Si TAV, No TAV

Si TAV o No TAV?
Come? Non hai aderito attivamente alle manifestazioni di uno dei due schieramenti??!!

Forse incomincio a pensare, ancor prima di scriverlo, che questo sia un post “pericoloso” di questi tempi, in cui gli insulti piovono a catinelle, ma il diritto di opinione penso sia lecito! 🤔

Ho letto nel tempo alcuni articoli pro e contro la costruzione della TAV, ascoltato su YouTube interviste di “esperti” che evidenziavano le “oggettive” motivazioni a favore del No o del Si.
Ho conoscenti che stimo, addirittura alcuni amici che sono attivamente schierati per il No ed altri per il Si … altri ancora che nel tempo hanno cambiato fronte e, conoscendoli, non penso proprio l’abbiano fatto per opportunismo bensì per le diverse condizioni al contorno modificatesi nel tempo.

Sui gruppi Facebook, che hanno iscritti principalmente di uno dei due schieramenti, ho letto post condivisibili, altri (secondo me) solo volgari, deliranti, irrispettosi delle opinioni altrui (anche quando espresse in modo condivisibile ed educato) … e questo anche da parte di “responsabili” di uno dei due schieramenti (almeno secondo quanto dai medesimi indicato tra le informazioni del loro profilo fb).

Poi ci sono i partiti, che per convenienza o meno hanno appoggiato l’una o l’altra parte: ma della loro posizione ufficiale sinceramente a me poco importa perché in generale credo più nelle singole persone che nelle aggregazioni, tanto più quelle partitiche in cui, secondo me, affluiscono generalmente sia persone serie e capaci, sia opportunisti ed ignoranti, … e questo indipendentemente dal colore della loro bandiera.

Posso dire che le dichiarazioni ed i video che in generale ho apprezzato maggiormente sono stati quelli di persone che attualmente vivono dove dovrebbe poi passare la TAV, membri di quella popolazione con la quale, almeno inizialmente, non ci si è confrontati sufficientemente e non si sono condivisi gli obiettivi e le modalità per raggiungerli. Li ho compresi perché i loro discorsi erano spesso discorsi “di pancia“, di chi si sentiva toccato nei sentimenti e quindi, anche solo per questo, condivisibili. Il senso del bene comune, degli eventuali vantaggi per la comunità intesa come nazione quando ti toccano sul vivo, può passare addirittura in secondo piano comunque, e tanto più quando le conoscenze del contorno sono principalmente derivate da studi ed argomentazioni di altri, la cui oggettività risulta comunque dubbia, soprattutto nel lungo periodo non sapendo bene cosa ci riserverà il futuro.

Proprio ieri sono andato a visitare la bella esposizione di fotografie, documenti ed oggetti relativa alla mostra “Torino sotto attacco: dalle leggi razziali alla liberazione” presso l’Archivio Storico della Città di Torino (via Barbaroux 32) e quindi l’altrettanto interessante “Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà” (C.so Valdocco 4/A ). Come sempre, mi hanno colpito le immagini ed i video degli assembramenti di folla che inneggiavano al Regime, manifestazioni sapientemente pilotate per ottenere anche l’appoggio popolare alle sue decisioni.

Foto dalla mostra “Torino sotto attacco: dalle leggi razziali alla liberazione

Foto da un video mostrato nel “Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà

Istintivamente mi è venuto da relazionare il tutto a quelle immagini, apparse un po’ ovunque in queste ultime settimane, in cui si paragonavano foto scattate durante le recenti manifestazioni Si TAV e No TAV, con l’intento di mostrare più o meno affollamento relativamente al limitato angolo di ripresa dell’obiettivo usato per scattare quelle foto: quanta gente ci fosse nelle strade laterali di p.zza Castello poco importava. Quello che sembrava in quei post importare maggiorente, era la conta delle teste visibili nella piazza, a testimonianza che ce n’erano di più o di meno e dimostrare così “oggettivamente” che gli uni e gli altri avevano maggiormente l’appoggio dei cittadini … e quindi più ragione!!
Questo è un ragionamento che non posso condividere per più motivi …
La visione vera di una realtà si raggiunge solo con un dialogo costruttivo, ascoltando le argomentazioni degli interessati e valutando in modo oggettivo la problematica di cui si disquisisce. A nulla servono gli insulti e le derisioni che ho letto pubblicate nei forum, così come gli slogan e le dichiarazioni populistiche.
La ragione poi non è necessariamente agevolmente ricercabile nella conta delle persone che hanno partecipato ad una manifestazione o ad un’altra: sarebbe troppo facile! Le foto degli anni ’30 insegnano. Quanti i possibili condizionamenti che hanno indotto, anche in buona fede, quei cittadini a partecipare ad una di quelle iniziative!
Con ciò non voglio certo dire che qualsiasi manifestazione sia di per se inutile o falsa: anch’io ho partecipato ad alcuni cortei, ovviamente. Ma l’importante è non partecipare ad una manifestazione principalmente “per sentito dire” e sentendosi obbligato a farlo … e poi soprattutto non essere sempre certi di avere così ragione da non dover neppure ascoltare l’altra campana. Infine, non necessariamente ci si deve schierare con una o con l’altra posizione, se non si è sinceramente sicuri che si debba fare nel proprio intimo.

Mi ha fatto poi anche pensare anche la vignetta di Vauro, prima non pubblicata, poi (probabilmente per via della notorietà acquisita sui social) pubblicata a posteriori con opportuna nota a latere del direttore del giornale sulle motivazioni della precedente scelta.

Ed ancor più mi hanno fatto pensare i commenti inseriti dal medesimo vignettista che riporto nel seguito: “Una brevissima spiegazione sul perché della mancata pubblicazione della vignetta <<Si basa su un fatto non vero e non la pubblico>>. Queste le parole del direttore Marco Travaglio. Io al contrario ritengo che il M5s e Toninelli abbiano messo in atto una strategia di temporeggiamento per non incrinare il loro “contratto” con la lega. Ritengo che l’attesa dei risultati della commissione sui costi-benefici faccia parte di questa strategia. Il M5s aveva fatto del no alla TAV una bandiera in campagna elettorale ,il che avrebbe potuto legittimamente far pensare che il Movimento avesse già fatto un bilancio riguardo all’opera, altrimenti ha lanciato uno slogan senza aver conoscenza della questione. I dubbi sul rapporto costi – benefici sono sorti solo quando si sono seduti al governo? La storia della Tap e dell’ILVa di Taranto almeno un vago sospetto dovrebbero suscitarlo. Di sicuro la mia interpretazione può essere errata. Il tempo dirà se ha ragione Travaglio o io. Detto questo, io non ho parlato di censura ho scritto decisione di non pubblicare. Tale decisione rientra in pieno nelle prerogative di un direttore, c’è però anche il diritto di un redattore , quale io sono, di contestare tale decisione. Cosa che ho fatto portando a conoscenza dei fatti chi sta leggendo questo mio post. Mai in più di quarant’anni di lavoro da vignettista ho accettato di subire passivamente decisioni sulle quali non ero d’accordo e non comincerò certo oggi. Con Travaglio e con Santoro ho condiviso grandi battaglie per la libertà di satira (Anche di quella che non incontra il nostro gusto) mi consento dunque semplicemente un po’ di amarezza nel dover constatare che Marco non è più dalla stessa parte del fronte. …
In seguito a ulteriori commenti successivi, sempre Vauro scrive: “La vignetta è stata pubblicata dopo che mi era stato comunicato per scritto che non sarebbe uscita. Inoltre esce con accanto le motivazioni del direttore che spiega che è “Sbagliata” e che non avrebbe voluto pubblicarla. Sinceramente mi sembra un paradosso“.

Ovviamente anche la nota di Travaglio merita di essere qui riportata: “Se Vauro leggesse il giornale che ospita le sue vignette, saprebbe che è in corso un’analisi costi-benefici sul Tav come su tutte le opere pubbliche, disposta da Toninelli, al termine della quale il governo valuterà quali opere siano utili e quali inutili. E, a quanto ci risulta, l’analisi sul Tav dirà che è totalmente inutile e diseconomico. Ma, appunto, un ministro, se commissiona uno studio, prima di pronunciarsi ne attende l’esito.
Queste banali osservazioni hanno molto irritato Vauro, che mi ha sfidato a non pubblicare la sua vignetta. E io, essendo il direttore del Fatto (che è un giornale, non una buca delle lettere), ho raccolto volentieri la sfida. Lui se n’è lagnato su Fb, facendone un caso di Stato. Ecco dunque a voi la vignetta del presunto scandalo, casomai qualcuno provasse a spacciare per censura la normale decisione di un direttore di contestare a un collaboratore un fatto non vero“.

Forse un rappresentante istituzionale come Toninelli non può permettersi di non comunque schierarsi, forse la politica impone certe pantomime, … non lo so.
Sicuramente sono convinto che un cittadino comune possa anche non doversi schierare per il No TAV o il Si TAV, e questo non certo per qualunquismo e disinteresse, ma perché gli rimangono seri dubbi su chi davvero abbia ora ragione, in questa lunga storia in cui, nel tempo, così tanti parametri al contorno sono necessariamente cambiati.

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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