Appunti di teoria musicale (2)

Questo post prosegue la tematica iniziata in Appunti di teoria musicale (1) dal momento che i contenuti iniziavano a diventare troppo grandi per essere contenuti in un singolo post!

Ovviamente anche questo è un post in divenire, in quanto lo completerò man mano con i successivi appunti presi durante il secondo anno del percorso formativo del Centro Formazione Musicale (CFM) che comprende anche un corso di teorico di teoria musicale.

Anche questo post, come il precedente sull’ardomento, non intende essere né esaustivo né punto di riferimento: potrei anche avere capito non tutto correttamente e quindi contenere errori! Anzi… se trovate errori o imprecisioni fatemelo sapere (personalmente o nei commenti) che effettuo la dovuta correzione!! 🙄

Puoi scaricare il file Word di buona parte del contenuto del primo post (e prima parte di questo) tramite questo link: nel tempo conterrà anche i contenuti completi di questo post e di altri successivi sul medesimo argomento.

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INDICE

Oltre al post Appunti di teoria musicale (1) che contiene la prima parte di teoria musicale, ne esiste un altro in cui puoi trtovare le seguenti altre risorse:

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Accordo

In musica l’accordo è una combinazione verticale di suoni, cioè un insieme di note (che generalmente vengono suonate contemporaneamente se non arpeggiate) indifferentemente dal loro numero: per avere un accordo musicale servono almeno tre suoni in quanto la sovrapposizione di due soli suoni forma un accordo incompleto, detto bicordo. Allo stato fondamentale, nella maggior parte della musica occidentale, gli accordi sono costruiti a partire da intervalli consecutivi di una terza (e.g. sono sovrapposizioni di IIIe, cioè ogni nota di un accordo è alla distanza di un intervallo di IIIa da quella precedente/seguente). La forma più caratteristica e diffusa degli accordi è l’armonizzazione a 3 voci, detta triade o accordo perfetto

Nascono dalle scale maggiori (o minori) costruendole per salti di terza, cioè prendendo il , III° e grado della scala maggiore (o minore) che nasce dalla tonica (e.g. accordo di DO maggiore è formato da DO+MI+SOL). In genere la nota più bassa – cioè la prima che troviamo analizzando l’accordo dal basso verso l’alto – è quella che dà il nome all’accordo, cioè la tonica dell’accordo. Si noti che, essendo costruite le triadi per salti di terza, le tre note sono tutte o sulle righe o sugli spazi del pentagramma.

In generale un accordo maggiore è formato dalla tonica (nota che da il nome all’accordo) più la IIIa maggiore e poi la Va giusta (e.g. DO MI SOL e si sigla semplicemente accordo DO / C).
Se si desidera l’accordo minore, basta abbassare la IIIa di un semitono e farla diventare così IIIa minore (e.g. DO- / C- oppure DOm / Cm =>DO MIb SOL). Come vedremo un accordo può essere anche diminuito o eccedente.

Un accordo può essere poi armonizzato con ulteriori note (e.g. un accordo di 7, 9 aggiunge rispettivamente il grado 7 o 9 rispetto alla sua tonica): inoltre le tre note che formano la triade possono ripetersi più volte a ottave diverse, pur mantenendo l’accordo la forma di triade (e.g. l’accordo DO+MI+SOL+DO è sempre una triade di DO).
Le note possono anche presentarsi in un ordine diverso, ad esempio MI+SOL+DO che è sempre una triade di DO maggiore, ma con un rivolto (risvolto, forma o voicing). Rivoltare un accordo significa trasportare la nota più bassa all’ottava superiore: si può trasportare non solo la “fondamentale” (i.e. ovvero il primo grado della tonalità, la tonica) ma, se ci si trova davanti un accordo già in posizione di I° rivolto, si può farlo diventare II° rivolto spostando il terzo grado cioè la nota più grave che ora non è più la tonica.
Si noti che solo trasportando tutti i suoni a una stessa ottava, essi risultano posizionati in ordine di IIIe per cui per determinare la fondamentale di un accordo è necessario riportarsi alla situazione di suo stato fondamentale:

Se un accordo ha la fondamentale al basso. si dice che è in posizione fondamentale. Nel caso in cui al basso vi è un’altra nota l’accordo è in posizione di rivolto. Per cui si possono presentare le seguenti quattro differenti posizioni principali:

· Fondamentale. Fondamentale al basso.
· Primo rivolto. Terza al basso.
· Secondo rivolto. Quinta al basso.
· Terzo rivolto. Settima al basso.

Anche se gli accordi rivoltati contengono le stesse note, cambia la loro sonorità in quanto l’orecchio attribuisce in modo naturale un particolare risalto al suono più basso. Gli accordi in posizione di rivolto non cambiano il nome, ma vengono siglati riportando la nota al basso barrata se diversa dalla fondamentale. (e.g. il secondo rivolto del DO maj7 viene siglato DO maj7/MI). In generale, se la nota barrata appartiene all’accordo si tratta di rivolto, al contrario (se essa è estranea all’accordo) si tratta di un basso alterato: nei casi in cui la linea di basso è separata (e.g. suonando con un bassista) la nota al basso specificata nella sigla è di sua competenza, non necessariamente degli altri strumenti.

Gli accordi perfetti (suono fondamentale, la sua IIIa, la sua Va) possono essere di 4 tipologie a seconda della diversa natura degli intervalli III° e rispetto al suono fondamentale (o, analogamente, la natura delle due IIIe in successione):

  • Maggiore/Major (M): nota fondamentale, IIIa maggiore, Va giusta.
    Può anche essere visto come costituito da due terze sovrapposte: IIIa maggiore + IIIa minore.
    Se nel nome di un accordo non viene scritto nulla è sottinteso che sia maggiore.
  • Minore/minor [m oppure ]: nota fondamentale, IIIa minore, Va giusta.
    Può anche essere visto come costituito da due terze sovrapposte: IIIa minore + IIIa maggiore (e.g. intervallo di III° minore [Do – Mib] e intervallo di III° maggiore [Mib – Sol]).
    L’intervallo tra la fondamentale e la Va è un intervallo giusto.
  • Diminuito/Diminished [dim oppure o]: nota fondamentale, IIIa minore, Va diminuita (nota: a differenza degli intervalli di II°, III°, VI°, VII°, l’intervallo di IVa giusta e Va giusta, quando viene abbassato di semitono non diventa minore bensì diminuito).
    Può anche essere visto come costituito da due terze sovrapposte: IIIa minore + IIIa minore.
  • Eccedente (o aumentato)/Augmented [Ecc oppure Aug]: nota fondamentale, IIIa maggiore, Va eccedente.
    Può anche essere visto come costituito da due terze sovrapposte: IIIa maggiore + IIIa maggiore. Poiché contiene un intervallo dissonante ( eccedente) si può chiamare anche accordo dissonante.

Un accordo può poi anche essere Sospeso/Suspended [Sus] quando non è né minore né maggiore: solitamente dopo la scritta Sus viene specificato qual è l’intervallo che sostituisce la IIIa.
A un accordo può essere poi aggiunta una nota e viene indicato con Aggiunto/Added [Add] seguito dal numero dell’intervallo proprio di quella nota in riferimento alla nota fondamentale [NF]

Il caso degli accordi di DO è il più semplice non contenendo la scala di DO alterazioni per cui è sufficiente applicare le dovute alterazioni alle note di IIIa e Va:

Accordi di DO

Esistono quatto famiglie di triadi e la tabella seguente riassume la regola per determinare la qualità di un accordo:

Eccedentefondamentale+IIIa maggiore+Va eccedente
Maggiorefondamentale+IIIa maggiore+Va giusta
Minorefondamentale+IIIa minore+Va giusta
Diminuitofondamentale+IIIa minore+Va diminuita
Qualità di un accordo (triade)
Schema riassuntivo nomenclatura delle Triadi

Ognuno degli accordi perfetti finora elencati (maggiore, minore, diminuito, aumentato) ha due rivolti: lo stato in cui si trova l’accordo (fondamentale oppure rivolto) dipende dalla nota che sta al basso.
La posizione lata degli accordi di triade consiste nel tener ferma la prima nota e invertire, in senso ascendente, la disposizione delle due note superiori, il rivolto non cambia ovvero sarà sempre primo rivolto: nell’esempio seguente, la seconda e la terza nota dell’accordo (rispettivamente MI e SOL) vengono invertite per cui il SOL diventa seconda nota dell’accordo mentre il MI, spostato all’ottava superiore, diventa terza nota dell’accordo.

I rivolti per la posizione stretta e lata sono i seguenti:

Nella pratica musicale gli accordi, sia per la posizione stretta che per la posizione lata, sono formati quasi sempre da quattro suoni, di cui uno raddoppiato, quasi sempre la fondamentale: questo raddoppio rende l’accordo ancora più stabile e definito dal punto di vista sonoro.
Comunque, se un accordo è fatto da una triade di note (e.g. DO, MI, SOL) qualsiasi sia la loro disposizione all’interno del rigo musicale e qualsiasi siano le ripetizioni delle medesime note in ottave differenti, l’accordo rimarrà sempre lo stesso (e.g. DO maggiore) e non perderà le sue caratteristiche.

Nel seguito alcuni esempi di triade di note che formano un accordo:

MIb> ==> Mib – SOL – SIb
Infatti la scala di MIb ha come alterazioni [SIb, MIb, LAb] per cui la IIIa (SOL) non ha alterazioni mentre la Va (SI) ha l’alterazione della scala -> SIb

MI dim ==> MI – SOL – SIb
Infatti la scala di MI ha come triade MI SOL# SI ma poichè gli applichiamo il diminuito devo abbassare sia la IIIa sia la Va di un semitono per renderli rispetivamante IIIa minore e Va diminuita, essendo un accordo diminuito appunto formato da fondamentale + IIIa minore + Va diminuita

SI ecc ==> SI – RE# – FA##

SOL ecc ==> SOL – SI – RE#
dove il # al RE è dovuto all’eccedente dell’accordo

SIb dim ==> SIb – REb – FAb
La scala di SIb ha bemolli SIb e MIb; inoltre poi il dim comporta un abbassamento del RE e del FA

LA< ==> LA – DO – MI
Dove il # del DO, proprio della scala di LA, viene tolto dal minore dell’accordo

REb dim ==> REb – FAb – LAbb
dove si tiene conto dei bemolle della scala di REb (i.e. SIb, Mib, LAb, REb, SOLb) a cui si aggiungono i bemolle dovuti al dim sulla IIIa e la Va

SOLb< ==> SOLb – SIbb – REb
La scala di SOLb ha SIb, MIb, LAb. REb, SOLb, DOb a cui si aggiunge un ulteriore bemolle per il minore

RE> ==> RE – FA# – LA

SOL ecc =====> SOL SI RE#
Il SOL ha solo in chiave FA# per cui la sua IIIa maggiore è SI e la sua Va ecc è RE#

SOL dim =====> SOL SIb REb
Il SOL ha solo in chiave FA# per cui la sua IIIa minore è SIb (il SI in chiave, diminuito di un semitono) e la sua Va dim è REb (il RE in chiave diminuito di unsemitono)

RE magg =====> RE FA# LA
Il RE ha in chiave FA# DO# per cui la sua IIIa maggiore è FA# e la sua Va giusta è LA

DO# min =====> DO# MI SOL#
Il DO# ha in chiave tutti # per cui la sua IIIa minore è MI (= Mi# – un semitono) e la sua Va giusta è SOL#

SIb dim =====> SIb REb FAb
Il SIb ha in chiave SIb MIb per cui la sua IIIa minore è REb (=RE – un semitono) e la sua Va dim è FAb (=FA – un semitono)

SOLb dim =====> SOLb SIbb REbb
Il SOLb ha in chiave SIb MIb LAb REb SOLb per cui la sua IIIa minore è SIbb (=SIbun semitono) e la sua Va dim è REbb (=REb – un semitono)

SI magg =====> SI RE# FA#
Il SI ha in chiave FA# DO# SOL#RE# LA# MI# per cui la sua IIIa maggiore è RE# e la sua Va giusta è FA#

RE ecc =====> RE FA# LA#
Il RE ha in chiave FA# DO# per cui la sua IIIa maggiore è FA# e la sua Va ecc è LA# (=LA + un semitono)

Nel seguito altri esempi:

SIb> ====> SIb – RE – FA

LA ecc ====> LA – DO# – MI#

DO#< ====> DO# – MI – SOL#

FA# dim ====> FA# – LA – DO

RE ecc ====> RE – FA# – LA#

LAb< ====> LAb – DOb – MIb

MI> ====> MI – SOL# – SI

RE dim ====> RE – FA – LAb

DO ecc ====> DO – MI – SOL#

SI> ====> SI – RE# – FA#

REb> ====> REb – FA – LAb

SOL> ====> SOL – SI – RE

SOLb> ====> SOLb – SIb – REb

______

MI< ====> MI – SOL – SI
Il MI ha in chiave FA# DO# SOL# RE# per cui la sua IIIa minore è SOL (cioè il SOL# della scala abbassato di un semitono) e la sua Va giusta è il SI della scala.

LAb < =====> LAb – DOb – MIb
Il LAb ha in chiave SIb MIb LAb REb per cui la sua IIIa minore è DOb (DO – un semitono per via del minore) e la sua Va giusta è MIb

FA#< ==> FA# – LA – DO#
La scala di FA# ha in chiave FA#, DO#, SOL#, RE# LA#, MI# per cui la sua IIIa minore è LA (avrebbe il LA# ma essendo l’accordo < devo abbassare la IIIa di mezzo tono, vale a dire togliere quel #); la V giusta rimane il DO#.

MI > =====> MI – SOL# – SI
Il MI ha in chiave FA# DO# SOL# RE# per cui la sua IIIa maggiore è il SOL# della scala e la sua Va giusta è il SI della scala

LAb ecc =====> LAb – DO – MI
Il LAb ha in chiave SIb MIb LAb REb per cui la sua IIIa maggiore è DO e la sua Va eccedente è MI (MIb + mezzotono)

DO#> ====> DO# – MI# – SOL#
La scala di DO# ha in chiave tutti diesis (i.e. FA#, DO#, SOL#, RE# LA#, MI#, SI#) per cui la sua IIIa maggiore è MI# e la V giusta è SOL#

MIb dim =====> Mib – SOLb – SIbb
Il MIb ha in chiave SIb MIb LAb per cui la sua IIIa minore è SOLb (la nota SOL in chiave abbassata di un semitono) e la sua Va dim è SIbb (la nota SIb in chiave abbassata di un semitono)

SI < =====> SI – RE – FA#
Il SI ha in chiave FA# DO# SOL# RE# LA# per cui la sua IIIa minore è iRE (i.e. RE# della scala abbassato di un semitono) e la sua Va giusta è il FA# della scala

FA# ecc =====> FA# – LA# – DO##
Il FA# ha in chiave FA# DO# SOL# RE# LA# MI# per cui la sua IIIa maggiore è LA# e la sua Va ecc è DO##


Esercizi online sugli accordi

FondamentaleTriade
DoDo Mi Sol
DoDo♯ Mi♯ Sol♯
ReRe♭ Fa La♭
ReRe Fa♯ La
ReRe♯ Fa♯♯ La♯
MiMi♭ Sol Si♭
MiMi Sol♯ Si
FaFa La Do
FaFa♯ La♯ Do♯
SolSol♭ Si♭ Re♭
SolSol Si Re
SolSol♯ Si♯ Re♯
LaLa♭ Do Mi♭
LaLa Do♯ Mi
LaLa♯ Do♯♯ Mi♯
SiSi♭ Re Fa
SiSi Re♯ Fa♯
Composizione delle triadi maggiori

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Armonizzazione di una scala

Dalla scala che dà il nome ad una tonalità si possono trovare quegli accordi che sono fondamento del modo armonico che rappresentano: concatenati tra loro suonano bene. Vengono detti accordi di Io grado, IIo grado e così via, seconda del grado della nota della scala da cui si generano. È importante non confondersi quando si parla di “gradi” in quanto questo medesimo termine viene utilizzato in due contesti differenti:

  • Grado come posizione di una nota all’interno di una scala (e.g. SOL è la nota di Vo grado della scala di DO maggiore) e, ad esempio, viene utilizzato per costruire un accordo in base al suo ruolo [Io grado (tonica) + IIIo grado (modale) + Vo grado (dominante)].
  • Grado come ruolo di un accordo all’interno di una tonalità (e.g. FA maggiore è l’accordo di IVo grado nella tonalità/scala di DO maggiore).

Su ogni grado della scala, si possono formare accordi a tre o a più voci sovrapponendo a ciascun grado altre note in ordine di IIIa, come nell’esempio seguente per la scala di DO maggiore: ciascuna nota della scala diventa la tonica dell’accordo firmato. In pratica, a ciascuna nota della scala maggiore si aggiunge, come minimo, la IIIa e la Va nota di quella scala stessa, mantendone perciò le eventuali alterazioni (mai presenti solo nel caso di scala di DO).

DOREMIFASOLLASI
MIFASOLLASIDORE
SOLLASIDOREMIFA
Accordi (triadi) costruiti per ognuno dei gradi della scala di DO maggiore senza ancora tener conto delle loro qualità

Anche nel caso degli accordi, analogamente a quanto visto per gli intervalli, si parla di:

  • I0 grado => tonica
  • II0 grado => sopratonica
  • III0 grado => modale
  • IV0 grado => sottodominante
  • V0 grado => dominante
  • VI0 grado => sopradominante
  • VII0 grado => sensibile

Nella teoria musicale, il VII grado di una scala diatonica è detto sottotonica quando dista 1 tono dalla tonica (I grado) mentre è detto sensibile quando dista 1 semitono verso la tonica.

Io gradoIIo gradoIIIo gradoIVo gradoVo gradoVIo gradoVIIo grado
DOREmMImFASOLLAmSIdim
Accordi costruiti per ognuno dei gradi della scala di DO maggiore tenendo conto delle loro qualità

La qualità di questi 7 accordi si determina come sempre analizzando gli intervalli tra la nota fondamentale e rispettivamente la IIIa e la Va. Sostanzialmente si tratta di:

  • accordo maggiore se non subisce alterazioni rispetto alla scala generata dalla tonica sia l’intervallo di IIIa (IIIa maggiore) [i.e. tra Io e IIIo grado dell’accordo c’è una distanza di 2 toni (T+T)] sia l’intervallo di Va (Va giusta)
    (e.g. DO-MI-SOL => DO – MI: IIIa >; DO – SOL: Va giusta => accordo T >)
  • accordo minore se l’intervallo di IIIa è minore cioè è abbassato di 1 semitono rispetto alla scala generata dalla tonica [i.e. tra Io e IIIo grado dell’accordo c’è una distanza di 1 tono e mezzo (T+S o viceversa)] e la Va è giusta non avendo alterazioni.
    (e.g. RE – FA: IIIa < essendo abbassato di un semitono il FA# presente nella scala di RE; RE – LA: Va giusta => T <)
  • accordo diminuito se l’intervallo di IIIa è minore e l’intervallo di Va è diminuita: questa situazione si ha per l’accordo di VIIo grado (e.g. SI – RE: IIIa <; SI – FA: Va diminuita => T dim / To)

La tipologia dell’accordo conviene calcolarlo sempre dalla fondamentale e non per terze.

Armonizzazione della scala di DO maggiore naturale

A seconda del grado dell’accordo si avrà sempre il modello che si ottiene calcolando la qualità degli accordi ottenuti armonizzando la scala di DO, quella di riferimento, e questa caratteristica vale anche poi per qualsiasi scala/tonalità):

Io grado:Maggiore (nessuna notazione)
IIo grado:minore (m oppure)
IIIo grado:minore
IVo grado:Maggiore
Vo grado:Maggiore
VIo grado:minore
VIIo grado:diminuito (dim oppure o )
Qualità degli accordi formati da una triade

Si applicano le regole degli intervalli (del circolo delle quinte) per definire per ciascuna scala le alterazioni e quindi si applica il modello visto per la scala di DO per stabilire la qualità dell’accordo di ciascun grado.

Ad esempio, nel caso della scala di RE che ha FA# e DO# come alterazioni in chiave, si ottengono le seguenti triadi che portano ad accordi che seguono lo stesso modello (MmmMMmd) già visto per l’armonizzazione della scala di DO:

Io gradoIIo gradoIIIo gradoIVo gradoVo gradoVIo gradoVIIo grado
REMIFA#SOLLASIDO#
FA#SOLLASIDO#REMI
LASIDOREMIFA#SOL
Accordi costruiti per ognuno dei gradi della scala di RE maggiore senza ancora tener conto delle loro qualità

Io gradoIIo gradoIIIo gradoIVo gradoVo gradoVIo gradoVIIo grado
REMImFA#mSOLLASImDO#dim
Accordi costruiti per ognuno dei gradi della scala di RE maggiore tenendo conto delle loro qualità

Per ricordare memonicamente il modello MmmMMmd che vale nell’armonizzazione di qualsiasi scala si può pensare a delle corna fatte con una mano (MmmM) seguite da una decrescita (Mmd). 🙂

Nel seguito il prospetto degli accordi trovati dall’armonizzazione di tutte le scale delle sette note naturali, a partire dalla scala di DO fino a quella di SI: come già indicato, si devono rispettare le alterazioni in chiave (assenti esclusivamente nella scala di DO) e mantenere gli intervalli uguali qualsiasi sia la scala:

Io gradoIIo gradoIIIo gradoIVo gradoVo gradoVIo gradoVIIo grado
DOREmMImFASOLLAmSIdim
REMImFA#mSOLLASImDO#dim
MIFA#mSOL#mLASIDO#mRE#dim
FASOLmLAmSIbDOREmMIdim
SOLLAmSImDOREMImFA#dim
LASImDO#mREMIFA#mSOL#dim
SIDO#mRE#mMIFA#SOL#mLA#dim
Armonizzazione delle scale di tutte le note naturali, con indicazione della qualità di ciascun accordo

A titolo di esempio esplicativo, nel seguito si riportano i ragionamenti per il calcolo della qualità del VIIo accordo della scala di SI (i.e. LA#dim):

  1. Sulla base delle alterazioni presenti nella scala di SI [SI – DO# – RE# – MI – FA# – SOL# – LA#], il suo VIIa grado è la nota di LA# [infatti la scala di SI ha le seguenti alterazioni: FA#, DO#, SOL#, RE# LA#].
  2. L’accordo di settimo grado della scala di SI prende la triade che ha come fondamentale il LA#: tuttavia il LA# non è contemplato nel circolo delle quinte per cui per determinare la qualità degli intervalli non si tiene inizialmente conto dell’alterazione della tonica e si parte dal LA, la cui triade è LA DO# MI e si inizia a valutare la tipologia di quegli intervalli per poi considerare anche il fatto che il LA èha una alterazione in #.
  3. Nell’intervallo LA – DO# la nota più acuta DO# appartiene alla scala di LA (nota che ha in chiave FA#, DO#, SOL#); sarebbe una IIIa maggiore, ma il # presente nella tonica LA – non ancora fino ad ora considerato – accorcia l’intervallo di un semitono per cui LA# – DO# è una IIIa minore.
  4. La qualità dell’intervallo di Vo grado, si calcola analogamente al punto precedente e, sebbene MI risulti nella scala di LA, poi considerando il # di quella tonica, l’intervallo da giusto passa a diminuito.
  5. La triade dell’accordo di VIIa della scala di SI risulta quindi: fondamentale (LA#) + IIIa minore (DO#) + Va diminuita (MI) => accordo diminuito.

Vedere anche, soprattutto per i chitarristi:

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Settima armonizzata sulla scala

Aggiungendo ancora una nota sopra una triade, si aggiunge la nota di settima.

La costruzione degli accordi di settima (accordi di quattro suoni) si può effettuare su tutti i gradi delle principali scale musicali (maggiori e minori). Si possono quindi prendere inconsiderazione tutte le seguenti scale per la formazione degli accordi di settima:

  • scala maggiore naturale
  • scala maggiore (artificiale)
  • scala minore naturale
  • scala minore armonica (artificiale)
  • scala minore melodica (artificiale)

In particolare le scale artificiali sono state inventate per fornire maggiori possibilità ai compositori. Sotto ad ogni accordo è riportata la sigla dell’accordo di settima venutosi a formare. In genere gli esempi si riferiscono alla tonalità di DO per il modo maggiore e di LA per il modo minore.

La scala maggiore naturale è senza dubbio la scala più utilizzata per cui nel seguito si mostra la settima armonizzata sulla scala di DO> :

Accordi di settima costruiti sulla scala maggiore naturale

Calcolando la tipologia degli intervalli tra la fondamentale e la settima si ha che sono tutti minori tranne il Io e IVo grado:

DO – SI=>VIIa >
RE – DO=>VIIa <
MI – RE=>VIIa <
FA – MI=>VIIa >
SOL – FA=>VIIa <
LA – SOL=>VIIa <
SI – LA=>VIIa <
Intervalli della settima dall’armonizzazione sulla scala di DO maggiore

Un intervallo di VIIa si dice:

  • maggiore (maj7 – settima maggiore) se precede di 1 semitono la nota fondamentale dell’ottava superiore;
  • minore (7 – settima minore) se precede di 1 tono la nota fondamentale dell’ottava superiore;
  • diminuito (θ – settima diminuita) se precede 1 tono + 1 semitono la nota fondamentale dell’ottava superiore.

Esempi di accordi di settima (si noti che, purtroppo, talvolta non viene usata un’unica modalità per siglarli):

Si noti che, quando la VIIa è minore, nella notazione si indica solo con il 7 (i.e. se non viene specificato nulla nel 7 vuol dire che si tratta di un intervallo di settima minore). Se si vuole indicare che la VIIa è maggiore, è necessario esplicitarlo: maj7

GradoArmonizzazioneTriade + VIIaNotazioneNome accordo
Io grado
(tonica)
DO MI SOL SIT> + VIIa>Cmaj7 (C C∆7 C7+)DO settima maggiore
IIo grado
(sopratonica)
RE FA LA DOT< + VIIa<D-7RE minore settima (minore)
IIIo grado
(modale)
MI SOL SI RET> + VIIa<E-7MI minore settima (minore)
IVo grado
(sottodominante)
FA LA DO MIT> + VIIa>Fmaj7 (F F∆7 F7+)FA settima maggiore
Vo grado
(dominante)
SOL SI RE FAT> + VIIa<G7SOL settima (minore)
VI
(sopradominante)
LA DO MI SOLT< + VIIa<A-7LA minore settima (minore)
VII
(sensibile)
SI RE FA LATdim + VIIa<BØ (B7Ø B-7b5)SI semidiminuito
Armonizzazione di settima per la scala di DO>  (accordi di 7 nella tonalità di DO>)

I diminuiti sono armonizzati a 3 note [tonica + IIIa< + Va diminuita] (e.g. SIdim oppure SIO => SI RE FA; DOdim oppure DOO => DO MIb SOLb).
I semidiminuiti sono armonizzati a 4 note in cui si aggiunge una VIIa< [i.e. tonica + IIIa< + Va diminuita + VIIa<] (e.g. SIØ => SI RE FA LA; DOØ => DO MIb SOLb SIb).

Riassumendo, considerando quindi tutte le quadriadi, dall’armonizzazione della scala di DO si hanno i seguenti accordi:

NotazioneTriade + settimaNome accordo
Cmaj7 (C C∆7 C7+)T> + 7>DO maggiore settima Ia (scala di DO)
IVa (scala di SOL)
C7T> + 7<DO settima (di dominante)Va (scala di FA)
C- 7T< + 7>DO minore settima maggiore
C-7 (Cm7)T< + 7<DO minore settima IIa (scala di SIb)
IIIa (scala di LAb)
VIa (scala di MIb)
CØ (C7o Bm7/5b)Tdim + 7<DO semidiminuitoVIIa (scala di REb)
Possibili quadriadi con la fondamentale DO e diverse tipologie di settima (derivati dall’armonizzazione delle scale maggiori)

Schema riassuntivo nomenclatura delle tetradi (accordi a 4 voci – quadriadi)

Negli accordi maggiori ci sono solo le seguenti specie di settime (evidenziate in blu nella figura precedente):

  • accordo diminuito: DO diminuito (siglato DOdim oppure DOO) ha Tonica + IIIa< + Va diminuita
    [1 – b3 – b5]
  • accordo di settima maggiore: DO di settima maggiore (siglato Domaj7 oppure Do7+ oppure F∆ oppure F∆7) ha la sua VIIa maggiore ovvero il SI e la triade maggiore (T>)
    [1 3 5 7]
  • accordo di settima: DO settima (siglato DO7) ha la settima minore cioè SIb e la triade maggiore (T>) [1 3 5 b7]; è DO minore settima (siglato DO7) qualora abbia invece anche la triade minore (T<)
    [1 b3 5 b7]
  • accordo semidiminuito: DO semidiminuito (siglato DOØ) ha la settima minore cioè il SIb e la triade diminuita (Tdim). Si indica anche come accordo minore di settima (minore) con quinta diminuita [Cm7/5b => DO MIb SOLb SIb]
    [1 – b3 – b5 – b7].

Poi dalle scale minori si possono trovare anche altre specie di accordi di settima (evidenziate in rosso nella figura precedente), ad esempio:

  • accordo di settima diminuita: DO settima diminuita (siglato 7o) ha la settima diminuita (7dim) cioè SIbb – quindi un LA – oltre la triade diminuita (Tdim). Di solito non viene chiamato così e si usa invece indicarlo come accordo di sesta, perché alla fine è quella la nota che si va ad aggiungere. (Tdim + 7dim cioè una VIIa con bb)
    [1 – b3 – b5 – bb7].

m/maj7 oppure m/ => settima minore/maggiore (T< + VIIa>)

Si noti che la settima eccedente è uguale all’ottava, quindi si avrebbe di nuovo l’accordo fondamentale con la tonica ripetuta all’ottava più alta.

Esistono poi accordi con la Va eccedente (e.g. DO5+) oppure con la Va diminuita (e.g. DO5b).

L’accordo sus ha al posto della IIIa la IVa giusta.

Tabella accordi nella scala (o tonalità)  maggiore

Quando uno costruisce un accordo seguendo le regole viste, per verificare poi la correttezza delle note individuate, può essere utile andare sul sito www.onlinemusicsoft.com che, per tutte le tipologie di accordo, mostra online le note che lo formano: tra l’altro, se uno suona la chitarra, fornisce anche le molteplici possibili posizioni sulla chitarra per realizzare ciascuna tipologia di accordo (Nota: si può addirittura scaricare il SW Guitar Chords v2.2 che sembra fornire funzionalità analoghe anche offline, ma attenzione che si tratta di un’applicazione di sconosciuta provenienza e che quindi potrebbe installare funzionalità non desiderate sul proprio PC e per questo ne consiglio l’installazione se non su una macchina virtuale di prova).


Esempi:

LAb maj7 => LAb DO MIb SOL
Infatti, il LAb ha in chiave SIb MIb LAb REb; la settima è poi maggiore rispetto alla tonica perciò non subisce alterazioni.

MIb<7 => MIb SOLb SIb REb
Infatti, il MIb ha in chiave SIb MIb LAb; l’accordo è poi < per cui la IIIa deve essere diminuita di un semitono (i.e. SOL -> SOLb); la settima è poi minore rispetto alla tonica per cui anch’essa deve essere diminuita di un semitono (i.e. RE -> REb)

RE7 ==> RE FA# LA DO
Infatti, il RE ha in chiave FA# DO# ma la settima è minore per cui deve essere abbassata di un semitono (i.e. DO# -> DO).

SIb<∆ ==> SIb REb FA LA
Infatti, il SIb ha in chiave SIb MIb; l’accordo è poi < per cui la IIIa deve essere diminuita di un semitono (i.e. RE -> REb); la settima è poi maggiore rispetto alla tonica per cui perciò non subisce alterazioni.

SImaj7 ==> SI RE# FA# LA#
Infatti, il SI ha in chiave FA# DO# SOL# RE# LA#; la settima è maggiore rispetto alla tonica perciò non subisce alterazioni.

FA#7 ==> FA# LA# DO# MI
Infatti, il FA# ha in chiave FA# DO# SOL# RE# LA# MI#; la settima è poi minore per cui deve essere abbassata di un semitono (i.e. MI# -> MI).

MImaj7 ==> MI SOL# SI RE#
Infatti, il MI ha in chiave FA# DO# SOL# RE#; la settima è maggiore rispetto alla tonica perciò non subisce alterazioni rispetto al valore che ha in quella scala di MI (i.e. rimane RE#).

_____

Bb7 = SIb7 ==> SIb RE FA LAb
Infatti, il SIb ha in chiave SIb MIb; la settima è poi minore per cui deve essere abbassata di un semitono (i.e. LA -> LAb).

Ebmaj7 = MIbmaj7 ==> MIb SOL SIb RE
Infatti, il MIb ha in chiave SIb MIb LAb; la settima è poi maggiore rispetto alla tonica perciò non subisce alterazioni.

Db-7b5 = REb-7b5 ==> REb FAb LAb DOb
Infatti, il REb ha in chiave SIb MIb LAbb REb SOLb; l’accordo è poi < per cui la IIIa deve essere diminuita di un semitono (i.e. FA -> FAb); la settima è poi minore per cui deve essere abbassata di un semitono (i.e. DO -> LAb); infine essendoci il b5, anche la Va deve essere ulteriormente abbassata di un semitono (LAb -> LAbb).

Gb-7 = SOLb-7 ==> SOLb SIbb REb FAb
Infatti, il SOLb ha in chiave SIb MIb LAbb REb SOLb DOb; l’accordo è poi < per cui la IIIa deve essere diminuita di un semitono (i.e. SIb -> SIbb); la settima è poi minore per cui deve essere abbassata di un semitono (i.e. FA -> FAb)

Dmaj7 = REmaj7 ==> RE FA# LA DO#
Infatti, il RE ha in chiave FA# DO#; la settima è poi maggiore rispetto alla tonica perciò non subisce alterazioni.

G- = SOL- ==> SOL SIb RE FA#
Infatti, il SOL ha in chiave FA#; l’accordo è poi < per cui la IIIa deve essere diminuita di un semitono (i.e. SI -> SIb);la settima è poi maggiore rispetto alla tonica perciò non subisce alterazioni.

C-7b5 = DO-7b5 ==> DO MIb SOLb SIb
Infatti, il DO non ha nessuna alterazione; l’accordo è poi < per cui la IIIa deve essere diminuita di un semitono (i.e. MI -> MIb); la settima è poi minore per cui deve essere abbassata di un semitono (i.e. SI -> SIb); essendoci il b5, anche la Va deve essere ulteriormente abbassata di un semitono (SOL -> SOLb).
In alternativa, sebbene in questo caso non sia necessario complicarsi la vita, considerando che il DO non è contemplato nel circolo delle quinte si potrebbe ragionare consideriamo inizialmente DO# che ha in chiave tutti # (i.e. FA# DO# SOL# RE# LA# MI# SI#); l’accordo è poi < per cui la IIIa deve essere diminuita di un semitono (i.e. MI# -> MI); la settima è poi minore per cui deve essere abbassata di un semitono (i.e. SI# -> SI); essendoci il b5, anche la Va deve essere ulteriormente abbassata di un semitono (SOL# -> SOL); infine, dal momento che avevamo considerato DO# e non il DO in questione, devo abbassare tutto di un semitono (DO# MI SOL SI => DO MIb SOLb SIb). Si otterrebbe perciò il medesimo risultato e quest’ultimo è il ragionamento che si può fare qualora si cercasse un accordo per una nota che non è contemplata nel circolo delle quinte.

Fmaj7 = FAmaj7 ==> FA LA DO MI
Infatti, il FA ha in chiave SIb; la settima è poi maggiore rispetto alla tonica perciò non subisce alterazioni.

Altri link utili:

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Appartenenza accordi a gradi costruiti su scale maggiori

Si è visto, dalla tabella dell’armonizzazione in triadi delle scale maggiori, che vale il modello MmmMMmd [per ricordarlo si può pensare a delle corna fatte con una mano (MmmM) seguite da una decrescita (Mmd) 🙂] :

  • accordi maggiori => Io, IVo, Vo (tonica, sottodominante e dominante)
  • accordi minori => IIo, IIIo, VIo (sopratonica, modale, sopradominante)
  • accordo diminuito => VIIo (sensibile)

Considerando anche le settime si ha:

  • accordi maggiori, settima maggiore [maj7] => Io, IVo (tonica e sottodominante)
  • accordo maggiore, settima (minore) [7] => Vo (dominante)
  • accordi minori, settima (minore) [7] => IIo, IIIo, VIo (sopratonica, modale, sopradominante)
  • accordo semidiminuito [Ø; B-7b5] => VIIo (sensibile)
GradoArmonizzazioneNotazioneNome accordo
Io grado
(tonica)
DO MI SOL SICmaj7 DO settima maggiore
IIo grado
(sopratonica)
RE FA LA DOD-7RE minore settima (minore)
IIIo grado
(modale)
MI SOL SI REE-7MI minore settima (minore)
IVo grado
(sottodominante)
FA LA DO MIFmaj7 FA settima maggiore
Vo grado
(dominante)
SOL SI RE FAG7SOL settima (minore)
VIo grado
(sopradominante)
LA DO MI SOLA-7LA minore settima (minore)
VIIo grado
(sensibile)
SI RE FA LABØ
(B-7b5)
SI semidiminuito
Armonizzazione di settima per la scala di DO>  (i.e. accordi di 7a nella tonalità di DO>)

Perciò dato un accordo di quella tipologia, si può derivare la sua appartenenza o meno ad un grado di qualche scala.

Esempi

MIb
Accordo triade maggiore => può essere un accordo di Io, IVo e Vo
Può essere l’accordo di Io grado all’interno della tonalità di MIb, il IVo della tonalità di SIb (che ha, infatti, in chiave infatti SIb, MIb e ha come IVo grado il SIb) o il Vo della tonalità di LAb (che ha, infatti, in chiave SIb, MIb, LAb, REb).

MIbmaj7
Accordo maggiore di settima maggiore => può essere un accordo di Io, IVo
Può essere l’accordo di Io grado all’interno della tonalità di MIb, di IVo della tonalità di SIb (che ha, infatti, in chiave infatti SIb, MIb , e ha come IVo grado il MIb) . Nota: ora che abbiamo aggiunto la settima, non può più essere anche un accordo di Vo grado della tonalità di LAb, in quanto sarebbe una settima minore.

SIm7
Accordo minore di settima (minore) => può essere un accordo di IIo, IIIo, VIo
può essere l’accordo di IIo grado all’interno della tonalità di LA (che ha, infatti, in chiave solo FA#, DO# SOL#, ha come II grado il SI naturale), di IIIo della tonalità di SOL (che ha, infatti, in chiave solo FA#, e ha come III grado il SI naturale) o di VIo della tonalità di RE (che ha, infatti, in chiave solo FA#, DO# e ha come III grado il SI naturale).

MIm7
Accordo minore di settima (minore) => può essere un accordo di IIo, IIIo, VIo
Può essere l’accordo di IIo grado all’interno della tonalità di RE (che ha, infatti, in chiave solo FA#, DO# , ha come II grado il MI naturale), di IIIo della tonalità di DO (che ha, infatti, non ha in chiave nulla, e ha come III grado il MI naturale) o di VIo della tonalità di SOL (che ha, infatti, in chiave solo FA# e ha come VIo grado il MI naturale).

FA#-7
Accordo minore di settima (minore) => può essere un accordo di IIo, IIIo, VIo
Può essere l’accordo di IIo grado all’interno della tonalità di MI (che ha, infatti, in chiave solo FA#, DO#, SOL#, RE# ha come IIo grado il FA#), di IIIo della tonalità di RE (che ha, infatti, in chiave solo FA#, DO#, e ha come IIIo grado il FA#) o di VIo della tonalità di LA (che ha, infatti, in chiave solo FA#, DO#, SOL# e ha come VIo grado il FA#).

REbΔ = REbmaj7
Accordo maggiore di settima maggiore => può essere un accordo di Io, IVo
Può essere l’accordo di Io grado all’interno della tonalità di REb, di IVo della tonalità di LAb (che ha, infatti, in chiave SIb, MIb, LAb, REb e ha come VIo grado il REb).

REΔ = REmaj7
Accordo maggiore di settima maggiore => può essere un accordo di Io, IVo
Può essere l’accordo di Io grado all’interno della tonalità di RE, di IVo della tonalità di LA (che ha, infatti, in chiave FA#, DO#, SOL# e ha come VIo grado il RE).

LA-7
Accordo minore di settima (minore) => può essere un accordo di IIo, IIIo, VIo
Può essere l’accordo di IIo grado all’interno della tonalità di SOL (che ha, infatti, in chiave solo FA# e ha come IIo grado il LA), di IIIo della tonalità di FA (che ha, infatti, in chiave solo FAb e ha come IIIo grado il LA) o di VIo della tonalità di DO (che ha, infatti, in chiave nessuna alterazione, e ha come VIo grado il LA).

D7 = RE7
Accordo maggiore di settima (minore) => può essere un accordo di Vo
Può essere l’accordo di Vo grado all’interno della tonalità di SOL (che ha, infatti, in chiave solo il FA# e ha come Vo grado il RE).

DO
Accordo maggiore semidiminuito => può essere un accordo di VIIo
Può essere l’accordo di VIIo grado all’interno della tonalità di REb (che ha, infatti, in chiave SIb, MIb, LAb, REb, SOLb e ha come VIIo grado il DO).

DO#
Accordo maggiore semidiminuito=> può essere un accordo di VIIo
Può essere l’accordo di VIIo grado all’interno della tonalità di RE (che ha, infatti, in chiave FA#, DO# e ha come VIIo grado il DO#).

MIb-7
Accordo minore di settima (minore) => può essere un accordo di IIo, IIIo, VIo
Può essere l’accordo di IIo grado all’interno della tonalità di REb (che ha, infatti, in chiave solo SIb, MIb, LAb, REb, SOLb e ha come IIo grado il MIb), di IIIo della tonalità di DOb (che ha, infatti, in chiave tutti bemolle e ha come IIIo grado il MIb) o di VIo della tonalità di SOLb (che ha, infatti, in chiave SIb, MIb, LAb, REb, SOLb e ha come VIo grado il MIb).

LAb7
Accordo maggiore di settima (minore) => può essere un accordo di Vo
Può essere l’accordo di Vo grado all’interno della tonalità di REb (che ha, infatti, in chiave solo il SIb, MIb, LAb, REb, SOLb e ha come Vo grado il LAb).

DO-7
Accordo minore di settima (minore) => può essere un accordo di IIo, IIIo, VIo
Può essere l’accordo di IIo grado all’interno della tonalità di SIb (che ha, infatti, in chiave solo SIb, MIb e ha come IIo grado il DO), di IIIo della tonalità di LAb (che ha, infatti, in chiave SIb, MIb, LAb, REb e ha come IIIo grado il DO) o di VIo della tonalità di MIb (che ha, infatti, in chiave SIb, MIb, LAb e ha come VIo grado il DO).

C-Δ7 = DO-maj7
Accordo minore di settima maggiore => non può essere un accordo all’interno di tonalità maggiori in quanto non esistono accordi minori di settima maggiore in alcun grado all’interno di tonalità maggiori.


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Triadi, Settima, Nona, Undicesima e Tredicesima

Esistono molte combinazioni di accordi: triade, settima, nona, undicesima e tredicesima. A parte la triade, prendono il loro nome in base alla distanza che vi è fra la nota più in basso e quella più acuta dell’accordo e vengono numerati adoperando la tecnica del basso numerato (o basso cifrato o basso continuo):

Triadi, Settima, Nona, Undicesima e Tredicesima

Dopo la tredicesima, si ritorna ad avere la fondamantale [e.g. DO (tonica), MI (terza), SOL (quinta), SI (settima), RE (nona), FA (undicesima), LA (tredicesima), DO (ritorno alla tonica)].

Il formato generico di una sigla di accordo è quello mostrato nella figura di esempio (e.g. contiene i seguenti gradi: 1ª, 3ª, 5ª, 7ªb, 9ª#, con laal basso. Denominazione completa: DO diesis, settima, nona aumentata, basso in SOL).

Dalla armonizzazione di settima per la scala di DO>  (accordi di 7a nella tonalità di DO>) vista si nota che si hanno:

contiene i seguenti gradi: 1ª, 3ª, 5ª, 7ªb, 9ª#, con la 5ª al basso. denominazione completa: DO diesis, settima, nona aumentata, basso in Sol.

Nella prima parte è riportata la fondamentale dell’accordo, nella seconda una abbreviazione che indica il tipo di accordo, nella terza parte possono essere indicate eventuali note da aggiungere o alterare. Infine, se la nota al basso è diversa dalla fondamentale, può essere indicata dopo una barra: se essa fa parte dell’accordo si tratta di un rivolto, al contrario si tratta di un basso alterato. Il SOL al basso indicato nell’esempio in figura è la Va del DO, l’accordo è perciò in posizione di secondo rivolto.

Nel seguito le principali convenzioni per quanto riguarda la sigla del tipo di accordo:

  • Accordi basati sui gradi della scala maggiore (1ª, 2ª, 3ª, 4ª, 5ª, 6ª, 7ª). La sigla inizia con maj seguita dal grado massimo di estensione dell’accordo. Ad esempio Do maj9 indica un accordo di nona basato sui gradi della scala maggiore.
  • Accordi basati sui gradi del modo misolidio (o modo di dominante). L’unica differenza con la scala maggiore è che contiene la settima minore (1ª,.2ª, 3ª, 4ª, 5ª, 6ª, 7ªb). Nella sigla viene riportato solo il grado massimo di estensione dell’accordo. Ad esempio Do 9 indica un accordo di nona di dominante basato sui gradi della scala maggiore ma con la settima minore.
  • Accordi basati sulla scala minore naturale (1ª, 2ª, 3ªb, 4ª, 5ª, 6ªb, 7ªb). La sigla inizia con seguita dal grado massimo di estensione dell’accordo. Ad esempio Do m9 indica un accordo minore basato sui gradi della scala minore naturale.
  • Le sigle sus4 e sus2 indicano che l’accordo è sospeso. Al posto della IIIa l’accordo contiene la IVa (sus4) o la IIa maggiore (sus2).
  • La sigla add indicata dopo il grado di estensione indica che tale grado va aggiunto sulla triade di base saltando i gradi intermedi. Ad esempio, Do 9add indica un accordo maggiore con la nona senza la settima.
  • La sigla dim indica che l’accordo contiene la Va diminuita.
  • La sigla aug indica che l’accordo contiene la Va aumentata.

Oltre al tipo di accordo è possibile indicare nella sigla anche altri gradi da aggiungere o alterare. Ad esempio, nel caso riportato nella figura precedente, la sigla +9 indica che occorre aggiungere una nona aumentata (il segno + equivale in questo caso al diesis). Se il grado è già presente nell’accordo, esso si riferisce ad una alterazione. Ad esempio, DO 7-5 indica un accordo di settima di dominante con la quinta diminuita (-5 indica l’alterazione).

Nelle sigle degli accordi vengono tuttavia utilizzate diverse terminologiele tabelle seguenti elencano le sigle più utilizzate. La prima tabella si riferisce ai tipi di accordi, la seconda alle note aggiunte o alterate.

I gradi indicati fra parentesi sono opzionali. Per quanto riguarda gli accordi estesi sono riportati solo quelli maggiori: per ottenere la versione minore è sufficiente aggiungere una m all’inizio della sigla.

Descrizione accordoElenco sigle utilizzategc.
Triade maggiore<non specificata>1ª, 3ª, 5ª
Triade minorem, minor, min, –1ª, 3ªb, 5ª
Triade diminuitadim1ª, 3ªb, 5ªb
Triade aumentata+5, #5, +, aug1ª, 3ª, 5ª#
Settima maggioremaj7, maj, major, ?, M1ª, 3ª, 5ª, 7ª
Settima di dominante71ª, 3ª, 5ª, 7ªb
Settima semidiminuitoø7, 7-5, 7b51ª, 3ªb, 5ªb, 7ªb
Settima diminuitoº7, dim, dim71ª, 3ªb, 5ªb, 7ªbb
Nona aggiunta9add1ª, 3ª, 5ª, 9ª
Nona91ª, 3ª, 5ª, 7ªb, 9ª
Undicesima111ª, 3ª, 5ª, 7ªb, 9ª, 11ª
Tredicesima131ª, 3ª, 5ª, 7ªb, 9ª, (11ª), 13ª
Quarta sospesasus4, 41ª, 4ª, 5ª
Seconda sospesasus2, 21ª, 2ª, 5ª
Terminologia dei tipi di accordi

Descrizione gradoElenco sigle utilizzateGrado intervallo
Quinta diminuita-5, b55ªb
Quinta aumentata+5, #55ª#
Sesta maggiore6
Settima maggiore+7, maj7
Settima minore7, -7, b77ªb
Nona minore-9, b99ªb
Nona maggiore9
Nona aumentata+9, #99ª#
Undicesima1111ª
Undicesima aumentata+11, #1111ª#
Tredicesima1313ª
Terminologia note aggiunte o alterate

Una volta compreso il meccanismo con cui vengono attribuite le sigle agli accordi, è possibile ricavare la composizione di qualsiasi accordo: comunque, nella tabella seguente vengono elencati gli accordi più comuni:

Elenco degli accordi più comuni (i gradi riportati fra parentesi sono opzionali)

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Nona armonizzata sulla scala

Aggiungendo ancora una nota sopra una quadriade, si aggiunge la nota di nona

Si è visto che se si indica solo con il 7 (i.e. non viene specificato nulla nel 7), vuol dire che si tratta di un intervallo di settima minore: se si vuole indicare che la VIIa è maggiore, è necessario esplicitarlo: maj7.

Diversamente dalla 7a, se non viene specificato nulla la 9a è maggiore. Se minore (b9) o eccedente (#9) deve essere specificato nella notazione.

In nessun accordo generalmente si usa la 9a minore in quanto è in dissonanza con la tonica.

Se non specificato diversamente, un accordo di 9a ha anche implicitamante la 7a minore (e.g. DO 9 ha anche la 7a minore ed è equivalente a scrivere DO 79). Diversamante si deve indicare esplicitamente (e.g. DO maj79)

ArmonizzazioneTriade + VIIaNotazioneNome accordo
I
(tonica)
DO MI SOL SI RET> + VIIa> + IXa>Cmaj79 (C9 C∆79 C7+9)DO settima maggiore nona
II
(sopratonica)
RE FA LA DO MIT< + VIIa< + IXa>D-79RE minore settima (minore) nona
III
(modale)
MI SOL SI RE FAT> + VIIa< + IXa<E-7b9MI minore settima (minore) nona
IV
(sottodominante)
FA LA DO MI SOLT> + VIIa> + IXa>Fmaj79 (F F∆7 F7+)FA settima maggiore nona
V
(dominante)
SOL SI RE FA LAT> + VIIa< + IXa>G79SOL settima (minore) nona
VI
(sopradominante)
LA DO MI SOL SIT< + VIIa<A-79LA minore settima (minore) nona
VII
(sensibile)
SI RE FA LA DOTdim + VIIa< + IXa<BØb9 (B7Ø B-7b5b9)SI semidiminuito nona
Armonizzazione di settima per la scala di DO>  (accordi di 7 nella tonalità di DO>)

_________

Le funzioni

Ci sono attrazioni importanti tra i gradi degli accordi derivati dall’armonizzazione di una scala.  C’è infatti una gerarchia d’importanza dei gradi. Ad esempio, gli accordi più rappresentativi per ciascun modo sono il Io e il Vo.

Il concatenamento più importante è quello dal Vo grado al Io grado => cadenza perfetta. Questo concatenamento ha il potere di risoluzione sia sulla tonalità maggiore sia su quella minore (e.g. sia sul DO> sia sul DO<). Se trovo un passaggio Vo -> Io, ho la conferma al mio orecchio che il brano è in quella tonalità. Se è un V grado è di un’altra tonalità, vuol dire che il brano stà andando verso quell’altra tonalità. In particolare, nel periodo barocco e classico, i I gradi si risolvono sempre in V gradi. Nella musica successiva (e.g. Debussy, Stravinsky) non più necessariamente.

Il IVo grado ha la funzione di preparazione alla dominante: la cadenza perfetta viene meglio se è preceduta dal IVo  (e.g. IVo -> Vo -> Io): sottodominante -> dominante -> tonica

Lo stesso vale per il IIo (e.g. IIo -> Vo -> Io): sopratonica -> dominante -> tonica

Cambio solo una nota, le altre non cambiano.

Altre cadenze:

IVo -> Io => cadenza plagale (e.g. FA -> DO oppure FAm -> DO)

VIo -> Io => cadenza d’inganno

________
Scale minori

Mentre una scala maggiore rispetta la progressione TTSTTTS, la sua relativa minore inizia dal suo VIo grado (mantenendone ovviamante la sua eventuale l’alterazione) per cui segue il modello TSTTSTT. Ogni scala definisce un mondo tonale e due tonalità che distano di 1 solo semitono sono le più diverse mentre le più simili sono quelle che differiscono di un Vo/IVo grado (dove c’è solo una sola alterazione di differenza nel circolo delle quinte).

Si ricorda che le scale diatoniche devono avere, per definizione le note che la formano tutte consecutive e di nome diverso. La scala assoluta è invece quella che comprende tutti i semitoni (i.e. dodecafonica in cui tutti i suoni hanno la stessa importanza).

Associata a ogni scala maggiore, esiste quindi una scala minore relativa che parte dal suo VIo grado e risulta formata esattamente dalle stesse note di quella (i.e. le sue note hanno le medesime alterazioni della scala maggiore).
Per individuarla basta quindi considerare la nota che sta al VI° grado della scala maggiore, ponendola come tonica della nuova scala. Per trovarla ancora più velocemente basta scendere di un tono e mezzo (i.e. Tono + Semitono) rispetto alla tonale della scala maggiore, sebbene sia sempre meglio ragionare per gradi/intervalli e non per toni/semitoni per non rischiare di sbagliare.
Ad esempio, alla scala di DO maggiore è associata la scala di LA minore per cui anch’essa non avrà alcuna alterazione nelle note: al VI° grado della scala di DO maggiore si trova infatti la nota LA (si ha anche: DO maggiore – (Tono + Semitono) = LA minore )

Dire che una canzone è in DO maggiore o in LA minore è sostanzialmente la stessa cosa.

Analogamente, alla scala di RE maggiore è associata la scala di SI minore per cui anch’essa avrà le stesse alterazioni nelle note proprie della scala di RE maggiore (i.e. FA#, DO#): infatti, al VI° grado della scala di RE maggiore si trova la nota SI (si ha anche: RE – (Tono + Semitono) = SI ).

Dire che una canzone è in RE maggiore o in SI minore è sostanzialmente la stessa cosa.

Alla scala di RE maggiore è associata la scala di SI minore: ha le stesse alterazioni nelle note, sebbene risulti abbassata di 1 tono e mezzo.

A parte la diversa successioni di intervalli tonali (maggiore: TTSTTTS; minore: TSTTSTT) la qualità maggiore o minore di una scala è specificata dal suo III° grado: se tra Io e IIIo grado abbiamo 2 toni (T+T) (intervallo di IIIa maggiore con la tonica) la scala è maggiore, mentre se c’è 1 tono e mezzo (T+S) si tratta di una scala minore.

Nel seguito l’elenco delle 12 tonalità minori, così come deducibili anche dal circolo delle quinte: come per le scale maggiori, ci sono 15 tonalità di cui 3 omologhe.
Nella scala maggiore le omologie erano:

SI / DOb, FA# / SOLb; DO# / REb

e nella scala minore diventano:

SOL#m / LAbm, RE#m /MIbm, LA#m / SIbm

  • DO maggiore / LA minore
  • SOL maggiore / MI minore
  • RE maggiore / SI minore
  • LA maggiore / FA# minore
  • MI maggiore / DO# minore
  • SI (DOb) maggiore / SOL# (LAb) minore
  • FA# (SOLb) maggiore / RE# (MIb) minore
  • DO# (REb) maggiore / LA# (SIb) minore
  • LAb maggiore / FA minore
  • MIb maggiore / DO minore
  • SIb maggiore / SOL minore
  • FA maggiore / RE minore

Si noti che l’eventuale alterazione della tonica della tonalità minore è pari a quella della rispettiva nota nella scala della tonalità maggiore, se presente (e.g. la scala di SI maggiore ha cinque diesis in chiave tra cui il SOL# e la sua relativa SOL# minore è anch’essa con la tonale in #).

Si noti che esistono alcuni casi in cui c’è una doppia denominazione della tonalità: stesse note ma notazione musicale differente.

Rispettando le distanze delle strutture viste per le scale maggiore e minore, si possono ad esempio derivare le seguenti scale (e tonalità) di RE maggiore e di RE minore naturale:

Scala di RE maggiore
Scala di RE minore

Una scala minore naturale mantiene, sia ascendendo si discendendo, solo le alterazioni di impianto della relativa maggiore. Poi della scala minore ci sono anche le varianti armonica e melodica che aggiungerebbero il DO# o il SI naturale (al posto del SIb) in alcuni punti ma queste sarebbero, nell’ambito della tonalità, delle alterazioni provvisorie che potrebbero comparire in un brano in RE minore, ma che non vanno comunque indicati nell’armatura di chiave.

Ogni tonalità ha una sua sonorità: ad esempio, la tonalità di DO# minore è più drammatica.


Il DO maggiore ha come relativa minore il suo VIIo grado, cioè il LAm.
Il SOL maggiore ha come relativa minore il MIm.
Il MI maggiore ha come relativa minore il DO#m essendo il suo VIIo grado appunto il DO#.

Analogamente da un modo minore si può trovare la relativa maggiore salendo di una IIIa minore (T+S) per cui, ad esempio, FA#m ha come relativa maggiore il LA (avendo il FA# come il IIIo grado il LA#, il cui minore è appunto un LA).

Nella teoria musicale, il VIIo grado di una scala diatonica è detto sottotonica quando dista 1 tono dalla tonica (Io grado) mentre è detto sensibile quando dista 1 semitono dalla tonica.

Nella scala minore naturale nel nostro sistema musicale corrisponde all’antico modo eolio che ha struttura: I – II – bIII – IV – V – bVI – bVII e sequenza intervallare (t = tono, s = semitono) t, s, t, t, s, t, t.   Si costruisce quindi aggiungendo un bemolle al IIIo, VIo e VIIo grado alla scala diatonica maggiore. Oltre a seguire quel metodo (inserimento di bemolle al III, VI e VII grado della scala diatonica), si può ricercare la tonalità della “relativa maggiore” ed ereditare le sue alterazioni in chiave. Ad esempio, applicando la regola, la scala diatonica maggiore di DO:

si trasforma nella minore abbassando di un semitono o ponendo un bemolle su IIIo, VIo e VIIo grado (i.e. MI, LA, SI): infatti la scala minore naturale di DO è la relativa minore della scala del suo IIIo grado minore, cioè di MIb maggiore.

In pratica la scala di DO minore naturale non è nient’altro che la scala di MIb (che ha in chiave SIb MIb LAb) suonata dal suo VIo grado:

La scala minore armonica equivale poi alla scala minore naturale con la VIIa alzata di 1 semitono in modo da farla diventare una sensibile (dista 1 tono dalla tonica). Possiede una una sonorità orientaleggiante.

La scala minore melodica invece nella fase ascendente ha sia VIa sia la VIIa alzate di 1 semitono rispetto alla scala minore naturale, mentre nella fase discendente la sesta e la settima tornano allo stato naturale (i.e uguale alla minore naturale). Questo riporta la sonorità dei quella scala più vicina ai canoni occidentali.


Schema riassuntivo di tutte le alterazioni delle scale maggiori/minori

Alterazioni per la scala maggiore
Alterazioni per la scala minore

Esercizi

Se ci sono 5b in chiave, in quale modalità minore siamo?
Nel modo maggiore sarebbe un REb, per cui la sua VIa è SIbm

Se ci sono 5# in chiave, in che modalità minore siamo?
Nel modo maggiore sarebbe un SI, per cui la sua VIa è SOL#m.

Qual è la relativa minore della tonalità di DO# maggiore ?
La sua VIa è il LA# per cui la relativa minore è LA#m.

Qual è la relativa maggiore di RE#m?
La IIIa di RE# è FA## (infatti di RE è FA# avendo in chiave il FA# e DO#) per cui la sua IIIa minore è FA# che è dunque la sua relativa maggiore.

Qual è la relativa minore di SIb maggiore?
La VIa di SIb è SOL (avendo in chiave solo SIb e MIb) per cui la relativa minore è SOLm.

Qual è la relativa maggiore di DO# minore?
La IIIa di DO# è MI# per cui la sua maggiore è un MI

Costruire i seguenti accordi:

E-7b59 MI SOL SIb RE FA#
Infatti, MI ha in chiave FA#, DO# SOL# RE#, per cui l’accordo sarebbe MI SOL# SI RE# FA#, ma è minore per cui la IIIa va abbassata di un semitono (diventa SOL), la VIIa è minore per cui anch’essa va abbassata di 1 semitono (diventa RE), la 5 è bemolle (diventa SIb) e la nona è maggiore per cui rimane inalterata rispetto alla scala maggiore di MI.

Db79 REb FA LAb DOb MIb
Infatti, REb ha in chiave SIb, MIb, LAb, REb SOLb per cui l’accordo sarebbe REb FA LAb DO MIb, ma la VIIa è minore (diventa DOb) mentre la nona è maggiore per cui rimane come nella tonalità.

C#-7b59 DO# MI SOL SI RE#
Infatti, DO# ha tuttè le note in # per cui l’accordo sarebbe DO# MI# SOL# SI# RE#, ma è minore per cui la IIIa va abbassata di 1 semitono (diventa MI), Va è bemolle per cui deve essere abbassata anche lei di 1 semitono (diventa SOL), la VII è minore quindi da abbassare (diventa SI) e la 9 è maggiore per cui rimane come per quella scala.

MIb-maj79 (maj7 può essere anche indicato con un delta) MIb SOLb SIb RE FA
Infatti, MIb ha in chiave SIb MIb LAb per cui l’accordo sarebbe MIb SOL SIb RE FA, ma è minore per cui la IIIa va abbassata di 1 semitono (diventa SOLb) e il resto resta come in quella scala.

A-79 LA DO MI SOL SI
Infatti LA ha in chiave FA#, DO#, SOL#, e l’accordo sarebbe LA DO# MI SOL# SI, ma è minore per cui la IIIa deve essere abbassata di 1 semitono (diventa DO), la VIIa è minore (diventa SOL).

Ab-79 == LAb-9 LAb DOb MIb SOLb SIb
Infatti LAb ha in chiave SIb, MIb, LAb, REb, e l’accordo sarebbe LAb DO MIb SOL SIb, ma è minore per cui la IIIa deve essere abbassata di 1 semitono (diventa DOb), la VIIa è minore (diventa SOLb). Nota: anche se viene indicata solo la nona, la settima minore risulta implicita.

FA#7b9 FA# LA# DO# MI SOL
Infatti, FA# ha in chiave FA# DO# SOL# RE# LA# MI# e l’accordo sarebbe FA# LA# DO# MI# SOL#, ma la VIIa è minore (MI) diventa e la nona è bemolle (diventa SOL).

G79 SOL SI RE FA LA
Infatti SOL ha in chiave FA# per cui l’accordo sarebbe SOL SI RE FA# LA, ma la VIIa è minore (diventa FA) mentre la nona maggiore non porta variazioni.

Calcolare i seguenti intervalli:

REb – SI# VI più che ecc
Infatti, REb ha in chiave SIb MIb LAb REb SOLb per cui il SI sarebbe bemolle mentre qui è # cioè più che eccedente di un semitono.

SIb – LAbb VII dim
Infatti il SIb ha in chiave SIb MIb per cui il LA sarebbe naturale e, essendo un intervallo maggiore, abbassato di 2 semitoni diventa diminuito.

MIb – SOL III >
Infatti, MIb ha in hiave SIb MIb LAb e il SOL quindi è naturale

SOL – RE# V ecc
Infatti SOL ha in chiave FA# e quindi il RE sarebbe naturale, ma essendo # diventa un intervallo eccedente.

Un intervallo si calcola sempre sulla scala maggiore.

La sensibile (i.e. VIIo grado) di SOL# è FA##: infatti non essendo SOL# nel circolo delle V, si considera dapprima il SOL, si identificano per quello le alterazioni in chiave e poi si agginge il # a tutte le note della scala , volendo avere le alterazioni di SOL#. ==> SOL# LA# SI# DO# RE# MI# FA##

Triadi sulle scale maggiore e minore

Si può osservare la presenza di triadi maggiori, minori e diminuite nelle scala maggiore e in quella minore naturale, invece l’accordo eccedente (IIIo grado) è presente solo nella scala minore armonica e melodica ascendente.

Sono considerati consonanti gli accordi maggiore e minore, dissonanti gli accordi diminuiti ed eccedenti.

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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