Come riparare i telecomandi di poltrone e letti reclinabili

Non è inusuale oggigiorno avere poltrone reclinabili utili soprattutto per le persone anziane, aiutandole anche spesso a rialzarsi, ma comunque comode per chiunque. Anche i letti a doghe reclinabili in più parti possono poi essere assai comode in molte occasioni.

Purtroppo spesso, dopo qualche mese/anno di utilizzo, il filo del telecomando si logora e necessita di essere sostituito oppure il connettore non risulta più fornire una collegamento elettrico continuo ed affidabile. Nel seguito riporto alcune informazioni che possono tornare forse utili a qualcuno per la sostituzione del cavo per alcune tipologie di telecomandi in cui mi sono imbattuto.

Talvolta, come nel caso delle seggiole reclinabili, ci sono solo due pulsanti, uno per salire fino a rialzare la poltrona, ed un altro per scendere fino a rialzare anche il poggiapiedi. Altre volte, invece, i pulsanti sono diversi in quanto prevedono di alzare/abbassare diverse parti della rete (testa, piedi, entrambi).
Spesso per collegarlo alla poltrona/letto è utilizzato un connettore DIN a più pin (generalmente un DIN-5 essendo a 5 pin), un tempo utilizzato anche per le apparecchiature audio/video, ma ho visto anche alcuni che utilizzano addirittura un attacco RJ-11 a 6 pin (pur in verità utilizzandone solo alcuni fili), generalmente utilizzato nella telefonia e trasmissione dati telefonia.

S noti che esistono anche sistemi che consentono di ovviare di avere il filo e che collegano alla poltrona/letto con un identico connettore, un ricevitore wireless in grado di ricevere i comandi inviati da un telecomando privo di fili: ovviamente questa può essere una soluzione assai conveniente anche se più costosa.

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Telecomando a 6 pulsati per doghe reclinabili (connettore DIN-6)

Talvolta può essere necessario, come lo è stato nel mio caso, ricostruire lo schema elettrico in quanto precedentemente qualcuno aveva già tentato maldestramente di riparare il tutto, dimenticandosi di annotare le posizioni dei fili dai diversi colori e quindi poi effettuando le saldature un po’ casualmente … per cui non esisteva più una corrispondenza tra immagine presente nel pulsante ed azione pilotata!

Guscio del telecomando a fili

Circuito stampato (front)

Circuito stampato (back)

Schema con i collegamenti dei componenti

Schema elettrico derivato

Connettore DIN-6 sostituito

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Telecomando poltrona reclinabile (connettore RJ-11)

Solo 3 dei fili vengono utilizzati, essendo lo schema e le connessioni richieste assai semplici.

Circuito stampato (front)

Circuito stampato (back)

Collegamenti

Connettore RJ-11 utilizzato

Semplice schema elettrico

 

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Appunti di restauro: sverniciare e riverniciare un mobile in legno

Talvolta può succedere di avere uno o più mobili antichi che, se fossero restaurati, sicuramente ne acquisterebbero in bellezza. Può anche essere che alcuni di questi non siano dei pezzi di particolare valore da un punto di vista economico seppure lo siano affettivamente, essendo di famiglia e non si voglia perciò spendere molto pur desiderando di restaurarli!

Per i lavori di restauro mi sono sempre rivolto (da decenni) a Michele, un anziano professionista che ha da subito meritato la mia fiducia ed ammirazione in quanto, dopo avere “studiato” il mobile per diverso tempo, fornisce una diagnosi ed indica per quello la “terapia” che reputa più opportuna: un po’ come fa come un medico con il suo paziente. Ha da sempre lavorato con quella dedizione e precisione dettata non solo dall’esperienza ma anche dalla passione, … insomma operando senza riserve, come se dovesse restaurare un mobile di sua proprietà. Non di rado l’ho addirittura invidiato per quel suo lavoro manuale che sa dare un’immediata soddisfazione se eseguito a dovere da buon artigiano! Anche ora, ultra ottantenne, lavora nella sua bottega senza guardare né l’ora né il giorno, incurante del fatto che sia un giorno festivo o meno.

Ovviamente i mobili più preziosi continuerò ad affidarli alle sue cure finché potrà farlo ma,  per una scrivania e una cassapanca in particolare, essendo di scarso valore, ho deciso di operare personalmente 😉. È un lavoro che da tempo volevo provare a fare … e penso proprio che questa sarà la volta buona, durante le prossime ferie di agosto in campagna!

Ho quindi chiesto delucidazioni a Michele su come fare e, con la sua solita passione, ha preso un pezzo di legno di scarto e mi ha mostrato praticamente tutta la procedura che cercherò nel seguito di riportare dai miei appunti scritti su un foglio di fortuna! Fornirò anche alcune indicazioni su marche e negozi da lui consigliatomi, anche se ovviamente i prodotti ed i rivenditori sono molteplici e quelli che indicherò sono solo di esempio!

Ovviamente questo post non vuole e non può fornire tutte le istruzioni dettagliate presenti nei molteplici siti di fai-da-te, ma semplicemente riportare quei miei appunti che sinteticamente riassumono le procedure indicatemi. In fondo riporterò anche alcuni link di siti/video che ho trovato utili su questo argomento.

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Materiale da acquistare

  • Sverniciatore (e.g. Remopai extra forte dell’Acem)
  • Soda solvay (acquistabile anche al CRAI) oppure soda caustica e ammoniaca.
  • Acido ossalico
  • Rolla noce (se il colore che si desidera è quello del noce, ma ci sono anche colorazioni differenti, se il caso)
  • Raschietti di diverse dimensioni
  • Paglietta di ferro (tipo doppio zero)
  • Pennelli di plastica (a basso costo, usa e getta)
  • Spazzole di saggina
  • Pompa d’acqua
  • Carta vetrata abrasiva con grana da 220 (ma può tornare utile averne anche altre di grana differente!)
  • Guanti protettivi (monouso per mantenere la sensibilità delle dita)
  • Stucchi (gommalacca, tubetti stucco pronto colorato, barrette cere colorate)
  • (Spugna abrasiva)
  • (Vinavil)
  • (Alcool 95 gradi)
  • (Trementina)
  • Vernice di fondo trasparente per legno
  • Vernice finale trasparente per legno
  • Pennarello da ritocco per legno (per tonalità del medesimo legno)

Sebbene la maggior parte degli ingredienti necessari siano acquistabili in qualsiasi colorificio ben fornito, alcuni di quelli  elencati non sono di facile reperibilità,come ad esempio l’acido ossalico: a Torino, l’ho trovato da Chimica Strola, che vende anche rolla noce e carbonato di sodio (oltre al percarbonato di sodio che serve a mia moglie per il bucato! 😉).

  • Chimica Strola – Lungo Stura Lazio 99, 10156 Torino [tel 0112237830; 0112231045; 0112230356 (lun-ven 8:30 -12:30 13:45- 17:30)].

Il collega e amico Luigi mi ha poi indicato anche il seguente negozio molto fornito e che vende anche online articoli specifici per il restauro:

  • Sinopia – Via Poliziano 56/A, 10153 Torino (vicino al parco Colletta di Torino).

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Procedura

La procedura di restauro di un mobile prevede innanzitutto di riportare il suo legno allo stato originario, sverniciandolo completamente.
Per giungere a questo risultato si possono usare diverse tecniche anche abbinandole secondo la convenienza, utilizzando l’una o l’altra all’uopo.
Generalmente conviene iniziare utilizzando uno sverniciatore che deve essere spalmato sul legno con una pennellessa, lasciando agire per un tempo sufficiente (circa 1 ora,  ma potrebbe bastare anche molto meno): conviene spalmarne in abbondanza, senza lesinare, perché poi risulterà più agevole toglierlo con il raschietto se non è già seccato. Io ne ho usati due e il Remopai extra forte dell’Acem l’ho trovato di una consistenza più gelatinosa (quindi meglio spalmabile) ed inoltre emana poco odore.

Nota che se si riesce a smontare il mobile (e questo è agevole se avvitato o incollato con colla animale come si faceva un tempo … con le colle viniliche odierne è praticamente impossibile!), ovviamente il lavoro di sverniciatura sarà più accurato e migliore. Se esistono poi serrature, maniglie ecc…, conviene ovviamente svitarle e toglierle, per poi rimetterle ben lucidate/lubrificate, a lavoro terminato.



Poi con un raschietto si deve grattare per portare via la vernice che dovrebbe essersi  almeno parzialmente staccata dal legno e inglobata nello sverniciatore. Può talvolta essere necessario ridare più volte lo sverniciatore e/o aspettare più tempo che agisca (anche un’ora, dipende dal tipo di vernice preesistente), se rimangono ancora zone verniciate. Man mano che si gratta con un raschietto, conviene pulirlo continuamente con un foglio di giornale per eliminare man mano la gelatina dello sverniciatore con la vernice raschiata via. Ultimo consiglio è quello di darne a sufficienza di sverniciatore in modo che anche dopo avere agito, non sia seccato completamente e quindi risulti asportabile con il raschietto più agevolmente.

Si può utilizzare anche una pistola ad aria calda, soprattutto quando si tratta di una verniciatura a smalto, facendo attenzione a non bruciare il legno ed agendo per il tempo sufficiente solo a far distaccare unicamente la vernice.
Soprattutto per le cavità e gli angoli, è poi necessario utilizzare “olio di gomiti”, agendo con della carta vetrata opportunamente distesa sia su appositi smerigliatori a mano sia su pezzi di legno di diverse dimensioni ed angolature che uno si deve produrre artigianalmente. Michele mi ha mostrato questi suoi attrezzi: sono pezzetti di legno (e.g. un pezzo di zoccolo di legno) dove è stato incollato del panno per far sì che la carta vetro che lo ricoprirà non scivoli durante il lavoro. Quei suoi pezzi erano più o meno sottili, più o meno arrotondati, più o meno lunghi/larghi, in modo da poter selezionare quello più idoneo per ciascuna specifica levigatura da effettuare.

Può anche servire avvolgere la carta abrasiva su un pezzo di spugna morbida in modo da lavorare bene anche zone non lisce in quanto la spugna si adatta bene a qualsiasi forma del legno. Può infine anche essere utilizzata una paglietta di ferro (tipo doppio zero) ed uno straccio, sicuramente utile per ripulire completamente alla fine il legno sverniciato. Durante il carteggio conviene non asportare continuamente il polverino generato in quanto questo aiuta alla seguente levigatura e riduce inoltre il rischio di lasciare segni indesiderati sul legno.

Per le superfici piane non è da disdegnarsi troppo l’uso di una levigatrice elettrica (piana o orbitale) … anche se deve essere usata con criterio e con leggerezza per non rischiare di rovinare il legno!

La carta vetrata più utile è quella con grana 220 (io l’ho trovata inizialmente solo 240) seppure risulti utile averne anche alcuni pezzi di diversa grana. Si deve tener presente che più la grana è grossa più il numero che la caratterizza è basso (fino a 40) e, analogamente, più la grana è fine più i numeri sono alti (fino a 2500): la grana 1000 è comunque già così fine da essere usata per la lucidatura del marmo (vedere questo sito per avere una descrizione semplice ma utile sulle tipologie di carta vetrata).

Una volta che tutta la vernice preesistente è stata tolta, si deve lavare il legno con della soda solvay. Rispetto alla soda caustica, comunque utilizzabile, quella ottenuta con il metodo solvay è meno irritante, anche se sicuramente conviene agire con dei guanti impermeabili in questa fase del lavoro, facendo anche ben attenzione agli occhi … e agli occhiali! Le dosi di diluizione sono indicate nella scatola: in particolare, per la soda caustica se ne mettono due cucchiai in un litro di acqua e mezzo bicchiere di ammoniaca. Tale soluzione deve essere stesa, un pezzo alla volta, con un pennello di plastica, usa e getta, che non deve asciugare. Quindi si lava con pompa d’acqua (meglio se a spruzzo per evitare che si impregni il legno) e una spazzola dura (e.g. di saggina). Lavando il legno con quella soluzione, si noterà che scorrerà a terra acqua scura, in quanto il legno viene schiarito.

Prima che il legno asciughi, è conveniente passare una soluzione di acido ossalico (un cucchiaio grosso in un litro d’acqua, scaldato e disteso caldo) utile soprattutto per togliere le macchie che la soda può aver creato nel legno lavato.

Dopo una ventina di minuti, sciacquare quindi nuovamente il tutto per eliminare l’acido ossalico, sempre con pompa e spazzola.

Dopo avere aspettato che il legno si sia asciugato all’ombra completamente (attendere almeno 24 ore), si può procedere quindi alla nuova verniciatura dopo ovviamente avere stuccato e levigato eventuali buchi e crepe. Il colore dello stucco deve essere di un colore il più simile possibile a quello del legno una volta finito ed è meglio che sia eventualmente più scuro che più chiaro perché venga notato il meno possibile. Per stuccare esistono in commercio anche stucchi già colorati o si possono provare anche stick di cera colorata, da scaldare man mano per stenderlo dove serve. Si può usare anche ceralacca mischiandola con un po’ della segatura del medesimo legno appena levigato, in modo che acquisti il medesimo colore. L’ultima levigatura conviene farla con la paglietta di ferro file (tipo 00). Conviene stendere lo stucco e quindi asportarlo il più possibile lasciandolo unicamente dove serve. La verniciatura può avvenire con diverse tecniche più o meno complicate/lunghe, quale con la tecnica a stoppino.

Se non si desidera lasciare il legno grezzo al naturale, è possibile (dopo la stuccatura ma prima delle verniciature di fondo e di finale) colorarlo con  rolla noce (o con altra tonalità se il caso). Viene fornita anche lei come polvere e deve quindi essere preparata sciogliendone a bagnomaria un tre cucchiai in mezzo litro di acqua. La quantità dipende da quanto scuro lo si vuole fare il mobile e quella soluzione, una volta raffreddata, deve essere poi diluita sufficientemente fino a trovare la colorazione che si desidera, correggendo eventualmente la tonalità mettendo del colore rosso e giallo in polvere ad acqua. Conviene mettere per volta pochissimo di quel colore correttivo  (e.g. con una punta di un cacciavite), mescolando bene e poi provando poi  a stendere il preparato su un compensato fino a trovare la desiderata tonalità: infatti il rolla noce è in genere troppo grigio ed è opportuno ravvivarlo con un po’ di quella colorazione gialla e rossa. Il preparato deve essere in quantità sufficiente per colorare tutto il mobile in quanto risulterebbe assai difficile prepararne dell’altro con una colorazione identica: comunque mezzo litro di preparato diluito basta ed avanza per un mobile di grandezza normale.

Conviene poi prima passare una prima mano (con un pennello sufficientemente piccolo) solo su tutte quelle eventuali parti del legno che si presentino più chiare. Poi, una volta asciugate, si deve stendere su tutto il legno (comprese quelle parti già un po’ colorate) con un’unica passata, possibilmente con passate incrociate lungo le vene del legno e trasversalmente ad esse, guardando sempre in controluce per individuare eventuali chiaro scuri da eliminare. Non è conveniente quindi ripassare una volta seccata completamente, in quanto si rischierebbe che in seguito poi si sfaldi. Dopo pochi minuti, quindi prima che asciughi completamente, è conveniente poi “stendere” quel colore dato, passando ancora una volta con un pennello quasi asciutto. Una volta asciugato levigare leggermente con carta vetro fine.

Tuttavia non è indispensabile dare il colorante se si desidera lasciare il legno del colore naturale e quindi chiaro. Risulta invece sempre necessario dare (possibilmente a spruzzo con un compressore in modo da stenderla in modo più uniforme)  – dopo che il rolla noce è asciugato, qualora sia stato dato – una vernice di fondo alla nitro trasparente  opportunamente diluita con diluente sintetico. Una volta asciugata bene (meglio il giorno dopo) conviene levigare lievemente il tutto con una carta vetro fine (es. grana 220): vi sembrerà di tornare indietro nel lavoro ma invece questa procedura consente poi alla vernice finale di attecchire meglio.

Ricordarsi di pulire bene i bordi del coperchio del barattolo di vernice prima di richiuderlo e di conservarlo poi rovesciato, in modo che anche eventuali piccole fessure vengano riempite dalla vernice e non entri aria all’interno: in questo modo sarà possibile riutilizzare la parte avanzata anche dopo mesi!

Levigatura dopo avere dato la vernice di fondo

Quindi, dopo avere ripulito dalla polvere il legno, utilizzando magari ancora il compressore, ed eventualmente avere ritoccato con un pennarello da ritocco per legno eventuali parti di stucco ancora visibili, passare la vernice finale sempre alla nitro (e possibilmente sempre a spruzzo con un compressore). Conviene non dare molta vernice in quanto rischierebbe di colare e poi basta uno strato sottile per proteggere il legno ed abbellirlo. Ho visto che esistono anche fondi e vernici ad acqua e non alla nitro: sicuramente sono più ecologici ma non li ho provati, per cui non so che caratteristiche abbiano.

Soprattutto se si stende a mano, è conveniente prendere della vernice di fondo e finale buona: quella della Sikkens è sicuramente una delle migliori!

Nel seguito mostro un tavolino che ho restaurato lasciando il legno di faggio della sua tinta naturale, senza quindi scurirlo con nessuna rolla, e semplicemente dando la vernice di fondo e quindi quella finale: la verniciatura a spruzzo ha consentito di stendere in modo ben uniforme la vernice. Ho poi mantenuto le maniglie originali, lucidandole sia con un liquido per lucidare metalli (e.g. consiglio Orol) sia con la paglietta d’acciaio fine (tipo 00 oppure ancora più fine cioè 000). Infine sono riuscito a far rifunzionare addirittura la serratura grazie a liquidi sbloccanti e pazienza! 🙂

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Prima: Dopo:
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Prima:

Dopo:

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Prima:


Dopo:

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Se poi devi togliere della vernice data sopra del ferro cromato, sarà sufficiente usare un raschietto per grattarla via, quindi per lucidarla usare della paglietta di ferro 00 ed infine un liquido per lucidare metalli (e.g. consiglio Orol).

Prima:

Dopo:

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Link utili

 

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Special Welfare CCNL 2018: richiesta buoni acquisto/voucher … for dummies

… alias, come usufruire del benefit di 120€ del Special Welfare CCNL 2018, … con il minor sforzo possibile! 😉

Tutti i colleghi hanno ricevuto la email relativa alla disponibilità di richiedere voucher o buoni spesa , tramite la piattaforma digitale realizzata da Edenred,  relativamente al Piano Special Welfare CCNL 2018. Allegate a quella comunicazione, ci sono le istruzioni per registrarsi nel portale, ma poi non vengono riportate esplicitamente le operazioni da effettuare e la descrizione del processo per ottenere concretamente infine quei buoni/voucher! Si rimanda, per avere ulteriori informazioni, a pagine sia della intranet (e.g. FAQ) sia di quel portale …
Questo post intende riassumere, con semplici passi, le informazioni essenziale per richiedere, nel minor tempo possibile, la modalità più comoda per usufruire di questo benefit che, se non richiesto, viene perso a fine anno.

Ho inoltre opportunamente evidenziato in grassetto alcune parti dove ho inserito dei consigli e che invito quindi a considerare.

  1. Effettuare la registrazione nel portale Edennred, seguendo le indicazioni allegate nella email.
  2. Effettuare il login in quel portale con le nuove credenziali, accedendo così alla pagina relativa a Special Welfare: premere il pulsante VAI AL PIANO WELFARE

Accesso alla sezione Special Welfare del portale

2) Selezionare, per aprirne i contenuti, la seconda sezione relativa a Special Welfare – CCNL 2018: per default viene mostrata inizialmente invece la prima sezione relativa al Special Welfare – PDR 2017.

Sezione relativa a Special Welfare – CCNL 2018

3) Resta quindi da scegliere in che forma usufruire di quella cifra di 120€, scegliendo anche se si desidera averli cone voucher o buoni acquisto. Dalle FAQ si apprende che i buoni spesa si ricevono via email e si possono stampare autonomamente, per poi essere utilizzati per la spesa al supermercato, lo shopping ed il carburante.

Buoni acquisto o voucher?

Sono previsti due tipi di buoni acquisto: i Selection ed i Top Premium con le caratteristiche indicate nel seguito.

Buoni acquisto Top Premium e Selection

Ne deduco che i Selection risultano più appetibili, potendo essere usati sia per la benzina (Total Erg) sia nei supermercati (UNES, Carrefour) sia negozi di elettronica di consumo (UNIEURO), mentre i Top Premium consentono un acquisto in tipologie di negozi di nicchia (oltre, nuovamente, i supermercati, ma non più nei benzinai).

Si può comunque accedere al sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati, presenti nelle zone di interesse. E’ possibile sia selezionare la città sia filtrare la tipologia di negozi di interesse ed avere anche una visualizzazione su mappa. … ma per 120€ non penso valga la pena effettuare alcuna ricerca e direi che è sufficiente richiedere il buono acquisto Selection che va bene per benzina o al supermercato!

P.S. – Nota che sembra che i buoni sono utilizzabili per la benzina sono nella modalità “servito” e non “self“, per cui più costosa …

Sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati (1)

Sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati (2)

Sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati (3)

Sito https://dovecompro.edenred.it per veder in dettaglio su una mappa i negozi affiliati (4)

4) Dopo avere selezionato, nella sezione Acquisti, il pulsante Richiedi relativo al Selection stampabile rappresentato con una icona di macchina (scelta che penso essere la più versatile), non resta che selezionare la scelta del buono spesa e premere il tasto Invia:
purtroppo il taglio del singolo buono è impostato a 10€ e quel valore non sembra modificabile: questo comporta che si dovranno poi stampare ben 12 fogli A4 (ciascuno relativo ad un buono di 10€) …. anche se poi, se si va a fare la spesa o si fa un pieno di benzina, si spederà sicuramente ben più di 10€ di un buono!!

Selezione della tipologia di Buono acquisto stampabile

Premendo quel tasto Invia , dopo una richiesta di conferma dell’invio della richiesta, relativa alla scelta effettuata, viene fornita la seguente segnalazione, senza ulteriori indicazioni: “Grazie, la tua richiesta è stata inviata correttamente“! NON viene fornita nessun altra notifica, ad esempio via email, dell’inoltro di questa richiesta e neppure delle indicazioni sui tempi necessari per quindi ottenere i buoni spesa e dove poi andare a reperirli.

Richiesta di conferma dell’invio della richiesta, relativa alla scelta effettuata

Popup che conferma l’acquisizione della richiesta

5) Andando comunque poi nella sezione Area Personale -> Allocazione Fondi -> Buoni Spesa, e filtrando la richiesta opportunamente, si può verificare che ora è effettivamente presente il buono acquisto richiesto che risulta, non appena richiesto, nello stato iniziale di Inoltrata. Passerà dopo poche ore nello stato Presa in considerazione dalla tua azienda, seppure ancora non viene fornita la possibilità di scaricare i relativi buoni.

Verifica della presenza del Buono acquisto inizialmente nello stato Inoltrata

6) Dunque, come ricevere ora concretamente quei buoni richiesti? Viene in aiuto a tale proposito una risposta presente nelle FAQ: è necessario attendere al massimo 48 ore e si riceverà tramite email una segnalazione della disponibilità dei buoni da scaricare dal portale, … e si può ipotizzare che ciò potrà essere fatto dalla medesima sezione Buoni Spesa mostrata in precedenza, in cui è presente l’elenco di ciascuna richiesta inoltrata con associato il suo stato corrente.

Come ricevere ora concretamente quei buoni acquisto richiesti?

PS: la richiesta l’ho inoltrata giovedì pomeriggio e il mattino del lunedì successivo ho ricevuto la email che mi notificava la presenza dei buoni da scaricare: tenendo conto del week-end, i tempi indicati sono stati rispettati!

Mail che comunica la disponibilità dei buoni acquisto da scaricare

Si deve quindi accedere al portale ed andare nella sezione Buoni Spesa, effettuando la solita ricerca e trovando ora la precedente richiesta nello stato di Emessa. Cliccando sull’icona rappresentante un codice a barre, si apre una finestra popup che consente di scaricare lo zip contenente tutti i 12 buoni richiesti (file pdf) del valore di 10€ ciascuno.

Sezione Buoni Spesa da cui scaricare i buoni una volta emessi

Popup che consente di scaricare i buoni

Ciascun buono si presenta poi nella seguente forma:

Singolo buono da stampare

Non resta ora che stampare i 12 buoni e presentarli a merchant convenzionato.

Infine, alcune mie considerazioni personali:

  • La procedura richiesta è inutilmente complessa, soprattutto considerando l’importo in questione.
  • L’interfaccia utente del portale non fornisce quelle indicazioni necessarie per non lasciare dubbi all’utilizzatore (e.g. come e quando reperire i buoni una volta richiesti).

Forse fornire semplicemente via email, a ciascun dipendente, un codice di buono spesa da inserire in uno dei molteplici store online (e.g. Amazon) avrebbe semplificato di molto la procedura necessaria per usufruire di questo Special Welfare CCNL 2018. Infatti, ho sentito che quest’ultima sia la procedura adottata da alcune ditte, … assai più semplice e meno costosa non richiedendo alcun portale specifico.

 

… that’s all, folks!

😉

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Come risolvere mancanze nell’estratto conto INPS relative a contributi per congedi parentali (a suo tempo non segnalati all’INPS dal datore di lavoro)

Può succedere che, andando a vedere l’estratto conto previdenziale dal sito dell’INPS (vedere il mio post precedente  Calcolo della pensione) risultino delle mancanze di contributi per alcuni anni in cui, ad esempio uno aveva chiesto un’astensione facoltativa per congedo parentale (e.g. maternità o paternità).

Ad esempio a me risultavano nel 2003 solo 43 settimane di contributi (anziché 52) e nel 2004 solo 48 settimane … insomma, mancavano proprio il numero di settimane richieste per congedo parentale facoltativo (paternità) ed aspettativa per adozione!

Avevo già scritto un post relativo a come segnalare tramite il sito la presenza di figurativi non inoltrati dal datore di lavoro (Come mandare all’INPS una segnalazione di possibili figurativi non inoltrati dal datore di lavoro). Tuttavia per quella via non ho ottenuto alcun risultato concreto e quella richiesta è rimasta nello stato iniziale.
Andando poi a chiedere direttamente agli sportelli dell’INPS, scopri che loro non possono fare nulla ed è l’azienda, che non ha effettuato a suo tempo le dovute segnalazioni, a dover seguire una specifica procedura per correggere l’errore: trattandosi di contributi per maternità/paternità facoltativa non determinano, tra l’altro, nessun esborso per l’azienda.
Quindi, rimane solo da scoprire la modalità che il dipendente deve seguire, internamente alla sua azienda, per inoltrare tale richiesta di correzione  … e ovviamente assicurarsi che venga presa in carico nei tempi dovuti!

Grazie anche ad un interessamento dei sindacati e del personale HR, sono riuscito nell’intento e nel seguito descrivo la procedura da me seguita semmai potesse servire a qualche altro collega 😉

Ho aperto un ticket verso il Competence Team che nella ditta in cui lavoro gestisce tutte le richieste del personale, allegando sia le domande di congedo a suo tempo presentate all’INPS, i cedolini degli stipendi di quegli anni ed i CUD in cui mancavano quelle settimane nei contributi, potenzialmente mero errore materiale di calcolo,  non essendo in alcun modo impattata la retribuzione dell’anno che infatti risultava corretta.

Ho anche interessato i sindacati e la referente HR che prontamente si è interessata affinché la procedura relativa a quei ticket fosse evasa.

A taluni è stato risposta che, per poter procedere alla richiesta inoltrata, era necessario compilare un modulo excel in cui indicare formalmente i periodi che si reputavano non conteggiati:

File excel a cui a qualcuno è stato richiesto di formalizzare la richiesta

A distanza di meno di un mese ho ricevuto a casa  per posta ordinaria una missiva da HR con la Dichiarazione dei periodi di assenza per paternità mancanti con in particolare tre fogli (uno per ciascun periodo  di congedo parentale richiesto) con scritto a biro COPIA X INPS.

Mi ha stupito il fatto che tale comunicazione sia stata evasa tramite posta ordinaria (e non per raccomandata), senza per altro nessuna comunicazione via  email che fornisse comunque notifica dell’imminente arrivo del documento, che avrebbe convenientemente potuto avere come allegato una sua copia (seppure forse non valida, non avendo apposta in originale la firma del legale rappresentante).
Mi ha anche stupito il fatto che tale comunicazione non fosse accompagnata da alcuna spiegazione su cosa fare dei fogli contrassegnati a biro come “Copia x INPS“. Insomma, da quella comunicazione vie posta ordinaria non risulta chiaro se quei dati siano già stati trasmessi per via telematica e quei fogli siano unicamente allegati per conoscenza, o se quei papiri debbano essere consegnati personalmente dal lavoratore alla propria sede INPS affinché vengano registrati nei loro sistemi.

Chiedendo successivamente alla referente HR, è stato risposto da HRS che è bene consegnare personalmente i documenti ricevuti alla propria sede INPS e conservare poi il Protocollo di presentazione. Relativamente a quale sede INPS consegnarli (quella di residenza o quella dei fondi speciali), la indicazione è stata a quella in base alla residenza, indipendentemente dalla presenza di Uffici Fondo o meno.

Comunque, nell’incertezza e senza farmi troppe domande,  sono andato subito all’INPS (Torino Nord) per consegnare comunque quei fogli con indicato “Copia x INPS”! 😉
Purtroppo l’uscere, seppur gentilissimo, dopo avergli fatto vedere i fogli e spiegato come li avevo ricevuti e manifestato i miei dubbi su cosa farne, mi ha assegnato un numero di attesa relativo allo  sportello che gestisce le maternità da un punto di vista dell’utenza diciamo “consumer”: tuttavia quell’addetto non sapeva bene che farsene di quei fogli, non essendo quelle procedure di sua competenza. Nulla mi ha saputo dire relativamente al fatto che quei dati fossero stati o meno già trasmessi per via telematica dalla mia ditta. Tuttavia, dopo avere fatto alcune telefonate, mi ha reso edotto dicendomi che sarei dovuto andare ai piani superiori dai suoi colleghi che trattano con le ditte, … ma ormai ero fuori orario di ricevimento. Ha quindi fortunatamente ritirato comunque i miei documenti, protocollandoli e dicendomi che li avrebbe poi fatti avere a quei suoi colleghi: costoro mi avrebbero contattato telefonicamente SOLO in caso di problemi.

Ovviamente mi sono fatto fare una copia dei fogli consegnati, non si sa mai …

Intestazione dei tre moduli ricevuti da consegnare all’INPS

Uno dei tre moduli Mod SA/RETT ricevuti contrassegnati come “Copia per INPS

Ricevuta di protocollo relativa ai moduli consegnati

Ho chiesto inoltre come potevo verificare che tutta la procedura fosse poi andata a buon fine: l’addetto mi ha risposto che avrei potuto verificare il tutto direttamente dal sito dell’INPS, dover avrei dovuto trovare conteggiate anche quelle settimane di contribuzione attualmente mancanti. Le tempistiche non mi sono state specificate (nella fretta ho dimenticato di chiederle esplicitamente), ma verosimilmente mi aspetto che sia questione di pochi giorni … per ora dopo soli tre giorni lavorativi nulla è cambiato nel mio estratto conto presente online nel sito dell’INPS 😦 … verificherò ogni settimana e modificherò tale post quando risulteranno registrate le settimane mancanti!

Conviene perciò specificare all’uscere dell’INPS di fornire il numero di attesa relativo allo sportello specifico per le ditte e non di quello generico per la gestione delle maternità.

Essendo  poi il tutto inviato per posta ordinaria, se a distanza di qualche mese non si riceve nulla, potrebbe essere il caso di preoccuparsi in quanto questo potrebbe essere imputabile a problemi nella consegna della lettera …

… e penso non rimanga che contattare nuovamente HR per una successiva verifica! 😦

 

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Microsoft Phone Companion: another very useful app that is going to be dismissed? NO, it is now embedded in the Photos app!!

PS: I had to rewrite that post because now I realize that features that were provided by the Microsoft Phone Companion are now included in the Photos app as you can see in the screenshots in the following!! 🙂

Therefore, as soon as you connect your phone to your Windows 10 PC the Photos app is launched and suggest you to import the new pictures you took with your

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My previous post before I discover the new feature in Photos app 😉

I just reinstalled Windows 10 on my PC and again I noticed that the very useful Microsoft Phone Companion app was not available by default: so I had to download it from the Store!
I was just a lit disappointed of that even because, on the contrary, I have always to uninstall, after every new Windows 1o new installation, several useless apps that you find installed by default (e.g. Solitaire, Movies & TV, Money, Sports, Xbox) … and I always wonder why!!

Microsoft Phone Companion app in the Store

I had just wrote a post in the Feedback Hub, suggesting to have that app preinstalled (as it was, if I remember well), when I had a Product alert popup displayed at the first startup of that app: “Microsoft Phone Companion will be removed soon. Go to Settings to connect your phone“.

Microsoft Phone Companion will be removed soon. GO to Settings to connect your phone

That app, that is 4 stars so it is very appreciated by users,  can do basic synchronization between whatever smartphone (even Android and iOS ones) and a Windows 10 PC, copying all or only new taken pictures in an appropriate directory of the PC (e.g. pictures/year/month folders). Once, it also had an option to have deleted pictures on the phone while transferred, in order to free memory on that device … but since some versions ago that useful optional feature was removed (??).  Therefore that app could be improved (e.g. it misses an option to not copy pictures with the same name if they are already available on the PC) but it is anyway a very useful one for everyone want to synchronize and save pictures taken with his phone to a PC.

I really wonder why the decision of Microsoft to possibly remove it soon from the Store. Anyway it happened also for other apps, especially for ones related to the mobile market … 😦

The suggestion. in the popup alert, to go to Settings to connect your phone is not useful at all: at least in the case of a Windows 10 mobile device, it simply allows you to send to your phone an SMS with a link that suggest you to register your phone with your account!!

No useful features to connect phones and PC, at least in the case of a Windows 10 mobile device

No import features to get your photos transferred to your PC in an appropriate way (e.g. in year-month directories)!! As it was allowed by the Phone Companion app:

Import photos and videos

Import of the new items

 

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Drawing UML 2.5 diagrams with Visio 2016 (even with the Standard edition)

There are several ways to draw UML diagrams and Microsoft Visio 2016 is one of those! If you need only some diagram types, like the UML Sequence diagram, you can even find some online free tool that allows you, writing some line of simple code, to draw that time diagrams: for example, that is the case of www.websequencediagrams.com. However, even though it is very simple to use, you cannot decide too much and, for example, the line related to each actor of the communication is drawn not necessarily where you would like!

Drawing UML Sequence diagrams with the WebSequenceDiagram web tool

On the contrary with Visio you can manage as you like every UML diagram using the drag&drop feature it provides.

As stated in Microsoft support page related to Visio, Visio 2013 and Visio 2016 Professional have templates for UML 2.0 versions of several diagram types:

  • Class diagram
  • Sequence diagram
  • Database notation
  • Use Case diagram
  • Activity diagram
  • State diagram

Therefore to have embedder the UML templates, you need to have the professional version and not the standard one: in fact Software & Database templates is usually not in the Standard edition of Visio, but only the Pro version. It is in fact specified: If you are a Visio Pro for Office 365 subscriber, and have the latest version of Visio, the following UML 2.5 templates are available. Go to File > New > Categories > Software and Database and then choose one of the following:

I tried to install the Standard edition and, even after searching and selected the UML templates, after having selected one to create a new diagram, I could not find, on the left of the page, any shape related to UML. Even searching them using the More Shapes link, I could not find them among several shapes available!

Searching for UML diagram templates in Visio 2016 Standard

No Software and Database/Software section is available even from the More Shapes menu:

However, looking into the C:\Program Files\Microsoft Office\root\Office16\Visio Content\1033 directory, where Visio Standard is installed, you can find two basic templates for UML (may be even other ones): BASIC_UMLSEQUENCE_M.VSTX and BASIC_UMLSEQUENCE_U.VSTX (where the capital M or U in the name of the template is for US Units or Metric Units). Therefore copying the one of your interest (e.g.  BASIC_UMLSEQUENCE_M.VSTX if you are European) in your C:\Data\Documents\My Shapes directory, you can then open that file from More Shapes ->My Shapes ->Favorites section and have the basic UML diagrams available to be used with the drag&drop feature!

Copy the BASIC_UMLSEQUENCE_M.VSTX in C:\Data\Documents\My Shapes directory

Basic UML diagrams are now available after opening that file from More Shapes ->My Shapes ->Favorites section

I also read in the stackoverflow forum this answer that suggests to search for the appropriate templates looking on some of the following websites that allows to download custom templates that can be then be imported in your Visio Standard:

Anyhow, especially if you are a MSDN subscriber, much better to download and install the Visio Pro version that already shows the UML templates. However it has only the UML 2.0 ones and not all those of the 2.5 version, available only if you are a Visio Pro for Office 365 subscriber!! However you will find in the following how to get even the UML 2.5 diagrams added to Visio 2016 😉

Note that, as it happens for Office and every its extensions like Visio, if you want to install the 64bit version, you need to run the setup64.exe available in the office folder available in the iso, and you have not to use the setup.exe you find in the root.

if you want to install the 64bit version, you need to run the setup64.exe available in the office folder available in the iso, and not using the setup.exe you can find in the root.

Software and Database section available in Visio 2016 Pro

However, as I already stressed, to have also  other UML 2.5 features, as you can read from this page, it seems that you need to be a Visio Pro for Office 365 subscriber and have the latest version of Visio. Only in that case  the following UML 2.5 templates are available  from File > New > Categories > Software and Database:

However, looking for UML 2.5 stencils and templates for Visio, you can easily find this page that allows you to download file with custom templates that will allow to draw all UML symbols and diagrams specified in the OMG document ptc/2013-09-05, “OMG Unified Modeling Language (OMG UML), available here.

NOTE that in most cases are sufficient the ones available by default in Visio professional 2016 even though they are related to 2.0 version of the UML specification … and they are better designed than the custom ones described in the following!

Once unzipped the file into a folder of your choice (e.g. C:\Data\UML2.5-Visio2013), start Visio and then go into Options  and then in it Save section.

How to load Personal templates – Go to the Options

Into the “Default personal templates location” field insert the full path of the folder where you put that custom templates and stencils and then click OK. Note: if that field ” already contains a path to some folder, move the new custom UML 2.5 Visio files into that folder specified in this field.

How to load Personal templates – Into into the “Default personal templates location” set the path where there are the UML 2.5 templates

When you click File/New in Visio, the template “UML 2.5 Complete (Visio 2013)” will appear under PERSONAL tab.

How to load Personal templates – Creating a new project, go to the PERSONAL section

Select to create the new file with that custom template.

How to load Personal templates – Create the new file associated to that custom template

Edit the diagram using the available shapes

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Tips&tricks – How to add more auto-connection point to a shape

On the Home tab, in the Tools section, you should have a ‘Connection Point’ command (shift+control+1). Select your shape, click the command, then hold down the control key and left click where you want to add, move, or delete a connection point.

Connection Point‘ command to add a new auto-connection point to a shape

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If you are interested to go deeper with Visio, see the following link:

Related to UML 2.5 you ca see:

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An alternative to Visio can be Enterprise Architect of sparxsystem

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Navigazione in incognito/privata da Edge, Chrome ed Internet Explorer

Talvolta può risultare molto utile impostare il proprio browser per effettuare una navigazione su Internet in incognito, con finestra privata o anonima, come taluni browser usano indicare questa medesima funzionalità.

Su tratta di una navigazione che non tiene conto delle registrazioni precedenti e di cache (cioè memorizzazioni in locale) eventualmente effettuate precedentemente dal browser utilizzato. Inoltre le navigazioni effettuate con tale modalità attivata non lasciano tracce sul computer o sul device portatile in uso per cui gli indirizzi dei siti visitati non compariranno nella cronologia e non verranno memorizzate informazioni sul dispositivo impiegato.

Ovviamente la navigazione in incognito non va assolutamente confusa con la navigazione anonima offerta da sistemi come Tor, TunnerBear o dai proxy, che invece consentono di camuffare la propria identità online agendo sull’indirizzo IP del computer: talvolta anche questi possono comunque risultare utili  camuffare il tuo indirizzo IP ad esempio per farlo sembrare di un altro paese, consentendo così di bypassare restrizioni regionali, che vietano di accedere a determinati siti o di visualizzare alcuni contenuti video al di fuori di alcune nazioni.

Una navigazione in incognito risulta poi spesso assai utile per chi programma, in quanto consente di chiudere e riaprire un tab sapendo che nulla della navigazione precedente potrà influire sulla nuova finestra: infatti le registrazioni e le cache create dall’interno di una finestra in incognito sono completamente cancellate dopo la sua chiusura.

In tutti i browser esiste la possibilità di iniziare una navigazione in incognito/privata con quelle caratteristiche,ma nel seguito mostro solo come farlo da IE, Edge e Chrome … se utilizzi altri browser non ti sarà difficile trovare come fare!! 🙂

Navigazione in incognito/privata in Internet Explorer

Navigazione in incognito/privata in Edge

Navigazione in incognito/privata in Chrome

Vedi anche :

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