Dubbi su scelte sia nell’elargire specifiche multe da parte di alcuni vigili sia del luogo di posizionamento di alcuni autovelox

Non sempre mi trovo a condividere le scelte sia nell’elargire specifiche multe da parte di alcuni vigili sia del luogo di posizionamento di alcuni autovelox: talvolta sembra proprio che lo scopo principale di tali decisioni, se non l’unico, sia riconducibile a rimpinguare le casse di un Comune piuttosto che, come dovrebbe, l’essere propedeutico ad una migliore convivenza civile che suggerirebbe un intervento forte principalmente dove di maggiore utilità.

Ad esempio, aiuterebbero a diffondere un’educazione civica, tra i cittadini del quartiere in cui vivo, delle azioni frequenti dei vigili a Torino in p.zza Respighi angolo via Paisiello, dove perennemente ci sono macchine in seconda e terza fila che ostacolano anche il passaggio dei pullman oltre quello dei pedoni che attraversano e che risultano poco visibili alle macchine che svoltano, essendo parzialmente nascosti da quei parcheggi irregolari.
Forse invece è molto più comodo per loro andare a mettere multe altrove, magari in quel posto mostrato nel seguito, in via Pergolesi (quasi angolo C.so Giulio Cesare). Sicuramente dà molto meno fastidio lì un’auto posteggiata, ma sicuramente si rischiano meno discussioni con sia il multato sia il commerciante dove quel cliente è andato a comprarsi magari un gratta&vinci (non certo una medicina urgente)!! In verità, poi, non si capisce neppure bene il motivo di quel divieto di sosta, anzi addirittura di un divieto di fermata, non essendoci tra l’altro in corrispondenza neppure un incrocio o un ingresso di autorimessa. Quindi, nonostante quel cartello stradale, quei due posti auto risultano abitualmente comunque occupati, vista la carenza di parcheggi … e troppo spesso con multa sotto il tergicristallo.

Zona divieto di sosta in via Pergolesi, abitualmente comunque occupata … e multata (1)

Zona divieto di sosta in via Pergolesi, abitualmente comunque occupata … e multata (2)

La scorsa primavera mentre passavo in bici, vedendo nuovamente la macchina dei vigili ferma e loro che multavano un’auto lì posteggiata, ho provato a domandar loro il motivo di quel divieto e perché non andassero invece (o magari anche) a multare in p.zza Respighi davanti al tabaccaio, dove sicuramente sarebbe servito maggiormente un loro intervento. Ho potuto così assistere ad una simpatica scenetta tra i due, che hanno imbastito una disquisizione generica su come la gente non sappia quanti e dove sono gli incidenti e quindi le motivazioni dei divieti … senza però darmi una risposta puntuale al mio pur semplice quesito 😦

Forse bastava mi dicessero che, da codice della strada, c’è sempre il divieto di fermarsi da 5 metri da un incrocio, tranne diversa indicazione …
… anche se, in verità, quel cartello è posto ben oltre i 5 metri e l’incrocio dopo le strisce è poi solo una stretta uscita secondaria di un piccolo parcheggio,
… e anche se, spesso, quella regola viene superata da demarcazioni esplicite con strisce bianche/blu, disposte a distanze ben minori da un incrocio.


Comunque chiunque non può che condividere con me che ci sarebbero multe MOLTO più appropriate e prioritarie da dare per infrazione del codice stradale!!
Nemmeno quella spiegazione, almeno giuridicamente ineccepibile, mi era comunque stata data, forse per incompetenza, forse perché avrebbe evidenziato comunque la quasi inutilità di quel cartello di divieto trattandosi eventualmente di un principio generale valido per tutte le strade cittadine, tranne diversa indicazione (e.g. strisce di parcheggio).
Lo so, avrei forse dovuto interrompere gentilmente il loro duetto e chieder loro: “Ma voi, quando tornate a casa, vi togliete la divisa e vi guardate allo specchio, pensate proprio di avere compiuto al meglio il vostro primario mandato che è quello di educare la cittadinanza a comportamenti civili? Non pensate che, operando scelte quali quella descritta, non fomentate la diffusa opinione che siete mandati anche per rimpinguare le casse del Comune, diventando voi (benché pagati dai contributi degli stessi cittadini) un tramite per una forma di ulteriore tassazione indiretta che, tra l’altro, risulta ancora più bieca in quanto non tiene nemmeno conto delle condizioni economiche del multato?“.
Forse avrei dovuto avere il coraggio e la calma per dire loro educatamente quelle considerazioni e non l’ho fatto, ma sicuramente penso sia stata espressiva la mia faccia sconcertata (e quella di mia figlia che poi mi aveva chiesto spiegazioni sul quel loro “strano” discorso).

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Cosa dire poi dell’autovelox piazzato da qualche mese dal Comune di Caselle Torinese nei pressi del cavalcavia vicino all’aeroporto, in direzione Torino? Si trova solo a poche centinaia di metri dal semaforo (già presidiato da telecamere) relativo all’incrocio con San Maurizio Canavese e subito dopo la discesa di un cavalcavia … quasi impossibile rispettare il limite dei 50Km/h facilmente superabili (anche se solo di poco) se uno non sa della presenza dell’autovelox e quindi si ricordi addirittura di frenare un po’ in quella discesa … Praticamente quasi tutti i conoscenti che anche abitualmente percorrono quel tratto di strada, pur sapendo della presenza di quell’autovelox,  hanno almeno una volta ricevuto per quel motivo una multa, generalmente per pochi Km superati!
Anche qui, era davvero il punto più appropriato per pericolosità o quant’altro in cui collocare quel deterrente così stringente?

Un autovelox di analoga utilità era presente (uso il passato in quanto almeno qualcuno mi ha detto che, dopo innumerevoli proteste l’abbiano spostato in un luogo più opportuno) in un incrocio molto secondario dal Comune di Settimo Torinese, percorrendo via Torino.
Speriamo quindi che, anche in questo caso, quello strumento assai utile in specifiche posizioni possa trovare una collocazione più idonea altrove per prevenire incidenti ed educare, maggiormente e veramente, i cittadini al rispetto del codice stradale.

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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