Parco Michelotti, ex sede dello zoo di Torino: nuove speranze di rinascita ed utilizzo socialmente utile

Più di 5 anni fa avevo scritto un post relativo a quello che era stato lo zoo di Torino al parco Michelotti, evidenziando già allora lo stato di estremo degrado in cui versava tutta quella zona che percorre la riva destra del Po, tra il ponte di piazza Vittorio e quello di c.so Regina, sebbene si tratti di una vasta area prossima al centro storico di Torino.
Grazie a quel post sono venuto a sapere, da una gentile attivista del gruppo Facebook Assemblea Michelotti che mi ha contattato sui social, della presenza di incontri tra Comune e organizzazioni territoriali (o anche semplici cittadini interessati) per confrontarsi e discutere sulle possibilità di recupero di quella parte di territorio abbandonato da troppo tempo.
Ho voluto quindi partecipare anch’io ad uno di questi incontri pubblici che si è tenuto lo scorso mese presso la Casa dell’Ambiente di c.so Moncalieri, sebbene non sia proprio della mia zona, essendo io comunque legato affettivamente anche a quella parte di Torino, da sempre la mia città di residenza. Inoltre, confrontarsi con la cittadinanza e con le associazioni, instaurare un dialogo costruttivo per trovare soluzioni concrete e realizzabili con il budget a disposizione, mi è sembrata da sempre la via più giusta e percorribile, da parte di una amministrazione, per cercare di dare un volto ed una finalità migliore ad un territorio pubblico. Per intanto, sono venuto a conoscenza che, dopo un’opportuna potatura di alberi e pulizia generale, a giugno incomincerà già ad essere riaperta al pubblico la piccola parte del parco dove sono presenti i giochi per bambini … un primo segno di rinascita, seppur piccolo come i bambini la utilizzeranno!
Durante quell’incontro preserale, ho sicuramente apprezzato il clima di collaborazione propositiva da parte sia dei rappresentanti del Comune sia, soprattutto, delle molte persone che stavano partecipando in modo disinteressato per dare anche loro un contributo affinché quel bel parco fosse restituito ai cittadini per finalità pubbliche e socialmente utili.
Ovviamente le posizioni e le proposte dei partecipanti (almeno una trentina) erano state le più svariate, sia a livello di attività e finalità di quel territorio, sia come suggerimenti sulle priorità dei potenziali interventi: da chi avrebbe preferito lasciare alla sola Natura il compito di rigenerare quel parco, a chi proponeva le più svariate attività sociali con la partecipazione attiva dell’uomo, pur nel rispetto dell’ambiente, magari con un possibile riferimento alla sua storia passata. Non ho sentito per fortuna proposte di utilizzo improprio di quel luogo, quali discoteche, pub o quant’altro necessariamente non avrebbe potuto che deteriorarlo con il tempo.
Neppure si è più parlato poi dell’iniziale idea di ricostituire lì uno zoo, seppur con animali da fattoria, come ipotizzato tempo fa con la partecipazione di Zoom, idea sinceramente non eccelsa … anche se forse addirittura preferibile, a mio punto di vedere, rispetto al degrado attuale. Mi hanno comunque fatto riflettere le posizioni di chi proponeva di lasciare alla Natura quell’area, limitandosi a renderla visitabile come fosse un museo naturale cittadino. Infatti, più volte, in questi ultimi anni, mi sono soffermato con piacere ad osservare tratti della fossa tra via Sempione e via Gottardo, dove un tempo transitava il treno, a pochi chilometri di distanza dal parco Michelotti: ora è un bosco bellissimo pieno di alberi, liane, animali … solo alcuni cumuli di immondizia disturbano profondamente l’estasi di uno sguardo. Si può veramente affermare, senza timore di essere smentiti, che quando la Natura prende il sopravvento, il paesaggio non può che cambiare in meglio! Ben ricordo il treno a vapore che, seppur sporadicamente, ancora negli anni ’60 transitava su quel binari, ora divelti: quel tratto ferroviario tra la stazione Vanchiglia e le fabbriche Fiat di via Cigna, richiamava sempre l’attenzione di noi bambini della Barriera che, al passaggio della locomotiva, ci affacciavamo alla ringhiera di uno dei ponti, immergendoci poi nel fumo grigio della ciminiera … Ora che c’è questa specie di foresta amazzonica cittadina, quasi mi spiace pensare che, chissà quando, la costruzione della seconda linea di Metro distruggerà quello che in poche decine di anni la natura ha saputo riprendersi e ripristinare!!

Foresta amazzonica a Torino: ex ferrovia tra via Sempione e via Gottardo (1)

Foresta amazzonica a Torino: ex ferrovia tra via Sempione e via Gottardo (2)

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Ritornando all’incontro pubblico con il Comune per le sorti del parco Michelotti, in quella circostanza si era poi deciso di dare la possibilità ai cittadini interessati di effettuare un sopraluogo sul posto dai cancelli serrati da tempo e quindi inaccessibile … seppure in più punti siano presenti varchi per entrarci illegalmente!

In quella occasione, ho scattato molte fotografie cercando di immortalare la situazione ad oggi, in quanto presto, molto di quello che si vede, scomparirà per far posto a qualcos’altro …
Troppi sono stati gli scatti per poterli inserire tutti in questo post, per cui nel seguito potete vederne solo una selezione, rimandandovi al mio album flickr su Torino per vederli tutti!

Alcune foto intendono testimoniare l’area boschiva ed i suoi sentieri, altre gli edifici esistenti ed in particolare quello splendido che ospitava il rettilario, progettato da Venturelli: alcuni interni mostrano lo stato di degrado ed il loro utilizzo improprio. Molte si soffermano infine sui murales realizzati principalmente nel 2012 con il progetto di riqualificazione urbana SAM Street Art Museum, progetto curato da Border Land.
Molte di quelle costruzioni, in buona parte decadenti, e molti di quei murales, scrostati e deturpati, scompariranno presto e proprio per questo meritano di essere immortalati per mantenerne il ricordo. Durante il sopraluogo è stato detto che già un fotografo professionista aveva ripreso il tutto a dovere … ma, si sa, ogni persona ha un occhio per certi particolari che ad altri possono sfuggire, per cui spero che anche i miei scatti possano comunque  avere un loro valore 😉

Segnalo inoltre il post The Lion Sleeps Tonight: Exploring the Abandoned Zoo in Turin  dove ci sono alcune foto di interni da me non esplorati oltre ad informazioni relative agli autori di alcuni murales: Seacreative, Alice, Mr. Klevra, James Kalinda, Mr. Fijodor, Giorgio Bartocci …

Molto interessanti sono poi le pagine Facebook di Border Land, che aveva curato nel 2012 il progetto ‘Street Art Museum’, dove si possono trovare foto ed informazioni utili: non mancate di vedere al loro sezione di foto scattate durante la realizzazione dei murales, in cui se ne può scoprire per alcuni la genesi …
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i quell’evento era sembra stato realizzato anche un book
Spettacolari sono infine i video realizzati da SAM, dove nuovamente appaiono le opere nella loro bellezza originaria. Da vedere sicuramente almeno:

Ci tengo infine a riportare nel seguito quanto scritto nella sezione La nostra storia del gruppo Facebook Assemblea Michelotti, in quanto, secondo me, fornisce una possibile chiave di lettura anche per queste mie foto seguenti, che appunto vogliono assumere il valore di ricordo nel tempo di ciò che è stato: Assemblea Michelotti, nata per raccogliere le istanze di cittadine e cittadini di Torino contrari alla privatizzazione e snaturamento di Parco Michelotti, il 15 dicembre 2017 vede realizzato il primo obiettivo, con l’annullamento del progetto Zoom, che non solo comportava forme di sfruttamento di animali, ma sottraeva alla città un luogo centrale di grande valore per l’ambiente e per la qualità di vita di tutte le persone che vivono in Città.
Il Comitato continuerà ad esistere e a seguire le sorti del Parco, che speriamo sia accessibile a tutte/i, nel rispetto della ricchezza ambientale e faunistica che lo caratterizza.
La storia di Parco Michelotti incomincia nel 1823 quando una Commissione stabilì il collocamento di quattro file di alberate.  Nel 1850 furono messi a dimora 164 platani su due filari per un percorso di oltre un chilometro.  Nel 1910 ospitava il Teatro “Teatro Parco Michelotti” di Umberto Fiandra, con 1000 posti.
Ora è un’area ampia 32.000 mq, di particolare pregio storico e ambientale, tutelata in quanto parco fluviale: 310 sono gli alberi ad alto fusto presenti e ricca è la biodiversità.
Dal 2012 sono presenti nel Parco dei Murales di artisti di fama internazionale, grazie al progetto di riqualificazione urbana SAM Street Art Museum.”

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Se poi sei interessato alla Street Art a Torino puoi trovare informazioni anche nei seguenti siti:

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Informazioni su Enzo Contini

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