Come assistere gratuitamente ad una seduta della Camera dei Deputati: istruzioni per l’uso

P.S. Pubblico un vecchio post che fino ad oggi avevo tenuto privato.

Oggi (13/6/2016) ho assistito ad una parte di una seduta della Camera dei Deputati. Se visitate Roma, anche solo come turista, vi consiglio di farlo anche voi … almeno una volta nella vita è dovuto! Sicuramente vale la pena vedere, dall’alto delle sue tribune, la bella sala dove si svolgono le discussioni … tante volte la si è vista in televisione, ma vederla dal vivo è tutt’altra cosa, con la sua vetrata al soffitto, le pareti di legno scuro ed i numerosi banchi disposti a raggiera: purtroppo non si può portare con sé né una macchina fotografica né un cellulare, per cui non potrai immortalare il tutto con una fotografia! Comunque, anche per un non addetto ai lavori come me, è interessante (direi addirittura istruttivo) vedere di persona come si svolgono le discussioni e toccare con mano ciò che c’è intorno.

Io ci sono andato con moglie, figlia ed una amica avvocato: grazie a lei, che ci era andata in passato più volte, non ho dovuto interessarmi su quale fosse la procedura riservata al pubblico, ma ora ho visto che, sebbene molto sinteticamente, questa è descritta anche su una pagina del sito di una precedente legislatura mentre, stranamente, non l’ho trovata nel sito dell’attuale legislatura, … ma forse è solo più difficoltoso trovare il percorso per arrivare a tale informazione! Ho scoperto così che ciascuna legislatura ha un suo sito, con una sua grafica e suoi menù di accesso ai contenuti … e questi siti risultano assai differenti tra loro: comunque anche quelli delle legislature precedenti vengano mantenuti, forse a memoria storica. Da un punto di vista tecnico mi ha comunque stupito tutto ciò: è come se, cambiando il direttore, il sito di un giornale dovesse cambiare aspetto ed impaginazione, pur mantenendosi i contenuti analoghi così come la tipologia dei contenuti dinamici (es. l’ordine del giorno), al posto di invece riproporre con nuova grafica e con nuove tecnologie, tutti i contenuti (anche quelli vecchi) che in teoria, se il tutto è stato progettato bene, dovrebbero essere memorizzati su un data layer, quindi differente dal presentation layer relativo appunto alla loro presentazione.

Nel seguito cercherò comunque di dettagliare maggiormente le informazioni che ho trovato nei siti istituzionali relativamente al tema in oggetto, raccontandovi poi la mia esperienza personale e descrivendovi anche le mie sensazioni, sempre come cittadino non addetto ai lavori e quindi con studi tecnici che esulano dal mondo della giurisprudenza (e quindi ignorante in materia).

Da qui si legge: “I cittadini che desiderano assistere ad una seduta della Camera dei deputati devono recarsi, a partire da mezz’ora prima dell’inizio della seduta, in Piazza del Parlamento 24, presso la Sala del pubblico. Qui viene compilato un modulo di richiesta che deve essere accompagnato da un documento di identità valido.
L’autorizzazione è rilasciata, compatibilmente con la disponibilità dei posti nelle tribune per il pubblico, entro 45 minuti circa. Ricevuta la comunicazione, chi vuole assistere alla seduta si reca in piazza del Parlamento 25 dove gli addetti, verificata l’identità, rilasciano il biglietto di accesso. E’ necessario, prima di accedere alle tribune, depositare soprabiti, borse, telefoni cellulari e apparecchiature elettroniche che saranno custodite in apposite buste di sicurezza numerate.  Agli uomini è inoltre richiesto di indossare giacca e cravatta.
Durante le sedute, il pubblico che siede nelle tribune deve stare a capo scoperto ed in silenzio, astenendosi da ogni segno di approvazione o disapprovazione e deve seguire le indicazioni dei commessi parlamentari. Il pubblico deve uscire dalle tribune in tutti i casi di sospensione della seduta. Le persone ammesse alle tribune riservate al pubblico sono invitate a prendere formale visione delle norme comportamentali recate dall’art. 64 del regolamento della Camera dei deputati e dalle disposizioni integrative ed attuative“.

In verità conviene, una volta verificata l’ora di inizio di una seduta (visibile da questa pagina del sito istituzionale), arrivare molto prima, diciamo almeno un’ora prima, in quanto le procedure di ammissione, come andrò a descrivere, sono tutt’altro che rapide ed il protocollo utilizzato non è dei più “lean“. Generalmente mi sembra di avere capito che il lunedì iniziano generalmente sul tardi (es. 11:30) mentre il venerdì finiscono presto (es. anche prima delle 11:00) … almeno questo è quello che ci è successo arrivando il venerdì 10 giugno! Per cui, essendo gli orari così variabili, conviene (come ho già evidenziato) sicuramente prima visitare questa pagina del sito istituzionale.

Per quanto riguarda l’obbligo di giacca e cravatta, l’importante è avere camicia e cravatta, in quanto la giacca, se non ce l’hai, te la imprestano (ne hanno alcune a disposizione a tale scopo e, se non ci sono troppi visitatori senza giacca, non ci dovrebbero essere problemi …).

L’ingresso indicato (Piazza del Parlamento 24) è una porticina a sinistra sul retro del palazzo del Parlamento, quindi sulla facciata che, seppur bella, non è certo paragonabile con quella principale utilizzata come ingresso dei parlamentari e quindi ancor più presidiata. Comunque anche in quell’accesso secondario al Palazzo erano presenti (a presidiare fuori) due persone, una in divisa ed una in borghese. Subito entrati, passiamo attraverso un metal-detector e quindi un tappeto mobile analizza tutte le borse. Dietro una vetrata sono presenti tre persone che gentilmente, dopo avere appurato il motivo della nostra presenza, ci indicano di proseguire in una stanza adiacente dove si effettua la compilazione dell’apposito modulo di richiesta. Dopo aver superato un ulteriore gabbiotto con un altro dipendente, giungiamo quindi, a pochi metri di distanza, in una stanza dove è presente un tavolo con apposite biro e dove sono presenti tre altre persone, una delle quali ci fornisce i moduli e ci invita a compilarli inserendo i nostri dati anagrafici e relativi identificativi del documento di identità. Fatto ciò consegnamo i moduli compilati insieme ai documenti di identità ed il tutto viene inviato via fax da qualche parte dove deve essere effettuata una verifica di ammissibilità, penso in base agli eventuali precedenti penali: l’idea che mi sono fatto è che vengono inviati ad un diverso ufficio del medesimo palazzo, e viene da chiedersi perche tale verifica non possa essere effettuata dai medesimi addetti che hanno ricevuto i moduli ed ora sono solo lì che attendono …
Tutto questo processo generalmente dura, ci dicono, almeno mezz’ora, per cui ci consigliano di uscire e ritornare più tardi. In realtà abbiamo aspettato circa un’ora, per motivi non precisati, imputabili forse anche al ritardo nell’inizio della seduta [doveva iniziare alle 11:30 mentre è iniziata almeno un quarto d’ora (accademico?) dopo]. Ho anche nell’attesa chiesto se era possibile andare in bagno e gentilmente mi hanno detto di sì ma solo se accompagnati da un inserviente … e solo se ero in giacca e cravatta: la cravatta l’avevo portata (grazie alle indicazioni della mia amica avvocato) ma la giacca in valigia proprio mi ero rifiutato di metterla con caldo che faceva … tanto sapevo che c’era la possibilità di prenderne una in prestito una per entrare in aula (sempre se risultava ancora disponibile, non essendoci troppe persone ad averne l’esigenza) … ma non pensavo di doverla mettere anche per andare in un brutto gabinetto di servizio presente in uno scantinato!!  😉 Nel medesimo stretto corridoio vedo passare persone in camice bianco (come quello dei medici/infermieri, solo un po’ più stropicciato) e, chiedendo il motivo, mi viene detto dalla gentile inserviente che nel palazzo erano ammesse solo persone in giacca e cravatta o con un camice bianco: nemmeno quando ero andato ad assistere, come pubblico, nel Parlamento inglese avevo visto certe stranezze: sebbene là i deputati fossero con la parrucca bianca e vestiti con la toga, nessun requisito particolare era stato richiesto alle persone del pubblico, anche se straniere! In un mondo che evolve, in cui anche gli amministratori delegati delle grandi ditte oramai non indossano più necessariamente la giacca e la cravatta, sicuramente è bizzarro che un pubblico debba farlo, in assenza tra l’altro di indicazioni relative a come debbano essere i calzoni e le scarpe (io ero in jeans e scarpe da ginnastica!!): insomma, pura formalità anche priva di un qualsivoglia senso estetico, quindi semplicemente retaggio di un passato e di procedure che non avrebbero più senso di esistere.

Dopo l’ora di attesa, arriva una telefonata che attesta la nostra idoneità ad accedere alla tribuna del pubblico. Ci viene quindi richiesto di uscire nuovamente nella piazza e di entrare in un altro ingresso analogo, presente questa volta alla destra della medesima facciata (piazza del Parlamento 25). Nuovo passaggio attraverso metal-detector e tappeto a raggi X per borse e quant’altro. Altra vetrata con altri tre addetti che ci chiedono i documenti di identità e li confrontano con quelli presenti su fax in bianco e nero relativi ai dati da noi precedentemente compilati dall’altra parte. Siamo quindi invitati a leggere il regolamento di comportamento e a firmare un foglio che ci viene lasciato insieme ad una targhetta da pinzare rigorosamente a destra sulla giacca (anche questa volta imprestatami nuovamente, in quanto dall’altro lato la giacca l’avevo dovuta restituire dopo essere stato accompagnato in bagno). Dopo aver lasciato loro tutte le borse, cellulari inclusi, un addetto munito di metal-detector manuale ci invita quindi a passare attraverso un’ulteriore metal-detector che ci conduce in una scala da cui possiamo raggiungere una rampa di scale ed al secondo piano ci permette di entrare in una anticamera dove due nuovi assistenti ci accolgono, ci richiedono il foglio consegnatoci all’ingresso, lo dividono a metà restituendocene una delle due parti. Finalmente entriamo nelle gradinate del pubblico dove sono presenti diversi settori (tipo le tribune di un teatro) comunicanti tra loro tramite una bassa anta separatrice. In tutto siamo una decina di persone come pubblico. Io vengo cortesemente invitato a sedermi subito (non è possibile stare in piedi, anche se si vedrebbe meglio interamente la sala) mentre un altro visitatore viene ripreso perché aveva appoggiato i gomiti sulla ringhiera …

La discussione in corso verteva sulle linee generali del testo unificato delle proposte di legge relative all’Assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, discussione generale  [Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (Approvate, in un testo unificato, dalla Camera e modificate dal Senato)].

Fascicolo cartaceo relativo alla seduta corrente, fornito a tutti gli uditori su richiesta.

La deputata che presenta tale proposta di legge (già da tempo approvata da questa Camera e successivamente anche dal Senato che ne ha apportato minime modifiche) fa un bel discorso di circa 20 minuti, molto ad alto livello ed assolutamente non tecnico, delineando l’utilità sociale ed i principi di solidarietà su cui tale proposta di legge si fonda. Sinceramente mi aspettavo una discussione più tecnica sui contenuti e meno frasi generali sui principi seppur sacrosanti e direi persino ovvi per uno Stato che si voglia definire democratico e solidale. Poi, finito il suo discorso, viene invitato a parlare un altro deputato che subito precisa che anche l’opposizione, di cui fa parte, appoggerà tale proposta di legge … e poi prosegue per altri 20 minuti circa con precisazioni sui parti della legge che, nuovamente, anche a me sembra ovvio condividere  … e che quindi a me, non addetto ai lavori, mi sembrano a questo punto di poca utilità! Insomma … c’è una proposta di legge che è già stata approvata dalla Camera, è passata anche al Senato che ne ha migliorato ancor più il testo, ora viene ripresentata alla Camera e anche la persona dell’opposizione, che ha evidentemente avuto il mandato di rileggerla, concorda che verrà approvata anche dalla controparte … mi viene da dire: perchè “sprecare” tempo in inutili frasi fatte e non andare subito a renderla attiva? Scopro che il giorno seguente, alle ore 10 nuovamente si discuterà sul medesimo argomente, che a mio vedere era già stato ampliamente discusso ed accettato da tutti i presenti, opposizione compresa!! Ok, prima si parlava di “discussione sulle linee generali del testo” mentre ora si parlerà di “svolgimento di interpellanza e di interrogazioni” … ma, mi chiedo, anche per una proposta di legge condivisa da tutti è proprio necessaria tutta questa burocrazia e, a mio vedere, perdita di tempo per vederla finalmente approvarla? Magari se ci fossero stati già da subito in aula tutti gli attori interessati, non si sarebebbe potuti procedere ad una sua immediata approvazione? Perchè invece ora in aula ci sono solo una decina di deputati, di cui solo i due che hanno parlato sembrano interessati all’argomento? Addirittura chi ha preserntato la proposta di legge, dopo pochi secondi dall’inizio del discorso da parte del deputato dell’opposizione che sta lodando tale proposta di legge, si alza e lascia l’aula!!! … mi viene da dire: almeno rimani a sentirlo per educazione, anche se potrei concordare che è solo una manfrina!

Sicuramente un corso anche breve sulle metodologie lean sarebbe sicuramente utile per migliorare i processi e renderli più agile: d’altra parte ho visto che i principi su cui si basa quella metodologia, in quanto generali, oramai hanno varcato il mondo delle industrie e dello sviluppo di prodotti e del software, per giungere anche al government.

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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