Alexa: come collegare i propri calendari in modo da poterle chiedere (o fissare) i nostri impegni

Ho già scritto diversi post su questo assistente vocale non solo integrabile nel proprio smartphone tramite l’omonima app ma anche in un set sempre più vasto di dispositivi (e.g. Echo Dot). In questo nuovo articolo mi soffermerò su una delle sue possibili innumerevoli funzionalità attivabili: la gestione di uno o più calendari. Infatti può risultare comodo fissare vocalmente un impegno su un proprio calendario elettronico (e.g Google Calendar, Microsoft Outlook Calendar).

Per poter utilizzare con Alexa uno o più dei nostri calendari è però necessario “agganciarli” dando gli opportune permessi. Infatti, se uno cerca ad esempio di chiedere: “Alexa, quali sono i miei impegni oggi?”, l’assistente ti risponde non solo che non ci sono calendari associati ma ti fornisce anche una modalità assai semplice per iniziare la semplice procedura per agganciarne uno o più. Infatti, se acconsenti, ti invia sul tuo cellulare (tramite l’app Alexa che molto probabilmente hai installato per meglio configurare il sistema) una push notification, cioè una notifica con il link che ti permette appunto di aprire l’app Alexa proprio alla sezione specifica per configurare propri calendari. Ti permette, insomma, di evitare di andare a cercare nell’app Alexa la sezione che permette la configurazione dei calendari mandandoti una notifica che si può seguire anche successivamente nella sezione Altro -> Attività: non sarà molto ma rende comunque il tutto più user friendly!
Nel seguito mostro passo-passo gli screenshot delle procedure sia per il collegamento del calendario Google sia di quello Microsoft: ovviamente ci sono delle fasi di autorizzazione e anche un invio di un’apposita email che notifica l’autorizzazione concessa ad Alexa:

Nel seguito mostro, come alternativa, la configurazione dei calendari così come possibile andando ad agire su Impostazioni -> Notifiche -> Calendario e E-mail – Aggiungi account: le fasi si autorizzazione sono ovviamente poi le medesime mostrate prima!

Da questo momento in poi potrai chedere: “Alexa, quali sono i miei prossimi impegni?

Lei ti risponderà elencandoti i prossimi impegni: “Ecco i prossimi quattro eventi: ….“. Poi ti chiederà se vuoi conoscere anche quelli successivi a quelli: “Vuoi saperne di più?“. Se risponderai “Sì”, proseguirà elencandoti quelli successivi …. e così via!

Analogo discorso per inserire un nuovo evento nel calendario: “Alexa, inseriscimi un nuovo evento nel calendario”. La procedura d’interazione sarà semplice e guidata chiedendoti il giorno, l’ora e i testo dell’evento da inserire: insomma, agevole soprattutto se non si ha la possibilità d’interagire con le mani, ad esempio quando si guida in macchina utilizzando Echo Auto, utilizzabile praticamente in qualsiasi automobile:

Echo Auto, per avere Alexa a disposizione anche in automobile

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Come forzare il caricamento su un cloud delle foto presenti sul proprio smartphone in modo da sincronizzarle subito e vederle quindi a breve anche da un altro dispositivo al medesimo collegato

Sicuramente è assai conveniente impostare il proprio smartphone in modo che salvi le foto effettuate anche su un cloud e si sincronizzi periodicamente in modo che non si rischi di perderle.

Generalmente nelle applicazioni che gestiscono le foto su uno smartphone esiste infatti la possibilità (nella loro sezione Configurazioni) d’impostare una sincronizzazione con un cloud. Ad esempio, se si è installata e configurata l’app OneDrive, autenticandosi con le proprie credenziali Microsoft (i.e. quelle utilizzate per accedere al proprio PC Windows), se poi si lancia l’app Samsung Galleria (presente, di default, in tutti gli smartphone di quella marca) si può configurare l’opzione di sincronizzazione con quel cloud. Tra le opzioni si può limitare d’effettuare tale trasferimento dati solo quando connessi a una rete WiFi, per sprecare traffico dati sulla propria SIM.

Tuttavia, seppure sia stata impostata opportunamente quell’eventuale limitazione per avere attiva la sincronizzazione, talvolta questa può avvenire anche dopo diversi minuti. Sebbene spesso questo ritardo uno non lo noti neppure o comunque non disturbi più di tanto, altre volte però risulta essere assai fastidioso: ad esempio, nel caso in cui uno effettui con lo smartphone delle foto/screenshot che si desiderano inserire in un post, e desideri averle al più presto sul proprio PC (lavorando su quel dispositivo sicuramante più idoneo all’editing)!

Per fortuna esiste la possibilità di forzare l’inizio di tale sincronizzazione andando sempre nella sezione delle impostazioni dell’app, toccando quindi la scritta Sincronizza con OneDrive (Attenzione: toccare quella scritta e NON l’interruttore a fianco, altrimenti si disattiva tale funzionalità di salvataggio su OneDrive, anziché andare nella sua finestra relativa alle sue opzioni!): si entra così nella finestra di dettaglio in cui si può premere Sincronizza adesso, dopo avere controllato ovviamente che l’opzione Sincronizza con sia impostata in modo congruente al collegamento dati attualmente disponibile e voluto! Una icona circolare rotante a destra indica poi la sincronizzazione in corso che si può eventualmente bloccare se successivamente lo si desidera.
Si noti infine che la presenza di una sincronizzazione in corso viene visualizzata anche nella pagina principale di quell’app Samsung Gallery, come mostrato nell’ultimo screenshot allegato:

NOTA : se per caso, anche forzando la sincronizzazione questa si interrompe quasi subito e viene indicato “Impossibile sincronizzare i dati. Riprovate più tardi“, conviene provare a disattivare e poi riattivare l’interruttore Sincronizza ed eventualmente, se non basta, effettuare un Riavvio dello smartphone (non uno Spegni) in quanto potrebbe risolvere il problema. Se ancora on è sufficiente per vedere sincronizzato il tutto e viene ancora mostrato quel messaggio, allora conviene verificare che la connessione sia al Cloud Samsung sia a OneDrive siano ben impostate: conviene anche qui sconnettersi e riconnettersi indicando le apposite credenziali (che forse uno può aver cambiato o magari le condizioni di sicurezza dei rispettivi provider – Samsung, Microsoft – sono state modificate e possono richiedere l’accettazione esplicita di nuove condizioni di contratto).

Può poi essere conveniente andare a vedere le foto salvate direttamente nel Samsung Cloud accedendoci anche da PC tramite l’apposita app Samsung Gallery presente nello Store Microsoft: viene richiesta una autenticazione con le proprie credenziali Samsung e anche l’invio di un codice tramite SMS (può essere necessario richiedere il nuovo invio o utilizzare altro metodo per effettuare questa seconda verifica: ad esempio, a me non è arrivato tale SMS prima dello scadere del timeout!)

Può essere poi interessante anche a vedere da un browser le impostazioni del proprio Samsung Account e, in particolare, sul proprio Samsung Cloud relativamente al backup dei propri dispositivi e di alcune informazioni di app in essi installati: stranamente da browser, anche accedendo a questi siti, non si riescono a gestire le foto e risulta necessario per questo installare l’app Samsung Gallery vista dallo Store Microsoft.


Poi, lato PC, la sincronizzazione effettuata da OneDrive – se correttamente configurato – avviene in genere quasi immediatamente. Infatti in realtà non vengono scaricati dei file nell’apposita sezione relativa alle immagini della cartella OneDrive, bensì semplicemente dei riferimenti a ciascuna foto con relativo thumbnail associato: solo cliccandoci eventualmente sopra a ciascun file, questo verrà poi effettivamente scaricato localmente sul PC e, a seconda della banda della connessione che il PC sta utilizzando, potrà metterci più o meno tempo. È necessario solo verificare, eventualmente, che quell’applicazione sia presente in background (i.e. deve esserci l’icona della nuvola nella toolbar) altrimenti è necessario lanciarlo a linea di comando (vedere il mio precedente post How to start OneDrive manually).
Si noti inoltre che esistono alcune opzioni che possono determinare la sospensione della sincronizzazione, per il fatto che il PC si trovi in modalità risparmio batteria e/o che sia in Rete tramite un collegamento a consumo:

Infine segnalo che quell’app Galleria Samsung (installabile sul PC) non solo consente di mostrare foto e video acquisiti dallo smartphone, rendendo possibile scaricare tutti i contenuti a scopo di backup e gestire poi quel contenuto con delle cartelle locali: si possono anche modificare le foto grazie a funzioni quali la regolazione automatica, il ritaglio e la rotazione. Funzioni nuove consentono infine di effettuare sia una Ricerca intelligente: [e.g. mostrare gruppi automatici di foto in base al contenuto (bambini, persone, cibo, sport, architettura e così via) o al testo all’interno delle immagini (biglietti da visita, pagine Web e così via)] sia un raggruppamento per data.

L’app Galleria Samsung presente nello Store Microsoft e quindi installabile su tutti i PC/tablet Windows

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Link utili

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Telecamera IP di sicurezza Xiaomi Mi Home: come configurare il salvataggio dei video anche su un NAS

Avevo già scritto un post su un argomento simile:Telecamera IP di sicurezza Xiaomi Mi Home e configurazione per un salvataggio dei video anche su un hard disk esterno collegato alla rete locale. In quel caso spiegavo come fare a effettuare un salvataggio su un PC o su un Hard Disck collegato direttamente al router tramite una sua porta USB.

In questo post mi soffermerò meglio per spiegare passo-passo come configurare il salvataggio su un “vero” NAS collegato alla rete. Questa è infatti la soluzione più opportuna e più pulita in questo quella tipologia di dispositivi è studiata apporta per poter funzionare 7 giorni su 7, 24 ore su 24.
Io che avevo collegato via USB al router, un vecchio HD tanto per provare, me lo sono visto rotto nel giro di qualche mese: è vero che non era dei più recenti e magari era già lì lì per andarsene, ma sicuramente sottoporlo a un lavoro pressoché continuo ha sicuramente contribuito a dargli il segno di grazia!

Mi Home Security Camera Basic 1080P SXJ02ZM), versione basilare (la più economica) che non consente di ruotare la telecamera da remoto
IMI 1080P Telecamera di Sorveglianza con in più la funzionalità di tracking


Nel seguito mostro gli screenshot per effettuare il salvataggio su uno dei NAS più diffusi ed economici, il Western Digital My Cloud EX2 Ultra. Non sarà un NAS così professionale come alcuni proposti dalla Synology, ma penso abbia tutte le funzionalità che uno possa desiderare per un uso casalingo: un’app per accedere ai contenuti da smartphone ovunque uno si trovi o anche, come alternativa, un accesso via browser qualora uno desideri utilizzare un PC/tablet. Il rapporto qualità/prezzo mi sembra buono e poi gli HD sono quelli proprio quelli RED della Western Digital, specificatamente pensati per NAS, gli stessi che molto probabilmente si monterebbero su uno di diversa marca!

Innanzitutto vediamo come poter accedere con un PC Windows 10 ad alcune directory di quel NAS (o altro ancora) andando a effettuare un click con il tasto destro sul Esplora File (File Explorer) aperto su Questo PC (My PC)

Si noti che per le cartelle condivise nel NAS come non Pubbliche (cioè non visibili a tutti gli utenti della LAN ma solo ad alcuni utenti configurati nel NAS secondo configurazione opportuna) viene richiesto d’inserire ovviamente un username/password. Si noti che per le cartelle condivise nel NAS come non Pubbliche (cioè non visibili a tutti gli utenti della LAN ma solo ad alcuni utenti configurati nel NAS secondo configurazione opportuna) viene richiesto d’inserire ovviamente un username/password di un utente abilitato ad accedere a quella risorsa in rete. Puoi succedere che venga segnalato il seguente errore quando si cerca di accedere a una directory condivisa nel NAS non come Pubblica e quindi cercando di autenticarsi con un utente che abbia i diritti di lettura/scrittura sulla stessa:

Quella problematica può verificarsi, come indicato anche nel messaggio della finestra di popup, se si cerca di accedere a una risorsa condivisa con connessioni multiple. Senza saper ne leggere ne scrivere, io ho risolto effettuando un restart del PC: nota un restart e non uno spegni in quanto solo così si è sicuri che il PC riparta davvero da zero senza magari salvarsi in cache delle informazioni per rendere più veloce un susseguente avvio!

Lato NAS conviene creare sia un utente nuovo (e.g. xiaomi) da utilizzare specificatamente per farlo accedere dalle telecamere Xiaomi sia quindi configurare una cartella condivisa (e.g. Xiaomi) a cui dare tutti i diritti (anche di scrittura) proprio a quell’utente xiaomi (ed eventualmente quello di solo lettura per altri utenti del NAS che si desidera possano accedere ai file video che verranno salvati in quella directory dalle diverse telecamere Xiaomi). In quella cartella ciascuna telecamera creerà automaticamente una sua sotto-cartella specifica, una volta configurata per effettuare lì il backup su quel NAS.

Creazione, nella sezione Utenti, di un utente del NAS specifico per fare accedere le telecamere Xiaomi
Creazione, nella sezione Condivisioni, di una cartella (e.g. Xiaomi) a cui dare i diritti di lettura/scrittura all’utente con cui accederanno le telecamere (e.g. xiaomi)

NOTA IMPORTANTE: per come funzionano attualmente le telecamere Xiaomi, è necessario abilitare sul NAS anche il protocollo SMB1, come si è visto è necessario fare anche su Windows 10, seppure questa sia una modalità meno sicura rispetto a SMB2/SMB3 e per questo non abilitata di default nei sistemi. Per far ciò è necessario andare, dal sito di amministrazione del NAS del My Cloud EX2 Ultra e dopo essersi autenticati come amministratore, nella sezione Impostazioni -> Rete -> Servizi Windows – Protocollo SMB:

Accedendo ora anche dal browser, ovunque uno sia, al sito My Cloud della Western Digital si può poi accedere alle directory condivise da parte di tutti gli utenti del NAS che posseggono la necessaria abilitazione di lettura:

Qualsiasi utente del NAS che sia stato abilitato alla lettura dei file della directory Xiaomi condivisa, può accederci tramite qualsiasi browser dal sito al sito My Cloud della Western Digital

Ciascuna telecamera Xiaomi, in cui sia sto configurato il salvataggio in quel NAS specificatamente nella cartella che si è creata condivisa (e.g. Xiaomi), salverà i propri video creando una cartella che la identifica, al cui interno c’è poi una cartella per ciascun giorno:

Analogo discorso se si accede da smartphone utilizzando l’app My Cloud OS 5 appositamente sviluppata da Western Digital: attenzione che WD ha sviluppato diverse app chiamate My Cloud ma, se il NAS è stato, come opportuno, aggiornato alla sua ultima versione del sistema operativo (i.e. OS 5), si DEVE utilizzare quell’app che ho indicato.

Per gestire da smartphone il NAS Western Digital My Cloud EX2 Ultra aggiornato alla sua ultima versione i sistema operativo, si deve utilizzare l’app My Cloud OS 5

Lato smartphone, nell’app Mi Home si deve andare nella pagina di dettagli di ciascuna telecamera, premere i tre puntini in alto a destra per entrare nel menù di configurazione, quindi scegliere Gestione della memoria e, nella sua sezione Configurazione NAS entrare in Dispositivo di archiviazione dei rete NAS: si noti che l’interfaccia utente potrebbe essere un po’ differente a seconda del modello di telecamera Xiaomi/IMI Lab. Vedi anche quanto indicato nel post precedente Telecamera IP di sicurezza Xiaomi Mi Home e configurazione per un salvataggio dei video anche su un hard disk esterno collegato alla rete locale.

Sezione della gestione della memoria in cui è possibile anche specificare il salvataggio dei video su un dispositivo di rete NAS.

A questo punto vengono mostrate le possibili unità di archiviazione trovate nella rete locale: se si sceglie MYCLOUDEX2ULTRA si andrà a salvare sul NAS in oggetto:

Si noti che, se non è stato impostato sul NAS il protocollo SMB1 come evidenziato precedentemente, selezionando quella unità e autenticandosi, non verrà trovata alcuna directory condivisa su cui poter salvare i video. Se invece si abilita quell’opzione sul NAS, vengono visualizzate tutte le cartelle condivise e visibili all’utente con cui ci si è autenticati (e.g. xiaomi): si seleziona la cartella (e.g. Xiaomi) a cui sono stati dati anche i diritti di scrittura per quell’utente del NAS:

A questo punto inizia la preparazione e quindi il trasferimento dei video già presenti nella memoria locale della videocamera: si noti che può succedere che venga dato un qualche errore ed è necessario, in tal caso premere il pulsante Riprova.

Successivamente la situazione si normalizza con indicazioni quali “Lo stato di trasferimento è normale“, “La trasmissione funziona correttamente“:

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Linee guida su come impostare una presentazione tecnica: la regola delle “Four Ps”

Oramai le presentazioni tecniche sono fortunatamente solo più un ricordo, essendo ora in isopensione!
Tuttavia, proprio ora che sto cercando di scrivere la quarta di copertina per pubblicare un libro, mi sono chiesto se esistesse, anche per quel contesto, una qualche semplice linea guida a cui attenersi, quale quella delle “4 Ps” (da pronunciare in inglese), spesso utile per realizzare una presentazione tecnica.

Effettivamente ho trovato che, seppur molto dipenda dal tipo di libro, nel caso di un romanzo una possibile struttura della quarta di copertina è la seguente:

  • In alto, una breve frase, uno slogan che deve servire per stuzzicare il lettore: soprattutto per un saggio, deve far uscire il cuore dell’argomento trattato (e.g. può essere una domanda che si pone al lettore, che è poi quella che lo scrittore cerca di rispondere nel libro).
  • Subito sotto, un brano di poche righe tratto dal libro
  • Ancora più sotto, una brevissima descrizione del libro
  • Se resta spazio, una biografia dell’autore con foto, corta e chiara, funzionale al libro. Principalmente nel caso di un saggio, se si è esperti nel settore, è opportuno elencare i propri titoli e studi

Ma non divaghiamo e torniamo all’argomento del post! Durante queste mie ricerche in Rete, mi sono appunto rammentato della regola delle “4 Ps” che molti anni fa avevo appreso durante un corso d’inglese focalizzato su argomenti utili alla gestione di riunioni internazionali. Sicuramente una delle indicazioni che mi sono poi nel tempo tornate utili è quella della regola in oggetto, sapientemente sintetizzata dagli inglesi con il nome quattro P, in quanto ciascun passo della presentazione tecnica deve cercare di focalizzarsi su un aspetto riassunto tramite un termine inglese che inizia appunto con la P, come indicato nel seguito:

  • Present situation – Si presenta la situazione attuale, lo stato in essere.
  • Problems – Si espongono quindi le problematiche che esistono in relazione alla situazione attuale presentata innanzi.
  • Possibilities – Si analizzano possibili soluzioni che cerchino di risolvere quelle problematiche evidenziate.
  • Proposal – Si presenta la propria proposta, indicando il motivo per cui la si considera miglior scelta tra quelle possibili individuate precedentemente.

Insomma nulla di straordinario, direte voi che siete avvezzi a realizzare una presentazione tecnica!
Tuttavia penso che avere sempre bene in testa questa linea guida, semplice e facile anche da ricordare, possa risultare utile in molteplici occasioni … 😉

Stranamente, in queste mie ricerche in rete non ho trovata questa regola delle “4 Ps” per le presentazioni (nemmeno su Wikipedia!), forse oscurata dall’omonima utilizzata dal marketing, evidentemente più famosa ma che nulla ha che vedere con quella in oggetto:

  • Product – Bene o servizio.
  • Price – Ciò che il consumatore paga.
  • Place – Luogo di commercializzazione del prodotto.
  • Promotion – Pubblicità.

Si noti che, in questo caso, anche tradotti in italiano stranamente tutti i termini mantengono la P come prima lettera: ProdottoPrezzo,  Posizione e Promozione… per cui si parla anche in italiano de La regola delle “4 P” nel marketing!

A confondere ancor più i risultati trovati con un motore di ricerca specificando “4P technical presentation” per meglio filtrare, ho scoperto che esiste un’altra regola delle 4P sempre relativa alle presentazioni (4 p’s of presentation (slideshare.net); Presentation Tips :The 4 P’s of Presentation | CoolAvenues.com):

  •  Presentation Strategy (Strategia di presentazione) – Perché e per chi sto facendo questa presentazione? Qual è l’obiettivo e a chi mi rivolgo?
  • Planning (Pianificazione) –  Pianificare la presentazione in modo che abbia una introduzione, una parte principale e soprattutto una conclusione: un approccio Introduzione-Corpo-Conclusione (Opening-Body-Conclusion) per strutturare le informazioni è essenziale. Un buon presentatore utilizza supporti visuali come spunto per le sue informazioni oltre che per fornire al pubblico un riferimento utile anche a posteriori. Mantenersi strettamente entro i termini di tempo programmati per quella presentazione. Mantenere l’esposizione sufficientemente breve e semplice seguendo un approccio KISS (keep it short and simple).
  • Practice (Pratica) – Ripetere a voce alta il discorso per renderlo fluido e senza intoppi: uno specchio può aiutare a notare la postura e movimenti del corpo mentre un registratore può aiutare ad analizzare il tono e la durante della presentazione.
  • Performance (Interpretazione) – È estremamente importante dare a tutti gli uditori nella stanza il contatto visivo. La presentazione deve essere svolta senza distogliere l’attenzione degli ascoltatori con posture o comportamenti controversi (e.g. non giocherellare con delle chiavi, stando con le mani in tasca): è un po’ come essere un attore sulla scena e il pubblico osserva tutto quello che sta facendo chi espone, ancor più di quello che sta dicendo! Fare quindi un respiro profondo, sorridere e iniziare la presentazione godendosi ogni suo momento: dopo tutto, poche sono le possibilità di avere un pubblico pronto ad ascoltare! 

Sarà che il marketing non mi è mai interessato, ma sinceramente trovo più utile le regole delle “4 Ps” relative alle presentazioni tecniche … e, anche se quell’ultime trovate ultimamente forniscono indicazioni generali sicuramente utili da tener presente, quelle che conoscevo già mi sembra forniscano una visione più ad alto livello che talvolta può a mancare!! 😎

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Il Piemonte ti vaccina: adesione alla campagna di vaccinazione ora anche per le persone di età compresa tra 60 e 69 anni

Da ieri, verso mezzogiorno, è iniziata la possibilità di aderire alla campagna di vaccinazione in Piemonte anche da parte delle persone dai 60 ai 69 anni andando nel sito Vaccinazioni Covid-19 (ilpiemontetivaccina.it). Fino a quell’ora le persone in quella fascia di età non potevano ancora inserire la richiesta e compariva una nota con indicazioni temporali forse volutamente approssimate sull’orario effettivo d’inizio, per evitare un sovraccarico iniziale del sistema!

P.S. 16/05/2021: vedi anche il mio post successivo Il Piemonte ti vaccina: adesione alla campagna di vaccinazione ora anche per le persone di età compresa tra 45 e 49 anni

Indicazioni temporali forse volutamente approssimate sull’orario effettivo d’inizio delle adesioni

In realtà esiste anche un altro sito governativo, a livello nazionale, che è relativo alla Gestione appuntamento per il Vaccino Anti-Covid 19 ma, anche dopo la registrazione nel sito regionale, inserendo i miei dati (numero tessera sanitaria e codice fiscale) mi viene detto picche, per cui penso che per i piemontesi convenga andare sull’altro sito predisposto dalla Regione Piemonte:

Inserendo i miei dati (numero tessera sanitaria e codice fiscale) nel portale governativo relativo alla Gestione appuntamento per il Vaccino Anti-Covid 19 ma, anche dopo la registrazione nel sito regionale, inserendo mi viene detto picche non vengo riconosciuto come appartenente a categoria prioritaria pur avendo superato i 60 anni

Le testate giornalistiche hanno già evidenziato come il numero di adesioni sia stato notevole (e.g. 58 mila in meno di tre ore) e direi che c’era da aspettarselo! Se esiste un modo per uscire da questo incubo, la vaccinazione di massa è sicuramente uno dei metodi possibili …
Speriamo quindi che i tempi di attesa non siano lunghi e che questa campagna preadesione non sia principalmente pubblicitaria e a fini politici …. 🙄

La procedura di adesione è assai banale: viene richiesto solo il numero della propria tessera sanitaria, numero di cellulare ed email, oltre a consentire di accettare anche a un eventuale chiamata “all’ultimo secondo qualora, nonostante l’overbooking immagino già predisposto, a fine giornata rimanessero ancora dosi disponibili …
Un unico consiglio che mi sento di dare è di controllare attentamente, nella pagina di riepilogo, che i pochi dati inseriti siano corretti, in quanto poi, una volta inoltrata la richiesta di adesione non esiste più la possibilità di modificarli.
In particolar modo fate attenzione al numero telefonico inserito in quanto ho notato che se uno accetta quello proprio, spesso già suggerito come input dal browser, questo viene inserito non completo nel campo in quanto viene ripetuto il +39 e inseriti spazi tra gruppi di numeri per cui il numero che davvero viene inserito non risulta completo!!
Se uno comunque sbaglia c’è sempre poi la possibilità di comunicare via email il fatto … ma meglio non contare troppo sul servizio clienti in questo marasma di richieste!!

Infine segnalo che esiste la possibilità di ricevere almeno due notifiche di rifiuto:

  • La categoria di rischio selezionata non è attribuibile al codice fiscale inserito. Modifica i dati e procedi con un nuovo invio.
  • Hai raggiunto il umero massimo di richieste inviabili nelle 24 ore.

Nel primo caso probabilmente si è scelta una sottocategoria considerata non corretta e conviene provare a cambiarla (i.e. sebbene abbia ancora 63 anni e ne compie 64 nei prossimi mesi del 2021, per il sistema che verifica sulla base del codice fiscale potrebbe richiedere la sottocategoria 65-69 anni).

Nel secondo caso probabilmente hai già inoltrato una richiesta ma poi, reputandola non corretta o non completa, desideri inoltrarne una nuova: in tal caso devi aspettare il giorno successivo (le 24 ore indicate sono solo indicative!). Inserendo una nuova richiesta, questa volta con tutti i dati completi e corretti, quello che fa specie è che viene assegnato un diverso numero associato … sebbene uno speri che poi questa nuova richiesta modifichi in un DB solo la registrazione dei dati associati a quell’identificativo univoco che è il proprio codice fiscale!

Andando poi su www.sistemapiemonte.it, nella sezione servizi ai cittadini, e autenticandosi con SPID/Carta d’identità Elettronica (CIE)/Credenziali Sistema Piemonte o Torino Facile, si accede al sito Servizionline (regione.piemonte.it) e in particolare nella sua sezione relativa alle vaccinazioni dove si possono sia visualizzare tutte quelle già effettuate sia eventualmente vedere quelle programmate. Conviene poi, già che uno c’è, registrare i propri contatti (email e numero di cellulare, per eventualmente ricevere notifiche relative alla sanità: si noti che si può indicare email e numero di cellulare sia dall’iconcina di campanella in alto a destra, per qualsiasi comunicazione, sia nel tab dei contatti relativa alla sezione delle vaccinazioni. Senza saper ne leggere ne scrivere, io ho inserito i miei dati in entrambe le sezioni … anche se si deve ripetere la noiosa, seppur necessaria, procedura di verifica sia del numero telefonico sia della email!

Personalmente, pur avendo indicato sia il numero di cellulare sia l’email, ho ricevuto un riscontro solo via SMS di avvenuta adesione alla vaccinazione: “Ti confermiamo che la tua preadesione per la vaccinazione antiCOVID ha avuto esito positivo. http://www.ilpiemontetivaccina/info“:

Riscontro solo via SMS di adesione effettuata correttamente

Si può comunque poi sempre verificare il proprio stato di vaccinazione accedendo sempre al sito Vaccinazioni Covid-19 (ilpiemontetivaccina.it) accendo alla propria area personale sempre tramite SPID:

Stato del percorso vaccinale ssempre visibile nel l’area personale del sito www.ilpiemontetivaccina.it

Fare attenzione alla sezione Appuntamenti in cui, evidenziata con colore azzurrino, ci sono informazioni relativamente al luogo e alla data/ora: se il medico di famiglia ha aderito alla campagna vaccinale, può essere indicato di contattarlo per avere informazioni sull’appuntamento, anche se dovrebbe essere lui a telefonare per fissarlo.
Purtroppo non sembra che il processo che coinvolge i medici di famiglia non sia efficiente come quello dei centri vaccinali per cui i tempi di attesa generalmente sono più lunghi: perciò sembra possa convenire chiedere al proprio medico di escludere il proprio nominativo in modo che si venga chiamati dai secondi.

Una volta ricevuto il giorno, l’ora e il luogo dell’appuntamento per la somministrazione del vaccino, direttamente dal portale regionale è possibile scaricare, oltre a una scheda informativa, i seguenti documenti:

  • il modulo di consenso alla vaccinazione anti Covid-19;
  • la scheda anamnestica.

Conviene stamparli e compilarli già a casa in modo da velocizzare la procedura di accettazione al momento della vaccinazione: ovviamente portare con sé anche la tessera sanitaria.

Nel messaggio di prenotazione verrà indicato anche il centro in cui recarsi con qualche minuto di anticipo per eseguire l’accettazione.

Nella sezione Documenti si apprende poi che, tra i diversi papiri, si può anche stampare il voucher per il trasporto pubblico gratuito da/verso il Centro Vaccinale e anche il permesso al proprio datore di lavoro per recarsi all’appuntamento di vaccinazione:

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Quesiti di carattere tecnico: indicazioni

Il servizio di assistenza risponde alla casella di posta vaccinazioni.covid19@csi.it,  e fornisce supporto esclusivamente tecnico per l’utilizzo del sito www.ilpiemontetivaccina.it

  • Se il sito vi restituisce il numero di preadesione significa che la richiesta è in carico al centro vaccinale, verrete chiamati per la vaccinazione con tempistiche che dipendono dal Piano Vaccinale.
  • Se il sito restituisce il numero di preadesione alla vaccinazione ma non si riceve l’sms e/o la mail di conferma, la preadesione è comunque stata elaborata ed è andata a buon fine; verrà quindi successivamente contattato per la vaccinazione.
  • Qualora avesse ricevuto l’sms con un link non cliccabile, le confermiamo che la pre-adesione è andata a buon fine.
  • Qualora avesse ricevuto una mail che indica di cliccare un link non presente, le confermiamo che la pre-adesione è andata a buon fine.
  • Qualora avesse ricevuto il messaggio o la mail di conferma dell’appuntamento per errore (non appartiene alla categoria over 80 e come tale segnalato dal suo medico per la vaccinazione oppure non appartiene alla categoria del personale scolastico o Protezione Civile e/o non ha effettuato la preadesione) la invitiamo a non tenerne conto.
  • L’appuntamento per la vaccinazione sarà comunicato tramite un sms con luogo, data e ora dell’appuntamento qualche giorno prima dello stesso e un sms di conferma il giorno prima dell’appuntamento.
  • Nell’ipotesi in cui si dovessero ricevere, via mail o sms, due differenti appuntamenti, fa fede il messaggio più recente.
  • La mail vaccinazioni.covid19@csi.it  non risponde in merito a segnalazioni relative all’impossibilità di presentarsi nella data e ora indicata per la vaccinazione e alla conseguente richiesta di nuovo appuntamento.
  • Si è invitati a rispettare l’appuntamento fissato, se però fossero presenti gravi impedimenti è possibile aderire nuovamente, con le medesime modalità, per un successivo appuntamento a partire dalla settimana successiva a quella dell’appuntamento ricevuto.
  • Se accedendo al servizio Vaccinazioni sul portale www.salutepiemonte.it compare l’indicazione che non è stato possibile reperire gli appuntamenti significa che la richiesta è stata elaborata ma il centro vaccinale non ha ancora fissato l’appuntamento. NON è necessario ripetere la pre-adesione.
  • Che cosa comporta il consenso all’eventuale chiamata all’ “ultimo secondo”?

Per le persone appartenenti alla fascia di età 60-69 anni se si esprime il consenso, ci si rende disponibili ad essere contattati anche solo un’ora prima per essere vaccinati presso uno dei centri vaccinali della propria ASL, nel caso l’Azienda Sanitaria avesse disponibilità a fronte di rinunce da parte di cittadini convocati.

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Come sapere se un rubinetto (e.g. per lavatrice o del gas) è aperto o chiuso?

È buona norma chiudere sia il rubinetto che fornisce acqua ad una lavatrice in quanto non il blocco del flusso d’acqua potrebbe rompersi, rischiando così di allegare la casa! Analogo discorso vale per quello del gas per ovvi motivi.

Ho notato che non sempre le persone si ricordano quale debba essere la posizione di tali rubinetti (o qualsiasi altri ancora, come quelli della caldaia) per averli aperti o chiusi 🙄. Questo post serve quindi come promemoria per chi possa avere incertezze in merito.

Per aprire un qualsiasi rubinetto si deve girare in senso antiorario: insomma, è come svitare una vite. Generalmente, così operando, la leva si pone parallela al tubo di cui quel rubinetto chiude/apre il flusso.

Analogamente, per chiudere un qualsiasi rubinetto si deve girare in senso orario: insomma è come avvitare una vite. Generalmente, così operando, la leva si pone perpendicolare al tubo di cui quel rubinetto regola il flusso.

Ecco esempi di rubinetti aperti:

Gli stessi chiusi:

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Once upon a time ….

Talvolta, mettendo ordine in una casa di campagna o in una cantina, si ritrovano oggetti oramai inconsueti e spesso addirittura sconosciuti ai più giovani, sebbene risalgano “solo” alla propria infanzia o a quella dei propri genitori/nonni. Devo dire che questo fa un po’ impressione in quanto evidenzia come del tempo sia trascorso e come molte cose siano cambiate: ciò riguarda non solo oggetti tecnologici, generalmente diventati obsoleti nel giro di poco e sostituiti da altri più piccoli e dalle prestazioni assai maggiori, ma anche altri relativi alla sfera del commercio o dei giochi. Insomma oggetti del ricordo che prima di essere magari buttati in discarica meritano sicuramente almeno un foto per mantenerne memoria!

Elenco quindi nel seguito le foto di alcuni di questi che ho trovato ultimamente… e altri ancora ne aggiungerò man mano che usciranno a riveder le stelle. Cercherò di fornire anche una indicazione temporale approssimativa, per quanto riesca a ricordare! 🤔🙄

Un’ultima piccola riflessione sugli oggetti in generale. Con il passare degli anni sicuramente alcuni di loro sono diventati più efficienti, in grado di rendere più veloce ed economica la realizzazione di un qualcosa. Ma tutto questo lo dobbiamo considerare sempre come un vero progresso, oppure è solo talvolta semplicemente uno sviluppo che non ha portato a un miglioramento dell’Umanità e una maggiore felicità in tutti noi, nuove generazioni incluse (e.g. vedi modalità di giocare)?

Micro TAC Motorola (primi anni ’80)
Calcolatrice Texas Instruments programmabile tramite schede magnetiche (primi anni ’80)
Piattelli (anni ’60/’70)

Tipici giochi di società degli anni ’70:

Il mio primo amplificatore (a valvole) per chitarra elettrica con pedale per attivare l’effetto tremolo (anni ’70):

Buono merce sostitutivo di 100 lire coniata dalla Coop nel periodo in cui mancavano le monete per i resti (anni ’70)

PC tower con Windows 2000 Professional (primi anni 2000):

Leva-stivali (1915. in dotazione agli ufficiali della 1 guerra mondiale):

Peso (ancora utilizzato abitualmente, quando ero adolescente, al mercato del paese per pesare la verdura)

Caffettiera piccola per due tazze:

Ferri da stiro: da quello da scaldare sulla stufa, con rispettivo pianale, a uno dei primi a corrente elettrica

Timbri del negozio di scarpe dei miei nonni paterni nella galleria Umberto I a Porta Palazzo:

Macina caffe a mano:

Ingegnoso prontuario di formule matematiche realizzato con due rocchetti di filo (anni ’40 … immagino fosse di mio padre … o di mio nonno? 🤔):

Cinepresa a pellicola:

Gettoni telefonici

Disco in plastica flessibile dimostrativo:

Pattini a rotelle “allungabili”
Scaldino elettrico

Macchine da cucire di epoche successive (fine ‘800, primi ‘900, anni ’60)

Vecchi sacchetti anche di negozi prestigiosi chiusi da decenni:

Reggi-calze

Apparecchiature elettriche anni ’60 … ancora funzionanti!

Lo so che ce ne sarebbero da aggiungere ancora molti … e alcuni li inserirò certamente: ma è ora di pubblicare questo post seppur ancora necessariamente incompleto!

🙂

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Cosa fare se, su uno smartphone Android, la finestra di chiamata entrante non viene più visualizzata automaticamente

Tre giorni fa, improvvisamente e senza apparente motivo, si è verificata la problematica in oggetto: sebbene il telefono suonasse, le chiamate entranti non disattivavano lo screensaver e non compariva più automaticamente la solita finestra del telefono che consente di accettare/rifiutare quella telefonata in arrivo.
Lo stesso comportamento avveniva anche se lo smartphone non si trovava con lo screensaver attivato! Il telefono semplicemente suonava e, per rispondere, dovevo aprire la finestra in alto degli eventi e cercare la sezione relativa alla chiamata entrante in corso.

Avevo già ovviamente provato di tutto: restart dello smartphone, cambio del launcher (riattivando quello di default originale di Samsung), cancellazione della cache/dati dell’app Telefono di Samsung, provato addirittura a installare l’app Telefono di Google impostandola come app telefonica di default (ma anche con quell’altra app di gestione delle telefonate il problema persisteva)!
Insomma, ero disperato e pensavo già di dover riportare il telefono alle configurazioni iniziali di fabbrica o di mandarlo a “riparare” immaginando che non funzionasse più magari il sensore di prossimità cosicchè il SW pensasse che il telefono fosse in tasca!

Alla fine, dopo alcuni giorni e molteplici prove ho RISOLTO! Tuttavia, non so bene quale azione di modifica delle configurazioni ha portato il telefono a ritornare al funzionamento normale: ho infatti cambiato molteplici opzioni nelle configurazioni, soprattutto quelle relative al display/screensaver … e, una volta risolto, anche cercando poi di andare a ritroso per comprendere l’azione magica risolutiva, non sono riuscito a trovarla (rimettendo le impostazioni cambiate che ricordavo come erano prima, continuava a funzionare! 😳
Quello che posso dire è che nessuna delle molte soluzioni al medesimo malfunzionamento trovate in molteplici articoli e da me precedentemente seguiti passo passo, avevano dato esito positivo: comunque, potendo comunque essere una possibile via di soluzione, lascio nel seguito i link a quelli che avevo reputato di maggior interesse:

La mia impressione è che la problematica sia stata dovuta a qualche probabile bug nella configurazione di un qualche parametro di Android: anche solo cambiarne il valore aveva riportato al funzionamento sperato sebbene successivamente si fosse poi riportato a quello pregresso.

Perciò, se stai sperimentando lo stesso fastidiosissimo problema sul tuo smartphone, il mio consiglio è di non desistere e continuare a modificare le impostazioni, soprattutto quelle relative a Notifiche, Schermo, Sfondo, Schermata di blocco provando magari anche le potenziali procedure suggerite negli articoli da me citati.

Insomma, non ho purtroppo potuto dirti con precisione come ho fatto a risolvere il problema, ma anche questo fa parte dei misteri dell’informatica!

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Il linguaggio gestuale dei gatti

Tempo fa, in una clinica veterinaria ho visto appeso il seguente foglietto che ovviamente ho subito fotografato in quanto davvero penso corrisponda al vero:

I gatti sono davvero animali particolari che ti entrano nel cuore e ti sanno manifestare un grande affetto pur mantenendo una loro autonomia e indipendenza.

Questo post è sia in ricordo di Matisse, gattone dolce ed elegante sia di Silvestro (comunemente chiamato Micio) gatto affettuoso, dagli occhi grandi e di poche parole!

_____________

Dal mio post Pensieri, parole … ed immagini:

Non so se ho mai emozionato qualcuno

Non lo so se ho mai emozionato qualcuno,
forse solo un gatto o due,
ma le sensazioni sono state reciproche.

Nel loro personale rapportarsi
si può riscoprire
quella tenerezza infantile
altrimenti perduta.

Ed è stato proprio allora che,
nel loro sguardo profondo e muto,
si è rispecchiato un po’ di me stesso.

E. Contini (11/9/2019)

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Accessi WiFi a Internet gratuiti non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli paesi

Già da anni sono presenti zone in cui un cittadino può accedere a un WiFi spesso gratuito nelle località turistiche e nei centri storici di grandi città: in questi ultimi anni servizi di connessione gratuita a Internet si sono diffusi anche nei piccoli paesi. Tuttavia, io stesso talvolta me ne dimentico e utilizzo fin da subito lo smartphone come router WiFi. Premesso che le prestazioni di un WiFi pubblico gratuito sono probabilmente molto inferiori a quelle offerte dal proprio provider mobile, in molteplici situazioni possono comunque risultare sufficienti per le proprie esigenze contingenti se sono, ad esempio, principalmente quelle di navigazione su un browser o poco più. Perciò, soprattutto se uno si trova in un parco o in un centro storico, può valer la pena vedere se esiste la disponibilità di un WiFi gratuito a cui collegarsi non solo con proprio PC/tablet ma anche con il proprio smartphone, soprattutto se i giga rimasti a disposizione non sono più molti! Tra l’altro, se uno ha impostato, per un determinato WiFi, la scelta di collegamento automatico, avendo anche effettuato la registrazione del proprio dispositivo dopo una procedura di autenticazione iniziale, in seguito il collegamento avverrà poi senza la necessità di alcun intervento da parte nostra.

Ovviamente può non essere opportuno effettuare con il dispositivo connesso a tali reti WiFi pubbliche delle transazioni con requisiti particolari di sicurezza (e.g. transazioni bancarie) in quanto a priori uno non può conoscere il livello di sicurezza offerto da quel sistema di connessione dati.

Proprio ultimamente mi capitato di trovarmi con il mio tablet in una panchina di una piazza di Villanova Mondovì, un piccolo Comune del cuneese, e casualmente ho notato la presenza di un WiFi libero. Connettendomi a tale WiFi si è subito aperto il browser con la richiesta di registrazione a quel servizio gratuito di connessione, non essendomi ancora mai registrato: una classica procedura di registrazione con conferma sia della propria email sia del numero telefonico con invio di codice di verifica tramite SMS, mi ha consentito di attivare il collegamento a Internet.

Email per completare la registrazione al servizio WiFi gratuito

La volte successive ovviamente tutta questa procedura può essere completamente evitata se si associa quel proprio dispositivo premendo l’apposito pulsante disponibile nella pagina di benvenuto/bentornato visualizzata al termine della procedura di registrazione. Si noti che, dal logo in alto a sinistra, si deduce che tale servizio risulta cofinanziato dall’Unione Europea.

Pagina di conferma di attivazione del collegamento con possibilità di registrare in modo permanente l’associazione di quel dispositivo

Con quella connessione a internet ho potuto, ad esempio, apportare modifiche in questo mio blog con il tablet senza necessità di connetterlo tramite il mio cellulare.

Si noti che, ovviamente, qualora poi si cerchi poi di accedere a quella medesima pagina del portale di quel provider senza essere connesso tramite quel suo WiFi gratuito, la pagina visualizzata sarà ben differente e proporrà infatti di effettuare un abbonamento:

Pagina mostrata usando la medesima URL qualora uno non sia connesso tramite quel WiFi

Anche Torino, la mia città, aderisce da tempo a un progetto analogo, FreeItaliaWifi che è stata la prima rete federata nazionale di accesso gratuito a Internet in modalità wireless. Quindi oggi, che ero in Piazza d’Armi, sempre seduto su una panchina dopo un bel giro in bicicletta, nuovamente ho notato che il mio tablet presentava la possibilità di una connessione aperta, questa volta messa a disposizione da Torinofacile. In questo caso l’autenticazione richiesta per connettersi deve avvenire semplicemente tramite una classica procedura con l’uso del proprio SPID oppure registrando il proprio numero telefonico come username nelle credenziali di FreeTorinoWiFi: con le mie vecchie credenziali di TorinoFacile non sono invece riuscito ad accedere a tale servizio, sebbene sia indicato tra le possibilità. Si noti che, diversamente a quanto visto per il precedente servizio pubblico WiFi4EU, non esiste in questo caso la possibilità di associare il proprio dispositivo, per cui è necessario tutte le volte che si utilizza tale rete WiFi, effettuare nuovamente tale autenticazione tramite la seguente pagina che viene aperta automaticamente nel browser non appena si richiede la connessione all’access point FreeTorinoWiFi:

Le credenziali alternative allo SPID sono quelle che hanno come username il numero del proprio cellulare

Una volta connessi, si hanno a disposizione 12 ore di connessione giornaliere o 750 Mb di traffico anche non consecutivi (penso nella giornata, ma non è del tutto chiaro):

FreeTorinoWiFi è il collegamento gratuito reso disponibile a Torino in areepresenti in diversi parchi e nel centro storico della città

La connessione risulta tanto migliore quanto più uno si trova vicino al Pala Alpitour/stadio olimpico comunale dove purtroppo molte delle panchine sono completamente al sole! 😦
Per curiosità, ho provato a effettuare uno speedtest per conoscere la bontà della connessione offerta:

Speedtest eseguito con la connessione WiFi gratuita presente in Piazza d’Armi a Torino

Si tenga presente che comunque sia si tratta di una connessione non molto stabile in quanto risente molto del numero di utenze collegate in quel momento: per questo, anche se si è connessi può succedere che neppure il browser riesca, in tempo utile, ad aggiornare una pagina prima che scada il suo timeout!

Un elenco esaustivo di tutti i punti della città coperti da tale servizio gratuito è disponibile su Città di Torino – Aree WiFi (comune.torino.it): conviene quindi sfruttare tale possibilità e impostare le proprie credenziali nel browser in modo che vengano ricordate, in modo da rendere agevole la procedura di collegamento! 😉

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Quando la tua carta NEXI VISA non viene più accettata per il pagamento del pedaggio in un’autostrada

Sebbene oramai spesso il Telepass costituisca il metodo di pagamento più comodo e veloce, talvolta (soprattutto quando l’unico dispositivo a disposizione della famiglia è già usato in un’altra macchina da un familiare) il pagamento con carta di credito costituisce l’alternativa migliore, in quanto le postazioni presidiate da un operatore sono poche e conseguentemente presentano, in genere, una coda maggiore.

Da anni ho quindi saltuariamente utilizzato per il pagamento del pedaggio, principalmente sia nell’autostrada A6 (TO-SV) sia nella tangenziale di Torino, la mia carta NEXI (ex CartaSì) che fa parte del circuito VISA, assai diffuso e accettato ovunque sia in Italia sia all’estero.
Tuttavia, con mio stupore, ultimamente non mi viene più accettata dagli sportelli automatici presenti nei caselli di quelle autostrade, inserendola nell’apposita fessura utilizzata anche per inserire il biglietto: anche provando a passare da un casello presidiato della A6, l’operatore stesso non è riescito a effettuare l’operazione di pagamento con quella carta di credito!
Mi sono deciso, quindi, a telefonare al numero di assistenza clienti di NEXI (02 345444) per ricevere spiegazioni. Come purtroppo oramai succede spesso, anche quel servizio clienti viene gestito principalmente da un risponditore automatico per cui, per riuscire finalmente a parlare con un operatore umano, essendo il mio quesito non standard, ho dovuto necessariamente fare alcune scelte non del tutto ortodosse per l’oggetto della mia richiesta ma che probabilmente dovevano essere gestite da una persona reale! La centralinista, una volta ascoltato il mio problema. innanzitutto mi ha confermato che la mia carta era regolarmente funzionante (d’altra parte continuo a utilizzarla nei supermercati e per altri acquisti) ed ha quindi ipotizzato che non venisse ora più accettata nei caselli in quanto questi utilizzano ancora la banda magnetica che, seppur presente ancora nella carta, non costituisce più un metodo da loro reputato valido per l’autorizzazione in quanto risulta agevolmente clonabile. Per questo, la sola modalità contactless, che utilizza l’RFID inglobato nella carta stessa, è da qualche tempo considerata l’unica forma utilizzabile di autorizzazione per un pagamento.

Ho cercato quindi il numero del servizio clienti delle autostrade trovando quello di Autostrade per l’Italia (0554210452). Anche qui il risponditore automatico è stato da me eluso andando a effettuare scelte che mi avrebbero finalmente portato a parlare con un operatore 😉 Costui, assai gentile, mi ha innanzitutto precisato che sia l’A6 sia la tangenziale di Torino non erano gestiti da Autostrade per l’Italia (molteplici sono i gestori, in particolare, per quelle di mio interesse, A6 Torino-Savona L’Autostrada dei Fiori 6 e ATIVA per la tangenziale di Torino): mi ha inoltre detto che tutte le autostrade da loro gestite sono state adeguate da tempo a utilizzare l’autorizzazione tramite il meccanismo contactless per cui, quando si inserisce una carta nell’apposita feritoia, questa non viene più “mangiata” completamente bensì solo parzialmente, in modo da effettuare quella nuova modalità di lettura contactless. Ho quindi cercato il servizio clienti della A6 (0116650311) dove un’altrettanto gentile operatrice non ha tuttavia saputo darmi una risposta in merito, trattandosi di una questione tecnica di cui non era competente. Mi ha comunque invitato a scrivere un’email al loro servizio di reclamo, seppure non si trattasse di un vero reclamo il mio. Così ho fatto:

Attendiamo quindi una risposta, con una spiegazione spero questa volta definitiva! 🙄
Ovviamente la pubblicherò in questo post come P.S.

Lettore contactless (circolare e di coore nero) collocato proprio sotto la fessura per l’inserimento del biglietto e di una carta di credito con banda magnetica: nell’autotrada A6 sembra ancora non funzionare

P.S. 4/4/2021 – Ancora nessuna risposta! Tuttavia passando nuovamente in un casello dalla A6 ho notato che proprio sotto la fessura per l’inserimento del biglietto e carta di credito, sembra esista anche un sensore per la lettura di carte contactless … che tuttavia non mi sembra funzionare da momento che avvicinando la mia carta non ha prodotto alcun risultato!!! Saranno finalmente in procinto di attivarli quei lettori?? Spero ancora in una loro risposta chiarificatrice anche se oramai siamo oltre un tempo limite accettabile! Per ora anche il messaggio vocale indica di inserire sia biglietto sia carta di credito in quella medesima fessura w non fa alcun cenno su una lettura della carta contactless. Sinceramente mi sembra più appropriata la soluzione, scelta da Autostrade per l’Italia, di inserire il lettore contactless internamente e di lasciare inalterata la modalità di utilizzo della carta di credito: questa continua a dover essere messa nella medesima fessura del biglietto, sebbene poi non venga “mangiata” più completamente in quanto questo non è più necessario essendo ora la lettura effettuata appunto da un lettore RFID e non viene più utilizzata la banda magnetica.

_________

P.S. 5/7/2021

Ho preso oggi la medesima autostrada A6 e sono uscito allo stesso casello; ora la mia carta Visa Nexi è stata nuovamente accettata inserendola come al solito nell”apposita fessura e quindi senza uso esplicito di contactless o inserimento di PIN. Misteri…

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Alexa: come pilotare vocalmente dispositivi di domotica quali prese e luci

Se si hanno dispositivi di domotica che contemplano un’interazione con Alexa, si possono comandare vocalmente interagendo (anche remotamente) con un device Alexa o con l’app omonima. Oltre che con l’app Alexa, i propri device si possono gestire anche da Alexa.amazon.it. Ad esempio io ho delle prese Intelligenti Wifi da 16A della MEROSS e, chiamando ciascuna presa opportunamente posso pilotarne lo stato ON/OFF anche vocalmente (e.g. “Alexa, accendi Boiler” nel caso che quella presa sia stata chiamata “Boiler” dal momento che si è collegato il boiler del bagno.

Nell’app Meross è spiegato dettagliatamente come fare ad agganciare una loro presa ad Alexa: sostanzialmente si deve utilizzare l’app Meross e nominare, all’atto della sua registrazione e configurazione, ciascuna presa con un nome semplice e ben distinguibile dagli altri (e.g. “Boiler“, “Piantana“), attivare sul sito Amazon lo Skill Alexa” sviluppato dalla Meross”, registrarsi in quello con il proprio account Meross, vale a dire quello scelto con l’app Meross, ricercare i propri device e quindi controllarli.
(Vedi anche il mio post: Scaldabagno programmabile elettronico oppure uno ‘semplice’ abbinato ad una presa programmabile con accensione/spegnimento anche da remoto?)

Con Alexa si può anche, ad esempio, pilotare l’accensione di lampadine dimmerabili, dall’1% al 100%. I comandi che si possono dare, non sono solo quelli di accensione/spegnimento, ma anche di variazione dell’intensità della luce.
Ad esempio, chiamando nell’app Alexa una luce “luce scrivania“, per accenderla con luminosità ridotta al 30% basterà dire: “Alexa accendi luce scrivania al 30%“.
Se si vuole abbassare/alzare un po’ la luminosità della lampadina, rispetto a quella corrente, basta dire: “Alexa, abbassa/alza luce scrivania“.
Se poi si vogliono accendere tutte le luci di una stanza: “Alexa, accendi tutte le luci del salone“, avendo ovviamente indicato il “salone” come nome del gruppo in cui nell’app Alexa si è indicato essere collocate alcune luci.

Lampadine compatibili con Alexa della TP-Link Tapo e della Philips Lighting Hue

Quelle della TP-Link Tapo: vengono anche proposte in offerta abbinandone una quando si prende un Echo Dot. Funzionano non solo con Amazon Alexa ma anche con Google Home, forniscono una luce calda (2700 K) di 806 lumen, consumano 8.7W (equivalante a un 60W a incandescenza), attacco E27. Si connettono al WiFi di casa analogamente a quanto visto con la presa della Meross vista precedentemente per cui non c’è necessità di avere nessun hub specifico o integrato in un dispositivo Alexa. Possono essere controllate da remoto ovunque uno sia, tramite l’app gratuita Tapo per smartphone e tablet (vedi Tapo L510E | Lampadina LED Smart Wi-Fi con luce dimmerabile | TP-Link Italia). Associandola a un dispositivo Alexa, per pilotarla basta dire: “Alexa, accendi la luce“. Volendo, si possono impostare con l’app Tapo anche degli scenari di programmazione, per impostare giorni e orari di accensione e spegnimento della lampadina. Si può pure, ad esempio, raggruppare tutte le tue lampadine smart di una stanza in un unico scenario e richiamalo dal proprio smartphone sempre tramite l’app Tapo. Il consumo energetico è di classe A+. Ovviamente per pilotarle vocalmente con Alexa è necessario attivare l’apposito skill Tapo reso disponibile gratuitamente dalla TP_Link.

La configurazione della lampadina sia con l’app Tapo sia successivamente con Alexa è semplice e guidata: per interagire con Alexa è necessario installare, analogamente a quanto visto con la presa Meross, uno skill sviluppato dalla ditta stessa (i.e. skill Tapo) e registrarsi con la propria utenza TP-Link che già si è dovuta utilizzare per configurare la lampadina con La configurazione della lampadina sia con l’app Tapo sia successivamente con Alexa è semplice e guidata: per interagire con Alexa è necessario installare, analogamente a quanto visto con la presa Meross, uno skill sviluppato dalla ditta stessa (i.e. skill Tapo) e registrarsi con la propria utenza TP-Link che già si è dovuta utilizzare per configurare la lampadina con l’app Tapo .

Attenzione che TP-LINK fornisce anche altri modelli di lampadine sempre pilotabili da Alexa che però si gestiscono dalla sua app TP-LINK Kasa (ora chiamata Kasa Smart) e non dall’app TP-LINK Tapo per cui è necessario fare attenzione al modello di lampadina acquistato per installarsi l’app idonea a pilotarla!

La Philips propone lampadine dimmerabili analoghe (stessa luminosità, solo la forma è un po’ differente) che si possono connettere sia attraverso l’Hub di quella marca (Hue Bridge) [o quello integrato da Amazon in alcune versioni di dispositivi Alexa] sia semplicemente tramite collegamento Bluetooth. In quest’ultimo caso è necessario che un dispositivo Alexa e la lampadina stiano nel raggio di portata del Bluetooth: si noti tuttavia che poi, anche da un’altra stanza in cui ci sia un altro dispositivo Alexa si può comunque comandare la luce seppur distante e non nel raggio di portata del Bluetooth di quel dispositivo bensì dell’altro sul quale si è registrata. Tuttavia, non essendo quella lampadina collegata al WiFi (diversamente dalla lampadina TP-Link Tapo) non si può pilotare da remoto se non tramite l’app Alexa. Anche per questo motivo reputo la soluzione di TP-Link, precedentemente analizzata, migliore di questa adottata da Philips che tra l’altro costa di più offrendo una lampadina d’identica luminosità. La sua app Philips Hue Bluetooth necessita di un collegamento Bluetooth per poter interagire con la lampada e non riesce a pilotarla se lo smartphone si trova troppo distante da quella; invece l’app Alexa, connettendosi con un dispositivo remoto tramite collegamento Internet e WiFi, una volta che è stata associata quella lampadina tramite quell’app stessa, consente di pilotarla ovunque uno sia. Per una gestione remota dei dispositivi Philips tramite la loro app è invece necessario usare l’altra loro app Philips Hue che si collega non direttamente al loro dispositivo bensì al loro Hub a cui si può eventualmente associare lo skill Alexa Philips Hue.

Nel seguito mostro la procedura sia lato app Philips Hue sia lato app Alexa:

Una volta associata la lampadina con l’app Alexa, si riesce a pilotare (anche da remoto) sia l’accensione/spegnimento sia l’intensità di luce, analogamente a quanto si riesce a fare con la sua app specifica di Philips: inoltre, ovviamente i comandi possono essere dati anche vocalmente a un dispositivo Alexa (e.g. Echo Dot) e non tramite l’app Alexa. In particolare conviene modificare il nome assegnato di default (e.g. “Prima luce“) con uno ben riconoscibile, ad esempio, “Luce scrivania“.

Esistono poi anche altre lampadine, dimmerabili e comandabili il tramite Alexa, a costi ancora più contenuti. Ad esempio Lampadina Smart E27 AISIRER WiFi Intelligente 10W utilizza la sua app Smart life e si configura impostando il WiFi a cui collegarla. La procedura sia di connessione al proprio WiFi sia ad Alexa è analoga a quanto visto per la lampadina della TP-Link ed è indicata anche nella descrizione del prodotto sul sito Amazon:

Connection Steps
Download “Smart Life” app from the app store or google play, then register account.
Power on and off the bulb 3 times (on-off-on-off-on), then smart bulb will in fast flashing status.
Then enter APP, click ‘Add device–lighting devices-Lighting WiFi‘, follow in app guidance to finish setup, finally rename the bulb.
.
Connection Alexa
Step 1: Login Alexa app, select “Skills” of setting.
Step 2: Search “smart life” and Enable it.
Step 3: Enter the account and password of “Smart Life”.
Step 4: “Link Now” and start your home journey.

La modalità d’impostazione (ed eventualmente di reset) di queste lampadine WiFi richiede perciò di spegnerle e accenderle 3 volte secondo una procedura precisa indicata anche sulla confezione stessa:

_____________________
Può anche servire talvolta creare delle routine personalizzate (i.e. Altro -> Routine) da far eseguire, ad esempio automaticamente, periodicamente delle azioni con la possibilità d’impostare orario/giorni. Una volta premuto il tasto + in alto a destra per creare una nuova routine, se ne definisce il nome con cui poi lanciarla, le tempistiche e l’azione da compiere. Ad esempio si può crearne una che spenga tutti i dispositivi nella stanza che si è denominata Salone (e.g. tutte le luci pilotabili da Alexa) a una certa ora di tutti giorni o solo in alcuni.

Talvolta nella stessa homepage dell’app Alexa viene suggerita la creazione di una routine sulla base delle proprie configurazioni dei dispositivi: in quel caso basta premere Attiva per poter vedere creata la routine suggerita che poi può ovviamente essere modificata per rispondere al meglio alle proprie esigenze:

Routine suggerita dall’app Alexa stessa nella sua homepage

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Quando non si riesce ad accedere a un dispositivo Android precedentemente utilizzato da un’altra persona

Tutti i dispositivi Android (quelli che utilizzano il PlayStore di Google, vale a dire quasi tutti) quando uno li utilizza richiedono OBBLIGATORIAMENTE di impostare un proprio account di Google principale che diventa quello di riferimento cioè quello che identifica il proprietario del dispositivo.

Da diverse versioni di Android è stato introdotto un meccanismo di protezione contro i furti che fa sì che un terminale già utilizzato, in cui cioè sia statoa effettuata una registrazione con un account Google (come ho detto obbligatorio se si vuole installare/usare una qualsiasi app del suo Store), non possa essere utilizzato da un’altra persona senza prima accedere con quell’account per inserire poi un altro account (o altri ancora). Perciò se si vende/passa un proprio device Android ad un’altra persona è indispensabile, possibilmente PRIMA di effettuare il suo ripristino alle configurazioni di fabbrica, eliminare il proprio account Google registrato. Se non lo si fa, per poterlo poi utilizzare da quello che dovrebbe diventare il nuovo proprietario, è indispensabile prima autenticarsi con le credenziali del precedente utente che non si era deregistrato (i.e. non si erano cancellate tutte le utenze Google registrate nel dispositivo). Viene data, almeno negli smartphone, quindi nei device con SIM, la possibilità di recuperare la password dal numero telefonico che era stato associato e che viene parzialmente indicato (solo nei tre numeri finali) nella procedura di ripristino: penso venga inviato un SMS.
Può forse succedere, se uno non usa certi servizi di Google (e.g. Gmail) che quell’utente proprietario venga associato al numero telefonico se quel dispositivo possiede una SIM.

Altra possibilità che potrebbe funzionare è quella che il vecchio proprietario vada nella pagina di gestione della sua utenza Google da un qualsiasi browser e, recandosi nella sezione relativa ai device a lui registrati, elimini quello in oggetto dal momento che intende darlo a un’altra persona: non avendo mai provato, non so tuttavia se ciò sia sufficiente lato device per consentire a un nuovo utente di registrarsi direttamente, ma verosimilmente penso possa essere una strada da provare che possa dare il risultato sperato.

Se comunque se non si riesce a recuperare username e password del proprietario originale o eliminarlo in altro modo, l’unica cosa che si può fare è quella d’installare temporaneamente nel dispositivo una versione molto vecchia di Android che ancora non aveva quella protezione contro i furti. Per fare questo è necessario effettuare una procedura non banale che contempla di mettere quella vecchia versione del sistema operativo in una chiavetta USB da poi collegare tramite apposito adattatore alla porta micro-USB/USB-C device (e.g. smartphone) per poter effettuare il suo caricamento e sostituzione con quello preesistente tramite un apposito programma. Successivamente, quando il nuovo possessore del dispositivo sia riuscito a registrarsi come nuovo utente, ovviamente poi il S.O. si aggiornerà alla sua versione più recente supportata da quel dispositivo.

Ci sono video su YouTube che spiegano come fare … ma non è una procedura facile e sicura (richiede di scaricare SW da siti non sicuri).

Se infine si desidera contattare Google per provare a chiedere assistenza, alcuni link a cui inviare richieste si possono trovare in un mio precedente post: Quando il motore di ricerca di Google lascia spazio alla diffusione di siti di pornografia e pedofilia non operando i possibili e dovuti filtraggi nel fornire i suoi risultati: alias come segnalare a Google violazioni legali ed effettuare eventuale denuncia. Buona fortuna!

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Alexa: raccolta di comandi utili

Ovviamente questo è un post in divenire e nel tempo conterrà sempre più suggerimenti!
Infatti, le funzionalità di Alexa crescono sempre più ed è davvero impossibile elencarle tutte. In questo post, scritto con l’intento di essere di ausilio almeno a un amico che ha appena acquistato un Echo Dot, cercherò di riassumere alcune delle funzionalità che possono tornare utili. Ovviamente da tempo Amazon ha creato una serie di video sul suo canale YouTube dedicato ad Alexa (anche in italiano) che spiegano diverse sue funzionalità. I video in inglese si trovano qui e sono più numerosi.

Le funzionalità base di Alexa sono uguali per tutti i dispositivi Alexa anche se quelli di ultima generazione possono riuscire a interfacciarsi meglio a nuovi dispositivi: ad esempio, non sono riuscito a pilotare completamente l’Echo Wall Clock con un Echo Dot di 3a generazione (non si accendono il led di countdown impostando una sveglia) mentre con quelli di 4a generazione non ho avuto problemi. Ovviamente solo con Echo Show 5, Echo Show 8 si hanno in aggiunta le funzionalità collegate al video.

Echo Dot nella sua versione con orologio

Per default un dispositivo Alexa si attiva solamente se si pronuncia, prima d’impartire un comando, la parola “Alexa”: questa impostazione si può eventualmente modificare dall’app Alexa, ma sinceramente non vedo alcun motivo per farlo senza rischiare di trovare un termine più comune e che quindi porti ad attivazioni non desiderate!

Talvolta sento persone che per impartire comandi a un dispositivo Alexa, quasi li urlano: se almeno uno si trova in un ambiente non rumoroso, non c’è assolutamente necessità di farlo ed è sufficiente parlare normalmente, anche a bassa voce per farsi comprendere! … comunque è meglio se si aspetta un istante rima di impartire il comando dopo avere pronunciato “Alexa”.

Con l’app Alexa si può non solo configurare un nuovo dispositivo (e.g. Echo Dot, lampadina, presa) ma poi, ad esempio, definire gli ambienti in cui alcuni dispositivi Alexa sono stati collocati, così da poterli gestire agevolmente anche in gruppo. Ad esempio, si può chiedere di riprodurre musica o accendere tutte le luci in un locale specifico (e.g. “Alexa, metti Radio 3 in Bagno“; “Alexa, accendi le luci in salone”):

Si può anche creare un gruppo Musica multistanza usando l’App Alexa in modo da riprodurre la medesima musica contemporaneamente con più dispositivi Alexa (nota: l’audio dei contenuti video non viene riprodotto nei gruppi Musica multistanza): vedi a tale proposito il post Alexa: come ascoltare la stessa musica in più stanze o avere una riproduzione stereo con anche i bassi.

Se poi si hanno dispositivi di domotica che contemplano un’interazione con Alexa, si possono comandare vocalmente interagendo (anche remotamente) con un device Alexa o con l’app omonima. A tale proposito puoi vedere il seguente altro mio post dedicato a tale argomento: Alexa: come pilotare vocalmente dispositivi quali prese e luci.

Se si desidera poi, si può impostare un profilo vocale personale in modo da far riconoscere ancor meglio la propria voce ad Alexa e farsi chiamare con il proprio nome: basta andare con l’app Alexa in Il tuo profilo -> Voce -> Impostazioni profilo vocale o anche Impostazioni -> Account Alexa -> Voci riconosciute -> La tua voce. Per far riconoscere altre voci di possibili utilizzatori di un dispositivo Alexa (e.g. un familiare), è necessario che costoro installino su un proprio smartphone l’app Alexa, con un account che abbia accesso a quei dispositivi. Nell’app si dice anche che un’altra possibilità è di registrasi nell’app con “un account di un adulto che faccia parte del proprio Nucleo Famigliare Amazon“: peccato che, almeno per ora questa possibilità non esista in Amazon.it ma solo in altre nazioni (e.g. USA): esistono quindi post anche in italiano che dicono come fare ma fanno riferimento non ad Amazon.it bensì ad Amazon.com o altri siti di altre nazioni per cui, almeno per ora non vale per l’Italia. Qualcosa si può già fare anche da noi solo se uno ha un abbonamento Family a Amazon in Music Unlimited che ha un costo non indifferente (Amazon.it Aiuto: Invitare i membri della famiglia).
Comunque esiste un comando apposito di Alexa per configurare il riconoscimento della propria voce:
“Alexa, impara la mia voce”Crea un profilo vocale per permettere ad Alexa di chiamarti per nome e migliorare, in base alla tua voce, la personalizzazione delle funzionalità Alexa supportate. Per iniziare, apri l’App Alexa e segui questo percorso: Altro -> Impostazioni -> Impostazioni account -> Voci riconosciute ->La tua voce. Maggiori informazioni.

Andando in Le mie impostazioni Amazon Music si può sempre controllare lo stato dei propri abbonamenti ed eventualmente disdirli entro il periodo di prova se sono stati attivati per errore. Comunque per default è disattivata la possibilità di effettuare acquisti tramite comando vocale impartito a qualche dispositivo Alexa, per cui anche se può essere proposto talvolta l’abbonamento ad Amazon Music Unlimited o a qualche Skill a pagamento, per poi veramente attivarli lo si deve fare dall’app o dal sito Amazon e anche rispondendo per sbaglio di sì l’oparazione non va a buon fine se uno ha mantenuto la seguente impostazione:

Mantenere a OFF l’opzione relativa a poter effettuare acquisti tramite comando vocale per evitare che per sbaglio ci si ritrovi ad attivare funzionalità a pagamento


Analogamente in I miei contenuti e dispositivi Amazon si possono vedere e gestire tutti i dispositivi Amazon associati alla propria utenza.

Infine in Privacy di Alexa si possono gestire tutti gli aspetti relativi appunto alla privacy, come esaminare la cronologia dei comandi impartiti ai propri dispositivi Alexa ed eventualmente gestirli (e.g. cancellarli: link Elimina tutte le registrazioni da oggi). Si può anche, in alternativa, chiedere ad Alexa: “Alexa, cancella quello che ho appena detto” o “Alexa, cancella tutto ciò che ho detto oggi“.

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Eccovi nel seguito un elenco di comandi sicuramente almeno da provare una volta e consiglio anche di visitare anche sia la sezione “Cose da provare” presente nel sito Amazon Alexa sia i suggerimenti dati nell’homepage dell’app Alexa

Sezione “Cose da provare” presente nel sito Amazon Alexa
  • “Alexa, quali nuove funzioni hai?”
  • “Alexa, quali sono i tuo talenti?”
  • “Alexa, quali sono i tuoi superpoteri?”
  • “Alexa, perché ti chiami Alexa?”
  • “Alexa, come posso aiutarti a diventare più intelligente?”
    Con Alexa Answers potrai aiutare Alexa a rispondere a più domande. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, buongiorno”
  • “Alexa, buonasera”
  • “Alexa, come va?”
  • “Alexa, qual è il tuo colore preferito?”
  • “Alexa, ti bastan poche briciole”
  • “Alexa, inizia la giornata”
    Crea una Routine e utilizza un singolo comando per attivare automaticamente una serie di azioni (come accendere la luce, chiedere le ultime notizie e le previsioni del tempo). Per crearne una, vai sull’App Alexa, seleziona l’icona Altro nell’angolo in basso a destra e scegli Routine. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, metti della musica romantica”
  • “Alexa, apri Radio Italia”
  • “Alexa, apri Virgin Radio”
  • “Alexa, apri RDS”
  • “Alexa, apri Radio Jukebox”
  • “Alexa, metti della musica anni ‘80”
  • “Alexa, cantami ‘Jingle Bells’”
  • “Alexa, riproduci musica allegra”
  • “Alexa, metti della musica romantica”
  • “Alexa, riproduci musica per fare sport da Amazon Music”
    Alexa ti aiuterà a raggiungere i tuoi obiettivi di fitness con le playlist dedicate al benessere!
  • “Alexa, apri Radio Deejay”
  • “Alexa, avvia Radio Subasio”
  • “Alexa, metti musica simile”
    Con Amazon Music, puoi chiedere ad Alexa di riprodurre brani simili a quello che stai ascoltando. Chiedi semplicemente “Alexa, metti musica simile” mentre ascolti una canzone.
  • “Alexa, riproduci le hit dell’estate”
    Ascolta le hit dell’estate 2020 con Alexa.
  • “Alexa, apri Mental Shock”
    Vivi un’avventura futuristica con la Skill Mental Shock.
  • “Alexa, segui Elisa su Amazon Music”
    Segui i tuoi artisti preferiti su Amazon Music e ricevi notifiche appena pubblicano nuova musica. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, apri pillole di musica”
    Ascolta ogni giorno una nuova curiosità sul mondo della musica.
  • “Alexa, metti la playlist TOP 100 canzoni d’amore da Amazon Music”.
  • “Alexa, metti la playlist Sanremo 2020”
  • “Alexa, chi ha vinto più festival di Sanremo?”
  • “Alexa, metti la playlist ‘Sanremo: I grandi classici’”
  • “Alexa, a che ora è l’alba?”
  • “Alexa, recita una filastrocca”
  • “Alexa, quali sono le sette meraviglie del mondo?”
  • “Alexa, impara la mia voce”
    Crea un profilo vocale per permettere ad Alexa di chiamarti per nome e migliorare, in base alla tua voce, la personalizzazione delle funzionalità Alexa supportate. Per iniziare, apri l’App Alexa e segui questo percorso: Impostazioni, Impostazioni account, Voci riconosciute, La tua voce. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, basta/silenzio/stop”
  • “Alexa, leggi/dimmi le mie notifiche”
  • “Alexa, attiva modalità sottovoce”
    Se impostata, basterà sussurrare per ricevere risposte sussurrate, per esempio durante la notte
  • “Alexa, elimina tutto quello che ho detto oggi”
  • “Alexa, alza il volume”
  • “Alexa, volume tre”
    Mette il volume al livello 3. Ci sono 10 livelli di volume (generalmente i livelli 3 o 4 sono quelli più consoni)
  • “Alexa, alza i bassi”
    Regola i bassi, i medi e gli alti dei tuoi dispositivi Echo compatibili dall’App Alexa: tocca l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra, seleziona il tuo dispositivo Echo e poi scegli Impostazioni audio.
  • “Alexa, parla più velocemente”
    Chiedi ad Alexa di parlare più lentamente o più velocemente, scegliendo tra sette differenti velocità: la velocità standard della voce di Alexa, quattro modalità più veloci e due più lente. Per reimpostare il ritmo standard della voce di Alexa, basta dire: “Alexa, parla a velocità normale”.
  • “Alexa, che canzone è questa?”
    Chiedi ad Alexa i dettagli del brano musicale che stai ascoltando.
  • “Alexa, aggiungi questo brano a una playlist”
    Con Alexa, puoi creare nuove playlist o aggiungere qualsiasi brano in riproduzione alle tue playlist esistenti su Amazon Music utilizzando solo la tua voce.
  • “Alexa, metti una playlist di musica country”
  • “Alexa, metti la playlist Best”
  • “Alexa, la prossima (canzone)”
  • “Alexa, metti della musica rilassante”
  • “Alexa, metti della musica veloce”
  • “Alexa, riproduci musica latina”
  • “Alexa, apri Radio Italia”
  • “Alexa, fammi ascoltare Lucio Dalla”
  • “Alexa, metti la playlist il meglio dell’ultimo decennio”
    Ascolta i migliori brani dell’ultimo decennio su Amazon Music.
  • “Alexa, metti della musica per bambini”
  • “Alexa, riproduci musica di Natale”
  • “Alexa, riproduci musica per studiare”
  • “Alexa, riproduci musica per l’aperitivo”
  • “Alexa, aiutami a rilassarmi”
  • “Alexa, riproduci musica anni ’90”
  • “Alexa, metti musica per Capodanno”
  • “Alexa, apri Suoni Rilassanti”
  • “Alexa, riproduci suoni della natura”
  • “Alexa, riproduci le onde del mare”
  • “Alexa, riproduci suoni della natura”
  • “Alexa, rumore del mare”
    Suono delle onde con gabbiani
    (attenzione che è necessario rispondere “no” se viene proposto un acquisto del suono “ad alta risoluzione” 🤔🙄, … diversamente non è più gratuito!)
  • “Alexa, metti/fai rumore dell’oceano” (solo rumore delle onde)
    “Alexa, metti/fai rumore della pioggia”
    “Alexa, metti/fai rumore di temporale”
    “Alexa, metti/fai rumore di ruscello”
    “Alexa metti/fai il rumore del fuoco
    “Alexa, riproduci foresta notturna”
    “Alexa, metti/fai il rumore del vento”
    Attenzione a rifiutare di avere l’ascolto in alta definizione che comporterebbe costi. Dicendo “no” a tale richiesta viene comunque fatto ascoltare gratuitamente a qualità normale, … direi analoga!! Non viene poi più riproposto l’abbonamento se non dopo molto. Per default il rumore smette dopo 1 ora, ma uno può impostare a spegnersi dicendo dopo quel comando “Alexa, spegniti tra 15 minuti”
  • “Alexa, metti rumore di acqua” / “Alexa, metti campane tibetane”
    Fa ascoltare musica rilassante con sottofondo di scorrere di acqua da Amazon Music Prime.
  • “Alexa, oggi pioverà?”
    Per ricevere le previsioni del tempo a livello locale, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa, se non l’hai già fatto. Apri l’App Alexa, seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra, poi Echo & Alexa, scegli il tuo dispositivo Echo e inserisci il tuo indirizzo in Posizione del dispositivo.
  • “Alexa, devo prendere l’ombrello oggi?”
  • “Alexa, com’è il meteo nel weekend?”
  • “Alexa, dimmi le ultime notizie”
  • “Alexa, quali sono le notizie di oggi?”
  • “Alexa, dammi le ultime notizie”
  • “Alexa, apri Corriere della Sera”
  • “Alexa, apri Notizie Rai”
  • “Alexa, dammi le news da Sky TG24”
  • “Alexa, apri Radio24 Notizie”
  • “Alexa, riproduci il mio Sommario quotidiano”
    Ricevi le ultime notizie da un’ampia gamma di testate giornalistiche. Per personalizzare il tuo Sommario quotidiano, vai sull’App Alexa e seleziona Impostazioni, Sommario quotidiano dal menu.
  • “Alexa, metti un timer da 3 minuti per le uova”
  • “Alexa, metti il volume del timer su 5”
    Personalizza il volume di timer e sveglie con un comando vocale.
  • “Alexa, svegliami domani mattina alle 7:00”
  • “Alexa, metti una sveglia per le 7:00 del mattino”
  • “Alexa, metti una sveglia per ogni giorno feriale”
  • “Alexa, imposta una sveglia con musica”
  • “Alexa, svegliami con della musica classica”
  • “Alexa, spegni la sveglia”
  • “Alexa, imposta una sveglia ricorrente nei giorni feriali alle 6.30”
  • “Alexa, ricordami di meditare ogni giorno alle 8 del mattino”
  • “Alexa, ricordami di chiamare mamma tra 10 minuti”
  • “Alexa, metti un timer da 5 minuti”
  • “Alexa, lancia una moneta”
  • “Alexa, testa o croce?”
  • “Alexa, invia un messaggio”
  • “Alexa, cosa sono le Skill?”
  • “Alexa, quali Skill hai?”
  • “Alexa, quali sono le tue Skill migliori?”
  • “Alexa, quali sono le tue Skill popolari?”
  • “Alexa, cosa c’è stasera in TV?”
  • “Alexa, apri MasterChef”
    Alla fine di ogni puntata di MasterChef 10, potrai conoscere il parere di chef Barbieri e scoprire i trucchi alla base della Mystery Box.
  • “Alexa, apri Caduta Libera”
    Sfida altri giocatori e prova a vincere la classifica settimanale con la skill ufficiale del famoso gioco televisivo.
  • “Alexa, che impegni ho per domani?”
    Collega il tuo calendario e chiedi ad Alexa di dirti cos’hai in programma. Per iniziare, vai sull’App Alexa e seleziona Impostazioni, Calendario dal menu.
  • “Alexa, crea una lista”
  • “Alexa, aggiungi ‘latte’ alla mia lista della spesa”
    Non dimenticare nulla creando delle Liste. Puoi poi consultarle ovunque ti trovi dall’App Alexa.
  • “Alexa, cosa c’è sulla mia Lista di cose da fare?”
  • “Alexa, crea la lista Compiti”
    Alexa può aiutarti a ricordare le cose importanti. Per aggiungere elementi alla tua lista basta dire, per esempio: “Alexa, aggiungi ‘scrivere tema’ alla lista Compiti”. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, cosa c’è sulla mia Lista di cose da fare?”
  • “Alexa, imposta un promemoria per tutti i giorni”
  • “Alexa, quali sono i miei promemoria?”
  • “Alexa, cosa ho segnato sul mio calendario?”
  • “Alexa, ricordami di portare fuori la spazzatura ogni giovedì alle 8 di sera”
  • “Alexa, aggiungi Portare fuori il cane alla mia Lista di cose da fare”
  • “Alexa, ricordami di chiedere consigli per il rientro il 31 agosto”
    A partire dal 31 agosto, non perderti una settimana di consigli giornalieri per riprendere al meglio la tua routine
  • Alexa, quali sono i frutti di stagione?”
  • “Alexa, che giorno sarà il tredici dicembre?”
  • “Alexa, dimmi l’oroscopo di oggi”
  • “Alexa, apri Oroscopo del 2021”
    Ascolta le previsioni dell’anno per il tuo segno da parte di Paolo Fox.
  • “Alexa, qual è l’animale del giorno?”
  • “Alexa, fammi un indovinello”
  • “Alexa, facciamo un gioco”
  • “Alexa, lancia una moneta”
  • “Alexa, dì un numero tra 1 e 20”
  • “Alexa, apri Super Quiz”
  • “Alexa, apri Quiz Vero o Falso”
  • “Alexa, dimmi un gioco di parole”
  • “Alexa, apri Indovina chi sono”
  • “Alexa, apri panaro della tombola”
    Il classico gioco delle feste su Alexa, per divertirti con parenti e amici.
  • “Alexa, come fa il leone?”
  • “Alexa, dimmi uno scioglilingua”
  • “Alexa, apri Akinator”
    Akinator sa leggerti nel pensiero e dirti a che personaggio stai pensando. Pensa a un personaggio e Akinator proverà a indovinarlo.
  • “Alexa, apri Caccia i ladri”
    La tua casa è al sicuro con la Skill Caccia i ladri
  • “Alexa, apri Missione Terra”
    Vivi un’avventura fantascientifica e porta a termine la tua missione.
  • “Alexa, apri Mental Shock”
    Vivi un’avventura futuristica con la Skill Mental Shock.
  • “Alexa, apri Quiz Treccani”
    Mettiti alla prova e scopri tante curiosità sulla lingua italiana.
  • “Alexa, apri Doppio Passo”
    Sfida ogni giorno altri giocatori con questo quiz sulla conoscenza del calcio, dagli avvenimenti storici fino ai giorni nostri. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, dimmi un colmo”
  • “Alexa, dimmi una barzelletta sul cibo”
  • “Alexa, raccontami una barzelletta sui calciatori”
  • “Alexa, dimmi una barzelletta sul compleanno”
  • “Alexa, dimmi un proverbio”
  • “Alexa, indovina un animale”
  • “Alexa, racconta una fiaba”
  • “Alexa, apri Domanda del giorno”
  • “Alexa, facciamo il quiz di Natale”
  • “Alexa, canta con Babbo Natale”
    Scopri i duetti speciali che ho preparato per festeggiare insieme.
    Scopri giochi e passatempo su Alexa per tutta la famiglia.
  • “Alexa, qual è la prima regola del Fight Club?”
  • “Alexa, dimmi una curiosità sulla tecnologia”
  • “Alexa, ordina di nuovo il caffè”
    Alexa ti aiuta a rifornire le scorte dei tuoi prodotti per la casa e può suggerirti articoli in base alla cronologia dei tuoi ordini su Amazon. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, dov’è il mio ordine?”
  • “Alexa, suggeriscimi una ricetta
  • “Alexa, fai beatbox”
  • “Alexa, com’è il traffico per andare al lavoro?”
  • “Alexa, che ore sono?”
  • “Alexa, quale sarà la temperatura massima oggi?”
  • “Alexa, che tempo farà domani alle 17?”
    Chiedi ad Alexa le previsioni meteo per un orario specifico per pianificare meglio la tua giornata.
  • “Alexa, com’è il meteo nel weekend?”
    Per ricevere le previsioni del tempo a livello locale, indica la posizione del tuo dispositivo nell’App Alexa, se non l’hai già fatto. Apri l’App Alexa, seleziona l’icona Dispositivi nell’angolo in basso a destra, poi Echo & Alexa, scegli il tuo dispositivo Echo e inserisci il tuo indirizzo in Posizione del dispositivo.
  • “Alexa, quanti gradi ci sono?”
  • “Alexa, quali sono i piatti tipici di Firenze?”
  • “Alexa, a che ora tramonta il sole?”
  • “Alexa, quanto manca alla primavera?”
  • “Alexa, quanto dista Londra da Parigi?”
  • “Alexa, dimmi un pensiero d’amore dal cloud”
  • “Alexa, quali sono le province della Lombardia?”
  • “Alexa, quanti metri sono 10 piedi?”
  • “Alexa, quanti cm sono 20 pollici/inch?”
  • “Alexa, dimmi una curiosità sugli sport invernali”
  • “Alexa, come si dice ‘buongiorno’ in giapponese?”
  • “Alexa, dimmi un palindromo”
  • “Alexa, perché il mare è salato?”
  • “Alexa, quali fatti storici sono accaduti oggi?”
  • “Alexa, qual è la stella più vicina alla Terra?”
  • “Alexa, quando fu scoperto Urano?”
  • “Alexa, che tempo farà a Palermo?”
  • “Alexa, quanti abitanti ha Torino?”
  • “Alexa, quali sono i piatti tipici di Torino?”
  • “Alexa, quali sono i frutti di stagione?”
  • “Alexa, apri Raccolta Rifiuti”
  • “Alexa, come sta andando la Borsa?”
  • “Alexa, dammi le ultime sulla Formula 1”
  • “Alexa, qual è il giorno più corto dell’anno?”
  • “Alexa, suggeriscimi una ricetta natalizia”
  • “Alexa, suggeriscimi una ricetta di Pasqua”
    Scopri le ricette dedicate al periodo pasquale.
  • “Alexa, qual è la pizzeria più vicina?”
  • “Alexa, cosa c’è stasera in TV?”
  • “Alexa, quanto manca a Natale?”
  • “Alexa, quanti giorni mancano all’Immacolata?”
  • “Alexa, qual è il senso della vita?”
  • “Alexa, apri Benessere Mio”
  • “Alexa, qual è la citazione del giorno?”
  • “Alexa, perché si cambia l’ora?”
  • “Alexa, perché il cielo è blu?”
  • “Alexa, consigli per il rientro”
  • “Alexa, che Santo è oggi?”
  • “Alexa, dammi il consiglio pratico del giorno”
  • “Alexa, quant’è lungo l’Arno?”
  • “Alexa, quando inizia il Giro d’Italia?”
  • “Alexa, quali sono i colori primari?”
  • “Alexa, che partite ci sono in Serie A?”
  • “Alexa, qual è la curiosità del giorno?”
  • “Alexa, quando inizia l’estate?”
  • “Alexa, cosa è successo oggi nella storia?”
  • “Alexa, quanti anni ha l’universo?”
  • “Alexa, cosa facciamo questa sera?”
  • “Alexa, che giorno sarà il tredici dicembre?”
  • “Alexa, dov’è la banca più vicina?”
  • “Alexa, cosa significa ‘ossimoro’?”
  • “Alexa, qual è il passato remoto di cuocere?”
  • “Alexa, come si scrive ‘soqquadro’?”
  • “Alexa, quanto fa quindici alla sesta?”
  • “Alexa, quanti giorni mancano alla primavera?”
  • “Alexa, dimmi i fatti storici di oggi”
  • “Alexa, quanto è il 20% di 59?”
  • “Alexa, quante persone ci sono al mondo?”
  • “Alexa, apri Vocabolario Treccani”
  • “Alexa, apri Perle di Saggezza”
  • “Alexa, perché si mangiano lenticchie e zampone a Capodanno?”
  • “Alexa, apri Indovina chi sono” (gioco)
  • “Alexa, perché si fa l’albero di Natale?”
  • “Alexa, suggeriscimi una ricetta di Natale”
  • “Alexa, qual è il significato del nome Lucia?”
  • “Alexa, quali film sono in programmazione per domani?”
  • “Alexa, apri Fatti curiosi”
  • “Alexa, che cos’è un Blueprint?”
    Personalizza le risposte di Alexa con Blueprint. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, parla inglese”
    La modalità Multilingue consente ai clienti Echo d’interagire con Alexa in italiano e in inglese. Chiedi ad Alexa di parlare inglese e, per alcune funzionalità come musica, meteo, informazioni e altro, riceverai risposte in italiano o inglese a seconda della lingua in cui farai la domanda.
  • “Alexa, traduci ‘buongiorno’ in inglese”
    Traduci parole e frasi in oltre 50 lingue, incluso: inglese, giapponese, tedesco, cinese, francese, hindi, coreano, polacco, portoghese, russo, spagnolo e olandese.
  • Alexa, qual è la parola inglese del giorno?”
  • “Alexa, apri Lezioni di inglese”
    Imparare l’inglese non è mai stato così divertente! Gioca e mettiti alla prova ogni giorno con John Peter Sloan e i suoi corsi di inglese su Audible. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, impariamo l’inglese”
    Migliora il tuo inglese con la Skill Alexa di Oxford.
  • “Alexa, riproduci il podcast Morgana da Apple Podcasts”
    Ora puoi riprodurre Apple Podcasts su Alexa. Per cominciare, chiedi semplicemente ad Alexa di riprodurre il tuo podcast preferito su Apple Podcasts. Hai già un Apple ID? Ricorda di collegare il tuo account Apple Podcasts nell’App Alexa. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, apri ‘L’inglese con Oxford’”
    Prova questa skill per migliorare il tuo livello di comprensione dell’inglese.
  • “Alexa, accendi la lampada”
    Aggiungi il controllo vocale ai tuoi elettrodomestici compatibili con le prese intelligenti. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, spegni la luce”
    Connetti ad Alexa i tuoi dispositivi per Casa Intelligente compatibili, come luci e prese, attraverso le Skill per Casa Intelligente o con la Ricerca guidata, in base al dispositivo Echo che possiedi. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, accendi tutte le luci”
    Crea dei gruppi per controllare più dispositivi per Casa Intelligente contemporaneamente. Ad esempio, crea un gruppo e aggiungi tutte le lampadine intelligenti e il dispositivo Echo presenti nella stanza. Ti basterà quindi chiedere a quel dispositivo Echo “Alexa, accendi le luci” per accendere tutte le luci della stanza. Puoi creare e gestire gruppi nell’App Alexa.
  • “Alexa, imposta la luce su blu”
    Controlla il colore e le tonalità delle tue luci intelligenti compatibili. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, alza le tapparelle in camera da letto del 50%”
    Controlla alcuni tipi di tapparelle e tende a rullo di IKEA, BTicino e Vimar usando la tua voce.
  • “Alexa, imposta la temperatura su 22 gradi”
    Controlla i tuoi termostati compatibili con Alexa con un semplice comando vocale. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, quale autore preferisci?”
  • “Alexa, raccontami una storia”
  • “Alexa, racconta Pinocchio”
  • “Alexa, sfoglia un libro”
  • “Alexa, recita una poesia”
  • “Alexa, apri Filastrocche della Buonanotte”
    Per usare questa Skill, devi consentire l’accesso alle Skill per bambini. Per farlo, apri l’App Alexa e seleziona Impostazioni, Impostazioni Account, Skill per bambini. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, qual è l’audiolibro del giorno?”
    Scopri ogni giorno un titolo Audible gratuito e lasciati ispirare dalla voglia d’imparare. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, cosa c’è gratis su Audible?”
    Entra in un mondo magico fatto di fantasia e divertimento e scopri le fiabe e racconti per te, gratis su Audible. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, leggi ‘Il libro della giungla’” / “Alexa, leggi ‘Pinocchio’”
    Divertiti insieme a Mowgli e Baloo e unisciti a loro in un mondo di avventure. Avrai a che fare con scimmie molto buffe, ma anche con tigri pericolose. Trovi tutto questo gratis su Audible. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, leggi Il mago di Oz”
    Viaggia insieme a Dorothy, lo spaventapasseri, il boscaiolo di latta ed il leone pauroso e vivi avventure in mondi fantastici, gratis su Audible. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, vai al prossimo capitolo”
    Lo sai che se stai ascoltando Audible su Alexa puoi passare a un altro capitolo durante l’ascolto usando un comando vocale? Maggiori informazioni.
  • “Alexa, leggi ‘Uno, nessuno e centomila’ su Audible”
  • “Alexa, vai al prossimo capitolo”
  • Lo sai che se stai ascoltando Audible su Alexa puoi passare a un altro capitolo durante l’ascolto usando un comando vocale? Maggiori informazioni.
  • “Alexa, interrompi la lettura tra 15 minuti”
    Stai ascoltando un audiolibro o un podcast Audible prima di andare a dormire? Imposta un timer per interrompere l’ascolto. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, riavvolgi di 15 secondi”
  • “Alexa, vai al prossimo capitolo” / “Alexa, riavvolgi di 15 secondi”
  • “Alexa, leggi più veloce/piano”
    Imposta la velocità di lettura di Alexa durante l’ascolto di audiolibri e podcast Audible. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, chi è il tuo poeta preferito?”
  • “Alexa, fai Drop In”
    Connettiti istantaneamente ai dispositivi Echo registrati sullo stesso account o a quelli dei tuoi contatti (se questi ultimi ti hanno concesso l’autorizzazione). Per esempio, se stai guardando un film, puoi chiamare con Drop In il dispositivo Echo della cucina da quello del salotto o dall’App Alexa per chiedere dei popcorn.
  • “Alexa, effettua una chiamata”
    Effettua chiamate tra i dispositivi Echo supportati e l’App Alexa senza costi aggiuntivi.
  • “Alexa, chiama (il gruppo) amici”
    Grazie alla funzionalità chiamate di gruppo, fino a sette familiari o amici possono ora partecipare a una chiamata o video chiamata attraverso i dispositivi Echo o l’app Alexa. Per iniziare, vai nell’App Alexa nella sezione Comunicazione, per selezionare i contatti con cui vuoi fare una chiamata di gruppo. Maggiori Informazioni.
  • “Alexa, leggi messaggio”
    Invia e ricevi messaggi da altri utenti di Comunicazione Alexa. Quando è presente un messaggio in entrata, le luci sui dispositivi Echo che supportano questa funzione lampeggiano in giallo e i dispositivi riproducono un suono.
  • “Alexa, chiama Papà”
  • “Alexa, non disturbare”
    Attiva la modalità Non disturbare quando non desideri ricevere chiamate e messaggi sul tuo dispositivo. Maggiori informazioni.
  • “Alexa, annuncia che è ora di andare a letto”
    Chiedi ad Alexa di fare annunci su tutti i dispositivi Echo compatibili in casa o sull’App Alexa, come un interfono.
  • “Alexa, effettua una chiamata”
    Effettua chiamate tra i dispositivi Echo supportati e l’App Alexa senza costi aggiuntivi.
  • “Alexa, chiama mamma su Skype”
    Fai chiamate audio o video con Skype dai dispositivi Alexa compatibili verso qualsiasi contatto Skype nel mondo. Per iniziare, vai sull’App Alexa e seleziona Impostazioni, Comunicazione dal menu.
  • “Alexa, metti ‘La Casa di Carta’ da Netflix”
    I clienti italiani di Fire TV possono utilizzare i comandi vocali per interagire con l’app di Netflix su Fire TV Stick. Attraverso il telecomando vocale Alexa incluso con Fire TV Stick, oppure un dispositivo Echo associato per il controllo vocale da remoto, i clienti di Fire Tv possono cercare contenuti e riprodurre i propri programmi e film preferiti all’interno della app di Netflix utilizzando solo la propria voce. È necessario un abbonamento a Netflix.

Questo post non può che finire che con un … TODO!

Relativamente alla gestione dei propri impegni vedi: Alexa: come collegare i propri calendari in modo da poterle chiedere (o fissare) i nostri impegni

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L’eco del passato nel presente: non parliamone come se fosse solo un ricordo

Il titolo di questo post è quello di un video che racchiude sia informazioni sui campi di concentramento di ieri e di oggi, sia alcune considerazioni sviluppate durante un lavoro interdisciplinare della classe 5D, anno 2020/2021, dell’I.I.S. Bosso-Monti di Torino.

Non appena un’amica, che insegna in quell’istituto, mi ha proposto questa l’idea che avrebbe coinvolto dei ragazzi, ho subito accettato con piacere di mettere a disposizione le mie competenze tecniche. Infatti, penso sia molto utile che tra i giovani si parli e si mediti su questi argomenti ancor oggi attuali.

È stato un lavoro non banale per tutti. Basti pensare che è iniziato poco prima del 27 gennaio 2021, il cosiddetto Giorno della Memoria, e si è concluso solo ora, perciò dopo quasi un mese e mezzo.
Le riflessioni venute fuori dai ragazzi mi sembra non siano scontate e banali e, seppur nella loro limitata validità, riflettono pensieri condivisibili. Le considerazioni emerse nelle discussioni sono state ordinate per dare un senso organico ad un discorso che poi è stato letto nel video da quattro alunne, sebbene riportino non loro pensieri strettamente personali, bensì quelli emersi da tutta la classe.

Molti degli spezzoni dei video utilizzati, sono derivati da filmati trovati su Internet dai ragazzi stessi, così come pure i testi delle schede dedicate a ciascuno Stato sono stati frutto di loro ricerche. Persino le musiche e il titolo del video sono stati scelti tra quelli proposti dalla classe.
Insomma, un lavoro di gruppo che non ha escluso nessun membro della classe e che ha suscitato, mi sembra, un interesse e impegno da parte di tutti!

Anche da parte mia c’è stato un impegno non indifferente e direi superiore alle mie stesse previsioni. Non solo tutti i video segnalati e altri ancora sono dovuti essere ovviamente visti per intero per poi poter effettuare una selezione delle scene più opportune da estrapolare, ma anche i video e gli audio forniti dai ragazzi erano in formati, livelli di volume e qualità assai differenti tra loro! Alcuni addirittura erano già stati editati dall’autore verosimilmente con App e con risultati diciamo non ottimali (parti dell’audio e video non risultavano, infatti, più sincronizzatati): ma anche questo problema tecnico è stato risolto ed è nato addirittura un post a quel proposito (Adobe Premiere Elements: come riutilizzare una parte di un video elaborato in un progetto, per inserirlo in un altro … e come risolvere un possibile problema di sincronizzazione tra audio e video in un filmato). Analogo discorso per la rotazione di un video realizzato in portrate mode che, essendo codificato in una qualche modalità particolare, ruotandolo di 90o con Adobe Premiere Elements perdeva la componente video una volta renderizzato nel formato idoneo per YouTube (Come convertire/modificare opportunamente un file audio/video, di un formato non supportato nativamente da Adobe Premiere Elements, in modo da poi renderlo utilizzabile anche da quel programma).
Insomma, riuscire a riportare il tutto in un formato idoneo ed equalizzato non è stato uno scherzo … e molto ancora magari si sarebbe potuto fare per migliorare ulteriormente la qualità del filmato globale. Ma questo, ovviamente, non era e non è l’obiettivo di questo lavoro che comunque sia, seppur nei suoi limiti tecnici e di contenuto, ha soddisfatto le mie aspettative e spero anche quelle di tutti i ragazzi di quella classe, sebbene non li conosca personalmente!

Purtroppo, per via delle immagini e dei filmati mostrati all’inizio, ovviamente crude riferendosi a dei campi di concentramento, la visione del filmato è stata limitata da YouTube ai maggiori di 18 anni, per cui il video risulta visibile solo a un utente maggiorenne autenticato su YouTube. Ho presentato un ricorso a YouTube affinché venga tolta quella restrizione che ostacola la visione addirittura ad alcuni ragazzi che hanno collaborato a realizzarlo! D’altra parte, seppure contenessero immagini scioccanti nella loro realtà, quella limitazione non era presente nei filmati, trovati su YouTube stesso, relativi ai campi di concentramento, e da cui è stata derivata la prima parte di questo nostro video!

P.S. 18/3/2021 Con una sollecitudine insperata (solo 3 giorni) ho ricevuto la comunicazione in merito via email, che mi notificava che avevano tolto la vincolante limitazione della maggiore età. Perciò ora per vedere il filmato non è più indispensabile passare al sito di YouTube, autenticandosi per comprovare la propria maggiore età! 🙃 Nessuna più limitazione, dunque!!

Comunque lascio ancora il seguente link diretto del video su YouTube!

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Come convertire/modificare opportunamente un file audio/video, di un formato non supportato nativamente da Adobe Premiere Elements, in modo da poi renderlo utilizzabile anche da quel programma

Benché Adobe Premiere sia un programma di editing tra i migliori anche nella sua versione Elements non professionale, talvolta non supporta nativamente alcuni formati audio/video magari utilizzati da alcuni programmi che girano su dispositivi quali smartphone o quant’altro.
Ad esempio, può succedere che, al momento d’importare un video tra i media da utilizzare, compaia la finestra di popup seguente: “Error message – This type of file is not supported, or the required codec is not installed”.

Alcune tipologie di file video non sono nativamente supportate da Adobe Premiere Elements

Come fare quindi a riportare quel video in un formato che sia gestibile con quel programma?

Molteplici sono le soluzioni che consentono una conversione da un formato a un altro, ma quello che preferisco essendo efficiente e gratuito, è l’utilizzo di VLC media player.
Infatti, si tratta non solo di un player musicale e video, ma possiede anche molteplici altre funzionalità. Ad esempio, avevo già scritto dei post al riguardo sia per la conversione di CD in MP3 (How to easily convert an audio CD to MP3 files using Windows Media Player) sia per la cattura di un video in streaming (How to locally download mp4 video and mp3 audio (from YouTube or other sites).
Ora vediamo come utilizzare la sua funzionalità di conversione audio/video.

Si noti che, sebbene esista anche una versione app nello store Microsoft, quella desktop possiede molte più funzionalità, per cui conviene installarsi quella scaricandola dal loro sito ufficiale. Una volta installato, quel programma lo si può ovviamente trovare agevolmente elencato tra i programmi disponibili: può essere conveniente anche inserirlo nella pagina di Start, in modo da avere un’apposita tile agevolmente utilizzabile per lanciare questo utile programma gratuito.

VLC media player è la versione desktop, la più completa, mentre VLC è l’app presente nello Store di Microsoft

La sua funzionalità di conversione si trova in Media -> Converti/Salva:

Funzionalità di conversione: Media -> Converti/Salva

Nel tab File si seleziona +Aggiungi per ricercare il file che si desidera convertire:

Tab File e +Aggiungi per selezionare il file da convertire

Esistono molteplici possibilità di conversione, ma quella sicuramente più utilizzata per gli audio è quella l’MP3, mentre per i video può essere, ad esempio, l’MP4 (H.265 + MP3):

Una possibile conversione dell’audio è in MP3

Si deve quindi indicare con quale nome si desidera salvare quel file convertito: in questo caso ho indicato come estensione .mp3, avendo scelto quella tipologia di codifica in output:

Si richiede d’indicare il nome ed estensione del file in output: la estensione che si indica deve essere ovviamente congruente con il formato di conversione scelto

Dopo avere confermato le scelte e premuto il tasto Avvia, in breve tempo l’elaborazione produce un file convertito che, per default, viene messo nella medesima cartella del file originale:

Conversione del file scelto nel formato desiderato
Il file convertito per default viene messo nella medesima cartella del file originale

Un’altra alternativa possibile per effettuare conversioni o altre elaborazioni audio/video, è quella di utilizzare uno dei programmi della suite AVS4YOU che fornisce alcuni tool gratuiti almeno come prova: comunque tutta la suite ha un costo irrisorio soprattutto se si acquista durante un’offerta. Si noti che, diversamente da molti altri programmi (e.g. quelli di Adobe) ogni futuro aggiornamento di AVS4YOU viene effettuato gratuitamente per sempre: niente male, no? Comunque, se uno non ha intenzione di acquistarlo, esiste sempre la possibilità di sfruttare il periodo di prova gratuito: per un uso sporadico può essere utilizzato anche questo metodo di utilizzo temporaneo.

Nel seguito mostro l’elenco dei molteplici programmi della suite tra i quali evidenzio, per questo contesto, AVS Audio Converter, AVS Audio Editor, AVS Image Converter, AVS Video Converter, AVS Video Editor.

Tutti i programmi della suite AVS4YOU

Ad esempio, nel seguito mostro come ho, con successo, ruotato di 90o un video che era stato realizzato in portrate mode (cioè in verticale) e che dovevo riportarlo in landscape mode: con il formato video in cui mi era stato fornito quel file, non so bene per quale motivo, in Adobe Premiere Elements 2021 quando lo ruotavo riuscivo a vederlo correttamente modificato internamente all’editor, ma poi, finalizzando il progetto in un file per pubblicarlo su YouTube, gli rimaneva solo la componente audio, mentre quella video risultava completamente assente (si vedeva tutto nero)!! Invece, ruotando quel medesimo video di 90o con AVS Video Editor, anche nel file in output si manteneva la modifica effettuata, come uno si aspetta: ho potuto poi inserire quel file, con il video così modificato nella rotazione dell’immagine, nel mio progetto Adobe Premiere e utilizzarlo per realizzare il filmato globale.

La funzionalità di rotazione è una delle molte presenti in AVS Video Editor e, per alcuni file, sembra funzionare meglio rispetto all’analoga funzionalità presente in Adobe Premiere Elements

Un altro programma da segnalare per l’editing audio è sicuramente Audacity, anche lui completamente gratuito e dalle innumerevoli funzionalità!

Tuttavia, può anche qui succedere di ricevere, cercando di caricare un file audio seppur con estensione .mp3, una finestra di popup con la seguente inaspettata notifica: “Audacity did not recognize the type of the file !C:\…. .mp3. Try installing FFmpeg. For uncompressed files, also try File> Import > Raw Data. Sostanzialmente viene detto che quel programma non riconosce quella tipologia di file e non può quindi neppure aprirlo!

Una soluzione è stata quindi quella di provare a utilizzare AVS Audio Converter: infatti, con quello è stato letto e convertito poi in un formato MP3 evidentemente più corretto e quindi poi comprensibile anche da Audacity:

AVS Audio Converter riesce a leggere anche file che Audacity non è in grado di supportare: lo può quindi convertire in un formato MP3 evidentemente più corretto e quindi comprensibile anche da quell’altro programma

Una delle funzionalità più interessanti di Audacity, tra le molte, è quella di riportare il volume dell’audio a un livello adeguato. Ad esempio vonsente di amplificare al massimo, pur evitando che sopraggiunga una distorsione, una registrazione effettuata con un volume troppo basso.

Amplify è uno dei molteplici effetti che Audacity consente di applicare a un file audio

Il livello di amplificazione più opportuno viene calcolato automaticamente: in genere conviene accettare il valore suggerito, sebbene possa anche essere eventualmente modificato a piacere.

L’effetto Amplify suggerisce già il valore considerato adeguato di amplificazione da applicare

Nel seguito mostro il medesimo audio così come opportunamente amplificato da Audacity:

Audio dopo avergli applicato l’effetto Amplify di Audacity, lasciando il valore di amplificazione suggerito

Ovviamente Audacity presenta anche altre funzionalità molto utili quale quella che consente di equalizzare opportunamente l’audio applicando uno dei filtri di frequenza già presenti o addirittura uno da noi definito a piacere.

Insomma, quando si ha a che fare con audio e video che provengono dalle più disparate sorgenti, è assai opportuno avere a disposizione differenti programmi di editing e di conversione in quanto, abbiamo visto, anche i prodotti più prestigiosi talvolta presentano problematiche nell’interpretazione di alcuni formati: queste possono essere spesso risolte utilizzando funzionalità di conversione/modifica presenti in un altro programma seppur magari globalmente meno potente.

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Adobe Premiere Elements: come riutilizzare una parte di un video elaborato in un progetto, per inserirlo in un altro … e come risolvere un possibile problema di sincronizzazione tra audio e video in un filmato

Talvolta può tonare utile riutilizzare una parte di un video elaborato in un progetto, per inserirlo in un altro.

È sufficiente limitare la parte d’interesse con le barrette (1) e quindi salvare esternamente quella parte del video (e.g. la parte iniziale o finale di una puntata per poterla poi inserire identica nelle successive) utilizzando l’apposita scelta AVCHD (da usare per l’esportazione AVCHD) ed Effettuando poi le scelte indicate nella figura seguente (e.g. selezionare di Condividere solo barra di area di lavoro):

Come esportare una parte di un video elaborato in un progetto per poterlo inserirlo in un altro – vecchia interfaccia utente (1.1)

Come indicato in una nota nell’help, “con ogni nuova versione di Adobe Premiere Elements, Adobe esamina gli standard del settore, le tendenze del mercato e il feedback degli utenti per definire il nuovo set di funzionalità. Da Premiere Elements 2018, il supporto per la masterizzazione dei dischi Blu-ray e AVCHD è stato rimosso. È comunque possibile esportare nei formati Blu-ray H264 AVCHD e H264 utilizzando l’opzione Impostazioni avanzate nella scheda Personalizzato del flusso di lavoro Esporta & Condividi“.
Insomma, non sempre le modifiche a un’interfaccia utente corrispondono effettivamente a delle migliorie per poter trovare agevolmente le diverse opzioni che uno intende impostare!
Quindi ora per riuscire a trovare quell’opzione di salvataggio si deve operare come segue, in modo decisamente più macchinoso:

Come esportare una parte di un video elaborato in un progetto per poterlo inserirlo in un altro – nuova interfaccia utente (1.2)

Una volta salvato come file in quel formato, basterà poi inserirlo nell’altro progetto in cui si desiderava riutilizzalo, anche operando semplicemente con un drag & drop nella timeline nella posizione desiderata. Si noti che si originariamante si era disgiunto l’audio dal video, quell’elaborazione porta alla generazione di un file .m4v per il video e .wav per l’audio, che devono entrambi essere importati nel nuovo porgetto e ricomposti opportunamente.

Potete anche vedere eventualmente il link seguente: How to move edited clips from one Adobe Premiere project to another.

Come esportare una parte di un video elaborato in un progetto per poterlo inserirlo in un altro (2)

A parte l’ottimizzazione nei tempi di editing evidente qualora uno spezzone si voglia far vedere in più video, questa funzionalità può talvolta tornar comoda anche per risolvere problematiche di sincronizzazione tra audio e video di parte di un parlato in un video che sia stato malamente elaborato da qualcuno.
Talvolta non è sufficiente effettuare un Unlink and Video (click con il tasto destro sulla traccia per far comparire il menù di popup) di una sua sezione, spostare l’audio così sezionato in un’altra traccia per poi spostarlo temporalmente in modo adeguato. Infatti, anche se nell’editor sembra poi perfettamente sincronizzato, dopo il rendering si può ancora notare una seppur minore mancanza di sincronizzazione!

Come cercare di sincronizzare un audio con il video in un filmato precedentemente mal elaborato

La possibile soluzione, che non sia andare per tentativi successivi e rielaborare interamente per vedere l’effettivo risultato, è quella d’isolare la parte di video da correggere, caricarlo in un nuovo progetto e lavorare unicamente su quel più breve spezzone, sicuramente più agevole da modificare e provare.

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Lotteria degli scontrini: siamo alla frutta!

Tutti i giornali ne parlano tra le top news: oggi, in diretta per darne maggior risalto e pubblicità, c’e stata la prima estrazione dei premi abbinata alla cosiddetta lotteria degli scontrini!
Alcuni di questi articoli spiegano come sapere se si è tra i vincitori, altri si soffermano su quante sono le possibilità di vincere, altri ancora sul fatto che quella “misura non decolla: solo un negozio su tre aggiorna il registratore di cassa“. Ci credo: ho saputo da un commerciante che si spende ben 200€ per aggiornare la propria cassa per renderla idonea!
Infine ci sono articoli che forniscono la guida completa, con tanto di guida al gioco, regole, premi e … cotillon!

Altri ricordano che, secondo il Governo, la possibilità di partecipare alla lotteria di Stato incentiverà i consumatori a richiedere l’emissione dello scontrino fiscale al rivenditore. Il gioco a premi anti evasione si lega all’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi per tutti gli operatori IVA, il cosiddetto scontrino elettronico obbligatorio dal 1° gennaio 2020 per tutti. La lotteria degli scontrini in avvio dal 1° luglio 2020, sarà la prima misura anti-evasione che coinvolgerà direttamente il consumatore, il quale al momento dell’emissione dello scontrino dovrà fornire al rivenditore del bene o al professionista il proprio codice lotteria per poter partecipare all’estrazione dei premi mensili e annuali previsti. Il codice rilasciato finirà nel calderone di dati che il titolare di partita IVA dovrà trasmettere all’Agenzia delle Entrate che, a sua volta, fornirà le informazioni necessarie per l’estrazione a sorte all’Agenzia dei Monopoli.

Mi chiedo: ma anche negli altri Stati, come ad esempio quelli vicini dell’UE, si promuovono lotterie per combattere l’evasione fiscale? 🤔

Comunque sia, oggi sono stati assegnati i premi ai primi 10 vincitori che porteranno a casa 100 mila euro ciascuno: ovviamente sono soldi pagati dalle tasse di tutti i cittadini. Insomma, un “piccolo” cadeau (non so perché, ma i termini francesi in questo ambito mi sembrano i più appropriati e meno volgari!! 🤔) di tutti gli italiani a quei pochi fortunati!

Mi ricordo che, alla metà degli anni ’80, ero andato a Lisbona, in un in Portogallo ancora provato dal periodo di regime di Salazar, seppur si fosse concluso un decennio prima: un mal governo e una cattiva amministrazione lasciano lunghi strascichi nel tempo in una nazione! Mi aveva stupito il gran numero di lotterie pubblicizzate ovunque, i loro biglietti venduti anche da appositi ambulanti ad ogni angolo di strada. Mi aveva fatto pena vedere quel popolo, che era stato oppresso per decenni, ancora essere sfruttato da una propaganda che, sostanzialmente, ancora cercava di spillare del denaro (soprattutto alle classi sociali più bisognose e più facilmente influenzabili) per acquistare un sogno che sicuramente non si sarebbe realizzato!
Anche nell’Italia di allora, c’erano già sia qualche lotteria in certi periodi dell’anno (e.g. lotteria di Capodanno abbinate alla gara di canzoni della popolare trasmissione televisiva Canzonissima, rinominata poi lotteria Italia ancora oggi annualmente proposta) sia dei sistemi analoghi di vincita collegati a qualche evento (e.g. Totocalcio, Enalotto), … ma era ancora nulla a confronto dell’attuale diffusione dei gratta & vinci di molteplici tipologie che ora imperano in bella vista nelle tabaccherie!
Fin da allora sono stato convinto che il livello di benessere di una società sia inversamente proporzionale alle sue lotterie, sale da gioco e concorsi a premi non collegati a una abilità, bensì solo alla fortuna! Insomma, non un concorso letterario o Rischia tutto, ma un I soliti ignoti o Grande fratello! Mi chiedo che impressione dia l’Italia ad uno straniero che da un Paese dove regna la povertà veda una di quelle trasmissioni televisive nazionali, in cui dei milioni vengono elargiti a emeriti ignoranti e buoni a nulla: un Paese del Bengodi, immagino, dove sperare di poter riuscire a emigrare!

Ma torniamo all’argomento principale di questo post 🙃. Per essere informati dell’eventuale vincita occorre accedere con lo SPID all’area riservata del portale costruito appositamente a tale scopo.

Si inserisce il numero di telefono, la propria mail e PEC. Non è necessario tenere gli scontrini ma solo dimostrare di avere utilizzato l’acquisto con un pagamento elettronico!

Viene generata una carta con codice a barre che si deve presentare alla cassa quando si paga con un pagamento cashless. Infatti, dalla nota presente sotto il codice generato da quel sito si legge: “Mostra questo codice all’esercente prima di effettuare un pagamento se l’importo del tuo acquisto è maggiore o uguale a 1 euro“.

Sotto il codice a barre viene specificato: “Mostra questo codice all’esercente prima di effettuare un pagamento se l’importo del tuo acquisto è maggiore o uguale a 1 euro

Mi chiedo: ma se uno ha pagato con un mezzo elettronico, non sarebbe già associato a lui quello scontrino? D’altra parte nell’app IO viene appunto mostrato l’elenco degli importi di tutti gli scontrini emessi in formato cashless. Invece, comunque sembra che per ogni scontrino debba essere sempre letto quel codice personale in nostro possesso! 🙄
Perciò, sinceramente mi sembra solo un modo ulteriore per allungare le code alle casse, creare affollamenti inopportuni soprattutto di questi tempi … oltre che abituare la popolazione alle lotterie e gratta e vinci! 🙁

Mi hanno detto, poi, che ci sono esercenti che richiedono la lettura del codice appena si entra in cassa (e.g. Carrefour Express), altri invece che richiedono che sia prima stata fatta l’acquisizione di almeno un articolo … Insomma, un delirio per nulla! Andando in un supermercato alla cassa si deve mostrare la carta fedeltà, mostrare quel codice e magari leggere con cellulare il codice proprio del venditore per pagare cashless con Satispay! Insomma, una persona anziana “normale”, quando va a fare la spesa, dovrebbe portarsi dietro per lo meno un nipote laureato in informatica!!

Avevo già scritto un post con alcune osservazioni critiche sul cashback di Stato e in particolare sul super-cashback, ma la lotteria degli scontrini direi che li supera entrambi e valorizza ulteriormente tutte quelle considerazioni che mi erano sorte naturali!!

Direi che è proprio il caso di citare Noam Chomsky, filosofo, teorico della comunicazione e attivista politico che ha da tempo pubblicato quelle che ha definito le 10 regole per il controllo sociale. Nato nel ‘28, è un vecchietto vispo ancora oggi: ho letto su Wikipedia che nel 2014 è addirittura convogliato a nuove nozze con una brasiliana … ovviamente molto più giovane di lui!! Insomma, un pensatore americano d’idee forse un po’ sovversive, ma che mi sembra abbia capito diverse cose prima di molti altri!

La regola 1 di quel suo decalogo recita:
La strategia della distrazione: Distogliere, con distrazioni continue e d’informazioni insignificanti, l’attenzione del pubblico dai problemi importanti, dai cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche.

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La Perla – Organizzazione di volontariato: per una Pasqua dolce e solidale!

La Perla è un’associazione di volontariato nata nel 1988: si occupa di formazione e socializzazione di giovani insufficienti mentali, non fisici, tramite laboratori e attività creative e ludiche tenute dai volontari.

Anche quest’anno per Pasqua propongono la vendita di uova di cioccolato, sacchetti di ovetti e colombe, queste ultime offerte dentro un sacchetto dipinto dai loro ragazzi con l’aiuto sia dei volontari sia di alcuni giovani del servizio civile.

Chi desidera una di queste leccornie, contribuendo così ad aiutare questa associazione a proseguire al meglio le attività dei loro laboratori che aiutano i loro assistiti a esprimere le loro potenzialità, può telefonare direttamente ai loro numeri di contatto (0113181538;  335375878 anche con messaggi WhatsApphandicap@associazionelaperla.it) o scrivermi una email.

Nel seguito vi lascio qualche esempio delle belle e originali realizzazioni artistiche studiate apposta da ragazzi e volontari per contenere la colomba:

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Come scambiare denaro con un amico senza pagare alcuna commissione con Paypal o Satispay

Spesso può tornare utile scambiarsi piccole somme di denaro tra amici/conoscenti, magari per dividersi un conto o per qualsiasi altro motivo!

Fortunatamente ora esistono almeno due metodi che consentono agevolmente di farlo senza dover pagare alcuna commissione e avendo, per di più la transazione eseguita immediatamente: il primo esiste da tempo, ed è PayPal, il secondo più recente è Satispay. Mentre PayPal è nato principalmente per i pagamenti online, Satispay si sta diffondendo sempre più soprattutto per i pagamenti nei negozi soprattutto per piccoli importi in quanto le commissioni richieste ai commercianti sono decisamente inferiori a quelle richieste dalle carte di credito e il metodo di pagamento risulta ancora più semplice non richiedendo nemmeno un lettore RFID bensì semplicemente un cellulare. Ho già tempo fa scritto un post al riguardo (Satispay: un piccolo Davide (made in Italy) che, pian piano, si fa strada sempre più in mezzo ai tanti Golia) e, se ancora non lo conosci ti consiglio di darci un’occhiata! 😉
Ci sono due versioni di Satispay: quella per Privati (logo rosso) e quella per Business per i negozianti (logo grigio). In particolare, per transazioni non commerciali, vale a dire con utenze Satispay non business, non esiste alcun costo. Non solo iscriversi e disdire il servizio, ricaricare il proprio budget, depositare sul proprio conto corrente è gratuito, ma anche inviare e ricevere denaro ai/dai propri contatti sono sempre tutte operazioni senza alcun costo ne da parte di chi invia denaro ne da chi lo riceve diversamente da quanto avviene con altri metodi dove c’è almeno uno dei due che paga per aver usufruito del servizio (e.g. bonifico bancario). Nei negozi fisici per acquisti fino a 10€ non si paga nulla, mentre per transazioni superiori a 10€ c’è una commissione di 0,20€; nei negozi online per le transazioni inferiori o pari a 10€ si paga +0,5%, mentre per le transazioni superiori a 10€ c’è un extra pari a 0,5% + 0,20€: insomma, praticamente una cifra irrisoria rispetto alle commissioni richieste da certe carte di credito come l’American Express!!

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Pagamento tramite Satispay

Nel seguito mostro la semplice sequenza per inviare del denaro a uno dei propri contatti con Satispay: ovviamente l’amico deve anche lui essere un utente privato di Satispay: basta andare nella sezione Contatti, ricercare e selezionare il contatto desiderato, scrivere l’importo da inviare, associare alla transazione un possibile commento e premere infine il pulsante rosso di spunta per confermare e procedere nell’operazione.

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Pagamento tramite Paypal

Nel caso di Paypal l’operazione è analogamente semplice, ma è necessario fare molta attenzione a impostare specificamente che la transazione di denaro che si intende effettuare è rivolta a un amico/conoscente. Questo non è infatti l’impostazione di default per cui se non la si modifica viene trattenuta una commissione non indifferente in quanto penso includa un’assicurazione sulla transazione, servizio non certamente indispensabile in molteplici situazioni.

Dopo avere selezionato la funzionalità di Invia, qualora il contatto non sia ancora un utente Paypal, viene chiesto se si desidera che gli venga inviato un invito a registrarsi in modo da poi poter procedere con tale transazione:

Diversamente, se il contatto è già un utente Paypal, viene invece presentato subito il modulo in cui inserire l’importo da inviare, con la possibilità di scrivere un eventuale messaggio e quindi procedere. Premendo quel pulsante Avanti viene confermato l’importo inserito precedentemente e si può scegliere la tipologia di pagamento.
Qui è importate specificare la prima scelta, vale a dire Familiari e amici, che non è quella di default: solo effettuando questa selezione non verrà trattenuta nessuna commissione!!