttavia ho sperimentato che, talvolta, pur compilando correttamente i dati richiesti, tale procedura non va a buon fine! Diversamente, autenticandosi nel portale ed accedendo poi alla sezione specifica per la richiesta del duplicato, esiste una procedura più semplice, che non richiede nessun dato specifico:

Il duplicato della tessera sanitaria sarà quindi recapitato all’indirizzo registrato in Anagrafica Tributaria, quindi al proprio domicilio.

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Protetto: Per quanti anni si devono conservare i 730, ricevute fiscali, Tarsu, Imu, multe ecc… ?

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Le condizioni di precarietà dei ponti del Trincerone finalmente sembra siano state notate e si inizi ad intervenire … speriamo in modo adeguato

Nel lontano 7/12/2018 avevo scritto un post in cui evidenziavo tra l’altro lo stato precario di  alcuni ponti che attraversano il Trincerone, fornendo anche immagini fotografiche.

Scrivevo in particolare: “Come evidenziano le foto presenti in questo album Flickr apposito o su Amazon Photo, i ponti che congiungono via Sempione con via Gottardo e che consentono di oltrepassare il Trincerone (soprattutto i ponti di c.so Vercelli e di via Bologna) rivelano curati particolari architettonici di rilievo. Tuttavia, le loro condizioni non sembrano ottimali in diversi punti (soprattutto in quello di c.so Vercelli, probabilmente il più trafficato), presentando diverse crepe e scrostature tali da mostrare arrugginiti i rinforzi in ferro armato: sicuramente converrebbe effettuare un’adeguata verifica del loro stato strutturale“.

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Proprio ieri, a distanza di più di un anno da quella mia osservazione (seppur io non sia uno del mestiere), ho notato che finalmente si è incominciato ad intervenire proprio in quel ponte di c.so Vercelli che, tra tutti, era sembrato anche a me il più compromesso.

Prima che qualcuno appoggiandosi alla ringhiera si ritrovi giù nel fossato, spero che un esame attento venga effettuato su tutti i ponti: essendo stati costruiti nello stesso periodo, necessitano probabilmente di interventi non solo estetici ma anche strutturali.

Dall’altro lato del medesimo ponte di c.so Vercelli, comunque la situazione non mi sembra tanto migliore e spero che si intervenga al più presto ed in modo adeguato.

Nell’attesa, meglio non appoggiarsi troppo sulle ringhiere di tutti i ponti … tanto il paesaggio che ora si potrebbe ammirare non è certo più edificante!
😦

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Rimborsi per le tariffe a 28 giorni da parte degli operatori di rete fissa

Sicuramente a molti è sfuggita la notizia del successo di alcune associazioni di consumatori nel veder non solo abolita la modifica unilaterale, da parte di tutti gli operatori di rete fissa, della durata di un contratto mensile a soli 28 giorni, ma anche la possibilità di avere un rimborso per le spese maggiorate sostenute dal consumatore per diversi mesi a partire dal giugno 2017.

Sono usciti diversi articoli sui giornali che riportano particolari ed informazioni al riguardo su come ottenere questo rimborso. In particolare, io ho trovato piuttosto esaustivo un articolo apparso anche sul web lo scorso 1 novembre sul quotidiano La Repubblica. Da questa fonte direi autorevole si evidenzia che “hanno diritto ai rimborsi gli utenti che avevano una rete fissa Tim, Wind 3, Vodafone e Fastweb dal 23 giugno 2017. Al momento per averli bisogna essere rimasti con il proprio operatore, ossia non averlo cambiato nel frattempo“. Ovviamente quest’ultimo vincolo è assurdo, ma è anche in qualche misura comprensibile in quanto diversamente gli attori coinvolti nel rimborso sarebbero maggiori e quindi la procedura dovrebbe complicarsi seppur minimamente! Si legge che, in questo caso “l’Autorità deve ancora specificare le modalità e probabilmente dovremo aspettare l’insediamento del prossimo consiglio Agcom (l’attuale scade il 31 dicembre 2019)“.

Inoltre, come indicato esplicitamente in questo articolo, “le misure di compensazione e i rimborsi sul caso della fatturazione 28 giorni coinvolgono solo i clienti di rete fissa (sono esclusi i clienti di rete mobile come previsto dalla delibera)”. Anche questo lo trovo assurdo, essendo state applicate a suo tempo le stesse regole per i contratti mobile … ma forse è solo questione di tempo!

Si specifica poi che “le modalità per avere lo storno o le misure compensative variano a seconda degli operatori” e questo può  indubbiamente complicare e disorientare il consumatore. In un articolo già del 27 luglio 2019 de L’Economia, vengono forniti tutti i dettagli su come richiedere il rimborso o le compensazioni e questo specificatamente per ciascun operatore. Già, perché ovviamente ciascuno di questi ha pensato bene di proporre, in alternativa al rimborso, la possibilità di una compensazione in termini di aggiunta di alcuni servizi normalmente a pagamento, invece così offerti “gratuitamente” per un certo periodo temporale. Spesso la richiesta di questi servizi in compensazione può essere effettuata anche direttamente dal sito/app dell’operatore specifico.

Personalmente ho preferito optare per una richiesta di un rimborso che dovrebbe essere “poco meno dell’importo di un mese di canone dell’offerta (fa fede il prezzo pagato dall’utente in quel periodo)“, secondo quanto indicato sempre in quell”articolo de La Repubblica.

È possibile rivolgersi e dare il mandato ad una associazione dei consumatori per ottenere tale rimborso, ma penso sia più  agevole procedere autonomamente. Infatti “l’utente può procedere da solo e ottenere sicuro successo, dato che i rimborsi sono ormai stati confermati non solo dalle regole ma anche dalla giustizia amministrativa (che ha respinto i ricorsi degli operatori)“.

In particolare, avendo quindi io una linea fissa TIM, mi è bastato telefonare oggi al servizio clienti 187 per richiedere il rimborso sia per il mio numero telefonico sia per quello di un familiare, fornendo semplicemente il nominativo dei loro intestatari più, opzionalmente, il mio numero di cellulare per ricevere notifica dell’esito della mia richiesta entro i successivi 10 giorni.

Insomma, completare tutta la procedura mi ha richiesto pochi minuti, non avendo neppure dovuto rimanere in attesa per poter parlare con un operatore: forse che oggi erano tutti intenti alle ultime compere di Natale e perciò il servizio clienti non era oberato di richieste? Forse, ma la procedura mi è comunque risultata assai agevole e veloce e penso dovrebbe esserlo anche per gli altri operatori! 🙂

Infine, come indicato in questo articolo, risulta possibile inoltrare la richiesta di rimborso anche dal sito MyTIM se preferisci: nel testo conviene probabilmente indicare tutti i dati che mi sono stati richiesti dall’operatore del 187 (numero telefonico fisso, intestatario del contratto, numero di cellulare su cui ricevere notifica di evasione richiesta), anche se diversi dovrebbero essere già impliciti operando nella propria area autenticata riferita alla propria linea.

Sempre da quell’articolo si legge “Nella schermata principale il cliente dovrà cliccare su “Chiedi informazioni“, poi successivamente selezionare “28 giorni – Richiedi rimborso in fattura TIM“, compilare un modulo scrivendo “Richiedo il rimborso economico da accreditare direttamente in fattura, per la fatturazione a 28 giorni ai sensi della delibera AGCOM n. 269/18/CONS“, indicare un proprio numero di telefono cellulare (anche di un altro operatore mobile) e una fascia di reperibilità per eventuale contatto da parte di un consulente TIM”. Inserisco alcuni screenshot che mostrano come raggiungere quella sezione del sito non proprio in primo piano:

Tramite l’app MyTIM non ho trovato esplicitamente quella sezione esplicita di richiesta predefinita, ma devo anche dire di non averla cercata troppo: si può comunque inoltrare la richiesta tramite chat, utilizzando l’apposita sezione:

Con questa modalità online non penso però possa essere possibile inoltrare la richiesta anche per altri numeri di familiari … per cui forse una telefonata al 187 rimane, secondo me, la soluzione più agevole e flessibile!

 

 

 

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Il Presepe di Borgaro ed il viaggio tra tutti quelli del Canavese e delle Valli di Lanzo

L’usanza di esporre i Presepi nel periodo Natalizio ha lontane origini ed è una di quelle tradizioni che rendono in qualche modo magico questo periodo dell’anno … e non solo per i bambini!

Il Presepe meccanico dei Santi Cosma e Damiano, nella chiesa dei santi omonimi, è uno di quelli che meritano di essere visti. La sua costruzione è iniziata nell’ormai lontano 1994, ad opera di un gruppetto di appassionati: nel tempo è accresciuto di nuovi elementi fino a coprire gli attuali 25 mq con una cinquantina di statuine spesso in movimento. Su un cellulare, cliccando la mappa seguente, puoi far partire il navigatore per raggiungerlo:

Collocazione del Presepe meccanico dei Santi Cosma e Damiano

Collocazione del Presepe meccanico dei Santi Cosma e Damiano a Borgaro

Tale presepe fa poi parte dell’iniziativa In viaggio tra i Presepi del Canavese e delle Valli di Lanzo che comprende ben 17 presepi, ciascuno dalle sue peculiarità particolari.
Grazie anche al patrocinio della Regione Piemonte e dei Comuni che li ospitano, esiste poi un’iniziativa, promossa dall’associazione Gruppo Presepe S. Giuseppe Ciriè ONLUS in collaborazione con i presepi del territorio, che consente di partecipare all’estrazione finale di premi tra tutti coloro che avranno visitato almeno 10 di quei presepi: un apposito foglio su cui apporre il timbro per ciascuna presepe consente di verificare l’effettiva loro visita.

In particolare, se vuoi saperne di più sul Presepe di Borgaro puoi vedere il bel filmato presente su Youtube, che può essere utilizzato anche come audio-guida quando lo si va a visitare, descrivendo nel dettaglio le principali scenografie rappresentate.

Nel seguito poi vi mostro alcune fotografie, scattate personalmente qualche giorno fa, che mostrano alcuni dettagli … anche se, trattandosi di foto, non sono ovviamente in grado di mostrare i movimenti propri di questo presepe meccanico:

 

Link utili:

 

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Ben vengano forme pubblicitarie/promozionali che sovvenzionino le attività didattiche nelle scuole!

Da alcuni anni diverse attività commerciali hanno adottato, in alcuni periodi, una forma pubblicitaria/promozionale che reputo personalmente assai efficace a livello sia di visibilità sia di utilità sociale.

Sono tutte iniziative simili e comportano una donazione alla scuola prescelta da ciascun cliente come percentuale sui suoi acquisti: insomma un credito virtuale che la scuola può utilizzare per attività di didattica senza che ci sia alcun costo ulteriore per il cliente! Può quindi essere un modo concreto con cui , ad esempio, ringraziare un istituto in cui studia o ha studiato un proprio figlio e contribuire così, con la sola fatica di pochi click, affinché le attività didattiche svolte possano trovare i giusti fondi.

Basti citare alcune di queste iniziative che conosco personalmente:

In particolare, in questo post mostro come sia assai agevole indicare la scuola a cui potrà andare l’1,5% dei tuoi acquisti su Amazon. Basta infatti andare alla pagina relativa all’iniziativa e ricercare la scuola a cui si desidera che Amazon devolva tale somma: se per caso non si trova (è difficile, ma può  succedere), la si può comunque inserire lo stesso e poi in qualche modo conviene avvertire la scuola di questa iniziativa in modo che possa poi utilizzare il fondo che si verrà a creare.

Ovviamente verrà richiesto di autenticarsi con il proprio account Amazon in modo da associare, d’ora in poi, i propri acquisti a questa iniziativa:

La notifica dell’iscrizione all’iniziativa viene notificata anche via email:

Risulta anche possibile visualizzare le scuole che uno ha scelto di supportare nel tempo e il relativo credito virtuale fino a quel momento “donato” alla scuola da Amazon grazie ai tuoi acquisti.

Esiste poi una sezione apposita per le F.A.Q.  dove si possono chiarire tutti gli eventuali dubbi. Si legge, ad esempio, che il periodo di validità dell’iniziativa va dal 28 agosto 2019 al 29 febbraio 2020. Le Scuole potranno poi redimere il credito virtuale accumulato per tutta la durata dell’iniziativa e fino al 30 Aprile 2020.

Nella sezione Area scuole è possibile poi trovare chiarimenti per le scuole che intendono approfittare ed aderire all’iniziativa.

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