Pubblicare un libro in proprio e gratuitamente

L’editoria è un settore difficile e la crisi del settore, soprattutto dell’ultimo decennio, sicuramente non aiuta certamente ne gli scrittori ne chi ci lavora. Da anni sono più le librerie che chiudono che quelle che aprono, sebbene siano comunque nate, o mantenute nel tempo, iniziative pregevoli, come Il salone del libro  e diverse piccole realtà ricche di iniziative culturali come, ad esempio a Torino, Il circolo dei lettori, la libreria Il ponte sulla Dora  e La luna storta.

La crisi non è certo solo conseguenza della maggior diffusione di grandi realtà di vendita online (Amazon in primis, ma anche Mondadori, Feltrinelli, seppur questi ultimi mantengano anche negozi non virtuali), ma anche dal fatto che la gente legge meno, i giovani soprattutto, forse perché sommersi da così tanti stimoli multimediali che pervadono ogni istante della loro vita.
Essere in un posto isolato da ogni distrazione esterna, soli con se stessi, accompagnati magari unicamente da un buon libro, non è un’esperienza che molti giovani hanno forse avuto modo di sperimentare e, quello che ancora è più grave, probabilmente non è neppure una di quelle novità che desiderano sperimentare … neppure una volta. Anzi!
Persino il parlarsi a faccia a faccia, o anche il solo telefonarsi, sta diventando sempre più un qualcosa di estraneo al nostro vivere, dove sembra risultare sufficiente un semplice programma di messaggistica: non è più nemmeno indispensabile digitare delle lettere, ma basta premere un bottone per registrare un messaggio, … uno dei molteplici che andranno a riempire la memoria dello smartphone – insieme a filmati e selfie – fino a renderlo inutilizzabile se, come spesso avviene, quei file non vengono dovutamente cancellati ma permangono ad occupare inutilmente spazio!

Anch’io, lo ammetto, talvolta a letto, prima di dormire, tra il libro sul comodino e la ricerca di informazioni su Internet con lo smartphone, opto per quest’ultima scelta più attrattiva … ma quando me ne rendo conto questo pensiero un po’ mi fa male! Insomma, quel senso di malessere che accompagna un cambiamento non voluto, ma pur esistente, nel comportamento anche personale.

 

Ma torniamo al tema principale del post … pubblicare in proprio gratuitamente un libro!

Ho avuto negli ultimi tempi occasione di conoscere le esperienze di tre amici che, avendo scritto un libro, hanno cercato di pubblicarlo e renderlo disponibile al pubblico, in primis agli amici.
Sentendo comunque le esperienze personali di questi amici, ho compreso ancor più quante siano le difficoltà nell’entrare nel  mondo dell’editoria e soprattutto quali possono essere le problematiche associate.
Forse da sempre, ma soprattutto oggi giorno, chi scrive un libro, romanzo o trattato che sia, penso lo faccia principalmente per un suo piacere, un suo bisogno intrinseco di esplicitare un qualcosa che ha dentro e che vuole comunicare ad altre persone. Il pensiero di venderlo per poterci fare dei soldi è quindi sicuramente secondario, se non addirittura del tutto assente. Ma vediamo sinteticamente quanto ho appreso dalle loro esperienze …

La prima amica, pur avendo vinto un concorso internazionale con quel suo romanzo, per poterselo vedere pubblicato da un editore, si è dovuta impegnare a pagarsi diverse centinaia copie (300 se ricordo bene) e cercare perciò di venderle direttamente lei, magari tra amici e conoscenti, per recuperare la spesa non indifferente affrontata. Promesse iniziali di ipotesi addirittura di farne una sceneggiatura di un film, attualmente  rimangono, per quello che ne so, ancora solo un’ipotesi …
Comunque il suo libro ad oggi risulta venduto nelle librerie ed online, anche su Amazon.
La metodologia di chiedere allo scrittore stesso di comprarne un bel po’ di copie del suo libro stampato, da vendersi poi direttamente, penso sia un tipico modo che assicura all’editore comunque di guadagnare quanto ritiene opportuno per i suoi affari, indipendentemente dal successo che il libro potrà riscuotere tra il pubblico: insomma, in questo modo non ci può perdere nulla ed un suo guadagno minimo risulta assicurato.
Per promuoverlo poi, in genere, se si tratta di un autore esordiente, un editore poi in generale non si scalda più di tanto e neppure i media. Troppo spesso abbiamo visto trasmissioni anche televisive promuovere nuovi libri di autori già affermati da tempo (e.g. Gramellini a Che tempo che fa), libri che comunque avrebbero avuto un loro mercato non solo per la bravura dell’autore, ma anche per la sua notorietà … e questo a scapito di autori meno noti o esordienti, con opere non necessariamente da meno. In questo modo, a questi ultimi non viene data neppure l’opportunità di una qualche visibilità al grande pubblico.

L’altra amica si è rivolta ad una casa editrice che faceva – come spesso avviene – anche agenzia di editing, chiedendo una scheda di valutazione editoriale. Il manoscritto è stato quindi affidato ad un editor che, visionatolo, l’ha trovato valido e degno di essere editato con l’apporto di alcuni interventi. Le ha quindi fornito consigli su come migliorare il manoscritto e ne ha verificato i risultati. L’ha incoraggiata, dicendole che aveva trovato in lei delle capacità particolari, probabilmente dicendole anche la verità … e comunque le gratificazioni possono sempre anche servire per invogliarti a migliorare ancor di più un qualsiasi lavoro!
Insomma fino a questo punto tutto positivo. Ma dopo, ovviamente, dovrebbero seguire le dovute sponsorizzazioni, magari presso case editrici conosciute, benché probabilmente oberate di scritti di esordienti … Probabile, quindi, che uno stia per un tempo indecifrabile ad aspettare speranzoso un feedback.
Tutto questo chiedendo anticipatamente allo scrittore cifre non indifferenti, superiori al migliaio di euro.
Insomma, non voglio criticare questi signori che d’altra parte non lavorano per una ONLUS e che quindi svolgono la loro attività per vivere e non per beneficenza: d’altra parte, sicuramente dei problemi economici propri di quel settore ne risentono anche loro. Tuttavia mi sembra che, in generale, si preoccupino più di sponsorizzare loro stessi piuttosto che di promuovere uno dei tanti libri che passano loro tra le mani … e non si diano poi così tanto da fare per promuoverli, come invece sembrerebbero promettere inizialmente!
Mi viene in mente, a tale proposito la canzone di Edoardo Bennato, “Il gatto e la volpe“, seppur facesse riferimento al mondo discografico. Anche se datata, penso che il suo contenuto sia oggi più che mai attuale:

Noi scopriamo talenti e non sbagliamo mai
noi sapremo sfruttare le tue qualità
dacci solo quattro monete e ti iscriviamo al concorso
per le celebrità!

Non vedi che è un vero affare
non perdere l’occasione
se no poi te ne pentirai
non capita tutti i giorni
di avere due consulenti
due impresari, che si fanno
in quattro per te!

Avanti non perder tempo, firma qua
è un normale contratto è una formalità
tu ci cedi tutti i diritti
e noi faremo di te
un divo da hit parade!

Queste sono esperienze non certo edificati e possono ovviamente avvilire e scoraggiare: uno ci ha dedicato un sacco del suo tempo, notti, week-end  e vacanze, per condividere un certo messaggio con altre persone tramite il proprio scritto, ha speso soldi per vederlo editato al meglio … e poi nulla!

Infine il terzo amico, ha stampato con un editore il suo libro di poesie in un numero di copie non penso elevato, ma comunque sufficienti per regalarne ad amici e conoscenti interessati alla sua arte. Il lavoro di editing l’ha fatto lui stesso con il supporto di un amico che ne ha curato la prefazione. In pratica, ha pagato solo, a prezzo di costo, le copie che si è voluto riservare per regalarle agli amici … quindi una cifra ben al di sotto di quella richiesta all’altra amica per il solo editing. Essendo dell’ambiente, ha poi sponsorizzato il suo scritto con un reading gratuito al Circolo dei lettori, dove altre copie del suo libro erano state messe a disposizione gratuitamente per il pubblico che era venuto a sentirlo.
Questa penso sia stata per lui – e per tutti noi che siamo andati a sentirlo – un’esperienza edificante che può averlo incoraggiato ulteriormente in quella sua arte, semmai ce ne fosse stata la necessità. Ho visto comunque che anche il suo libro è in vendita anche su Amazon.

Dopo le esperienze di quei miei amici personalmente, prima di inoltrarmi eventualmente in un mondo dell’editoria, le domande che io mi porrei innanzitutto sono le seguenti:

  • Quanto mi interessa eventualmente guadagnarci?
  • Quanto lo faccio soprattutto per me e per un gruppo ristretto di persone che conosco (pur senza ovviamente escludere, a priori, una sua maggiore diffusione)?

Le risposte a quelle domande è ovviamente molto personale e non ne esistono di più giuste di altre.
Mi sento tuttavia di dire che, a meno che uno non lo intenda come un lavoro, la soluzione migliore è pubblicarlo autonomamente, magari anche solo come e-book, in quanto con quella modalità non si devono neppure anticipare dei soldi per la stampa. Un e-book lo si può poi rendere gratuito o anche ad un prezzo sufficientemente basso da permetterne l’acquisto a chiunque lo desideri. Per di più, ad esempio per gli amici, uno può anche prevedere di creare dei codici promozionali che comunque consentono loro di scaricarselo con uno sconto o anche gratis.
Se poi uno ne vuole avere alcune copie cartacee, con la copertina anche plastificata e rilegatura professionale, esistono diversi servizi di stampa online che consentono stampe di libri per pochi euro (e.g. 5€ a copia) ed anche per quantità minime (e.g. 10 copie): ovviamente, più ne stampi, più il singolo libro ti verrà a costare meno, seppur il prezzo dipenda anche dal numero complessivo di pagine e dal tipo di edizione scelta! Di servizi di stampa di libri online se ne possono trovare molteplici ricercando stampa libri online con un qualsiasi motore di ricerca (e.g Bing, Google).

Insomma, se uno assegna un prezzo all’e-book, ne ricava una percentuale con cui non ci vive quasi sicuramente, … ma penso sia una comunque una bella soddisfazione.
Se poi uno lo rende disponibile gratuitamente, questo può sicuramente aiutare a farlo leggere a più persone e di conseguenza anche a farsi conoscere, se questo è un suo obiettivo. E’ vero, uno ha speso molto del proprio tempo, ma di solito lo ha fatto con piacere ed quel lavoro è servito anche a se stesso, … ad esempio per approfondire certi argomenti o magari anche come metodo di meditazione/auto-psicoterapia.

Pubblicare un e-book in alcuni posti non ha un costo, anche se uno deve farsi qualche conoscenza specifica sui programmi di editing/conversione nel formato opportuno.
Comunque, in tal modo si può pubblicare un libro senza necessariamente dover pagare qualcuno che magari ti prometterebbe solo cose forse irrealizzabili concretamente o, ancor peggio, ti indurrebbe a modificare lo scritto solo perché possa maggiormente riscontrare l’apprezzamento del pubblico!

Infine, anche un blog può essere un metodo per scrivere pensieri, poesie e quant’altro, che divemtano subito disponibili online a tutto il mondo, quindi potenzialmente ad un pubblico enorme! È proprio di questi giorni la diffusione ovunque, nei social e nei messaggini, di belle poesie pubblicate in blog di poeti anche d’oltremare. Un post può anche poi servire per pubblicizzare un proprio libro/musica e magari anche renderlo scaricabile gratuitamente, come ho fatto per esempio per un disco di un amico o per materiale diversamente ormai introvabile (dopo avere contattato ovviamente l’autore).

Insomma, forse se uno non lo fa per lavoro, è meglio non rischiare di spendere solo, ed accontentarsi invece di quello che viene, come soldi e come popolarità.
Talvolta anche i concorsi letterari penso possano in qualche modo essere organizzati non solo per scoprire nuovi talenti ma anche per far sì che le persone che arrivano tra le prime in classifica siano portate poi ad affidarsi ad editori che, pur facendo magari il loro buon lavoro di revisione e di marketing, si fanno pagare il giusto!!

Per il momento non mi sono informato molto sui diversi modi che consentono di pubblicare un proprio libro autonomamente online gratuitamente. Mi riserbo perciò di approfondire in futuro questa tematica e mi limito per ora solo ad elencare nel seguito alcuni link che ho trovato e che possono, tra i molti, servire per farsi meglio un’idea delle possibilità.
Ripeto, sono solo link di siti che mi sono sembrati interessanti ma che solo parzialmente ho analizzato per ora, proponendomi una indagine più accurata in futuro: li elenco in quanto possono comunque essere un buon punto di partenza anche per te, se sei interessato all’argomento!
🙂

 

 

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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