What to do if you are unable to deploy app and it appears the 0x89740005 error code

Yesterday it happened to me a strange think! Because I took some time to solve my problem I decided to share here my experience.

When I tried to deploy one of my applications on one of my Phone 7 device (that was unblocked some months ago), I received an error code 0x89740005.

Looking for the meaning of that code, I realized that is related to ”expiration of the device on App Hub“. So I went to AppHub to look at “My registered devices” … and I realized that effectively that phone was not present in the list. I was surprised but I thought “don’t warry!” … so I started the “Windows Phone Developer Registration” application to register that phone: the procedure seemed to be successful (see the following screenshot) but that error code continued to compare when I tried to deploy any application. I tried also to unregister / register again the phone, reboot it … with no success.

Then I found the solution in a forum where it is said that if a Phone is unblocked with one LiveId, it must be unregistered from the AppHub of that one before it can be registered with a different LiveId.
In fact, I remembered that many months ago that phone was unblocked by a collegue of me with his LiveId account and that it was why it didn’t compare in the “My registered devices” list of my account! 
I don’t know why the unblocking started to not to work anymore yesterday (perhaps I did an operating system update some time ago and after that I didn’t try to deploy any application on that phone), but when my collegue deregistered it with his LiveId account, I was able to make a really working unblocking from my account and then make the deploy of applications work again!!!

So problem solved also for me … even thought it is strange that one cannot really deregister and then unblock again his phone if it is not deregistered with the same LiveId account previously used to unblock it!! Moreover the message shown in the Windows Phone Developer Registration application is misleading because it says that “the phone has succesfully been registered” (and so it is unblocked) … while it is not (so it is not present in the  “My registered devices” list)!

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Ricetta e consigli per fare il pane in casa con una “macchina per pane” (es. KENWOOD BM350)

Ecco la ricetta “classica” per facilmente sfornare 1 chilo di ottimo pane direttamente a casa tua. Niente strutto, salato quanto vuoi e con le farine e gli aromi che preferisci!

Io ho la macchina per pane KENWOOD BM350, ma la ricetta e i consigli che ti darò vanno bene per qualsiasi macchina per pane! Ce ne sono di tutti i prezzi … e ovviamente sotto le 100€ non ci si può aspettare molto come qualità e durata dell’elettrodomestico. Probabilmente le cinghie, utilizzate per fare ruotare la pala che impasta la farina, sono tra i pezzi più a rischio di rottura.


Gli ingredienti da inserire (possibilmente nell’ordine indicato) nel contenitore sono i seguenti: generalmente conviene mettere la vaschetta metallica su un peso, mettere l’acqua misurata tramite un contenitore con apposite tacche, tarare il tutto per poi inserire direttamente la farina, nel giusto quantitativo verificato osservando il peso stesso.

  • 400 dl di acqua (eventualmente comprendenti 1 o 2 uova intere). A seconda del tipo di farina il quantitativo di acqua può variare leggermente: devi provare e vedere, la prima volta che usi un “intruglio” di farine, un po’ la consistenza del tutto dopo i primi 5 min d’impastatura … se il caso aggiungi qualche cucchiaio di acqua in più, soprattutto se hai messo della farina integrale. Ovviamente se hai acqua di fonte o depurata è meglio. Per facilitare la lievitazione, conviene poi che l’acqua sia tiepida (e.g. la scaldi al microonde per almeno un 30 secondi, ma anche 1 minuto).
  • 600g di farina: la lievitazione e quindi la buona riuscita del pane dipende molto dalla farina! Quella che trovo vada meglio è quella Spadoni (la trovi facilmente nei supermercati, ad esempio l’IperCoop … anche nei formati da 5kg): c’è anche la confezione ai 5 cereali … buonissima. Se riesci a prenderla da un mulino di fiducia, ovviamente è ancora meglio! Anche la farina di farro o integrale (o un po’ di farina di mais) può essere aggiunta, sempre in quantità che non deve superare preferibilmente i 150g … altrimenti si rischia che il pane non spompi a dovere!! Usando la farina integrale, meglio mettere anche un po’ (e.g. 200gr) di farina manitoba per facilitare la lievitazione (quindi prova a usarla se il pane non ti lievita a sufficienza). Un po’ di farina di castagne si può anche usare se si intende inserire poi anche pezzi di castagna bollita come gusto.
  • 4 cucchiaini (abbondanti) di zucchero (io metto quello di canna e/o miele), indispensabile alla lievitazione. … puoi anche metterne di più (2 cucchiai abbondanti)!
  • 2 cucchiaini di sale (a seconda dei gusti)
  • 1 cucchiaio di olio di oliva extravergine
  • 1 busta intera di lievito in polvere (io prendo quello che vendono al LIDL ma ovviamente anche gli altri vanno bene (es.  il Bartolini … è solo un po’ più caro!). Generalmente una bustina va bene per far lievitare un 600 grammi di farina. Soprattutto se si mette una parte di farina integrale/farro, un po’ più di lievito non guasta! Alternativamente al lievito di birra in polvere si può usare quello fresco da tenere in frigo, generalmente venduto in piccoli pacchetti mono/bi dose: sulle dosi, cercando in rete, si legge di tutto in quanto penso dipenda dalla durata della lievitazione. Viene generalmente indicata una quantità di 10g per la quantità di farina che ho indicato. Anche qui, secondo la mia esperienza, meglio abbondare un pochino usando la metà di un panetto da 35g o magari aggiungendo un po’ di lievito in polvere in più. Il lievito di birra fresco deve essere preventivamente essere sciolto in acqua leggermente tiepida (mai calda o fredda), mescolando per bene prima d’inserire quel miscuglio nel contenitore della  macchina per il pane. Infine, se si ha la pasta madre è ovviamente ancora meglio, ma personalmente io non l’ho ancora utilizzata. Ho invece usato quella essiccata che ho trovato ottima, … seppure sia un metodo di lievitazione più costoso rispetto a quello che utilizza il lievito di birra liofilizzato o meno. Attenzione: qualora si usa la “pasta madre essiccata con lievito“, volendocene un 100g, si dovrà utilizzare solo 500g di altra farina, anziché i 600g indicati precedentemente.
    NOTA: è opportuno, perché la lievitazione avvenga al meglio, che lievito e zucchero non vengano a contatto tra loro prima del ciclo d’impasto, per cui può convenire mettere prima lo zucchero, poi la farina e gli altri ingredienti e solo infine il lievito (o viceversa). Comunque, purtroppo sulla lievitazione incidono molteplici fattori quali anche solo le condizioni atmosferiche: ad esempio, con un tempo caldo e umido si può avere una lievitazione troppo rapida e il pane può quindi affossarsi.
    Il lievito secco, di diverse tipologie, si può acquistare anche online ma può convenire farlo solo per grandi quantità (e.g. confezioni da 500g) in quanto diversamente le spese di spedizione incidono troppo, a meno che non ci sia qualche particolare offerta. In questo caso, dopo avere aperto la confezione, conviene metterla (per conservare il lievito rimanente anche per mesi) in un contenitore ben chiuso affinché non prenda umidità e collocare il tutto in un luogo fresco, magari anche in frigo.

  • 1/4 di cucchiaino (due pizzichi insomma) di bicarbonato (opzionale) per aiutare la lievitazione.

Poi ci sono i gusti, gli aromi, i semi … a piacere.
Noci, nocciole, pinoli, castagne bollite, uvetta, fichi secchi, datteri,  pistacchi e poi semi di chia, lino, girasole, papavero, zucca … sono tutti ingredienti che si possono mettere (moderatamente altrimenti l’impasto non spompa bene!). Esistono anche buste già con una miscela di semi che si possono aggiungere all’impasto, sempre in quantità moderata. Le noci in particolare possono essere messe intere, spezzate o tritate.

Ho sperimentato un ottimo risultato anche semplicemente mettendo alla ricetta base i seguenti semplici gusti:
aglio (anche in polvere, e.g. un mezzo cucchiaino), erbette di Provenza e/o origano, rosmarino, preparati misti di aromi (generalmente venduti in barattolini di vetro), olive (verdi o nere che siano), peperoncino.
Quello che ho fatto proprio oggi è con l’aglio e l’origano: profumatissimo e gustosissimo … meglio di una focaccia!

Aprite il coperchio il meno possibile, soprattutto possibilmente mai durante la cottura: umidità  e calore ne verrebbero compromessi.

Un ultimo consiglio: non provate nemmeno ad usare i programmi cosiddetti “brevi che, in teoria, dovrebbero sfornare il pane con tempistiche minori: in realtà, la lievitazione necessita dei suoi tempi per cui, se vuoi un pane ben lievitato, usa sempre i programmi “normali”! Anzi, ancora meglio sarebbe prolungare maggiormente il tempo di lievitazione, soprattutto per i lieviti a lunga lievitazione per i quali vengono consigliate in genere molte più ore di lievitazione rispetto a quelle impostate di default in un programma di panificazione normale della macchina per il pane. In quest’ultimo caso, tuttavia, si perderebbe la comodità d’inserire tutti gli ingredienti nella macchina del pane, premere semplicemente qualche pulsante e poi dimenticarsi ogni azione fino quando non si sente per la casa il buon profumo di pane a cottura completata!! 😉

                  

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Pane 25% di farina integrale e castagne bollite

Pane di noci (300 grammi) tritate, semi di zucca e chia. 100 grammi di farina integrale e 500 di manitoba

Pane con 200g di Manitoba, 300g farina 00, 100g farina con lievito madre essiccato: Pistacchi, noci, semi di girasole e di chia.

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Doppio senso “limitato” alle biciclette: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, parere prot. 6234 del 21/12/2011

Quante volte per raggiungere una destinazione, soprattutto in un centro cittadino, si devono percorrere unfiniti sensi unici non sempre nella “direzione voluta? Finalmente sembra che almeno per chi viaggia in bicicletta la logica ed il buon senso stiano prevalendo!
Infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il parere prot. 6234 del 21/12/2011, ha acconsentito alle biciclette la libera circolazione in entrambi i sensi in strade con sezione ridotta.
Leggo dal sito della FIAB che in Europa è piuttosto diffusa la pratica di consentire alle biciclette di circolare nei sensi unici in entrambe le direzioni applicando un cartello integrativo con la dicitura “eccetto bici”, con o senza segnaletica orizzontale di corsia.
In Italia diverse Amministrazioni locali hanno attuato tale soluzione, sia su singole strade che su intere zone dei centri storici regolati come “zone 30”, anche se si tratta di una opportunità ancora controversa dal punto di vista normativo.

In attesa che il senso unico “eccetto bici” possa giungere a migliore maturazione normativa si è sviluppata una soluzione compatibile per facilitare la circolazione delle biciclette in ambito urbano. Sostanzialmente consiste nel regolamentare una strada a doppio senso di marcia e vietare un senso ad una o più categorie di veicoli. Questo sistema è facilmente applicabile a strade attualmente a senso unico, ristabilendo il regime di doppio senso con le necessarie specifiche sotto elencate. Molte strade esistenti hanno caratteristiche geometriche che non consentono la realizzazione di percorsi ciclabili separati dal traffico. Eppure esse hanno una valenza strategica per il completamento a basso costo della rete degli itinerari ciclabili in ambito urbano e garantire quindi la circolazione delle biciclette in tutte le direzioni.

Qualora i veicoli provengano da un senso unico, su entrambi i sensi di marcia deve naturalmente essere apposto il segnale “doppio senso di circolazione”. In merito alle dimensioni della sezione stradale, nell’ipotesi di strade locali urbane, si può fare riferimento al modulo minimo di corsia pari a 2,75 m, maggiorato della larghezza minima di corsia ciclabile pari 1,50 m, per un totale di 4,25 m.

Per motivi di sicurezza non è opportuno consentire la sosta sulla mano percorsa dai velocipedi.

 

Queste norme sono quindi sembra applicabili a tutti i sensi unici su strade con larghezza >4,25 in zone 30 o ztl, quindi centri storici e simili: direi che è già qualcosa e anche all’estero funziona così. Purtroppo temo che possa essere causa di ulteriori incidenti in quanto se non è raro che gli automobilisti non ti vedano se arrivi dal senso di marcia “normale”, figurati se ti vedono se vieni “controsenso”!! Leggendo poi http://fiab-areatecnica.it/component/attachments/download/238.html mi sembra di capire che perché la strada a senso unico possa diventare percorribile anche da bici nel senso opposto, questa, oltre a dover avere la larghezza opportuna (> 4,25 metri) e non consentire il parcheggio sul lato in “controsenso”, deve avere anche installati appositi segnaletiche stradali!! Questo vuol dire, mi sembra, che questa normativa potrà essere usata essenzialmente per estendere pseudo piste ciclabili dove non si può fare diversamente, o viene più economico farlo: l’utilità mi sembra allora un po’ limitata …

Personalmente troverei ancora più giusto consentire per legge il passaggio sulle strisce pedonali alle bici, ovviamente a patto che vadano a passo d’uomo, mentre ora in teoria bisognerebbe scendere dalla sella altrimenti se per caso una macchina ti ficca sotto hai anche torto!!

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Review e test dello scanner per diapositive REFLECTA – DigitDia 6000

Ho acquistato lo Scanner DigitDia 6000 della Reflecta che, almeno attualmente, mi sembra un buon compromesso tra qualità, prezzo e soprattutto livello di automatizzazione delle scansioni: se ti interessa solo leggere le mie considerazioni sul prodotto e sulla mia esperienza concreta di utilizzo, salta la prima parte del post, relativa alle motivazioni della mia scelta di acquisto tra i diversi prodotti presenti sul mercato.

Soprattutto se sei interessato anche a scansionare negativi e non solo diapositive, sicuramente puoi essere interessato a leggere anche questo mio post successivo. E’ in inglese ma puoi eventualmente tradurlo agevolmente con  Google translator!

scanner per diapositive REFLECTA - DigitDia 6000

scanner per diapositive REFLECTA – DigitDia 6000

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Motivazioni della mia scelta

Esistono sul mercato certo numero di scanner che differiscono molto tra loro proprio relativamente alle tre variabili già elencate: qualità, prezzo e livello di automatizzazione delle scansioni. Un buon sito che fornisce alcune informazioni tecniche e test di prova di buona parte degli scanner si trova qui e, in particolare, i test relativi allo scanner in oggetto sono qui (anche se in verità si riferisce ad un precedente modello DigitDia 5000 a 3600 dpi [dichiarati dal costruttore] e una profondità di colore di 48 bit).
Se uno ha, come nel mio caso, molte diapositive che desidera digitalizzare prima che vadano perdute sia come qualità (che con i decenni degrada soprattutto nei colori) sia per l’impossibilità di rivederle essendo i proiettori per diapositive ormai quasi reperti da museo, … sicuramente non è fattibile scannerizzare ad uno ad uno ciascuna diapositiva! Un sistema di caricamento automatico risuta quindi un requisito indispensabile. Più di un decennio fa avevo già acquistato lo scanner Nikon Coolscan III ancora con interfaccia SCSI e capace di scannerizzare più negativi per volta unicamente se sono su una striscia di pellicola, ma solo una diapositiva per volta! Per avere la versione che accettasse il caricatore (comunque opzionale e quindi da acquistare poi a parte) si doveva già allora spendere almeno il doppio. I modelli prodotti dalla Nikon, soprattutto gli ultimi, sicuramente raggiungono il top per la qualità e sono ancora (stranamente) presenti nel loro sito: stranamente dico, perchè non son più in produzione da tempo e, quello che più è grave, non sono più supportati neppure a livello di driver! Ad esempio non esiste il driver per Windows 7, per cui non sono più utilizzabili, a meno di acquistare specifici SW pensati per agevolare la scannerizzazione ed utilizzabili per prodotti di molte marche (tra cui ovviamente la Nikon). E’ vero che in alcuni forum ho trovato qualcuno che diceva che, se uno installa la versione trial di quel SW, anche quando poi scade, il driver continua a funzionare per cui il SW di scannerizzazione fornito da Nikon continua a funzionare utilizzando quel driver. Comunque, comprare ormai di seconda mano un CoolScan senza più un suppporto della ditta produttrice sia per il SW sia per i pezzi di ricambio … non è sicuramente piacevole. In molti forum inoltre si legge che, sebbene la qualità sia ineguagliabile, il sistema meccanico per il caricamento in automatico presenta dei problemi e si inceppa sovente a meno di modifiche empiriche apportabili dal cliente stesso. Qui potete comunque trovare le ultime versioni di SW allegati a quei prodotti Nikon.

Escludendo la Nikon, di scanner con sistemi di caricamento automantico non ne rimangono poi molti e sicuramente la REFLECTA, produttrice da decenni di proiettori per diapositive (anch’io ne avevo uno!), ha saputo sfruttare le sue esperienze passate per creare un prodotto (appunto lo Scanner DigitDia, ora arrivato al modello 6000) che, anche se forse non è il top per il livello professionale dell’immagine acquisita e soprattutto per qualità del SW fornito in dotazione, sicuramente ha un meccanismo di caricamento affidabile ed ampiamente testato.

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La mia esperienza di utilizzo e consigli per un utilizzo del DigitDia 6000

Ho acquistato il prodotto online e mi è stato consegnato in pochi giorni con notifiche di tracking efficienti: il costo del prodotto si aggira, anche se acquistato online, sui 1200€ per cui non è proprio regalato! Dalle specifiche tecniche leggo che ha un Linear Array Color CCD con profondità di colore 48 bit, risoluzione ottica 5000X5000, velocità di scansione a colori da 1800/5000 dpi di rispettivamente 50 sec/ 4 min (in realtà le mie prove indicano tempistiche sensibilmente maggori tenendo conto anche dell’elaborazione nell’acquisizione sul PC).

Sono allegati due SW: Adobe Photoshop Elements 8.0 e Driver Cyberview X 5.00.

La manualistica allegata consiste solo in un piccolo libretto 12×19 multilingua in cui tutto si riduce a 25 paginette, … per spiegare tutto, dalle avvertenze, al funzionamento dello scanner e al SW allegato!! Un manuale d’uso così povero di informazioni e così mal fatto è difficile trovarlo! A parte la traduzione italiana che ho abbandonato dopo la prima pagina di lettura, in quanto tradotta in modo fuorviante oltre che sgrammaticato, anche quella in inglese spiega poche cose in modo incompleto senza tra l’altro evidenziare (come uno si aspetterebbe) le poche cose importanti presenti e tralasciandone molte altre.
Non si trova nessun consiglio sui valori da impostare se si desidera ottenere, come generalmente un cliente vorrebbe, la qualità migliore rimanendo accettabile sia la dimensione del file sia il tempo di scanning. Non viene neppure fornita una tabella con le dimensioni approssimative dei file ottenibili qualora si scelga una compressione con codifica JPG (come generalmente conviene fare), ma unicamente vengono indicati i valori nel caso di salvataggio senza compressione in TIFF (5000 dpi a 16 bit => 52 Mb circa!!).
Ho perso più di un’ora per capire che un “adattatore” arancione presente sull’impugnatura del braccio di trasporto diapositiva doveva essere trascinato alla sua estremità qualora si utilizzi un caricatore universale, sicuramente il più diffuso e quindi impiegato dalla maggior parte degli utilizzatori del dispositivo ed anche l’unico presente come accessorio nella confezione venduta: senza quell’accorgimento il braccio non riesce spesso a trasportare correttamente la diapositiva ed io, preoccupato, ero già lì a pensare di fare qualche modifica artigianale per migliorare tale trascinamento!
A parte Adobe Photoshop Elements 8.0 (che ovviamente è ben fatto anche se può essere superfluo se uno utilizza già Photoshop CS), il Driver Cyberview X, che consente di impostare l’acquisizione di una o più diapositive, è veramente scarso sia come funzionalità effettivamente utilizzabili sia come stabilità. Innanzitutto ho dovuto subito scaricare la versione più recente di tale driver ed effettuare anche l’aggiornamento del firmware dello scanner in quanto diversamente si riusciva a scannerizzare solo la prima diapositiva del caricatore e poi alla seconda il SW si bloccava e dovevo uccidere il processo per terminarlo (forse perchè uso Windows 7 che tuttavia non è uscito ieri)! Per fortuna gli ultimi aggiornamenti sono disponibili sul sito della Reflecta (se avete necessità di un contatto anche tecnico, potete inoltrare la vostra richiesta utilizzando il form presente nella pagina dei contatti e sarete contattati da personale competente [P.S. 13/6/2012: la procedura è ora diventata più complicata e vedi il mio post successivo che mostra anche come non sia più così soddisfatto del Customer Care della Reflecta … anzi!!]). Il SW CyberViewX era, a momento dell’acquisto alla versione 5.09  (su quel sito, contattando l’assistenza tecnica mi hanno fornito la versione 5.10 ora rilasciata anche nella pagina del sito Reflecta dedicata al prodotto … anche se non mi sembra abbia rilevanti e percepibili miglioramenti rispetto alla versione precedente!). Ho provato una versione 5.11 fornitami dalla Reflecta per vedere se risolveva alcuni problemi da me evidenziati ma che tuttavia, sebbene risolva alcune delle anomalie da me riscontrate, ne introduce delle altre almeno per ora … [P.S. 13/6/2012: ho visto che ora nel sito della Reflecta hanno rilasciato una versione CyberViewX_5.10.2]
Relativamente alla versione del firmware, avevo scaricato al momento dell’acquisto la release 1.05 (DD6000_V1.05_20120302_UI.bin): ora sempre sul sito Reflecta hanno rilasciato la versione 1.06 che tuttavia rispetto alla precedente mi sembra abia introdotto un baco che induce spesso a dover spegnere/riaccendere lo scanner quando si effettua il cambio del caricatore (CyberView altrimenti rimane nella finestra di “Calibrating film scanner. Please wait …” e anche solo uccidere il suo processo non serve per rendere nuovamente funzionante la comunicazione tra scanner e PC: per ora ho reinstallato la versione precedente di tale firmware … [P.S. 13/6/2012: con il rilascio della versione 5.10.2 di CyberView, la realease 1.06 del firmware non dà più quel problema … anche se non ho notato miglioramenti rispetto all’accoppiata CyberView X5.09 + firmware 1.05] ).
CyberView, oltre a consentire di effettuare un prescan e limitare eventualmente la zona in cui si desidera effettuare lo scan, consentirebbe anche di effettuare alcune correzioni (es. colore, bilanciamento) già a questo livello ed eventualmente applicarle a tutte le diapo del caricatore: questa funzionalità può essere utile qualora alcune diapo abbiano una dominante, dovuta ad esempio al deterioramento del tempo. Mi ricordo che il driver Nikon aveva una funzionalità analoga e talvolta l’avevo utilizzata convenientemente. In  CyberViewX quella funzionalità è praticamente inutilizzabile in quanto le correzioni che uno effettua vengono sì mostrate  a video in realtime, ma su un’immagine così piccola che praticamente non consente di capire molto l’effetto ottenuto … e quando poi si scannerizza i risultati sono completamente diversi da quelli aspettati!
Perciò, se correzioni si devono fare, meglio farle poi in un momento successivo con Photoshop!! Le uniche cose che si possono eventualmente impostare nelle preferenze sono le correzioni automatiche sul colore, sull’esposizione, sul contrasto e il sistema di rimozione graffi e polvere MagicTouch. Quest’ultimo potrebbe tuttavia funzionare meglio: soprattutto per quelle diapositive vecchie e montate su vetrini (non so come i granelli di polvere possano essere riusciti ad entrare!) l’eliminazione delle polveri è avvenuta solo parzialmente. Sicuramente, se uno ha ulteriori 449€ da spendere, il SW SilverFast AI, di acquisizione per dispositivi multimarca, renderebbe sicuramente più agevole tutto il processo evitando spesso di dover poi intervenire puntualmente con un programma di fotoritocco … ma personalmente mi sembra di avere già “investito” una cifra superiore alle mie aspettative!

Il dato veramente positivo è che, almeno se si usa il caricatore fornito in dotazione, la scansione delle 50 diapositive avviene senza mai alcun inceppamento: non ne ho avuto nemmeno uno … e questo anche con diapositive intelaiate su cartone ed altre ancora con vetrino! Il numero massimo di diapositive scannerizzabili automaticamente è indicato come 100, ma si dovrebbero avere altre tipologie di caricatori: anche se tutte le tipologie mostrate nel manuale possono contenere solo 50 dia, in questo sito viene mostrata una foto con l’utilizzo di un caricatore circolare che penso contenga 100 dia (comunque non fornito in dotazione). Ho provato ad usare altri caricatori universali su cui avevo le diapositive, ma inspiegabilemente (a me sembrano tutti uguali a prima vista) con alcuni funziona analogamente bene mentre per altri si inceppa subito alla prima diapositiva: dal momento che per rimuovere l’inceppamento (il più presto possibile per non sforzare e magari danneggiare il meccanismo di trascinamento) l’unico modo che ho trovato è spegnere lo scanner (e alla sua riaccensione, dopo avere rimosso il tutto, effettua come sempre all’inizio un processo iniziale di calibrazione che dura qualche minuto) consiglio caldamente di trasferire le diapositive sul caricatore in dotazione evitando di fare troppe prove con altri caricatori non originali: mediamente ho visto che si perde statisticamente meno tempo (troppi dei caricatori provati non funzionavano correttamente, per cui ora ne ho 4 testati che uso sempre) e si evita che il meccanismo di trasporto si possa rompere!
In teoria, come ho già detto, è possibile effettuare con CyberViewX un prescan anche di più diapositive ed eventualmente apportare a questo livello correzioni ad esempio cromatiche che sono anche eventualmente estendibili a tutte le diapo del caricatore. In pratica, proprio per l’impossibilità di comprendere chiaramente le modifiche effettuate (essendo troppo piccola l’immagine che mostra in real time la foto modificata), l’unico caso in cui ho trovato utile utilizzare il prescan è quando per una singola diapositiva desideravo scannerizzarne solo una sezione ed ho quindi utilizzato la possibilità qui offerta.
Oltre ad impostare da PC con CyberViewX un avanzamento automatico di un numero arbitrario di diapositive (indicandone il numero nel caricatore [es. 1,5,6,10] o un range [es. 1-50 se si desidera scannerizzare tutto un caricatore universale da 50 diapo]) risulta possibile fare avanzare/indietreggiare manualmente, se lo si desidera, ciascuna diapo del caricatore utilizzando degli appositi pulsanti presenti direttamente sullo scanner e quindi premere un altro specifico pulsante per iniziare la scansione della diapo precedentemente selezionata. Infine si può inserire anche la diapo da scannerizzare direttamente in un telaietto estraibile dalla parte superiore dello scanner, senza la necessità di utilizzare alcun caricatore: ovviamente in questo caso la scansione di ciacuna diapo deve avvenire con un intervento manuale per ciascuna, per cui questa funzionalità l’ho utilizzata raramente, ma può tornare comunque talvolta conveniente. Faccio notare che lo scanner in oggetto è in grado di scannerizzare solo pellicole positive o negative che siano montate su un telaietto da diapositiva di area max 37 x 37 mm: se quasto requisito non dà particolare problemi per le diapositive, normalmente montate già su un telaietto 24 x 36, se per caso si desidera scannerizzare anche dei negativi fotografici, questi  devono essere tagliati ed intelaiati: lo scanner Nikon aveva invece un accessorio che consentiva di leggere la striscia di pellicola. Tuttavia l’utilizzo principale per cui credo sia pensato il prodotto è quello di scansionare diapositive, cioè film positivi.

Per quanto riguarda le prove che ho fatto per poi scegliere la configurazione “standard” da adottare per scansionare almeno la maggior parte delle mie diapositive, posso dirti le seguenti cose che spero possano risultarti utili!
Innanzitutto ovviamente maggiore qualità significa tempi di scansione maggiori e dimensioni del file più elevati: il problema è riuscire a raggiungere il miglior compromesso e questo dipende ovviamente dai propri obiettivi.
I miei obiettivi sono quelli di avere una scansione che produca un file non superiore a 7 -8Mb (tipicamente anche 5-6Mb) e  la migliore definizione ottenibile indipendentemente dai tempi necessari, perchè se faccio un lavoro generalmente preferisco metterci di più ma evitare di doverlo ripetere in futuro.
Sostanzialmente ho deciso di non selezionare nessuno degli automatismi di correzione in quanto troppo spesso peggiorano l’immagine ed inoltre allungano i tempi totali di scansione. Per quanto riguarda l’attivazione del MagicTouch, anche quello ho deciso di non utilizzarlo per scansionare le diapositive sia perchè non mi sembra riesca davvero ad eliminare bene la polvere e le righe eventualmente presenti nella diapositiva sia soprattutto perchè (anche se non è menzionanto da nessuna parte, per poter funzionare effettua due volte la scansione della pellicola per cui i tempi di scansione vengono quasi raddoppiati !!! Per i vantaggi che comporta direi che sicuramente non vale la pena di attivarlo se non per qulche specifica diapositiva veramente molto malconcia!
Questa è la mia domanda al supporto tecnico a cui fa seguito la risposta:

Domanda:
“In the user manual it is said nothing about the so called “MagicTouch” (!!!) apart from saying that it can been abled/disabled using the specific checkbox. The only information I found is on the carton of the scanner where it is said: “The high scanning speed and the hardware dust and scratch removal system MagicTouch contribute to a very effective working tool”.
At the beginning I let the MagicTouch option checked (ON) and I had a scanning time of nearly 4 min (only scanning without PC elaboration for a total of nearly 6 min = 4 + 2). Now I made some trials unchecking (OFF) that option and I calculate a scanning time of less than 2 min (exactly 1:54) [nearly HALF of the scanner time I had with MagicTouch at ON!!] and, let also all the auto features of CyberView off, I had a total time of 3:10 ( 1:54 + 1:16).
When I compare the same slide scanned ones with MagicTouch ON and then at OFF, I really don’t notice a great difference (zooming I should say that perhaps the one with MagicScan set to OFF was a little better) and related to the dust and scratch removal (that should be the purpose of that option): I really didn’t find a great difference even scanning positive films (slides) with dust with that option set to ON and then to OFF.”

Risposta: “The scanning time with turned on Magic Touch is double because when turning on Magic Touch a second scan is done. That´s the reason why scanning time is double.”

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Come conviene impostare CyberView?

Tenendo conto dei miei obiettivi elencati precedentemente, le impostazioni da me scelte come “default” sono quelle indicate nel seguito.

Prescan: non utilizzato se non raramente quando desidero scansionare solo una sezione di una singola diapositiva.

Scanpositive (essendo diapositiva)

Scan ->Preference… -> AdvancedSetting     AutoExposure: OFF (ON se accetti possibili peggioramenti per alcune diapo)
(Talvolta sarebbe conveniente applicare anche gli AutoContrast e AutoColor ma l’effetto su alcune diapositive del caricatore ho visto poter essere devastante per cui, per poter mantenere un’automatizzazione della scansione di tutto un caricatore, secondo me conviene lasciarli disattivati ed eventualemnte provvedere ad un fotoritocco puntuale a posteriori! Anche l’AutoExposure talvolta non dà il risultato sperato, ma più raramente: quindi lascia anche quello ad OFF se non desideri brutte sorprese!)

Scan ->Preference… -> MagicScan:
OFF (ad ON solo eccezionalmente per diapo malconce)
(Se la pellicola presenta granelli di polvere, almeno parte di questi permangono pur avendo impostato quel parametro, richiedendo comunque un’eventuale successiva rielaborazione manuale con un programma di editing. Inoltre ho notato che si ha talvolta una piccola perdita nella qualità dell’immagine (visibile solo zoommando al massimo) per cui ho deciso in generale di non impostare tale funzionalità che, nonostante il nome, non mi sembra faccia nulla di miracoloso e quasi raddoppia i tempi di scansione. Sul manuale d’uso stranamente, dato le poche informazioni fornite, viene detto esplicitamente di non attivare il MagicScan con pellicole Kodachrome o in bianco e nero. Nella review presente in questo sito del modello precedente [DigitDia 5000] viene addirittura detto ” Who photographed much with Kodachrome, should not even think about the DigitDia 5000. With Kodachromes also the normal ICE procedure fails“. In realtà ho scansionato diapositive Kodachrome mantenendo attivato tale meccanismo di rimozione automatica della polvere e non ho riscontrato alcun problema!).

Icona scan->Multi-Scan to file… -> File Type: JPG   –  JPEG Quality: 98% (Conviene agire sul livello di compressione jpeg se si desidera ridurre la dimensione del file e non tanto sugli altri parametri, sempre che non interessi ridurre anche i tempi di scansione; in questa finestra si può convenientemente indicare anche il prefisso da usare per tutte le foto scansionate nel seguito ed indicare anche una numerazione da cui eventualmente iniziare [di default impostato a 3 cifre]). Nota che la profondità di colore massima consentita dalle specifiche attuali del JPEG è di 24bit (8bit per ciarcun colore RGB), per cui non è particolarmente utile scannerizzare a 48bit (16bit per ciascun colore RGB) se poi, se non si salva in TIFF (standard che invece prevede quella qualità). Probabilmente converrebbe salvare in TIFF a 16 bit, effettuare le elaborazioni con photoshop con l’immagine a 16bit e solo alla fine convertire in JPEG: tuttavia il lavoro manuale risulterebbe troppo gravoso e si può pensare concretamente di procedere in quel modo solo per poche diapo ritenute molto importanti!

 

 

Active Frame Setting -> Scan: 5000 dpi    Color Depth: 8 bit (per ciascuna componente RGB)
(… se uno va a vedere le proprietà della foto scansionata, questa effettivamente mostra una profondità di colore di 24 bit = 8 x 3 ; se si salva in JPEG è inutile scansionare a 16 bit in quanto lo standard JPEG attualmente non supporta quella definizione presente solo in TIFF)

Active Frame Setting -> Advance     Output-> 5000 dpi   Scan mode: Quality

   

Per ogni cambio di caricatore ricordati di premere sull’icona in alto che mostra un caricatore (Reload magazinee che effettua un reset indicando allo scanner che hai inserito un nuovo caricatore (altrimenti lui pensa che tu voglia ritornare alla prima diapo del vecchio caricatore e lo fa muovere indietro per tornare alla prima slide!); per iniziare una nuova serie di scansioni dopo avere inserito un caricatore nuovo, premi perciò innanzitutto sull’icona che mostra un caricatore (Reload Magazine) che reimposta la scansione dall’inizio, e quindi apri il menù dell’icona che mostra una diapositiva (Scan) [click sulla freccia laterale all’icona, in modo da aprire il menù a tendina associato] e scegli l’opzione Multiscan to file: nella finestra che si  apre imposta quindi un range 1-50 se, come solitamente avviene, il nuovo caricatore standard è completamente carico e desideri scansionare tutte le diapositive in esso contenute. Nota che, se per caso ti sbagli e scrivi un intervallo che parte da zero (es. 0-50), lo scanner non inizia alcuna sessione, non fa nulla e non viene fornito a video alcuna finestra di avvertimento!

Un’ultima nota, ovvia per chi ha già utilizzato un proiettore per diapositive: nel collocare le diapo nel caricatore, accertati che le immagini siano al contrario (diversamente le immagini scannerizzate risulteranno a testa in giù) e che la parte rivolta verso il retro del caricatore sia quella più lucida, generalmente montata dal lato bianco (l’altra parte, oltre ad essere meno lucida,  in contoluce, si nota che non è competamente liscia presentando lievi spessori in corrispondenza di alcune parti dell’immagine), diversamente le immagini risulteranno ruotate verticalmente e tutte le scritte risulteranno al contrario! .. ovviamente si può poi correggere con il fotoritocco, ma tanto vale scansionare correttamente!

I tempi di scansione sono, con le impostazioni indicate tutt’altro che veloci: circa 6 minuti per diapositiva con MagicTouch ad ON e AutoExposure ad ON [circa 4 min di scansione ed il resto di elaborazione del programma per convertire in jpg ed applicare le correzioni impostate (i tempi per questa seconda fase dipendono ovviamente dalla potenza del PC): un caricatore da 50 diapositive impiega perciò circa 5h].
Se nvece si imposta, come faccio ora io, il Magic Touch ad OFF e nessuna post elaborazione,  si ottiene una scansione totale di 3:10 ( 1:54 di scansione + 1:16 di elaboratione sul PC): un caricatore da 50 diapositive impiega perciò circa 2h:40m].

Per quanto riguarda i dpi da impostare, ad occhio nudo  la differente qualità dell’immaginein verità non si nota se scansionata a diverse definizioni minori della massima di 5000 dpi (per default è impostato dalla ditta a soli 1000 dpi !): … ma se si ingrandisce con la lente, le dimensioni delle quadrettature dell’immagine sono ben diverse per le diverse definizioni. Impostando la definizione subito inferiore a 5000 dpi, cioè a 2500 dpi, i tempi di scansione ovviamente si dimezzano,  … tutto quindi dipende dall’uso che uno poi intende fare di quelle foto: per vederle semplicemente a video senza ingrandimenti, anche 2500 dpi (forse anche meno) va benissimo e i tempi dimuinuiscono a 4 min complessivi nel caso di MagicTouch ad ON (o inferiori accettando qualità ancora inferiori): un caricatore da 50 diapositive impiega, in questo caso, circa 3h 30ma può diminuire ancora di molto con definizioni inferiori. Ovviamente con Magic Touch ad OFF i tempi ancora si dimezzano quasi.

Conseguenza: se si vuole avere la massima risoluzione non si può pensare di scansionare tutte le diapositive  che un appassionato di fotografia può aver fatto in diversi decenni e una selezione, anche se necessariamente dolorosa, deve essere fatta a priori prima di decidere quale sott’insieme digitalizzare!

Allego nel seguito due file con la scansione della medesima diapositiva a 2500 dpi e 5000 dpi. Nel primo caso, oltre all’autoExposure, ho impostato anche l’autoColor, che in quel caso specifico ha funzionato come desiderato. A prima vista, la differenza tra le due scansioni non si nota (anzi forse si potrebbe preferire quella a 2500 dpi in quanto l’autoColor ha reso i colori più naturali): se poi invece si va di lente di ingrandimento (ad esempio sull’orologio della “modella” [mia moglie un po’ di decenni fa 🙂 ], la differenza si nota decisamente. Nota che quella foto è stata scattata negli anni ’80 con una reflex Yashica mediocre, con obiettivi Tamron non di grande qualità … per cui l’interesse della stessa è principalmente affettivo (come spesso avviene per le foto che ritraggono persone): sicuramente non è la foto più idonea per valutare la bontà di scansione dello scanner (meglio sarebbe stata sicuramente una foto scattata anni dopo con la F4 ed obiettivo professionale Nikon), ma è quella che ho usato per le mie prove e penso serva comunque per poter fare un confronto tra i risultati ottenibili con le due risoluzioni!

Puoi scaricare la stessa foto scansionata a  2500 dpi e a 5000dpi e valutare tu stesso le differenze. A prima vista ti potrà sembrare che la scansione a 2500 dpi sia migliore in quanto i colori sono più realistici, ma questo è dovuto al fatto che solo in quella scansione ho applicato anche l’opzione AutoColor (che per quella diapositiva specifica ha dato i risultati sperati): tuttavia se effettui uno zoom su entrambe le foto, ad esempio sull’orologio, la differenza di definizione delle due immagini si nota chiaramente). Se poi vai a vedere le properties dei due rispettivi file, potrai inoltre trovare altre informazioni quali, ad esempio, il fatto che per entrambe la profondità di colore impostata è di 24 bit anche se in verità, non supportando la codifica in jpeg più di 8bit, la profonfità di colore a 16bit ha senso solo se uno salva in TIFF.

Qui puoi poi scaricare i file di una stessa diapositiva scansionata a 1000dpi (definizione di default impostata all’installazione di CyberView) e a 5000dpi: le dimensioni del file passano da  457Kb a 5,7Mb e, anche se a video a prima vista la differenza non sembra molta, in realtà la qualità nella definizione dell’immagine è notevole soprattutto se si effettua uno zoom su un particolare (come è evidenziato dalle immagini seguenti).

 scansionata a 1000dpi

scansionata a 1000dpi

scansionata a 5000dpi

scansionata a 5000dpi

particolare su scansione a 5000dpi

particolare su scansione a 5000dpi

particolare su scansione a 1000dpi

particolare su scansione a 1000dpi

Se si desidera infine impostare la dimensione di scansione della dipositiva manualmente per essere certi che vengano considerati tutti i bordi, eccovi la procedura così come me l’ha descritta il supporto tecnico della Reflecta, procedura purtroppo non presente nel manuale d’uso! In questo caso tutte le diapositive del caricatore devono essere collocate come landscape (o portrait) in quanto la scansione avverrà con l’altezza e la larghezza impostati manualmente. Diversamente lo scanner individua l’orientamento automaticamente, ma spesso avviene che taglia una piccola parte della foto e talvolta può presentare qualche striscia nera in uno/due bordi della foto (che dovranno poi essere tolti con il fotoritocco).

The correct way to set the Scan Setting tab is as below:

1) Make a prescan and then drag the cropping dotted line to cover full scan area.

2) Enter the “Default Scanning Area” page in Preference , then Enable the user settings for auto-crop.

3) Click “Get current Crop value” and “OK” button.

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In questo link puoi trovare un video in cui ho cercato di spiegare brevemente come utilizzare Photoshop Elements 8 per ritoccare le diapositive scansionate con uno scanner. Ricordo che DigitDia 6000 della Reflecta fornisce infatti  in dotazione quel SW, per cui quel video vuole essere un compedio a questo post. E’ stata poi un’occasione per provare Microsoft Expression Encoder 4 Screen Capture!

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Parcheggiare le biciclette è per legge consentito in tutti i cortili condominiali

Parlando con un amico  sono venuto a sapere un’informazione che forse non tutti sanno. Almeno a Torino, al fine di consentire il parcheggio della propria bicicletta nei cortili dei condomini, il Consiglio Comunale ha approvato il 20 Febbraio 2001 con deliberazione n. 21 la modifica del Regolamento Edilizio e del Regolamento di Igiene.
Queste modifiche impongono che, qualora venga richiesto, un condominio debba consentire il parcheggio di biciclette nel proprio cortile.

Mi sembra utile diffondere la conoscenza di queste leggi non sempre conosciute ed applicate dagli amministratori condominiali!!

In particolare:

All’art. 48, punto 2 del vigente Regolamento Edilizio, è stabilito che:
In caso di nuova edificazione o di ristrutturazione edilizia ed urbanistica ed in tutti i luoghi previsti dall’articolo 7 della L.R. 33/1990, devono essere ricavati appositi spazi destinati al deposito delle biciclette, nei cortili, o in altre parti di uso comune dell’edificio, in misura non inferiore all’1% della superficie utile lorda oggetto di intervento“.

All’art. 82 punto 4, del vigente Regolamento d’Igiene è scritto che:
In tutti i cortili esistenti, o di nuova edificazione, deve essere consentito il deposito delle biciclette di chi abita o lavora nei numeri civici collegati al cortile“.

Il regolamento condominiale non può vietare di parcheggiare la bici in cortile: “la generale destinazione dei cortili al riparo di biciclette utilizzate dagli abitanti degli stabili cui acceda il cortile, non può essere contrastata dai titolari dei diritti reali sui cortili stessi, siano essi proprietari singoli o, come nel caso del condominio, collettivi” ha specificato che il regolamento comunale deve essere ritenuto in ogni caso vincolante rispetto ai privati in quanto ‘fonte normativa in senso proprio e incidente in materia di ordine pubblico delineata dalla legge’“.

Tuttavia non tutti i condomini devono pagare l’apposizione della rastrelliera e tali attrezzi ed impianti dovranno essere installati a spese dei reali utenti. Le decisioni circa le modalità operative di tale diritto (individuazione dello spazio del cortile da destinare a parcheggio bici, ripartizione delle spese di installazione e manutenzione delle rastrelliere, quantificazione del numero massimo di cicli da poter posteggiare, ecc.) saranno da discutere nell’ambito dell’assemblea condominiale.

Quindi se, almeno nel comune di Torino, volete parcheggiare le vostre biciclette in cortile, ma avete ricevuto dei pareri negativi dall’assemblea condominiale, informatevi bene, in quanto potete ancora far valere le proprie ragioni: scarica l’opuscolo Parcheggiare le bicicletta nei cortili DIRITTI – INFORMAZIONI – CONSIGLI a cura della Divisione Ambiente e Verde – Settore Tutela Ambiente del Comune di Torino.

Opuscolo Parcheggiare le bicicletta nei cortili DIRITTI – INFORMAZIONI – CONSIGLI a cura della Divisione Ambiente e Verde – Settore Tutela Ambiente del Comune di Torino. (1)
Opuscolo Parcheggiare le bicicletta nei cortili DIRITTI – INFORMAZIONI – CONSIGLI a cura della Divisione Ambiente e Verde – Settore Tutela Ambiente del Comune di Torino. (2)

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Link utili

E se il regolamento condominiale mi vieta di parcheggiare la bici in cortile?

Una sentenza emessa dal Tribunale di Milano a seguito di un contenzioso insorto relativamente all’esercizio di tale diritto all’interno di un condominio afferma che:
La generale destinazione dei cortili al riparo di biciclette utilizzate dagli abitanti degli stabili cui acceda il cortile, non può essere contrastata dai titolari dei diritti reali sui cortili stessi, siano essi proprietari singoli o, come nel caso del condominio, collettivi” ha specificato che il regolamento comunale deve essere ritenuto in ogni caso vincolante rispetto ai privati in quanto “fonte normativa in senso proprio e incidente in materia di ordine pubblico delineata dalla legge“.
Pertanto, trattandosi di norma regolamentare di ordine pubblico e d’immediata attuazione deve essere intesa come obbligatoria prevalente nei confronti dei condomini, anche nell’ipotesi che il regolamento condominiale preveda il divieto del ricovero delle biciclette nei cortili.

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Vedi anche il mio post successivo del 2020:


Parcheggiare le biciclette è per legge consentito in tutti i cortili condominiali: cosa fare se i condomini si oppongono

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Scarica gratis gli MP3 del disco “Da Stoccolma in poi” di Franco Settimo!!

Qualche giorno fa, navigando su Internet, ho visto che Enzo Maolucci aveva acconsentito di far scaricare gratuitamente il suo bel disco “Barbari“: un album davvero da risentire dopo tanti anni!!! Quanti ricordi …

Mi è venuto allora in mente di chiedere all’amico Franco Settimo se voleva che, da una pagina di questo mio blog, potesse essere scaricato (ovviamente gratis) il disco da lui composto nel lontano ’83-’84, inciso in modo amatoriale (ma non troppo!) ed ora riportato in digitale.  … inutilre dirvi che ha accettato con piacere di rendere pubblica la sua musica!
Non sarà forse al livello dei migliori cantautori degli anni ’70, … ma personalmente mi piace e penso valga la pena ascoltarlo almeno una volta!!
😉

Le canzoni presenti nel disco sono le seguenti:

DA STOCCOLMA IN POI

1. Il tuo primo compleanno in 4/4 (Settimo)
2. Stoccolma (Settimo)
3. Il tuo amico speciale (Settimo)
4. A suivre (Guaschino-Settimo-Guaschino)
5. Presepe (Settimo)
6. Il giardino incantato (Settimo)
7. Averti Qui (Settimo)
8. Langhe (Settimo)
9. Todos con Leon (Settimo)
10. La leggenda del viaggiatore giovane (Guaschino-Settimo)

Premi qui per scaricare lo zip di tutti gli MP3!! (PS: ovviamente ci impiegherà un po’ di tempo!!)

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Creare un sito, accattivante anche da un punto di vista grafico, in meno di mezz’ora … senza scrivere una riga di codice? Oggi è possibile.

WordPress, utilizzato per realizzare questo mio blog, può essere ovviamente utilizzato per costruire e gestire un proprio sito: questo video mostra come fare e in questa pagina di Help puoi trovare ulteriori dettagli.

Tuttavia ho voluto provare anche altri sistemi che consentono di creare un sito (non solo personale ma, volendo, anche commerciale) in modo unicamente grafico e molto agevole (nessuna riga di codice!).

Avevo già usato il metodo offerto da molto tempo da google:  lo avevo trovato di facile utilizzo ma non particolarmente accattivante da un punto di vista grafico … magari però ora fornisce maggiori potenzialità rispetto a quelle presenti quando anni fa l’avevo provato!

Ora ho provato il sistema messo a disposizione da wix che risulta anche questo completamente gratuito se uno non desidera registrare il dominio e accetta che sia visibile la pubblicità (non affatto invasiva) al loro sistema.
La tecnologia utilizzata è quella di Flash e viene fornita una grande quantità di template (già suddivisi in categorie, per agevolare la ricerca di quello più adatto alle proprie finalità: si va dal sito personale a quello per eCommerce): questi ultimi possono essere agevolmente modificati e personalizzati con proprie foto, testi, colori, font e quant’altro.
Se uno ha tutto il materiale grafico a disposizione e hai ben in mente come strutturare il proprio sito, seguendo le possibilità offerte dal template scelto tra i molti a disposizione, il lavoro che resta è proprio solo di una mezz’oretta se hai già preso dimestichezza con l’ambiente … diciamo un due ore per la prima volta e vuoi scoprire e provare le molteplici possibilità grafiche!!
Un unico consiglio: ogni tanto salva le modifiche effettuate perché talvolta l’ambiente può andare in crash (due o tre volte il mio browser IE è “morto”) … e ovviamente in quel caso si perdono tutte le modifiche effettuate dall’ultimo salvataggio. Ricordarti infine che esiste un solo livello di “undo!

Per provare tale sistema, ho ripreso alcune vecchie foto (analogiche, stampate scansionate  ancora negli anni ’90) di alcuni dipinti e foto che avevo fatto ed ho creato il seguente sito: secondo me, è venuto abbastanza accattivante anche graficamente, soprattutto se si pensa che per fare il tutto ho impiegato davvero pochissimo!! Per provarli, ho inserito anche behaviour particolari, riflessi, animazioni, pulsanti per raggiungere questo blog o la mia pagina di Facebook, la possibilità di inviarmi un’email e lasciarmi un feedback nel guestbook ecc…)

PS: nota che la qualità delle immagini da me caricate è spesso scarsa … ma ciò dipende, come già evidenziato, dal materiale grafico che avevo a disposizione e non certo dall’ambiente utilizzato per la creazione del sito!

Se vuoi vedere il risultato da me ottenuto [che mostra parte delle mie creazioni artistiche 😉 ] , non ti resta ora che premere questo link!!
Eccoti comunque alcuni screenshot del sito:

Inoltre ho fatto anche la versione per dispositivi mobili, che possono non supportare flash e per i quali risulta comunque conveniente ripensare l’interfaccia utente per renderla più facilmente usufruibile da un touchscreen di dimensioni ridotte, sia questo uno smartphone (es. Phone 7, iPhone, Android, Blackberry) o un Pad (es. iPad). In verità questi ultimi generalmente supportano anche flash e quindi l’accesso al sito può avvenire utilizzando entrambe le url ottenendo due diverse user interface (quella pensata per PC e quella per PDA)! Ora un utente che visita il mio sito da un dispositivo mobile, se nel browser è impostata la modalità di navigazione come telefono e non come PC, sarà automaticamente rediretto alla sua versione per mobile.
Se vuoi accedere direttamente a questa versione del sito dal tuo PDA, imposta la seguente URL: http://m.wix.com/continienzo/quadri : diversamente, come già evidenziato, anche impostando l’URL standard per PC (http://www.wix.com/continienzo/quadri) verrai comunque rediretto alla versione mobile, sempre che tu non abbia impostato una navigazione come PC nelle opzioni del browser sul PDA !
Eccoti comunque alcuni screenshot del sito, in cui si può notare come l’interfaccia utente sia stata ripensata per un utilizzo su un touchscreen di dimensioni ridotte:

     

 

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P.S. (09/01/2017)

Ora Wix non supporta più Flash per cui è opportuno migrare il proprio sito in un formato HTML. Io ho migrato il mio in http://continienzo.wixsite.com/dipinti sempre con un supporto anche per una visualizzazione da mobile.

Versione HTML (rendering per PC)

Versione HTML (rendering per mobile)

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PS (10/06/2018)

Ho visto che esiste anche Flazio, una alternativa made in Italy a Wix.

… penso proprio che prossimamente proverò ad usarlo per vederne le caratteristiche … e magari ne uscirà un post 😉

PS –  Questo sito fa già un confronto economico tra Flazio e Wix … ma è sicuramente è pubblicitario e non tecnico!

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Altri esempi di siti che ho sviluppato con il tool Wix descritto in questo post, sono quello dell’Autoscuola Monterosa di Torino e dell’associazione LIDVA (Lega Italiana Volontari Difesa Animali). Visitate anche quello dell’amico (ed ex collega) Franco Canavesio.

Sito dell'autoscuola Monterosa - Torino

Sito dell’autoscuola Monterosa – Torino

Sito della associazione LIVDA (Lega Italiana Volontari Difesa Animali)

Sito della associazione LIVDA (Lega Italiana Volontari Difesa Animali)

_____________________

Ricordati infine di segnalare il tuo sito ai motori di ricerca più utilizzati, in modo da agevolare la loro visibilità, oltre ad indicare opportuni tag che sintetizzino il contenuto del sito e ne suggeriscano categorie di interesse:

Google: http://www.google.it/add_url.html

Bing:     http://www.bing.com/toolbox/submit-site-url

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The new Kinect hardware (that allows “near mode”) is coming!!

I have just read the Microsoft newsletter and one relevant information is that also here in Italy is available the new Kinect HW that can see objects as close as 40 centimeters!!! So the play zone can be expanded and new possible uses of that system can be thought. A clear explanation of what is (and isn’t) “near mode” can be found here.

If you like to know something more about Kinect, you can go here . In particular here you can find photoes and examples of possible applications of Kinect that go beyond gaming!

Finally, to download the Kinect SDK (version 1.0.3.190 – 1 February 2012) you can go here.

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Pagina dei ricordi di scuola …

Se hai scelto di vedere questa pagina è probabilmente perchè eri della mitica sezione A del Liceo Scientifico Einstein (maturità 77) o di una classe accanto …
… altrimenti hai sicuramente sbagliato link 😉

Ti ho preparato questi link così puoi facilmente accedere agli album che ho appositamante creato su facebook:

Ricordi di scuola: il liceo scientifico Einstein (sezione A; anni 72-77)

Liceo Scientifico Einstein 5A (maturità 77): 35 anni dopo

5A ed eventuali

Andavamo all’Einstein…

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How to localize the text of each button of the ApplicationBar?

In general you can provide, in your solution, several AppResource files, a default one (AppResource.resx) and one for each language you like to support (es. AppResource.en-EN.resx, AppResource.it-IT.resx, AppResources.es-ES.resx): the default one will be used for all the other languages not explicitly listed.

As clearly stated in an MSDN page, it is not sufficient to include that AppResource files, but you have also to declare the supported cultures in the .csproj of the UI project (and possibly all the others that may needs to use language specific strings): to do that you need to “close the project and open the project file (<project name>.csproj) in a text editor. Locate the <SupportedCultures> tag and add the names of each additional culture (language) your application needs to support. You should have an entry for each .resx file added to the project). Separate the language names using a semicolon, and only add the additional culture names. For example, if an application uses English (United States) for its default culture, but the application also supports German (Germany) and Spanish (Spain), you would update this tag as follows:

<SupportedCultures>de-DE;es-ES;</SupportedCultures>

Then, everytime you have to write a string to the UI, you must get the proper string from those dictionaries: the operating sytem automatically chooses the proper language depending to the one configured in the PDA.

For convenience, I use the following utility class to access the resource strings:

    /// <summary>
    /// Classe utilizzata per esporre le risorse presenti in AppResource.resx; Nota che Visual Studio quando si crea quel file genera già una classe AppResource.cs che contiene quei dati.
    /// Questa classe wrappa proprio quella classe AppResource
    /// </summary>
    public class LocalizedStrings {
        // Per Silverlight - XAML: per recuperare le risorse nella pagina XAML
        private static AppResource localizedResources = new AppResource(); //proprietà che restituisce prorio una classe AppResources
        public AppResource LocalizedResources { //era public
            get { 
                return localizedResources;
            }
        }

        // Shortcut to Resource Manager: : per recuperare le risorse nella pagina C#
        public static String GetString(String resourceKey) {
            return AppResource.ResourceManager.GetString(resourceKey);
        }
    }

Then from your C# code you can get a string in this way:

MessageBox.Show(sbErrorMessage.ToString(), LocalizedStrings.GetString("ExceptionCaption"), MessageBoxButton.OK);

and in the xaml you can use the following:

<TextBlock Text="{Binding LocalizedResources.User, Source={StaticResource LocalizedStrings}}">

Now, what about the text associated to each button of the ApplicationBar?
When you create a new page with Visual Studio, at the end of the xaml file there is already a commented part related to the creation of some ApplicationBar:

    <!--Sample code showing usage of ApplicationBar-->
    <!--<phone:PhoneApplicationPage.ApplicationBar>
        <shell:ApplicationBar IsVisible="True" IsMenuEnabled="True">
            <shell:ApplicationBarIconButton x:Name="appbar_button1" IconUri="/Resources/Images/Icons/ApplicationBar/dark/appbar.button1.png" Text="Button 1" Click="AppBarSelectButtonClick"/>
            <shell:ApplicationBarIconButton x:Name="appbar_button2" IconUri="/Resources/Images/Icons/ApplicationBar/dark/appbar.button2.png" Text="Button 2" Click="AppBarSelectButtonClick"/>
            <shell:ApplicationBar.MenuItems>
                  <shell:ApplicationBarMenuItem Text="MenuItem 1"/>
                  <shell:ApplicationBarMenuItem Text="MenuItem 2"/>
            </shell:ApplicationBar.MenuItems> 
        </shell:ApplicationBar>
    </phone:PhoneApplicationPage.ApplicationBar>-->

However if you use that code, you hardwire the text associated to each button and, because the ApplicationBar is not a silverlight component, it is NOT possible to handle localization in the following way, as you perhaps expected:

<!-- IT DOESN'T WORK -->
<shell:ApplicationBarIconButton x:Name="appButtonCancel" IconUri="/Resources/ApplicationBar/dark/appbar.cancel.png" Text="{Binding LocalizedResources.Reset, Source={StaticResource LocalizedStrings}}" Click="appButtonCancel_Click" />

So you have are several possibilities if you want to take care of the localization but all require to add code in C#.
One way is to create to create all by code (no tags in xaml related to ApplicationBar) and add, for example in the constructor, the following code:

ApplicationBar = new ApplicationBar();
var appBarOkButton = new ApplicationBarIconButton(new Uri("/Resources/ApplicationBar/dark/appbar.check.png", UriKind.Relative));
appBarOkButton.Text = LocalizedStrings.GetString("Ok");
ApplicationBar.Buttons.Add(appBarOkButton);
appBarOkButton.Click += new EventHandler(appButtonOk_Click);
var appBarResetButton = new ApplicationBarIconButton(new Uri("/Resources/ApplicationBar/dark/appbar.cancel.png", UriKind.Relative));
appBarResetButton.Text = LocalizedStrings.GetString("Reset");
ApplicationBar.Buttons.Add(appBarResetButton);
appBarResetButton.Click += new EventHandler(appButtonCancel_Click);
ApplicationBar.IsVisible = true;

Or you can leave in the xaml the tag related to creation of the ApplicationBar, but create each button in C# code-behind.
A utility class can be used to make the code more flexible and reusable in differnt cases where you could need to add/remove ApplicationBar buttons runtime (es. depending from the shown pivot item):

<phone:PhoneApplicationPage.ApplicationBar>
<shell:ApplicationBar IsMenuEnabled="False" IsVisible="True">
<!--<shell:ApplicationBarIconButton x:Name="AllowButton" Text="si"  IconUri="/Resources/Images/Icons/ApplicationBar/dark/appbar.check.png" Click="AllowButton_Click" />
<shell:ApplicationBarIconButton x:Name="DenyButton" Text="no"  IconUri="/Resources/Images/Icons/ApplicationBar/dark/appbar.cancel.png" Click="DenyButton_Click" />-->
</shell:ApplicationBar>
</phone:PhoneApplicationPage.ApplicationBar>
Utility.UpdateAppbarButton(ApplicationBar.Buttons, 0,"/Resources/ApplicationBar/dark/appbar.check.png", LocalizedStrings.GetString("Allow"), true, new EventHandler(AllowButton_Click));           Utility.UpdateAppbarButton(ApplicationBar.Buttons, 1, "/Resources/ApplicationBar/dark/appbar.cancel.png", LocalizedStrings.GetString("Deny"), true, new EventHandler(DenyButton_Click));

where:

        /// <summary>
        /// http://stackoverflow.com/questions/4234202/hide-application-bar-icon-programmatically-in-a-wp7-silverlight-application
        /// instead of setting a button visible or not, you have to remove the button (if it's there) or re-add it if it's not.
        /// </summary>
        /// <param name="applicationBarButtons">ApplicationBar.Buttons</param>
        /// <param name="index"></param>
        /// <param name="uriString"></param>
        /// <param name="text"></param>
        /// <param name="visibility"></param>
        /// <param name="handler"></param>
        /// <returns>Restituisce la ApplicationBar.Buttons modificata</returns>
        public static IList UpdateAppbarButton(IList applicationBarButtons, int index, string uriString, string text, bool visibility, EventHandler handler) {
            ApplicationBarIconButton button1 = null;

            if (applicationBarButtons.Count > index) {
                button1 = applicationBarButtons[index] as ApplicationBarIconButton;
            }

            if (button1 != null) {
                applicationBarButtons.Remove(button1);
            }
            if (visibility) {
                button1 = new ApplicationBarIconButton(new Uri(uriString, UriKind.Relative));
                button1.Text = text;
                button1.Click += handler;
                applicationBarButtons.Insert(index, button1);
            }
            //TODO verificare se passando il puntatore, non ci sia necessità di ritornare applicationBarButtons che è già stato modificato
            return applicationBarButtons;
        }
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“La speranza non è in vendita” – Luigi Ciotti

Ho appena finito di leggere il libro di Luigi Ciotti “La speranza non è in vendita” .

L’avevo preso da tempo, a Natale quando ero passato nella libreria del Gruppo Abele per comprare dei regali, … ed era proprio tempo che lo leggessi!

Non è un libro con molte pagine, con molte parole, ma i concetti espressi sono molti, comprensibili a tutti e soprattutto … quelli giusti! Vi consiglio di leggerlo: poche ore sicuramente spese bene che aiutano ad oliare un po’ il nostro cervello addormentato e di continuo bombardato da falsi ideali, promesse e “verità” presunte!

Quando leggo, per abitudine sottolineo con un evidenziatore le frasi che mi sono piaciute maggiormente, i concetti che condivido e che reputo degni di essere riletti  e ripensati. Normalmente sottolineo al massimo mediamente due-tre righe per pagina … in questo piccolo libro (di 126 pagine che si legge in due ore) mi sono accorto di aver consumato ben più colore!

Il discorso presentato nel libro è lineare, logico ed organico benché, da un’introduzione “tra denuncia e proposta”, si passi nei diversi capitoli a trattare argomenti apparentemente molto diversi (cap.1: Diseguaglianze; cap.2 Migranti; cap.3 Solidarietà e diritti; cap.4 Democrazia; cap.5 Costituzione; cap.6 Mafie; cap.7 Chiese che “interferiscono; cap8 Legalità; cap.9: Educazione e responsabilità; cap.10 Speranza). Proprio per questa linearità del ragionamento che sottende tutto il libro, sicuramente è molto limitativo riportare alcune frasi estratte dal contesto del discorso: tuttavia voglio proporvene alcune … anche solo per fare venire anche a voi la voglia di leggerlo!!

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“Non basta essere vivi per sperare: bisogna anche credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla. Non c’è speranza, senza speranza di giustizia. … L’etica individuale è la base di tutto, la premessa per non perdere la stima di sé”.

“La strada dell’impegno è scandita da tre parole: corresponsabilità, continuità e condivisione”.

“L’individualismo ha minato la politica: in molti dicono di volere un cambiamento , salvo poi spendere più energie nell’affermare se stessi che nell’impegnarsi a costruirlo”.

“Da questa crisi economica e di paura del futuro se ne uscirà solo – a dispetto di chi, dopo averla provocata, ne promette il superamento grazie a una nuova crescita dietro l’angolo – con trasformazioni sociali profonde. E, soprattutto, non chiudendo gli occhi”.

Il tradimento del lavoro: “Ciascuno trova posto (quando lo trova) non in base alle sue capacità, ma alla sua funzionalità, valutata secondo principi di pura e semplice convenienza economica. E’ il meccanismo che ha governato la cosiddetta flessibilità, concetto con cui per anni si sono giustificate le leggi – loro sì inflessibili – del mercato: la disponibilità delle persone ad adattarsi alle attività più disparate senza garanzie contrattuali e senza la possibilità di fare del lavoro il nucleo intorno a cui costruirsi sicurezza materiale e dignità sociale. … L’attuale situazione di crisi è la dimostrazione di come un sistema fondato sulle disparità e su profitti non equamente distribuiti finisce per impoverire tutti”.

“A infastidire i benpensanti non è più la povertà ma la sua visibilità (con la sgradevolezza che, spesso, la accompagna)”.

“… il valore economico è inscindibile dal valore sociale e un’economia sganciata dai bisogni e dalle speranze delle persone – ossia dalle loro vite – produce un sistema inaffidabile che provoca falsi valori”.

Insostenibilità (devastazione delle risorse ambientali); Globalizzazione (riduzione di tutto a valore di mercato); Privatizzazione (usurpazione dello spazio pubblico); egemonia della finanza (dissipazione delle ricchezze reali); Eclissi dell’etica (perdita del legame sociale e del senso di responsabilità)”.

“Quando la sicurezza viene elevata a valore assoluto, perseguita non come effetto di buon governo , ma come idea stessa di governo, disegna attorno a sé una società a compartimenti stagni, con muri, divieti, zone sorvegliate. Questa idea di sicurezza finisce per sfaldare la comunità, per promuovere un’immunità al tempo stesso sociale e giuridica …”.

“Uscire dalla crisi significa riscoprire per chi e per cosa vivere: i progetti, gli obiettivi, le aspirazioni che rendono la vita personale degna di essere vissuta e quella collettiva generatrice di speranza e di futuro. … ridurre le distanze non solo economiche ma sociali, dando a ciascuno la possibilità di sviluppare i propri talenti e di vederli riconosciuti. … rompere i monopoli, i privilegi e le corporazioni che impediscono all’economia di servire alla collettività e alle persone di vivere non schiacciate dalle logiche del profitto. … ristabilire la demarcazione fra pubblico e privato per impedire che beni comuni ed essenziali, come l’acqua, vengano mercificati”.

“Un politico che in privato contraddica ciò che asserisce in pubblico, che ostenti lusso e faccia della ricchezza un simbolo del potere – anche se lecitamente accumulata – dimostra di non aver capito che, in democrazia, forma e sostanza vanno a braccetto. Non ci si può occupare del bene comune e porsi, anche solo simbolicamente, al di sopra degli altri”.

“L’attuale degenerazione etica non sarebbe stata possibile senza un più generale ritiro dall’impegno, senza gli eccessi di delega, senza un’interpretazione avara del nostro ruolo di cittadini”.

“Primo Levi ci ha insegnato che l’ingiustizia ha due facce. La prima è l’assenza di diritti. … l’altra è quella che si annida nella ‘zona grigia’. … è la zona che sta al confine tra giustizia e ingiustizia, legalità e illegalità. Ma prima che un luogo fisico, è un luogo mentale, interiore. … Le coscienze di chi finge di non vedere e di non sentire, di chi agisce solo per calcolo o per paura, di chi è severo con gli altri quanto indulgente con se stesso e, pur lamentandosi di come vanno le cose, non muove mai un dito per cambiarle”.

“Ci sono state nella storia e ci sono oggi norme che negano o erodono, con l’uguaglianza, anche la prossimità, cioè la relazione con gli altri, la capacità di mettersi nei loro panni, di capirne i sentimenti e i punti di vista, di aiutarli nelle situazioni di difficoltà. Ma senza uguaglianza e prossimità non c’è società né giustizia. E la legalità si riduce, si allontana dai valori”.

“Invocare legalità è da qualche tempo di moda. Ma non sempre a proposito e, talora, da pulpiti improbabili. L’affermazione è netta, all’apparenza appagante: legalità significa rispetto delle leggi e, conseguentemente, operare per la legalità significa far rispettare le leggi. La definizione, a prima vista, non può che essere condivisa. Ma, scavando, dando applicazione ai principi, ci si accorge che la complessità del reale la rende incompleta e, alla fine, non persuasiva. … Il richiamo alla legalità non può essere utilizzato per sostituire la politica e porla al riparo dalle sue responsabilità. Viviamo in un Paese in cui le leggi sono tanto numerose quanto violate. Perseguire la legalità –intesa come progetto di convivenza e regola della vita sociale – significa dunque inevitabilmente, definire gerarchie di valori e priorità d’interventi. … Occorre dunque scegliere. Si può cominciare a lottare contro le mafie o liberando le città dalla presenza fastidiosa di accattoni e lavavetri, contrastando la speculazione edilizia e l’inquinamento ambientale o perseguendo chi protesta (magari con qualche eccesso) a tutela della salute propria e dei propri figli, impegnandosi per combattere l’evasione fiscale oppure sgomberando edifici abbandonati, occupati da contestatori o marginali. … Anche le modalità dell’intervento teso a ripristinare la legalità violata non sono vincolate ma discrezionali. … La legalità può essere imposta con la forza o perseguita con la trattativa e la convinzione. … L’obiettivo è (forse) comune, ma gli effetti concreti e la cultura che ne deriva sono profondamente diversi …”.

“Il nostro lavoro è etico quando non presta il fianco ai compromessi, alle scorciatoie, alle prepotenze di chi vuole calpestare i diritti in nome del privilegio. … Contro questo consumismo di beni, di tempo, di relazioni che vuole distrarre i cittadini dalla gestione del bene pubblico, trasformarli in una folla interessata solo al proprio privato e quindi facilmente manipolabile, vittima della più sottile delle schiavitù perché ignara di essere tale”.

“Il coraggio di fare scelte scomode e di rifiutare i compromessi, quelle piccole transizioni con la coscienza che ti mettono su una china dalla quale poi è sempre più difficile risalire”.

“L’educazione è il primo e più prezioso investimento di una comunità aperta al futuro. … I giovani non cercano adulti perfetti, ma persone credibili ed appassionate. Persone che non dicano loro cosa fare, ma facciano assieme con loro. E che sappiano guardarsi dentro, verificando la coerenza tra teoria e pratica, la credibilità del loro essere testimoni”.

“… dobbiamo chiederci cosa è indispensabile alla vita umana perché essa abbia un senso: da un punto di vista materiale, del tempo, delle relazioni. … Dobbiamo ripensare a vivere le nostre esperienze e non a consumarle … E’ educandoci al consumo che impariamo la sobrietà: evitare la logica dello spreco, dello sfruttare tutto e tutti per avere “sempre di più”, rischiando di consumare noi stessi … O perdendo la capacità di dare il giusto valore al tempo: ne perdiamo, pensando che la vita possa aspettare, dimenticando che ‘la vita è sempre adesso’. Crediamo di risolverla affidandoci alla fortuna ‘venduta’ dai giochi d’azzardo e dalle lotterie; siamo ossessionati dal voler cancellare i segni esteriori che il tempo lascia su di noi”.

“La speranza è la tensione della vita che si fa progetto. … Ma quando la speranza restringe i suo campo, quando speriamo solo per noi stessi, per i nostri interessi, per il nostro successo, ecco che essa smette d’infonderci forza per diventare al massimo un fragile rifugio delle nostre paure, una superstizione a cui appoggiarci per confidare nella benevolenza del destino. E’ difficile capire l’angoscia del nostro tempo, se non prendiamo atto di questa privatizzazione della speranza. Come tutti i beni più essenziali, anche la speranza è stata infatti ‘comperata’, resa oggetto di mercato. C’è chi se la può permettere e c’è chi ne è escluso”.

“… una politica che ha sostituito la costruzione della speranza con la vendita d’illusioni. Una politica dell’ammiccamento e del sorriso ostentato, che ha negato la realtà della crisi e che tuttora tentenna a prendere le misure necessarie a contrastarla per la paura di perdere consenso o disturbare interessi consolidati. Nasce qui la corruzione della speranza, resa bene di consumo propinato grazie a ben congegnate campagne di propaganda e persuasione occulta. … La vera speranza, stretta parente del realismo, è invece quella che risveglia il desiderio di capire, di reagire, di rialzare la testa. … speranza è incominciare ad accorgersi degli altri, prendere coscienza che il mondo e la vita sono realtà plurali. … Perché la speranza è nemica della menzogna: per proiettarci nel possibile ha bisogno di una base solida, altrimenti affonda con noi nelle sabbie mobili delle illusioni. Ha bisogno, cioè, di educazione e cultura, vie maestre della ricerca di verità”.

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“Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta” (libretto distribuito dal Comune di Milano): davvero un opuscolo utile ai ciclisti cittadini?

Ho letto con attenzione il libretto distribuito dal Comune di Milano per la sicurezza di chi va in bici poiché la uso abitualmente come mezzo di locomozione anche per recarmi al lavoro (e quindi nelle ore di maggior traffico) e pensavo di trovarci alcune informazioni pratiche ed utili. Puoi scaricarlo anche tu cliccando sull’immagine seguente

o direttamente da www.comune.milano.it .

Sarà perché uso la bicicletta anche in città da molti decenni e quindi ho già avuto modo di sviluppare le attenzioni evidenziate qua e là nel testo ed ho già da tempo adottato alcuni dei suggerimenti proposti ed utili a “salvarsi” la vita nel traffico cittadino … ma non ho trovato in quell’opuscolo nulla di nuovo e di particolarmente utile … almeno per me!
Mi sono viceversa stupito che, in un libretto PER i ciclisti e PER la loro sicurezza soprattutto in città, non ci sia la minima menzione della pericolosità dei binari del tram, se non attraversati con l’opportuna angolazione, né la dovuta attenzione alla necessità di utilizzo del casco (citata unicamente, tra le righe, nell’introduzione quando si dice “E anche alcuni dispositivi di protezione individuale (come il casco), non solo non devono sostituire misure di prevenzione collettiva, ma possono rivelarsi inadeguati se il ciclista si muove come uno sprovveduto nelle insidie del traffico”).
Ho trovato anche strano che ben 5 pagine su 29 fossero dedicate ad elencare le sanzioni applicabili al ciclista, alcune delle quali ( lasciatemelo dire 🙂 ) mi hanno fatto perlomeno sorridere! … come se per aumentare la sicurezza dei ciclisti, la principale cosa da fare è preoccuparsi di sanzionarli ed avvertirli, in modo dettagliato, dei pericoli che possono incorrere anche sotto questo fronte.

Vi elenco alcune delle molte sanzioni indicate:

  • Circolare con la bicicletta senza pneumatici [24€ – 94€]   (!!!???)
  • Circolare con la bicicletta priva di avvisatore acustico [24€ – 94€]
  • Circolare con la bicicletta priva dei catarifrangenti previsti [24€ – 94€]
  • Non avere rispettato la distanza di sicurezza [39€ – 159€]   (???)
  • Non aver segnalato la svolta con il braccio [39€ – 159€]
  • Pedalare senza appoggiare le mani sul manubrio [24€ – 94€]
  • Pedalare con cuffie sonore [152€ – 608€]
  • Circolare sui marciapiedi e in aree riservate ai pedoni [39€ – 159€]
  • Circolare sulla sede stradale in luogo della pista ciclabile parallela [24€ – 94€].

Io mi reputo un ciclista rispettoso delle regole civili e molto prudente (in 40 anni un solo incidente e con ragione) ma, soprattutto quando uso la mia bici da corsa, ho scoperto di poter essere sanzionato per un minimo di  326€ ed un massimo di 1302€:

  1. Non ho un avvisatore acustico [24€ – 94€] (tanto chi lo sentirebbe!),
  2. Non ho i catarifrangenti [24€ – 94€] (anche se ovviamente applico ed accendo delle luci estraibili, quando mi capita di ritornare al crepuscolo …  come penso facciano tutti i ciclisti sani di testa!!),
  3. Spesso non segnalo la svolta con il braccio [39€ – 159€] (… ma ovvimente guardo bene dietro prima effettuare qualsiasi spostamento: di braccia ne ho solo due e ci terrei che non me ne venisse tranciata nessuna!),
  4. Mi capita di pedalare per brevi tratti senza mani, ad esempio per aggiustarmi il casco [24€ – 94€] (mica sono tutti imbranati quelli che vanno in bicicletta!),
  5. Talvolta uso delle cuffie sonore per ascoltare musica a bassissimo volume e rilassarmi nonostante il rumore dei motori e dei claxon assordanti [152€ – 608€] (anche così penso di mantenere sicuramente una sensibilità acustica assai maggiore di qualsiasi autista con i finestrini chiusi e l’autoradio accesa … quanto poi questi non alzi il volume talmente tanto che si sente chiaramente la musica anche da fuori e da distante!),
  6. In alcuni tratti molto pericolosi uso il marciapiede [39€ – 159€] (ovviamente andando a passo d’uomo e non ostacolando o disturbando i pedoni: il loro vero pericolo sono le macchine che sbucano dalle rimesse!) ,
  7. Mi è capitato di transitare sulla sede stradale in luogo della pista ciclabile parallela [24€ – 94€] (soprattutto d’autunno/inverno con le foglie bagnate/scivolose e le pessime condizioni di manutenzione delle piste ciclabili piene di buchi e di cocci che bucano le gomme: alla seconda foratura in una settimana uno si fa furbo!) .

Mi chiedo infine: quel libretto è stato concepito PER i ciclisti e la loro sicurezza e per quindi per invogliare il Cittadino ad utilizzare in sicurezza un mezzo che non solo fa bene alla propria salute ma soprattutto a quella della collettività, o principalmente per avvertirlo che rischia molto, non solo a livello di incolumità fisica, ma anche a livello di sanzioni … e di conseguenza disincentivarlo a farne uso?

Quand’è che sarà proposto e pubblicizzato un analogo opuscolo per educare i guidatori dei veicoli a motore ed insegnar loro il rispetto per i pedoni e per i ciclisti  … a guardare bene dietro prima di aprire la porta e scendere dal veicolo, a non tagliar loro la strada e a mettere sempre la freccia per avvertili che intendono girare, a rallentare quando li vedono soprattutto quando si tratta di una famiglia con bambini/ragazzi?

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Tantissimi audiolibri gratuiti su Windows Phone!!!!

Tantissimi audiolibri in italiano sono scaricabili gratuitamente dal marketplace di Windows Phone ed ascoltabili anche in modalità background.

Ne ho sentiti alcuni e mi sono sembrati di ottima qualità, sia come dizione sia come musiche e rumori di sottofondo!

Per vederne un elenco basta:

e anche http://www.windowsphone.com/it-IT/search?q=audiobook

  • effettuare la ricerca sul marketplace direttamente con il PDA, ricercando “locke publishing” e anche “audiobook“.

Alcuni titoli di esempio?
Pinocchio, La divina commedia, Il milione, La coscienza di Zeno, Decameron, La capanna dello zio Tom, Anna Karenina, Le avventure di Nicola Nickleby, Apologia di Socrate, Mille e una notte, Alice nel paese delle meraviglie, Elogio della follia, Orlando furioso, I viaggi di Gulliver, Galateo, Robinson Crusoe, I viceré, I racconti delle fate, Cappuccetto Rosso , Breviario dei politici, Peter Pan nei giardini di Kensington, I dolori del giovane Werther, I promessi sposi, Il burlone, L’albero del riccio, Sessanta novelle popolari montalesi, Strenna di ascolti per il Natale,  Mastro Catrame … ed altri ancora!!!

… anche in lingua inglese ovviamente (es. Pride & Prejudice, Jane Eyre, Treasure Island, Art of War ). Esiste anche un’applicazione apposita per gli audio book in inglese, che si chiama Free Audio Books. Quest’ultima non l’ho provata ma si pubblicizza così:”Free Audio Books FAB, plays amazing audio books including, Romeo and Juliet, The Art Of War, Wizard of Oz, Little Women, The Three Musketeers, Adventures of Huckleberry Finn and many many more!“.

Ora stò ascoltando il testo integrale di Pinocchio: ogni capitolo viene introdotto con sottofondo musicale ed il testo viene letto professionalmente da una voce femminile con una dizione perfetta con la opportuna cadenza toscana: veramente da ascoltare!!

Esiste anche l’applicazione gratuita Bookviser che consente di ricercare e scaricare eBook gratuiti su Phone7.
Infine l’applicazione Amazon Kindle di Amazon consente di leggere su phone7 i Kindle books, dopo averli acquistati e scaricati dal Kindle Store.

Si possono inoltre caricare sul cellulare degli audiolibri in formato mp3 che uno ha scaricato sul PC da diversi siti (es. http://www.lib4you.com): in questo caso affinchè non si riparta dall’inizio del capitolo (del file) ogni qual volta che si prosegue nel racconto dopo diverse ore (per cui probabilmente si è utilizzato il player audio per ascoltare altro) è conveniente impostare quei file come “podcast” prima di caricarli in Zune e quindi effettuare la sincronizzazione con il telefono: la procedura dettagliata l’ho spiegata qui.

Se poi hai problematiche legate alla lettura (ciechi, ipovedenti e dislessici) puoi richiede di scaricare gratuitamente molti audiolibri di tutti i generi da questo sito: mandando via email la richiesta firmata e la ducumentazione che attesti il deficit, nel giro di pochi giorni viene abilitata la possibilità di effettuare i download.

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Do you have to publish your application in Microsoft MarketPlace to distribute it, also if it is a business app only for your company?

Last night I had a chat with a friend (… and programmer!) who asked me that question. Perhaps the answer is not no well known, at least here in Italy, so I’ll try to give some information as far as I know!!! 😉

Up to now, only HW constructors (ex. HTC, Samsung, Nokia, LG) can have a private marketplace (and perhaps some telecom operators, not Telecom Italia anyway): in fact when you have a Windows Phone Device of a specific brend, you can download (free of charge) some applications made by that specific brend and not available for devices of other brands (also if you would like to buy them, you can’t download and install them!). For example, Nokia devices, among other applications, have the free Nokia Navigator that is a very interesting app: a similar application in the marketplace is the Garmin Navigon that should cost about 70€, if I remember well.

Probably in the near future, also big firms will be able to ask for their private marketplace. But up to now, also if you want to distribute your application only inside your Company, you have to publish it in the Microsoft Markertplace, even though mainly thought for consumer market.

HOWEVER there are several workaround you can use to reach your goal:

  • 1) Make use (once the application is dowloaded, installed and started) of an initial user authentication process (made locally or better using a remote service) to really make your application work. This authentication could be done, if there aren’t any other reasons to preserve it, only the first time the authorized user use the new installed application … then you can save in the Isolated Storage some permanent variable to be checked at each launch time.
  • 2) Publish your application in hidden mode, so it is not visible in the public application list of MS Marketplace but it can be downloaded if you know the proper link. That is a way of publishing thought to try “on field” complex applications that need to be tested with some friend users, but it can be usefully used in our context. You can the give the marketplace link to download your application only to the users of your company that neet it.
  • 3) Instead to give a visible link of the marketplace location to download your application (that could be copied by someone not authorized), you can provide it throught a link of an Intranet or, anyway of a site where the user needs to be authenticated. This last solution, I think, is the the best one!

P.S. In the MSDN magazine of May 2013 you can find the interesting article “Creating a Windows Phone 8 Company Hub app” by Tony Champion: it is about the unmanaged option for developing enterprise apps that allows devices to install apps directly from an e-mail or from an URI, or using the appropriate WP SDK 8.0 classes for managing and interacting with the company apps that are installed on the machine. There is also a downloadable resource code. It is a further approch other one to use a mobile device management (MDM) solution to directly manage the devices (using Windows Intune or System Center 2012 Configuration Manager).

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Vuoi realizzare anche tu un questionario online ed avere in realtime i risultati da mostrare in forma grafica?

Ci sono molteplici SW che consentono di effettuare questionari e poll (es. pollcode.com, www.learnmyself.com, www.acepolls.com) o può venirti in aiuto anche solo la specifica funzionalità fornita da Facebook (www.facebook.com/poll) o da WordPress stesso (en.support.wordpress.com/polls; Polldaddy.com).

Io qui analizzerò una sola metodologia, quella messa a disposizione da Google, … semplice, flessibile e che trovo consenta un gran numero di personalizzazioni! Infatti, da anni Google ha introdotto nei suoi Docs una metodologia abbastanza versatile e semplice che si integra, tra l’altro, molto bene anche con siti realizzati sempre tramite tecnologie Google. L’ho utilizzata in diverse occasioni e ti consiglio di prenderla in considerazione, semmai tu abbia la necessità di proporre un questionario o effettuare un’indagine anche abbastanza complessa. L’unica limitazione che ho trovato è che non mi sembra sia possibile effettuare dei quesiti condizionali, vale a dire da mostrare o meno a seconda della riposta data a quesiti precedenti.

Nel seguito ti fornisco alcune dritte, facendo riferimento all’Indagine n.1 da me recentemente proposta e pubblicata in questo stesso blog … magari partecipa anche tu alla medesima se non l’hai ancora fatto ;-)!!
Se poi hai problemi nel realizzare il tuo questionario, non hai che da chiedermi di persona o via email ulteriori eventuali delucidazioni :-).

Innanzitutto, quello che potrai ottenere è un questionario in cui potrai introdurre, a seconda delle tue esigenze, selezioni singole, multiple, listbox, risposte con testo libero, rendere solo alcune risposte obbligatorie ecc … ecc …
Per darti una prima idea delle molteplici possibilità a disposizione ho preparato il seguente questionario di prova. Nota che ho cercato di rispettare, anche in questo semplice esempio, quelli che sono i principi fondamentali nel formulare un’indagine:

  • Rendere chiaro il questito, facendo buon uso anche della possibilità di introdurre un’apposita spiegazione specifica per ciasuna domanda posta
  • Formulare i quesiti sempre in positivo
  • Presentare le possibili risposte con una logica comune, ad esempio in ordine alfabetico.

Vediamo dunque in dettaglio come ho realizzato la semplice Indagine n. 1 (vedi anche il documento di Google raggiungibile a questo link ).

Da Google Docs seleziono Create -> Form

Chiamo questo nuovo form “Indagine” e, una volta aperto il sheet associato, seleziono la voce di menù Form -> Edit form che consente di costruire graficamente ciascuna domanda, specificandone le caratteristiche desiderate:

Si apre su una nuova finestra il form che conterrà le domande: agendo sul pulsante Add item si aggiunge un nuovo questito, selezionando la tipologia di risposta che si desidera definire. Questo processo deve essere ripetuto ovviamente per ciascun ulteriore questito che si vuole inserire in quel form.

Ad ogni domanda corrisponde una colonna nel sheet e, in particolare, come prima colonna si ha il timestamp del momento in cui è stato confermato dall’utente l’inserimento delle risposte dal medesimo indicate: quindi, ad ogni inserimento di un nuove risposte si ha la crerazione di una nuova riga nel sheet che, per comodità, rinomino Results, essendo atto a contenere appunto i risultati.

Non rimane ora che mostrare i risultati ottenuti nella forma grafica reputata più opportuna. Se si vuole semplicemente avere questi grafici a fine indagine, la cosa è semplice: basta selezionare Form -> Show summary of responses (da cui tra l’altro si può ricavare anche l’URL utile ad inserire un link ad essa e mostrare in realtime i risultati secondo una veste grafica predefinita … solo che richiede la tua autenticazione di Google, per cui non puoi renderli visibili online a chiunque). Se invece si desidera ottenere una rappresentazione grafica più accurata e personalizzata, è necessario utilizzare un altro metodo: selezionare nello sheet le righe / colonne che uno desidera che compaiono nel grafico e poi premere l’icona Insert chart. Questo consente di ottenere un grafico statico dei risultati selezionati preventivamente.
Noi desideriamo tuttavia ottenere qulcosa di meglio, vale a dire un grafico personalizzato che si aggiorni dinamicamente in realtime e che possa essere reso visibile anche ai visitatori del questionario stesso. Dal momento che le risposte memorizzate sono il testo della risposta stessa, nel nostro caso di risposta impostata come radiobutton, è necessario creare un nuovo sheet che chiamo Analysis con nella prima colonna il testo delle possibili risposte previste e nella seconda l’esito del calcolo di quante volte quella risposta compare nella colonna del sheet Results che memorizza tutte le risposte arrivate per quel quesito. Solo allo scopo di rendere visibile nella figura la formula applicata nella colonna B per calcolare il valore numerico utile per realizzare un grafico dei risultati, ho inserito come testo un’ulteriore colonna C che mostra tale espressione.

Volendo mostrare in un diverso form il grafico a torta dei risultati fino a quel momento ottenuti, sono andato a crearmi una pagina nuova (scollegata dal resto) in un mio sito che ho da tempo pubblicato su sites.google.com e l’ho chiamata Risultati indagine 1:

In quella nuova pagina ho richiesto l’inserimento di un grafico: Inserisci -> Grafico

Ho infine scelto il foglio di lavoro contenente i dati da cui costruire il grafico ed impostato il criterio di recupero degli stessi indicando il sheet Analisis e le colonne opportune, nel caso specifico Analysis!A1:B7. La scelta della tipologia di grafico così come personalizzazioni come lo il colore di sfondo, il carattere delle scritte, l’indicazione voluta internamente al grafico (es. la percentuale), sono tutti parametri impostabili a piacere e il cui effetto è immediatamente verificabile. Infatti, uno degli aspetti positivi è che l’esito di ogni modifica sia grafica sia nell’indicazione del foglio e intervallo, si ripercuote subito sul disegno grafico mostrato, consentendoti di verificare subito l’effetto delle tue impostazioni inserite ed eventualmente effetture le correzioni appropriate!

Se poi vuoi personalizzare il messaggio di ringraziamento da mostrare all’utente dopo che ha inviato le sue risposte, basta andare in More actions -> Edit confirmation e modificare a piacere il testo:

Un’ultimissimo avvertimento: ricordati di impostare i diritti di accesso del sheet in modo che sia visibile a tutti, diversamente se cerchi di vedere il google chart da un browser dove non sei autenticato, questo non ti verrà mostrato e comparirà un pulsante per richiedere l’autenticazione (“user not signed in“): se non l’hai ancora fatto basta quindi che torni nello sheet e selezioni la voce di menu File -> Share ed imposti “Public on the web

That’s all folks!! 😉

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Indagine n. 1 … al fine di individuare il grado di soggettività nella risposta ad una domanda apparentemente banale!

Forse ti sembrerà un’indagine strana, … forse lo è!

Ma dal momento che sembra che la risposta alla seguente semplice domanda sia soggettiva, mi interesserebbe avere il parere di più persone per poi analizzare a posteriori i risultati.

Su dai, non è difficile rispondere e poi sono convinto che ci metterai pochissimo: basta selezionare una delle possibili risposte indicate e premere invia.

Tuttavia attenzione, per non invalidare i risultati che si otterranno:

  • rispondi seriamente, anche se il quesito può farti sorridere
  • esprimi la tua opinione una sola volta: non avendo voluto inserire alcuna registrazione/autenticazione dell’utente per rendere il tutto più accessibile, ovviamente non viene garantita l’univocità nella votazione.

So di poter contare sulla tua serietà! 🙂

Innanzitutto GUARDA BENE LE FOTO seguenti che mostrano la medesima area di un laboratorio generico visto da ben due angolazioni differenti, allo scopo di consentirti una migliore valutazione nel rispondere al quesito che seguirà!

angolazione A

angolazione B


PS: … e se poi vuoi vedere in realtime l’andamento della percentuale delle risposte fino a quel momento inoltrate, puoi farlo tu stesso ora e/o in futuro, premendo questo link che mostra il grafico a torta delle risposte in percentuale: posizionando poi il mouse su una particolare fetta della torta ti verrà visualizzato il numero delle persone che hanno inserito quella specifica risposta.
[P.S. questo altro link fornisce un’analisi più dettagliata, ma purtroppo per te richiede l’autenticazione e perciò posso usarlo solo io in quanto owner di quei dati!! 🙂 ]

Ti interessa infine sapere come agevolmente sia riuscito a creare e pubblicare online questa indagine, utilizzando una metodologia applicabile in molteplici contesti per realizzare questionari anche abbastanza complessi? Leggi allora il breve tutorial presente nel mio post seguente 🙂

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How to handle the tombstoning and serialize relevant DataSources of application pages

During the running state of your application, when you use a chooser / launcher or you show the running tasks (holding the back hw button) or you press the start hw button and possibly launch an other application, your application goes from the running state to the deactivated one and then to the dormient one and possibly to the tombstoned one.
Even thought now, with mango’s new dormient state, very often the data end pages of your application are preserved in memory, this is not garanteed, so in your code you have to handle the possibility of a tombstoning and to save (during the deactivanting state) all the relevant data for all your running active pages (and not only application data but also UI ones like the scroll position and the current selected pivot item, for example). The best way to save transient data is using the PhoneApplicationService.Current.State because the access time to the Isolated Storage is slower (and you need to use it mainly when you have to save data for all the life of the installed application, … for example configuration data or application data that could be naw be saved also in a SQL)

It is possible to save the transient state of each page in the OnNavigateTo method and recover it in the OnNavigateFrom one, but a better way is to insert the proper code inside the App.xaml.cs file, in the Application_Deactivated and Application_Activated methods.
For example:

private void Application_Deactivated(object sender, DeactivatedEventArgs e) {
TransientState.Set("LoginDataSource", DataSourceManager.LoginDataSource);
TransientState.Set("LogsPivotDataSource", DataSourceManager.LogsPivotDataSource);
TransientState.Set("PanoramaPageDataSource", DataSourceManager.PanoramaPageDataSource);
TransientState.Set("SettingsPivotDataSource", DataSourceManager.SettingsPivotDataSource);
}
 private void Application_Activated(object sender, ActivatedEventArgs e) {
   if (!e.IsApplicationInstancePreserved) { 
                // We are coming back from a tombstone - need to restore from the state object
                LoginDataSource loginSource = TransientState.Get<LoginDataSource>("LoginDataSource");
                if (loginSource != null) {
                    DataSourceManager.LoginDataSource = loginSource;
                }

                LogsPivotDataSource logsPivotSource = TransientState.Get<LogsPivotDataSource>("LogsPivotDataSource");
                if (logsPivotSource != null) {
                    DataSourceManager.LogsPivotDataSource = logsPivotSource;
                }

                PanoramaPageDataSource panoramaPageDataSource = TransientState.Get<PanoramaPageDataSource>("PanoramaPageDataSource");
                if (panoramaPageDataSource != null) {
                    DataSourceManager.PanoramaPageDataSource = panoramaPageDataSource;
                }

                SettingsPivotDataSource settingsPivotDataSource = TransientState.Get<SettingsPivotDataSource>("SettingsPivotDataSource");
                if (settingsPivotDataSource != null) {
                    DataSourceManager.SettingsPivotDataSource = settingsPivotDataSource;
                }
 }

Where I make use of the following utility static class to set/get into the PhoneApplicationService.Current.State using generics:

/// <summary>
/// Wraps calls to the Microsoft.Phone.Shell.PhoneApplicationService helper class, which handles the phone’s transient state, with generic get/set methods.
/// Lo State storage è molto veloce perchè è in memoria mentre nell'IsolatedStorage si ha un accesso più lento essendo in RAM non volatile (persistente finchè l'app è installata)
/// </summary>
    public static class TransientState {
        public static void Set<T>(string key, T state) {
            PhoneApplicationService.Current.State[key] = state;
        }

        public static T Get<T>(string key, bool remove = true, T defaultValue = default(T)) {
            object state;
            if (!PhoneApplicationService.Current.State.TryGetValue(key, out state)) {
                state = defaultValue;
            } else {
                if (remove) {
                    PhoneApplicationService.Current.State.Remove(key);
                }
            }
            return (T)state;
        }
    }

Note that in the method Application_Activated the transient data are restored only if the stombstone happened, that is only if (!e.IsApplicationInstancePreserved). If you put a break point while debugging, you’ll see that very often in Mango your application remain in the dormient state. If you want to force the tombstoning for debugging reasons, it is better you open your project properties panel and click the debug tab checking Tombstone upon deactivation while debugging!

For example, the LoginDataSource could be the following:

public class LoginDataSource : BaseEntity {
        private User _user;

        public LoginDataSource() {
            User = new User();
        }

        public User User {
            get {
                return _user;
            }
            set {
                _user = value;
                OnPropertyChanged("User");
            }
        }

        public void Reset() {
            _user.Username = "";
            _user.Password = "";
            _user.Authenticated = false;
            _user.Group = UserGroup.NONE;
        }
}


 [DataContract]
    public class BaseEntity : INotifyPropertyChanged{
        public event PropertyChangedEventHandler PropertyChanged;

        protected void OnPropertyChanged(string property){
           try{
            if (PropertyChanged != null)
                PropertyChanged(this, new PropertyChangedEventArgs(property));
                }
            catch (Exception ex){
                //string s = ex.Message;
            }
        }
    }

BE CAREFUL that all the object in each DataSource class must be serializable. You can also choose not to persist some properties and in that case you need to specify the appropriate attribute to tha class ( [DataContract] ) and to each property you want to serialize ( [DataMember] ) and nothing for the others you won’t to save. For example, in the following datasource we won’t to serialize some properties like LevelInfoLogList :

[DataContract]
    public class LogsPivotDataSource : BaseEntity {

        public LogsPivotDataSource() {            
            LogList = new LogList();
        }

        #region serialized
        private long _workRequestId;
        [DataMember]
        public long WorkRequestId {
            get {
                return _workRequestId;
            }
            set {
                _workRequestId = value;
                OnPropertyChanged("WorkRequestId");
            }
        }

        private LogList _logList;
        [DataMember]
        public LogList LogList { //for PivotItem Name="All"
            get {
                return _logList;
            }
            set {
                _logList = value;
                OnPropertyChanged("LogList");
                OnPropertyChanged("LevelErrorLogList");
                OnPropertyChanged("LevelWarningLogList");
                OnPropertyChanged("LevelInfoLogList");
                OnPropertyChanged("ForWrLogList");
            }
        }

        private int _logPagePivotSelectedIndex;
        [DataMember]
        public int LogPagePivotSelectedIndex {
            get {
                return this._logPagePivotSelectedIndex;
            }
            set {
                this._logPagePivotSelectedIndex = value;
                base.OnPropertyChanged("LogPagePivotSelectedIndex");
            }
        }

        private double _logPagePivotScrollVerticalOffset;
        [DataMember]
        public double LogPagePivotScrollVerticalOffset {
            get {
                return _logPagePivotScrollVerticalOffset;
            }
            set {
                this._logPagePivotScrollVerticalOffset = value;
                base.OnPropertyChanged("LogPagePivotScrollVerticalOffset");
            }
        }
        #endregion serialized

        #region NOT serialized
        /// <summary>
        /// Filter only the Info logs
        /// </summary>
        public LogList LevelInfoLogList { //for PivotItem Name="LevelInfo"
            get {
                if (_logList == null) {
                    return null;
                }
                //among all logs in DataSourceManager.LogsPivotDataSource.LogList, I filter only thats that have LogLevel equal to INFO
                IEnumerable<Log> uiFilteredItems = from r in _logList 
                                                   where isValid(r, null, LogLevel.INFO, null, null, null) select r;
                return new LogList(uiFilteredItems);
            }
        }

        ....
        #endregion NOT serialized

        #region private
        /// <summary>
        /// Return true if all the not null verified
        /// Log is of the category logCategory, level logLevel and of date betwwen fromDate and toDate
        /// </summary>
        /// <param name="log"></param>
        /// <param name="logCategory"></param>
        /// <param name="logLevel"></param>
        /// <param name="fromDate"></param>
        /// <param name="toDate"></param>
        /// <returns></returns>
        private bool isValid(Log log, LogCategory? logCategory, LogLevel? logLevel, DateTime? fromDate, DateTime? toDate, long? workRequestId) {
            if ((logLevel != null) && (log.Level != logLevel)) {
                return false;
            }
            if ((logCategory != null) && (log.Category != logCategory)) {
                return false;
            }
            if ((fromDate != null) && (log.Date < fromDate)) {
                return false;
            }
            if ((toDate != null) && (log.Date > toDate)) {
                return false;
            }
            if ((workRequestId != null) && (log.WorkRequestId != workRequestId)) {
                return false;
            }
            return true;
        }
        #endregion private
    }
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How to pass Data between Pages in Windows Phone 7

There are several methods that you can use to pass Data between pages.

1) The one I prefer is to store the values entered on PageTwo in a object Model that is also accessible to PageOne, possibly part of the DataSource of one of the pages.

2) An other methods is to use a Global Variable defined in the App.xaml file

public string PageTwoText { get; set; }

On your PageTwo you can add a value to that variable:

(App.Current as App).PageTwoText = txtBox.Text;

and in the PageOne get it:

protected override void OnNavigatedTo(System.Windows.Navigation.NavigationEventArgs e) {
     base.OnNavigatedTo(e);
     txtBlock.Text = (App.Current as App).PageTwoText;
}

3) An other method is to use a Query String: this procedure is good when we just need to share string based data between two pages. In PageOneyou cna navigate to PageTwo in this way:

NavigationService.Navigate(new Uri("/PageTwo.xaml?Text=" + txtBox.Text + "&Number=" + oneNumber, UriKind.Relative));

and in PageTwo get them:

protected override void OnNavigatedTo(System.Windows.Navigation.NavigationEventArgs e) {
	 base.OnNavigatedTo(e);
         IDictionary<string, string> parameters = this.NavigationContext.QueryString;
         if (parameters.ContainsKey("Text")){
             txtBlock.Text = parameters["Text"];
         }
         //this is an other way to get a parameter
         string monthParam;
         if (NavigationContext.QueryString.TryGetValue("Number", out monthParam)) {
                 this.selectorDay.DataSource.SelectedItem = Convert.ToInt32(monthParam);
         }
}

4) Onother way is to use the PhoneApplicationService States: each application has one PhoneApplicationService defined in its App.xaml file. We can use this service’s property called “State”. These “States” are all transient data which means they are available only for one instant of your application which means once you restart your application these states will be lost. Also we should not try to create a new PhoneApplicationService instead we must try to use the service from the current instant.
In PageOne you can set a state:

protected override void OnNavigatedFrom(System.Windows.Navigation.NavigationEventArgs e) {
    base.OnNavigatedTo(e);
    PhoneApplicationService.Current.State["Text"] = txtBox.Text;
}

and in PageTwo you can get it:

protected override void OnNavigatedTo(System.Windows.Navigation.NavigationEventArgs e) {
    base.OnNavigatedTo(e);
    if(PhoneApplicationService.Current.State.ContainsKey("Text"))
        txtBlock.Text = (string)PhoneApplicationService.Current.State["Text"];
}

You can also use of the following utility class to semplify the usage of the PhoneApplicationService.Current.State. Note that the Get method has two optional parameters: the first allows to remove or not the key after being read, the other gives the default value if that key is not found.

/// <summary>
/// Wraps calls to the Microsoft.Phone.Shell.PhoneApplicationService helper class, which handles the phone’s transient state, with generic get/set methods.
/// </summary>
public static class TransientState {

        public static void Set<T>(string key, T state) {
            PhoneApplicationService.Current.State[key] = state;
        }

        public static T Get<T>(string key, bool remove = true, T defaultValue = default(T)) {
            object state;
            if (!PhoneApplicationService.Current.State.TryGetValue(key, out state)) {
                state = defaultValue;
            } else {
                if (remove) {
                    PhoneApplicationService.Current.State.Remove(key);
                }
            }
            return (T)state;
        }
}

5) Last method is to use NextPage instance: whenever we “Navigate” from a PageOne to a “/PageTwo.xaml”, the OnNavigatedFrom method in current page is called with event arguments with a Uri property indicating the next page and with a Content property of the type of that Navigating page. We have here the opportunity to set the value of some variables of the next page, prior to navigate to it. So, in the following example that shows the OnNavigatedFrom method of PageOne, you can already set the variable txtBlock.Text of PageTwo that, after navigation, it will need to do nothing and just use that variable already set by PageOne:

protected override void OnNavigatedFrom(System.Windows.Navigation.NavigationEventArgs e) { //method of PageOne
    base.OnNavigatedTo(e);
    if (e.Content is PageTwo) {
        (e.Content as PageTwo).txtBlock.Text = txtBox.Text;
    }
}
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Il Giudice di Pace dott. Agostino Ferrau ha pronunciato la seguente sentenza …

Dopo più di due mesi dall’udienza dal Giudice di Pace e della sua sentenza a voce, eccomi arrivare finalmente per raccomandata la richiesta di ritiro della stessa negli Uffici Giudiziari di Torino.

Dal momento che è necessario presentare quella sentenza per andare a pagare la multa, con il passare ingiustificato di cotanto tempo, incominciavo a preoccuparmi!!

Se non hai letto le “puntate” precedenti sei ancora in tempo 🙂 : il resoconto della vicenda è tutta in https://enzocontini.wordpress.com/category/giustizia/, ed in particolare la cronistoria dettagliata e precisa dell’udienza è in https://enzocontini.wordpress.com/2011/11/23/discorso-che-avrei-voluto-fare-al-giudice-di-pace-durante-la-udienza/.

Perdiamo quindi più di mezz’ora a ritirare alle Poste la raccomandata, ci rechiamo  appena possibile per ritirare la sentenza negli Uffici Giudiziari che, ovviamente, sono aperti solo i feriali dalle 8:30 e finalmente … possiamo almeno bearci di leggere la sentenza nero su bianco!

ECCOLA!!!

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TORINO

SEZIONE V CIVILE

bla bla bla

OGGETTO: opposizione ex. articolo 22 legge 24 novembre 1981 n.689

bla bla bla

CONCLUSIONE PER L’OPPOSTA
Rigettare il ricorso in quanto infondato.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DEL PROCESSO

bla bla bla

Si contestava, al proprietario del veicolo sanzionato per violazione del codice della strada di non aver provveduto a fornire nel termine richiesto di sessanta giorni le informazioni richieste con il suddetto verbale, trasgressione che prevedeva oltre alla sanzione pecuniaria anche la decurtazione di punti dalla patente di guida.
In particolare si sanzionava la condotta omissiva del proprietario del veicolo nell’indicare la persona alla guida del auto [NOTA MIA: lo so che sarebbe “dell’auto”, ma sto riportando il testo della sentenza, errori di battitura inclusi 😉] sanzionata, appunto al fine della decurtazione dei punti.
Il sig. Contini mediante ricorso, ritualmente depositato presso la Cancelleria di questo giudicante, chiedeva l’annullamento del verbale di violazione dell’alticolo 126 bis, eccependo che nell’originario verbale di violazione dell’art. 158, non risultava facile a comprendere l’obbligo di doversi attivare agli incombenti di comunicazione imposti dall’art. 126 bis
[NOTA MIA: non sono state un po’ troppo “sintetizzate” e “semplificate all’eccesso” le motivazioni del mio ricorso? … almeno indicare che, a parte la poca evidenza nel testo del verbale, nel medesimo nulla viene detto per il caso assai comune in cui il trasgressore sia il proprietario del veicolo (per cui i suoi dati sono già conosciuti), … e magari menzionare che fino all’2005 la legge stabiliva che se non si indicava altro trasgressore, di default i punti venivano tolti al possessore dell’autoveicolo e che anche questo concorre ad indurre il Cittadino a cadere involontariamente nella successiva violazione e quindi nella salata sanzione! … e magari dire che non appena avevo ricevuto la seconda sanzione, essendo venuto a conoscenza dell’incombenza di dichiarare il trasgressore anche nel caso sia il proprietario del veicolo, ho subito inviato alla Polizia per raccomandata il foglio che attestava la mia colpevolezza!]

bla bla bla

All’udienza sopra indicata compariva il ricorrente che insisteva per l’accoglimento del ricorso e per la Polizia Municipale, già costituita in cancelleria con il deposito di comparsa, era presente il funzionario Devito.
Veniva discussa brevemente la causa [NOTA MIA: cinque minuti? … forse meno …] e le parti concludevano come epigrafe riportato.
Veniva quindi pronunciata la sentenza di cui si dava lettura del dispositivo.
Il ricorso non è fondato.
Si evidenzia come il verbale opposto è prodromico a precedente verbale emesso per violazione dell’articolo 158 del Cds e che le giustificazioni poste dal signor Contini sono pretestuose in quanto i verbali emessi dalla Polizia municipale di Torino, nel caso in cui si debba provvedere alle comunicazioni ex art. 126, riportano con chiarezza gli incombenti da effettuare.
[NOTA MIA: ma l’ha proprio visto bene il verbale inviato dalla Polizia per notificare la violazione in oggetto?? … dimenticavo … già quel Giudice di Pace, durante l’udienza, mi aveva controbattuto che ne vedeva di centinaia di quei moduli. Ma allora la “chiarezza” è una cosa veramente,  ma veramente soggettiva!! Se non ci credete, andate a vedere voi stessi di persona la “chiarezza” dei verbali in oggetto, da me scannerizzati ed allegati in https://enzocontini.wordpress.com/2011/11/23/lettera-aperta-al-sindaco-di-torino/ (in fondo)].
In ogni caso il verbale di violazione al Cds per sosta su spazio riservato agli autobus, prevedeva anche al sanzione accessioria della decurtazione dei punti dalla patente di guida.
[NOTA MIA: ma è proprio di quei punti che io con il ricorso chiedevo mi fossero decurtati, al posto della ingiusta sanzione!!!] .
In base all’articolo 126 bis, il proprietario di un veicolo nei cui confronti è stata accertata una violazione del Codice della Strada per la quale è anche prevvista la decurtazione di punti dalla patente di guida del trasgressore effettivo, ovvero della persona che al momento del rilevamento dell’infrazione, si trovava alla guida del veicolo sanzionato [NOTA MIA: ma se la macchina è parcheggiata … nessuno si trovava ovviamente alla sua guida …. boh!!] deve comunicare chi fosse alla guida del veicolo sanzionato o in alternativa deve comunque comunicare di non essere in grado di dichiarare il nominativo del trasgressore [NOTA MIA: Ecco!!! E’ qui il trucco!!!!]
In difetto, sia in caso di tardiva comunicazione, come è avvenuto nel caso di specie [NOTA MIA: meno male che si è almeno alla fine ricordato che durante l’udienza gli ho fatto notare che nel mio ricorso avevo scritto che avevo inviato la dichiarazione con il mio nominativo di trasgressore, sebbene tardivamente ma appena avevo compreso la necessità di farlo essendo io il proprietario del veicolo sanzionato, … e avevo fatto notare anche la ricevuta del suo invio, allegata ovviamente al ricorso … che forse non era stato letto, diciamo, con molta attenzione!], o anche in caso di attestazione di non essere in grado di riferire il nominativo del trasgressore, senza giustificato motivo, scatta obbligatoriamente la sanzione impugnata nel presente giudizio.
Rigettando il ricorso, il Giudicante, ritiene di mantenere la sanzione irrogata al minimo edittale.
Nulla si liquida per le spese del giudizio che per giuste ragioni sono compensate tra le parti, anche perchè la Pubblica Amministrazione si avvale di funzionari interni per la difesa.
bla bla bla

Che dirvi?

Evviva la Giustizia!!!

____________________________

Se poi vuoi leggere tutta la saga, sentenza del Giudice di Pace inclusa, puoi  seguire questi link o andare nella categoria giustizia, burocrazia e malcostume:

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How to handle configuration values of an application, allowing the user to possibly change these default values

  • How can be handled configuration values of an application, allowing the user to possibly change the default values here defined?
    Suppose you have defined in the App.config file some parameters assigning a predefined default value for each:

    <configuration>
      <appSettings>
        <add key="LoginType" value="DAILY" />
        <add key="MergeAudio" value="TRUE" />
    ....
      </appSettings>
    </configuration>
    

    Then you can define, for example in a Utility class, the following method: it tries to read the key from the IsolatedStorage;
    if it failes, it loads, from the configuration file, the possible default value defined by the application and then it save it in the IsolatedStorage for a quicker further use. In fact, next time that function will be called, it will find that key in the IsolatedStorage and the data will be available in less time!

            public static string GetAppSettings(string key) {
                //return (GetAppConfigString("App.config", key));
                //return null;
                String value = String.Empty;
                if (IsolatedStorageSettings.ApplicationSettings.Contains(key)) {
                    value = IsolatedStorageSettings.ApplicationSettings[key].ToString();
                } else {
                    // se non c'è nell'isolated storage: cerca di caricare, con GetAppConfigString, il valore di default (se esiste) da app.config, per poi salvarlo nell'Isolated Storage
                    value = GetAppConfigString("app.config", key);
                    if (!value.Equals(String.Empty)) {
                        SetAppSettings(key, GetAppConfigString("app.config", key));
                    }
                }
                return value;
            }
    

    Finally here it is the utility function to recover the default value of a key from the configuration file:

     private static XElement _xmlConfig;
     private static Object _xmlConfigSyncLock = new Object();
    
            public static string GetAppConfigString(string configName, string key) {
                if (_xmlConfig == null) {
                    lock (_xmlConfigSyncLock) {
                        _xmlConfig = XElement.Load(configName);
                    }
                }
                XElement element = _xmlConfig.Descendants("appSettings").Descendants("add").FirstOrDefault((el) => el.FirstAttribute.Value == key);
                if (element != null) {
                    XAttribute xAttribute = element.Attribute("value");
                    if (xAttribute != null)
                        return xAttribute.Value;
                }
                return String.Empty;
            }
    

    When you need to get the key value from your code, you can simply call

     #region App.config keys
            public const String LoginType = "LoginType";
            ...
      #endregion App.config keys
    
    string loginTypeString = Utility.GetAppSettings(Constants.LoginType);
    

    and then when the user change that default value, you can update its value in the IsolatedStorage:

    Utility.SetAppSettings(Constants.LoginType, LoginType.DAILY.ToString());
    

    where, always in the Utility class:

     public static string SetAppSettings(string key, string value) {
       IsolatedStorageSettings.ApplicationSettings[key] = value;
       IsolatedStorageSettings.ApplicationSettings.Save();
       return value;
     }
    

    Note that data written to the IsolatedStorageSettings object hasn’t actually gotten committed to the isolated storage area and it is saved only when the application that uses the class is closed. This can occur when the user closes the Web browser, refreshes a page, or browses away from the page. If you want your application to write to isolated storage immediately, you have to call the Save method in application code.

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How to handle binding in CheckBox and RadioButton

  • How to handle binding in CheckBox?
    There are several ways to do that binding but the best way I found is the following where the Click event is handled setting a specific ClickMode:

    <CheckBox x:Name="checkBoxMergeAudio" IsChecked="{Binding IsMergeAudio, Mode=TwoWay}" Margin="0,0,0,0" Click="checkBoxMergeAudio_Changed" ClickMode="Release">
         <TextBlock TextWrapping="Wrap" Text="{Binding LocalizedResources.MergeAudio, Source={StaticResource LocalizedStrings}}" />
    </CheckBox>
    

    and in the code behind:

    private void checkBoxMergeAudio_Changed(object sender, RoutedEventArgs e) {
      //save the changed state of the checkbox
      Utility.SetAppSettings(Constants.MergeAudio, (((SettingsPivotDataSource)DataContext).IsMergeAudio).ToString());
    }
    

    Note that using the TextBox style of the CheckBox, I succeded to handle also the possible wrapping of the text field of that control.

  • How to handle binding in RadioButton?
    Also in this case there are several ways! … one can be the following:

     <StackPanel Margin="0,0,0,0" Grid.Row="0" Background="{StaticResource BrushTransparentGray}">
                            <RadioButton Content="{Binding LocalizedResources.AlwaysLogin, Source={StaticResource LocalizedStrings}}" Name="alwaysLoginButton" IsChecked="{Binding LoginType, Converter={StaticResource EqualityConverter}, ConverterParameter=0, Mode=OneWay}" GroupName="AutoLoginGroup" Click="alwaysLoginButton_Checked" ClickMode="Release"  />
                            <RadioButton Content="{Binding LocalizedResources.DailyLogin, Source={StaticResource LocalizedStrings}}" Name="daylyLoginButton" IsChecked="{Binding LoginType, Converter={StaticResource EqualityConverter}, ConverterParameter=1, Mode=OneWay}"  GroupName="AutoLoginGroup" Click="daylyLoginButton_Checked" ClickMode="Release" />
                            <RadioButton Content="{Binding LocalizedResources.TimeStampLogin, Source={StaticResource LocalizedStrings}}" Name="loginEveryButton" IsChecked="{Binding LoginType, Converter={StaticResource EqualityConverter}, ConverterParameter=2, Mode=OneWay}" GroupName="AutoLoginGroup" Click="loginEveryButton_Checked" ClickMode="Release" />
    </StackPanel>
    

    and in the code behind:

     private void alwaysLoginButton_Checked(object sender, RoutedEventArgs e) {
                LoginTypeWrapper actualLoginTypeWrapper = new LoginTypeWrapper(LoginType.ALWAYS);
                if (!DataSourceManager.SettingsPivotDataSource.LoginType.Equals(actualLoginTypeWrapper)) {
                    DataSourceManager.SettingsPivotDataSource.LoginType = actualLoginTypeWrapper;
                    //salvo la nuova impostazione scelta dall'utente
                    Utility.SetAppSettings(Constants.LoginType, LoginType.ALWAYS.ToString());
                }
            }
    
            private void daylyLoginButton_Checked(object sender, RoutedEventArgs e) {
                LoginTypeWrapper actualLoginTypeWrapper = new LoginTypeWrapper(LoginType.DAILY);
                if (!DataSourceManager.SettingsPivotDataSource.LoginType.Equals(actualLoginTypeWrapper)) {
                    DataSourceManager.SettingsPivotDataSource.LoginType = actualLoginTypeWrapper;
                    //salvo la nuova impostazione scelta dall'utente
                    Utility.SetAppSettings(Constants.LoginType, LoginType.DAILY.ToString());
                }
            }
    
            private void loginEveryButton_Checked(object sender, RoutedEventArgs e) {
                LoginTypeWrapper actualLoginTypeWrapper = new LoginTypeWrapper(LoginType.EVERY);
                if (!DataSourceManager.SettingsPivotDataSource.LoginType.Equals(actualLoginTypeWrapper)) {
                    DataSourceManager.SettingsPivotDataSource.LoginType = actualLoginTypeWrapper;
                    //salvo la nuova impostazione scelta dall'utente
                    Utility.SetAppSettings(Constants.LoginType, LoginType.EVERY.ToString());
                }
            }
    

    where the converter is the following:

        public class EqualityConverter : IValueConverter {
    
            public object Convert(object value, Type targetType, object parameter, CultureInfo culture) {
               if (parameter != null && value is LoginTypeWrapper) {
                    if (((LoginTypeWrapper)value).Code == System.Convert.ToInt32(parameter)) {
                        return true;
                    }
                }
                return false;
            }
    
            public object ConvertBack(object value, Type targetType, object parameter, CultureInfo culture) {
                throw new NotImplementedException();
            }
        }
    
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Tutorials & examples & tools

Here you can find some useful link for phone 7 programming:

Programming Windows Phone 7 (free ebook of Charles Petzold)

… and here you can find very useful tools:

… and here some forums:

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Tips and Ticks (1)

  • How to force tombstoning for debug in Mango?
    In order to test your tombstoning code you can force your application to be tombstoned instead of kept in memory during debugging. To do this, just open your project properties panel, click the debug tab and check Tombstone upon deactivation while debugging.
  • How to remove a Page from backStack in Mango?
    Sometime (ex. LoginPage, DisclaimerPage) it is useful to change the back navigation normal behaviour. Before Mango the only way to change the back navigation was to use a work around like generate a QuitException (see http://www.imaginativeuniversal.com/blog/post/2010/08/22/How-to-Quit-a-WP7-Silverlight-Application.aspx). Now with Mango you can use the useful NavigationService.RemoveBackEntry() method. Unfortunately, because the backStack is a LIFO, it is possible to remove only the top entry, that is the previous page entry. So the best way to remove a page from the backStack is to use that method just in the overridden OnNavigatedFrom method of that page itself.

    protected override void OnNavigatedFrom(NavigationEventArgs e) {
      this.NavigationService.RemoveBackEntry(); //remove itself from the backStack
      base.OnNavigatedFrom(e);
    }
    

    In particular for a LoginPage (if it is not implemented as a popup window or a section of the MainPage hidden/visible properly), if the login is not always requiìred but depends from some configuration settings (ex. once a day login) it is convinent to call first the MainPage, check if the user is already authenticated in the _load method and if not call the LoginPage. A convenient flag can be used to discriminate in the OnNavigatedFrom method of the MainPage if the LoginPage is called or not and so eventually use the NavigationService.RemoveBackEntry().

    void MainPage_Loaded(object sender, RoutedEventArgs e) {
      if (!DataSourceManager.LoginDataSource.User.Authenticated) {
        //if the user is not authenticated, let's go to the LoginPage
        NavigationService.Navigate(new Uri("/LoginPage.xaml", UriKind.Relative));
        toLoginflag = true;
      } else {
        Main.Visibility = System.Windows.Visibility.Visible;
      }
    }
    
    protected override void OnNavigatedFrom(NavigationEventArgs e) {
      if (toLoginflag) {
        this.NavigationService.RemoveBackEntry(); //remove itself from the backStack
      }
    }
  • Be careful when debugging a CameraCaptureTask with a Windows Phone device!!
    You must disconnect the device from the PC if you want to try the launcher for taking a picture from your program. Otherwise, when you call the Show method of that task, the registered cameraTask_Completed event is suddenly rised with a PhotoResult.TaskResult ==TaskResult.Cancel .
  • Mango provides a build in progressbar shown in the system tray!!
    No need to use the PerformanceProgressBar of the toolkit anymore.
    You just have to add in App.cs:

    public static ProgressIndicator progInd = newProgressIndicator();
    

    and in the constructor add:

    progInd.IsIndeterminate = false; progInd.IsVisible = false;
    

    Then add in the page where you need the progressBar a method like this:

    privatevoid RunProgressBar(bool value) {
      if (value) {
        App.progInd.Text = LocalizedStrings.GetString(“Loading”);
        App.progInd.IsIndeterminate = true;
        App.progInd.IsVisible = true;
        SystemTray.SetProgressIndicator(this, App.progInd);
      }
      else {
        App.progInd.Text = null;
        App.progInd.IsIndeterminate = false;
        App.progInd.IsVisible = false;
        SystemTray.SetProgressIndicator(this, null);
      }
    }
    
  • How you can easely know how a page is navigated (for example if it is called for the first time or from a back)?
    You can override the OnNavigationTo method and test its  NavigationEventArgs parameter comparing it with the appropriate value of the NavigationMode emumeration. For example:

    if(e.NavigationMode == NavigationMode.New) { //it is called for the first time
    

    Remember that the OnNavigationTo method is called just after the page contructor and befor the possible MyPage_Load method, if you define that new RoutedEventHandler in the page contructor

     this.Loaded += newRoutedEventHandler(MyPage_Loaded);) 
  • How you can wrap a text longer than a line in the text of a CheckBox?
    You must override TextBox’s style inside the CheckBox tag:

                            <CheckBox x:Name="checkBoxMergeAudio" IsChecked="{Binding IsMergeAudio, Mode=TwoWay}" Margin="0,0,0,0" Click="checkBoxMergeAudio_Changed" ClickMode="Release">
                                <TextBlock TextWrapping="Wrap" Text="{Binding LocalizedResources.MergeAudio, Source={StaticResource LocalizedStrings}}" />
                            </CheckBox>
    
  • How to play an audio recorded with Phone 7 off somewhere else (ex. on a PC)?
    If you record voice with the Microsoft.Xna.Framework.Audio.Microfone,  it just gets a PCM encoded stream of samples. Only if you use the DynamicSoundEffectInstance on the Phone 7 code the PCM encoded stream can be played also without the wav header. So, if you want to send this audio stream off somewhere else (ex. to PC Server using a web service) to be played later, it needs a proper header otherwise no PC audio player can read it. Here you can find useful code: http://damianblog.com/2011/02/07/storing-wp7-recorded-audio-as-wav-format-streams/
    If you need to merge more audio in a single one, you need to recontruct the wav header followed by the data content of each sigle audio file. Here you can find a useful link if all the wav files have the same coding: http://www.codeproject.com/Articles/15187/Concatenating-Wave-Files-Using-C-2005
  • Remember to escape the string of URI data passed in a query when you want to Navigate to an other page.
    If any of your query strings contain characters that are considered invalid in a Uri what you’re doing will fail, as you’ve discovered. You need to use Uri.EscapeDataString to escape any illegal characters first.
    The escaped strings are automatically unescaped when you read them using NavigationContext.QueryString, so there’s no need to call Uri.UnescapeDataString explicitly.
    For example:

    StringBuilder sbPage = new StringBuilder("/").Append(baseUri);
    sbPage.Append("?ID=").Append("&asset=").Append(<strong>Uri.EscapeDataString</strong>(asset.<em>Description</em>));
    NavigationService.Navigate(new Uri(sbPage.ToString(), UriKind.Relative));
    
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Reading HttpStatusCode in a HttpWebResponse

I had problem when the response from a Tomcat server to a HttpWebRequest has a statusCode different from 204 (HttpStatusCode.NoContent), for example in case of “HTTP Status 401 – Bad credentials” or “HTTP Status 403 – Forbidden”.
In fact, in the callback the “request.EndGetResponse” gives a WebException, that is:

response = (HttpWebResponse)request.EndGetResponse(ar);

gives a

System.Net.WebException:  {The remote server returned an error: NotFound."}

so I couldn’d read the response.StatusCode;

A client from Android, that uses the DefaultHttpClient java class, rightly understand that responses from the server with all the statuscodes. On the contrary with My phone 7 client at first I make it work fine ONLY when there is statuscode = NoContent [that means the Credentials are correct (statusCode == HttpStatusCode.NoContent] otherwise a System.Net.WebException: {The remote server returned an error: NotFound.”} is raised and I cannot check the reason of the failure.

After some debug I found that all the responses that are not valid throws a WebException in the callback and then you can get the HttpStatusCode recovering the Response from the WebException variable as explained in the following:

private void AuthenticationCompleted(IAsyncResult ar) {
UserEventArgs args = null;
HttpWebRequest request = (HttpWebRequest)ar.AsyncState;
HttpWebResponse response = null;
try {
// HttpWebResponse
response = (HttpWebResponse)request.EndGetResponse(ar);
//So it seems that there is not the needs to check "if (statusCode == HttpStatusCode.NoContent)"
//because only in thaty case there is not a WebException ....
}
}
catch (WebException ex) {
//http://stackoverflow.com/questions/2182544/c-httpwebrequest-getresponse-how-is-statuscode-usage-handled-for-a-non-excepti
//The WebException is thrown whenever the web request cannot be executed successfully. For e.g 400 and 500 series of responses.
//WebExcpetion has a property named Status which will return the actual status of the response i.e 500 (Internal Server Error).
//http://discuss.joelonsoftware.com/default.asp?dotnet.12.524225.2
if (ex.Status == WebExceptionStatus.UnknownError) {
HttpStatusCode httpStatusCode = ((HttpWebResponse) ex.Response).StatusCode;
}
...
}
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Resoconto dell’udienza con il Giudice di Pace e discorso che avrei voluto poter fare … se me l’avessero consentito!!

Sono giunto per tempo all’ufficio Giudici di Pace di Torino, in viale dei Mughetti 22/A, per l’udienza con il Giudice di Pace assegnatomi, il sig. Ferrau Agostino.

Ho appreso quindi che convocati alla stessa ora eravamo ben 30 persone! Ovviamente (si fa per dire) alcuni casi sicuramente più importanti (… che casualmente erano presentati da avvocati di parte) sono passati subito per primi, seppur io attendessi da mezz’ora insieme ad altri. Poi è toccato appunto “agli altri” …

Era presente, a rappresentare il Corpo di Polizia, una signora gentile che, seppur dovendo fare la sua parte, anche dopo la sentenza si è dimostrata disposta ad ascoltare finalmente le mie ragioni; mi ha detto che se proprio ero convinto dell’ingiustizia, di scrivere ai responsabili del servizio. Mi ha anche chiarito come fare a pagare la multa, avendo perso il ricorso (si deve aspettare che giunga a casa la notifica della sentenza e quindi andare al Comando di Polizia con la medesima … diversamente si dovrebbe pagare il doppio, in quanto i termini di pagamento iniziali sono ormai scaduti).

Mi ero preparato un discorso per esporre le mie ragioni …. ma sono stato zittito prontamente dal Giudice che mi ha detto che non era quella la sede per esporre i fatti (????) in quanto erano già descritti nel testo del ricorso. D’altra parte, dico io, in poche ore doveva “giudicare” ben 30 persone!!!

Dopo 4 minuti netti, il Giudice ci fa uscire dal suo ufficio in quanto doveva chiudersi in camera di Consiglio. Richiamandoci a breve distanza di tempo, legge la sentenza che rigetta il mio ricorso ma, dal momento che avevo comunque inviato benché in ritardo i dati del trasgressore, non raddoppiava la sanzione mantenendola al suo valore originario (infatti, gli originari 279€ di sanzione, per la mancata comunicazione dei dati del trasgressore,  si sono già duplicati essendo scaduti i termini di pagamento indicati!).

Erano state ignorate completamente sia le motivazioni da me addotte nel ricorso a mia discolpa sia le manchevolezze di trasparenza nel verbale dei Vigili.

Sebbene a sentenza avvenuta, ho cercato nuovamente di parlare dicendo educatamente che speravo almeno che il Comune modificasse nel futuro la formulazione della notifica di multe che prevedono una decurtazione di punti, in modo da renderla trasparente ed evitare che continuino a verificarsi casi come il mio, di persone che incorrono inconsciamente nel successivo reato di omissione dei dati, pensando che valga ancora il principio che il pagamento della sanzione (senza la comunicazione in oggetto) automaticamente comporti un implicito riconoscimento della paternità della violazione.

A questo punto sono stato nuovamente interrotto dal Giudice che ironicamente mi ha detto che, se le cose fossero come dicevo io, si sarebbero dovuti togliere i punti così solo al proprietario del veicolo (????) e allora sì che saremmo stati contro la Legge. Ha proseguito dicendomi che stavo facendo affermazioni al di fuori di ogni norma giuridica.
Mi sono allora permesso di sottolineare che fino al 2005
(prima della sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27) il principio da me espresso era quello vigente e che comunque quello che desideravo evidenziare era la non congrua modalità di attuazione di quella Legge da parte dei Comuni che non rendono trasparente la comunicazione della multa con decurtazione di punti, inserendo istruzioni solo nell’allegato, a caratteri piccolissimi e senza fare minimamente menzione al caso comune in cui il trasgressore coincida con il proprietario del veicolo per cui i dati richiesti sono già in realtà conosciuti ai Vigili … non evitando così che il Cittadino possa incorrere involontariamente nella successiva sanzione per mancanza di comunicazione dei dati del trasgressore.

Il Giudice a questo punto ha incominciato ad inalberarsi, dicendomi che di moduli come quello ne vedeva a centinaia e, perdendo la pazienza, mi invitava ad uscire dal suo ufficio regalandomi, come saluto, la considerazione che con le cose che avevo detto, completamente antigiuridiche e al di là dei principi fondamentali, mi sarei meritato di non avere neanche la sanzione ridotta al minimo.

Mi viene a questo punto spontaneo domandarmi:

  • Conosceva l’esistenza della precedente norma che dettava esattamente quella regola da me descritta e che mi ha indotto a cadere nell’equivoco (mancando una comunicazione adeguata e trasparente da parte del Comando di Polizia che mi venisse in aiuto per evitarlo) e che ha provocato la sua ilarità?
  • Aveva letto per intero il mio ricorso, in cui ovviamente avevo addirittura evidenziato in grassetto questo come altri fatti completamente ignorati nell’emettere la sentenza?
  • E’ conscio che quella Legge è attualmente sfruttata dai Comuni come una manna dal cielo, in quanto anziché un incasso di 78€ ne ricevono spesso 78 + 279 = 357€ , grazie anche a persone che inconsciamente cadono nell’equivoco, non certo aiutati dalla modalità di comunicazione dell’infrazione e, infine, che non esiste alcuna intenzione di miglioramento della formulazione attuale della notifica per renderla trasparente, come si evince chiaramente dalla risposta da me ricevuta dall’Ufficio Relazioni Esterne (vedi post precedente)?

Eccovi infine il discorso che avrei voluto poter fare al Giudice di Pace … se me l’avesse consentito: chissà, qualcuno (… magari qualche altro Giudice?) potrebbe leggerlo e commentare questo post: lo spero vivamente!!!

=====================================================

Per un parcheggio in prossimità di una fermata di autobus (prima della fermata effettiva, dove sono indicate per terra le XXX), per la cui infrazione è prevista, oltre alla sanzione, anche il decurtamento di 2 punti sulla patente,  ho ricevuto a dicembre 2010 una giusta contravvenzione che ho pagato entro i termini previsti (ben evidenziati nella notifica).

La formulazione attuale della notifica (che non avverte con la con la dovuta trasparenza ed evidenza le conseguenze per una mancata compilazione ed invio dei dati del trasgressore anche quando si tratti del possessore del veicolo) non ha evitato (come è già avvenuto a molti Cittadini) che cadessi nell’equivoco che il pagamento della sanzione automaticamente comportasse un implicito riconoscimento della paternità della violazione, in aderenza del precedente testo legislativo antecedente al 2005 (precedente alla sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27).

A maggio 2011, ho quindi ricevuto una nuova notifica d’infrazione per omissione di fornire in modo completo i dati personali e della patente del conducente / trasgressore di 279€ (più che quadruplicando l’iniziale ammenda).

 Ho subito scritto all’Ufficio Relazioni Esterne – Sportello del Cittadino, preposto a cercare di migliorare sempre più le sue modalità di comunicazione con il medesimo, richiedendo l’alternativa decurtazione di due punti e manifestando l’intenzione di accettare anche un’eventuale sanzione per il mio ravvedimento; ho ovviamente indicato sia le motivazioni del mio ritardo sia suggerito una possibile modifica nella formulazione della notifica di infrazione, per renderla più comprensibile al cittadino comune. Ho inoltre immediatamente inviato, con raccomandata, alla Polizia Municipale il foglio compilato in cui confermo la paternità dell’infrazione quale possessore del veicolo.

Mi hanno risposto prontamente, contestando le motivazioni da me addotte e limitandosi a ricordarmi che, cito testualmente, ”i verbali redatti dalla Polizia Municipale di Torino si distinguono per la chiarezza e per la completezza delle informazioni fornite”, dimostrando di non recepire minimamente come una persona “comune” che riceva per la prima volta un verbale di violazione delle norme della strada che comporti la decurtazione di punti sulla patente, con la modalità con cui viene attualmente richiesta, possa agevolmente incorrere inconsciamente nella violazione seguente di “mancata esibizione del documento richiesto” nel caso in cui il trasgressore sia il proprietario del veicolo. Non stiamo parlando di persone che conoscono necessariamente i formalismi e le “usanze” di terminologia degli articoli di legge: si tratta di semplici Cittadini che per errore hanno commesso una violazione del codice della strada e che intendono pagare la giusta ammenda e che desiderano ovviamente venire a conoscenza dei possibili pericoli in cui possono incorrere (senza doversi munire di lente di ingrandimento e leggere per filo e per segno ogni parte della comunicazione, compresi eventuali allegati, anche nelle loro parti stampate in carattere minuscolo).

 

Mi aspetto dalla Giustizia una sentenza che induca le amministrazioni comunali a rivedere l’applicazione della legge in oggetto, portandole a modificare la formulazione attuale di notifica affinché raggiunga la dovuta chiarezza e trasparenza che DEVONO, a mio parere, avere tutte le comunicazioni con il Cittadino evitando che incorra inconsapevolmente in ulteriori successive sanzioni.
Nel caso in oggetto, sarebbe sufficiente inserire nella notifica [ad esempio nell’ampia sezione “violazioni accertate” attualmente quasi vuota e dove si fa riferimento alla decurtazione dei punti della patente] una frase che in modo chiaro indichi che “la mancata compilazione e invio del modulo allegato di dichiarazione di responsabilità comporta un’ammenda da 266 a 1075 euro” e che “questo vale anche qualora il trasgressore sia il proprietario del veicolo stesso”.

Sono qui perché si tratta di un problema che non coinvolge solo me come persona, ma  molti altri Concittadini che si trovano a pagare involontariamente una multa spropositata e non commisurata alla violazione effettuata coscientemente: basta parlarne con amici e conoscenti o effettuare una ricerca su Internet per constatare quanto diffusa sia questa eventualità.

Mi sembra non ci si renda sufficientemente conto come comportamenti come quelli in oggetto (es. comunicazione non trasparente; impossibilità di avere un’ammenda commisurata in caso di ravvedimento; rifiuto a recepire qualsiasi  suggerimento atto ad evitare che ulteriori altri Concittadini onesti incorrano nella medesima violazione senza volerlo) vanno ad intaccare sempre più la credibilità che il Cittadino ha delle Istituzioni e portino, come logica conseguenza, una sua sempre più marcata diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine, quali Polizia e Vigili, che rischiano di essere visti non come persone al servizio del Cittadino, bensì entità da cui dover stare attenti e di cui diffidare.

Questo discorso vale ancor più oggi in un momento di crisi economica, dove sanzioni di legge, applicate in modo subdolo, non possono che indurre il Cittadino a pensare che siano architettate SOLO per fare cassa e non certo per educarlo al rispetto del codice stradale.

Oltre alle evidenti manchevolezze di forma e trasparenza nella formulazione della comunicazione stessa, desidero inoltre evidenziare l’inadeguatezza della legge in oggetto in quanto sancisce, di fatto, un’evidente disuguaglianza tra i cittadini in base al loro reddito. Infatti, favorisce i trasgressori con disponibilità economiche (anche se recidivi) che, con un semplice pagamento, possono continuare imperterriti a perpetuare le stesse violazioni senza per questo incorrere al ritiro della patente. L’obiettivo di una multa DEVE essere primariamente quello di educare il Cittadino e indurlo a non ripetere comportamenti socialmente dannosi e questo deve avvenire indipendentemente dalle sue condizioni economiche, il che porterebbe anche a ipotizzare una parziale incostituzionalità della legge stessa.

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Se poi vuoi leggere tutta la saga, sentenza del Giudice di Pace inclusa, puoi  seguire questi link o andare nella categoria giustizia, burocrazia e malcostume:

 

Pubblicato in Giustizia, burocrazia e malcostume | 7 commenti

Il mio ricorso al Giudice di Pace per “violazione di omissione di fornire in modo completo i dati personali e della patente del trasgressore nel termine prescritto”

Pubblico qui il mio ricorso al Giudice di Pace, qualora possa servire come punto di partenza per qualche visitatore che voglia almeno manifestare la propria indignazione presentando ricorso.
Anch’io sono partito da alcuni esempi di ricorso pubblicati su Internet. Pensate che ho trovato persino siti di avvocati che vendono (per qualche decina di euro) un precompilato utile per presentare questo tipo di ricorso! Penoso!!!

Cercando su Internet ho visto che ci sono casi in cui il ricorso viene accettato … ed anche un altro cittadino, che attendeva oggi con me l’udienza (questa volta per un altro problema), mi ha detto che tempo fa  aveva ottenuto una sentenza favorevole, per lo stesso mio motivo, da un altro Giudice di Pace di Torino. Quindi NON SCORAGGIATEVI anche se personalmente il Giudice da cui ho ricevuto la sentenza non mi ha dato ragione. Indignarsi alle ingiustizie fa comunque bene almeno allo spirito … anche se devi dedicarci del tempo e prevedere dei mal di pancia!!

Il Comune siano NOI, le persone che ci lavorano sono stipendiate da noi Cittadini, … e questo vale per i Vigili, la Polizia, i Giudici ed i rispettivi Dirigenti: penso che sia nostro dovere riprenderci il diritto di pretendere che operino SEMPRE nell’interesse della collettività e vigilare affinchè non si auto referenzino tra loro!

Come anche dimostrano gli esiti dei recenti referendum, le cose POSSONO CAMBIARE SOLO SE LE PERSONE MANIFESTANO APERTAMENTE LA PROPRIA INDIGNAZIONE!!!!

Se poi vuoi leggere tutta la saga, sentenza del Giudice di Pace inclusa, puoi  seguire questi link o andare nella categoria giustizia, burocrazia e malcostume:

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R.G. ____________

 

ALL’UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TORINO

RICORSO IN OPPOSIZIONE AD ORDINANZA – INGIUNZIONE

RICORRE

Il sottoscritto sig. CONTINI Enzo

nato a — il gg/mm/aaaa

residente e domiciliato a —- in  — cap: —-

Codice fiscale: ———

Tel: —–

Fax: —–

E-mail: —–

CONTRO

– Il Comune di TORINO, nella persona del Sindaco pro tempore,

AVVERSO

Il verbale n.—-, notificato in data 25/5/2011 relativo alla “violazione di omissione di fornire in modo completo i dati personali e della patente del trasgressore nel termine prescritto”, e il verbale n. —-, notificato il 10/1/2011, relativo alla violazione di sosta su spazio per la fermata di autobus (in verità nello spazio antecedente la fermata, comunque segnalato per terra per premettere un’agevole inserimento del bus nella fermata effettiva e per la cui violazione viene comunque giustamente prevista, oltre alla sanzione, la decurtazione di 2 punti sulla patente), entrambi emanati dalla Polizia Municipale di Torino e che si allegano in originale.

Per i seguenti motivi:

mancata incolpevole conoscenza della norma

mancanza di una conveniente e trasparente comunicazione e di un’idonea formulazione della richiesta presente nel verbale n. —-

mancanza dell’idonea pubblicizzazione, nel medesimo verbale, dell’obbligo di comunicazione dei dati del trasgressore comunque anche nel caso si tratti del proprietario del veicolo.  In particolare l’unica frase presente nella notifica di infrazione che faccia riferimento alla compilazione del modulo allegato è formulata come un invito (“Si invita a comunicare …”) che, almeno nell’usuale accezione del termine (vale a dire quella conosciuta dal comune Cittadino) sottende l’estrema opzionalità della necessità di una sua compilazione ed invio, oltre a non rendere evidenti i pericoli dell’ulteriore sanzione per il mancato invio dei dati del trasgressore anche qualora si tratti del proprietario del veicolo stesso.  Nel modulo allegato le indicazioni utili a far comprendere al Cittadino l’onere a esso incombente sono presenti in una sezione titolata “Invito a fornire informazioni” (quindi non un titolo consono ed adeguato ad indurre un’attenta lettura, ad esempio “ATTENZIONE:” ) e le dimensioni del  carattere sono tali da non poter essere lette agevolmente e sono tali da indurre a supporre che si tratti di una nota di poco conto; non è inoltre reso evidente il fatto che la comunicazione DEVE essere effettuata  anche nel caso in cui il trasgressore sia il proprietario del veicolo, eliminando così la possibilità di equivoco che, in aderenza del precedente testo legislativo (precedente alla sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27), il pagamento della sanzione senza invio di alcuna comunicazione comporti implicito riconoscimento della paternità della violazione da parte del proprietario del veicolo.

mancata corretta applicazione del meccanismo legislativo in aderenza ai principi costituzionali indicati dal giudice delle leggi in oggetto (art. 126 bis II co. C.d. S., sentenza del 28/12/2005 n. 471 della Corte Costituzionale) che ritiene illegittima la prassi di inviare la richiesta di comunicazione dei dati del conducente unitamente allo stesso verbale di contestazione dell’infrazione, così come appare corretta l’affermazione che l’organo accertatore debba richiedere al proprietario della vettura di comunicare il nominativo del trasgressore solo dopo che sia decorso il termine di 60 giorni senza che sia stato proposto al Prefetto o al Giudice di Pace (indipendentemente dal pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria) ovvero, in caso di proposizione del ricorso amministrativo o giudiziale, dopo che i relativi procedimenti siano completamente definiti con esito negativo per il ricorrente. In tal guisa, non solo si ha una corretta applicazione del meccanismo legislativo in aderenza ai principi costituzionali indicati dal giudice delle leggi, ma, com’è di tutta evidenza, si raggiunge il risultato della necessaria comprensibilità e consapevolezza della richiesta di comunicazione da parte del Cittadino utente della strada, il quale si renderebbe immediatamente conto dell’onere a esso incombente, senza cadere nell’equivoco che, in aderenza del precedente testo legislativo (precedente alla sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27), il pagamento della sanzione senza invio di alcuna comunicazione comporti implicito riconoscimento della paternità della violazione.

necessità di discernere il caso di chi, inopinabilmente e per volontà, ignori del tutto la richiesta “a fornire i dati personali e della patente, da chi adduca invece l’esistenza di motivi idonei a giustificare l’omessa inconsapevole trasmissione di tali dati entro i termini richiesti ed altresì li fornisca con solerzia non appena viene reso consapevole delle conseguenze della violazione in oggetto.

E considerato che:

Ove non si procedesse alla sospensione degli effetti dell’atto impugnato, l’odierno ricorrente sarebbe costretto già da subito a pagare la sanzione intera. Inoltre, in caso di vittoria, il ricorrente sarebbe costretto ad attivarsi per recuperare quanto pagato, non escludendo la necessità di dover nuovamente ricorrere alla giustizia in caso di inadempimento della Pubblica Amministrazione. Sussistendo quindi il fumus boni iuris e il periculum in mora, si ritengono integrate le condizioni per la sospensione degli effetti dell’atto impugnato.

CHIEDE

All’Illustrissimo Signor Giudice di Pace, previa emissione di Ordinanza di sospensione degli effetti dell’atto impugnato, sanzioni e pene accessorie, di voler annullare e comunque dichiarare inefficace l’atto impugnato, e in via subordinata, nel caso di inopinato rigetto, l’applicazione del minimo edittale.

Voglia altresì il Signor Giudice richiedere alla controparte di accettare come valido il modulo di dichiarazione di responsabilità dell’infrazione relativa la verbale n. 07/01719787, da me redatto come proprietario del veicolo e inviato con raccomandata all’ufficio centrale del Corpo di Polizia di via Bologna 74/A in data 30/5/2011, che comporta la giusta decurtazione dei dovuti 2 punti sulla mia patente di guida e mi solleva dal pagamento dell’ammenda relativa al verbale n.11/29902059 relativa alla mancata esibizione dei dati personali del trasgressore. Sono disposto ad accettare un’eventuale congrua ammenda per via del mio ravvedimento e per aver fornito in ritardo il modulo compilato rispetto alle richieste [per mia negligenza, ma anche per la mancanza, nella comunicazione ricevuta, della necessaria trasparenza e dalla dovuta adeguata e opportuna messa in evidenza dell’onere a me incombente, che mi ha reso inconsapevole e non ha evitato che cadessi nell’equivoco che, in aderenza del precedente testo legislativo (precedente alla sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27), il pagamento della sanzione senza invio di alcuna comunicazione comportasse implicito riconoscimento della paternità della violazione.

Si rende noto che, a quella medesima mia richiesta di ravvedimento,

–    pur fornendo il modulo compilato ed adducendo le motivazioni che mi avevano portato inconsapevolmente a non fornire nei termini previsti i miei dati di trasgressore come proprietario del veicolo,

–    pur richiedendo che, oltre alla decurtazione dei 2 punti, mi fosse applicata una congrua multa per il mio ravvedimento e ritardo,

–    e suggerendo altresì modalità di miglioramento nella loro comunicazione in modo che il Cittadino trasgressore che intende pagare la giusta ammenda e che desidera venire a dei possibili pericoli in cui può incorrere, evitando così che nel futuro ulteriori Concittadini possano involontariamente cadere come me nell’equivoco che, in aderenza del precedente testo legislativo (precedente alla sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27), il pagamento della sanzione senza invio di alcuna comunicazione comporti implicito riconoscimento della paternità della violazione,

l’Ufficio di Relazioni con Relazioni Esterne – Sportello del Cittadino, che penso istituito nell’ottica di instaurare un buon  rapporto con il Cittadino e preposto a migliorare al meglio le sue modalità di comunicazione con il medesimo, mi ha risposto prontamente contestandomi le motivazioni e limitandosi a ricordarmi che ”i verbali redatti dalla Polizia Municipale di Torino si distinguono per la chiarezza e per la completezza delle informazioni fornite”, dimostrando di non recepire minimamente come una persona “comune” che riceva per la prima volta un verbale di violazione delle norme della strada che comporti la decurtazione di punti sulla patente, con la modalità con cui viene attualmente richiesta, possa agevolmente incorrere inconsciamente nella violazione seguente di “mancata esibizione del documento richiesto” nel caso in cui il trasgressore sia il proprietario del veicolo. Non stiamo parlando di persone che conoscono necessariamente i formalismi e le “usanze” di terminologia degli articoli di legge: si tratta di semplici Cittadini che, ripeto, per errore hanno commesso una violazione e che intendono pagare la giusta ammenda e che desiderano venire a conoscenza (senza doversi munire di lente di ingrandimento per leggere  in  ogni parte la comunicazione, compresi eventuali allegati, anche nelle loro parti stampate in carattere minuscolo) dei possibili pericoli in cui possono incorrere (che nel caso specifico comportano una sanzione più di quattro volte la giusta ammenda originale. Per ottenere un’immediata comprensione dei pericoli a cui il Cittadino può incorrere ed ottenere la dovuta trasparenza nella comunicazione in oggetto, basterebbe inserire nella notifica, ad esempio nell’ampia sezione delle violazioni accertate dove si fa riferimento alla decurtazione dei punti della patente, una frase che in modo chiaro indichi che la mancata compilazione e invio del modulo allegato di dichiarazione di responsabilità comporta un’ammenda da 266 a 1075 euroe chequesto vale anche se il trasgressore è il proprietario del veicolo stesso”.

Trattandosi di un problema che non coinvolge solo me come persona, ma (come ho avuto modo di accertare) molti altri Concittadini che si trovano a pagare involontariamente un’infrazione per oltre quattro volte il suo reale  importo, auspico che la modulistica in oggetto venga rivista dal Comando della  Polizia della Città di Torino, per migliorare la comunicazione con il Cittadino e garantire una corretta e trasparente relazione con il medesimo.

Mi sento infine di affermare che mi sembra non ci si renda sufficientemente conto come applicazione di leggi e comportamenti come quelli in oggetto (es. l’impossibilità di avere un’ammenda commisurata per il ravvedimento e aver fornito in ritardo il modulo compilato, pur ovviamente accettando il dovuto decurtamento di punti sulla propria patente, portando concrete motivazioni relative all’attuale formulazione della notifica; così come il rifiuto a recepire qualsiasi  suggerimento atto ad evitare che ulteriori altri Concittadini onesti incorrano nella medesima violazione senza volerlo) vadano ad intaccare la credibilità che il Cittadino ha delle Istituzioni e portino, come logica conseguenza, una sua diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine quali la Polizia ed i Vigili che rischiano di essere visti non come persone al servizio del Cittadino, bensì entità da cui dover stare attenti e di cui diffidare.

Dichiara

Ai sensi dell’art.14 comma 2 DPR 115/2002 che il valore della presente causa è di € 278,98 . Pertanto versa il contributo di € 33,00.

Si allega:

– atti impugnati in originale

– copia del documento di identità

– pagamento del contributo unificato

– raccomandata con cui comunico, al Comando della Polizia Municipale di Torino, i miei dati personali come trasgressore e proprietario del veicolo, richiedendo altresì di vedermi ritirata l’ammenda relativa al verbale n.11/29902059, volendo in alternativa la decurtazione di 2 punti e dichiarando di eventualmente pagare una commisurata sanzione per il ravvedimento ed il ritardo nella consegna delle informazioni richieste, motivando la mia mancanza.

email scambiate con l’Ufficio Relazioni Pubbliche del Corpo di Polizia Municipale in cui mi viene rifiutata la mia richiesta di accettare in ritardo il modulo di dichiarazione del sottoscritto come trasgressore in quanto proprietario del veicolo, previa la decurtazione dei dovuti 2 punti sulla mia patente e pur accettando di pagare un’adeguata mora per il mio ravvedimento e ritardo nella consegna.

 Torino 14/6/2011

Firma

Il sottoscritto CONTINI ENZO

ai fini delle successive notificazioni, elegge domicilio

presso la propria residenza anagrafica in —–

Torino, 14/6/2011

FIRMA

_____________________________________

 

Depositato in Cancelleria il _________________________

IL CANCELLIERE

Decreto di fissazione dell’udienza di comparizione

Il Giudice di pace,

 

Letto il ricorso che precede;

Visto l’articolo 23 della Legge 24/11/1981, n° 689, come modificato dall’art. 99 del D.Lgs. 30

dicembre 1999 n. 507

F I S S A

l’udienza di comparizione delle parti per il giorno

_____________________________________ ore ___________.

O R D I N A

a ________________________________________________________________________________________

a ________________________________________________________________________________________

di depositare in Cancelleria, 10 giorni prima dell’udienza fissata, copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento, nonché alla contestazione o notificazione della violazione.

Manda alla Cancelleria di provvedere alla notificazione del ricorso e pedissequo decreto alle parti nel termine di cui all’art. 163-bis c.p.c., avvisando il ricorrente che in caso di sua mancata comparizione all’udienza fissata, senza alcuna tempestiva comunicazione di legittimo impedimento, l’atto amministrativo impugnato con la relativa sanzione sarà convalidato ai sensi dell’art. 23, quinto comma, della legge 689/81, salvo che la illegittimità del provvedimento risulti palese dalla documentazione allegata dall’opponente.

_______________________________________________________________________________________

Torino, ______________________                                                             IL GIUDICE DI PACE

 

 

 

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P.S.  Su un numero di VoceArancio, il magazine online di ING, viene descritto sinteticamente come contestare (quando e come presentare ricorso) una multa che riteniamo scorretta o che presenta degli errori formali. In particolare, relativamente al ricorso al Giudice di Pace, specifica: “Per presentare un ricorso al Giudice di pace è necessario rivolgersi all’ufficio del luogo in cui è stata commessa la violazione entro 30 giorni dalla notifica. A differenza di quanto avviene con il Prefetto, il ricorso al Giudice di pace prevede il versamento del cosiddetto contributo unificato. Per le multe inferiori a 1.100 euro, perciò, bisognerà pagare 43 euro ai quali bisogna aggiungerne 27 per le marche da bollo. Il ricorso va presentato personalmente in cancelleria, oppure inviato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. È possibile avviare la procedura anche tramite il sito internet, ma è importante ricordare che per completare la richiesta sarà comunque necessario presentare la documentazione all’ufficio del Giudice di pace competente oppure tramite raccomandata a/r. Il vantaggio di questa modalità è che permette anche di ricevere via email gli aggiornamenti sullo stato del ricorso. Un’altra differenza rispetto alla procedura avviata tramite il Prefetto è che il Giudice di pace, una volta esaminati gli atti, convoca un’udienza a cui è obbligatorio presenziare, senza avvocati. Nel caso in cui l’ufficio competente sia diverso da quello di domicilio, perciò, bisognerà mettere in conto anche ulteriori spese extra per il viaggio. Il Giudice di pace può quindi dichiarare inammissibile il ricorso o, se il richiedente non si presenta in udienza, convalidare la multa. La sanzione può quindi essere annullata totalmente o in parte, oppure il Giudice può rigettare il ricorso presentato e, quindi, imporre il pagamento di un importo compreso tra il minimo e il massimo previsto dalla legge per la violazione accertata. In questo ultimo caso, se si volesse contestare la decisione del Giudice di pace, non rimane che impugnarla in Tribunale.

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All’attenzione del Comando della Polizia Municipale di Torino e dell’URP

Eccovi la lettera che ho inviato (sempre lo scorso giugno 2011) sia per raccomandata al Comando della Polizia Municipale di Torino sia via email all’Ufficio Relazioni Esterne – Sportello del Cittadino. Riporto nel seguito anche la loro risposta via email, quindi la mia successiva replica. Quindi, il silenzio …

Giudicate voi.

PS: faccio presente che, nonostante URP da me interpellata via email si sia pregiata di ricordarmi che “i verbali redatti dalla Polizia Municipale di Torino si distinguono per la chiarezza e per la completezza delle informazioni fornite“, ho avuto proprio in questi giorni l’opportunità di vedere come viene notificata un’infrazione analoga dal Comando di Polizia di Caselle Torinese che soddisfa pienamente i requisiti di trasparenza da me richiesti a suo tempo per la notifica da parte della Polizia Municipale di Torino: infatti con piacere ho potuto constatare la chiarezza di quella notifica in cui viene sia indicato direttamente sul frontespizio del bollettino l’eventuale sanzione in caso di mancata notifica del trasgressore sia evidenziato molto bene (sottolineato, a caratteri maggiorati ed evidenziati) che “tale comunicazione va effettuata anche nel caso in cui il conducente e l’obbligato in solido (proprietario) siano la stessa persona“.

Qui (come annesso alla lettera aperta che ho scritto al Sindaco di Torino) riporto entrambe le tipologie di notifica perché possiate confrontarle e di conseguenza giudicarle voi stessi con coscienza!

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All’attenzione del Comando della Polizia Municipale di Torino e dell’URP.

Per un parcheggio in prossimità di una fermata di autobus (prima della fermata effettiva, dove sono indicate per terra le XXX), per la cui infrazione è prevista oltre alla sanzione anche il decurtamento di 2 punti sulla patente,  mi sono trovato a pagare a dicembre 2010 la (giusta) ammenda di 78€ per l’infrazione effettuata. Nella notifica N. 00035723200 che ho ricevuto è indicato come Violazioni accertate la seguente dicitura: “Art. 158 C.d.S. Sosta su spazio per lo stazionamento o la fermata di autobus, filobus o veicoli su rotaia” ed è presente la nota seguente: “Decurtazione punti patente : 2 – Si invita a comunicare, qualora non abbia ancora provveduto, entro 60 giorni dalla data di notifica, gli estremi della patente di guida del conducente, in base alle istruzioni contenute nell’allegato documento”.

Ho pagato la multa entro i termini previsti (ben evidenziati in grassetto nella notifica), ma non ho inviato il modulo allegato cadendo nell’equivoco che, in aderenza del precedente testo legislativo (precedente alla sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27), il pagamento della sanzione senza invio di alcuna comunicazione comportasse implicito riconoscimento della paternità della violazione.

 La formulazione presente nel verbale non mi è stata di aiuto nell’evitare tale equivoco, lasciandomi nell’incolpevole ignoranza della norma, pensando che fosse obbligatoriamente effettuare la comunicazione dei dati solo qualora la violazione fosse stata compiuta da persona differente dal proprietario della vettura, per cui ovviamente è indispensabile comunicare le generalità per indirizzare dove decurtare i punti della patente.

A maggio 2011, a distanza di diversi mesi, ho ricevuto una nuova notifica N. 0036046791 indicante nella sezione “Data e Località violazione”  Via Bologna 74 A 14/5/2011 ore 10:17 e nella sezione “Violazioni accertate”  la seguente dicitura: “Art. 126 bis C.d.S. quale persona fisica o giuridica avente materiale disponibilità del veicolo, ometteva di fornire in modo completo i dati personali e della patente del conducente / trasgressore, a seguito di invito dell’Autorità, nel termine prescritto (già art. 180/8 modificato dal D. L. N. 262/2006). (D.Lgs. del 30/04/92 n. 285)

Quando ho ricevuto questa notifica di violazione delle norme del codice della strada e ho letto sia la data/ora luogo della violazione sia la motivazione, facendo riferimento a un sabato in cui non ho usato la macchina (tantomeno nel luogo indicato che corrisponde infatti all’indirizzo della sede dei vigili) e sapendo di non essere mai stato fermato dai vigili e tanto meno di aver rifiutato di fornire i dati personali e del veicolo, ho pensato ad un errore nella trascrizione della targa: infatti, le indicazioni fornite nella notifica difficilmente fanno comprendere all’interessato la violazione effettiva a cui è incorso. Sono quindi andato alla sede del corpo di Polizia (via Bologna 74 ATorino) per chiarire il probabile equivoco. L’addetta allo sportello, molto gentile e disponibile, mi ha invece messo a conoscenza della reale motivazione della sanzione dovuta al mio mancato invio dell’allegato presente nella notifica della violazione delle norme del codice della strada, sanzione pagata molti mesi addietro.

Non avendo inviato il modulo con gli estremi della patente di guida unicamente per mia ignoranza (e non per non avere il decurtamento di punti) e distrazione sicuramente aiutata sia dall’attuale formulazione non consona della frase presente nella notifica (“si invita …”) che, almeno nell’usuale accezione del termine sottende l’estrema opzionalità della necessità della sua compilazione ed invio,  sia dal carattere piccolissimo con cui nel modulo si presentano le istruzioni con relativa indicazione dell’ammenda in caso di mancato invio, sia dall’assenza di qualsiasi quanto mai opportuna evidenziazione del pericolo di ulteriori sanzioni (es. con caratteri ben visibili e in grassetto per sollecitarne un’attenta lettura) se non si comunicano i dati del trasgressore anche qualora si tratti del proprietario stesso,

RICHIEDO:

  • il ritiro della sanzione di 278,98€ relativa alla notifica n. 00036046791, fornendo congiuntamente alla presente il modulo allegato alla precedente multa, debitamente compilato in cui attesto la mia responsabilità della violazione in oggetto, come proprietario della vettura ;
  • che mi vengano  ovviamente decurtati i 2 punti sulla mia patente
  • sono disposto ad accettare una congrua ammenda alternativa, per via del mio ravvedimento e per aver fornito in ritardo il modulo compilato (per mia negligenza ma anche per la mancanza, nella comunicazione ricevuta,  della necessaria chiarezza e della dovuta adeguata ed opportuna messa in evidenza delle sanzioni in cui il Cittadino va incontro).

 Chiedo pertanto che si discerna il caso di chi, inopinabilmente e per volontà, ignori consapevolmente del tutto la richiesta “a fornire i dati personali e della patente, da chi adduca invece l’esistenza di motivi idonei a giustificare l’omessa trasmissione di tali dati.

AUSPICO altresì

che la modulistica in oggetto venga rivista per migliorare la comunicazione con il Cittadino e garantire una corretta e trasparente relazione con il medesimo ed affinché si eviti di cadere nell’equivoco che, in aderenza del precedente testo legislativo (precedente alla sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27), il pagamento della sanzione senza invio di alcuna comunicazione comporti implicito riconoscimento della paternità della violazione.

Infatti, trattandosi di un problema che non coinvolge solo me come persona, ma (come ho avuto modo di accertare) molti altri Concittadini che si trovano a pagare involontariamente un’infrazione per oltre quattro volte il suo giusto  importo) la formulazione presente nelle notifiche di violazioni, per cui è prevista una decurtazione di punti, dovrebbe essere modificata perché abbia la dovuta, consona ed adeguata chiarezza, mettendo ben in evidenza i rischi di un’ulteriore sanzione in cui può incorrere il Cittadino, in modo tale che possa scegliere di non compilare il modulo solo come consapevole alternativa alla decurtazione dei punti sulla sua patente e non senza realmente volerlo, senza neppure rendersi conto delle conseguenze.

 Ad esempio, per ottenere un’immediata comprensione dei pericoli a cui il Cittadino può incorrere ed ottenere la dovuta trasparenza nella comunicazione in oggetto, sarebbe sufficiente inserire nella notifica, ad esempio nell’ampia sezione delle violazioni accertate dove si fa riferimento alla decurtazione dei punti della patente, una frase che in modo chiaro indichi che la mancata compilazione e invio del modulo allegato di dichiarazione di responsabilità comporta un’ammenda da 266 a 1075 euro” e che questo vale anche qualora il trasgressore sia il proprietario del veicolo stesso”.

 In particolare poi, la frase presente nella notifica potrebbe essere riformulata non come un invito (“Si invita a comunicare …”) che, almeno nell’usuale accezione del termine (vale a dire quella conosciuta generalmente dal comune Cittadino) sottende l’estrema opzionalità della necessità della sua compilazione ed invio,  bensì indicare chiaramente il pericolo di ulteriori sanzioni per un mancato invio dei dati del trasgressore e questo anche nel caso si tratti del proprietario del veicolo. Analogamente, e con le stesse motivazioni elencate in precedenza, richiedo che nell’intestazione del modulo allegato non si indichi “Invito a fornire informazioni” (ma si utilizzi un titolo consono ed adeguato ad indurre un’attenta lettura, ad esempio “ATTENZIONE:” ) e le dimensioni del  carattere siano tali da poter essere letti agevolmente da chiunque e non da indurre a pensare che si tratti di una nota di poco conto; dove vengano evidenziati chiaramente (es. utilizzando il grassetto) i pericoli di sanzione per un mancato invio in modo da attirare l’attenzione del lettore, sottolineando altresì che, per non incorrere nella sanzione, la comunicazione DEVE essere effettuata  anche nel caso in cui il trasgressore sia il proprietario del veicolo.  Rammentoche non stiamo parlando di persone che conoscono necessariamente i formalismi e le “usanze” di terminologia degli articoli di legge: si tratta di semplici Cittadini che per errore hanno commesso una violazione e che intendono pagare la giusta ammenda e che hanno il diritto di venire a conoscenza (senza doversi munire di lente di ingrandimento e leggere per filo e per segno ogni parte della comunicazione, compresi eventuali allegati, anche nelle loro parti stampate in carattere minuscolo) dei possibili pericoli in cui possono incorrere (che nel caso specifico comportano una sanzione più di quattro volte la giusta ammenda originale).

 Infatti, penso ci siano gli estremi per affermare oggettivamente che l’attuale formulazione della comunicazione manchi dei requisiti minimi indispensabili per una corretta e trasparente comunicazione con il Cittadino comune, inducendolo a cadere nell’equivoco che, in aderenza del precedente testo legislativo (precedente alla sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27), il pagamento della sanzione senza invio di alcuna comunicazione comporti implicito riconoscimento della paternità della violazione; penso inoltre che si possa addirittura ipotizzare una volontà di rendere non sufficientemente trasparente e quindi di immediata comprensione, preferendo il pagamento di un’ammenda, utile solo a rimpinguare le casse del Comune, rispetto ad una giusta decurtazione dei punti della patente.

Oltre alle evidenti manchevolezze di forma e trasparenza nella formulazione della comunicazione stessa, desidero inoltre evidenziare l’inadeguatezza della legge in oggetto in quanto favorisce i trasgressori recidivi che, con un semplice pagamento, possono continuare imperterriti a perpetuare le stesse violazioni (se ovviamente non hanno problemi economici) senza per questo incorrere al ritiro della patente; diversamente chi (e penso sia la maggioranza) non è avvezzo alle contravvenzioni (per cui la decurtazione di qualche punto all’anno non mette sicuramente in forse la possibilità di guida di un veicolo) per mancata conoscenza delle normative in corso non opportunamente evidenziate nella comunicazione di infrazione, si trova a dover pagare una multa spropositata e non commisurata alla violazione effettuata coscientemente. L’obiettivo di una multa DEVE essere primariamente quello di educare il Cittadino e indurlo a non ripetere comportamenti socialmente dannosi e questo deve avvenire indipendentemente dalle sue condizioni economiche, il che porterebbe anche a ipotizzare una parziale incostituzionalità della legge stessa.

Mi sento infine di affermare che mi sembra non ci si renda sufficientemente conto come applicazione di leggi e comportamenti come quelli in oggetto (es. l’impossibilità di avere un’ammenda commisurata per il ravvedimento e aver fornito in ritardo il modulo compilato, pur ovviamente accettando il dovuto decurtamento di punti sulla propria patente, portando concrete motivazioni relative all’attuale formulazione della notifica; così come il rifiuto a recepire qualsiasi  suggerimento atto ad evitare che ulteriori altri Concittadini onesti incorrano nella medesima violazione senza volerlo) vadano ad intaccare la credibilità che il Cittadino ha delle Istituzioni e portino, come logica conseguenza, una sua diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine quali la Polizia ed i Vigili che rischiano di essere visti non come persone al servizio del Cittadino, bensì entità da cui dover stare attenti e di cui diffidare.

Ing. CONTINI Enzo

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ECCOVI ORA LA RISPOSTA che ho ricevuto dall’Ufficio Relazioni Esterne!!!!

Da: Relazioni Esterne – Sportello del Cittadino [mailto:barbara.pallavidino@comune.torino.it]
Inviato: venerdì 27 maggio 2011 11:22
A: Contini Enzo
Oggetto: Re: RECLAMO per notifica N. 0036046791: MANCANZA DI UNA CONSONA FORMULAZIONE DELLA NOTIFICA DELLA VIOLAZIONE CHE RENDA EVIDENTI TUTTE EVENTUALI SUCCESSIVE SANZIONI, compresa la notifica del trasgressore (non più il proprietario del veicolo per default)

Egregio Signor Contini

dal 30 giugno 2003 sono entrate in vigore le disposizioni dell’articolo 126-bis del Codice della Strada, introdotto dal decreto legislativo 15.1.2002, n. 9, modificato dal decreto-legge 27.6.2003, n. 151, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 149 del 30.6.2003, che disciplinano la patente a punti.

La sentenza n° 27 del 24/01/2004 della Corte Costituzionale [NOTA MIA: in realtà la sentenza è del 12-24 gennaio 2005, n. 27 (Gazz. Uff. 26 gennaio 2005, n. 4, 1ª Serie speciale)] ha sancito l’illegittimità costituzionale della decurtazione punti applicata al proprietario senza che sia stato identificato compiutamente il conducente. A partire da tale data si è resa obbligatoria da parte del proprietario del veicolo la comunicazione dei dati del conducente.

In calce al verbale redatto ai sensi dell’Art. 158 C.d.S. che le è stato notificato è chiaramente riportato “si invita a comunicare……in base alle istruzioni contenute nell’allegato documento“.

In allegato lei ha sicuramente reperito la DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’ RESA DAL PROPRIETARIO DEL VEICOLO che proprio all’inizio della pagina numero uno, in un riquadro ben evidenziato intitolato “INVITO A FORNIRE INFORMAZIONI”  tra le altre cose precisa: “….Pertanto ai sensi dell’art 126 bis, comma 2 C.d.S. il PROPRIETARIO (persona fisica o giuridica) del veicolo, entro 60 giorni dalla data della notificazione del presente atto, deve fornire i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione, compilando la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà  di seguito riportata, onde non incorrere nella sanzione di cui all’art. 126 bis C.d.S……”

Vorrei inoltre precisare che anche altri articoli del Codice della Strada, per esempio l’art. 180, o del Codice Penale, art. 375 citano la parola invito che viene chiaramente intesa come richiesta, ordine, esortazione, sollecitazione, ingiunzione come indicato in qualsiasi dizionario dei sinonimi.

Mi pregio anche di ricordarle che i verbali redatti dalla Polizia Municipale di Torino si distinguono per la chiarezza e per la completezza delle informazioni fornite.

In ultimo la informo che non è previsto alcun ritiro della sanzione da parte dell’organo accertatore e che quindi l’unico modo previsto dalla norma, e precisamente all’art 203 e 204-bis del C.d.S., per l’archiviazione di un verbale è la proposizione di un ricorso  al Prefetto o al Giudice di Pace, con le procedure indicate anche sul verbale che le è stato notificato.

Cordiali saluti.

AgS Barbara Pallavidino Apg
Corpo di Polizia Municipale
Relazioni Esterne – Sportello del Cittadino

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SIETE ANCORA CURIOSI? Eccovi allora la mia successiva replica a cui non è stato dato seguito!!

Da: Contini Enzo
Inviato: venerdì 27 maggio 2011 12:45
A: ‘Relazioni Esterne – Sportello del Cittadino’
Oggetto: R: RECLAMO per notifica N. 0036046791: MANCANZA DI UNA CONSONA FORMULAZIONE DELLA NOTIFICA DELLA VIOLAZIONE CHE RENDA EVIDENTI TUTTE EVENTUALI SUCCESSIVE SANZIONI, compresa la notifica del trasgressore (non più il proprietario del veicolo per default)

Gentile Pallavidino,

La ringrazio innanzitutto per la sollecita risposta alla mia precedente email e di questo Le sono grato.

Mi dispiace tuttavia che un Ufficio Relazioni con il Pubblico, penso istituito nell’ottica di instaurare un buon  rapporto con il Cittadino e preposto a migliorare al meglio le sue modalità di comunicazione con il medesimo, non riesca a recepire come una persona “comune” che riceva per la prima volta un verbale di violazione delle norme della strada che comporti la decurtazione di punti sulla patente, con la modalità con cui viene attualmente richiesta, possa agevolmente incorrere nella violazione seguente di “mancata esibizione del documento richiesto”, nel caso in cui il trasgressore sia il proprietario del veicolo.

Non stiamo parlando di persone che conoscono necessariamente i formalismi e le “usanze” di terminologia degli articoli di legge: si tratta di semplici Cittadini che per errore hanno commesso una violazione e che intendono pagare la giusta ammenda e che desiderano venire a conoscenza (senza doversi munire di lente di ingrandimento e leggere per filo e per segno ogni parte della comunicazione, compresi eventuali allegati, anche nelle loro parti stampate in carattere minuscolo) dei possibili pericoli in cui possono incorrere (che, nel caso specifico, comportano una sanzione più di quattro volte la giusta ammenda originale).

Non penso sia necessario ricordarle che prima della sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27 il pagamento della sanzione senza invio di alcuna comunicazione comportava un implicito riconoscimento della paternità della violazione e che sia assai diffusa nei Cittadini (come me) che non sono consoni alla violazione di leggi, pensare che tale normativa sia ancora oggi in vigore. Ne è dimostrazione che parlandone al lavoro e tra amici ho trovato ben 4 persone che in questi ultimi anni sono incorsi nel medesimo mio errore; anche una semplice ricerca su Internet conferma che molti Cittadini incorrono involontariamente in quella ulteriore sanzione (esistono addirittura siti di avvocati che online vendono, per poche decine di euro, un precompilato per effettuare il ricorso proprio per questa violazione!).

Costa davvero tanto mettere nella notifica, ad esempio nell’ampia sezione delle violazioni accertate dove si fa riferimento alla decurtazione dei punti della patente, una frase che chiaramente ed in modo evidente indichi che la mancata compilazione ed invio del modulo allegato di dichiarazione di responsabilità comporta un’ammenda da 266 a 1075 euro e che questo vale anche se il trasgressore è il proprietario del veicolo stesso?

Se, come lei mi dice, “i verbali redatti dalla Polizia Municipale di Torino si distinguono per la chiarezza e per la completezza delle informazioni fornite” (lasciando intendere che non ci sia la volontà nemmeno di recepire ed ipotizzare possibili suggerimenti per migliorare l’attuale comunicazione), mi chiedo veramente come siano le comunicazioni effettuate altrove e come possa la legge ammettere che ciò sia permesso.

Infine, mi dispiace anche e soprattutto perché mi sembra che non ci si renda sufficientemente conto che così operando si va ad intaccare sempre più la credibilità che il Cittadino ha delle Istituzioni e che questi comportamenti (es. la mancanza di trasparenza nella comunicazione; l’impossibilità di accettare un eventuale ravvedimento e consentendo comunque l’invio tardivo del modulo compilato, pur ovviamente accettando il dovuto decurtamento di punti sulla propria patente e un’ammenda commisurata) portano, come logica conseguenza, una sua sempre più marcata diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine quali la Polizia ed i  Vigili che rischiano di essere visti non come persone al servizio del Cittadino bensì come entità da cui dover stare attenti e di cui diffidare.

Se quella precedente rimarrà la definitiva risposta, con amarezza ricorrerò al Giudice di Pace, confidando almeno nella Giustizia.

Cordialmente

Ing. Contini Enzo

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Se poi vuoi leggere tutta la saga, sentenza del Giudice di Pace inclusa, puoi  seguire questi link o andare nella categoria giustizia, burocrazia e malcostume:

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Lettera aperta al Sindaco di Torino

Avendo ricevuto una notifica di infrazione per “omissione di fornire in modo completo i dati personali e della patente del conducente / trasgressore” di ben di 279€, dopo aver contattato via email l’Ufficio Relazioni Esterne ed avendo ricevuto da questo una risposta che dimostrava di non recepire minimamente le mie considerazioni ma anzi si limitava a sottolinere l’altresì chiarezza dei verbali redatti dalla Polizia Municipale di Torino, ho subito sia fatto ricorso al Giudice di Pace, sia scritto due raccomandate rispettivamente al Corpo di Polizia di Torino di via Bologna 74 (allegando la dichiarazione di atto di notorietà) ed al Sindaco di Torino.
Non ricevendo alcun riscontro dal Sindaco, dopo 2 mesi ho poi inviato la stessa lettera anche via email al suo indirizzo di posta certificata (Sindaco@cert.comune.torino.it). Era il lontano 8/7/2011 e a tutt’oggi, anche utilizzando il mezzo informatico, non ho avuto alcun riscontro.

Chissà se questa “lettera aperta” sortirà un differente risultato?!!

Se poi vuoi leggere tutta la saga, sentenza del Giudice di Pace inclusa, puoi  seguire questi link o andare nella categoria giustizia, burocrazia e malcostume:

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All’attenzione del gentile Sindaco della Città di Torino

Gentile Sindaco Fassino,

mi dispiace di doverla disturbare per una questione che apparentemente potrebbe sembrare di poco conto, ma che in realtà, a mio parere, riguarda uno dei tanti comportamenti che progressivamente vanno ad intaccare la credibilità che il Cittadino onesto ha delle Istituzioni e la fiducia nelle forze dell’ordine quali Polizia e Vigili.

Posso dire con orgoglio di essere stato un suo elettore nelle ultime elezioni e di avere apprezzato molto quando ho avuto l’onore di incontrarla e salutarla (con un semplice “ciao”) durante la campagna delle primarie, fuori da TILAB (Centro di Ricerca di Telecomitalia), in una giornata piovigginosa, Lei senza neppure un ombrello, anche questo segno evidente della sua passione, impegno politico e del suo desiderio di comunanza con i Cittadini di Torino.

Le scrivo per chiederle di intervenire, per quanto è in suo potere, affinché sia modificata la formulazione della notifica di infrazione (emessa dal Comando del Corpo di Polizia Municipale) relativa a sanzioni che prevedono, oltre alla giusta sanzione, anche un decurtamento dei punti sulla patente, e questo affinché raggiunga la dovuta chiarezza e trasparenza che DEVONO, a mio parere, avere tutte le comunicazioni con il Cittadino evitando che incorra inconsapevolmente in ulteriori sanzioni. Sottolineo che ovviamente NON le chiedo di intervenire sul mio caso specifico (per il quale sto procedendo ad effettuare ricorso al Giudice di Pace, confidando nella Giustizia) ma per un cambiamento futuro delle attuali modalità di comunicazione delle notifiche, in ottemperanza all’applicazione delle leggi vigenti e nell’ottica di ottenere appunto una trasparenza nei rapporti con il Cittadino.

La formulazione attuale della notifica (che non avverte con la con la dovuta trasparenza e evidenza le conseguenze per una mancata compilazione ed invio dei dati del trasgressore anche quando si tratti del possessore del veicolo) non ha evitato che distrattamente cadessi nell’equivoco che, in aderenza del precedente testo legislativo (precedente alla sentenza della Corte Costituzionale del 24/01/05 n. 27), il pagamento della sanzione senza invio di alcuna comunicazione comportasse implicito riconoscimento della paternità della violazione.

Trattandosi di un problema che non coinvolge solo me come persona, ma (come ho avuto modo di accertare) molti altri Concittadini che si trovano a pagare involontariamente un’infrazione per oltre quattro volte il suo giusto  importo Le chiedo di intervenire perché altri non possa più incorrere nella medesima sanzione per semplice distrazione coadiuvata dalla non opportuna formulazione della notifica in oggetto.

Per ottenere un’immediata comprensione dei pericoli a cui il Cittadino può incorrere ed ottenere la dovuta trasparenza nella comunicazione in oggetto, sarebbe sufficiente inserire nella notifica (ad esempio nell’ampia  sezione delle violazioni accertate dove si fa riferimento alla decurtazione dei punti della patente) una frase che in modo chiaro indichi che la mancata compilazione e invio del modulo allegato di dichiarazione di responsabilità comporta un’ammenda da 266 a 1075 euro” e che questo vale anche qualora il trasgressore sia il proprietario del veicolo stesso”.

Prima di disturbarla ho ovviamente provato a scrivere l’Ufficio Relazioni Esterne – Sportello del Cittadino, che penso istituito per instaurare un buon  rapporto con il Cittadino e preposto a cercare di migliorare sempre più le sue modalità di comunicazione con il medesimo.

Alla mia richiesta di accettare in ritardo i miei dati personali come trasgressore proprietario del veicolo, richiedendo l’alternativa decurtazione di due punti e accettando anche un’eventuale sanzione per il mio ravvedimento e motivato ritardo, mi ha risposto prontamente contestandomi le mie motivazioni addotte e limitandosi a ricordarmi che ”i verbali redatti dalla Polizia Municipale di Torino si distinguono per la chiarezza e per la completezza delle informazioni fornite”, dimostrando di non recepire minimamente come una persona “comune” che riceva per la prima volta un verbale di violazione delle norme della strada che comporti la decurtazione di punti sulla patente, con la modalità con cui viene attualmente richiesta, possa agevolmente incorrere nella violazione seguente di “mancata esibizione del documento richiesto” nel caso in cui il trasgressore sia il proprietario del veicolo. Non stiamo parlando di persone che conoscono necessariamente i formalismi e le “usanze” di terminologia degli articoli di legge: si tratta di semplici Cittadini che per errore hanno commesso una violazione del codice della strada e che intendono pagare la giusta ammenda e che desiderano ovviamente venire a conoscenza (senza doversi munire di lente di ingrandimento e leggere per filo e per segno ogni parte della comunicazione, compresi eventuali allegati, anche nelle loro parti stampate in carattere minuscolo) dei possibili pericoli in cui possono incorrere (che nel caso specifico comportano una sanzione più di quattro volte la giusta ammenda originale).

Mi sento infine di affermare che mi sembra non ci si renda sufficientemente conto come comportamenti come quelli in oggetto (es. comunicazione non trasparente; impossibilità di avere un’ammenda commisurata per ravvedimento; rifiuto a recepire qualsiasi  suggerimento atto ad evitare che ulteriori altri Concittadini onesti incorrano nella medesima violazione, senza volerlo) vanno ad intaccare sempre più la credibilità che il Cittadino ha delle Istituzioni e portano, come logica conseguenza, una sua sempre più marcata diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine quali la Polizia ed i Vigili che rischiano di essere visti non come persone al servizio del Cittadino, bensì entità da cui dover stare attenti e di cui diffidare.

Sono consapevole che l’attuale Governo ha operato terribili tagli alle finanze dei Comuni che, come logica conseguenza, riversano in ristrettezze economiche e si trovano a dover operare tagli anche in settori anche fondamentali quali la Sanità, l’Istruzione, la Cultura e l’Assistenza sociale. Anche per questo, quest’anno, ho voluto comprare anche a mia figlia di 11 anni la Carta Musei, benché per la sua età possa praticamente entrare comunque gratuitamente in quasi tutti i musei. Tuttavia la sanzione che mi è giunta relativa al mio ipotizzato rifiuto consapevole a fornire i miei dati personali  per una precedente infrazione del codice della strada (posteggio in prossimità di una fermata di autobus prima della fermata effettiva, dove sono indicate per terra le XXX) mi tocca nel profondo portandomi  addirittura ipotizzare una volontà di rendere non sufficientemente trasparente (e quindi di immediata comprensione) la notifica precedente, preferendo il pagamento di un’ammenda (utile solo a rimpinguare le casse del Comune) rispetto ad una giusta decurtazione dei punti della patente.

Oltre alle evidenti manchevolezze di forma e trasparenza nella formulazione della comunicazione stessa, desidero inoltre evidenziare l’inadeguatezza della legge in oggetto in quanto favorisce i trasgressori recidivi che, con un semplice pagamento, possono continuare imperterriti a perpetuare le stesse violazioni (se ovviamente non hanno problemi economici) senza per questo incorrere al ritiro della patente; diversamente chi (e penso sia la maggioranza) non è avvezzo alle contravvenzioni (per cui la decurtazione di qualche punto all’anno non mette sicuramente in forse la possibilità di guida di un veicolo) per mancata conoscenza delle normative in corso non opportunamente evidenziate nella comunicazione di infrazione, si trova a dover pagare una multa spropositata e non commisurata alla violazione effettuata coscientemente. L’obiettivo di una multa DEVE essere primariamente quello di educare il Cittadino e indurlo a non ripetere comportamenti socialmente dannosi e questo deve avvenire indipendentemente dalle sue condizioni economiche, il che porterebbe anche a ipotizzare una parziale incostituzionalità della legge stessa.

Ringraziandola per l’attenzione, si allegano sia la notifica con il modulo ad esso allegato (perché possa apprezzare di persona la sua formulazione attuale) sia la mia lettera all’URP con relativa risposta.

In attesa di un riscontro, Le auguro un buon lavoro

Ing. CONTINI Enzo

PS: faccio presente che, nonostante URP da me interpellata via email si sia pregiata di ricordarmi che “i verbali redatti dalla Polizia Municipale di Torino si distinguono per la chiarezza e per la completezza delle informazioni fornite“, ho avuto proprio in questi giorni l’opportunità di vedere come viene notificata un’infrazione analoga dal Comando di Polizia di Caselle Torinese che soddisfa pienamente i requisiti di trasparenza da me richiesti a suo tempo per la notifica da parte della Polizia Municipale di Torino: infatti con piacere ho potuto constatare la chiarezza di quella notifica in cui viene sia indicato direttamente sul frontespizio del bollettino l’eventuale sanzione in caso di mancata notifica del trasgressore sia evidenziato molto bene (sottolineato, a caratteri maggiorati ed in grassetto) che “tale comunicazione va effettuata anche nel caso in cui il conducente e l’obbligato in solido (proprietario) siano la stessa persona“. Forse, trattandosi di una comunicazione al Cittadino, avrebbero potuto formulare ancor meglio la frase, senza ricorrere al termine desueto di “obbligato in solido” … anche se poi tra parentesi il suo significato risulta meglio esplicitato e quindi chiaro!

Riporto nel seguito entrambe le tipologie di notifica perché possiate confrontarle e di conseguenza giudicarle voi stessi con coscienza!

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– NOTIFICA proveniente dal Corpo di Polizia di Torino –

Evidenti sono le manchevolezze di forma e trasparenza nella formulazione della comunicazione stessa (e.g. le istruzioni sono riportate in un riquadro scritto a caratteri piccolissimi, senza alcuna evidenziazione della parte più rilevante relativa al caso, assai comune, in cui il trasgressore sia il possessore del veicolo):

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– NOTIFICA proveniente dal Comando di Polizia di Caselle Torinese –

Soddisfa pienamente i requisiti di trasparenza da me richiesti a suo tempo per la notifica da parte della Polizia Municipale di Torino: infatti, nella notifica viene sia indicato (direttamente sul frontespizio del bollettino) l’eventuale sanzione in caso di mancata notifica del trasgressore sia evidenziato molto bene (sottolineato, a caratteri maggiorati e in grassetto) che “tale comunicazione va effettuata anche nel caso in cui il conducente e l’obbligato in solido (proprietario) siano la stessa persona“

 

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Ci sono sicuramente buoni motivi per aprire un nuovo blog!!!

Da tempo pensavo di aprire un blog personale, anche solo talvolta per annotare righe di codice scritte faticosamente per risolvere alcuni problemi di programmazione. Spesso mi è capitato di trovare soluzione a problematiche in blog tecnici di sviluppatori privati … e mi sembra giusto ricambiare!!

Non sarà tuttavia un blog monotematico … e soprattutto non solo su questioni tecniche, bensì una bacheca in cui poter annotare e condividere eventi che mi sono piaciuti, … e anche altri che mi sono piaciuti assai meno 😦

Sono appena tornato da un’udienza da un Giudice di Pace relativamente ad una sanzione ricevuta dal Corpo di Polizia Municipale di Torino. … è stata la mia prima esperienza con la Giustizia e l’impressione che ne ho derivato non è certo delle migliori. Diciamo che sono alquanto indignato.

Quale migliore occasione per iniziare un nuovo articolo in questo Blog?
Ma sì … incominciamo alla grande con una “lettera aperta” al Sindaco di Torino!!!

… poi passerò al Giudice di Pace che mi ha appena giudicato: avevo preparato degli appunti per un mio discorso durante l’udienza, … ma dal momento che sono stato quasi subito zittito, magari pubblicando qui le mie considerazioni chissà, non dico proprio Lui, ma qualche altro Giudice potrebbe leggerle … e magari meditarci sopra!!

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