Come conoscere la velocità di un collegamento WiFi su un PC Windows

Talvolta può convenire sapere quel è la velocità massima di una connessione di rete quando il nostro PC è connesso ad uno specifico WiFi.

Si può innanzitutto andare a vedere l’associated/link speed vale a dire, in generale, la velocità massima di collegamento negoziata tra i due dispositivi (PC e router/repeater) in base alla loro velocità supportate e alla qualità del collegamento. Si noti che, nel caso di una connessione wireless 802.11, per via di possibili interferenze e per il fatto che i protocolli introducono informazioni addizionali (overhead) rispetto ai dati che si intende trasferire, la velocità di trasmissione effettiva sarà normalmente solo il 40-60% di quella velocità associata.
Quella velocità indicata sarà quindi da prendere come buona solo a patto di tener conto delle precedenti considerazioni.

In un PC Windows 10 per conoscere l’associated/link speed basta andare nella sezione Connessione di rete dal menù che compare cliccando con il tasto destro sull’icona di Start:

Connessione di rete

Andando poi a vedere i dettagli della connessione WiFi corrente, si scopre quella informazione ricercata che viene indicata come Velocità:

Associated/link speed della connessione WiFi correntemente utilizzata dal PC Windows 10

Si può arrivare a quella finestra con i dettagli delle connessioni di rete anche eseguendo il comando ncpa.cpl nella finestra di Esegui/Run [Windows key + “R”].

Se invece poi uno vuole testare la velocità su Internet della propria linea, e non quindi come visto precedentemente quella massima raggiungibile dal PC verso il primo dispositivo di rete WiFi a cui si è connesso internamente alla propria LAN, allora ci si deve affidare a servizi di speed test offerti da diversi siti/app quale ad esempio quello raggiungibile da questo sito. Ovviamente i risultati che ho ottenuto dal mio PC, con una linea in fibra FTTH, sono assai differenti a seconda se mi collego direttamente al WiFi del router o a quello del repeater, ed ancor di più se mi connetto via cavo Ethernet:

55Speed test con PC connesso via cavo Ethernet al router
Speed test con PC connesso al WiFi 5 GHz del router nelle sue vicinanze
Speed test con PC connesso via cavo Ethernet al PowerLine Netgear collocato in una presa distante dal router
Speed test con PC connesso al WiFi del router nello stesso punto in cui avevo fatto prima le prove collegandolo al PowerLine Netgear

Nel seguito gli speed test con il PC connesso all’Extender TP-LINK AC1750 (RE450) rispettivamente con connessione via cavo Ethernet, alla rete WiFI estesa 5 GHz e a quella 2.4 GHz.

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Speed test con PC connesso con cavo Ethernet all’Extender TP-LINK AC1750 (RE450)
Speed test con PC connesso al WiFi 5 GHz dell’Extender TP-LINK AC1750 (RE450)
Speed test con PC connesso al WiFi 2.4 GHz dell’Extender TP-LINK AC1750 (RE450)
Speed test eseguito da app su smartphone

Risulta quindi evidente anche da queste semplici prove che generalmente un collegamento via cavo Ethernet fornisce prestazioni migliori rispetto ad una connessione WiFi, anche quando il collegamento viene fatto sfruttando la rete elettrica di casa tramite un Power Line.

Se poi le prese di rete risultano insufficienti in un punto della casa (e.g. singola Power Line a cui si vorrebbero attaccare più dispositivi, quali alcuni PC e stampante), sarà sufficiente, con meno di 10 euro, acquistare un uno switch da 5 o più porte:

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Esempio di Switch che consente di collegare via cavo più dispositivi ad un’unica presa di rete Ethernet

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Come connettere uno smartphone o un tablet con un cavo Ethernet

Sebbene sempre più spesso (seppur a scapito della banda disponibile) si usi anche per i PC una connessione WiFi  per collegarsi alla rete domestica ed ad Internet, solitamente risulta essere il dispositivo che maggiormente viene anche collegato ad una rete fissa via cavo Ethernet. Essendo già provvisto di una connessione di rete RJ45 classica la connessione risulta assai semplice e priva di costi aggiuntivi se non quelli del cavo standard!

Solitamente per i tablet e sopratutto per gli smartphone poi, la connessione WiFi sembra essere diventata oramai la norma! Anzi, dal momento che non esiste nativamente in entrambi un connettore di rete RJ45, per via delle sue dimensioni non compatibili con lo spessore di quei dispositivi, spesso le persone pensano che non sia comunque possibile in alcun modo connetterli alla rete via cavo, … e ciò non è vero come dettaglierò nel seguito!

Ma perché voler connettere talvolta tablet o smartphone alla rete domestica via cavo Ethernet?
Ad esempio per avere maggiore banda e quindi velocità. Oramai alcuni tablet (e.g. Surface Pro) hanno una potenza elaborativa pari, se non superiore, a diversi Personal Computer, per cui avere a disposizione il massimo della banda resa disponibile dal proprio modem/router può fare la differenza in diverse occasioni di connessione a servizi su Internet (e.g. servizi in streaming e di videoconferenza, collegamento ad un cloud), così come a risorse interne alla propria LAN, la rete interna domestica (e.g. accesso ad Hard Disk di rete, N.A.S., stampante).

Inoltre può anche servire per collegarsi via cavo a dispositivi che prevedono una loro configurazione manuale anche tramite un loro collegamento diretto via Ethernet, come nel caso di Router, Access point e WiFi extender (vedi mio post relativo alla configurazione manuale di extender). Connettersi via cavo sicuramente evita possibili interferenze e problematiche proprie delle connessioni WiFi ed un collegamento punto-punto assicura una certezza di affidabilità.

Come fare, dunque, se non esiste ne su un tablet ne tanto meno su uno smartphone il connettore di rete RJ45? Ovviamente si deve far uso di un adattatore con una delle poste che possiede, tipicamente la posta USB o USB-C o anche connettori specifici di qualche prodotto come nel caso della connessione dei Surface fino alla versione 6 alla “vecchia” Docking Station.

Nel caso di uno smartphone che abbia un connettore USB-C è necessario avere un adattatore USB-C -> Ethernet. In  genere questi Hub posseggono anche più porte USB/USB-C, lettori SD/micro SD, presa HDMI. I più completi (e costosi) [e.g. ABASK Hub] posseggono anche una presa USB-C utilizzabile per caricare lo smartphone stesso: questo è sicuramente importante se si utilizzano per diverso tempo gli altri connettori per collegarsi ad Hard Disk esterni e/o visualizzare l’output video su un monitor/proiettore.

Smartphone collegato tramite HUB USB-C -> Ethernet all’Extender per configurarlo via cavo

Se lo smartphone ha un connettore USB semplice, esistono connettori di tutti i gusti come puoi vedere da questo link: Adattatore Ethernet RJ45 Micro USB per smartphone e tablet.

Che una volta collegato l’adattatore nella presa USB-C, la connessione dati viaggi sul cavo Ethernet, lo si può anche verificare andando in Impostazioni -> Connessioni delle dello smartphone, e in particolare nella sua sezione Altre impostazioni di rete. Il campo Ethernet risulta abilitato e cliccabile per vederne i dettagli:

Attaccando il cavo Ethernet allo smartphone tramite l’adattatore, si abilita la sezione di gestione di quel collegamento (1)
Attaccando il cavo Ethernet allo smartphone tramite l’adattatore, si abilita la sezione di gestione di quel collegamento (2)
Attaccando il cavo Ethernet allo smartphone tramite l’adattatore, si abilita la sezione di gestione si quel collegamento (3)

Nel caso specifico di un tablet tipo il Surface Pro, per connetterlo via cavo Ethernet, è necessario avere la sua Docking Station originale o, se non si vuole spendere molto, un adattatore tipo il TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet che personalmente uso.

TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet che rende connettibile al cavo Ethernet il Surface Pro

Tra l’altro, ho visto che la Docking Station venduta attualmente da Microsoft (per renderla compatibile anche con l’ultima versione di Surface Pro che non ha più un attacco proprietario che consentiva di connettere il tablet non solo all’alimentatore ma anche alla Dock Station) non è più quella comoda di un tempo che consentiva di fissare bene il tablet.

“Vecchia” Docking Station Microsoft per Surface fino alla versione 6

 

Nuova Docking Station Microsoft per Surface che rimane “volante” e non fissa più in modo stabile il tablet

Con la connessione WiFi disattivata, quando si connette con il cavo Ethernet lo smartphone alla propria LAN (e.g. direttamente al modem/router) quel dispositivo si aggancia a quella rete ed i dati non transitano sulla rete mobile: questo si vede chiaramente se si ricerca l’indirizzo IP che gli è stato assegnato dal DHCP della rete a cui è connesso.

IP 192.168.x.x quando è connesso con cavo Ethernet alla LAN

 

IP 10.220.x.x quando è connesso con rete mobile

Se poi le prese di rete risultano insufficienti in un punto della casa (e.g. singola Power Line a cui si vorrebbero attaccare più dispositivi, quali alcuni PC e stampante), sarà sufficiente, con meno di 10 euro, acquistare un uno switch da 5 o più porte:

Esempio di Switch che consente di collegare via cavo più dispositivi ad un’unica presa di rete Ethernet

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WhatsApp: come avere questo sistema di messaggistica anche su PC/tablet sia da un browser (WhatApp Web) sia come applicazione installata

Già nel lontano 2015, avevo scritto un post su come utilizzare comunque WhatsApp Web su Edge che era rimasto, allora, l’unico browser non supportato ufficialmente, sebbene fosse solo questione di mesi affinché lo fosse anche lui!

Ho notato tra gli amici che ancora oggi molti non sanno neppure della possibilità di usare WhatsApp anche da PC/tablet da un qualsiasi browser o anche come applicazione installata!
Anche se un suo utilizzo su smartphone è sicuramente più frequente, può tornare molto utile averlo anche su PC non solo quando uno lavora diverse ore sul proprio computer, ma anche per poter copiare così agevolmente parte di messaggi ricevuti … o cliccare su qualche link quale, ad esempio quello per iniziare una videoconferenza con Zoom.

Iniziamo da un suo utilizzo tramite un qualsiasi browser wale a dire tramite WhatsApp Web.

Per utilizzare WhatsApp Web è sufficiente andare sul sito https://web.whatsapp.com e seguire le istruzioni per sincronizzarsi con la propria versione presente sullo smartphone. Sostanzialmente viene mostrato a monitor un QR-Code (il classico un quadrato in bianco e nero contenente informazioni) che dovrà essere letto dalla telecamera del proprio telefonino andando ad aprire l’apposita sezione Whatsapp Web presente nel menù (i tre puntini …) in alto a destra dell’app medesima:

Voce del menù per accedere alla sezione di configurazione di WhatsApp Web sul proprio PC/Tablet

Si possono avere più associazioni, ad esempio su diversi PC o browser e, per aggiungerne una nuova, basta cliccare sul + (in alto a destra):

Premere sul + (in alto a destra) per associare un nuovo dispositivo/browser

Verrà attivata la telecamera dello smartphone e si dovrà posizionarlo in modo che possa leggere il QR-code mostrato sul monitor del PC:

Posizionare lo smartphone in modo che dalla sua telecamera possa leggere il QR-code mostrato sul monitor del PC

L’associazione è quasi immediata e nel giro di pochi secondi si ha l’intero accesso alla sezione dei messaggi dove è possibile leggere e scrivere anche con eventualmente registrazioni vocali:

Dashboard dei messaggi di WhatApp Web da cui è possibile leggere/copiare quelli ricevuti e scriverne di nuovi

Esiste poi anche un WhatApps installabile come applicazione sul PC/Tablet. Per scaricare il programma eseguibile, basta andare sul loro sito ufficiale e procedere nella sua sezione scarica:

WhatApps è anche installabile come applicazione sul PC/Tablet: basta andare sul loro sito nella sezione scarica

Verrà scaricato (per default nella cartella Download associata al proprio utente del PC (i.e. C:\Users\nomeutente\Downloads) il file eseguibile WhatsAppSetup.exe che dovrà, come per tutti i programmi, essere cliccato due volte per procedere nell’installazione. Una volta installato sarà presente tra le applicazioni elencate in Start e si potrà ovviamente impostare per averlo anche tra le tile o addirittura nella taskbar delle applicazioni:

WhatsApp installato sul PC/tablet come applicazione

La prima volta che si esegue, si dovrà completare una procedura di associazione tramite QR-Code analoga a quanto già visto per WhatsApp Web.

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Come disabilitare le notifiche di WhatsApp per alcuni gruppi/persone su smartphone e su PC/tablet

Può essere fastidioso sentire il suono di notifica di un nuovo messaggio, soprattutto quando si tratta di uno relativo a gruppi di persone anche molto numerosi, come quelli di assistenza per un’app od un prodotto.

Risulta perciò assai conveniente operare per disabilitare le notifiche _(almeno quelle sonore) solo per quel gruppo specifico. Ovviamente una analoga procedura può essere attuata anche per un singolo contatto. Nel seguito ne mostro la procedura passo passo.

Fare click sui tre puntini in alto a destra quando si è dentro la visualizzazione dei messaggi del gruppo, e selezionare la prima voce relativa a Info gruppo:

Selezionare la prima voce delle opzioni: Info gruppo

Si può quindi optare se disabilitare tutte le notifiche agendo sul primo interruttore, oppure personalizzare le notifiche, escludendone solo alcune:

Anziché disabilitare tutte le notifiche agendo sul primo interruttore, si può decidere di personalizzare le notifiche, escludendone solo alcune

A esempio si può escludere qualsiasi tono di notifica impostando silenzioso:

Si può escludere qualsiasi tono di notifica impostando silenzioso (1)
Si può escludere qualsiasi tono di notifica impostando silenzioso (2)

Si può anche escludere la vibrazione:

Escludere la vibrazione

La configurazione finale sarà quindi la seguente:

Tra gli eventi mostrati nel centro notifiche continueranno ad esserci indicazioni dei messaggi ricevuti dal momento che non si sono disattivate completamente le notifiche, ma si è evitato così di essere disturbati per messaggi di minima rilevanza che si sovrapporrebbero ad altri che invece è utile leggere al più presto ed è quindi bene avere anche una notifica sonora!

Se poi si usa anche WhatsApp Web (vedi mio post), cioè si accede da PC, può tornare utile impostare analoghe opzioni per non essere qui disturbati da notifiche proprie dei Windows 10. Purtroppo qui le notifiche provengono sia dal browser (e.g. Chrome), sia dal sito specifico, sia da un’altra app (e.g . Il tuo telefono se correntemente l’hai lanciata per collegare appunto le notifiche dello smartphone sul PC) e non si riesce a discriminare finemente sulla base del gruppo/persona specifica): se uno va sulle impostazioni presenti in WhatApp Web trova solo Disattiva notifiche questo agisce per tutti ed ovunque (quindi anche sullo smartphone), per cui fai attenzione ad attivarla!

Disattivazione ovunque e per tutti delle notifiche di WhatsApp Web (1)
Disattivazione ovunque e per tutti delle notifiche di WhatsApp Web (2)

E’ necessario invece agire sulle notifiche a livello di Windows 10. Dall’elenco delle notifiche a sinistra si può selezionare l’icona delle impostazioni (o cliccare con il tasto destro e selezionare Vai alle impostazioni di notifica) per modificarle:

A seconda se si tratta di una notifica di un sito,del browser o di un’altra app (e.g. Il tuo telefono se correntemente l’hai lanciata per collegare appunto le notifiche dello smartphone sul PC), si devono modificare opportunamente le notifiche che uno desidera ricevere:

Impostazione delle notifiche relative a WhatsApp provenienti dall’app Il tuo telefono
Blocco delle notifiche provenienti da Whatsapp Web

Per velocità, si può innanzitutto disabilitare tutti i siti che possono richiedere di inviare notifiche agendo sull’interruttore in alto e poi abilitare solo quei pochi di interesse (e.g. quello delle email):

Si può innanzitutto disabilitare tutti i siti che possono richiedere di inviare notifiche agendo sull’interruttore in alto e poi abilitare solo quei pochi di interesse (e.g. quello delle email) (1)
Si può innanzitutto disabilitare tutti i siti che possono richiedere di inviare notifiche agendo sull’interruttore in alto e poi abilitare solo quei pochi di interesse (e.g. quello delle email) (2)
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Configurare manualmente un ripetitore TP-LINK recente (e.g. TL-WA850RE vers. 2.x, AC1750) da app o da browser, per estendere la portata del proprio Wi-Fi

In un post precedente avevo mostrato la procedura che ho utilizzato per configurare il mio TP-LINK TL-WA850RE , versione 1.2, ancora oggi uno dei più economici ma che ha buone prestazioni, seppure operi solo ad una frequenza (2,4 GHz).
In questo post mostrerò invece come effettuare la medesima configurazione anche da smartphone, tramite l’apposita app TP-LINK Tether che tuttavia è compatibile solo per le versioni più recenti dei dispositivi TP-LINK come il mio TP-LINK AC1750, (RE450) Dual Band (pagina prodotto ; supporto; F.A.Q.), ma anche con il TL-WA850RE , se nella versione 2.x . Farò anche notare che alcune procedure comunque risultano possibili solo dal sito presente sul dispositivo, ovviamente aggiornato al suo firmware più recente.

Si ricorda nuovamente che ,anche se esiste un apposito pulsante per associarlo al modem/router una volta che in quest’ultimo sia stato premuto il tasto WPS per una connessione al WiFi da lui generato da parte di dispositivi esterni, può sempre tornare utile configurare in modo manuale l’extender, soprattutto quando per qualche motivo le sue prestazioni non sono quelle sperate o si desidera modificare le diverse opzioni/funzionalità rispetto a quelle definite di default. Ovviamente solo con una configurazione manuale si possono impostare diversi parametri ed opzioni che diversamente permangono quelli di default (e.g. impostare intervallo di tempo per il quale i led del dispositivo si spengono automaticamente; impostare intervalli di giorni della settimana/tempo per i quali il repeater si spegne automaticamente).

Per iniziare una nuova configurazione manuale, è conveniente innanzitutto, se il dispositivo non è nuovo,  premere il suo tasto di reset per qualche secondo per riportarlo alle condizioni di fabbrica.

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Configurazione manuale accedendo da browser al sito presente nel repeater (con PC o smartphone)

Ci si può connettere all’extender direttamente tramite cavo Ethernet o tramite WiFi generato dal dispositivo stesso che riporta il nome del prodotto (i.e. TP-LINK_Extender_50E6BF)  e si accede con un browser ad un’URL specifica del prodotto (e.g. nel caso di un repeater TP-LINK, al sito tplinkrepeater.net) o ad un indirizzo IP (e.g. quello correntemente del repeater, impostato per default a 192.168.1.141).

Si noti che la connessione via cavo Ethernet è assi agevole se si ha un PC dal momento che è sufficiente utilizzare un cavo standard Ethernet. Nel caso di uno smartphone che abbia un connettore USB-C è necessario avere un adattatore USB-C -> Ethernet (in genere posseggono anche più porte USB, lettori SD, presa HDMI, talvolta [e.g. ABASK Hub] anche una presa USB-C utilizzabile per caricare lo smartphone stesso e questo è sicuramente importante se si utilizzano per diverso  tempo  gli altri connettori per collegarsi ad Hard Disk esterni e visualizzare su un monitor/proiettore): per maggiori dettagli vedi un successivo mio post.

Smartphone collegato tramite HUB USB-C -> Ethernet all’Extender per configurarlo via cavo

Nel caso di un tablet tipo il Surface Pro, per connetterlo via cavo Ethernet, è necessario avere la sua Docking Station specifica o, se non si vuole spendere molto, un adattatore tipo il TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet.

TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet che rende connettibile al cavo Ethernet il Surface Pro

“Vecchia” Docking Station Microsoft per Surface fino alla versione 6 – diversa daquella nuova che rimane “volante” e non fissa più in modo stabile il tablet.

Notare che la connessione WiFi del PC/smartphone deve essere sulla rete creata dal repeater e non su quella diretta del modem/router. Diversamente, cercando di accedere al sito tplinkrepeater.net, verrà mostrata la pagina seguente (in russo! … per cui conviene attivare sul browser la traduzione russo-> italiano, ad esempio tramite il plugin Translator se si usa il browser Edge), che riporto tradotta:

Cercando di accedere al sito tplinkrepeater.net, con il PC/smartphone connesso NON tramite il WiFi del repeater, verrà mostrata la pagina seguente (in russo! … ne riporto la traduzione automatica effettuata dal browser) (1)

Cercando di accedere al sito tplinkrepeater.net, con il PC/smartphone connesso NON tramite il WiFi del repeater, verrà mostrata la pagina seguente (in russo! … ne riporto la traduzione automatica effettuata dal browser) (1)

Sostanzialmente vengono suggeriti due metodi per accedere alla configurazione dell’amplificatore di segnale (i.e. repeater):

  1. Scaricare l’app TP-LINK Tether  (ma forse non è proprio quello che desideriamo fare perché vogliamo ad esempio, accedere ad una delle opzioni presenti soltanto tramite il sito tplinkrepeater.net presente sul router stesso!),
  2. Accedere con un qualsiasi browser al sito tplinkrepeater.net presente sul router stesso, assicurandosi con uno dei metodi seguenti che il collegamento di rete avvenga proprio tramite il repeater:
    1. Collegando direttamente ad esso il PC tramite cavo Ethernet (secondo me è la soluzione migliore),
    2. Individuando la rete WiFi specifica del repeater (qualora il suo nome differisca da quello della rete principale, ad esempio MyHome_Ext se la rete del modem è nominata MyHome) e collegandoci ad essa [Nota: generalmente il nome della rete estesa si rende identico a quella primaria in modo che la connessione WiFi abbia una continuità per i dispositivi mobili, quale lo smartphone],
    3. Recuperando dal modem/router dal suo elenco dei client DHCP l’indirizzo IP assegnato al repeater ed utilizzando quello per accedere al suo sito di configurazione (e.g. 192.168.1.62 anziché l’URL tplinkrepeater.net). Questo a meno che non sia impostato con IP fisso, come generalmente avviene con le impostazioni  di default: ad esempio il mio TP_LINK RE450 ha impostato per default l’IP fisso 192.168.1.141 ed il server DHCP è impostato ad Auto(Off). Il quest’ultimo caso ovviamente la pagina di configurazione si raggiunge tramite l’IP fisso e non tramite quella indicata dal modem/router che sarebbe quella che assegnerebbe se la sua gestione fosse demandata al DHCP.

      Individuare l’IP assegnato al repeater dal DHCP presente sul modem/router (e.g. TIMHub) (1)

      Individuare l’IP assegnato al repeater dal DHCP presente sul modem/router (e.g. TIMHub) (2)

      ATTENZIONE: il repeater per default può avere impostato l’IP fisso e disabilitata l’assegnazione tramite DHCP (1)

      ATTENZIONE: il repeater per default può avere impostato l’IP fisso e disabilitata l’assegnazione tramite DHCP (3)

      Se si desidera cambiare l’indirizzo IP del repeater o se si vuole che lo ottenga automaticamente dal modem/router, basta andare da PC sulla sezione Rete dove eventualmente è anche possibile impostare nel repeater stesso una funzionalità di Server DHCP (sconsiglio!!):

      Sezione Rete dove è possibile cambiare l’IP dell’extender ed attivare eventualmente la funzionalità di DHCP (1)

      Sezione Rete dove è possibile cambiare l’IP dell’extender ed attivare eventualmente la funzionalità di DHCP (2)

      Si noti che, molto stranamente quella sezione Rete, del sito di configurazione presente nell’extender, non viene visualizzata completamente se si accede da smartphone con il medesimo browser Edge quasi si volesse impedire una sua gestione da un dispositivo mobile 🤔.

      Se acceduto da smartphone, la sezione Rete non presenta le possibilità di modificare la gestione dell’IP del repeater (??)

    4. Aggiungo io un altro metodo aggiuntivo che personalmente trovo il più semplice da attuare anche se non suggerito ufficialmente, cioè quello di scollegare momentaneamente il WiFi sul PC/smartphone, avvicinarsi molto al repeater e solo allora riaccendere il WiFi: molto probabilmente il dispositivo si collegherà questa volta al WiFi generato dal repeater (essendo quello più potente), per cui ora il sito tplinkrepeater.net viene raggiunto direttamente tramite la rete WiFi del repeater stesso!

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Configurazione manuale da app (con smartphone)

Se si opera da smartphone, come spesso conviene, si può ovviamente sempre procedere da browser connettendosi via WiFi o si può usare l’apposita app TP-LINK Tether.
Vedremo che non sempre le possibilità di configurazione fornite con questi due metodi sono analoghe, almeno nel caso dei prodotti TP-LINK!!

Purtroppo, come evidenziato nel precedente post, la versione del mio TP-LINK TL-WA850RE è la 1.2 per cui l’app TP-LINK Tether non lo riesce a gestire (lo farebbe dalla 2.0) e rimanda alla pagina web, la medesima anche accessibile da PC da cui si possono effettuare le medesime operazioni già viste.
Invece con quell’app riesco a gestire l’altro ripetitore più recente che ho, il TP-LINK AC1750, (RE450) Dual Band,(pagina prodotto; supporto). Ovviamente per gestirli, lo smartphone deve essere collegato via WiFi alla medesima rete wireless su cui operano quei dispositivi che, una volta inseriti cliccando sul + (in alto a destra) fornendo le rispettive credenziali di accesso (per default admin/admin), verranno riconosciuti ed elencati d’ora in poi nella pagina Miei Dispositivi:

Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (1)

Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (2)

Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (3) – Rimanda alla pagina web

Invece, per i dispositivi supportati dall’app ed aggiunti in elenco, cliccandoci sopra si giunge alla rispettiva pagina Home di gestione che mostra lo stato del collegamento con la rete host (per sia il 2,5 GHz ed il 5 GHz) e quanti client sono collegati a quel dispositivo:

Home dell’app di gestione del dispositivo: mostra lo stato del collegamento con la rete host, quanti client sono collegati a quel repeater

Premendo quindi, nel menù in basso, l’icona Strumenti, si accede alla seguente pagina dove è possibile modificare diverse impostazioni sul dispositivo. In particolare le prime due sezioni consentono di configurare nome rete/password sia per la rete estesa, quella generata dal dispositivo, sia per quella host. Generalmente conviene avere distinto l’SSID, cioè il nome che verrà visualizzato della rete WiFi,  ma mantenere la stessa password tra rete host ed quella estesa così anche per quella a 2.4 GHz e quella a 5 GHz (e.g. MiaRete, MiaRete_5GHz, MiaRete_EXT, MiaRete_5GHz_EXT). In questo, infatti, modo è possibile distinguerle ed eventualmente  differenziare il traffico che transita su quelle (e.g. sul 5 GHz solo TV dove generalmente si vedono film in streaming, sul 2,4 GHz smartphones/PC per i quali la frequenza minore può convenire in quanto copre un territorio più vasto pur offrendo una minore banda). Configurando eventualmente poi comunque sugli smartphone e PC tutte le reti e reti estese con connessione automatica, ci penserà il dispositivo stesso a passare da una connessione di rete ad un’altra soprattutto qualora perdesse la connessione ad Internet. Esistono poi anche app che possono eventualmente forzare maggiormente il dispositivo a passare alla rete con migliori prestazioni passando da una posizione della casa/ufficio ad un’altra (e.g. BestWifi).

Solo qualora si utilizzino funzionalità di utilizzo contemporaneo di 2.4 GHz e 5 GHz si è “obbligati” a mettere lo stesso SSID per le reti WiFI sulle due frequenze. Sul TIM HUB tale funzionalità viene indicata come Band steering mentre nel repeater TP-LINK esiste la modalità High speed.

Funzionalità di Band steering presente nel TIM HUB

Modalità High speed presente nel repeater TP-LINK.

Sezione Strumenti che consente di modificare diverse impostazioni sul dispositivo

L’Assistente posizione serve a verificare che il repeater è collocato in una posizione idonea, cioè dove il segnale dell’host è ancora buono:

Assistente posizione serve a verificare che il repeater è collocato in una posizione idonea

Condividi WiFi consente di avere un QR-code che consente ad altri dispositivi di connettersi agevolmente alla rete.
Il Controllo led consente di spegnere i led durante l’intervallo di tempo specificato: si noti che in particolare, impostando (ad esempio) da 00:00 a 00:00 i led rimarranno sempre spenti. Questo ovviamente non vuol dire che il repeater sia spento! Se si desidera invece impostare intervalli di tempo per il quale il repeater si spegne sempre automaticamente, è necessario agire dal sito accessibile via browser, come dettaglierò nel seguito di questo post.

Controllo led consente di spegnere i led durante l’intervallo di tempo specificato

La Modalità operativa consente di definire se il dispositivo è da impostare come Range Extender (espande la copertura wireless di una rete) o Access Point (rende wireless una rete cablata). Ovviamente in questo ultimo caso è necessario collegare con cavo Ethernet il dispositivo direttamente a modem/router e, se questo è possibile, sicuramente migliora le prestazioni di rete complessive che si riescono ad ottenere.

Modalità operativa consente di definire se il dispositivo è da impostare come Range Extender (espande la copertura wireless di una rete) o Access Point (rende wireless una rete cablata)

Ovviamente conviene impostare di ricevere notifiche sulla disponibilità di un nuovo firmware da eventualmente installare sul dispositivo per aggiungerne funzionalità/prestazioni e/o risolvere bug. La pagina Notifiche si raggiunge dall’hamburgher menù  in alto a sinistra: Impostazioni -> Notifiche

Notifiche

Oltre a quell’app Tether, esiste anche la possibilità di configurare il dispositivo da qualsiasi browser da un PC/smartphone collegato al medesimo WiFi, accedendo sempre alla URL tplinkrepeater.net. Se non ci riesci (e magari ti viene visualizzata una pagina originariamente in russo!) leggi quanto indicato nella sezione precedente relativa ad una configurazione del dispositivo tramite un PC.

Stranamente le configurazioni possibili dall’app e accedendo da un browser a quella URL non sono identiche!!
In particolare da app si riesce solo a definire un intervallo in cui i led sono spenti, indipendentemente dallo stato del dispositivo, mentre dal sito si può anche impostare uno o più intervalli di tempo in cui il repeater si spegne, con possibilità di specificare non solo l’orario ma addirittura i giorni della settimana la programmazione fa riferimento!!

Dal sito è possibile sia impostare i LED sia painificare l’accensione del Wi-Fi

Nel seguito mostro l’interfaccia del sito tplinkrepeater.net per dispositivi di modello/versione recente della TP-LINK come il TP-LINK AC1750, (RE450) : si noti in particolare la sezione relativa alla configurazione degli intervalli di spegnimento in automatico del dispositivo (e.g. nelle ore notturne o nelle giornate in cui non si adopera quali i week-end se è collocato in un posto di lavoro).

Login sito tplinkrepeater.net collegando il PC/smartphone al medesimo WiFi del dispositivo o collegandosi direttamente ad esso via cavo Ethernet.

Nel tab Quick Setup è possibile effettuare una impostazione da zero del dispositivo, ad esempio configurando i WiFi di cui deve comportarsi da repeater. Viene mostrato l’elenco delle reti disponibili e, selezionando quella sia per il 2.4 Ghz sia per il 5 GHz si impostano le rispettive password.

Quick Setup da cui è possibile effettuare una impostazione da zero del dispositivo (1)

Alla fine le impostazioni effettuate vengono applicate e salvate:

Quick Setup da cui è possibile effettuare una impostazione da zero del dispositivo (2)

La homepage mostrerà quindi la situazione attuale di funzionamento e segnalerà eventuali problematiche.

In particolare nella voce Impostazioni avanzate del menu sinistro, è possibile configurare diverse opzioni. Nello screenshot seguente, ad esempio, mostro come configurare uno i più intervalli di giorno/tempo in cui il dispositivo uno vuole che si spenga automaticamente.
Nota che lo screenshot è preso da uno smartphone, per mostrare chiaramente come questo sito possa ovviamente essere raggiunto anche dal browser del telefonino, magari ruotandolo di 90 gradi per avere una visione landscape in orizzontale e poter quindi vedere tutto il contenuto delle tabelle senza necessità di scorrere la pagina:

Impostazioni avanzate -> Pianificazione accensione – Configurazione di uno i più intervalli di giorno/tempo in cui il dispositivo uno vuole che si spenga automaticamente

Si noti che anche per questo repeater, sicuramente più performante del più economico TP-LINK TL-WA850RE analizzato in un precedente post, non esiste nella configurazione della rete WiFI generata, la possibilità d’impostare il canale per cui viene scelto automaticamente, mantenendo quello della rete host di cui si fa estensione (o comunque scegliendoselo per il 5 GHz qualora la rete host non abbia una rete su quella frequenza). Questo non è particolarmente bello in quanto crea inevitabilmente interferenze radio che possono degradare il segnale anche del WiFi del router

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Per conoscere la velocità di connessione con un PC Windows 10 connesso a una rete WiFi è sufficiente fare Windows key + “R”, fare il Run del comando ncpa.cpl, quindi right click su Wi-Fi/Wireless network connection->Status. Per maggiori dettagli vedi questo altro post.

Per problematiche può servire consultare anche il forum della TP-LINK come questo thread.

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Configurare manualmente un ripetitore TP-LINK non recente (e.g. TL-WA850RE versione 1.2) per estendere la portata del proprio Wi-Fi

Anche se generalmente esiste un apposito pulsante su un generico Wi-Fi extender per associarlo al modem/router (una volta che in quest’ultimo sia stato premuto il tasto WPS per una connessione al WiFi da lui generato da parte di dispositivi esterni) può sempre tornare utile configurarlo in modo manuale, soprattutto quando si desidera modificare le diverse opzioni/funzionalità rispetto a quelle definite di default. Infatti, solo con una configurazione manuale si possono impostare diversi parametri ed opzioni che diversamente permangono quelli di default (e.g. impostare intervallo di tempo per il quale i led del dispositivo si spengono automaticamente; impostare intervalli di giorni della settimana/tempo per i quali il repeater si spegne automaticamente).

Nel seguito mostrerò la procedura che ho utilizzato per configurare il mio TP-LINK TL-WA850RE, uno dei più economici ma che ha buone prestazioni, seppure operi solo ad una frequenza (2,4 GHz). Quello che posseggo è nella versione 1.2 ed ha sempre funzionato benissimo, senza mai crearmi problemi. Le versioni successive del medesimo modello mantengono identiche le caratteristiche tecniche e sostanzialmente differiscono da quello che posseggo solo per il fatto che, per la loro configurazione, si può utilizzare anche un’app sviluppata da TP-LINK per gestire tutti i suoi prodotti più recenti. Perciò, in un post successivo mostrerò anche come effettuare la medesima configurazione anche da smartphone, tramite quell’apposita app TP-LINK Tether, compatibile solo per le versioni più recenti di dispositivi TP-LINK.

Per iniziare una nuova configurazione manuale, è conveniente innanzitutto, se il dispositivo non è nuovo,  premere il suo tasto di reset per qualche secondo per riportarlo alle condizioni di fabbrica. Quindi su un PC ci si connette all’extender direttamente tramite cavo Ethernet o tramite WiFi generato dal dispositivo stesso che riporta il nome del prodotto (i.e. TP-LINK_Extender_50E6BF): quindi si accede dal browser alla URL tplinkrepeater.net . Vengono richieste le credenziali e si devono inserire, avendo effettuato inizialmente il reset del dispositivo, sicuramente quelle di default (i.e. admin, admin), come specificato nel manuale utente del dispositivo.

Connettersi al WiFi generato dall’extender ed autenticarsi

A questo punto si accede alla pagina di configurazione del repeater e viene lanciata subito la procedura di Quick Setup: si noti che le pagine del sito sono quelle presenti nel dispositivo stesso e quindi possono differire a seconda del suo modello/versione. L’interfaccia utente seguente è quella del TP-LINK TL-WA850RE, nella sua versione 1.2.
Successivamente, in un post successivo, mostrerò l’interfaccia mostrata da altri modelli/versioni ed anche quella dell’app TP-LINK Tether installabile sul proprio smartphone.

Sito di configurazione del repeater

Selezionare il WiFi generato dal modem/router che potrebbe essere anche non il primo in elenco, vale a dire quello con maggiore potenza:

Introdurre la password propria del WiFi del modem/router:

La pagina seguente riepiloga le impostazioni che verranno salvate:

Si noti che conviene poi cambiare le credenziali per accedere a questo sito di configurazione o almeno la password, in quanto diversamente chiunque sia connesso a quel WiFi potrebbe accederci dalla URL tplinkrepeater.net ed effettuare eventuali modifiche non desiderate:

Modificare le credenziali dell’amministratore

Infine conviene verificare che la versione del firmware sia l’ultima disponibile ed eventualmente aggiornarla scaricandola dalla pagina apposita del prodotto:

Verificare che la versione del firmware sia la più recente

Si noti che tra le impostazioni dell’extender non esiste la possibilità di cambiare il canale su cui opera il WiFi da lui generato per cui si comporta come repeater anche relativamente al canale radio utilizzato dal modem di cui estende la portata del segnale.

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Come già evidenziato nell’introduzione al post, esiste anche l’app TP-LINK Tether, specifica della T-LINK, per gestire da smartphone i propri router/extender nelle versioni più recenti. TL-WA850RE è elencato tra i supportati dalla versione 2.

App di gestione dispositivi TP-LINK

Purtroppo io ho la versione 1.2 per cui non lo riesce a gestire e rimanda alla pagina web, la medesima anche accessibile da PC da cui si possono effettuare le medesime operazioni già viste.
Diversamente riesco a gestire l’altro ripetitore più recente che ho, il TP-LINK AC1750, (RE450) Dual Band (pagina prodotto ; supporto). Ovviamente per gestirli, lo smartphone deve essere collegato via Wifi alla medesima rete wireless su cui operano quei dispositivi che, una volta inseriti cliccando sul + (in alto a destra) fornendo le credenziali di accesso (per default admin/admin), verranno riconosciuti ed elencati in seguito nella pagina Miei Dispositivi:

Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (1)


Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (2)


Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (3) – Rimanda alla pagina web

Invece, per i dispositivi, aggiunti in elenco, di modello/versione più recente, supportati dall’app, cliccandoci sopra si giunge alla rispettiva pagina Home di gestione che mostra lo stato del collegamento con la rete host (per sia il 2,5 GHz ed il 5 GHz) e quanti client sono collegati a quel dispositivo: per saperne di più visita un mio successivo post.

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Usare un unico telecomando per pilotare remotamente dispositivi (e.g. cancelli, basculanti) che operano a frequenze anche molto differenti

Quasi tutti i telecomandi in radiofrequenza operano alla frequenza 433,92 MHz ma talvolta ce ne sono alcuni che operano a frequenze anche molto differenti (e.g. 307 MHz, 868 MHz). È il caso del cancello di accesso all’area box (a 868 MHz) dove si trova il mio box che ha poi un basculante con un motore FAAC che richiede un telecomando classico a 433,92 MHz.

Portarsi sempre nel marsupio due telecomandi solo per poter posteggiare l’auto in garage  non è certo comodo, per cui da tempo ho cercato di utilizzarne uno solo che mi coprisse le esigenze di entrambi i dispositivi da pilotare.

Doversi portare due telecomandi, che operano a frequenze differenti, per poter posteggiare un’auto in garage non è certo comodo!

Mentre è assai facile ed economico reperire un telecomando in grado di pilotare più dispositivi (in genere fino a 4 o 6) a 433,92 MHz sia a codice fisso  (Telecomandi Universali Cancello Automatico a 433 MHz) sia anche eventualmente con gestione del rolling code), trovarne uno che possa coprire diverse frequenze e funzioni sia con il rolling code sia per codici fissi non è facile!

Anni fa avevo trovato Skippy, un prodotto italiano della Visa electronics. E’ forse un po’ spesso ma sicuramente robusto e soprattutto ha solo un solo tasto sempre visibile, mentre gli altri quattro sono normalmente coperti da una parete scorrevole che evita di premerli incautamente e senza volerlo. Avevo quindi impostato il tasto sempre visibile per aprire il cancello di accesso all’area box, mentre quelli normalmente nascosti per aprire il basculante del garage (per comodità li avevo configurati tutti quattro per il medesimo scopo, non dovendo utilizzarli per altri scopi). Può succedere infatti di ritrovarsi il box con il basculante aperto perché risalendo la rampa che porta ai garage uno aveva inavvertitamente  premuto il tasto di apertura del box!!

Skippy della Visa Electronics (1)

 

Skippy della Visa Electronics (2)

Ultimamente ho cercato di comprarne un altro ma purtroppo non l’ho più trovato in vendita … e anche andando a cercare il sito di quella ditta mi sono accorto che non esiste neppure più quello! Se comunque stai cercando il manuale d’istruzioni del telecomando Skippy, attualmente introvabile anche cercando altrove su Internet, puoi trovarlo in fondo a questo post! 

L’apprendimento del codice dall’originale avveniva semplicemente avvicinando i due dispositivi uno di fronte all’altro e premendo contemporaneamente su entrambi il tasto desiderato (dopo forse essere entrati in una condizione di configurazione che attualmente non ricordo più 🤔). Un indicatore luminoso segnalava l’avvenuta memorizzazione. Skippy è in grado di riconoscere quando il radiocomando originale è di tipo “Rolling Code”, tramite segnalazione luminosa del suo led. Le sue caratteristiche tecniche che ho trovato ancora qui, sono:

  • FREQUENZA: 433.92 MHz / 868.92 MHz
  • RAGGIO D’AZIONE: 50-80 mt
  • ALIMENTAZIONE: 2 Pile tipo CR2025 – 3 V (bottone)

Sono quindi andato alla ricerca di una soluzione alternativa ed ho trovato il Why Evo che opera su frequenze che vanno da 300 MHz a 868 MHz.

Sono solo 4 pulsanti e non più 5 come nello Skippy e purtroppo risultano tutti sempre visibili per cui è necessario fare più attenzione anche perché la potenza di azione ho trovato sia ancora maggiore che è un bene per l’apertura del cancello di accesso all’area box, ma può essere pericoloso per il pilotaggio dell’apertura del basculante.

Si noti poi che può essere anche usato per sostituire telecomandi anche di doghe motorizzate o poltrone, se telecomandati senza fili. Ad esempio ho visto che il sistema del mio letto a doghe dovrebbe utilizzare la frequenza di trasmissione (seppure non descritta nel manuale utente consegnato assieme al sistema) di 868MHz: ho provato quindi a programmare opportunamente  Why Evo e ora con i 4 pulsanti posso alzare/abbassare lo schienale o le gambe (ho dovuto escludere le funzionalità di alzata/abbassamento contemporaneo di entrambi non avendo a disposizione 6 pulsanti come nel telecomando originale). È risultato molto meno ingombrante del telecomando originale: l’unico problema può essere la possibile durata minore della batteria, dovendo tener premuto il pulsante per tutto il tempo per cui desidero pilotare un movimento (e non solo brevemente come per richiedere l’apertura di un cancello), ed essendo alimentato da un’unica pila CR2025 da 3V. Sicuramente la spesa di un telecomando universale è di gran lunga inferiore dell’acquisto di quello originale! (vedi mio post)

Il design è inoltre migliore, più sottile e si può scegliere in diversi colori, copre un range di frequenze ancora maggiore e infine necessita di una sola pila al litio di lunga durata in dotazione CR2032.

Why Evo che opera su frequenze che vanno da 300 MHz a 868 MHz

Quando mi è arrivato, la cosa strana è stata che mancavano assolutamente istruzioni di qualsiasi tipo, visuale o testuale, in qualsiasi lingua anche straniera! Anche aprendo rompendola la scatolina che lo conteneva, le scritte all’interno non erano relative alle istruzioni utile alla programmazione del dispositivo!! Per fortuna andando a vedere nelle domande/commenti al prodotto, ho trovato una descrizione della procedura di clonazione di telecomandi preesistenti che riporto nel seguito dopo averla migliorata ulteriormente sulla base della mia esperienza.

Si noti inoltre che conviene che il telecomando da clonare abbia una pila ben carica e possibilmente, se uno lo possiede, è preferibile usare un telecomando originale piuttosto che uno già clonato.

Vediamo la procedura per programmare il Why Evo, clonando uno o più telecomandi preesistenti:

  1. Posizionare il telecomando da clonare davanti il Why Evo a una breve distanza (e.g. 10 cm), come mostrato nel seguito.
  2. Tenendo premuto il tasto 1 (un pallino) del Why Evo, premere 4 volte il tasto 2 (due pallini). Il led frontale di Why Evo inizia quindi quasi subito a lampeggiare: si possono quindi rilasciare entrambi i tasti 1 e 2.
  3. Tenere premuto in modo continuativo il tasto del telecomando da clonare mentre il led di Why Evo lampeggia di rosso. Dopo qualche secondo (e.g. 5 sec) il led di Why Evo inizia a lampeggiare di verde: si può quindi rilasciare il tasto del telecomando da clonare.
  4. Premere quindi in modo continuativo uno dei quattro tasti del Why Evo, cioè quello a cui si desidera associare il segnale del telecomando da clonare, fin quando il led di Why Evo, sempre ora verde, rimane per qualche istante fisso per poi spegnersi, confermando così l’associazione avvenuta.
  5. Verificare che l’associazione è stata eseguita correttamente recandosi nei pressi del cancello/basculante e premendo per qualche secondo il pulsante appena associato al Why Evo, preferibilmente rivolgendo il telecomando verso il ricevitore del dispositivo da pilotare. Se l’associazione è avvenuta correttamente, come dovrebbe, il comando viene ricevuto dal ricevitore che attua la funzionalità associata (e.g. apre il cancello).

I passi da 1 a 5 sono da ripetere per ciascun telecomando che si intende clonare/associare, fino ovviamente a un massimo di quattro, essendo a disposizione 4 tasti sul Why Evo.

Ad esempio io ho associato l’apertura del cancello al tasto 1 del Why Evo mentre del basculante del garage al tasto 2. Può poi convenire, se non si desiderano associare altri dispositivi, ripetere anche per i due tasti rimanenti le medesime associazioni (e.g. nuovamente associare il cancello al tasto 3  e il garage al tasto 4) in modo da avere due tasti in alternativa utilizzabili per aprire ciascun medesimo dispositivo.

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Grazie al contributo di Mirco che ha commentato questo post, pubblico anche le foto del manuale d’uso del telecomando Skippy , introvabile ormai anche cercandolo su internet: un grazie anche al negozio Viboled che fortunatamente possiede quel manuale e glielo ha gentilmente condiviso:

Manuale d’uso del telecomando Skippy, ormai introvabile anche cercandolo su Internet

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Altri link utili:

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Trincerone: la situazione ad un anno e mezzo dall’atto vandalico

Era il 24/4/2019 quando, a seguito dell’azione ruspe distruttrici a dicembre 2018, avevo scattato e pubblicato le seguenti foto su un album Flickr apposito o su quello condiviso in Amazon Photo:

Clicca sulla foto per visualizzare l’album che ho condiviso su Amazon Photo

DSCF1112
DSCF0747

 

Poi, a distanza di mesi (4/3/20920) avevo scritto il post “Trincerone: sacrificati centinaia di alberi per nulla! Come era prevedibile, solo dopo pochi mesi la presenza di rifiuti è tornata quasi al livello preesistente” dove mostravo come nuovi rifiuti, anche di ingombranti, fossero nuovamente stati gettati nel fossato senza che nessuno fosse intervenuto ad impedirlo o almeno avesse provveduto a multare i trasgressori dopo avere adottato tecniche opportune ad individuarli. Invece sono stati messi solo cartelli di divieto assolutamente inefficaci allo scopo oltre ad orribili teli arancioni di plastica per impedire teoricamente l’accesso ai sottoponti, laddove un tempo esisteva una muratura abbattuta per far transitare sul fondo del Trincerone le ruspe distruttrici da un lato all’altro dei ponti.

Oggi, a distanza di circa un anno e mezzo dall’atto vandalico, nonostante il virus persista a tormentarci, i rifiuti sono continuati ad aumentare costantemente nel tempo, indisturbati gli autori di tale misfatto non esistendo alcun serio controllo per individuarli.

Per fortuna gli arbusti ed i tronchi degli alberi decennali, sebbene fossero stati segati alla base, sono tornati a ricoprire buona parte di queste bruttezze nuovamente buttate da umani troppo poco umani. I primi alberi a riprendersi sono state le flessibili acacie, ma poi anche i grossi tronchi dei pioppi hanno preso a gettare nuovi ramoscelli ed ora sembrano siepi rigogliose di vita.

Anche gli orribili, quanto inutili, divisori arancioni posati da mesi ai lati dei ponti, ipoteticamente per impedire l’accesso al sotto ponte, ormai divelti agevolmente da tempo, stanno per essere almeno nascosti da rampicanti con un senso estetico migliore di chi ha scelto di collocarli in quel luogo in un modo che ormai si può tranquillamente dire permanente, senza rischio di essere smentiti, sebben siano pensati per opere di lavori in corso temporanei.

Gli uccelli quest’anno potranno finalmente ritrovare qualche rifugio dal caldo afoso della prossima estate e forse anche qualche anfratto in cui costruire i loro nidi. Certo non saranno più le ampie fronde di un tempo, quelle di quegli alberi decennali, alti quasi come i palazzi presenti dall’altro lato delle strade adiacenti, ma si accontenteranno di ciò che la natura ha saputo rimediare in solo un anno e mezzo dalla rasa al suolo di chilometri di bosco urbano.

Chissà se almeno qualcuno degli abitanti della zona, che aveva ignorato l’offesa recata a quel territorio e forse addirittura inneggiato alla presenza delle ruspe, almeno ora, con il senno di poi, abbia compreso qualcosa di più?

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Amazon Prime: di tutto e di più … e per gli studenti universitari ora è ad un prezzo scontatissimo!

Ormai da anni ho l’abbonamento ad Amazon Prime. Un tempo aveva un costo minimo che, mi sembra di ricordare fosse sui 19€ l’anno: fondamentalmente consentiva di risparmiare sui costi di consegna (dei molteplici prodotti spediti da Amazon, anche se non necessariamente dalla stessa venduti direttamente) e di avere inoltre i tempi di recapito più veloci, sempre gratuitamente.

Poi, qualche anno fa, il costo è aumentato decisamente, quasi raddoppiato (attualmente per un utente normale è di 36€ l’anno) … e mi ricordo che ero stato incerto se rinnovarlo. Poi, scoprendo con il tempo i servizi che erano stati aggiunti, sono venuto alla conclusione che, se ovviamente uno li sfrutta, il prezzo richiesto annualmente è ancora più conveniente di quello precedentemente richiesto da momento che quello era limitato al solo vantaggio sui costi di spedizione.

C’è una pagina apposita che specifica i servizi inclusi in un abbonamento Amazon Prime, ma penso anche solo la figura pubblicitaria seguente riesce già a riassumere sinteticamente questi vantaggi:

Servizi inclusi in un abbonamento ad Amazon Prime

Prima ancora di analizzare e descrivere la mia personale esperienza su ciascuno di quei servizi offerti, o almeno di quelli che utilizzo abitualmente, ricordo che se uno è uno studente universitario, ora esiste la possibilità di avere i medesimi servizi con Amazon Prime Student ad un costo di soli 18€ l’anno (anziché 36€)  e per di più si hanno 3 mesi gratuiti per provarlo (… quindi si può sempre annullare  l’abbonamento prima di dover pagare realmente se uno non lo trova soddisfacente per proprie aspettative/esigenze!). Ovviamente questo account Prime, seppur intestato ad uno studente universitario, può essere sfruttato da tutti in famiglia e non necessariamente solo dallo stesso!
Su questo link puoi trovare maggiori informazioni ed eventualmente iscriverti gratuitamente e senza impegno per appunto tre mesi! 😉

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Vediamo ora brevemente la mia esperienza sui singoli servizi inclusi in un abbonamento Prime qualsiasi, per studenti o meno che sia.

  1. Costi di spedizione nulli per quasi tutti i prodotti venduti da quel negozio online, cioè per tutti quelli spediti da Amazon, non necessariamente da quello venduti. Ovviamente permane questo vantaggio da sempre proprio di una utenza Prime. Già solo questo, se uno effettua almeno una decina di acquisti all’anno, copre abbondantemente il costo dell’abbonamento oltre a consentire il recapitato dei pacchi con la massima priorità e quindi con le tempistiche minime (spesso addirittura il giorno successivo all’acquisto, almeno se abiti in un città come me!).
  2. Prime Video consente di vedere su qualsiasi piattaforma, Smart TV, PC o smartphone che sia, una pletora di film di tutti i generi. Inizialmente, anni fa, il palinsesto lasciava un po’ a desiderare relativamente ai film in italiano e magari italiani, ma ora direi che non ha nulla da invidiare ad altri servizi in streaming analoghi a pagamento quali Netflix o TIMvision. Per di più non mi sembra ci siano limiti nell’utilizzo contemporaneo della medesima utenza anche su più dispositivi per cui, ad esempio, si può configurare anche una chiavetta Amazon Fire Stick con quella utenza e potere usufruire del servizio ovunque anche in viaggio, … basta collegare quel dispositivo, da poche decine di euro, ad un qualsiasi TV o monitor ed agganciarlo ad un Wi-Fi, magari quello reso disponibile dal proprio smartphone, ovviamente se uno ha una tariffa Internet senza limiti, attualmente offerta a prezzi stracciati da molti operatori (e.g. TIM Unica, Kena, Iliad).
  3. Prime Reading consente di poter avere sui propri eBook reader (e.g. Kindle, app su smartphone o ovunque con accesso via browser) una decina di ebook che uno può scegliere tra i centinaia di titoli messi a disposizione e continuamente aggiornati,  che coprono tutti i generi editoriali, dai fumetti alla letteratura classica. Se poi si  supera il numero dei libri presi gratuitamente come utente Prime, se ne può sempre “rilasciare” uno già letto o comunque che interessa di meno, per poterne scaricare un’altro ancora. Direi che una decina di libri in contemporanea da leggere/consultare sono già sufficienti … ma se si vuole di più ci si può sempre abbonare a Kindle Unlimited che consente una lettura illimitata su tutti l’immenso catalogo Amazon di  libri, con un costo ovviamente aggiuntivo e disgiunto dall’offerta Prime.
  4. Prime Music consente di poter sentire gratuitamente (e scaricare anche localmente) una quantità incredibile di musica di tutti i generi, anche quella di autori poco conosciuti. Si parla attualmente di 2 milioni di brani ascoltabili su tutti i propri dispositivi, compresi quelli Alexa: per i quali è sufficiente richiedere vocalmente il brano che si desidera ascoltare. Per qualsiasi autore o gruppo, ho sempre trovato diversi album completi da ascoltare. Ma se proprio si desidera avere la possibilità di ascoltare proprio tutta la musica a catalogo Amazon, ci si può sempre abbonare ad Amazon Music che consente appunto l’ascolto illimitato di tutti i dischi venduti da quel negozio online, con un costo ovviamente aggiuntivo e disgiunto dall’offerta Prime (P.S. 10/9/2020 – Amazon Music Unlimited è disponibile in offerta speciale: 90 giorni d’uso gratuito di Amazon Music HD. L’offerta è valida per nuove sottoscrizioni effettuate fino alle ore 17:59 del 19/10/2020). In questo caso si tratta di un servizio analogo ad altre offerte di musica online quali Spotify o TimMusic. Direi tuttavia che i titoli già messi a disposizione con Prime Music sono già più che sufficienti e, almeno nel mio caso, non fanno sentire l’esigenza di abbondarmi ad altri servizi, Amazon Music, Spotify o TIM Music che sia che hanno tra l’altro un costo mensile non indifferente! Se poi proprio non trovo disponibile un brano specifico che desidero assolutamente avere, posso sempre acquistarlo con un minimo di spesa! 😉
    Si noti tra l’altro che esiste la possibilità d’installarsi sul proprio PC/table l’app Amazon Music che consente di avere sempre sincronizzato sul proprio PC/tablet tutta la musica acquistata o scaricata con Prime Music. Una volta installata quell’app,  se uno poi non desidera che parta in background allo startup del PC/tablet (e sincronizzi tutta la musica rubando magari potenza ad un dispositivo già al limite), si può disabilitare tale comportamento di default: vedi questo mio post per ulteriori dettagli su come fare.
  5. Spazio illimitato di archiviazione in cloud per le foto. Questo è un servizio che, se uno ama fotografare, da solo porterebbe ad abbonarsi ad Amazon Prime!! Avevo già tempo fa scritto un post specifico su questo servizio interessantissimo incluso in Prime per cui non mi soffermo molto rimandandovi ad una sua lettura (seppure in inglese, potete sempre impostarne agevolmente una sua traduzione in italiano). Mi limito a sottolineare che si possono salvare gratuitamente come utente Prime quante foto uno desidera e non solo nel formato jpg, ma anche nel formato row, cioè  l’output del sensore della fotocamera senza compressione (o solo compressione minima). La maggior parte delle fotocamere (anche gli smartphone) consentono di salvare quel tipo di file, magari insieme all’immagine jpg. Il vantaggio di un salvataggio in raw è quello che si mantiene la gamma dinamica dell’immagine, in modo che è possibile effettuare potenziali modifiche in post-elaborazione per compensare ad esempio sotto o sovraesposizione.  Pertanto, a volte vale la pena salvare anche quel tipo di file per un’ulteriore possibile post-elaborazione. Soprattutto se ti piace scattare molte foto o sei un fotografo, penso che sia davvero una grande notizia sapere che con Amazon Prime è permesso memorizzare anche quella tipologia di file! Alcuni album di foto possono occupare molto spazio … e la propria libreria di immagini può crescere anche più di 1 TB anche se uno è un fotografo non professionale!!
    Sicuramente il caricamento delle immagini sul cloud Amazon potrebbe essere più veloce, anche se dipende molto dalla tua linea di connessione ad Internet. Comunque questo è sicuramente un modo semplice ed economico per eseguire almeno il backup delle proprie immagini in un Cloud eventualmente sincronizzandolo automaticamente con l’apposita app. Inoltre è possibile anche condividere alcune foto (o interi album creati) tra amici o anche renderle disponibili pubblicamente, magari collegandole su un post del proprio blog o su un social quale Facebook. Si noti che questo consente di poter far accedere da un blog anche a centinaia di tue foto, senza per questo dover pagare nulla a chi ospita il tuo sito, in termini di spazio occupato da informazioni multimediali in quanto in quel caso risiedono esternamente cioè sul cloud Amazon. Per maggiori dettali ti invito a vedere un mio post precedente in inglese, eventualmente chiedendone agevolmente una traduzione in italiano. Sottolineo infine che il salvataggio illimitato è per le sole foto e non include anche i video, seppur anche questi siano spesso prodotti ormai di consueto con i nostri smartphone: questi ultimi possono essere salvati solo per una minima occupazione di spazio. Se invece si desidera salvarne di più è necessario allora acquistare un apposito pacchetto aggiuntivo di memoria su Amazon Drive.

Relativamente ai servizi Audible e In-game, in realtà ci sono solo facilitazioni (e.g. maggiore durata del periodo di prova gratuito) ma non sono propriamente inclusi nel solo abbonamento Prime. Su questi non quindi nulla da dire rispetto a quanto già pubblicizzato da Amazon, in quanto non li utilizzo abitualmente.

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Come stampare a doppia faccia con una stampante che non la supporta nativamente

Spesso le stampanti “casalinghe” sono piccole ed economiche e quindi non hanno la stampa automatica ambo i lati cioè quel meccanismo tramite il quale la carta viene capovolta consentendo alla stampante di stampare (o digitalizzare) su entrambi i lati del foglio.
Anche se una stampante dotata di unità fronte-retro può stampare su entrambi i lati della carta nel corso di un unico ciclo di stampa, risulta però comunque possibile e conveniente per non sprecare inutilmente fogli e spazio, stampare ugualmente su ambo i lati dei fogli seppur operando in modo manuale. Infatti, stampare su solo un lato non solo comporterebbe spreco di carta ma anche la presenza di plichi di carta più voluminosi!

La facilità o meno di realizzare manualmente la stampa su ambo i lati con una stampante che non rivolti già lei opportunamente i fogli per renderlo possibile, risulta più o meno complicato a seconda del programma utilizzato per effettuare la stampa stessa.

Ad esempio, se il documento è aperto da Microsoft Word (o un altro programma della suite Office), l’operazione risulta semplificata in quanto esiste già una voce specifica tra le opzioni mostrate per la stampa, cioè Stampa manuale su ambo i lati, lasciando impostata la Stampa tutte le pagine nella prima casella combinata (combobox) della sezione Impostazioni.
Si ricorda che, per giungere alla pagina di stampa, dal documento basta andare su File, prima voce a sinistra del menu orizzontale in alto, e quindi scegliere Stampa dal menù che appare verticalmente a sinistra.

In tutte le applicazioni Office, quale Word, esiste già, nel caso di Stampa tutte le pagine, un’opzione apposita per la Stampa manuale su ambo i lati

Effettuando quella scelta vengono inizialmente stampati fogli solo da un lato ma poi, seguendo le istruzioni riposizionamento dei medesimi nel cassetto della carta, si procede alla stampa successiva dell’altro lato senza per questo dover far molta fatica se non quella di, appunto ruotare di 180 gradi e riposizionare i fogli stampati in un primo momento nuovamente nel cassetto di stampa sopra quelli eventualmente ancora presenti.
Si noti che nelle istruzioni presenti nella finestra di popup non viene specificato che è opportuno ruotare i fogli di 180 gradi senza rivoltarli (lato ancora bianco in su) per avere le stampe orientate correttamente.

Nelle istruzioni presenti nella finestra di popup non viene specificato che è opportuno ruotare i fogli di 180 gradi senza rivoltarli

ATTENZIONE: se si effettuano stampe in cui su ciascun singolo foglio sono presenti più pagine (opzione Multiple) ovviamente poi impostando Stampa solo pagine dispari o Stampa solo pagine pari verranno stampate su ciascun lato del foglio più pagine ma solo dispari o solo pari … e non è proprio quello che uno desidera!! Per cui la stampa fronte-retro manuale non può risolvere tale situazione.
Infatti,  laddove (come nei programmi Office) viene dato un supporto alla Stampa manuale su ambo i lati, anche impostando una opzione di stampa Multipla (i.e. più pagine per foglio) questa scelta viene ignorata (senza alcun avvertimento!!) e viene stampata comunque un’unica pagina per foglio.

Anche impostando una opzione di stampa Multipla, questa viene ignorata e viene stampata comunque un’unica pagina per foglio

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Ovviamente anziché scegliere Stampa tutte le pagine si sarebbe potuto impostare Stampa solo pagine dispari e poi successivamente Stampa solo pagine pari operando opportunamente sull’ordinamento dei fogli, ma questa procedura risulterebbe solo più complicata!

Si potrebbe impostare Stampa solo pagine dispari e poi successivamente Stampa solo pagine pari operando opportunamente sull’ordinamento dei fogli, ma questa procedura risulterebbe solo più complicata

Analogamente più complicata sarebbe la procedura se si scegliesse di operare dalle proprietà della stampante stessa, tramite le opzioni rese disponibili dal link Proprietà stampante:

Anche le opzioni rese disponibili dal link Proprietà stampante rendono possibile la Stampa solo pagine dispari e poi successivamente Stampa solo pagine pari operando opportunamente sull’ordinamento dei fogli, ma questa procedura risulterebbe solo più complicata

Conviene comunque dare un’occhiata al manuale della propria stampante relativamente alle eventuali funzionalità che fornisce per la stampa fronte-retro manuale o meno. Per la mia vetusta stampanti laser Samsung ML-2165 nel suo manuale utente vengono unicamente fornite queste informazioni:

Conviene andare a vedere, per la propria stampante, la sezione del manuale dedicata alla stampa fronte-retro (e.g. Samsung ML-2165)

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Si noti infine che se si operasse la scelta di stampa Stampa su entrambi i lati, scegliendo una stampante che non supposta nativamente questa modalità, si otterrebbe un messaggio di errore che impedirebbe il prosieguo dell’operazione richiesta, per cui si sarebbe comunque dovuto poi optare per l’ultima scelta in elenco, quella analizzata precedentemente.

In tutte le applicazioni Office, quale Word, se si sceglie l’opzione  Stampa su entrambi i lati su una stampante che non la supposta, appare un messaggio di interruzione della procedura (1)

In tutte le applicazioni Office, quale Word, se si sceglie l’opzione  Stampa su entrambi i lati su una stampante che non la supposta, appare un messaggio di interruzione della procedura (2)

Per maggiori dettagli puoi consultare l’apposita pagina di help di Office: Configurare una stampante per la stampa fronte retro

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Se invece si opera con un documento pdf aperto con l’applicazione normalmente utilizzata, cioè Acrobat Reader DC, la procedura risulta più macchinosa in quanto non esiste l’opzione Stampa manuale su ambo i lati vista in Office e si deve operare semplicemente come si farebbe fatto scegliendo le voci già viste anche in Office ma precedentemente ( stampa solo pagine dispari e poi solo pagine pari) sconsigliata in quanto più macchinosa.

Tra le Altre opzioni si trova la possibilità di stampare Solo le pagine dispari, ricordandosi di impostare anche l’opzione Ordina pagine in senso inverso per evitare poi di dover invertire a mano l’ordine delle pagine stampate prima di stampare le pagine pari.

Solo le pagine dispari, ricordandosi di impostare anche l’opzione Ordina pagine in senso inverso

Dopo avere ruotato tutti i fogli stampati di 180 gradi, si dispongono nel cassetto dei fogli sopra quelli presenti sempre senza modificarne il verso. Si procederà quindi a stampare Solo le pagine pari deselezionando l’opzione precedentemente impostata di Ordina pagine in senso inverso.

Solo le pagine pari, ricordandosi di deselezionare l’opzione Ordina pagine in senso inverso

Basterà poi ruotare ad una ad uno manualmente le pagine così stampate a doppia faccia per avere concluso la procedura non banale ma neppure così complicata!

Ovviamente, anche in questo caso si sarebbe potuto optare di operare dalle opzioni rese disponibili dal pulsante Proprietà della stampante stessa, che non avrebbe però portato particolari vantaggi (almeno nel caso della mia stampante Laser monocromatica Samsung ML-2160, non certo di ultima generazione!)

Opzioni di stampa rese disponibili dal pulsante Proprietà della stampante stessa

Per avere maggiori dettagli puoi vedere eventualmente la seguente pagina di help di Acrobat: Stampa fronte/retro | Acrobat DC, Reader DC o versioni precedenti.

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P.S. Se la stampante è vecchia e magari si deve cambiare il toner esaurito, può valer la pena valutare di cambiarla con una che abbia la funzionalità fronte-retro automatica oltre che la connessione Wi-Fi che, come vedremo in un altro prossimo post può risultare assai comoda: ormai stampanti anche di marca con queste caratteristiche costano meno di 159€ come ad esempio la Brother HLL2350DW .

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Altri link utili:

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How to set up a Gmail account on Outlook and what to do if any application no longer works with a Google authentication

In this post, I will provide a step to step description on how to configure a Gmail account in Outlook. I will give also some detailed information about possible problems that may occur with whatever email client when you try to configure Gmail or possibly any app that uses Google authentication. In fact, there are several possible tips & tricks that could be taken into account because of the security configuration you may have activated with your Google account.

Let see, first of all, a clean and simple configuration that, in many cases, is the only one you have to do, leaving in a later section the handling of possible problems you may arise and how to solve them 😉

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INDEX

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The basic configuration of Gmail in Outlook

If you have any Outlook client installed on your PC (e.g. Outlook 365 or Outlook 2019) you can go in configuring one or more email accounts clicking on File (first item in the upper menu) and then navigating into the Informations [IT: Informazioni] section: here you can find the + Add account [IT: + Aggiungi account] button:

Adding a new account in Outlook

The first square button Accounts settings [IT: Impostazioni account] then will allow seeing all configured accounts and possibly do some changes or set some preferences on some of them (e.g. set to download emails up to a certain period in the past, like one month).

When, from Outlook Informations [Informazioni] section, you click + Add account , you are proposed to write the email address you want to add: usually from the @ [at] section, Outlook should already understand what email server he has to connect, but anyway you can check the underlying Advanced options -> Allow manual account setup [IT: Opzioni avanzate -> Consenti la configurazione manuale dell’account], in order to better specify it. So I’m used too, in order to apply possible changes in default settings 😉

Write the email address you want to add

Because you want to add a Gmail account, you have to select the Google icon because the authentication is provided by a Google server:

A Google server authentication is requested to connect to a Gmail account

Then you are asked to insert your Google credentials:

Enter your Google credential

If the inserted Google credential is correct, you are asked if you want Microsoft apps & services (e.g. Outlook) be authorized to read/write/send/delete your emails on Gmail, associate your personal information on Google, see your personal information and your email address. To proceed you must select Allow [IT: Consenti] button:

Authorization request for Microsoft apps & services related to your Google account (1)

Authorization request for Microsoft apps & services related to your Google account (2)

Depending on your security setting on your Google account, you may be requested on your smartphone (that is the one you associate to your Google account) to confirm if you are really the one requesting that authorization.  Possibly you will receive an email on your Gmail account like it happened to me: obviously, you must reply that Yes, it was me [IT: Sì, ero io]:

For security reason, Google may ask you on your Gmail account and/or on your smartphone if it was you requesting that authorization

Then the new Gmail account is created in Outlook and the following window is shown saying that the new IMAP has been added.
NOTE that you may need to repeat this authorization procedure several times before it succeeds and having the following window appear: last time I configured a Gmail account in Outlook I had to repeat it four times before it successfully ended!! The reason for that it’s unknown to me, … maybe some timeout at Google server-side or maybe at Outlook client-side.

You are asked if you want to add another email address too, … but possibly it is not your case so you have only to press the Done [IT: Fatto] button.

Success notification of that Gmail account creation in Outlook

Once succeeded, it is worth to better configure that new email account in order to properly set the time you want the emails even offline and possibly uncheck the option Do not save copy of sent email  [IT: Non salvare copie della posta inviata]. This can be done from Outlook File ->  Informations [IT: Informazioni] -> Accounts settings [IT: Impostazini account] section: select the new email account and choose Change… [IT: Cambia…].

It is worth to better configure that new email account going into the Change… [IT: Cambia…] section related to the new email account just created

Even though that information is inserted automatically by Outlook once you say that you want to connect to a Gmail account, in the following I show, just in case, the Google Mail server address and port for both incoming and outcoming email: note that you can set the timeout for outgoing email (e.g. one minute).

Incoming mail

Outgoing mail

In the following you can find manual settings for both an IMAP and a POP3 configuration, just in case:

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IMAP

  • Incoming mail server (IMAP): imap.gmail.com
    • Port: 993
    • SSL required: yes
    • Authentication required: yes
  • Outgoing mail server (SMTP): smtp.gmail.com
    • Port: 465 o 587
    • SSL required: yes
    • Authentication required: yes
  • Full Name or shown name: [Your name]
  • Username: your Gmail (es. name.surname@gmail.com)
  • E-mail address: your Gmail (es. name.surname@gmail.com)
  • Password: the password that was chosen when you create your Gmail account

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POP3

  • Incoming mail server (IMAP): pop.gmail.com
    • Port: 995
    • SSL required: yes
    • Authentication required: yes
  • Outgoing mail server (SMTP): smtp.gmail.com
    • Port: 465 or 587
    • SSL required: yes
    • Authentication required: yes
  • Full Name or shown name: [Your name]
  • Username: your Gmail (es. name.surname@gmail.com)
  • E-mail address: your Gmail (es. name.surname@gmail.com)
  • Password: the password that was chosen when you create your Gmail account

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Selecting some folders of the new email account (e.g. Incoming mail [IT: Posta in arrivo]/Sent mail  [IT Posta inviata]), you can then force synchronization applying the Update folder [IT: Aggiorna cartella] item in the Send/Receive [IT: Invia/Ricevi] tab.

Force synchronization of both Incoming mail [IT: Posta in arrivo] and Sent mail  [IT Posta inviata]

BE CAREFUL: note that the Sent mail [IT: Posta inviata] and other folders (e.g. Trash, Drafts, Spam) are into an inner folder called [Gmail].
Moreover, it is misleading the presence of another folder called Sent mail [IT: Posta inviata] at the same level of Incoming mail [IT: Posta in arrivo] that is always empty even when you send a new email!!!
So you may think that the Sent email folder is not synchronized.

Sent mail [IT: Posta inviata] and other folders (i.e. Trash, Drafts, Spam) are into another folder called [Gmail]. It is misleading the presence of another always empty folder called Sent mail [IT: Posta inviata] at the same level of Incoming mail [IT: Posta in arrivo]

Therefore it is worth to delete that misleading second Sent email [IT: Posta inviata] folder … that is always empty! 😉

It is worth to delete that misleading second (always empty) Sent email [IT: Posta inviata] folder

Finally, you may want to have this new email account to be the first in the list of all the configured ones. In that case, you can drag & drop it in the first position:

Moving in the first position the new email account (1)

Moving in the first position the new email account (2)

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Useful Outlook specific features

Outlook has one relevant feature that is not available in any other email client. Among the Options [IT: Opzioni] tab, available while writing a new email, you can set two Check [IT: Verifica] features:

  • Request delivery receipt [IT: Richiedi conferma di recapito]
  • Request read receipt [IT: Richiedi conferma di lettura]

Check [IT: Verifica] features: Request delivery receipt [IT: Richiedi conferma di recapito] and Request read receipt [IT: Richiedi conferma di lettura]

If Request delivery receipt [IT: Richiedi conferma di recapito] was checked, as soon as that email arrives at the receiver mailbox, the following delivery confirmation email is sent to the sender:

Delivered email confirmation

Then, if the Request read receipt [IT: Richiedi conferma di lettura] was checked, when the receiver tries to open that email he will be promoted with the following popup message asking him if he agreed that the sender receives a reading notification:

Request to the email receiver if he wants that a reading notification is sent to the sender that has requested that check

The receiver can decide to accept or not and have or not the requested reading notification be sent to the sender.

If accepted, the sender will receive a reading email notification with the date/time when that event happened:

Reading confirmation email

So you cannot be sure if the receiver has read that email or not if you do not receive that confirmation … but if you receive it you are sure he did! … and this can anyway be useful in most cases!

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Another useful feature is the possibility to modify received/sent emails (Move -> Actions -> Modify message [IT: Sposta -> Azioni -> Modifica messaggio] ):

Both sent and received email may be edited

You can see this Microsoft help page [IT] for further information.

That could be enough for you in configuring Gmail on Outlookbut in the next sections, I will give you some further advice and information, because something may have gone wrong in the procedure I previously described because of some configuration you may have on your Google account, so we must check there to solve possible problems you may come across.

But first of all, in the following, I give you an in-depth note about several other ways you can use to manage email credentials in Windows 10.

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How to manage email credentials in Windows 10 on PC level

You can even configure email credentials in other ways, both in the Windows 10 Settings or in the Windows 10 Control Panel: in this last one, you can even have more options and capabilities. In these two sections, you can manage emails/accounts at the PC level so for all applications/apps.

To open Windows 10 Settings you can press the Windows + I keys simultaneously or you can click on the rightmost icon in the bottom application toolbar (available only in the main display if you have multiple displays): click Notifications [IT: Notifiche] icon and then the typical gears icon of All settings [IT: Tutte le impostazioni] section. From there you can find an Account section and then an Email and account [IT: Posta elettronica e account] menu item:

Email and account [IT: Posta elettronica e account] section in Windows 10 Settings

Related to Control Panel, currently, it is no more available in the Start Windows 10 menu but you can easily find it typing Control Panel (IT: Pannello di controllo) in the Search box on the bottom application taskbar. Note that, if you like, right-clicking on the searched app (see next screenshot), you can always choose to add a shortcut to Control Panel in Start [IT: Aggiungi a Start] or in the application taskbar [IT: Aggiungi all barra delle applicazioni].

Search for Control Panel

Here you can find a Mail section, once you choose an Icon [IT: Icone grandi] view, instead of the default Categories [IT: Categorie] one:

Choose an Icon view (not the default categories one) to find the Email section

Email accounts manage section can be reached from that link

To manually update an existing Outlook profile, follow these steps (e.g. to Encrypt data between Microsoft Office Outlook and Microsoft Exchange):

  1. In Control Panel, open the Mail item
  2. Select Show Profiles
  3. Select your profile, and then click Properties
  4. Select E-mail Accounts
  5. Select Microsoft Exchange (send from this account by default) account -> Change.
  6. In the dialog box that contains your mailbox server and user name, select More Settings
  7. In the Microsoft Exchange dialog box, select the Security tab.
  8. Select Encrypt data between Microsoft Office Outlook and Microsoft ExchangeOK
  9. Select Next –Finish
  10. Select Close -> Close -> OK

From the following window, you can completely manage email accounts (i.e. add, modify, delete).
If something wrong happens to some of the already defined accounts, the best way to solve problems is to go into this section, delete that account and then create it again from zero. In fact, it may happen that the rules of the email server changed during the time (e.g. new authentication verifications requirement through a smartphone) and so the best procedure to make that account work again is to start over a new configuration.
You have to select the desired email account and then choose the action you want to apply (Correct… [IT: Correggi…]; Change… [IT: Cambia…]; Delete [IT: Rimuovi]):

Email accounts manager section (1)

Email accounts manager section (2) – Change account window

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Google profile and security settings that may affect how Outlook works

Google has several security options and depending on how you choose the configuration of an external application/client that uses the Google authentication may change so also an email client that wants to access your Gmail account.

First of all, to access to your Google profile and make the appropriate changes, you can go to https://www.google.it, then click in the upper right logo associated with your account (if not available, you have to login to Google). Then you press the Manage your Google Account (IT: Gestisci il tuo Account Google) button.

Enter into your Google account to possibly make some changes in its security section

In the Security [IT: Sicurezza] section, there could be two main situations depending on if you agreed to a two-step authentication or not.

  1. If you did not have a two-step authentication the configuration is like the following one where you can see a section called Access to less secure app [IT: Accesso app meno secure]

    Google security page if two-step authentication is not activated

    ccess to less secure app [IT: Accesso app meno secure] section (1)

    Access to less secure app [IT: Accesso app meno secure] section (2) – Set to ON

    In this case, you may need to enable that option Allow less secure apps [IT: Consenti app meno secure] because of some apps (like possibly at least some version of Outlook) are considered by Google to be a “less secure application” because they do not meet the latest security standards for accessing inboxes.

  2. If you have the two-step authentication enabled, the configuration is like the following one where you cannot find any more a section called Access to less secure app [IT: Accesso app meno secure]:

    Google security page if two-step authentication is activated

    Instead, you can create a specific password for any specific app that wants to use a Google authentication: that specific password must be replaced to the Google one in that app configuration:

    Creation of an app-specific password (1)

    Creation of an app-specific password (2)

    Creation of an app-specific password (3)

That’s all folks!!

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You may be interested in those posts:

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How to solve anomalous display behaviors on the second screen connected to a Windows 10 PC (e.g. pdf preview on the right pane of File Explorer, Photoshop Elements)

I have got a Surface Pro and very often I am using a second display, setting the Extend these displays [IT: estendi questi schermi] option in Settings [IT: Impostazioni]. In this way, I have two different screens that can be used to show different applications and so having more working space.

However, I find some anomalous display behaviors on the second screen connected to my Surface, like a small pdf preview on the right pane of File Explorer or an unexpected zoomed view in Photoshop Elements).

On the external display, the unexpectedly small size in the preview of a pdf file in File Explorer

On the primary PC display, the preview of a pdf file in File Explorer takes full size as expected

On the external display, unexpected zoomed view in Photoshop Elements

On the primary PC display, the view of Photoshop Elements is sized as expected

After some tests, I realized that these strange behaviors are due, in my understanding, to not so clean handling of Windows 10 of an external display (with a different resolution of the PC one) when it is set the extended screen behavior.

But let start from the beginning, that is how to set an external display to extend the PC one: obliviously if you know everything about this setting and you are only interested in the solution/workaround I found, you can jump to the next section of this post!

You can set the extension behavior of an external display, when connected to your PC, going into Settings -> Display [IT: Impostazioni -> Schermo] and then choosing to Extend these display [IT: Estendi questi schermi] option in the Multiple displays [IT: Più schermi] section:

Extend these displays [IT: Estendi questi schermi] feature when an external display is connected to your PC

You can go to display settings section even right-clicking in an empty desktop area and then choosing Display settings [IT: Impostazioni schermo] from the popup menu:

A quick way to go to the Display settings page

From that setting page, you can manage several displays. How much? At least two and this could be sufficient for your purposes, but take in mind that Windows 10 could handle even more displays and the only limit is due to how many graphic ports have your computer and how many monitors your graphics card does support. Anyway, you can always buy an additional graphics card, if there is enough space on your computer and you have enough slots! See this article for more information on several multiple displays handling.

Once selected one of the available displays you can both move it on the right/left just left-clicking on the rectangle (moving it and then release) and change definition/other options (like setting which one is to be considered the primary one).

Monitors settings

Before finding the solution/workaround I read a post in the Microsoft forum and tried several suggestions that mentioned there because they could help in some cases … even though not so much in my case!
For example, if you are using Acrobat Reader DC as the default program for pdf file, you can try to set “Enable preview with PDF thumbnail in Windows Explorer” [IT: Abilita anteprima con miniatura PDF in Windows Explorer] option in its Preferences [IT: Preferenze] section:

If Acrobat Reader DC as the default program for pdf file, you can try to set “Enable preview with PDF thumbnail in Windows Explorer” option in its Preferences section (1)

If Acrobat Reader DC as the default program for pdf file, you can try to set “Enable preview with PDF thumbnail in Windows Explorer” option in its Preferences section (2)

I even tried to change the default program to open pdf files, setting it to Microsoft Edge, so to a Microsoft Windows embedded one. To do so, right-click on a pdf file -> Open with [IT: Apri con] -> Choose another app [IT: Scegli un’altra app]; then select a new app and set the Always use this app to open pdf files [IT: Usa sempre questa app per aprire i file pdf option]:

I even tried to change the default program to open pdf files

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How I solved, or better I found a workaround?

As I already said, I realized that the problem is a not clean handing of every single monitor by Windows 10 because of the relationship that is maintained among the setting of each of them!

So everything depends on how you set the resolution of each screen in relation to other ones, the percentage set to Modify text, app and other elements size [IT: Modifica la dimensione di testo, app ed altri elementi], and also on which one you set as the primary one!

In the following pictures I show you the result I obtained setting different resolution, percentage size settings and primary display selected.
Note that every time I did a change in displays settings, I did a PC restart to be always sure that they completely apply.

  1. Primary display on Surface PC at 2736 x 1824 (recommended) resolution and screen size 150% (recommended);
    Secondary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)
    As you can see, on the external monitor there is the anomalous display behavior (e.g. pdf file preview very little).

    Primary display on Surface PC at 2736 x 1824 (recommended) resolution and screen size 150% (recommended);
    Secondary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

  2. Primary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 150% (recommended);
    Secondary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)
    As you can see, on the external monitor there the anomalous display behavior persists but it is less evident (e.g. pdf file preview is little, but not more so much). Because of the screen size of the Surface, the set 1920 x 1200 resolution implies that two few millimeters unusable strips, one on the top and one on the bottom, while with the previous highest recommended 2736 x 1824 resolution all the screen was taken.

    Primary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 150% (recommended);
    Secondary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

    Settings for the internal Surface PC monitor

  3. Secondary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 200%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended).
    As you can see, on the external display the view is perfect now while on the PC monitor the pdf preview is zoomed. This s due to the fact that on this secondary screen (now the embedded PC display) the percentage is 200% (recommended) while in the other is 100% (recommended).
    Again, because of the screen size of the Surface, the set 1920 x 1200 resolution implies that two few millimeters unusable strips, one on the top and one on the bottom, while with the previous highest recommended 2736 x 1824 resolution all the screen was taken.

    Secondary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 200%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

  4. Secondary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 100%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)
    As you can see, on the external monitor the view is perfect now and also on the PC monitor even though everything is a size too small to be used for working!!

    Secondary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 100%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

    Settings for external Philips monitor

  5. Secondary display on Surface PC at 2736 x 1824 resolution and screen size 200%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)
    Therefore finally I preferred a solution similar to the number 3, but leaving the resolution of my Surface display to the recommended highest one (e.g. 2736 x 1824).
    The result is not completely the desirable one, because the size of the preview on the PC display is zoomed, … but is the best one among all combinations I tested!!!

    Secondary display on Surface PC at 2736 x 1824 resolution and screen size 200%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

    The “strange” thing is that, if you disconnect the external display, maintaining the same settings for the Surface embedded one, the view of the pdf file preview becomes as expected, so no more zoomed!!!
    Therefore the setting of the external display (e. g. the percentage of dimensions), when connected to the PC, seems to influence the other embedded one, even though it should not!!

If you disconnect the external display, maintaining the same settings for the Surface embedded one, the view of the pdf file preview becomes as expected, so no more zoomed!!!

Display configuration for the embedded Surface Pro PC screen

Display configuration for my external Philips monitor

 

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Come conoscere la posizione dei campi di basket e di eventuali canestri su un territorio (e.g. Torino) … o di qualsiasi altra tipologia di luoghi

Talvolta può essere utile sapere la posizione di alcune tipologie di negozi o servizi, quali le farmacie o … i campi da basket! Niente di meglio che utilizzare Google Maps sia accedendo al suo sito da un browser sia utilizzando l’app omonima sul proprio smartphone.

La ricerca di farmacia porta ad un risultato presumibilmente completo in quanto molto probabilmente la collocazione di quei negozi sono stati proposti ed inseriti già da tempo: cliccando poi su una singola puntina segnaposto (pushpin), si possono ottenere immediatamente delle informazioni specifiche di quel negozio quali il numero di telefono, l’orario di apertura, l’indirizzo ed eventualmente fare partire una navigazione per raggiungerlo a piedi/in macchina o con un mezzo pubblico.

Risultato della ricerca sulle farmacie presenti nella zona visualizzata dalla mappa

Dettagli su una farmacia in particolare, ottenuti cliccando lo specifico pushpin associato ad essa

Non altrettanto complete possono invece essere le informazioni su luoghi non necessariamente catalogati completamente, come ad esempio i campi da basket o anche solo i canestri presenti su un territorio. Cercando infatti “campo da basket” o anche solo “basket” i risultati che si ottengono sono notevoli, ma per chi conosce quel territorio, facilmente si accorge che non sono completi seppure si tratti di dati riferiti ad una città, … ancor meno se si tratta di una struttura presente in un paese di campagna che molto probabilmente non comparirà tra i risultati.

Risulta allora possibile crearsi una lista di luoghi personalizzata, ad esempio una che comprenda i campi da basket o anche solo i canestri presenti in un territorio di interesse: si può poi magari rendere tale elenco pubblico, eventualmente addirittura modificabile/ampliabile da altre persone! Sicuramente in quell’elenco si possono mettere quei campi da basket trovati nella ricerca precedente, migliorandone magari la posizione e poi aggiungendone altri di propria conoscenza.
Innanzitutto, per individuarli meglio sulla mappa, conviene impostare la visione da satellitare.
Si crea quindi una nuova raccolta di luoghi associandole un nome autoesplicativo (e.g. Raccolta di campi/canestri da basket) in cui si inseriranno i diversi luoghi di quella tipologia che si desiderano salvare.

Ovviamente, per ricercare ed aggiungere un nuovo luogo, si può operare sia da cellulare sia da PC. Ad esempio, da cellulare si opera come segue:

Scegliere la modalità di visione via satellite per poter meglio individuare il luogo da salvare nell’elenco (e.g. i campi di basket)

Tra gli elenchi salvati, se ne creo uno  nuovo specifico (1)

Tra gli elenchi salvati, se ne creo uno  nuovo specifico (2)

Per aggiungere nuovi elementi si deve andare nella sezione di modifica relativa a quell’elenco e quindi selezionare un nuovo luogo trovandolo sulla mappa o ricercandolo per nome/indirizzo.

Per aggiungere/modificare un elenco si deve andare nella sua sezione di Modifica

Premere il tasto + per aggiungere un nuovo elemento all’elenco

Selezionare il punto di interesse cliccando sulla mappa e facendo così comparire un pushpin (1)

Selezionare il punto di interesse cliccando sulla mappa e facendo così comparire un pushpin (2)

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Su PC la procedura è analoga:

Gestione elenchi personali dal browser su PC (1)

Gestione elenchi personali dal browser su PC (1)

Gestione elenchi personali dal browser su PC (2)

Gestione elenchi personali dal browser su PC (3)

Se l’elenco è pubblico, lo si può poi condividere tramite un link o pubblicizzandolo su un social.

Link associato all’elenco da me creato pubblico: https://goo.gl/maps/ifL7jvhT8qxZuvWM6

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Si può poi anche proporre a Google Map di considerare il nuovo punto se si pensa possa essere di interesse ad altri utenti: dei revisori si riserveranno poi di accettare o meno la segnalazione inserita a cui può essere convenientemente associata anche una foto:

Proporre a Google Maps di inserire un suo nuovo punto di interesse (1) – Aggiungi un luogo mancante

Proporre a Google Maps di inserire un suo nuovo punto di interesse (1) – Specifica la categoria e il nome da assegnare a quel nuovo luogo che vuoi segnalare

Una successiva email comunicherà se il nuovo punto di interesse proposto è stato accettato o meno.

Email da Google Maps di pubblicazione o meno del nuovo punto di interesse suggerito

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Dal momento che un po’ per volta sto proponendo a Google Maps l’inserimento dei campi da basket/canestri mancanti, presto quelli in quel mio elenco si potranno trovare anche ricercando semplicemente basket su Google Maps. 😉

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Infine ricordo che un sistema di memorizzazione di elenchi di luoghi analoga si può realizzare anche tramite l’app Maps di Microsoft (presente nello Store Microsoft e generalmente preinstallato in Windows 10) o anche da browser accedendo alla sezione mappe di Bing (Bing Maps):

App Mappe di Windows 10 (1)

App Mappe di Windows 10 (2)

App Mappe di Windows 10 (3)

App Mappe di Windows 10 (5)

App Mappe di Windows 10 (6)

App Mappe di Windows 10 (7)

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Analogamente si può procedere da browser nella sezione mappe di Bing cioè in di Bing Maps: si noti che le raccolte sono ovviamente le medesime sia se opero sull’app Mappe sia sul sito Bing Maps per cui da entrambe posso accedere alla raccolta appena creata relativa a Campi da basket / canestri.

Bing Maps (1) – Creazione nuova raccolta di luoghi

Bing Maps (2) –  Elenco delle raccolte create

 

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Manuale in italiano di Venova YVS-100 della Yamaha

Incredibile ma vero! Un prodotto musicale della Yamaha, sebbene sia venduto anche in Italia dal 2017, non ha un manuale di istruzioni in italiano non solo cartaceo, allegato allo strumento, ma neppure scaricabile online dal sito italiano di quella prestigiosa ditta.
… ma non preoccupatevi in quanto ve l’ho tradotto io e, in fondo al post ,troverete i link per scaricare la versione italiana sia del Manuale d’uso sia dell’introduzione a suonarlo (Let’s play!).

Si tratta dello strumento denominato Venova e pubblicizzato in questa sezione del sito. Come indicato nella pagina del sito italiano della Yamaha … anche questo non tradotto in italiano!! Ancora più incredibile dal momento che invece le altre sezioni del sito sono, come uno se lo aspetta, tradotte nella lingua specifica scelta.

Venova viene venduto in due versioni Venova (YVS-100) in C (DO) e Venova (YVS-120) in F (FA)

Si tratta di uno strumento strumento musicale molto particolare, aerofono ad ancia semplice. Come indicato anche su Wikipedia, è caratterizzato da un suono simile a quello del sassofono, ma la diteggiatura è quella del flauto dolce. L’estensione è di due ottave complete. Compatto e leggero, nella versione in DO è lungo 46 cm e pesa 180 gr, mentre nella sua versione in FA è lungo 59 cm e pesa 293 gr. Il Venova è realizzato in materiale termoplastico ABS. Per questo strumento la Yamaha ha ricevuto il Good Design Grand Award del concorso Good Design Award del 2017, la menzione d’onore al Design for Asia Award del 2018 e il German Design Award del 2019.

Esiste questa  pagina  che contiene i link relativi a delle brevi lezioni che Yamaha ha pubblicato sul suo canale YouTube (in inglese), sicuramente utili sebbene minimali e basilari … avrebbero potuto sicuramente approfondire maggiormente!

Ma torniamo all’argomento specifico del post, vale a dire la manualistica. La sezione che fornisce i manuali scaricabili online chiaramente indica l’assenza di una loro versione in italiano, come d’altra parte risultava chiaro anche dalla versione cartacea presente nella confezione dello strumento … anche se rimaneva il dubbio che almeno fosse resa scaricabile online.

La sezione relativa ai Manuali d’istruzione chiaramente indica l’assenza di una loro versione in italiano

E’ vero, molti sanno un’altra lingua, inglese o francese che sia, ma sicuramente per tutti sarebbe meglio avere una versione della manualistica nella propria madre lingua!

Nel seguito il link alle versioni ufficiali dell’Owner Manual e di Let’s play Venova! ... poi la versione in italiano da me tradotta e scaricabile …

Fai clic per accedere a venova_en_om_b0.pdf

Fai clic per accedere a venova_en_started_guide_d0_web.pdf

Comunque, come ho preannunciato già all’inizio del post, ho creato una versione Word in italiano di entrambi i manuali. Purtroppo la conversione del pdf da parte di Word, per due pagine non è riuscito per cui lo scema è rimasto come una immagine ed ho dovuto per quelle sole aggiungere una pagina a lato con la traduzione delle frasi mostrate nella figura. Sperando che nel prossimo futuro esista una versione ufficiale in italiano della manualistica del Venova VYS-100, anche se sono ad oggi passati più di 3 anni dalla sua commercializzazione, per il momento accontentatevi di quest mie traduzioni: 🙂

Link per scaricare i MANUALI IN ITALIANO del Venova VYS-100

Da notare infine che lo strumento viene fornito con un’ancia in resina che in teoria viene indicata per un uso da principiante, ma in realtà risulta, a mio parere troppo spessa oltre che di una qualità non ottimale. Come anche suggerito in diversi commenti di persone che hanno acquistato su Amazon quel prodotto, conviene quindi comprare al più presto un’ancia (per sax soprano) nuova di maggior qualità e magari di spessore inferiore e quindi più agevole da usare per un principiante: ad esempio, una Vandoren o Fibracell per sax soprano di spessore 1,5.

 

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Purtroppo l’attenzione per la clientela italiana non è elevata anche per altre ditte che producono strumenti musicali, come la Nuvo, probabilmente meno conosciuta ma dai prodotti musicali in polimero altrettanto accurati. Anche qui la la manualistica fornita  online non esiste tradotta in italiano, ma lo sono solo un breve opuscolo di due pagine cartaceo allegato allo strumento. Ad esempio per il Flauto traverso Nuvo:la manualistica è presente qui solo in inglese, francese, cinese e giapponese.

Anche per i prodotti della Nuvo manca purtroppo una manualistica anche in italiano, sebbene gli strumenti vengano forniti con una brochure tradotta.

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Altri link di utilità:

Migliorare il suono del sax

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Amazon advertising on WordPress with a non-business plan

Some months ago I wrote a post related to How to earn (few) money with a WordPress site through advertising. It was mainly about using the WordAds, the WordPress embedded advertising program available for the site owner. I just updated that post with a P.S. that adds some further considerations after about 8 months, since I was considered eligible for that kind of advertising. As you could see from the graphs I inserted there, with a traffic of about 15000 views per month, 150000 advertising shown per month, the monthly gain is about 10$ per month, … therefore not so much but sufficient to recover the money paid to have a Personal subscription in WordPress, as I supposed since the beginning when I wrote that post!

In this post, I will show you how you can try to possibly earn a little more, adding some Amazon advertising too. Note that this is something more you can add and it is not an alternative to have WordAds activated.

For the time being, I just add some advertising of that kind some days ago, so I cannot still give you any conclusion, but only tell you what I did … Possibly I’ll add a p.s. in a few weeks!
Moreover, I have to say, right away, that the capabilities allowed by a WordPress Personal plan, the one I currently have, are limited and you should move to Business or eCommerce plan to be able to add some plug-in that gives you more feature even for advertising … but they cost 25€ or 45€ per month! (see amazon-associates-link-builder, WordPress plugin browser).

Therefore, what I will write in this post are the capabilities allowed with the limitations applied to Free, Personal and Premium plans.
With those much cheaper plans, for security reasons (they say) you can use only the allowed HTML tags listed on this page [IT: this page] while others can be used only adding some specific plug-in (available only with a top plan). Note that iframe tag does not fall under that allowed tags and that it is the one needed to add any Amazon banner in your page/site.
If you go in the WordPress help page related to affiliate linking you can read: “You can add affiliate links to your WordPress.com content as long as the primary purpose of your blog is to create original content, and as long as the code for the ad is supported. When blogging about books you’re reading, music you love, clothes that strike your fancy, gadgets you’re drooling over, or whatever interests you and your readers, feel free to post relevant affiliate links using either text or images.“.

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But let us start from the beginning and proceed step by step to add some kind of Amazon advertising in your WordPress blog/site.

First of all, you need to head to Amazon.com Associates Central and sign up for an Amazon Associates account. The Amazon affiliate program site has possible different links depending on the country [IT: Programma affiliazione Amazon]. If you already have an Amazon.com account [IT: Amazon.it account], you can sign up with that and save yourself a little time. Therefore you can use the same credentials you already use to login in to the Amazon shop.

Join the Amazon affiliate program

Then you have to follow some steps where you are asked to confirm several options, among all the way you’ll want to be paid: one possibility is to get some credit to buy something in Amazon … and that is, in my opinion, one possible best choice!

You can sign to the affiliate program even in more countries if you like, in order to create links/banner related to every specific national Amazon site versions.

After this registration phase, every time you will accede to the site related to one of the countries you have subscribed, you will see a home page like the following one, that is related to an Italian registration:

sss

The second menu item is related to the creation of link to product/pages or of banner [IT: Creazione link prodotti]. The best way to add some Amazon advertising should be to add a banner handled by Amazon itself, so choosing the second Banner choice. However, as already stressed, you will notice that this requires adding in your site some html that contains the iframe tag … and this is not allowed for cheaper WordPress plans. In fact, if you try to copy one of the suggested code in one of your posts when you save it, all that code is automatically deleted because considered not valid!

The iframe tag is not allowed for cheaper plans, so that code, if inserted in a post, will be deleted during saving

Therefore, as a not business WordPress client, the only way you have to create some Amazon affiliate program code is to go in the other sections of that menu item: Product links, Any page link to Amazon.xx [IT: Link prodotti, Link a qualsiasi pagina su Amazon.it].

From Product links [IT: Link prodotti] page you can create a link to a specific product choosing it from a category and a description:

Search the product you want to promote

When you find the product you want to promote, you have to click on the Get link [IT: Ottieni link] button or click on its arrow to get only that product URL:

The text & image html contain the iframe tag that is not allowed for lower WordPress plans

Because the text & image HTML contains the iframe tag that is not allowed for lower WordPress plans, you must select the Only text [IT: Solo testo] tab where you can get the link even already with the HTML associated with a text or a short link:

Only text tab allows getting only the link of the product page, so usable in your not business WordPress site

 

Short link

An analogous result could be reached even using in the Get link [IT: Ottieni link] button the right arrow, even though it is not available a short link too in this way:

Using in the Get link [IT: Ottieni link] button right arrow, you get the same link, even though it is not available a short link too in this way.

Therefore you can use that link whatever in any post you want … possibly one that speaks about that product or a context where it could be useful. I know it is not like an Amazon banner that possibly shows just the product that Internet surfer has searched on their site some time ago … but it can be a possible link that people reading your post could click if the use of that product seems to be useful to them too in the context of your post.

For example, I added a link to a link to the Metal Camp spray in my post related to How to protect a metal object from oxidation. I created, from the Amazon affiliate site a link to that product I bought and used, then I created a link when I described how I used it, taking in mind to click in the options link in order to check the Open it in a new tab [IT: Apri in una nuova scheda] checkbox:

Add the link to that product in the Amazon marketplace: remind to open the link option windows to check the Open in a new tab feature

 

Remind to open the link option windows to check the Open in a new tab feature

As you can notice, going in the Text [IT: Testo] tab of the WordPress editor, the link is now create with the target=”_blank” that make it open in a new tab:

Note: even though I set a link to Amazon product page, I also said in that post that, if you want to buy more than one of that product, it is better to search it in eBay because you can find a vendor there where the transport price is disjointed from that of the object! This to be honest … 🙂

But let try to add something more and have a look to the further tab, Any page link to Amazon.xx [IT: Link prodotti, Link a qualsiasi pagina su Amazon.it], that allows getting a link to whatever page of a country Amazon site, so even a category or the home page too. This link could be more useful if you find a way to insert it in every page of your WordPress blog/site because it is not related to a topic of a specific post.

There are several tabs but the best one to create a general link in the Links to any page on Amazon.xx [IT: Link a qualsiasi pagina su Amazon.it] the tab where you can get the link, for example to the Amazon homepage, modified to include your reference, so any further purchase in that session will be associated with your affiliate program.

Example to get a link to the amazon.it homepage

A possible good place where use the link stressed in blue is, for example, the menu of your blog or a widget of useful links if made available in your theme.
Note that, in that case, you have to copy only the URL (the part I stressed in blue in the previous screenshot and to do that you have to copu&past all the code generated in the Amazon affiliate site into ad editor and then select only that URL to be inserted in the URL related to the new menu item (e.g. Support this blog [IT: Sostieni questo blog])

Insert a new menu item (e.g. Support this blog) with associated the external link of an amazon page (e.g. Amazon.xx homepage)

In this way, when someone clicks that Support this blog [IT: Sostieni questo blog] menu item it will be redirected to the Amazon homepage:

Amazon homepage with your tag

It is not nice that it is not possible to open the Amazon page in a new window/tab if used in a menu item, because the code is generated and not editable by hand while if you could get the whole code generated in the Amazon affiliate site, that HTML has a link with the target=”_blank” that make the page open in a new browser tab …
However you have to find another place to put it that is not the menu one and, at least with the theme I chose, it seems to me to be only another one possibility: a widget with a custom HTML. This link you can have the target=”_blank” so a new page is opened when clicked.

Widget with a custom HTML with the link to the Amazon homepage (1)

 

Widget with a custom HTML with the link to the Amazon homepage (2)

Therefore now every page of my blog now I have two references to the Amazon homepage that can be used for the affiliate program, one in the menu and another one in the right widgets, and this is in addition to links to specific products that I could add in any specific post, if the case.

In every post of my blog now I have two reference to the Amazon homepage that work for the affiliate program

I know that it is mainly a link for relatives, friends and people that really wants to explicitly support your blog but it is what I find possible till now with my Personal WordPress subscription. Much better should be a banner with an Amazon targeted product for the user that is reading your post … but, again, this requires a business plan and that is not my case e possibly yours!

If you want to know something more, for example how much Amazon pay and when you can go to the following help pages some from WordPress and some from Amazon:

Moreover, you can have a look to StyleSnap Amazon program. As stated its help page, “StyleSnap is a new shopping feature that makes it easy for your followers to shop your social posts by taking a screenshot and uploading the photo in the Amazon app, and you earn on qualifying sales you inspire!

That’s all folks! In next months, I’ll add a P.S. with some personal considerations after tried this affiliate program 🙂

By now I can say that yesterday on embedded WordAds, with 9000 advertising views (a lucky day), they paid me 0.30 euros:

WordAds: 9000 advertising views (a lucky day), –> 0.30 euros

In the meanwhile, on the new Amazon I just joined, because of one product purchased through my link I received 0.46:

One product purchased through my Amazon link –> 0.46 euros

I must stress that the Amazon remuneration depends on how that product is reached, that is with a direct link to that product from your blog or after navigation from that page (so a different product even though the customer reached the Amazon site from your blog link): see Amazon  Commissions help page.

 

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P.S. After about one month and half, without much effort (i.e. putting some links to some products I used/configured and described in a few posts) I had the following results, visible from the details page of the affiliate program site:

Details page in the affiliate program Amazon site

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Useful links

  • Guadagnare con Amazon: verità e leggendeIl vantaggio delle affiliazioni, in opposizione ai banner pubblicitari PPC (Pay Per Click) o PPI (Pay Per Impression), è che le percentuali sono abbastanza alte, quindi permettono di guadagnare qualcosa anche se il Sito/Blog non riceve un gran numero di visite.
    Per quanto riguarda l’affiliazione Amazon, in Italia, le commissioni variano tra il 3% e il 12% del prezzo del venduto (esclusi i costi di spedizione e gestione), dipendentemente dalla categoria merceologica del prodotto. Le commissioni vengono riconosciute non soltanto sul prodotto a cui porta il link affiliato ma anche su altri prodotti eventualmente acquistati all’interno della stessa sessione (messi nel carrello durante la stessa sessione e fino all’invio dell’ordine): una volta inserito il prodotto nel carrello, le commissioni saranno riconosciute anche se il visitatore paga nei giorni seguenti, ammesso che l’ordine venga inviato prima del termine di validità del carrello (generalmente 90 giorni). Lo svantaggio è che l’affiliato guadagna soltanto se il visitatore acquista il prodotto (non basta il click per prendere la commissione). C’è una soglia minima per ricevere il pagamento che, se si riscuote tramite bonifico o buono regalo, è di 25 € e sale a 50 € se si sceglie il pagamento tramite assegno. Questo vuol dire che, se un mese il totale delle tue commissioni non supera queste soglie, il pagamento sarà sospeso e sommato al successivo.
  • https://programma-affiliazione.amazon.it/home
  • Accordo Operativo del Programma di Affiliazione
  • F.A.Q.
  • Gestione fiscale: guadagnareconunblog.com; fiscomania.com

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Da una risposta ricevuta interpellando il servizio clienti,  alla mia domanda relativa al fatto se, chi compra l’articolo promosso dal link affiliato è l’affiliato stesso, tale acquisto rientri tra quelli ammessi dal programma, per cui viene applicata la percentuale associata:

Tutti gli ordini inviati da te o per tuo conto devono essere inviati tramite http://www.amazon.it con sessioni non associate al tuo account di affiliato.

Tra i Requisiti di Partecipazione al Programma di Affiliazione si legge:

6. Contenuti sul tuo Sito. Sarai responsabile in via esclusiva per i contenuti sul tuo Sito e assicuri che:

(u) Non acquisterai direttamente o indirettamente alcun(i) Prodotto(i) o intraprenderai azioni di un Evento Ricompensa attraverso Link Speciali, a prescindere che sia per il tuo uso o per l’uso di un’altra persona fisica o giuridica, e non permetterai, richiederai o incoraggerai alcuno dei tuoi amici, parenti, impiegati, contraenti, o contatti di lavoro ad acquistare direttamente o indirettamente alcun Prodotto o ad intraprendere azioni di un Evento Ricompensa attraverso Link Speciali, a prescindere che sia per il loro uso, il tuo uso o l’uso di qualsiasi altra persona fisica o giuridica. Inoltre, non acquisterai alcun Prodotto attraverso Link Speciali o intraprenderai azioni di Eventi Ricompensa per rivendita o uso commerciale (di qualsiasi tipo) o offrirai qualsiasi Prodotto sul tuo Sito per rivendita o uso commerciale di qualsiasi tipo.

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Laboratorio dell’Arco: spettacolo “Rumori fuori scena”

In questo periodo di inattività, dove le uniche prove teatrali possibili sono via Zoom o Skype, non resta che ricordare i bei momenti passati insieme per l’ultimo spettacolo del gruppo Laboratorio dell’Arco con cui ho avuto occasione di collaborare.

Lo spettacolo che avevamo rappresentato era tutt’altro che banale, anche solo per l’elevato numero di attori richiesti, ben 14 … per cui praticamente solo alla prova generale eravamo riusciti ad essere tutti quanti presenti, seppure le defezioni durante le prove precedenti fossero state più che giustificate!

Due sono state le rappresentazioni, la prima il 19/1/2020 al teatro della Provvidenza in via Asinari di Bernezzo 34, la replica il 21/2/2020 all’Educatorio della Provvidenza in c.so Trento 13 … proprio poco prima che fossero chiuse tutte le sale per spettacoli e cinema!!

Una bella esperienza da ricordare con alcune delle immagini scattate durante quegli spettacoli:
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Come trasformare una brocca dell’acqua/vino in una lampada da tavolo

Talvolta si hanno in casa oggetti di per se belli, ma inutilizzati per lo scopo per cui erano stati pensati, mentre può far comodo trasformarli in qualcosa ritenuto più utile.

Già avevo scritto un post su come come rendere a luce elettrica una vecchia lampada ad olio ed in questo post intendo farvi vedere come si può assai agevolmente trasformare una brocca dell’acqua/vino in una lampada da tavolo di design!!
Questa volta è davvero un lavoretto di pochi minuti, una volta trovato ed acquistato tutto l’occorrente … 😉

Da acquistare sono solo pochi pezzi:

  • Filo dorato
  • Portalampade di dimensione opportuna con relativo gancio per appenderlo. Purtroppo ho dovuto prendere un portalampada di plastica perché quello di ceramica aveva un diametro troppo lungo per il foro in cui doveva stare … ma tanto nel mio caso non si vede essendo coperta dalla parte alta non trasparente della brocca.
    Il gancio per appendere il portalampada l’ho tolto, rotella inclusa, in modo da avere solo due spuntoni da conficcare nel sughero del tappo.
  • Lampadina di design (io ho preso la bella lampadina lunga, con una luce calda ed ideale per un comodino o un angolo del salone, Tianfan T28 185 mm spirale LED Lampadina vintage tipo lampadina 4 W 220 V, dimmerabile, attacco E27 [Classe di efficienza energetica A++])
  • Interruttore e presa vintage (non avendolo trovato a Torino, mi sono rivolto a L’elettrica di Mondovì degli amici Dario e Matteo, di cui vi invito a visitare anche il profilo su Facebook! )

Penso sia importante trovare gli articoli di design giusti che possano dare il giusto tocco di stile pur spendendo solo pochi euro in più rispetto ad una normale lampadina, spina e presa.

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Coronavirus: strade deserte o poco trafficate, ottima occasione per migliorare le infrastrutture stradali

In queste settimane il traffico cittadino è stato quasi nullo e quello extraurbano lo deve essere stato ancora maggiormente per via dei divieti di spostamento addirittura da un comune all’altro, se non poche centinaia di metri dal proprio domicilio, se non per valide ragioni. Anche nelle prossime settimane, seppur ci sia un iniziale apertura nei divieti, penso che il traffico rimarrà alquanto limitato, non aprendo le scuole e continuando diverse attività a svolgersi remotamente tramite, ad esempio lo smart-working.

Quale allora migliore occasione per migliorare le infrastrutture stradali senza generare intasamenti e disagi agli automobilisti? I lavori stradali, soprattutto nelle tangenziali e nelle autostrade, generalmente creano infatti diversi problemi ed intasamenti dovute all’elevato traffico generalmente presente su quelle direttive.
Quale miglior momento per rifare l’asfalto delle molteplici strade piene di buchi da anni, anche nei grandi centri urbani come Torino, la mia città?

Quale migliore occasione per ridare lavoro agli operai che operano nel settore, ovviamente con le dovute precauzioni per evitare contagio? Può inoltre essere un buon segnale di ripresa ed i tempi per operare in completa tranquillità e sicurezza penso ci sia ora come forse mai!

Spero che le amministrazioni comunali, e non solo, non si lascino sfuggire questa occasione.
Perciò oggi sono stato felice di notare a pochi passi da casa mia, l’inizio di lavori di rifacimento appunto dell’asfalto nel tratto di corso Giulio Cesare nei pressi del ponte sulla Stura di Lanzo.

Lavori di rifacimento dell’asfalto a Torino, nel tratto di corso Giulio Cesare nei pressi del pressi del ponte sulla Stura di Lanzo

Per ora si tratta di un breve tratto di poche centinaia di metri, ma spero che tali lavori proseguano per buona parte di quel corso ed altrove, in quanto da diversi anni lo stato delle strade è davvero penoso e le buche ormai non si contano neppure più!!

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How to record a smartphone screen video

First of all I must say that every smartphone brand (possibly model) has its own way to record its screen, even though all that devices have an Android O.S. . In fact, this is a feature proper of an embedded app provided by the factory itself. For example, for some device, like the Xiaomi Redme Note 7, the shortcut to start a recording is to press simultaneously the switch on and the volume up buttons. While the simultaneous pressing of the switch on and the volume down buttons very often takes a picture (even in my Samsung device), that start of a video is not so standard (it doesn’t work in my Samsung smartphone).

Therefore in the following I will show you how to manage a recording in my Samsung Note 10 Plus smartphone … and take it in mind that it could be a feature available even only for some Samsung high-end models and not for all ones!!

The feature is no longer tied to Game Tools; instead, Galaxy Note 10 users can now start recording their screens right from the Quick setting menu at the top, available swiping with two fingers from the top of the smartphone screen: a Record screen [IT: Registr. schermo] function is available here.

Quick setting menu at the top, available swiping with two fingers from the top of the smartphone screen

Selecting that Record screen [IT: Registr. schermo] function, you are asked if you want to start a screen recording and you have to choose among those options:

  • No audio
  • Multimedia audio
  • Multimedia audio and microphone

The last one is perfect for a tutorial … and you can also add a circle with the video of your face that you can position where you like and also choose the size you prefer.

Pressing Start recording [IT: Avvia registrazione] the recording starts with the quality set in Settings -> Advanced functions -> Screen recording and screens -> Settings screen recording [IT: Impostazioni -> Funzioni avanzate -> Registrazione schermo e schermate -> Impostaz. registrazione schermo].

Settings screen recording [IT: Impostaz. registrazione schermo]


By default it is shown the recording time and the stop button:

 Recording time and the stop button

Pressing the < symbol, further functions appear, to add/remove the circle video during the recording or add pen signs on the screen with possible different colors:

Add/remove the circle video during the recording or add pen signs on the screen with possible different colors

The circle video can be moved where you better like

 

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Moreover, in this video it is shown to possibly add the start screen recording even in the left Quick menu, in its Task edge [IT: Funzioni] section: this requires to install, from the Samsung Store, the Good Lock app and then from it install the Nice Shot feature app. In this way, the Take screenshot [IT: Acquisisci schermate] will have an additional action on the top of its tool bar that allows to start a video screen:

Unfortunately that app is not officially supported in many countries, like Italy, so you could not find it searching in the Samsung Store. Why this restriction? I really do not know … However there are several sites that give a link to download the apk from some mirror store, in order to install that app anyway (e.g. this site where there is this link to the page of Samsung Mirror store. The Good Lock apk version currently available is the 1.0.00.64, uploaded 16 March 2020).

Then you can have a quick access to that function adding it in the quick toggle menu in the notification shade. … Just swipe the quick toggle menu to the left, and you can start recording your screen as soon as you tap that toggle:

Add the screen capture/screen recording function to the left quick toggle menu

 

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How to record a screen video in Windows 10

Sometime. for example for explaining how to do something, it is useful to record a video of what is happening on a screen and possibly record also what you are saying using the microphone.

How to do that on a Windows 10 PC was already a matter of some old posts (How to record the screen in Windows 10 for free … with the Xbox app; Microsoft Expression Encoder 4: how to record your PC screen for free (in HD)) but in this post I will show you some more and in particular a “new” one embedded in Windows 10 since May 2019 (1903 version): 

the Game bar (IT: Barra dei giochi). You can find its settings in a proper section Settings -> Game -> Game bar [IT: Impostazioni -> Giochi -> Barra dei giochi] of the Windows 10 settings: from here you can find the default settings for open that game bar (Win + G), start a recording (Win + Alt + G), Start/Stop recording (Win+ Alt + R), activate/deactivate microphone  (Win + Alt + M), take a screenshot (Win + Alt + Print) and other things.

As I said for the Xbox app, even this Game bar initial target were games, but now its features can be used in several situations, even for the teaching purposes.

Game bar (IT: Barra dei giochi) settings page

Pressing Win + G starts a series of floating panes that overlap any displayed application: note that, if you are using more than one screen, they will appear on the screen where you currently have the active window and on that screen the game bar will act.

Game bar floating panes that overlap any displayed application

With E I highlighted is the main Game bar that allows to activate several other floating panes. The A and B pane are the most interesting one is you ara not interested in using that bar for games. In particular with the A pane you can take a full screen shot, start a background recording for the current running app, start a recording  and set the microphone ON/OFF.

Note that the background recording obviously takes CPU computation and so it is to be activated only when needed, e.g. capture the last 30 seconds to retrieve abnormal behavior detected in the running program/app/browser.

Last 30 seconds background recording, must be activated only ìf needed

After any recording, you can find the file in the default Video forlder (by default %userprofile%\Videos\Captures [IT: %userprofile%\Video\Acquisizioni] but that folder can be even reached clicking on Show all clips and then Open file path:

How to open the folder where all clips are saved

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Another possible solution to record your PC screen is to use the free OBS Studio, downloadable from here. It is compatible with Windows, Linux and macOS and it allows not only to record the screen but also to send online streaming in real time, for example on YouTube (OBS is in fact an acronym for Open Broadcaster Software).

The Sources pane [IT: Fonti] at the bottom allows you to select the source of the video stream: to record the screen you just need to select Display [IT: Cattura lo schermo].

Choose as source the display right clicking on the Sources area and then Add -> Screen capture or Windows Capture,  instead of an external source like a webcam:

Choose as source the display right clicking on the Sources area and then Add -> Screen capture or Windows Capture

The Start/Stop Recording buttons at the bottom right let you start recording the screen and save it, by default in Windows, as a FLV file in the %userprofile%-Videos folder (you can quickly access it with a click on File -> View Recordings). Note that if you do not see the Control [IT: Controlli] panel on the bottom right, you need to go in Show [IT: Visualizza] on the top menu, then Panel and check Controls:

By clicking Settings then on Shortcuts, you can define keyboard shortcuts to start or block recording.

Finally, clicking File -> Convert Recordings, lets you use OBS Studio to turn FLV files into MP4 format.

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You can see  even more solutions in this article (it is in italian, but pictures and link can be useful to understand its text … and you can always use the translation feature of your browser!) talking also of Ezvid, Electa Live Screen Recorder, Screencastify a versatile chrome extension.

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Coronavirus: epilogo di “quando gli addetti ai controlli non danno il buon esempio”

In un post di una settimana fa avevo evidenziato come, talora, delle persone addette al controllo di corretti comportamenti nella popolazione, a loro volta non li rispettino loro in prima persona, non dando quindi un buon esempio alla cittadinanza.

Ovviamente, la mia era una critica puntuale ad un evento specifico e non certo una rivolta a tutta una categoria di persone che, anzi, in generale penso svolga egregiamente le sue funzioni istituzionali.

Come spesso faccio, quando vedo qualcosa che non va e che si potrebbe invece migliorare con una partecipazione attiva dei cittadini, mi sono rivolto via email all’URP del Comune di Torino, sempre efficiente nel dirottare propriamente le segnalazioni inoltrate dai cittadini:

Infatti, la mia segnalazione è stata inoltrata dove conveniva, cioè all’Ufficio Relazioni Esterne della Polizia Municipale di Torino:

Nel giro di poche ore, mi vedo arrivare una loro risposta,  con l’indicazione che la mia segnalazione era stata posta all’attenzione del Comandante del Corpo per le verifiche.

Dopo cinque giorni ricevo una risposta, per certi versi sconcertante: “ci siamo assicurati che il collega anche quando si è tolto la mascherina fosse a una distanza di sicurezza. D’altro canto potrà ben capire anche Lei che per chi, come noi, deve indossare il DPI (n.d.r. Dispositivi di Protezione Individuale), indossare la mascherina per un intero turno non è possibile“.

La mia successiva risposta non è potuta che essere questa:

Sostanzialmente obiettava entrambi i punti espressi nella comunicazione:

  1. “Ci siamo assicurati che il collega anche quando si è tolto la mascherina fosse a una distanza di sicurezza”.

    In verità, la distanza di sicurezza (di cui sembra si siano assicurati) è mancata in diverse occasioni (ad esempio, quando quel poliziotto gestiva l’entrata nell’area del mercato delle persone in coda, quando passava tra le code ai banchi, o anche quando mi sono avvicinato a lui per fargli notare che non stava dando un buon esempio); inoltre non c’è stata quasi mai nei confronti della sua collega, molto spesso al suo fianco (lei sempre indossando bene la mascherina).
    Anche solo le foto pubblicate penso dimostrino ampiamente ed oggettivamente quelle mie affermazioni al riguardo … ma se non bastassero ne ho anche delle altre, scattate – alla luce del sole – nel corso di più di un’ora di permanenza in coda e nel mercato, tutte ovviamente con associata data ed ora nei metadata di ciascun singolo file.
  2. “D’altro canto potrà ben capire anche Lei che per chi, come noi, deve indossare il DPI (n.d.r. Dispositivi di Protezione Individuale), indossare la mascherina per un intero turno non è possibile”.Sinceramente non comprendo. Nelle attuali circostanze ritengo, infatti, che per tutto il tempo in cui un poliziotto (come qualsiasi altro lavoratore) deve operare a contatto con altre le persone/colleghi, la mascherina debba tenerla sempre e ben messa. Nel caso poi di addetti alla sicurezza, come in quel caso specifico, questo principio penso valga ancor più, in quanto proprio da loro dovrebbe arrivare il buon esempio.
    D’altra parte i commercianti del mercato, così come le cassiere dei supermercati, la tengono sempre la mascherina quando servono i clienti.
    Ho chiesto poi a mia moglie, medico, per quanto tempo tiene la mascherina in ospedale. Addirittura meravigliandosi della mia domanda, mi ha risposto: “Ovviamente SEMPRE. Ce la togliamo solo quando andiamo in mensa a mangiare, dove ciascuno di noi è ad un tavolo ben distanziato dagli altri colleghi”. Per non parlare poi di quando, a turno, devono operare nel reparto specifico dei contagiati, dove devono usare una specie di scafandro, ben più fastidioso da tenere rispetto ad una semplice mascherina!
    Non per sminuire in generale le funzioni, fatiche e responsabilità dei poliziotti ma, nel caso specifico, penso non ci sia da discutere sulla loro “possibilità di indossare con continuità una mascherina“, se si paragona sia la fatica fisica di chi sposta casse di frutta rispetto a chi solo cammina, sia la fatica mentale e la responsabilità di chi opera in una struttura ospedaliera rispetto a chi controlla la regolarità dei comportamenti in un mercato.

Il giorno seguente, la successiva risposta:

Se devo dire la verità, leggendola mi era venuto il dubbio di non sapermi spiegare bene neppure scrivendo in italiano, figuriamoci in inglese!! 🤔
Avevo infatti risposto alla precedente email cercando di obiettare che non era vera l’asserzione che la distanza di sicurezza era stata comunque sempre mantenuta e, nella nuova risposta, mi si diceva: “spero che sia ora adeguatamente rassicurato dall’atteggiamento del nostro personale e dal preciso e puntuale rispetto delle prescrizioni“!
Avevo poi voluto chiedere chiarimenti su come mai i due agenti, che controllano il mercato, camminino SEMPRE insieme (suggerendo che sarebbe meglio operassero singolarmente in diverse zone del lungo mercato, per svolgere al meglio la loro funzione di controllo) e viene inteso che io domandi loro perché gli agenti lì comandati non fanno altro che controllare il mercato e mi si risponde quindi che ciò accade proprio perché espressamente previsto da un’ordinanza regionale di riapertura dei mercati che prevede espressamente l’obbligo di controllo, per tutta la durata di apertura, da parte della Polizia Municipale.

Incomprensioni lessicali o classica tattica da “muro di gomma”, tipica di chi non vuole rispondere a critiche puntuali ed affrontare nel vivo una questione?

Le risposte fornite, seppur estremamente gentili e cordiali, ritengo personalmente siano da grande arrampicata sugli specchi in difesa della categoria, pur trattandosi di un appunto da poco il mio, sebbene non irrilevante.
Sicuramente avrei apprezzato maggiormente una risposta chiara e sincera tipo: “La ringraziamo della segnalazione ed abbiamo provveduto affinché certi comportamenti inappropriati non abbiano più a verificarsi“.
… ma, forse, era pretendere troppo!! Tuttavia, secondo me, un’ammissione anche di “piccole” mancanze, accompagnata da una indicazione di aver provveduto a rimediare in un’ottica di un progressivo miglioramento, farebbe sentire un cittadino maggiormente difeso da chi è pagato per farlo.
Qualsiasi persona, organizzazione o corpo dello Stato può incorrere in mancanze, più o meno gravi, … e questo è umano. Penso che l’ammissione sia sempre il primo passo dovuto per un reale miglioramento, mentre la negazione dell’evidenza e l’auto affermazione di infallibilità non servono invece a molto a quello scopo.

Quello che comunque sicuramente conta di più è che, nonostante le risposte evasive, quel comandante sembrerebbe essersi preoccupato di verificare il corretto comportamento dei suoi addetti.  Questo suo interessamento merita sicuramente il mio ringraziamento e la mia stima.
Ora, tutte le volte che mi sono recato in quel mercato a fare la spesa, ho visto entrambi i poliziotti, che lo presidiano, portare la mascherina sempre e ben messa … o almeno così era tutte le volte che li ho incrociati!

Eppure ho continuato a notare come camminino SEMPRE insieme, come avevo già  evidenziato anche nella mia risposta. Viene quindi naturale domandarsi se non sarebbe invece più opportuno che avessero indicazione di controllare, almeno ogni tanto, zone diverse del lungo mercato, se è vero che si è decisa necessaria una continua presenza, in ciascun mercato, di due addetti della polizia locale per controllare appunto il rispetto delle indicazioni di sicurezza da parte sia dei commercianti sia degli acquirenti. Diversamente continuo a non comprendere la necessità di avere due poliziotti presenti in quel luogo, pagati dalla collettività, anziché uno solo.

Spero quindi che anche questo suggerimento venga recepito, sebbene non mi sia arrivata una specifica risposta al riguardo. Infatti, la mia ultima risposta di chiarimento è rimasta inevasa, per cui, almeno per ora, il dubbio sulla motivazione di quel comportamento (se esiste) continua a sfuggirmi …

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XXV aprile 2020: film per ricordare

Domani sarà un 25 aprile un po’ particolare, ma forse proprio per questo merita di essere maggiormente ricordato, in questi giorni affollati di pensieri, non certo di persone.

Ho visto, a tale riguardo, un post su Facebook che faceva riferimento ad una bella iniziativa promossa dalla città di Rivalta di Torino.

In quella pagina dedicata all’evento, oltre ad un file “leggere per ricordare“, contenente una bibliografia redatta dalle biblioteche rivaltesi, ho trovato di particolare interesse la sezione dedicata alla filmografia, a cura di Umberto Mosca, docente e critico cinematografico. Si tratta infatti di un’antologia ragionata di sequenze per costruire e condividere un immaginario di quel 25 aprile.

Sperando di contribuire con questo mio post a dare ancor maggior voce a questo interessante lavoro di sintesi, riporto integralmente il testo contenuto in quella sezione, abbinando i riferimenti agli spezzoni dei film indicati che possono essere così visionati direttamente leggendo il testo.

Alcuni di quei film non li conoscevo e anche solo la visione di quei brevi video presenti su YouTube mi ha stimolato il desiderio di cercarli per vederli integralmente in un prossimo futuro!

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Prima Parte

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L’UOMO CHE VERRÀ di Giorgio Diritti (2009)

L’eccidio e le stragi della popolazione civile
Un film che ci aiuta a comprendere quella forte sinergia che si realizza tra i fatti reali che guidano un regista nella costruzione di un film sulla Storia, attraverso un accurato lavoro di documentazione, e una dimensione creativa che è costretta ad immaginare per rievocare gli eventi. È il processo secondo cui il
Cinema lavora sulle emozioni, i sentimenti e le psicologie, mentre la Storia lavora sui fatti e sui documenti.
Questa è la ragione per cui in un film è fondamentale individuare uno specifico punto di vista che accompagni lo spettatore all’interno della narrazione e che qui è rappresentato da una bimba di otto anni che alla fine dovrà prendersi cura dei sopravvissuti, provando ad immaginarsi un futuro…
In quest’opera gli avvenimenti rappresentati sono quelli della cosiddetta “strage di Marzabotto”, espressione comune per indicare l’Eccidio del Monte Sole, compiuto dai nazisti tra la fine di settembre e i primi di ottobre del 1944 ai danni di 1830 vittime civili della popolazione dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, in provincia di Bologna.

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IL PARTIGIANO JOHNNY di Guido Chiesa (2000)

L’azione e la vita militare
Le particolari caratteristiche della lotta partigiana, tipicamente incentrata su azioni di guerriglia, vengono qui rappresentate visivamente dai movimenti irregolari della macchina da presa, dalla scarsissima luminosità delle immagini e da un montaggio secco e nervoso in cui lo spettatore fa davvero difficoltà ad orientarsi.
Il film di un regista piemontese che ha sempre manifestato il proprio interesse artistico per la Resistenza, narrata indirettamente nel suo film d’esordio Il caso Martello del 1991 e nel documentario del 1998 Una questione privata dedicato alla vita e alle opere di Beppe Fenoglio, autore del romanzo Il partigiano Johnny.
Costruito sull’idea che il racconto della Resistenza, a oltre cinquant’anni di distanza, tocchi ancora i nervi scoperti del pubblico (vedi anche la curiosa sequenza dei titoli di testa, in cui la pellicola “salta” e va fuori sincrono), Il partigiano Johnny viene prodotto ritornando sui luoghi reali di Alba e delle Langhe in cui si sono svolti i fatti romanzati da Fenoglio. È un “racconto di formazione” in cui il personale apprendistato alla vita del protagonista coincide con la militanza nelle file delle diverse formazioni partigiane (in particolare i rossi delle Brigate Garibaldi e gli azzurri “badogliani”).

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L’AGNESE VA A MORIRE di Giuliano Montaldo (1976)

L’impegno civile e la militanza partigiana
Tratto dal primo romanzo sulla Resistenza della letteratura italiana, scritto da Renata Viganò e pubblicato nel 1949, il film diretto da Giuliano Montaldo è una visione “anti spettacolare” della Resistenza, in cui prevalgono le ambientazioni e le tinte invernali, la vita quotidiana degli abitanti e una non chiara
definizione degli eventi, dove le difficoltà dello spettatore a comprendere i fatti è il prodotto delle comunicazione precarie e interrotte in un territorio occupato militarmente dai tedeschi.
Il film, che pone in primo piano il ruolo delle donne nell’ambito della Resistenza, è stato girato in quelle Valli di Comacchio dove Roberto Rossellini aveva messo in scena il sesto episodio di Paisà (1946), realizzato a pochi mesi dalla fine della guerra nei luoghi reali in cui si era combattuta.
Questa clip antologica mette in primo piano l’adesione spontanea di Agnese alla lotta partigiana a seguito della morte del marito per responsabilità degli occupanti e la sua progressiva presa di coscienza politica come staffetta partigiana.

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NOVECENTO di Bernardo Bertolucci (1976)

La guerra civile e lo scontro ideologico
Nella ricchissima produzione di Bertolucci per la 20th Century Fox, abitata da grandi attori del presente e del passato, la Storia viene narrata come uno spettacolare melodramma epico e popolare, ispirandosi alle tinte forti e ai sentimenti esasperati tipici dell’opera lirica. Il cinema come grande narrazione collettiva del nuovo secolo, che prende il posto dell’ottocentesco melodramma.
Nella rappresentazione di Bertolucci il 25 Aprile 1945 è il giorno della “resa dei conti”, dove il fascista locale Attila viene inseguito e aggredito dai contadini, che riconoscono in lui l’incarnazione del potere e della violenza fascista.
Indicativo è il fatto che il film, dedicato ai primi settant’anni del Novecento, inizi proprio con l’episodio della fine della seconda guerra mondiale, incentrandosi su una forte contrapposizione ideologica tra la sinistra e la destra, sui temi politici della lotta di classe e sull’opposizione tra il radicalismo comunista (la posizione del giovane Leonida) e la moderazione della borghesia (il personaggio di De Niro).

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ROMA CITTÀ APERTA di Roberto Rossellini (1945)

La visione del futuro
Il film sulla Resistenza girato in una Roma appena liberata: le riprese del film iniziarono nel gennaio del 1945, a pochi mesi dall’ingresso delle truppe americane (giugno 1944), realizzate nelle condizioni materiali assai difficili in cui si trovava la città e facendo fronte alla scarsa disponibilità di pellicola e di materiale
tecnico.
Incentrato sui fatti storici dell’attentato di via Rasella e dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il film mette in primo piano, attraverso la figura di Don Pietro Pellegrini, i valori spirituale della Resistenza, i temi della dignità e della scelta. La figura di Don Pietro è una sintesi dei sacerdoti vittime dei nazifascisti Pietro Pappagallo e Luigi Morosini.
La sequenza finale del film, con l’immagine dei ragazzini che scendono verso la città esprime una prima suggestiva idea di futuro e di libertà: è iniziata la formidabile stagione del Neorealismo cinematografico, caratterizzata da un ritorno ai paesaggi della realtà quotidiana, dopo lo stile da commedia leggera e le opere di propaganda bellica dei film del lungo periodo fascista.

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Seconda Parte

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INTERVISTA A DON POLLAROLO (1984)

La questione dei documenti filmati
Tutta la Storia del Novecento è scandita dal tema della documentazione dei fatti e dal valore delle testimonianze filmate, al fine della ricostruzione degli avvenimenti e della costruzione di una memoria trasmissibile e condivisibile.
L’attività di Don Giuseppe Pollarolo (nativo della provincia di Alessandria e per diversi anni parroco nel quartiere Vallette a Torino) come “reporter” della Resistenza rappresenta una risorsa preziosa per proiettare sugli avvenimenti e le figure della Storia il valore della documentazione diretta. Proiettate nei
decenni successivi, e fino a oggi, le riprese di Don Pollarolo realizzano la magia di far riapparire le “ombre passeggere” del passato, come vengono definite dal grande studioso francese Pietre Sorlin.

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LE PRIME BANDE di Paolo Gobetti (1984)

Le testimonianze
Nel 1966 nasce a Torino l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (ANCR), fondato da Paolo Gobetti, che ha l’obiettivo di rivitalizzare, attraverso la forza emozionale e la complessità di discorso delle immagini filmiche, l’esperienza della Resistenza, sottraendola alle narrazioni celebrative delle istituzioni.
Ex partigiano dall’età di diciassette anni in Val di Susa, Paolo è figlio di Piero Gobetti, intellettuale, giornalista e scrittore morto in seguito alle violenze squadriste. Nei documentari prodotti dall’ANCR l’obiettivo di Gobetti e dei suoi collaboratori è di creare un forte legame tra il passato e il presente, riportando i protagonisti della Resistenza sui luoghi degli avvenimenti per ritrovarne le emozioni, i valori e le contraddizioni.
In questa sequenza Paolo Gobetti intervista Sergio Bellone, già antifascista prima dello scoppio della guerra e successivamente partigiano in Val di Susa e poi a Torino.

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2 LUGLIO 1944 di Tatjana Callegari (2016)

La memoria e le nuove generazioni
Questo cortometraggio è ispirato ai fatti dell’eccido del Colle del Lys, la strage compiuta dai tedeschi contro una brigata partigiana operante nei comuni di Rivoli, Grugliasco e Avigliana. Catturati nel corso di un rastrellamento, ventisei prigionieri vennero dapprima seviziati e torturati per ottenere informazioni e infine fucilati sul colle. A partire da quei fatti, la regia di Tatjana Callegari utilizza le nuove tecniche di ripresa, con
la macchina che si muove liberamente per cogliere il “respiro” dei luoghi attraverso la messa in scena e per realizzare quella forte “immersività” che caratterizza l’immagine audiovisiva contemporanea. Con l’obiettivo di costruire una “rievocazione filmica” che tocchi le corde dell’emozione e dell’interesse delle
generazioni più giovani. Il corto è un “teaser”realizzato in vista della produzione di un lungometraggio che racconti gli avvenimenti del Col del Lys nella doppia prospettiva del passato e del presente.

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ALDO DICE 26×1 di Fernando Cerchio (1946)

Realtà e rappresentazione
Ispirato al celebre messaggio in codice che lanciava l’insurrezione generale di tutte le formazioni antifasciste, il film firmato da Fernando Cerchio “documenta” e “mette in scena” al contempo i giorni della liberazione di Torino, con l’arrivo in città delle formazioni partigiane e la fuga dei tedeschi e l’insediamento del Comitato di Liberazione Nazionale, mentre stanno per celebrarsi i funerali delle vittime dell’occupazione
nazista.
La caratteristica saliente di quest’opera, che costituisce il primo lavoro di ricostruzione dei giorni dell’insurrezione attraverso le immagini filmate, è quella di essere formata da riprese che sono state tutte realizzate nei giorni della liberazione, in un periodo in cui il regista stava girando un film di finzione presso gli studi FERT di corso Lombardia. E di finzione sono alcune scene che mostrano le camionette dei partigiani che scendono in città dalla collina, a quanto pare interpretate il giorno successivo dagli studenti torinesi che si sono calati con entusiasmo nella parte dei combattenti.

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MAI TARDI: LA RESISTENZA IN VAL DI SUSA di Armando Ceste (1996)

I valori a cinquant’anni di distanza
A metà degli anni Novanta un gruppo di partigiani della valle di Susa si ritrova nella stessa osteria da cui, giovanissimi, gli stessi erano saliti in montagna per formare le prime bande della Resistenza.
Il titolo del film è preso in prestito dal diario della spedizione in Russia scritto dal partigiano e scrittore Nuto Revelli e unisce strategicamente due obiettivi: da un lato il lavoro sulla Memoria e la sua conservazione attraverso le testimonianza diretta dei protagonisti della Storia e, in parallelo, una riflessione in chiave
attuale sugli ideali e le idee sociali che nutrivano la lotta partigiana.
Armando Ceste, già fondatore del collettivo torinese Cinema Militante e direttore del Valsusa Filmfest, ha prodotto il film con il contributo prezioso dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico di Roma.

 

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Per finire, eccovi il video realizzato, per la rassegna “Aspettando il 25 aprile”, dal Gruppo teatro ragazzi de L’Iniziativa Musicale che interpreta la poesia di Pietro Tajetti “Vecchio Partigiano“:

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Coronavirus: la tesi di Montagnier della ‘fuga di un virus per il vaccino contro l’Aids’, fake o possibilità?

In qualsiasi contesto “Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”. Beh, sì, lo ammetto … in questo periodo mi piacciono in particolar modo le affermazioni di Voltaire. Sicuramente un tipo illuminato quello! … beh, era legato al movimento culturale dell’illuminismo, no? … e forse mai come di questi tempi avremmo necessità di essere un po’ illuminati!

In questi ultimi giorni si riaffaccia, nelle discussioni sull’origine del Covid-19, l’ipotesi della manipolazione umana. Avevo già scritto un post al riguardo: Tutti ormai sicuri. Dichiarazioni all’unisono, da virologi a politici: “L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. TRANQUILLI, è naturale al 100%, PURTROPPO” ed ora forse è il caso di aggiungere qualche parola in più, sempre da profano del settore … ma tanto mi sembra che anche molti degli articoli che appaiono su giornali illustri o meno non vengano proprio scritti da virologi affermati e con esperienza!! Ne abbiamo sentite di tutte i colori relativamente alle origini di questo virus ma la cosa certa è la presenza di troppe coincidenze relativamente alla sua origine, nella città di Wuhan. La tesi ufficiale cinese relativa ad animali messi in vendita nel mercato del pesce di Wuhan non mi sembra verosimile se poi si pensa che a pochi passi c’è il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie che da anni manipola proprio animali infetti di coronavirus (si è parlato di ben 600 pipistrelli ivi tenuti!). A pochi passi c’è poi lo Union Hospital “dove sono state registrate le prime infezioni tra i medici”. Il 29/3/2020 in un articolo su La Stampa si leggeva: “L’Istituto di Virologia di Wuhan ne ha rintracciato l’origine in un virus del pipistrello trovato in una grotta di una montagna vicino al confine cinese con il Myanmar.  I due virus condividevano oltre il 96% dei loro geni, ma il quello del pipistrello non era in grado di contagiare l’uomo, perché privo di una proteina per legarsi ai recettori delle cellule umane. L’anello mancante, i coronavirus con una simile proteina, è stato trovato successivamente nei pangolini in Malaysia, il che ha portato a ritenere che il micidiale nuovo coronavirus della polmonite sia una ricombinazione dei genomi dei virus del pipistrello e del pangolino”. Insomma, il pangolino: l’unico mammifero con le scaglie, a metà tra un formichiere e un armadillo. Vive di notte ed è capace di mangiare 2 etti e mezzo di formiche al giorno   … anche lui a rischio estinzione. Qualcuno lo conosce solo perché Google lo aveva scelto come simbolo di San Valentino nel 2017! Come???? Sto virus dal pipistrello che vive nelle grotte di montagna in Cina, va infettare un pangolino Malaysiano e poi passa all’uomo? Noooo! Credo allora davvero più ad una manipolazione di laboratorio allora!!! Ma diversi esperti virologi abbiamo visto che dicono da settimane con certezza assoluta: “Non è possibile”! Altri, seppur in minoranza, no. Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008 per aver scoperto l’HIV come causa dell’epidemia di Aids, ha dichiarato in un canale podcast francese ‘Pourquoi Doctor specializzato in medicina e salute: “Con il mio collega, il biomatematico Jean-Claude Perez, abbiamo analizzato attentamente la descrizione del genoma di questo virus Rna. Non siamo stati i primi, un gruppo di ricercatori indiani ha cercato di pubblicare uno studio che mostra che il genoma completo di questo virus ha all’interno delle sequenze di un altro virus, che è quello dell’Aids. Il gruppo indiano ha ritrattato dopo la pubblicazione, ma la verità scientifica emerge sempre. La sequenza dell’Aids – ha concluso il Nobel – è stata inserita nel genoma del coronavirus per tentare di fare il vaccino”. “Intervenire su un genoma è un lavoro da apprendisti stregoni ma la natura non accetta queste manipolazioni e, con il tempo, le elimina“. Nei giorni successivi, subito la smentita di diversi altri ricercatori. Ad esempio l’articolo dal tritolo altisonante “La virologa delle Scotte contro Luc Montagnier: “Covid-19 non è nato in laboratorio”. Leggendo però poi bene l’articolo in realtà la dottoressa ha detto: “Non possiamo stabilire se il virus è stato prodotto artificialmente o è ha origini naturali ma credo che sia successa quest’ultima cosa“ … opinione dunque, non certezza, … e mi sta bene! Poi altri titoli di giornali prestigiosi o meno come, ad esempio Il Foglio (“Una Montagnier di fuffa – Non basta vincere un premio Nobel per essere immuni alle fesserie sul coronavirus. Un debunking), La Stampa (Coronavirus, la comunità scientifica demolisce le tesi di Montagnier sul Covid-19 creato in laboratorio”), La Repubblica (“Coronavirus, perché la teoria del complotto (complice il Nobel Montagnier) a volte ritorna – Il virologo Perno: ‘Nessun intervento dell’uomo su un virus è privo di tracce. E di quanto ipotizzato da Montagnier, noi non vediamo nulla’ “)

), Il Fatto Quotidiano (“Coronavirus, 10mila scienziati contro il Nobel Montagnier: ‘Falsa e infondata l’ipotesi che il Covid sia nato in un laboratorio di Wuhan’)”. Leggendo però bene, quest’ultimo articolo, sempre ad esempio, non si tratta di una petizione firmata da 10mila scienziati (in così pochi pochi giorni farebbe pensare!!), bensì di una dichiarazione della Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV) che riunisce 16 società scientifiche per un totale di quasi 10mila scienziati … che poi tutti gli aderenti siano proprio così d’accordo con quella affermazione, è ancora da comprovare! Si legge poi anche “i ricercatori invitano a “non prendere automaticamente per oro colato quello che viene da un premio Nobel semplicemente perché ha questo titolo, anche perché questo particolare Nobel da molti anni sostiene bufale scientifiche e getta discredito sulla scienza sana”, affermando anche che quella di Montagnier è un’ipotesi “di fatto interamente falsa ed infondata”; l’analisi delle sequenze genetiche del nuovo coronavirus conferma che si tratta, di “una naturale evoluzione e non di una ricombinazione in provetta – ha aggiunto la Fisv – Le brevi sequenze codificate anche nel genoma dell’HIV si sono generate per caso, come dimostra il fatto che si ritrovano in numerose proteine di mammiferi, insetti, batteri, e virus”.
Sempre da profano, mi sento di dire che il fatto che delle “brevi sequenze” del genoma dell’HIV si ritrovino altrove in modo naturale, non mi sembra escluda che siano state inserite appositamente (ad esempio per la ricerca di un vaccino) in un virus che originariamente non le conteneva! Il fatto infine che quelle sequenze specifiche stiano pian piano scomparendo nell’evoluzione vista del virus negli USA, potrebbe far pensare proprio ad una eliminazione naturale di mutazioni generate forzatamente. secondo quella legge che tende ad eliminare corpi estranei non generati naturalmente.
Sull’articolo de La Stampa citati, invece, si riportano affermazioni di Etienne Simon-Loriere, ricercatore all’Istituto Pasteur: «Assomiglia troppo a qualcosa di naturale … Per creare in maniera artificiale un virus così grande ci vogliono conoscenze tecniche di cui pochi laboratori dispongono nel mondo, meno di una decina. E appare poco plausibile che degli scienziati abbiano potuto creare un virus che interagisce così bene con il recettore Ace2 (attraverso il quale s’installa nel corpo umano), mentre questo meccanismo non era mai stato osservato in precedenza».
Infine l’Huffingtonpost in un suo articolo afferma: “Non ci sono prove che garantiscano una qualche certezza alla teoria della svista in laboratorio, è bene precisarlo. E sono tanti gli scienziati, anche in Italia, che si sentono di scartare questa ipotesi. Ma il dibattito sulla vera origine del virus va avanti, e si arricchisce ogni giorno di nuove opinioni”. E poi riporta le affermazioni di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani: “Il virus non cambia, è stabile e non ci sono prove che sia stato creato in laboratorio“. Gianni Rezza, direttore Malattie infettive dell’Iss, si riporta abbia affermato: “Da un po’ di tempo Montagnier è un po’ fantasioso nell’ipotesi scientifica. In ogni caso non abbiamo evidenze”.

Il testo integrale dell’intervista viene riportato in questo articolo, tradotto in italiano. Insomma non si sa a chi credere: meglio prendere per buone tutte le ipotesi allora, no? Perché poi fare certe dichiarazioni “scomode” e forse permesse solo a chi ha dei crediti particolari quali un premio Nobel? Per mettersi in mostra ad andare sulle prime pagine dei giornali? Forse.
Per dare adito ad alcuni politici di criticare la Cina e attuare politiche di protezione economica? Forse.
Per ripicca nazionalistica perché, da quanto ho letto, il Wuhan Institute of Virology (WIV), inaugurato nel 2017, era nato grazie alla cooperazione tra Pechino e Parigi (che lo ha in parte finanziato e soprattutto ha fornito il know-how per la sua costruzione) ma poi, i francesi ne sono stati in maniera misteriosa estromessi? Forse.

Ma troppi insulti di incompetenza e addirittura di forse pazzia ho letto da dichiarazioni rilasciate a giornali anche da persone non proprio così competenti. Perché?

Perché  non è la prima volta che Montagnier crea un certo scalpore nell’ambiente scientifico (presunta origine microbica dell’autismo, crociata contro i vaccini che nel 2017, gli ha valso una petizione firmata da un centinaio di medici, che hanno definito «pericolose» le sue dichiarazioni)? Forse.
Perché non è bene che la gente sappia quali tipologie di studi si possono oggigiorno fare nei laboratori di biogenetica e quali deficienze ci possono essere in alcuni di loro relativamente alle misure di sicurezza adottate ed ai controlli di enti predisposti? Forse.
Perché  è meglio non creare conflitti diplomatici con paesi economicamente forti come Cina e Stati Uniti che, in qualche modo, sarebbero coinvolti pesantemente in quelle ipotesi, tanto più in un momento in cui in molti Paesi si sta vivendo una crisi economica derivante proprio dall’epidemia in corso? Forse.

Ovviamente risposte certe io non le ho e penso che nessuno o ben pochi le abbiano con coscienza. Mi sembra quindi opportuno terminare questo post così come l’ho iniziato vale a dire citando una frase attribuita a Voltaire: “Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”.

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Coronavirus: come farsi portare a casa pizza, kebab, gelato, altro cibo o anche tutta una spesa

Soprattutto in questo periodo di #iostoacasa, per sfizio o per necessità (e.g. persone anziana, genitore con bambino piccolo, famiglia in quarantena), può venire utile farsi portare a casa del cibo.
Alcuni banchi del mercato di via N. Porpora (Torino) espongono da settimane un biglietto che notifica la possibilità, per chi non può uscire di casa, di vedere recapitata la spesa di verdura a casa propria (ovviamente nelle vicinanze) addirittura senza alcun costo aggiuntivo e con un limite di spesa di sole poche decine di euro (e.g. 20€): basta contattarli al loro cellulare mostrato in un cartello esposto.

Banco di verdura di Marco, nel mercato di via Pergolesi: un servizio ineguagliabile di questi tempi!!

Altri negozi hanno attaccato poi sulla serranda chiusa il numero di telefono con cui poter fare ordinazioni che verranno portate a casa: è ad esempio il caso della pasticceria che ho vicino a casa, sempre in via Porpora.

Se queste soluzioni autogestite non risultano sufficienti ci si può poi rivolgere ai supermercati che offrono la consegna a casa della spesa. Quando avevo provato settimane fa ad effettuare una ordinazione per una persona anziana, avevo visto che i tempi di consegna erano piuttosto lunghi (più di una settimana) ma ora probabilmente si sono organizzati meglio, dal momento che ho visto adesso promesse di consegna addirittura entro le 24 ore!!
Lascio perciò i seguenti riferimenti:

Esistono poi siti che elencano esercizi commerciali con relativi numeri telefonici da contattare per consegne a domicilio (che tuttavia potrebbero essere limitate alla zona vicino al loro negozio):

Anche le comuni piattaforme di ricerca ristoranti, offrono soluzioni di consegna a domicilio:

Se poi non si trova ancora il banco, negozio, ristorante, supermercato voluto, si può anche provare la piattaforma Uber Eats che ha diverse attività commerciali associate. Ho provato ad esempio a filtrare per la mia zona di domicilio e ho ritrovato diversi negozi che frequento normalmente, quale ad esempio l’ottima gelateria artigianale Moou.

Non mi resta che augurarvi un BUON APPETITO!!! 🙂

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Uwatec/technisub Aladin Pro and Data Track: how to download the diving tracking SW

I decided to sell with Subito.it all my diving equipment and so also the well known Aladin Pro together with its Memo Mouse and Data Trak SW. Therefore, if you are interested in buying it, you can contact me through that second-hand trading site 😉

However that SW was provided on a floppy disk and now it is very difficult to find a so old PC that allows to read that kind of memory device!!

Therefore I tried to find out where to download from Internet the last version of the Data Trak SW. I realized that now it is handled by SCUBAPRO and any software or manuals can be downloaded from their website and specifically from its manuals and SW section.

From there you can find even the link to download Data Trak SW in its last 3.0.6.0 version.
Looking into the file properties, I realized that SW version if dated 16/12/2004.

Because on that year there was Windows XP (version with service pack 2), the Setup of that SW it is better to be performed setting the compatibility mode as follows (right click on Setup.exe and select the Properties item in the list):

Properties compatibility tab – Set the the Setup.exe of the Data Trak SW in Windows XP (service pack 2) compatibility mode

After the installation done in that compatibility way, I run the program and checked that it works properly even in Window 10!!

Data Trak SW still works properly in Windows 10, when installed with compatibility mode set in its Setup.exe file

You can download even its manual, DataTRAK Manual too.

Finally you can find there also Aladin Pre-2004 (PRO, ULTRA, Sport Plus, Sport), that is a zip file containing the manuals for Aladin dive computers sold before 2004: Aladin Pro, Aladin Pro Nitrox, Aladin Sport, Aladin Sport Plus, Aladin Pro Ultra).

For any other question the Team SCUBAPRO – Johnson Outdoors Diving LLC – SCUBAPRO® – can be contacted through its site costumer service or by phone (800.467.2822)

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Coronavirus e TARI Torino: sospensione del pagamento dell’acconto delle prime 2 rate … e come scaricarti l’F24 per pagarla in una unica rata

Con la delibera della Giunta Comunale del 31 marzo, la Città di Torino ha disposto la sospensione del pagamento dell’acconto TARI abitazioni per le rate in scadenza il 30 aprile e 29 maggio.

I contribuenti che desiderano comunque regolarizzare il pagamento delle due rate possono farlo, a partire dal 15 aprile, accedendo alla sezione del proprio Estratto Conto online presente nel sito della Soris e scaricando il documento di pagamento oppure richiedendo una copia via e-mail del documento di pagamento, seguendo le istruzioni presenti sul sito a partire dal 15 aprile.
Al momento gli avvisi di pagamento TARI non saranno inviati a casa a mezzo posta ordinaria.

Da ieri pomeriggio sul sito Soris sono disponibili i bollettini di pagamento. Le rate sono tre: aprile, maggio e giugno. Sebbene scaricando la lettera (non spedita) sono indicate singolarmente gli F4 per le sole singole rate, è comunque possibile, per comodità, ottenere l’F24 per effettuare un unico pagamento utilizzando la funzione STAMPA F24:

Premendo l’icona relativa ad un file pdf (A in figura), si scarica il seguente documento in cui sono indicati gli F24 SOLO per i pagamenti delle singole tre rate.

Nel documento relativo alla TARI sono indicati solo gli F24 delle singole rate e non è presente quello per un eventuale pagamento dell’importo totale

Se si desidera, per comodità, effettuare un unico pagamento complessivo, per scaricarsi il relativo F24 globale, si deve premere invece l’icona a sinistra (B in figura), relativa a Stampa F24 con la quale si scarica solo l’F24 per il pagamento annuale complessivo.

In dettaglio, premendo l’icona indicata nella figura con B, si giunge alla pagina seguente da cui, premendo il pulsante Stampa, si ottiene appunto l’F24 per il pagamento complessivo:

Premendo l’icona indicata nel mio precedente screenshot con B, si giunge a questa pagina che premendo il tasto Stampa, consente di scaricarsi l’F24 per il pagamento globale della TARI

Sarebbe sicuramente stato più opportuno inserire l’F24 per il pagamento unico nel medesimo documento in cui sono presenti i pagamenti per ciascuna singola rata … ma basta saperlo!!!

Insomma, le scadenze per il pagamento unico non ci sono ancora mi sembra, essendo rimandate le prime 2 rate: probabilmente arriveranno poi per posta le richieste come al solito. Tuttavia io comunque ho fatto che pagare tutto subito per non dimenticarmene! 😉

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Si noti che nel sito della Soris online, è possibile anche impostare di essere avvertiti via SMS/email quando ci sono comunicazioni:

Per ricevere notifica di comunicazioni via email/SMS.

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Come proteggere dall’ossidazione oggetti metallici evitando così di doverli lucidare periodicamente

Sicuramente lucidare oggetti metallici come, ad esempio quelli di rame, bronzo, ottone e argento dà una certa soddisfazione in quanto cambiano decisamente aspetto! Sicuramente l’uso, ad esempio, di spazzolini da denti usati, su cui posizionare del prodotto lucidante, può risultare conveniente per raggiungere anche le parti meno accessibili agendo semplicemente con cotone e straccio. Avevo già scritto un post in passato, Come effettuare la pulizia di metalli (e.g. oro, argento, rame, alluminio), in cui avevo dato alcuni consigli per come procedere al meglio nella lucidatura.

Tuttavia la lucidatura dei metalli è un lavoro lungo e faticoso, soprattutto se uno cerca di farlo nei minimi dettagli, cioè anche nelle fessure.
Qualche mese fa mi è capitato di visitare un museo di Torino (Fondazione Ometto Accorsi) dove in una stanza c’erano decine e decine di pentole ed oggetti svariati tutti di rame/ottone, brillanti come appena lucidati. Mi è venuto spontaneo chiedere alla guida come facessero a mantenerli così belli e mi aveva detto che “ovviamente”, dopo averli lucidati, avevano utilizzato un prodotto protettivo che evitasse l’ossidazione e che quindi fosse in grado di conservarne la lucentezza nel tempo.

Già qualche decennio fa avevo chiesto ad una gioielleria se era possibile far trattare qualche mia cornice d’argento datata in modo tale che non si ossidasse, con una procedura analoga a quella attualmente usata per le analoghe cornici vendute oggigiorno. La sua risposta era stata scoraggiante in quanto mi aveva detto che mi sarebbe costato meno ricomprarle! In quel caso si trattava di argento e non di rame, ma comunque mi sono subito attivato a cercare un prodotto del tipo di quello usato da quel museo. Di spray acrilici trasparenti ce ne sono da tutte le parti a prezzi assai bassi, ma non viene esplicitato, nella descrizione, un loro utilizzo per proteggere dall’ossidazione dei metalli anche se dovrebbero, dal momento che ricoprono il metallo.
Tuttavia su Amazon ho trovato uno spray, Metal top della Camp, non particolarmente economico, ma che indicava esplicitamente, nella descrizione del prodotto, “Protettivo trasparente antiossidante per metalli. Indicato per la protezione dei metalli ferrosi e non, acciaio, ferro zincato, ferro battuto, alluminio, rame,ottone, silver plated, bronzo e superfici cromate“.

Insomma, nonostante il prezzo, ho deciso di acquistarne una bomboletta … che è rimasta in attesa di essere usata fino ad oggi!!
P.S: ho poi visto che viene venduto anche su eBay dove il costo di spedizione è disgiunto dal numero di prodotti acquistati, diversamente da quanto avviene dal venditore presente su Amazon, per cui può convenire acquistarlo lì se si intende prenderne più pezzi.

Si sa, in questi giorni di#iostoacasa si trova il tempo anche di lucidare i metalli!! E così è stato. Ovviamente prima di spruzzare uniformemente il prodotto è necessario avere lucidato l’oggetto in modo accurato perché diversamente poi rimarrebbe sporco sotto la pellicola protettiva.

L’ho provato sia su rame sia su ottone sia su un piccolo oggetto d’argento (seppure questo metallo più prezioso non sia citato esplicitamente nella descrizione del suo utilizzo) ed il risultato devo dire è stato ottimo. Quella vernice trasparente si asciuga nel giro di pochi minuti e ciò mi ha consentito di passare quasi subito una seconda mano.

Non mi resta ora che aspettare per vedere la tenuta nel tempo, ma mi aspetto che l’effetto duri degli anni. Tra le caratteristiche di quella vernice c’è scritto “Garantisce una efficace protezione da aggressivi chimici, dalle intemperie, dai raggi UV, dal salino e dalla ruggine; crea una pellicola trasparente antigraffio e inalterabile nel tempo“.
Sono quindi confidente!!

Ecco alcuni risultati ottenuti con olio di gomito e spray protettivo finale:

 

 

Prima:

Dopo:

D’interesse può essere poi il plastificante protettivo, PLASTI FILM della Saratoga: esiste in confezione da 1 litro, 500 ml o 400ml spray. Quest’ultima sua versione in spray risulta ovviamente più agevole da applicare e non risulta in proporzione più costosa.

PLASTI FILM della Saratoga: esiste in confezione da 1 litro, 500 ml o 400ml spray

Si tratta di un  rivestimento protettivo a base di speciali polimeri termoplastici.  In pratica crea una pellicola plastica, lucida, trasparente e incolore. Il trattamento protettivo ha una buona resistenza agli agenti atmosferici, non ingiallisce e non si screpola. Evita quindi anche lui l’annerimento di oggetti in argento, ottone, rame, bronzo e alluminio. Può essere applicato per proteggere dalle intemperie e dal sole oggetti di metallo, di legno, di sughero, tessuti, pelle, materie plastiche, mattoni, ceramica, cemento, superfici cromate o verniciate …
Non si diluisce e la versione non spray si stende con un pennello che deve poi essere pulito con un solvente (e.g. acquaragia). 

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Coronavirus: proroga di molte scadenze (patente e revisione veicolo, assicurazione auto, carta d’identità, permesso di soggiorno)

In questi giorni mi è scaduta la revisione dell’auto e, preoccupandomi, ho chiesto delucidazioni a mia nipote dell’autoscuola Monterosa.
Mi ha tranquillizzato dicendomi di non preoccuparmi perché le scadenze sono state prorogate in diversi contesti.
In particolare per la revisione del veicolo scaduta c’è tempo fino addirittura al 31 ottobre 2020!!

Ovviamente la ditta che effettua le revisioni, dove generalmente vado, da me contattata via email, mi ha risposto che riapre il 20/4/2020 e che mi conveniva prenotare … senza dirmi nulla relativamente alle nuove scadenze prorogate!!

Il sito della polizia di Stato riassume in modo chiaro tute le proroghe sulle scadenze che sono state emesse . In particolare, riporto quelle che reputo di maggior interesse, ovviamente rimandando al sito per ulteriori dettagli e per un elenco più completo

  • Patente e revisione veicolo
    • Veicoli con revisione scaduta al 17 marzo 2020 o che scade entro il 31 luglio 2020, è consentita la circolazione fino al 31 ottobre 2020 senza aver effettuato la visita di revisione
    • Patenti di guida italiane scadute in data successiva al 31 gennaio 2020 (circolare M.I.T. nr. 0009209 del 19.3.2020) o in scadenza fino al 31 agosto 2020, sono state prorogate fino al 31 agosto 2020.
  • Assicurazione auto
    •  Le polizze in scadenza fino al 31 luglio 2020, è portato a 30 giorni il periodo entro cui l’assicurazione è comunque operante.
  • Carta d’identità
    • Tutti i documenti di identità scaduti dal 17 marzo 2020 in poi sono validi fino al 31 agosto 2020. La validità ai fini dell’espatrio resta invece limitata alla data di scadenza indicata nel documento stesso.
  • Permesso di soggiorno
    • Tutti i certificali, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.
      Quindi, tutti i permessi di soggiorno in scadenza nel periodo sopra ricompreso vengono prorogati di validità fino al 15 giugno 2020.
      La domanda di rinnovo potrà essere presentata dopo il 15 giugno 2020.