Il piacere nel restaurare mobili e dipinti di famiglia

Dipingo, … o meglio dipingevo soprattutto in gioventù: da qualche anno ho un po’ ripreso, ma ora che sono in pensione devo riuscire a riprendere per bene!
Per ora, comunque, avendo diversi quadri di famiglia ritrovati un po’ dappertutto (cantine comprese), ho incominciato a restaurarli, … insomma, a cercare di recuperarli. Attualmente sono arrivato a quota 21, se non sbaglio … ma ne saltano fuori sempre di nuovi e, nella tavernetta della casa di campagna, incomincio a non sapere più dove appoggiarli per farli asciugare bene prima di rimetterli nella loro rispettiva cornice!! 🙄

Pochi sono dipinti oggettivamente “importanti”, mentre la maggior parte lo sono solo per me che da sempre li ho visti sul muro di qualche casa di famiglia. Altri, poi, sono solo bozze/studi ritrovati in qualche cassetta in cantina. Ci sono anche alcuni dipinti di cui ignoro la provenienza, ritrovati in case semi abbandonate da decenni: seppure taluni di questi non siano particolarmente originali e degni di nota, c’è sempre qualcosa da imparare da altri pittori! Inoltre, riportare in vita dipinti talvolta in pessime condizioni, dà una certa soddisfazione! Si dà loro una seconda possibilità di essere ammirati … per cui vale sicuramente la pena impegnarsi in questa attività!😋

Soprattutto per i dipinti molto rovinati, uno deve scegliere se effettuare un restauro molto conservativo, minimizzando gli interventi alla sola pulizia, oppure cercare di ripristinare le parti mancanti, scolorite o scrostate che siano, ridipingendoci sopra. Se si trattasse di un dipinto di Giotto, ovviamente la prima opzione sarebbe sicuramente quella più indicata! Ma se il quadro ha un valore affettivo più che altro, perché non cercare d’intervenire più pesantemente per sopperire alle mancanze sopraggiunte nel tempo? Sì, è vero, si rischia d’introdurre nel dipinto una propria interpretazione, magari scegliendo (seppur anche solo inconsciamente) colori diversi da quelli originali come intonazione, rischiando così di modificare le sensazioni che il pittore aveva voluto trasmettere. Ma è un rischio che, secondo me, vale la pena correre quando ci si trova di fronte a dipinti ormai scrostati e con i colori modificati dall’umidità o dal sole! 🤔🙄 Riprendere un dipinto, cercare d’imitarne sia la tecnica sia le tonalità di colore impiegate dal pittore che lo ha dipinto, trovo sia un esercizio stimolante: è un po’ come cercare d’immedesimarsi in lui e questo è particolarmente piacevole se costui è/era un parente o anche solo una persona conosciuta! Viene da chiedersi: perché ha disegnato proprio questo? Perché ha scelto questi colori? E nel silenzio della stanza, magari interrotto solo da qualche musica di sottofondo, i propri pensieri volano durante il lavoro certosino che si sta conducendo!

Quel poco che ho imparato, da un punto di vista dei materiali e tecniche da usare per il restauro, l’ho scritto in alcuni post di questo mio blog. Il resto è pura pittura e sensibilità personale al colore … oltre a tanta pazienza e determinazione! Magari i ritocchi e le modifiche non si esauriscono operando in una volta sola, ma proseguono anche successivamente perché, a ogni nuovo sguardo critico, c’è spesso ancora qualche desiderio di miglioria da introdurre. Poi alcuni colori, quelli ad olio ad esempio, asciugando possono modificare un po’ tonalità e talvolta un ulteriore ritocco è d’obbligo! Ogni dipinto restaurato diventa così un po’ anche una tua creatura e quindi merita, anche da te, una dovuta attenzione e dedizione … 😊

Ed ora, alcuni prima e dopo

Prima (1)
Dopo (1)
Prima (2)
Dopo (h2)
Prima (3)
Dopo (3)
Prima (4)
Dopo (4)
Prma (5)
Dopo (5)
Prima
Dopo

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2 risposte a Il piacere nel restaurare mobili e dipinti di famiglia

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