Coronavirus: la tesi di Montagnier della ‘fuga di un virus per il vaccino contro l’Aids’, fake o possibilità?

In qualsiasi contesto “Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”. Beh, sì, lo ammetto … in questo periodo mi piacciono in particolar modo le affermazioni di Voltaire. Sicuramente un tipo illuminato quello! … beh, era legato al movimento culturale dell’illuminismo, no? In questi ultimi giorni si riaffaccia, nelle discussioni sull’origine del Covid-19, l’ipotesi della manipolazione umana. Avevo già scritto un post al riguardo: Tutti ormai sicuri. Dichiarazioni all’unisono, da virologi a politici: “L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. TRANQUILLI, è naturale al 100%, PURTROPPO” ed ora forse è il caso di aggiungere qualche parola in più, sempre da profano del settore … ma tanto mi sembra che anche molti degli articoli che appaiono su giornali illustri o meno non vengano proprio scritti da virologi affermati e con esperienza!! Ne abbiamo sentite di tutte i colori relativamente alle origini di questo virus ma la cosa certa è la presenza di troppe coincidenze relativamente alla sua origine, nella città di Wuhan. La tesi ufficiale cinese relativa ad animali messi in vendita nel mercato del pesce di Wuhan non mi sembra verosimile se poi si pensa che a pochi passi c’è il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie che da anni manipola proprio animali infetti di coronavirus (si è parlato di ben 600 pipistrelli ivi tenuti!). A pochi passi c’è poi lo Union Hospital “dove sono state registrate le prime infezioni tra i medici”. Il 29/3/2020 in un articolo su La Stampa si leggeva: “L’Istituto di Virologia di Wuhan ne ha rintracciato l’origine in un virus del pipistrello trovato in una grotta di una montagna vicino al confine cinese con il Myanmar.  I due virus condividevano oltre il 96% dei loro geni, ma il quello del pipistrello non era in grado di contagiare l’uomo, perché privo di una proteina per legarsi ai recettori delle cellule umane. L’anello mancante, i coronavirus con una simile proteina, è stato trovato successivamente nei pangolini in Malaysia, il che ha portato a ritenere che il micidiale nuovo coronavirus della polmonite sia una ricombinazione dei genomi dei virus del pipistrello e del pangolino”. Insomma, il pangolino: l’unico mammifero con le scaglie, a metà tra un formichiere e un armadillo. Vive di notte ed è capace di mangiare 2 etti e mezzo di formiche al giorno   … anche lui a rischio estinzione. Qualcuno lo conosce solo perché Google lo aveva scelto come simbolo di San Valentino nel 2017! Come???? Sto virus dal pipistrello che vive nelle grotte di montagna in Cina, va infettare un pangolino Malaysiano e poi passa all’uomo? Noooo! Credo allora davvero più ad una manipolazione di laboratorio allora!!! Ma diversi esperti virologi abbiamo visto che dicono da settimane con certezza assoluta: “Non è possibile”! Altri, seppur in minoranza, no. Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008 per aver scoperto l’HIV come causa dell’epidemia di Aids, ha dichiarato in un canale podcast francese ‘Pourquoi Doctor specializzato in medicina e salute: “Con il mio collega, il biomatematico Jean-Claude Perez, abbiamo analizzato attentamente la descrizione del genoma di questo virus Rna. Non siamo stati i primi, un gruppo di ricercatori indiani ha cercato di pubblicare uno studio che mostra che il genoma completo di questo virus ha all’interno delle sequenze di un altro virus, che è quello dell’Aids. Il gruppo indiano ha ritrattato dopo la pubblicazione, ma la verità scientifica emerge sempre. La sequenza dell’Aids – ha concluso il Nobel – è stata inserita nel genoma del coronavirus per tentare di fare il vaccino”. “Intervenire su un genoma è un lavoro da apprendisti stregoni ma la natura non accetta queste manipolazioni e, con il tempo, le elimina“. Nei giorni successivi, subito la smentita di diversi altri ricercatori. Ad esempio l’articolo dal tritolo altisonante “La virologa delle Scotte contro Luc Montagnier: “Covid-19 non è nato in laboratorio”. Leggendo però poi bene l’articolo in realtà la dottoressa ha detto: “Non possiamo stabilire se il virus è stato prodotto artificialmente o è ha origini naturali ma credo che sia successa quest’ultima cosa“ … opinione dunque, non certezza, … e mi sta bene! Poi altri titoli di giornali prestigiosi o meno come, ad esempio Il Foglio (“Una Montagnier di fuffa – Non basta vincere un premio Nobel per essere immuni alle fesserie sul coronavirus. Un debunking), La Stampa (Coronavirus, la comunità scientifica demolisce le tesi di Montagnier sul Covid-19 creato in laboratorio”), La Repubblica (“Coronavirus, perché la teoria del complotto (complice il Nobel Montagnier) a volte ritorna – Il virologo Perno: ‘Nessun intervento dell’uomo su un virus è privo di tracce. E di quanto ipotizzato da Montagnier, noi non vediamo nulla’ “)

), Il Fatto Quotidiano (“Coronavirus, 10mila scienziati contro il Nobel Montagnier: ‘Falsa e infondata l’ipotesi che il Covid sia nato in un laboratorio di Wuhan’)”. Leggendo però bene, quest’ultimo articolo, sempre ad esempio, non si tratta di una petizione firmata da 10mila scienziati (in così pochi pochi giorni farebbe pensare!!), bensì di una dichiarazione della Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV) che riunisce 16 società scientifiche per un totale di quasi 10mila scienziati … che poi tutti gli aderenti siano proprio così d’accordo con quella affermazione, è ancora da comprovare! Si legge poi anche “i ricercatori invitano a “non prendere automaticamente per oro colato quello che viene da un premio Nobel semplicemente perché ha questo titolo, anche perché questo particolare Nobel da molti anni sostiene bufale scientifiche e getta discredito sulla scienza sana”, affermando anche che quella di Montagnier è un’ipotesi “di fatto interamente falsa ed infondata”; l’analisi delle sequenze genetiche del nuovo coronavirus conferma che si tratta, di “una naturale evoluzione e non di una ricombinazione in provetta – ha aggiunto la Fisv – Le brevi sequenze codificate anche nel genoma dell’HIV si sono generate per caso, come dimostra il fatto che si ritrovano in numerose proteine di mammiferi, insetti, batteri, e virus”.
Sempre da profano, mi sento di dire che il fatto che delle “brevi sequenze” del genoma dell’HIV si ritrovino altrove in modo naturale, non mi sembra escluda che siano state inserite appositamente (ad esempio per la ricerca di un vaccino) in un virus che originariamente non le conteneva! Il fatto infine che quelle sequenze specifiche stiano pian piano scomparendo nell’evoluzione vista del virus negli USA, potrebbe far pensare proprio ad una eliminazione naturale di mutazioni generate forzatamente. secondo quella legge che tende ad eliminare corpi estranei non generati naturalmente.
Sull’articolo de La Stampa citati, invece, si riportano affermazioni di Etienne Simon-Loriere, ricercatore all’Istituto Pasteur: «Assomiglia troppo a qualcosa di naturale … Per creare in maniera artificiale un virus così grande ci vogliono conoscenze tecniche di cui pochi laboratori dispongono nel mondo, meno di una decina. E appare poco plausibile che degli scienziati abbiano potuto creare un virus che interagisce così bene con il recettore Ace2 (attraverso il quale s’installa nel corpo umano), mentre questo meccanismo non era mai stato osservato in precedenza».
Infine l’Huffingtonpost in un suo articolo afferma: “Non ci sono prove che garantiscano una qualche certezza alla teoria della svista in laboratorio, è bene precisarlo. E sono tanti gli scienziati, anche in Italia, che si sentono di scartare questa ipotesi. Ma il dibattito sulla vera origine del virus va avanti, e si arricchisce ogni giorno di nuove opinioni”. E poi riporta le affermazioni di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani: “Il virus non cambia, è stabile e non ci sono prove che sia stato creato in laboratorio“. Gianni Rezza, direttore Malattie infettive dell’Iss, si riporta abbia affermato: “Da un po’ di tempo Montagnier è un po’ fantasioso nell’ipotesi scientifica. In ogni caso non abbiamo evidenze”.

Il testo integrale dell’intervista viene riportato in questo articolo, tradotto in italiano. Insomma non si sa a chi credere: meglio prendere per buone tutte le ipotesi allora, no? Perché poi fare certe dichiarazioni “scomode” e forse permesse solo a chi ha dei crediti particolari quali un premio Nobel? Per mettersi in mostra ad andare sulle prime pagine dei giornali? Forse.
Per dare adito ad alcuni politici di criticare la Cina e attuare politiche di protezione economica? Forse.
Per ripicca nazionalistica perché, da quanto ho letto, il Wuhan Institute of Virology (WIV), inaugurato nel 2017, era nato grazie alla cooperazione tra Pechino e Parigi (che lo ha in parte finanziato e soprattutto ha fornito il know-how per la sua costruzione) ma poi, i francesi ne sono stati in maniera misteriosa estromessi? Forse.

Ma troppi insulti di incompetenza e addirittura di forse pazzia ho letto da dichiarazioni rilasciate a giornali anche da persone non proprio così competenti. Perché?

Perché  non è la prima volta che Montagnier crea un certo scalpore nell’ambiente scientifico (presunta origine microbica dell’autismo, crociata contro i vaccini che nel 2017, gli ha valso una petizione firmata da un centinaio di medici, che hanno definito «pericolose» le sue dichiarazioni)? Forse.
Perché non è bene che la gente sappia quali tipologie di studi si possono oggigiorno fare nei laboratori di biogenetica e quali deficienze ci possono essere in alcuni di loro relativamente alle misure di sicurezza adottate ed ai controlli di enti predisposti? Forse.
Perché  è meglio non creare conflitti diplomatici con paesi economicamente forti come Cina e Stati Uniti, che in qualche modo sarebbero coinvolti pesantemente in quelli ipotesi, tanto più in un momento in cui in molti Paesi si sta vivendo una crisi economica derivante proprio dall’epidemia in corso? Forse.

Ovviamente le risposte io non le ho e penso che ben pochi le abbiano con coscienza. Mi sembra quindi opportuno terminare questo post così come l’ho iniziato vale a dire citando una frase attribuita a Voltaire: “Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”.

Informazioni su Enzo Contini

Electronic engineer
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