Baia dei Saraceni a Varigotti: quando in Liguria si poteva ancora fare il campeggio libero …

Tra le cartoline ritrovate in casa di mio padre ci sono queste da noi spedite alla nonna da Varigotti, durante quelle estati trascorse nel campeggio libero alla Baia dei Saraceni.


Ho voluto cercare, con un motore di ricerca, se esistevano altre immagini in Rete che avessero immortalato quel campeggio libero che per diversi anni si veniva a formare in modo spontaneo nei mesi estivi.
Con mio stupore nulla!! Neppure un’immagine!!
Neppure una citazione manco su Wikipedia (in cui esiste solo la voce Varigotti e non una specifica per la sua Baia dei Saraceni dove appunto si racconta sbarcassero quei predatori del mare) … come se quel campeggio libero non fosse mai esistito!!
Certo, per qualcuno che non abbia vissuto gli anni pre ’70 e che invece conosce solo la Liguria attuale, in cui spesso uno non riesce a trovare – senza dover entrare in uno stabilimento – neppure un piccolo passaggio per raggiungere il mare, sembrerebbe quasi impossibile credere che quelle immagini siano reali e non siano solo il frutto di un abile fotomontaggio!!

Mi sono quindi deciso a scrivere questo post ed a pubblicarle, in quando anche di queste cose Internet deve mantenere traccia e memoria per i nostri posteri, perché cercando con un motore di ricerca non si trovino solo più link a siti commerciali, alberghi, ristoranti. Infatti, questo è questo quello che si trova attualmente ricercando “baia dei saraceni varigotti anni 60 campeggio libero” con Google:

Quando ancora (fino a circa il 1965) si poteva fare il campeggio libero anche in Liguria in quella Baia dei Saraceni, c’erano persone che arrivavano senza prenotare e si trovavano uno spazio ancora libero per piantare la propria tenda che spesso non era un piccola canadese bensì una familiare dalle dimensioni ragguardevoli. Noi avevamo una tenda verde per quattro posti, con una zona letto laterale e una piccola verandina di fronte.
La prima volta, i miei erano andati qualche giorno prima per vedere come ci si trovava in quella spiaggia, lasciandoci probabilmente dalla nonna per pochi giorni. Poi apprezzandone la sua bellezza e la fattibilità della cosa, erano venuti a prenderci. Qui abbiamo conosciuto persone di cultura, anche (se la memoria non mi inganna) addirittura un rappresentante altolocato della città di Mondovì. Me lo ricordo in quanto, forse perché mia madre era nata in quella ridente cittadina, si era subito instaurata un’amicizia tra le nostre famiglie. Insomma, diversamente da quanto oggigiorno si potrebbe pensare, era un campeggio frequentato non dai “soliti” fricchettoni ed hippy (nel senso negativo che tali termini oggi hanno, purtroppo, assunto) ma anche di insegnanti, ingegneri, questori …
Mi ricordo quando di notte c’era stata una mareggiata e, essendo noi in prima fila, l’acqua era arrivata fin dentro la tenda. Subito si era attivata un’operazione collettiva per far arretrare tutte le tende in pericolo, compresa quella nostra, trovando spazi diversamente impensabili e spostando opportunamente altre tende più a monte … con quel un senso di unità che forse oggi si può talvolta solo più ritrovare in occasione di gravi calamità … ma che diversamente non ho tanto più avuto modo di sperimentare in prima persona. Anzi mi verrebbe da ipotizzare di sentire ora più frasi del tipo: “Avevano solo da mettersi non di fronte al mare, … si arrangino. Sono affari loro!

Le mie prime esperienze di campeggio da piccolo sono quindi state, per diversi anni, proprio in questa stupenda Baia … prima che si vietasse il campeggio libero anche in questa ultima oasi. Comunque ancora oggi penso rimanga uno dei più bei posti della Liguria, come queste immagini penso dimostrino ampiamente. Ancora oggi l’acqua è limpida anche per via del fondale pietroso che contribuisce a rendere sempre trasparente il mare anche quando mosso.
Certo, ora i bambini non possono più trovare un cavalluccio marino mentre si bagnano sul bagnasciuga o nuotano con un salvagente (sicuramente non uno come il mio, bianco con la testa di cigno ed il becco arancione – anni prima della sorella -, ma certo uno di un Gormita o un Supereroe). Forse solo più un granchietto può evidenziare ad un bambino d’oggi che quella distesa d’acqua non è una enorme piscina, bensì un luogo dove vivono esseri viventi e quindi da preservare, non fosse altro per il fatto che risulta importante anche per la sopravvivenza del genere umano!

Oggi sembra quasi impossibile che una famiglia con bimbi piccoli possa stare per più settimane in una spiaggia senza servizi di alcun genere, acqua compresa. Mi ricordo quando si andava a piedi in Paese (attraversando una galleria che mi sembrava lunghissima) a prendere un grosso cubo di ghiaccio per il contenitore “frigo”, … o quando si riempiva, ad una fontana, il sacco d’acqua da riportare in tenda ed appendere in alto per potersi poi fare una veloce doccia dopo il bagno in quel mare di acqua salatissima, … o quando andavo, accompagnato dalla sorellina di 5 anni maggiore, oltre l’Aurelia nel tratto prima della ferrovia, in quelli che erano i “gabinetti” all’aperto tra i cespugli.

Eppure grande e bello è il ricordo che mi è rimasto di quel luogo e di quella esperienza, irripetibile non solo per me, ma anche purtroppo impossibile per le giovani generazioni. … e questo penso sia un vero peccato!!

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Uno dei pochi riferimenti sulla Baia dei Saraceni che si trovano su Internet:

 

 

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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