A Torino distrutta con ruspe e motoseghe una foresta urbana, anziché semplicemente ripulirla dai rifiuti gettati dagli umani: pazzia pura e spreco di denaro pubblico!

P.S. Lo so, è un post lungo, per cui ho pensato di inserire qui, subito all’inizio, un breve riassunto per chi vuol avere sintetizzato il suo contenuto e magari poi scegliere successivamente se andare nel dettaglio della sua lettura.

A Torino, nel fossato lungo circa 3 Km tra via Sempione e via Gottardo (che fino agli anni ’70 ospitava la rete ferroviaria per transito merci) è stato eseguito un radicale intervento, che definirei vandalico, dove ogni forma di flora è stata abbattuta in modo indiscriminato a colpi di ruspa e di motosega. Nei decenni la Natura aveva fatto nascere e prosperare una foresta urbana di centinaia di alberi, capaci di ospitare uccelli e di svolgere tutte quelle ben note benefiche funzioni utili soprattutto in una città ad alto inquinamento qual è Torino.

Divenuto da sempre discarica illegale in alcuni punti, sarebbe bastato un dovuto intervento di pulizia dalle immondizie (mai effettuata seriamente da decenni), la potatura di alcuni alberi, l’eliminazione di qualche erbaccia ed eventualmente un’opera di normale disinfestazione dai topi per risolvere egregiamente la situazione … senza per questo dover compiere un’opera distruttiva, incapace di distinguere il degrado dell’immondizia da un patrimonio arboreo e naturale.

Non si è trattato neppure di un lavoro propedeutico alla realizzazione della linea 2 del Metro in quanto attualmente la partenza della nuova linea da Rebaudengo è ancora in forse e comunque, se si farà, sarà semmai tra diversi anni, quando ben altri saranno i lavori da realizzare (ed eventualmente quelli fatti da rifare essendo trascorso così tanto tempo). Perché quell’opera di distruzione ORA? Perché non aspettare ad abbattere quegli alberi in attesa della certezza sulla data di inizio lavori, in modo tale da accorciare di molto il tempo necessario per una loro sostituzione con viali alberati a fine opera?

Ho trovato fastidiosi inoltre alcuni articoli apparsi su alcuni quotidiani come La Stampa (“Dopo decenni si ripulisce il Trincerone: arrivano le ruspe: via ai lavori nell’ex ferrovia abbandonata dove passerà la nuova linea della metropolitana“) che, senza preoccuparsi neppure di presentare l’altra faccia della medaglia, inneggiavano a quell’opera di distruzione, così come le riportate dichiarazioni delle istituzioni che festeggiavano l’operazione come una prima vittoria.

… ora, se pensi che sia di tuo interesse, puoi iniziare a leggere il contenuto di questo post 😉

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In un post della scorsa primavera avevo avuto modo di decantare la bellezza della foresta urbana creatasi negli anni nel fossato lungo circa 3 Km tra via Sempione e via Gottardo: fino agli anni ’70 ospitava la rete ferroviaria per transito merci che collegava lo Scalo Vanchiglia alla ferrovia Torino-Milano.

Nel seguito seguito vi mostro le fotografie che avevo fatto la scorsa primavera dal ponte di via Monterosa e da quello di via Mercadante, dove si poteva ammirare questo bosco naturale, ricco non solo di vegetazione ed alberi decennali ma anche di uccelli e forme di vita tra le più svariate. E’ vero c’erano anche dei topi che comunque generalmente si guardavano bene dall’allontanarsi da quel fossato e rischiare di finire schiacciati dalle macchine: comunque, se si volevano eliminare alcuni di questi animali, generalmente considerati molesti e pericolosi, sarebbe stato sufficiente ripulire seriamente dai rifiuti (accumulatosi nei decenni) ed adottare una delle mille metodologie di disinfestazione che non richiedono ovviamente l’abbattimento di alberi decennali e quant’altro!!
Ovviamente io ero e sono favorevole ad interventi di pulizia … ma totalmente contrario all’intervento vandalico attuato,  dove ogni forma di flora è stata abbattuta in modo indiscriminato a colpi di ruspa e di motosega
: è mancato solo lo spargimento del sale!

Paragonate le foto scattate la scorsa primavera con quelle del desolato paesaggio odierno!!

20/4/2018 – Foresta a Torino: ex ferrovia tra via Sempione e via Gottardo dal ponte di via Mercadante

7/12/2018 – Paesaggio di desolazione dallo stesso ponte di via Mercadante

20/4/2018 – Foresta a Torino: ex ferrovia tra via Sempione e via Gottardo dal ponte di via Monterosa

 

7/12/2018 – Paesaggio di desolazione dallo stesso ponte di via Monterosa

Solo meno di un mese fa avevo fotografato ed inserito su FaceBook questi bellissimi fiori selvatici, ancora sbocciati nonostante il sopraggiungere dell’inverno, che spiccavano in quel fossato dove un tempo passava il treno:

12/10/2018 – Ad autunno inoltrato, nel fossato dove un tempo passava il treno spiccavano ancora splendidi fiori selvatici

Insomma, una foresta urbana che solo la Natura era riuscita a far nascere nei decenni, capace di ossigenare un intero quartiere, abbattuta da ruspe e motoseghe incapaci di fare alcuna distinzione di sorta!!
… e viene anche scritto, nel maggior quotidiano cittadino, che i residenti sono FINALMENTE FELICI!!! Ma proprio tutti??
Io in verità ho visto principalmente passanti che, attraversando uno dei ponti, erano sconcertati da quella visione di desolazione e distruzione immotivata.

Forse un sacrificio in nome del “progresso“, in vista della costruzione della linea 2 del Metrò?
NEPPURE quello!
Si legge infatti che “la partenza della nuova linea metropolitana da Rebaudengo è ancora in forse” … e comunque se si farà sarà semmai tra diversi anni quando ben diversi saranno i lavori da fare (ed eventualmente quelli di pulizia da rifare, essendo passato tanto tempo e se, come è avvenuto in tutti questi anni, seriamente non si ripulirà periodicamente il fossato dalle immondizie gettate da quella parte incivile della cittadinanza, verosimilmente locale. Inoltre, quando verrà poi semmai costruita quella nuova linea Metro, spero proprio che chiudendo il fossato ed allagando le strade, si provvederà a costruire le piste ciclabili ed a piantare anche nuovi alberi lungo i viali in modo da compensare gli alberi preesistenti. Ma, mi ripeto, tutto questo che non si può non sperare avvenga, se diventerà una realtà lo sarà tra diversi anni: perché allora quell’opera di distruzione ORA??

E’ vero: in alcuni tratti, soprattutto quelli in prossimità dei ponti, era diventato da anni un punto di discarica illegale.
Tuttavia sarebbe bastata una semplice pulizia dalle immondizie
(mai effettuata da decenni), la potatura di alcuni alberi e magari l’eliminazione di qualche erbaccia per risolvere egregiamente la situazione!! … senza per questo dover compiere un’opera distruttiva, incapace di distinguere il degrado dell’immondizia da un patrimonio arboreo e naturale.
Per di più, quella vera opera di “bonifica” si sarebbe potuta effettuare con costi ben più contenuti. Come già evidenziato, se non si provvederà ad una pulizia periodica dall’immondizia, la situazione, da quel punto di vista, risulterà la stessa già tra qualche mese … solo che non ci saranno più le centinaia di alberi prima presenti su quei dirupi con tutto quello che ne consegue!

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DIMOSTRIAMO LA NOSTRA INDIGNAZIONE PER QUESTA SCELTA DELL’AMMINISTRAZIONE, ESEGUITA IN MODO NON CONDIVISO OPPORTUNAMENTE CON I RESIDENTI E COMMENTIAMO OPPORTUNAMENTE ARTICOLI CHE INNEGGINO A TALE OPERA DI DISTRUZIONE!
[e.g. scrivendo una email di protesta non solo a La Stampa publiceditor@lastampa.it – relativamente all’impostazione data all’articolo, ma soprattutto al Comune di Torino urp@comune.torino.it – per manifestare il proprio sdegno per la distruzione effettuata in modo indiscriminato e lo spreco di denaro pubblico]

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7/12/2018 – Centinaia di alberi decennali abbattuti senza motivo (1)

7/12/2018 – Centinaia di alberi decennali abbattuti senza motivo (2)

7/12/2018 – Centinaia di alberi decennali abbattuti senza motivo (3)

Ho poi trovato delirante l’articolo “Dopo decenni si ripulisce il Trincerone: arrivano le ruspe: via ai lavori nell’ex ferrovia abbandonata dove passerà la nuova linea della metropolitana“, presente sul sito de La Stampa, che inneggia a quell’opera di distruzione, così come le riportate dichiarazioni delle istituzioni.

Da quell’articolo si legge:
Dopo decenni di attesa, i residenti non ci credevano più. Ormai si erano abituati a quel panorama selvaggio, con i rovi e la vegetazione incontrollata …
“… E ad un certo punto la natura ha preso il sopravvento, trasformandolo in un’enorme foresta urbana. La vegetazione era incontrollata al punto da ostruire la vista delle case e il passaggio pedonale sui marciapiedi
… mi chiedo davvero se quel giornalista è mai passato su quel marciapiede sul lato del fossato, largo al massimo 70 cm (ma in alcuni tratti anche molto meno e dove anche solo gli specchietti delle macchine parcheggiate impediscono il passaggio pedonale!), dissestato e sporco di escrementi di cani, con le macchine posteggiate spesso malamente a lato!! Insomma, si parla di questi “marciapiedi”, se proprio vogliamo chiamarli così:

Mi chiedo poi anche se quel giornalista è mai stato in una di quelle case di periferia lungo via Sempione e via Gottardo dove, a suo giudizio, quella “vegetazione ostruiva la vista“. Io ci sono vissuto per decenni in una di quelle case e posso assicurare che ben altre visioni hanno disturbato la mia vista! Sicuramente lui non ha mai potuto ascoltare i gorgheggi di qualche merlo che si adagiava sulle fronde di quegli alberi ora abbattuti!!

Viene ancora scritto:
L’inizio delle operazioni di pulizia ha colto di sorpresa anche la Circoscrizione 6: «Siamo soddisfatti, ma ora dobbiamo pensare anche a come mantenerlo pulito in attesa della nuova linea metropolitana -commenta la presidente Carlotta Salerno-: lavoreremo a stretto contatto con il Comune e la Polizia Municipale per evitare che il Trincerone diventi di nuovo una discarica».”…
Come è possibile che “l’operazione di pulizia ha colto di sorpresa anche la Circoscrizione 6“: sembrerebbe quindi proprio che la condivisione degli obiettivi (pulizia dai rifiuti o distruzione di alberi?) e dei tempi non sia proprio stata condivisa nemmeno con le istituzioni locali preposte alla salvaguardia del territorio, in quanto rappresentanti dei suoi residenti! … mi fa piacere comunque che qualcuno che è ormai sicuro dell’imminente inizio dei lavori per la nuova linea metro: da ciò che ho letto sui giornali mi sembrava che non solo i tempi ma anche il percorso non che fossero così scontati!

Inoltre si dice che i residenti abbiano osservato “con curiosità lo svolgersi dei lavori“!!!
Più che di “curiosità” direi sconcerto, anche perché la popolazione non è stata opportunamente informata dell’operazione con manifesti o altro …
… sconcerto che è aumentato quando si è incominciato ad intuire che da semplice operazione di pulizia
(bonifica dai rifiuti e da qualche sterpaglia), in realtà si trattava di un’opera di distruzione indiscriminata di tutto l’esistente, alberi inclusi!

Si pensa anche a coprire il Trincerone con delle reti, per evitare il ritorno del degrado”. La soluzione è quindi quella di “coprire il Trincerone con delle reti “: pensate, una rete che copra 3 km di ferrovia (ambo i lati) inutili sicuramente in un’ottica poi del Metro, … sempre se questo venga realizzato negli anni avvenire!!! … di questa “soluzione” se ne parlava già in un articolo de La Stampa del 9/4/2010 che trovate in fondo al post, ma allora si parlava di reti su entrambi i bordo del fossato, comunque anche così inutili in un’ottica del Metro.

“Nel frattempo, i residenti festeggiano questa prima vittoria. Certo, si fa presto ad esultare, quando la partenza della nuova linea metropolitana da Rebaudengo è ancora in forse. Ma il voltare pagina – si spera per più tempo possibile – allo scempio che per decenni è diventato parte integrante di questa parte di periferia, fa accennare un sorriso agli abitanti di questo territorio. Che per una volta si sentono meno abbandonati“.

FESTEGGIARE??? MA DOVE?? Mi viene davvero da chiedermi se il giornalista quando ha scritto quello pseudo articolo lo dicesse sul serio!! … per non parlare di chi ha deciso le modalità con cui effettuare quest’opera di “bonifica“!!!!!
Altro che festeggiamenti … io ho visto solo molti passanti increduli domandarsi il perché di quello scempio!

Invece, per l’unico intervento veramente utile bisogna aspettare: viene detto infatti che “per la rimozione dei rifiuti bisognerà aspettare Amiat“. Infatti la situazione attuale è questa:

Si afferma anche: “Certo, si fa presto ad esultare, quando la partenza della nuova linea metropolitana da Rebaudengo è ancora in forse“. Ma come, … solo meno di un mese fa erano comparsi articoli che affermavano l’ufficialità del percorso che comprendeva anche quelle fermate (e.g. Linea 2 del Metro di Torino, ufficiale il percorso: 36 fermate in oltre 36Km“)!!!!
Insomma,   mi sa che i lavori si inizieranno ovviamente quando i soldi ci saranno ed anche il suo percorso (perlomeno all’inizio dell’opera) dipenderà dagli stanziamenti: ora i finanziamenti per completare tutta l’opera in tempi “brevi” penso proprio che non ci siano. Comunque l’articolo de La Stampa è più recente di diverse settimane rispetto a quello citato per cui le carte sembrano siano ancora in gioco.  Non è che io sia contro la realizzazione della linea Metro: ANZI!! Ma non penso proprio, purtroppo, che i tempi di inizio lavori (soprattuttto in quella zona) ci saranno a breve …

E ancora:
Rimane invece in sospeso la questione passerelle. Queste, oltre ad essere le uniche vie di passaggio tra via Gottardo e Sempione, complice la condizione di isolamento, risultano un perfetto habitat per le sale del buco. I tossici le utilizzano regolarmente come narcosale, incuranti dei passanti. Stesso problema per i varchi dell’ex tunnel ferroviario, che erano stati chiusi con il cemento ma i drogati hanno forzato lo sbarramento: «Bisogna innanzitutto ripristinare le barriere in cemento -continua la presidente della Sei -, mentre sulle passerelle ci vorrebbe un’illuminazione maggiore»”.

Intanto per momento anche quei muri, che impedivano l’accesso sotto i ponti ed il relativo stazionamento delle persone che si dice spacciassero o consumassero droga, sono stati completamente abbattuti: se in quelli erano stati creati dei fori, bastava chiuderli anziché abbattere completamente la struttura (probabilmente al solo scopo di fare passare agevolmente le ruspe dal un lato all’atro di un ponte, …. e per poi (sembra) doverle ricostruire da zero con ovvi costi maggiori!!!
E poi … i punti di spaccio (completamente indisturbato anche da parte delle forze dell’ordine) sono così evidenti a tutti
(e.g. nei pressi della farmacia Sempione) che sinceramente sigillare il sottopassaggio di quei ponti per ostacolare la tossicodipendenza mi sembra proprio una ipocrisia!!

Muri che ostruivano l’accesso sotto i ponti (per impedire luoghi di spaccio) distrutti principalmente per far passare agevolmente le ruspe (1)

Muri che ostruivano l’accesso sotto i ponti (per impedire luoghi di spaccio) distrutti principalmente per far passare agevolmente le ruspe (2)

Muri che ostruivano l’accesso sotto i ponti (per impedire luoghi di spaccio) distrutti principalmente per far passare agevolmente le ruspe (3)

Muri che ostruivano l’accesso sotto i ponti (per impedire luoghi di spaccio) distrutti principalmente per far passare agevolmente le ruspe (4)

Muri che ostruivano l’accesso sotto i ponti (per impedire luoghi di spaccio) distrutti principalmente per far passare agevolmente le ruspe (5)

Da un post su Facebook mi viene sottolineato poi che “Il denaro non è pubblico ma dell’immobiliare Regio Parco che, sollecitata dal Comune, dopo mille e mille segnalazioni fatte dai residenti ha provveduto dopo 10 anni a ripulire l’ex passante ferroviario“. Io credo che ripulire i rifiuti ed adottare una delle mille metodologie di disinfestazione non richiede ovviamente l’abbattimento di alberi e quant’altro!! Inoltre non so in che qualità quell’immobiliare Regio Parco debba essere responsabile dei lavori da effettuare su quel fossato dell’ex ferrovia (nulla ho trovato a tale riguardo ricercando su Internet): inizialmente pensavo fosse in concessione (come per le autostrade e le ferrovie, quindi alla fine denaro pubblico). Da più fonti si afferma invece che è sua proprietà privata. Se è così ne deduco che, nel caso si faccia poi passare la linea 2 del Metro, quell’area dovrà essere comprata/affittata dal Comune.
Se quindi è proprio proprietà privata, allora una domanda mi risulta lecita: perché quell’immobiliare avrebbe voluto effettuare, seppur sollecitata dal Comune, quella operazione di “bonifica” assai più costosa di una semplice eliminazione dei rifiuti, potatura e magari sterpaglia, la sola di cui sicuramente era in difetto? Forse per far festeggiare alcuni dei residenti indicati nell’articolo de La Stampa? Proprio ora, con la crisi economica del settore e dopo decenni in cui poco o nulla aveva fatto? Mmm… Perché non aspettare che, dell’eliminazione totale del preesistente, non se ne facesse poi carico il Comune quando i lavori del Metro magari inizieranno e gli alberi da abbattere sarebbero stati sostituiti
(a fine lavori) con viali alberati? Non è che gatta ci cova (“se tu dai una cosa a me …“) e tutta questa operazione, eseguita anni prima del dovuto, si giustifica principalmente come mera, scaltra ma anche bieca politica populistica? Boh …
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Scrivete anche voi una email di protesta non solo a La Stampa publiceditor@lastampa.it – relativamente all’impostazione data all’articolo, ma soprattutto al Comune di Torino urp@comune.torino.it – per manifestare il proprio sdegno per la distruzione effettuata in modo indiscriminato e lo spreco di denaro pubblico.

 

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Inserendo la mia visione dei fatti in un gruppo Facebook, qualcuno (forte dei commenti contrari) ha scritto addirittura “Ritengo che questa discussione sia inutile e fuori luogo visto anche i commenti che arrivano da altre persone che sono assolutamente favorevoli ai lavori… Quindi come si dice le chiacchiere stanno a zero“,  … come se i commenti delle poche persone che frequentano un gruppo Facebook (di poche migliaia iscritti – ovviamente di attivi molti meno – su una popolazione della Barriera di Milano con più di 37000 abitanti) rispecchiasse tutta l’opinione di una cittadinanza e come se poi la discussione con chi la pensa diversamente non possa che accrescere in  tutti una visione più ricca della realtà!!
Per non parlare poi dei commenti che hanno ridicolizzano il tutto ed anche di alcuni con insulti personali
. (da commenti del gruppo FB: “Mi dice da chi compra le sostanze di cui fa uso? (Luca Vignoni ); Vedo che quella foresta qualcuno se l’è fumata” (Fabio Martina); “Ma dei boschi che nascono ai bordi dei marciapiedi e che in maniera indegna vengono estirpati dal comune ?? … ne vogliamo parlare ???” (Vincenzo Tozza); “Gira brutta droga … sicuramente pulendo il trincerone qualche pallina avariata si sarà diffusa nell’aria..” (Fabrizio Cucco);  “Ma che cacchio ti sei fumato? Cambia spacciatore!” (Alessio Atzeni)
Io sono stato questa mattina su uno dei ponti che attraversano il fossato, e a coloro che si fermavano a guardare la sua condizione attuale, ho chiesto il loro parere sull’intervento effettuato: vi assicuro che la percentuale delle persone contrarie a quell’abbattimento di alberi (non certo alla rimozione dei rifiuti) è stata davvero elevata! Ovviamente anche questa mia piccola personale  indagine ha gli stessi limiti numerici che ho evidenziato esserci in qualsiasi gruppo Facebook, ma ha perlomeno interessato persone che ci hanno messo la faccia e non hanno ridicolizzato il tutto o, peggio ancora, insultato

Lo so, lo insegnano già alle elementari, ma letti diversi commenti al mio post su quel gruppo si Facebook, che denotano un livello culturale non particolarmente eccelso  di alcune persone, penso valga anche qui la pena ricordare l’importanza della presenza di alberi anche nelle città, soprattutto in quelle ad altro tasso di inquinamento come Torino. Basta fare una qualsiasi ricerca su Internet per poter leggere come sia importante creare e mantenere (se già esistenti)  i cosiddetti boschi urbani: la stessa La Stampa pubblicava l’articolo I boschi urbani, per salvare l’aria delle città (16/2/2016).
Negli scorsi giorni, in un’operazione effettuata a tempo di record, sono stati abbattuti centinaia di alberi decennali lungo quel bosco urbano che si estendeva per chilometri, seppur se in una striscia di qualche decina di metri. Che si trattasse di un bosco urbano penso che, anche se non lo si è mai visto di persona,  risulti evidente anche solo dalle immagini riportate della scorsa primavera … anche se in uno dei commenti in quel gruppo qualcuno ridicolizzava anche questa evidenza  dicendo: “Divertente l’idea che qualcuno potesse affermare che era un bosco urbano che quasi andava preservato. Alle volte mi pare che si lasci la ragione in vacanza piuttosto di affermare il contrario per partito preso. … Pensa un po’ avevo un boschetto sotto casa e non lo sapevo… Magari ci potevo raccogliere funghi, castagne… Magari anche incontrare qualche cinghiale“.
Da un punto di vista giuridico, ogni Nazione ed ogni Regione ha le sue leggi finalizzate a definire le competenze territoriali e le responsabilità e queste leggi possono anche cambiare nel tempo: ad esempio, tecnicamente se la superficie è maggiore di 2000 mq, se è più larga di 20 m, se da 10 anni gli alberi sono stati lasciati crescere, se la copertura arborea era superiore al 20%, allora un tempo era etichettata giuridicamente come bosco; la legge regionale n. 17 del 12 agosto 2013 ne ha cambiato la definizione, con disposizioni collegate alla manovra finanziaria di quell’anno (meno aree dichiarate boschi => meno spese per il loro mantenimento/protezione); poi, con l’entrata in vigore del d.lgs. 34/2018, la colonizzazione spontanea di specie arboree o arbustive su terreni precedentemente non boscati quando dà origine a bosco, viene data esclusivamente nella gestione patrimoniale del bene forestale ma non è estendibile agli aspetti paesaggistici ed ambientali (grazie Maurilio Pavese per la interessante informazione!).
Invece, da un punto di vista semantico con “bosco urbano” si intende sempre la stessa cosa, vale a dire “bosco [bò-sco] s.m. (pl. -schi) Terreno coperto di alberi d’alto fusto sotto i quali si sviluppano anche arbusti e piante erbacee; l’insieme di tale vegetazione” che in quel caso si realizza in un territorio urbanizzato.
Perciò può essere utile riportare anche qui alcuni dati oggettivi da una indagine di Legambiente presentata all’appuntamento annuale di Mal’aria nel 2017 in cui si indicava quanto segue relativamente alle cosiddette 10 mosse per cambiare le città e sconfiggere lo smog:
Aumentare il verde urbano. Piantare migliaia di alberi nelle strade e nei parchi, per assorbire emissioni inquinanti e CO2.
Per dare un’idea dell’importanza di questa azione anche nella riduzione dello smog cittadino, riportiamo alcune stime: Il CNR Ibimet di Bologna e l’università di Southampton in Gran Bretagna, in una loro ricerca, hanno riportato che a Londra le alberature assorbono annualmente tra le 850 e le 2100 tonnellate di PM10 l’anno. Lifegate riporta come 5 mila piante, in un anno, riescono ad assorbire 228 chili di PM10, ovvero le emissioni di mille macchine che in un anno percorrono circa 20mila km. Ma gli alberi svolgono anche un’altra funzione importante, riparando gli edifici dal calore e dal freddo con un risparmio stimato, secondo Trees for cities (un’associazione internazionale che ha l’obiettivo di rendere le città più verdi), del 10 per cento dell’energia necessaria per regolare la temperatura di un edificio e quindi di emissioni. Inoltre gli alberi contribuiscono ad assorbire l’anidride carbonica e a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in città (come le isole di calore).

L’importanza di tutelare e incrementare il verde urbano è stata messa al centro nelle politiche di rigenerazione e riqualificazione di diverse città nel mondo. Diversi sono gli esempi di riqualificazione ed estensione dei cosiddetti “boschi urbani” e i loro benefici sono evidenti: mitigazione del cambiamento climatico, gli alberi migliorano la qualità della vita per milioni di persone, riducono la formazione di smog, tutelano il suolo, proteggono la fauna locale, oltre a ridurre l’inquinamento. … Infine, genera un miglioramento della qualità estetica del contesto“.

Inserite queste informazioni oggettive in quel gruppo Facebook, ecco una delle risposte più significative: “Grazie per averci illuminato grande saggio. Forse lei non ha capito che quell’obrobrio che lei chiama bosco, noi che non abbiamo la sua immensa cultura in temi di difesa ambientale, non si ha la pretesa di distruggerlo e farci una spianata di cemento. In realtà vorremmo una ciclabile affiancata da tanti alberi, pulita e non infestata dai topi e dalla munnezza. È chiaro? E adesso basta perché mi sono rotto le palle di discutere con chi non vuol capire” (Giampiero Musso). No comment 😶.

Ecco un altro ragionamento lucido: “OK, ma la metro 2 passerà di li per cui gli alberi comunque fra qualche anno sarebbero stati da tagliare. L’errore è stato farceli crescere quando i treni merci hanno smesso di passarci” (Marco Odifreddi). Quindi meglio incominciare ad abbatterli fin d’ora (addirittura prima ancora che si sappia se e quando la linea del Metro sarà effettivamente realizzata) … ed anzi l’errore è stato farceli crescere quando i treni merci hanno smesso di passarci!  🤔

Ci sono stati per fortuna anche persone che mi hanno fornito utili informazioni e commenti di apprezzamento, alcuni dei quali anche simpatici e cordiali come il seguente: “Non conosco la zona e non so giudicare, però il sig. Enzo Contini mi ricorda molto (non lo dico come beffa anzi è un personaggio che amo tantissimo) il Marcovaldo di Calvino. Un sognatore per cui un fungo in città diventa un angolo di bosco. Un attento osservatore di cose superflue per i più, per il quale un filo d’erba, un fiore spontaneo, sono degni di attenzione, cura e riflessione. Forse erano solo sterpaglie ed ha ragione la maggioranza però la purezza del sig. Enzo nel vederne qualcosa di più nobile, magari grazie al canto del merlo che fuoriusciva dalle fronde, credo sia una visione romantica, nostalgica – magari quasi buffa sotto certi aspetti, cosi come buffa appariva la bontà d’animo del Marcovaldo – e credo andrebbe ammirata. Ogni tanto trovare un po’ del Marcovaldo, trovare un po’ del Contini, in noi e vedere le cose sotto una luce diversa, meno frenetica, ci farebbe bene. Non firmerò la petizione perché non so se abbia ragione o no, probabilmente no, però nella sua visione romantica del filo d’erba, Sig.Contini, mi creda la stimo e sono con Lei“. (Giuliano Fgmistic)

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Da La Stampa: Trincerone, topi giganti nell’ex ferrovia-discarica I residenti: servono reti per proteggere gli argini (9/4/2010) si legge: “Erano stati promessi due interventi di pulizia l’anno, ma i residenti non ne vedono dalla primavera scorsa. Accusa respinta dai responsabili della Regio Parco, che garantiscono di aver fatto l’ultimo intervento in autunno e sottolineano di aver già risolto il problema dei disperati che passavano la notte sotto i ponti tra topi e rifiuti, murando le arcate. Il problema, semmai, resta l’inciviltà di chi sporca e fa sì che l’immondizia si accumuli già a pochi giorni dal passaggio dei netturbini. E il sospetto, dando un’occhiata ai rifiuti, è che il degrado non sia dovuto a gesti isolati di qualche maleducato.”
Le arcate ora non sono più murate per cui quell’intervento descritto effettuato tempo fa sarebbe ora da rifare. L’immondizia si è già di nuovo accumulata “a pochi giorni di distanza dal passaggio dei netturbini” … quindi verosimilmente gettata dai residenti della zona?
Insomma, dal 2010 nulla è cambiato relativamente a sporcizia e maleducazione … ed i “topi giganti“, di cui si parla nel titolo, non sono certo volati via: solo che ora non ci sono più gli alberi e gli uccelli!

Già allora si scriveva: “Le reti appaiono la soluzione ideale, almeno come deterrente: lanciare un sacco al di là di un’alta recinzione, con ampio gesto del braccio, darebbe molto più nell’occhio che non lasciare andare «distrattamente» un sacco giù per la scarpata, protetta solo dal basso guardrail. Il progetto reti era stato ipotizzato già un anno fa“.
Insomma, un “disincentivo” lungo 3 km che sarebbe comunque poi da ripensare se si farà la metro: quindi non certo una soluzione in quanto l’immondizia si può lasciare poi anche al di qua di quella rete, senza neppure disturbarsi nel “lanciare un sacco al di là di un’alta recinzione, con ampio gesto del braccio“! Nell’articolo più recente citato inizialmente si parla addirittura di “copertura” con una rete: tutte opere costose che nulla hanno di propedeutico ad una realizzazione di una metropolitana sotterranea.
E mettere invece qualche telecamera nei punti “caldi” che sono poi quelli in prossimità dei ponti, dove poi spesso avviene anche lo spaccio e potrebbero davvero servire anche a tale scopo? Una sorveglianza più attenta delle forze dell’ordine ovviamente aiuterebbe anche!

Così come aiuterebbero a diffondere un’educazione civica delle azioni dei vigili in p.zza Respighi angolo via Paisiello dove perennemente ci sono macchine in seconda e terza fila che ostacolano anche il passaggio dei pullman oltre quella dei pedoni che attraversano e che risultano poco visibili, essendo parzialmente nascosti da quei parcheggi irregolari.
… ma questa è un’altra storia, lo so, e poi è molto più comodo per loro andare a mettere multe altrove, magari in quel posto mostrato nel seguito in via Pergolesi (quasi angolo C.so G. Cesare). Certo dà molto meno fastidio lì un posteggio di un’auto (anzi non si capisce neppure bene il motivo del divieto di sosta, non essendoci tra l’altro neppure un incrocio o un ingresso di autorimessa), ma sicuramente si rischiano meno discussioni con il multato e con il commerciante dove quel cliente è andato a comprarsi magari un gratta&vinci (non certo una medicina urgente)!!

Zona divieto di sosta in via Pergolesi, abitualmente comunque occupata … e multata (1)

Zona divieto di sosta in via Pergolesi, abitualmente comunque occupata … e multata (2)

Questa primavera mentre passavo in bici, vedendo nuovamente la macchina dei vigili che multavano un’auto lì posteggiata, ho provato a chiedere loro il motivo di quel divieto e perché non andassero invece a multare (magari anche) in p.zza Respighi davanti al tabaccaio dove sicuramente serviva maggiormente un loro intervento. Ho potuto così assistere ad una simpatica scenetta tra i due che hanno imbastito una disquisizione generica di come la gente non sappia quanti sono gli incidenti e le motivazioni dei divieti … senza però darmi una risposta puntuale al mio pur semplice quesito 😦

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La Stampa: Così il Passante cambierà Torino Corso Inghilterra sotto piazza Statuto – La Giunta approva i progetti esecutivi da mandare a Roma per sistemare la copertura del Passante ferroviario. Presentati i piani per completare il tunnel che collegherà il tratto tra Porta Susa e il corso Principe Oddone (19/2/2014)
Articolo interessante di quasi 5 anni fa.

P.S.
Non so a voi, ma a me l’immagine di quella ruspa che abbatte alberi in modo indiscriminato mi ha riportato alla mente la scena del film Avatar in cui appunto delle enormi ruspe avanzavano abbattendo la foresta.

 

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
Questa voce è stata pubblicata in Giustizia, burocrazia e malcostume, Pensieri e parole, Torino e dintorni. Contrassegna il permalink.

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