10-11/5/2014 – Il musical “Victor Victoria” al teatro ALFA per la prima volta a Torino

La Compagnia di Operette Alfafolies, creata nel 1995 da Augusto Grilli, una delle più importanti compagnie d’operetta italiane, propone la commedia musicale Victor Victoria di Blake Edwards.
Penso che sia uno spettacolo degno di nota: tra l’altro è la prima volta che questo musical, rappresentato per anni anche a Broadway, viene proposto nella nostra città di Torino.

Sabato       10 maggio    ore 21:00
Domenica 11 maggio   ore 16:00

Biglietto scontato a 15€ se in possesso di tessera ARCI o Abbonamento Musei di Torino

PS: il Teatro Alfa si trova a Torino in via Casalborgone 14, a pochi passi dal ponte di c.so Regina.

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Per saperne di più:

http://it.wikipedia.org/wiki/Victor/Victoria_(musical) http://www.abbonamentomusei.it/it/am_eventi/VICTOR_VICTORIA http://www.turismotorino.org/internaEvento.aspx?idA=267&idEvento=12547 www.operette.it http://www.tuttocitta.it/eventi/spettacoli-e-teatro/torino/10-maggio-2014_11-maggio-2014/victor-victoria

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Capolavoro di Blake Edwards sul travestitismo (il Farinotti).

In perfetto equilibrio tra farsa e sentimento, tra umorismo di parola e comicità d’immagine, è una delle migliori commedie del decennio, degna di Lubitsch (il Morandini).

“Victor Victoria” è un’efficacissima commedia di costume su come l’apparire conti più dell’essere, sul paradosso di come una donna debba cambiare sesso per emanciparsi e sfuggire agli stereotipi, e su un mondo fatto di identità vaganti e doppie che non sono mai quello che sembrano… (Francesco Pognante).

E’ evidente, già nella pura struttura narrativa di “Victor Victoria”, l’arguto ammiccare di Edwards al fascino discreto dell’ambiguità: il falso che sembra vero, l’omosessualità e la virilità quali scandalo compiacente e sicurezza effimera delle categorie borghesi, il palcoscenico e gli attori (quindi anche il cinema) come universo carismatico della precarietà del reale, ed al contempo del loro perpetuarsi illusorio entro i confini di un apparire sfrontatamente iper-credibile proprio grazie ai meccanismi appaganti della fiction. Ma ciò che conquista in “Victor Victoria” non è solo l’assunto tematico, quanto (pure) l’eleganza dell’insieme di citazioni e riferimenti che supportano il discorso, lo sguardo sicuro e sornione che guida la macchina da presa… (Movieconnection).

… guardare “Victor Victoria” è il miglior regalo che possiate farvi per dare una sferzata di vita alla più grigia delle serate … (Leia Skywalker).

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Come montare (o controllare che siano state montate correttamente) le molle per aprire vani pensili

Se hai comperato una cucina, magari anche già da anni come me, ti conviene verificare per tempo se le molle a pressione, che agevolano l’apertura dei vani prensili, sono state montate correttamente.

Infatti, dopo anni alcune delle molle della mia cucina (molle Perin mod. 156.370.8  04/02, e mod. 156.247.5  05/02) hanno incominciato a non avere più la pressione sufficiente per agevolare una completa apertura degli sportelli prensili. Contattato il produttore delle molle, la ditta Perin, per sapere come acquistarne di nuove, sono venuto a sapere, fornendo la foto della molla, che erano tutte state montate al contrario, per cui la loro durata (praticamente per un utilizzo infinito) era stata notevolmente compromessa. Grazie alle gentili indicazioni di Ivo, che mi ha risposto e telefonato prontamente dopo avere contattato la ditta dal form presente nel loro sito, ho ora smontato e rimontato le molle correttamente e ovviamente cambierò solo quelle che hanno perso la pressione: pensavo che la procedura fosse lunga ma, con le dovute accortezze, ho finito il lavoro veramente in pochi minuti, vista l’incredibile progettazione di queste molle!

Nella figura seguente mostro come mi era stata montata erroneamente la molla e, in quella successiva, come deve invece essere montata: infatti, da quanto ho capito, all’interno della molla c’è un liquido che serve a mantenere nel tempo la necessaria adesione e lubrificazione tra le parti femmina e maschio. Quindi, se la molla viene montata al contrario, questo liquido ovviamente non va verso l’apertura dove entra la parte maschio e nel tempo l’aria a pressione presente internamente tende a fuoriuscire e la molla a perdere, almeno in parte, la sua funzione.

Molla montata al CONTRARIO

Molla montata al CONTRARIO

Molla montata correttamente

Molla montata CORRETTAMENTE

Le figure seguenti mostrano come smontare una molla usando un piccolo cacciavite a taglio ed operando una leggera pressione sul fermo di metallo presente su ciascuna estremità: conviene prima togliere completamente il fermo di metallo dal lato dove ciò risulta più agevole e quindi, ruotando opportunamente tutta la molla per avere spazio sufficiente a sfilarlo, toglierlo anche dall’altra parte sempre completamente.

Come smontare la molla

WP_20140405_009WP_20140405_010WP_20140405_012Come smontare la molla

 

Molla smontata

Molla smontata

Infine, dopo avere tolto la molla dal mobile, conviene rimontare subito i due fermi in metallo presenti all’estemità, posizionando nuovamente nel gancio il tutto (vedi figure seguenti): poi la molla va rimessa sui supporti fissi montati sul mobile, operando una leggera pressione sugli attacchi, dopo avere posizionato il buco della molla in corrispondenza del corrispondente perno.

Come rimontare i fermi di metallo

WP_20140405_004 - CopyWP_20140405_005Come rimontare i fermi di metallo

That’s all folks!!

 

 

 

 

 

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OneDrive e Office Online: un connubio perfetto … con possibilità di co-authoring in tempo reale!

Se hai un PC Windows e/o uno smartphone Windows Phone (es. Lumia NOKIA) registrati ed usa OneDrive (ex. SkyDrive) per avere sempre i tuoi file (es. immagini, documenti, presentazioni, note) a disposizione ovunque tu sia, in quanto presenti sul cloud Microsoft … con la possibilità eventualmente di condividere alcuni di quei file con chi vuoi!

Clicca qui per saperne di più su OneDrive!!

… vedi poi eventualmente anche il tutorial .

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… inoltre prova ad usare l’Office Online (completamente gratuito) su office.live.com (raggiungibile anche da  office.com): puoi creare file Office (Word, Excel, PowerPoint) ex novo, salvarteli in OneDrive o eventualmente scaricarteli sul tuo PC; analogamente, se hai un file Office sul tuo PC, puoi caricarlo in OneDrive e quindi aprirlo con l’Office Online ed eventualmente modificarlo … e questo anche se sul tuo PC non c’è installato Office naturalmente!

Le versioni web-based delle applicazioni Office sono utilizzate già da milioni di persone: tuttavia buona parte degli utenti Office (sono oltre un miliardo) non ha usato le app, per cui Microsoft ha deciso di pubblicizzarle meglio, iniziando con il cambio del nome. Inoltre la modalità di accesso non risulta solo più confinato all’utilizzo di OneDrive (ex SkyDrive) o SharePoint, ma anche direttamente accedendo al sito office.com per usare Word Online, Excel Online, PowerPoint Online e OneNote Online, oltre che Outlook.com, Persone, Calendario e OneDrive

Office Online

Office Online

Esempio: lancio di Word Online

Esempio: lancio di Word Online

Molteplici template disponibili in Word Online

Molteplici template disponibili in Word Online

Cliccando poi sulla icona in alto a sinistra, viene visualizzato un menù app switcher in pieno stile METRO, che consente di accedere alle diverse applicazioni di Office Online (compreso Outlook ed i propri Contatti) e al proprio OneDrive.

Menù in stile METRO

Menù in stile METRO

Insomma una valida alternativa a Google Drive (già Google Docs) online … che in più ha ovviamente la piena compatibilità con i formati dell’ultima versione di Office: quante volte, magari su PC datati, non siamo riusciti ad aprire un file Word che ci hanno dato, in quanto salvato in un più recente formato? Con Office Online il problema è risolto!!

Oltre a poter scaricare sul proprio PC il file Office presente online, risulta possibile scegliere se aprirlo con l’applicazione online (es. Word Online) o con quella eventualmente presente localmente sul proprio desktop (es. Word 2013): ogni qual volta si salva il file localmente, avviene la sincronizzazione con la versione online il cui contenuto viene quindi aggiornato e viceversa.

Selezione di quale versione di Word utilizzare

Selezione di quale versione di Word utilizzare

Condivisione tra Word Online e Word Desktop

Condivisione tra Word Online e Word Desktop

Oltre a quella modalità di condivisione del file con altre persone in modo da poterlo modificare a più mani, è possibile attivarne una anche in realtime , magari attivando una videochiamata/chat Skype in contemporanea: in questo caso è necessario tuttavia che tutti utilizzino la versione Online dell’applicazione. Innanzitutto chi ha creato il file, lo condivide con chi desidera.

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Risulta visibile in alto a destra l’elenco delle persone che stanno condividendo ed utilizzando il file, caratterizzata ciascuna da uno specifico colore che viene utilizzato anche per evidenziare i cursori ed il testo da questi inserito.

Lista delle persone che condividono il file

Lista delle persone che condividono il file

Modifica in realtime del testo da parte dell'utente 1 (browser a sinistra)

Modifica in realtime del testo da parte dell’utente 1 (browser a sinistra)

Modifica in realtime del testo da parte dell'utente 2 (browser a destra)

Modifica in realtime del testo da parte dell’utente 2 (browser a destra)

Ovviamente poi si possono infine successivamente modificare le proprietà di condivisione del file (Passa in sola visualizzazione; Interrompi condivisione) qualora non risulti più opportuno condividere l’editing del file con altri.

Modifica dei privilegi di condivisione del file

Modifica dei privilegi di condivisione del file

Mi sembra che non abbia più nulla da invidiare a Google Drive o iWork (servizio di Apple che, per quanto ho sentito dire, è ancora in beta) …
… vale quindi la pena incominciare a provare ed utilizzare sia Office Online sia OneDrive, soprattutto se si utilizzano più PC e/o si possiede uno smartphone Windows Phone!

🙂

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New Windows Phone App Studio Beta: hobbyists, fast prototyping and/or starting project tool?

Few days ago it was relesed a new Windows Phone App Studio Beta a powerful but easy-to-use tool to help developers create content-based apps from end to end, all within a web UI and so without writing a line of code. Sure it is a tool that can be used by hobbyists but it could be useful also for a developer, at least as a start point for a more complex project. In fact, in addition to a redesigned touch-enabled UI, a rebuilt emulator (with dynamic text updates, so you can see your changes on the fly) and new templates,  there are the following new very interesting features introduced in this new beta release:

  • Ability to generate a full Microsoft Visual Studio project containing both a Windows Phone and a Windows 8 version of your app, to make your app available through the Windows Store on Windows 8 and Windows Phone devices.
  • Source code structure based on MVVM, the most used pattern generally used in developing WP8 and Windows 8 apps.

An other very interesting features, may be present also in the previous release, is that there are two data storage options for Collections: Static Resources (data will remain constant and does not depend on an internet connection.; if you change the data in App Studio, your app will not automatically update) and App Studio Data Services (data is stored in App Studio and depends on an internet connection; if you update your data in App Studio, your app will automatically update). This allows you to create live apps that don’t need to be updated when you want to change data that must be marked as dynamic. As well clarified here, once you create a dynamic datasource and your app is built, you only need to add/edit/delete the data from the datacollection without regenerating the app. For example if you use a datacollection to show some pictures, at first you may only have a few and then you can add more to that collection in order to be seen on the app without generating again the whole app. May be there is not a way to refresh the data reload if the app is running, so you need exiting the app completely and re-launching to refresh the data or better … modify by code the application introducing a refresh icon in the toolbar and the proper associated code 😉 ! Therefore a developer could use this tool not only for a fast prototyping but also to implement some starting features of his app and then get its visual studio project in order to add more specific functions, writing the appropriate code … at least this could be in theory! Because I had a nice experience using some web graphical tools to create web sites (see this post), I decided to try this tool that has also the interesting feature to allows the download of the generated code, in order to be possibly modified adding further features/sections. To have a better idea of you can do with App Studio, you can read the how to page, where the base concepts are explained in a way that also a not programmer can understand.

If you need to make changes or try variations on some pages of an app made graphically with that tool, you can do in a snap: however if the downloaded Visual Studio project is modified, it cannot be imported anymore and no changes can be added … so also futher dynamic data cannot be introduced: however, as long as you don’t modify the url of your dynamic datasource in the source code, you can edit the data in App Studio to update it in your app 😉 !

Finally, if you have some new suggestions how to improve this tool, you can add/vote requested features in the feedback page. So let’s start! First go to the main  App Studio page and click on Start new Project  (up right button): it can be convenient, expecially if you are new in Windows Phone development, to read before the how to page. Moreover, to have an idea of the possibilities provided by this tool, you can also download the two tutorial apps (Contoso Ltd and Windows Phone App Studio) and some other apps realized with it and listed here. Then you have to register in this tool and accept the Windows Phone App Studio Agreement. After that you go in the page that will allow you to create a new app possibly starting from one of the provided templates : however, as clearly stated here, you can also decide to “create an empty app, which allows you to build an app from scratch by adding Sections and Data Sources and configuring its content and style using your own creativity“.

Available templates

Available templates

Stay tuned … I’m going to try the tool in the next few days … I hope 😉

 

A useful presentation (in italian) and some examples on Windows Phone App Studio can be found here.

An introduction and analysis of the generated code can be found in the Matteo Pagani‘s blog (for your convenience, you can also download here the word document that contains all the following posts):

 

 

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Operetta: un genere teatrale da conoscere e da rivalutare … che può essere apprezzato anche dai giovani!

Fino a soli 5 mesi fa non avevo mai assistito dal vivo ad uno spettacolo di operetta. A malapena sapevo che era un genere teatrale … pensavo fosse superato completamente da altri più recenti quali il musical e che, diversamente dalla lirica, non fosse più di particolare interesse. Nella mia memoria c’era solo un vago ricordo di alcune operette viste da bambino in TV alla fine degli anni ’60 o primi anni ’70, … insomma quando la RAI proponeva al suo pubblico spettacoli di un certo spessore che forse solo oggi si riescono ad apprezzare pienamente, soprattutto quando paragonati alle demenziali programmazioni attuali dove qualsiasi forma di Cultura è spesso assente (vedi i giochi a quiz in prima serata che hanno sicuramente contribuito a far sì che, ormai da anni, la TV di casa sia usata quasi esclusivamente per vedere dei DVD). Ricordo ad esempio che, pur giovanissimo, avevo saputo apprezzare “La vedova allegra“, trasmessa in più serate se ricordo bene.

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Casualmente qualche mese fa ho avuto la possibilità di fare da comparsa nell’operetta “Il paese dei campanelli” messa in scena al prestigioso teatro Carignano di Torino dalla Compagnia AlfaFollies di Augusto Grilli. Oltre ad avere apprezzato sia la musica sia il divertente testo di quell’operetta (a me precedentemente ignota), quello che mi ha stupito maggiormente è stata la rapidità d’intesa tra chi aveva provato le parti di prosa/ canto, e l’orchestra e le ballerine, … il tutto in due sole sere:  si realizzava sotto i miei occhi increduli quasi una “magia”, resa possibile dalla grande professionalità di tutti. Per me che avevo seguito solo corsi di teatro  “amatoriale”, mi è servito molto seguire soprattutto le prove, con i puntuali interventi di regia di Augusto Grilli, recepiti immediatamente dagli attori: in poche ma intense serate, venivano a comporsi tutti i tasselli dello spettacolo, fino ad avere il puzzle completo, terminato giusto per tempo. Tutte le prove si erano svolte nel Teatro Alfa, sede della Compagnia, ma lo spettacolo si era poi tenuto, come ho già detto, al Teatro Carignano che consta di un palco di dimensioni assai maggiori, e dove si sono montate maestose scenografie che durante le prove erano state sostituite da sedie e tavolini. Anche qui la bacchetta magica: in meno di un’ora dall’inizio dello spettacolo, rivisti tutti i posizionamenti dei personaggi nelle diverse scene, ballerine comprese.

Proprio lo scorso week-end ho avuto nuovamente l’onore di far parte della Compagnia AlfaFollies nell’operetta “La duchessa del bal Tabarin“, anche questa molto divertente e con musiche di inizio secolo molto orecchiabili. Interpretare la parte di Gaston, direttore del bal Tabaren, non mi è stato immediato, non tanto per il testo del copione, che bene o male avevo imparato, quanto per la gestualità, l’intonazione delle frasi, la capacità di costruire un dialogo con un altro attore che rispettasse i tempi opportuni. La tranquillità, la discrezione, l’esperienza e professionalità del regista Augusto Grilli ha sicuramente contribuito a farmi trovare quasi subito a mio agio nel cercare di interpretare, al meglio delle mie capacità, quella parte per me non banale. Sicuramente più “traumatizzanti”, ma ugualmente istruttive, sono stati gli interventi del figlio Marco Grilli, caratterialmente assai diverso dal padre, sebbene anche lui attore di grande spessore, soprattutto come comico e, da quanto ho visto su Internet, come burattinaio. Cosa dire poi di Mariarosa, moglie di Augusto, onnipresente ed attenta a tutto: forse eccessiva nell’imporre regole e comportamenti talvolta a me incomprensibili, ma sicuramente sempre pronta a dare il suo contributo allo spettacolo, a consigliare con competenza, a gratificare quando opportuno e riprendere se il caso. La travolgente simpatia di Marzia (che mi ricorda spesso la Litizzetto) ha contribuito poi a rendere ancora più piacevoli le prove e a mitigare lo stress che inevitabilmente comporta un’esibizione in pubblico! I tre cantanti lirici, non solo con voci stupende ma anche con capacità recitative e comiche, hanno allietato le mie orecchie anche durante le prove serali. L’operetta infatti differisce dal più tradizionale melodramma per l’alternanza sistematica di brani musicali e parti dialogate per cui richiede non solo capacità canore ma anche di recitazione, di comicità e di ballo: insomma un artista davvero completo!

Da Wikipedia leggo:

“… l’operetta è altrettanto vicina al teatro di prosa o al genere del vaudeville, anche se non bisogna dimenticare che, nell’Europa centrale, il teatro d’opera leggero o comico presentava già in precedenza una simile alternanza di canto e recitazione, nei generi dell’opéra-comique e del singspiel. La peculiarità dell’operetta non consiste nella presenza di parti recitate e di trame semplici e inverosimili, né nella sua sfarzosa cornice scenica o nel gusto della parodia; in realtà, ciò che la caratterizza è la vivacità musicale, l’immediata godibilità e, soprattutto, l’aspetto coreografico …”

E anche in questo la Compagnia Alfafollies penso meriti di essere segnalata, con i suoi innumerevoli costumi e coreografie!

Merita vedere il video che ho trovato su youtube e che riporta l’intervista e qualche spezzone di recitazione/canto su Unomattina della RAI: La Compagnia di Operette Alfafolies a Unomattina (25 luglio 2008)

Interessanti poi alcune immagini dell’AlfaTeatro su Flickr.

Vi invito a vedere un loro spettacolo … non mancherà di piacervi e trascorrerete circa 2 ore e mezza con il sorriso sulla bocca! Il teatro Alfa (via Casalborgone, perpendicolare a c.so Casale vicino al ponte sul Po di c.so Regina Margherita) è un piccolo teatro che vale la pena di frequentare essendo la visibilità del palco ottima ovunque uno si sieda, grazie alle sue ridotte dimensioni.

In questo periodo di crisi economica dove le sovvenzioni a favore della Cultura hanno ricevuto drastici tagli e solo le grandi realtà agganciate alla politica riescono ancora a ricevere un qualche sostegno, purtroppo sono proprio queste piccole ma grandi Compagnie professioniste a rischiare di soccombere sotto il peso delle spese dei diritti Siae, gli affitti del teatro e relativi costi di gestione… oltre al capannone dove sono collocate le voluminose scenografie.

Solo la passione di queste persone fino ad oggi ha consentito di non porre un fine a questa realtà culturale che da ben 24 anni è presente a Torino.

Penso che tutta la città e noi cittadini ci perderemmo se venisse a scomparire …

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… problems in upgrading Windows 8 enterprise to 8.1 version?

Last sunday I upgraded my notebook from Windows 8 enterprise (from MSDN) to Windows 8.1 enterprise  (from MSDN).

If you have a PC with a “normal” Windows 8 installed, no problem! You’ll see a new upgrade in the Store and you just need to make a click to install it. You can find here a clear explanation from Microsoft. perhaps it’s better you make a backup of your PC on an external hard disk before making the upgrade, even thought the installation program should create a restore point anyway (I suppose): anyway you can easely creaste your backup using the System Image Backup item on the bottom left of the System and Security/File History of the Control Panel, as shown in the following figure.

Backup function of Windows 8

Backup function of Windows 8

Different if you have a MSDN version of Windows 8 installed. In that case you don’t have an upgrade from the Store but you need to download from MSDN the .iso file of the new release with a new registration code.  In the following you can find some considerations that perhaps could help you!

First of all you need to download the installation file of the same language version, otherwise you won’t find the installation option that allows you to leave all your applications installed, but only the ones to make a completely new installation or only leave your personal files.

For example I had  at the beginning on my PC a Windows 7 in italian, then I upgraded with an MSDN Windows 8 enterprise (I needed to download the italian version) and suddenly changed the language preferenced to English (installing the specific language pack). Now that I upgraded to 8.1, I supposed that I could download the english version, having now my Windows 8 with the english language … but, as I said, in that case there is not the installation option that allows you to mantain the installed applications. So I downloaded the italian version and, as expected, I could choose that first installation option that, I’m sure, you want too!

Windows 8.1 installation options

Windows 8.1 installation options

After the installation, the preference language is again the one of the installation, in my case italian, and I had to install again the english language and set it as the default one for my user, as prompted in the following warning message during the installation: I remind you that in Windows 8, every user of the computer can choose his preferred language, also a different one from any other.

You need to install again the default language if different from the installation one

You need to install again the default language if different from the installation one

At the end you need to insert the activation code, as stated in the right down string on the desktop. You need to click on that warning to go to Control Panel\System and Security\System and insert the key you find in you MSDN subscription. If, as it happened to me, that link let you navigate to the start screen and not to the setting page where you can insert your key … don’t panic! It is sufficient to make a reboot and everything will work fine 🙂

ScreenHunter_05 Oct. 20 10.45

Remind that at the end, if everything is OK, you can delete some files related to the previous Windows 8 installation, going to Control Panel\System and Security\Administrative Tools and running DiskCleanup as administrator.

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How to change the background of a windows folder in Windows 8?

Sometime it can be very useful to change the background of a Windows folder, for example to see white icons like the one generally used for ApplicationBar buttons in WP8 development.
If the default theme is set, the folder looks like as following, where you can badly see the picture of each icon only when the mouse is on it.

Folder containing icons for WP8

Folder containing icons for WP8

Unfortunately it is not possible anymore to write a specific desktop.ini file inside a folder to change its features like its background, as it was possible in Windows XP and Windows 7.

The only way I found is to temporary change the theme for all the windows, choosing a Hight Contrast one, as explained here. Perhaps in a future Windows 8 release a specific way to personalize a single folder will be introduced.
In the meanwhile the result is the following for all folders … so you better have to reset the theme after you choose the appropriate icons!

Folder containing icons for WP8 (Hight Contrast theme)

Folder containing icons for WP8 (Hight Contrast theme)

If your purpose is only to see white icons, you can simply select all the files (cntl + a) in the File Explorer and , more or less, you can distinguish the figures …

simply selecting all the files in the file explorer (cntl + a)

simply selecting all the files in the File Explorer (cntl + a)

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Using SqlLite in Windows Phone 8

Even thought SqlLite is still not very well supported on WP8 compared with SQL CE, it can be convenient to use it expecially if you want to share some DAL code with an other platform like Android or even Windows 8 app. The portability and its semplicity are the main features of SqlLite DB.

First of all you have to choose a convenient program to handle on your PC the data file created by SqlLite. I find SQLiteStudio the more convenient and easy to configure (there is no installer, since all you need to run SQLiteStudio is to download the binary distribution from download page and just run) but in the following you can find some other valid alternatives:

sql workbench - JDBC driver configuration

sql workbench – JDBC driver configuration

To properly configure the solution for Handling a SqlLite DB, There are several blogs that explain it in a very similar way, for example:

What you need is to install SQLite for Windows Phone that install in C:\Program Files (x86)\Microsoft SDKs\Windows Phone\v8.0\ExtensionSDKs\SQLite.WP80\ … a C++ library (sqlite3.dll) that need to have a wrapper to be used in a C# project. So you need to add to your solution a wrapper project and make e refenence to it in your DAL project. There are two possible wrappers available:

  1. sqlite-net-wp8 project (github.com)
  2. sqlite-winrt project (codeplex.com)

The first wrapper library is very simple to use, but it has some limitations: the biggest one is that doesn’t support relationships out of the box.

The second wrapper doesn’t support any LINQ operation but only manual SQL statement: the biggest pro is that you can perform any type of operation, even managing relationships. The biggest cons is that you’ll have to rely on old plain SQL queries to do any operation, even the simplest ones, like creating a table or inserting some data.

For more information to make the right choice for you, se the following posts:

To see the documentation of sqlite-net (very few), go to that wiki.

For a tutorial and a reference on SqlLite you can go here. (* ); remember to put  on the Build tab, Conditional compilation symbols under the General header, SILVERLIGHT;WINDOWS_PHONE;USE_WP8_NATIVE_SQLITE

To handle the GIT repository of sqlite-net and sqlite-net-wp8, you can use Visual Studio Tools for Git or better GitHub

In the following  there are some links where you can find slides and examples how to use SqlLite in WP8:

That’s all for now … I’ll put some code example in the next days … stay tuned 😉

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More useful links for Windows Phone 8 programming!

Many months ago (6 December 2011) I provided in a post a first list of useful links for Windows Phone developing.
In the following you can find some more links that could be useful if you are a WP8 programmer!

I’ll add more links here also in the future … and please suggest me any more 😉 commenting this post!

 

app provides access to Microsoft development resources app provides access to Microsoft development resources

We recently launched

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“Storie di magie, topi e tradimenti” – Teatro Alfa di Torino – 31 maggio 2013

In un post precedente dello scorso anno avevo inserito il link dell’intero spettacolo finale del corso di teatro (II anno) 2012 – Università Popolare di Torino! In questo ho inserito non più il filmato dell’intero successivo spettacolo del 2103, bensì una carrellata delle immagini raccolte prima e durante il medesimo, accompagnate dalle musiche che sono state scelte per accompagnare ciascuno degli sketch.
Questa volta si è trattato di una rappresentazione principalmente comica e non più “seria” come la precedente.

Eccovi quindi il link del un montaggio che ho realizzato: “Storie di Magie, Topi e Tradimenti” …
… la sketch dove c’ero io è al minuto 9:40    😉

 

 

Un grazie ancora a Patrizia Sorini che, oltre ad avere curato la regia, ci ha fatto da insegnante per tutto il corso!!!!

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P.S: magari possono interessarti anche altri post della sezione Teatro del mio blog! 😉

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How to start a turn by turn navigation to a destination from your Windows Phone app

Sometime it is useful to insert in your WP8 app the capability to start a navigation to a destination that can be derived, for example, from the address of a someone/some place or from the geocoordinate of a point in a map.

There are several ways to do that and in this post I’ll try to describe the following ones:

  1. Coding the navigation functions inside your app (RouteQuery class + GeocodeQuery class) .
  2. Using the MapsDirectionsTask  class.
  3. Launching a navigator app with a Launcher that uses a specific navigation Uri.

NOTE – You can find here a PowerPoint presentation related to this post, where I put also a comprehensive introduction to new Geolocation, Maps namespaces and Tasks for Maps.

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1) Coding the navigation functions inside your app.

This can be done mainly using  the GeocodeQuery class (to find a possible list of Geocoordinate  from a descriptive search term like an address, a building name, or any other phrase indicating a place on Earth), the RouteQuery class (to get all the route points to reach the destination [according to the required mode of travel and optimizations]) and then the SpeechSynthesizer class to have a text-to-speech reading of each Route turning point [the list of maneuvers associated with each route RouteLeg of every Route.Legs, that is the property  of the legs associated with the route).
All the three mentioned classes are async ones, in order not to stop the user interaction with the UI; in particular, the first two comes from the new Microsoft.Phone.Maps.Services namespace (where there is also the ReverseGeocodeQuery class [given a location, what do I find there?]).

A code example that implements this kind of solution can be found in the Nokia Developer site among the great numer of examples on WP8, in general, and in particular those related to the new WP8 Maps (Zip archive),  based on Nokia technologies. In that site you can find also some Explore projects where there is one related to Map Explorer.
Here you can download the specific project called Map with directions in Windows Phone 8 and you can find also an explanation of the relevant part of its code. If you see the code, you will notice that most of the work needed to have a basic navigator is already done, even thought the text-to-speech of each instruction should be based on the actual position of the user [using the Geolocator class and in particular its GetGeopositionAsync(TimeSpan, TimeSpan) method and a listener to its PositionChanged event].

In the following you can see some screenshots of the Map with directions in Windows Phone 8 example: in particular, you can see a blu circle for the starting point, a red one for the end point and a green one for the actual Route turning point with the maneuver written below (it is the text read by the SpeechSynthesizer).

wp_ss_20130407_0001    wp_ss_20130407_0002

However if you run that example, you will notice that the user experience is not comparable with that provided with commercial navigators and the synthesized voice, that can be acceptable  for an input request, is not appropriate for giving driving instructions.

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2) Using the MapsDirectionsTask  class.

MapsDirectionsTask is one of the four new Tasks related to Maps in the Microsoft.Phone.Tasks namespace together with:

MapsTask class [launch the Maps application centered at the location specified with the Center property or at the user’s current location if omitted. If SearchTerm is set, locations matching the search term are tagged on the map]

MapDownloaderTask class [allows an application to launch the Maps settings application. Use this to allow users to download map data for offline use]

MapUpdaterTask class [allows an application to launch the Maps settings application. Use this to allow users to update offline map data they have previously downloaded])

In particular, in our case is useful the MapsDirectionsTask  class that is very powerful and allows to launch the Maps application, specifying a starting location or an ending location, or both, for which driving directions are displayed and possibly launch an external navigator app.
Very often the starting position is the user’s current position: in that case the Start property cannot be set because user’s current position is its default value (therefore there is no need to use the Geolocator class and its GetGeopositionAsync(TimeSpan, TimeSpan) method to find out user’s current position, because that Task already does everything for us).

Among the Nokia Developer examples, there is LaunchDirectionsTask (inside a Zip archive) that shows the use of this class. In the following you can see the relevant code that allows to add all the mentioned functionalities, in the case that you have an originMarker MapOverlay as a start point and a destinationMarker one as a destination point:

<br />MapsDirectionsTask mapsDirectionsTask = new MapsDirectionsTask();<br />mapsDirectionsTask.Start = new LabeledMapLocation(OriginTitle.Text, originMarker.GeoCoordinate);<br />mapsDirectionsTask.End = new LabeledMapLocation(DestinationTitle.Text, destinationMarker.GeoCoordinate);<br />mapsDirectionsTask.Show();<br />

In the case you would like do go from your position to a specific geoCoordinate, you only need to write the following code [because (as I already said) the default value of the starting position is the phone’s current position]:

<br />MapsDirectionsTask mapsDirectionsTask = new MapsDirectionsTask();<br />mapsDirectionsTask.End = new LabeledMapLocation("Home", new GeoCoordinate(45.098614934831858, 7.6977774314582348));<br />mapsDirectionsTask.Show();<br />

Moreover, if you have to go to a location that you want to find by name, you can do as follows:

<br />MapsDirectionsTask mapsDirectionsTask = new MapsDirectionsTask();<br />mapsDirectionsTask.End = new LabeledMapLocation("Space Needle", null);<br />mapsDirectionsTask.Show();<br />

Next screenshots show the UI that will be available in your app, writing only that few lines of code! Note that the first time you use the application, there is already the request of user’s consent that must be provided to have the app published in the Store.

Request of user's consent

Request of user’s consent

Getting directions

Getting directions

Directions found (emulator)

Directions found (emulator)

Set directions for pedestrian

Set directions for pedestrian

After click on the map

After click on the map

Toolbar &amp; menu (1)

Toolbar & menu (1)

Toolbar & menu (2)

Toolbar & menu (2)

If you click on “directions” toolbar button (“indicazioni stradali” in italian), you go back to the “Get direction” page, to allow a insert a new destination, and not to a navigation app.
But if you use a real phone and not the emulator, you can see, in the “Direction found” page, a “by car“/”by foot” toolbar button (“In macchina“/”a piedi” in italian) [depending if it was chosen the car or the pedestrian view], that allows the user to launch, just from here, an external navigation app toward the chosen destination.
I really don’t know why “by car” toolbar button is not shown when I use the emulator, perhaps because no navigation apps are installed in it, while in my phone there are two apps that offer that kind of service (remind that Store apps can’t be installed  in the emulator).

The following screenshots shows both the case of car and pedestian selection and the related list of the installed apps that expose the specific protocol.

wp_ss_20130407_0005    wp_ss_20130407_0004 

wp_ss_20130330_0005

If you click on the toolbar button providing navigation feature, all the enable apps installed on your phone are listed allowing you to choose the desired one.
Note that Windows Phone logic is different from the Windows 8 one, where there is the concept of a default app associated to each service.

wp_ss_20130405_0003 wp_ss_20130405_0004 wp_ss_20130405_0005

When the external navigator program is closed, your app comes again in foreground.
Note that, if is your app is registered to run in background (because most if not all the navigator programs do the same and WP8 allows only one app to run in background), the background functions of your app stop until the navigator is closed and your app is again in foreground: once again, when it will go in background (for example because you answer a phone call or you use the browser to search something) the background execution will be activated.

Navigation functions provided by the MapsDirectionsTask are in some way similar to the ones provided by the embedded Bing search  (see next screenshots). In the following you can see some screenshot of the procedure that can be used to start a navigation app from a browser search.
When you go to the local results and click on the desired location, an Info page appears where you can start an external navigator with “drive -use an app” (“percorri – usa un’app” in italian).

However the logic of launching a navigation app from the MapsDirectionTask is different from the one used within the Bing search.
In Bing Search “directions” toolbar button (“indicazioni stradali” in italian) starts the navigation app, while  using MapsDirectionTask the toolbar button of the same name “directions” let the user go back to a previous page for a new input of start – end points, while the launch of a navigator app is done by a different named toolbar button (“by car”) in that previous page.
Moreover in Bing Search, if there is not any app installed able to start a navigation (case you can test using the emulator) clicking “directions” toolbar button let go to the store, showing all the appropriate apps that satisfy that requested protocol, while in the MapsDirectionTask the “byCar” toolbar button is not shown in that case, disabling any way to start a navigator app.
I think that it is not nice to give a different user experience: if you agree you can vote here.

Moreover note that in the italian version there is not the “scout” tollbar button because this service is not (yet) available in my country 😦

wp_ss_20130330_0001  wp_ss_20130330_0002  wp_ss_20130330_0003

after clicking on an item of the list

after clicking on an item of the list

after clicking on a pushpin (ita)

after clicking on a pushpin (ita)

after clicking on a pushpin (eng)

after clicking on a pushpin (eng)

ask for app in the store

ask for app in the store

compatible app list

compatible app list

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3) Launching a navigator app with a Launcher that uses a specific navigation Uri.

Sometime you need to start a professional navigator as soon as possible and the method described before can be useful only when probably it’s enough for the user to have the route shown as a layer on the map and only sometimes he will need to ask for a turn-by-turn navigation.

So if you want to directly lauch an other app that offer a navigation service, an app-to-app communication can be used.
In fact a protocol association allows to automatically launch an app when an other launches a special URI (where the protocol is the first part and the following allows to possibly pass data [ex. myProtocol:ShowSomething?CategoryID=123]).
Like in Windows 8, WP8 uses Launcher.LaunchFileAsync(IStorageFile) to launch a file and Laucher.LaunchUriAsync(URI) to lauch an URI. However Windows 8 has a default store app for a file type or URI, so that one is launched. On the contrary, WP8, if on the phone are installed several Store apps that can handle that particular file or protocol association, the user have to select one from a list.

If you knows the protocol name and the way the possible parameters are passed, you can directly call a specific store app. For example, Nokia Maps can be launched as follows (at least now):

<br /> private async void LaunchNokiaApi() { /*00*/<br />            //http://stackoverflow.com/questions/13387265/launch-nokia-maps-in-windows-phone-8<br />            string launchNokiaMaps = "explore-maps://v1.0/?latlon=45.098541,7.697704&amp;zoom=16";<br />            await Windows.System.Launcher.LaunchUriAsync(new Uri(launchNokiaMaps));<br />        }<br />

However, as stated here,  NOKIA said that  the “explore-maps://v1.0/…” app2app custom protocol is NOT SUPPORTED for 3rd party apps. Therefore they will be potentially breaking it soon and all apps that use it will flat out stop working. They suggest not use the before mentioned protocol in your apps and to use the new MapTasks or “ms-*” app2app custom protocols instead.
I think it’s a pitty that specific app protocols are not supported for 3rd party apps, anyway …

So, there is an MSDN sample, Navigation URI scheme sample, that shows how the use of the navigation protocol and the ms-drive-to and ms-walk-to URI schemes. It shows how you can use the navigation protocol both to write an app that requests driving or walking directions, and to write an other app that provides driving or walking directions.
Note that I had to change the destination coordinates (originally in Seattle) to make the navigator find a road to go there … without taking a airplane 🙂 !

<br />            // Test both navigation Uri schemes.<br />            private const string DRIVING_PROTOCOL = "ms-drive-to";<br />            private const string WALKING_PROTOCOL = "ms-walk-to";<br /><br />            // Use Seattle as the default destination.<br />            private const string DESTINATION_LATITUDE = "45.098614934831858";<br />            private const string DESTINATION_LONGITUDE = "7.6977774314582348";<br />            private const string DESTINATION_NAME = "Casa, TO";<br /><br /> // Single event handler for both driving and walking directions.<br />            private void GetDirections(object sender, EventArgs e) {<br />                string uriProtocol = null;<br />                string uri;<br /><br />                // Driving or walking directions?<br />                string buttonClicked = ((Button)sender).Name;<br />                switch(buttonClicked) {<br />                    case "btnGetDrivingDirections":<br />                        uriProtocol = DRIVING_PROTOCOL;<br />                        break;<br />                    case "btnGetWalkingDirections":<br />                        uriProtocol = WALKING_PROTOCOL;<br />                        break;<br />                    default:<br />                        uriProtocol = DRIVING_PROTOCOL;<br />                        break;<br />                }<br /><br />                // Assemble the Uri for the request.<br />                uri = uriProtocol + ":?" +<br />                    "destination.latitude=" + DESTINATION_LATITUDE + "&amp;" +<br />                    "destination.longitude=" + DESTINATION_LONGITUDE + "&amp;" +<br />                    "destination.name=" + DESTINATION_NAME;<br /><br />                // Display the Uri.<br />                tbShowRequestUri.Text = AppResources.UriDisplayPrefix + ":\n" + uri;<br /><br />                // Make the request.<br />                RequestDirections(uri);<br />            }<br /><br />            async void RequestDirections(string uri) {<br />                try {<br />                    // Make the request.<br />                    var success = await Windows.System.Launcher.LaunchUriAsync(new Uri(uri));<br />                    if(success) {<br />                        // Request succeeded.<br />                    } else {<br />                        // Request failed.<br />                        MessageBox.Show("Request failed");<br />                    }<br />                } catch(Exception ex) {<br />                    MessageBox.Show("Exception: " + ex.Message);<br />                }<br />            }<br />
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How to take a screenshot with Windows Phone 8

Very often it is useful to take some screenshots from your Windows Phone 8, expecially if you are a developer and you need to make a manual of your app or simply some PowerPoint slides.

However also a consumer user can take benefit from this feature if he want to save as a picture, for example, some configuration page settings or some results coming from the browser or an app and possibly send in an email or an MMS.

… and it is very easy!!

As it is clearly written in this tips’ page, you have to navigate to whatever you want to capture a shot of and then press the lock/power and home (Windows) button at the same time.
If you’ve timed it right, you’ll then hear a camera snap and the image will float upwards into the digital ether.

Press the lock/power and home (Windows) button at the same time

Press the lock/power and home (Windows) button at the same time

Then, to find your screenshot, go into ‘photos’ and then ‘albums’. Here you’ll find a ‘screenshots’ sub-folder (‘schermate’, if you set the italian language in the phone).

 'photos' -> 'albums' -> 'screenshots' sub-folder

‘photos’ -> ‘albums’ -> ‘screenshots’ sub-folder

There are some more tips on this and this pages: have a look!

An other way to make a screenshot, however reserved for the developers, is to use one of the emulator capabilities as shown in thew following figure.

Screenshot using the emulator

Screenshot using the emulator

That’s all folks!

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Come scaricare il CUD dal sito dell’INPS

Avrete sicuramente anche voi qualche persona anziana in pensione che si sta scompensando in quanto non ha ricevuto il CUD e non sa come fare per averlo.
Avendo un computer e un qualche parente abituato a navigare su Internet, dovrebbe essere facile accedendo al sito dell’INPS … in quel sito stesso, accanto al logo, c’è scritto in alto a sinistra “INPS facile“!!

Vi dico subito che, come spesso accade purtroppo nei siti istituzionali, le procedure da usare e la facilità di trovare la pagina di interesse non seguono proprio i canoni di usabilità consoni ad un portale di servizi al cittadino!

Spero comunque che le indicazioni seguenti possano servirti per raggiungere in tempi brevi l’obiettivo … e soprattutto senza arrabbiarti 😉

1) Innanzitutto devi essere in possesso del PIN personale per poter accedere all’area protetta del sito dell’INPS. Si tratta di un PIN associato a ciascuna persona che consente alla stessa di accedere alla sezione del sito dell’INPS relativa ai suoi dati, compreso quelli del CUD: perciò la richiesta deve essere fatta dalla persona interessata, vale a dire nel caso specifico dal pensionato. Se non è ancora in possesso del PIN può richiederlo:

  • Direttamente online sul sito istituzionale – sezione Servizi/PIN online;
  • Tramite Contact Center al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da cellulare (a pagamento secondo il proprio gestore telefonico); contattando quei numeri, puoi eventualmente anche richiedere l’invio cartaceo del CUD.
  • Presso le Agenzie territoriali dell’Inps.

Se per caso poi (ma non penso sia usuale!) l’interessato fosse in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata CEC-PAC, noto all’Istituto (cioè inserito nella sezione del proprio profilo, click in alto a destra sul proprio nome), il CUD gli verrà recapitato alla corrispondente casella PEC.

Una volta inoltrata la richiesta per ricevere il PIN, la prima parte verrà inviata subito via SMS al numero di cellulare indicato nella richiesta, mentre la seconda parte giungerà su carta per posta al domicilio del pensionato.
Insieme al codice fiscale, utilizzato come username, quel PIN ti consentirà di accedere SOLO la prima volta all’area personale dell’INPS … subito infatti ti verrà chiesto di cambiarlo con uno nuovo, che ovviamente dovrai ricordarti di segnarti accuratamente (magari sullo stesso foglio dove era stampato il precedente): la durata del nuovo PIN è comunque di qualche mese, per cui molto probabilmente sarai obbligato a cambiarlo altre volte in futuro!

2) Una volta in possesso del PIN, accedi al sito www.inps.it .
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P.S. 2020 Per fortuna hanno cambiato l’interfaccia utente del portale per cui ora risulta più agevole scaricare il proprio CUD dalla propria area privata. Riporto alcuni screenshot del nuovo portale.

Vedi Come recuperare il CUD dal sito INPS (aggiornamento 2020)

 

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Subito ti salterà agli occhi una immagine con scritto CUD 2013 e sicuramente cercherai di cliccarci sopra pensando così di accedere direttamente alla sezione di tuo interesse (e penso di interesse, almeno in questo periodo, altri milioni di Cittadini!). Ma peccato!! … non succederà nulla in quanto ti accorgerai che si tratta  solo un’immagine priva di un link associato (almeno lo è in data odierna … spero migliorino l’interfaccia al più presto!).

Homepage del sito dell'INPS

Homepage del sito dell’INPS

Se clicchi sulla scritta Servizi Online, subito sopra la figura del CUD, accedi alla sezione seguente, che non sembra molto esplicativa almeno per l’obiettivo di scaricare il CUD!

Servizi Online

Servizi Online

Rimani invece nella pagina precedente, homepage del sito, e premi Servizi al cittadino, presente subito sotto alla figura del CUD.
Ti verrà allora richiesto di inserire codice fiscale e PIN (ricordati che è composto da lettere maiuscole e non confondere gli zeri con la lettera “O”: per non sbagliare probabilmente ti conviene scrivere su un file di testo sia il codice fiscale sia il PIN per poi inserirli nel form del sito con un copia-incolla [ctrl+C  ctrl+V]).

Autenticazione mediante codice fiscale e PIN

Autenticazione mediante codice fiscale e PIN

Accedi quindi alla pagina seguente che mostra un elenco di servizi … ovviamente non compare direttamente una voce con la scritta CUD per agevolarti nella scelta  … nemmeno tra parentesi, come esempio di contenuto del link!!

Servizi per il cittadino

Servizi per il cittadino

Se  poi per caso, nei tuoi pellegrinaggi nel sito, raggiungerai la pagina seguente (che indica come percorso il medesimo della pagina mostrata nella figura precedente, vale a dire HOME > SERVIZI > SERVIZI PER IL CITTADINO), sei nella pagina sbagliata: mi chiedo come si possano avere in un sito due pagine che mostrino lo stesso percorso di navigazione, pur essendo differenti!!!

Servizi per il cittadino????

Servizi per il cittadino????

La voce che devi scegliere è “Fascicolo previdenziale per il cittadino” (chi l’avrebbe mai detto!!) da cui si arriva ad una nuova pagina in cui sono presenti i propri dati anagrafici ed un nuovo menù sulla sinistra: inutile dirti che anche in questo menù non trovi alcuna indicazione che aiuti il cittadino a scegliere la voce appropriata per accedere al CUD!!

Servizio "Fascicolo previdenziale per il cittadino"

Servizio “Fascicolo previdenziale per il cittadino”

Se ora selezioni la voce di menù Modelli (anche qui mi viene da esclamare: chi l’avrebbe mai detto!) vedrai comparire finalmente la voce CUD Unificato dal 2013. Quella voce del sottomenu ti porterà ad una pagina dove devi cliccare sull’anno 2013 (attualmente l’unico presente) … ed ecco scaricarsi, senza troppa fretta, il CUD che puoi salvare/stampare il CUD agendo sulle apposite icone sovrastanti.

Vi chiederete come ho fatto a “scoprire” il percorso per giungere al CUD: molta costanza e qualche ricerca con Google che mi ha portato direttamente alla seguente pagina del sito dell’INPS che fornisce effettivamente istruzioni precise … peccato che non sia così immediato accedere a quella pagina dalla homepage del sito dell’INPS!

Speriamo che i siti rivolti alla cittadinanza vengano migliorati tenendo conto della loro usabilità … inutile fornire tanti servizi se poi risultano introvabili ed inutilizzabili dalla maggior parte dei Cittadini.

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Modalità alternative per ottenere il CUD in formato cartaceo:

  • Tramite Contact Center al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero      06164164 da cellulare, a pagamento secondo il proprio gestore telefonico
  • Sportelli veloci delle  Agenzie dell’Istituto
    In tutte le strutture territoriali dell’Inps – comprese quelle ex Inpdap ed ex Enpals – durante il primo trimestre dell’anno, almeno uno sportello veloce verrà dedicato al rilascio del CUD cartaceo indipendentemente dalla gestione previdenziale.
  • Postazioni Informatiche self service
    Gli utenti in possesso del PIN potranno stampare i certificati reddituali utilizzando le postazioni self service, istituite presso tutte le strutture territoriali, ricorrendo – se necessario – al personale di supporto.
  • Posta elettronica
    Tutti i cittadini possono ottenere gratuitamente l’attribuzione di una casella di posta certificata attraverso i servizi disponibili sul sito www.postacertificata.gov.it.

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“Past Special -> Paste XML as Classes” feature is not available in Visual Studio 2012 if the project target is Windows Phone 7.1 (but it is present if the target is WP8)!!

I have Visual Studio Ultimate 2012 and now I was looking for the “Past Special -> Paste XML as Classes” feature allowing me to copy a XML and paste it as a serializable type.

However, even though I found several link talking about that feature (ex. here it says also of the other feature Past Special ->Paste JSON as Classes), I cannot see that item in the EDIT menù!! After the voice “Cycled Clipboard Ring” there is the “Delete” one and “Past Special” is missing. I was wondering if I need to enable something or to be in a project of a particular type (I was in a project with target Windows Phone 7.1).

In the past I used a similar feature as an Add-in coming from the WCF REST Starter Kit but even following again the instructions I followed for the past VS version (http://social.msdn.microsoft.com/Forums/en/wcf/thread/cc5843cb-9283-4789-9043-365e5a8d4beb) I cannot succede to make appear the menu voice “Paste Xml As Type” (that was the name) in VS2012.

The trick, or better work around, is to use a project targeted Windows Phone 8 and then copy the generated file in your Windows Phone 7.1 project. In fact, at least for the time being, for a possible bug of VS2012, the “Past Special” feature is missing if the project target is Windows Phone 7.1 but it is available it is Windows Phone 8!!

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12/4/2013 Note: this bug will not be fixed

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Come aggiornare il tuo LG Optimus 7 (LG-E900) alla versione Windows Phone 7.8

Già da inizio febbraio giravano voci della presenza dell’aggiornamento alla 7.8 anche per il “glorioso” LG Optimus 7 (LG-E900).

Da tempo ho già ricevuto notifica dell’aggiornamento sull’HTC HD7 … nulla a tutt’oggi per l’LG!
Sono quindi ricorso quindi al consolidato “metodo della disconnessione”, già utilizzato altre volte al tempo dell’aggiornamento a Mango, che di fatto forza la ricezione della notifica sullo smartphone.

Per chi volesse accelerare i tempi per avere il proprio terminale Windows Phone 7.5 aggiornato alla versione 7.8, se non ha ancora ricevuto alcuna notifica da Zune, può procedere come segue:

  • Connettere il PC a Internet tramite Wi-Fi o cavo Ethernet
  • Collegare al PC il telefono con disattivati sia il Wi-Fi sia la connessione dati. Viene lanciato automaticamente il programma Zune sul PC (PS: aggiornarlo qualora non sia l’ultima versione rilasciata)
  • Iniziare la ricerca dell’aggiornamento dal software Zune (scheda Telefono > Impostazioni > Aggiornamento)
  • Prendere i tempi con cui viene fornita la risposta dal server Microsoft [“Your phone is up to date. Current phone sw version is: …”  (generalmente 3 – 5 secondi)]
  • Effettuare nuovamente la ricerca dell’aggiornamento dal software Zune avendo l’accortezza di disconnettere il PC da Internet (disabilitando il Wi-Fi o scollegando il cavo Ethernet) un secondo prima del tempo precedentemente calcolato.
  • Se viene fornita la solita risposta (“Your phone is up to date. Current phone sw version is: …“) riprovare, staccando la connessione rete un po’ prima o ricalcolando i tempi di risposta. Se non viene risposto nulla, aspettare qualche secondo (15 al max) … Zune Desktop dovrebbe notificare la presenza dell’aggiornamento. Se invece non trova nulla, ripetere la procedura sconnettendo un po’ dopo la connessine di rete. Si tratta di una procedura empirica che può richiedere diversi tentativi affinché vada a buon fine!
  • Quando Zune (e anche sul telefono) viene notificata la presenza di un aggiornamento, ricordarsi di riconnettersi a Internet prima di dare l’assenso alla sua installazione cliccando su “Aggiorna ora“: diversamente l’aggiornamento ovviamente fallisce per mancanza della connessione al server remoto e si dovrà ripartire da capo 😦

Questa procedura serve ad installare un solo aggiornamento per volta e quindi dovrà essere ripetuta per ogni singolo update eventualmente disponibile: nel caso specifico di passaggio dalla versione 7.5 alla 7.8 sono stati necessari 3 aggiornamenti, di cui solo l’ultimo relativo al cambiamento dell’interfaccia con le nuove tile caratteristiche di Windows Phone 8.

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How to make your old Epson Perfection 1200U scanner works in Windows 8 (64 bit version)

It is always the same! When you have a device 10 years old (or even less) you can’t find any support from the producer when a new operative system is available!!! … even if it is a scanner that works very well and that you used not so much!

For example I have an Epson Perfection 1200U scanner: Epson site provide a driver only till  Windows XP!!! In the past I succeeded to make it works with Windows 7, downloading a 64 bit version of the driver provided somewhere on the network … perhaps from here.

However now that I upgraded my PC to Windows 8, during the installation of that OS it was said that the installed Epson driver was not compatible … perhaps because it is not signed. In fact when I tried to use it, it doesn’t work anymore as you can see:

Errors running the Epson driver in Windows 8

Errors running the Epson driver in Windows 8

1 2

After reading some posts online, especially this one, I realized that perhaps I could try to use a driver for the more recent scanner Epson Perfection 2400 (64 bit version) that can be found searching for epson12180.zip  in the Epson site. Anyway if you do not find it, I put here the one I found that is signed and therefore is OK for Windows 8 too!

First you have to install it. Then you must open Control Panel and go to the Device Manager, find the scanner Perfection 1200 and update its driver by selecting the 2400 one (you just installed) from “let me pick from a list of drivers on my computer“.

Select Properties from the Perfection 1200 device (imaging devices)

Select Properties from the Perfection 1200 device (imaging devices)

Again select Properties

Again select Properties

scanner5

Select the Driver tab and push Update Driver button

Select the Driver tab and push Update Driver button

Choose "Browse my computer for driver ..."

Choose “Browse my computer for driver …”

Choose "Let me pick from a list of device driver ..."

Choose “Let me pick from a list of device driver …”

Uncheck "Show compatible hw" and select "Epson Perfection 2400"

Uncheck “Show compatible hw” and select “Epson Perfection 2400”

Photoshop now believes to have a scanner 2400 in line …  but it’s work!

In Photoshop select Epson Perfection 2400 driver (even if the 1connected scanner is 1200)

In Photoshop select Epson Perfection 2400 driver (even if the 1connected scanner is 1200)

ScreenHunter_13 Mar. 02 18.59

That’s all folks!

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Windows 8 Tip & Tricks – Alcuni consigli per incominciare ad utilizzare il nuovo sistema operativo Microsoft

Ho installato da poco più di una settimana Windows 8 enterprise sul mio PC, … d’altra parte è uno dei prerequisiti per poter installare Visual Studio 2012 ed in generale per sviluppare programmi per sia Windows 8 sia Windows Phone 8. Se devi sviluppare su Windows Phone 8 DEVI avere la versione Professional o Enterprise in quanto l’emulatore necessita di Hyper V, girando in una macchina virtuale. Per verificare se il tuo PC supporta Hyper V puoi trovare come fare qui e/o qui: sostanzialmente si deve lanciare il tool Coreinfo v3.2 con l’opzione -v [Dump only virtualization-related features including support for second level address translation. (requires administrative rights on Intel systems)].
Se poi hai necessità di accedere alle informazioni del BIOS per eventualmente modificarle e non conosci la sequenza di tasti da usare per attivare tale funzionalità, puoi andare qui [ad esempio, per il mio Toshiba Tecra la sequenza da usare al reboot è:  ESC then F1 or F2]

In verità ho effettuato l’upgrade da Windows 7 in quanto non avevo voglia di reinstallarmi molti dei programmi! Fai attenzione che, se desideri effettuare l’upgrade, devi utilizzare il programma di installazione della stessa lingua specifica della versione di Windows 7 attualmente installata sul tuo PC: per cui se hai Win7 in italiano, dovrai utilizzare necessariamente un dischetto di installazione di Win8 in italiano. Se poi vorrai, una volta installato Windows 8 ti sarà possibile agevolmente cambiare  lingua al sistema operativo stesso o i metodi di input della tastiera: qui trovi spiegato come fare (ovviamente nel nostro caso non si desidera passare da versione inglese a quella italiano come mostrato nell’esempio del link, ma viceversa; nota che deve esserci una connessione Internet perché il cambiamento della lingua comporta che il sistema scarichi ed installi l’aggiornamento opportuno relativo al Language Pack della nuova lingua desiderata). Io ho seguito quella procedura in quanto il mio PC originariamente aveva preinstallato Win7 in italiano e desideravo invece averlo con Win8 in inglese in quanto, se uno conosce quella lingua, sicuramente conviene avere sia il sistema operativo sia i programmi (soprattutto gli ambienti di sviluppo) in inglese … anche solo per il fatto che se si cerca un aiuto online è molto probabile che venga fatto riferimento a termini dell’interfaccia inglese essendo la più diffusa a livello globale. Devo dire che mi ha sorpreso constatare come in pochissimi minuti l’intera UI si sia modificata in base alla nuova lingua da me scelta!
Qualora abbia anche tu effettuato l’upgrade da una versione precedente di Windows, ricordati (magari dopo qualche settimana per verificare che non ci siano problemi da indurti a fare un downgrade) di eliminare la directory di salvataggio che automaticamente viene creata durante l’installazione che occupa inutilmente diversi GB (a me circa 10GB ma potrebbero essere anche molti di più). … ma per il momento magari salta la procedura descritta nel seguito ricordandoti comunque di riprenderla successivamente quando ti sarai impratichito meglio del sistema operativo.

Se si va a vedere il contenuto del disco C dopo aver effettuato un upgrade, si nota la presenza di una cartella Windows.old che contiene appunto il salvataggio di parte del sistema operativo precedente … che è inutile mantenere in eterno se tutto funziona correttamente come dovrebbe! Vediamo allora come cancellarla:

Cartella c:\Windows.old

Cartella c:\Windows.old

Tuttavia se si cerca di cancellarla compare un avvertimento che notifica che non ne abbiano i privilegi per farlo:

win-old-nope

Il metodo corretto è invece quello di ricorrere alla utility di Disk Cleanup (Pulizia disco, in italiano) che ovviamente ancora esiste anche in Windows 8 e che comunque converrà utilizzare anche successivamente per liberare inutile occupazione di memoria, così come l’utility di deframmentazione dei file (Optimize drives) che comunque in genere viene lanciata periodicamente secondo la schedulazione impostata (per default ogni settimana, ma si può eventualmente cambiare richiedendola, in alternativa, giornalmente o mensilmente). Come sempre, il metodo più veloce per lanciare quella utility è quella di effettuare una ricerca (tra i Settings /Impostazioni) con il Search /Cerca) del menù a scomparsa sul lato destra dello schermo quando ci si trova sul desktop: in alternativa si può andare in Control Panel -> Administrative tools .
Nota che per poter richiedere di poter cancellare le precedenti installazioni di Windows, è necessario operare da amministratore sul pulsante Cleanup System Files:

win-old-dc            win-old-dc2

Sempre nel caso di upgrade, ti consiglio di andare a vedere nel sito del produttore del tuo PC se fornisce un qualche pacchetto per aggiornare i SW/driver generalmente forniti con il PC. Ad esempio, dopo avere effettuato l’installazione di Windows 8, essendo il mio PC un Toshiba, ho trovato nel loro sito qui le istruzioni per aggiornare il loro SW con il pacchetto “Toshiba upgrade assistant for Windows 8” scaricabile da qui.

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Nel seguito fornirò alcuni consigli che possono forse tornare utili a qualcuno per accelerare un agevole utilizzo del nuovo SO di Microsoft, pensato soprattutto per supportare i nuovi PC e tablet con touchscreen, ma comunque utilizzabile proficuamente anche su un PC tradizionale. In fondo troverete anche alcuni suggerimenti per effettuare alcune personalizzazioni, utilizzando semplicemente funzionalità presenti nel sistema operativo stesso che possono risultare utili, soprattutto per chi desidera mantenere, almeno come alternativa, una modalità di interazione simile a quella che c’era nella versione precedente: magari alcune di queste personalizzazioni possono risultare utili solo inizialmente, quando non si sono esplorate ancora tutte le innumerevoli modalità di interazione ora proposte e caldamente suggerite da Microsoft, … poi si possono semmai eventualmente eliminare … ma per intanto rendono meno traumatico il passaggio e consentono comunque ad un veterano del PC di non sentirsi un novizio incapace di interagire e configurare come vorrebbe tutte le funzionalità! Innanzitutto, se decidi di fare un upgrade e non reinstallare tutto, ti conviene ovviamente disinstallare da Control Panel tutti i programmi che hai e che non pensi più di usare (sono sicuro che ce ne sono!). Per decidere poi se è opportuno disinstallarne anche degli altri (e comunque per essere sicuro di non avere brutte sorprese), ti conviene anche far girare preventivamente l’applicazione Windows8-UpgradeAssistant.exe per verificare sia la compatibilità del tuo PC con Windows 8 (se è un PC recente è molto probabile, … sicuramente se ha un Intel Core i5 o i7) sia se tutti i programmi installati ora su Windows 7 possono continuare a funzionare.  Can my PC run Windows 8? è il link dove puoi scaricare questo tool. Se dalla sua analisi vengono identificate applicazioni non compatibili o che richiedono comunque una reinstallazione da zero nel nuovo SO, ti conviene disinstallarle avendo cura di segnarti da parte per ciascuno l’eventuale serial number (visibile generalmente nella voce di menù “Info” del programma stesso): di solito si ritrova l’iso o il CD del programma ma non il serial number!! Potrai così reinstallare successivamente almeno quelli compatibili ma che comunque richiedono una reinstallazione. Nel mio caso specifico, ho trovato solo Daemon Tools non compatibile e Pinnacle Studio che richiedeva una reinstallazione: del primo ho poi successivamente scaricato l’ultima versione che funziona anche con Win8. Ho provato a non disinstallare quello indicato come compatibile ma che richiedeva una reinstallazione (cioè Pinnacle Studio), ma poi, una volta presente Win8, ho comunque dovuto constatare che è necessario proprio effettuare una disinstallazione del programma e una successivamente reinstallazione, … non basta rieseguire semplicemente il setup di installazione! Anche per uno come me che utilizza da tempo i sistemi operativi Windows ed anche ultimamente Windows Phone sul cellulare, il primo impatto con Windows 8 non è avvenuto senza piccoli traumi. Si tratta solo dei primi minuti … poi ci si abitua e si scopre come effettuare diversamente le operazioni che ad occhi chiusi si facevano con Windows 7. Tutte le nuove funzionalità le scopri comunque, più o meno agevolmente, anche senza leggere nessun manuale e, come al solito, provando semplicemente a muovere il mouse (anche esternamente alla zona visibile dello schermo) e cliccando con i tasti sinistro e destro: si scopre così la presenza di diversi menù a scomparsa, spesso contestuali alla pagina visualizzata o alla zona dove si è cliccato. Come sicuramente saprai, ci sono due modalità UI di interazione: una più orientata ad un utilizzo con schermo touch che fa uso di uno stile METRO appunto studiato in modo da rendere agevole l’interazione con le dita; una seconda, più tradizionale, molto simile (almeno a prima vista) a quella di Windows 7. Quello a cui ci si deve subito abituare è la presenza di finestre a scomparsa, rese visibili spostando il mouse sui vertici dello schermo ed eventualmente dal vertice in alto a sinistra e poi spostandolo in basso per far comparire una sezione sul lato sinistro dello schermo che permette di selezionare la finestra desiderata o effettuare la sua chiusura. Spesso risulta conveniente, in questa prima fase di “esplorazione” di queste due nuove interfacce utente, provare ad utilizzare anche il tasto destro del mouse (che corrisponde, ho letto, a scorrere il dito verso il basso su uno schermo touch) che in genere apre menù a tendina contestuali o barre a scomparsa ai lati dello schermo, anch’essi contestuali al programma/pagina attualmente attivo. Ad esempio, quando si è dentro l’app Internet Explorer nella sua versione METRO, premendo il tasto destro compaiono due barre a scomparsa (una barra sopra che consente di aprire una nuova scheda, passare ad un’altra o chiuderne una; una barra sotto che consente di scriver un URL, scegliendola eventualmente tra Frequenti o Favoriti [resi entrambi visibili nel momento in cui si clicca dentro il controllo URL di input]). Quando si è dentro, ad esempio, all’app Internet Explorer, se ad esempio si sposta il mouse sull’estremità in alto dello schermo si nota che l’icona del mouse cambia mostrando una manina, ad indicare la possibilità di effettuare ora una particolare operazione: se intatti si preme il tasto sinistro del mouse e, tenendolo premuto, si sposta il mouse verso il basso, si nota che la finestra della app diminuisce di grandezza e, se si prosegue nel trascinare il mouse verso il basso fin oltre la base dello schermo, quella stessa finestra viene trascinata via ad indicare la chiusura dell’app. Abbiamo così trovato il modo più veloce per chiudere una app, forse non agevole da scoprire ma assai pratico e facile da realizzare una volta “scoperto“! Si noti che tutte le voci di scelta, anche quelle delle app (es. Internet Explorer presente nella pagina di Start) sono realizzate sempre con lo stile METRO, che impone semplicità grafica e comprensione immediata della funzionalità, comunque espressa anche a parole immediatamente sotto l’icona (come avviene anche su Windows Phone, solo che in quel caso, per motivi di spazio, compare inizialmente solo l’icona e la scritta che esplicita a parole la sua funzionalità, compare solo se si premono i tre punti a destra “…”). Analogamente, quando ci si trova nella finestra di Start (realizzata in stile METRO), cliccando con il tasto destro su una tile (così si chiama ciascuna “mattonella” relativa ad un programma) questa viene selezionata e compare in basso una barra che consente alcune operazioni su essa e sul programma a cui è associata (es. dimensionare la tile, disinstallare l’app o rimuovere da Start il riferimento ad essa): per fare scomparire quella barra è necessario effettuare una delle operazioni proposte o cliccare nuovamente sulla tile. Interessante è inoltre la presenza in questa barra di una icona a destra relativa a “Tutte le app” che, come la dicitura stessa fa presupporre, consente di vedere tutte le applicazioni (sia quelle scaricate dallo Store sia quelle installate in modo tradizionale ), queste ultime suddivise in sezioni, ad esempio la marca del prodotto. Se poi si preme con il tasto destro in una zona qualsiasi dove non ci sono tile, quella barra in basso compare con solo questa iconaTutte le app. Purtroppo questa visione di tutte le applicazioni presenti sul nostro PC non è attualmente strutturata ad albero in modo da consentirne una più agevole visione di insieme: personalmente penso che una struttura tipo LongListSelector (o similare) sarebbe più indicata, soprattutto quando il numero di applicazioni presenti incomincia a crescere! Vedremo se nei prossimi aggiornamenti di Win8 ci saranno miglioramenti anche in questo senso! Il modo migliore per trovare un’applicazione è quello di ricercarla: quando ci si trova, ad esempio, nella finestra Start o sul desktop, andando con il mouse sul vertice destro in alto, compare il menù a scomparsa sul lato destro dello schermo. La voce “Ricerca“, rappresentata da una lente di ingrandimento, consente di effettuare una ricerca su sia applicazioni sia impostazioni sia file. Ad esempio, lasciando selezionato App e ricercando Word, vengono subito trovate le applicazioni installate corrispondenti, nel mio caso Microsoft Word e WordPad. Se invece si seleziona Ricerca -> Impostazioni, si può ricercare, ad esempio, tutto ciò che è relativo alle impostazioni dello “schermo” (effettuando la ricerca su “schermo” o “screen“). Analogo discorso se si seleziona  Ricerca -> File: se, come probabile, il file da te cercato non viene trovato, questo è dovuto al fatto che la directory in cui è presente non è stata indicata tra quelle da indicizzare. Per default non sono indicizzate neppure le directory  c:\Program Files (x86) and  c:\Program Files. Perciò, se ad esempio uno mette tutti i propri file di lavoro internamente ad  una directory (es. C:\Dati) e si desidera che i file in questa contenuti possano essere trovati con il Search, è necessario indicare a Windows di indicizzare anche quella directory. Per farlo basta andare (menù a scomparsa a destra) su Impostazioni -> Pannello di Controllo, scrivere nel campo di input in alto a destra (“cerca in pannello di controllo“) il termine “indicizzazione” o “indexing” da cui si trova il link a “Opzioni di indicizzazione”: cliccandolo, si apre la finestra che mostra le cartelle attualmente indicizzate, con la possibilità di aggiungerne di nuove con il tasto “Modifica” (nel mio caso specifico, la directory C:\Dati comprese tutte le sue sottodirectory). Ho letto che potrebbe essere utile anche premere il tasto “Avanzate” e quindi il tab “Tipi di file” per selezionare eventualmente particolari estensioni ed impostate “Indicizza le proprietà ed il contenuto del file“. Sempre in quella finestra esiste comunque in basso un link “Funzione dell’indicizzazione nelle ricerche” che conduce ad una pagina di help assai completa. Tieni comunque conto che la indicizzazione ci può mettere anche diversi minuti se i file sono molti per cui la ricerca potrà avvenire con successo solo successivamente a questo processo iniziale. Per passare alla visione desktop tradizionale, che consente un’agevole interazione principalmente con il mouse e non con le dita sul touchscreen, è sufficiente premere il tile “Desktop” o, se lo si è già attivato precedentemente, andare sul vertice in alto a sinistra (che mostra l’app precedentemente attivata) ed eventualmente scorrere in basso se sono state attivati più programmi ed il desktop non risulta essere quello immediatamente più recente). … o premere semplicemente il tasto Esc (in genere in alto a sinistra sulla tastiere).
Ecco infine alcune possibili personalizzazioni che possono essere fatte e che ho trovato su Internet e che considero utili. Innanzitutto considera gli shortcut che esistono utilizzando il tasto Windows (quello con disegnata la bandierina di Windows generalmente collocato tra i tasti FN e ALT) che usato singolarmente consente di passare dalla UI METRO a quella Desktop, ma se combinato con un altro tasto consente di accedere a diverse funzionalità: la shortcut padre è comunque Win + X che consente di mostrare un menù assai interessante da cui è possibile ad esempio aprire il Prompt di comandi,  l’Esplora file, l’Esegui, la Gestione del computer … Poi esistono per ciascuna di quelle voci le rispettive shortcut quale, ad esempio, Win + R per aprire l’Esegui, Win +F per la ricerca su file, Win + W per la ricerca su Impostazioni, Win +D si accede al desktop “pulito” cioè senza finestre aperte (analogamente a far click sull’estremità destra della toolbar, funzionalità presente già anche in Windows 7) …

Menù che compare premendo Win + X

Menù che compare premendo Win + X

Se il PC lo si usa abitualmente, conviene impostare da Control Panel che alla pressione del tasto di accensione/spegnimento in realtà si effettui una sospensione e non uno shoutdown, in modo da accelerare il successivo riavvio. Infatti questa è la modalità di default per cui è pensato Windows 8.

Impostazioni di spegnimento

Impostazioni di spegnimento

Un altro consiglio è di attivare nello Start, per gli utenti amministratori (es. Administrator), le tile relative all’amministrazione (menù sx a scomparsa, Settings -> Tiles -> Show administrative tools = ON) in modo da avere un accesso agevole anche dalla finestra di Start.

Tiles relative all'amministrazione

Tiles relative all’amministrazione

Per gestire poi il proprio account, sloggarsi o cambiare utente, è sufficiente operare nel menù che si apre cliccando  sul proprio nomeutente,  mostrato nella finestra di Start in alto a destra, insieme alla propria icona, qualora impostata.

Menù di gestione del login

Menù di gestione del login

Infine può essere utile vedere alcuni brevi ed esplicativi video tutorial presenti nel sito di Microsoft.
Puoi comunque essere sempre utile cercare nella Guida/Help relativa a Windows (per il sistema operativo in generale o per specifiche app) che può essere aperta in uno dei seguenti modi:

  • Sul desktop, puoi cercare la Guida relativa all’uso di Windows. Apri l’Accesso alla ricerca, immetti “Help and support” (o anche solo “Help“) [oppure “Guida e supporto tecnico” (o anche solo “Guida“) se si ha la versione in italiano del SO] per ricercarla, quindi tocca o fai clic su Guida e supporto tecnico.
  • Nella schermata Start puoi cercare la Guida per riorganizzare e aggiungere elementi all’interno della schermata. Apri l’Impostazioni/Settings, quindi tocca o fai clic su Guida/Help.
  • All’interno di un’app puoi scoprire come usarla e personalizzarla. Apri l’Impostazioni/Settings, quindi tocca o fai clic su Guida/Help. In alcune app, queste informazioni potrebbero essere situate altrove.

============================================================== A) Aggiungere un pulsante Programmi nella taskbar che mostri tutti i programmi installati (How to Add an All Programs Button to the Windows 8 Taskbar) Sconsiglio anzitutto di installare una delle diverse applicazioni che fanno comparire nella taskbar a sinistra uno Start più o meno analogo a quello che esisteva in Windows 7 (es. ClassicShellSetup_3_6_5.exe): io ci ho provato e le ho quasi subito disinstallate sia perché mi davano problemi di lentezza sia perché è comunque sempre un’applicazione attiva che non risulta sicuramente indispensabile! Molto meglio usare i mezzi messi direttamente a disposizione dalla nuova interfaccia utente o al limite creare una nuova toolbar come descritto nel seguito. Programs Button

  1. Naviga sul desktop se non ci sei già.
  2. Premi con il tasto desto sulla Taskbar presente in basso, in modo da aprire il menù apposito.
  3. Selezionare Toolbars per visualizzare i sottomenù associati.
  4. Click su New toolbar.
  5. Scrivi o effettua un copy/past della seguente stringa: “%ProgramData%\Microsoft\Windows\Start Menu\Programs” (escludendo i doppi apici) nel campo Folder presente in basso alla finestra New Toolbar e premi Select Folder.
    A questo punto comparirà nella parte destra della Taskbar il pulsante “>>” premendo il quale si avrà un accesso diretto alla lista di tutti i programmi installati.

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B) Avere un pulsante nella finestra di Start e/o nella toolbar per spegnere o riavviare il PC  (How to Shut Down Windows 8 In Just One Click) Per effettuare lo shutdown in Win8 è necessario effettuare diversi click, soprattutto se ci si trova nella schermata di Start: è necessario aprire il menù a destra, premere Settings e quindi Shutdown o Restart.
Questa non immediatezza nell’effettuare lo shoutdown/restart è comunque giustificata in quanto la “normale” operazione da compiere quando si termina il lavoro sul PC, è quella di effettuare la sospensione e questa si può impostare che avvenga automaticamente alla pressione del tasto di accensione/spegnimento o addirittura richiudendo lo schermo del PC.
Se comunque uno lo desidera, può creare degli shortcut per rendere comunque agevole lo shoutdown/restart, seguendo i seguenti semplici passi.

Windows 8's Buried Power Button

  1. Naviga sul desktop.
  2. Click con il tasto destro sul desktop e selezione di New -> Shortcut. A questo punto si apre una finestra.Create new Shortcut
  3. Scrivi shutdown /s /t 0 (è uno zero) nell’apposito campo di input e premi Next.Enter Shutdown /s /t 0 in the location box of the create a shortcut window.
  4. Scrivi il nome che si desidera dare alla shortcut premere Finish. A questo punto comparirà la shortcut sul desktop.Name your shortcut and click Finish
  5. Premi con il tasto destro sulla shortcut e selezionare Properties. Comparirà una finestra.
  6. Click su Change Icon presente nel tab Shortcut e quindi premere Ok nella finestra di warning che dice che shutdown.exe non contiene icone.Click Change Icon
  7. Seleziona l’icona opportuna  dalla lista delle icone disponibili.  Click Ok due volte (una per chiudere la finestra Change Icon e un’altra per chiudere quella di Properties). La shortcut avrà ora associata un’icona.  Choose the Icon for Your Shortcut
  8. Click con il tasto destro sulla shortcut e selezionare Pin to StartL’icona di  shutdown comparirà ora nella schermata di Start tra le altre tail.Pin to Start
  9. Sposta l’icona di shutdown nella finestra di Start dove meglio desideri, ad esempio nella prima colonna in basso, in modo da averla sempre agevolmente visibile.Drag your button to a prominent place
  10. Premi il tasto destro sul tile di quella icona e selezionare Pin to Taskbar se si desidera avere quella shortcut anche nella taskbar del desktop.The Shutdown icon can be pinned to taskbar
  11. Ripeti i passi precedenti per creare il pulsante di Restart usando però in questo caso il comando seguente:“shutdown /r /t 0″ .

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C) Attivare il GodMode (come già si faceva in Windows 7)

GodMode non è plugin o un software. Per attivare il shortcut  GodMode è sufficiente creare un a cartella e quindi rinominarla opportunamente con un codice specifico.

  1. Creare una nuova cartella ovunque sul desktop. Per fare ciò, premere con il tasto destro sul Desktop e selezionare New folder.
  2. Una volta creata rinominarla da ‘New Folder’a esattamente questo codice: GodMode.{ED7BA470-8E54-465E-825C-99712043E01C}
  3. L’icona della cartella si modificherà e assumerà automaticamente quella del Control Panel.

Godmode Folder Dentro quella cartella puoi trovare direttamente una lunga lista di opzioni di controllo, suddivise per categoria: utile no? Godmode Screenshot

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D) Come avere più utenti che condividono gli stessi Preferiti del browser IE10 (How can i share ie’s favorites between two user accounts) Spesso è utile avere un utente con pochi diritti (es. appartenente al gruppo Users) da utilizzare usualmente, per poi ricorrere ad uno con i diritti di Administrator solo quando è il caso. Questa è una delle prime regole che salvano da prendersi virus e non avere brutte sorprese! Anche se in genere non si ha la necessità di accedere direttamente all’utenza di amministrazione ma è in generale richiesto solo di inserire la password quando sono richiesti diritti per poter procedere ad alcune operazioni particolari, avendo come minimo due utenti, può essere conveniente condividere tra questi i preferiti del browser. Se questa è anche una tua esigenza, crea una cartella, preferibilmente esterna alla cartella User Profiles (es: C:\Shared Favorites). Copia il contenuto dei Favorites del tuo utente in quella cartella appena creata. Quindi, in ciascun utente per cui si vogliono condividere quei Preferiti, apri Regedit (tasto Win + R e scrivere regedit nel campo apri di input ) e naviga su: HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\User Shell Folders Nel pannello a destra, double-click su “Favorites” ed imposta il suo valore alla directory che hai creato dove hai messo i Favoriti (es: C:\Shared Favorites)

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Come fare per fare (o recedere) online un contratto di locazione?

Se vuoi evitarti code infinite ad uno degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, puoi provare il servizio online fornito dal loro sito.
Non è proprio, secondo me, un sito pensato per un uso finale da parte dei Cittadini in quanto l’usabilità del sito lascia a desiderare, ma con un po’ di fortuna puoi trovare tra le moteplici voci di menù e sottomenù quella che può fare al caso tuo. In particolare esiste  una voce di menù (Cosa devi fare) che sembrerebbe fatta apposta per facilitare il Cittadino a trovare la pagina del sito che fa al caso suo … ma purtroppo non è particolarmente esaustiva e difficilmente troverai subito ciò che cerchi!

Innanzitutto, se non l’hai già, devi richiedere una password ed un codice PIN per poter accedere alla zona autenticata del sito dell’Agenzia delle Entrate andando su http://www.agenziaentrate.gov.it: lo username è il tuo codice fiscale con le lettere in maiuscolo. Password e codice PIN vengono dati in parte subito in modo elettronico ed in parte per posta ordinaria … per cui dovrai aspettare qualche giorno prima di poter operare nel sito … ma anche per accedere al sito dell’INPS ci sono procedure analoghe per cui non stupiamoci più di tanto! Ovviamente ti verrà poi richiesto di cambiare la password che comunque ti scadrà comunque dopo 3 mesi. La procedura per modificarla è assai fastidiosa in quanto richiede la reimmissione di quella vecchia anche se sei già autenticato nel sito …
Dal momento che molte delle operazioni comportano dei pagamenti (es. modello F23 o F24) fai attenzione che solo alcune banche sono convenzionate e non viene consentito di pagare con carta di credito!!! Ad esempio, il Conto Corrente Arancio non è convenzionato per cui ho visto rifiutare la mia richiesta cin motivazione “IL FILE E’ STATO SCARTATO PER IL SEGUENTE MOTIVO: BANCA NON CONVENZIONATA”. Per conoscere le banche convenzionate puoi andare a vedere qui. Voglio inoltre sottolineare che viene chiesto di inserire del conto corrente non l’IBAN, come generalmente nei pagamenti avviene, bensì separatamente ABI, CAB, Numero di conto ed infine il CIN (che nell’IBAN è messo prima): per fortuna c’è wikipedia da consultare da cui ho derivato dall’IBAN del conto i valori richiesti. Viene da chiedersi il perchè di questa complicazione inutile per effettuare il pagamento!

IBAN (Italia)
Sigla internazionale
secondo lo standard
ISO 3166
Numeri
di controllo
BBAN
CIN ABI CAB Numero di
conto corrente
IT 02 L 12345 12345 123456789012
Elenco banche convenzionate con l'Agenzia delle Entrate
Elenco banche convenzionate con l’Agenzia delle Entrate

Se vuoi registrare un nuovo contratto di locazione, il link lo trovi facilmente ancdando nella voce di menù “Cosa devi fare” e selezionando ovviamente la voce “Registrare” dove chiaramente viene anche indicato che quel linki serve per la “Registrazione del contratto di locazione e versamento delle relative imposte”. La sezione che si raggiunge è quella relativa a Pagamenti Registro Web.  Il link diretto è comunque questo.

Nuovo contratto di locazione (1)

Nuovo contratto di locazione (1)

Nuovo contratto di locazione (2)

Nuovo contratto di locazione (2)

Il problema sorge se uno desidera operare su un contratto esistente, ad esempio per recederlo!! In quel caso si deve anda sulla applicazione web “Pagamenti registro web” e poi selezionare nella combo la voce “risoluzione”, selezionare il contratto registrato nella lista dei contratti che hai (o nell’unico contratto che hai!) e reinserire i dati catastali (solo quelli che hanno senso in quanto il modulo è un super insieme che contempla tutte le casistiche possibili), i dati del proprio conto corrente su cui effettuare il pagamento dell’F23 … poi ti arriverà la ricevuta alla email/SMS che indichi nel tuo profilo. Questa applicazione, che si chiama GeLo, si può raggiungere da questo link (non chiedetemi come ci sono arrivato perchè non è stato facile per cui ora l’ho memorizzato tra i preferiti!!).

Agenzia1

Si accede quindi a questa pagina dove si deve selezionare dalla combo l’opzione desiderata (ad esempio “Risoluzione” se si desidera interrompere un contratto prima della data precedentemente indicata come termine).

Recedere un contrallo di locazione (2)

Una volta compilato tutto ed inviata la richiesta dovrai attendere di ricevere giorno successivo la seguente email e/o SMS (se impostati nel proprio profilo) che ti notifica la presenza di una “ricevuta” nuova da leggere.

Email/SMS di notifica

Email/SMS di notifica

   

Andando nel sito ed accedendo con le proprie credenziali, risulta infatti nella sezione “La mia scrivania” la presenza di file di ricevute da prelevare. L’immissione del PIN viene richiesto come al solito per ogni operazione anche di lettura. Per riuscire poi a recuperare il file di ricevuta, nuovamente ci si scontra con una procedura non particolarmente agevole che richiede necessariamente una ricerca per intervallo di date o il numero di protocollo (che tuttavia non viene indicato nella notifica arrivata via email/SMS, per cui difficilmente uno se l’è annotato!): non sarebbe più comodo mostrare per default le ricevute ancora da leggere dal momento che si è giunti in quella sezione dal link che appunto segnalava nuove ricevute?

Presenza di ricevute da prelevare

Presenza di ricevute da prelevare

Richiesta PIN

Richiesta PIN

Ricerca per recuperare la notifica

Ricerca per recuperare la notifica

Effettuando una ricerca opportuna che comprenda la data in cui si è inoltrata la richiesta (o quella in cui è arrivata la notifica? … conviene comprendere entrambe, dal momento che non risulta evidente dal testo) si giunge finalmente a visualizzare l’elenco delle ricevute e cliccando su ciascuna a vederne il contenuto … tuttavia è solo una prima comunicazione e non quella definitiva!! Eccovi il testo:

ATTESTAZIONE DI AVVENUTA TRASMISSIONE

RICEVUTA DEL FILE

IN DATA xx/yy/2013 ALLE ORE 18:46 IL SISTEMA INFORMATIVO DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – AGENZIA DELLE ENTRATE HA ACQUISITO CON PROTOCOLLO N. 1234567890 IL FILE: AAA123 CONTENENTE 1 RICHIESTA DI PAGAMENTO RELATIVA A CONTRATTI DI LOCAZIONE. IL FILE E’ STATO AUTENTICATO DALL’UTENTE CODICE FISCALE: XYZ

DAI CONTROLLI ESEGUITI, TUTTE LE RICHIESTE DI PAGAMENTO SONO RISULTATE CONFORMI ALLE SPECIFICHE TECNICHE PUBBLICATE NELL’ ALLEGATO TECNICO AL PROVVEDIMENTO 27 GIUGNO 2003 PUBBLICATO NELLA G.U. N.157 DEL 09/07/2003
PER IL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE E’ STATO RICHIESTO IL PRELIEVO AUTOMATICO SU CONTO CORRENTE BANCARIO DI EURO 67,00
SARA’ RESA DISPONIBILE UNA ULTERIORE RICEVUTA CON L’ESITO DELL’ ADDEBITO EFFETTUATO DALLA BANCA.

SI RILASCIA LA PRESENTE RICEVUTA AI SENSI DELL’ART. 22, COMMA 1 DEL DECRETO DIRIGENZIALE DEL 31 LUGLIO 1998 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI.
CODICE RISCONTRO DELL’ INVIO: ABCD
CODICE RISCONTRO DELLA RICEVUTA: EFGHI

Non capisco come mai questa ricevuta non possa essere inviata automaticamente quasi subito dopo l’immissione dei dati: forse che ci sia un lavoro manuale di back office alle spalle in quanto il sistema non riesce a verificare la correttezza dei dati in automatico?

Si resta quindi in attesa della “vera” ricevuta!!! Vediamo dopo quanto arriverà … 

Situazione finale con tutte le ricevute lette

Situazione finale con tutte le ricevute lette

Sperando che queste indicazioni possano servire di aiuto a qualche navigatore, auspico altresì che il sito dell’Agenzia delle Entrate migliori la sua usabilità e consenta agevolmente ai Cittadini di trovare la sezione di loro interesse: come ho già evidenziato, la utile sezione di menù “Cosa devi fare” contempla troppo poche casistiche.

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Lo zoo di Torino nel Parco Michelotti (dal 20/10/1955 al 31/3/1987)

Chi non ricorda lo zoo di Torino (apertura 20/10/1955 – chiusura 31/3/1987) nel Parco Michelotti?
… se vuoi fare un tuffo nei ricordi, guarda questo video che ho fatto partendo da miei filmati Super8  …

ScreenHunter_01 Jan. 17 18.22

Lo zoo di Torino –  1965 (Enzo Contini)

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P.S.
[Da un post del 28/5/2013 nel blog della “Locanda dell’arte” [*, **]: “Nella Locanda dell’Arte l’allestimento Archeologia Incantata è ampliato con un percorso multimediale: accanto alle opere d’arte e ai libri diEzio Gribaudo, … il video di Enzo Contini dedicato allo Zoo di Torino, nelle cui immagini si riflettono e proiettano i ricordi che hanno ispirato l’artista nella creazione delle opere in mostra.“]

Se poi vuoi avere ulteriori informazioni sullo zoo di Torino guarda nel seguito le informazioni che ho raccolto ricercando su Internet. Alcune le riporto quasi integralmente, indicandone ovviamente le fonti , in modo tale che non vadano perse.

Se poi vuoi vedere altri video sul quello zoo, incredibilmente sono presenti in rete solo altri tre video amatoriali oltre al mio: nonostante la miriade di persone ed i video che sicuramente sono stati fatti in Super8, solo questi pochi sono oggi presenti sui social network o su siti di quotidiani … nessun video professionale!! Tra i commenti del seguente, in particolare c’è il seguente di Ivan Villa, … belle parole che mostrano un po’ di umanità tra la troppa crudeltà di quello che erano gli zoo: “Ho lavorato tanti anni con loro, li conosco per nome e per quell’innaturale amicizia che era nata fra me loro, ho condiviso il gelo invernale ed il caldo torrido, la malinconia che traspariva neo loro occhi, Alice e Baby (gli elefanti) Giorgio (lo struzzo), Coccobilly (il tucano) Elsa (l’aquila) Paola (la iena) e tutti, tutti gli altri, 25 anni dopo mi mancano, uno ad uno,  col groppo in gola grazie di avermi regalato una emozione irripetibile“.

Mi ricordo… lo zoo di Parco Michelotti in Corso Casale – 1960-69 (Guglielmino, Amato, D’Este e Dal Santo)

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P.S. 17/7/2020
Mi ha contattato Valentina, una gentile visitatrice di questo post, che mi ha indicato la presenza su YouTube di altri 3 video che (nonostante la scarsa qualità, le riprese davvero amatoriali con zoom veloci e repentini, il logo By Simona689 stampigliato permanentemente ed assai invadente) risultano, a mio parere, particolarmente interessanti in quanto riprendono lo zoo il 1/5/1986, quindi pochi mesi prima che lo zoo di Torino venisse chiuso (31/3/1987).
In quei video, oltre agli animali e i luoghi in cui erano collocati (in cui si intravvedono chiari segni di degrado delle strutture) vengono mostrati anche seppur rapidi scorci del parco e addirittura qualche ripresa del rettilario e di qualche sua vasca con murene e pesci. Insomma un reperto storico non indifferente che è stato aggiunto il 18/4/2020 dopo probabilmente che quel video è stato riversato digitalmente. Chissà quante riprese ancora non ancora pubbliche ci sono rinchiuse nei cassetti di m0lte persone!

Giardino Zoologico di Torino, 1/5/1986

Da un libro dello scrittore della prima metà del ‘900 Angiolo Biancotti, ho appreso che, prima della costituzione dello zoo, quel parco, dedicato all’insigne ingegnere idraulico Ignazio Michelotti che progettò l’antistante diga d’arresto del Po, era meta di passeggiate romantiche e di meditazioni fino alla Madonna del Pilone e poi oltre per giungere all’osteria dei “pesci vivi” non lontana dal Cimitero di Sassi, quieto e raccolto nel piano a piè del monte … una meraviglia di fronde verdi in mezzo al fitto della città.

Ho inserito poi anche alcune foto che ho fatto il 19/4/2013 che mostrano chiaramente lo stato di degrado del parco che da troppo tempo è abbandonato a se stesso ed all’incuria.

P.S. 2016 – Purtroppo il sito del Politecnico relativo all’Architettura del ‘900 in Piemonte non risulta più raggiungibile da Internet: per fortuna tramite i motori di ricerca è ancora possibile accedere ad alcune sue parti tramite alcuni link di condivisione evidentemente creati per accedere a quei contenuti stranamente resi privati (e.g. http://archive.is/bV1CE). Riporto quindi nel seguito il contenuto di quelle pagine che merita di essere conservato e reso accessibile a tutti!

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http://www.archi2.polito.it/mostre/01/01_venturelli/giard%20zoo.html (sito purtroppo non più attivo)

(Vedi anche il mio successivo post Parco Michelotti e la sua vegetazione: alias quando il web non dimentica se sei interessato alla vegetazione presente nel parco Michelotti)

Nel dicembre 1950 viene presentato al Consiglio Comunale il progetto dell’Ing. Manfredi per un Giardino Zoologico al Valentino, ampliato e accompagnato da un plastico degli impianti.
In un primo tempo erano state individuate come aree da utilizzarsi per l’impianto dello Zoo il nuovo parco della Pellerina e poi il Parco pubblico Leone Ginzburg. A quest’ultimo progetto si era opposta la Soprintendenza ai Monumenti per il Piemonte.
La scelta del vicino Parco Michelotti, “silenzioso e un tantino malinconico“, viene ritenuta più consona in quanto l’occupazione di tale area da parte del Giardino zoologico, scontenterebbe, con tutta probabilità, solamente il ristrettissimo numero dei frequentatori della zona.
Il 25 febbraio 1955 la Giunta comunale delibera di concedere per trent’anni alla Società Molinar la zona del Parco Michelotti.
Il Consiglio comunale, in data 8 marzo 1955, approva la delibera della Giunta concedendo, per il costruendo Zoo, circa 24.500 mq del parco, dalla diga sul Po fino all’altezza del “Teatro Parco Michelotti“, senza però oltrepassare, a monte, il viale che fiancheggia Corso Casale.
Si realizza così a Torino la vecchia idea, sia dei Terni che dei fratelli Molinar: un Giardino zoologico associato a un deposito di transito.
I lavori per la costruzione dello Zoo procedono alacremente in vista della sua inaugurazione, prevista nel mese di luglio. Il primo degli ingressi, quello principale, si aprirà all’altezza di via Romani; il secondo a fianco del teatro. Anche dall’esterno il passante potrà dare uno sguardo allo zoo, poichè esso non sarà circondato da alcun muro di cinta, bensì da una recinzione di rete metallica.
Sono stati predisposti i lavori per la costruzione di un grande fabbricato comprendente otto vaste gabbie suddivise in zone riscaldate e all’aperto per i felini , alto quattro metri e sormontato da coni di vetro-cemento per favorire l’illuminazione naturale e dotati, alla cima, di un sistema di aerazione; sono in allestimento 12 gabbie per scimmie e piccoli mammiferi, anch’esse doppie. E’ stata scavata un’isola per i giochi delle scimmie attrezzandola con altalene e ruote e, con la terra di riporto di questo e altri scavi, si è creata una collinetta che , guarnita sulla cresta di spuntoni di roccia affioranti, diventerà un’oasi adatta per accogliervi animali di montagna.
Il 20 ottobre del 1955 si può procedere all’inaugurazione ufficiale.
Il 5 settembre 1956, la Società Molinar invia una lettera ufficiale al Sindaco per informarlo di un nuovo progetto per la sistemazione definitiva del Giardino . Risulta nuova la proposta di far acquistare al Municipio, oltre al Teatro e all’annessa birreria, che verrebbe mantenuta ad esclusione della pista da ballo, anche l’unità immobiliare al momento occupata dall’Associazione Macellai. Il progetto della Molinar prevede la totale trasformazione di quest’ultimo fabbricato. Una parte dei locali dovrebbe infatti venire riattata per allestirvi un acquario-rettilario; la restante parte sarebbe destinata a biblioteca, sala di lettura e aula per conferenze.
Il 20 marzo iniziano le opere per la costruzione del secondo lotto dello Zoo. Le opere da realizzare sono: un laghetto-stagno con acqua corrente, isolotti sabbiosi e qualche angolo erboso con ciuffi di canne; una costruzione , su modello di analoghe strutture straniere, che dovrà ospitare da un lato le giraffe, con un ampio ricovero stalla e dall’altro lato gli elefanti pure con un grande ricovero stalla. A lato di ogni ricovero sorge un magazzino per deposito e all’esterno sono predisposti due vasti piazzali. Nella parte posteriore della Casa è ricavata un’ampia voliera.
Il 29 gennaio 1958 la Società Molinar trasmette all’esame del Sindaco un progetto di massima e le relative spese per la costruzione di un Acquario-Rettilario al parco Michelotti.
Il progetto viene affidato all’arch. Enzo Venturelli . La pianta del complesso ha la forma di una T, il piano dell’Acquario risulta ribassato di circa due metri rispetto al piano esterno del terreno, mentre il piano del Rettilario è rialzato di circa due metri.
Il 28 maggio 1960 viene inaugurato l’Acquario-Rettilario.
Nel novembre 1961 viene inoltrata la richiesta ufficiale della Società Molinar al Sindaco per il finanziamento dell’intero progetto riguardante le due case ancora mancanti: quella dei pachidermi, ippopotami e rinoceronti, e quella dei felidi, leoni e tigri.
Alla fine degli anni Sessanta inizia una campagna di critica nei riguardi dell’organizzazione e metodologia dei giardini zoologici.
Il 30 luglio 1986 la concessione alla ditta Molinar è prorogata nonostante le molte polemiche fino al 31 marzo 1987.
Il 18 febbraio 1987 il Consiglio Comunale approva la chiusura dello zoo per il 31 marzo e la costituzione di un collegio di esperti per la realizzazione di una struttura di osservazione e di ricerca sul fiume e per il riassetto e la riqualificazione del parco Michelotti.
Il 1 aprile del medesimo anno, lo zoo chiude definitivamente.
In dicembre la giunta con delibera d’urgenza dà al Politecnico di Torino (prof. Luciano Re del dipartimento Casa Città) l’ incarico di allestire una documentazione sulla “formazione, consistenza, suscettibilità di riqualificazione dei caratteri architettonici ed ambientali del Parco Michelotti e di aree annesse all’ ex canale”. Si susseguono numerose ipotesi.
Dopo la chiusura dello zoo nel marzo 1987 l’ area all’ interno della recinzione è chiusa al pubblico e solo parzialmente utilizzata: la zona centrale ospita gli animali rimasti, la parte verso la Gran Madre è scuola di giardinaggio per i ragazzi di una cooperativa, la zona vicino al ponte Regina Margherita è occupata dalla bocciofila e in parte recuperata a parco e chiusa.
Nell’estate 1991 il parco è stato “palcoscenico di intrattenimento” per il pubblico della città: piano bar, ristorante, spettacoli teatrali, sfilate di moda hanno richiamato un folto pubblico.
La circoscrizione 8 il 25 giugno 1991 in un’assemblea aperta nella biblioteca Geisser ha discusso le prospettive di utilizzo del parco e la richiesta, con la raccolta di firme, della riapertura immediata della parte chiusa al pubblico e delle trasformazioni, della manutenzione e della sicurezza dei vari impianti.
La delibera programmatica del 1988 con il progetto preliminare al Piano Regolatore di Torino del 1991 dà una notevole importanza alla “Valle del Po” prospettando possibili e consistenti trasformazioni.
Sono previsti due nuovi ponti sul Po: uno corrispondente al sottopasso del Lingotto, l’altro in proseguimento di corso San Maurizio per escludere il ponte della Gran Madre dal traffico veicolare. Il parco del Po diventa una grande area per lo svago con attrezzature ricettive agli estremi, attrezzature sportive e nautiche diffuse, luoghi di sosta e di ristoro. Il fiume diventa navigabile grazie a due chiuse in tutta la sua estensione.

Maggiori informazioni sul rettilario e su Enzo Venturelli li puoi trovare in un successivo post: Enzo Venturelli: architetto torinese di grande inventiva.

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http://it.wikipedia.org/wiki/Borgo_Po#Cenni_storici
Agli inizi del XX secolo la nascente industria cinematografica (che in Italia ha avuto origine a Torino) trovò la sua collocazione proprio in Borgo Po, nella zona dell’attuale via Asti. Per i film in costume si tenevano le bestie feroci ed era consueto, nel silenzio della notte, udire il barrito dell’elefante e il ruggito del leone. Poi pian piano tutto è andato a Roma e il quartiere è diventato sempre più residenziale e lussuoso, anche se oggi sopravvivono ancora alcune aziende che operano con grande silenzio e discrezione. Gli animali tornarono dopo la seconda guerra mondiale con la costruzione dello zoo Michelotti, oggi chiuso e trasformato in un parco lungo fiume, per via della mutata sensibilità popolare nei riguardi degli animali.

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Altri link utili:

https://baldung.blogspot.com/2014/04/il-girdino-zoologico-di-torino.html

Pubblicato in Arte e Bellezza, Fotografie, Giustizia, burocrazia e malcostume, Pensieri&Parole, Ricordi, Torino e dintorni | 20 commenti

Why I think that Windows Phone 8 will succede

As I recently read in an article, “Windows Phone 7 was a great operating system, but the adoption rates were not superb. Microsoft had to abandon its old Windows Mobile operating system and had to play catch-up with iOS and Android, both of which appeared years earlier on the mobile OS scene. This resulted in a niche market share for Microsoft“.

In the following I’ll try to explain why I believe WP8 will be able to succeed were WP7 failed to deliver, taking also some considerations from the mentioned post and others I fully agree with.

1) With Windows 8, all of Microsoft offerings are standardizing on the Metro look & feel, offering an integrated end-user experience. Metro is a refreshing and intuitive new design language specificatly thought to interact with a touchscreen. When WP7 was released, it was the only platform where Metro was used. Today it has become commonplace and it is used on the desktop, on the server, on tablets, on the phone, on the Xbox and on the web. Most of the applications are (or will be) redesigned in a Metro style on every Windows platform, expecially when a touchscreen interacion is required. Moreover the Metro design is now evolved on the bases of the user inputs and offers new features (ex. multisize live tiles, allowing the users to prioritize their personal start screen also manipulating each tile dimension). I found a good marketing decision to sell the Windows 8 update at a budget prize, expecially for recently buyed PCs (only 14€ and 54€ for older ones). People must start to use and then appreciate the Metro style interface, even though it gives the best feel when used with a touchscreen (as it happens in some new PCs, tablets and phones). At a first look it seems to be dreary (mainly monochromatic, with no shadows) and only using it you can discover the high usability of a Metro UI. Now also for Windows 8 you can download and install/update applications via an online store as it happens for Windows Phone and also this helps to offer an integrated end-user experience.

2) The kernel of WP8 is completely different and based on a NT instead of the CE kernel. It is the same kernel of desktop and tablet: the same Windows RT APIs can be used, making easier for developers to build applications targeting all platforms. From now on all new PCs are shipped with Windows 8 installed making this S.O. an important platform for any serious App developer: Windows Phone 8 will benefit from this. It supports multi-core CPUs and HD resolutions.

3) Multitasking. Instead of the card-based multitasking utilized in WP7, WP8 includes true background multitasking. Multitasking is still invoked by pressing the “Back” key available on all Windows Phone devices.

4) Internet Explorer 10 is the default browser in Windows Phone 8 and carries over key improvements also found in the desktop version.

 5) The availability of C++ and DirectX on WP8 unlocks the existing enormous games catalogue available for Windows and powered by DirectX that can be easy ported to phones. This is a great opportunity for WP8 because the type of applications that matter the most are games and they are the best-selling applications for all (mobile) platforms.

6) It overcome some limitation (for the user point of view) of Windows Phone 7: it support external microSD and it allows to share data via Bluetooth or NFC. For example, with NFC sharing, you can tap your phone on another NFC-capable device  (like a tablet or your friend’s phone) to share things like photos, contacts, songs and webpages. NFC allows also to make payments in stores and outlets that support it by simply tapping the phone to a device. While NFC is still in its infancy for mobile payments, Windows Phone 8 has been made future-proofed for when this technology finally does go mainstream.

7) Even more integration with cloud services, allowing to sync everything (ex. Office docs, photo, video) in a very easy way. Office in Windows Phone 8 has full integration with Office 365, SharePoint, Exchange and SkyDrive and allows you to access your documents wherever you go. For example you can start a Word document or an Excel spreadsheet on your computer, then sync it to SkyDrive as you head out the door.: then you can write or edit some more on your phone with Office Mobile. SkyDrive makes easy to share docs and edit them with another person, too. SkyDrive gives you 7 GB of free storage and you have the complete control on it.
Windows Phone 8 finally gets also a cloud-based backup feature which supports also settings and not only text messages, photos and videos (that were taken with the  device). Therefore it has the ability not only to automatically upload photos and video to SkyDrive, sync SMS and MMS messages to Hotmail or Outlook.com, but also sync settings such as themes, accounts and Internet Explorer favorites: App lists and individual app settings will also be synced as part of a backup routine.

8) Enterprises will finally be able to deploy their own internal apps to devices without having to go through Microsoft’s online store, which is being renamed to Windows Store to match Windows 8. LOB (line-of-business) apps [like accounting, supply chain management and resource planning] are under your control: you can develop, package, sign, distribute and maintain them end-to-end. Robust security helps to protect business information and guard against malware. Moreover Rich phone management capabilities make it easy to integrate Windows Phone into a Windows infrastructure.

9) Kid’s Corner: it grants your little ones access only to the apps, games, videos and music you choose for them, so you can relax and let them play. They can open Kid’s Corner on their own, but your Start screen, apps and info are protected by a password you set. Separate from Kid’s Corner, Windows Phones still let parents implement parental controls for things like Xbox games. There is no phone with as much Xbox integration and rich DirectX support.

10) New feature called Data Sense for WP8. Data Sense is a set of technologies that helps customers on metered mobile broadband connections save bandwidth so they can use their phone more. This includes IE 10 bandwidth compression, integration with Wi-Fi to help find nearby hotspots and automatically connect, adjusting network settings as you approach your data plan limit in each billing month, and a tile- and app-based UI that shows where you are within your  monthly limit and how much data each app is using. Data Sense also provides pop-up notifications and Live Tile updates when you’re getting close to the limit. Data Sense though is carrier-supported and integrated, so it can work depending on the provider.

11) Integrated Skype Calling. Like Windows 8, once you sign in to Skype on your phone, your Skype contacts are automatically added to your Windows Phone, making it possible to call the people who matter to you via Skype right from the People Hub. Skype for Windows Phone 8 enables you to receive chats and notifications for voice and video calls even though you’ve navigated away to another app or have your phone on lock, so you can stay connected with your contacts whatever you’re doing: this all happens with limited battery drain. For the first time, incoming Skype calls arrive using the familiar incoming call screen from Windows Phone. They have also included useful new features such as call waiting, so switching between a Skype call and a regular mobile call is fast and easy. Any VoIP or video chat app can integrate VoIP and video chat also into the phone dialer and  people hub.

12) Many improvements to social abilities, like the inclusion of “Rooms”. Taking some of the ideas from Windows Phone 7’s Groups feature and expanding it out, the new feature allows for powerful social interaction with a selection of your contacts. Rooms have five areas: members, chat, photos, calendar and notes. Under the members section, you can single-tap invite your contacts to your new Room. You can name the room and even add all paper to it to give it some flare. The Chat area is built off of Microsoft Messenger and allows users to instant message each other. Photos and Notes allow you to share those items, including videos while Calendar is just that, a center for sharing appointments. Finally, you can pin that Room to your Start screen where the Live Tile will keep you posted on any updates via  Notifications. You can invite people to a room, then share notes and to-do lists, a calendar, photos and group chat.

13) Microsoft Wallet. You can use your phone’s Wallet to keep your reward cards, coupons, credit cards, local deals and memberships in one convenient, password-protected place. Linked apps can keep your Wallet up-to-date with card balances and other info, too. One neat feature of Wallet was how it automatically imported our Microsoft Account information including your stored payment options (included PayPal and a Visa card).

14) Voice comands and Voice-to-Text. Get things done using only your voice: make a call, launch an app, send a text, take a note, find something online and lots more. Voice command now can be included in your application too. Moreover, the Word Flow Keyboard learns to predict the next word in your sentence for high-speed typing.

15) Nokia Maps, which is based on Navteq, replaces Bing Maps as the standard mapping application for all devices running WP8, as opposed to only Nokia devices in WP7. All devices also have access to Nokia Drive, which includes turn-by-turn directions for navigation and the ability to save maps for offline use.

16) The design of some new devices are very nice looking (so many colours and shapes) and making it great devices to own. Moreover some special features were added to some of them: for example Nokia Lumia 920 support also wireless charging, it has a PureView Camera that allows blur-free photos and image  optical (not digital) stabilization also for best mobile video, a PureMotion HD+ touchscreen display very bright and fast, sensitive enough to respond to your fingertips even when they’re covered up.

17) A complete environment for developers. The Windows Phone 8 SDK gives you XAML, a .Net experience and the power of WinRT on Visual Studio with a real emulator and real testing and profiling tools.

I’ll update that list in the future if needed!!!  😉

Here and here you can find a comparison guide of WP8 devices from Nokia, Samsung, HTC and in the near future, Huawei.

Note that (unfortunatly) Windows Phone 8 does not support FM Radio anymore: so if an app calls the FM radio APIs, it has to detect the OS version and if the device is WP8 that part of code must be disabled. Even though UK govt. was planning to cease analogue FM radio transmissions in 2015, up to now many people uses FM radio expecially if data traffic is payed per use or the bandwith in some places is not good. I hope Microsoft will support this feature again in next WP8 devices (the Nokia hardware (WCN3660) has support for FM transceiver but FM has been switched off).

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Frattura biossea (tibia e perone) scomposta della gamba: istruzioni per l’uso

Il 16/2/2012 alle ore 6:50, per una scivolata su una rampa ghiacciata dal freddo della notte (per raggiungere il garage di casa ed andare alla stazione per una trasferta di lavoro) mi sono ritrovato in pochi secondi con una frattura scomposta di tibia e perone. Ancora oggi, a distanza di quasi 10 mesi, ne sto riportando le conseguenze anche se  credo che il “calvario” stia per finire: tuttavia l’ho sperato troppe volte e non voglio illudermi troppo.

In questo post cercherò di fornire alcune “istruzioni per l’uso” sulla base della mia esperienza maturata in questi mesi, qualora possano servire di aiuto nel futuro a qualche navigatore che si trovasse nella medesima mia situazione!

Quasi mi vergogno a dire, quando qualcuno me lo chiede, come “stupidamente” sia riuscito a farmi male: nessuna attività sportiva estrema e coraggiosa … solo un semplice sdrucciolone su una stupida rampa ghiacciata per via della neve, maldestramente accumulata ai suoi bordi da una cattiva gestione condominiale. Da decenni uso la bicicletta anche in un contesto cittadino e, a parte qualche livido ed ammaccature alla bici, non ho mai riportato ferite serie; anche sciando o pattinando, una volta sola mi sono rotto un polso alcuni decenni anni fa, comportando un’ingessatura di un mesetto. Tuttavia, ora mi reputo fortunato dopo aver letto proprio qualche giorno fa la notizia della morte accidentale di Edlinger, 52 anni, precursore e re indiscusso dell’arrampicata libera, che sarebbe scivolato da una ripida scala di casa sua, battendo la testa contro il pavimento! D’altra parte anche nell’ospedale dove sono stato operato, ho conosciuto altre due persone che avevano avuto la stessa mia frattura, una per un incidente di moto ma l’altra semplicemente per una caduta saltando malamente una pozzanghera ghiacciata! Perciò, se anche a te è successo qualcosa di analogo mettiti l’anima in pace: perdere la salute o anche morire può essere una questione di un attimo. … e già questo ti deve fare pensare. La nostra società esalta i divertimenti, lo svago, lo shopping, la produttività e la necessità di fare tante cose ininterrottamente (non importa cosa). Già Seneca aveva osservato: “Giunti al momento estremo, tardi comprendono, disgraziati, di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla” e analogamente, in tempi recenti De Mello sintetizza il medesimo concetto con una battuta: “La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati a fare altri progetti“.

Se quindi sei costretto a letto, come avviene almeno per il primo mese dall’incidente, mettiti nell’ordine di idee di riorganizzare la tua vita giornaliera almeno per qualche mese. Come facilmente puoi leggere da alcuni siti medici, la frattura della tibia è una delle più lente a guarire, insieme a quella dello scafoide: si legge anche che generalmente un maschio giovane impiega almeno 5-6 mesi per tornare ai livelli pre-frattura. Dicono inoltre che, anche solo per riprendere le attività quotidiane primarie, bisogna aspettare il permesso dell’ortopedico che di solito viene dato prima della completa calcificazione, dopo 2 mesi circa. Tuttavia, se poi si cerca meglio su Internet si leggono nei forum interventi persone che anche dopo molti più mesi continuano ad avere una calcificazione insufficiente a consentire un carico completo.

Nel mio caso specifico, una volta arrivato in ambulanza al pronto soccorso, mi hanno subito messo un chiodo nel tallone, al solo scopo di mettere in trazione la gamba in attesa dell’intervento: fa un po’ impressione vederti trapanare provvisoriamente l’osso poco dopo l’arrivo in ospedale, anche se in verità l’anestesia locale limita quasi del tutto il dolore percepito da questo veloce intervento, anche se a sentirlo fa raccapricciare. Il vero dolore si ha soprattutto prima dell’intervento quando si è in trazione e al minimo movimento del corpo il dolore alla gamba aumenta nonostante gli antidolorifici: nel mio caso l’attesa è durata quasi due giorni essendo stato operato la sera del giorno seguente con riduzione e osteosintesi con fissatore esterno. Anche qui lo shock è notevole: dopo l’intervento di un’ora con anestesia epidurale che annulla la sensibilità di entrambe le gambe per diverse ore, vedi la tua gamba sanguinante con sei grossi chiodi piantati nell’osso e che tengono un oggetto nero metallico esterno, generalmente mai visto prima di allora. Quando i medici mi avevano parlato, prima dell’intervento, della loro intenzione di utilizzare un “fissatore”, nella mia ignoranza avevo pensato si trattasse di un qualche tipo di collante di ausilio ad attaccare le ossa: vedi cosa vuol dire essere amante del bricolage e non sapere quasi nulla di medicina!! D’altra parte gli attrezzi che avevo visto usare dagli ortopedici erano così simili a quelli di un falegname …

Fissatore durante una medicazione dei chiodi

Fissatore durante una medicazione dei chiodi

Fissatore con garze sterili per impedire infezioni

Fissatore con garze sterili per impedire infezioni

Poi sopraggiungono i piccoli/grandi disagi  di ogni ricovero ospedaliero che richieda l’allettamento di giorni, … dalle necessità fisiologiche, alle flebo, ai lamenti anche notturni degli altri pazienti. Vieni catapultato in poche ore in un mondo diverso, fatto di sofferenza e di disagi a cui non siamo abituati e che abbiamo (volutamente o meno) ignorato magari da anni se non da sempre.

Poi incominci ad apprezzare l’impegno degli infermieri e dei medici che giorno e notte corrono indaffarati nel reparto … e talvolta subiscono anche critiche da alcuni pazienti! Ti accorgi anche che buona parte del personale infermieristico, che svolge generalmente i lavori più duri, è di provenienza extracomunitaria e sia il loro impegno sia le loro capacità tecniche non si differenziano da quelle degli altri colleghi nati in Italia … anzi!

Le giornate in ospedale passano veloci o lente a seconda delle volte: tutto è cadenzato da procedure prestabilite che subito impari: la sveglia all’alba per iniezioni/prelievi o l’assunzione di medicine, poi la colazione e la visita dei familiari, poi il giornalaio, la visita medica, il pranzo, … gli amici nella visita serale, la cena e poi il sonno disturbato sia dal dolore sia dai rumori del reparto.

Dopo meno di una settimana le dimissioni. Ti senti felice, pensi che quasi tutto sia finito … almeno il peggio: prendi facilmente per buone alcune ipotesi ottimistiche di qualche medico che, sollecitato da tue domande, ti ipotizza pochi mesi per una completa ripresa.

Il ritorno a casa in ambulanza

Il ritorno a casa in ambulanza

La verità, che scopri poi piano piano ad ogni visita di controllo, è che ogni frattura di tibia è un caso a parte e qualsiasi previsione è perlomeno azzardata e può al limite basarsi solo su meri calcoli statistici. Scopri anche che ci sono casi in cui il perone (di più veloce consolidamento) si salda in modo tale da impedire il consolidamento della tibia e questo può addirittura richiedere un nuovo intervento per “romperlo” e consentire l’avvicinamento opportuno dei due spezzoni di tibia. Scopri magari anche, parlando con un inserviente di un ristorante che vedendoti in stampelle si sente in dovere di riportarti la sua esperienza vissuta qualche anno prima, che esistono casi di calcificazioni “apparenti”, per cui una volta tolti i chiodi (e non avendo quindi più il supporto del fissatore per scaricare parzialmente e/o orientare correttamente il carico del peso sulla frattura) alzandoti un mattino ti può capitare che l’osso, solo in apparenza consolidato, si rompa nuovamente
… torni allora a casa senza avere molto apprezzato il menù di quella sera!

Per intanto le lastre mensili rimangono sostanzialmente immutate per i primi 4 mesi, evidenziando anche segni di osteopenia diffusa. A luglio, dopo 5 mesi ti sembra un sogno riuscire a camminare con una sola stampella anche se le radiografie e visite di controllo consigliano di posticipare ancora la rimozione dei chiodi che intanto si infettano prima uno e poi un altro sebbene mia moglie medico si occupi delle medicazioni che vengono quindi effettuate con tutti i crismi. Per due volte l’infezione peggiora e devo prendere degli antibiotici per impedire che raggiunga l’osso … oltre ovviamente a continuare l’iniezione giornaliera di eparina come profilassi, non avendo il carico completo.

Ai 7 mesi dall’infortunio, in day hospital mi rimuovono il fissatore in sala operatoria con una piccola anestesia generale (con mascherina) che penso sia durata pochi minuti: meno doloroso del previsto! Da un’amica medico ho saputo che in altre strutture (quali ad esempio il CTO) la rimozione dei chiodi viene spesso effettuata non in sala operatoria e non con una anestesia totale … il dolore durerà pure poco … ma sono contento che l’ortopedia del G. Bosco utilizzi una procedura differente!!
Poter finalmente dormire in qualsiasi posizione non avendo più il fissatore mi sembra un sogno ed accetto di buon grado di riprendere entrambe le stampelle e di riportare al 50% il carico in quanto la lastra radiografica rileva ancora una calcificazione assai incompleta. Lo svilupparsi di un’allergia diffusa alle garze medicate non aiuta il processo di guarigione delle ferite dei chiodi rimossi, così come un prurito diffuso di causa non bene identificata (forse nervosa).

Gamba dopo la rimozione del fissatore e dei relativi chiodi

Gamba dopo la rimozione del fissatore e dei relativi chiodi

Allergia sviluppata alle garze medicate

Allergia sviluppata alle garze medicate

Senza fissatore posso comunque iniziare sia la magnetoterapia di ausilio al consolidamento delle fratture (6 ore al giorno), sia la fisioterapia: mi viene detto che più di tutto serve stimolare l’osso e quindi farlo lavorare il più possibile sebbene gradualmente e rispettando il limite del dolore. Mi informo per sapere quanto costa affittare un apparecchio di magnetoterapia e mi convinco che probabilmente è meglio acquistarne uno nuovo con possibilmente fasce che si adattino agevolmente alle mie esigenze. Certo è un po’ fastidioso stare per ore con quella fascia con il velcro attorno alla gamba, nel punto della frattura, … ma se questo può servire a qualcosa, si sopporta anche questo! :-/

Apparecchio per magnetoterapia MAG-2000 Plus e MAG-2000

Sembra incredibile come bastino pochi mesi in cui non si cammina per far perdere i meccanismi automatici e richiedere uno sforzo mentale notevole per ricominciare pian piano ad imparare nuovamente lo schema del passo. I due mesi di fisioterapia che si stanno per concludere tra due settimane stanno dando gli esiti sperati: a giorni alterni faccio un’ora di fisioterapia e due ore di camminata ed i restanti giorni vado in palestra per un’ora di esercizi che mi hanno prescritto, più un’ora di piscina e la solita camminata giornaliera mattutina. La gamba nel pomeriggio è ancora gonfia e dolente e richiede di stare in alto, nonostante il bravo fisioterapista mi abbia fin da subito fatto dei massaggi linfodrenanti ed abbia utilizzato il taping per aiutare il linfodrenaggio e far sgonfiare la caviglia, rendendo meno doloroso il passo. Soprattutto inizialmente gli effetti di questa tecnica sono stati sbalorditivi, sebbene fossi scettico: ti senti la gamba più leggera e il gonfiore si riduce soprattutto al mattino, permettendoti di fare gli esercizi richiesti per aiutare il consolidamento e rinforzare i muscoli, rimasti inattivi per molti mesi. Il gonfiore comunque rimane soprattutto nel pomeriggio e la sera: solo da pochi giorni l’uso di un gambaletto elastocompressivo, consigliatomi sempre dal fisioterapista, riesce finalmente a contenere meglio il gonfiore del piede e quindi a migliorare la circolazione e di conseguenza diminuire il dolore.

Tuttavia ancora oggi non riesco a premere la frizione della macchina in quanto, oltre a sentirla durissima da abbassare, ogni volta ho dolore all’osso nel punto della frattura. Per fortuna qualche volta riesco a farmi imprestare da mio cognato, che ha un’autoscuola, la macchina automatica accessoriata per consentire a persone disabili di prendere la patente: purtroppo dovendola usare lui per lavoro me la può imprestare solo saltuariamente … ma è grazie a lui che riesco a rendermi talvolta un minimo indipendente negli spostamenti. Ricordo ancora i primi mesi su seggiola a rotelle, sicuramente i più duri: non riuscire a muoversi se non in ambito domestico ti fa sentire come in una prigione. Ma anche quell’esperienza ha lasciato degli insegnamenti: ora penso che tutti dovrebbero almeno una volta provare per tempo cosa significa muoversi su una carrozzina. Forse solo così capisci veramente cosa siano le fantomatiche barriere architettoniche di cui forse uno ha sentito parlare, dai gradini dell’uscio di casa a quello di alcuni marciapiedi. Quante volte per i controlli periodici per raggiungere l’ospedale (fortunatamente vicino a casa), abbiamo dovuto fare la gincana tra le auto parcheggiate anche sulle strisce pedonali in prossimità dell’ospedale stesso! L’inciviltà di troppe persone dovrebbe essere punita con più frequenza da chi dovrebbe fare rispettare le regole civili di convivenza.

In seguito, quando sono riuscito a prendere con le stampelle la metropolitana leggera davanti a casa, ho potuto apprezzare come quasi sempre ci sia stata una persona che subito si sia offerta per lasciarmi il posto … e spesso si è trattato di un extracomunitario … anche perché ormai sembra che almeno alcuni mezzi pubblici siano frequentati principalmente da studenti ed extracomunitari. Quando ho dovuto recarmi al CTO ed attraversare tutta Torino in tram nelle ore di punta, ho realizzato come il servizio pubblico non tenga minimamente conto delle esigenze delle persone con qualche handicap o anche solo anziane: per più di un’ora ho dovuto aspettare un pullman in quanto erano tutti stracolmi di studenti schiacciati come sardine!!

Oltre a lanciare una nota positiva sul servizio sanitario di fisioterapia dell’ASL di via Montanaro, desidero evidenziare positivamente non solo le visite di controllo dei medici dell’ospedale G. Bosco ma anche di quelle del medico dell’INAIL. Prima di andare alla prima visita ispettiva, pensavo di trovare un burocrate senza particolari conoscenze mediche, come purtroppo avviene talvolta in certi ambiti di controllo (ne ho avuto da poco un esempio in una penosa visita medica, se così si può chiamare, per il rinnovo della patente che mi scadeva proprio a fine mese): invece mi sono trovato un valido ortopedico che fino a pochi anni fa lavorava al CTO e che ogni volta mi visita accuratamente, visiona le lastre radiografiche non limitandosi a leggere i referti e mi fornisce anche consigli medici. Le sue visite durano pressapoco quanto quelle del periodico controllo ospedaliero! Talvolta in questa nostra Italia disastrata dalla corruzione e dall’inefficienza si trovano isole quasi miracolose di competenza anche dove uno non se lo aspetta …

Riporto due radiografie, la prima con fissatore presente da circa 4 mesi, la seconda è la più recente (poco meno di un mese fa, quasi a 6 mesi dall’incidente) dove, pur evidenziando segni di consolidamento agli estremi della frattura, anche per un profano come me è evidente il persistere di una mancanza di un completo consolidamento dell’osso che giustifica sia il gonfiore sia i dolori che ancora persistono. Vedremo le lastre della prossima visita programmata il 10 dicembre … in questo mese di fisioterapia intensiva e di palestra non posso certo dire di non avere stimolato a dovere l’osso!! 😉 Ma non voglio farmi troppe illusioni …

Radiografia con fissatore (9/5/2012)

Radiografia con fissatore (9/5/2012)

Radiografia con fissatore rimosso (25/10/2012)

Radiografia con fissatore rimosso (25/10/2012)

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Evidente gonfiore di caviglia e gamba Evidente gonfiore di caviglia e gamba

Volendo infine elencare alcuni consigli, eccovene una lista:

1) Se ti sei fatto male sul lavoro o mentre ti recavi al lavoro, comunicalo al pronto soccorso in quanto probabilmente anche in quel secondo caso rientri in infortunio in itinere (che tuttavia non vale se il mezzo di locomozione che stavi usando è una bicicletta e l’incidente è avvenuto al di fuori di una pista ciclabile.
PS: sembra che, per fortuna, ora si sia coperti anche se si viaggia in bici fuori da una pista ciclabile). L’apertura di un infortunio comporta diverse agevolazioni tra cui l’assistenza dell’INAIL e il non dover restare a casa durante le ore diurne per eventuali visite di controllo. In questo caso dopo ogni visita all’INAIL rammenta di andare all’ASL con il certificato da loro rilasciato per richiedere l’esenzione sul pagamento del ticket per patologia. Sulla base di questo documento il tuo medico di base indicherà sulla ricetta il codice di esenzione L04. Te lo dico perché noi, non sapendolo e inizialmente non essendo stati avvisati, abbiamo pagato il ticket della prima radiografia.
Inoltre, nel caso di infortunio che determini una percentuale di invalidità, in genere una ditta stipula per i suoi dipendenti un’assicurazione che interviene con un rimborso non indifferente: è ovviamente necessario chiedere di aprire una opportuna pratica con quella assicurazione per far valere i propri diritti. Purtroppo, sempre parlando in generale, le ditte tendono a non aprire di default pratiche che possono tornare poi economicamente sconvenienti (i.e. tendono a minimizzare l’apertura sia di infortuni sia di richieste di rimborsi dall’assicurazione) per cui è opportuno interessarsi di persona affinché il dovuto venga effettivamente fatto!

2) Per i primi mesi, ti conviene affittare o farti imprestare una carrozzina possibilmente pieghevole, in modo (all’occorrenza) da poter essere agevolmente caricata nel baule di una macchina: visti i costi di alcune carrozzine assai economiche (sotto i 100€) vendute online, magari non eterne ma comunque leggere e di pronto utilizzo, si può eventualmente valutare se conviene poi acquistarne una.
Dal momento che poi probabilmente dovrai usare le stampelle per diverso tempo, ti consiglio di acquistare quelle che hanno un largo supporto sull’avambraccio, capace di scaricare il peso su un’ampia zona del braccio. Infatti io, dopo qualche tempo, ho dovuto cambiarle in quanto quelle precedenti, che avevano un supporto largo solo tre dita, dopo un po’ mi procuravano dolore sul braccio nella piccola zona dove veniva scaricato tutto il peso. La differenza di prezzo è minima per cui conviene fin da subito prenderle del tipo mostrato nella foto sottostante (ne trovi diverse tipologie analoghe anche online dove puoi trovare un’ampia scelta … e ti arrivano in pochissimo tempo direttamente a casa). Io avevo infine preso queste e mi ero trovato molto meglio che con altre precedentemente acquistate: per di più, ho visto ora che viene anche venduta singolarmente (sebbene economicamente costi ben più della metà che acquistare la coppia) semmai uno avesse la necessità di usarne solo una oppure desideri tenerne comunque una di scorta! 🙄

Stampelle con ampia base di appoggio sull'avambraccio

Stampelle con ampia base di appoggio sull’avambraccio

In quella foto ho ripreso anche un bastone di alluminio (generalmente venduto per camminate in montagna) che può tornare utile successivamente quando viene consentito il carico completo (è leggero, si può agevolmente ridurre di dimensioni, in modo da portarselo sempre nello zaino ed utilizzarlo in caso di necessità, ad esempio quando si è più stanchi e la gamba fa più male): quest’ultimo tipo di bastone, se non pensi di utilizzarlo anche successivamente per “vere” camminate in montagna e quindi ora desideri spendere poco, si può trovare per pochi euro anche al mercato nei banchetti dei cinesi o anche online.
Nota che l’altezza corretta delle stampelle deve essere regolata in modo da avere la mano allo stesso livello dell’attacco al bacino del femore (o osso della coscia).

3) Prenota una visita fisiatrica per tempo in modo da iniziare la fisioterapia pochi giorni dopo la rimozione del fissatore: la riabilitazione è assai importante ed è bene avvenga non appena si può iniziare, vale a dire dopo la rimozione del fissatore. Cammina molto, cercando di stimolare l’osso a consolidarsi, pur rispettando la soglia del dolore e le prescrizioni mediche. Valuta con il fisioterapista l’opportunità dell’uso del taping e, successivamente, quella di un gambaletto elastocompressivo: a me hanno aiutato molto entrambi.

4) Probabilmente molto prima di vedere un fisioterapista dovrai cimentarti nel muoverti con le stampelle. Personalmente non ho trovato particolari difficoltà quando dovevo usarle entrambe e non caricare nulla (si fanno avanzare le due stampelle e poi si saltella con la gamba sana), mentre devo dire che non mi è venuto naturale scoprire il corretto uso della stampella quando il carico deve essere parziale ed ancor meno quando mi è stato prescritto di usare una sola stampella in modo da stimolare adeguatamente l’osso. La “regola” fondamentale è di far fare alle stampelle (o alla stampella quando poi se ne potrà usare solo una) lo stesso movimento della gamba malata, in modo da rendere il tutto il più possibile sincrono e quindi scaricare parte del peso secondo la prescrizione medica (qualche prova utilizzando un pesa persona casalingo può essere utile, ma sicuramente il metodo più consono per capire quanto caricare è la soglia del dolore).
Per cui per scendere/salire le scale, poco prima si appoggiano entrambe le stampelle e quindi quasi contemporaneamente la gamba malata.
Nel caso di uso di una sola stampella, questa innanzitutto deve essere usata dal braccio opposto alla gamba malata, e anche in questo caso deve muoversi in modo sincrono con quest’ultima.

5) Cerca di non perdere le conoscenze utili per la tua attività lavorativa: sopratutto se operi in settori che evolvono velocemente, come ad esempio l’informatica, è importante continuare a tenersi aggiornati sulle evoluzioni tecnologiche … ed in questo Internet aiuta assai! Io personalmente, occupandomi di tecnologie Microsoft, ho seguito ad esempio i diversi eventi in streaming dei loro nuovi prodotti, ho curiosato nei loro blog.
… di programmare in prima persona ci ho provato ma non ci ho la testa, … richiede una concentrazione (e spesso anche una frustrazione quando qualcosa – come spesso accade – non funziona come dovrebbe) che attualmente non ho, soprattutto qui a casa; inoltre, spesso gli sviluppi richiedono un lavoro di equipe che è possibile svolgere solo trovandosi, perlomeno periodicamente, in uno stesso ambito lavorativo.

6) Considera questo periodo della tua vita in cui non puoi muoverti e spesso devi stare sdraiato con la gamba in alto, come un’opportunità per leggere libri e fare cose che diversamente non avresti avuto modo di fare se non, forse, andando in pensione. Presto ti accorgerai che molte delle attività che facevi non erano poi così essenziali e che il mondo continua a girare anche senza di te, senza quei tuoi impegni ed attività. Meglio scegliersi anche un’attività manuale che impegni la mente scacciando la depressione che inevitabilmente ti assale in certi momenti (quando per l’ennesima volta il medico guarda la radiografia e te ne programma un’altra per il mese seguente perché non ci sono stati grandi miglioramenti): ad esempio, io ho preso uno scanner per digitalizzare le migliaia di diapositive/negativi da me scattate nel secolo scorso, oltre a riversare sempre in digitale i film della mia infanzia. Come bene ha descritto Enzo Bianchi in un suo libro che ho letto recentemente (“Ogni cosa alla sua stagione“), ci sono, nella vita che scorre, periodi diversi che uno dovrebbe saper cogliere, tra i quali quelli della memoria e del ricordo che talvolta ci rallegrano ed ancora ci stupiscono, sebbene altri ci facciano soffrire. Le immagini delle fotografie, come forse ancor più i filmati, sanno richiamare emozioni e ricordi che sembravano dimenticati nel tempo … ed il tutto ti aiuta a riflettere.
Una lunga degenza aiuta anche a distinguere già epidemicamente chi ti è veramente vicino da chi ti telefona o ti viene a trovare solo per curiosità o per altri motivi che non riguardano la sfera degli affetti.
Anche se il computer con Internet può costituire un utile momento di svago e di legame con il mondo esterno oltre che di relazione con amici, si deve stare attenti a non diventarne dipendenti: solo dopo alcuni mesi sono riuscito a “disintossicarmi” e a preferire la lettura di un buon libro a una continua presenza online. Anche la facilità con cui si possono effettuare acquisti online può costituire un pericolo ed un facile mezzo di conforto momentaneo da cui prendere le distanze … anche se non sempre è facile!

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How to install the driver of the Epson Perfection 1200U/U Photo scanner in Windows 7 32 bit or 64 bit

I have an old but still working Epson scanner that has anyway a good resolution (1200dpi) for scanning documents and also photos. The problem is that in the Epson site you can’t find the driver for Vista, Windows 7 and now Windows 8!! I am very disappointed that a firm like Epson does not support any more a product like that: in november 2009 a guy asked to Epson support and the answer was: “Dear Jeremy, I am sorry you are experiencing difficulties locating a Windows 7 driver for your Epson Perfection 1200U.
At this time, there is no Windows 7 driver for your Epson product. Check www.epson.com/windows7 for future updates as we are still working on posting some drivers. If your product is not listed there, then it is not compatible with Windows 7.Should you require further assistance with this issue, please reply without history (when possible), as our email system contains all previous correspondence. If you have a different technical support issue, please submit another email request via our website (http://www.epson.com/support), and we will respond in a timely manner. Thank you for contacting Epson.”

Now the situation is still the same  😦

Till now I always used an old computer with Windows XP but today I thought it is time to make it work at least on a Windows 7 PC!!

I have a Windows 7 64bit version … so I tried to use the most recent Epson Twain I found in the Epson site: no way!! So I tried to find a solution on Internet and I found this very useful link that clearly explain the procedure for Windows 7 for both 32bit and 64bit version.

In particulare it says:

For Win7 32 bit:

Installing this scanner in Windows 7 or Vista 32bit only requires using compatibility mode and administrator priviledges with the XP driver. Download the most recent XP driver (Twain 5 v 5.53) from one of the Epson websites, eg: link1, link2. These drivers will install both Windows WIA support and Epson’s TWAIN scanning interface.

Run the downloaded self-extracting .EXE file. As it extracts the contents to a new folder it will pause to allow you to confirm the folder’s location (ie. c:\epson\…). At this point uncheck the box that says “When done unzipping run Setup.exe” and then click the Unzip button to continue. If you get a file/folder creation error while unzipping, run the EXE again with administrator priviledges. Next, browse to the Setup.exe file in the newly created Epson folder (eg. c:\epson\epson10245) and set the Compatibility options for Windows XP-SP2 and Run as Administrator. I happened to set these options for ‘All Users’ but that might not be necessary. Make sure that the scanner is NOT plugged in to the computer during the driver installation. Double-click the Setup file to install the scanner drivers and Twain. Reboot the computer.

Now plug in the scanner’s USB cable and turn it on. When doing your test scans you’ll find that certain applications (ie. MS Paint, Paint.NET and others) can only interface with the MS WIA scanner driver, which is very basic. The WIA driver also, apparently, does not recognise the scanner’s TPU (transparency adapter) so it cannot be used for scanning slides or negatives. Epson Twain 5 OTOH works normally for both reflective and transparency scanning. XnView happens to be compatible with the Twain interface if you are in need of an app to test/scan using Epson Twain.

I’ve installed this driver in both Vista and Windows 7. When installed cleanly it works like a charm.

For Win7 64 bit:

This is a completely different situation and requires the use of modified (but still Epson based) drivers. Don’t know who created the driver package… and I don’t care cuz they work. 😉

At this particular point in time the required driver can be found at either of these two links:

http://www.box.net/shared/5rxsn87mqr

http://rapidshare.com/#!download|64cg2|333376396|epsonScan_1.0_Per1200Win64eu.zip|10518

Download the file “epsonScan_1.0_Per1200Win64eu.zip” and un-zip it. Make sure that your scanner is not connected to the computer, then run Setup.exe. Reboot the computer, then plug in and turn on the scanner.

No compatibility settings were required when I installed it, YMMV on that. (A driver installation folder is created in c:\epson, similar to above.)

This installer puts “Epson Scan Ver. 2.68E” on the computer. It’s been modified to include 64bit support for the Perfection 1200U and U-Photo scanners. I don’t know if the Perfection 1200S (SCSI) is also supported. It includes a WIA driver, a TWAIN interface for use with twain compatible software and also a stand-alone scanning utility to scan directly to files. Note that the stand-alone Epson Scan utility will NOT run if the scanner is not turned on. This scanning interface isn’t the identical to Epson Twain 5 but the functionality seems to be pretty much the same.

That’s that. There are other methods for installing this scanner in Windows 7/Vista but these two at least conform to KISS.

If OTOH you’re up to modifying installation files yourself there are some other installation methods discussed at the links below.

http://www.vistax64.com/drivers/176731-epson-perfection-1200-photo-2.html

http://www.fixya.com/support/t3652527-epson_perfection_1200_scanner_driver

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Regola n. 1: MAI firmare o accettare un contratto (e.g. luce/gas/telefono) proposto dai venditori porta porta o per telefono!!

Chi tra noi non ha ricevuto nell’ultimo mese almeno una proposta di cambiare contratto per luce, gas o telefono? Penso nessuno …

L’aumento generalizzato delle tariffe e la crisi economica possono concorrere a cercare soluzioni alternative quali quella di cambiare contratto, cercandone uno più conveniente … e i venditori in questione lo sanno bene!

… anche noi sappiamo bene che questi “personaggi” che ti telefonano o che suonano il campanello di casa hanno un solo obiettivo: quello di accaparrarsi la percentuale per un nuovo contratto firmato. Nulla importa loro se quello è migliore o peggiore di quello che hai attualmente … l’importante è convincerti che è più vantaggioso mostrandoti solo i lati positivi della loro proposta o, peggio ancora (ma purtroppo assai diffuso), dicendoti a voce (o anche scrivendoti su un foglio) clausole e vantaggi inesistenti o fornendo spiegazioni non veritiere. Una delle caratteristiche principali di questa tipologia di venditori consiste proprio nella loro capacità di convincere le persone anche a conto di mentire talvolta spudoratamente. Per quanto ho capito lavorano per agenzie che trattano contratti per molteplici ditte, anche concorrenti tra loro.

Pur sapendo tutto ciò, è successo anche a me proprio lo scorso venerdì di farmi raggirare da un venditore porta porta che è riuscito, vi dirò poi come, a farmi firmare un contratto che, leggendo poi bene, mi faceva cambiare operatore per la luce ed il gas.
Innanzitutto mi chiede di vedere i contatori facendo supporre di essere un addetto alla loro lettura: gli dico che non ho visto alcun cartello appeso nell’atrio relativo al suo arrivo e prontamente mi risponde che ormai non li mettono più.
Poi incomincia a fare discorsi astrusi da cui intendo che la gestione dei contatori è della ditta per cui lavora (nella fattispecie ENI) e che c’era un aggiornamento del contratto da firmare. A nulla vale dire che il gestore della luce che ho è differente e che non intendo cambiarlo. Ripete la solita tiritera che fa leva sul fatto che i contatori non sono di proprietà del mio gestore ed il contratto in questione riguarda appunto quelli.
Afferma poi che nell’ultima bolletta che avevo ricevuto ci dovrebbe essere scritto che un addetto ai contatori sarebbe dovuto passare: recupero la bolletta ma non trovo alcuna indicazione a tale proposito. Mi dice allora che se non firmavo sarei stato ricontattato e avrei dovuto andarer poi personalmente in uno degli Store Eni per apporre quelle firme.
Chiedo quindi di telefonare al numero verde del mio gestore (nella fattispecie Edison) e, alla risposta di un operatore gli spiego sommariamente quello che ho capito, chiedendo se effettivamente dovevo firmare quel contratto: quindi gli passo il venditore perchè lui stesso possa spiegare meglio il tutto. Costui gli ripete la solita tiritera che si tratta di un qualcosa relativo al contatore. Ripassatomi la cornetta telefonica, l’operatore del call center stesso (probabilmente anche lui confuso dalla spiegazione fornitagli dal venditore), alla mia specifica domanda se devo firmare, mi dice di si!!!
A questo punto, rassicurato, firmo e addirittura mi scuso con il venditore per avergli fatto perdere tempo … regalandogli anche una biro in quanto la sua stava per esaurirsi!!

Mi scrive infine il suo nome e cognome (Simone Madeo) sulla copertina del plico che mi lascia, contenente il contratto, pregandomi di dare una buona opinione sul suo operato qualora ricevessi una telefonata del customer care: la sfacciataggine e mancanza di pudore di almeno alcuni di questi venditori è a dir meno raccapricciante!

Lunedì e Martedì 16 settembre leggo su La Stampa due articoli specifici sui contratti di energia e telecomunicazioni in cui si parla dei “trucchi” relativi alle pratiche commerciali illecite ed aggressive nel settore dell’energia. Riprendo allora il plico con il contratto e, leggendo bene nei particolari il foglio che mi aveva fatto firmare, mi accorgo che effettivamente era relativo alla richiesta del cambio di gestore!!! … non riesco ancora a capacitarmi come anche l’operatore del call center del mio operatore si sia lasciato convincere e mi abbia potuto rassicurare!

Oggi sono andato in un Eni Store per chiarire il tutto ed eventualmente recedere da quel contratto (per fortuna ci sono 10 giorni per poter recedere!): la gentile operatrice dell’ENI mi conferma che il contratto da me firmato mi avrebbe fatto cambiare operatore e che le condizioni erano peggiori di quelle che ho attualmente con l’altro operatore. Compilo il foglio di recessione, lo firmo, l’addetta lo trasmette via fax ed è tutto risolto …

Chissà quante altre persone, magari anziani e pensionati, si sono e si faranno abindolare da questi venditori senza scrupoli e senza morale. Leggo, sempre sull’articolo de La Stampa, che il 20% delle denunce arrivate alle associazioni a tutela dei consumatori (numero verde: 8008212212) riguarda l’attivazione di contratti non richiesti ed estorti con la truffa e l’inganno, in genere attraverso il porta a porta seguiti da firme anche false. Un metodo  semplice è quello di irretire l’utente facendosi dare il codice cliente (Pod) e poi firmare il nuovo contratto!

Mi chiedo anche come sia possibile che queste persone continuino a farla franca e che gli operatori si affidino a queste ditte di procacciatori di contratti che non possono che contribuire a rovinare la reputazione anche di grandi ditte come, ad esempio, ENI o Telecom Italia. Parlo anche di telefonia perchè circa un anno fa mia cugina si è lasciata abindolare da una venditrice che addirittura le aveva dato dei fogli stampati con descritte delle condizioni vantaggiose del contratto da lei poi firmato … peccato che non erano vere!!! Per cui dopo tutto il sangue marcio che ha dovuto sputare per recedere dal contratto una volta ricevuta la prima bolletta che ovviamente non rispettava quelle condizioni, ha deciso addirittura di cambiare operatore!! … e questo grazie a un venditore disonesto di queste ditte di procacciatori!!!

Ma la Giustizia dov’è??? Dobbiamo proprio tutti rivolgerci alle Associazioni a difesa dei Consumatori (come ha fatto mia nipote) perché i cosiddetti Garanti si accorgano di queste truffe generalizzate e pongano un rimedio?

Un’ultima indicazione che forse può tornarvi utile: sempre in quell’articolo di La Stampa, viene fornito un link del sito dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas  e in particolare la pagina Trova Offerte in cui, indicando sia i propri consumi annuali presunti (che devono essere indicati in ciascuna bolletta), sia il desiderio di avere una mono oraria o meno, sia il c.a.p., sia la residenza o meno, viene fornita una classifica delle offerte attualmente attive dei diversi gestori, indicando anche per ciascuno il costo annuale per la fornitura. Dai dati relativi ai propri consumi reali, presente in ciascuna bolletta, si scopre magari che una bioraria o multi oraria risulta più conveniente o meno. In quel sito viene anche detto che le offerte vengono inserite direttamente dai gestori per cui possono non essere esaustive e magari corrette (benchè in questo caso siano passibili penalmente se non veritiere!). Purtroppo, su circa 240 aziende del settore riconosciute in Italia, solo 20 hanno inserito i dati in quel comparatore: forse che le altre non abbino offerte trasparenti? Comunque si tratta di una quota troppo piccola, come affermano giustamente le associazioni che chiedono all’Autorità che ogni operatore sia obbligato a inserire i propri dati nel Trova Offerte.

Comunque, se proprio volete vedere se cambiare gestore o contratto può portarvi dei vantaggi, magari affidatevi a quel calcolo comparativo e NON ai venditori ambulanti o telefonici. Analizzando il tabulato finale che si ottiene, si scopre che ovviamente i contratti stipulati via web (che generalmente prevedono una gestione informatica e non cartacea delle bollette) sono spesso i più convenienti in quanto non sussiste alcun intermediario!

Esistono poi diversi siti che effettuano confronti, ad esempio:

Vi consiglio comunque, dopo averli eventualmente usati per individuare la soluzione che potrebbe risultare per voi migliore, accedere direttamente (con un’altra pagina del browser) al sito dell’offerta, senza raggiungerlo dal link fornito dal sito di comparazione (che probabilmente prende una percentuale sugli utenti che presenta).

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P.S. 14/9/2019
Mi è già capitato due volte di ricevere (anche su cellulare) telefonate da un call center che si presenta come se fosse istituzionalizzato per salvare il cittadino/consumatore da frodi e truffe. Sostanzialmente ti dicono che sono state individuate irregolarità nei pagamenti richiesti dal gestore che uno ha e quindi, per tutelarti, ti propongono di lasciarlo … proponendoti una “valida” alternativa.
La prima volta sono stato a sentirli, seppur stupito … alla seconda telefonata, ho subito riattaccato e messo in blacklist il numero!! :-/

Insomma, libero mercato o libera truffa?

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Monte Calvario a Villanova Mondovì (chiesa di Santa Caterina, santuario di Santa Lucia e cappella di San Bernardo): rifugio faunistico o sfruttamento indiscriminato delle risorse ambientali?

Da più di 30 anni trascorro piacevolmente alcuni week-end e qualche settimana di ferie estive a Villanova Mondovì, Paese di origine degli antenati di mia moglie. Se volete vedere alcune foto di questo bel paese, potete andare a questo link dove ho condiviso pubblicamente su OneDrive alcune delle immagini che ho catturato nel tempo con la mia macchina fotografica!

Anche se non ci sono nato e non è legato a ricordi infantili (sebbene, lato materno, sia originario di Mondovì/Carrù) mi sono affezionato a questo bel Paesino con il suo Monte Calvario e la passeggiata in mezzo alla pineta con i piloni del Calvario e il panorama che dalla cima si può ammirare, con l’antica chiesa di Santa Caterina e la sua Piazza di Villavecchia, con Caporale ed il suo pianoro stupendo di incontaminata natura, con il Santuario Santa Lucia che sembra appiccicata alla roccia per miracolo, con le cappelle campestri (San Bernardo, San Rocco ecc…) che tengono in piedi tradizioni di feste centenarie tramandate da più generazioni. Senza parlare delle mete vicine, dalla Certosa di Chiusa Pesio ed ai rifugi montani, al Santuario di Vicoforte con la sua volta ellittica incredibile! … e poi le terme di Lurisa, gli impianti sciistici del Mondolè Ski senza poi tralasciare ovviamente Mondovì con la sua funicolare che porta in pochi minuti nella stupenda Mondovì Piazza con il suo campanile e lo splendido panorama!! … e ancora poi le Langhe a due passi con i loro vigneti ed il loro buon vino … insomma un mondo di attrazioni turistiche, culturali, gastronomiche e naturalistiche, tra le più apprezzabili in Piemonte!!

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INDICE

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Si sta cercando veramente sempre di tutelare queste bellezze naturali ed artistiche?

La domanda ora è semplice: si sta cercando veramente sempre di tutelare queste bellezze naturali ed artistiche?
Cercando su Internet, ho trovato qui una notizia risalente al 27/12/2011 relativa all’approvazione di due progetti per la risistemazione di Monte Calvario a Villanova Mondovì, in particolare uno che mira alla valorizzazione dell’antica via per il Monte Calvario, e l’altro al miglioramento della stabilità ecologica della pineta del Monte. Per il momento non ho notato nessun lavoro concreto in tal senso, ma forse, visti i tempi burocratici generalmente biblici, forse è troppo presto …
D’altra parte io stesso ho notato alcune cose positive concrete fatte quest’anno dall’attuale amministrazione: dalla rimessa a nuovo del parco giochi per bambini, all’installazione in piazza Filippi di due distributori di acqua filtrata ed eventualmente gasata che tende giustamente a limitare lo spreco (non solo ambientale ma anche economico) derivante dall’utilizzo delle bottiglie di plastica.

Tuttavia vi propongo alcune foto scattate la settimana scorsa lungo la strada che porta in cima a Monte Cavario: mi sembrano siano sintomatiche di una contraddizione intrinseca rilevabile spesso anche senza spostare di molto lo sguardo.
Talvolta nella stessa immagine si vede, ad esempio, un cartello indicante che l’area è protetta e la selvaggina deve essere rispettata e non disturbata (con relative sanzioni  a norma di legge) e un altro accanto indicante il limite di una cava, con relativi avvertimenti di pericolo di caduta e per sparo mine.

Azienda Faunistica Venatoria Mondolè
Azienda Faunistica Venatoria Mondolè

Rifugio faunistico, da rispettare e da non disturbare, o pericolo di caduta e sparo mine?

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Cappella del S.S. Crocifisso

In cima a Monte Calvario, proprio accanto alla Cappella del S.S. Crocifisso, la visuale è questa … con relativo cartello della Comunità Montana delle Valli Monregalesi che afferma attuare un “impegno continuo”!!! Ci sono però diverse forme di “immondizia” … talvolta anche peggiori della cartaccia!

Ripetitori con a destra il cartello della Comunità Montana delle Valli Monregalesi
Ripetitori con a destra il cartello della Comunità Montana delle Valli Monregalesi
Un impegno davvero continuo?
Un impegno davvero continuo?

Ecco poi lo stato di incuria ed abbandono in cui versa da anni la Cappella del S.S. Crocifisso … senza parlare del sentiero della via crucis che conduce a essa attraverso la pineta … ormai quasi impraticabile in diversi punti!!

Rimane chiusa oramai sempre da quando più di un decennio quando il vecchio Parroco Don Servetti è morto: nemmeno una festa religiosa è stata in grado di fare il miracolo di renderla nuovamente visitabile così come nessuna processione percorre più quella via crucis abbellita da piloni lungo tutto il percorso, come solo fino ad un decennio fa avveniva il Venerdì Santo ed in occasione di altre festività religiose: sono ormai quasi sepolti dal degrado e l’incuria. Le erbacce, il muretto sgretolato in più punti, gli scalini sconnessi, i muri della facciata ammuffiti, la luce che la illuminava un tempo (rendendola visibile ovunque esendo in cima al monte) è scomparsa e rimane ormai solo più un ricordo …

I ripetitori a fianco finiscono poi il quadro di desolazione: l’ultimo pilone della via crucis, relativo alla “sepoltura di Gesù“, ne fa da sfondo quasi a premonire la prossima annunciata fine.

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Pineta del Momburgo (Monte Calvario) e cave

La bella pineta che ricopre Monte Calvario oramai da anni è attaccata da più fronti: da un lato le cave che, imperterrite, proseguono la loro erosione della montagna, dall’altra la processionaria.

Quando chiedo ai residenti se si stà facendo qualcosa per contrastare questo degrado e per cercare di ostacolare questa morte annunciata, spesso alzano spalluccia … da una parte gli interessi economici, dall’altra l’impossibilità di fermare la diffusione di quel parassita che, oltre a distruggere i pini è anche pericoloso per la salute degli uomini e degli animali.

Ho cercato ora su Internet informazioni su questo flagello naturale per vedere se davvero non esistono soluzioni … da alcuni link che ho trovato sembra che in realtà delle soluzioni esistano (lotta microbiologica con il batterio Bacillus thuringiensis, trappole ai feromoni, endoterapia, trappole meccaniche). Diverse ditte di dinfestazione si propongono per combatterla e sono facilmente individuabili anche solo con una semplice ricerca su Internet. Non sono così sicuro che si siano provate tutte queste strade che, almeno altrove, sembra abbiano dato buoni risultati!

Uno dei piloni della via Crucis

Ma se i malanni naturali sono forse difficili da combattere, forse quelli procurati dall’uomo sono ancora più difficili da arginare. Le cave sono ormai presenti da decenni, penso risalgano all’inizio secolo: ma allora i mezzi utilizzati per il loro sfruttamento erano ben diversi da quelli attuali.

Io conosco la cava dal 1980. Nel corso dei soli ultimi 30 anni si è espansa a dismisura ed il ritmo di estrazione oggi è tale che ad ogni estate dal balcone della mia casa di Villanova nuove colline e montagne mi appaiono all’orizzonte, non essendoci più parte del monte frantumato nel corso dell’anno. Anche le apparecchiature, le ruspe, i camion ed i capannoni presenti si sono moltiplicati esponenzialmente soprattutto nell’ultimo decennio.
Ecco alcune foto che avevo fatto alla cava a settembre 2002aprile 2004 e di seguito come quella cava si presenta oggi. L’ultima concessione risale appunto a quel periodo ed era stata mi sembra di 10 anni (scadrebbe tra qualche anno) e, a quanto ho sentito, era stata concessa con vincoli ben precisi di recupero del territorio. Ora ho sentito dire che è stata avanzata la proposta per una nuova concessione per successivi ben 20 anni!!! Avendo visto i cambiamenti subiti nell’ultimo decennio non oso neppure immaginare cosa possa significare un ulteriore sfruttamento di quelle risorse per un periodo così lungo e con tecnologie che diventeranno sempre più avanzate e produttive!!

1/9/2002
1/9/2002
24/4/2004
24/4/2004 (1)
24/04/2004 (2)
24/04/2004 (2)
24/04/2004 (3)
24/04/2004 (3)
27/6/2004
27/6/2004 (4)

Mi chiedo: possibile che, per probabilmente meno di un centinaio di posti di lavoro reali sul territorio locale, gli abitanti di Villanova possano sopportare in silenzio questo scempio? Penso non solo all’aspetto paesaggistico e ambientale ma anche al rumore (dalle 6 del mattino anche ad agosto e talvolta anche la notte), agli smottamenti, alle polveri … senza parlare delle zanzare che, anche quest’anno di grande siccità, hanno potuto prolificare abbondantemente grazie alle pozze d’acqua presenti nel cantiere della cava!! … oltre alle serpi d’acqua.

Si deve non solo chiudere gli occhi ma anche le orecchie e talvolta pure il naso per ignorare il tutto … e non badare alle punture delle zanzare!!!

Ma anche volendo fare un discorso economico e non solo ambientale, non si tiene conto del lavoro che potrebbe derivare da un diverso utilizzo di quell’enorme area ora desolata e malsana? Parco avventura, campi sportivi, abitazioni … pure un centro commerciale è meglio di una cava e penso renda di più in termini sia economici sia in posti di lavoro. Senza parlare della rivalutazione sia del Paese in termini turistici sia delle centinaia di case, attualmente svalutate dalla presenza delle cave: all’atto dell’acquisto di quelle case, spesso gli acquirenti pensavano ragionevolmente che la cava avrebbe terminato le attività nel corso di al massimo un decennio o almeno le riducesse drasticamente e non le espandesse esponenzialmente come invece è avvenuto.
Mi hanno detto che esistono già progetti per la rivalutazione di quel territorio e che sono molto propositivi: ma quanto si aspetta ancora per attuarli?

Ecco infine alcune foto relative alla cava come si presenta ora (agosto 2012) dove si possono notare sia le dimensioni attuali sia la sua vicinanza all’abitato sia di Villanova anche nella sua parte più antica (Villavecchia) che si espande lungo il monte Momburgo (da cui è stata ripresa la foto panoramica seguente).

La cava oggi ( 8/2012)

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Cappella di San Bernardo (com’era e com’è oggi)

Neppure la cappella di San Bernardo ha saputo, un decennio fa (vale a dire all’epoca della richiesta dell’attuale concessione) fare il miracolo di arrestare questo scempio che ormai, per chi percorre la statale da Mondovì a Limone, è ben visibile anche direttamente dalla macchina … al punto che parlando con un collega che va a Limone in ferie, è bastato parlagli della cava per fargli capire subito dove si trovava Villanova Mondovì.
Risultare individuabili grazie alla presenza di una cava, enorme e ben visibile anche dalla statale, non è certo un buon biglietto da visita per un turista o per chi intenderebbe eventualmente proporre attività ricreative in quel territorio!!

Da Monte Calvario: cava e statale per Mondovì
Cava adiacente all'abitato

Ecco la cronistoria fotografica dello spostamento addirittura di tutta la Cappella di San Bernardo in quanto era sotto tutela dei Beni Culturali ma intralciava il proseguo degli scavi. Le prime foto, che ho inserito in questo post, sono relative alla Cappella nella sua collocazione iniziale, dove si poteva ammirare sia il bel paesaggio (Villavecchia sulla sinistra) sia si poteva entrare sempre nella cappella per visitarla e … magari ripararsi da un temporale! Attualmente spostata e ricostruita a qualche centinaio di metri con un’opera ciclopica e sicuramente costosa (sebbene opportunamente pubblicizzata in senso positivo da iniziative locali) risulta accessibile nuovamente solo da quest’anno e solo esternamente, dopo più di otto anni dall’inizio lavori; inoltre non risulta segnalata da nessun cartello turistico e risulta infine perennemente chiusa (inizialmente solo due piccole grate permettevano di vederne l’interno in minima parte, come testimoniano le foto seguenti, ma con la collocazione di un assurdo cancello, neppure questo è più possibile!).

P.S. 2020 – Neppure a distanza di quasi un decennio, esiste alcuna indicazione relativa alla cappella di San Bernardo … ma tanto ora, anche se uno riesce a raggiungerla, non può accedere neppure al suo atrio in quanto una cancellata di ferro (inutile quanto esteticamente deturpante) ne impedisce l’accesso! Anche qui una costosa opera antiestetica, inappropriata e inutile. Serve forse a evitare atti vandalici? Seppur da sempre fosse sempre aperta e accessibile anche al suo interno ad accogliere i viandanti/visitatori, di atto di vandalismo quella cappella secolare ne ha subito solo uno: questo di essere stata spostata da una locazione con una vista stupenda a un avvallamento privo di alcuna visuale!

Dov'è l'indicazione della cappella di San Bernardo?
Dov’è l’indicazione della cappella di San Bernardo?

1/9/2002 – Com’era la vista dalla Cappella di San Bernardo: magnifico panorama di tutto il paese comprese le chiese della parte alta, la più antica. Da un sentiero già al limite della cava, si poteva raggiungere agevolmente la cappella e visitarla dopo avere ammirato il belvedere sulla valle. Sempre aperta, garantiva da decenni rifugio in caso di pioggia e mai nessun atto vandalico si era verificato, come testimoniano le foto seguenti che la mostrano in ottime condizioni, per non essere mai stata restaurata!

P.S. 2020 – Ora che non solo è stata spostata in un posto infimo, in fondo a una conca dove la vista è nulla, ma un inutile cancello di ferro impedisce l’accesso addirittura nella tettoia antistante la cappella, i cui interni quindi non si possono più non solo visitare, ma neppure intravvedere dalle feritoie delle finestrelle! Vedi Villanova Mondovì: dietro la cappella di San Bernardo nuovo “belvedere”… con vista sulla cava!

1/9/2002 - Panorama da San Bernardo
1/9/2002 – Magnifico panorama che si poteva ammirare dalla cappella di San Bernardo quando si trovava nella sua collocazione originale
1/9/2002 - Sentiero per arrivare a San Bernardo
1/9/2002 – Sentiero chge serviva ad arrivare alla cappella di San Bernardo
1/9/2002 San Bernardo com'era (1)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (1)
1/9/2002 San Bernardo com'era (2)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (2)
1/9/2002 San Bernardo com'era (3)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (3)
1/9/2002 San Bernardo com'era (4)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (4)
1/9/2002 San Bernardo com'era (5)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (5)
1/9/2002 San Bernardo com'era (6)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (6)
1/9/2002 San Bernardo com'era (7)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (7)
1/9/2002 San Bernardo com'era (8)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (8)
1/9/2002 San Bernardo com'era (9)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (9)
1/9/2002 San Bernardo com'era (10)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (10)
1/9/2002 San Bernardo com'era (11)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (11)
1/9/2002 San Bernardo com'era (12)
1/9/2002 – Cappella di San Bernardo com’era (12)

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Aprile 2004 – Ricollocazione Cappella di San Bernardo:

2003 - Ricollocazione Cappella di San Bernardo
2003 – Ricollocazione della cappella di San Bernardo
San Bernardo (1)
Aprile 2004 – Cappella di San Bernardo (1)
aprile 2004 - San Bernardo (2)
Aprile 2004 – Cappella di San Bernardo (2)
aprile 2004 - San Bernardo (3)
Aprile 2004 – Cappella di San Bernardo (3)
aprile 2004 - San Bernardo (4)
Aprile 2004 – Cappella di San Bernardo (4)
aprile 2004 - San Bernardo (5)
Aprile 2004 – Cappella di San Bernardo (5)
aprile 2004
Aprile 2004 (5)

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Agosto 2012Cappella di San Bernardo nell’agosto 2012:

8/2012 - San Bernardo oggi (1)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (1)
8/2012 - San Bernardo oggi (2)
Agosto 2012 Cappella di San Bernardo (2)
8/2012 - San Bernardo oggi (3)
Agosto 2012 Cappella di San Bernardo (3)
8/2012 - San Bernardo oggi (4)
Agosto 2012 Cappella di San Bernardo (4)
8/2012 - San Bernardo oggi (5)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (5)
8/2012 - San Bernardo oggi (6)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (6)
8/2012 - San Bernardo oggi (7)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (7)
8/2012 - San Bernardo oggi (8)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (8)
8/2012 - San Bernardo oggi (9)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (9)
8/2012 - San Bernardo oggi (10)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (10)
8/2012 - San Bernardo oggi (11)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (11)
8/2012 - San Bernardo oggi (12)
Agosto 2012 Cappella di San Bernardo (12)
8/2012 - San Bernardo oggi (13)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (13)
8/2012 - San Bernardo oggi (14)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (14)
8/2012 - San Bernardo oggi (15)
Agosto 2012Cappella di San Bernardo (15)
8/2012 - San Bernardo oggi (16)
Agosto 2012 Cappella di San Bernardo (16)
... ad una decina di metri dal retro della Cappella di San Bernardo
Agosto 2012 – A una decina di metri dal retro della Cappella di San Bernardo

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Santuario di Santa Lucia

Anche il Santuario di Santa Lucia è ormai semi abbandonato e dopo uno smottamento della strada di accesso (avvenuto nel lontano 2009), solo quest’anno (2012) l’abbiamo trovata parzialmente ripristinata, sebbene risulti ancora percorribile sono a piedi e persista il divieto di accesso per gli autoveicoli (anche se ho constatato che spesse volte il divieto non viene rispettato anche perché è meta di persone anche anziane per le quali il percorso a piedi, seppur breve, risulterebbe assai difficoltoso).

Strada di accesso al Santuario di Santa Lucia: persiste dal 2009 il divieto di accesso ai veicoli
Strada di accesso al Santuario di Santa Lucia: persiste dal 2009 il divieto di accesso ai veicoli
22/5/2009 - Ordinanza del Sindaco di Villanova: divieto di transito ai veicoli
22/5/2009 – Ordinanza del Sindaco di Villanova: divieto di transito ai veicoli
Santuario di Santa Lucia
Santuario di Santa Lucia
Cava di Roccaforte e Santa Lucia (a destra)
Come appare il santuario di Santa Lucia dalla provinciale… con la cava di Roccaforte immediatamente alla sua sinistra
Santuario di Santa Lucia
Santuario di Santa Lucia - La chiesa ricavata dentro una grotta naturale

La cava alla sinistra del Santuario, di pertinenza del Paese limitrofo (Roccaforte) è stata finalmente chiusa da poco: lo scempio comunque rimane sia a livello paesaggistico sia come probabili danni alla struttura del Santuario secolare e distante poche centinaia di metri.

Le immagini via satellite che si ricavano da Google Map sono a dir poco terrificanti e da cui si può constatare che le dimensioni delle cave sono quasi analoghe a quelle del centro abitato del Paese:

Villanova Mondovì
Villanova Mondovì
8/2012 - Vista globale del territorio via satellite
8/2012 – Vista globale del territorio via satellite
Cava di Roccaforte
Cava di Roccaforte, adiacente al Santuario di Santa Lucia
Cava di Villanova Mondovì
8/2012 – Cava di Villanova Mondovì

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Allego nel seguito altre foto del santuario di Santa Lucia del marzo 2017:

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Cosa si può fare allora di concreto per modificare il corso degli eventi? Iniziative interdisciplinari quali quelle della scuola media di Villanova Mondovì penso siano andate nella direzione giusta, coinvolgendo i ragazzi a prendersi a cuore” il territorio ed alcune realtà artistiche in abbandono e degrado.

Da meno di un anno è sorto il Comitato Ambientale Villanovese – Ama il tuo Paese (FACEBOOK – Amailtuopaese) che sta cercando di fare qualcosa: purtroppo conta attualmente meno di un centinaio d’iscritti e, almeno gli attivisti che ho incontrato, sono persone sopra i 50 anni. È necessario sensibilizzare maggiormente i giovani che forse non hanno l’esperienza ma hanno spesso più idee e più determinazione se credono veramente in qualcosa … e poi è a loro che lasciamo in eredità il mondo e perciò è giusto che loro in prima persona incomincino a prendersene carico a partire dai luoghi in cui vivono.

I problemi ambientali della zona non si riducono certamente alla sola cava ovviamente, sebbene quella sia la piaga più evidente a chiunque sosti anche solo per poche ore in quel Paese: per questo quel Comitato si occupa anche di altri aspetti di tutela del territorio. Assurda ad esempio è la carenza di acqua che si ha da sempre in agosto con relativo divieto del Sindaco di usare l’acqua per irrigazione anche nelle ore notturne, e questo anche in anni non di siccità generalizzata come quello attuale. Il problema della carenza idrica sarà sempre più un problema che dovrà sicuramente essere affrontato seriamente dalle future amministrazioni e nuovamente la cittadinanza dovrà vigilare sulle loro decisioni: troppo spesso alcune amministrazioni cercano ancora di aggirare le indicazioni espresse dal recente referendum.

Ho voluto iscrivermi anch’io a quel Comitato, benché non sia residente a Villanova e ci trascorra solo poche settimane l’anno, volendo dare fiducia a queste persone che si stanno impegnando in prima persona per cambiare alcune delle derive ormai sempre più evidenti e sempre più difficili da arginare.
Ho visto ora sul blog del loro sito che, come in molti Comitati democratici, anche nel loro ci sono incomprensioni e quello che era l’attuale Presidente si è appena dimesso. Spero che questo primo tentativo di associazione e di discussione democratica non debba finire ma sappia invece trovare nuove forze e ampliarsi con maggiori adesioni soprattutto tra il popolo giovanile del Paese, attualmente latitante. Spero che riescano a rendersi maggiormente visibili sia con banchetti durante le fiere locali, sia soprattutto con iniziative concrete che sappiano trovare l’appoggio di altra parte della popolazione, attualmente sopita e assente: ripulire con il proprio personale impegno alcune delle brutture del Paese, ad esempio cercando di rendere più agibili certi sentieri (es. da San Bernardo a Santa Lucia, la via Crucis), affiggendo dei volantini su bacheche e nei negozi in modo da diffondere la conoscenza della loro iniziativa, proporre serate a tema in cui presentare con slide le loro iniziative concrete e accettare nelle loro riunioni più gente anche con idee differenti ma con l’obiettivo comune del bene ambientale del Paese.

So bene che non è un’impresa facile, soprattutto riuscire ad impostare internamente un dialogo civile e democratico, essendo molte le idee e le possibili proposte, ma sono sicuro che, anche solo con l’impegno continuo di pochi, possano riuscire nel loro intento. Ma proprio perchè possono essere trovate diverse iniziative rivolte a quel fine, non è detto che ciascuno le debba approvare tutte ed impegnarsi ovunque: ciascuno può e deve rivolgere le proprie energie solo o principalmente in quella in cui crede o crede maggiormente.

Auguri dunque a tutti loro …

P.S. 2020 – L’iniziativa del gruppo di persone che costituiva il Comitato Ambientale Villanovese – Ama il tuo Paese mi sembra sia sostanzialmente morta: il sito non esiste più e il loro sito Facebook Amailtuopaese, non ha più alcun post da più di due anni … 😦
Probabilmente ne inserirò qualcuno io di nuovo per cercare di ravvivare l’iniziativa semmai fosse ancore possibile!

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Pubblicato in Arte e Bellezza, Giustizia, burocrazia e malcostume | 26 commenti

Come ci si deve comportare in bicicletta, a termini di legge, per attraversare incroci e strisce pedonali?

Non sempre risulta chiaro ai ciclisti, agli automobilisti ed ai pedoni come un ciclista si debba comportare nell’attraversamento di un incrocio con semaforo. Più volte mi è capitato personalmente di essere ripreso da un automobilista che intendeva girare a destra in quanto a passo d’uomo attaversavo su strisce pedonali l’incrocio con il verde in quanto non ero sceso dalla bicicletta. Mi è anche capitato (in verità solo due volte in tutta la mia vita e da persone, secondo il mio parere, non del tutto “normali”) di essere ripreso da qualche pedone sebbene, ripeto la mia andatura fosse a passo d’uomo e la distanza dal pedone più vicino fosse maggiore di un metro.

Anche leggendo l’assurdo libretto distribuito dal Comune di Milano “Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta”mi era sembrato di constatare la necessità di scendere sempre dalla sella se si attraversa un incrocio su strisce pedonali [pag 14 –  1. Ricordarsi che la bici è un veicolo. È bene rimanere sulla strada, usando le normali regole della circolazione veicolare. Se si preferisce usare comunque l’attraversamento pedonale (magari per attraversare una strada particolarmente trafficata), bisogna scendere dalla bicicletta e condurla a mano. I ciclisti possono rimanere in sella alla propria bici quando ci sono gli attraversamenti ciclabili, cioè i cosiddetti “quadrotti” di 50 x 50 cm].

Mi hanno segnalato il seguente articolo che sembra chiarire forse meglio: si tratta di un testo protocollato, a quanto sembra, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e pubblicato su un sito, Piemmenews, della Polizia Municipale …

Riporto integralmente quanto pubblicato nel sito ufficiale Piemmenews – Polizia Municipale News relativamente a “Richiesta di parere in merito all’art. 41 CdS. Commi che regolano il comportamento del velocipedi in corrispondenza delle intersezioni semaforizzate“. Tuttavia facendo il testo riferimento a diversi articoli del codice della strada, per convenienza del lettore li ho riportati in calce, così come li ho trovati ricercandoli su Internet e nel testo li ho inseriti in italico!
Il codice della strada integrale si trova comunque nel sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le sanzioni in www.codicedellastrada.net

Percorso Pedonale Ciclabile

Percorso Pedonale Ciclabile – FIG. II 92/B ART. 122

Da questo testo sembrerebbe che i ciclisti, SOLO qualora circolino in promiscuo con i pedoni sono tenuti ad attraversare sugli attraversamenti pedonali senza necessariamente scendere dalla bicicletta; solo se necessario, devono inoltre adottare il comportamento di cui all’art. 182, c. 4 [4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza].
Qui si legge anche che “L’attraversamento ciclabile deve essere tracciato solo in presenza di pista ciclabile e non in presenza di percorso promiscuo pedonale e ciclabile, per il quale è invece sufficiente il normale attraversamento pedonale. In tal caso i velocipedi possono usufruire del medesimo attraversamento pedonale, facente comunque parte dell’itinerario promiscuo che si svolge con continuità, fatte salve le disposizioni di cui all’art. 182 c. 4 del Codice”.

Diversamente, vale a dire non in presenza di percorsi promiscui pedonali e ciclabili (opportunamente segnalato da apposito cartello stradale), se un ciclista (per la sua incolumità) sceglie di attraversare su striscia pedonale, sembrerebbe effettivamente che debba necessariamente scendere dalla sella, conducendo il veicolo a mano!
Per il codice della strada non sembra quindi sufficiente andare a passo d’uomo ed avere comportamenti idonei ad non intralciare i pedoni.

Ho chiesto anche a mia nipote che insegna nell’autoscuola e mi ha confermato il tutto … a meno di novità (improbabili) dell’ultima ora! La bici è un veicolo se uno la sta guidando (vale a dire se si è in sella) e quindi non può utilizzare gli attraversamenti pedonali. A meno di cartelli che indichino che quella strada (es. via Garibaldi a Torino) è un percorso promiscuo pedonabile e ciclabile, il codice della strada dice quello e non penso solo in Italia. Il fatto grave è che qui in Italia, diversamente da altri Paesi, le piste ciclabili sono poche e quindi anche gli attraversamenti per bici sicuri …

😦

Tuttavia viene però anche detto, sempre in quel testo, che “in assenza di percorso promiscuo pedonale e ciclabile realizzato alle condizioni di cui all’art. 4, c. 5, del citato DM n. 557/1999 … l’attraversamento sulle strisce pedonali in sella al velocipede è consentita assicurando tuttavia il rispetto di quanto disposto dall’art. 182, c. 4

Essite poi la LEGGE 1 agosto 2003, n. 214 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 giugno 2003, n. 151, recante modifiche ed integrazioni al codice della strada (Gazzetta Ufficiale n. 186 del 12/8/2003 – Suppl. Ordinario n. 133) in cui si afferma: “2) Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonche’ eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocita’ tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali”.

Il tutto mi risulta perciò ancora comunque confuso …
Insomma, se sono in una strada pericolosa, per girare a sinistra sono costretto a buttarmi in mezzo al traffico nella corsia di svolta, o posso farlo sfruttando le strisce pedonali ANCHE se non ci sono i quadrotti ciclabili, senza scendere dalla bici ed attraversare a piedi? Se un ciclista viene investito da un’auto quando stà attraversando a passo d’uomo su strisce pedonali (ovviamente con semaforo verde, se presente), l’automobilista e la sua assicurazione possono addurre a loro discolpa che il ciclista era in sella mentre doveva scendere dalla bici per attraversare su strisce pedonali? … e quindi non essere considerati responsabili dell’accaduto?”

Per ora ho inserito un commento di richiesta chiarimenti su quell’articolo sperando che rispondano in modo da rendere finalmente comprensibile e chiaro il tutto! Aggiornerò tale post quando e se riceverò risposte …

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Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione e i Sistemi Informativi e Statistici
Direzione Generale per la Sicurezze Stradale
Divisione II

01/08/2012

Prot. n. 4444

Oggetto: Richiesta di parere in merito all’art. 41 CdS. Commi che regolano il comportamento del velocipedi in corrispondenza delle intersezioni semaforizzate. Rif. nota del 27.06.2012.

Con riferimento ai quesiti qui proposti con la nota in riscontro, si riportano di seguito le norme che regolano il comportamento del ciclisti In corrispondenza delle intersezioni semaforizzate.

I velocipedi sono tenuti a circolare sulle piste ciclabili, qualora esistenti, ai sensi dell’art. 182, c. 9, del Codice [I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento]; la continuità delle piste ciclabili nelle aree di intersezione è assicurata dagli attraversamenti ciclabili, ai sensi dell’art. 146, c. 1, del Regolamento [1. L’utente della strada è tenuto ad osservare i comportamenti imposti dalla segnaletica stradale e dagli agenti del traffico a norma degli articoli da 38 a 43 e delle relative norme del regolamento].

Le lanterne semaforiche per velocipedi possono essere Impiegate solo in corrispondenza di piste ciclabili, ai sensi dell’art. 41, c. 6, del Codice (DLs n. 285/1992) [6. Le luci delle lanterne semaforiche per velocipedi sono a forma di bicicletta colorata su fondo nero; i colori sono rosso, giallo e verde; il significato è identico a quello delle luci di cui al comma 2, ma limitatamente ai velocipedi provenienti da una pista ciclabile] e dell’art. 163, c. 4, del Regolamento (DPR n. 495/1992) [4. Le lanterne semaforiche per velocipedi vanno usate solo in corrispondenza di piste ciclabili; in assenza di tali piste vanno adottate le normali lanterne pedonali in quanto i conducenti dei velocipedi devono seguire un comportamento identico a quello dei pedoni (1). ].

Le piste ciclabili possono essere realizzate in sede propria o in corsia riservata; quest’ultima può essere ricavata su carreggiata stradale o su marciapiede, come indicato dall’art. 6, c. 2, del “Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili”, approvato con DM n. 557/1999 [2. La pista ciclabile può essere realizzata:

a) in sede propria, ad unico o doppio senso di marcia, qualora la sua sede sia fisicamente separata da quella relativa ai veicoli a motore ed ai pedoni, attraverso idonei spartitraffico longitudinali fisicamente invalicabili;

b) su corsia riservata, ricavata dalla carreggiata stradale, ad unico senso di marcia, concorde a quello della contigua corsia destinata ai veicoli a motore ed ubicata di norma in destra rispetto a quest’ultima corsia, qualora l’elemento di separazione sia costituito essenzialmente da striscia di delimitazione longitudinale o da delimitatori di corsia;

c) su corsia riservata, ricavata dal marciapiede, ad unico o doppio senso di marcia, qualora l’ampiezza ne consenta la realizzazione senza pregiudizio per la circolazione dei pedoni e sia ubicata sul lato adiacente alla carreggiata stradale.].

In assenza di piste ciclabili i velocipedi possono circolare sul marciapiede in promiscuo con i pedoni, alle condizioni previste dall’art, 4, c. 5, del citato DM n. 557/1999 [5. I percorsi promiscui pedonali e ciclabili, identificabili con la figura II 92/b del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, sono realizzati, di norma, all’interno di parchi o di zone a traffico prevalentemente pedonale, nel caso in cui l’ampiezza della carreggiata o la ridotta entità del traffico ciclistico non richiedano la realizzazione di specifiche piste ciclabili. I percorsi promiscui pedonali e ciclabili possono essere altresì realizzati, previa apposizione della suddetta segnaletica, su parti della strada esterne alla carreggiata, rialzate o altrimenti delimitate e protette, usualmente destinate ai pedoni, qualora le stesse parti della strada non abbiano dimensioni sufficienti per la realizzazione di una pista ciclabile e di un contiguo percorso pedonale e gli stessi percorsi si rendano necessari per dare continuità alla rete di itinerari ciclabili programmati. In tali casi, si ritiene opportuno che la parte della strada che si intende utilizzare quale percorso promiscuo pedonale e ciclabile abbia:

a) larghezza adeguatamente incrementata rispetto ai minimi fissati per le piste ciclabili all’articolo 7;

b) traffico pedonale ridotto ed assenza di attività attrattrici di traffico pedonale quali itinerari commerciali, insediamenti ad alta densità abitativa, ecc.

], ovvero sulla carreggiata stradale in promiscuo con i veicoli, al sensi del medesimo ari. 4, c. 6 [6. I percorsi ciclabili su carreggiata stradale, in promiscuo con i veicoli a motore, rappresentano la tipologia di itinerari a maggiore rischio per l’utenza ciclistica e pertanto gli stessi sono ammessi per dare continuità alla rete di itinerari prevista dal piano della rete ciclabile, nelle situazioni in cui non sia possibile, per motivazioni economiche o di insufficienza degli spazi stradali, realizzare piste ciclabili. Per i suddetti percorsi è necessario intervenire con idonei provvedimenti (interventi sulla sede stradale, attraversamenti pedonali rialzati, istituzione delle isole ambientali previste dalle direttive ministeriali 24 giugno 1995, rallentatori di velocità – in particolare del tipo ad effetto ottico e con esclusione dei dossi – ecc.) che comunque puntino alla riduzione dell’elemento di maggiore pericolosità rappresentato dal differenziale di velocità tra le due componenti di traffico, costituite dai velocipedi e dai veicoli a motore.].

Dal combinato disposto delle norme sopra citate discende che, qualora circolino in promiscuo con gli altri veicoli, i velocipedi sono tenuti ad osservare le regole generali di circolazione; in particolare alle intersezioni semaforizzate i ciclisti devono tenere il comportamento di cui all’art. 41 cc. 9, 10 e 11 [9. Durante il periodo di accensione della luce verde, i veicoli possono procedere verso tutte le direzioni consentite dalla segnaletica verticale ed orizzontale; in ogni caso i veicoli non possono impegnare l’area di intersezione se i conducenti non hanno la certezza di poterla sgombrare prima dell’accensione della luce rossa; i conducenti devono dare sempre la precedenza ai pedoni ed ai ciclisti ai quali sia data contemporaneamente via libera; i conducenti in svolta devono, altresì, dare la precedenza ai veicoli provenienti da destra ed ai veicoli della corrente di traffico nella quale vanno ad immettersi.

10. Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto, di cui al comma 11, a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell’accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l’area di intersezione con opportuna prudenza.

11. Durante il periodo di accensione della luce rossa, i veicoli non devono superare la striscia di arresto; in mancanza di tale striscia i veicoli non devono impegnare l’area di intersezione, né l’attraversamento pedonale, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni].

Qualora circolino in promiscuo con i pedoni, i ciclisti sono tenuti ad attraversare sugli attraversamenti pedonali, che godono di precedenza ai sensi dell’art. 40, c. 11, del Codice [11. In corrispondenza degli attraversamenti pedonali i conducenti dei veicoli devono dare la precedenza ai pedoni che hanno iniziato l’attraversamento; analogo comportamento devono tenere i conducenti dei veicoli nei confronti dei ciclisti in corrispondenza degli attraversamenti ciclabili. Gli attraversamenti pedonali devono essere sempre accessibili anche alle persone non deambulanti su sedie a ruote; a tutela dei non vedenti possono essere collocati segnali a pavimento o altri segnali di pericolo in prossimità degli attraversamenti stessi]; se sono presenti lanterne semaforiche pedonali, ai sensi dell’art. 41, c. 15 [15. In assenza di lanterne semaforiche per i velocipedi, i ciclisti sulle intersezioni semaforizzate devono assumere il comportamento dei pedoni], I ciclisti devono assumere il comportamento dei pedoni di cui al medesimo art. 41, c. 5 [5. Gli attraversamenti pedonali semaforizzati possono essere dotati di segnalazioni acustiche per non vedenti. Le luci delle lanterne semaforiche pedonali sono a forma di pedone colorato su fondo nero. I colori sono:

a) rosso, con significato di arresto e non consente ai pedoni di effettuare l’attraversamento, né di impegnare la carreggiata;

b) giallo, con significato di sgombero dell’attraversamento pedonale e consente ai pedoni che si trovano all’interno dello attraversamento di sgombrarlo il più rapidamente possibile e vieta a quelli che si trovano sul marciapiede di impegnare la carreggiata;

c) verde, con significato di via libera e consente ai pedoni l’attraversamento della carreggiata nella sola direzione consentita dalla luce verde], intendendo che sono fermi o attraversano quando c’è via libera per i pedoni, senza necessariamente scendere dalla bicicletta; se necessario, devono inoltre adottare il comportamento di cui all’art. 182, c. 4 [4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza].

In presenza di piste ciclabili, munite di attraversamenti ciclabili che, ai sensi dell’art. 135, c. 15 [???], del Regolamento, devono essere sempre segnalati, se sono presenti le lanterne per velocipedi il comportamento dei ciclisti sarà ancora quello di cui all’art. 41, cc. 9, 10 e 11, del Codice [vedi sopra], come prescritto dal medesimo art. 41, c. 14 [14. Durante il periodo di accensione delle luci verde, gialla o rossa a forma di bicicletta, i ciclisti devono tenere lo stesso comportamento dei veicoli nel caso di lanterne semaforiche veicolari normali di cui rispettivamente ai commi 9, 10 e 11]; in assenza di lanterne per velocipedi, sugli attraversamenti ciclabili i velocipedi godono della precedenza ai sensi dell’art. 40, c, 11 [vedi sopra].

Ove ricorra il caso, saranno infine adottati i comportamenti di cui all’art. 377, cc. 2 e 7, del Regolamento.

Nel caso in esame trattasi di intersezione semaforizzata, comandata automaticamente dalla presenza dei veicoli a motore, e di traffico in promiscuo di veicoli a motore e di velocipedi; conseguentemente i conducenti dei velocipedi devono osservare le norme generali di circolazione valide per tutti i veicoli.

In proposito si osserva che un impianto semaforico può essere gestito con programma a ciclo fisso, variabile ovvero attuato (ossia variabile in funzione del traffico sui vari rami dell’intersezione, rilevato attraverso appositi sensori), o sincronizzato con altri impianti, in funzione di scelte che vengono operate dall’ente proprietario della strada per gestire al meglio la circolazione.

Pertanto l’adozione del comando attuato ricade nella facoltà dell’ente proprietario, secondo le valutazioni di competenza.

Non si può pretendere in maniera generica un ciclo semaforico attuato, tanto meno attuato dal transito dei velocipedi, anche perché non risultano attualmente disponibili sensori in grado di rilevare comunque la presenza dei velocipedi.

In alternativa, può essere adottata la soluzione di predisporre un comando manuale a chiamata utilizzabile dai ciclisti, la cui convenienza deve essere opportunamente valutata.

E’ infine sicuramente praticabile la soluzione di utilizzare l’attraversamento pedonale presente sulla Via Mameli.

AI riguardo si osserva che, in assenza di percorso promiscuo pedonale e ciclabile realizzato alle condizioni di cui all’art. 4, c. 5, del citato DM n. 557/1999 [4. Nel capo II del presente regolamento sono definite le norme da rispettare per la progettazione e la realizzazione delle piste ciclabili, mentre per i percorsi promiscui, le cui caratteristiche tecniche esulano dalla disciplina delle presenti norme, vengono fornite unicamente le indicazioni riportate ai commi 5 e 6.

5. I percorsi promiscui pedonali e ciclabili, identificabili con la figura II 92/b del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, sono realizzati, di norma, all’interno di parchi o di zone a traffico prevalentemente pedonale, nel caso in cui l’ampiezza della carreggiata o la ridotta entità del traffico ciclistico non richiedano la realizzazione di specifiche piste ciclabili. I percorsi promiscui pedonali e ciclabili possono essere altresì realizzati, previa apposizione della suddetta segnaletica, su parti della strada esterne alla carreggiata, rialzate o altrimenti delimitate e protette, usualmente destinate ai pedoni, qualora le stesse parti della strada non abbiano dimensioni sufficienti per la realizzazione di una pista ciclabile e di un contiguo percorso pedonale e gli stessi percorsi si rendano necessari per dare continuità alla rete di itinerari ciclabili programmati. In tali casi, si ritiene opportuno che la parte della strada che si intende utilizzare quale percorso promiscuo pedonale e ciclabile abbia:

a) larghezza adeguatamente incrementata rispetto ai minimi fissati per le piste ciclabili all’articolo 7;

b) traffico pedonale ridotto ed assenza di attività attrattrici di traffico pedonale quali itinerari commerciali, insediamenti ad alta densità abitativa, ecc.],

i conducenti di velocipedi dovranno necessariamente procedere a piedi, in quanto non è consentita la circolazione dei velocipedi sul marciapiede; l’attraversamento sulle strisce pedonali in sella al velocipede è consentita assicurando tuttavia il rispetto di quanto disposto dall’art. 182, c. 4 [4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza].

Si resta a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento.

IL DIRETTORE DELLA DIVISIONE
(Dr. Ing. Francesco MAZZIOTTA)

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Art. 182 Codice della Strada – Circolazione dei velocipedi
(dal sito dell’ACI)

1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.

2. I ciclisti devono avere libero l’uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano; essi devono essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie.

3. Ai ciclisti è vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo.

4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza.

5. È vietato trasportare altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia appositamente costruito e attrezzato.È consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con le attrezzature, di cui all’articolo 68, comma 5.

6. I velocipedi appositamente costruiti ed omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente devono essere condotti, se a più di due ruote simmetriche, solo da quest’ultimo.

7. Sui veicoli di cui al comma 6 non si possono trasportare più di quattro persone adulte compresi i conducenti; è consentito anche il trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci anni di età.

8. Per il trasporto di oggetti e di animali si applica l’art. 170.

9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento.

9-bis. Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilita’, di cui al comma 4-ter dell’articolo 162. (1)

10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 24 a euro 94 (2). La sanzione è da euro 39 a euro 159 quando si tratta di velocipedi di cui al comma 6.

 

(1) Comma introdotto dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.), che si applica a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge cit.

(2) Per le violazioni del comma 9-bis la sanzione va da euro 23 a euro 92 (Decreto interministeriale 22 dicembre 2010, tabella II).

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Art. 377 Regolamento di Attuazione del C.d.S. – Circolazione dei velocipedi
(dal sito del Comune di Settimo Milanese)

  • I ciclisti nella marcia ordinaria in sede promiscua devono sempre evitare improvvisi scarti, ovvero movimenti a zig-zag, che possono essere di intralcio o pericolo per i veicoli che seguono .
  • Nel caso di attraversamento di carreggiate a traffico particolarmente intenso e, in generale, dove le circostanze lo richiedano, i ciclisti sono tenuti ad attraversare tenendo il veicolo a mano.
  • In ogni caso, i ciclisti devono segnalare tempestivamente, con il braccio, la manovra di svolta a sinistra, di svolta a destra e di fermata che intendono effettuare.
  • Da mezz’ora dopo il tramonto, durante tutto il periodo dell’oscurità e di giorno, qualora le condizioni atmosferiche richiedano l’illuminazione, i velocipedi sprovvisti o mancanti degli appositi dispositivi di segnalazione visiva, non possono essere utilizzati, ma solamente condotti a mano.
  • Il trasporto di bambini fino ad otto anni di età è effettuato unicamente con le attrezzature di cui all’articolo 68, comma 5, del codice, in maniera tale da non ostacolare la visuale del conducente e da non intralciare la possibilità e la libertà di manovra da parte dello stesso. Le attrezzature suddette sono rispondenti alle caratteristiche indicate all’articolo 225 e sono installate: a) tra il manubrio del velocipede ed il conducente, unicamente per il trasporto di bambini fino a 15 kg di massa; b) posteriormente al conducente, per il trasporto di bambini di qualunque massa, fino ad otto anni di età. Prima del montaggio della attrezzatura è necessario procedere ad una verifica della solidità e stabilità delle parti del velocipede interessate al montaggio

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DPR n. 495/1992
Art. 163. (Art. 41 Cod. Str.) Lanterne semaforiche per velocipedi.
1. Le lanterne semaforiche per velocipedi sono destinate esclusivamente alla regolazione degli attraversamenti ciclabili semaforizzati; esse sono a tre luci con i seguenti simboli:
a) bicicletta rossa su fondo circolare nero;
b) bicicletta gialla su fondo circolare nero;
c) bicicletta verde su fondo circolare nero.
2. La disposizione delle luci è verticale: bicicletta rossa in alto, bicicletta gialla al centro e bicicletta verde in basso (figg. II.456 e II.457).
3. La sequenza di accensione delle luci è la seguente:
a) bicicletta verde;
b) bicicletta gialla;
c) bicicletta rossa.
4. Le lanterne semaforiche per velocipedi vanno usate solo in corrispondenza di piste ciclabili; in assenza di tali piste vanno adottate le normali lanterne pedonali in quanto i conducenti dei velocipedi devono seguire un comportamento identico a quello dei pedoni (1).

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DECRETO MINISTERIALE 30 novembre 1999, n. 557
Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili
(G.U. n. 225, 26 settembre 2000, Serie Generale)

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William Shakespeare: Amleto – “Essere o non essere” – monologo Atto III Sc. I – luglio 2012

Ebbene sì … anch’io!!!

Il fantastico paesaggio dolomitico davanti a me, nessuna presenza umana e la macchina fotografica a disposizione … quale migliore occasione per recitare nuovamente il famoso monologo di Shakespeare?

Eccovi il link del filmato che ho fatto a luglio 2012 sulle Dolomiti.

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Eccovi poi la caricatura dell’amico Gianni Soria che mi ha gentilmente fatto e inviato via email dopo aver visto il filmato 😉

… e se poi vuoi proprio vedere anche il video che ho fatto precedentemente nel 2010 sempre in montagna (questa volta nel bel paesino di Chamois in Valle d’Aosta), eccoti il link!: penso risultino evidenti le differenze! 😉

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To be, or not to be: that is the question:
Whether ’tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take arms against a sea of troubles,
And by opposing end them? To die: to sleep;
No more; and, by a sleep to say we end
The heart-ache and the thousand natural shocks
That flesh is heir to, ’tis a consummation
Devoutly to be wish’d. To die, to sleep;
To sleep: perchance to dream: ay, there’s the rub;
For in that sleep of death what dreams may come
When we have shuffled off this mortal coil,
Must give us pause. There’s the respect
That makes calamity of so long life;
For who would bear the whips and scorns of time,
The oppressor’s wrong, the proud man’s contumely,
The pangs of dispriz’d love, the law’s delay,
The insolence of office, and the spurns
That patient merit of the unworthy takes,
When he himself might his quietus make
With a bare bodkin? Who would fardels bear,
To grunt and sweat under a weary life,
But that the dread of something after death,
The undiscover’d country from whose bourn
No traveller returns, puzzles the will,
And makes us rather bear those ills we have
Than fly to others that we know not of?
Thus conscience does make cowards of us all;
And thus the native hue of resolution
Is sicklied o’er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pith and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action. Soft you now!
The fair Ophelia! Nymph, in thy orisons
Be all my sins remember’d.

__________________________

La traduzione che preferisco e che ho recitato:

Essere o non essere: questo è il problema.
È forse meglio, per l’anima,
soffrire i sassi e i dardi di un’oltraggiosa fortuna,
o prender l’armi contro questo mare di guai e, opponendosi a essi,
distruggerli?

Morire, dormire, nulla più.
E dirsi così che
con un sonno noi
mettiamo fine al crepacuore
e alle mille ingiurie naturali, retaggio della carne…
Questa è la consunzione da invocare devotamente!

Morire, dormire.
Dormire… Sognare forse…
Ecco, è qui l’intoppo!
Perché nel sonno della morte, quali sogni si possono avere
dopo essersi sbarazzati del tumulto di questa vita mortale?
Ecco il riguardo che ci arresta
e che induce la sciagura a durare tanto.
E chi vorrebbe sopportare
i malanni e le frustate del tempo,
l’oppressione dei tiranni,
le contumelie dell’orgoglio
e… i pungoli d’amor spezzato!

Remore di legge,
arroganza dall’alto,
derisione degli indegni sul merito paziente…
chi lo vorrebbe mai, se uno può darsi quietanza con il filo di un pugnale?
Chi vorrebbe portare fardelli,

sudare spossato sotto il peso della vita,
se non fosse il timore di qualcosa dopo la morte,
paese inesplorato da cui mai nessun viaggiatore è tornato,
a confonderci il volere e a farci sopportare i mali d’oggi,
piuttosto che volare a mali sconosciuti?

La coscienza così ci fa tutti vili.
Così il naturale colore della decisione
al pallido riflesso del dubbio si corrompe
e le imprese più altre, le più importanti, per questo riguardo il loro corso devìano
e perdono anche il nome di azione.

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Altre traduzioni:

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“Viaggio nella follia” – Teatro Alfa di Torino – 29 maggio 2012

Finalmente ho terminato il montaggio dello spettacolo finale del corso di teatro (II anno) 2012 – Università Popolare di Torino!

Ho cercato di prendere il meglio di tre filmati amatoriali presi dal palco … la qualità non è sicuramente professionale, ma penso che lo spettacolo sia riuscito bene e l’argomento trattato (i manicomi prima della legge Basaglia) sia di interesse ancora oggi! … della serie sbagliando si impara. Il testo è una libera rielaborazione di un libro di Ascanio Celestini, “La pecora nera“, relativo appunto ai manicomi prima della legge Basaglia.
Quindi vi invito a vederlo [dura poco più di mezz’ora] … o anche solo per guardare qualche piccolo effetto speciale che ho introdotto nel montaggio!!!! A tale proposito, oltre che all’inizio, vi consiglio soprattutto il finale (dal minuto 30:16 in poi) dove ho inserito la carrellata degli interpreti, opportunamente rielaborata 😉

Un grazie ancora a Patrizia Sorini che, oltre ad avere curato la regia, ci ha fatto da insegnante per tutto il corso!!!!

Eccovi quindi il link dello spettacolo
… e se poi vuoi vedere le mie due parti puoi andare al minuto 14:47 dove viene introdotto Nicola, il mio personaggio che si presenterà subito dopo, una persona rinchiusa nel manicomio solo perché abbandonata da un padre inconsistente. Poi al minuto 27:46, per le battute conclusive di questo bello spettacolo che definirei emozionante … o almeno così lo è stato sicuramente per noi interpreti !

Gli hanno dato talmente tanta corrente  elettrica quando erano vivi che da morti continuano a fare luce. Se ti affacci alla finestra li vedi: sono le lucciole!

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Ecco alcune delle foto dello spettacolo tra quelle pubblicate nel mio profilo Facebook a questo link:

 

Altre foto: https://www.amazon.it/photos/share/pi2yNEwirHNuISaDXxWqxBf22JGA6hVlwRsnH0LWyte

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Da wikipedia:
« Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c’è un altro modo di affrontare la questione; anche senza la costrizione. » Franco Basaglia

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P.S: magari possono interessarti altri post della sezione Teatro del mio blog ed in particolare al video dello spettacolo dell’anno successivo dell’Università Popolare di Torino: “Storie di magie, topi e tradimenti” – Teatro Alfa di Torino – 31 maggio 2013!

😉

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Review & test di alcuni telefoni per anziani (Super Bravo Plus, new Amico Gsm, i-Baby A88, Flip SAIET)

Anch’io mi sono trovato a dover scegliere un telefono per parenti anziani. Complessivamente nel tempo ne ho acquistati ben tre: un telefono fisso con funzionalità anche di telesoccorso tramite telecomando (Super Bravo Plus della BRONDI) e tre cellulari GSM (new Amico GSM della BRONDI, i-Baby A88 e Flip della SAIET).

PS: vedi anche il mio post successivo: Come configurare un telefonino per un uso facilitato da parte di un anziano.

Di telefoni per anziani ce ne sono di molteplici modelli e direi che, in generale, anche per un uso di chiamata di emergenza da casa, ridoetto ai telefoni per linea fissa sono più indicati i modelli cellulari con magari presente un tasto di emergenza (in aggiunta ad altri [2 -4] tasti dedicati a chiamare direttamente numeri particolari): infatti le soluzioni che utilizzano telefoni fissi ed eventualmente un telecomando, si scontrano sia sulla portata dello stesso in presenza di pareti di casa, sia di modalità di attivazione dell’emergenza non sempre agevoli. Inoltre i cellulari possono essere portati anche fuori l’ambiente casalingo e quindi possono essere utilizzati ovunque anche per chiamate di emergenza. Mi chiedo come mai non incomincino a uscire sul mercato modelli commerciali a basso prezzo che inviino anche le coordinate GPS fornendo la posizione della persona … ormai il componente di rivelamento GSM ha un costo irrilevante e risulta quindi inseribile anche in dispositivi a basso prezzo.

Complessivamente sono solo parzialmente soddisfatto di tutti questi acquisti e, nel seguito, cercherò di darvi alcune informazioni sulla base delle prove che ho fatto, evidenziando anche i lati che, a mio parere, dovrebbero essere ancora migliorati soprattutto relativamente all’usabilità, essendo prodotti rivolti ad una clientela sicuramente non tecnologica e tendenzialmente con possibili difficoltà nell’utilizzo di apparecchiature elettroniche. Quello che mi ha infatti stupito maggiormente è che generalmente i manuali d’uso non siano stati pensati  per poter essere letti e compresi da persone della tipologia target del prodotto stesso: è vero che la configurazione iniziale può e spesso deve essere fatta da un familiare con presunte capacità tecniche, ma dovrebbe esserci almeno un manuale rapido semplificato (possibilmente a caratteri maggiorati e plastificato per un suo utilizzo frequente come promemoria) soprattutto relativamente all’uso finale del prodotto una volta configurato.

P.S. 21/3/2015 Oltre alle marche e modelli che avevo inizialmente preso in considerazione, aggiungerei anche quelli della Doro (marca suggerita da Ludmilla nei commenti del post) alla vostra attenzione: http://www.doroitaly.it/. Ho visto che hanno anche loro modelli semplificati con tasti dedicati a chiamare direttamente specifici contatti. Per quanto riguarda il loro modello di punta Liberto, che è uno Smartphone, vorrei fare però alcune considerazioni: innanzitutto il costo sproporzionato viste le caratteristiche tecniche del cellulare! Funzionalità analoghe (e in verità molte altre utili anche per un uso da parte di anziani) si possono avere personalizzando opportunamente un qualsiasi cellulare con Windows Phone, ad esempio un Lumia 520, o 630 che agevolmente si trovano attualmente sotto i 100€ … e i prezzi dei modelli di fascia bassa (che comunque hanno caratteristiche tecniche ben maggiori di quelle del Liberto Doro e che sono più che sufficienti per un uso da parte di una persona anziana) saranno sempre più economici. Se la persona anziana non ha problemi nell’utilizzo del touchscreen (modalità di interazione propria di tutti gli smartphone) attualmente penso che questa sia la soluzione più idonea in molti casi: io l’ho personalmente adottata con un anziano di famiglia. Ovviamente la configurazione iniziale per impostare nel modo più opportuno lo Smartphone, è bene venga fatta da qualcuno idoneo. … in un mio prossimo post cercherò di fornire un tutorial con suggerimenti a tale proposito ed elencando, passo passo, alcune delle possibili configurazioni disponibili nei cellulari Windows Phone e che possono tornare utili per un uso da parte di un anziano. Ecco, per il momento, un primo elenco di quello che conviene personalizzare:

– Nella schermata di Start (quella principale che appare sul telefono) si possono mettere delle immagini delle persone da chiamare e basta toccarle per chiamarle; queste immagini possono essere dimensionate a piacere, e la foto da inserire può essere scelta e modificata a piacere.

– Nella pagina di configurazione del telefono, c’è una sezione specifica all’accessibilità (Sistema -> accessibilità) in cui si può scegliere, ad esempio, sia la dimensione dei caratteri sia l’attivazione dell’assistente vocale (legge ciò che viene mostrato dal telefono, ad esempio un SMS ricevuto).

Inoltre possono tornare utili alcune app anche gratuite quali quelle che ti permettono di vedere su una mappa (con una precisione data dal GPS, vale a dire spesso di poche decine di metri) dove si trova una persona (o meglio il suo cellulare ma si presume sia in una sua tasca quando esce di casa!): ad esempio le app Simple Latitude e SquadWatch.

App di interesse anche per un anziano sono comunque molte e non necessariamente solo relative alla sua sicurezza ma anche al suo svago, quali gli audiobook che ti leggono libri o altre che ti leggono le notizie del giorno o i programmi tv.

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Super Bravo Plus delle BRONDI

Super Bravo Plus della BRONDI

Super Bravo Plus della BRONDI

Parto ad analizzare il prodotto Super Bravo Plus che, sulla carta ha un sacco di caratteristiche utili, a partire dai tasti grossi con numeri ben visibili, alla presenza di 2 tasti con fotografia per chiamate dirette ai due numeri di maggior utilizzo e per finire ad un sistema di programmazione di telefonate (fino a 5 numeri programmabili) di SOS attivabili sia da un tasto apposito presente sul telefono sia mediante un telecomando (portata entro 50m, a campo aperto) munito di un cordone che consente di appenderlo al collo. Il prezzo inoltre risulta interessante, soprattutto se paragonato con un prodotto forse più conosciuto e pubblicizzato con funzionalità di SOS (“salvavita Beghelli”) che, pur costando più del doppio, non fornisce le funzionalità di telefono ma unicamente quelle di telesoccorso.

Il messaggio presentato in caso di allarme può essere personalizzato e questo penso sia molto utile per renderlo con le caratteristiche più appropriate (es. non troppo angosciante ed allarmante, quale probabilmente risulta un messaggio di default preimpostato dalla ditta per un uso generico).

Si può attivare il vivavoce ed il volume sia della suoneria sia del vivavoce sono facilmente modificabili agendo su due diversi tasti presenti rispettivamente sul lato destro e posteriore del telefono.

Esiste infine la possibilità di inserire, oltre ai due numeri con tasto diretto, anche dei numeri in rubrica (mi sembra fino a 60 … comunque molti di più del necessario), con associabile una scritta del nome per identificarli  successivamente.

Fin qua i pregi del prodotto: ora passiamo ai difetti … 😉

Innanzitutto manca, come già evidenziato, un manuale breve ad uso dell’anziano come promemoria: in fondo, come allegato a questo post, puoi trovare e scaricare anche come  documento stampabile, il manuale rapido che io stesso ho scritto per fornire a mio padre un promemoria sull’utilizzo di questo telefono, comprese e soprattutto le indicazioni relative alle sue funzionalità di telesoccorso.
Inoltre da un punto di vista dell’usabilità, il prodotto presenta ancora diverse problematiche che elenco nel seguito e che spero vengano risolte nelle future versioni, in quanto penso che questo prodotto della Brondi sia comunque sulla strada giusta …

  • Mentre nell’utilizzo dei due tasti con foto, per effettuare la chiamata si deve alzare la cornetta e poi premerne uno, per l’uso del tasto di SOS quella stessa procedura non funziona e, se seguita, non attiva alcuna telefonata. Infatti per il tasto SOS, la procedura di soccorso si attiva unicamente premendo per almeno 3 sec tale tasto SOLO se la cornetta è abbassata. Sicuramente, soprattutto in quanto utilizzabile in caso di emergenza, tale tasto dovrebbe attivare l’SOS qualunque sia la posizione della cornetta, anche se probabilmente è utile mantenere la necessità di premere per almeno 3 sec, al fine di evitare possibili falsi allarmi involontari.
  • L’utilizzo della rubrica, per come è concepito, non è assolutamente utizzabile dalla maggior parte delle persone anziane a cui è rivolto il prodotto. Infatti, anche una volta impostati i numeri di tale rubrica da un parente, per poter effettuare una chiamata ad uno di quei numeri, la procedura richiesta è assai complessa (richiede di selezionare con un tasto la funzionalità rubrica [tasto che alterna la funzionalià di “rubrica” a quella di “elenco delle chiamate non risposte”], quindi di scorrerla con altri due tasti ed infine di premere un ulteriore tasto di conferma per attivare la chiamata in vivavoce, o in alternativa (se la cornetta viene alzata prima) tutta la procedura di selezione deve concludersi velocemente, cioè prima che il tono di libero inviato dalla centrale locale a cui è attestata la linea, si tramuti in tono di disimpegno della linea. Inoltre non si riesce a disattivare la funzionalità di annuncio dei numeri della rubrica che (sebbene potenzialmente utile nel caso di utizzatori non vedenti [che tuttavia, secondo me, comunque non riuscirebbero ad usare quella rubrica per come è pensata la sua procedura di utilizzo]) confonde solamente l’anziano ed è di nessuna utilità pratica pronunciando il numero telefonico e non il nome della persona associata a quel numero, come al limite ci si aspetterebbe: al limite, tale funzionalità vocale della rubrica dovrebbe essere lasciata come possibile opzione e non essere presente obbligatoriamente.
    Infine, una volta impostato il nome della persona associata ad un numero della rubrica, questo non risulta particolarmente visibile da una persona con deficit visivo, mentre si vede meglio il numero che invece è generalmente di poca utilità per riconoscere l’elemento ricercato della rubrica.
  • I tasti funzione sono tutti collocati verticalmente sulla destra senza nemmeno una colorazione idonea a distiguerli meglio e a comprenderne/ricordarne la funzione. Ho dovuto colorare io con pennarelli indelebili il primo tasto di BLU (che alterna la funzionalità di “rubrica” a quella di “lista delle chiamate non risposte“) ed il quarto di ROSSO (essendo il tasto di “conferma” per chiamare il numero precedentemente selezionato nella rubrica) per cercare di rendere un po’ meno astrusa la procedura di utilizzo dei numeri in rubrica. Ovviamente inutili, soprattutto per un anziano, sono le piccole scritte sottostanti ciascun tasto che malamente ne riassumono la funzione.
    Sicuramente, oltre ad una colorazione appropriata, dovrebbe essere ripensata anche la collocazione di tali tasti: personalmente considero assurda la scelta di dover premere il quarto tasto di quella fila per confermare la volontà di chiamare il numero della rubrica visualizzato sul display in alto e selezionato con i tasti laterali a quest’ultimo.
  • La scelta di fare un telecomando unicamente portabile come collana al collo dell’anziano è infine molto limitativo e generalmente poco accettabile, … per cui si rischia che, nella disgraziata ipotesi di necessità, l’anziano se lo sia tolto dal collo in quanto l’ha trovato scomodo da portare perlomeno in continuazione: molto meglio sarebbe ridisegnarlo in modo da poterlo mettere al polso, magari integrando anche la funzionalità di orologio parlante (ormai acquistabile per pochi euro persino al mercato nelle bancherelle dei cinesi).
  • La procedura di allarme prevede che prima il telefono attivi un forte allarme locale per 15 secondi e solo successivamente inizi ad effettuare le chiamate ai numeri di emergenza impostati: se questa funzionalità può effettivamente tornare utile qualora l’anziano si trovi in un’altra stanza e nell’alloggio si trovino altre persone in grado di prestargli un aiuto immediato, nel caso in cui l’anziano sia solo, questa procedura non solo ritarda l’inoltro della chiamata di soccorso ma anche lo allarma e confonde ulteriormente, prevedendo un forte segnale acustico emesso localmente dal telefono per 15 sec. Anche questa funzionalità dovrebbe quindi essere messa come opzione eventualmente impostabile a livello di configurazione e non sempre presente.
  • La messa in vivavoce del telefono in caso di risposta ad una chiamata di SOS si ha solo se il chiamato preme il tasto zero, procedura che deve essere ricordata necessariamente nel messaggio registrato, altrimenti sicuramente uno se la dimentica: inoltre il vivavoce (utile in quanto permette da remoto di ascoltare i rumori ambientali ed eventualmente cercare di parlare al richiedente anche se distante dalla cornetta) dura solo 2 minuti, dopo di che viene emesso un segnale bit bit durante il quale il chiamato deve premere sul suo telefomo multifrequesnza i tasti 1 e quindi 5 per proseguire per ulteriori 2 minuti quella conversazione in vivavoce. Che utilità ha questa complicata procedura? Trovo infatti che dovrebbe essere al massimo un’opzione la messa o meno immediata in vivavoce del dispositivo in caso di chiamata SOS. Chi poi dei chiamati si ricorda, secondo voi, di premere durante il segnale bit bit il tasto “1” e quindi il “5” per proseguire il vivavoce sul telefono della persona che ha richiesto aiuto?
  • Difficoltà nella memorizzazione dei numeri associati ai due tasti con foto per chiamate dirette: ho avuto io stesso difficoltà nel memorizzare tali numeri, e penso che sia imputabile alla tempistica con cui i tasti indicati nella procedura devono essere premuti (devono essere premuti in sequenza, ma NON velocemente!).
  • Nelle istruzioni in italiano i nomi indicati delle voci di menù non sono talvolta esattamente gli stessi visualizzati sul terminale, come uno si aspetterebbe: alla fine io ho impostato la lingua inglese e ho seguito le istruzioni indicate nella versione inglese del manuale, dove invece questa volta tutte le voci del menù corrispondono esattamente ai termini visualizzati sul display. Solo al termine di tutta la programmazione (es. rubrica, numeri diretti, numeri di emergenza) ho riportato la lingua ad italiano. E’ comunque strano che un prodotto di una ditta italiana abbia il manuale d’uso corretto nella sua versione inglese e non in quella di madrelingua italiana!! Il che fa dubitare sulla completa italianità del prodotto …

Qui riporto il link della pagina del sito Brondi relativa al prodotto dove, previa registrazione al sito (può essere fatta anche non immettendo il codice di un prodotto acquistato), si può scaricare il manuale  d’uso di Super Bravo Plus qualora desideriate vedere in dettaglio tutte le funzionalità di questo telefono fisso multifunzione: nuovamente, se sapete l’inglese, molto meglio far riferimento alla versione del manuale in quella lingua.

Con il seguente link puoi scaricare il manuale semplificato di utilizzo del telefono che può servire da promemoria per l’anziano e che ho personalmente scritto per mio padre: Manuale semplificato per Super Bravo Plus.

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New Amico GSM della BRONDI

new Amico GSM della BRONDI (bianco)

new Amico GSM della BRONDI (bianco)

new Amico GSM della BRONDI (nero)

new Amico GSM della BRONDI (nero)

Relativamente ai cellulari, da segnalare ho soprattutto la mancaza di un manuale rapido ad uso di anziani, anche se in questo caso forse le funzionalità sono più semplici e risulta forse meno indispensabile in molti casi.

New Amico GSM sempre della BRONDI ha queste funzionalità che ho trovato interessanti:

  • Presenza di tre tasti (M1, M2, M3) dedicati per effettuare ciascuno una chiamata rapida ad un numero di maggior utilizzo ed utilizzabili anche per chiamate SOS, se configurato opportunamente dall’utente nelle opzioni del telefono.
  • Presenza di un tasto rosso di SOS sul dorso del telefono che, se configurato nelle opzioni e premuto per più secondi, attiva una chiamata di emergenza in sequenza ai tre numeri memorizzati nei tasti a chiamata diretta.
  • La visualizzazione sul display del numero telefonico con caratteri grandi e quindi facilmente visibili anche da un anziano, probabilmente presbite.
  • Presenza di un pratico supporto per riporre su di un piano il cellulare e metterlo contemporaneamente in ricarica: si tratta di un supporto analogo a quelli generalmente presente nei telefoni fissi cordless.

Per il resto si tratta di un cellulare con funzionalità base con rubrica, SMS ecc…
Strano è il fatto che nel sito della BRONDI a tutt’oggi ci sia pubblicizzato ancora il modello precedente di questo prodotto (Senior GSM -> Amico GSM, con il rispettivo vecchio manuale d’uso) che mi sembrava molto meno utile non disponendo dei tre tasti dedicati M1 M2 ed M3, pur avendo il tasto di SOS e la base di ricarica!!??!!

vecchio Amico GSM della BRONDI

vecchio Amico GSM della BRONDI

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 Telefonino GSM i-baby A88

i-Baby A88 (particolare)

i-Baby A88 (particolare)

i-baby A88 GSM - confezione

i-baby A88 GSM – confezione

i-baby A88 - dimensioni!!!

i-baby A88 – dimensioni!!!

Infine il telefonino GSM i-baby A88 che è veramente particolare. Piccolissimo (poco più di un telecomando, di utilizzo veramente banale (4 tasti per chiamare rispettivi numeri, e tasto di SOS che li chiama in sequenza) e quindi facilmente usufruibile non solo da un anziano ma anche da un bambino.
Le funzionalità offerte e configurabili poi sono molteplici e vanno ben al di à di quelle di semplice telefonata facilitata a quei 4 numeri e ad una richiesta di soccorso e sono orientate non solo ad un’utenza anziana ma anche soprattutto a bambini di età 6-13 anni. A mio parere, tuttavia, la configurazione delle diverse funzionalità del telefono per specializzarlo opportunamente sono troppo complicate ed anche seguendo le istruzioni del manuale, non sempre spiegate nel modo più semplice ed appropriato anche per un’utenza non anziana.

Ecco alcune delle funzionalità:

  • Si può impostare tra le opzioni che il telefono accetti chiamate entranti SOLO dai numeri memorizzati nella sua rubrica.
  • Alcuni dei numeri in rubrica, opportunamente caratterizzati sempre da configurazione, possono chiamare questo telefono senza che questi squilli o emetta alcun segnale, mettendolo automaticamente in modalità di ascolto dei rumori ambientali.
  • Si può configurare che vengano inviati in automatico SMS (sempre a quei numeri di rubrica configurati come “speciali”) quando il telefono raggiunge una o delle zone precedentemente memorizzate con indicato il testo precedentemente indicato sempre in fase di configurazione (non ha il GPS ma la localizzazione su base cella è comunque accettabile in molti casi, soprattutto in aree urbane) quale ad esempio “scuola”.
  • Protezione tramite password della reimpostazione della configurazione.

Ovviamente le funzionalità telefoniche in chiamata sono ridotte ai soli 4 numeri associati ai 4 tasti, oltre alla funzionalità del tasto centrale di SOS, soprattutto se la riconfigurazione è stata impedita tramite protezione con password. Ma d’altra parte il target di utilizzo di questo mini telefonino impone queste limitazioni, anzi forse le richiede!
Ovviamente, in ricezione si possono accettare chiamate da qualsiasi numero o, se configurato, solo dai numeri in rubrica che comunque possono essere moltissimi (mi sembra 60).
Oltre a quelle limitazioni dovute, gli unici difetti che ho trovato sono che la qualità audio che è molto scarsa e quindi non idonea a persone con difficoltà uditive, e che il display, essendo ovviamente molto piccolo, serve principalmente per la configurazione del telefono e poco serve per vedere i numeri telefonici associati ai tasti: quindi l’utilizzatore, soprattutto se anziano e quindi generalmente presbite, deve necessariamente ricordarsi l’associazione numero di tasto e persona chiamata. Il vantaggio è che è piccolo, ma se l’anziano ha qualche difficoltà di comprensione, mancando un display chiaro ed avendo una qualità audio bassa, direi che non è un modello particolarmente indicato per lui!

Se vi interessa approfondire eccovi il link del manuale i-baby A88  (2) dove potete scoprire tutte le funzionalità di questo piccolo telefono davvero impressionante anche se si pensa al suo prezzo contenuto.

Eccovi poi il link di un video (versione del cellulare con i tasti con disegli idonei a bambini) che mostra il prodotto.

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FLIP della SAIET

Questo cellulare GSM dual band amplificato ha caratteristiche lo pongono come valida alternativa al New Amico GSM della BRONDI analizzato precedentemente, anzi forse più con un altro modello sempre della BRONDI chiamato Amico Mio che ha un costo di qualche decina di euro maggiore.  Ha sempre 3 tasti dedicati a chiamare direttamente le 3 persone di riferimento, tasti grandi, display dei numeri grandi, audio amplificato, tasto rosso di allarme (che chiama in automatico i numeri di riferimento), basetta per collocarlo ed avere agevolmente la ricarica.

Segnalo che, sempre della SAIET ho visto altri modelli di telefoni fissi con tasti grandi e funzionalità che possono risultare interessanti (es. il modello Photo Phone).

FLIP della SAIET - confezione

FLIP della SAIET – confezione

Cellulare GSM FLIP della SAIET

Cellulare GSM FLIP della SAIET

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Informazioni dettagliate sulle sue funzionalità e manuale d’uso (che  risulta abbastanza chiaro a chiunque) sono presenti su questa pagina del sito della SAIET.

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Photo Phone della SAIET

Non ho provato personalmente questo telefono ma riporto alcune informazioni che mi ha fornito gentilmente una visitatrice del blog con relative sue fotografie. Da quanto mi ha riferito, penso possa essere considerato tra le valide alternative di acquisto.

Possiede 12 tasti memo di preselezione rapida (9 con foto)  + 3 tasti numeri urgenti programmabili e ha la funzionalità del vivavoce.

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Non possiede  display  ma comunque fornisce tutte le sue funzionalità solo collegando il suo alimentatore alla presa elettrica: senza collegamento elettrico e senza batterie, funzionano solo le funzionalità telefoniche (es.  si può comporre un numero telefonico e ricevere telefonate, squilla) mentre i tasti memo diretti fotografici non risultano utilizzabili e dopo un po’ si perdono le impostazioni memorizzate. Ovviamente, se invece si inseriscono delle batterie nell’apposito vano presente sulla base, tutte le funzionalità vengono mantenute anche  in caso  di interruzione  di corrente, consentendo di mantenere così attive le memorizzazioni anche per un lungo periodo.

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How to solve errors happened during an update of Windows Phone devices (ex. Error Code: 8018119C)

I connected my phone to the PC and I found out a new update was available. The new version 7.10.8773.98 let you add more multimedia in an MMS and let you import/export contact between SIM and device: nice!
As usual a popup appears both in Zune and on my Phone saying that a new update is available: but when I selected “Update now” the Error Code: 8018119C happened … related to something wrong with BITS (Background Intelligent Transfer Service). It is the first time I experimented an error during an update of my Windows Phone.

I searched that error code with a search engine and I suddenly found the solution at this link where there is not only the manual procedure to solve the problem but also a link to download an automatic repair procedure provided by Microsoft (the so called Fix It): I run it and in a few seconds the problem was solved and now I’m updating my phone 😉

It’s the first time I use one of the Fix It programs and I found a very nice way to possibly automatically solve a problem!!!

On that page you can find also a solution to any other problem you could have during a Windows Phone update.

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[20/06/2012] Windows Phone Summit – Microsoft svela Windows Phone 8: ‘Abbiamo pensato anche agli utenti business’

Ieri sera, circa alle ore 18:00 italiane, si è tenuto a San Francisco il Windows Phone Summit,  l’evento Microsoft (trasmesso in streaming video su http://channel9.msdn.com/Events/Windows-Phone/Summit) dedicato agli sviluppatori dove è stato presentato Windows Phone 8, prossima major release del sistema operativo per smartphone di Microsoft, che verrà rilasciato in autunno 2012, in concomitanza con Windows 8, nuovo sistema operativo Microsoft per PC e tablet. Esiste infatti una grande integrazione, anche a livello di kernel, tra Windows Phone 8 e il nuovo sistema operativo per desktop Windows 8: i produttori saranno in grado persino di riutilizzare gli stessi i driver hardware che utilizzano in Windows 8 su Windows Phone 8. Visto il kernel comune, esiste quindi la possibilità di condividere le stesse applicazioni tra tablet, desktop e smartphone.

Riassumo nel seguito i punti che ho trovato di maggior interesse. In particolare, questi sono i punti messi in risalto dalla stessa Microsoft:

  1. HW più veloce e IE10 come browser, con performance migliori dei competitors e pieno supporto per HTML5.
  2. Comandi vocali all’interno delle applicazioni.
  3. Voip (utilizzabile dalle app e Skype integrato): non vi sia differenza tra una telefonata normale ed una sessione di voice chat e video chat con Skype.
  4. Supporto nativo dell’NFC (Near Field Communication) e funzionalità per poter effettuare acquisti.
  5. In-app purchasing (hub Wallet per effettuare pagamenti tramite una carta di credito oppure addebitandolo sulla nostra SIM [Orange France come partner iniziale]).
  6. Supporto per microSD removibili consentendo lo scambio e la memorizzazione più rapida di immagini, musica, filmati ed il supporto per l’installazione di applicazioni.
  7. Funzionalità business per le imprese (es. Company Hub che consente alle aziende di distribuire le proprie applicazioni ai dipendenti; Secure Boot, con possibilità per gli amministratore di sistemi di impostare permessi speciali per app aziendali, la gestione delle flotte di dispositivi aziendali con l’ausilio delle familiari applicazioni Office).
  8. Multitasking migliorato e miglioramenti nell’interfaccia (es. possibilità di tile con dimensioni diverse).
  9. Giochi più performanti grazie all’acceleratore grafico Direct3D ed alla migliore risoluzione dello schermo [supporto per nuove risoluzioni dei display: WXGA (1280 x 768, 15:9) e 720p (1280 x 720, 16:9)].
  10. Possibilità per gli sviluppatori di utilizzare anche codice nativo.
  11. Kernel del SO comune con Windows 8 (non più basato sul “vecchio” Windows CE).
  12. Il supporto per il codice nativo consente al codice sviluppato in C++ di dialogare direttamente con l’hardware (ad esempio gestendo direttamente l’accelerazione hardware tramite Direct3D) per creare codice dalle altissime prestazioni e, nel caso del gaming, utilizzare il middleware apposito (motori grafici, effetti di fisica, animazione e audio). Per gli sviluppatori risulta vincente il modello di sviluppo, che segue quello finora disponibile ma che ora consente di mescolare XAML, C#, C++, Direct X e HTML5, con la scomparsa di Silverlight.
  13. Includerà il sistema cartografico di Nokia che funzionerà in modalità completamente offline, consentendo la massima libertà di scelta per l’utente che vorrà scaricarele mappe di una singola regione piuttosto che un’altra, segnando l’addio definitivo a Bing Maps in favore di Nokia Maps.

Nokia, Huawei, Samsung e HTC utilizzeranno WP8 per i propri dispositivi “Silicon Next Generation” Qualcomm. Saranno disponibili in 180 paesi con supporto ad oltre 50 lingue. Con WP8 gli aggiornamenti saranno distribuiti in modalità OTA – Over The Air, direttamente sul telefono senza doverlo connettere al PC, mentre il supporto per un modello di smartphone sarà garantito per almeno 18 mesi dall’uscita sul mercato.

 WP8 supporterà processori multi-core e varie risoluzioni dello schermo 800 x 480 15:9, 1280×768 15:9, and 1280×720 16:9.
Tutte applicazioni esistenti in WP7.5 verranno eseguite su tutte le risoluzioni senza alcuna modifica: gli sviluppatori, se lo desiderano, possono ottimizzare per le nuove risoluzioni, ma non risulta indispensabile.

Verranno supportate MicroSD rimovibili per foto, video, musica ed applicazioni.

Le applicazioni potranno sfruttare l’acceleratore grafico Direct3D per la grafica, il tutto a vantaggio soprattutto dei giochi: ottimi risultati sulla fisica applicata ai giochi ed effetti di realtà virtuale.

Da un punto di vista estetico, la schermata iniziale è stata migliorata consentendo di avere tile di 3 diverse dimensioni (piccola, classica e rettangolare), definibili a piacere dall’utente. Per tutte le tile sarà possibile eliminarle e spostarle, come già avviene nella versione attuale: oltre alla spunta per eliminare la tile dalla schermata iniziale, ci sarà anche una freccia per decidere le dimensioni della stessa.

WP8 avrà Internet Explorer 10, la nuova versione del browser Microsoft che supporta HTML 5. Sarà molto simile alla versione desktop presente in Windows 8: include anche la funzione ”SmartScreen anti-phishing” e  riconosce i siti non sicuri, presentando  una schermata rossa di allarme.

Diversamente dalla precedente versione, Windows Phone 8 permetterà agli sviluppatori di utilizzare nelle loro applicazioni anche codice nativo.

I terminali di prima e seconda generazione (attualmente alla versione 7.5) saranno aggiornati alla versione 7.8 basata ancora sul kernel CE: non consentiranno perciò l’installazione di Windows Phone 8. Caratteristiche come applicazioni e giochi che utilizzano la programmazione nativa non potranno perciò essere utilizzate da quella versione 7.8 che fornirà comunque agli utenti attuali l’aspetto di Windows Phone 8, compresa la nuova schermata di avvio. Viene perciò offerta ai vecchi utenti Windows Phone quasi la stessa user experience, in considerazione tuttavia della loro mancanza di un hardware avanzato che consenta di avere tutte le features presenti nei nuovi modelli con WP8.

I vantaggi attuali dei terminali Nokia Lumia saranno implementati in Windows Phone 8 che utilizzerà la tecnologia di Nokia per le mappe all’interno dell’applicazione dedicata. Si utilizzano i dati NAVTEQ, il supporto offline, il controllo delle mappe per gli sviluppatori e Turn-by-turn. Le applicazioni che utilizzano la posizione possono essere eseguite in background, quindi le applicazioni di navigazione turn-by-turn non si chiuderanno ad esempio nel corso di una chiamata.

Supporto nativo NFC per consentire l’interoperabilità tra i telefoni, laptop e PC. Inoltre sarà utilizzato per pagamenti elettronici. Microsoft lavora con gli operatori mobile per cercare di avere più sicurezza nelle transizioni: Orange France sarà il primo con la SIM sicura, ma Microsoft sta lavorando con altri vettori. AT & T, Verizon e T-Mobile stanno lavorando con ISIS. Il telefono può ricevere le informazioni da un tag NFC presente nella rivista o in un semplice biglietto da visita con chip NFC. Utilizzando quella tecnologia è anche possibile  trasferire i contatti dallo smartphone ad un PC/tablet.
Esiste un l’hub Wallet dove sono presenti tutte le carte di credito, bancomat, PayPal e altro associate: Wallet può ottenere informazioni da un app di terze parti. In altre parole, una banca (es. Chase) può avere le sue informazioni collegato alla Wallet, oltre ad una sua propria applicazione specifica. Tutti i Windows Phone possono utilizzare queste funzioni abilitando alcune impostazioni in un’apposita voce. Il tutto è protetto da un codice pin: quando si dovrà effettuare un acquisto bisognerà inserire il codice pin, scegliendo con quale carta associata pagare. Si può utilizzare una carta di credito oppure accreditare all’operatore mobile il totale importo addebitandolo alla nostra SIM.

SQLite sarà supportato da WP8, inoltre tecnologia Voip profondamente integrata.

Skype sarà integrato e mostrerà la stessa esperienza d’uso di una classica chiamata. La stessa esperienza si ritroverà in tutte le app che utilizzano la tecnologia Voip che possono essere eseguite anche in background. Ogni sviluppatore può costruire una app completa VoIP che è profondamente integrato in WP8.

Nuove api per gestire comandi vocali saranno disponibili agli sviluppatori, consentendo una più agevole interazione tramite comandi vocali con le applicazioni.

La versione precedente WP7 era principalmente rivolta ad un’utenza consumer. Ora con Phone 8 ci si rivolge anche a quella business. WP8 utilizzerà la crittografia (viene citato BitLocker), avvio sicuro, Device Management e Office. Microsoft annuncia l’hub Company Hub, vale a dire un’applicazione personalizzata che le aziende possono utilizzare per distribuire le proprie app ai dipendenti: Microsoft fornirà alcuni esempi di modelli per le imprese.

L’SDK sarà disponibile per gli sviluppatori “questa estate.”

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P.S.: molte delle informazioni sono state prese dai seguenti siti dove, talvolta in diretta, sono state fornite informazioni sull’evento: plaffowindowsphoneitaly, microsoft.

Interessante anche l’articolo apparso su la Repubblica: ” Microsoft svela Windows Phone 8: ‘Abbiamo pensato agli utenti business’ “, da cui ho preso anche il titolo del post!!

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How to scan negative films with Reflecta DigitScan 6000 and … some considerations about the bad customer service of Reflecta!

Some weeks ago I wrote a post related to the use of the scanner Reflecta DigitScan 6000. In fact I bought this scanner and I had a lot of problems in using it because the included manual I think is useless. You can find my previous post here: it is in Italian but you can easily translate it automatically for example with Google translator and moreover there are some pictures that can help you in providing the best parameter settings if you want, as I am sure you do, to have the best scanning and a result file size less than 10 MB.

Reflecta DigitScan 6000

I was talking about the included user manual: it is a little 12×19 booklet of only 25 pages (included white pages, warnings, figures on how to put slides in a magazine … but with a very few useful information related on the features and use of the scanner and of CyberView, the driver and scanning SW provided. You can’t find in it answers to the many questions you have to ask!
For example, if you leave the parameters set as they are after the first installation, you have the file saved in TIF and with a scanning resolution of only, if I remember well, 2500 dpi or even less (and not the highest of 5000 dpi). If you set a “Quality” scan mode (because you bought a professional scanner and you want the best quality, but having each picture size less than 10 MB [as it usually you now have with a digital camera]) the TIF setting is automatically set and the size of the file is (for a 5000 dpi scanning resolution) of nearly 52 MB. After some scanning trial I found that the results are much better if you set the resolution to 5000 dpi and save the image in JPG with a quality of 98%, color depth 8 bit: the resulted file size will be between 4 MB to 10 MB, as I like. Here you can find the same slide scanned at 2500 dpi and at 5000 dpi: you can make yourself a comparison. At first sight perhaps you could consider the 2500 dpi scan better because the colors are more realistic, but this is only due because in that scan I set the autoColor to ON and for that photo the results were fine [while in the 5000 dpi scan I left autoColor to OFF]: but if you zoom inside them (for example to the watch at the wrist) you can easely notice the different resolution and quality of the image!

Resolution comparison (zoom): scan at 5000 dpi (autoColor OFF) and 2500 dpi (autoColor ON)

Resolution comparison (zoom): scan at 5000 dpi (autoColor OFF) and 2500 dpi (autoColor ON)

Nothing it is said in the manual that the color depth of 16 bit is useful only if you scan and save in TIFF, because the JPG standard supports now only a 8 bit color depth at best and so it is useless to set that parameter to 16 bit (even though the CyberView interface allows it!): this is a consumer product and most people doesn’t know and don’t care about compression standards!

Nowhere is stated that if you leave the MagicTouch option ON for positive film scan (as it is when you make the installation) the total scanning time is nearly doubled and so it is worth to set it ONLY if your slide is in bad conditions (ex. mainly scratched, … for the little dust MagicTouch seems to me to work not so well) otherwise the scanning time could be of nearly 6 min at 5000 dpi instead of 3 min!
You neither can’t find in that manual a clear explanation on which parameters reflect the way of scanning and which are only a post elaboration on the PC made by CyberView and so you could avoid to have them set if you like to make a better manual elaboration with Photoshop and you don’t want to have an “auto” one that can be fine most of the time but not always and sometime can definitely compromise the picture quality.
Making trials, I believe now that only the MagicTouch setting makes the scanning different and all the other parameters are related to a post elaboration on the CyberView SW installed in the PC: … but I am not sure anymore after what I discovered scanning negative films and the autoBalance option (as you’ll see if you’ll continue to read that post!): I asked this and other questions to the Reflecta’s customer care service, but (as I’ll explain in depth at the end) this and other questions still remain inexplicably unanswered!!
Because my positive films (slides) were in good conditions, I put the MagicTouch OFF like all the other “auto” parameters except the autoExposure that I put to ON: for the positive film I found all the other “auto” elaboration not very relevant and sometime the results were not the expected ones so I preferred to leave them OFF and have a manual post elaboration with Photoshop. If you don’t want to make a better retouch with Photoshop, you can put ON autoExposure, autoBalance and autoColour, but be careful about setting the autoContrast, … it can really completely damage the final result!

The procedure to make the scanned area set appropriately by the user, for all the magazine slides, is not explained in the manual and you can find here (my previous post) that procedure as explained in English by a Reflecta technician I contacted. In fact sometime it happens that the auto-sizing feature of the scanner don’t work properly. Even though quite always it recognize a landscape or a portrait slide, the scanned area is not exactly all the slide area (some borders remain out of the scanned image, in my case mainly the upper border in both portrait and landscape slides).

black line on one side of the scanned picture

Moreover it happens that somehow the scanning started from even below the slide bottom edge (in my case) and so you find a black line at the bottom of the scanned picture (see picture) and so even more useful picture area is took away from the top (in my case) of the image! This bad black line sometime appears for some slides and then disappear for next ones (I don’t know why … I tried also a reboot of the scanner but I found useless). Using the procedure to set a custom scanned area do not solve completely the problem because each slide is a little different from others and so this procedure can be useful only to really completely scan all the picture (and not leaving away some borders) but don’t solve the possibly black line on some edge (on the contrary increase this drawback!). Moreover in that case you have to put all the slides in the same way (all as landscape or all as portrait). The alternative is to accept to have some border cut off and when you understand which one (mainly the top border in my case) eventually rotate appropriately all the slides that present relevant part on that side (in my case when the head of a person or the roof of a building is nearly at the top of the slide).

The preview part of the CyberView SW is not clear at all and I personally found useless that functions of image adjustment, color balance and curves &levels because the quality and dimension of the image on the screen is too small to really understand the result of your modifications … and so the final result in the scan is always different from the one you expected!!

Moreover in the manual it is not clearly stated that the orange adapter that is originally set at the end of the slide transport MUST be set at the beginning if you use (as most people have) universal magazines: otherwise the slide in not always transported correctly into the scanner!! In the manual the only mention to that orange adapter  I found is related to the following note: “Load Magazine into the scanner.  NOTE: for all magazine (except for the Universal Magazine) return the orange adapter to its original position at the grip of the slide transport after scanning. etc...”  … but nowhere it is said to put it somewhere else from the position you find it when you buy the product if you use a universal magazine!!!
Sometime when you read that manual it seems to be more a discover and intelligent test book than a final user manual!!!

Nowhere in the manual there is a clear step by step best procedure to use the scanner in the most common situation that is with 50 slides “universal magazine“, best quality (5000 dpi) and limited file size (lets says less than 10 MB) … for positive, negative and black&white films!!

I could continue in pointing out lacks and misleadings of that manual and the lack of the CyberView SW that seems to me more a prototype than a product: too often it freezes and you have to kill the application from the windows task manager to restart it again, and this happens especially and always when there is a communication problem between the PC and the scanner! No help section is provided and no popup alert features are implemented if the user make some comprehensible input mistake. For example, if you define scan size values not properly, your values are taken but after you have to kill the application to make things works; if you put the range of slide to be scanned to 0-50 [instead of 1-50 as it should be] nothing happened [no popup alert and no start of a scanning] and the final user is not helped to find his error and he think that the system (again) has problems and so probably he kills the application several times till he find out his input error!

So, lets come back to the title of this post: how to scan a negative with Reflecta DigitScan 6000!! It should be very simple, following the manual instructions: you only have to set the film type to “Negative” in the toolbar.
As most users do, I started scanning positive films (slides) and, for the reasons I explained before, I preferred to leave quite all the “auto” parameters to OFF, because I prefer to make a better post elaboration with Photoshop. So, to scan negative films I changed the film type accordingly but I left all the “auto” parameters to OFF: the result of the scanning was awful as you can see in the following examples. Mainly I have 3 different type of results (1) a completely wrong color picture, 2) a very faded one, 3) a very contrasted colors one), … all not acceptable!!!

Here I show you the results I obtained with CyberView 5.09 and firmware 1.05 and leaving all the “auto” parameters to OFF (except, sometime, autoExposure, as I always did in scanning positive films).

negative scan – CyberView 5.09_firmware 1.05 – ALL auto OFF

I show you also the result I obtained scanning the negative film as it was a positive (that is setting the film type positive) so you can see that the result is very different:

negative film scannered as positive film

only autoBalance ON

Finally what I obtained after many trial (as I said, the manual is done as a discover and intelligent test book!) … but to know how I succeeded you have to read furthermore 😉
Note that a better result, in this case, could be obtained checking, besides autoBalance, also autoExposure, autoColour and MagicTouch (very ofter only autoContrast parameter is better to set to OFF).

ON => autoExposure, autoBalance, autoColor and MagicTouch

Here you can find more examples showing my first and last results: they give you an idea of the different wrong results I obtained initially.

all “auto” paramenters OFF (particularly autoBalance OFF)

all “auto” ON (particularly autoBalance ON)

all “auto” paramenters OFF (particularly autoBalance OFF)

autoBalance ON and also all other “auto” except autoContrast

all “auto” paramenters OFF (particularly autoBalance OFF)

autoBalance ON and also all other “auto” except autoContrast

autoBalance OFF

autoBalance ON and also all other “auto” except autoContrast

I contacted again the Reflecta customer care service using the contact web form in the Reflecta site. I suddenly received an email from <info@reflecta-shop.de> saying: “Sehr geehrte Kundin, Sehr geehrter Kunde, vielen Dank für Ihre E-Mailanfrage. Wir werden Ihr Anliegen schnellstens bearbeiten. Mit freundlichen Grüßen“. What I can say? I went in the English version of the site, I fill the contact form in English … and I receive something in German probably saying that someone will answer me as soon as possible!
Just now I went again on the Reflecta site but I couldn’t easily find anymore the contact form page I used in the past and, on the contrary I found something new: “Service & Support – If you’ve got technical problems with our products or questions about warranty, our distributor in your country and your salesman will help you with words and deeds.
Film- and SlidescannersIf you’ve got technical problems, please make sure that the driver version of the scanner installed is up to date. At Software and drivers you will find an appropriate choice.
If the device has a mechanical or electronic defect, which doesn’t go away by updating the software, we ask you to fill in our questionnaire for error analysis and send your device together with the filled-in questionnaire to our distributor in your country or to your salesman.
So now if you got a technical problem you have to contact the distributor in your country … and who is he for Italy? If you go here it is said: “For information about a reflecta distributor in your country please contact us by mail“. Now, clicking on that mail link you finally go to the input form page I told you before (and if you post some request, you’ll still receive back the notification email in German)!!! I sent that email and the day after I received a kind answer from Laura of the Reflecta Export Department with the address of their distributor in Italy (right in Turin, my town!!):

FOWA S.p.A.
Via Tabacchi, 29
IT 10132  Torino
phone: 011 81441
fax: 011 8993977
mail: info@fowa.it
Website: www.fowa.it

What’s a lean procedure!!!! Shouldn’t be better to put in the site the list of the distributors for each Country?

The good new is that now (before I didn’t notice it, so I suppose it is a new section of the site) there is a specific page for Scanner support saying: “If you have problems with the software or the quality of scanned images (e.g. stripes), please fill in CyberView X5 support form and send it with an example image to: mail@reflecta.de. We will contact you as soon as possible”.
Now, it is not completely clear to me, if I have a technical problem, I should contact the Reflecta distributor of my country (as stated here) or use the provided email (as stated here): anyway I think you can try both paths and … good luck!

The answer I received to my help request in scanning negative films was: “I suggest that you don’t start CyberViewX5 application until the green indicator stop blinking – the scanner is ready , besides , I can’t reproduce strange image with negative, you can try this new software, see if it can solve his problem“.
Magically, I installed the new beta version they provided me and I succeeded in scanning the negatives (because, now I know, I left the default setting of the “auto” parameters!) BUT, after the first reboot of the scanner, with that new beta version, it started to not work properly (saying to make a scan range from 1-50 as usual, the scanner showed a “Calibrating film scanner. Please wait” popup for each slide and, after that, no scanning was done!!!) … so I downgrade to the previous version.
After that email no way to have some more help from Reflecta [P.S. 14/6/2012: … till I let them know of this post!].
I send several email directy to the guy answered me previous emails and throught the contact web form. No more answer!!!
I am really upset with their customer service!! I thought to have bought a product, a professional one (the high price should confirm that), and I found a booklet as a user manual, I suddenly had to update both the firmware and the CyberView driver because otherwise only the first slide was scanned and not the next ones [even though the range setting was rightly set to 1-50), my trials to make it work in the best way took me a lot of time, the problems I had to scan negatives were solved by me and not a lot effort was done to help me and answer to my doubt!!  I’ll put at the end of this post some of the questions (sent more than one time to Reflecta Customer Service) still unanswered, hoping that Reflecta people kindly provide some input.
After I ended to scan the positive films (slide), I considered again the possibility to scan also some negative films of mine: to do that you have to cut each negative and put it into a slide mount (better was the scan way of negatives provided by Nikon Coolscan that allowed to use directly the film slice with 3-5 photos).
So at the end HOW I SUCCEEDED to scan negatives? The trick is simply to have the autoBalance parameter set to ON !!! Then, if you like, you can convenientely set ON also autoExposure and autoColor [I suggest not autoContrast because not always gives a fine result].

You can find now some Q&A in this page of Reflecta site where there is a question related to negative film scanning that says nothing about the need to set autoBalance to ON but it is said that “due to the more complex scan process and the necessary inversion and film carrier correction, the scanning of a negative takes up to three times longer than scanning a positive“. However, personally I time the full scanning for each negative film (5000 dpi, jpg 98%, 8 bit color depth, MagicTouch ON as all the “auto” parameters except autoContrast) and I found 6:23 (where the pure scanning time is about of 4:30 and the rest is of PC post elaboration [the time of one scan, I don’t know why, may differ from the one of a next one for a few second, but the timing I wrote are well tested!]), nearly the same time I found for scanning a positive film with MagicTouch set to ON (about 6:00  with a 4:00 of scanning) and NOT 3 TIMES!!! The strange thing is that, if you scan a negative film with MagicTouch set to OFF, the scan time is not nearly the half (as it happens for positive film scan) but only a little less (about 4:54 with 3:34 of scanning). So it seems like that the scanner works for negatives in a similar way independently on the setting value of MagicTouch parameter  and so I believe that very often it is worth to set MagicTouch option ON for negative films (while not for positive films if they are not in bad conditions [as they are not most of the time!]). Anyway it is not true what it is said in that answer in the Q&A section of Reflecta site: at this point I really don’t know if I should believe at the other information contained there!

Another possibly useful information is that “The ICE/MagicTouch dust and scratch removal system works with Kodachromes in a way that dust and scratches are corrected effectively. A negative effect, however, is that also parts of the photo where there is no dust will be blurred. Therefore, the system should be deactivated for Kodachromes. However, personally I didn’t see that inconvenience scanning some Kodachrome positive film with MagicTouch set at ON.

Related to B&W films there is that answer: “The automatic dust and scratch removal system works with color slides and negatives exclusively. When scanning black/white photos, the removal system must be switched off. If you nevertheless leave the scratch removal system active when scanning a black/white film, a milky photo will be the result where the rough outlines only of the displayed motives are visible“. Also this time I did some test and the results are again different an what I should expect after reading the previous answer found in Q&A: no “milky” results with MagicTouch set to on, at least with all the B&W films I have (50’s – 70’s), but anyway no good results related to scratch removal and a drawback in definition (visible only zooming a lot) and a little more scanning time: so anyway it is not worth to have MagicTouch set with B&W films. In the following you can see the same B&W image scanned (always 5000 dpi, jpg 98%, 24 bit) with MagicTouch set to OFF and then to ON, with autoExposure and autoBalance set to ON. The total time was 4:31 (3:05 only for scanning, the rest is of PC post elaboration) in the case of MagicTouch OFF, and of 5:47 (3:35 only for scanning) with MagicTouch set to ON.

B&W_MagicTouch OFF – autoExp autoBalance ON

B&W_MagicTouch ON – autoExp autoBalance ON

The scan seems to be identical with MagicTouch set to ON or to OFF, but if I zoom a lot inside both photos I notice something different as you can see in the following screencapture: if the MagicTouch is ON the definition is worse and most of the scratches and dust anyway remained. If you want to download the original scanned files click here (MagicTouch ON) and here (MagicTouch OFF).

So anyway it is not worth to have MagicTouch set with B&W films but perhaps it could be useful to scan a B&W film as negative colour film (set MagicTouch ON ?) and then, only if you like, take off the colour with Photoshop to have a B&W and not seppia coloured photo.

B&W film scanned as B&W film

B&W film scanned as B&W film

B&W film scanned as negative film

B&W film scanned as negative film

B&W film scanned as negative film (autoExposure and autoBalance ON)

B&W film scanned as negative film (autoExposure and autoBalance ON)

B&W film scanned as negative film (all "auto" parameters set to OFF)

B&W film scanned as negative film (all “auto” parameters set to OFF)

B&W scanned as B&W film (all "auto" set to OFF)

B&W scanned as B&W film (all “auto” set to OFF)

Here you can find the results I had scanning the same B&W negative:
(1) as negative film (autoExposure and autoBalance set to ON) [personally I prefer this one!],
(2) as negative film (all “auto” set to OFF),
(3) as B&W film.

Note: sometime the auto detection of the film size doesn’t work for B&W film scanned as negative films so, if it happens, you have to manually set the scanned area size as explained here (nearly at the end of that post, in section in English).

What do you think: isn’t the following picture scanned as negative film better than if scanned as B&W?

B&W scanned as a negative (autoExposure and autoBalance ON)

Again: why also all that useful infos are missed in the user manual? Why some info provided in Reflecta site’s Q&A, after some easy tests, seems not to be true?

Note that, in the case of my (colour) negatives (perhaps because they are very old and very often they have scratches because they were not protected by the slide mount) I find very useful the MagicTouch and in many cases it is now worth have the scan time a little longer after you see the final result! Here you can find the same negative scanned with and without activate the MagicTouch:

Related to the scanning of black&white films, I found the result very good as shown in the following (read anyway the Q&A of Reflecta site and my considerations about using MagicTouch, … scroll up in this post!):

Here you can find the page of the Reflecta site dedicated to DigitDia 6000 and where you can find also the last releases of the firmware and of CyberView driver. However I am still using now firmware version 1.05 with CyberView X5.10.

I suggest you to go to the following site where there are some more considerations related to this scanner: Questions about the Filmscanner Reflecta DigitDia 4000/5000/6000

So, stay tuned!

====================================================

Here there are some of the question I asked to Reflecta people several time and that remain not answered till now   😦

1) Having a set of slides with same “problems” (ex. dominant color due to film type or because of oldness), how can I set some custom change (for example in brightness/contrast) in a way they will be applied to ALL the following slides (of that magazine and possibly some next ones)?

2) If that it is possible, that elaborations are made by the CyberView SW (and so are post elaboration after the scanning) or they are done directly by the scanner and so it change the way the scanning is done (in the first case perhaps it is more convenient to create a custom Photoshop Action and then apply it to all the convenient slides, while in the second case probably the results could be better if it is change somehow the setting of the way the scanner works and do the scanning).

3)  The lamp of the scanner needs to be changed after a while? After how many scanning? 

4) There is a way to knows how many scans the scanner has already done?

5) If that lamp breaks how can I find a spare part of that lamp and how can I install the new one? I couldn’t find any Reflecta technical support laboratory near my home (Torino, Italy). Perhaps I could contact FOWA distributor isn’t it?

[P.S. 14/6/2012: I installed just now the new beta of CyberView 5.11_c Reflecta just provide me and I updated the firmware to the release 1.06: it seems to works till now … apparently not worst but not better than what I saw with CyberView X5.10 and firmware version 1.05.
Also with that new version all the useful slide area is not completely scanned by default; related to the black line on one edge, it doesn’t happened till now with that new version, but in the past it was a random bug that sometime happened and then magically disappeared … so I cannot say the last word.

I don’t know what bugs should be solved or what new features are introduced with the new beta version!
Usually when there is a new version of a SW product there is a list of the new introduced features and/or of the resolved bugs.
Moreover very often you can download from the producer web site beta versions, last release version and also previous versions (just in case the new one doesn’t fit your expectations). In the specific case that SW driver is related to a HW, it should be stated which firmware version is expected to be installed.
No of those pieces of information are provided in Reflecta site.
]

[P.S. 4/1/2013: I have just contacted Reflecta again because the new version of SW they provide from their site seems to have introduced new bugs … I hope they will answer.

Moreover I read from the Scanner-Help section of their site that “currently there is no scansoftware CyberView X5 for Windows 8. You can download it in beginning of 2013 from “Software-Downloads”. No news about that version for Windows 8 is available till now … but we are really at the very beginning of the 2013 … even though Windows 8 was released some months ago!

Here is my email:

Because some guy contact me for help after reading the post in my blog related to Reflecta Digitscan 6000, I tried the new versions of  CyberView (CyberViewX5.11) and the firmware (DD6000_V1.11_20120607), that now can be downloaded from Reflecta site.

However, as the guy told me, I found that they introduce somehow new problems that I never had using previous releases (CyberView 5.10.2 or CyberView 5.11_c, firmware release 1.06) …

• At the startup sometime the first scannings produce completely black images and only after some slide the scanning works appropriately.

• The automatic recognition of the orientation of the slide doesn’t work anymore, so you have to put all the slides in landscape or portrait.

• Somehow if I ask a multiple scanning for a 1-50 range, it starts from slide 2, even though it was explicitly used the appropriate button saying a new magazine has been to be scanned). Moreover,  somehow the scanning ends before the set range.

Now I am using again the previous versions (CyberView 5.10.2, firmware release 1.06) and all the mentioned problems disappear.  … however that versions are no more available from your site so I kindly suggest you to let them be downloadable again or make the new versions work properly.

Let me know, please
]

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Ti piace il buon vino e sei interessato ad avere una bicicletta pieghevole?

Non sono solito pubblicizzare un prodotto ma essendo un fan della bici e gradendo il buon vino mi sento di indicarvi un link di una cantina che, per promuovere il proprio prodotto (vale a dire il vino) fa un’offerta secondo me interessante.


Cantine della Corte (Valdobbiane) propone ad un buon prezzo:

  • 6 Bottiglie di Cabernet Doc Corti Benedettine
  • 6 Bottiglie di Raboso Doc Corti Benedettine
  • 6 Bottiglie di Riesling Pinot Grigio Igt
  • + Bici Pieghevole Car Bike Bianca della ditta Bici Cinzia

Io ne ho acquistate due [in realtà tre … in quanto una me l’hanno subito rubata 😦 ] e sono soddisfatto.
Sebbene non abbiano il cambio e le ruote siano 20 (tipo Graziella) per cui va bene per un uso da passeggio in città, direi che è assai comoda se uno pensa di doverla portare talvolta in un bagagliaio della macchina. Il pedale è ripiegabile e lo spazio che occupa consente di metterne due in un baule di una monovolume.

Ho provato a vedere su Internet il costo di quella bici e mi sono stupito nel vedere che sia addirittura leggermente superiore all’offerta … che fra l’altro comprende del vino assai gradevole e di buona qualità.
La stessa ditta Cinzia propone due versioni più sofisticate di quella bici (con cambio e anche in alluminio) ma con costi ancora maggiori: per l’utilizzo che uno ne può fare, direi che anche questa versione base senza cambio può andare benissimo!

Se può interessare anche a te eccoti il link alla pagina in questione dove effettuare l’ordine: qui puoi trovare dettagli e foto della bici.

… non so quanto durerà questa offerta (che c’è già comunque da diversi mesi) nè i tempi di consegna (per me sono stati di circa 12 giorni). Eventualmente puoi contattare via email quella Cantina per avere ulteriori dettagli: il servizio clienti è gestito da Patrizia, una persona molto cortese e cordiale! 

😉

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How to have “dark” icons (ex. ApplicationBar icons) in a folder with a black background so you can see them

Very often we have a set of icons to be used for ApplicationBar buttons or in an application page.
Very often we are interested in the “dark” version of each one and you would like to see all the icons in the folder with a black background (see first figure) so you can see it … but by default we have a view all white (see second figure) that is not very useful!
How can we do? Read more and you’ll find it’very easy …

I remind you that we are mainly interested in the “dark” icon version because the “light” version is authomatically provided by the ApplicationBar runtime and even if you use an icon in an application page you can avoid to have the “light” version if you define an appropriate style for the button that has an imageBrush with that icon. For example you can define in App.xaml a custom Button Style as follows:

 <!-- http://timdams.wordpress.com/2011/06/21/creating-a-wp7-app-supporting-dark-and-light-themes/
         or                   http://forums.create.msdn.com/forums/p/73878/450346.aspx
        usage:
        <Button Style="{StaticResource IconButton}" >
            <ImageBrush ImageSource="appbar.feature.search.rest.png" Stretch="None"/>
        </Button> -->

and then use it in your page in this way, reffering only to the “dark” version if the icon:

<Button Style="{StaticResource IconButton}"  Height="76" Width="76" Margin="0,25,0,0" Click="buttonSms_Click" >
    <ImageBrush ImageSource="/Resources/Images/Icons/Application/dark/sms.png" Stretch="Uniform" />
</Button>

So, coming back to the subject of this post, if you want to have a black background in the icon folder you onjly need to create (or modify) the hidden desktop.ini file inside that directory as follows, where you refer a jpg file in this case with a black pattern (if you like you can refer a picture … and you’ll have it as a background, but it is not what we want now!)

[AveFolder]
Recursive=1
TextR=255
TextG=255
TextB=255
IconArea_Image=C:\Users\Public\Pictures\Sample Pictures\Nero.jpg
ShadowedText=1

For your convenience, here you can download the little black pattern file I created that you have to put in C:\Users\Public\Pictures\Sample Pictures folder (right click on the following black picture -> Save image with name).

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L’inciviltà degli automobilisti, dei ciclisti e dei pedoni

Spesso leggo sui blog o sui giornali di persone che si lamentano chi degli automobilisti per la loro arroganza chi dei ciclisti in quanto scocciatori e magari maleducati almeno quanto gli automobilisti.

Se gli spazi delle città fossero distribuiti in modo equo e l’educazione avesse insegnato il rispetto degli altri, non ci sarebbero problemi!
Invece gran parte dello spazio disponibile nelle città è stato “sacrificato per accontentare i possessori di automobili” (strade, parcheggi) a scapito anche dei marciapiedi talvolta (almeno in passato) addirittura ridotti in larghezza per ampliare le corsie.

Poi di maleducati se ne trovano su tutti i mezzi, in macchina, in bici, a piedi … ma questo è un altro discorso, mi sembra!
Sicuramente una persona educata e rispettosa degli altri quando è costretta per la propria incolumità e quella dei propri figli ad utilizzare in bicicletta il marciapiede per percorrere alcuni tratti, và a passo d’uomo cercando di non intralciare o spaventare minimamente i pedoni ed anzi aspetta di avere sufficiente spazio prima di eventualmente superare qualcuno che cammina lentamente. Io che rispetto sempre questi principi ben raramente ho avuto a che ridire con qualche pedone e quelle poche volte il livello intellettivo della persona era palese, così come la stupidità e pretestuosità delle sue argomentazioni!

Non si tratta di una guerra di religione, si tratta di educazione e rispetto degli altri: se parcheggio anche solo temporaneamente dove ci sono le strisce pedonali impedisco ai pedoni (soprattutto se con carrozzina o con handicap) di passare, così come se invado con la macchina una pista ciclabile … e questo lo devo capire anche se non ho un bambino piccolo in carrozzina, non ho un handicap e non ho una bici (anche se capisco sia molto educativo essere talvolta anche dall’altra parte). Se poi, dovendo andare sul marciapiede con la bici, urto o anche solo spavento dei pedoni, il discorso di inciviltà è esattamente il medesimo.

Personalmente devo dire che raramente ho incontrato ciclisti strafottenti, incuranti dei pedoni, così come raramente ho trovato pedoni che mi riprendessero con arroganza seppure io rispetti sempre i principi di cui sopra quando uso il marciapiede andando in bici.

Voglio anche evidenziare che molto spesso, quando esistono piste ciclabili, soprattutto quando ritagliate ai margini di un marciapiede o su parte del medesimo, la stessa promiscuità tra bici e pedoni si può osservare assai sovente. Provi un pedone a camminare su una pista ciclabile in Olanda … sicuramente verrà investito! Qui in Italia direi invece che generalmente i ciclisti sono abituati a questo andazzo e l’attenzione è sicuramente maggiore: ci si deve aspettare lo stesso grado di comprensione da entrambi le parti, almeno fin quando le piste ciclabili diffuse ovunque e ben mantenute sia una realtà anche qui da noi.

Mi spiace, ma condivido comunque per esperienza la convinzione che l’arroganza e la strafottenza sia generalmente soprattutto una prerogativa soprattutto dei più forti e di quelli che detengono una maggioranza: nel caso dei mezzi di locomozione sicuramente è degli automobilisti, così come questi ultimi giustamente possono indicarla nei camionisti. Più si è grandi e ci si crede “invulnerabili“, più il nostro ego malato si sente quasi in diritto di dominare. Io stesso noto che quando sono al volante di una macchina devo sforzarmi di non essere un’altra “persona“, ad esempio a rallentare (anzichè magari accelerare) se devo girare a destra e potrei essere di intralcio ad un ciclista davanti a me, obbligandolo a rallentare.

E’ tutto un problema di educazione: d’altra parte in una società dove viene esaltato chi è potente, chi è forte, chi è stafottente, chi urla e sopravvarica, chi è al di sopra degli altri … che cosa possiamo pretendere?
Bisogna partire dall’educazione dei nostri figli e sperare in un futuro migliore … anche se i segnali non sono certo rassicuranti!
Incominciamo comunque ad educarli noi, facendoli far parte di tutti quei sottoinsiemi, quello dei ciclisti (portandoli in bici), quello delle persone con il passeggino (facendo loro tirare quello del fratellino piccolo), quello delle persone con handicap (facendo loro tirare la carrozzina di una persona disabile, magari la nonna anziana): forse si ricorderanno di queste esperienze quando avranno in futuro la possibilità di parcheggiare comodamente ma in modo incivile!

Infine eccovi cartelloni da me fotografati nel 1989 ed ancora attuali oggi!
La situazione non è poi molto cambiata e c’è ancora molta strada da fare …

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Phone 7: how to listen to an audiobook and let the phone resume at the point last time you stop it

When you play an audiobook normally on an MP3 Player or on the PC, it remembers your position, so when you go to listen to it again you don’t have to find your place. It doesn’t do this with Zune and it just starts from the beginning again, which is really annoying. Cos if you can have an 8 hrs + audiobook, it’s really hard to remember where your at!

The same problem you have if you have the audiobook downloaded in a Phone7 device as music. Till you haven’t used the audio player for something else, pressing the hardware volume button, the audio tile popup appears and you can start again the music (or audiobook) from the point you previously paused. BUT if you used in the meanwhile the audio player for something else (and it is very probable if you usually continue to listen the audiobook after many hours, the audio starts again at the beginning of the file (the beginning of the chapter).

This doesn’t happen if you are listening an audiobook downloaded from the marketplace (see this post to find them [also in italian])) because, in this case, it is installed as an application and everytime you lauch that specific book, the speaker continues from where you stopped last time [you can also go backward or forward (also from one chapter to an other) using the specific application interface].

So the problem sussist only for MP3 audiobook you have on your PC and you want to download and listen using your Phone 7 device.

The way Zune typically remembers position is by classifying a file as a podcast. It can remember positions in regular MP3 files as long as the device thinks it is a podcast and not a music file.
So an easy solution is to change the genre of the file, before inserting in zune and then sych to your phone.
If you like to have only one file for the book (very often there is an MP3 file for each chapter) you can previously use your favourite mp3 merging tool to merge all episodes to a single file.

Here you can see how to change the file genre to “Podcast, right clicking on it and choosing “properties” menu item, then Details tab. Click on Genre (“Genere” in italian) and start typing Podcast: after writing the first P letter, a dropdownlist will appear to suggest you the whole Podcast word; so select that checkbox and the whole word will be written; then confirm with OK button.


Drag all that audiobook files into collection-> MUSIC (raccolta-> MUSICA) section in Zune.
 

Zune auto-magically moves it to the PODCAST section as you can see moving to the collection-> Podcast (raccolta ->PODCAST) section.


Then sync to your phone, for example dragging all that podcast files to the  left-down phone icon (if you registered more Phone7 devices to Zune, like I did, then you have to select which one you want to sync with): you need to do so only if you have set, as a preference,  a manual sycronization and not an authomatic one.

That’s all folks!! 😉

PS: here you can find also a PC application that should do the same trick. I did’t try it and it seems to me a more complicated solution, even thought it probably works fine as well!

If you need to find information and a user manual for Zune for Windows Phone 7 you can go here.

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TimePicker handling of 12h /24h format

Yesterday I was wondering if the actual release of the toolkit TimePicker is able to correctly handle the 12h /24h formats. 
I found here, in the issue tracker of the Silverlight toolkit, a post that suggested some changes of the code to make that control determinate Phone Settings for 24/12 hour clock selection, and not use the Locale setting.

Fortunately it was an old post and when I made some tests, I realized that the actual release of the TimePicker is able to handle in the right way both the displayed final choosen time and the input time page (as shown in the following screenshots) depending on the phone user settings.

For example if the phone is set region UK and with 24-hour clock at OFF, the TimePicker displays as follows:

    

  

If the phone is set region UK and with 24-hour clock at ON, the TimePicker displays as follows:

  

  

It is worth noting that, if the phone is set to region IT there is no more the 24-hour clock toggleswitch in the data e ora (date+time) setting page and the 24-hour clock is set to 24 by default.

   

So in this case the TimePicker displays as follows [note that since toolkit’s November 2011 version, also that control is localized in the right way (with previous versions the localization had to be done by hand) and so CHOOSE TIME is translated to SCEGLI L’ORA]:

      

By default the TimePicker displays only hours and minutes (that is a ValueStringFormat=”{}{0:t}”) but, if you like to show also the seconds, you can set a different format, even thought the chooser page allows only to pick hour and minute:

"{}{0:T}"/>

Note that, setting Value=”{x:Null}”, we provide a blank starting value.

   <toolkit:TimePicker  Value="{x:Null}" x:Name="TimePickerClock" ValueStringFormat="{}{0:T}" Margin="0" HorizontalAlignment="Center" FontWeight="Bold" MinWidth="140" Hold="TimePickerClock_Hold" Tap="TimePickerClock_Tap" />

If you like, you can also force the final time to be shown in a custom way, not necessarely related to the phone setting, but I personally discourage to do that expecially if the application is multilanguage. Anyway you can do that to force a 24h with seconds:

"{}{0:HH:mm:ss}"/>

I found also a nice post in Delay’s Blog that gives a summary table for the most useful format string for both TimePicker and DatePicker. It is worth to note that, because format strings include “{” and “}”, they’re a little tricky to code in XAML and you need to escape the special characters: here’s an example of what this looks like in its simplest default form: ValueStringFormat=”{}{0:t}”
In the same post you can find a complete example of how to customize the full-screen picker page: it is as simple as setting TimePicker.PickerPageUri property (or the DatePicker.PickerPageUri one) to point to a custom PhoneApplicationPage that must implement the IDateTimePickerPage interface. It is worth to note that the PickerPageUri property uses the standard assembly-relative syntax (“/assemblyShortName;component/resourceLocation”).

P.S. Some useful link for formatting datetime and, in general, strings are the following:

http://blog.stevex.net/string-formatting-in-csharp/
http://www.csharp-examples.net/string-format-datetime/
http://msdn.microsoft.com/en-us/library/8kb3ddd4.aspx

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Farsi lo yogurt a casa: … a “km 0” e senza spreco di contenitori di plastica monouso!

Fare le cose a casa propria non sempre risulta conveniente da un punto di vista economico, ma sicuramente dà molta soddisfazione e forse può ridurre l’impatto ambientale! Questo discorso vale anche per lo yogurt: nelle seguenti figure vi mostro le due yogurtiere che ho … la prima della Severin mi è arrivata oggi ed è già subito stata messa al lavoro!!!   😉

 

Molti anni fa avevo lo facevo con dei fermenti che assomigliavano a dei grumi di gomma … lo yogurt che ne veniva fuori era molto particolare, denso e con un gusto diverso da quelli commercializzati … direi più acido. Era tuttavia un impegno in quanto le “creature” dovevano essere nutrite sempre, anche durante le vacanze … e, così come tutti gli esseri viventi si moltiplicavano ma potevano anche morire! Si doveva filtrare lo yogurt con il colino per separare le “creature” e poi, dopo una ripulita sotto l’acqua, si dovevano rimetterle nel nuovo latte. Ci voleva molta costanza anche se mi ricordo ancora ora quanto buono fosse lo yogurt prodotto … e sicuramente ci riproverei ancora oggi se riuscissi a ritrovare quei fermenti!

Da un po’ di mesi utilizzo una yogurtiera (quella in figura) in grado di trasformare in circa 8 ore un cucchiaino di yogurt (uno qualsiasi anche uno comprato al supermercato) e del latte (per il resto di un bicchiere) in uno yogurt identico a quello originariamente impiegato! Ovviamente uno yogurt al naturale e non già aromatizzato.
L’apparecchio non fa niente di più che mantenere il tutto a una temperatura adeguata e costante: tutto il lavoro lo fanno i fermenti contenuti nello yogurt originario!
Come ho detto lo yogurt che si ottiene è praticamente identico a quello originario, per cui uno può scegliere quello preferito e, contrariamente al metodo elencato precedentemente, non richiede un impegno particolare … se, ad esempio, uno va in vacanza e non vuole più farlo per un certo periodo, non ha che ritirare la yogurtiera nell’armadio!
Lo yogurt contenuto in uno dei barattolini può poi essere utilizzato per farne successivamente degli altri … per cui basta avere solo un barattolino iniziale per far partire la produzione!

In genere il costo di una yogurtiera va dai 19€ in su: molto dipende dalla presenza di funzionalità opzionali (e quindi assolutamente non indispensabili), quali un timer elettronico o meno, un display ecc …
Se uno si ricorda di spegnerla dopo circa 8 ore (la tempistica esatta non è comunque importante) direi che si può scegliere tranquillamente un modello base con il solo interruttore, … quello che importa è solo la resistenza presente che fa in modo di mantenere la temperatura adeguata e costante. In genere una yogurtiera è in grado di contenere 6/7 vasetti. Più che ricercare optional di dubbia utilità, conviene magari scegliere un modello che abbia in dotazione il doppio di bicchieri (es. 7×2 = 14), possibilmente di vetro, in modo da averne un ricambio e non costringerti a dover aspettare di aver mangiato tutti gli yogurt prima di farne di nuovi (es. Severin JG 3519): inoltre quei contenitori si possono sempre rompere e non è agevole trovarne di ricambio delle dimensioni opportune!

Per preparare lo yogurt è sufficiente:

  •  1 litro di latte. Meglio intero/parzialmente scremato UHT, meglio se a lunga conservazione. Anche se non ho capito bene il perché, con il latte fresco non viene altrettanto bene in quanto viene generato molto più siero e tende poi più facilmente a trasformarsi in formaggio!)
  • Un barattolo di yogurt comprato. Ovviamente conviene sceglierne uno artigianale e quello che ci piace maggiormente!

Distribuire quindi 1 cucchiaino di yogurt in ciascuno dei 7 vasetti e suddividervi il (circa) un litro di latte.

Chiuderli ciascuno con il proprio tappo e riporre il tutto nella yogurtiera coprendola con il coperchio generalmente trasparente. Accenderla e attendere circa 8 ore. Quindi spegnere ed estrarre i vasetti. Attenzione a non lasciare troppo di più accesa la yogurtiera o a lasciare poi fuori frigo i barattoli, per ore, in quanto tenderebbe a diventare formaggio allo yogurt! Ovviamente prima di riporli nel frigo è conviene lasciare che si raffreddino dopo aver spento la yogurtiera: infatti, non è mai opportuno riporre in frigo alimenti ancora caldi/tiepidi.

Prima di riporli conviene fin da subito eliminare il siero, trasparente e acido, che si trova generalmente in superficie: basta inclinare opportunamente ciascun bicchiere per far sì che sbordi fuoriuscendo. Una volta raffreddati nel frigo successivamente si può aggiungere zucchero, frutta, aromi quali vaniglia, cioccolato, miele, muesli ecc …
Durante l’uso la yogurtiera si scalda leggermente ed è conveniente tenerla in luogo asciutto e stabile. I vasetti, soprattutto se sono di vetro, si possono lavare in lavastoviglie ma, non essendoci particolari grassi, spesso è sufficiente anche solo sciacquarli!

Per quanto riguarda il costo della “produzione”, tra latte, yogurt, corrente … forse addirittura si risparmierebbe comprandolo al supermercato, … ma vuoi mettere farselo in casa? Ho cercato di elencare i pro ed i contro: magari suggeritemeli di altri se ne esistono!

Pro:

  • Controllo degli ingredienti (scelta del latte, dello yogurt, degli aromi) che garantisce la produzione di un prodotto sano.
  • Riduzione dell’immondizia (solo il cartone del latte e 1 barattolo di yogurt iniziale).
  • Se hai un bambino è educativo sia per insegnargli che è possibile non essere completamente dipendenti dai supermercati, che alcuni cibi possono essere facilmente prodotti in casa, che è importante ridurre la produzione d’immondizia soprattutto di quella non organica. Anche il fatto che si debba aspettare per poterlo avere è educativo in una società, come la nostra, dove regna la filosofia del “tutto subito”!
  • Lo yogurt nei diversi barattoli si può aromatizzare in modo differente ed è più semplice da conservare rispetto a un unico contenitore.
  • Se si sceglie come base un buono yogurt artigianale, risulta anche conveniente economicamente … e non si rischia di rimanerne senza  potendo utilizzare l’ultimo barattolo per prelevare la minima quantità di prodotto da mettere in tutti quelli già svuotati e continuare così la produzione!
  • È divertente!! 🙃

Contro:

  • Forse può non essere economico (corrente, ingredienti) rispetto a certe offerte presenti nei supermercati.
  • Richiede un minimo di pazienza per aspettare il tempo necessario (8 ore + raffreddamento) per utilizzare il “prodotto”: d’altra parte tutto ciò, come già evidenziato, è comunque “educativo” non solo per i bambini/ragazzi ma anche per molti adulti! 🤔
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Se utilizzi SkyDrive richiedi subito che ti venga mantenuto lo spazio free di 25G, altrimenti diventerà di 7G!!

Le policy di Microsoft sono cambiate per cui lo spazio gratuito, messo a disposizione su SkyDrive per effettuare backup ed eventualmente sharing di files, è stato ridotto da 25G a 7G.

Ovviamente pagando  si può avere quanto spazio uno desidera … ma gratis è meglio!
Fortunatamente se uno era già utente di SkyDrive, ti viene attualmente data la possibilità di mantenere i 25G gratuiti, ma perchè ciò avvenga si DEVE andare su SkyDrive e richiederlo esplicitamente … diversamente, in data non precisata, il tuo spazio verrà ridotto a 7G … che non sono pochi, ma sicuramente molto meno di 25!!

L’altra novità, questa volta positiva, è che esiste ora una applicazione SkyDrive per Windows e per Mac che rappresenta il modo più semplice di accedere a SkyDrive dal tuo PC. Quando installi SkyDrive, nel tuo PC viene creata una cartella SkyDrive. Tutto il contenuto di questa cartella viene automaticamente sincronizzato tra i computer (PC o Mac) e SkyDrive.com, per consentirti di accedere ai file più recenti ovunque ti trovi. Quando aggiungi, modifichi o elimini i file in una posizione, le altre posizioni vengono aggiornate. Ovviamente esiste anche per Phone 7 e per iPhone.
Il comportamento di questa applicazione su PC è quindi analogo a quello che si ha utilizzando DropBox, anche se le limitazioni sono differenti.
Su DropBox puoi scaricare uno o più file la cui dimensione totale non superi lo storage size del tuo account. Si legge infatti nell’help: “For example, if you have a Dropbox Free 18 GB (2 GB + 500 MB per referral) account, you can upload one 18 GB file or many files that all add up to 18 GB. If you are over your storage quota, Dropbox will stop syncing until you are below your limit.”
Per SkyDrive si legge: “files up to 300 MB can be uploaded via drag and drop into the web browser, or up to 2 GB via the SkyDrive desktop application for Windows and Mac OS X“.

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Chi si muove in bici per andare a lavorare non è coperto dall’INAIL in caso di incidente lungo la strada! PS: da febbraio 2016 non è più vero!!!

Leggo in un trafiletto del Venerdì di Repubblica del 20/04/2012 la seguente notizia che penso sia importante evidenziare.

Riporto integralmente il testo pubblicato:

Si fa presto a dire: contro il traffico e l’inquinamento, puntiamo tutto sulla bicicletta. Certo tra incentivi sull’acquisto delle due ruote e bike sharing sarebbe scorretto affermare che in Italia gli investimenti pubblici siano mancati.
C’è però ancora molto da pedalare per arrivare ad una piena equiparazione dei diritti dei ciclisti a quelli di chi si sposta in auto o con altri mezzi a motore. Un caso è quello segnalato da un lettore di Pesaro, comune dell’Italia di mezzo dove la bici è una realtà diffusa: chi si muove in bici per andare a lavorare – magari usufruendo proprio del bike sharing approntato dal Comune, non è coperto dall’INAIL in caso di incidente lungo la strada.
La legge riconosce due sole fattispecie: l’incidente avvenuto su pista ciclabile e quello su zona interdetta al traffico di veicoli a motore. Ma quanti italiani si ritrovano con una pista ciclabile tra casa ed ufficio?
” (rubrica Diritti & Rovesci)

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P.S. [12/04/2016]

Dalla Circolare di lavoro e previdenza n.8 del 26 febbraio 2016:
La nuova norma del 2/2/2016 rende indennizzabili tutti gli eventi occorsi in bicicletta indipendentemente da:

  • sussistenza di mezzo pubblico;
  • possibilità di effettuare il percorso a piedi;
  • presenza di pista ciclabile.

Si tratta di una novità importantissima, che mira ad incentivare l’uso della bicicletta e decongestionare le città.

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Pagamento della ristorazione scolastica: perchè è impossibile NON ricevere per posta l’inutile bollettino MAV se uno ha attivato la domiciliazione bancaria?

Inutilmente da anni ricevo  per posta (mensilmente per tutto il periodo scolastico) il bollettino MAV dell’Unicredit per il pagamento della ristorazione scolastica della Città di Torino, bollettino annullato dalla scritta “Addebitato S.B.F. su C/C …” in quanto da tempo ho attivato la domiciliazione bancaria.
L’ho sempre considerato un inutile spreco di carta (3 fogli + la busta – vedi immagini allegate) per notificare un qualcosa di nessuna utilità, … notifica il cui costo, ovviamente, viene addebitato al Cittadino.
E’ veramente assurdo che da anni si perseveri in una procedura ormai da troppo tempo obsoleta per quasi tutte le transazioni bancarie anche qui in Italia, procedura che coinvolge centinaia di famiglie che usufruiscono del servizio di mensa scolastica e che hanno richiesto la domiciliazione dei pagamenti (conveniente penso sia al Comune sia al Cittadino).

Mi ero sempre riproposto di capire se fosse possibile evitare questo spreco ed eventualmente ricevere, se proprio era il caso, quella notifica in modo informatico, come d’altra parte è possibile richiedere a qualsiasi banca per la maggior parte delle operazioni.

La scorsa settimana alla ricezione dell’ennesimo bollettino, come al solito immediatatente “archiviato” nella spazzatura, mi sono deciso e ho cercato quindi un contatto per inoltrare la mia richiesta.
Riporto nel seguito integralmente lo scambio di email da cui si deduce l’attuale impossibilità di evitare di ricevere tale inutile lettera mensilmente. Ovviamente mi è stato detto che sono in corso progetti per migliorare le attuali procedure: “è attualmente in corso uno studio con il Concessionario Unicredit Banca, gestore della Tesoreria della Città, che prevede la dematerializzazione per i bollettini domiciliati, che ad oggi la procedura non è in grado di distinguere dagli altri, e al contempo l’emissione di un bollettino cosiddetto ‘di famiglia’. Entrambi i progetti sono soggetti alla verifica di fattibilità sia tecnica che economica in quanto prevedono un ingente investimento di risorse finanziarie per gli adeguamenti dei sistemi informatici.

Non so voi, ma personalmente quando sento di promesse di miglioramenti senza alcuna indicazione temporale e per di più condite da frasi quali “verifica di fattibilità sia tecnica che economica” e che “prevedono un ingente investimento di risorse finanziarie” … intendo già che è inutile sperare in una soluzione per almeno degli anni!! Spero ovviamente di sbagliarmi … sebbene anche la successiva mia esplicita richiesta di un’ipotesi temporale per migliorare l’attuale procedura sia rimasta senza una concreta risposta, così come il mio stupore nel sentire di progetti di fattibilità e di ingenti investimenti per realizzare un qualcosa davvero di molto semplice e sicuramente fattibile da un punto di vista tecnico, anche solo per il fatto che la “dematerializzazione” dei bollettini domiciliati è una procedura da anni adottata da tutte le banche che ormai offrono da tempo procedure online per tutte le tipologie di transazioni!
Certo è che per la banca non è una sua priorità … Suggerivo allora, qualora l’Unicredit non fosse stato in grado di soddisfare questo requisito in tempi brevi per qualche motivo legato ai suoi sistemi informatici poco flessibili, di rivolgersi ad un’altra banche che operi sul territorio torinese, sicuro che sarebbe stata ben felice di offrire questo servizio (… e magari questo poteva comunque sollecitare lo stesso Unicredit a trovare una rapida soluzione).
La dematerializzazione dei bollettini cartacei è ovviamente solo un minimo aspetto di un più ampio contenuto delle attività di gestione di tesoreria, ma ciò non mi sembra giustifichi l’assurdità della specifica procedura in atto che potrebbe comunque essere modificata agevolmente in tempi brevi, senza aspettare rivoluzionari progetti di incerta realizzabilità concreta, perlomeno in tempi ragionevoli.

Dalle risposte ricevute mi è sembrato perciò di capire che molti genitori (sicuramente quelli del Comune di Torino), benchè abbiano la domiciliazione bancaria per il pagamento della ristorazione scolastica, dovranno continuare (per un tempo imprecisato e quindi verosimilmente per anni) a ricevere per posta i 3 fogli del MAV (sebbene annullato) e continuare inoltre a pagare l’addizionale per questo servizio inutilenon voluto.

Di questo personalmente me ne dispiaccio … e penso di non essere il solo: giustamente si parla tanto di contenere gli spechi a danno dell’ambiente e le spese a carico dei Cittadini … e si scopre troppo spesso che a volte basterebbe solo attuare delle piccole modifiche ad assurde procedure in atto.

Se volete anche voi sollecitare affinchè ci si impegni concretamente a migliorare questa, come tante altre assurdità a vostra conoscenza, adottate nelle procedure attualmente in atto dalle amministrazioni comunali, scrivere anche voi al contatto del vostro Comune (per Torino è il seguente: infotariffe@comune.torino.it)

     

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13/04/2012 18:58 – Contini Enzo ha scritto:

Dal momento che da anni effettuo il pagamento del bollettino per la ristorazione scolastica di mia figlia Laura tramite addebito S.B.F. su C/C, desidero non mi venga più inviato per posta il MAV dell’Unicredit in quanto comporta un inutile spreco di carta e comporta inoltre un addizionale per le spese di spedizione.
Se proprio desiderate notificarmi qualcosa relativamente a tale pagamento potete utilizzare la presente mia email o il mio fax indicato nel seguito.

Riporto i dati di mia figlia ed il codice utilizzato per la domiciliazione bancaria: ….

In attesa di un riscontro
Enzo Contini

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Da: Informazioni Tariffe [mailto:infotariffe@comune.torino.it]
Inviato: lunedì 16 aprile 2012 15:03
A: Contini Enzo
Oggetto: Re: [Richiesta: 2012041310001604] Richiesta di NON INVIO in forma cartacea del MAV per ristorazione scolastica di mia figlia

Buongiorno signor Contini
è attualmente in corso uno studio con il Concessionario Unicredit Banca, gestore della Tesoreria della Città, che prevede la dematerializzazione per i bollettini domiciliati, che ad oggi la procedura non è in grado di distinguere dagli altri, e al contempo l’emissione di un bollettino cosiddetto “di famiglia”.

Entrambi i progetti sono soggetti alla verifica di fattibilità sia tecnica che economica in quanto prevedono un ingente investimento di risorse finanziarie per gli adeguamenti dei sistemi informatici.

Si sta inoltre lavorando ad una revisione complessiva del sistema di gestione della tariffazione dei servizi della Divisione con l’introduzione di un sistema di pagamento attraverso badge prepagato, previo adeguamento dei sistemi informatici necessari alla gestione. L’adozione di un tale sistema potrà superare le criticità relative all’attuazione del bollettino di famiglia e al contempo assorbire la dematerializzazione per tutti gli utenti.

Cordialmente
Laura Daudo

per informazioni:
Direzione Centrale Cultura ed Educazione
Ufficio Informatariffe
Via Bazzi, 4
10152 Torino
Tel 011 4427555 fax 0114426600
http://www.comune.torino.it/servizieducativi

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16/04/2012 15:23 – Contini Enzo ha scritto:

Grazie Laura per la sua gentile risposta.
Tuttavia sono sicuro della fattibilità tecnica di “dematerializzazione” dei bollettini domiciliati, in quanto si tratta tra l’altro di una procedura da anni adottata da tutte le banche che ormai offrono da tempo procedure online per tutte le tipologie di transazione. Se qualora l’Unicredit non fosse comunque in grado di soddisfare questo requisito per qualche motivo legato ai suoi sistemi informatici poco flessibili, sono sicuro che molte altre banche che operano sul territorio torinese saranno ben felici di offrire questo servizio.

Sollecito quindi una soluzione a tempi brevi (nella sua risposta si parla di progetti di fattibilità e di ingenti investimenti per realizzare un qualcosa davvero di molto semplice!! … di tempi non se ne intende parola e questo è un brutto segnale).

E’ veramente assurdo che da anni si perseveri in una procedura ormai da troppo tempo obsoleta per quasi tutte le transazioni bancarie, procedura che coinvolge centinaia di famiglie che usufruiscono del servizio di mensa scolastica e che hanno richiesto la domiciliazione dei pagamenti (conveniente penso sia al Comune sia al Cittadino).

Sperando in una sua nuova risposta che in cui siano indicati i tempi che spero siano di giorni e non di anni.

Enzo Contini

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Da: Informazioni Tariffe [mailto:infotariffe@comune.torino.it]
Inviato: martedì 17 aprile 2012 16:24
A: Contini Enzo
Oggetto:Re: [Richiesta: 2012041310001604] R: Richiesta di NON INVIO in forma cartacea del MAV per ristorazione scolastica di mia figlia

Buongiorno signor Contini
come già a Lei è noto, l’Amministrazione è impegnata a ricercare forme alternative nelle modalità di fatturazione del servizio di ristorazione scolastica che siano fattibili sia sotto il profilo tecnico che finanziario.

La sua ultima osservazione, tuttavia, non tiene conto del fatto che la dematerializzazione dei bollettini cartacei è solo un aspetto all’interno del più ampio contenuto delle attività di gestione di tesoreria effettuata dal concessionario Unicredit Banca

Cordialmente
Laura Daudo

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Da: Contini Enzo
Inviato: martedì 17 aprile 2012 16:39
A: ‘Informazioni Tariffe’
Oggetto: R: [Richiesta: 2012041310001604] R: Richiesta di NON INVIO in forma cartacea del MAV per ristorazione scolastica di mia figlia

Gentile Laura,
comprendo benissimo che la dematerializzazione dei bollettini cartacei sia solo un minimo aspetto di un più ampio contenuto delle attività di gestione di tesoreria, ma ciò non mi sembra giustifichi sia l’assurdità della specifica procedura in atto sia la possibilità di comunque modificarla in tempi brevi, senza aspettare rivoluzionari progetti di incerta realizzabilità concreta.

Mi sembra di capire dalla sua ulteriore risposta, che continua a non fornire alcuna indicazioni su tempistiche, che tutti i genitori del Comune di Torino che hanno la domiciliazione bancaria per il pagamento della ristorazione scolastica dovranno continuare (per un tempo imprecisato e quindi verosimilmente di anni) a ricevere per posta i 3 fogli del MAV sebbene annullato e continuare inoltre a pagare l’addizionale per questo servizio non voluto
Di questo personalmente me ne dispiaccio … e penso di non essere il solo!

Cordialmente
Enzo Contini

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