Trincerone: sacrificati centinaia di alberi per nulla! Come era prevedibile, solo dopo pochi mesi la presenza di rifiuti è tornata quasi al livello preesistente

A distanza di poco più di 6 mesi da quando si era fatta pulizia (luglio 2019), la presenza di rifiuti è tornata quasi al medesimo livello preesistente, come d’altra parte era facile immaginare, non essendo stata fatta alcuna seria attività di prevenzione (vedi post) che non fosse la sola collocazione di ridicoli cartelli.
Alcuni di questi ultimi sono già stati addirittura divelti da tempo e si trovano ora in fondo al fossato:

Anche semplicemente guardando quelli reduci, chiaramente se ne deduce quale sia stata la loro utilità, come era prevedibile d’altra parte:

Anche l’utilità (e la bellezza!) dei pannelli arancioni collocati ipoteticamente ad impedire l’accesso sotto i ponti, risulta evidente agli occhi di chi li osserva con un minimo di spirito critico. Parzialmente abbattuti molto agevolmente dopo poco tempo, rimangono ora solo ad imbruttire un paesaggio già di per sé reso orribile dall’opera di distruzione. Anche questo era ampiamente prevedibile essendo stati creati addirittura dei varchi di accesso nei muri precedentemente collocati, per il medesimo scopo, ai lati dei ponti: questi muri, anziché essere riparati, erano stati invece completamente abbattuti per far passare le ruspe lungo tutto il Trincerone per il lavoro di “pulizia”.

Le seguenti foto penso mostrino esaurientemente, anche per chi non è della zona o per chi non ha occhi per osservare, come anche solo in pochi mesi la situazione rifiuti stia tornando analoga a prima, con non solo per la presenza di sacchi d’immondizia, plastica e bottiglie, ma anche di oggetti ingombranti quali gomme d’auto, seggiolini, bici, materassi, mobili … e addirittura un carrello metallico di un supermercato!

Insomma, nemmeno l’abbattimento immotivato di centinaia di alberi decennali è servito per vedere finalmente ripulita dalle immondizie umane questa zona!
Per quanto riguarda poi la presunta costruzione della seconda linea Metro, sono apparse solo dichiarazioni propagandistiche, senza date e certezze, ed articoli altrettanto fumosi e di dubbio valore giornalistico.

Dove sono ora quei giornalisti che avevano osannato, con articoli populistici, la distruzione di un bosco urbano senza un valido motivo e dato come certo ed imminente l’inizio dei lavori per la costruzione della seconda linea della Metro?

Esempio di articolo che inneggiava a quell’opera di distruzione (“Dopo decenni si ripulisce il Trincerone: arrivano le ruspe: via ai lavori nell’ex ferrovia abbandonata dove passerà la nuova linea della metropolitana“, sito de La Stampa, 20/12/2018)

Dove sono ora quei politici e rappresentanti della Circoscrizione che avevano esaltato quell’opera? C’è addirittura un video di cattivo gusto, in cui l’intervista viene effettuata con, sullo sfondo, le immagini dello sradicamento di alberi decennali da parte di una ruspa: una carrellata mostra poi la lunga fila degli alberi già abbattuti, quasi fosse un trofeo!! Raccapricciante …

Troppe volte è stata confusa un’operazione di dovuta pulizia con l’abbattimento immotivato di alberi …

Come fosse un trofeo, il video fa una panoramica delle decine di alberi già abbattuti dalla ruspa

Cosa dire delle dichiarazioni rilasciate delle istituzioni che non facevano nemmenoe un minimo cenno all’altra faccia della medaglia, cioè alla distruzione di un bosco urbano, immotivata e perlomeno anzitempo?
Nel seguito il video in cui Carlotta Salerno, la presidente della Circoscrizione 6, aveva definito “sicuramente positiva” quella operazione così come veniva compiuta, con riferimenti propagandistici sulla realizzazione della seconda linea della Metro. Proprio in quello stesso video veniva mostrato alle sue spalle lo sradicamento di alberi, non certo quindi un’opera di “vera” pulizia dalla immondizia che sarebbe invece poi stata effettuata ben 7 mesi dopo, cioè con un inspiegabile ritardo. Insomma, interviste con domande precostruite e con il solo fine propagandistico.
Penso quindi valga proprio la pena vedere questa intervista a distanza di poco più di un anno!!

Invece le domande importanti che viene naturale porsi non sono state fatte e continuano a non trovare una risposta certa: assumono tuttavia sempre maggior valore almeno alcune delle supposizioni da me lanciate fin dal mio primo post sul Trincerone.
Sarebbe quindi forse l’ora che qualche Giornalista con la ‘G‘ maiuscola, indagasse realmente a fondo e svelasse in un suo articolo i mattoncini mancati di questo puzzle che già a prima vista appare dagli oscuri risvolti.
Eventi di poche settimane fa mi fanno ben sperare … 😉

 

Anche la situazione del piccolo marciapiede, presenti su ambo i lati del fossato, non è minimamente cambiata: selciato molto sconnesso e sporco, rovi che sporgono oltre il guard rail che impediscono il passaggio …
… insomma inagibile per chiunque, pedoni o bici che siano!

Invece gli alberi decennali abbattuti indiscriminatamente nel dicembre 2018 non ci sono più. Questa è davvero l’unica differenza che si può osservare anche semplicemente scorrendo nel tempo un medesimo tratto del Trincerone con Google Maps.
Nel seguito mostro, ad esempio, il medesimo tratto del Trincerone (di fronte l’ospedale G. Bosco) ripreso da Google sia a luglio 2018 sia ad aprile 2019, quando tra l’altro non erano stati ancora nemmeno rimossi i rifiuti seppur fossero trascorsi già ben 5 mesi dall’abbattimento degli alberi: infatti, si sarebbe dovuto ancora aspettare qualche mese perché l’opera di “vera” pulizia fosse finalmente realizzata!!

Desolante immagine del Trincerone nel tratto di fronte all’ospedale G. Bosco nell’aprile 2019 (finestra principale) e quella edificante del luglio 2018 (piccola finestra di preview,  ingrandita qui sotto)

Ovviamente il tutto merita un confronto con le riprese precedenti, ad esempio con questa di luglio 2018 (vedi il post Come vedere le modifiche avvenute in un territorio negli anni e nelle diverse stagioni, grazie a Street View):

Immagine del Trincerone, nel medesimo tratto di fronte all’ospedale G. Bosco, nel luglio 2018 

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In queste ultime settimane di prematura primavera, dove si dovrebbero vedere già i germogli delle poche piante sopravvissute, risulta ancora più evidente come l’atto di vandalismo compiuto non si sia interessato minimamente di preservare le piante sane, seppur cresciute naturalmente, ma si sia limitato a “salvare” solo quelle pochissime piantate decenni fa ai bordi della strada e decimate negli anni da una mancanza di manutenzione. Che fossero secche da anni, parzialmente sradicate o con tronchi rotti e necessitassero per lo meno di una radicale potatura, questo andava al di là della finalità dell’opera che era unicamente di sola distruzione!
Come avevo già  avuto modo di evidenziare in un post precedente, quelli mostrati nelle immagini seguenti sono alcuni dei pochissimi “alberi” sopravvissuti esclusivamente per il fatto che fossero stati piantati decenni fa e non fossero nati naturalmente. Si tratta di fotografie della scorsa primavera, ma ancora oggi attuali:

La Natura è stata quindi sconfitta del tutto? Sembra per fortuna proprio di no. Diversi nuovi ramoscelli spuntano da alcuni dei grossi tronchi seppur fossero stati segati alla base, lasciando ben sperare che qualche ramo verde possa rivedersi a breve e riesca ad ospitare nuovamente qualcuno degli uccelli che un tempo popolavano abitualmente il Trincerone.
Mi viene naturale chiedermi se, di questo pur piccolo segnale di rinascita, se ne siano accorte le associazioni naturalistiche, a suo tempo da me contattate inutilmente. Tutte avevano taciuto o addirittura giustificato l’opera di distruzione compiuta (vedi precedente post)!

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Informazioni su Enzo Contini

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