Fitbit Charge 2 con Windows 10 e Windows 10 Mobile: link utili

Ho da pochi giorni l’activity tracker Fitbit Charge 2 e devo dire che funziona benissimo, al di sopra delle mie aspettative, sia con il mio smartphone Windows 10 Mobile 950XL sia con il mio PC Windows 10: si tratta infatti di una UWP app, vale a dire è la medesima app sia su PC sia su altri dispositivi Windows (e.g. Windows 10 Mobile). Viene infatti anche specificato nel sito: “Per offrire un’esperienza unica su dispositivi mobili, tablet e desktop, l’app Fitbit per Windows 10 può essere facilmente ridimensionata. Ad esempio, se desideri visualizzare il tuo pannello sul computer esattamente come lo vedi su un dispositivo mobile, puoi trascinare l a finestra dell’app ridurne le dimensioni“.

La sincronizzazione tra PC/smartphone e dispositivo Fitbit è immediata e le funzionalità proposte sono davvero molte a partire dai grafici relativi al battito cardiaco, al numero di passi fatti, al tempo trascorso in bicicletta, all’analisi delle ore di sonno. Anche gli incentivi per raggiungere obiettivi sono sicuramente di utilità e simpatici così come i consumi di calorie!!

Il dispositivo viene venduto senza alcun manuale cartaceo e tutto viene demandato al sito web, compresi i primi passi per caricarlo e configurarlo: forse è un po’ eccessivo ma è comunque una procedura molto facile e guidata dall’app andando nella sezione apposita alla configurazione di un nuovo dispositivo. Essendoci comunque diverse funzionalità anche non proprio ovvie, risulta assai utile dare almeno un’occhiata al manuale d’uso online, anche solo per scoprire subito come attivare funzionalità di cui addirittura si ignorava la presenza (e.g. tracciare su mappa un percorso di tracking o di corsa, utilizzando il GPS del proprio smartphone – non essendo il rivelatore GPS presente nel modello Charge 2 … comunque consumerebbe molta batteria nei modelli che l’hanno!).

Sezione del sito fitbit.com relativo al modello Charge 2 (manuale, configurazione e forum)

Sezione del sito fitbit.com relativo al modello Charge 2 (manuale, configurazione e forum)

Nel seguito comunque riporto alcuni link che ho trovato utili ed alcune informazioni raccolte che potrebbero servirti: come spesso nei miei post, anche questo si evolverà ed amplierà nel tempo 😉

Link utili

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Reset

Se si verifica uno dei problemi riportati di seguito, è possibile che sia necessario riavviare il tracker per risolverlo:

  • Il tracker non si sincronizza (Nota: provare, prima del reset del dispositivo, ad effettuare un riavvio del PC/smartphone perché il problema potrebbe non essere imputabile al dispositivo 😉
  • Il tracker non risponde alla pressione dei pulsanti, ai tocchi o allo scorrimento del dito
  • Il tracker è carico ma non si accende
  • Il tracker non registra passi o altre statistiche

Quando si esegue il riavvio, il tracker viene spento e poi nuovamente acceso senza cancellare alcun dato sulle attività. Se il tracker salva le notifiche, riavviandolo vengono eliminate.

Per riavviare il Charge  esegui questi passi:

  1. Collega il cavo di ricarica nella porta USB sul computer oppure in qualsiasi caricabatteria a parete USB certificato UL.
  2. Inserisci l’altra estremità nella porta sul retro del tuo Fitbit Fitbit Charge HR. La ricarica del tracker viene avviata.
  3. Tieni premuto il pulsante per 10-12 secondi fino a quando non vedi l’icona Fitbit e un numero di versione (ad esempio, “V30”).
  4. Rilascia il pulsante.
  5. Scollega il tracker dal cavo di ricarica.

In alcuni post viene consigliato di provare a ripetere anche 3 volte la precedente procedura se non dà l’esito desiderato!

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Come si utilizza l’app Fitbit per acquisire dati GPS

Fitbit Charge 2 (come anche il modello Blaze) funziona con i sensori del tuo dispositivo mobile nelle vicinanze per registrare dati GPS (noto come GPS condiviso). Scegli un allenamento per vedere se include il GPS condiviso. Per informazioni su come utilizzare il GPS condiviso può migliorare il calcolo della lunghezza della camminata, vedi Come si misura e si regola la lunghezza della camminata?. Per istruzioni dettagliate sul monitoraggio dell’allenamento con Surge, Blaze o Charge 2, vedi Come si attiva la modalità Multi-Sport o Allenamento sul tracker?

Al termine dell’attività GPS e dopo aver sincronizzato il tracker, l’attività viene salvata nella cronologia di allenamento nell’app Fitbit. Per visualizzare nel dettaglio la mappa del percorso che potrebbe essere difficile leggere sullo schermo del telefono, visualizza la mappa sul computer. A tale scopo, accedi all’app sul PC Windows 10 (o attaccando lo smartphone Windows 10 Mobile con un monitor/PC con Continuum) o accedi al sito fitbit.com. Nella parte superiore del pannello, fai clic su Registro > Attività per visualizzare il registro dell’attività (noto come cronologia di allenamento nelle app Fitbit). Puoi espandere qualsiasi esercizio per visualizzare maggiori dettagli.

  1. Accertati che il tuo telefono possa monitorare le attività quando sei fuori dalla portata della connessione Wi-Fi. A tale scopo, accertati che la trasmissione Dati dello smartphone sia attiva.
  2. Assicurati che il telefono possa identificare la tua posizione. A tale scopo, abilita i Servizi di localizzazione all’interno delle impostazioni di privacy.
  3. Accertati che il GPS possa continuare il monitoraggio mentre il telefono è bloccato.

Grazie ai sensori GPS nel telefono, MobileRun è in grado di calcolare distanza, altitudine e andatura di camminata, corsa o escursione. Al termine dell’attività e dopo aver sincronizzato il tracker, troverai tutti i dati e una mappa GPS del tuo percorso nella cronologia di allenamento.

Se indossi il tracker mentre utilizzi MobileRun, passi, minuti attivi e calorie bruciate visualizzati sul tuo pannello Fitbit provengono dal tracker. In caso contrario, per il calcolo di questi dati verrà utilizzato il telefono. Durante l’allenamento, puoi visualizzare la distanza e il tempo trascorsi e la velocità media nonché utilizzare i controlli della musica nell’app Fitbit.

Per attivare e arrestare MobileRun agire come segue (vedi anche screenshot):

  1. Nel pannello dell’app Fitbit, tocca l’icona +.
  2. Tocca Registra allenamento.
  3. Scegli l’attività: Corsa, Camminata o Escursione.
  4. Se desideri che il tuo telefono fornisca suggerimenti vocali durante l’attività, tocca Consigli vocali per impostare i consigli vocali che desideri sentire, la frequenza e il volume.
    Tieni presente che i consigli vocali non funzionano durante la riproduzione della musica.
  5. Tocca Inizia, quindi tocca nuovamente Inizia. In qualsiasi momento durante l’attività, scorri il dito a sinistra per vedere la mappa GPS.
  6. Terminata l’attività, tocca il pulsante Pausa e tieni premuto il dito sul pulsante Fine. Un riepilogo dell’attività mostra i dati su passi, distanza, minuti attivi e calorie bruciate calcolati dai sensori del telefono.
Rete dati e Posizione attive

Rete dati e Posizione attive

App Fitbit in grado di funzionare in background

App Fitbit in grado di funzionare in background

Servizio GPS di posizione attivo

Servizio GPS di posizione attivo

Selezionare controlla allenamento

Selezionare Controlla allenamento

Seleziona la tipologia di allenamento e quindi premere il pulsante rosso di Inizio per avviare la registrazione del percorso sulla mappa

Seleziona la tipologia di allenamento e quindi premere il pulsante rosso di Inizio per avviare la registrazione del percorso sulla mappa

 

Attivando la connessione Bluetooth tra smartphone e dispositivo, vengono associati anche i dati relativi al battito cardiaco per ogni istante del percorso.

Dati relativi ad un percorso di camminata (1)

Dati relativi ad un percorso di camminata (1)

Dati relativi ad un percorso di camminata (2)

Dati relativi ad un percorso di camminata (2)

Dati relativi ad un percorso di camminata (3)

Dati relativi ad un percorso di camminata (3)

Quando la batteria si sta per scaricare, non solo viene segnalato dalle app con una apposita icona (in basso a sinistra) che indica sempre lo stato di carica, ma viene addirittura mandata una email … forse è addirittura un po’ eccessivo!!

Segnalazione via email della necessità di ricaricare il dispositivo

Segnalazione via email della necessità di ricaricare il dispositivo

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La medesima app Fitbit si presenta su un PC/tablet come segue:

App Fitbit nello Store di Windows

Live tile dell'app Fitbit

Live tile dell’app Fitbit

Verificare la connessione Bluetooth e la location

Verificare la connessione Bluetooth e la location

Dashboard dell'app Fitbit

Dashboard dell’app Fitbit

Sezione dettagli del sonno

Sezione dettagli del sonno

La pressione del pulsante + (in basso a destra), conduce ad un ulteriore menù che consente, ad esempio, anche di attivare un nuovo esercizio (Track exercise).

Ulteriore menù attivato premendo l’icona * in basso a destra

Che l’app Fitbit sia una Universal Windows Platform app (UWP) , vale a dire sia il medesimo codice sia quando gira su PC sia su altri dispositivi Windows (e.g. Windows 10 Mobile)risulta evidente ridimensionando sul PC la finestra che la contiene. Infatti, modificando l’ampiezza della finestra, l’interfaccia utente si modifica per adeguarsi alle nuove dimensioni fino a risultare identica a quella mostrata su un dispositivo mobile. Nel seguito mostro, a titolo di esempio, la sezione che contiene la mappa per tracciare il percorso di un esercizio: riducendo le dimensioni della finestra la UI si modifica diventando identica a quella disponibile su smartphone (mostrata precedentemente).

Mappa per tracciare il percorso di un esercizio (a tutto schermo)

Mappa per tracciare il percorso di un esercizio (a tutto schermo)

Mappa per tracciare il percorso di un esercizio (riducendo le dimensioni della finestra): UI identica a quella disponibile su smartphone (mostrata precedentemente)

Mappa per tracciare il percorso di un esercizio (riducendo le dimensioni della finestra): UI identica a quella disponibile su smartphone

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Accedendo poi al sito fitbit.com si ha una ulteriore possibilità di accedere alla propria Dashboard.

Dashboard disponibile dal sito fitbit.com

Dashboard disponibile dal sito fitbit.com

Nel seguito i dettagli di una attività di cui si è effettuata la registrazione: si riescono anche ad ottenere dettagli puntuali relativi a ciascun punto del percorso.

Si noti infatti che, dalla Dashboard del sito, risultano disponibili ancora ulteriori dettagli in alcune sezioni, non resi disponibili tramite l’app. Ad esempio, si può accedere ai valori di dettaglio di un grafico, posizionando opportunamente il mouse sul medesimo, mentre dall’app (mostrata nella figura seguente a lato, per evidenziarne le differenze – le dimensioni della finestra sono state ridotte per mostrare la UI come disponibile su smartphone).

Disponibilità dei valori di dettaglio di un punto di un grafico

Disponibilità dei valori di dettaglio di un punto di un grafico (solo dal sito web)

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Come ricercare post vecchi in facebook

Talvolta può essere utile ritrovare vecchi post inseriti in Facebook diversi mesi o anni fa: nel caos dei propri dati può essere più facile ritrovare foto o informazioni ricercandole in un proprio account social, piuttosto che in qualche hard disk di backup!! 😦

Tuttavia, mentre sembra assai facile (e.g. stampa dei propri post di un anno) per alcuni reperirli, previa propria autorizzazione,  non è proprio immediato, secondo la mia recente esperienza, ritrovare in Facebook un proprio post remoto utilizzando l’interfaccia utente attualmente disponibile. Innanzitutto ho utilizzato, per accedere al mio account, il sito web on quanto purtroppo ho notato che spesso la versione web di un SW fornisca in genere più informazioni di quella app, sebbene sia magari meno usufruibile da dispositivi differenti, quale uno smartphone.

Se anche tu sei interessato a ritrovare tuoi post vecchi, puoi leggere i seguenti articoli e vedere gli screenshot, spero auto-esplicativi seguenti:

Ricercare post vecchi

Ricercare post vecchi

Scaricare una copia dei propri dati su fb

Scaricare una copia dei propri dati su fb

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Per chiedere domande di cui non si trova risposta nelle FAQ, si può andare nella Help Community a questo link.

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Come aggiornare smartphone Windows Phone 8.1 alla nuova versione del sistema operativo, Windows 10 Mobile

riportSollecitato anche dal recente articolo di Windows Central (It’s time for Microsoft to push Windows 10 Mobile to 8.1 devices) raccolgo nel seguente post alcune informazioni utili per invogliare ad effettuare l’upgrade chi avesse uno smartphone compatibile all’aggiornamento (Lumia Icon, 1520, 930, 640, 640XL, 730, 735, 830, 532, 535, 540, 635 1GB, 636 1GB, 638 1GB, 430, 435, BLU Win HD w510u, BLU Win HD LTE x150q, MCJ Madosma Q501”).
Al seguente link potrete trovare una lista dei dispositivi compatibili con Windows 10 e ottenere maggiori informazioni riguardo le specifiche del sistema operativo: Specifiche Windows 10.

Infatti, come ben sottolinea l’articolo di Windows Central, fin quando la percentuale di smartphone con S.O. Microsoft rimarrà principalmente con la versione vecchia (Windows Phone 8.1) che non supporta le nuove API proprie delle UWP, gli sviluppatori non saranno invogliati, per problemi di compatibilità con la vecchia versione del sistema operativo attualmente ancora molto diffusa, a sviluppare utilizzando le nuove e potenti tecnologie proprie delle Universal Windows Platform app, soprattutto per quelle app che trovano (almeno principalmente) un loro utilizzo su smartphone e non tanto su tablet/PC (che comunque potrebbero utilizzarle se fossero UWP app!).
Insomma, giustamente l’articolo sollecita Microsoft a forzare l’aggiornamento a Windows 10 Mobile degli smartphone che hanno Windows Phone 8.1: attualmente infatti tale aggiornamento non viene neppure proposto dal dispositivo, anche forzando una richiesta di aggiornamenti ed è necessario effettuare una procedura che, seppur semplice, non è sicuramente alla portata di chiunque, soprattutto da parte di chi magari nemmeno lo sa che il proprio terminale potrebbe essere aggiornato.

Non mi dilungo qui relativamente ai vantaggi di avere Windows 10 Mobile rispetto a Windows Phone 8.1 … i miglioramenti dell’interfaccia utente, in primis la catalogazione ora logica dei Settings, sono direi evidenti, senza pensare poi che sempre più app si stanno comunque aggiornando e sono UWP e quindi con l’aggiornamento si ha un device in grado di utilizzare comunque ancora  le “vecchie app sviluppate per Windows Phone 8.1, ma anche capace di installare quelle più recenti (le stesse utilizzabili anche su tablet/PC con Windows 10  e anche con schermo esterno allo smartphone con continuum).

 

Vediamo quindi come effettuare manualmente tale aggiornamento nei dispositivi compatibili: le informazioni sono tratte da alcune risposte presenti nel forum Microsoft Community, la seconda ad una domanda esplicitamente da me inoltrata tempo fa!

Come faccio ad aggiornare il telefono a Windows 10?

La disponibilità di Windows 10 Mobile come aggiornamento per dispositivi Windows Phone 8.1 esistenti varia in base al produttore e al modello del dispositivo, al paese o all’area geografica, all’operatore di telefonia mobile o al provider di servizi, alle limitazioni hardware e ad altri fattori. Per verificare se il tuo telefono è supportato e per ottenere altre importanti informazioni sull’installazione, visita il sito Web del produttore del tuo dispositivo. Puoi trovare le informazioni di contatto del produttore nella pagina Informazioni di contatto. Puoi inoltre scaricare l’app di preparazione all’aggiornamento a Windows 10, disponibile gratuitamente su Windows Store, per verificare la disponibilità dell’aggiornamento e preparare il telefono all’installazione.

 

Il Lumia 930 si aggiorna a Windows 10 Mobile?

Georgiana: “Ho delle buone notizie per te: il telefono Lumia 930 può essere tranquillamente aggiornato a Windows 10 Mobile e per fare ciò, è necessario installare la app “Gestione spazio aggiornamenti” dallo Store. Vedi questo thread molto utile a riguardo per maggiori informazioni.

Come dicevo prima, per aggiornare il sistema operativo del tuo smartphone a Windows 10 devi installare l’app Gestione spazio aggiornamenti ed eseguirla. Se l’app ti confermerà la disponibilità dell’aggiornamento a Windows 10 per il tuo smartphone, collega il telefono all’alimentazione elettrica e ad una rete Wi-Fi, vai in Impostazioni -> Aggiornamenti ed esegui la ricerca dell’aggiornamento a Windows 10, per avviare il download e l’installazione del pacchetto di upgrade.

L’app Gestione spazio aggiornamenti di Windows 10 Mobile ti aiuta a determinare se il tuo telefono Windows Phone 8.1 è idoneo per l’installare l’aggiornamento a Windows 10 Mobile. Può anche risultare utile per liberare spazio sul telefono per preparare l’installazione dell’aggiornamento. All’apertura, l’app verifica e segnala se il telefono è idoneo per l’aggiornamento, se è necessario un altro aggiornamento preliminare oppure se il telefono non può essere aggiornato.

Se l’aggiornamento può essere installato nel telefono, potrebbe essere necessario liberare spazio. L’app indica i file, come video o foto, che puoi spostare temporaneamente in OneDrive o in una scheda SD, se installata. Accetta i suggerimenti oppure sposta altri file. Puoi anche eliminare alcuni file, se vuoi. Se sposti i file in OneDrive, dovrai usare l’app per ripristinarli nel telefono dopo l’installazione di Windows 10 Mobile.

Ti lascio la guida su Come ottenere Windows 10 mobile e per renderti l’aggiornamento più facile, ti lascio anche la guida video

Nel caso in cui rincontri delle difficoltà mentre stai provando ad aggiornare il telefono a Windows 10, qui trovi i passaggi da effettuare in modo da risolvere.”

 

Ai miei seguenti dubbi, ecco la risposto nel seguito

Io: “Mi aspettavo che l’aggiornamento a Windows 10 Mobile comparisse di default quando forzata la richiesta di Update dell’O.S. … Il fatto che non risulti “automatico” è indice che possono derivarne problematiche/rallentamenti o quant’altro? …  Dal momento ora il 930 lo usa mia moglie (che principalmente ne fa un uso molto consumer – telefono, SMS, browser, navigatore, WhatsApp) non vorrei che quelle funzionalità base risultassero rallentate rispetto ad ora, essendo l’HW di quel device non certo all’altezza del 950. Mi puoi dare un consiglio a tale proposito?

Georgiana: “Certo! Il mio consiglio è di effettuare l’aggiornamento alla versione Windows 10 Mobile, in modo da garantire un miglior funzionamento del sistema operativo e ti informo che tale operazione si possa effettuare senza nessun rischio, in quanto nel caso in cui tua moglie non si trovi bene, avrà sempre la possibilità di tornare alla versione di software Windows 8.1, utilizzando il programma per PC Windows Device Recovery Tool. Ti informo inoltre che non ci sia nulla di cui preoccuparsi sulla mancanza della notifica della possibilità di aggiornare il telefono ad una versione di software superiore, in quanto se tale dispositivo ha 2 GB di RAM, dovrebbe essere perfettamente compatibile.”

In particolare, relativamente al modello Lumia 930 (l’ultimo marchiato Nokia), interessante è poi l’articolo di Windows  Central  Why Nokia’s Lumia 930 is still a great Windows phone in 2017 che fornisce ulteriori dettagli ed esperienze relativamente al suo aggiornamento a Windows 10 e in conclusione afferma: I definitely recommend upgrading to Windows 10 Mobile if you’re still using Windows Phone 8.1 on a Lumia 930. A lot of the new Universal Windows Platform (UWP) apps run better than older Windows Phone 8.1 apps, which technically means the phone runs faster when UWP is in play. Apps such as Twitter, Skype and our Windows Central app run much better. …

That can’t be said for other apps. A lot of Windows Phone 8.1 apps take a second or two longer to load up Windows 10 Mobile. I still think it’s worth the upgrade, though, just for the newer, less-likely-to-be-pulled UWP apps.

Battery life is a different story. Microsoft was able to bring standby time back up to what it was on Windows Phone 8.1, at least for me. But battery during use still isn’t as good as it could be. Perhaps that’s because the battery in my Lumia 930 is now aging

 

PS: il 930 che  ho aggiornato a Windows 10 Mobile ha ottime prestazioni e dell’hw un po’ datato non ne risente direi per nulla!! … per cui vi consiglio di aggiornarvi anche voi.

Se poi avete ancora un Lumia non ufficialmente aggiornabile soprattutto se era di fascia alta (e.g. 920, 1020) ho riportato la mia esperienza alquanto positiva di aggiornamento in questo successivo post, seguendo le istruzioni presenti in questo post di WindowsBlogItalia. Anche in questo caso le prestazioni riscontrate con Windows 10 Mobile sono più che buone!

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Come velocizzare il proprio PC/tablet aumentando la sua memoria RAM usando una semplice chiavetta USB o memoria micro-SD

Ho letto con interesse un post di WindowsBlogItalia che spiegava come si può utilizzare la funzione ReadyBoost, introdotto già in Windows 7 (ed in parte anche in Vista!), per sfruttare lo spazio disponibile su una chiavetta USB o su una scheda micro-SD, per emulare un ampliamento della RAM. Viene anche detto che “quando abilitata, la funzionalità usa il supporto NAND esterno per scrivere la cache e rendere più veloce lo scambio di dati tra hard disk e memoria RAM e, per di più, in qualsiasi momento si potrà rimuovere il supporto esterno con la funzionalità attiva senza alcun problema“.

Trattandosi di una possibilità interessante agevolmente utilizzabile soprattutto su PC non recenti (tra l’altro ReadyBoost non è disponibile se Windows è installato su un SSD come spesso avviene sui nuovi PC, in quanto la velocità di lettura del drive sarebbe simile a quella del dispositivo con quella funzionalità attivata), in cui la ridotta RAM incide visibilmente sulle loro prestazioni (e magari non è possibile, o non si vuole, mettere mano all’hardware acquistando nuovi banchi di memoria), ho quindi voluto provare a seguire le semplici istruzioni e verificare le prestazioni.

Per attivare il ReadyBoost è sufficiente:

    • Formattare il dispositivo in NTFS, in quanto generalmente le chiavette/schede SD sono di default formattate in FAT (tasto destro -> Format). Diversamente al massimo il ReadyBoost potrà essere di soli 4 GB (vedi lo screenshot).
Se la formattazione è FAT, al massimo il ReadyBoost è di 4GB

Se la formattazione è FAT, al massimo il ReadyBoost è di 4GB

Format in NTFS

Format in NTFS

  • Selezionare dal File Explorer, con il tasto destro, il supporto che si intende utilizzare e, aprendo la finestra delle Proprietà, recarsi sulla scheda specificatamente dedicata al ReadyBoots. Indicando poi di voler dedicare il dispositivo a ReadyBoost e scegliendo la quantità di memoria che si desidera allocare (il massimo disponibile per ottenere i massimi benefici; al massimo però ne allocherà 32GB), basterà quindi premere confermare le impostazioni per vedere configurato opportunamente il dispositivo in pochi secondi.
    Dedicare la chiavetta al Ready Boost

    Dedicare la chiavetta al Ready Boost

    Con il mio PC che ha 8GB di RAM, sono riuscito ad attivare il ReadyBoost con una chiavetta anche solo da 8GB. Ovviamente immagino che tanto maggiore è la capacità della chiavetta e le sue prestazioni, tanto meglio è …

Il file dedicato al Ready Boost è quello massimo per la chiavetta formattata NFTS

Il file dedicato al ReadyBoost è quello massimo per la chiavetta formattata NFTS

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Ho provato poi a utilizzare una veloce memoria USB Lexar da 128GB e con meraviglia, andando a tab ReadyBoost delle sue Properties, mi veniva detto che non era idonea (precisamente “The device does not have the required performance characteristics for use in speeding up your system.”). Ho pensato dipendesse (stranamente) dalla dimensione della chiavetta, sebbene ovviamente già formattata in NTFS: tuttavia ho visto che lo stesso messaggio compare con alcune chiavette anche solo di 8GB che erano comunque più performanti della Minions USB utilizzata inizialmente, con la quale ero riuscito subito a configurare il ReadyBoost!!

"USB

Ho utilizzato anche un programma di Speed Tests per una utility USB Flash Drive USBDeview utility (Download USBDeview; Download USBDeview for x64 systems) ed ho quindi verificato che le performanti specifiche della chiavetta erano rispettate.

Speed test della chiavetta Lextar 128GB

Speed test della chiavetta Lextar 128GB

Ho letto quindi in un articolo che talvolta è necessario configurare a manina qualche chiave del registry relativa al drive associato alla chiavetta (vedi l’articolo This device cannot be used for ReadyBoost per maggiori dettagli). Nota che possono esserci nel path HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\Current Version\EMDMgmt più riferimenti alla tua chiavetta qualora tu l’abbia, ad esempio, formattata (e.g. io che l’avevo formattata una volta in NTFS avevo due riferimenti a quella chiavetta Lextar) per cui conviene innanzitutto cancellare tutti i riferimenti a quella chiavetta (method 2 indicato nell’articolo che talvolta potrebbe, secondo l’autore, risolvere di per se la problematica, con dopo un reboot, cosa che per me non ha sortito l’effetto desiderato): quindi si può procedere ad inserire nuovamente la chiavetta ed andare a modificare a mano alcune chiavi dell’ora unico riferimento alla chiavetta presente nel path HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\Current Version\EMDMgmt:

  • Doppio click su “DeviceStatus” cambiando poi “Value data” da ‘6’ (o altro valore) a ‘2’. Confermare con  “OK”.
  • Creare due ulteriori QWORD (new QWORD (64 bit) Value), SpeedReadKBs e SpeedReadKBsand, cambiando poi il “Value Data” da ‘0‘ a ‘1000‘.

Per maggiori dettagli vedi l’articolo This device cannot be used for ReadyBoost che mostra passo-passo la procedura!

Il risultato è ora quello aspettato, vale a dire la possibilità di creare su quella chiavetta un ReadyBoost file delle dimensioni massime previste, vale a dire 32GB. La rimanente memoria può ovviamente essere utilizzata per altri scopi …

Configurazione del ReadyBoost reso possibile dopo la modifica delle chiavi nel Registry

Configurazione del ReadyBoost reso possibile dopo la modifica delle chiavi nel Registry

NOTA: dopo un aggiornamento di Windows 10 (e.g. update Windows Creator) può essere necessario impostare nuovamente la chiavetta per funzionare come ReadyBoost: comunque è agevole scoprirlo in quanto risulta nuovamente vuota, priva del ReadyBoost.sfcache file.

NOTA2: la chiavetta, quando serve altrove, si può poi togliere dal PC in cui si usa (parzialmente) come ReadyBoost, per essere usata come si desidera anche altrove. Se non si cancella il file  ReadyBoost.sfcache, che viene creato quando viene attivato, una volta rimessa la chiavetta nel PC, questa ritornerà a funzionare anche per quello scopo, senza necessità di reboot o quant’altro!

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NOTA: da un interessante thread dell Microsoft Community Non riesco ad attivare ReadyBoost su una chiavetta USB – Microsoft Community:

Readyboost non aumenta la velocità del sistema, ma utilizza una memoria esterna come memoria cache aggiuntiva (lentissima essendo su USB), per sistemi con meno di 2Gb di RAM.
Tu hai 8Gb e un disco veloce, quindi non c’è necessità di usare Readyboost, e Windows lo impedisce.
Readyboost è una soluzione tampone per chi ha pochissima RAM e un disco lento, non è il tuo caso, e non è attivabile sul tuo Sistema.

Leggi in questo thread il chiarimento finale di Spigolo: Chiarimenti su ReadyBoost – Microsoft Community

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Vedi anche:

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Pensieri, parole … ed immagini

In questo post ho raccolto (e raccoglierò) alcuni pensieri che ho voluto nel tempo trasferire di getto in parole scritte …
… senza pretese e, anzi, un po’ timidamente!

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Non sempre invano

Quante volte,
alzando gli occhi al cielo,
ho visto le nuvole vagare.
Non sempre sembrano spostarsi invano.

Si rincorrono,
si incrociano,
si uniscono o dividono.

Nella casualità
sanno disegnare figure
per chi riesce a vederle
con la fantasia di un bambino.

Talvolta, poi, 
si spostano
per far spuntare il sole.

E. Contini (11/9/2019)

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Non so se ho mai emozionato qualcuno

Non lo so se ho mai emozionato qualcuno,
forse solo un gatto o due,
ma le sensazioni sono state reciproche.

Nel loro personale rapportarsi
si può riscoprire
quella tenerezza infantile
altrimenti perduta.

Ed è stato proprio allora che,
nel loro sguardo profondo e muto,
si è rispecchiato un po’ di me stesso.

E. Contini (11/9/2019)

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Vorrei essere

Vorrei essere
una di quelle piccole nuvole
che talvolta si scorgono all’orizzonte,
in un cielo sereno
che si affaccia su un mare calmo.

E. Contini (5/9/2017)

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Disteso su un prato

Disteso su un prato
assaporando i primi raggi primaverili,
nella penombra di un albero ancor spoglio.

Le sue fronde segnano il cielo
con linee contorte,
immagini di una vita.

Quanti rami spezzati,
quanti ramoscelli come capillari,
timidi tentativi di spaziare altrove,
ma ormai secchi ed in procinto di potatura.

E. Contini (19/3/2017)

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Giocar con la mente

Ruotare una foto,
cambiarne i colori
e scoprire immagini già viste.

Camini e fumo dove prima c’erano alberi e ombre.

Giocar con la mente e la fantasia,
viaggiando in quel mondo parallelo,
il solo che ci appartiene.

E. Contini (17/6/2015)

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Arteterapia

Percorso antiorario,
si svita man mano,
tutto al contrario.

In viaggio nel mare
a gettar reti con sguardo pensieroso.
Sudori e situazioni improbabili e pericolanti.

Il tempo avvolto in una rete rigida,
pezzi che si perdono e cadono via.
Una rete-prigione che parzialmente si apre,
ma corde annodate ti collegano al passato
e ti fanno ancora perdere pezzi.

Necessità di un cuscino e di una coperta calda,
per attutir le cadute e ripararsi dal forte vento freddo.

E. Contini (3/3/2015)


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La cattiva abitudine di usare le (già poche) piste ciclabili da parte dei motociclisti (ed i pochi controlli per disincentivare questo loro uso improprio)

Troppo spesso recandomi al lavoro in bicicletta e percorrendo il breve tratto di pista ciclabile tra piazza Rebaudengo e l’uscita dalla tangenziale, mi imbatto in motociclisti che, per evitare la coda presente nel corso, utilizzano impropriamente la pista ciclabile. Talvolta si tratta di moto di grossa cilindrata che non rallentano più di tanto, girando talvolta anche nel parco Sempione, anch’esso pista pedonale e ciclabile …

Quello che è l’unico breve tratto, del percorso che devo compiere, in cui esiste una pista ciclabile diventa così anche quello un tragitto in cui devo prestare particolare attenzione!

La scorsa settimana mi è capitato due volte di incrociare delle moto e, se si pensa che il tempo di percorrenza di quella tratta è di poco più di un minuto, si può fare subito un calcolo di quanti motociclisti hanno questa abitudine soprattutto durante le ore di punta (8-9, 17-18). Purtroppo solo una sola volta (se ricordo bene due anni fa), transitando la pista ciclabile, ho notato un vigile che la presidiava, proprio nell’incrocio del suo collegamento con il parco Sempione: forse un po’ troppo poco per disincentivare questo suo uso improprio!!

D’ora in poi penso proprio che incomincerò a fotografarle … anche se tra fermarmi, prendere il cellulare e scattare la foto, quasi sempre si vedranno in lontananza per via della loro velocità 😦

P.S. – Ho inserito il link di questo post nel gruppo facebook di torinosostenibile che seguo da tempo: mi ha fatto specie vedere che molte persone trovino “normale” che le moto (anche di grossa cilindrata) invadano le piste ciclabili, anche quando ben separate dalla strada (insomma non limitrofe come in corso Francia, dove addirittura ci passano le macchine), adducendo che in alcuni Paesi nordici ciò viene consentito!
Penso che non si tratti solo di una questione di codice della strada, ma anche di sicurezza e di … puzza!
Vedersi arrivare incontro una moto a media velocità (non certo a passo d’uomo) in una pista ciclabile che a malapena consente il passaggio di due bici con verso di percorrenza opposto, non penso che sia la più edificante esperienza in senso assoluto.
Se poi in alcuni Paesi nordici che hanno piste ciclabili a senso unico (con ampiezza doppia delle nostre che spesso risultano sia utilizzabili per entrambi i versi sia condivise con i pedoni!) questa usanza magari possa funzionare per ridurre il traffico ed il conseguente inquinamento … ma qui da noi, specialmente a Torino, non mi sembra proprio il caso!

17/3/2017 ore 8:13

17/3/2017 ore 8:13

13/3/2017 ore 8:24

13/3/2017 ore 8:24

13/3/2017 ore 8:24

13/3/2017 ore 8:24

18/4/2018 ore 17:34

Purtroppo talvolta succede che se uno riprende questi motociclisti, costoro ti urlino dietro ed alcuni addirittura ti vengano incontro arrabbiati per chiederti che cosa stai facendo!! Per questo a volte preferivo riprenderli dopo che erano passati ma ora, con il nuovo cellulare che attiva la telecamera velocemente, ho ripreso ad immortalarli di fronte in modo che vedano e, si spera, comprendano: invito quindi tutti i ciclisti a fare altrettanto. Alcuni infatti, vedendoti che li riprendi, deviano il percorso tornando sulla strada, non so se per vergogna o per paura di essere segnalati alle autorità competenti: 

5/7/2019 ore 8:34

Poi, se si è “fortunati” ci si può imbattere addirittura in macchine che transitano lungo le piste ciclabili (nella foto seguente, probabilmente per cercare di sfuggire ad una multa per parcheggio in posto non idoneo!!).

25/3/2017 alle 17:00

25/3/2017 alle 17:00

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Quando riaprirà il bel museo regionale di scienze naturali di Torino?

Bella domanda!! … a cui non riesco a trovare nessuno che mi fornisca una risposta anche solo approssimativa.

Nemmeno sul sito del museo viene detto nulla … e neppure andando al principale ufficio di Informazioni Turistiche di p.zza Castello hanno saputo darmi una qualsiasi informazione a tale proposito. Anzi, quando ho chiesto se era possibile lasciare una segnalazione/commento che potesse pervenire ai responsabili del settore, l’inserviente mi ha risposto che sarebbe stato inutile ed ha alzato spalluccia … senza lasciarmi speranza, nonostante mi avesse visto allibito dalla sua precedente risposta!!!

Lanciare una petizione anche solo utilizzando un sistema online (e.g. Change.org) potrebbe servire, visto che cercare di lamentarsi andando all’ufficio pubblico per il turismo non sembra servire a molto??

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Quest’estate, precisamente il 12 agosto 2016, ero passato davanti al bell’edificio che ospita (o sarebbe meglio dire ospitava?) il Museo di Scienze Naturali di Torino e con molto piacere avevo notato che finalmente erano in corso i lavori di adeguamento per rendere nuovamente agibile l’edificio chiuso, da un giorno all’altro, dopo lo scoppio del 3 agosto 2013 (mi sembra di avere capito, dovuto a malfunzionamenti dell’impianto di condizionamento / riscaldamento).

Incoraggianti erano anche gli articoli precedentemente apparsi sui quotidiani (e.g. La Repubblica [1/8/2015]: Al via il cantiere al Museo di Scienze, nel 2016 la riapertura) dove si parlava di una riapertura entro il 2016 ed si indicava che le opere avrebbero riguardato, più che gli animali e le vetrine, gli impianti tecnologici collocati sotto il pavimento del primo piano.

Come appare dal cartellone che avevo fotografato in agosto 2016, i lavori sono iniziati il 25/5/2016 e dovevano durare 105 giorni (3 mesi mal contati, perciò un lavoro “da poco”) quindi per fine agosto 2016 sarebbero dovuti terminare.

Sono passato pochi giorni fa per vedere se finalmente aveva riaperto il museo o almeno ci fosse una qualche indicazioni che facesse prevedere una sua prossima riapertura: NULLA!!
Il cartellone relativo ai lavori è scomparso (quindi sono terminati da mesi?) ed è rimasto unicamente un cartellone che ancora indica che il museo è chiuso per lavori di adeguamento.

Cartello dei lavori in corso (agosto 2016)

Cartello dei lavori in corso (agosto 2016)

Ma allora, questi lavori sono stati fatti o no? E se sì, cosa si aspetta a riaprire quello che a mio parere è uno dei musei più interessanti di Torino e che, per di più, ha mostrato (almeno con la precedente amministrazione) di saper essere molto attivo anche nelle iniziative e nelle mostre temporanee.
Mi ricordo, ad esempio, gli spettacoli teatrali e musicali che gratuitamente venivano proposti nel periodo estivo nel suo cortile …
Tra le mostre temporanee ricordo in particolare la magnifica ed enorme collezione di insetti che il museo possiede chissà dove in qualche scantinato e che per solo pochi mesi, molti anni fa, ha potuto mostrare al pubblico durante una esposizione temporanea!! … ma poi anche la mostra su Darwin e l’evoluzione della specie, le stupende foto della natura, l’uomo e i primati, i reperti fossili, i quadri su temi specifici, le apparecchiature di meccanica utili a spiegare leggi fisiche, …

Rimane solo il cartellone di museo chiuso

Rimane solo il cartellone di museo chiuso

Nessuna indicazione neppure nel sito del museo, indicato nel cartellone come luogo dove recuperare maggiori informazioni. Anche qui si legge unicamente: “La sede del MRSN è CHIUSA per lavori di adeguamento“!

Sito de MRSN: la sede è chiusa per lavori di adeguamento

Sito de MRSN: la sede è chiusa per lavori di adeguamento

Dal sito si legge che tale Museo Regionale di Scienze Naturali, tra le altre cose, possiede ingenti collezioni costituitesi nel corso di oltre duecento cinquant’anni: le Sezioni del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino sono Botanica, Entomologia, Mineralogia-Geologia-Petrografia, Paleontologia e Zoologia.

Anche nella sezione della Biblioteca del MRSN viene indicato che è temporaneamente chiusa … senza alcuna indicazione su una data di apertura: talebiblioteca possiede circa 19.000 monografie e un migliaio di riviste nell’ambito delle scienze naturali (entomologia, botanica, zoologia, scienze della terra), in prevalenza a livello specialistico.

Viene inoltre indicato che il Museo Regionale di Scienze Naturali (MRSN)

  • Conduce e promuove attività di ricerca, sia a livello locale che internazionale, con iniziative e progetti che riguardano le differenti Sezioni.
  • Progetta e realizza volumi monografici, cataloghi, guide alle mostre, atti di convegni, il Bollettino scientifico e le tre collane Natura Preziosa, Naturalisti e Le collezioni del museo.
  • Ha una attività editoriale del MRSN consente di conoscere i risultati della conservazione, ricerca e divulgazione, e crea rapporti di collaborazione con altre istituzioni,  singoli studiosi e ricercatori.
  • Gestisce il patrimonio di Experimenta dal 2012  (anno dell’ultima esibizione di quella bella iniziativa dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte che abbinava scienza, tecnologia, arte e intrattenimento, stimolando l’attenzione del pubblico per il mondo, le leggi che lo regolano e le variabili che lo sovvertono).

Interessante è anche visitare la Gallery presente nel sito.

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Nonostante tutto continua a proporre eventi al di fuori degli spazi del museo, conferma di una ottima gestione delle notevoli risorse culturali che possiede e della loro gestione. … alcune iniziative si svolgono addirittura fuori dall’ambito cittadino (e.g. Saluzzo, Pecetto di Valenza)!!

Negli spazi della hall del Ufficio Postale centrale in via Alfieri, c’è poi una esposizione, che periodicamente cambia, sempre a cura del Museo: tuttavia i reperti esposti non sono ovviamente nel luogo più idoneo ed alcuni (come si può notare da una delle seguenti foto) si rovinano … 😦

I reperti esposti non sono nel luogo più idoneo ed ovviamente alcuni si rovinano

Nel seguito riporto alcuni dettagli del bellissimo edificio che ospita il Museo MRSN ma che un tempo era sede dell’Ospedale di San Giovanni Battista..
Non appena ho tempo recupero delle foto di mostre che avevo visto in passato e rendo disponibili un link su OneDrive affinché possiate vederle … almeno da PC dal momento che dal vicìvo si dovrà ancora aspettare del tempo .. non ben precisato!!

Breve storia dell'edificio che ospita il museo MRSN

Breve storia dell’edificio che ospita il museo MRSN

Dettagli del bel portone dell'edificio che ospita il museo MRSN

Dettagli del bel portone dell’edificio che ospita il museo MRSN

Dettagli dell'edificio che ospita il museo MRSN (1)

Dettagli dell’edificio che ospita il museo MRSN (1)

Dettagli dell'edificio che ospita il museo MRSN (2)

Dettagli dell’edificio che ospita il museo MRSN (2)

Dettagli dell'edificio che ospita il museo MRSN (3)

Dettagli dell’edificio che ospita il museo MRSN (3)

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P.S. 15/12/2018

Dal sito del museo sembrerebbe che il completamento dei lavori per il ripristino delle aree espositive poste al piano terra e interrato è attualmente prevista per il mese di maggio 2019.
La riapertura al pubblico dei diversi allestimenti permanenti è attualmente prevista per il mese di settembre 2019.
EVVIVA!! … dopo solo più di 6 anni!!! … e staremo a vedere se questa volta i tempi indicati saranno poi quelli reali 🙂

Contattato il museo alla sua email, mi hanno confermato che l’apertura al pubblico dovrebbe avvenire dopo la seconda metà del 2019, “ovviamente in assenza di ulteriori imprevisti“!
Speriamo quindi che sia la volta buona e che la Città di Torino riesca a riportare in vita questo museo ricco sia di iniziative sia di materiale, così numeroso e vario da non riuscire neppure a trovare spazio per essere esposto tutto in modo permanente!!

Pubblicato in Arte e Bellezza, Pensieri&Parole, Torino e dintorni | 1 commento

Le nuove piste ciclabili di c.so Principe Oddone (Torino): ben 69 tombini per ciascun verso di percorrenza!

Possibile che nel 2016 chi progetta una pista ciclabile (con tanto di semafori dedicati ai ciclisti) non ci arrivi che NON È BUONA COSA prevedere, ogni 20 metri, 1, 2 o addirittura 3 tombini nel bel mezzo di percorrenza?? Era chiedere troppo collocarli altrove (e.g. sui paralleli percorso pedonale e striscia di prato alberato oppure sul lato della corsia stradale) ?

Fin quando sono passato con la mia mountain bike non l’avevo notato troppo, ma oggi che ho percorso la nuova pista ciclabile di c.so Principe Oddone (Torino) con la bici da corsa … più volte sono stato tentato di passare sulla strada, pur non essendo consentito da appositi cartelli stradali!!!

Li ho  contati: sono ben 69 i tombini per ciascun verso di percorrenza sia nel tratto di pista ciclabile dalla rotonda di stazione Dora a piazza Statuto sia nel verso opposto … incredibile la precisione in questa simmetria. Mancano “purtroppo”, nel verso da piazza Statuto,  i gruppi di tre tombini (collocati proprio in modo da non poter neppure provare ad evitarli) per allenarci al salto triplo presenti più volte nell’altro verso … solo gimcana quindi! … ma d’altra parte non è che ci dobbiamo allenare sempre sia alla gimcana sia ai salti tripli!!

Esempio 1 di tre tombini (per allenamento di salto triplo?)

Esempio 1 di tre tombini (per allenamento di salto triplo?)

Esempio 2 di tre tombini (per allenamento di salto triplo?)

Esempio 2 di tre tombini (per allenamento di salto triplo?)

 

Esempio di tue tombini (per allenamento di gimcana?)

Esempio di tue tombini (per allenamento di gimcana?)

Sarebbe bastato mettere tutti quei tombini a lato della pista ciclabile, di poco distanti dalla loro attuale collocazione, come hanno fatto solo per quello mostrato nella foto  seguente e, purtroppo, per pochi altri:

Uno dei pochi tombini collocati correttamente a lato della pista ciclabile

Prevedere dei semafori per la bicicletta anche solo per i passaggi pedonali è sicuramente lodevole (anche se, almeno a Torino, non proprio indispensabile), ma personalmente avrei preferito non ritrovarmi tutti quei tombini nel bel mezzo della pista ciclabile!

I bellissimi semafori per le biciclette (anche in corrispondenza dei soli passaggi pedonali)

I bellissimi semafori per le biciclette (anche in corrispondenza dei soli passaggi pedonali)

E’ vero che oramai noi ciclisti siamo abituati a ben di peggio quando costretti a transitare per le strade a percorrenza promiscua: buche, tombini di scarico affossati dai molteplici rifacimenti dell’asfalto, immondizia, ghiaia, porte delle macchine posteggiate che si aprono improvvisamente, automobilisti che pretendono la precedenza anche quando non l’hanno!
Fa comunque male vedere che anche quelle poche opere recentemente realizzate per agevolare questo mezzo alternativo di locomozione che non inquina, anche quelle che apparentemente sembrano studiate con tutti i crismi e con lo spazio necessario a disposizione, sono state progettate senza quella sensibilità che invece sarebbe dovuta esserci!! Viene proprio da pensare che chi le ha progettate non sia un grande utilizzatore della bici …

Pubblicato in Bicicletta, Giustizia, burocrazia e malcostume, Just for fun!, Review e test | 1 commento

How to temporary hide notifications (e.g. during a presentation) in Windows 10

The action center and its notifications are a very useful feature introduced in Windows 10: in particular, it allows also (by default) to be notified in real time of arriving messages/emails, push notifications from app (and even more) using a temporary popup window that appears on the right bottom of the screen.

However, especially when you are doing a presentation, this feature can be annoying! No problem: it is very easy to temporary switch off this feature for all the notifications or even only for the ones related to some app (e.g. Mail app).
Following screenshots show how it can be done from All Settings -> System -> Notifications & actions or from the settings page of a specific app (e.g. Mail app).
In general, you can definitively do it switching off the Get notification from apps and other senders option. However, very often, if you duplicate screen only while you are doing a presentation (connecting your PC/tablet to a projector, it will be sufficient to switch on the Hide notification when I’m duplicating my screen option.

Switch off the Get notification from apps and other senders option

Switch off the Get notification from apps and other senders option

Switch on the Hide notification when I'm duplicating my screen option

Switch on the Hide notification when I’m duplicating my screen option

 

Switch off notifications from the options page of a specific app (e.g. <em>Mail</em> app)

Switch off notifications from the options page of a specific app (e.g. Mail app)

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Moreover note that tablet mode is not available when Extended these displays is set, so you need to choose the Duplicate these display option if you want to use that feature. In fact, in the previous setting it should not be clear from which possibly touch screen the O.S. should take inputs!!

tablet-mode-enabled tablet-mode-disabled

Useful links

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Collegamento Torino – Aeroporto di Caselle: come arrivare con mezzi pubblici

Sono da poco tornato da una trasferta all’estero di 4 giorni e, non avendo ottenuto l’autorizzazione all’uso di taxi, ho dovuto attivarmi per vedere come raggiungere con mezzi alternativi non solo il luogo della riunione all’estero, ma anche l’aeroporto di Caselle.
Questo post intende quindi riassumere le informazioni da me raccolte (anche telefonando, per chiarimenti, al numero verde GTT 800019152) sperando che questa condivisione possa tornare utile ad alcuni colleghi che probabilmente nel prossimo futuro si troveranno nella mia medesima situazione: l’uso del taxi non mi è stato concesso nonostante si trattasse di un progetto finanziato (per il quale le spese viaggio vengono rimborsate dai committenti) e penso quindi che, almeno in alcune aree, si tratti di una prassi democraticamente estesa a qualsiasi tipologia di trasferta…

Ho in particolare avuto modo di provare sia il treno GTT per l’andata (ore 6:47), sia il bus Sadem per il ritorno (ore 20:16), essendo quest’ultimo l’unico mezzo disponibile dopo le 19:46 (ora dell’ultima partenza di treni da Caselle Aeroporto).
La scelta del treno, quando disponibile, la reputo in genere preferibile in quanto garantisce un tempo di percorrenza minore e non condizionabile dal traffico/incidenti: il costo è poi ancora inferiore (basta un biglietto extraurbano da 2,70€, rispetto ai 6,50€ del bus SADEM).

Ho scelto quindi di andare con la mia macchina nei pressi della stazione ferroviaria Madonna di Campagna, essendo l’unica a Torino ad avere in prossimità anche una fermata del bus SADEM, che avrei dovuto necessariamente prendere al ritorno per via dell’orario tardo.
Pensare di usare a quell’ora anche un mezzo pubblico per raggiungere quella stazione, l’ho praticamente escluso subito, una volta visti i passaggi disponibili!

Trovare parcheggio alle 6:40 nei pressi di quella stazione non mi è stato difficile, anche se ovviamente, non essendo sicuro di trovarlo subito e vicino, ho dovuto preventivare necessariamente un certo margine di tempo. L’ho parcheggiata sotto uno dei cavalcavia di corso Grosseto, dove ci sono posti probabilmente non molto utilizzati forse perché nascosti e a rischio di furto: con la mia fuoriserie Fiat Punto del 2000 non correvo comunque un grosso rischio ;-), ma sicuramente se avessi dovuto abbandonare in quel posto per diversi giorni un’auto nuova avrei avuto qualche timore in più!
Come ho già detto, la scelta della stazione Madonna di Campagna è stata necessariamente vincolata dal fatto che anche per il ritorno non potevo utilizzare il treno. Tuttavia, pensando di raggiungere una stazione in macchina e sapendo di avere un treno sia per l’andata sia per il ritorno (prima delle 19:46), personalmente penso che la stazione Dora risulti quella più conveniente, in quanto consente di parcheggiare la macchina sia in un suo parcheggio apposito, sia eventualmente nella zona limitrofa relativa al centro commerciale Gigante dove sicuramente si trova subito posto senza doverlo cercare!

La biglietteria della stazione Madonna di Campagna si trova nell’entrata diametralmente opposta ai cavalcavia di corso Grosseto: l’ho trovata aperta anche alle 6:45 e non ho avuto problema a richiedere al personale il biglietto: questo deve essere validato tramite le timbratrici ivi presenti. Il binario 2 direzione Ceres (che porta a Caselle Aeroporto), si raggiunge dalla scala mobile a sinistra se si arriva dalla biglietteria : a quell’ora anche questa informazione penso possa risultare utile a qualcuno, per risparmiare qualche secondo!! 😉

Poche le persone che a quell’ora (6:47) prendono il treno da quella stazione, principalmente qualche studente che probabilmente frequenta la scuola a Lanzo: nel seguito ho inserito anche alcune fotografie fatte durante il mio percorso …
Le fermate del treno previste sono Madonna di Campagna, Venaria, Borgaro, Caselle, Caselle Aeroporto per poi proseguire per località più o meno remote (al massimo fino a Ceres). Come si può vedere da una mia foto seguente, si tratta di un treno simile a quelli con panche di legno che si usavano per andare nelle località montane.

Torniamo ora agli orari …

Purtroppo le informazioni relative ai collegamenti pubblici tra Torino e aeroporto di Caselle non sono sempre particolarmente chiari ed esaustivi, talvolta anzi sono contraddittori.

Dal sito dell’aeroporto di Caselle, viene reso noto che esistono diverse modalità per raggiungere l’aeroporto di Caselle da Torino (e viceversa). Tuttavia nel seguito verranno da me analizzate principalmente le due (treno/bus GTT e bus SADEM) che sicuramente risultano consentite dall’attuale procedura aziendale. L’utilizzo sia della propria macchina privata (parcheggiabile al coperto nell’apposita struttura dell’aeroporto) per quello che ho capito, non risulta invece consentito e nemmeno l’uso del Car Sharing (Car2Go e IO GUIDO): tuttavia prenderò in considerazione, al termine del post, anche l’opzione Car2Go che personalmente reputo una possibile buona alternativa ad un prezzo paragonabile a quello del bus …

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TRENO

Il treno di collegamento tra Torino e Caselle Aeroporto è gestito da GTT: il percorso è fa parte della tratta ferroviaria SFMA (DORA – Caselle – Ciriè – Germagnano – Ceres)  ed ha attualmente gli orari riportati nel seguito: conviene comunque scaricare la tabella orari (1) presente online, in quanto potrebbe essere più aggiornata.

<a href="http://www.gtt.to.it/cms/risorse/ferrovie/oraripdf/FTC.pdf">Tabella orari treni GTT</a>

Tabella orari treni GTT – linea SFMA

Anche nel sito del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) esiste poi un’altra tabella orari (2) che, sebbene graficamente diversa, risulta analoga.

Il percorso delle SFMA è il seguente, dove per ciascuna stazione sono indicati anche i tram/pullman che hanno fermate limitrofe:

  • stazione Porta Susa (SOLO PER POCHI ORARI): Metro, 10, 10N, 10F 13, 29,46, 51, 56, 57, 59, 72 – 9, 55, 56, 57, 60, 68
  • stazione Dora GTT: 10N, 10F, 11, 46, 49, 52, 67F, 77;
  • stazione Madonna di Campagna: 2, 9, 11, 72, 75, 77

Percorso SFMA

Percorso SFMA

In generale, il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) completo è quello mostrato nel seguito:sfm

Si noti, in particolare, che solo pochi treni provengono dalla stazione di Porta Susa, mentre la maggior parte partono dalla stazione Dora GTTpassando quindi per le stazioni di Madonna di Campagna, Venaria, Borgaro, Caselle, Caselle Aeroporto, per poi proseguire per località più o meno remote (al massimo fino a Ceres).

Dalla stazione di Caselle Aeroporto si raggiunge agevolmente l’aerostazione mediante un breve percorso pedonale coperto che porta al piano terra degli arrivi, da cui si può passare poi alla sala di check-in tramite una scala mobile.

Si noti anche che l’ultimo treno da Caselle Aeroporto parte alle 19:49.

Si noti infine che per alcuni orari (contrassegnati in verde, in grigio e in azzurro) il servizio viene effettuato da GTT tramite bus e in questo caso è necessario trovarsi ad una apposita fermata nei pressi delle stazioni precedentemente elencate, dove è presente una paletta con indicato SFMA: non sempre sono vicinissime (e.g. per la fermata di Madonna di Campagna è in via Stradella 244, angolo C.so Grosseto  – fermata 415 , per il ritorno è in via Stradella 243 – fermata 416).
In questo link si trovano dettagli sulle posizioni di tutti i restanti punti di fermata bus:

  • Torino Porta Susa: Autostazione Bolzano (lo stallo da cui parte il bus è indicato da una tabella luminosa: vedi foto)
  • Torino Dora GTT: stazione
  • Torino Madonna di Campagna: via Stradella angolo c.so Grosseto (vedi foto)
  • Borgaro: semaforo-via Lanzo-via Martiri della Libertà
  • Caselle: ospedale, strada Aeroporto
  • Caselle Aeroporto: stazione

Autostazione c.so Bolzano (stazione Porta Susa)

Autostazione c.so Bolzano (stazione Porta Susa)

Pannello orari di partenza - Autostazionec.so Bolzano (stazione Porta Susa)

Pannello orari di partenza – Autostazionec.so Bolzano (stazione Porta Susa)

 

Torino Madonna di Campagna - Fermata 415 per gli orari per cui c'è 8il bus e non il treno

Torino Madonna di Campagna – Fermata 415 /416 per gli orari per cui per GTT c’è il bus e non il treno (fermata analoga al bus SADEM)

<strong>Torino Madonna di Campagna - Fermata 415 </strong> - via Stradella angolo C.so Grosseto - direzione <em>Caselle Aeroporto</em>

Torino Madonna di Campagna – Fermata 415 – via Stradella angolo C.so Grosseto  – direzione Caselle Aeroporto

Torino Madonna di Campagna - Fermata 416 - via Stradella angolo C.so Grosseto  - direzione Torino Centro

Torino Madonna di Campagna – Fermata 416 – via Stradella angolo C.so Grosseto – direzione Torino Centro

Nella figura seguente mostro la stazione di Madonna di Campagna come risulta visibile da sotto la sopraelevata di corso Grosseto:

Stazione Madonna di Campagna - Via Lucento

Stazione Madonna di Campagna – Via Lucento

Per andare a Caselle Aeroporto - Binario 2 direzione Ceres

Per andare a Caselle AeroportoBinario 2 direzione Ceres

La stazione Madonna di Campagna - binario 2 - alle 6:40

La stazione Madonna di Campagna – Binario 2 (ore 6:40)

 

Vagone del treno Torino - Ceres

Vagone del treno Torino – Ceres

Stazione di Caselle Aeroporto (ore <em>7:05</em>)

Stazione di Caselle Aeroporto (ore 7:05)

Passaggio per raggiungere la stazione dal piano terra degli arrivi dell'Aeroporto di Caselle

Passaggio per raggiungere la stazione, dal piano terra degli arrivi dell’Aeroporto di Caselle

Questo link, poi, consente di avere solo una visione degli orari purtroppo solo per ciascun percorso selezionato (e.g. sfma DORA-GERMANIANO, sfma DORA-CIRIE’) per cui non è agevole capire quali sono tutti i passaggi verso l’aeroporto da una specifica stazione: la cosa migliore è quindi selezionare la fermata specifica che interessa e vedere i passaggi presenti in quella stazione (nota: conviene verificare comunque sulla tabella orari completa, dal momento che, anche se raramente, alcuni treni non fermano alla fermata dell’aeroporto!).

Si noti infine che esistono tabelle differenti per orari di domenica e festivi.

Per informazioni e per la conferma degli orari si può comunque sempre contattare direttamente la GTT: 011.2165352 – Numero Verde 800/019152 come ho fatto io: nelle diverse pagine del sito GTT si trovano infatti notizie non sempre congruenti o che danno adito ad interpretazione (e.g. nella pagina principale relativa al COLLEGAMENTO CON AEROPORTO vengono fornite indicazioni orarie errate/non aggiornate, che non hanno perciò riscontro nella tabella orari scaricabile da una pagina successiva:  erroneamente viene infatti indicato “Partenze da Dora GTT: nei giorni feriali, prima partenza ore 5:01, ultima partenza ore 23:08; Partenza da Caselle Aeroporto: nei giorni feriali, prima partenza ore 5:04, ultima partenza ore 21:03“).
In realtà, dalla tabella orariin vigore dall’11 dicembre 2016 (la fine di validità non è specificata e farebbe presupporre non vari con il cambiamento di ora solare/legale) che è quella che fa fede (secondo quanto mi ha riferito l’operatrice del numero verde), risulta invece:

  • Partenze da Dora GTT: nei giorni feriali, prima partenza ore 5:43, ultima partenza ore 23:13
  • Partenza da Caselle Aeroporto: nei giorni feriali, prima partenza ore 4:54, ultima partenza ore 19:49.

caselle-ok2

caselle-ok0

Nel sito viene indicato che per usufruire del mezzo GTT, si deve acquistare il biglietto Integrato B (cod. 185 – costo 3,00 €) reperibile presso:

  • la normale rete di vendita GTT
  • le stazioni ferroviarie GTT interessate
  • le biglietterie Trenitalia
  • le rivendite Sadem e Seag interessate.

(NOTA: in realtà il bigliettaio di stazione Madonna di Campagna mi ha fatto pagare 2,70€ e non 3€)

Tale biglietto deve essere timbrato una sola volta, all’inizio del viaggio:

  • nelle validatrici (GTT e Trenitalia) delle stazioni ferroviarie (GTT e RFI) prima di salire sul treno
  • nelle normali obliteratrici su tram e autobus entro la prima fermata
  • nei tornelli delle stazioni della metropolitana.

Il controllo del biglietto avverrà a vista sulla stampigliatura.

Vale 120 minuti dalla convalida sulla rete urbana e suburbana GTT di Torino, sulla metropolitana (1 sola corsa) e sulle linee ferroviarie Trenitalia e GTT (1 sola corsa) entro i limiti della seconda cintura (stazioni di Ciriè, San Benigno, Brandizzo, Villastellone, None, Rosta).

____________________________________________________________

BUS

Dal sito SADEM , selezionando l’apposita icona dell’orologio, si può scaricare l’orario in pdf che riporto nel seguito anche se consiglio ovviamente di scaricare dal sito in quanto potrebbero essere più aggiornate. Le fermate previste sono: TORINO C.so Vittorio Emanuele II 57 (P. Nuova), C.so Bolzano 42 (P. Susa), C.so Umbria/Via Livorno, via Stradella 242, BORGARO T.SE Via Lanzo 140, CASELLE T.SE Via Torino 99, str. Aeroporto, 44, CASELLE Aeroporto.

Il bus impiega poco meno di un’ora (dipende dall’orario e dal traffico, passando per la statale ed attraversando i paesi di Borgaro e Caselle).

Bus SADEM - Torino -> Caselle Aeroporto

Bus SADEM – Torino -> Caselle Aeroporto

Bus SADEM - Caselle Aeroporto -> Torino

Bus SADEM – Caselle Aeroporto -> Torino

Il servizio da Torino attualmente inizia alle 4:45 e termina alle 23:30 (frequenza ogni 15 – 30 minuti, a seconda dell’ora); dall’aeroporto di Caselle, il servizio inizia alle 6:10 e termina alle 0:30.

Diversi sono gli orari per domeniche e festivi (meno frequenti e disponibili da Torino dalle 5:30 alle 23:50; dall’aeroporto di Caselle dalle 6:10 alle 0:30).
costo 6,50€ se biglietto a terra, 7,50€ se biglietto a bordo (con denaro contato). Esiste uno sconto per chi possiede la Torino+Piemonte card (ma non chi ha l’abbonamento Musei Torino).

I punti vendita biglietti a terra sono i seguenti (al momento, non è ancora possibile acquistare online il biglietto per questa tratta, ma è possibile che al momento della tua lettura del post lo sia …):

  • EXTRATO-SADEM – c.so Bolzano ang via Grattoni (Autostazione)
  • BAR PEPITA SRL – Via Sacchi, 2 (Torino-Porta Nuova)
  • CAFFE’ CERVINO – c.so V. Emanuele II, 57 (Torino-Porta Nuova)
  • BAR WU – c.so V. Emanuele II, 55/D (Torino-Porta Nuova)
  • EDICOLA LUCIANO IZZO – Interno stazione FF.SS Torino Porta Nuova
  • IL FURETTO – c.so Bolzano 47,int.staz. ingresso D(Torino-Porta Susa)
  • NUOVO RAFFAEL BAR – via Borgaro, 121 (Torino)
  • ESPRESSAMENTE VIAGGI – c.so Siccardi, 6 (Torino)
  • TAB. Primativa 362 – via Vische, 14 (Torino)
  • TABACCHERIA Nota- viale Martiri della Libertà, 89 (Borgaro T.se)
  • EDICOLA Lombardo – via Ciriè, 4 (Borgaro T.se)
  • TABACCHERIA Ceoloni – via Svizzera 28 (Borgaro T.se)
  • EDICOLA Accurso – via Torino, 16 (Caselle T.se)
  • EDICOLA STELLA- via Torino, 80 (Caselle T.se)
  • KRIBI SAS – strada Aeroporto, 31 (Caselle T.se)
  • DISTRIBUTORE AUTOMATICO – (Torino Aeroporto – liv. arrivi)
  • RICEVITORIA – (Torino Aeroporto – liv. arrivi)

Il numero verde per contattare SADEM è da fisso: 800801600, da cellulare: +39 011 3000611 – lun-ven 8.00-20.00 – sabato 8.00-13.00

Distributore biglietti presenti al piano terra degli arrivi

Distributore biglietti SADEM presenti al piano terra degli arrivi

Fermata bus SADEM presso l'uscita arrivi della Aerostazione di Caselle

Fermata bus SADEM presso l’uscita arrivi della Aerostazione di Caselle

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Nel sito dell’aeroporto di Caselle viene anche indicato un secondo nuovo servizio Bus, MeBUS, servizio di autobus a chiamata che interessa i Comuni di Brandizzo, Caselle Torinese, Chivasso, Leinì, frazione Mappano, San Benigno Canavese, Malanghero (frazione di San Maurizio Canavese), San Mauro Torinese, Settimo Torinese e Volpiano con estensione a Torino Stura.
Resta da capire se questi servizi risultino agevoli da prenotare ed eventualmente siano usufruibili per una trasferta …

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P.S. – Purtroppo non esiste più il servizio di BUS di Terravision (che infatti non è pubblicizzato nel sito dell’aeroporto) che presentava una tabella oraria ancora disponibile online, ma che fa riferimento ad un numero telefonico nemmeno più esistente. Non si trattava di un servizio particolarmente frequente (un passaggio all’ora) ma il percorso era veloce utilizzando la superstrada per Caselle (e non la statale per Borgaro, come avviene nel servizio offerto da Sadem) ed aveva anche il vantaggio di avere fermate in differenti zone di Torino non coperte dagli altri operatori (Via Botticelli angolo P.zza Rebaudengo, Via Botticelli 217, C.so Casale 42, Torino Esposizioni, Via G. Bruno).

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CAR SHARING

Nel sito dell’aeroporto vengono indicate anche due modalità di Car Sharing (Car2Go e IO GUIDO) per raggiungerlo. In particolare viene indicato:

  • per IO GUIDO : “Modalità ANDATA per poter noleggiare un mezzo SOLO per il trasferimento di solo ANDATA verso la destinazione Aeroporto
  • per Car2Go: “Gli stalli dedicati alle vetture di Car2Go si trovano all’interno del parcheggio Online Low Cost a pochi passi dell’aerostazione. Per ulteriori informazioni visita il sito“.

Ho raccolto alcune ulteriori informazioni relativamente alla sola modalità Car2Go, essendomi iscritto a questo car sharing: infatti ho visto che, anche nei pressi di casa mia  che si trova in una periferia di Torino, sono sempre posteggiate diverse macchine di quel circuito (in genere almeno una decina nel raggio di poche centinaia di metri).

L’utilizzo di un veicolo non necessita nemmeno di una card, bensì unicamente di un telefonino in cui sia installata l’app Car2Go presente in tutti gli Store (Google, iPhone e … anche Windows 😉 … ed è anche molto ben fatta!!): le semplici istruzioni sono ben descritte nel sito Car2Go.

L’iscrizione a Car2Go è quindi molto semplice, è gratuita solo se vieni “presentato” da un amico che è già iscritto: in quel caso, non solo non si devono pagare i 9€ di iscrizione alla convalida della patente, ma si ricevono anche 30 minuti di noleggio gratuito, da utilizzarsi entro 30 giorni dalla convalida della patente da effettuare in uno di punti indicati nel sito dislocati in diverse zone della città (a Torino: Mercedes Benz – Corso Giulio Cesare 304 e Via Tito Livio 30; Legambiente – Via Maria Ausiliatrice 45; Europcar – Piazza Massaua 19/C; Autoscuola – Via Bertola 29; car2go – Piazza XXIV Maggio 12).
Se non hai già un codice promozionale da inserire nel modulo di iscrizione, puoi utilizzare il mio: 15C3IT44030_enzo.contini@gmail.com 😉

Modulo di iscrizione di Car2Go: campo relativo all'inserimento dell'eventuale codice promozionale

Modulo di iscrizione di Car2Go: campo relativo all’inserimento dell’eventuale codice promozionale

Una volta iscritto, poi, potrai anche tu richiedere un codice promozionale associato alla tua utenza, da poter dare ai tuoi amici qualora desiderino anche loro almeno provare questa modalità alternativa di locomozione sicuramente utile: non ha un costo annuale per cui ci si può iscrivere per poterne usufruire magari anche solo in alcune situazioni di emergenza (e.g. la macchina non parte!). Il costo del noleggio è attualmente di 0,24 €/minuto; 13,90 €/ora; 59,00 €/24 ore con 200 km inclusi. Nel caso di arrivo e partenza da Aeroporto di Caselle (con parcheggio compreso nell’apposita area coperta dell’aeroporto) si aggiunge un costo di 4,90€, ma complessivamente comunque il costo (se uno abita a Torino nord/est) risulta inferiore ai 10€ (vedi esempio in figura) e quindi ben inferiore a quello di un taxi.

Via Sospello - aeroporto di Caselle: 8:50€

Via Sospello -> aeroporto di Caselle: 8:50€

Viene poi rilasciata regolare fattura che potrebbe essere anche utilizzata per un rimborso spese, se previsto.

Fattura del noleggio

Fattura del noleggio

Nel seguito viene mostrata la collocazione del posti riservati  alle auto Car2Go nel parcheggio al coperto dell’aeroporto di Caselle. Qualora tutti i posti riservati fossero occupati, si può comunque parcheggiare in altri posti disponibili del parcheggio.

Parcheggio Car2Go all'aeroporto di Caselle

Parcheggio Car2Go all’aeroporto di Caselle

In città, l’auto può poi essere parcheggiata ovunque (anche in parcheggi a strisce blu, ma non in quelli sotterranei a pagamento) all’interno dell’area operativa che comprende buona parte della città di Torino (vedi mappa area operativa di Torino da cui si vede che via Reiss Romoli è esterna tale zona). Si può poi anche prenotare un’auto specifica, ma solo al massimo per 20 minuti prima dell’effettivo noleggio.
Le auto che eventualmente richiedono di essere rifornite di benzina, vengono evidenziate da una apposita icona sulla mappa che mostra la collocazione del parcheggio di tutte le auto disponibili: come si legge in questa pagina del loro sito “troverai in auto una carta carburante. Con questa potrai fare rifornimento presso tutte le stazioni Q8 convenzionate presenti nell’area operativa, se visualizzate sulla mappa online o sul navigatore dei veicoli car2go. Se il livello del serbatoio è al di sotto del 25% riceverai 10 minuti di guida gratuita in omaggio, se fai il pieno“.

Un’ultima informazione che può risultare utile è che il parco macchine di Car2Go è costituito da Smart con cambio automatico (e non è immediato guidare una Smart la prima volta), quindi macchine a due posti e con bagaglio limitato per cui per partire per le vacanze in famiglia non è probabilmente indicato: magari se si deve andare in stazione (e non all’aeroporto) più adatto potrebbe in quel caso essere il circuito enijoy (se uno possiede la cartafreccia, riceve 15€ di noleggio gratis) che è una 500 con 4 posti … ma comunque sempre con bagaglio molto ridotto!

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Vedi alche il mio post successivo relativo alle restrizioni sul bagaglio a mano.

 

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Questo post si aggiunge ad altri che sono specificatamente indirizzati a colleghi.🙂

PS: puoi trovare gli altri post filtrando, nella combobox a desta, sulla categoria “Aziendali”. Alcuni sono protetti da password per cui se ti interessano puoi contattarmi tramite l’email aziendale o telefonicamente.

Pubblicato in Aziendali, Just for fun!, Review e test | 3 commenti

Tips & tricks: Microsoft Word and others

This is ongoing post where I will put any tips & tricks I will find related to MS Word 2016 and other SW products, possibly with some reference links I found interesting
😉

  • How to use different orientations of pages/sections within the same document
  • How to update cross-referencing in footnotes
  • How to create a new style from existing formatted text
  • How to enable/disable field codes
  • How to avoid having a different first page every time you have a new section
  • How to insert a section break (and then possibly create a two column section)
  • How to write E or A with the accent (i.e. È À)
  • How to remove text highlight/background in MS Office when pasted (if it is not possible using the related menù voice)
  • How to edit the text of a received or already sent email in MS Outlook
  • Tablet mode tail is not enabled in the Notification Centre

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How to use different orientations of pages/sections within the same document

See the following screenshot that shows each step:

First of all select the section you want to change the orientation (e. g. set landscape)

  1. Open the Layout Page setup popup window
  2. Select the Orientation (e.g. Landscape)
  3. Select Apply to: Selected text
  4. Confirm clicking the OK button

word1

See also this for more details.

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How to update cross-referencing in footnotes

To update all the cross-references in a Word document it is sufficient to follow the following steps:

  1. Click on whatever part of the text,
  2. Press cntl+a to select all the document body text,
  3.  Right-click on the selected text,
  4. Choose Update Field,
  5. Choose Update entire table if you want to update all.

Cross-reference update in the body text (1)

Cross-reference update in the body text (1)

Cross-reference update in the body text (2)

Cross-reference update in the body text (2)

However you will notice that no updates will be done to all the possible cross-references available in the footnotes: in fact, you could also notice that when you did the cntl+a, only the body text was selected and not the footnotes! However, if you try to use the same procedure with the footnote section, you can see that the Update Field item is missing right-clicking on the all selected footnotes! However  you can succeed doing that update too using the short-cut F9: so after the first 3 steps (step one and 2 this time should refer to the footnote text) you have to press the F9 short key. A scary popup saying that this action cannot be undo will appear … don’t care and press OK to have even the cross-references in the footnotes updated 😉

Cross-reference update in the footnote text (1): no Update Field item available

Cross-reference update in the footnote text (1): no Update Field item available

 

Cross-reference update in the footnote text (1): scary popup after F9 pressed ... press OK

Cross-reference update in the footnote text (1): scary popup after F9 pressed … press OK

See also:

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How to create a new style from existing formatted text

  1. Select the paragraph you want to create a style from.
  2. expand the Style menu popup window.
  3. Click on the New style icon.
  4. Write the new style name.
  5. Be sure that the Style type is Paragraph (otherwise click on the Format button on the lest bottom and select Paragraph).
  6. Confirm the creation.
  7. You will see the new style appear in the list of the available ones.

How to create a style from existing formatted text

How to create a style from existing formatted text

See also: Word 2016 for dummies

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How to enable/disable field codes

It may happen that you see codes such as “{ HYPERLINK “mailto:user@mail.com” }” and “{ DATE @ “MMMM d, yyyy” }” in your document. This problem is due to “Field Codes” being somehow toggled on, may be for error (e.g. pressing Alt+F9).

Field Codes enabled

Field Codes enabled

If the problem is with a single document, toggle the field codes off or on by first selecting the entire document with (cntl+a) and then toggle the field codes off or on with (shift-F9). (Alt-F9) also toggled the field codes off and on from the machine I was using.

If the problem is with all documents, then the “Show field codes instead of their values” option has been selected under the “Show document content” section of File -> Options -> Advanced:

“Show document content” section of File -> Options -> Advanced

Show document content” section of File -> Options -> Advanced

If the field codes are not showing up on the screen, but show up in print preview and they are printing on all documents instead of the actual data, then the “Print field codes instead of their values” option has been selected under  “Print” section of File -> Options -> Advanced:

 “Print” section of File -> Options -> Advanced

Print” section of File -> Options -> Advanced

See also this post.

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How to avoid having a different first page every time you have a new section 

Sometime in a same document, you need to create different sections (e.g. to have page landscape and other portrait). If you have a style with a different first page (e.g. with a background picture), this one will be visible at every first page of a new section.

To avoid it I found two ways:

Solution 1

Click on the Header (IT: Intestazione pagina) of the first page of the new created section.

In the Navigation tab of the menù, select Link to Previous (IT: Collega a precedente)

Solution 1

Solution 2

Select the page body of the new page section and open the Page Setup popup window (clicking on the little bottom right arrow of the Page Setup section of the menu).

Deselect the checkbox Different first page.

Solution 2

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How to insert a section break (and then possibly create a two column section)

Insert a section break

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How to write E or A with the accent (i.e È À)

In Word you can simply press the key “è” and then press the space bar and, if you are at the beginning of a phrase, it will automatically become an “È“: the same to obtain other accented letters (À Ì Ò Ù),  even thought much less common ..

Always in Word you can force that change selecting, for example, the letter è and then type Shift +F3, that is the short command to make UPCASE any selected letter.

As possible alternatives, to find even more special letters, you can use ther following method:

  • Use the shortcuts for international characters : e.g.
    à, è, ì, ò, ù           CTRL+` (grave accent), letter       become À, È, Ì, Ò, Ù
    á, é, í, ó, ú, ý       CTRL+’ (apostrophe), letter          become Á, É, Í, Ó, Ú, Ý
  • ALT + Unicode with the numeric keypad [and then release the ALT key to have the character to be displayed (e.g. ALT+0200 : È )] – This solution works everywhere, also with the WordPress editor …
  • Use the Character map:  
  • In Word, use the Insert -> Symbols :

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How to remove text highlight/background in MS Office when pasted (if it is not possible using the related menù voice)

Select the text and then cntl + space.

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How to edit the text of a received or already sent email in MS Outlook

Actions -> Edit message.

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Tablet mode tail is not enabled in the Notification Centre

Be careful that tablet mode is disabled when you are using more displays and you are extending those displays.

 

 

 

Please suggest me more ….

Pubblicato in Aziendali, Review e test, Windows | 1 commento

Attenzione alle persone disoneste nelle transazioni di compra vendita dell’usato tramite siti online

cheNon pensavo potesse succedermi, ma mi ero sbagliato! 😦

Questo post vuole mettere in guardia chi lo legge, che esistono persone che anche per pochi euro e per avere oggetti non di prima necessità, sono pronte a comportarsi in modo disonesto, ad esempio in una transazione di compravendita effettuata su siti dell’usato (e.g. www.subito.it).

In particolare, se per caso conosci una Beatrice R., che

  • ha attualmente il numero di cellulare 347006xxxx
  • ha conoscenti/parenti a Guiglia Modena  (dove si è fatta recapitare il pacco),
  • è nei pressi di Bologna (secondo quanto ha scritto),
  • lavora presso un servizio di autombulanze (secondo quanto ha detto una sua collega che, in sua vece, ha risposto al suo telefono lasciato nel mezzo)
  • ha almeno un cane di taglia piccola

… o se per caso dovrai vendere/comperare qualcosa da lei, leggi quanto segue e sappiti regolare!!

Oltre che il sito di compravendita dell’usato Subito.it (dove risulta registrata come utente con il suo nome e con associato il medesimo suo numero telefonico!), molto probabilmente segue anche gruppi facebook analoghi relativi a zone di Bologna e Modena (e.g. Vendo a Modena e provincia; VENDO..SVENDO…CERCO..scambio…MODENA E DINTORNI; CERCO A VIGNOLA E DINTORNI; Vendo tutto da 1 a 20 euro; BOLOGNA compro, vendo, scambio, affitto; Vendo e Compro a Crespellano e Dintorni).

Nota: almeno per ora, ho volutamente reso non visibili parte dei dati anagrafici della persona, dati che invece fornirò ovviamente integralmente nella mia prossima denuncia al Commissariato.

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Ho messo in vendita sul sito Subito alcuni oggetti, taluni relativi ad accessori per animali tra cui dei guinzagli/pettorine. Ha risposto all’annuncio una ragazza/signora che via SMS e WhatsApp (associato al numero cellulare 347006xxxx)  si è identificata come Beatrice fornendomi anche l’indirizzo a cui inviarle il pacco (Beatrice R., via xxxx xxxx xx Guiglia Modena 41052) con gli oggetti che vendevo, due pettorine ed un guinzaglio per animali di piccola taglia. Trattandosi di un oggetto di poco valore (16,70 € comprese le spese di spedizione) non ho reputato necessario richiedere un pagamento anticipato ed aspettare solo allora a spedire il pacchetto: d’altra parte lo scambio di messaggi mi aveva indotto a credere che si trattasse di una persona onesta. Avevo anche pensato: chi vuoi che si comporti in modo disonesto per una cifra così irrisoria, tanto più avendo tra l’altro anche fornito un numero di cellulare e l’indirizzo a cui recapitare l’oggetto?

Invece mi sbagliavo!! Anzi è proprio nella pochezza dell’importo che evidentemente certe persone credono stia la loro forza in quando, sbagliando, pensano che uno non si sbatta più di tanto per recuperare l’importo dovuto (a questo proposito è delucidante la frase poi da lei scritta via WhatsApp, quando per timore di una denuncia e di vedersi smascherata su Internet mi dice: “Vai alla polizia per 16 euro? Ammazza …”). Sono inoltre così spudorate che non si preoccupano neppure, più di tanto, di lasciare numero di telefono ed un indirizzo in cui recapitare il pacco acquistato! Si tratta di persone avvezze all’imbroglio, come traspare evidente dai comportamenti voluti e ben calcolati descritti nel seguito (affermano di avere fatto il pagamento e dicono di fornirtene a breve una prova fotografica che mai giunge; poi si rendono irreperibili a chiamate e messaggi, mettendo il tuo numero telefonico tra quelli bloccati): di fatto, i siti di vendita dell’usato tra privati rendono possibile il loro agire se uno non utilizza opportune precauzioni anche per la vendita di oggetti di piccolo valore (e.g. pagamento solo brevi mano o con PayPal). Sono poi così spudorate che, invece di vergognarsi, addirittura cercano poi di intimidire il truffato per non rendere pubblico il loro comportamento: “Stai attento a quello che scrivi perché una denuncia per diffamazione con nome e cognome non è piacevole. Vai pure a leggere nel codice penale” …

Sicuramente io non sono stato che uno dei tanti truffati, e più questa tipologia di persone la passa liscia, più cresce in loro, ed in persone come loro, la convinzione che il loro comportamento sia immune da conseguenze.
La disonestà è poi un virus e si sta diffondendo sempre più nel nostro Paese, sia ad alto sia a basso livello, sia per grandi cifre sia per piccole, … perché nessuno ne è di per sé immune, a meno che ne abbia acquisito l’antidoto, vale a dire una coscienza a livello personale e sociale.
Una disonestà pervasiva, per avere
poi, in modo disonesto, oggetti non di prima necessità (non una pagnotta insomma, bensì delle pettorine per cani!): ai sociologi l’ardua sentenza …
Sbagliato è quindi lasciare correre e pensare che tanto aver perso qualche decina di euro non ti cambia la vita, perché in realtà contribuisci inconsapevolmente anche tu a perpetuare e diffondere tale malcostume.

Annuncio su Subito.it

Annuncio su Subito.it

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Vediamo ora i fatti nel dettaglio: dopo un mio primo sollecito ed una sua finta promessa di inviarmi via WhatsApp l’immagine dell’effettivo pagamento del bonifico, che mi dice già effettuato, non risponde più sia ai messaggi WhatsApp, sia agli SMS ed alle telefonate (infatti, avendo messo il mio numero nella lista dei contatti bloccati, si attiva subito la segreteria telefonica).
Provo a contattarla più volte ogni settimana, in orari diversi e giornate diverse, sia con SMS, sia con telefonate lasciando talvolta anche dei messaggi nella segreteria, sia utilizzando anche la chat e le chiamate di WhatsApp … nulla!!

Anche lo scorso sabato 4/2/2017 provo a richiamare sempre con il mio cellulare e la segreteria, come al solito, scatta subito. Questa volta però poi provo anche a telefonare con un altro numero telefonico e … miracolo! … mi risponde una voce femminile: dicendole che ero Enzo Contini e se si ricordava di me e delle pettorine da me inviatele da più di un mese, la interlocutrice mi dice “Beatrice non è qui in questo momento. Ha lasciato il suo telefono qui in autombulanza ed io ho risposto per lei: se ritelefoni tra 5 minuti dovrebbe essere tornata!“.
Inutile, a questo punto, dirvi che anche da quel numero telefonico è incominciata a scattare subito la segreteria telefonica ad ogni mia successiva telefonata!

P.S. In un primo momento avevo pensato che chi aveva risposto fosse Beatrice stessa e si fosse fatta passare per un’altra persona: invece, anche dal particolare di essere in ambulanza, ho capito che veramente chi ha risposto al telefono era una sua collega e probabilmente lei, tornando aveva poi successivamente messo subito tra i contatti bloccati anche quello dell’ultima chiamata!

Provando poi a chiamare oscurando la visualizzazione del numero chiamante (anteponendo cioè #31# al numero telefonico), questa volta il telefono squilla per un po’ di volte e poi scattava la segreteria, quando la chiamata entrante viene evidentemente rifiutata manualmente.

A questo punto, certo quindi al 100% della disonestà della persona, non mi è rimasta che la scelta che lasciarle un messaggio in segreteria (associato ad un SMS e messaggio WhatsApp) in cui le davo tempo 24 ore per contattarmi, giustificarsi del suo comportamento scorretto ed inviarmi la ricevuta del bonifico dopo avermelo effettuato, questa volta veramente: diversamente avrei diffuso su Internet ciò che mi è successo con tutti i dati in mio possesso (numero telefonico ed indirizzo con nome e cognome, che forse potrebbero non corrispondere alla persona disonesta ma che sicuramente corrispondono a dove mi ha detto di spedire il pacco).
Una denuncia in Commissariato sarebbe stato poi il passo successivo.
Questa volta, diversamente dai precedenti messaggi senza risposta, dove gentilmente le chiedevo di verificare l’IBAN del bonifico che mi aveva detto di avere fatto e di mandarmene prova, dopo poco più di un’ora mi arriva il seguente messaggio sia via SMS sia WhatsApp: “Si hai ragione ti chiedo scusa da morire! Poi avevo cancellato tutto e non avevo più iban ne niente. Se mi dai il numero postpay con nome cognome e c.f. mi fermo subito ad una tabaccheria!!“.
Le scuse ed il ripensamento si rivelano poi dai successivi messaggi non proprio sentiti, come d’altra parte era già era ovvio dalla falsità degli ultimi messaggi precedenti, prima di rendersi irreperibile (dalla chat del 15/1/2017: “Bonifico fatto si si. Domani guardaci. Ti mando la foto del pagamento domani che accedo al pc …“), anche se questa volta traspare una certa ansia e timore nel vedere messo alla luce del sole il suo comportamento … seppure non si freni nel provare ad intimidire l’interlocutore (rivelando così la sua vera indole),  ancor più di preoccuparsi di rimediare il prima possibile al suo comportamento illecito: “Stai attento a quello che scrivi perché una denuncia per diffamazione con nome e cognome non è piacevole. Vai pure a leggere nel codice penale” … “ripeto stai attento a quello che scrivi perché la denuncia non penso ti piaccia tanto … Vai alla polizia per 16 euro? Ammazza..“.

Tuttavia mi scrive anche “Il bonifico te lo faccio necessariamente lunedì dalla banca e ti mando la ricevuta” … e poi ribadisce ancora “Il bonifico te lo faccio lunedì. Ciao“. Decido quindi di posticipare di due giorni …

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Lunedì è trascorso e neppure oggi non ho ricevuto la promessa notifica del bonifico effettuato, nonostante lo abbia anche sollecitato nuovamente via SMS/WhatsApp nel primo pomeriggio …

… dopo più di un mese da quando ho inviato il pacco direi che è il caso di non scherzare più: rendo pubblico questo post e in settimana vado in Commissariato a presentare denuncia.

Ovviamente rendo anche a conoscenza la presenza di questo post a Beatrice R. che ovviamente potrà commentare se lo riterrà opportuno, ma non in modo anonimo.

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Nel seguito la foto della ricevuta di invio del pacco e gli screenshots dello scambio sia di SMS e sia di messaggi WhatsApp, che comprovano quanto da me precedentemente descritto:

Ricevuta della raccomandata di invio del pacco

Ricevuta della raccomandata di invio del pacco

Tracking della raccomandata consegnata

Tracking della raccomandata consegnata

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SMS:

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Messaggi WhatsApp:

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Pubblicato in Giustizia, burocrazia e malcostume | Lascia un commento

The SIM is not recognized in a Windows 10 PC: a possible solution

I bought a ragged PC (8 inch IP67 WIFI BT4.0 3G GPS Windows 10 Home OS Smart Industrial Rugged Tablet PC) with Windows 10 but after inserting the SIM in the proper slot I cannot succeeded to make it works and it seems it is not seen at all (Insert SIM displayed in the Cellular section and even trying to configure manually an APN a popup says “The cellular device is missing or not working properly. Reconnect it and try again“. I had the same problem even after doing all the Windows updates.

I saw https://support.microsoft.com/en-us/help/10739/windows-10-cellular-settings  but I did not find any particular setting that should be done to make the SIM be recognized …

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The matter was that the SIM should be inserted with the cut angle on the outside side (so rotated of 180 degree respect as it usually happens in devices, in order to avoid a not appropriate insertion). Therefore in that PC the hook/unhook mechanism of the SIM works for whatever position the SIM is inserted … and I had misled.

… so be careful if you have the same problem!! 😉

Therefore, for that PC, the right insertion is this one and not the next one:

Right insertion if the SIM

Right insertion if the SIM (even though quite strange!)

Wrong insertion of the SIM (for that PC)

Wrong insertion of the SIM (for that PC)

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What to do if your Outlook does not start and remains stuck with the blue rectangle in the middle of the screen

Outlook 2016 on my Surface 3 laptop has been working fine until some days ago when I turned it back on and attempted to re-open the programme: since then, everytime I tried to start that desktop application, it remains stuck with the blue rectangle in the middle of my screen, ‘starting’ bottom and the dots moving. I struggle to understand what caused the problem  … may be an update of the Opating System (I am Windows 10 Insider so this could be the case_). Anyway, even disinstalling the whole Office package and reistalling it the probelm remained!

Outlook remains stuck with the starting blu rectangle

Outlook remains stuck with the starting blu rectangle

As quite always, I found out how to solve the issue looking into the Microsoft Community forum!

I started Outlook in safe mode:  Click Start > All Programs > Accessories > Run > type Outlook /safe and click OK. This time, together with the Starting blu box, also a another windows appeared, asking to choose the profile: I agreed to the proposed one and I had suddenly my email again working, without having to configurate nothing else (even though I previously had uninstalled/installed Office! Evidently the email settings remained somewhere in the PC.
If neither this way solve your issue, you can try to start Windows itself in a safe mode, as ehttp://windows.microsoft.com/en-us/windows-10/start-your-pc-in-safe-mode.

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What to do if the synchronization of your iCloud email starts to always fail

Some days ago my daughter started not to be able anymore to read her emails from her Lumia 950 smartphone because of synchronization problems. Moreover, every now and then, she also received an alert in the action center saying that “Le impostazioni dell’account iCloud non sono aggiornate” (ENG: “The settings of the iCloud account are not updated“).
I tried even to delete that email account from the Outlook Mail app and recreate it … nothing! The email account creation succeeded (so username and password were the right ones) but then the synchronization continued to fail.

The creation of the iCloud email account succeded

The creation of the iCloud email account succeeded

I tried both on her Windows 10 Mobile smartphone and on my Windows 10 PC using the same universal Mail app: as expected, the problem was the same in both environments.

I then logged into the Apple site related to Apple ID management and suddenly, after entering username and password, I was asked for a 6 digits code that should be provided somewhere. No SMS arrived on my daughter smartphone (possibly she did not register any phone number in her Apple account) but, opening her iPad, there was there an alert related to a logon attempt from another device (my PC) and a request to possibly allow that access: once agreed, the code to be inserted to log into the Apple site was provided. Very probably if you have a registered iPhone, that code is provided through it and not necessarily on the iPad (that you could not have always with you 😉
So once logged into that site, you it must be checked the section related to the TWO-FACTOR AUTHENTICATION: if is set to active, it must be deactivated it in order to solve the iCloud email synchronization problem. When disabled there will not be neither the need anymore to get the 6 digit code when logging into the Apple site related to Apple ID management …

TWO-FACTOR AUTHENTICATION section in the Apple account management site

TWO-FACTOR AUTHENTICATION section in the Apple account management site

When requested to disable that Two-factor authentication, a notification email is sent to all the email accounts set in the Apple account management  site.

Notification email

Notification email

Very probably some time ago a popup window appeared on my daughter iPad/iPhone asking to enable that more secure way to log in with the Apple account: however, agreeing on that, there is always the need to get the one time code and use it whenever you want to be authenticated … and also the authentication of some clients (e.g email ones like Outlook) could fail in their synchronization process.
In fact, for example, some Microsoft applications do not support that two-factors authentication (e.g. Microsoft Outlook, Windows live Mail, Xbox 360, Zune, apps that use EAS or POP3, other email clients). If you go into the Microsoft site page related to your account management, you will see in the Security& privacy section (More security settings) there is section related to the activation of a two-step verification (that is the same think called two-factor authentication in the Apple world …): you can find more details in this page. However, if you do not really need to have a very sicure account and it is sufficient for you to change every few months your password, I think that the two-factor authentication/two-step verification is only a unnecessary complication …

Two-steps verification in the Microsoft account management site

Two-steps verification in the Microsoft account management site

 

That’s all folks!

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What to do if your Outlook 2016 ask you again and again the login popup windows

It happened to me sometime that, I do not know why, my Outlook 2016 client start to ask me again and again my credentials of my firm account and at the beginning I did not understand why: in fact accessing the same email account from the email app, everything worked fine.

At the end I noticed that in the windows popup, the proposed username is not the firm correct one but is, by default, the email. If this is also your case, you have only to click the More choices link and change your username appropriately, taking into account to set also the domain in the username (yourCompanyName/yourCode)

😉

Check if the proposed username (by default your email) is the correct one: otherwise click on the More choice link

Use a different account and set your real username

Remember to set also the domain in the username

 

 

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Come configurare un telefonino per un uso facilitato da parte di un anziano/ How to set up a mobile phone for ease of use by an elderly person

P.S. 1/7/2019  Anche se gli smartphone con Windows 10 Mobile non vengono più prodotti, le linee guida indicate in questo post sono ancora valide e si possono comunque rispettare anche con un qualsiasi smartphone Android, seguendo le indicazioni presenti in questo mio successivo post: How to make your Android smartphone looks like a Windows 10 Mobile device – Part 1: “metro” tiles style user interfaces possibly better than Windows phones one  (Il post è in inglese ma se hai problemi a leggerlo usa le funzionalità di traduzione del browser o di WordPress -> Come veder tradotta una pagina di un sito nella propria lingua madre / How to have a browsed page translated in your native language)

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Avevo scritto questo post nel lontano 29/12/2016 e non l’avevo pubblicato ripromettendomi sempre di finirlo fornendo una guida passo-passo per configurare, partendo da zero, un telefono Windows 10 Mobile per un uso di un anziano. Non ho mai avuto più l’occasione di riconfigurare da zero uno smartphone di quel tipo per un anziano che mi permettesse di catturare man mano i relativi screenshots … per cui ho deciso di comunque pubblicare questo post così com’è perché comunque contiene le linee guida utili per attuare come farlo agevolmente … sebbene non ci siano le istruzioni dettagliate con relativi screenshot esplicativi!

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In questo post intendo descrivere passo-passo come, secondo la mia esperienza, sia possibile configurare appropriatamente un cellulare con Windows 10 Mobile per renderlo agevolmente utilizzabile anche da persone anziane e con limitate conoscenze tecniche. Infatti considero tutt’ora questa piattaforma la più semplice ed adatta anche per persone poco tecnologiche, per via dell’interfaccia semplice e della maggiore sicurezza. Infatti consente intrinsecamente delle modalità semplificate che non risultano disponibili nelle altre piattaforme perché, di base, non sono pensate per un approccio tipico delle “tile” di Windows 10 per cui, ad esempio, hanno icone molto piccole e non tutte le app permettono di posizionare contenuti sulla schermata start.

Anni fa avevo già scritto un post con la review di alcuni telefoni, progettati ad uso di persone anziane, che nel tempo avevo avuto modo di comprare e provare personalmente. Si tratta, ancora oggi, di uno dei post più visitati del mio blog, a dimostrazione dell’interesse che esiste per questa tipologia di telefoni, essendo la popolazione attuale composta sempre più da persone di età avanzata e generalmente con difficoltà a star dietro alle notevoli innovazioni tecnologiche degli ultimi anni: troppo spesso la tecnologia, anziché risultare loro di aiuto, li mette ancor più in difficoltà ad effettuare anche quelle poche banali operazioni che desiderano, quale ad esempio quella di effettuare una semplice telefonata ad un familiare! … per cui non è inusuale che si trovino ancora persone di una certa età che continuino ad utilizzare vecchi telefonini usurati, in quanto conoscono a menadito da anni le procedure per accedere alle poche funzionalità di cui necessitano … per cui non lo cambierebbero con nessun altro modello delle generazioni successive!

Vecchio Nokia ancora utilizzato quotidianamente (con ancora la batteria originale!)

Il mio giudizio di allora, piuttosto critico sui modelli provati, è poi anche confermato dai diversi commenti e dalle richieste di delucidazioni (che a tutt’oggi ogni tanto ricevo relativamente a quel post) sul funzionamento/configurazione di quegli apparati. Allora non mi ero quindi sentito di raccomandare nessun modello particolare (soprattutto quelli fissi), in quanto tutti avevano tradito alle mie aspettative e mi ero limitato a riportarne pregi e difetti: purtroppo, infatti, a parte magari i tasti e/o le scritte sul display più grandi, tutti risultavano davvero poco più utilizzabili da una persona anziana rispetto ad un telefono “normale” e soprattutto le funzionalità specifiche risultavano difficilmente configurabili da un utilizzatore consumer, senza particolari nozioni tecniche e soprattutto se di una certa età  … insomma sono telefoni che promettono molto ma poi si perdono in termini di effettiva usabilità da parte dell’utenza per i quali dovrebbero essere pensati!

Il mio giudizio assai critico di allora sui diversi modelli analizzati, sarebbe confermato anche oggi non essendo comparsi sul mercato, a mia conoscenza, modelli che si discostino di molto da quelli da me già provati anni fa, se non una rara eccezione che descriverò nel seguito: in questi giorni, nelle vetrine addobbate per Natale, ho infatti ancora rivisto molti di quei telefoni allora analizzati, con nessuna o con minime variazioni, almeno all’apparenza.

Già allora avevo scritto che, rispetto ai modelli per la telefonia fissa, “sono più indicati i modelli di cellulare, magari quelli con presente un tasto di emergenza (in aggiunta ad altri tasti dedicati a chiamare direttamente numeri particolari): infatti le soluzioni che utilizzano telefoni fissi ed eventualmente un telecomando, si scontrano sia sulla portata dello stesso in presenza delle pareti di casa, sia sulla modalità di attivazione dell’emergenza non sempre agevole. Inoltre i cellulari possono essere portati anche fuori dell’ambiente casalingo e quindi possono essere utilizzati ovunque anche per chiamate di emergenza“.
E’ proprio su questo fronte, vale a dire su quello dei “telefonini” (che hanno avuto una incredibile diffusione in pochi anni), che si ritrovano infatti le poche novità: ad esempio, il cellulare  Smartphone Amplicomms Powertel M9000 (*, **), commercializzato nei negozi Amplifon, ha un comfort uditivo amplificato, un bottone SOS programmabile (collocato sul retro), più altre caratteristiche meno distintive quali la fotocamera anteriore e posteriore e la Dual Sim. Si tratta di un telefonino con un sistema operativo Android 4.2 e la cui interfaccia utente è stata modificata appropriatamente per renderla maggiormente usufruibile da una persona anziana. Segnalo anche la presenza di alcuni modelli per la telefonia fissa pubblicizzati sempre dal sito della Amplifon, anche se le informazioni tecniche fornite sono assai limitate per cui non posso dire molto …

Telefonino attualmente commercializzato dalla Amplifon

Telefonino attualmente commercializzato dalla Amplifon

pulsante SOS

Pulsante SOS

Premesso che non ho provato personalmente quel cellulare Amplicomms M9000 e tutto quello che so sui suoi dati tecnici sono le poche informazioni presenti nella pagina del prodotto sul sito della Amplifon reputo sicuramente interessante la presenza di un tasto fisico sul retro del cellulare per consentire di attivare un SOS (immagino un ciclo di chiamate programmato): questa è sicuramente una funzionalità che non si ritrova in telefoni consumer generici, qualsiasi sia il sistema operativo installato.
Tuttavia non posso non notare che, tra le caratteristiche, viene indicata la versione Android 4.2.2 del sistema operativo, vale a dire quella di più di quattro anni fa (novembre 2012; attualmente l’ultima versione è la 7.1): è vero che, per le funzionalità che deve fornire, sicuramente anche quella vecchia versione del sistema operativo è più che sufficiente, ma quella caratteristica fa intendere che si tratti di un telefono che non prevede aggiornamenti e risulti quindi ben lontano dalla flessibilità dei suoi fratelli a più ampia diffusione e che per questo prevedono un’evoluzione nel tempo ben maggiore.
Sicuramente salta poi all’occhio come l’interfaccia proposta sia esteticamente molto simile a quella di un cellulare Windows 10 Mobile/Windows Phone. Tengo a precisare che si tratta solo di una similitudine, in quanto quelle di quel cellulare sono solo semplice “icone quadrate di grandi dimensioni” e  non sono “live tiles (e.g. “piastrelle vive“, capaci cioè di modificarsi nel tempo, fornendo appropriate informazioni grafiche e/o testuali) come quelle proprie di un cellulare Windows.
Devo dire che appena l’ho visto nella vetrina ho pensato : “Che copioni!!“. Tuttavia, pensandoci poi bene, ho capito che non c’è nulla di strano che qualcun altro, con particolare attenzione all’usabilità, abbia deciso di sfruttare il medesimo approccio per offrire un’esperienza semplificata per chi è meno tecnologico: quindi è logico che abbia ripreso, almeno in parte, l’ottima idea di Microsoft di fare dei pulsanti grossi (con rappresentazioni grafiche auto esplicative senza tanti fronzoli, in stile METRO) che si sostituiscono alle classiche piccole icone, annegate in uno sfondo funzionalmente inutile. D’altra parte anche gli smartphone Xiaomi offrono un’opzione per abilitare una modalità simile….
Se poi anche ci fosse un brevetto di Microsoft sulle live tile, non credo che lo violino, dal momento che quelli di quel telefono sono solo dei pulsanti grossi e quindi sono solo grafica e non posseggono le funzionalità innovative specifiche invece delle live tiles di Windows 10.

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P.S. 19/09/2019
Ho notato che la pagina del prodotto Amplicomms M9000 non è più presente sul sito della Amplifon e neppure in quello della ditta Amplicomm che lo produceva. Ora producono solo un modello PowerTel M9500 che sinceramente mi sembra con caratteristiche peggiori (e.g. manca il tasto di emergenzche era presente sul retro del precedente modello): anche visivamente mi sembra più un cellulare con HW consumer a cui hanno un po’ modificato l’interfaccia, sovradimensionato l’autoparlante e verificato la compatibilità con apparecchi acustici (secondo lo standard M4/T4)!!

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Dopo questa forse troppo lunga premessa, andiamo al sodo e vediamo i passi da fare per configurare al meglio (secondo la mia personale esperienza) un qualsiasi smartphone Windows 10 Mobile anche di fascia bassa (acquistabile con costo sicuramente inferiore a 100€, e.g. Lumia 425/Lumia 435) e sicuramente di prestazioni sia HW sia SW ben superiori al modello precedentemente descritto della Amplifon.
Il funzionamento base di Windows 10 Mobile segue infatti già la filosofia di estrema usabilità, richiesta a maggior ragione da un’utenza anziana: ad esempio basta effettuare il pin (cioè collocarne un quadrato associato per facilitarne l’accesso) sulla pagina di Start delle tile delle app che interessano o di contatti (impostando poi la massima dimensione quadrata) per raggiungere già il medesimo risultato funzionale visto nel Amplicomms M9000, con anzi altre ulteriori legate alla dinamicità dei contenuti di ciascuna “live tile”. Ad esempio, a ciascun contatto è possibile associare una foto: se inserito nella pagina di Start, tale immagine verrà mostrata nella “tile” associata, in modo da rendere più agevole chiamarlo. Sebbene le tile siano dimensionabili, conviene scegliere in genere la dimensione quadrata più grande che mostra in genere una grande icona auto esplicativa (e.g. Telefono, Messaggi, Calcolatrice, Fotocamera) o una immagine  (e.g. per un contatto), mentre per alcune app (e.g. Foto, Notizie, Meteo) può essere conveniente scegliere la dimensione rettangolare che essendo più grande ancora consente una visualizzazione nella tile stessa di maggiori informazioni).

Pagina di Start opportunamente configurata per contenere contatti/app/siti più utilizzati (o, di fatto, i soli utilizzati dalla persona anziana)

Inoltre il 99% delle app native (e.g. posta, rubrica) supportano già la possibilità di fare il pin di scorciatoie dirette verso contenuti specifici (e.g. un contatto, un album musicale, un video, una pagina di un sito). Ciò consente, ad esempio, non solo di avere nella pagina di Start una immagine per ciascuno dei contatti che si chiamano maggiormente, ma anche una tile associata ad una pagina di un sito che si visita frequentemente (e.g. sito di un quotidiano, senza necessariamente richiedere che sia un’app): si noti infatti che diversi siti già sono stati sviluppati per avere un rendering appropriato quando usufruito da un cellulare, per cui non esiste poi una così incredibile differenza rispetto ad un’app.

Per qualsiasi pagina di un sito si può creare una “tile” nella pagina di Start (1)

Per qualsiasi pagina di un sito si può creare una “tile” nella pagina di Start (2)

Per qualsiasi pagina di un sito si può creare una “tile” nella pagina di Start (3)

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*** INIZIO digressione tecnologica che, se non sei interessato, puoi saltare ***

Ovviamente sarebbe molto meglio, secondo me, se Windows 10 Mobile prevedesse già intrinsecamente la possibilità di auto-configurarsi (e.g. utilizzando un’apposita opzione) in una modalità semplificata consona per gli anziani, magari proponendo un Wizard specifico che vada ad impostare agevolmente tutti quei parametri di configurazione e svolgere le opportune operazioni che rendano facilmente lo smartphone già predisposto per quella fascia di utenza … insomma avesse una procedura agevole e guidata per realizzare, ad esempio, le impostazioni che andrò a descrivere nel seguito. Ovviamente, successivamente queste impostazioni potrebbero essere eventualmente modificate a piacere se uno crede … ma sarebbe già un buon punto di partenza e consentirebbe, dopo pochi minuti dall’acquisto del telefonino, di averlo già con una configurazione idonea a quella tipologia di utenza anziana o comunque non tecnologica!!
Purtroppo, soprattutto con il nuovo corso di Microsoft, dal punto di vista dei prodotti e dei servizi, punta su qualcosa solo se pensano che possa essere di veramente innovativo e creare un mercato sostenibile: Windows Mobile, dal punto di vista consumer, è già una piattaforma che non viene più spinta e il target delle persone poco tecnologiche non permette né di creare prodotti innovativi, né di creare un ecosistema (dato che una persona che usa un telefono di questo tipo difficilmente comprerà applicazioni o accessori). La focalizzazione delle risorse, denaro e idee si è spostata sempre più su qualcosa che possa fare veramente la differenza, piuttosto che su qualcosa che esiste già sul mercato e al quale non potrebbero forse aggiungere nulla di più.
… comunque sia, mi fa sempre specie constatare che forse con poco si sarebbe potuto avere una diffusione ed il successo di Windows 10 Mobile … e forse si potrebbe ancora. L’idea che il target delle persone poco tecnologiche non permetta né di creare prodotti innovativi, né di creare un ecosistema (dato che una persona che usa un telefono di questo tipo difficilmente comprerà applicazioni o accessori) non è poi secondo me così corretta. Penso infatti che proprio per queste persone (che percentualmente sono la maggioranza e, come già evidenziato, gli anziani poco tecnologici saranno sempre più) sono e saranno uno stimolo per trovare soluzioni innovative proprio perché facili da essere utilizzate. Microsoft sta facendo degli investimenti enormi su discorsi come l’accessibilità o tecnologie come i cognitive service che possono rivoluzionare scenari in cui sono coinvolte persone con difficoltà o disabilità di qualunque tipo. Però si tratta di progetti dove, appunto, società come Microsoft, Google o Apple possono fare la differenza, perché ci sono dietro degli investimenti enormi di ricerca e di sviluppo. Fare telefoni con le tile grandi per renderli facili da usare a chi non è tecnologico non penso rientri in questi scenari, ma non perché siano inutili, ma perché è già stato fatto e il loro apporto non cambierebbe forse di molto rispetto a quanto esiste già sul mercato. Brondi, ad esempio, ha avuto l’intelligenza di reinventarsi come società specializzata in dispositivi per persone con queste esigenze nel momento in cui ha capito che non poteva in alcun modo competere con le altri grandi realtà produttrici di telefoni: peccato che come dall’analisi del mio post precedente, tecnologicamente e come usabilità sia rimasta indietro e penso lo sarà sempre più.

La eventuale possibilità di realizzare un’app che consenta di configurare le opportune tile (e.g. similmente a quanto il Wizard ipotizzato di configurazione iniziale del telefono potrebbe fare e a quanto invece nel seguito si farà a manina) ma per farlo sarebbe necessario sfruttare funzionalità specifiche proprie del O.S. e non esposte ai programmatori. Le sue funzionalità sarebbero molto limitate, dato che ad esempio non  darebbe la possibilità pinnare contenuti di un’altra app (come un contatto o un sito web) o un’altra app stessa,  a meno che questa non esponga un protocollo (e attualmente neppure l’app Contatti embedded non la espone): infatti le applicazioni girano isolate in una sandbox e, se vogliono esporre contenuti all’esterno, devono farlo in maniera esplicita tramite un contratto, che può essere un protocol, un App Service o il nuovo meccanismo delle estensioni dell’Anniversary Update.

**** FINE digressione tecnologica che, se non sei interessato, puoi saltare ****
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Quindi purtroppo, attualmente non esiste questa possibilità di configurazione agevole e semplificata in Windows 10 Mobile (così come non esiste d’altra parte per gli altri sistemi operativi, a meno di specializzazioni cablate di marca) … sebbene essendo la popolazione sempre più fatta da anziani,  semplificare la modalità per avere una configurazione di default per un loro uso sarebbe, secondo me, molto utile, anche a livello di marketing. Dovremo perciò fare tutto a manina, ma la procedura da seguire risulta comunque molto agevole soprattutto per chi abbia una minima dimestichezza con Windows 10 Mobile o Windows 10 in genere 😉

Innanzitutto conviene evitare di inserire PIN di blocco schermo e SIM; non è il caso di complicare inutilmente l’accesso al telefono per una remota possibilità di furto.

Conviene poi inserire unicamente i (probabilmente) pochi contatti che la persona anziana intenderà veramente chiamare, evitando così di creare inutile entropia e potenziali problematiche (anche a livello di riconoscimento vocale del contatto stesso qualora si desideri utilizzare anche questa modalità di interazione).

La modalità di chiamata con riconoscimento vocale  può essere sicuramente può essere una da consigliare all’anziano per contattare le persone, soprattutto quelle non chiamate abitualmente e quindi non inserite anche come tile (con foto) nella pagina di Start. Soprattutto se si mettono solo i pochi contatti che usa veramente la persona, il riconoscimento e quindi la selezione del contatto desiderato avviene in modo assai preciso: basta quindi premere il tasto con la lente (e poi quello del microfono o, meglio ancora aspettare pochissimi secondi affinché Cortana si attivi automaticamente), e dire Chiama ‘nome_contatto’” (o anche “Telefona a ‘nome_contatto’“)  perché la telefonata si attivi immediatamente.

Modalità di chiamata di un contatto mediante riconoscimento vocale (1)

Modalità di chiamata di un contatto mediante riconoscimento vocale (2)

Modalità di chiamata di un contatto mediante riconoscimento vocale (3)

Ad un contatto conviene associare con un nome o cognome semplice (ma ovviamente univoco) (e.g. Luisa, o Luisa Figlia se ci sono più persone con quel nome e si vuole distinguere il numero riferito alla propria figlia: talvolta usare nome cognome per riferirsi ad un contatto, può risultare inutile in questo contesto e complicare inutilmente la sua identificazione per la persona anziana: conviene sempre e comunque mantenere l’usuale modalità con cui l’anziano chiama abitualmente quella persona. Inoltre per ciascun contatto conviene associare un solo numero telefonico indicando per ciascuno un nome univoco (e.g. Mario casa, Mario cellulare): tutto questo aiuta ad effettuare il più agevolmente possibile una chiamata.
Basterà premere il tasto lente di ingrandimento in basso a destra e l’icona del microfono e dire “Chiama Mario” per far sì che la chiamata venga subito inoltrata verso l’unico numero associato a Mario senza necessità di nessun’altra interazione da parte dell’utente: questa modalità la uso personalmente quando sono in auto e ho magari il navigatore attivato sul cellulare e la trovo personalmente molto agevole in quanto facilita comunque l’interazione con qualsiasi contatto in rubrica (anche quelli meno utilizzati, per i quali non si è configurata una tile nella pagina di Start per semplificarne l’accesso).

Anche associando ad un unico contatto più numeri, ad esempio quello di  casa, il cellulare e quello del lavoro, dicendo “Chiama Mario casa“/”Chiama Mario Cellulare“/”Chiama Mario lavoro” si riesce a chiamare subito il numero corrispondente: se poi si dice semplicemente “Chiama Mario“, verrà chiamato di default  il suo cellulare. Diverso è il caso in cui esistano più numeri di una medesima tipologia (e.g. due numeri cellulari): in quel caso l’interazione si complica in quanto Cortana chiederà quale deve scegliere … e sicuramente questa inutile complicazione è da evitare e semmai conviene creare due o anche più contatti, relativi alla stessa persona, chiamandoli diversamente ed associando a ciascuno anche solo un numero specifico (e.g. Mario mare, Mario montagnaMario cellulare, Mario casa).

Anche se la modalità di chiamata con riconoscimento vocale  può essere sicuramente può essere una da consigliare all’anziano per contattare le persone, conviene comunque associare una tile nella pagina di Start per i contatti più utilizzati associando a ciascuno una immagine del volto in primo piano (in modo che risulti ben riconoscibile anche da una persona presbite senza occhiali). Avere un quadrato “tile” con l’immagine della persona sicuramente aiuta molto a selezionare chi si vuole chiamare: in questo caso, tuttavia, selezionando la tile opportuna viene e aperta la pagina relativa a quel contatto e quindi è necessario selezionare uno dei numeri associati per inoltrare una chiamata. Sottolineo nuovamente che, anche per questo fatto, per un utilizzo da parte di una persona anziana risulta meglio associare un solo numero telefono a ciascun contatto, creando eventualmente più contatti relativi alla medesima persona se il caso (e.g. “Mario cellulare“, “Mario casa“, “Mario lavoro“).

Sarebbe secondo me utile avere anche la possibilità di avere una tile nella pagina di Start collegata direttamente ad un numero telefonico specifico (magari specifico di un contatto) e che di conseguenza toccandola si effettui subito la chiamata telefonica a quel numero quando premuto (e non dover passare invece necessariamente per la pagina del contatto che propone potenzialmente più numeri telefonici e l’eventuale invio di messaggi quali SMS o email). Eventualmente, per evitare di far partire delle chiamate involontariamente (non è così difficile cliccare involontariamente sulle tile), si può prevedere una possibile conferma di voler inoltrare la chiamata proprio a quel numero … ma soprattutto per una persona anziana passare dalla pagina del contatto può risultare fuorviante e comunque inutile.
Se pensi anche tu che sia una funzionalità da inserire in Windows 10 Mobile, votala nel Feedback Hub: Requested feature: Make it possible to pin a telephone number in the Start page in Windows 10 Mobile device … so that, when pressed that tile, you directly make the phone call.
Comunque già ora (come descritto precedentemente), con l’uso di Cortana tramite riconoscimento vocale, si può semplificare la procedura!

Può essere conveniente anche andare a modificare alcune delle impostazioni presenti nel menu di Impostazioni, soprattutto quelli relativi alla Accessibilità (in particolare Impostazioni -> Accessibilità -> Altre opzioniOpzioni visive -> Ridimensionamento del testo che consente di rendere i caratteri più grandi [e.g. 120%]).

Rendere i caratteri più grandi [e.g. 120%]): Impostazioni -> Accessibilità -> Altre opzioni – Opzioni visive -> Ridimensionamento del testo

Relativamente al volume della voce, questo è sufficientemente alto durante la chiamata ed anche la suoneria può essere configurata in modo da essere molto forte (conviene scegliere una suoneria classica di un telefono analogico: Impostazioni -> Personalizzazione – Suoni): chi porta apparecchi acustici potrebbe comunque avere talvolta interferenze fastidiose all’orecchio a meno di regolare opportunamente l’apparecchio acustico.

Configurazione della suoneria (conviene scegliere una suoneria classica di un telefono analogico): Impostazioni -> Personalizzazione – Suoni

Esiste poi la possibilità di installare dallo Store di Microsoft delle app specifiche anche di terze parti che possono fornire ulteriori funzionalità utili: anche per ciascuna di queste è ovviamente possibile inserire l’apposito pulsante (“tile“) nella pagina di Start per un più agevole accesso ed utilizzo. Solo a titolo di esempio cito alcune di quelle che ho provato personalmente:

  • Medica Reminders consente di gestire le proprie prescrizioni e di ricordarsi, a tempo debito, di assumere le diverse medicine. Consente perciò una migliore gestione di questa specifica funzionalità rispetto ad un semplice uso della app di Sveglia pensata per un utilizzo generico.
  • Simple Latitude e Squadwatch  consentano di determinare la posizione della persona anziana, utile soprattutto quando si trova fuori casa. Questa tipologia di app consentono infatti di localizzare con ottima approssimazione la posizione di alti cellulari e di conseguenza quella del suo possessore: ovviamente l’app deve essere lanciata in background e si devono fornire le dovute autorizzazioni per consentire di fornire la propria posizione ad una o più persone ben definite. Qualora la persona si trovi internamente ad un edificio (e quindi in assenza di segnale GPS), rimane indicata l’ultima posizione rilevata con l’ora dell’ultima rilevazione: se lo smartphone è comunque connesso ad un Wi-Fi, la rilevazione della posizione può comunque avvenire nella maggior parte dei casi e fornire ottimi risultati.

Leggi anche il mio successivo post relativo al Family Calendar che potrebbe risultare di utilità anche per i nonni (magari configurando il loro telefono come fosse di un bambino, in modo da poter sempre sapere dove si trovano)!

 

 

 

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Review di zainetto con segnaletica a led, progettato per incrementare la sicurezza del ciclista (cycling backpack with led signal light)

In questo post effettu0 la review di uno zainetto specificatamente progettato per incrementare la sicurezza dei  ciclisti, fornendo una segnaletica a led che consente sia di rendersi visibili alla sera sia di segnalare la propria intenzione di girare a destra/sinistra, il tutto pilotato da un apposito controllo wireless remoto posizionabile sul manubrio della bicicletta.

Si tratta di un prodotto realizzato grazie al crowdsourcing e che ho quindi acquistato prima ancora che fosse stato prodotto: il numero di adesioni richiesto è stato raggiunto e quindi l’articolo è stato prodotto e spedito a chi ha contribuito alla sua realizzazione.
Da una certa soddisfazione avere contribuito in qualche modo alla realizzazione di un articolo che forse, senza un piccolo contributo economico di molti non si sarebbe potuto concretizzare  o perlomeno non in così poco tempo …

Arrivato una decina di giorni fa, l’ho potuto provare e nel seguito leggerete, se interessati, qualcosa sia sulla sua configurazione/funzionamento sia la mia esperienza da utilizzatore.

Nel seguito c’è il link al video che ho pubblicato su Youtube dove mostro concretamente l’articolo relativamente alla sua semplice configurazione ed il suo funzionamento.

Lo zainetto si richiude nella tasca anteriore, così come un Kway, e risulta quindi agevolmente trasportabile anche in una valigia, in modo da averlo a disposizione quando opportuno, senza particolare ingombro.
Una volta aperto si nota subito la presenza di un dispositivo elettronico, collocato in un apposita tasca interna presente nel comparto anteriore: risulta essere un Display a LED in grado di fornire le indicazioni luminose desiderate.
All’interno dello zaino c’è poi una comoda tasca superiore, che può servire per mettere ad esempio, chiavi e portafoglio: inizialmente si trovano qui sia il manuale di funzionamento (purtroppo solo in francese ed inglese e, secondo me, non particolarmente esplicativo) sia il trasmettitore wireless 2.4 GHz (che consente di pilotare sul Display a LED l’icona luminosa desiderata) sia un supporto per collegarlo al manubrio della bici (consentendone un agevole distacco per evitarne il furto) sia due cavetti (uno USB-microUSB per il caricamento delle pile al litio, uno microUSB-microUSB per la sincronizzazione iniziale tra trasmettitore e Displayer a LED.

  1. La prima cosa da fare è ricaricare le pile al litio di entrambi i dispositivi (Display a LED e trasmettitore) utilizzando un normale caricatore a 5 volt per cellulari (non fornito): la ricarica avviene velocemente e la carica completa viene evidenziata dal cambiamento di colore da rossa a blu rispettivamente del led sul retro del Display a LED e dell’icona di attenzione del trasmettitore. Un apposito connettore presente in entrambi i dispositivi consente di connetterli al cavo microUSB: un tappo di gomma li protegge poi da possibili infiltrazioni di umidità o pioggia. La durata di una carica completa è di 20 ore per il trasmettitore e di 8 ore per il Display a LED.
  2. Il secondo passo è quello di accendere entrambi i dispositivi.
    Il Display a LED presenta un interruttore sul retro, proprio sotto il connettore microUSB e deve essere premuto con decisione fino a sentire il classico click: sul display verranno mostrate in sequenza le 4 icone luminose, per poi andare in uno stato di stand-by.
    Il trasmettitore si accende invece spostando verso l’icona di attenzione (verso l’utilizzatore, una volta correttamente montato sul manubrio della propria bici) e mantenerlo in quella posizione per un tempo di circa 5 secondi, fino a quando cioè compaiono luminose di blu tutte tre le icone (entrambi le frecce e la bicicletta): a questo punto si può rilasciare il pulsante. Se si vuole verificare che effettivamente sia acceso, si può semplicemente spostare il pulsante verso destra/sinistra/alto e accertarsi dell’accensione della rispettiva icona blu.
  3. Il terzo passo è quello di associare il trasmettitore al Display LED che si intenderà pilotare, in modo da evitare di avere possibili interazioni non desiderate con altri Display a LED (e.g. su quello di un altro ciclista presente nel raggio di azione del trasmettitore (3-5 metri): ovviamente questa procedura si dovrà fare solo al suo primo utilizzo. Sempre utilizzando i connettori microUSB, con il cavo in dotazione si connettono i due device già entrambi accesi: basta quindi selezionare sul trasmettitore una qualsiasi delle quattro modalità di funzionamento (freccia dx, freccia sx, bicicletta, segnale di attenzione) per associarli e vedere comparire l’icona desiderata sul Display a LED. A questo punto si possono scollegare dal cavetto e si può verificare che, anche se non più connessi, il tutto si riesce a pilotare wireless tramite il trasmettitore.
    Si noti che sul trasmettitore risulta sempre lampeggiante l’icona attualmente visualizzata sul Display a LED: le indicazioni di freccia e di bicicletta rimangono di default attivate per 7 secondi prima di riportare il funzionamento nella sua modalità automatica (segnale di bicicletta quando ci si sta muovendo e segnale di attenzione quando si è fermi) mentre se selezionato il segnale di attenzione, questo rimare attivo senza scadenza temporale cioè fin quando non viene forzato diversamente dal trasmettitore.
    Normalmente conviene attivare il segnale di bicicletta e quindi lasciare le indicazioni mostrate in automatico, eccetto quando uno desidera mostrare una freccia per segnalare l’intenzione di girare a destra o a sinistra.
  4. Quando non si desidera più utilizzare le segnalazioni luminose, è sufficiente spegnere sia il Display a LED sia il trasmettitore.
    Per spegnere il Display a LED è sufficiente nuovamente premere il medesimo pulsante usato per l’accensione, ma questa volta non verrà mostrato a display, come esito dell’operazione, nessuna indicazione luminosa.
    Per spegnere il trasmettitore basta operare in modo simile alla sua accensione, vale a dire nuovamente spostando verso di sé il pulsante e tenendolo in quella posizione per 5 secondi circa, fin quando tutte le icone presenti su di esso risulteranno spente. Si noti che spostando per un tempo inferiore il pulsante, viene attivata la segnalazione rossa di attenzione e non viene spento il trasmettitore. Per una verifica che effettivamente sia spento, basta spostare  il pulsante verso destra/sinistra/alto e verificare che ora non si accenda più l’icona corrispondente.

Relativamente al posizionamento del trasmettitore sul manubrio, si noti che il supporto da fissare ha un meccanismo che consente di ruotare a piacimento il trasmettitore una volta che questo sia collocato nel suo alloggiamento (con un meccanismo di aggancio/sgancio a slitta da davanti, analogo a quello comunemente utilizzato per attaccare delle luci): non preoccupatevi quindi se inizialmente la slitta si trova in una posizione che non è quella che desiderate … basta agganciare il trasmettitore e poi ruotarlo opportunamente.

 

Se siete interessati al suo acquisto contattatemi e, cercando di effettuare un acquisto cumulativo, vedo di ottenere un prezzo conveniente dai produttori dell’articolo 😉

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Nel seguito ci sono alcuni link di video che mostrano il prodotto  e forniscono ulteriori informazioni:

https://wwwkindiegogo.com/projects/vup-plus-world-s-smallest-safest-cycling-backpack–2#

Wireless frequency: 2.4 GHz
Transmission distance of 3-5 meters (depending on the actual surroundings)
Transmitter:
Battery: 250mAh rechargeable Lithium battery (directly plugs into USB power adapter to charge)
Working time: 20 hours

LED Displayer
Battery: rechargeable Lithium battery (directly plugs into USB power adapter to charge)
Working time: 8 hours continuously

Backpack
Material: Nylon
Product Size: 17″ x 12″ x 4.6″
Weight: 365 g
Certificates: FCC, IC, CE, ROHS

What this package contains:
One backpack
One LED displayer
One remote controller with adjustable plastic mount
One micro-USB cable
One cable with micro-USB connector on both ends
One user manual

 

 

Prodotti con il medesimo utilizzo:

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Identità digitale TIMid: review&test per l’accesso ai siti dell’Agenzia delle entrate (e.g. 730), INPS (e.g. pensione) ed INAIL

In un post precedente ho riportato alcune considerazioni relative alla procedura di attivazione di TIMid, da poco da me sperimentata. Al termine di quella review, ho evidenziato alcuni punti di attenzione, sperando che vengano presi in considerazione al fine di potenzialmente migliorare tale servizio.

In questo post invece riporto la mia esperienza di utilizzo concreto di tale forma di autenticazione, a seguito della sua attivazione di qualche giorno fa.

Inizialmente non pensavo che tale metodo di autenticazione potesse a breve  tornarmi particolarmente utile, non essendo ancora il mio Comune di residenza (Torino) tra quelli elencati che già permettono l’accesso ai propri servizi tramite l’identità digitale SPID.
In realtà, grazie anche ad un dialogo con una collega, mi sono accorto che il TimId può servire fin d’ora per accedere

Quella informazione era di fatto già presente anche nel comunicato che è giunto a noi dipendenti, ma era annegata in una lista di Comuni e Regioni e quindi risultava, secondo me,  non sufficientemente evidenziata (“Oltre 3.500 Comuni, tra cui Comune di Venezia e Comune di Firenze, Agenzia delle Entrate, Inail, INPS, Regione Piemonte, Friuli Venezia e Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana e Marche sono alcune tra le istituzioni che già da ora permettono l’accesso ai propri servizi tramite l’identità digitale SPID. Tutte le altre Pubbliche Amministrazioni dovranno adeguarsi entro Febbraio 2018″).

Vediamo quindi la mia esperienza di accesso a quei tre siti con questo nuovo metodo di identificazione …

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Agenzia delle entrate

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P.S: 2020 Ora accedendo all’area riservata dal nuovo portale dell’Agenzia delle Entrate l’accesso con lo SPID viene indicato addirittura come prima scelta:

Nuovo portale dell’Agenzia delle Entrate (1) – Area riservata
Nuovo portale dell’Agenzia delle Entrate (2) – Accesso con SPID è elencato come prima scelta

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Andando sul sito dell’Agenzia dell’Entrate ho subito cercato questa modalità di autenticazione accedendo alla voce di menu “Area Riservata“: tuttavia qui non viene proposta la modalità di autenticazione tramite SPID.

In Area Riservata, non compare come possibile metodo di autenticazione lo SPID

In Area Riservata, non compare come possibile metodo di autenticazione lo SPID

Tuttavia, accedendo dal menu alla sezione Servizi online (o ricercando anche nel Cerca la stringa “SPID”) si riesce ad accedere alla voce relativa ai Servizi con accesso SPID.

"Risultati

Sezione Servizi online del sito dell'Agenzia delle entrate

Sezione Servizi online del sito dell’Agenzia delle entrate

Accedendo quindi a quella sezione Servizi con accesso SPID, ci si accorge che attualmente i servizi accessibiili risultano unicamente quelli per Dichiarazione precompilata e per Fatture corrispettivi.

Provando quindi ad accedere al primo servizio compare la seguente pagina che consente di selezionare uno dei gestori dell’Identità Digitale accreditati presso l’Agenzia per l’Italia Digitale (“AGID”), tra cui TIMid.

redditi6

Ho notato che la premendo il tasto Entra con SPID, la disposizione dei gestori risulta casuale (probabilmente per non avvantaggiare potenzialmente nessuno!) e non segue un ordine predefinito, per cui TIMid può essere in qualsiasi posizione.

redditi7

Come mi aspettavo, vengono quindi chieste le credenziali SPID e poi successivamente si deve introdurre il codice ricevuto via SMS.

Richiesta delle credenziali TIMid

Richiesta delle credenziali TIMid

Richiesta inserimento del codice inviato via SMS

Richiesta inserimento del codice inviato via SMS

Si deve acconsentire all’invio di alcune informazioni personali a quel relaying party, come avviene in qualsiasi tipo di autenticazione federata, in questo caso unicamente il proprio Codice Fiscale: questa richiesta probabilmente comparirà solo la prima volta che si accede a tale sito in quanto verosimilmente la gestione dei siti per i quali uno ha dato il consenso dovrebbe essere mantenuta (ed eventualmente l’utente dovrebbe poterla revocare andando sul sito id.tim.it: non ho tuttavia verificato che questa possibilità sia gestita …

Autorizzazione all'invio del proprio codice fiscale al sito dell'Agenzia delle entrate

Autorizzazione all’invio del proprio codice fiscale al sito dell’Agenzia delle entrate (sito Agenzia delle entrate)

A questo punto a me è successo di ricevere il seguente messaggio di errore:

Messaggio di errore al primo tentativo di accesso

Messaggio di errore al primo tentativo di accesso

Facendo più volte back con il browser e ripetendo tutta la procedura una seconda volta sono quindi  riuscito ad accedere , aspettando qualche secondo di troppo ma comunque accettabile, alla propria dichiarazione precompilata.

redditi18

Dichiarazione precompilata

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INPS

Accedendo al sito dell’INPS, la procedura è abbastanza analoga.

— P.S. (19/4/17) ———————————————————————————–

Il sito dell’INPS è cambiato (anche se non per questo mi sembra particolarmente migliorato da un punto di vista di suo utilizzo da parte di un comune cittadino!!) per cui ora necessario, per autenticarsi, premere il link Entra in MyINPS, quindi scegliere il tab SPID, premere Entra con SPID.

Entra in MyINPS

Entra in MyINPS

Entra con SPID

Entra con SPID

Inserire username e password SPID

Accesso al servizio: La mia pensione

Accesso al servizio: La mia pensione

———————————————————————————————————-

(Vecchio sito INPS)

Accedendo al sito dell’INPS, la procedura è abbastanza analoga: l’accesso alla sezione di autenticazione con SPID risulta anzi più agevole, comparendo un apposito logo in basso (seppure quei loghi in basso si alternino con altri, per cui magari è necessario aspettare qualche secondo prima di vederlo visualizzato).

Logo per l'accesso con SPID al sito dell'INPS

Logo per l’accesso con SPID al sito dell’INPS

Comunque anche cliccando nella sezione Accedi ai servizi, presente sempre nella homepage del sito, viene presentata come una delle possibili alternativa l’autenticazione con SPID: sicuramente un bel vantaggio rispetto ad usare l’altra opzione Autenticazione con PIN fornito dall’INPS (inviato in parte per posta ed in parte durante la registrazione sul sito) …

Sezione di Autenticazione con SPID nel sito dell'INPS

Sezione di Autenticazione con SPID nel sito dell’INPS

Anche in questo caso l’elenco dei gestori risulta casuale, vengono richieste le credenziali TIMid,  ricevuto il codice via SMS da inserire in una successiva pagina … ed anche in questo caso viene richiesta l’autorizzazione a fornire a quel sito alcune informazioni personali, in questo caso Codice identificativo SPID, Codice Fiscale, Cognome, Nome, Sesso, Data di nascita, Provincia di nascita, Luogo di nascita) … insomma un bel po’ di cose, probabilmente non tutte proprio indispensabili per riconoscere l’utente!

Autenticazione con SPID

Autenticazione con SPID

Richiesta l'autorizzazione a fornire a quel sito alcune informazioni personali

Richiesta l’autorizzazione a fornire a quel sito alcune informazioni personali (sito INPS)

Anche in questo caso al primo tentativo ricevo una notifica di errore: incomincio quindi a pensare che al primo tentativo di accesso di un qualsiasi sito con il TIMid si verifichi quell’errore, che scompare forse solo le volte successive. Infatti, sempre andando indietro con il back del browser e ripetendo da capo tutta la procedura riesco questa volta ad entrare autenticato nel sito.

Messaggio di errore al primo tentativo di accesso

Messaggio di errore al primo tentativo di accesso

Accesso autenticato al sito dell'INPS

Accesso autenticato al sito dell’INPS

Purtroppo però scopro che la simulazione della decorrenza ed importo della mia pensione non è ancora disponibile essendo relativo al Fondo speciale sostitutivo dei telefonici … 😦

Nessuna simulazione della decorrenza ed importo della pensione per il Fondo speciale sostitutivo dei telefonici

Nessuna simulazione della decorrenza ed importo della pensione per il Fondo speciale sostitutivo dei telefonici

Cliccando però sul link Estratto Conto Contributivo riesco ad accedere alla tabella di tutti i contributi ricevuti che risulta stampabile tramite il pulsante Stampa disponibile in fondo alla pagina. Nota che è necessario aspettare diversi secondi prima di veder comparire al tabella con l’estratto conto, quindi se ti appare una pagina bianca (con solo l’intestazione ed il menu Prestazioni e Servizi / Estratto Conto Contributivo) non preoccuparti ed attendi … Mettere una clessidra per far comprendere all’utente che doveva attendere era forse troppo complicato!! 🙂

Estratto Conto Contributivo

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INAIL

Infine provo l’accesso al sito dell’Inail … ma questa volta ogni tentativo fallisce.

Come accedere al sito con SPID risulta subito evidente dalla homepage, ma poi anche ripetendo per ben cinque volte tutta la procedura, mi sono imbattuto, a seconda delle volte, nelle due tipologie di errore che riporto nel seguito: uno è analogo a quello riscontrato accedendo anche agli altri due siti, ma l’altro è specifico del sito dell’INAIL. Probabilmente perciò non dipende dal server di autenticazione TIMid o non solo … dal momento che per gli altri siti istituzionali da me provati precedentemente sono alla fine riuscito ad accedere autenticato.

Accesso coin SPID dal sito dell'INAIL

Accesso coin SPID dal sito dell’INAIL

Messaggio di errore

Messaggio di errore da TIMid

inail4

Messaggio di errore dal sito dell’INAIL

La pagina di richiesta di autorizzazione a fornire dei propri dati personali indica questa volta Codice Fiscale, Codice identificativo SPID, Cognome, Indirizzo di posta elettronica … anche in questo caso le richieste del relaying party sono in po’ strane (e.g. solo il cognome?!!) e probabilmente sovrabbondanti al fine dell’autenticazione.

Richiesta l'autorizzazione a fornire a quel sito alcune informazioni personali

Richiesta l’autorizzazione a fornire a quel sito alcune informazioni personali (sito INAIL)

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ASSILT

Includo in questa carrellata anche il sito dell’ASSILT in quanto, apparentemente sembrerebbe consentire una autenticazione con TIMid. In realtà si tratta di un link vecchio, relativo ad un vecchio trial per i dipendenti, attivo nel 2014: purtroppo quel pilsante che indica YIM ID permane ancora tutt’oggi …
Premendolo, viene infatti richiesto il numero di cellulare (e non come mi sarei aspettato le credenziali SPID) e poi si giunge, inserendolo, ad una “brutta” pagina di errore. Il nome era lo stesso di quello poi scelto per SPID, ma la soluzione è diversa e svincolata da quest’ultima. Le credenziali SPID che si ottengono con la registrazione servono solo ed unicamente per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione che mostrano il bottone “Entra con SPID”, … anche se personalmente non penso sia necessariamente escluso un suo utilizzo anche per l’accesso  al sito ASSILT per noi dipendenti …

Per lasciarlo invece così com’è attualmente, sarebbe sicuramente meglio toglierlo per non creare entropia …

P.S. 2017 – La possibilità do accedere al sito dell’ASSILT tramite SPID non compare più, eliminando così questa inutile opzione che non risultava più funzionante. Probabilmente era stata inserita in una prima fase di sperimentazione, tra una utenza amica, del servizio TIMid,  ma poi non era stato opportunamente aggiornato!

Sembra che si possa accedere con la TIMid anche al sito dell'ASSILT ... ma così non è

Sembra che si possa accedere con la TIMid anche al sito dell’ASSILT … ma così non è

Viene richiesto il numero telefonico e non le credenziali TIMid!!??

Viene richiesto il numero telefonico e non le credenziali TIMid!!??

Messaggio di errore

Messaggio di errore

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Questo post si aggiunge ad altri che sono specificatamente indirizzati a colleghi.🙂

PS: puoi trovare gli altri post filtrando, nella combobox a desta, sulla categoria “Aziendali”. Alcuni sono protetti da password per cui se ti interessano puoi contattarmi tramite l’email aziendale o telefonicamente.

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Come togliersi da Insider di Windows 10

Da sempre, fin da quando era ancora in beta, sono stato Insider con il mio PC Windows 10 e con il mio smartphone Windows 10 Mobile.

Tuttavia se si desiderano fare dei test con una versione Insider di Windows, essendo questa una versione in preview, questi non risultano esattamente affidabili per valutazioni di performance/affidabilità. Spesso, in passato, mi è capitato di avere problemi di prestazioni pessime con le varie build Insider, per la mancanza di una serie di ottimizzazioni: le problematiche poi “magicamente” sparivano con la versione finale, quando cioè tutti i team che lavorano sulle varie componenti di Windows mettevano insieme il loro lavoro.

Ho sentito quindi l’esigenza di togliermi ed avere su quel PC di uso quotidiano la versione ufficiale o perlomeno una Release Preview.  Mi sono chiesto: per farlo, è sufficiente andare in Settings -> Windows Insider Program e premere il pulsante Stop Insider Preview builds? … e ci pensa poi Lui, Windows 10, a sostituire la versione attuale in preview con quella ufficiale del O.S., mantenendo comunque l’installato?

Settings -> Windows Insider Program

Settings -> Windows Insider Program

E poi … se mi tolgo completamente come Insider, posso ancora mandare feedback su nuove funzionalità? Mi sembrava di avere visto o letto in passato che la struttura del programma Insider prevedesse tre modalità:

  • Fast
  • Slow
  • Release Preview

In particolare il ramo Release Preview distribuisce solo update minori del ramo stabile (quindi, in questo momento, le varianti 14393.xyz) e probabilmente, mi son detto, sarebbe forse quella la modalità per me più consona. Tuttavia andando a vedere le possibilità consentite nella combo presente in quella pagina dei Settings, mi sono ritrovato solo le modalità di scelta Fast e Slow!!!?? Dov’è sparita quella terza opzione?

Una volta che uno ha scelto di essere Insider Fast o Slow di nuovi rami, non è più consentito di scegliere il ramo Release Preview distribuisce solo update minori del ramo stabile

Una volta che uno ha scelto di essere Insider Fast o Slow di nuovi rami, non è più consentito di scegliere il ramo Release Preview che distribuisce solo update minori del ramo stabile

Ho chiesto allora delucidazioni al buon Matteo Pagani che, come al solito, ha saputo chiarirmi tutti i miei dubbi e con questo post spero di poter chiarire quelli analoghi di un potenziale visitatore 😉 Sicuramente tutto questo è spiegato in dettaglio anche sul sito Microsoft specificatamente dedicato agli Insider … ma non sempre uno ha la costanza di leggere proprio tutto prima di prendere una decisione … 😉

Una volta che uno ha scelto di essere Insider Fast o Slow di nuovi rami, non è più consentito di scegliere il ramo Release Preview che distribuisce solo update minori del ramo stabile. Di conseguenza, per vedere anche quella opzione, uno deve essere su una build stabile di Windows: se si è su una build Insider non lo si vede perché la Release Preview contiene una build più vecchia rispetto a quella in cui uno si trova.

Perciò una volta che uno è in una build Insider (Fast o Slow) non può tornare indietro agevolmente, al massimo può sfruttare la funzionalità di rollback di Windows che tuttavia riporta alla build Insider precedente e non a quella “stabile” precedente. Se si vuole tornare alla versione ufficiale di Windows (in questo momento, l’Anniversary Update), si deve necessariamente partire da una reinstallazione di Windows con l’ISO ad hoc … quindi installare da zero la Windows Anniversary update e questo significa dover reinstallare anche tutti i programmi (Office e Visual Studio compresi): non risulta infatti possibile  mantenerli, così come avviene invece normalmente quando si installa un update, in quanto non si tratta di un update (come da Windows 8.1 a Windows 10 o da una build di Windows 10 a quella successiva, o quando esce una nuova build Insider o una nuova build stabile) bensì di un downgrade (si passa da una versione più recente di Windows 10 in preview ad una più vecchia stabile).

In alternativa, probabilmente se uno si toglie dal programma insider ed aspetta la prossima build stabile, dovrebbe essere consentito di effettuare l’update a quest’ultima (evitando così di dover reinstallare tutto):  tuttavia non è ancora stata condivisa la data di release del Creators Update e  probabilmente sarà prima di Luglio (all’evento di New York si è parlato di Primavera 2017. Mancando perciò del tempo, il rischio di rimanere per diversi mesi con una build non esattamente perfetta è alto …
Penso che questa problematica debba essere presa in seria considerazione prima di decidersi ad intraprendere o meno la via di essere Insider di nuovi rami instabili: probabilmente, soprattutto sul proprio PC che si usa giornalmente, conviene rimanere sì Insider, ma scegliendo fin da subito l’opzione Release Preview.

 

Conviene comunque mantenersi un PC con la Insider build sempre aggiornata, che però non sia di utilizzo lavorativo quotidiano, in modo da non perdersi la preview delle molteplici novità che vedranno forse luce dopo molti mesi in una release ufficiale ed elencate sempre nel sito https://insider.windows.com anche relativamente agli add-on (e.g Remix 3D Preview, Paint 3D Preview

 

Per ulteriori dettagli puoi vedere anche questo link relativo appunto a How-To: Stop Receiving Insider Builds: purtroppo in quel seppur utile post non viene specificato che, almeno attualmente, uno può sospendere di ricevere Insider Preview builds solo per al massimo 7 giorni, per cui o uno reimposta tale richiesta almeno ogni settimana o comunque le nuove build verranno comunque poi scaricate (anche se verrà richiesto il permesso per installarle).

Viene consentito sono un break di al massimo una settimana nel ricevere nuove Insider build

Viene consentito sono un break di al massimo una settimana nel ricevere nuove Insider build

insider11

PS: vedere anche How to leave the Windows 10 Insider Program

 

Se, dopo qualche mese che non aggiornate un PC (e.g. Surface 3) con una Windows preview da insider, non riuscite più ad effettuare il boot (schermata nera che notifica che qualche componente di Windows è scaduto, e solo dopo qualche tentativo di soft reset (volume + premuto insieme a tasto di power) riuscite finalmente ad entrare nel sistema operativo (disabilitando magari qualche opzione di verifica al boot), vi consiglio di lanciare l’Assistente aggiornamento Windows 10 che riporterà il PC alla più recente versione rilasciata (se questa è superiore a quella in preview attualmente installata. Io, con un Surface 3 con una preview da Insider e tenuto spento per alcuni mesi [nonostante abbia effettuato tutti gli update con il  Impostazioni -> Aggiornamento e sicurezza -> Windows Update e cercato (inutilmente) di lasciare il programma Insider dalla apposita sezione Impostazioni -> Aggiornamento e sicurezza -> Programma Windows Insider] continuava a darmi errori al reboot ed ho risolto facendo effettuare l’update dall’Assistente aggiornamento Windows. In alternativa, se non fossi riuscito con quel metodo, mi ero anche scaricato l’immagine dal Download a recovery image for your Surface (vedi anche Windows doesn’t start on Surface)

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Dizione … questa sconosciuta: le utili registrazioni fonetiche allegate ad IL MaPI – Manuale di pronuncia italiana di Luciano Canepari

Ho ritrovato in una cartella del PC alcuni documenti e link che mi ero salvato anni fa relativi alla dizione, quando avevo fatto un corso teatrale all’Università Popolare di Torino con la brava insegnante ed attrice Patrizia Sorini.

Ho pensato quindi di condividerli, semmai ciò possa tornare utile a qualcuno. Mi ricordo infatti che, più di altri libri che avevo letto, mi era servito molto trovare in biblioteca (Primo Levi di via Leoncavallo, Torino) il libro IL MaPI – Manuale di pronuncia italiana di Luciano Canepari … con allegate due interessanti audiocassette: sì, proprio due audiocassette sono quelle allegate, essendo un libro del secolo scorso!! Purtroppo questo libro non risulta facilmente reperibile (se non in qualche biblioteca) e per di più la parte secondo me assai importante, relativa alle registrazioni fonetiche, è su un supporto di memorizzazione ormai obsoleto!

mapi

Per fortuna poi, andando nel sito di Luciano Canepari si possono trovare gli mp3 che risultano così agevolmente scaricabili.

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NEW

P.S. 2024
Vedi il più recente post Dizione… questa sconosciuta: le utili registrazioni fonetiche allegate ad IL MaPI – Manuale di pronuncia italiana di Luciano Canepari sono ancora presenti online gratuitamente (anche se su un altro sito)!

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P.S. 2019
Purtroppo noto ora che i link del suo sito non sono più validi: sono comunque reperibili informazioni su un sito più recente del professore che ho ricercato proprio ora. In particolare, rilevanti sono le sue sezioni Italian Sound Files e Italian Pronunciation and Accents dove è possibile ascoltare parole pronunciate con la dizione corretta.
Purtroppo non mi sembra esista più (o almeno non l’ho più trovato), in questa più recente versione del sito, la possibilità di scaricarsi in locale tutti gli mp3 in sequenza, in modo da ascoltarli (magari da uno smartphone) leggendo il testo direttamente sul MaPi o semplicemente ripetendo parola per parola, durante l’intervallo opportunamente lasciato nella registrazione: personalmente trovo quest’ultimo metodo di studio più comodo rispetto a dover premere ogni volta il tasto play per ciascuna voce o gruppo di parole! Se anche voi siete forse all’antica come me e preferite operare su pochi file presenti in locale, ve li condivido con questo link (me li ero infatti scaricati quando risultavano ancora accessibili nel precedente sito). Sono proprio queste registrazioni che, seppure molto datate, ritengo siano assai utili per migliorare la propria dizione: infatti, come in genere si fa per imparare la pronuncia di una lingua straniera, ogni singola parola viene letta dallo speaker con la dizione corretta e poi viene lasciato un tempo di silenzio sufficiente per consentire all’ascoltatore di ripeterla, prima di passare alla successiva. Collegando il proprio telefonino via Bluetooth al dispositivo audio del proprio veicolo, risulta così agevole l’ascolto e lo studio della fonetica anche in macchina, addirittura durante la guida!

Anche il nuovo sito del professore è ricchissimo di contenuti… ma personalmente lo trovo molto “old style” e ora è solo in inglese: evidentemente lo studio della pronuncia corretta risulta più ricercato per chi ,straniero, studia la lingua italiana, magari in quanto cantante d’opera …    😦

Sito del prof. Luciano Canepari

Sito del prof. Luciano Canepari

Il libro originale non è agevolmente acquistabile, benché si trovi sia sul sito della Zanichelli sia sui principali siti di e-commence (e.g. Feltrinelli, Ibs, Amazon) ad un prezzo non irrisorio … ma se desideri avere solo il testo della registrazione (parole/frasi pronunciate), lo puoi scaricare da qui: penso infatti che quella sia la parte più interessante per i non addetti ai lavori come me … e forse anche come voi!!

Le registrazioni mp3 del Manuale di pronuncia italiana (1999, seconda edizione) si scaricano poi direttamente dal sito del professore di cui riporto nel seguito i link relativi:

La buona pronuncia italiana del terzo millennio

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Segnalo infine anche il DiPi, Dizionario di Pronuncia Italiana del medesimo autore che è stato ristampato in una edizione economica (poco più di una decina di euro, sempre nei principali siti di e-commerce) nella bella collana I libri sempre aperti della Zanichelli.
Da wikipedia:Il Dizionario di pronuncia italiana (DiPI) è un dizionario di pronuncia compilato dal fonetista Luciano Canepari, edito da Zanichelli nel 1999. Si tratta dell’ampliamento del già sostanzioso «pronunciario» presente nel Manuale di pronuncia italiana (MaPI) dello stesso autore.
Interessante è anche il sito DiPi – Dizionario di pronuncia italiana online che purtroppo però non fornisce una versione audio della parola ma solo la notazione fonetica non sempre conosciuta dai più …

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Desktop Bridge: stanno uscendo nello Store di Microsoft le prime applicazioni desktop serie!

Ho visto che è uscita da qualche giorno la versione app di Adobe Photoshop Elements 15 nello Store: in offerta per i primi 5 giorni … anche se avevo già la versione 13 desktop, ho deciso di comperarla oggi, prima dello scadere dell’offerta : nei prossimi giorni la userò e amplierò questo post con ulteriori indicazioni.

Sicuramente ho sperimentato già da subito il grande vantaggio di facilità di acquisto ed installazione. Semplice click sul pulsante di acquisto presente nella pagina dello Store relativo a quell’app, agevole pagamento tramite (ad esempio) Papale. scaricamento in automatico dell’app e sua installazione … il tutto nel giro di pochissimi minuti. … per non parlare poi dei futuri aggiornamenti che, come per qualsiasi app, avverranno in automatico!!

Si tratta della analoga versione presente come applicazione desktop, convertita in app usando il recente Desktop App Converter. Viene da chiedersi: tutte le funzionalità presenti nella versione desktop sono necessariamente le medesime in questa app o la conversione potrebbe avene eliminate alcune? Ci sono anche quelle di elaborazione/conversione di immagini in formato raw relativo ai diversi tipi di macchine fotografiche? Relativamente alle performance ci si perde con la versione app rispetto a quella desktop? Purtroppo sono informazioni che non ho trovato nella descrizione dell’app presente nello Store e (stranamente) neppure andando a vedere il sito di Adobe: penso che questa mancanza di informazioni renda perplessa parte della potenziale la clientela, soprattutto quella senza specifiche competenze tecniche, e potenzialmente ne scoraggi l’acquisto.

Sicuramente, trattandosi di una “semplice” conversione di una applicazione desktop, sapevo che non si tratta di una Universal Windows app ed infatti risulta installabile solo su PC/tablet e non su smartphone. Questa è necessariamente una caratteristica di tutte le app che utilizzano il Desktop Bridge … in attesa che con il tempo vengano rifatte come “UWP”.

adobephotoshop

Ho provato a porre quelle domande citate precedentemente  al grande Matteo Pagani che mi ha chiarito come sempre le mie idee confuse e riporto nel seguito le sue precisazioni che probabilmente possono risultare utili anche a voi.

Il Desktop Bridge ha delle limitazioni, ma sono più che altro legate al fatto che il processo di installazione dell’applicazione desktop deve essere silente come quello di un’applicazione UWP o di una qualsiasi altro store mobile da cui si scarica un’app. Di conseguenza, ad esempio, non ci può essere interazione durante il setup, non puoi installare, driver o servizi Windows:  un esempio molto comunque è un’applicazione che, durante il setup, cerchi di installare un database SQL Server o MySQL.

Per il resto, non ci sono altre limitazioni, l’applicazione gira esattamente come un’app Win32 tradizionale, con le stesse performance e le stesse funzionalità. Lato Desktop App Converter, una applicazione Win32 gira esattamente come applicazione nativa, senza alcuna differenza di performance e prestazioni.
Le applicazioni convertite tramite Desktop Bridge girano solo su desktop, proprio perché non sono reali UWP, ma girano all’interno del suo container: di conseguenza, piattaforme come Xbox, phone o HoloLens non hanno tutta l’infrastruttura necessaria e il supporto alle API Win32 che, invece, consente anche ad un sistema operativo nuovo come Windows 10 di continuare a supportare applicazioni scritte 10 anni fa con tecnologie ormai legacy.

Il punto di forza del Desktop Bridge è che la conversione dell’app è solo il primo passaggio: da lì è poi possibile iniziare ad integrare API UWP all’interno dell’applicazione desktop, così come hanno già fatto diverse applicazioni sullo Store: ad esempio, Tweeten è un’applicazione desktop convertita tramite Desktop Bridge che sfrutta le notifiche toast di UWP ogni volta che si riceve una mention. L’obiettivo del desktop bridge è quello di aiutare gli sviluppatori ad arrivare ad UWP, ma senza costringerli a riscrivere l’applicazione già esistente di punto in bianco, ma facendo una migrazione graduale.

Se desidera approfondire l’argomento dal punto di vista tecnico, Matteo sta pubblicando diversi post (sul blogs.msdn.microsoft.com/italy) sui vari passaggi e le varie possibilità offerte dalla tecnologia sul blog di MSDN Italia.

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P.S. – 8/12/2016

Come già detto, sebbene avessi già sul mio PC la versione 13 desktop di Photoshop Elements, approfittando anche dell’offerta di alcuni giorni (presente comunque anche per la versione desktop) ho deciso di acquistare l’app Photoshop Elements 15 dallo Store. Nel seguito riporto le  mie impressioni dopo averlo provato in questi giorni.

La procedura di acquisto (effettuata tramite Paypal) è stata estremamente agevole e la procedura si è completata in meno di un minuto. Anche l’installazione dell’app è avvenuta in automatico come mi aspettavo, anche questa assai velocemente. Purtroppo non esiste nessuna promozione per chi, come nel mio caso, avesse una versione desktop precedente … l’aggiornamento dell’applicazione desktop  probabilmente mi sarebbe forse addirittura costata meno: nell’acquisto dell’app dallo Store non esiste purtroppo attualmente la possibilità di usufruire di sconti se uno è già in possesso di una versione precedente … e questa, secondo me, è già una penalizzazione: speriamo che se ne terrà conto almeno per l’acquisto di successive versioni sempre dallo Store. La distribuzione tramite Store e la distribuzione tradizionale sono due meccanismi completamente diversi. La gestione di eventuali promozioni è a carico degli sviluppatori: Microsoft mette a disposizione gli strumenti per gestirle (saldi, codici promozionali, ecc.) ma ovviamente le società di terze parti non sono obbligati ad utilizzarli. Perciò le politiche di marketing proprie del singolo prodotto non dipendono sicuramente da Microsoft: tuttavia penso che sia opportuno che tutto questo venga segnalato come potenziale ostacolo all’acquisto di un’app dallo Store in alternativa alla sua versione desktop.

Il funzionamento dell’app, come previsto, è identico a quello della omologa applicazione desktop. L’unica mancanza che ho riscontrato è relativa al menù (tasto destro) open with associato ad un file raw: l’app Photoshop Elements 15 non compare tra le possibili scelte (ma solo l’applicazione desktop Photoshop Elements 13) , sebbene invece ciò avvenga per i file .jpg: tuttavia i file raw vengono gestiti se aperti operando da menu con File-> Open o con il drag&drop … risulta comunque fastidioso soprattutto questa mancanza soprattutto se uno lavora con più schermi (uno in cui l’app è a tutto schermo con app e l’altro in cui si ha il file manager).

Con i file jpg l'Open with presenta sia l'applicazione desktop sia l'app come possibili alternative

Con i file jpg l’Open with presenta sia l’applicazione desktop sia l’app come possibili alternative

Con i file raw l'Open with presenta solo l'applicazione desktop (seppure il file raw possa essere aperto con il drag&drop o con il file-> open

Con i file raw l’Open with presenta solo l’applicazione desktop (seppure il file raw possa essere aperto con il drag&drop o con il File-> Open)

Relativamente a questo discorso di associazione tra certe estensioni di file e l’app, il meccanismo di gestione di questa funzionalità tra app tradizionali e app convertite è diverso: nel primo caso si passa da chiavi di registro, nel secondo caso tramite il file di manifest (vedere https://msdn.microsoft.com/en-us/windows/uwp/porting/desktop-to-uwp-extensions). Lato Microsoft è quindi pienamente supportata: il fatto che per i file raw  questa funzionalità sia assente, purtroppo, significa che Adobe ha deciso o si è dimenticata di implementarla …

… ho fatto presente nella review dell’app questa mancanza di associazione per i file raw: non capisco proprio perché non l’abbiano configurata, essendo poi quei tipi di file supportati se aperti diversamente!

 

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Protetto: Identità digitale TIMid: review&test della procedura di attivazione

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How to read Kindle books on your Windows 10 Mobile device and on your Windows 10 tablet/PC

Some days ago I installed the Amazon Kindle app available in the Windows Store on my Windows 10 Mobile smartphone device. Trying to log in, it was always displayed thet my credential were wrong, even though I was sure they were correctly inserted.

So I contacted the quite always efficient Amazon client service asking for help and here it is what they answered (see screenshot in Italian): “Sorry but the Kindle app for Windows 8 is no more available ...” and they suggested me to see the https://www.amazon.it/kindleapp page to see the available Amazon apps supported for other operating systems.

Amazon client service answer

Amazon client service answer

However, going on that link from my Lumia 950 XL,  I saw that the “Download from Windows Store” button is available … no matter if the Get it on Google play one is bigger 😉

Available Kindle apps

Available Kindle apps

…  and even going in the Windows Store you can still find the app called Amazon Kindle (from Amazon Services LLC) that I installed!

Amazon Kindle app on Windows Store (for phones)

Amazon Kindle app on Windows Store (for phones)

What was then the matter of the wrong credential alert popup? Not sure what the Amazon client service answered …
It was simply due to security reasons: in fact, during my authentication, Amazon sent me an email, asking to use a provided temporary password for my next access with my new device!!! I did not noticed the arrival of that email before … and the alert message displayed by the app is surely not one that can help to find the solution!!! … and neither the customer service answer!!!

So, if also you are having problems in inserting your credentials while authenticating on a Kindle app, please have a look to the email address you used in your Amazon registration, looking for some possible emails from them, providing the temporary password to be used!!

So, during the authentication procedure requested by the Amazon Kindle app, using only for that time the temporary password, provided in that email,  I finally succeeded to have it work properly!
… even a Kindle e-book device is more oriented to read a book, very often you have only your smartphone and it can be a useful substitute (especially if it has a large and high resolution screen as Lumia 950 XL has!).

Email from Amazon providing a temporary password to be used on my new device app

Email from Amazon providing a temporary password to be used on my new device app

Unfortunately, I noticed that the Amazon Kindle app is not an universal app and so it can be found only from a smartphone device and it cannot be installed on a PC/tablet. However, clicking on the Download button available always in the https://www.amazon.it/kindleapp page (that looks different if accessed by a PC), a desktop application can be installed on your PC too …

kindle-site1

… and did not encountered any credential insertion problem (maybe because on my browser I was already an Amazon user authenticated client?).

Kindle desktop application on a Windows PC

Kindle desktop application on a Windows PC

That’s all folks!!!

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How to add a signature to your photos

Sometime it is nice to put a signature on a picture, may be a photo that you want to publish in you site or to expose in an exhibition.
There are several ways to do that, but in the following I’ll show the one I found easier and more flexible: it implies the definition of a custom brush.

Here the step by step instructions when you are using Photoshop Elements 13:

  • Create a new canvas (File –> New). The default size of 7 inches by 5 inches (more or less 18 x 13 cm) at 72 ppi can already be fine.

signature-0

  • Ensure that your foreground color is set to black or trasparent: you will be able so set the color of your signature afterwards, every time you will want, changing the color of the brush you are going to create.
    P.S: if you set the Background to White the brush will not be transparent all around the signature.
  • Select in the left tool bar the Horizontal Type Tool (T) and spend some time choosing the font you want to use in your signature and write your name. I suggest you to choose a font that simulates the handwriting (so named with the term “script” or “handwriting“) like Bickham Script Pro Regular (bold and italic), Brush Script Std Medium (bold and italic), BickhamVladimir Script Regular (bold), Rage Italic Regular (bold), Brush Script, Brush Script MT Italic, Bickham Script Pro Regular,  Caflisch Script Pro Regular, Segoe Script Bold, Script MT Bold Regular, Rage Italic Regular, Kunstler Script RegularPalace Script MT Regular, Vladimir Script Regular, Lucida Handwriting Italic, Edwardian Script ITC Regular, Rage Italic Regular or also some others like Mistral Regular, Giddyup Std Regular, Curlz MT Regular, MT Italic  Bell MT Italic, Adobe Garamond Pro Italic, Magneto Bold, Garamond Italic, Gigi Regular, Freestyle Script Regular, French Script MT Regular, Parchment Regular. The choice, anyway, is a matter of taste.
    Possibly try also to apply the bold and/or italic style …
  • Select the Rectangle Marquee Tool and draw a box around the name you written, trying to get your marquee selection as close as you can to the text.signature1
  • Once you’ve got your selection made, go to the Edit menu and choose Define Brush from Selection (or Define Brush Preset). When the name box pops up,  you can name it appropriately like “My Signature” in order to then easily find it in the brush combo selection box.

Define Brush From Selection

Define Brush From Selection

From now on, you will have listed your new brush among  others ones and you can choose it every time you want to add your signature to a picture. Note that every time you can select its size, color and opacity as you like …

Your <em>My Signature</em> brush is available

Your My Signature brush is available

You can change color brush, may be picking it from the picture itself:

signature-verde

Change the brush color

Very often it is convenient to set the opacity less than 100% in order to not be too much evident in the picture …

Change the brush opacity

Change the brush opacity

signatute-semitransp

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NOTE

If you want to have your real signature, and not using a predefined font, you can do that following this tutorial: Create a Digital Signature in Adobe Photoshop: Colour Range Tool & Minimum Tool

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Italia Photo Marathon Torino 2016

Anche quest’anno ho partecipato alla bella iniziativa di Photo Marathon svoltasi a Torino: ecco nel seguito le mie foto (che potete anche vedere, marchiate con il logo della manifestazione, dal loro sito  😉

Personalmente trovo il logo da loro inserito troppo invasivo e tale che potenzialmente può nascondere particolari importanti di una foto (anche perché sempre collocato automaticamente in basso a sinistra) … per cui nel seguito ho collocato le mie foto originali! 😊

Italia Photo Marathon è presente anche su facebook!!

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NOTA
Per alcuni temi ho messo anche la foto originale, quando questa è stata elaborata sostanzialmente.
Ho poi inserito talvolta anche altri scatti da me effettuati per il medesimo tema, … quelli che ho poi dovuto necessariamente scartare (spesso con dispiacere e difficoltà) nella scelta finale …  penso meritino comunque di essere ricordati!
😉

P.S. … e se poi vuoi vedere anche gli scatti da me fatti per i temi del 2015, puoi andare a questo mio vecchio post!! 😉

P.S. 04/01/2017 – Si inizia l’anno alla grande!! Appena ricevuta la email che hanno scelto di premiare il mio scatto sul tema “City life con gli occhi di un bambino” …

Foto premiata per il tema CITY LIFE – CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO della Photo Marathon di Torino 2016!

Foto premiata per il tema CITY LIFE – CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO della Photo Marathon di Torino 2016!

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TEMA 1 – Sfumature autunnali

L’autunno avanza anche nella natura del cimitero monumentale, avvolgendo di colori il paesaggio fatto di statue che sembrano preannunciare profeticamente l’arrivo del prossimo inverno …

Sfumature autunnali

Sfumature autunnali

 

Altre foto che avevo scattato sul medesimo tema, poi scartate nella selezione finale:

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TEMA 2 – Ecofan per natura

Le biciclette abbandonate sulla strada e poi, noi due distesi all’ombra …

Ecofan per natura

Ecofan per natura

 

Altre foto che avevo scattato sul medesimo tema, poi scartate nella selezione finale:

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TEMA 3 – City life con gli occhi di un bambino

Il micromondo in cui riesco a riconoscermi.

City life con gli occhi di un bambino

City life con gli occhi di un bambino

 

Altre foto che avevo scattato sul medesimo tema, poi scartate nella selezione finale:

dscf0078_low

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TEMA 4 – Imbottigliati

Nel grigiore delle folle ammassate, pochi sorridono: annullati dal rumore e dallo spazio esiguo, come animali in transumanza, incapaci ormai di riconoscere se stessi e gli altri.

Imbottigliati

Imbottigliati

 

La foto com’era in originale:

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TEMA 5 – Mi fido di te

Con il forte braccio di un genitore, nulla è impossibile!

Mi fido di te

Mi fido di te

 

La foto com’era in originale:

dscf9869_low-orig

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TEMA 6 – Connessi

Quale delle due connessioni, quella umana o quella tecnologica, sarà in grado di ridare colore alla realtà?

Connessi

Connessi

 

La foto com’era in originale:

dscf9703_low-orig

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TEMA 7 – Quadrilatero

Un’ora al giorno almeno bisogna essere felici, … come in una fiaba dai colori pastello!

Quadrilatero

Quadrilatero

 

La foto com’era in originale:

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Altre foto che avevo scattato sul medesimo tema, poi scartate nella selezione finale:

dscf9959_low dscf9969_low dscf9970_low dscf9964_low

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TEMA 8 – Il cielo su Torino

Incroci ovunque …

Il cielo su Torino

Il cielo su Torino

 

Altre foto che avevo scattato sul medesimo tema, poi scartate nella selezione finale:

dscf0054_low dscf9937_low dscf9984_low dscf0050_low

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TEMA 9 – Carta bianca

Ricordi di un passato sbiadito dal tempo, dove oramai anche l’inchiostro dalle lettere è scomparso.

Carta bianca

Carta bianca

 

La foto com’era in originale:

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Altre foto che avevo scattato sul medesimo tema, poi scartate nella selezione finale:

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How to activate FM radio functionality in your Lumia 950

If you try to use any Radio FM apps with a Lumia 950 (at least the EU version) it will be displayed something like “feature not supported by your phone“!
I know that the radio FM is not anymore an essential feature in the age of Internet, but why not having also this feature in your phone when you had in previous less performing ones?

If you navigate in Internet searching for a solution, you will find people saying that, from the HW point of view, as you can immagine, your Lumia 950 has that feature … and you can also read that the US version of the same smartphone has this feature active. The matter is only in setting a specific  key in the registry: changing its value, this feature is enabled and handled by the Windows 10 Mobile O.S. available in your phone.

I tried myself to follow one of the instructions that allows that change in thee registry of the phone and I easily succeeded to let the radio FM work … and it woks very well!!
Why this feature is disabled by default by Microsoft is a mistery for me … may be it is for a commercial matters, surely it is not a technical ones. At the beginning, I had some fear to enable that feature thinking that perhaps the performance/stability  of the phone could be compromised … but now, after more than one week I did that change, I can say that change is very safe and cause no problem at all.

The matter is then how to change the HKEY_LOCAL_MACHINE/SOFTWARE/Microsoft/FMRadio/OEM/NotPresent  registry key from to 0.
For security reasons, there is no app in the Microsoft Store that allows that, because an inappropriate change of some registry key value could seriously compromise the phone. However there are several app (to be installed setting the phone in Developer mode) realized by well known programmers and so that can be considered safe to be installed even though not coming from the official Microsoft Store.
One of these is the Interop Tools app (see http://www.windowscentral.com/interop-tools-windows-10-mobi…) and it is the one I installed in my device, simply downloading it from the phone and then clicking on the downloaded installer file in order to have it installed (after having agreed to a warning popup, not being an official certified app): anyway, after changing the appropriate registry key value, you can even uninstall that app, just in case …

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P.S. (27/09/2017): I notice that the link, I provided when I wrote this post, to download Interop tools is not valid anymore. However I see that now there is an Interop tools app in the Store that could do the same work (see also Insider Windows site – Category Interop Tools).
Moreover, because the developer of the Interop Tools I used some time ago was Gustave M. Retweeted, I see in one of his twitter threads that now he provides a newer version of his tool as explained in this twitter page (@InteropTools).
Currently, as said in this post of xdadevelopers, the latest version of the Interop Toolsapp can be downloaded here from GoogleDrive (link available in this Gustave’s post). I tested this version and, as I expected, it works nearly the same as the old one … However, now the Interop Tools is a real app that will be listed among other apps once installed and it is no more a new menu voice available in the Additional features section of the Settings section, as it was before and as I explained in this original post: never the less, the pages of the app are more or less the same as they were and the registry key to be changed is still the same!

If needed, extensions can be found again in a post of the xda forum(InteropTools.Providers.Registry.RegistryRTProvider.App_1.0.12.0_x86_x64_arm.appxbundle.zip ; InteropTools.Providers.Registry.NDTKProvider.App_1.0.6.0_arm.appxbundle.zip )

Useful can be also to see the following YouTube video: Install Interpop Tool [UPDATED] – Unlock Windows 10 Mobile and many others you can find related to Interop Tools.

Note: Please see the following XDA post to download Interop Tools L and updated extensions for Interop Tools S.

As said in this Gustave’s post, Interop Tools S (S stay for Store) relies exclusively on extensions to fully work (as those Windows versions didn’t support app extensions, Interop Tools can’t access your device directly), while Interop Tools L (L stays for Legacy) can work even without extensions. As stated in the ReadMe file available in the downloaded zip, “you don’t need provider extensions for this version to work with the registry, or the application manager. In no way this version requires you to use extensions. that version does support extensions as an option but you’re NOT required to have them. In the provider dialog showing up at start up you have multiple choices:

  • This device (through provider extensions) -> this option requires extensions
  • This device -> this option works WITHOUT extensions.”

In the same ReadMe file it is also written that “Interop Tools S only exists for versions higher or equal to rs1 and is still in preview, meaning that bugs and slowdowns are to be expected. When the version will be stable enough more providers will come out and Interop Tools L will only work on versions where the extensions are supported. Do not worry, the version will be stable enough when it won’t be slower than L and everything will be supported.”

You need to do is to turn on the developer option by going to Settings—>Update & Security–>For Developer – Select Developer Mode and select “yes” when prompted: this enables side-loading of apps.
You should be now able to install “Interop Tools” by tapping on the downloaded appx file (i.e. InteropTools_2.0.79.0_x86_x64_arm.appxbundle).

I just tried to install the Interop Tools L (downloaded here from GoogleDrive from the link available in this Gustave’s post), following the instructions in the available ReadMe file. I downloaded and installed directly from the phone (without having to use the app installer from the PC) and I used Z8 app to unzip the downloaded compressed file (i.e. Interop Tools L – 78 79.zip). Therefore I  installed both the dependencies available in the Dependencies folder of that zip file and then the InteropTools_2.0.79.0_x86_x64_arm.appxbundle available in the Interop Tools L – 78 79\3. th2 and higher folder. Once launched the newly installed Interop Tools (Preview) app, I selected This device as provider for this application session (this option let that app works WITHOUT extensions) and then I succeeded to go, from the hamburger menu, to the REGISTRY BROWSER section when I could drill down to the proper registry key (i.e. HKEY_LOCAL_MACHINE/SOFTWARE/Microsoft/FMRadio/OEM) and possibly change its value.

HKEY_LOCAL_MACHINE/SOFTWARE/Microsoft/FMRadio/OEM

 

 

On the contrary I did not succeeded to use the Interop Tools app available in the Store and that necessarily needs to install the proper extensions to properly work … even though I installed both the extensions available in InteropTools.Providers.Registry.RegistryRTProvider.App_1.0.12.0_x86_x64_arm.appxbundle.zip ; InteropTools.Providers.Registry.NDTKProvider.App_1.0.6.0_arm.appxbundle.zip

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Once installed the Interop Tool app, a new item is shown in the Added Functionalities page, the last one listed in Settings.

The Interop Tools app is available in the Added functionalities page, after being installed

The Interop Tools app is available in the Added functionalities page, after being installed

Once launched you have to drill down to the HKEY_LOCAL_MACHINE/SOFTWARE/Microsoft/FMRadio/OEM/NotPresent  registry key and change it value from to 0 (zero).

Go to HKEY_LOCAL_MACHINE/SOFTWARE/Microsoft/FMRadio/OEM/NotPresent registry key

Go to HKEY_LOCAL_MACHINE/SOFTWARE/Microsoft/FMRadio/OEM/NotPresent registry key

wp_ss_20160916_0003

Change to "0" that Not Present registry key value

Change to “0” that Not Present registry key value

 

You can se also these posts to better understand this topic:

 

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Come smaltire a Torino animali domestici morti … ed il business della loro cremazione.

La morte di un animale domestico, fosse anche solo un criceto, è un evento triste sia per i bambini sia per le persone adulte che ancora sanno amare gli animali. La cultura della società in cui viviamo troppo spesso fa in modo che uno percepisca un animale come un oggetto e quindi, in quanto tale, di una qualche utilità pratica che esula dal sentimento: si acquistano quindi animali di razze particolari in quanto “belli” e magari esclusivi, si utilizzano per fare la guardia ad una proprietà (e.g. cani) o per abbellire e rendere interessante una struttura commerciale (e.g. pappagalli).

Un animale domestico è in realtà ben altra cosa: sa trasmetterti, con naturalezza e sincerità, tutto quell’affetto che può e questo ovviamente è commisurato al tipo di animale, sebbene sia sempre presente.

Pur abitando in città, fin da piccolo ho avuto animali a partire dai criceti: ancora oggi mi ricordo quando, piccolissimo, la mia Ciccettina (così si chiamava) partorì un numero incredibile di piccoli che dopo pochi giorni erano già indipendenti e capaci di fare tutto ciò che serve loro per vivere … mentre io, dopo anni, ero ancora completamente dipendente dai genitori. Mi ricordo ancora oggi che ciò mi aveva fatto pensare!
Anche a mia figlia ho quindi, fin dalla tenera infanzia, dato la possibilità di confrontarsi con animali domestici che spesso risultano utili allo sviluppo ed addirittura sono terapeutici (anche gli asini sono spesso utilizzati in comunità terapeutiche).

Ma torniamo al tema del post. Ci è morto uno degli animali di casa, Tamburino, un bel coniglietto nano, tutto bianco, affettuosissimo e coraggiosissimo. Nel giro di due giorni ci ha lasciato e a nulla è servito portarlo dal veterinario non appena ci siamo resi conto che non stava bene. Per chi non ha avuto un coniglietto, sembrerà assai strano che un animale usualmente considerato cibo, sappia darti tanto, ma chi ne ha avuto uno sa bene di cosa sto parlando …

Una volta morto mi è toccato l’ingrato compito di smaltire adeguatamente il suo corpo. Ho telefonato quindi al numero verde dell’AMIAT (la società di smaltimento rifiuti della mia città) per sapere come fare, pensando che, come esistono aree di smaltimento per pile o olii, esistesse anche un centro di raccolta in cui portare gli animali domestici morti. L’operatrice, un po’ stupita della domanda (evidentemente considerata anomala), mi chiede di attendere e dopo qualche tempo torna con una risposta al mio quesito: dovevo telefonare ad uno dei seguenti numeri dell’ASL TO1 (011 70958953/54/55) in quanto erano loro ad occuparsi di tale smaltimento.
Telefono quindi al primo dei numeri fornitomi e mi risponde un signore, rivelatisi in seguito molto gentile, che si presenta con “Sardigna, cosa desidera?“. Quasi certo di aver sbagliato numero, spiego il mio problema e gentilmente mi dice che da tempo loro non offrono più tale servizio non avendo più un inceneritore autorizzato, per cui era necessario rivolgersi ad enti privati. Cercando poi in seguito su Internet trovo poi che effettivamente “dal 1° settembre 2007 è stato chiuso l’impianto di termodistruzione di carcasse animali in funzione presso la Sardigna di Torino (via San Germagnano 48, Torino)“. In   una pagina del vecchio sito dell’Enpa (riportata in fondo) leggo che quel servizio pubblico è durato per almeno 30 anni. Trovo anche un modulo che sembra indicare che ora si occupi, per conto dell’ASL TO1, della cattura di animali in telenarcosi …

Cerco quindi su Internet l’elenco degli enti e in questa pagina di InformAmbiente del sito della Città di Torino trovo un’apposita sezione dedicata a “La morte di un animale” dove viene detto “Per richiedere l’elenco delle ditte specializzate può rivolgersi all’ASL TO1, Via San Domenico 22/a – tel. 011 5663204/5663110“.  Nel medesimo sito viene anche specificato “Nel caso in cui il nostro animale d’affezione venisse a mancare la legge impone l’obbligo di provvedere alla sistemazione definitiva del corpo, vietandone l’abbandono, lo scarico o l’eliminazione incontrollata (in Italia, questa violazione é punita ai sensi del D.Lgs. n. 36/2005 art. 4, che prevede una sanzione amministrativa che può arrivare fino a euro 28.000,00). Le spoglie possono essere interrate in un terreno di proprietà (non vale per gli equini) o in alternativa smaltite in centri di cremazione o di sepoltura appositamente autorizzati dalle autorità competenti per il territorio. Gli animali randagi quali cani, gatti e volatili, trovati morti sul territorio cittadino, vengono raccolti dal Comune tramite il Canile Municipale di Via Germagnano 11. Le segnalazioni devono essere rivolte al Comando di Polizia Municipale (pronto intervento pattuglie, tel. 011 0111) che attiverà il Canile“.

Telefono quindi a quel numero (011 5663204) dell’ASL TO1, dove mi viene confermato (anche qui aspettando un po’ la risposta per via della “strana” richiesta) che ci si deve rivolgere ora a ditte private autorizzate e mi viene indicato, in particolare, il numero 3339019360. Al mio stupore che ci si debba rivolgere solo a dei privati per un qualcosa di così utile alla società, non sa purtroppo che darmi ragione, dispiaciuto sinceramente.
Tuttavia, provando a telefonare a quel numero indicatomi, ricevo la comunicazione automatica che si tratta di un numero disabilitato alle chiamate entranti.

A questo punto, sufficientemente allibito, mi decido a chiedere via chat ad un amico, che so essere amante degli animali, per ricevere qualche indicazione, sperando che in passato abbia già purtroppo aver dovuto affrontare la stessa problematica. Mi risponde a breve dicendomi di non possedere informazioni a tale riguardo e consigliandomi (come avevo fatto a non pensarci io prima!!) di contattare la veterinaria che sicuramente sapeva come fare.
Così ho fatto e gentilmente mi viene detto che il loro studio si appoggia ad una delle ditte autorizzate, l’Arca Ecologica, ed io potevo o portare da loro la carcassa (che sarebbe stata poi da quelli ritirata), o contattarli direttamente al numero 3339019368 e portando io stesso il tutto nella loro sede in via del Francese 70b: noto subito che il numero è quasi identico a quello fornitomi dall’operatore dell’ASL TO1, ad eccezione dell’ultima cifra, che ora è quella corretta.
Telefono a l’Arca Ecologica  e mi viene detto di portare pure il tutto in quanto era un orario di apertura: alla mia richiesta del costo, mi viene detto che, se lo porto io, il costo per la cremazione di un coniglietto nano è di 25€. Fortunatamente ero in ferie per cui non ho avuto problemi ad attivarmi immediatamente: sembrandomi una cifra non indifferente per smaltire un animaletto che, quando comprato in un negozio di animali, mi era costato 15€ (comprensivo del costo dell’allevatore, del cibo e del guadagno negoziante), vado a cercare il sito di quella ditta e scopro che quella “A partire dal mese di Agosto 2008, è presente a Torino anche con il forno inceneritore riconosciuto ai sensi del REG.C.E. 1069/2009 per la cremazione singola di animali d’affezione” (quindi poco dopo la chiusura del 2007 dell’inceneritore de Sardigna dell’ASL TO1) e che “Sono al servizio del cittadino e degli ambulatori veterinari dal mese di Marzo 2002, per la raccolta ed il trasporto alla termodistruzione di animali da compagnia e prodotti di origine animale“. Guardo la pagina dei prezzi e vedo che per una cremazione singola (l’unica di cui viene fornita indicazione dei prezzi) viene chiesto dai 150€ (per gatti, conigli, cani di piccola taglia fino a 5 Kg), fino a 250€ per cani di grossa taglia: viene specificato che, “al termine della cremazione, le ceneri verranno consegnate al proprietario all’interno di un’urna“. Viene infine in calce poi precisato che per l’utente non interessato all’incenerimento singolo, potrà usufruire del servizio smaltimento collettivo a tariffe molto inferiori“, senza alcuna specificazione di prezzi.

Mi sento quindi quasi fortunato della cifra indicatami telefonicamente e non mi chiedo neppure quanto sarebbe costato smaltirlo portandolo dal veterinario con successiva consegna al vettore dell’ente. Vado quindi in Strada del francese 70b e trovo la piccola insegna della ditta, collocata in una parte rientrante di un capannone, in una zona industriale molto periferica. Ad accogliermi c’è un signore che, vedendomi con il pacchetto in cui avevamo riposto Tamburino, comprende ovviamente il perché della mia venuta e mi chiede: “Vuole solo lasciarlo?“. Comprendo allora che la richiesta è se non desidero la cremazione singola da 150€ vista sul sito, … mi affretto a rispondere affermativamente sperando a questo punto di ottenere il servizio “semplice” che mi era stato indicato telefonicamente. Dopo aver posato il sacchetto in un locale adiacente, mi si avvicina (con un sogghigno, … o almeno così l’ho percepito) e, senza proferire parola, allunga una mano ad indicare che ora dovevo pagare. Chiedo quindi esplicitamente la ricevuta, sinceramente dubitando che mi fosse fornita se avessi pagato a se stante. Mi porta quindi nell’ufficio adiacente e, prendendo da una borsa il blocco delle ricevute, me la compila: mi chiede quindi se volevo anche un qualsivoglia documento di cui ignoravo l’esistenza, per cui rispondo che desideravo ovviamente avere tutto quello che era previsto dalla procedura. Mi dice che non sarebbe stato necessario, trattandosi di un animale senza microchip identificativo, ma che me lo avrebbe comunque fatto. Nel mentre, guardandomi intorno, vedo decine di piccole urne (la maggior parte di legno grezzo) di ceneri di animali, etichettate con il nome del defunto … urne degli animali il cui il padrone aveva richiesto una cremazione “singola”: rimango allibito.

Esco infine da quel luogo alquanto disgustato, soprattutto dal business generato da una mancanza di un analogo servizio pubblico territoriale, un tempo esistente e durato almeno 30 anni di anni come attesta una pagina del vecchio sito dell’Enpa che riporto in fondo.

Mi chiedo anche quanti cittadini, seppure volenterosi e coscienziosi, sono stati, sono e saranno disposti ad una trafila quale quella da me precedentemente descritta (per non parlare poi del costo) o magari hanno preferito, preferiscono o preferiranno utilizzare un cassonetto, nonostante le chiari indicazioni del Comune e il pericolo di multe (oggettivamente basso). Se da un lato infatti mi sembra persino eccessivo che lo smaltimento di mobili e quant’altro sia effettuato gratuitamente (anche a domicilio) dal servizio pubblico (AMIAT), dall’altro mi sembra assurdo che non esista un servizio pubblico per lo smaltimento di animali domestici morti, demandando il tutto ad enti privati che ovviamente approfittano di questa occasione di business: questi ultimi pure potrebbero esistere, qualora uno voglia un funerale singolo, ma sarebbe una scelta, non un’imposizione.
Mi chiedo infine: e se uno deve smaltire della carne comperata in un negozio di macelleria, magari un pollo o un coniglio che si conservava in un congelatore e poi è andata a male (e.g. per via di un blackout), che cosa deve fare?? Usare l’indifferenziato/organico … o portarlo all’inceneritore privato pagando 25€ per un pollo/coniglio pagato pochi euro al supermercato?? Penso che della carne andata a male sia batteriologicamente più pericolosa di un animale domestico appena morto … ma forse mi potrei sbagliare!

Penso proprio che quando mi troverò in una analoga situazione, opterò per la seconda opzione legale di smaltimento indicata nel sito della Città di Torino, vale a dire “interrare in un terreno di proprietà“, magari chiedendo ad un parente/amico che ha un giardino o un campo privato.

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In una pagina del vecchio sito dell’Enpa di Torino (ancora comunque visibile su Internet) si leggono ancora le seguenti informazioni, oramai purtroppo obsolete, che attestano come la situazione fosse assai differente prima del 2007:Quando muore uno dei nostri amici animali, occorre informarsi presso il servizio veterinario del proprio Comune di residenza le modalità’ per la cremazione del corpo della bestiola. Riportiamo qui le modalità’ da seguire per il caso del Comune di Torino. Da circa 30 anni esiste a Torino un servizio pubblico di raccolta ed incenerimento degli animali morti, che dipende attualmente dal Servizio Veterinario dell’Azienda U.S.L. 4: la Sardinia.
Questo servizio è ubicato in via Germagnano n. 48, dietro la sede dell’AMIAT.
La Sardinia provvede prevalentemente alla raccolta ed all’incenerimento degli animali di affezione della Città di Torino: cani, gatti, canarini, ecc.
In caso di necessità, si occupa anche di distruggere i corpi degli animali morti per malattie infettive nella Provincia.
Al cittadino, che qui si rivolge per il proprio animale, viene rilasciato un certificato di avvenuto incenerimento.
Nelle ore in cui la Sardinia è chiusa, si possono depositare gli animali in due contenitori posti all’esterno della stessa.
Esiste inoltre un servizio di “Pronta disponibilità” 24 su 24, per cui in casi eccezionali (es.: ribaltamento di un camion sull’autostrada, in cui muoiano degli animali), telefonando al centralino della Polizia Municipale, vengono immediatamente reperite le due persone addette. Il cittadino può richiedere l’intervento della Sardinia al centralino della Polizia Municipale, oppure al servizio stesso.
La Sardinia è in via Germagnano n.48 – tel. 2621664;
La Polizia Municipale è in c.so XI Febbraio 22 – tel. 4606060
La Sardinia è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 7 alle ore 19; il sabato dalle ore 7 alle ore 17.”

Altri link utili:

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Ricevuta 1

Ricevuta 1

Ricevuta 2

Ricevuta 2

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Lascio infine alcune delle immagini di Tamburino, che sicuramente non avrebbe mai pensato che fosse così difficile e costoso smaltire le sue povere spoglie …

Tamburino da piccolo

Tamburino da piccolo (1)

Tamburino da piccolo (2)

Tamburino da piccolo (2)

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Video

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How to block and filter a phone number in Windows 10 Mobile

Sometime it is convenient to put one or more phone number in a black list in order to not be disturbed any more: too often now even a mobile number is used to forward commercial offers … and this is very very boring!

All smartphones have specific ways to do that and also in Windows 10 Mobile there is a way to do that very very easy … if you know how ;-)!!

If you go to Settings ->Telephone (IT: Impostazioni-> Telefono) and then in its section Predefined App (IT: App predefinite), you can see that there is a specific section that allows to specify the app you want to use to block and filter your incoming call/messages. By default it is listed the embedded app Block and filter (IT: Blocca e filtra) one (but further more could be available if you install other third-party app that can do that work). However, if you go in the app list, you won’t find an app with that name … because it is a feature embedded in the O.S. and so it is not listed! … this can be misleading …

Predefined apps

Predefined apps

Calls and messages

Calls and messages

However that this app exists can also be seen going to Settings -> Phone Calls (IT: Impostazioni -> Chiamate telefoniche) and then to its section where are listed the apps that are allowed to start a call (IT: Scegli le app che possono effettuare chiamate telefoniche)

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Therefore: how to block a number for calls/messages? It is quite easy … from the Phone (IT: Telefono) app you have to touch and hold over the number you want to add in the black list (e.g. in the picture +39 02 9280 4999) and then select in the popup menù the Block number (IT: Blocca numero) item.

Touch and hold the number you want to add in the black list

Touch and hold the number you want to add in the black list

If you then click in the bottom menu of the Phone app you will find a voice menu to manage the blocked numbers (Blocked calls / Chiamate bloccate). Note that this menù item could not be available if no numbers were inserted in thet black-list.

Phone (IT: Telefono) app

Phone (IT: Telefono) app

wp_ss_20160908_0009 wp_ss_20160908_0008    wp_ss_20160908_0003For more information, see also this post .

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How to be sure that the tethering is done using the proper APN (e.g. a private employee APN)

If you are going to use your smartphone (Android, iOS, Windows 10 Mobile) as an hotspot Wi-Fi when it is set in your device  an employee private APN, please take care to check that from a PC (connected to that hotspot) you can access the intranet and so be sure that the data traffic is going through that private APN and not on a public one (the charged one).

Unfortunately I realize that, even though I set, in a second time, the parameters available in the APN definition in the correct way, the change I did was not reflected in the Android Sony device I was using: therefore all the traffic I did with my PC, connected in tethering to that hotspot Wi-Fi, was still routed to the public APN and so charged (or at least decreased the plafond I have).

First of all the right setting of the APN you manually define must have the APN Type set to default,supl,dun (for Android smartphones, for other smartphones see below) BUT,  it could not be sufficient to have that setting if those parameters were inserted in a second time and not since the beginning when you manually defined the first time that APN.

As it can be easily found searching “default,supl,dun” with a search engine, this setting of APN Type in Android smartphones is quite common (at least in Italy) also for a consumer use of a public APN: in particular the default,supl activate the geolocation via IP and the dun let use the device as a modem to do tethering (see, for example, http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Configurare-APN-su-Android-per-collegarsi-ad-Internet_11355 ; http://www.phonesdevelopers.com/1776186/  – Dial-Up Networking referred to, this connection with the default connection is similar to a dial-up network bridge used to perform the carrier to know the application of the dial-up network traffic, this connection can be used simultaneously with the default connection …). Also at  this link you can find more information related to that setting …

Note that APNs let users connect their cellphones to a particular wireless provider’s network, while VPNs protect private information being sent over a public telecommunications network: so are different things and you do not need to set any VPN on your Windows 10 PC client while using the hotspot Wi-Fi of your smartphone where the an employee private APN is activated.

Therefore follows the following steps to be sure you are using the employee private APN while doing tethering (procedure for Android devices, but it can  be easily extended also for other ones):

  1. Check if the APN, you manually defined, has set the APN Type to default,supl,dun
  2. Connect the PC (or another device, may be another smartphone) to the hotspot Wi-Fi enabled on your smartphone while it is set to use the employee private APN. Be sure no other data connections are available (e.g. cable connection) on that client.
  3. Try to go with a client browser to your firm intranet: if you succeed, everything is all right and you are sure that all the traffic data goes through that APN. Otherwise, if you can navigate on that external device only on Internet (disabling a possible proxy setting on that PC) but not in intranet on that client, it means that the tethering still use the public APN (even though on your smartphone, using its browser, you continue to access the intranet and so its internal data traffic uses the firm APN). In that case you need to make a reset of the APN and then manually insert a new one, related to your firm, setting from the beginning the right values to the APN Type (that is default,supl,dun). To do a well done reset do the following step.
  4. To do a reset of the APNs,
    1. Switch off the phone,
    2. Take away the SIM,
    3. Switch on the phone,
    4. Go to the APN section and, clicking on the tre points at the upper right, select the voice menu “Reset default settings” in order to reset the APNs.
    5. Switch off the device and then
    6. Insert again the SIM and
    7. Switch on the device. Now you will have in the APN section only the APNs related to the network provider of the SIM (e.g. TIM WAP, TIM Web).
    8. Insert the new employee private APN being careful to set properly not only the name (whatever) and the endpoint, but also the APN Type (i.e. default,supl,dun).
  5. Connect to the hotspot, while that new APN is active, from a PC and then try to navigate in the intranet of your firm: now it should surely work and this prove that all the tethering traffic is going to the employee private APN! Take care to have the proxy set in the proper way in order to reach not only the intranet sites, but also the INternet one.

😉

Clicking on the tre points at the upper right, select the voice menu in order to reset the APNs

Clicking on the tre points at the upper right, select the voice menu in order to reset the APNs

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If you are using an iPhone, from iOS9  (September 2015, then quite recently) they introduced in an APN configuration page, also a specific new section called Personal Hotspot (IT: “Hotspot personale”) where you can explicitly set the APN to be used for the tethering traffic … if you want that it will be the same set for the smartphone traffic you only have to set it the same:

iOS from vers. 9 has the Personal Hotspot section

iOS (from vers. 9) has the Personal Hotspot section

 

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If you are using a Windows 10 Mobile (or a Windows Phone 8.1) unfortunately I think that this specific feature is not yet implemented so the tethering traffic goes to the selected public APN selected in the combobox (as defined by the SIM or branded phone)even though a hand configurated APN is defined and made active (only the traffic of the smartphone will use that selected APN). Note than same problem was proper of iOS before vers. 9 (September 2015, then quite recently). For more info on this topic see this other post I wrote some time ago …

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P.S. For TIM employee there is a app developed by a colleague that allows to keep an eye on which APN you are using, you point out that the Android Widget ApnPreferito to display the APN to which you are connected.

It provides:

  • Icon of different colors if you are connected to the corporate network
  • Only widget to open APN/Wi-Fi settings and to turn on/off the Wi-Fi

If you are interested to get it, ask me more …

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Questo post si aggiunge ad altri che sono specificatamente indirizzati a colleghi.🙂

PS: puoi trovare gli altri post filtrando, nella combobox a desta, sulla categoria “Aziendali”. Alcuni sono protetti da password per cui se ti interessano puoi contattarmi tramite l’email aziendale o telefonicamente.

 

 

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Non hai ancora aggiornato gratuitamente il tuo PC a Windows 10? Questa è l’ultima tua chance!!!

Il 29 luglio 2016 è terminata la promozione di aggiornamento gratuito: vedremo se sarà decisa una prologa, ma per ora non se ne è sentito parlare …
d’altra parte un anno di tempo per decidere se almeno provarlo mi sembra sia stato un’ottima occasione … che forse però qualcuno si è volutamente persa! … e incomincia a pentirsene 😉

Per costoro, anche se ufficialmente l’offerta di aggiornamento gratuito a Windows 10 è terminata, esiste un modo per eseguire l’aggiornamento gratuitamente e legalmente anche dopo tale data, utilizzando lo strumento Assistente aggiornamento a Windows 10 reso disponibile per chi usa tecnologie assistive.

Questa nuova procedura per aggiornare gratuitamente a Windows 10, stando a quanto dichiarato nelle FAQ, sarà disponibile fino a quando Microsoft non comunicherà ufficialmente l’interruzione di questa nuova procedura di aggiornamento.

Tutta la spiegazione dettagliata su come fare, la trovi sul questo interessante post di WindowsBlogItalia.

Aggiornamento gratuito a Windows 10 per i clienti che usano tecnologie assistive

Aggiornamento gratuito a Windows 10 per i clienti che usano tecnologie assistive

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Come verificare la presenza di servizi VAS a pagamento attivi sul proprio telefono aziendale e richiedere di disabilitare la linea ad una loro attivazione

Tempo fa avevo inserito un post relativo a come visualizzare il proprio traffico aziendale tramite PC o cellulare.
In questo post, indico invece come evitare di ritrovarsi trattenuti sullo stipendio traffico VAS probabilmente inconsapevolmente attivato.
Faccio notare che alcuni colleghi, che conosco e che utilizzano il cellulare Android aziendale, hanno avuto il mese scorso la spiacevole sorpresa di ricevere indicazioni di trattenute per aver fatto traffico non compreso nel bundle aziendale, con importi anche di qualche centinaia di euro. Io per fortuna, dopo la verifica effettuata come descritto nel seguito, non avevo nessun servizio VAS attivo: forse perché utilizzo uno smartphone con Windows Phone e quindi che utilizza il browser Edge (particolarmente attento alla sicurezza e agli imbrogli informatici) e app necessariamente certificate dallo Store Microsoft che quindi sono verificate per non essere ingannevoli?? Mah, chissà … sicuramente dire che sono attivi servizi vas perché si usa uno smartphone Android è forse troppo forte, ma personalmente mi sento molto più protetto il mio Lumia Windows 10 Mobile che con un cellulare Android che ti permette di installare qualsiasi applicazione, anche quelle di dubbia provenienza … e questo sicuramente non aiuta a prevenire gli imbrogli informatici!!!  😉

Ora basta con i preamboli e andiamo dunque a descrivere la procedura in oggetto …
Come indicato nell’SMS ricevuto ieri sera da TIMPERNOI, telefona al più presto al numero verde 800191101, relativo al servizio di TELECOMITALIA MyBusiness per i clienti top, con il telefono aziendale e richiedi sia di verificare/disabilitare tutti i servizi VAS a pagamento associati  sia di disabilitare la possibilità di registrarsi a ricevere successivi servizi di quel tipo (solo quelli a pagamento in quanto non compresi nel bundle aziendale).
Una volta che tale opzione verrà attivata, riceverai un SMS di notifica:

SMS di notifica disabilitazione della linea ad attivare servizi VAS

SMS di notifica disabilitazione della linea ad attivare servizi VAS

Nota inoltre che è possibile, come è successo a me, che tu debba provare a ritelefonare più volte a quel numero verde: forse per sovraccarico di chiamate (l’SMS di invio a telefonare è arrivato ieri sera per cui è comprensibile che molti lo stiano utilizzando), può risponderti un risponditore automatico che dopo un comunicazione (es. “Se sta chiamando per la convenzione con il Ministero degli interni ….“) chiude in automatico la chiamata. Personalmente ho dovuto riprovare 4 volte prima di avere una risposta adeguata che mi indicava di essere stato messo in lista di attesa sul primo operatore libero e poter quindi interagire con il call center per richiedere sia quella verifica sia di disabilitare la linea a regisstrarsi a servizi VAS a pagamento e non compresi nel bundle aziendale.
Si tratta quindi di un funzionamento sicuramente anomalo  e spero che sia risolto al più presto … :-/

 

 

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Questo post si aggiunge ad altri che sono specificatamente indirizzati a colleghi.🙂

PS: puoi trovare gli altri post filtrando, nella combobox a desta, sulla categoria “Aziendali”. Alcuni sono protetti da password per cui se ti interessano puoi contattarmi tramite l’email aziendale o telefonicamente.

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Non fate il loro gioco, non aiutateli a fomentare l’odio tra Popoli, religioni e culture!

Ho visto che circolano anche su facebook foto di spregio di culture e simboli religiosi, con commenti che incitano a diffonderle il più possibile.

Invece il mio suggerimento è semplice ed  è opposto a quello di chi ha effettuato il post di tali foto, cioè NON CONDIVIDETELE (e, se per caso le avete già condivise, cancellate quei vostri post)!

NON CONDIVIDETE foto di cretini qualsiasi (i cretini si equivalgono in tutte le società e culture) che vogliono, nella loro stupidità, fomentare l’odio tra Popoli, religioni e culture.

NON CONDIVIDETE foto di quella tipologia perché è quello che vogliono proprio questi cretini.

NON CONDIVIDETELE così come penso non fareste per foto analoghe che altri cretini (anche italiani) più volte hanno diffuso sui social network (dove anziché una statua “simbolica” di una religione c’era una persona, quindi direi ancora peggio).

NON FATE IL LORO GIOCO, non aiutateli a fomentare tale odio, non abbassatevi al loro stesso livello culturale!!! Loro contano proprio sul vostro aiuto per diffondere quel loro messaggio di odio e stupidità!

Purtroppo ci pensano già certi quotidiani e settimanali che mettono troppo spesso anche in prima pagina immagini che sarebbe bene non mostrare, facendo così (consapevolmente) il gioco voluto dagli stessi malviventi, … e questo solo per vendere qualche copia in più o, ancor peggio, per favorire partiti politici che basano i loro voti sulle paure della gente e quindi incitano all’odio verso il “diverso”, in tutte le sue forme (e.g. religioso, razziale, sessuale).

 

 

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Riporto nel seguito alcune affermazioni forti di Papa Francesco che penso sia una delle guide religiose che ha compreso la realtà dei fatti

Quando parlo di guerra parlo di guerra sul serio, non di guerre di religione. Non c’è guerra di religione. C’è guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli. Tutte le religioni vogliamo la pace, capito?“. Sono parole di Papa Francesco, che sull’aereo che lo portava a Cracovia ha sottolineato che il sacerdote ucciso a Sanit-Etienne-de-Rouvay “è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per la chiesa“.
Ma, aggiunge, “quanti, quanti cristiani, quanti di questi innocenti, quanti bambini vengono uccisi. Pensiamo alla Nigeria. Non obiettate ‘ma quella è l’Africa: è guerra, non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace“.
C’è una parola in italiano che non conoscevo quando sono venuto le prime volte, extracomunitario, ma proprio questa crudeltà è quello che fa che tu che sei di un altro paese, diventi un extracomunitario, ti portano via dalla comunità, è una cosa contro cui dobbiamo lottare tanto“. Lo ha detto Papa Francesco a una ragazza figlia di immigrati che a Bergamo ha subito episodi di razzismo e bullismo che l’hanno quasi spinta al suicidio. “Tu – le ha detto Francesco – sei stata molto coraggiosa. Ma è difficile lottare contro questo terrorismo della lingua, delle chiacchiere, degli insulti, di cacciare via la gente, con insulti o cose che fanno male al cuore“.
Francesco, accogliere migranti in fuga da guerre e fame.
Si può perdonare totalmente?“, si è chiesto Francesco. “è una grazia – ha spiegato ai ragazzi che partecipavano alla ‘Festa degli italianì organizzata dalla Cei – che dobbiamo chiedere al Signore. Noi da noi stessi non possiamo. Facciamo lo sforzo, tu lo hai fatto ma è una grazia che ci dà il Signore: non è facile perdonare il nemico, quello che ti ha ferito, quello che ti ha fatto del male“. Nella sua risposta il Papa ha evocato un concetto già proposto in altri contesti: “le chiacchiere sono un terrorismo, è il terrorismo delle chiacchiere, la crudeltà della lingue o quello che tu hai sentito è come buttare una bomba e quello che la butta non si distrugge, questo è una cosa che noi dobbiamo vincere, e come si vince? Tu hai scelto la strada giusta, il silenzio, la pazienza, e hai finito con quella parola tanto bella, il perdono”. Bisogna, ha sottolineato, rispondere con la mitezza a questo “terrorismo della lingua. Stare zitto, trattare bene gli altri, non rispondere con un’altra cosa brutta, ma fare come Gesù, che era mite di cuore, e noi viviamo in un mondo dove a un insulto rispondi con un altro, ci insultiamo uno con l’altro e ci manca la mitezza. Chiedere la grazia della mitezza di cuore e quella è anche una strada che pare la strada al perdono“.
Grazie – ha continuato Bergoglio rivolto alla ragazza figlia di immigrati – della tua testimonianza, tu parli di un problema molto comune fra i bambini e anche fra persone non bambini, la crudeltà. Guarda che anche i bambini sono crudeli talvolta e hanno quella capacità di ferirti dove più ti faranno male, di ferirti il cuore, di ferirti la dignità, di ferirti anche la nazionalità come è il tuo caso, e ti prendevano in giro con la lingua e le parole. Ma la crudeltà è un atteggiamento umano alla base di tutte le guerre“. “La crudeltà – ha concluso – che non lascia crescere l’altro, la crudeltà che uccide l’altro, la crudeltà che uccide anche il buon nome di un’altra persona, quando una persona chiacchiera contro un’altra è crudele, perché distrugge la fama della persona“. “Perdonare – ha poi concluso – non è facile. Perché uno può dire io perdono ma non mi dimentico, e tu sempre porterai con te questa crudeltà, queste terribili bruttezze che feriscono, e che cercano di buttarti via dalla comunità. Gesù dice porgi l’altra guancia, significa questo, lasciare nelle mani del Signore questa saggezza del perdono, che è una grazia, e noi faremo tutto il possibile per perdonare. Ti ringrazio della tua testimonianza“. (AGI)

….

… e già prima dello scorso Natale aveva detto:
C’è chi si consola dicendo: sono morti ‘solo’ venti bambini. Siamo diventati pazzi! Milioni di morti e tanti soldi nelle tasche dei trafficanti di armi. Si producono armi per bilanciare le economie. Sarà un Natale truccato“.

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Infine riporto nuovamente anche alcune considerazioni del Dalai Lama, sicuramente un’altra guida spirituale illuminata e consapevole: nelle sue parole invita addirittura a superare i limiti che esistono in tutte le religioni, andando alla ricerca di un qualcosa ancora al di sopra di quelle … e quindi condivisibile da qualsiasi uomo di buona volontà, anche ateo.

Tutti vogliono vivere una vita tranquilla. Questa violenza, i terroristi, sono miopi. Le emozioni sono fuori controllo. E questa è una delle cause degli attentati suicidi. Non possiamo risolvere questo problema solo con la preghiera. Io sono buddista. E credo e pratico la preghiera. Ma noi esseri umani abbiamo creato questo problema e ora chiediamo a Dio di risolverlo. E’ illogico. Dio avrebbe detto ”risolvetelo da soli perché voi lo avete creato in prima istanza”. Abbiamo bisogno di un approccio sistematico per promuovere valori umanistici, dagli asili alle università. E’ nell’interesse di tutti”.

Pregare non è abbastanza. Anche se sono un monaco buddista, credo che la soluzione vada trovata ‘oltre le religioni’, in una nuova ‘etica temporale’, che con senso comune e conoscenza scientifica promuova un approccio universale ai valori umani comuni”. Così la soluzione secondo il Dalai Lama è “un approccio sistematico per promuovere valori umanistici, di unità e di armonia. Se iniziamo a farlo ora, c’è la speranza che questo secolo sarà diverso dal precedente. E’ nell’interesse di tutti. Quindi dobbiamo lavorare per la pace delle nostre famiglie e della società, e non ci aspettiamo l’aiuto di Dio, di Budda o dei governi”.

 

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Un altro modo di vivere è possibile, senza servi né padroni!

Con alcuni amici toscani ho da poco visitato Nomadelfia dove esiste una realtà di comunità che si rifà ai principi dei primi cristiani: una vita sobria dove famiglie tradizionali allargate accolgono in affido bambini e dove non esiste, anche nel lavoro, padrone e dipendente. Tutti collaborano alle attività secondo le proprie capacità e tutti con il massimo impegno, pur non percependo uno stipendio essendo i profitti condivisi tra tutti secondo le necessità. Un piccolo mondo senza servi né padroni, dove il denaro e l’ambizione di prevaricazione non esistono. Si respira un’aria di accoglienza e di partecipazione: una piccola realtà che dimostra che un altro mondo è possibile.

Tuttavia credo che quella esperienza, seppur di valido esempio, sia un qualcosa difficilmente estendibile in quanto dovrebbe aprirsi maggiormente al “diverso”: non è pensabile avere delle proprie scuole che riscrivono addirittura parte dei libri didattici in modo da affrontare talune tematiche con una visione secondo me “di parte”, limitare l’uso dei media filtrandone i contenuti accessibili, e conseguentemente anche l’uso libero di Internet e degli smartphone ai soli maggiorenni. Molto meglio, anche se molto più difficile, sarebbe insegnare un uso corretto e critico della tecnologia e delle informazioni, avvicinando tra loro culture assai diverse e realtà di pensiero anche distanti tra loro. Lo so, è già molto riuscire a vivere in pace e con sentita partecipazione e collaborazione tra persone con la stessa cultura e radici di pensiero religioso … ma ciò non basta per una pacifica convivenza nel mondo, anzi potrebbe creare incomprensioni in quanto potenzialmente non disponibile ad un dialogo aperto e privo di pregiudizi verso altre realtà: la diversità deve essere vista come una opportunità di crescita comune e, in quanto tale, ben vista ed accettata. La scuola pubblica ha invece un ruolo primario nella integrazione di bambini e famiglie di culture ed esperienze diverse: solo facendo incontrare e creando amicizie tra bambini di credenze differenti e di diversa provenienza, si può sperare in un mondo futuro migliore. Questo vale soprattutto per le elementari dove molte cose si apprendono senza troppi pregiudizi: mia figlia ha avuto come compagni di scuola bambini di altre religioni (una che aveva la mamma con il burka), uno zingaro, cinesi, marocchini, … Penso che, sicuramente anche grazie alle brave insegnanti, ora sa che non tutti gli zingari sono ladri, non tutti credono in un Dio e ancor di più non credono nella Trinità … ma esistono dei principi di amore e fratellanza che si possono comunque condividere, migliorando l’esistenza di tutti … Molto bella e attuale ho trovato la riflessione del Dalai Lama che ho riportato in fondo al post e che invita addirittura a superare i limiti che esistono in tutte le religioni, andando alla ricerca di un qualcosa ancora al di sopra di quelle … e quindi condivisibile da qualsiasi uomo di buona volontà …

 

Nomadelfia è sicuramente una Comunità Cattolica, in linea con tutti i principi della Chiesa, limiti inclusi. Le famiglie sono quindi attualmente “convenzionali” oltre a mamme di vocazione, donne single che si dedicano all’affidamento di bambini come appunto “vocazione”. Ciascun gruppo di famiglie ha addirittura avuto il consenso dalla Chiesa di avere, nell’edificio comune, il “Santissimo” (insomma l’ostia, generalmente presente solo nelle chiese consacrate), come auspicato dal fondatore don Zeno. Pur nelle attuali limitazioni, che ho parzialmente evidenziato, tenete conto che don Zeno negli anni 50 era stato addirittura richiamato dalla Chiesa, forzata la chiusura della Comunità facendo andare i bambini in orfanotrofî …. lui aveva lasciato il sacerdozio per poter comunque farla rinascere, ecc… insomma un cammino sofferto e controcorrente con affermazioni di forti principi di uguaglianza sociale, allora quanto mai calpestati dai “benpensanti”.
L’evoluzione della Chiesa umana si sa è lento … una donna senza gonna può entrare in alcune chiese solo da una cinquantina di anni (es. a Venezia, in San Marco, mi raccontava mia madre che, a fine anni ’50, non era riuscita ad entrare perché indossava dei pantaloni). Ora con Papa Francesco, i divorziati possono fare la comunione, … vedremo per le coppie di fatto cosa succederà in futuro … L’importante è che non ci sia una involuzione, ma una evoluzione … anche se lenta 🙂
Sicuramente visitando Nomadelfia, pur con tutti i suoi limiti, si respira un’aria di serenità e collaborazione che traspare in tutte le loro attività … Insomma, una realtà da conoscere e da cui prendere alcuni spunti di riflessione.

Insomma, forse non esattamente quello, … ma un altro modo di vivere è possibile!

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Da Wikipedia: “Le famiglie sono disponibili ad accogliere ragazzi in affido.
Si lavora solo all’interno della comunità, e nessuno è retribuito; molti lavori sgradevoli vengono svolti a turno da tutti i componenti.
I nuclei familiari vengono raggruppati in unità più grandi (3-5 famiglie), che condividono assieme vari momenti della giornata (come i pasti).
La scuola per i ragazzi è anch’essa gestita dalla comunità. I ragazzi si presentano poi agli esami come privatisti.
Le responsabilità educative sono assunte “in toto” da tutti gli adulti, in una specie di “famiglia allargata”.

Per lo Stato Italiano la comunità è un’associazione, mentre dal punto di vista del diritto canonico è una parrocchia comunitaria: al contrario di quanto accade per gli ordini religiosi, quindi, chi lo desidera può lasciare la comunità in ogni momento senza formalità particolari.

Nella comunità non circola denaro, dunque non esistono stipendi ma ciascuno ha diritto di utilizzare i beni prodotti, mentre per le spese esterne (che si cerca comunque di ridurre all’essenziale) ci si può rivolgere all’economo ed ottenere la liquidità necessaria dal fondo comune, alimentato soprattutto da donazioni e da pensioni e rendite di singoli nomadelfi.
I ragazzi che crescono a Nomadelfia ― e vengono educati in una scuola interna con obbligo fino a 18 anni — non sono membri effettivi della comunità fin tanto che non lo scelgano deliberatamente, a 21 anni.
A quel punto, impegnandosi a professare la religione cattolica e a rinunciare a possedere beni propri di qualunque natura, accettando di avere solo il necessario ad una vita dignitosa, devono sottoporsi ad un periodo, almeno triennale, di prova.”

Informazioni anche su Facebook.

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Da una intervista al Dalai Lama:
”Tutti vogliono vivere una vita tranquilla. Questa violenza, i terroristi, sono miopi. Le emozioni sono fuori controllo. E questa è una delle cause degli attentati suicidi. Non possiamo risolvere questo problema solo con la preghiera. Io sono buddista. E credo e pratico la preghiera. Ma noi esseri umani abbiamo creato questo problema e ora chiediamo a Dio di risolverlo. E’ illogico. Dio avrebbe detto ”risolvetelo da soli perché voi lo avete creato in prima istanza”. Abbiamo bisogno di un approccio sistematico per promuovere valori umanistici, dagli asili alle università. E’ nell’interesse di tutti”.

“Pregare non è abbastanza. Anche se sono un monaco buddista, credo che la soluzione vada trovata ‘oltre le religioni’, in una nuova ‘etica temporale’, che con senso comune e conoscenza scientifica promuova un approccio universale ai valori umani comuni”. Così la soluzione secondo il Dalai Lama è “un approccio sistematico per promuovere valori umanistici, di unità e di armonia. Se iniziamo a farlo ora, c’è la speranza che questo secolo sarà diverso dal precedente. E’ nell’interesse di tutti. Quindi dobbiamo lavorare per la pace delle nostre famiglie e della società, e non ci aspettiamo l’aiuto di Dio, di Budda o dei governi”.

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How to insert/update your picture in the Outlook profile

Tempo fa ho scritto un post relativo a come aggiornare l’immagine del proprio profilo sulla intranet TIM e renderla visibile anche nel sistema di messaggistica aziendale (Lync/Skype for Business): visualizzando alcuni dati sensibili ho dovuto metterla protetta da password, ma se sei un collega interesato a vederla, puoi contattarmi via email e ti fornirò la password per accedervi. Tuttavia la procedura là descritta può essere ora evitata se si associa una propria immagine tramite l’Outlook aziendale. Infatti questa modifica, effettuata a livello di accunt di email, viene propagata anche sugli altri applicativi Office quale Skype for Business (presente in Office 2016) o Lync: diversamente non viene aggiornata la foto presente sulla intranet nella pagina relativo al proprio profilo.
Today a collegue of mine told me that he is having problem to insert his image inside the Outlook profile, so in this post I will show how to do that (insert or even update your image): this procedure is much simpler than the previous one related to Lync/Skype for business and it does not requires to have a picture of specific size!

In the following the needed simple steps:

Choose File from the main top manu and in the Info section related to user account information, click on the Change button:

File -> Account Information - Change photo

File -> Account InformationChange photo

The default browser (e.g. Edge) will open a page related to your account allowing to browser and choose the new profile photo you like:

Browse to choose the new photo from the default opened browser

Browse to choose the new photo from the default opened browser

Press change, then save and allow the site to close that browser tab:

Press change

Press change

Press save

Press save

Allow the site to close the browser tab

Allow the site to close the browser tab

The picture in the Info -> Account Information will not be soon available (even though the old picture won’t be available anymore – so no picture seems to be associated to your account), even after close and reopen the outlook client: however, if you access your account on the web, using the provided link in the Account Settings section, you will see that the new photo is now there and so it seems that it is only a matter of time in order it will be propagated!

The new picture is already available accessing via web

The new picture is already available accessing via web

The same if you have a look to your profile sending an email:

New picture is already available also in my contact card

New picture is already available also in my contact card

After some time the new picture will be shows also in Info -> Account Information as expected! 😉

The new picture is finally showed also in my account settings

The new picture is finally showed also in my account settings

 

 

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Questo post si aggiunge ad altri che sono specificatamente indirizzati a colleghi.🙂

PS: puoi trovare gli altri post filtrando, nella combobox a desta, sulla categoria “Aziendali”. Alcuni sono protetti da password per cui se ti interessano puoi contattarmi tramite l’email aziendale o telefonicamente.

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Microsoft Edge browser new great extension: Office Online. … how to use Word, Excel, PowerPoint, OneNote and Sway Online without needing Office installed

Some time ago I already wrote a post about one of the new preview extensions for Microsoft Edge (the Microsoft Translator) even though other great extensions were already available (e.g. Page Analyzer)Now, new extensions has been released for the Windows 10 Insider Preview and especially one is worth mentioning: Office OnLine.

As stated in the note of this extension, it allows to “use Word, Excel, PowerPoint, OneNote and Sway Online without needing Office installed. The Office Online extension is the quickest way to view, edit, create Office files in Microsoft Edge! You can also quickly access your recent files, thanks to integration with OneDrive and OneDrive for Business“.

So you can go to the Edge right top menu and choose Extensions -> Get extensions from the Store (or directly click on that link I copied).

Choose Extensions -> Get extensions from the Store

Choose Extensions -> Get extensions from the Store

Install and turn it on that extension:

Download and install the Office Online extension

Download and install the Office Online extension

Turn on the Office Online extension

Turn on the Office Online extension

It is convenient to set on the Show button next the address bar, in order to have an icon displayed and so have an easier access to that feature:

Set on the Show button next the address bar, in order to have an easier access to that feature

Set on the Show button next the address bar, in order to have an easier access to that feature

You can then choose where to save the files (e.g. OneDrive, OneDrive for Business), allowing the access to your cloud space to that extension:

 Choose where to save the files (e.g. OneDrive, OneDrive for Business)

Choose where to save the files (e.g. OneDrive, OneDrive for Business)

 

Allows the access to your cloud space to that extension

Allows the access to your cloud space to that extension

From now on, you will have a shortcut to the more recent opened files, you can open whatever Office file you have in the cloud or locally on your PC, create a new one … without having any Office installed on you PC or any Office 365 subscription!!!

Shortcut to the more recent opened files

Shortcut to the more recent opened files

You can open whatever Office file available in the cloud or locally on the PC; create a new one

You can open whatever Office file available in the cloud or locally on the PC; create a new one

The selected local Word file is opened within the Edge browser

The selected local Word file is opened within the Edge browser

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The Office Online extension is already great, but it should be even better if it will allow to open an Office file simply dragging it into that browser or possibly choosing Edge from the “Open with” item in the right click menu.

It is not still possible a drag&drop to open an Office file with Edge

It is not still possible a drag&drop to open an Office file with Edge

 

Here you can find the official Windows 10 Roadmap, even though in an agile programming and continuous delivery (surely followed by Microsoft) any roadmap can be changed on the basis of user’s feedbacks and suggestions …
… from there you can see if Microsoft Edge extensions for Windows 10 Mobile are now ‘in development’ or not. Microsoft published a Windows 10 feature roadmap last month with confirmation that extensions support is coming to Edge on Windows 10 Mobile … but actually this voice disappeared, surely because other issues became more relevant at this stage, … but it should remaine in the backlog! So it is only a matter of time! ;-).

 

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You could be interested in those posts too:

 

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How to use compiled bindings (x:Bind)

In the following you can find some useful links related to the new markup x:Bind introduced in Windows 10 Universal Windows Platform that allows to improve the XAML rendering performance: some are in Italian but I think you can easily translate them using a feature of your preferred browser 😉

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How to check the range of latitude/longitude values in the creation of a BasicGeoposition

Yesterday I  experimented the following error displaying some pushpins on a map using the great Joost library:

            public static void Set_WpWinNl_Maps_MapShapeDrawBehavior_ItemsSource(global::WpWinNl.Maps.MapShapeDrawBehavior obj, global::System.Collections.Generic.IEnumerable<global::System.Object> value, string targetNullValue)
            {
                if (value == null && targetNullValue != null)
                {
                    value = (global::System.Collections.Generic.IEnumerable<global::System.Object>) global::Windows.UI.Xaml.Markup.XamlBindingHelper.ConvertValue(typeof(global::System.Collections.Generic.IEnumerable<global::System.Object>), targetNullValue);
                }
                <strong>obj.ItemsSource = value;</strong>
            }

InnerException: “Value does not fall within the expected range.”

Strack trace:

   at Windows.Devices.Geolocation.Geopoint..ctor(BasicGeoposition position)
   at WpWinNl.Maps.MapIconDrawer.CreateShape(Object viewModel, BasicGeoposition pos)
   at WpWinNl.Maps.MapShapeDrawBehavior.CreateDrawable(Object viewModel, Object locationData)
  at WpWinNl.Maps.MapShapeDrawBehavior.CreateShape(Object viewModel)
   at WpWinNl.Maps.MapShapeDrawBehavior.AddNewShapes(IEnumerable viewModels)
   at WpWinNl.Maps.MapShapeDrawBehavior.ItemsSourceChanged(DependencyObject d, DependencyPropertyChangedEventArgs e)
   at Windows.UI.Xaml.DependencyObject.SetValue(DependencyProperty dp, Object value)
   at WpWinNl.Maps.MapShapeDrawBehavior.set_ItemsSource(IEnumerable`1 value)
   at Urbelog10.Views.MainPage.XamlBindingSetters.Set_WpWinNl_Maps_MapShapeDrawBehavior_ItemsSource(MapShapeDrawBehavior obj, IEnumerable`1 value, String targetNullValue)
   at Urbelog10.Views.MainPage.MainPage_obj1_Bindings.Update_ViewModel_Pushpins(ObservableCollection`1 obj, Int32 phase)
   at Urbelog10.Views.MainPage.MainPage_obj1_Bindings.Update_ViewModel(MainPageViewModel obj, Int32 phase)
   at Urbelog10.Views.MainPage.MainPage_obj1_Bindings.Update_(MainPage obj, Int32 phase)
   at Urbelog10.Views.MainPage.MainPage_obj1_Bindings.Update()

Because I received the coordinates walues from REST service that I converted in BasicGeopositions (no error in the creation of that objects), I started to think that there could be a “strange” limitation in the number of pushpins that one can ask to be displayed with that library (may be for performance reasons)  …

 

Then I realized that the problem came from the REST service that give one position where the comma is missing in the latitude and longitude values!!

 {
   ...,
   "latitude": 451390400000000,
   "longitude": 77703090000000,
   ...
}

What I found strange is that the conversion from lat/long to BasicGeoposition did not arise an error when creating the object with not valid latitude and longitude values …

bizEntity.GeoPosition = new BasicGeoposition { Altitude = 0, Latitude = dcEntity.latitude, Longitude = dcEntity.longitude };

But I realized that you can put whatever value to a BasicGeoposition object … they are simply Double and there is no check of consistency!! I supposed that some check would done … but on the contrary BasicGeoposition is a simple struct without a constructor that could make some check … so I I realized that I have to do myself a check of the incoming data. before creating each BasicGeoposition object … and possibly make that data consistent …

Geoposition1

 

namespace Windows.Devices.Geolocation {
    [ContractVersion(typeof(UniversalApiContract), 65536)]
    public struct BasicGeoposition {
        public System.Double Altitude;
        public System.Double Latitude;
        public System.Double Longitude;
    }
}

This is a possible way to do the applopriate check in order to be sure that a created BasicGeoposition object is a valid one:

  //public Double latitude { get; set; }
        private Double _latitude;
        public Double latitude {
            get { return _latitude; }
            set {
                if (value < -90 || value > 90) {
                    throw new ArgumentOutOfRangeException("Latitude must be between -90 and 90 degrees inclusive."); // or whatever
                }
                _latitude = value;
            }
        }

        //public Double longitude { get; set; }
        private Double _longitude;
        public Double longitude {
            get { return _longitude; }
            set {
                if (value < -180 || value > 180) {
                    throw new ArgumentOutOfRangeException("Longitude must be between -180 and 180 degrees inclusive.");// or whatever
                }
                _longitude = value;
            }
        }

😉

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How to easily convert an audio CD to MP3 files using Windows Media Player

Very often when you buy a CD you like to have also its MP3 version in order you can upload it in a MP3 reader or a smartphone.

There are a lot of SW that can do that (even free ones) and possibly you have to install the proper codec (e.g. Lame). However, if you have a Windows 10 PC (or even an older version) you have already installed the SW that can do the work!! It is Windows Media Player that you possibly already used to listen music: in fact, this desktop application allows ripping music (e.g. convert a CD audio to MP3 files) too in a very easy way, as I’ll explain in the following.
Note that, on the contrary, the Groove Music app player does not have that rip feature, at least for the time being …

Obviously you must have a DVD/CD reader on your PC in order to insert the CD. Unfortunately, very often new laptops have no more integrated DVD reader/burner, as tablets do not! They are too slim to have one integrated into their HW: now USB keys are more flexible than a DVD/CD and the use of a DVD reader/burner has become sporadic. However, you can buy an external one for very few money: usually they are little and powered via USB port, so you have only to insert the USB cable to make it work! I bought this one for my Surface and it works very well:

As stated in this Microsoft support page, “Windows Media Player 12 is included in clean installations of Windows 10 as well as upgrades to Windows 10 from Windows 8.1 or Windows 7. In some editions of Windows 10, it’s included as an optional feature that you can enable. To do that, select the Start  button, then select Settings  > Apps  > Apps & features > Manage optional features > Add a feature > Windows Media Player, and select Install. (Enable Windows Media Player)“. Note that it is also stated that “DVD playback isn’t included. Go to the DVD playback for Windows page to find out how to add DVD playback to Windows 10“. (however, see my post How to get a DVD player in Windows 10 for free)

You can launch the Windows Media Player from the Start app list or search through Cortana search icon:

Launch of Windows Media Player from the app list

Launch of Windows Media Player from the apps list

Launch of Windows Media Player searching with Cortana

Launch of Windows Media Player searching with Cortana

Once a CD is inserted in the reader, all its tracks are shown in that application: it also recovers from Internet all the related information (e.g. title of each track, cover, album name, genre) … and all of them will be used to populate the metadata of the next generated mp3 files.

Media Player 4
Before starting and ripping, you can possibly choose the best options for you, by going to Organize -> Options – Rip Music (or from >> -> Rip settings – Audio quality).

Options related to location, format, audio quality

Options related to location, format, audio quality

BE CAREFUL:

  • The Rip CD item is available only if an audio folder is selected in the left tree menu (e.g. the F: in the following case, that is the driver mapped to the DVD reader of my PC) otherwise it is missing.
  • The Rip CD item is enabled only if you select at least one track you want to rip.
Check of the audio quality setting for the ripped music

Check the audio quality settings for the ripped music

The Rip CD option is not available because no folder containing music is selected in the tree menu

The Rip CD option is not available because no folder containing music is selected from the tree menu

NOTE: both Rip CD (IT: Copia da CD) and Rip setting (IT: Impostazioni copia da CD) menu items are shown ONLY if a CD is inserted so ripping is possible, otherwise are not displayed: in my opinion it would have been better to leave those items grayed out, to make them not selectable but still visible (anyway showing that available feature), but this is so!

"The

"If

"If

The Rip CD option is disabled because no track to be ripped is selected

The Rip CD option is disabled because no track to be ripped is selected

All tracks are selected to be ripped

All  tracks are selected to be ripped

To start the rip select Rip CD (maybe through the >> option menu, if that application window is small).
The MP3 files of all the selected tracks will be generated in few minutes and you will find them in the Music defined folder.

Here you can find a video that I did in order to make all the procedures more clear and easy to understand 😉

Note that as each selected track is ripped, it is unchecked and the job starts with the next checked one.

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Estensioni per Microsoft Edge: come veder tradotta una pagina di un sito nella propria lingua madre / Microsoft Edge extensions: how to have a browsed page translated in your native language

P.S. 5/2020 – La nuova versione di Edge, quella che usa Chromium, è completamente rinnovata la gestione delle lingue e la possibilità di ottenere una traduzione del sito in un’altra lingua. Il Translator per Microsoft Edge di Microsoft risulta già integrato per default in questa nuova versione di Edge per cui, se è impostata l’opzione opportuna nelle impostazioni, quando si naviga in un sito non in una delle lingue indicate come conosciuta, un popup chiede se si desidera una traduzione:

L’interruttore Offri di tradurre le pagine che non sono in una lingua che posso leggere serve appunto per avere potenzialmente tradotte i siti in tutte le lingue non indicate tra le preferite.

‘interruttore Offri di tradurre le pagine che non sono in una lingua che posso leggere serve appunto per avere potenzialmente tradotte i siti in tutte le lingue non indicate tra le preferite. Se anche poi uno ha indicato una lingua tra le preferite (e.g. l’inglese) in quanto si desidera ottenere magari un controllo ortografico quando si scrive in quella lingua, ma si desidera comunque avere un’offerta di traduzione quando si naviga in sito in inglese, si può sempre cliccare sui tre puntini al lato destro e selezionare l’opzione voluta

Per maggiori dettagli vedi: Come veder tradotta una pagina di un sito nella propria lingua madre / How to have a browsed page translated in your native language

Per maggiori dettagli vedere il post: È tempo che provi anche tu la nuova versione ‘chromium’ del browser Edge sia sul tuo PC/tablet Windows 10 sia sul tuo smartphone

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Tempo fa ho descritto un post relativo a come poter vedere tradotto un sito scritto in una lingua differente dalla propria utilizzando Internet Explorer. Sebbene tale browser tutt’ora sia presente anche in Windows 10, sicuramente Edge sarà il browser del futuro per cui è opportuno sapere come avere la medesima funzionalità anche con questo nuovo ed innovativo browser. Si tratta di un qualcosa introdotto recentemente e legato al fatto che ora risulta possibile installare delle estensioni, vale a dire dei plug-in, realizzati anche eventualmente da terze parti, in grado di estendere le funzionalità base del browser. In particolare, una delle estensioni già presenti consente di aggiungere la funzionalità di traduzione (attualmente installabile solo dalla build 14291, al momento della scrittura del post, solo disponibile agli insiders) è sufficiente aggiungere l’estensione Microsoft Translator. Per far ciò, premere i tre punti in alto a destra e selezionare Estensioni (ENG: Extensions)

Premere ... e selezionare Estensioni

Premere … e selezionare Estensioni

Selezionare il link che consente di scaricare le estensioni desiderate direttamente dallo Store cioè il Negozio dove si trovano anche le app di Windows: in alternativa si potrebbero caricare anche delle estensioni andando ad agire sul pulsante che consente di far riferimento ad un file presente sul proprio PC dove è presente l’estensione opportunamente scaricata da Internet (in questo caso tuttavia non è garantitala affidabilità di tale estensione, non essendo prelevata direttamente dallo Store dove ogni software risulta certificato).

Vado nello Store a scaricare l'estensione desiderata

Vado nello Store a scaricare l’estensione desiderata

Per il momento le pagine sono disponibili solo in inglese, ma presto lo saranno sicuramente in tutte le lingue quando questa funzionalità verrà resa disponibile a tutti e non solo agli insider che hanno la preview delle prossime funzionalità che verranno introdotte … Edge Exprensions000 Edge Exprensions0000 Edge Exprensions00000 Dopo avere selezionato la specifica estensione Microsoft Translator, sarà sufficiente premere Free per averla scaricata ed installata nel browser Edge. Edge Exprensions1 Edge Exprensions2 Non rimane che rendere attivo tale estensione premendo il tasto Attiva (ENG: Turn on):

Attivare l'estensione installata premendo Attiva

Attivare l’estensione installata premendo Attiva

Andando ora su un qualsiasi sito che non sia della lingua del Paese impostato in Impostazioni -> Paese & linguaggio (ENG: Settings -> Region & Language), il testo verrà tradotto immediatamente semplicemente premendo sull’icona in alto a destra associata all’estensione Microsoft Translator.

Pagina originale in inglese

Pagina originale in inglese

 

Pagina tradotta in italiano

Pagina tradotta in italiano

Almeno attualmente, in questa versione beta, non sembra sia possibile decidere in quale lingua deve essere effettuata la traduzione (che è per default e solo quella impostata a livello di sistema come Paese) e risulta inoltre nascosta l’icona del Microsoft Translator qualora il sito sia nella lingua del proprio Paese …

La lingua di traduzione è per default quella del Paese impostato nelle Impostazioni

La lingua di traduzione è per default quella del Paese impostato nelle Impostazioni

Non è ancora chiaro, inoltre, quando questa funzionalità sarà resa disponibile anche su Windows 10 Mobile anche se risulta un prossimo passo sicuramente possibile essendo questa app stata sviluppata come Universali Windows  (UWP ) e perciò risulta lo stesso binario quello che gira su tutte le piattaforme Windows 10, Mobile ed XBox incluse. Esistono attualmente già 9 possibili estensioni che si possono scaricare, alcune particolarmente utili quale quella esaminata in questo post: vi invito a visitare questo link dove è presente il loro elenco che andrà mano a mano ad ampliarsi con il tempo. Si noti che queste estensioni per Edge possono essere sviluppate anche da terze parti e che la loro modalità di distribuzione può avvenire tramite lo Store che consente sia di garantire la affidabilità delle medesime, sia la possibilità di richiedere un pagamento (anche se, per ora, tutte quelle disponibili risultano gratuite). Una in particolare, Page Analyzer, è rivolta agli sviluppatori aiutandoli a migliorare la compatibilità dei loro siti web, le loro prestazioni ed accessibilità, evidenziando errori comuni, suggerendo best practices e ottimizzazioni. __________________

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