App Posta di Windows 10: come risolvere problemi con account di Gmail (i.e. mancata visualizzazione della presenza di allegati in mail ricevute, non presenza di mail inviate)

(Click to have Google translatation: English version)

La configurazione di Gmail su client di posta di terze parti non è mai agevole per via delle restrizioni imposte da Google per questioni di (pseudo)sicurezza.
Ho già scritto un post al riguardo relativamente ad Outlook ed ora analizzerò problematiche che si possono riscontrare utilizzando il client di posta predefinito in Windows 10 cioè l’app Posta [ENG: Mail]. In realtà quell’app installa sia un client di posta sia uno per il calendario, entrambi decisamente ben fatti.

Mi sono trovato, infatti, a dover riconfigurare il mio account di Gmail sull’app Posta del mio PC Windows 10 in quanto avevo notato che, talvolta, delle mail inviate non le ritrovavo nella cartella della Posta inviata e, cosa ancor più grave, non veniva segnalata la presenza di allegati in mail ricevute che li contenevano (questi allegati risultavano, infatti, ben visibili sia con l’app di Outlook sullo smartphone sia accedendo a Gmail da browser).

Innanzitutto si deve, se ancora non l’hai fatto, impostare l’autenticazione a due passaggi dal proprio account di Google nella sua sezione di Security.
Ho quindi ho ricreato la password specifica per un’app di posta.

Creazione di una password specifica, da utilizzare per l’app di Posta, in sostituzione alla password di Google (1)
Creazione di una password specifica, da utilizzare per l’app di Posta, in sostituzione alla password di Google (2)

Ho cancellato il preesistente account di Gmail sull’app Posta [ENG: Mail] cliccandoci sopra con il tasto destro, selezionando Impostazioni account e quindi Rimuovere account dal dispositivo.
Quindi ne ho creato uno nuovo andando in Impostazioni (click sulla icona ingranaggio) -> Gestisci account -> + Aggiungi account

Ho scelto l’opzione Altro account POP, IMAP e non quello direttamente preimpostato per Google, in modo da avere eventualmente accesso a ulteriori opzioni da impostare manualmente.
NOTA: scegliendo nella popup Aggiungi un account, la scelta più ovvia di Google (e non Altro account), ho notato che inserendo la password appena generata dal mio account di Google, come indicato precedentemente al primo passo, l’autenticazione mi fallisce: se metto invece la usuale mia password di Google la prende ma poi la configurazione della email fallisce nonostante acconsenta alla notifica che mi arriva sul mio telefonino! Diversamente, scegliendo l’opzione Altro account POP, IMAP, scrivendo la mia email di Gmail e inserendo come password sempre quella apposita generata nel mio account di Google, la creazione del nuovo account è avvenuta correttamente. 🤔

Configurazione manuale di un account di Gmail (1)
Configurazione manuale di un account di Gmail (2) – NOTA la psw da inserire è quella generata dal sito di Google

Le seguenti configurazioni relative ai server di posta in arrivo e in uscita, vengono automaticamente impostati sulla base del proprio indirizzo di email @gmail.com: click destro sulla propria email elencata a sinistra, e scelta Impostazioni account; quindi, nella finestra che si aprirà, premere il link Opzioni per la sincronizzazione del contenuto e, scorrendo verso il basso si trova il link Info del server della posta in arrivo e in uscita, relativo alla sezione Impostazioni avanzate della cassetta postale.

Configurazione manuale di un account di Gmail (3)

Sono quindi andato a vedere l’email con allegato che prima non veniva mostrato, ed ho verificato che invece ora il funzionamento fosse quello corretto.

Relativamente alle email inviate poi, ho notato che una nuova cartella era stata creata in fondo alla lista nella sezione Altro di Cartelle. Ho dovuto scorrere in alto per vederla in quanto diverse erano le cartelle mostrate, tra cui altre di Posta inviata vuote (probabilmente relative a precedenti installazioni di questo account di Gmail).

La cartella di Posta inviata era stata creata in fondo (altre omonime “vecchie” erano rimaste, seppur fossero vuote)

Ho quindi cercato di cancellare quelle cartelle vuote (relative probabilmente a precedenti installazioni per Gmail), per mantenere solo l’ultima cartella della lista relativa alle vera cartella di Posta inviata. Tuttavia, operando con il tasto destro sulla cartella -> Eliminanon risultava possibile eliminarle ed un messaggio di errore lo notificava!
Ho quindi disinstallato e reinstallato l’app Posta. Lanciandola ho notato che due account di email erano comunque rimasti configurati (!!) tra cui proprio quello di Gmail: questa volta però la cancellazione di quelle cartelle di Posta inviata vuote avveniva con successo ;-). Le ho quindi eliminate tutte e tre.

Per cancellare quelle cartelle “vecchie” di Posta inviata, ho dovuto disinstallare e reinstallare l’app Posta

Infine ho ricreato i collegamento agli account di email che non c’erano più dopo la reinstallazione e tutto è tornato a funzionare come uno si aspetta sia relativamente sia agli allegati sia alle visualizzazione delle email inviate.

Ovviamente ricordarsi di configurare opportunamente le opzioni di sincronizzazione relativamente a quell’account di email:

Configurare opportunamente le opzioni di sincronizzazione relativamente a quell’account di email

Si noti che se uno imposta più account di email nell’app Posta, attualmente l’ordinamento non può essere modificato a posteriori per cui conviene configurare per prima la propria email principale dal momento che è quella che viene aperta appena si lancia quell’app. Diversamente si devono eliminare tutti gli account che si erano configurati prima (e quindi posizionati prima nell’elenco degli account presenti) e successivamente aggiungerli nuovamente in modo che ora risultino posizionati dopo. Probabilmente questa poca flessibilità relativa alla gestione degli account impostati verrà superata in prossime versioni dell’app: ho comunque segnalato tale mancanza tramite l’apposito hub di feedback 😊

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Concludo dicendo che almeno per ora l’app Posta e calendario presenta ancora diverse problematiche ed è  in  revisione. Alcuni MVP che operano nel forum della Community Microsoft addirittura ne sconsigliano per ora l’uso indicando di utilizzare al posto le  relative Web Mail oppure veri client di posta come Office Outlook Desktop o Thunderbird.
IN verità io mi sono sempre trovato abbastanza bene con quell’app anche se la sua configurazione con la posta Gmail non è agevole e saltuariamente può presentare problemi.
Ovviamente Outlook ha maggiori funzionalità che talvolta possono risultare molto comode, quali la possibilità d’impostare di ricevere una notifica di recapito e/o lettura di una email che si invia:

Il client di posta/calendario Outlook, tra le diverse funzionalità, ha anche quella assai utile di poter impostare di ricevere una conferma di recapito e/o lettura per una email che uno invia

…. peccato però che il calendario di Outlook per agganciarsi a quelli di Google richieda di utilizzare un indirizzo iCal (tipo https://calendar.google.com/calendar/ical/nome utente%40gmail.com/private-xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx/basic.ics) che non è presente per il Google Family Calendar e, utilizzando l’unica url presente per quello (e.g. https://calendar.google.com/calendar/embed?src=familyxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx%40group.calendar.google.com&ctz=Europe%2FRome), il client Outlook fornisca errore. Invece il calendario dell’app “Posta e calendario” si aggancia anche al Family calendar Google (almeno in lettura, se si creano nuovi eventi talvolta la sincronizzazione è lenta).

Relativamente ai servizi sia di posta sia di calendario (sia di Microsoft sia di Google), nessun problema invece con i client su smartphone, sia con l’app Outlook sia con l’app Calendario di Samsung che funzionano ottimamente per tutti i calendari, anche quelli Family… senza necessità d’indicare alcun indirizzo iCal bensì agganciandosi unicamente ai propri account (e.g. Google e Microsoft per i loro rispettivi calendari/email).

Infine, si noti poi che se si prova a disinstallare l’app Posta e Calendario sperando che una sua installazione da zero riscaricandola dallo Store possa eliminare eventuali problematiche, possono succedere “cose strane”, come talvolta ho visto segnalare soprattutto per altre app già per default installate in Windows 10. Una volta disinstallata, agendo dal menù di Start sull’apposita voce associata all’app, andando poi dallo Store a cercare quell’app e premendo il tasto Installa, non succede nulla! Io ho risolto andando sempre nello Store nella sezione La mia raccolta -> Pronte/i per l’installazione: premendo l’analogo tasto Installa da quella sezione delle app acquistate, l’installazione si avvia e l’app viene effettivamente reinstallata!

Se non si riesce a reinstallare dalla sua pagina dello Store un’app dopo averla disinstallata, conviene provare ad andare nella sezione La mia raccolta -> Pronte/i per l’installazione e provare da lì a premere il tasto Installa.

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Possibili thread d’interesse sul forum di Google e su quello di Microsoft sono i seguenti ma, ricercando tu stesso in quei forum, ne troverai sicuramente degli altri e magari più recenti 😉 :

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Link di possibile interesse

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Correttore ortografico e grammaticale per l’italiano

In questo post cercherò di mostrare quelli che sono i modi con cui si riesce ad avere un correttore non solo ortografico ma anche grammaticale per l’italiano e non solo su una applicazione come Word, ma anche scrivendo, ad esempio, un post su WordPress internamente al proprio browser!

Ho già parlato nei seguenti post di correttori automatici sia ortografici sia anche grammaticali, ma, relativamente a questi ultimi, si trattava di sistemi che contemplavano principalmente la lingua inglese e comunque non l’italiano.
È vero che probabilmente uno fa meno errori almeno grammaticali se scrive nella propria lingua madre, …. ma un aiutino per ridurre le sviste e gli strafalcioni serve sempre 😉

Aggiungo quindi, in questo post, ulteriori informazioni focalizzandomi su testo scritto in italiano, indagando se esiste anche per la lingua italiana la possibilità di avere suggerimenti di carattere grammaticale, oltre che ortografico, così come se ne era visto esserci per l’inglese, in primis utilizzando Grammarly. Analogamente si vedrà che esistono soluzioni anche gratuite, accettando alcune limitazioni più che accettabili.

Sezioni del post:

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Correzione ortografica impostata a livello di PC

Nei precedenti post sull’argomento si era visto come, già a livello di PC, fosse possibile impostare anche più lingue come preferite (e.g. italiano e inglese) ed avere la possibilità di avere evidenziati gli errori di ortografia per del testo scritto in quelle lingue00. Ovviamente è necessario installare i relativi Language pack per tutte quante andando in Impostazioni -> Data/ora e Lingua -> Lingua.

Impostazione delle lingue preferite in Impostazioni -> Data/ora e Lingua -> Lingua con la possibilità di installate gli appropriati language pack per ciascuna.

Nel seguito le impostazioni per avere sempre sotto mano la scelta della lingua nella toolbar delle app, in basso:

Presenza della barra della lingua nella app toolbar in basso (1)
Presenza della barra della lingua nella app toolbar in basso (2)
Attivazione correzione errori di ortografia a livello di PC

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Correzione ortografica a livello di browser (e.g. Chrome, Edge)

Nei browser esistono opzioni specifiche per attivare correzioni ortografiche scrivendo in diverse lingue.
Ecco le rispettive pagine per quelle impostazioni nei due browser più diffusi, Chrome ed Edge.

Attivazione controllo ortografico nel browser Chrome

Nota che se per Edge non trovi la pagina di impostazione della lingua mostrata nello screenshot seguente, sicuramente è perché hai ancora la vecchia versione di quel browser e non l’ultima basata su Chromium, per cui ti invito a scaricare quest’ultima e aggiornare tale browser! Per ulteriori informazioni vedi il seguente post: È tempo che provi anche tu la nuova versione ‘chromium’ del browser Edge sia sul tuo PC/tablet Windows 10 sia sul tuo smartphone.

Impostazione controllo ortografico nel browser Edge

Su ogni browser (e.g. Chrome, Edge), se impostata attiva tale correzione, quando uno scrive in un form in qualsiasi sito, cliccando con il tasto destro sulla parola sottolineata in rosso in quanto identificata come errata, vengono suggerite possibili correzioni ortografiche per tutte le lingue configurate come preferite. Perciò, nell’esempio seguente vengono suggerite, come correzione, parole sia italiane sia inglesi, avendo io impostato entrambe quelle due lingue tra le preferite:

Su qualsiasi browser (e.g. Chrome, Edge), se configurato, quando uno scrive in un form in qualsiasi sito, cliccando con il tasto destro sulla parola sottolineata in rosso in quanto identificata come errata, vengono suggerite possibili correzioni ortografiche per tutte le lingue impostate

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Strumento di correzione ortografica e grammaticale in Microsoft Office (e.g. Word)

Molti di voi sanno che c’è una funzione correttiva anche grammaticale per diverse lingue (tra cui l’italiano) sul pacchetto Office e quindi uno la può utilizzare se scrive, ad esempio, un documento con Word o una email con il client di posta Outlook.

La possibilità di avere una correzione grammaticale avviene per la lingua impostata per quel testo (a livello di file o anche di singola parola per cui si può andare a modificare la lingua anche relativamente a parte del testo e non necessariamente per tutto il documento). Tra le Opzioni (i.e. ultima voce in basso dal menù di sinistra, quello che compare dopo avere scelto prima voce File dal menù in alto) esiste tutta una sezione dedicata alla configurazione della correzione e formattazione del testo, comprese le correzioni automaticamente eseguite durante la digitazione stessa.

Sezione Strumenti di correzione presente nelle Opzioni di Word e dedicata alla configurazione della correzione e formattazione del testo, comprese le correzioni automaticamente eseguite durante la digitazione stessa

È quindi opportuno aprire il tab relativo alla Revisione e innanzitutto impostare la lingua di modifica nella sezione Lingua. Successivamente premere Controllo ortografia e grammatica nella sezione Strumenti di correzione in modo da avere visualizzata la finestra Strumenti di correzione che per default compare a destra.

Impostare la lingua utilizzata per il controllo ortografico e grammaticale e quindi attivare il controllo

In questa vengono mostrati in successione gli errori identificati e, per ciascuno, una lista di suggerimenti per una possibile correzione. Se si ritiene che uno dei suggerimenti sia quello corretto, basta selezionarlo e così viene automaticamente attuata la modifica nel testo: a questo punto il correttore passa subito all’eventuale errore successivo. In alternativa, si può selezionare Ignora questa volta per lasciare immutato il testo in quel punto, ignorando qualsiasi suggerimento di correzione proposto. Eventualmente si può anche decidere di aggiungere al dizionario il nuovo termine (e.g. il nome di un progetto, un cognome) se si è sicuri sia corretto come era stato scritto, seppur segnalato errato perché evidentemente non presente nel dizionario di default: in tal modo, d’ora in poi verrà riconosciuto corretto durante il processo di revisione del medesimo documento o di qualsiasi altro che verrà aperto in futuro dalla medesima persona.

Nella sezione Strumenti di correzione si può accettare un suggerimento di correzione, passare oltre o eventualmente anche aggiungere al dizionario personale quel termine non trovato

Se poi uno si è sbagliato ed ha aggiunto nel dizionario personale una parola non corretta (che in futuro sarebbe considerata corretta!), nessun problema: è sufficiente andare nella sezione relativa ai dizionari personalizzati e cancellare quel termine inserito incautamente.

Gestione dei dizionari personalizzati per eventualmente cancellare un termine inserito per sbaglio

Se uno imposta a ON, in Opzioni Word -> Strumenti di correzione, l’opzione Controlla ortografia durante la digitazione, allora quando si scrive una parola ortograficamente errata, questa viene sottolineata in rosso e cliccandoci sopra con il tasto destro del mouse, vengono suggerite possibili correzioni da apportare: uno può decidere di sceglierne o meno una selezionandola. Generalmente i suggerimenti del correttore sono giusti … ma non è completamente sempre detto!! 😉

Se uno imposta a ON, in Opzioni Word -> Strumenti di correzione, l’opzione Controlla ortografia durante la digitazione, allora quando si scrive una parola ortograficamente errata, questa viene sottolineata in rosso e cliccandoci sopra con il tasto destro del mouse, vengono suggerite possibili correzioni da apportare (1)
Se uno imposta a ON, in Opzioni Word -> Strumenti di correzione, l’opzione Controlla ortografia durante la digitazione, allora quando si scrive una parola ortograficamente errata, questa viene sottolineata in rosso e cliccandoci sopra con il tasto destro del mouse, vengono suggerite possibili correzioni da apportare (2)

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Language Tool, correttore grammaticale e ortografico anche per l’italiano, integrabile pure nei browser oltre che in Microsoft Word

Se non si scrive in un editor quale Word, bensì un post di un blog WordPress internamente ad un browser? In questo caso, a prima vista, sembrerebbe che per l’italiano si abbia solo il suggerimento per correzioni ortografiche fornite nativamente dal browser e quindi nessun suggerimento grammaticale!

Indagando meglio si scopre però che esistono alcuni tool che, anche gratuitamente, forniscono un supporto grammaticale per diverse lingue, tra cui l’italiano. Le scelte non sono molte ma, per fortuna, almeno una valida esiste anche in forma gratuita ed integrabile in Edge e Chrome. Certo non si tratta di applicazioni, plug-in o estensioni avanzate come quelle che si hanno per l’inglese (e.g. GrammarlyHemingwayApp), ma possono comunque tornare assai utili per una revisione di un testo scritto online nella nostra lingua madre!

Mi limito ad analizzare Language Tool cioè quello con cui mi sono trovato meglio … anche perché gli altri, almeno nella loro versione free, presentano limitazioni che di fatto le rendono poco utili. Penso sia il migliore in quanto si trova anche in una versione integrabile nei maggiori browser come plug-in (per Chrome) o come estensione (per Edge). In questo modo, quando serve si può facilmente rendere attivo semplicemente agendo sulla sua tipica icona presente nella barra del browser. Il prodotto svolge una discreta analisi del testo evidenziando le parti reputate scorrette o su cui comunque è bene che lo scrittore dedichi una maggiore attenzione. Si tratta di un progetto opensource il cui codice si trova su GitHub. anche se quello più agevolmente utilizzabile è quello relativo ad un progetto gemello che, partendo dal codice su GitHub, ne estende le funzionalità: esiste di questo anche una versione ad abbonamento (analogamente a Grammarly).

Il suo sito è https://languagetool.org dove si può usare anche solo direttamente online inserendo il testo che si desidera analizzare.
Espone inoltre anche dei web service utilizzati, ad esempio, dai plug-in/estensioni disponibili su alcuni browser o da terze parti.

Languagetool si può usare anche direttamente online, inserendo il testo che si desidera analizzare

Tuttavia il suo uso più comodo è sicuramente quando si integra nei browser che si utilizzano. Per questo nella homepage del loro sito esiste, ben evidenziato, un apposito pulsate che suggerisce Install the Edge add-on se si è acceduto con quel browser, oppure Install the Chrome extension se si è usato quell’altro. Conviene inoltre autenticarsi (ad esempio utilizzando anche semplicemente il proprio account Google o Facebook) in modo tale che le preferenze indicate e le potenziali aggiunte al dizionario che uno inserisce vengano applicate ovunque uno usi quel tool.


Si noti che, una volta installato come plug-in/estensione, risulta opportuno attivarlo SOLO quando serve e non dimenticarselo a ON quando non necessario: diversamente può rallentare inutilmente le prestazioni del browser e molto probabilmente anche generare inutile traffico dati in rete.

Analogamente a quanto avviene per Grammarly, risulta disponibile anche per il browser Firefox e pure per l’editor Word (scaricabile da AppSource di Microsoft dopo essersi autenticati con il proprio account Microsoft), LiberOffice, Google Docs
La differenza sostanziale è che ora le lingue supportate sono ben 24, anche se sicuramente l’analisi grammaticale non è al medesimo livello di quel concorrente che tuttavia contempla solo l’inglese.

Add-on di LanguageTool per Microsoft Word scaricabile da AppSource di Microsoft dopo essersi autenticati con il proprio account Microsoft (1)
Add-on di LanguageTool per Microsoft Word scaricabile da AppSource di Microsoft dopo essersi autenticati con il proprio account Microsoft (2)

Mentre per una scrittura nel browser esiste il limite di 20000 caratteri per ciascun singolo check (quindi un post molto lungo non riesce a correggerlo), nella sua versione di add-on per Word non ci sono quelle limitazioni ma nella modalità di prova è possibile utilizzare il pulsante Controlla paragrafo corrente solo fino a 100 volte per documento di Word, che controlla il paragrafo su cui si trova il cursore.

Word dopo avere installato le estensioni sia di LanguageTools sia di Grammarly

Ovviamente tutte le limitazioni vengono tolte se si crea un account premium, non quindi free, a un costo di qualche decina di euro l’anno, … non certo eccessivo a chi serve quel tool per mestiere, ma forse troppo per chi invece lo usa solo per diletto.
Comunque anche nella sua forma gratuita funziona a mio parere benissimo, ad esempio per proporre correzioni a un post come questo!
Le frasi troppo lunghe o le parti da rivedere sono evidenziate in giallo mentre gli errori ortografici in rosso. Come al solito, posizionandosi sulla parola o frase evidenziata, appare una finestra di pop-up in cui viene dato un suggerimento ed eventualmente degli esempi che spiegano la regola. L’applicazione identifica anche sia eventuali ripetizioni all’interno di una stessa frase sia l’incorretto uso delle eufoniche. Come tutti i correttori tradizionali si possono correggere gli errori direttamente sul testo accettando le proposte dell’applicazione oppure decidere d’ignorarle se non si considerano valide: talvolta, infatti, i suggerimenti non sono troppo pertinenti e anche una parola straniera immessa di proposito nel testo non viene ovviamente riconosciuta dal correttore quando impostato sull’italiano.

Una volta installato compare un’icona nella toolbar del browser analogamente a quanto avviene per tutti i plug-in/estensioni:

Icona per accedere a LanguageTool ed attivarlo/disattivarlo

Come per tutti i plug-in/estensioni, conviene attivare le funzionalità di LanguageTool SOLO quando servono, agendo sugli appositi interruttori. P.S. l’estensione ovviamente si aggiorna con il tempo e l’interfaccia può cambiare migliorandosi: nel seguito mostro come sono evolute dal 2020 al 2021 le personalizzazioni possibili già solo dalle preferenze disponibili dall’icona LG (visibile sulla barra degli strumenti o dall’elenco di quelle installate, visibile cliccando l’icona delle estensioni):

Esempio di suggerimento di modifica

P.S. 9/2/2023 – Vedi anche il successivo post Editor Microsoft: il correttore ortografico e grammaticale (multi-lingua) di Microsoft, installabile come estensione del browser Edge.

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Reverso, utile dizionario per tradurre singole parole o frasi

Anche se non è un sistema di correzione, consiglio di utilizzare anche Reverso come dizionario per tradurre singole parole o frasi. Si basa su esempi trovati in rete per cui è molto facile trovare la traduzione più consona al contesto in cui uno intende utilizzare un termine.
Oltre che una versione online sul loro sito o come app su smartphone, dispone anche di un plug-in per il browser Chrome.

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Segnalo infine ItalianCorrector.com, un sito che, come il nome stesso indica, si propone lo stesso fine. Tuttavia, andando a vedere la sua pagina di About, si scopre che in realtà quel tool utilizza solo funzionalità rese disponibili da altri sistemi (Hunspell, DICTIONLanguageTool), probabilmente richiamando web service offerti da quei medesimi, per cui non mi sembra aggiunga nulla di particolarmente utile.

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Link

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È tempo che provi anche tu la nuova versione ‘chromium’ del browser Edge sia sul tuo PC/tablet Windows 10 sia sul tuo smartphone

Se uno ha un PC Windows 10 ha di default installato anche il browser Edge.

Si tratta però ancora della “vecchia” versione e non di quella nuova introdotta in beta dal 2019 ed ora rilasciata dal 15 gennaio 2020.
Tuttavia puoi forzare fin da ora tu stesso l’aggiornamento alla nuova versione di quel browser che già hai di default nel tuo PC, andando nella apposita pagina https://www.microsoft.com/it-it/edge: è compatibile con tutte le versioni supportate di Windows e macOS.
Il download del browser sostituirà la versione precedente di Microsoft Edge nei computer Windows 10.

La nuova versione si basa su Chromium cioè dal web browser libero che usa utilizza i motori Blink per il rendering e V8 per il JavaScript. Anche Google Chrome si basa su quei motori ed ora con il nuovo Edge Chromium si possono sfruttare anche le peculiarità specifiche di quel browser che reputo innovativo soprattutto relativamente all’interfaccia utente. Ovviamente ci si deve prendere un po’ le mani se uno è abituato ad utilizzare un browser differente ma, scoprendo le molteplici funzionalità un po’ per volta, sono convinto che anche tu incomincierai ad apprezzarlo.

Molto probabilmente nel prossimo aggiornamento di Windows 10 verrà installata questa nuova versione del browser di Microsoft (o perlomeno proposta l’installazione): mantiene la medesima interfaccia e funzionalità che erano presenti nella sua precedente versione, ma acquista maggiori potenzialità e velocità per via di essersi anche lui agganciato a quei motori di rendering ed esecuzione di JavaScript che negli ultimi anni si sono evoluti maggiormente e che quindi non avrebbe avuto più senso non utilizzare.

La nuova versione del browser Edge che si può scaricare da questo link

L’icona di Edge è cambiata, così come il menù relativo alla sua configurazione che risulta ora molto completo e chiaro.

La nuova versione del browser Edge
Il menù di impostazione risulta ora molto completo

Ti invito quindi ad installarlo e provarlo: si sostituisce in pochi secondi a quello “vecchio” già presente sul tuo PC.

Nota che completamente rinnovata è la gestione delle lingue e la possibilità di ottenere una traduzione del sito in un’altra lingua. Il Translator per Microsoft Edge di Microsoft risulta già integrato per default in questa nuova versione di Edge per cui, se è impostata l’opzione opportuna nelle impostazioni, quando si naviga in un sito non in una delle lingue indicate come conosciuta, un popup chiede se si desidera una traduzione:

Popup chiede se si desidera una traduzione del sito in una lingua che uno non conosce

L’interruttore Offri di tradurre le pagine che non sono in una lingua che posso leggere serve appunto per avere potenzialmente tradotte i siti in tutte le lingue non indicate tra le preferite.
Se anche poi uno ha indicato una lingua tra le preferite (e.g. l’inglese) in quanto si desidera ottenere magari un controllo ortografico quando si scrive in quella lingua, ma si desidera comunque avere un’offerta di traduzione quando si naviga in sito in inglese, si può sempre cliccare sui tre puntini al lato destro e selezionare l’opzione voluta:

È possibile chiedere di offrire di tradurre le pagine anche quando sono in una delle lingue impostate come preferite (e quindi presumibilmente conosciute). L’interruttore successivo serve invece per tutte le altre lingue non indicate tra le preferite.

Esiste poi una sezione “nascosta” che consente di attivare o meno funzionalità ancora il beta per cui sperimentali ma potenzialmente interessati da almeno provare temporaneamente:

Sezione “nascosta” che consente di attivare o meno funzionalità ancora il beta per cui sperimentali

Diversi articoli tecnici comparsi recentemente su diverse riviste, quali ad esempio i seguenti, spiegano bene le caratteristiche e peculiarità di questo nuovo Edge: per cui non mi soffermo più di tanto ad elencarvele rimandandovi ad articoli:

Nota che se avevi delle estensioni nel “vecchio” Edge, dovrai reinstallarle andando ad agire, come sempre, nella apposita sezione Estensioni:

Sezione Estensioni del menu – Consente di installare diverse estensioni molto interessanti analogamente ai plug-in di Chrome

Consiglio perlomeno di installare le estensioni seguenti tra le molte disponibili gratuitamente sullo Store Microsoft:

  • AdBlock per bloccare popup di pubblicità
  • Language Tool per avere una correzione ortografica e grammaticale anche per l’italiano
  • Grammarly per avere una correzione ortografica e grammaticale per l’inglese
  • Translator per avere la possibilità di avere una immediata finestra per tradurre testo inserito. Come si è evidenziato, il Translator per Microsoft Edge di Microsoft risulta già integrato per default in questa nuova versione di Edge per cui questa estensione (non Microsoft) risulta una possibile alternativa per avere una traduzione di un testo nella lingua che si desidera (e.g. lingua madre).
  • Sapling Grammar Checker and Writing Assistant altro assistente ortografico e grammaticale per l’inglese … alternativo a Grammarly, ma si può sempre mettere ad OFF quando non si vuole usare: insomma, da provare!
Alcune delle estensioni del browser Edge che conviene installare

Di Grammarly ne ho già parlato in diversi post precedenti, di LanguageTool ne ho poi parlato in questo successivo post. Di Translator basti dire che fornisce anche la possibilità si avere una finestra su cui copiare del testo e attivare pure una traduzione a posteriori (i.e. traduce il testo nella lingua indicata e poi effettua su questo nuovamente la traduzione nella lingua originaria): spesso è una prova del 9!! Seppur utile, non risulta certo indispensabile, essendo già integrato nel nuovo Edge la funzionalità di quello che un tempo esisteva come estensione per la vecchia versione del browser: Translator per Microsoft Edge un tempo presente come estensione. Ovviamente la traduzione può non essere perfetta, ma sicuramente ti permente di leggere un articolo che era scritto in cinese o in qualche altra lingua di cui non sai assolutamente nulla!!

Possibile funzionalità interessante dell’estensione Translator (non Microsoft) che consente di attivare anche una traduzione a posteriori. Invece, il Translator per Microsoft Edge di Microsoft risulta già integrato per default in questa nuova versione di Edge.

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Si noti, infine, che un’analoga versione di Edge è presente anche per gli smartphone Android e da tempo si è già automaticamente aggiornata se uno aveva già installato Edge sul proprio smartphone. Edge è il browser che utilizzo di default sia sul mio smartphone sia sul mio PC.
Ovviamente i preferiti e le opzioni risultano sincronizzati così con tutti i dispositivi su cu uno si è autenticato con le proprie credenziali Microsoft.

L’app del nuovo Microsoft Edge è disponibile anche per gli smartphone Android

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Bere l’acqua del rubinetto utilizzando i punti acqua o predisponendo a casa propria sistemi economici per avere acqua filtrata e gassata a piacere – (seconda parte)

Nel post che introduceva la prima parte dell’argomento si è visto come sia importante ridurre il numero di bottiglie di plastica usa e getta e come l’acqua minerale sia uno dei prodotti che le utilizzi maggiormente.

Si è visto anche come, proprio con l’obiettivo di diminuire i rifiuti plastici, sempre più ci siano Punti Acqua dove poter riempire delle proprie bottiglie di vetro con acqua che, oltre a essere filtrata, può essere anche fresca e gassata … e tutto questo gratuitamente o a prezzi assai modici (e.g. 5 centesimi al litro).

Purtroppo la loro diffusione non è (ancora) così capillare da rendere agevole un loro utilizzo ovunque uno abiti, per cui può tornare comodo, per evitare di ricorrere all’acquisto di acqua minerale, trovare valide alternative per migliorare l’acqua del rubinetto, seppur potabile e spesso accettabile già così com’è.
Esistono infatti diversi modi per filtrare l’acqua a livello casalingo ed anche eventualmente per renderla gassata.
Alcuni richiedono dispositivi non proprio economici e di discrete dimensioni, che utilizzano ad esempio principi quale l’osmosi inversa per migliorare l’acqua: generalmente vengono collocati a livello di abitazione e funzionano su tutta l’acqua utilizzata in casa. Questo ha indubbi vantaggi anche sugli elettrodomestici in quanto si sa che il calcare ed altro influisce nel tempo sul loro buon funzionamento. Comunque ne esistono anche in versione ridotta, collocabili sotto un lavandino della cucina seppure occupino buona parte dello spazio avendo un serbatoio che, a poco a poco, viene a riempirsi con l’acqua depurata.

Esempio di addolcitore d’acqua

Tuttavia in questo post mi limiterò a presentare le mie personali esperienze su soluzioni più economiche e che richiedono spazi molto limitati. Agiscono solo sull’acqua che si beve o si usa per cucinare possono essere collocate nel minimo spazio abitualmente disponibile sotto un lavandino di cucina seppur munito di cassetti rientranti.

Inizialmente avevo provato uno dei classici filtri che si avvitano all’estremità del rubinetto e che hanno magari una levetta per decidere quando l’acqua che fuoriesce deve essere filtrata o meno.
Ne avevo scelto uno che addirittura era munito di un display che conteggiava (a ritroso) i litri che aveva depurato dal cambio del filtro, in modo tale da avere un’indicazione oggettiva su quando si doveva cambiarlo. Infatti per tutti i depuratori dell’acqua, è importante cambiare i filtri per tempo, in modo che un loro utilizzo eccessivo non solo riduca i vantaggi desiderati, ma anzi possa introdurre problematiche quali la presenza di microorganismi dannosi.
In particolare avevo utilizzato il Brita Sistema Filtrante On Tap dotato di una molteplicità di adattatori per renderlo compatibile con qualsiasi tipologia di rubinetto uno abbia. Ciascuno dei suoi filtri è adeguato per filtrare 600 litri d’acqua che non mi sembravano inizialmente pochi! Tuttavia dopo un po’ mi sono accorto che non sono neppure così tanti, dal momento che viene consigliato di fare scorrere l’acqua per almeno una ventina di secondi prima di utilizzarla per bere (immagino per eliminare bene quella stagnante inizialmente presente nel filtro). Inoltre, esteticamente quell’oggetto attaccato al rubinetto non è il massimo anche se installarlo (ed eventualmente toglierlo anche solo momentaneamente) è davvero un gioco da ragazzi!

Brita Sistema Filtrante On Tap per Il Rubinetto – Si installa in pochi minuti avvitandolo all’estremità del rubinetto al posto del rompi-getto preesistente

Insomma, dopo meno di un mese di utilizzo, mi sono deciso a provare una diversa soluzione che, seppure non di così immediata e semplice installazione, non fosse neppure così complicata da dover necessariamente richiedere l’intervento di un idraulico, avendo io una seppur minima dimestichezza per i lavori manuali anche relativi all’idraulica.

La soluzione che ho scelto e che, anche a distanza di 3 mesi mi continua a soddisfare, prevede di mettere un rubinetto nuovo che ha tre vie, uno per l’acqua calda, uno per la fredda e uno per quella fredda filtrata. L’afflusso d’acqua dai primi due tubi avviene con un tipico miscelatore, mentre dalla parte opposta del rubinetto esiste una manopola più piccola dedica esclusivamente ad aprire la fuoriuscita dell’acqua filtrata.
Nota che la presenza di un rubinetto a tre vie non è indispensabile e si può anche realizzare un sistema analogo in cui però tutta l’acqua fredda di quel rubinetto viene filtrata. Si noti tuttavia che il filtro che depura l’acqua dovrà esser cambiato dopo 11000 litri o dopo un anno di utilizzo. Inoltre il flusso di acqua depurata avrà una portata minore, che dipende anche dalla pressione generata dall’autoclave, in quanto deve transitare attraverso quel filtro: comunque risulta più che sufficiente per riempire una brocca o una pentola per cuocere.

Nel caso si utilizzi un rubinetto a tre vie come ho fatto io, nelle foto seguenti mostro il getto con il miscelatore classico e con il rubinetto specifico per l’acqua filtrata. Si noti che il transito di quest’ultima avviene su un tubo interno e l’acqua fuoriesce quindi in modo isolato dal flusso precedente. Il modello che ho scelto è il seguente che mi è anche bello esteticamente:

Auralum Rubinetto 3 Vie da Lavello Cucina miscelatore Tre Vie in Ottone: prevede due manopole, una per miscelare acqua fredda e calda e una più piccola per l’acqua fredda depurata

Relativamente al filtro, ne ho scelto uno della Everpure che ne fornisce di diverse tipologie. Io ho optato per quella base meno costosa, Everpure 4C, seppur ne esistano di più complesse fino ad arrivare alla Everpure H54 con ulteriori funzionalità di depurazione … ma che costa circa il doppio.

In particolar modo ho preferito per questa prima volta prendere un kit che contenesse già (quasi) tutti i pezzi necessari per effettuare il collegamento al rubinetto. Ovviamente, successivamente mi basterà acquistare il filtro di ricambio che può essere avvitato/svitato agevolmente in pochi secondi.

Il kit comprende tutti i pezzi mostrati in figura:

  • Filtro Everpure 4C
  • Testata QL2B
  • Raccordi
  • 2 mt Tubo 6 mm

Si noti che il tubo blu ha una sezione molto ridotta rispetto ai classici tubi dell’acqua presenti nel sottolavello, per cui è necessario utilizzare i raccordi forniti, seguendo lo schema di collegamento presente in un foglio allegato: la foto seguente del mio sottolavandino penso mostri chiaramente come collegare il tutto.

Mio sottolavello che penso mostri chiaramente come collegare il tutto

Anche se non esplicitamente indicato nelle istruzioni, è importante sapere che le piccole clips rosse fornite nel kit servono per bloccare il tubo blu dopo che questo è stato inserito nel raccordo tramite una semplice pressione. Se si omette di mettere tali “fermi”, quando l’acqua va in pressione aprendo la valvola per l’afflusso dell’acqua, la giuntura perde acqua!!

Inoltre ho preferito aggiungere nello schema anche un contalitri digitale che consenta di conoscere comunque il numero di litri erogati ed essere sicuri di non avere oltrepassato quelli massimi consentiti (e.g. 11000) anche se in un anno è ben difficile raggiungerli se uno utilizza quel rubinetto specifico per l’acqua depurata solo per bere e cucinare in un ambito casalingo.

Nota – Ogni volta che si cambia il filtro ovviamente deve essere impostato nuovamente seguendo la seguente procedura:

– Tenere premuto il tasto DISPLAY, premere il tasto RESET e quindi rilasciare entrambi i tasti;
– Il contagiri entra nella modalità di programmazione e si possono impostare i litri massimi desiderati (si noti che è un count down).
– Dopo avere impostato i litri massimi desiderati (e.g. 11000 e RESET per salvare) si indicano i giorni (365 e sempre RESET per salvare) premendo ripetutamente il tasto display e confermando quindi con una pressione del tasto RESET.

Qui si può comunque scaricare il manuale d’uso in italiano e in inglese.

Inoltre ho preferito metter un’ulteriore valvola in ingresso dalla tubazione dal muro (Genebre PN 10, valvola ad angolo in ottone cromato con rosetta e filtro) che consentisse non solo di bloccare il flusso d’acqua ma avesse anche un filtro che è assai importante avere per evitare che granelli di materiale vadano a sporcare sia il filtro di depurazione sia soprattutto quello del rubinetto. In particolare, il rompigetto del rubinetto a tre vie è assai particolare avendo un flusso differenziato per l’acqua depurata. Chiedendo al fornitore NewBelsen mi ha risposto che forniscono i ricambi solo su richiesta a 60€ per 6 pezzi. Il prezzo è costoso a causa del costo elevato di spedizione e se uno ne prende in numero minore il prezzo non varierebbe di molto! Quindi molto meglio preservare quello esistente con un filtro a valle e magari pulendolo accuratamente quando necessario! Basta svitare la vite presente all’estremità della valvola per togliere il filtro in essa contenuto e togliere eventuale materiale trattenuto

Nel seguito Aggiungo altre foto di particolari dell’impianto realizzato nel mio sottolavello, semmai potessero servire per rendere ancor più chiaro come realizzarlo.

Se infine uno vuole anche avere l’acqua gassata a piacere, si può acquistare un gassatore con bombole di CO2 sostituibili. Io ho preso quello della Sodastream seguente che su Amazon si trova generalmente a meno di 50€ bombola compresa!

Basta riempire fino alla linea indicata nell’apposita bottiglia di plastica fornita in dotazione, avvitarla e schiacciare il pulsante posizionato in alto per un tempo appropriato per raggiungere la gassatura desiderata (generalmente un 15 secondi premendo completamente quel pulsante). Una volta svitata si può poi aggiungere quel po’ di acqua depurata che manca per raggiungere il bordo della bottiglia.

Io ne ho comprato un altro set di bottiglie in aggiunta di quella fornita, in quanto generalmente può essere conveniente averne sempre una di scorta in frigo.

Prima di gassarla, riempire la bottiglia fino alla linea indicata: successivamente aggiungere altra acqua per colmarla ed infine chiuderla ermeticamente.

La ricarica di una bombola costa in modo variabile da 5€ fino a 14€ a seconda di dove uno va. Un posto conveniente (poco più di 7€) l’ho trovato in uno dei tanti negozi della catena Tuttocialde che si trovano in diverse città. Se uno poi vuole avere di scorta anche una seconda bombola piena, ne deve acquistare una a parte che (già riempita) costa circa 30€.
Parlando poi con un mio amico, sono venuto a sapere che esistono anche diversi punti di ricarica industriale di CO2 che ti riempiono subito direttamente la tua bomboletta, non sostituendola con una già carica, e questo per un costo ancora più basso (e.g. 5€, vale a dire quasi 1/3 di quanto si paga in un negozio del centro o da MediaWorld!!).

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P.S. 4/5/2023 – Quel punto di ricarica bombolette si è trasferito dal 2022 a Viale Italia 85, Leinì (TO), (tel: +39 011 264 7791 www.centrocollaudipiemonte.it): aperto lun-ven 8-12 14-17.

Il costo ora è: 6,5€ la ricarica e 25€ per bombola nuova già carica.

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Uno si trovava in Strada del Pascolo 199A [P.S. da 1/1/2022 si è spostato in Viale Italia 85, 10040 Leinì (TO) – Pallets Service, www.centrocollaudipiemonte.it] … non particolarmente agevole da trovare! Per raggiungerlo da Lungo Stura Lazio si deve svoltare dalla rotonda che si trova prima della Piola delle 2 sorelle, andando in Strada dei Biasoni e poi subito a destra in Strada del Pascolo: si procede oltre la Piola, diritti per un 200 metri e, poco prima sia del ponte stradale sia dell’inizio di una stradina sulla sinistra, c’è il punto di ricarica al numero 199A, un cortile al cui interno si vedono bombole di ricarica anche di grandi dimensioni. La ricarica qui costa 5€.

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Parco Michelotti e la sua vegetazione: alias quando il web non dimentica

Purtroppo talvolta i siti vengono dismessi dai loro proprietari o dalle istituzioni che li avevano gestiti, ad esempio un’università.

Può quindi capitare che, ricercando un link salvato anni prima, uno acceda a una pagina del tipo seguente che indica che quell’URL non viene più trovata, vale a dire il server che conteneva il sito con quella pagina non risulta più raggiungibile! Questo può essere un problema solo temporaneo (e.g. il server è giù per aggiornamenti/manutenzione) ma, purtroppo, spesso risulta una situazione permanente.

Pagina che segnala che il server indicato non risulta raggiungibile

Può essere anche che quel server ora sia solo più visibile internamente a una rete locale, continui a fornire quelle informazioni localmente e non esternamente a tutti i navigatori del Web.
Può anche essere che il medesimo sito (o almeno quella pagina di tuo interesse) sia stato spostato su un differente server con URL differente: in questo caso, se uno si ricorda il titolo dell’articolo/post o, ancor meglio, qualche frase presente (da inserire tra doppi apici nel campo di ricerca), uno può provare ad effettuare una ricerca con diversi browser disponibili, in primis Google e Bing.
Si noti che non conviene limitarsi ad utilizzarne uno solo di motore di ricerca, in quanto lo spider da ciascuno utilizzato è differente e quindi anche le informazioni dal medesimo trovate sono differenti: per di più, vendono sicuramente ordinate con priorità differente e questo vuol dire molto se il numero di risultati trovati è notevole!

Talvolta questo metodo fornisce gli effetti sperati, vale a dire trovare altrove le medesime informazioni, grazie sia a sistemi di cache presenti internamente ai motori di ricerca ed ai proxy sia a servizi forniti da siti che si propongono specificatamente di “ricordare” nel tempo pagine/siti che sono presenti sul Web, ma che in futuro potrebbero non esserlo più. Vengono generalmente chiamati Wayback Machine.
Anche se non è l’unico [e.g. Archive.fo; fluxgard.com; Perma.cc; Pagefreezer.com; actiance; UK Web Archive; Memento Time Travel: vedi anche 7 BEST Wayback Machine (Internet Archive) Alternatives in 2020], io mi sono imbattuto in Wayback Machine durante le mie ricerche relative al Parco Michelotti e, nello specifico, alle informazioni che avevo trovato nel sito L’architettura del 900 in Piemonte un tempo presente in un server con URL http://www.archi2.polito.it, verosimilmente dell’università di architettura di Torino.

Sito L’architettura del 900 in Piemonte così come parzialmente archiviato da web.archive.org

Su Wikipedia si legge:  
I fondatori di Internet Archive Brewster Kahle e Bruce Gilliat hanno lanciato la Wayback Machine nel 2001 per affrontare il problema della scomparsa del contenuto del sito Web ogni volta che viene modificato o chiuso. Il servizio consente agli utenti di visualizzare le versioni archiviate delle pagine Web nel tempo, che l’archivio chiama un “indice tridimensionale“.

Si noti che andando sul link apposito about this capture, vengono fornite anche indicazioni su quando quella pagina specifica (e altre ad essa collegate) è stata trovata e salvata: in questo caso specifico si tratta di più di 6 anni fa!

Sul link apposito, about this capture, vengono fornite anche indicazioni su quanto tempo fa quella pagina specifica è stata trovata e salvata

Ricercando quell’URL si deduce che il server archi2.polito.it è stato visibile fino al 2013 (o per lo meno lo spider di Internet Archive lo ha trovato e copiato dal 2005 al 2013 e poi non lo ha più trovato) ed il sito dedicato a Venturelli è presente solo nel 2013, probabilmente creato in occasione di qualche mostra:

Il sito sull’architetto Venturelli è presente fino al 2013

Per curiosità ho provato a cercare su Internet Archive l’URL di questo mio blog ed ho scoperto che dal 2018 ad oggi memorizza e tiene traccia di tutte le modifiche che ho apportato a questo mio blog (seppur esista dal 23/11/2011)!! Ovviamente io non ho mai richiesto esplicitamente queste catture che sono state effettuate negli anni autonomamente ed automaticamente dal suo spider.

Internet Archive memorizza e tiene traccia, ad esempio, di tutte le modifiche che ho apportato al mio blog dal 2018 fino ad oggi (seppur esista dal 23/11/2011)

Selezionando poi uno degli spicchi colorati, ciascuno relativo a una specifica pagina da lui salvata, posso sapere la data in cui tale salvataggio è stato effettuato e rivedere comera in quel giorno. Se poi ci sono state catture in più date, posso confrontare eventuali cambiamenti effettuati nella medesima pagina nel tempo.

Ad esempio, per la pagina relativa alla sezione Ricordi del mio blog, Internet Archive ha effettuato due catture in data 4/9/2028 e 19/7/2019.
Selezionando ciascuna delle due lineette temporali in alto. relative a quelle catture, posso vedere la versione di quella pagina in quelle rispettive date e quindi trovare eventuali modifiche presenti (i.e. nel caso specifico, vengono elencati i nuovi post nel frattempo inseriti in quella categoria):

Per la pagina specifica relativa alla sezione Ricordi del mio blog, Internet Archive ha effettuato due catture: questa è la prima in data 4/9/2018.
Per la pagina specifica relativa alla sezione Ricordi del mio blog, Internet Archive ha effettuato due catture: questa è la seconda in data 19/7/2019.

Ricercando Venturelli nel sito ufficiale di quella università ora si trovano alcuni documenti nella loro biblioteca (ma non resi disponibili online): tuttavia non si ritrovano quelle informazioni un tempo presenti in quel loro vecchio server.

Nel sito ufficiale dell’università di Architettura di Torino si trovano alcuni documenti presenti nella loro biblioteca (ma non resi disponibili online)

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Tra le pagine salvate in quel sito web.archive.org ho ritrovato anche una pagina relativa alla vegetazione presente nel parco Michelotti che mi sembra interessante salvare anche in questo post.

Riporto nel seguito quanto scritto qui, apportando unicamente alcuni miglioramenti editoriali:

Si dovrà, in queste brevi note a proposito della vegetazione del parco Michelotti, fare riferimento purtroppo unicamente alla vegetazione indipendente dalla vita del fiume, cioè del parco, in quanto a tutt’oggi la vegetazione propria del fiume, quindi piante immerse o galleggianti nelle acque (idrofite) e le piante strettamente legate ad esso senza tuttavia esserne del tutto immerse (elofite) sono quasi del tutto sparite in area cittadina. Questo anche se il Piemonte è in realtà ricco di flora idrofita ed elofita, che rappresenta il 6% della sua flora totale. Questa particolare ricchezza anche torinese è confermata per il passato da biologi sette-ottocenteschi (Allioni e Bellardi) anche se oggi gli ambienti umidi piemontesi censiti dall’assessorato alla pianificazione del territorio sono pochissimi.
In Torino città, erano presenti, secondo i dati dell’Allioni, ben sette specie di piante acquatiche del tipo Potomageton (genere che vive con le foglie completamente sommerse ed è quindi condizionato dalla qualità dell’acqua).
Tutto ciò si è però con gli anni modificato radicalmente e nel 1973 sopralluoghi botanici lungo il fiume denunciavano la totale sparizione delle specie acquatiche lungo il fiume.
Tuttavia, se pure alcune piante acquatiche sono ricomparse, molte di quelle elofite non potranno più riprodursi per l’annullamento del loro habitat naturale che si è prodotto con il trattamento delle sponde in città.

L’area del Michelotti risulta interessata da sempre da piantamenti arborei, che ebbero all’origine lo scopo di creare un rinforzo naturale all’argine naturale e di consolidare il terrapieno compreso tra il fiume e la strada di Casale.
Con il canale Michelotti (1817) vi furono poi i piantamenti dei filari di platani, dei quali molti sono sopravvissuti fino ad oggi, lungo il rettifilo del canale ed in anni successivi anche lungo il corso Casale.

Con l’inizio del secolo l’area del Michelotti è definita dalle guide di Torino come un “bosco” di 35000 mq di superficie.
Dagli Atti Municipali emerge infatti a più riprese la polemica sugli “sbancamenti” nonché sugli abbattimenti che venivano effettuati negli anni d’inizio secolo lungo i viali e tra gli alberi del parco.
Sono ancora del 1953 i piantamenti delle aiuole ricavate tra il corso Casale e il corso interrato del canale.
Dal rilievo del Comune con la proposta dei piantamenti, emergono inoltre le posizioni degli antichi filari di platani e quelli dei ginco tra le sponde del fiume e il vecchio canale.

La situazione attuale risente di notevoli modifiche apportate alla vegetazione non tanto per la fascia tra l’ex canale e il corso, quanto per l’area che dal 1955 venne data in concessione per lo zoo e nella quale sono stati effettuati diversi piantamenti di specie vegetali particolari ed anche numerosi abbattimenti nei filari di platani esistenti.
Attualmente nell’area dell’ex bosco Michelotti abbiamo diverse essenze vegetali: il platano, lo juglans, la quercia, il tiglio, l’acero, l’acacia, la betulla, il pino, l’abete, il pruno, il frassino e il pioppo, senza contare la vegetazione ad arbusto delle aiuole, le specie floreali e i prati ad erba.

  • Abete Rosso (Picea excelsa) – Spontaneo in tutta l’Europa settentrionale e centrale, molto diffuso sulle Alpi, dove forma estesi boschi, specie in Alto Adige. Adatto a terreni freschi, bagnati da piogge frequenti. Molto resistente al freddo.
    Alto fino a 50 m. Tronco diritto e cilindrico, forma piramidale, slanciato. Può vivere fino a 4-5 secoli.
    Corteccia: rossastra, sottile, squamosa.
    Foglie: aghiformi, color verde scuro, a sezione romboidale, disposte a spirale sui rametti e inserite su castoni.
    Coni: cilindrici, lunghi da 10 a 15 cm con diametro di 2,5-3 cm, di consistenza pergamenacea, costantemente pendenti, che si staccano inerti; colore dapprima verdastro, poi rosso-bruno; squame sempre serrate le une alle altre.
    Impieghi: interesse forestale, uso ornamentale.
  • Albero dei ventagli (ginkgo biloba) – Originario della Cina, coltivato da tempo memorabile nei giardini dei templi orientali in Cina, Giappone e Manciuria, fu introdotto in Europa nel XVIII secolo; ama i terreni freschi e profondi. Tronco diritto, chioma grossolanamente piramidale, eretta in giovane età e poi allargata, altezza fino a 30 m. I semi, una volta giunti a maturazione, producono odore sgradevole e rancido.
    Corteccia: grigiastra chiara, liscia.
    Foglie: caduche a forma di ventaglio, divise in due lobi, dai 5 ai 7 cm, allargate in cima, con fitte e numerose venature divergenti dalla base verso l’esterno. Colore verde intenso in fase vegetativa, poi giallo sulfureo in autunno. Le foglie si presentano raggruppate in piccoli mazzetti, alle estremità opposte dei ramuscoli.
    Impieghi: ornamentale.
  • Carpino (carpinus betulus) – Originario dell’Europa centrale e orientale; ha distribuzione molto vasta, dalle regioni del Nord Europa a quelle mediterranee. In Italia è presente nelle zone di pianura, collinari e alpine fino a circa 800 m di quota.
    Albero di medie e grandi dimensioni, raggiunge i 20 m di altezza, mentre la chioma, molto fitta, non si espande oltre gli 8-9 m di larghezza.
    Foglie: ovali oblunghe, con nervature pronunciate e margini seghettati; di colore chiaro verde, diventano gialle, poi bronzate in autunno e sono molto persistenti sulla pianta dopo l’appassimento. Le radici sono poco espanse e giungono a medie profondità; sono ricche di radichette capillari e di radici secondarie. I frutti sono avvolti da grandi brattee fogliari trilobate, mentre i fiori sono unisessuali, riuniti in amenti.
    Corteccia: liscia, di colore grigio cenere con striature più chiare.
    Impieghi: in natura forma boschi anche in purezza; è stato molto utilizzato per costruire alberature e nei parchi durante i secoli passati. Oggi è utilizzato anche nei piccoli giardini ad uso ornamentale per il portamento colonnare.
    Malattie: la famigliola, un fungo che fa marcire l’apparato radicale, può provocare una rapida morte della pianta.
  • Platano (Platanus orientalis) – Pianta originaria delle regioni medioasiatiche. È molto diffusa in Italia, dalla pianura alle prime zone collinari; è molto longeva e a rapido accrescimento.
    È un albero di grandi dimensioni, che raggiunge i 30 m d’altezza, con chioma a portamento tondeggiante e colonnare.
    Il tronco raggiunge grandi dimensioni e la corteccia, di colore verde grigio, si presenta a grandi placche sottili con tendenza a distaccarsi. Le foglie , molto ampie, con nervature evidenti, costituite da 5-7 lobi, di colore verde chiaro, virano al giallo oro in autunno. Caratteristiche sono le fruttescenze, tonde, lungamente peduncolate a forma di riccio. Tollera consistenti sbalzi di temperatura nei riguardi dei geli invernali e dei caldi estivi, anche in ambiente urbano.
    Impieghi: è ampiamente utilizzato a scopo ornamentale; ne sono testimonianza i grandi esemplari nei parchi storici. Adatto a parchi e giardini di grandi dimensioni, tollera discretamente gli aspetti negativi tipici degli ambienti urbani, come lo smog e gli interventi di potatura.
    Caratteristiche estetiche di rilievo: pieghevole la consistenza e la struttura dell’intero albero, tanto che viene impiegato spesso come esemplare isolato. La corteccia chiazzata è un altro elemento molto decorativo.
  • Frassino (Fraxinus excelsior)Ampiamente diffuso in Europa; in Italia è presente sull’arco alpino, anche a un’altezza superiore ai 1.500 metri.
    Di grandi dimensioni, può raggiungere i 30 m d’altezza. Ha chioma leggera, slanciata, a forma colonnare o ovale.
    Le foglie sono composte, costituite da 5-7 paia di foglioline appaiate e una terminale. I fiori, di color giallo-verde, sono riuniti in pannocchie, mentre i frutti sono samare pendule. La corteccia, di colore verdastro, con lenticelle sugli esemplari giovani, diventa finemente rugosa negli adulti, con colorazione che vira verso il grigio.
    Impieghi: raramente forma boschi in purezza, costituiti cioè dalla stessa specie. Si associa spesso al faggio, all’acero, al carpino e ad alcune conifere. È molto impiegato per parchi, viali alberati e singolarmente per giardini; apprezzato per la regolarità della sua forma e l’adattamento a varie zone climatiche.
    Caratteristiche estetiche di rilievo: particolarmente decorativa la sua chioma, che consente ombreggiatura adeguata nella stagione estiva; notevole anche la calda colorazione assunta dalle foglie in autunno; si adatta facilmente ai traumi provocati dalle alte temperature e dall’inquinamento. Il portamento lo rende adatto a fungere da ‘esemplare’.
    Malattie: il poliporo, un particolare fungo detto anche a “mensola”, può penetrare attraverso le ferite della corteccia provocando il marciume del legno; la famigliola, un fungo che fa marcire l’apparato radicale, può provocare una rapida morte della pianta, così come il cancro del frassino provocato dallo stesso agente del cancro del melo: un patogeno che può creare seri problemi; il fungo attacca i tessuti corticali sia sui rami che sul tronco, formando dei veri cancri aperti in cui la corteccia erosa lascia il legno allo scoperto.
  • Pino dell’Himalaya (Pinus excelsa)Originario delle basse quote dell’Himalaya, dove raggiunge i 50 m di altezza. Teme le zone esposte ai venti, preferisce terreno poroso e piuttosto sabbioso; adatto come esemplare isolato.
    Alto fino a 30 m in Europa; chioma piramidale dall’aria piangente, molto elegante. Rami giovani glabri, con aspetto pruinoso; è caratterizzato da una crescita molto rapida allo stato giovanile.
    Corteccia: grigia-bruna, prima liscia, poi sfogliata a placche. Foglie: aghi pendenti da 8 a 25 cm di lunghezza, riuniti in fascetti di 5, colore verde blu argentato. Coni: di forma allungata cilindrica, sottile, da 15 a 25 cm di lunghezza per 3 cm di diametro, coperti di resina bianca e riuniti in gruppi di tre esemplari.
    Impieghi: ornamentale.
  • Liriodendro (liriodendron tulipifera) – Pianta originaria degli Stati Uniti orientali. Può raggiungere i 50 m di altezza. Le foglie, alterne e lungamente spicciolate, hanno una forma caratteristica, con due grandi lobi basali e l’apice troncato nettamente, di colore verde chiaro, che diventa giallo oro in autunno. I fiori sono estivi, di color giallo verdastro, con sfumature arancioni alla base dei sepali e petali. Possiede radici delicate e carnose, di cui la principale è a fittone. Il legno, di colore giallo chiaro, viene utilizzato per la costruzione di mobili e barche.
    Ideale una posizione soleggiata con atmosfera umida.
    Impieghi: molto apprezzato nei parchi e giardini, soprattutto come esemplare isolato; si usa come albero ornamentale e da legname.
    Caratteristiche estetiche di rilievo: la forma tipica e curiosa delle foglie è molto apprezzata dal punto di vista ornamentale ed è responsabile del sinonimo di “albero dei tulipani”, con cui è noto; le foglie sono particolarmente decorative anche in autunno, quando diventano di un bel giallo intenso.
  • Pioppo (Populus italica) – L’areale del pioppo si estende dall’Europa centro-meridionale all’Asia occidentale e al nord Africa. Pianta a rigido accrescimento, raggiunge i 30 m di altezza, con fusto eretto.
    Le foglie sono da ovali a romboidali, o lobate, nelle diverse specie. I fiori maschili e femminili sono posti su individui diversi e i frutti sono piccole capsule contenenti moltissimi semi lanuginosi. La corteccia è bianca oppure grigia chiara, che si intensifica in bruno e grigio scuro con il passare degli anni.
    Impieghi: grazie alla sua chioma leggera e non eccessivamente fitta e all’adattabilità al pieno sole, viene utilizzato per costruire barriere o schermature e per siepi frangivento. Adatto anche per parchi e giardini.
    Caratteristiche estetiche di rilievo: la leggerezza delle foglie e della chioma nel suo insieme e il colore molto chiaro, uniti alla forma elegante e colonnare di alcune specie, lo rendono molto gradevole anche per formare viali in parchi e giardini.
    Malattie: la crisomela del pioppo rode le foglie deformandole ed è in grado di provocare la morte di esemplari giovani; la larva del punteruolo del pioppo scavando gallerie nei rami provoca l’essiccamento delle piante più deboli; l’anfide lanigero colpisce i germogli rivestendoli di una sostanza fioccosa, mentre sui rami e sulla corteccia determina la formazione di escrescenze bollose.
  • Fico (Ficus carica)E’ uno dei più antichi fruttiferi presenti nei Paesi mediterranei ed è originario forse dell’Anatolia e della Siria. Cresce e fruttifica bene in tutta la Penisola e, pur preferendo climi più caldi e assolati, si dimostra produttivo anche sulle colline meglio esposte della fascia prealpina, grazie al suo apparato radicale molto sviluppato e superficiale. Piccolo albero o anche arbusto, a fusto spesso contorto e chioma irregolare e schiacciata. Il fusto, generalmente corto, si ramifica irregolarmente in grossi rami. I rami secondari sono spesso procombenti, cioè si dirigono verso il suolo, rialzandosi poi nella porzione terminale.
    La corteccia è liscia e di colore grigio chiaro sui rami più vecchi, mentre i rami dell’anno sono verdi e pelosi. Le gemme, apicali ai rami, sono grosse e acuminate, rivestite da due squame verdi. Le foglie , caduche, alterne, sono grosse, ruvide, generalmente palmato-lobate a 3-7 grossi lobi, a base cordata, con un grosso picciolo. I fiori sono riuniti in particolari infiorescenze date dallo sviluppo dell’asse fiorale, dette siconi, che maturando danno i noti frutti del fico.
    Impieghi: è essenzialmente sfruttato come albero da frutto, in quanto il legno è molto tenero e di scarso valore come combustibile.
  • Cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica) – Molto diffuso nelle sedi montane dell’Africa settentrionale. Si adatta anche a terreni ingrati e sabbiosi, ma esige luminosità e una certa quantità di piogge. Portamento maestoso, grandi dimensioni, chioma larga, rada, conica; le ramificazioni principali sono ascendenti, quelle secondarie leggermente pendenti. Molto rustico; gli esemplari giovani crescono in genere molto lentamente. La varietà più coltivata è la Glauca, che ha foglie azzurro-grigie.
    Corteccia: con screpolature oblique e verticali. Foglie: le foglie dei rami giovani sono isolate, aghiformi; quelle dei rami più vecchi, riunite in ciuffi, sono più corte e non superano i 15 mm. Coni: pigne piccole, ovali, con apice molto incavato.
    Impieghi: silvicolo e per costruzioni.
  • Quercia (Quercus rubra)La pianta, a foglia caduca, è adatta per areali continentali ed è un albero molto diffuso nei boschi europei. Le querce sono alberi longevi dal portamento maestoso e di grandi dimensioni, fino a 30 m d’altezza. La chioma è ampia a forma tondeggiante, ovale slanciata o a forma di ampio ombrello.
    La corteccia è grigia, dapprima liscia, per fessurarsi poi longitudinalmente. Le foglie sono di forma diversa, ma tutte profondamente lobate, con margini tondeggianti o marcatamente angolari. La colorazione è verde lucida, con viraggio al rosso o giallo-arancio in autunno.
    Impieghi: è ampiamente presente in boschi sia puri sia con carpino, faggio, orniello, castagno e nocciolo. Nel settore ornamentale si dimostra particolarmente indicata per parchi, giardini, viali alberati e parchi naturali in ricostruzione.
    Caratteristiche estetiche di rilievo: la quercia è ottima per la forma e le colorazioni del fogliame, per le quali risalta molto bene se usata singolarmente come esemplare di medie e grandi dimensioni. Da sola o in piccoli gruppi, la quercia costituisce, per parchi e giardini, lo scheletro portante e il riferimento estetico principale.
    Malattie: la processionaria della quercia attacca le foglie provocandone la caduta; i cinipidi determinano la comparsa di galle sulle radici, sul fusto e sulle foglie; l’oidio delle querce si riconosce per le macchie biancastre sui germogli e sulle foglie.
  • Ontano (Alnus glutinosa)Pianta originaria delle regioni dell’Europa settentrionale, dell’Asia e del Nordamerica.
    Alberi a rapido accrescimento, che raggiungono i 25 m di altezza.
    Le foglie sono ovali arrotondate, con margine irregolarmente dentato a seconda delle specie, di colore verde brillante; i fiori sono riuniti in infiorescenze, maschili e femminili. Quelli maschili appaiono all’inizio dell’inverno, per svilupparsi nella primavera successiva, prima della comparsa delle foglie, e sono molto allungati e vistosi, di colore dorato o rossastro. I fiori femminili compaiono in primavera; il frutto è un cono legnoso. La corteccia è di colore grigio, prima liscia, poi fessurata.
    Impieghi: usato per costruire boschetti di soli ontani o misti con altre latifoglie. È molto indicato per zone vicine a corsi d’acqua, laghetti e aree fluviali; adatto anche per costruire viali alberati.
    Caratteristiche estetiche di rilievo: il colore brillante del fogliame e i colori vivaci dei fiori lo rendono particolarmente decorativo.

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Si riporta anche la bibliografia utilizzata:

H. VEDEL, J. LANGE, F. MONTACCHINI, Alberi e arbusti, Torino, S.A.I.E., 1972.

Il mio giardino, guida pratica per giardino e orto, Novara, Edipem, 1977.

S. FRANCONERI, A. DEL FABRO, Il Grande Libro: orto, frutteto, giardino. Firenze, Demetra, 2001.

G. GIORDANO, M. PASSET-GROS, Dizionario enciclopedico agricolo-forestale e delle industrie del legno, Milano, Meschina, 1962.

G. MASCHIETTI, M.MUTI, P.PASSERIN D’ENTREVES, Giardini Zoologici,vicende storico-politiche degli zoo torinesi (1851-1989), Umberto Allemandi & Co., Torino, 1990.

R. GAMBINO, Formazione uso e prospettive per il nodo paesistico e funzionale del ponte Vittorio Emanuele I e del Parco Michelotti (tesi di laurea) Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura, AA 1986-87, relatore: L. Re.

S. BEDINI, Per il “Progetto Po”: una proposta d’intervento tra il Parco Michelotti e la Borgata Sassi (tesi di laurea), Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura, AA 1998-99, Relatore: G.P. Zuccotti.

E. OPPICI, La comunicazione mussale. Caso studio di un museo dell’acqua nel parco ex zoo a Torino (tesi di laurea), Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura II, AA 2002-03, Relatore: V. Minucciani.

R. PERRULLI, Parco Michelotti, nuovi spazi per il museo del fiume (tesi di laurea), Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura II, AA 2002-03, Relatore:G. Donato.

SARA CAVAGNETTO, I bambini e il museo: ipotesi progettuale per il Parco Michelotti di Torino (tesi di laurea), Politecnico di Torino, Facoltà di Architettura II, Relatore: V. Minucciani.

Guida all’Architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006) – Acquario-rettilario e Casa delle Giraffe al Giardino zoologico, Enzo Venturelli (1956) / Mezzalama, GIULIA MARIA – In: Guida all’Architettura del Novecento in Piemonte (1902-2006) / GIUSTI M.A.; TAMBORRINO R. – TORINO: Umberto Allemandi & C., 2008. – ISBN 9788842216384. – pp. 298-299

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Le fontane pubbliche e i Toret di Torino: posizione di quelli doppi, tripli e persino di sette disposti a semicerchio!

L’acqua potabile è sicuramente un bene prezioso ed utile … e lo sarà sempre di più nel futuro.
Non solo i rubinetti di casa propria ma anche le fontane pubbliche spesso forniscono un’acqua fresca e gradevole.
Generalmente, soprattutto in un centro di una città, basta spostarsi di poche centinaia di metri per trovarne una ed evitare così di acquistare la bottiglietta di acqua minerale, nel tipico contenitore PVC usa e getta: da sempre ho educato mia figlia all’uso delle fontane e penso che sia un importante passo nell’educazione dei giovani per evitare lo speco ed invogliarli ad utilizzare le valide risorse esistenti … anche se magari un po’ meno comode!

A Torino poi, la mia città, abbiamo i tipici Toret collocati un po’ ovunque: ce ne sono più di 800! Ce ne sono anche di doppi, tripli … e uno addirittura di sette collocati a semicerchio!!

Via Stampatori 6

Talvolta sono così belli e collocati in modo così particolare da portare a fantasticare e vederli in una dimensione quasi fiabesca ed onirica:

Via Stampatori 6

Taluni infatti sono collocati in modo molto particolare:

Piazza Lorenzo Bernini (sia da un lato sia dall’altro lato della piazza) (1)
Piazza Lorenzo Bernini (sia da un lato sia dall’altro lato della piazza) (2)
Piazza Lorenzo Bernini (sia da un lato sia dall’altro lato della piazza) (3)
Piazza Lorenzo Bernini (sia da un lato sia dall’altro lato della piazza) (4)
Via Stradella 134

Nei pressi di via Stradella 177, in un giardinetto, ce ne sono addirittura 7 disposte a semicerchio:

Ben 7 Toret disposti a semicerchio – Via Stradella 177 (1)
Ben 7 Toret disposti a semicerchio – Via Stradella 177 (2)

Ben 7 Toret disposti a semicerchio – Via Stradella 177 (3)
Ben 7 Toret disposti a semicerchio – Via Stradella 177 (4)

Se ti trovi a Torino ne potrai trovare uno a poche centinaia di metri da dove ti trovi, soprattutto se sei nel Centro! Se non sei della zona puoi agevolmente trovare il più vicino ricercando Turet Di Torino con Google Maps.

Esistono poi i siti Mappa delle fontanelle: Torino Piemonte e I love Toret . Quest’ultimo, in particolare, lo trovo molto ben fatto e, oltre a mostrare la collocazione di ciascuno, ne mostra dettagli quale per molti anche la foto: se poi uno si registra, può anche contribuire a fornire informazioni e segnalazioni utili, magari la foto se manca ancora per un Toret specifico. Interessante anche il loro sito Facebook.

Sito I love Toret

Esistono poi anche diverse app che possono servire al medesimo scopo come ad esempio Fontane di Torino, anche se, in realtà, non le riporta proprio tutte e attualmente non esiste la possibilità di segnalare le mancanti. L’app Fontanelle d’Italia, come dice il nome stesso, non è specifica per i Toret, ma consente comunque di aggiungere, ovunque uno si trovi in Italia, nuove fontanelle (Menu -> Aggiungi fontanella, dopo ovviamente esserti registrato come utente con proprie credenziali): mi sembra la più completa ed è molto flessibile ed accurata riportando tutte le fontane nelle vicinanze di dove uno si trova. Per il momento ho ritrovato tutti i Toret che ho cercato!

Ovviamente anche a Torino non tutte le fontane pubbliche sono Toret … ma l’acqua è sempre buona comunque 😉 … anche se le altre fontane, giustamente per una questione di risparmio idrico, spesso hanno un rubinetto ed è quindi opportuno fare scorrere un po d’acqua per averla fresca! Anzi, anche se ne rovinerebbe un po’ l’estetica, probabilmente sarebbe meglio inserire una qualche forma di limitazione del flusso d’acqua anche per i Toret … se si pensa a quanta acqua viene attualmente sprecata (e pagata dal Comune, cioè da tutti noi!) avendo sempre un getto continuo.

Ricordo infine che ogni fontana ha un cartellino in cui è contrassegnato il suo numero identificativo ed il numero verde da contattare per eventuali segnalazioni al riguardo: la manutenzione delle fontanelle presenti su tutto il territorio cittadino è in carico alla SMAT con il coordinamento del Settore Ponti e Vie d’Acqua ed il NUMERO VERDE SEGNALAZIONE GUASTI è 800.239111.
In diverse occasioni ho utilizzato quel servizio per comunicare loro disfunzioni della fontana (e.g. rubinetto rotto, erogazione mancante, atto di vandalismo) e sono prontamente intervenuti nel giro di pochi giorni.

Esistono poi a Torino  13 fontane a carattere monumentale tra cui:

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Bere l’acqua del rubinetto utilizzando i punti acqua o predisponendo a casa propria sistemi economici per avere acqua filtrata e gassata a piacere – (prima parte)

Il business dell’acqua minerale ci hanno portato spesso ad acquistare decine di bottiglie di plastica ogni settimana senza farci troppo pesare l’impatto ambientale che ne deriva in termini sia di plastica prodotta (e non sempre neppure riciclata a dovere), sia d’inquinamento dovuto al trasporto di questo articolo alimentare ingombrante e pesante … tra l’altro non solo per quanto riguarda il tragitto dalla sorgente ai negozi, ma anche da questi ultimi a casa propria!!

Un primo tentativo di riciclo ben fatto, almeno dei contenitori di plastica residui, si era visto, anni fa, in qualche supermercato: appositi macchinari pressavano una ad una le bottiglie rese, restituendo addirittura un minimo di sconto per un successivo acquisto, come premio per l’impegno mostrato dal cliente, dal momento che l’operazione richiedeva ovviamente del tempo. Evidentemente neppure questo tentativo di rendere almeno un po’ meno invasivo questo grande quantitativo di plastica ha portato a significativi vantaggi, forse per mancata risposta della gente all’iniziativa come inizialmente sperato, o più probabilmente perché antieconomico seppur sicuramente utile! Sta di fatto che, così come decenni fa erano scomparsi i sistemi di restituzione del vetro perché meno vantaggiosi economicamente rispetto alla politica dell’usa e getta di contenitori di plastica o di Tetra Pak, così sono scomparsi dai pochi supermercati anche questi macchinari che limitavano almeno l’ingombro dei resi delle bottiglie di plastica e conseguentemente anche i costi per un loro riciclo.

Chi ha i miei anni si ricorda bene come almeno fino agli anni ’70 esistesse un servizio di reso del vetro per le bottiglie dell’acqua, del latte e addirittura per quelle piccole delle bibite.
Ormai da decenni, solo più alcuni ristoranti sembrano ancora godere di tale servizio di restituzione al mittente delle bottiglie di vetro, dove evidentemente il costo di gestione è minimo trattandosi di una periodica sostituzione tra bottiglie piene portate e vuote recuperate: si tratta comunque della vendita di un prodotto di nicchia, talvolta esteticamente anche bello da posare su un tavolo di un rinomato ristorante e ad un prezzo che non deve essere così concorrenziale come quello di articoli esposti sugli scaffali di un supermercato.

Ricordo ancora, da adolescente, quando, soprattutto al mare, tra ragazzini si andava alla ricerca di bottigliette incautamente abbandonate da qualcuno magari sulla spiaggia, per poi andarle a restituire nei negozi: con i pochi spiccioli recuperati per il reso, si prendeva poi tutti assieme un ghiacciolo o un cono gelato. … davvero cose di altri tempi!!
Chissà se i ragazzi d’oggi, lo farebbero ancora, magari anche stimolati da un sentimento di rispetto verso il Pianeta e non solo per un minimo ritorno economico … ma oramai i contenitori di vetro sono sempre più rari ed i pochi rimasti (e.g. vino, birra, olio) sono sempre usa e getta!

Il problema deve essere quindi risolto ben più all’origine, cercando di diminuire la produzione di contenitori in PVC che invece sembrerebbero avere avuto sempre più il sopravvento, per via della loro economicità nel produrli ed utilizzarli.
I contenitori per l’acqua sicuramente incidono notevolmente e credo siano i primi da prendere in considerazione anche perché sono relativi ad un prodotto non indispensabile e che non giustifica un suo utilizzo massivo. Infatti, anche così com’è, l’acqua potabile del rubinetto di casa rispetto a quella acquistabile, molto spesso non è tanto differente in termini minerali, microbiologici e chimici. Sul fatto che quella imbottigliata sia più controllata nutro seri dubbi, … anzi! Quella del rubinetto ha additivi, quale il cloro, che la rendono comunque potabile; quella in bottiglia per essere conservata correttamente dovrebbe stare al riparo dalla luce e da fonti di calore. Mi ricordo che già in gioventù mi aveva fatto pensare vedere la commedia Un nemico del popolo di Ibsen!

Non solo dai rubinetti di casa propria, ma anche dalle fontane pubbliche si può avere un’acqua fresca e gradevole, e ti invito a visitare il mio post seguente a tale riguardo: Le fontane pubbliche ed i Turet di Torino: posizione di quelli doppi, tripli e persino di sette disposti a semicerchio!

Io, come penso la maggior parte delle persone degli anni ’50 -’70, sono vissuto bevendo abitualmente l’acqua potabile del rubinetto o addirittura quella di pozzi. Infatti, in molte zone d’Italia ed anche nei centri urbani, l’acqua fornita dagli acquedotti non solo risulta potabile, ma è anche gradevole al gusto.
Questo vale anche per l’acqua del rubinetto della mia casa a Torino, sebbene quando sono in montagna o in campagna, nel bere quella locale, noto una certa differenza!

Comunque anche l’acqua potabile di città può facilmente essere migliorata, ad esempio depurandola da agenti quali il cloro aggiunto e possibili impurità derivanti dalle tubazioni: chi non ha sperimentato di trovare granelli di materiale sabbioso svitando i rompi-getto dei rubinetti?

A questo riguardo, validissime sono le iniziative, presenti soprattutto nei piccoli paesi, di distributori di acqua sia naturale raffreddata sia anche gassata, a prezzi decisamente stracciati: si parla di pochi centesimi al litro e addirittura gratuita almeno nella sua versione non gassata. Se si pensa anche solo ai costi risparmiati per lo smaltimento rifiuti plastici, si capisce bene come possano risultare socialmente vantaggiose queste iniziative non solo in termini ambientali.
Basta quindi recarsi in uno di questi distributori con il classico cestino da sei bottiglie di vetro con chiusura ermetica, e si possono riempire in pochi minuti con dell’acqua fresca e opportunamente filtrata oltre che controllata. Niente più bottiglie di plastica e costi decisamente minori.
Ho letto che si calcola che un Punto Acqua, con un normale attingimento di circa 4.000 litri al giorno, permetta un risparmio di quasi 1 milione di bottiglie di plastica all’anno. L’ipotesi di un quantitativo così elevato di litri erogati al giorno, seppur sicuramente possibile tecnicamente, mi sembra personalmente un po’ ottimistica perlomeno in diversi di quei punti acqua vista l’effettiva affluenza di persone, ma rende comunque bene l’idea dei benefici, almeno teorici, che ne possono derivare.

Nei piccoli centri urbani, come quello di Villanova Mondovì dove spesso mi reco in campagna, per usufruire del distributore collocato al centro del paese è sufficiente introdurre della monetina (seppur non sia previsto un resto) … oppure, ancor meglio, si può ritirare in Comune una carta ricaricabile che può poi essere all’occorrenza ricaricata direttamente al distributore, inserendola e quindi introducendo del denaro: semplice no? Si riesce così ad avere a pochi passi da casa (spesso più vicino del supermercato) un prodotto più economico ed ancora migliore (in quanto già rinfrescato)!

Questi distributori d’acqua esistono generalmente anche nei grossi centri urbani. A Torino, tuttavia, la procedura di acquisto e caricamento della tessera non erano particolarmente agevoli in quanto ci si doveva recare in Circoscrizione, ad orari prestabiliti non compatibili per chi lavora, sia per acquistare la tessera sia per ricaricarla in quanto non era previsto farlo localmente introducendo denaro nel distributore. Questo fatto, in aggiunta alla distanza spesso non indifferente per raggiungere il punto più vicino, facevano desistere molti cittadini ad utilizzare questo servizio, anche chi come me normalmente usa tali distributori quando si trova in un paese dove le distanze sono ridotte e la difficoltà di ricarica è nulla. Per fortuna ora i punti SMAT hanno da non molto tempo attivato l’erogazione registrando una propria carta bancaria/postale o prepagata dotata di lettura “contact-less” (e.g. Pago bancomat, VISA, Maestro, Mastercard) con quindi la possibilità di attivare così un proprio conto virtuale.

Distributore per l’acque della SMAT con la possibilità di attivare un proprio conto virtuale per ottenere l’erogazione con qualsiasi carta contact-less (e.g. bancomat, Visa)

Si noti, comunque, che solo l’acqua gasata risulta a pagamento.
Rimane il problema della distanza che spesso non è indifferente seppur ne esistano diversi in provincia di Torino come mostrato nella pagina apposita del sito di SMAT dove, per ciascun paese, viene indicata la sua esatta collocazione. Per un paese anche solo un unico punto acqua è più che sufficiente, ma per una città grande come Torino personalmente penso che i seguenti 12 punti siano davvero troppo pochi:

Non ne comprendo bene il motivo (risparmio energetico per via del refrigeratore che non viene alimentato nelle ore di chiusura?), ma si legge che l’erogazione del servizio è limitato dalle 6:00 alle 24:00.

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Cosa fare infine se i Punti Acqua sono troppo distanti o non presenti?
Si può allora vedere come provvedere ad installarsi un sistema di depurazione casalingo con eventualmente anche la possibilità di gassare l’acqua per renderla ancora più gradevole, senza per questo dover spendere grosse cifre od occupare uno spazio che spesso non esiste in un appartamento condominiale.
Ad esempio, pochi mesi fa io ne ho installato uno in cucina, sfruttando quel seppur minimo spazio presente tra il muro ed i cassettoni rientranti sotto il lavabo. Questo sarà quindi l’argomento specifico della seconda parte di questo post che potete trovare a questo link ma …

… eccovi un’anteprima!
😉

Impianto sotto lavabo di depurazione casalinga dell’acqua

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What to do if dragging a window on the edge of the screen with the mouse does not lead to any effect (i.e. full-screen window, splitting of the screen into two sectors)

I always appreciate the gesture that allows to have a window in full screen when dragged out of the top border of the display and even the feature to have the screen spitted into two sectors when a window is dragged on one of display side.

When a window (taken from a caption bar free zone) is dragged out with a mouse on the screen top border, it is usually the set in full screen
When a window (taken from a caption bar free zone) is dragged out with a mouse on one side of the screen border, it is usually split of the screen into two sectors

Possibly because I changed my second additional screen or because I inadvertently used a short key or even because of a Windows update, since yesterday I was not able to have that feature on both my main screen and the second one!

After some search in Internet I found that I was not the only one that had that “problem”.
So, what to do if you want again to have that nice behavior?
You must simply check one option available in the Easy of Access section in the Control Panel, the one related to Mouse Setting [IT: link].

You will probably find checked the option Prevent windows from being automatically arranged when moved to the edge of the screen” … and so you have to uncheck it.

Easy of Access section in the Control Panel, – The Mouse Setting [IT: link] option “Prevent windows from being automatically arranged when moved to the edge of the screen” must be unchecked
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Come conoscere la velocità di un collegamento WiFi su un PC Windows

Talvolta può convenire sapere quel è la velocità massima di una connessione di rete quando il nostro PC è connesso ad uno specifico WiFi.

Si può innanzitutto andare a vedere l’associated/link speed vale a dire, in generale, la velocità massima di collegamento negoziata tra i due dispositivi (PC e router/repeater) in base alla loro velocità supportate e alla qualità del collegamento. Si noti che, nel caso di una connessione wireless 802.11, per via di possibili interferenze e per il fatto che i protocolli introducono informazioni addizionali (overhead) rispetto ai dati che si intende trasferire, la velocità di trasmissione effettiva sarà normalmente solo il 40÷60% di quella velocità associata.
Quella velocità indicata sarà quindi da prendere come buona solo a patto di tener conto delle precedenti considerazioni.

In un PC Windows 10 per conoscere l’associated/link speed basta andare nella sezione Connessione di rete dal menù che compare cliccando con il tasto destro sull’icona di Start:

Connessione di rete

Andando poi a vedere i dettagli della connessione WiFi corrente, si scopre quella informazione ricercata che viene indicata come Velocità:

Associated/link speed della connessione WiFi correntemente utilizzata dal PC Windows 10

Si può arrivare a quella finestra con i dettagli delle connessioni di rete anche eseguendo il comando ncpa.cpl nella finestra di Esegui/Run [Windows key + “R”].

Se invece poi uno vuole testare la velocità su Internet della propria linea, e non quindi come visto precedentemente quella massima raggiungibile dal PC verso il primo dispositivo di rete WiFi a cui si è connesso internamente alla propria LAN, allora ci si deve affidare a servizi di speed test offerti da diversi siti/app quale ad esempio quello raggiungibile da questo sito. Ovviamente i risultati che ho ottenuto dal mio PC, con una linea in fibra FTTH, sono assai differenti a seconda se mi collego direttamente al WiFi del router o a quello del repeater, e ancor di più se mi connetto via cavo Ethernet:

Speed test con PC connesso via cavo Ethernet al router
Speed test con PC connesso al WiFi 5 GHz del router nelle sue vicinanze
Speed test con PC connesso via cavo Ethernet al PowerLine Netgear collocato in una presa distante dal router
Speed test con PC connesso al WiFi del router nello stesso punto in cui avevo fatto prima le prove collegandolo al PowerLine Netgear

Nel seguito gli speed test con il PC connesso all’Extender TP-LINK AC1750 (RE450) rispettivamente con connessione via cavo Ethernet, alla rete WiFI estesa 5 GHz e a quella 2.4 GHz.

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Speed test con PC connesso con cavo Ethernet all’Extender TP-LINK AC1750 (RE450)
Speed test con PC connesso al WiFi 5 GHz dell’Extender TP-LINK AC1750 (RE450)
Speed test con PC connesso al WiFi 2.4 GHz dell’Extender TP-LINK AC1750 (RE450)
Speed test eseguito da app su smartphone

Risulta quindi evidente anche da queste semplici prove che generalmente un collegamento via cavo Ethernet fornisce prestazioni migliori rispetto ad una connessione WiFi, anche quando il collegamento viene fatto sfruttando la rete elettrica di casa tramite un Power Line.

Se poi le prese di rete risultano insufficienti in un punto della casa (e.g. singola Power Line a cui si vorrebbero attaccare più dispositivi, quali alcuni PC e stampante), sarà sufficiente, con meno di 10 euro, acquistare un uno switch da 5 o più porte:

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 61psreh1-ql._ac_sl1500_.jpg
Esempio di Switch che consente di collegare via cavo più dispositivi a un’unica presa di rete Ethernet

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Come connettere uno smartphone o un tablet con un cavo Ethernet

Sebbene sempre più spesso (seppur a scapito della banda disponibile) si usi anche per i PC una connessione WiFi  per collegarsi alla rete domestica ed ad Internet, solitamente risulta essere il dispositivo che maggiormente viene anche collegato ad una rete fissa via cavo Ethernet. Essendo già provvisto di una connessione di rete RJ45 classica la connessione risulta assai semplice e priva di costi aggiuntivi se non quelli del cavo standard!

Solitamente per i tablet e sopratutto per gli smartphone poi, la connessione WiFi sembra essere diventata oramai la norma! Anzi, dal momento che non esiste nativamente in entrambi un connettore di rete RJ45, per via delle sue dimensioni non compatibili con lo spessore di quei dispositivi, spesso le persone pensano che non sia comunque possibile in alcun modo connetterli alla rete via cavo, … e ciò non è vero come dettaglierò nel seguito!

Ma perché voler connettere talvolta tablet o smartphone alla rete domestica via cavo Ethernet?
Ad esempio per avere maggiore banda e quindi velocità. Oramai alcuni tablet (e.g. Surface Pro) hanno una potenza elaborativa pari, se non superiore, a diversi Personal Computer, per cui avere a disposizione il massimo della banda resa disponibile dal proprio modem/router può fare la differenza in diverse occasioni di connessione a servizi su Internet (e.g. servizi in streaming e di videoconferenza, collegamento ad un cloud), così come a risorse interne alla propria LAN, la rete interna domestica (e.g. accesso ad Hard Disk di rete, N.A.S., stampante).

Inoltre può anche servire per collegarsi via cavo a dispositivi che prevedono una loro configurazione manuale anche tramite un loro collegamento diretto via Ethernet, come nel caso di Router, Access point e WiFi extender (vedi mio post relativo alla configurazione manuale di un extender). Connettersi via cavo sicuramente evita possibili interferenze e problematiche proprie delle connessioni WiFi ed un collegamento punto-punto assicura una certezza di affidabilità.

Come fare, dunque, se non esiste ne su un tablet, nè tanto meno su uno smartphone, il connettore di rete RJ45? Ovviamente si deve far uso di un adattatore con una delle poste che possiede, tipicamente la porta USB o USB-C o anche connettori specifici di qualche prodotto come nel caso della connessione dei Surface fino alla versione 6 alla “vecchia” Docking Station.

Nel caso di uno smartphone che abbia un connettore USB-C è necessario avere un adattatore USB-C -> Ethernet. In  genere questi Hub posseggono anche più porte USB/USB-C, lettori SD/micro SD, presa HDMI. I più completi (e costosi) [e.g. ABASK Hub] posseggono anche una presa USB-C utilizzabile per caricare lo smartphone stesso: questo è sicuramente importante se si utilizzano per diverso tempo gli altri connettori per collegarsi ad Hard Disk esterni e/o visualizzare l’output video su un monitor esterno/proiettore. Se il tempo di utilizzo non è molto (e quindi non è necessario mantenere anche in carica lo smartphone), può allora essere sufficiente un semplice ed economico Adattatore di rete da USB 3.0 Type C a Gigabit Ethernet 10/100/1000 quale quello della TP-Link. Per un dispositivo con presa USB 3.O (e.g. un tablet) sempre la TP-Link propone un Adattatore di rete da USB 3.0 a Gigabit Ethernet 10/100/1000, anch’esso semplice ed economico.

Smartphone collegato tramite HUB USB-C -> Ethernet all’Extender per configurarlo via cavo

Se lo smartphone ha un connettore USB semplice, esistono connettori di tutti i gusti come puoi vedere da questo link: Adattatore Ethernet RJ45 Micro USB per smartphone e tablet.

Che una volta collegato l’adattatore nella presa USB-C, la connessione dati viaggi sul cavo Ethernet, lo si può anche verificare andando in Impostazioni -> Connessioni delle dello smartphone, e in particolare nella sua sezione Altre impostazioni di rete. Il campo Ethernet risulta abilitato e cliccabile per vederne i dettagli:

Attaccando il cavo Ethernet allo smartphone tramite l’adattatore, si abilita la sezione di gestione di quel collegamento (1)
Attaccando il cavo Ethernet allo smartphone tramite l’adattatore, si abilita la sezione di gestione di quel collegamento (2)
Attaccando il cavo Ethernet allo smartphone tramite l’adattatore, si abilita la sezione di gestione si quel collegamento (3)

Nel caso specifico di un tablet tipo il Surface Pro, per connetterlo via cavo Ethernet, è necessario avere la sua Docking Station originale o, se non si vuole spendere molto, un adattatore tipo il TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet che personalmente uso.

TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet che rende connettibile al cavo Ethernet il Surface Pro

Tra l’altro, ho visto che la Docking Station venduta attualmente da Microsoft (per renderla compatibile anche con l’ultima versione di Surface Pro che non ha più un attacco proprietario che consentiva di connettere il tablet non solo all’alimentatore ma anche alla Dock Station) non è più quella comoda di un tempo che consentiva di fissare bene il tablet.

“Vecchia” Docking Station Microsoft per Surface fino alla versione 6

Nuova Docking Station Microsoft per Surface che rimane “volante” e non fissa più in modo stabile il tablet

Con la connessione WiFi disattivata, quando si connette con il cavo Ethernet lo smartphone alla propria LAN (e.g. direttamente al modem/router) quel dispositivo si aggancia a quella rete ed i dati non transitano sulla rete mobile: questo si vede chiaramente se si ricerca l’indirizzo IP che gli è stato assegnato dal DHCP della rete a cui è connesso.

IP 192.168.x.x quando è connesso con cavo Ethernet alla LAN

IP 10.220.x.x quando è connesso con rete mobile

Se poi le prese di rete risultano insufficienti in un punto della casa (e.g. singola Power Line a cui si vorrebbero attaccare più dispositivi, quali alcuni PC e stampante), sarà sufficiente, con meno di 10 euro, acquistare un uno switch da 5 o più porte:

Esempio di Switch che consente di collegare via cavo più dispositivi a un’unica presa di rete Ethernet

Vedi anche: Come utilizzare uno smartphone o un PC con connessione a Internet per fornire una connessione a una LAN

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WhatsApp: come avere questo sistema di messaggistica anche su PC/tablet sia da un browser (WhatApp Web) sia come applicazione installata

Già nel lontano 2015, avevo scritto un post su come utilizzare comunque WhatsApp Web su Edge che era rimasto, allora, l’unico browser non supportato ufficialmente, sebbene fosse solo questione di mesi affinché lo fosse anche lui!

Ho notato tra gli amici che ancora oggi molti non sanno neppure della possibilità di usare WhatsApp anche da PC/tablet da un qualsiasi browser o anche come applicazione installata!
Anche se un suo utilizzo su smartphone è sicuramente più frequente, può tornare molto utile averlo anche su PC non solo quando uno lavora diverse ore sul proprio computer, ma anche per poter copiare così agevolmente parte di messaggi ricevuti … o cliccare su qualche link quale, ad esempio quello per iniziare una videoconferenza con Zoom.

Iniziamo da un suo utilizzo tramite un qualsiasi browser wale a dire tramite WhatsApp Web.

Per utilizzare WhatsApp Web è sufficiente andare sul sito https://web.whatsapp.com e seguire le istruzioni per sincronizzarsi con la propria versione presente sullo smartphone. Sostanzialmente viene mostrato a monitor un QR-Code (il classico un quadrato in bianco e nero contenente informazioni) che dovrà essere letto dalla telecamera del proprio telefonino andando ad aprire l’apposita sezione Whatsapp Web presente nel menù (i tre puntini …) in alto a destra dell’app medesima:

Voce del menù per accedere alla sezione di configurazione di WhatsApp Web sul proprio PC/Tablet

Si possono avere più associazioni, ad esempio su diversi PC o browser e, per aggiungerne una nuova, basta cliccare sul + (in alto a destra):

Premere sul + (in alto a destra) per associare un nuovo dispositivo/browser

Verrà attivata la telecamera dello smartphone e si dovrà posizionarlo in modo che possa leggere il QR-code mostrato sul monitor del PC:

Posizionare lo smartphone in modo che dalla sua telecamera possa leggere il QR-code mostrato sul monitor del PC

L’associazione è quasi immediata e nel giro di pochi secondi si ha l’intero accesso alla sezione dei messaggi dove è possibile leggere e scrivere anche con eventualmente registrazioni vocali:

Dashboard dei messaggi di WhatApp Web da cui è possibile leggere/copiare quelli ricevuti e scriverne di nuovi

Esiste poi anche un WhatApps installabile come applicazione sul PC/Tablet. Per scaricare il programma eseguibile, basta andare sul loro sito ufficiale e procedere nella sua sezione scarica:

WhatApps è anche installabile come applicazione sul PC/Tablet: basta andare sul loro sito nella sezione scarica

Verrà scaricato (per default nella cartella Download associata al proprio utente del PC (i.e. C:\Users\nomeutente\Downloads) il file eseguibile WhatsAppSetup.exe che dovrà, come per tutti i programmi, essere cliccato due volte per procedere nell’installazione. Una volta installato sarà presente tra le applicazioni elencate in Start e si potrà ovviamente impostare per averlo anche tra le tile o addirittura nella taskbar delle applicazioni:

WhatsApp installato sul PC/tablet come applicazione

La prima volta che si esegue, si dovrà completare una procedura di associazione tramite QR-Code analoga a quanto già visto per WhatsApp Web.

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Come disabilitare le notifiche di WhatsApp per alcuni gruppi/persone su smartphone e su PC/tablet

Può essere fastidioso sentire il suono di notifica di un nuovo messaggio, soprattutto quando si tratta di uno relativo a gruppi di persone anche molto numerosi, come quelli di assistenza per un’app od un prodotto.

Risulta perciò assai conveniente operare per disabilitare le notifiche _(almeno quelle sonore) solo per quel gruppo specifico. Ovviamente una analoga procedura può essere attuata anche per un singolo contatto. Nel seguito ne mostro la procedura passo passo.

Fare click sui tre puntini in alto a destra quando si è dentro la visualizzazione dei messaggi del gruppo, e selezionare la prima voce relativa a Info gruppo:

Selezionare la prima voce delle opzioni: Info gruppo

Si può quindi optare se disabilitare tutte le notifiche agendo sul primo interruttore, oppure personalizzare le notifiche, escludendone solo alcune:

Anziché disabilitare tutte le notifiche agendo sul primo interruttore, si può decidere di personalizzare le notifiche, escludendone solo alcune

A esempio si può escludere qualsiasi tono di notifica impostando silenzioso:

Si può escludere qualsiasi tono di notifica impostando silenzioso (1)
Si può escludere qualsiasi tono di notifica impostando silenzioso (2)

Si può anche escludere la vibrazione:

Escludere la vibrazione

La configurazione finale sarà quindi la seguente:

Tra gli eventi mostrati nel centro notifiche continueranno ad esserci indicazioni dei messaggi ricevuti dal momento che non si sono disattivate completamente le notifiche, ma si è evitato così di essere disturbati per messaggi di minima rilevanza che si sovrapporrebbero ad altri che invece è utile leggere al più presto ed è quindi bene avere anche una notifica sonora!

Se poi si usa anche WhatsApp Web (vedi mio post), cioè si accede da PC, può tornare utile impostare analoghe opzioni per non essere qui disturbati da notifiche proprie dei Windows 10. Purtroppo qui le notifiche provengono sia dal browser (e.g. Chrome), sia dal sito specifico, sia da un’altra app (e.g . Il tuo telefono se correntemente l’hai lanciata per collegare appunto le notifiche dello smartphone sul PC) e non si riesce a discriminare finemente sulla base del gruppo/persona specifica): se uno va sulle impostazioni presenti in WhatApp Web trova solo Disattiva notifiche questo agisce per tutti ed ovunque (quindi anche sullo smartphone), per cui fai attenzione ad attivarla!

Disattivazione ovunque e per tutti delle notifiche di WhatsApp Web (1)
Disattivazione ovunque e per tutti delle notifiche di WhatsApp Web (2)

E’ necessario invece agire sulle notifiche a livello di Windows 10. Dall’elenco delle notifiche a sinistra si può selezionare l’icona delle impostazioni (o cliccare con il tasto destro e selezionare Vai alle impostazioni di notifica) per modificarle:

A seconda se si tratta di una notifica di un sito,del browser o di un’altra app (e.g. Il tuo telefono se correntemente l’hai lanciata per collegare appunto le notifiche dello smartphone sul PC), si devono modificare opportunamente le notifiche che uno desidera ricevere:

Impostazione delle notifiche relative a WhatsApp provenienti dall’app Il tuo telefono
Blocco delle notifiche provenienti da Whatsapp Web

Per velocità, si può innanzitutto disabilitare tutti i siti che possono richiedere di inviare notifiche agendo sull’interruttore in alto e poi abilitare solo quei pochi di interesse (e.g. quello delle email):

Si può innanzitutto disabilitare tutti i siti che possono richiedere di inviare notifiche agendo sull’interruttore in alto e poi abilitare solo quei pochi di interesse (e.g. quello delle email) (1)
Si può innanzitutto disabilitare tutti i siti che possono richiedere di inviare notifiche agendo sull’interruttore in alto e poi abilitare solo quei pochi di interesse (e.g. quello delle email) (2)
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Configurare manualmente un ripetitore TP-LINK recente (e.g. TL-WA850RE vers. 2.x, AC1750) da app o da browser, per estendere la portata del proprio Wi-Fi … e soluzioni alternative (e.g. reti Mesh, FWA)

In un post precedente avevo mostrato la procedura che ho utilizzato per configurare il mio TP-LINK TL-WA850RE , versione 1.2, ancora oggi uno dei più economici ma che ha buone prestazioni, seppure operi solo ad una frequenza (2,4 GHz).
In questo post mostrerò invece come effettuare la medesima configurazione anche da smartphone, tramite l’apposita app TP-LINK Tether che tuttavia è compatibile solo per le versioni più recenti dei dispositivi TP-LINK come il mio TP-LINK AC1750, (RE450) Dual Band (pagina prodotto ; supporto; F.A.Q.), ma anche con il TL-WA850RE , se nella versione 2.x . Farò anche notare che alcune procedure comunque risultano possibili solo dal sito presente sul dispositivo, ovviamente aggiornato al suo firmware più recente.

Si ricorda nuovamente che ,anche se esiste un apposito pulsante per associarlo al modem/router una volta che in quest’ultimo sia stato premuto il tasto WPS per una connessione al WiFi da lui generato da parte di dispositivi esterni, può sempre tornare utile configurare in modo manuale l’extender, soprattutto quando per qualche motivo le sue prestazioni non sono quelle sperate o si desidera modificare le diverse opzioni/funzionalità rispetto a quelle definite di default. Ovviamente solo con una configurazione manuale si possono impostare diversi parametri ed opzioni che diversamente permangono quelli di default (e.g. impostare intervallo di tempo per il quale i led del dispositivo si spengono automaticamente; impostare intervalli di giorni della settimana/tempo per i quali il repeater si spegne automaticamente).

Per iniziare una nuova configurazione manuale, è conveniente innanzitutto, se il dispositivo non è nuovo,  premere il suo tasto di reset per qualche secondo per riportarlo alle condizioni di fabbrica.

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Configurazione manuale accedendo da browser al sito presente nel repeater (con PC o smartphone)

Ci si può connettere all’extender direttamente tramite cavo Ethernet o tramite WiFi generato dal dispositivo stesso che riporta il nome del prodotto (i.e. TP-LINK_Extender_50E6BF)  e si accede con un browser ad un’URL specifica del prodotto (e.g. nel caso di un repeater TP-LINK, al sito tplinkrepeater.net) o ad un indirizzo IP (e.g. quello correntemente del repeater, impostato per default a 192.168.1.141).

Si noti che la connessione via cavo Ethernet è assi agevole se si ha un PC dal momento che è sufficiente utilizzare un cavo standard Ethernet. Nel caso di uno smartphone che abbia un connettore USB-C è necessario avere un adattatore USB-C -> Ethernet (in genere posseggono anche più porte USB, lettori SD, presa HDMI, talvolta [e.g. ABASK Hub] anche una presa USB-C utilizzabile per caricare lo smartphone stesso e questo è sicuramente importante se si utilizzano per diverso  tempo  gli altri connettori per collegarsi ad Hard Disk esterni e visualizzare su un monitor/proiettore): per maggiori dettagli vedi un successivo mio post.

Smartphone collegato tramite HUB USB-C -> Ethernet all’Extender per configurarlo via cavo

Nel caso di un tablet tipo il Surface Pro, per connetterlo via cavo Ethernet, è necessario avere la sua Docking Station specifica o, se non si vuole spendere molto, un adattatore tipo il TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet.

TECKNET Hub USB 3.0 Ethernet che rende connettibile al cavo Ethernet il Surface Pro

 

“Vecchia” Docking Station Microsoft per Surface fino alla versione 6 – diversa daquella nuova che rimane “volante” e non fissa più in modo stabile il tablet.

Notare che la connessione WiFi del PC/smartphone deve essere sulla rete creata dal repeater e non su quella diretta del modem/router. Diversamente, cercando di accedere al sito tplinkrepeater.net, verrà mostrata la pagina seguente (in russo! … per cui conviene attivare sul browser la traduzione russo-> italiano, ad esempio tramite il plugin Translator se si usa il browser Edge), che riporto tradotta:

Cercando di accedere al sito tplinkrepeater.netcon il PC/smartphone connesso NON tramite il WiFi del repeater, verrà mostrata la pagina seguente (in russo! … ne riporto la traduzione automatica effettuata dal browser) (1)

 

Cercando di accedere al sito tplinkrepeater.net, con il PC/smartphone connesso NON tramite il WiFi del repeater, verrà mostrata la pagina seguente (in russo! … ne riporto la traduzione automatica effettuata dal browser) (1)

Sostanzialmente vengono suggeriti due metodi per accedere alla configurazione dell’amplificatore di segnale (i.e. repeater):

  1. Scaricare l’app TP-LINK Tether  (ma forse non è proprio quello che desideriamo fare perché vogliamo ad esempio, accedere ad una delle opzioni presenti soltanto tramite il sito tplinkrepeater.net presente sul router stesso!),
  2. Accedere con un qualsiasi browser al sito tplinkrepeater.net presente sul router stesso, assicurandosi con uno dei metodi seguenti che il collegamento di rete avvenga proprio tramite il repeater:
    1. Collegando direttamente ad esso il PC tramite cavo Ethernet (secondo me è la soluzione migliore),
    2. Individuando la rete WiFi specifica del repeater (qualora il suo nome differisca da quello della rete principale, ad esempio MyHome_Ext se la rete del modem è nominata MyHome) e collegandoci ad essa [Nota: generalmente il nome della rete estesa si rende identico a quella primaria in modo che la connessione WiFi abbia una continuità per i dispositivi mobili, quale lo smartphone],
    3. Recuperando dal modem/router dal suo elenco dei client DHCP l’indirizzo IP assegnato al repeater ed utilizzando quello per accedere al suo sito di configurazione (e.g. 192.168.1.62 anziché l’URL tplinkrepeater.net). Questo a meno che non sia impostato con IP fisso, come generalmente avviene con le impostazioni  di default: ad esempio il mio TP_LINK RE450 ha impostato per default l’IP fisso 192.168.1.141 ed il server DHCP è impostato ad Auto(Off). Il quest’ultimo caso ovviamente la pagina di configurazione si raggiunge tramite l’IP fisso e non tramite quella indicata dal modem/router che sarebbe quella che assegnerebbe se la sua gestione fosse demandata al DHCP.

      Individuare l’IP assegnato al repeater dal DHCP presente sul modem/router (e.g. TIMHub) (1)


      Individuare l’IP assegnato al repeater dal DHCP presente sul modem/router (e.g. TIMHub) (2)

       

      ATTENZIONE: il repeater per default può avere impostato l’IP fisso e disabilitata l’assegnazione tramite DHCP (1)

      ATTENZIONE: il repeater per default può avere impostato l’IP fisso e disabilitata l’assegnazione tramite DHCP (3)

      Se si desidera cambiare l’indirizzo IP del repeater o se si vuole che lo ottenga automaticamente dal modem/router, basta andare da PC sulla sezione Rete dove eventualmente è anche possibile impostare nel repeater stesso una funzionalità di Server DHCP (sconsiglio!!):

      Sezione Rete dove è possibile cambiare l’IP dell’extender ed attivare eventualmente la funzionalità di DHCP (1)

      Sezione Rete dove è possibile cambiare l’IP dell’extender ed attivare eventualmente la funzionalità di DHCP (2)

      Si noti che, molto stranamente quella sezione Rete, del sito di configurazione presente nell’extender, non viene visualizzata completamente se si accede da smartphone con il medesimo browser Edge quasi si volesse impedire una sua gestione da un dispositivo mobile 🤔.

      Se acceduto da smartphone, la sezione Rete non presenta le possibilità di modificare la gestione dell’IP del repeater (??)

    4. Aggiungo io un altro metodo aggiuntivo che personalmente trovo il più semplice da attuare anche se non suggerito ufficialmente, cioè quello di scollegare momentaneamente il WiFi sul PC/smartphone, avvicinarsi molto al repeater e solo allora riaccendere il WiFi: molto probabilmente il dispositivo si collegherà questa volta al WiFi generato dal repeater (essendo quello più potente), per cui ora il sito tplinkrepeater.net viene raggiunto direttamente tramite la rete WiFi del repeater stesso!

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Configurazione manuale da app (con smartphone)

Se si opera da smartphone, come spesso conviene, si può ovviamente sempre procedere da browser connettendosi via WiFi o si può usare l’apposita app TP-LINK Tether.
Vedremo che non sempre le possibilità di configurazione fornite con questi due metodi sono analoghe, almeno nel caso dei prodotti TP-LINK!!

Purtroppo, come evidenziato nel precedente post, la versione del mio TP-LINK TL-WA850RE è la 1.2 per cui l’app TP-LINK Tether non lo riesce a gestire (lo farebbe dalla 2.0) e rimanda alla pagina web, la medesima anche accessibile da PC da cui si possono effettuare le medesime operazioni già viste.
Invece con quell’app riesco a gestire l’altro ripetitore più recente che ho, il TP-LINK AC1750, (RE450) Dual Band,(pagina prodotto; supporto). Ovviamente per gestirli, lo smartphone deve essere collegato via WiFi alla medesima rete wireless su cui operano quei dispositivi che, una volta inseriti cliccando sul + (in alto a destra) fornendo le rispettive credenziali di accesso (per default admin/admin), verranno riconosciuti ed elencati d’ora in poi nella pagina Miei Dispositivi:

Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (1)

 

Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (2)

 

Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (3) – Rimanda alla pagina web

Invece, per i dispositivi supportati dall’app ed aggiunti in elenco, cliccandoci sopra si giunge alla rispettiva pagina Home di gestione che mostra lo stato del collegamento con la rete host (per sia il 2,5 GHz ed il 5 GHz) e quanti client sono collegati a quel dispositivo:

Home dell’app di gestione del dispositivo: mostra lo stato del collegamento con la rete host, quanti client sono collegati a quel repeater

Premendo quindi, nel menù in basso, l’icona Strumenti, si accede alla seguente pagina dove è possibile modificare diverse impostazioni sul dispositivo. In particolare le prime due sezioni consentono di configurare nome rete/password sia per la rete estesa, quella generata dal dispositivo, sia per quella host. Generalmente conviene avere distinto l’SSID, cioè il nome che verrà visualizzato della rete WiFi,  ma mantenere la stessa password tra rete host ed quella estesa così anche per quella a 2.4 GHz e quella a 5 GHz (e.g. MiaRete, MiaRete_5GHz, MiaRete_EXT, MiaRete_5GHz_EXT). In questo, infatti, modo è possibile distinguerle ed eventualmente  differenziare il traffico che transita su quelle (e.g. sul 5 GHz solo TV dove generalmente si vedono film in streaming, sul 2,4 GHz smartphones/PC per i quali la frequenza minore può convenire in quanto copre un territorio più vasto pur offrendo una minore banda). Configurando eventualmente poi comunque sugli smartphone e PC tutte le reti e reti estese con connessione automatica, ci penserà il dispositivo stesso a passare da una connessione di rete ad un’altra soprattutto qualora perdesse la connessione ad Internet. Esistono poi anche app che possono eventualmente forzare maggiormente il dispositivo a passare alla rete con migliori prestazioni passando da una posizione della casa/ufficio ad un’altra (e.g. BestWifi).

Solo qualora si utilizzino funzionalità di utilizzo contemporaneo di 2.4 GHz e 5 GHz si è “obbligati” a mettere lo stesso SSID per le reti WiFI sulle due frequenze. Sul TIM HUB tale funzionalità viene indicata come Band steering mentre nel repeater TP-LINK esiste la modalità High speed.

Funzionalità di Band steering presente nel TIM HUB

 

Modalità High speed presente nel repeater TP-LINK.

 

Sezione Strumenti che consente di modificare diverse impostazioni sul dispositivo

L’Assistente posizione serve a verificare che il repeater è collocato in una posizione idonea, cioè dove il segnale dell’host è ancora buono:

Assistente posizione serve a verificare che il repeater è collocato in una posizione idonea

Condividi WiFi consente di avere un QR-code che consente ad altri dispositivi di connettersi agevolmente alla rete.
Il Controllo led consente di spegnere i led durante l’intervallo di tempo specificato: si noti che in particolare, impostando (ad esempio) da 00:00 a 00:00 i led rimarranno sempre spenti. Questo ovviamente non vuol dire che il repeater sia spento! Se si desidera invece impostare intervalli di tempo per il quale il repeater si spegne sempre automaticamente, è necessario agire dal sito accessibile via browser, come dettaglierò nel seguito di questo post.

Controllo led consente di spegnere i led durante l’intervallo di tempo specificato

La Modalità operativa consente di definire se il dispositivo è da impostare come Range Extender (espande la copertura wireless di una rete) o Access Point (rende wireless una rete cablata). Ovviamente in questo ultimo caso è necessario collegare con cavo Ethernet il dispositivo direttamente a modem/router e, se questo è possibile, sicuramente migliora le prestazioni di rete complessive che si riescono ad ottenere.

Modalità operativa consente di definire se il dispositivo è da impostare come Range Extender (espande la copertura wireless di una rete) o Access Point (rende wireless una rete cablata)

Ovviamente conviene impostare di ricevere notifiche sulla disponibilità di un nuovo firmware da eventualmente installare sul dispositivo per aggiungerne funzionalità/prestazioni e/o risolvere bug. La pagina Notifiche si raggiunge dall’hamburgher menù  in alto a sinistra: Impostazioni -> Notifiche

Notifiche: impostare di ricevere una notifica qualora venga rilasciato un nuovo firmware

Oltre a quell’app Tether, esiste anche la possibilità di configurare il dispositivo da qualsiasi browser da un PC/smartphone collegato al medesimo WiFi, accedendo sempre alla URL tplinkrepeater.net. Se non ci riesci (e magari ti viene visualizzata una pagina originariamente in russo!) leggi quanto indicato nella sezione precedente relativa ad una configurazione del dispositivo tramite un PC.

Stranamente le configurazioni possibili dall’app e accedendo da un browser a quella URL non sono identiche!!
In particolare da app si riesce solo a definire un intervallo in cui i led sono spenti, indipendentemente dallo stato del dispositivo, mentre dal sito si può anche impostare uno o più intervalli di tempo in cui il repeater si spegne, con possibilità di specificare non solo l’orario ma addirittura i giorni della settimana la programmazione fa riferimento!!

Dal sito è possibile sia impostare i LED sia pianificare l’accensione del Wi-Fi

Nel seguito mostro l’interfaccia del sito tplinkrepeater.net per dispositivi di modello/versione recente della TP-LINK come il TP-LINK AC1750, (RE450) : si noti in particolare la sezione relativa alla configurazione degli intervalli di spegnimento in automatico del dispositivo (e.g. nelle ore notturne o nelle giornate in cui non si adopera quali i week-end se è collocato in un posto di lavoro).

Login sito tplinkrepeater.net collegando il PC/smartphone al medesimo WiFi del dispositivo o collegandosi direttamente ad esso via cavo Ethernet.

Nel tab Quick Setup è possibile effettuare una impostazione da zero del dispositivo, ad esempio configurando i WiFi di cui deve comportarsi da repeater. Viene mostrato l’elenco delle reti disponibili e, selezionando quella sia per il 2.4 Ghz sia per il 5 GHz si impostano le rispettive password.

Quick Setup da cui è possibile effettuare una impostazione da zero del dispositivo (1)

Alla fine le impostazioni effettuate vengono applicate e salvate:

Quick Setup da cui è possibile effettuare una impostazione da zero del dispositivo (2)

La homepage mostrerà quindi la situazione attuale di funzionamento e segnalerà eventuali problematiche.

In particolare nella voce Impostazioni avanzate del menu sinistro, è possibile configurare diverse opzioni. Nello screenshot seguente, ad esempio, mostro come configurare uno i più intervalli di giorno/tempo in cui il dispositivo uno vuole che si spenga automaticamente.
Nota che lo screenshot è preso da uno smartphone, per mostrare chiaramente come questo sito possa ovviamente essere raggiunto anche dal browser del telefonino, magari ruotandolo di 90 gradi per avere una visione landscape in orizzontale e poter quindi vedere tutto il contenuto delle tabelle senza necessità di scorrere la pagina:

Impostazioni avanzate -> Pianificazione accensione – Configurazione di uno i più intervalli di giorno/tempo in cui il dispositivo uno vuole che si spenga automaticamente

Si noti che anche per questo repeater, sicuramente più performante del più economico TP-LINK TL-WA850RE analizzato in un precedente post, non esiste nella configurazione della rete WiFI generata, la possibilità d’impostare il canale per cui viene scelto automaticamente, mantenendo quello della rete host di cui si fa estensione (o comunque scegliendoselo per il 5 GHz qualora la rete host non abbia una rete su quella frequenza). Questo non è particolarmente bello in quanto crea inevitabilmente interferenze radio che possono degradare il segnale anche del WiFi del router

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Per conoscere la velocità di connessione con un PC Windows 10 connesso a una rete WiFi è sufficiente eseguire il comando ncpa.cpl nella finestra di Esegui/Run [Windows key + “R”], quindi right click su Wi-Fi/Wireless network connection->Status. Per maggiori dettagli vedi questo altro post.

Per problematiche può servire consultare anche il forum della TP-LINK come questo thread.

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Altre soluzioni per ottenere un WiFi ancora più potente

Se esiste la necessita di creare un WiFi ancora più potente e che copra maggiori m2 di un edificio, si possono anche tenere in considerazione altre soluzioni un po’ più costose ma più performanti:

  • Utilizzare in aggiunta un wireless router come ad esempio il TP-Link AC1350
Wireless router come ad esempio il TP-Link AC1350

  • TP-Link Deco M4 WiFi Mesh, Dual Band AC1200, 2 Porte Ethernet Gigabit, Modalità Router e Access Point, Parental Control, 3 Pezzi con Copertura fino a 370 m2

  • TP-Link EAP110 Outdoor Accesso Point Esterno Wi-Fi N300 MBps, 1 10/100 MBps LAN, Supporto POE Passivo, Antenne Ominidirezionali 5dBi Rimovibili
    Può tornare a volte comodo passare con il WiFi dall’esterno, per via di muri spessi che impediscono di avere una sufficiente connessione mantenendo tutti i dispositivi di rete internamente all’edificio e risulta impraticabile far passare agevolmente cavi di rete. Quell’Access Point, dalle piccole dimensioni (poco più grande di uno smartphone) riceve l’alimentazione dal cavo Ethernet (PoE) per cui è sufficiente far passere quel cavo esternamente. Per di più può servire anche a estendere il WiFi in un giardino, oltre che a piani differenti a quello dove è presente una connessione via cavo alla LAN.

Router con SIM TP-Link TL-MR6400

Esiste poi anche una versione TP-Link TL-MR6500v Router 4G VoLTE che consente anche di connettere un telefono fisso a una porta Phone e quindi poter sfruttare il numero telefonico della SIM card per effettuare chiamate. Inoltre ha una segreteria telefonica integrata che consente di registrare fino a 100 minuti di messaggi. Questo potrebbe tornare utile anche per avere una linea come se fosse fissa: basta attaccate il telefono e non cambia nulla se non il numero!
Inoltre, anche qui esiste una porta LAN-WAN che consente di utilizzarlo anche come back-up per una eventuale connessione con linea fissa che uno abbia: infatti, collegandolo al router sorgente con un cavo Ethernet a quella porta, in caso di down della linea fissa la rete 4G subentrerà in automatico garantendo la continuità della connessione.

Si noti che i dispositivi Tp-Link consentono anche d’impostare la configurazione per un collegamento da remoto tramite Cloud e questo può essere assai comodo per pilotare router anche quando si è distanti. Ad esempio, si può eseguire un aggiornamento del firmware (Strumenti -> Sistema -> Aggiornamento firmware) o verificare l’utilizzo corrente dei dati

Dispositivi configurati anche nel Cloud di TP-Link in modo da poter essere gestiti anche remotamente
Verifica anche da remoto dei dati utilizzati e del tetto mensile del proprio plafond
Impostazione per avere una notifica via SMS se superato una percentuale (e.g. 80%) del plafond dati a disposizione

Rispetto a mettere in tethering con un cellulare (che non abbia problemi di consumo dati) non cambia molto se non il fatto che non bisogna fare tutte le volte la configurazione. Si ottiene in entrambi i casi sicuramente una velocità ben superiore a quella che attualmente si riesce a ottenere con una classica rete fissa ADSL dove non arriva la fibra: qualsiasi delle precedenti soluzioni di estensione del WiFi rimangono comunque le medesime e si possono applicare anche a un router munito di SIM.

Esiste anche un’offerta TIM che sostanzialmente fornisce una soluzione simile che offre, laddove non si può arrivare con la fibra, un servizio analogo a quello di rete fissa, ma utilizzando in realtà la rete mobile (vedi: TIM senza limiti FWA). Esiste una sua versione sia outdoor (dove il ricevitore con la SIM viene collocato esternamente a cui è poi collegato un Access Point collocato all’interno dell’edificio e che fornisce attacchi Ethernet e WiFi) sia una indoor (che si può usare solo dove il segnale è buono, ad esempio nei grossi centri abitati: è più flessibile in quanto basta prendere il router e spostarlo ovunque, anche in un’altra stanza o addirittura in una qualsiasi altra casa dove ci sia la copertura della rete mobile TIM). È vero che il costo è direi identico ad avere una linea fissa con fibra e si hanno prestazioni inferiori (40G), ma la flessibilità è assai maggiore potendosi portare la connessione ovunque, anche in una seconda casa, e poi in alcune aree geografiche o in alcune situazioni in cui non risulta possibile cablare per avere la connessione in fibra (sia a livello di armadio esterno – i.e. FTTC – sia internamente all’edificio – i.e. FTTH) questa può essere sicuramente una soluzione decisamente migliore del vecchio ADSL. Inoltre mi sembra che se si attiva l’FWA contestualmente a un nuovo contratto di linea fissa, viene a costare decisamente poco (attualmente ho sentito 10€, dispositivi e installazione inclusi) e uno lo può poi utilizzare, come ho già detto, ovunque, anche in una seconda casa o da qualsiasi parte in Italia quando si è in vacanza. Si noti che, sebbene l’FWA utilizzi la rete mobile e una SIM specifica (con giga illimitati e telefonate illimitate) ha una numerazione da linea fissa (e.g. a Torino 011…) ma tutta sua per cui non si può portare ad esempio un numero originario di linea fissa: si comporta come un allacciamento di linea fissa per cui non si possono inviare SMS.
Comunque, rispetto ad avere un router con SIM, non mi sembra ci sia una grande differenza se non forse i giga illimitati che comunque talvolta sono presenti in alcune offerte (e.g. TIM Unica). Per di più, da esperienze dirette di amici che hanno l’FWA, la velocità fornita in upload/download sembra sensibilmente inferiore a quella che si ha utilizzando una SIM anche del medesimo gestore e, ovviamente, nella medesima postazione (e.g. utilizzando il proprio cellulare come hotspot), soprattutto se si sposta il router FWA in un posto differente da quello in cui si è chiesto fosse collocato: probabilmente, immagino che venga fatta una particolare configurazione a livello di cella del sistema mobile per cui le prestazioni decadono se quel modem si connette d una cella differente (i.e. viene spostato in un’altra zona geografica, anche distante pochi km).

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Configurare manualmente un ripetitore TP-LINK non recente (e.g. TL-WA850RE versione 1.2) per estendere la portata del proprio Wi-Fi

Anche se generalmente esiste un apposito pulsante su un generico Wi-Fi extender per associarlo al modem/router (una volta che in quest’ultimo sia stato premuto il tasto WPS per una connessione al WiFi da lui generato da parte di dispositivi esterni) può sempre tornare utile configurarlo in modo manuale, soprattutto quando si desidera modificare le diverse opzioni/funzionalità rispetto a quelle definite di default. Infatti, solo con una configurazione manuale si possono impostare diversi parametri ed opzioni che diversamente permangono quelli di default (e.g. impostare intervallo di tempo per il quale i led del dispositivo si spengono automaticamente; impostare intervalli di giorni della settimana/tempo per i quali il repeater si spegne automaticamente).

Nel seguito mostrerò la procedura che ho utilizzato per configurare il mio TP-LINK TL-WA850RE, uno dei più economici ma che ha buone prestazioni, seppure operi solo ad una frequenza (2,4 GHz). Quello che posseggo è nella versione 1.2 ed ha sempre funzionato benissimo, senza mai crearmi problemi. Le versioni successive del medesimo modello mantengono identiche le caratteristiche tecniche e sostanzialmente differiscono da quello che posseggo solo per il fatto che, per la loro configurazione, si può utilizzare anche un’app sviluppata da TP-LINK per gestire tutti i suoi prodotti più recenti. Perciò, in un post successivo mostrerò anche come effettuare la medesima configurazione anche da smartphone, tramite quell’apposita app TP-LINK Tether, compatibile solo per le versioni più recenti di dispositivi TP-LINK.

Per iniziare una nuova configurazione manuale, è conveniente innanzitutto, se il dispositivo non è nuovo,  premere il suo tasto di reset per qualche secondo per riportarlo alle condizioni di fabbrica. Quindi su un PC ci si connette all’extender direttamente tramite cavo Ethernet o tramite WiFi generato dal dispositivo stesso che riporta il nome del prodotto (i.e. TP-LINK_Extender_50E6BF): quindi si accede dal browser alla URL tplinkrepeater.net . Vengono richieste le credenziali e si devono inserire, avendo effettuato inizialmente il reset del dispositivo, sicuramente quelle di default (i.e. admin, admin), come specificato nel manuale utente del dispositivo.

Connettersi al WiFi generato dall’extender ed autenticarsi

A questo punto si accede alla pagina di configurazione del repeater e viene lanciata subito la procedura di Quick Setup: si noti che le pagine del sito sono quelle presenti nel dispositivo stesso e quindi possono differire a seconda del suo modello/versione. L’interfaccia utente seguente è quella del TP-LINK TL-WA850RE, nella sua versione 1.2.
Successivamente, in un post successivo, mostrerò l’interfaccia mostrata da altri modelli/versioni ed anche quella dell’app TP-LINK Tether installabile sul proprio smartphone.

Sito di configurazione del repeater

Selezionare il WiFi generato dal modem/router che potrebbe essere anche non il primo in elenco, vale a dire quello con maggiore potenza:

Introdurre la password propria del WiFi del modem/router:

La pagina seguente riepiloga le impostazioni che verranno salvate:

Si noti che conviene poi cambiare le credenziali per accedere a questo sito di configurazione o almeno la password, in quanto diversamente chiunque sia connesso a quel WiFi potrebbe accederci dalla URL tplinkrepeater.net ed effettuare eventuali modifiche non desiderate:

Modificare le credenziali dell’amministratore

Infine conviene verificare che la versione del firmware sia l’ultima disponibile ed eventualmente aggiornarla scaricandola dalla pagina apposita del prodotto:

Verificare che la versione del firmware sia la più recente

Si noti che tra le impostazioni dell’extender non esiste la possibilità di cambiare il canale su cui opera il WiFi da lui generato per cui si comporta come repeater anche relativamente al canale radio utilizzato dal modem di cui estende la portata del segnale.

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Come già evidenziato nell’introduzione al post, esiste anche l’app TP-LINK Tether, specifica della T-LINK, per gestire da smartphone i propri router/extender nelle versioni più recenti. TL-WA850RE è elencato tra i supportati dalla versione 2.

App di gestione dispositivi TP-LINK

Purtroppo io ho la versione 1.2 per cui non lo riesce a gestire e rimanda alla pagina web, la medesima anche accessibile da PC da cui si possono effettuare le medesime operazioni già viste.
Diversamente riesco a gestire l’altro ripetitore più recente che ho, il TP-LINK AC1750, (RE450) Dual Band (pagina prodotto ; supporto). Ovviamente per gestirli, lo smartphone deve essere collegato via Wifi alla medesima rete wireless su cui operano quei dispositivi che, una volta inseriti cliccando sul + (in alto a destra) fornendo le credenziali di accesso (per default admin/admin), verranno riconosciuti ed elencati in seguito nella pagina Miei Dispositivi:

Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (1)


Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (2)


Il mio TL-WA850RE viene rilevato ma essendo nella versione 1.2 [< 2.0] non è supportato (3) – Rimanda alla pagina web

Invece, per i dispositivi, aggiunti in elenco, di modello/versione più recente, supportati dall’app, cliccandoci sopra si giunge alla rispettiva pagina Home di gestione che mostra lo stato del collegamento con la rete host (per sia il 2,5 GHz ed il 5 GHz) e quanti client sono collegati a quel dispositivo: per saperne di più visita un mio successivo post.

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Usare un unico telecomando per pilotare remotamente dispositivi (e.g. cancelli, basculanti) che operano a frequenze anche molto differenti

Quasi tutti i telecomandi in radiofrequenza operano alla frequenza 433,92 MHz ma talvolta ce ne sono alcuni che operano a frequenze anche molto differenti (e.g. 307 MHz, 868 MHz). È il caso del cancello di accesso all’area box (a 868 MHz) dove si trova il mio box che ha poi un basculante con un motore FAAC che richiede un telecomando classico a 433,92 MHz.

Portarsi sempre nel marsupio due telecomandi solo per poter posteggiare l’auto in garage  non è certo comodo, per cui da tempo ho cercato di utilizzarne uno solo che mi coprisse le esigenze di entrambi i dispositivi da pilotare.

Doversi portare due telecomandi, che operano a frequenze differenti, per poter posteggiare un’auto in garage non è certo comodo!

Mentre è assai facile ed economico reperire un telecomando in grado di pilotare più dispositivi (in genere fino a 4 o 6) a 433,92 MHz sia a codice fisso  (Telecomandi Universali Cancello Automatico a 433 MHz) sia anche eventualmente con gestione del rolling code), trovarne uno che possa coprire diverse frequenze e funzioni sia con il rolling code sia per codici fissi non è facile!

Anni fa avevo trovato Skippy, un prodotto italiano della Visa electronics. E’ forse un po’ spesso ma sicuramente robusto e soprattutto ha solo un solo tasto sempre visibile, mentre gli altri quattro sono normalmente coperti da una parete scorrevole che evita di premerli incautamente e senza volerlo. Avevo quindi impostato il tasto sempre visibile per aprire il cancello di accesso all’area box, mentre quelli normalmente nascosti per aprire il basculante del garage (per comodità li avevo configurati tutti quattro per il medesimo scopo, non dovendo utilizzarli per altri scopi). Può succedere infatti di ritrovarsi il box con il basculante aperto perché risalendo la rampa che porta ai garage uno aveva inavvertitamente  premuto il tasto di apertura del box!!

Skippy della Visa Electronics (1)

Skippy della Visa Electronics (2)

Ultimamente ho cercato di comprarne un altro ma purtroppo non l’ho più trovato in vendita … e anche andando a cercare il sito di quella ditta mi sono accorto che non esiste neppure più quello! Se comunque stai cercando il manuale d’istruzioni del telecomando Skippy, attualmente introvabile anche cercando altrove su Internet, puoi trovarlo in fondo a questo post! 

L’apprendimento del codice dall’originale avveniva semplicemente avvicinando i due dispositivi uno di fronte all’altro e premendo contemporaneamente su entrambi il tasto desiderato (dopo forse essere entrati in una condizione di configurazione che attualmente non ricordo più 🤔). Un indicatore luminoso segnalava l’avvenuta memorizzazione. Skippy è in grado di riconoscere quando il radiocomando originale è di tipo “Rolling Code”, tramite segnalazione luminosa del suo led. Le sue caratteristiche tecniche che ho trovato ancora qui, sono:

  • FREQUENZA: 433.92 MHz / 868.92 MHz
  • RAGGIO D’AZIONE: 50-80 mt
  • ALIMENTAZIONE: 2 Pile tipo CR2025 – 3 V (bottone)

Sono quindi andato alla ricerca di una soluzione alternativa ed ho trovato il Why Evo che opera su frequenze che vanno da 300 MHz a 868 MHz.

Sono solo 4 pulsanti e non più 5 come nello Skippy e purtroppo risultano tutti sempre visibili per cui è necessario fare più attenzione anche perché la potenza di azione ho trovato sia ancora maggiore che è un bene per l’apertura del cancello di accesso all’area box, ma può essere pericoloso per il pilotaggio dell’apertura del basculante.

Si noti poi che può essere anche usato per sostituire telecomandi anche di doghe motorizzate o poltrone, se telecomandati senza fili. Ad esempio ho visto che il sistema del mio letto a doghe dovrebbe utilizzare la frequenza di trasmissione (seppure non descritta nel manuale utente consegnato assieme al sistema) di 868MHz: ho provato quindi a programmare opportunamente  Why Evo e ora con i 4 pulsanti posso alzare/abbassare lo schienale o le gambe (ho dovuto escludere le funzionalità di alzata/abbassamento contemporaneo di entrambi non avendo a disposizione 6 pulsanti come nel telecomando originale). È risultato molto meno ingombrante del telecomando originale: l’unico problema può essere la possibile durata minore della batteria, dovendo tener premuto il pulsante per tutto il tempo per cui desidero pilotare un movimento (e non solo brevemente come per richiedere l’apertura di un cancello), ed essendo alimentato da un’unica pila CR2025 da 3V. Sicuramente la spesa di un telecomando universale è di gran lunga inferiore dell’acquisto di quello originale! (vedi mio post)

Il design è inoltre migliore, più sottile e si può scegliere in diversi colori, copre un range di frequenze ancora maggiore e infine necessita di una sola pila al litio di lunga durata in dotazione CR2032.

Why Evo che opera su frequenze che vanno da 300 MHz a 868 MHz

Quando mi è arrivato, la cosa strana è stata che mancavano assolutamente istruzioni di qualsiasi tipo, visuale o testuale, in qualsiasi lingua anche straniera! Anche aprendo rompendola la scatolina che lo conteneva, le scritte all’interno non erano relative alle istruzioni utile alla programmazione del dispositivo!! Per fortuna andando a vedere nelle domande/commenti al prodotto, ho trovato una descrizione della procedura di clonazione di telecomandi preesistenti che riporto nel seguito dopo averla migliorata ulteriormente sulla base della mia esperienza.

Si noti inoltre che conviene che il telecomando da clonare abbia una pila ben carica e possibilmente, se uno lo possiede, è preferibile usare un telecomando originale piuttosto che uno già clonato.

Vediamo la procedura per programmare il Why Evo, clonando uno o più telecomandi preesistenti:

  1. Posizionare il telecomando da clonare davanti il Why Evo a una breve distanza (e.g. 10 cm), come mostrato nel seguito.
  2. Tenendo premuto il tasto 1 (un pallino) del Why Evo, premere 4 volte il tasto 2 (due pallini). Il led frontale di Why Evo inizia quindi quasi subito a lampeggiare: si possono quindi rilasciare entrambi i tasti 1 e 2.
  3. Tenere premuto in modo continuativo il tasto del telecomando da clonare mentre il led di Why Evo lampeggia di rosso. Dopo qualche secondo (e.g. 5 sec) il led di Why Evo inizia a lampeggiare di verde: si può quindi rilasciare il tasto del telecomando da clonare.
  4. Premere quindi in modo continuativo uno dei quattro tasti del Why Evo, cioè quello a cui si desidera associare il segnale del telecomando da clonare, fin quando il led di Why Evo, sempre ora verde, rimane per qualche istante fisso per poi spegnersi, confermando così l’associazione avvenuta.
  5. Verificare che l’associazione è stata eseguita correttamente recandosi nei pressi del cancello/basculante e premendo per qualche secondo il pulsante appena associato al Why Evo, preferibilmente rivolgendo il telecomando verso il ricevitore del dispositivo da pilotare. Se l’associazione è avvenuta correttamente, come dovrebbe, il comando viene ricevuto dal ricevitore che attua la funzionalità associata (e.g. apre il cancello).

I passi da 1 a 5 sono da ripetere per ciascun telecomando che si intende clonare/associare, fino ovviamente a un massimo di quattro, essendo a disposizione 4 tasti sul Why Evo.

Ad esempio io ho associato l’apertura del cancello al tasto 1 del Why Evo mentre del basculante del garage al tasto 2. Può poi convenire, se non si desiderano associare altri dispositivi, ripetere anche per i due tasti rimanenti le medesime associazioni (e.g. nuovamente associare il cancello al tasto 3  e il garage al tasto 4) in modo da avere due tasti in alternativa utilizzabili per aprire ciascun medesimo dispositivo.

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Grazie al contributo di Mirco che ha commentato questo post, pubblico anche le foto del manuale d’uso del telecomando Skippy , introvabile ormai anche cercandolo su internet: un grazie anche al negozio Viboled che fortunatamente possiede quel manuale e glielo ha gentilmente condiviso:

Manuale d’uso del telecomando Skippy, ormai introvabile anche cercandolo su Internet

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Altri link utili:

  • Altro telecomando universale (86MHz 288MHz 292MHz 300MHz 305MHz 318MHz 306MHz 330MHz 390MHz 418MHz 433MHz 868MHz)
  • Altro telecomando E-VOMATIC 4 tasti, multi frequenza [può duplicare sia radiocomandi a codice fisso (da 286 a 868 MHz) sia radiocomandi rolling code (433 o 868 MHz). Con 4 canali indipendenti, impostazione del codice tramite procedura di autoapprendimento, si possono clonare 4 diversi telecomandi e di diversa frequenza avendo cosi un unica soluzione a portata di mano (e.g. potrebbe essere duplicato un CAME 432EE a 433 Mhz codice fisso, un BFT MITTO a 433Mhz rolling code, un SOMMER 4020 a 868 Mhz rolling code in FM e telecomando operante sulle vecchie frequenze non omologate come il FAAC TM300].
  • DIEFFEMATIC 433MHZ – 4 canali modello EQUO
  • Dieffematic Evomatic-N: manualevideo per programmazione (assistenza tecnica Dieffematic via WhatsApp: +39 349 784 6013; assistenza commerciale: +39 349 301 3156)
    Per programmare un RADIOCOMANDO MULTIFREQUENZA E-VOMATIC per duplicare un Trasmettitore Dieffematic 433mhz 4 Canali Mod Equo Plus (dato in dotazione al KIT UNIKO 100KG 24V), tenere premuto il tasto 3 (quello in basso a sx) e si preme 4 volte il tasto 1 per poi lasciare entrambi i pulsanti: in questo modo l’Evomatic si predispone all’ascolto e si deve premere il tasto del DIEFFEMATIC 433MHZ (4 canali modello EQUO) che vuole essere duplicato.
    Assitenza tecnica della Dieffematic: tramite WhatsApp al numero +39 3497846013
  • KIT UNIKO 100KG 24V + ACCESS PORTA BASCULANTE CONTRAPPESI GARAGE BOX AUTOMAZIONE (pezzi di ricambio)
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Trincerone: la situazione ad un anno e mezzo dall’atto vandalico

Era il 24/4/2019 quando, a seguito dell’azione ruspe distruttrici a dicembre 2018, avevo scattato e pubblicato le seguenti foto su un album Flickr apposito o su quello condiviso in Amazon Photo:

Clicca sulla foto per visualizzare l’album che ho condiviso su Amazon Photo

DSCF1112
DSCF0747

 

Poi, a distanza di mesi (4/3/20920) avevo scritto il post “Trincerone: sacrificati centinaia di alberi per nulla! Come era prevedibile, solo dopo pochi mesi la presenza di rifiuti è tornata quasi al livello preesistente” dove mostravo come nuovi rifiuti, anche di ingombranti, fossero nuovamente stati gettati nel fossato senza che nessuno fosse intervenuto ad impedirlo o almeno avesse provveduto a multare i trasgressori dopo avere adottato tecniche opportune ad individuarli. Invece sono stati messi solo cartelli di divieto assolutamente inefficaci allo scopo oltre ad orribili teli arancioni di plastica per impedire teoricamente l’accesso ai sottoponti, laddove un tempo esisteva una muratura abbattuta per far transitare sul fondo del Trincerone le ruspe distruttrici da un lato all’altro dei ponti.

Oggi, a distanza di circa un anno e mezzo dall’atto vandalico, nonostante il virus persista a tormentarci, i rifiuti sono continuati ad aumentare costantemente nel tempo, indisturbati gli autori di tale misfatto non esistendo alcun serio controllo per individuarli.

Per fortuna gli arbusti ed i tronchi degli alberi decennali, sebbene fossero stati segati alla base, sono tornati a ricoprire buona parte di queste bruttezze nuovamente buttate da umani troppo poco umani. I primi alberi a riprendersi sono state le flessibili acacie, ma poi anche i grossi tronchi dei pioppi hanno preso a gettare nuovi ramoscelli ed ora sembrano siepi rigogliose di vita.

Anche gli orribili, quanto inutili, divisori arancioni posati da mesi ai lati dei ponti, ipoteticamente per impedire l’accesso al sotto ponte, ormai divelti agevolmente da tempo, stanno per essere almeno nascosti da rampicanti con un senso estetico migliore di chi ha scelto di collocarli in quel luogo in un modo che ormai si può tranquillamente dire permanente, senza rischio di essere smentiti, sebben siano pensati per opere di lavori in corso temporanei.

Gli uccelli quest’anno potranno finalmente ritrovare qualche rifugio dal caldo afoso della prossima estate e forse anche qualche anfratto in cui costruire i loro nidi. Certo non saranno più le ampie fronde di un tempo, quelle di quegli alberi decennali, alti quasi come i palazzi presenti dall’altro lato delle strade adiacenti, ma si accontenteranno di ciò che la natura ha saputo rimediare in solo un anno e mezzo dalla rasa al suolo di chilometri di bosco urbano.

Chissà se almeno qualcuno degli abitanti della zona, che aveva ignorato l’offesa recata a quel territorio e forse addirittura inneggiato alla presenza delle ruspe, almeno ora, con il senno di poi, abbia compreso qualcosa di più?

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Amazon Prime: di tutto e di più … e per gli studenti universitari ora è ad un prezzo scontatissimo!

Ormai da anni ho l’abbonamento ad Amazon Prime. Un tempo aveva un costo minimo che, mi sembra di ricordare fosse sui 19€ l’anno: fondamentalmente consentiva di risparmiare sui costi di consegna (dei molteplici prodotti spediti da Amazon, anche se non necessariamente dalla stessa venduti direttamente) e di avere inoltre i tempi di recapito più veloci, sempre gratuitamente.

Poi, qualche anno fa, il costo è aumentato decisamente, quasi raddoppiato (attualmente per un utente normale è di 36€ l’anno) … e mi ricordo che ero stato incerto se rinnovarlo. Poi, scoprendo con il tempo i servizi che erano stati aggiunti, sono venuto alla conclusione che, se ovviamente uno li sfrutta, il prezzo richiesto annualmente è ancora più conveniente di quello precedentemente richiesto da momento che quello era limitato al solo vantaggio sui costi di spedizione.

C’è una pagina apposita che specifica i servizi inclusi in un abbonamento Amazon Prime, ma penso anche solo la figura pubblicitaria seguente riesce già a riassumere sinteticamente questi vantaggi:

Servizi inclusi in un abbonamento ad Amazon Prime

Prima ancora di analizzare e descrivere la mia personale esperienza su ciascuno di quei servizi offerti, o almeno di quelli che utilizzo abitualmente, ricordo che se uno è uno studente universitario, ora esiste la possibilità di avere i medesimi servizi con Amazon Prime Student ad un costo di soli 18€ l’anno (anziché 36€)  e per di più si hanno 3 mesi gratuiti per provarlo (… quindi si può sempre annullare  l’abbonamento prima di dover pagare realmente se uno non lo trova soddisfacente per proprie aspettative/esigenze!). Ovviamente questo account Prime, seppur intestato ad uno studente universitario, può essere sfruttato da tutti in famiglia e non necessariamente solo dallo stesso!
Su questo link puoi trovare maggiori informazioni ed eventualmente iscriverti gratuitamente e senza impegno per appunto tre mesi! 😉

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Vediamo ora brevemente la mia esperienza sui singoli servizi inclusi in un abbonamento Prime qualsiasi, per studenti o meno che sia.

  1. Costi di spedizione nulli per quasi tutti i prodotti venduti da quel negozio online, cioè per tutti quelli spediti da Amazon, non necessariamente da quello venduti. Ovviamente permane questo vantaggio da sempre proprio di una utenza Prime. Già solo questo, se uno effettua almeno una decina di acquisti all’anno, copre abbondantemente il costo dell’abbonamento oltre a consentire il recapitato dei pacchi con la massima priorità e quindi con le tempistiche minime (spesso addirittura il giorno successivo all’acquisto, almeno se abiti in un città come me!).
  2. Prime Video consente di vedere su qualsiasi piattaforma, Smart TV, PC o smartphone che sia, una pletora di film di tutti i generi. Inizialmente, anni fa, il palinsesto lasciava un po’ a desiderare relativamente ai film in italiano e magari italiani, ma ora direi che non ha nulla da invidiare ad altri servizi in streaming analoghi a pagamento quali Netflix o TIMvision. Per di più non mi sembra ci siano limiti nell’utilizzo contemporaneo della medesima utenza anche su più dispositivi per cui, ad esempio, si può configurare anche una chiavetta Amazon Fire Stick con quella utenza e potere usufruire del servizio ovunque anche in viaggio, … basta collegare quel dispositivo, da poche decine di euro, ad un qualsiasi TV o monitor ed agganciarlo ad un Wi-Fi, magari quello reso disponibile dal proprio smartphone, ovviamente se uno ha una tariffa Internet senza limiti, attualmente offerta a prezzi stracciati da molti operatori (e.g. TIM Unica, Kena, Iliad). Per i dettagli vedere le condizioni di utilizzo: è possibile effettuare lo streaming di massimo tre titoli contemporaneamente utilizzando lo stesso account Amazon: è possibile effettuare lo streaming di uno stesso titolo su non più di due dispositivi per volta; molti di questi titoli in abbonamento sono disponibili altresì per il download temporaneo su dispositivi compatibili; se un titolo è già stato scaricato su due dispositivi, è necessario eliminarlo da uno dei due prima di poterlo scaricare su un altro dispositivo.
  3. Prime Reading consente di poter avere sui propri eBook reader (e.g. Kindle, app su smartphone o ovunque con accesso via browser) una decina di ebook che uno può scegliere tra i centinaia di titoli messi a disposizione e continuamente aggiornati,  che coprono tutti i generi editoriali, dai fumetti alla letteratura classica. Se poi si  supera il numero dei libri presi gratuitamente come utente Prime, se ne può sempre “rilasciare” uno già letto o comunque che interessa di meno, per poterne scaricare un’altro ancora. Direi che una decina di libri in contemporanea da leggere/consultare sono già sufficienti … ma se si vuole di più ci si può sempre abbonare a Kindle Unlimited che consente una lettura illimitata su tutti l’immenso catalogo Amazon di  libri, con un costo ovviamente aggiuntivo e disgiunto dall’offerta Prime.
  4. Prime Music consente di poter sentire gratuitamente (e scaricare anche localmente) una quantità incredibile di musica di tutti i generi, anche quella di autori poco conosciuti. Si parla attualmente di 2 milioni di brani ascoltabili su tutti i propri dispositivi, compresi quelli Alexa: per i quali è sufficiente richiedere vocalmente il brano che si desidera ascoltare. Per qualsiasi autore o gruppo, ho sempre trovato diversi album completi da ascoltare. Ma se proprio si desidera avere la possibilità di ascoltare proprio tutta la musica a catalogo Amazon, ci si può sempre abbonare ad Amazon Music che consente appunto l’ascolto illimitato di tutti i dischi venduti da quel negozio online, con un costo ovviamente aggiuntivo e disgiunto dall’offerta Prime (P.S. 10/9/2020 – Amazon Music Unlimited è disponibile in offerta speciale: 90 giorni d’uso gratuito di Amazon Music HD. L’offerta è valida per nuove sottoscrizioni effettuate fino alle ore 17:59 del 19/10/2020). In questo caso si tratta di un servizio analogo ad altre offerte di musica online quali Spotify o TimMusic. Direi tuttavia che i titoli già messi a disposizione con Prime Music sono già più che sufficienti e, almeno nel mio caso, non fanno sentire l’esigenza di abbondarmi ad altri servizi, Amazon Music, Spotify o TIM Music che sia che hanno tra l’altro un costo mensile non indifferente! Se poi proprio non trovo disponibile un brano specifico che desidero assolutamente avere, posso sempre acquistarlo con un minimo di spesa! 😉
    Si noti tra l’altro che esiste la possibilità d’installarsi sul proprio PC/table l’app Amazon Music che consente di avere sempre sincronizzato sul proprio PC/tablet tutta la musica acquistata o scaricata con Prime Music. Una volta installata quell’app,  se uno poi non desidera che parta in background allo startup del PC/tablet (e sincronizzi tutta la musica rubando magari potenza ad un dispositivo già al limite), si può disabilitare tale comportamento di default: vedi questo mio post per ulteriori dettagli su come fare.
  5. Spazio illimitato di archiviazione in cloud per le foto. Questo è un servizio che, se uno ama fotografare, da solo porterebbe ad abbonarsi ad Amazon Prime!! Avevo già tempo fa scritto un post specifico su questo servizio interessantissimo incluso in Prime per cui non mi soffermo molto rimandandovi ad una sua lettura (seppure in inglese, potete sempre impostarne agevolmente una sua traduzione in italiano). Mi limito a sottolineare che si possono salvare gratuitamente come utente Prime quante foto uno desidera e non solo nel formato jpg, ma anche nel formato row, cioè  l’output del sensore della fotocamera senza compressione (o solo compressione minima). La maggior parte delle fotocamere (anche gli smartphone) consentono di salvare quel tipo di file, magari insieme all’immagine jpg. Il vantaggio di un salvataggio in raw è quello che si mantiene la gamma dinamica dell’immagine, in modo che è possibile effettuare potenziali modifiche in post-elaborazione per compensare ad esempio sotto o sovraesposizione.  Pertanto, a volte vale la pena salvare anche quel tipo di file per un’ulteriore possibile post-elaborazione. Soprattutto se ti piace scattare molte foto o sei un fotografo, penso che sia davvero una grande notizia sapere che con Amazon Prime è permesso memorizzare anche quella tipologia di file! Alcuni album di foto possono occupare molto spazio … e la propria libreria di immagini può crescere anche più di 1 TB anche se uno è un fotografo non professionale!!
    Sicuramente il caricamento delle immagini sul cloud Amazon potrebbe essere più veloce, anche se dipende molto dalla tua linea di connessione ad Internet. Comunque questo è sicuramente un modo semplice ed economico per eseguire almeno il backup delle proprie immagini in un Cloud eventualmente sincronizzandolo automaticamente con l’apposita app. Inoltre è possibile anche condividere alcune foto (o interi album creati) tra amici o anche renderle disponibili pubblicamente, magari collegandole su un post del proprio blog o su un social quale Facebook. Si noti che questo consente di poter far accedere da un blog anche a centinaia di tue foto, senza per questo dover pagare nulla a chi ospita il tuo sito, in termini di spazio occupato da informazioni multimediali in quanto in quel caso risiedono esternamente cioè sul cloud Amazon. Per maggiori dettali ti invito a vedere un mio post precedente in inglese, eventualmente chiedendone agevolmente una traduzione in italiano. Sottolineo infine che il salvataggio illimitato è per le sole foto e non include anche i video, seppur anche questi siano spesso prodotti ormai di consueto con i nostri smartphone: questi ultimi possono essere salvati solo per una minima occupazione di spazio. Se invece si desidera salvarne di più è necessario allora acquistare un apposito pacchetto aggiuntivo di memoria su Amazon Drive.

Relativamente ai servizi Audible e In-game, in realtà ci sono solo facilitazioni (e.g. maggiore durata del periodo di prova gratuito) ma non sono propriamente inclusi nel solo abbonamento Prime. Su questi non quindi nulla da dire rispetto a quanto già pubblicizzato da Amazon, in quanto non li utilizzo abitualmente.

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Come stampare a doppia faccia con una stampante che non la supporta nativamente

Spesso le stampanti “casalinghe” sono piccole ed economiche e quindi non hanno la stampa automatica ambo i lati cioè quel meccanismo tramite il quale la carta viene capovolta consentendo alla stampante di stampare (o digitalizzare) su entrambi i lati del foglio.
Anche se una stampante dotata di unità fronte-retro può stampare su entrambi i lati della carta nel corso di un unico ciclo di stampa, risulta però comunque possibile e conveniente per non sprecare inutilmente fogli e spazio, stampare ugualmente su ambo i lati dei fogli seppur operando in modo manuale. Infatti, stampare su solo un lato non solo comporterebbe spreco di carta ma anche la presenza di plichi di carta più voluminosi!

La facilità o meno di realizzare manualmente la stampa su ambo i lati con una stampante che non rivolti già lei opportunamente i fogli per renderlo possibile, risulta più o meno complicato a seconda del programma utilizzato per effettuare la stampa stessa.

Ad esempio, se il documento è aperto da Microsoft Word (o un altro programma della suite Office), l’operazione risulta semplificata in quanto esiste già una voce specifica tra le opzioni mostrate per la stampa, cioè Stampa manuale su ambo i lati, lasciando impostata la Stampa tutte le pagine nella prima casella combinata (combobox) della sezione Impostazioni.
Si ricorda che, per giungere alla pagina di stampa, dal documento basta andare su File, prima voce a sinistra del menu orizzontale in alto, e quindi scegliere Stampa dal menù che appare verticalmente a sinistra.

In tutte le applicazioni Office, quale Word, esiste già, nel caso di Stampa tutte le pagine, un’opzione apposita per la Stampa manuale su ambo i lati

Effettuando quella scelta vengono inizialmente stampati fogli solo da un lato ma poi, seguendo le istruzioni riposizionamento dei medesimi nel cassetto della carta, si procede alla stampa successiva dell’altro lato senza per questo dover far molta fatica se non quella di, appunto ruotare di 180 gradi e riposizionare i fogli stampati in un primo momento nuovamente nel cassetto di stampa sopra quelli eventualmente ancora presenti.
Si noti che nelle istruzioni presenti nella finestra di popup non viene specificato che è opportuno ruotare i fogli di 180 gradi senza rivoltarli (lato ancora bianco in su) per avere le stampe orientate correttamente.

Nelle istruzioni presenti nella finestra di popup non viene specificato che è opportuno ruotare i fogli di 180 gradi senza rivoltarli

ATTENZIONE: se si effettuano stampe in cui su ciascun singolo foglio sono presenti più pagine (opzione Multiple) ovviamente poi impostando Stampa solo pagine dispari o Stampa solo pagine pari verranno stampate su ciascun lato del foglio più pagine ma solo dispari o solo pari … e non è proprio quello che uno desidera!! Per cui la stampa fronte-retro manuale non può risolvere tale situazione.
Infatti,  laddove (come nei programmi Office) viene dato un supporto alla Stampa manuale su ambo i lati, anche impostando una opzione di stampa Multipla (i.e. più pagine per foglio) questa scelta viene ignorata (senza alcun avvertimento!!) e viene stampata comunque un’unica pagina per foglio.

Anche impostando una opzione di stampa Multipla, questa viene ignorata e viene stampata comunque un’unica pagina per foglio

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Ovviamente anziché scegliere Stampa tutte le pagine si sarebbe potuto impostare Stampa solo pagine dispari e poi successivamente Stampa solo pagine pari operando opportunamente sull’ordinamento dei fogli, ma questa procedura risulterebbe solo più complicata!

Si potrebbe impostare Stampa solo pagine dispari e poi successivamente Stampa solo pagine pari operando opportunamente sull’ordinamento dei fogli, ma questa procedura risulterebbe solo più complicata

Analogamente più complicata sarebbe la procedura se si scegliesse di operare dalle proprietà della stampante stessa, tramite le opzioni rese disponibili dal link Proprietà stampante:

Anche le opzioni rese disponibili dal link Proprietà stampante rendono possibile la Stampa solo pagine dispari e poi successivamente Stampa solo pagine pari operando opportunamente sull’ordinamento dei fogli, ma questa procedura risulterebbe solo più complicata

Conviene comunque dare un’occhiata al manuale della propria stampante relativamente alle eventuali funzionalità che fornisce per la stampa fronte-retro manuale o meno. Per la mia vetusta stampanti laser Samsung ML-2165 nel suo manuale utente vengono unicamente fornite queste informazioni:

Conviene andare a vedere, per la propria stampante, la sezione del manuale dedicata alla stampa fronte-retro (e.g. Samsung ML-2165)

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Si noti infine che se si operasse la scelta di stampa Stampa su entrambi i lati, scegliendo una stampante che non supposta nativamente questa modalità, si otterrebbe un messaggio di errore che impedirebbe il prosieguo dell’operazione richiesta, per cui si sarebbe comunque dovuto poi optare per l’ultima scelta in elenco, quella analizzata precedentemente.

In tutte le applicazioni Office, quale Word, se si sceglie l’opzione  Stampa su entrambi i lati su una stampante che non la supposta, appare un messaggio di interruzione della procedura (1)

In tutte le applicazioni Office, quale Word, se si sceglie l’opzione  Stampa su entrambi i lati su una stampante che non la supposta, appare un messaggio di interruzione della procedura (2)

Per maggiori dettagli puoi consultare l’apposita pagina di help di Office: Configurare una stampante per la stampa fronte retro

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Se invece si opera con un documento pdf aperto con l’applicazione normalmente utilizzata, cioè Acrobat Reader DC, la procedura risulta più macchinosa in quanto non esiste l’opzione Stampa manuale su ambo i lati vista in Office e si deve operare semplicemente come si farebbe fatto scegliendo le voci già viste anche in Office ma precedentemente ( stampa solo pagine dispari e poi solo pagine pari) sconsigliata in quanto più macchinosa.

Tra le Altre opzioni si trova la possibilità di stampare Solo le pagine dispari, ricordandosi di impostare anche l’opzione Ordina pagine in senso inverso per evitare poi di dover invertire a mano l’ordine delle pagine stampate prima di stampare le pagine pari.

Solo le pagine dispari, ricordandosi di impostare anche l’opzione Ordina pagine in senso inverso

Dopo avere ruotato tutti i fogli stampati di 180 gradi, si dispongono nel cassetto dei fogli sopra quelli presenti sempre senza modificarne il verso. Si procederà quindi a stampare Solo le pagine pari deselezionando l’opzione precedentemente impostata di Ordina pagine in senso inverso.

Solo le pagine pari, ricordandosi di deselezionare l’opzione Ordina pagine in senso inverso

Basterà poi ruotare ad una ad uno manualmente le pagine così stampate a doppia faccia per avere concluso la procedura non banale ma neppure così complicata!

Ovviamente, anche in questo caso si sarebbe potuto optare di operare dalle opzioni rese disponibili dal pulsante Proprietà della stampante stessa, che non avrebbe però portato particolari vantaggi (almeno nel caso della mia stampante Laser monocromatica Samsung ML-2160, non certo di ultima generazione!)

Opzioni di stampa rese disponibili dal pulsante Proprietà della stampante stessa

Per avere maggiori dettagli puoi vedere eventualmente la seguente pagina di help di Acrobat: Stampa fronte/retro | Acrobat DC, Reader DC o versioni precedenti.

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P.S. Se la stampante è vecchia e magari si deve cambiare il toner esaurito, può valer la pena valutare di cambiarla con una che abbia la funzionalità fronte-retro automatica oltre che la connessione Wi-Fi che, come vedremo in un altro prossimo post può risultare assai comoda: ormai stampanti anche di marca con queste caratteristiche costano meno di 159€ come ad esempio la Brother HLL2350DW .

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Altri link utili:

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How to set up a Gmail account in Outlook and what to do if any application no longer works with Google authentication

In this post, I will provide a step to step description on how to configure a Gmail account in Outlook. I will also give some detailed information about possible problems that may occur with whatever email client when you try to configure Gmail or possibly any app that uses Google authentication. In fact, there are several possible tips & tricks that could be taken into account because of the security configuration you may have activated with your Google account.

Let see, first of all, a clean and simple configuration that, in many cases, is the only one you have to do, leaving in a later section the handling of possible problems you may arise and how to solve them 😉

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INDEX

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The basic configuration of Gmail in Outlook

If you have any Outlook client installed on your PC (e.g. Outlook 365 or Outlook 2019) you can go in configuring one or more email accounts clicking on File (first item in the upper menu) and then navigating into the Informations [IT: Informazioni] section: here you can find the + Add account [IT: + Aggiungi account] button:

Adding a new account in Outlook

The first square button Accounts settings [IT: Impostazioni account] then will allow to see all configured accounts and possibly make some changes or set some preferences on some of them (e.g. set to download emails up to a certain period in the past, like one month).

When, from Outlook Informations [Informazioni] section, you click + Add account , you are proposed to write the email address you want to add: usually from the @ [at] section, Outlook should already understand what email server he has to connect, but anyway you can check the underlying Advanced options -> Allow manual account setup [IT: Opzioni avanzate -> Consenti la configurazione manuale dell’account], in order to better specify it. So I’m used too in order to apply possible changes to the default settings 😉

Write the email address you want to add

Since you want to add a Gmail account, you have to select the Google icon because the authentication is provided by a Google server:

A Google server authentication is requested to connect to a Gmail account

Then you are asked to insert your Google credentials:

Enter your Google credential

If the inserted Google credential is correct, you are asked if you want Microsoft apps & services (e.g. Outlook) be authorized to read/write/send/delete your emails on Gmail, associate your personal information on Google, see your personal information and your email address. To proceed, you must select Allow [IT: Consenti] button:

Authorization request for Microsoft apps & services related to your Google account (1)

Authorization request for Microsoft apps & services related to your Google account (2)

Depending on your security setting on your Google account, you may be requested on your smartphone (that is the one you associate to your Google account) to confirm if you are really the one requesting that authorization.  Possibly you will receive an email on your Gmail account like it happened to me: obviously, you must reply that Yes, it was me [IT: Sì, ero io]:

For security reason, Google may ask you on your Gmail account and/or on your smartphone if it was you requesting that authorization

Then a new Gmail account is created in Outlook and the following window is shown saying that a new IMAP has been added.
NOTE that you may need to repeat this authorization procedure several times before it succeeds and having the following window appear: last time I configured a Gmail account in Outlook I had to repeat it four times before it successfully ended!! The reason for that is unknown to me, … maybe some timeout on the Google server-side or maybe on the Outlook client-side.

You are asked if you want to add another email address too, … but possibly it is not your case so you have only to press the Done [IT: Fatto] button.

Success notification of that Gmail account creation in Outlook

Once successful, it is worth it to better configure that new email account in order to properly set the time you want the emails even offline and possibly uncheck the option Do not save copy of sent email  [IT: Non salvare copie della posta inviata]. This can be done from Outlook going into File ->  Informations [IT: Informazioni] -> Accounts settings [IT: Impostazini account] section: select the new email account and choose Change… [IT: Cambia…].

It is worth to better configure that new email account going into the Change… [IT: Cambia…] section related to the new email account just created

Even though that information is inserted automatically by Outlook once you say that you want to connect to a Gmail account, in the following I show, just in case, the Google Mail server address and port for both incoming and outcoming email: note that you can set the timeout for outgoing email (e.g. one minute).

Incoming mail

Outgoing mail

In the following you can find manual settings for both an IMAP and a POP3 configuration, just in case:

________
IMAP

  • Incoming mail server (IMAP): imap.gmail.com
    • Port: 993
    • SSL required: yes
    • Authentication required: yes
  • Outgoing mail server (SMTP): smtp.gmail.com
    • Port: 465 o 587
    • SSL required: yes
    • Authentication required: yes
  • Full Name or shown name: [Your name]
  • Username: your Gmail (es. name.surname@gmail.com)
  • E-mail address: your Gmail (es. name.surname@gmail.com)
  • Password: the password that was chosen when you create your Gmail account

________
POP3

  • Incoming mail server (IMAP): pop.gmail.com
    • Port: 995
    • SSL required: yes
    • Authentication required: yes
  • Outgoing mail server (SMTP): smtp.gmail.com
    • Port: 465 or 587
    • SSL required: yes
    • Authentication required: yes
  • Full Name or shown name: [Your name]
  • Username: your Gmail (es. name.surname@gmail.com)
  • E-mail address: your Gmail (es. name.surname@gmail.com)
  • Password: the password that was chosen when you created your Gmail account

_______

Selecting some folders of the new email account (e.g. Incoming mail [IT: Posta in arrivo]/Sent mail  [IT Posta inviata]), you can then force synchronization by applying the Update folder [IT: Aggiorna cartella] item in the Send/Receive [IT: Invia/Ricevi] tab.

Force synchronization of both Incoming mail [IT: Posta in arrivo] and Sent mail  [IT Posta inviata]

BE CAREFUL: note that the Sent mail [IT: Posta inviata] and other folders (e.g. Trash, Drafts, Spam) are into an inner folder called [Gmail].
Moreover, it is misleading the presence of another folder called Sent mail [IT: Posta inviata] at the same level of Incoming mail [IT: Posta in arrivo] that is always empty even when you send a new email!!!
So you may think that the Sent email folder is not synchronized.

Sent mail [IT: Posta inviata] and other folders (i.e. Trash, Drafts, Spam) are into another folder called [Gmail]. It is misleading the presence of another always empty folder called Sent mail [IT: Posta inviata] at the same level of Incoming mail [IT: Posta in arrivo]

Therefore it is worth to delete that misleading second Sent email [IT: Posta inviata] folder … that is always empty! 😉

It is worth to delete that misleading second (always empty) Sent email [IT: Posta inviata] folder

Lastly, you may want to have this new email account to be the first in the list of all the configured ones. In that case, you can drag & drop it in the first position:

Moving in the first position the new email account (1)

Moving in the first position the new email account (2)

___________

That would be enough for you in configuring Gmail in Outlookbut in the next sections, I will give you some further advice and information, because something may have gone wrong in the procedure I previously described because of some configuration you may have on your Google account, so we must check there to solve possible problems you may come across.

But first of all, in the following, I will give you an in-depth note about several other ways you can use to manage email credentials in Windows 10.

___________
How to manage email credentials in Windows 10 on PC level

You can even configure email credentials in other ways, both in the Windows 10 Settings or in the Windows 10 Control Panel: in this last one, you can have even more options and capabilities. In these two sections, you can manage emails/accounts at the PC level so for all applications/apps.

To open Windows 10 Settings you can press the Windows + I keys simultaneously or you can click on the rightmost icon in the bottom application toolbar (available only in the main display if you have multiple displays): click Notifications [IT: Notifiche] icon and then the typical gear icon of All settings [IT: Tutte le impostazioni] section. From there you can find an Account section and then an Email and account [IT: Posta elettronica e account] menu item:

Email and account [IT: Posta elettronica e account] section in Windows 10 Settings

Related to Control Panel, currently, it is no more available in the Start Windows 10 menu, but you can easily find it typing Control Panel (IT: Pannello di controllo) in the Search box at the bottom application taskbar. Note that, if you like, right-clicking on the searched app (see next screenshot), you can always choose to add a shortcut to Control Panel in Start [IT: Aggiungi a Start] or in the application taskbar [IT: Aggiungi all barra delle applicazioni].

Search for Control Panel

Here you can find a Mail section, once you choose an Icon [IT: Icone grandi] view, instead of the default Categories [IT: Categorie] one:

Choose an Icon view (not the default categories one) to find the Email section

Email accounts manage section can be reached from that link

To manually update an existing Outlook profile, follow these steps (e.g. to Encrypt data between Microsoft Office Outlook and Microsoft Exchange):

  1. In Control Panel, open the Mail item
  2. Select Show Profiles
  3. Select your profile, and then click Properties
  4. Select E-mail Accounts
  5. Select Microsoft Exchange (send from this account by default) account -> Change.
  6. In the dialog box that contains your mailbox server and user name, select More Settings
  7. In the Microsoft Exchange dialog box, select the Security tab.
  8. Select Encrypt data between Microsoft Office Outlook and Microsoft ExchangeOK
  9. Select Next –Finish
  10. Select Close -> Close -> OK

In the following window, you can completely manage email accounts (i.e. add, modify, delete).
If something wrong happens to some of the already defined accounts, the best way to solve problems is to go into this section, delete that account and then create it again from zero. In fact, it may happen that the rules of the email server changed during the time (e.g. new authentication verifications requirement through a smartphone) and so the best procedure to make that account work again is to start over a new configuration.
You have to select the desired email account and then choose the action you want to apply (Correct… [IT: Correggi…]; Change… [IT: Cambia…]; Delete [IT: Rimuovi]):

Email accounts manager section (1)

Email accounts manager section (2) – Change account window

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Google profile and security settings that may affect how Outlook works

Google has several security options and depending on how you choose the configuration of an external application/client that uses Google authentication may change, so also an email client that wants to access your Gmail account.

First of all, to access to your Google profile and make the appropriate changes, go to https://www.google.it, then click on the upper right logo associated with your account (if not available, you have to login to Google). Then press the Manage your Google Account (IT: Gestisci il tuo Account Google) button.

Enter into your Google account to possibly make some changes in its security section

In the Security [IT: Sicurezza] section, there could be two main situations depending on if you agreed to a two-step authentication or not.

  1. If you do not have a two-step authentication, the configuration is like the following one where you can see a section called Access to less secure app [IT: Accesso app meno secure]

    Google security page if two-step authentication is not activated

    ccess to less secure app [IT: Accesso app meno secure] section (1)

    Access to less secure app [IT: Accesso app meno secure] section (2) – Set to ON

    In this case, you may need to enable that option Allow less secure apps [IT: Consenti app meno secure] because of some apps (like possibly at least some version of Outlook) are considered by Google to be a “less secure application” because they do not meet the latest security standards for accessing inboxes.

  2. If you have the two-step authentication enabled, the configuration is like the following one where you cannot find any more a section called Access to less secure app [IT: Accesso app meno secure]:

    Google security page if two-step authentication is activated

    Instead, you can create a specific password for any specific app that wants to use a Google authentication: that specific password must be replaced to the Google one in that app configuration:

    Creation of an app-specific password (1)

    Creation of an app-specific password (2)

    Creation of an app-specific password (3)

That’s all folks!!

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How to solve anomalous display behaviors on the second screen connected to a Windows 10 PC (e.g. pdf preview on the right pane of File Explorer, Photoshop Elements)

I have got a Surface Pro and very often I am using a second display, setting the Extend these displays [IT: estendi questi schermi] option in Settings [IT: Impostazioni]. In this way, I have two different screens that can be used to show different applications and so having more working space.

However, I find some anomalous display behaviors on the second screen connected to my Surface, like a small pdf preview on the right pane of File Explorer or an unexpected zoomed view in Photoshop Elements).

On the external display, the unexpectedly small size in the preview of a pdf file in File Explorer

On the primary PC display, the preview of a pdf file in File Explorer takes full size as expected

On the external display, unexpected zoomed view in Photoshop Elements

On the primary PC display, the view of Photoshop Elements is sized as expected

After some tests, I realized that these strange behaviors are due, in my understanding, to not so clean handling of Windows 10 of an external display (with a different resolution of the PC one) when it is set the extended screen behavior.

But let start from the beginning, that is how to set an external display to extend the PC one: obliviously if you know everything about this setting and you are only interested in the solution/workaround I found, you can jump to the next section of this post!

You can set the extension behavior of an external display, when connected to your PC, going into Settings -> Display [IT: Impostazioni -> Schermo] and then choosing to Extend these display [IT: Estendi questi schermi] option in the Multiple displays [IT: Più schermi] section:

Extend these displays [IT: Estendi questi schermi] feature when an external display is connected to your PC

You can go to display settings section even right-clicking in an empty desktop area and then choosing Display settings [IT: Impostazioni schermo] from the popup menu:

A quick way to go to the Display settings page

From that setting page, you can manage several displays. How much? At least two and this could be sufficient for your purposes, but take in mind that Windows 10 could handle even more displays and the only limit is due to how many graphic ports have your computer and how many monitors your graphics card does support. Anyway, you can always buy an additional graphics card, if there is enough space on your computer and you have enough slots! See this article for more information on several multiple displays handling.

Once selected one of the available displays you can both move it on the right/left just left-clicking on the rectangle (moving it and then release) and change definition/other options (like setting which one is to be considered the primary one).

Monitors settings

Before finding the solution/workaround I read a post in the Microsoft forum and tried several suggestions that mentioned there because they could help in some cases … even though not so much in my case!
For example, if you are using Acrobat Reader DC as the default program for pdf file, you can try to set “Enable preview with PDF thumbnail in Windows Explorer” [IT: Abilita anteprima con miniatura PDF in Windows Explorer] option in its Preferences [IT: Preferenze] section:

If Acrobat Reader DC as the default program for pdf file, you can try to set “Enable preview with PDF thumbnail in Windows Explorer” option in its Preferences section (1)

If Acrobat Reader DC as the default program for pdf file, you can try to set “Enable preview with PDF thumbnail in Windows Explorer” option in its Preferences section (2)

I even tried to change the default program to open pdf files, setting it to Microsoft Edge, so to a Microsoft Windows embedded one. To do so, right-click on a pdf file -> Open with [IT: Apri con] -> Choose another app [IT: Scegli un’altra app]; then select a new app and set the Always use this app to open pdf files [IT: Usa sempre questa app per aprire i file pdf option]:

I even tried to change the default program to open pdf files

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How I solved, or better I found a workaround?

As I already said, I realized that the problem is a not clean handing of every single monitor by Windows 10 because of the relationship that is maintained among the setting of each of them!

So everything depends on how you set the resolution of each screen in relation to other ones, the percentage set to Modify text, app and other elements size [IT: Modifica la dimensione di testo, app ed altri elementi], and also on which one you set as the primary one!

In the following pictures I show you the result I obtained setting different resolution, percentage size settings and primary display selected.
Note that every time I did a change in displays settings, I did a PC restart to be always sure that they completely apply.

  1. Primary display on Surface PC at 2736 x 1824 (recommended) resolution and screen size 150% (recommended);
    Secondary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)
    As you can see, on the external monitor there is the anomalous display behavior (e.g. pdf file preview very little).

    Primary display on Surface PC at 2736 x 1824 (recommended) resolution and screen size 150% (recommended);
    Secondary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

  2. Primary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 150% (recommended);
    Secondary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)
    As you can see, on the external monitor there the anomalous display behavior persists but it is less evident (e.g. pdf file preview is little, but not more so much). Because of the screen size of the Surface, the set 1920 x 1200 resolution implies that two few millimeters unusable strips, one on the top and one on the bottom, while with the previous highest recommended 2736 x 1824 resolution all the screen was taken.

    Primary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 150% (recommended);
    Secondary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

    Settings for the internal Surface PC monitor

  3. Secondary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 200%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended).
    As you can see, on the external display the view is perfect now while on the PC monitor the pdf preview is zoomed. This s due to the fact that on this secondary screen (now the embedded PC display) the percentage is 200% (recommended) while in the other is 100% (recommended).
    Again, because of the screen size of the Surface, the set 1920 x 1200 resolution implies that two few millimeters unusable strips, one on the top and one on the bottom, while with the previous highest recommended 2736 x 1824 resolution all the screen was taken.

    Secondary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 200%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

  4. Secondary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 100%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)
    As you can see, on the external monitor the view is perfect now and also on the PC monitor even though everything is a size too small to be used for working!!

    Secondary display on Surface PC at 1920 x 1200 resolution and screen size 100%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

    Settings for external Philips monitor

  5. Secondary display on Surface PC at 2736 x 1824 resolution and screen size 200%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)
    Therefore finally I preferred a solution similar to the number 3, but leaving the resolution of my Surface display to the recommended highest one (e.g. 2736 x 1824).
    The result is not completely the desirable one, because the size of the preview on the PC display is zoomed, … but is the best one among all combinations I tested!!!

    Secondary display on Surface PC at 2736 x 1824 resolution and screen size 200%; Primary display on Philips monitor at 1920 x 1080 (recommended) resolution and screen size 100% (recommended)

    The “strange” thing is that, if you disconnect the external display, maintaining the same settings for the Surface embedded one, the view of the pdf file preview becomes as expected, so no more zoomed!!!
    Therefore the setting of the external display (e. g. the percentage of dimensions), when connected to the PC, seems to influence the other embedded one, even though it should not!!

If you disconnect the external display, maintaining the same settings for the Surface embedded one, the view of the pdf file preview becomes as expected, so no more zoomed!!!

Display configuration for the embedded Surface Pro PC screen

Display configuration for my external Philips monitor

 

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Come conoscere la posizione dei campi di basket e di eventuali canestri su un territorio (e.g. Torino) … o di qualsiasi altra tipologia di luoghi

Talvolta può essere utile sapere la posizione di alcune tipologie di negozi o servizi, quali le farmacie o … i campi da basket! Niente di meglio che utilizzare Google Maps sia accedendo al suo sito da un browser sia utilizzando l’app omonima sul proprio smartphone.

La ricerca di farmacia porta ad un risultato presumibilmente completo in quanto molto probabilmente la collocazione di quei negozi sono stati proposti ed inseriti già da tempo: cliccando poi su una singola puntina segnaposto (pushpin), si possono ottenere immediatamente delle informazioni specifiche di quel negozio quali il numero di telefono, l’orario di apertura, l’indirizzo ed eventualmente fare partire una navigazione per raggiungerlo a piedi/in macchina o con un mezzo pubblico.

Risultato della ricerca sulle farmacie presenti nella zona visualizzata dalla mappa

Dettagli su una farmacia in particolare, ottenuti cliccando lo specifico pushpin associato ad essa

Non altrettanto complete possono invece essere le informazioni su luoghi non necessariamente catalogati completamente, come ad esempio i campi da basket o anche solo i canestri presenti su un territorio. Cercando infatti “campo da basket” o anche solo “basket” i risultati che si ottengono sono notevoli, ma per chi conosce quel territorio, facilmente si accorge che non sono completi seppure si tratti di dati riferiti ad una città, … ancor meno se si tratta di una struttura presente in un paese di campagna che molto probabilmente non comparirà tra i risultati.

Risulta allora possibile crearsi una lista di luoghi personalizzata, ad esempio una che comprenda i campi da basket o anche solo i canestri presenti in un territorio di interesse: si può poi magari rendere tale elenco pubblico, eventualmente addirittura modificabile/ampliabile da altre persone! Sicuramente in quell’elenco si possono mettere quei campi da basket trovati nella ricerca precedente, migliorandone magari la posizione e poi aggiungendone altri di propria conoscenza.
Innanzitutto, per individuarli meglio sulla mappa, conviene impostare la visione da satellitare.
Si crea quindi una nuova raccolta di luoghi associandole un nome autoesplicativo (e.g. Raccolta di campi/canestri da basket) in cui si inseriranno i diversi luoghi di quella tipologia che si desiderano salvare.

Ovviamente, per ricercare ed aggiungere un nuovo luogo, si può operare sia da cellulare sia da PC. Ad esempio, da cellulare si opera come segue:

Scegliere la modalità di visione via satellite per poter meglio individuare il luogo da salvare nell’elenco (e.g. i campi di basket)

Tra gli elenchi salvati, se ne creo uno  nuovo specifico (1)

Tra gli elenchi salvati, se ne creo uno  nuovo specifico (2)

Per aggiungere nuovi elementi si deve andare nella sezione di modifica relativa a quell’elenco e quindi selezionare un nuovo luogo trovandolo sulla mappa o ricercandolo per nome/indirizzo.

Per aggiungere/modificare un elenco si deve andare nella sua sezione di Modifica

Premere il tasto + per aggiungere un nuovo elemento all’elenco

Selezionare il punto di interesse cliccando sulla mappa e facendo così comparire un pushpin (1)

Selezionare il punto di interesse cliccando sulla mappa e facendo così comparire un pushpin (2)

________

Su PC la procedura è analoga:

Gestione elenchi personali dal browser su PC (1)

Gestione elenchi personali dal browser su PC (1)

Gestione elenchi personali dal browser su PC (2)

Gestione elenchi personali dal browser su PC (3)

Se l’elenco è pubblico, lo si può poi condividere tramite un link o pubblicizzandolo su un social.

Link associato all’elenco da me creato pubblico: https://goo.gl/maps/ifL7jvhT8qxZuvWM6

____________
Si può poi anche proporre a Google Map di considerare il nuovo punto se si pensa possa essere di interesse ad altri utenti: dei revisori si riserveranno poi di accettare o meno la segnalazione inserita a cui può essere convenientemente associata anche una foto:

Proporre a Google Maps di inserire un suo nuovo punto di interesse (1) – Aggiungi un luogo mancante

Proporre a Google Maps di inserire un suo nuovo punto di interesse (1) – Specifica la categoria e il nome da assegnare a quel nuovo luogo che vuoi segnalare

Una successiva email comunicherà se il nuovo punto di interesse proposto è stato accettato o meno.

Email da Google Maps di pubblicazione o meno del nuovo punto di interesse suggerito

___________
Dal momento che un po’ per volta sto proponendo a Google Maps l’inserimento dei campi da basket/canestri mancanti, presto quelli in quel mio elenco si potranno trovare anche ricercando semplicemente basket su Google Maps. 😉

______________________

Infine ricordo che un sistema di memorizzazione di elenchi di luoghi analoga si può realizzare anche tramite l’app Maps di Microsoft (presente nello Store Microsoft e generalmente preinstallato in Windows 10) o anche da browser accedendo alla sezione mappe di Bing (Bing Maps):

App Mappe di Windows 10 (1)

App Mappe di Windows 10 (2)

App Mappe di Windows 10 (3)

App Mappe di Windows 10 (5)

App Mappe di Windows 10 (6)

App Mappe di Windows 10 (7)

________________
Analogamente si può procedere da browser nella sezione mappe di Bing cioè in di Bing Maps: si noti che le raccolte sono ovviamente le medesime sia se opero sull’app Mappe sia sul sito Bing Maps per cui da entrambe posso accedere alla raccolta appena creata relativa a Campi da basket / canestri.

Bing Maps (1) – Creazione nuova raccolta di luoghi

Bing Maps (2) –  Elenco delle raccolte create

 

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Manuale in italiano di Venova YVS-100 della Yamaha

Incredibile ma vero! Un prodotto musicale della Yamaha, sebbene sia venduto anche in Italia dal 2017, non ha un manuale di istruzioni in italiano non solo cartaceo, allegato allo strumento, ma neppure scaricabile online dal sito italiano di quella prestigiosa ditta.
… ma non preoccupatevi in quanto ve l’ho tradotto io e, in fondo al post ,troverete i link per scaricare la versione italiana sia del Manuale d’uso sia dell’introduzione a suonarlo (Let’s play!).

Si tratta dello strumento denominato Venova e pubblicizzato in questa sezione del sito. Come indicato nella pagina del sito italiano della Yamaha … anche questo non tradotto in italiano!! Ancora più incredibile dal momento che invece le altre sezioni del sito sono, come uno se lo aspetta, tradotte nella lingua specifica scelta.

Venova viene venduto in due versioni Venova (YVS-100) in C (DO) e Venova (YVS-120) in F (FA)

Si tratta di uno strumento strumento musicale molto particolare, aerofono ad ancia semplice. Come indicato anche su Wikipedia, è caratterizzato da un suono simile a quello del sassofono, ma la diteggiatura è quella del flauto dolce. L’estensione è di due ottave complete. Compatto e leggero, nella versione in DO è lungo 46 cm e pesa 180 gr, mentre nella sua versione in FA è lungo 59 cm e pesa 293 gr. Il Venova è realizzato in materiale termoplastico ABS. Per questo strumento la Yamaha ha ricevuto il Good Design Grand Award del concorso Good Design Award del 2017, la menzione d’onore al Design for Asia Award del 2018 e il German Design Award del 2019.

Esiste questa  pagina  che contiene i link relativi a delle brevi lezioni che Yamaha ha pubblicato sul suo canale YouTube (in inglese), sicuramente utili sebbene minimali e basilari … avrebbero potuto sicuramente approfondire maggiormente!

Ma torniamo all’argomento specifico del post, vale a dire la manualistica. La sezione che fornisce i manuali scaricabili online chiaramente indica l’assenza di una loro versione in italiano, come d’altra parte risultava chiaro anche dalla versione cartacea presente nella confezione dello strumento … anche se rimaneva il dubbio che almeno fosse resa scaricabile online.

La sezione relativa ai Manuali d’istruzione chiaramente indica l’assenza di una loro versione in italiano

E’ vero, molti sanno un’altra lingua, inglese o francese che sia, ma sicuramente per tutti sarebbe meglio avere una versione della manualistica nella propria madre lingua!

Nel seguito il link alle versioni ufficiali dell’Owner Manual e di Let’s play Venova! ... poi la versione in italiano da me tradotta e scaricabile …

Fai clic per accedere a venova_en_om_b0.pdf

Fai clic per accedere a venova_en_started_guide_d0_web.pdf

Comunque, come ho preannunciato già all’inizio del post, ho creato una versione Word in italiano di entrambi i manuali. Purtroppo la conversione del pdf da parte di Word, per due pagine non è riuscito per cui lo scema è rimasto come una immagine ed ho dovuto per quelle sole aggiungere una pagina a lato con la traduzione delle frasi mostrate nella figura. Sperando che nel prossimo futuro esista una versione ufficiale in italiano della manualistica del Venova VYS-100, anche se sono ad oggi passati più di 3 anni dalla sua commercializzazione, per il momento accontentatevi di quest mie traduzioni: 🙂

Link per scaricare i MANUALI IN ITALIANO del Venova VYS-100

Da notare infine che lo strumento viene fornito con un’ancia in resina che in teoria viene indicata per un uso da principiante, ma in realtà risulta, a mio parere troppo spessa oltre che di una qualità non ottimale. Come anche suggerito in diversi commenti di persone che hanno acquistato su Amazon quel prodotto, conviene quindi comprare al più presto un’ancia (per sax soprano) nuova di maggior qualità e magari di spessore inferiore e quindi più agevole da usare per un principiante: ad esempio, una Vandoren o Fibracell per sax soprano di spessore 1,5.

 

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Purtroppo l’attenzione per la clientela italiana non è elevata anche per altre ditte che producono strumenti musicali, come la Nuvo, probabilmente meno conosciuta ma dai prodotti musicali in polimero altrettanto accurati. Anche qui la la manualistica fornita  online non esiste tradotta in italiano, ma lo sono solo un breve opuscolo di due pagine cartaceo allegato allo strumento. Ad esempio per il Flauto traverso Nuvo:la manualistica è presente qui solo in inglese, francese, cinese e giapponese.

Anche per i prodotti della Nuvo manca purtroppo una manualistica anche in italiano, sebbene gli strumenti vengano forniti con una brochure tradotta.

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Altri link di utilità:

Migliorare il suono del sax

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Amazon advertising on WordPress with a non-business plan

Some months ago I wrote a post related to How to earn (few) money with a WordPress site through advertising. It was mainly about using WordAds, the WordPress embedded advertising program available for the site owner. I just updated that post with a P.S. that adds some further consideration after about 8 months, since I was considered eligible for that kind of advertising. As you could see from the graphs I inserted there, with a traffic of about 15000 views per month, 150000 advertising shown per month, the monthly gain is about 10$ per month, … therefore not so much but sufficient to recover the money paid to have a Personal subscription in WordPress, as I supposed since the beginning when I wrote that post!

In this post, I will show you how you can try to possibly earn a little more, adding some Amazon advertising too. Note that this is something more you can add and is not an alternative to having WordAds activated.

For the time being, I just added some advertising of that kind some days ago, so I cannot still give you any conclusion, but only tell you what I did … Possibly I’ll add a p.s. in a few weeks!
Moreover, I have to say, right away, that the capabilities allowed by a WordPress Personal plan, the one I currently have, are limited and you should move to Business or eCommerce plan to be able to add some plug-in that gives you more features even for advertising … but they cost 25€ or 45€ per month! (see amazon-associates-link-builder, WordPress plugin browser).

Therefore, what I will write in this post are the capabilities allowed with the limitations applied to Free, Personal and Premium plans.
With those much cheaper plans, for security reasons (they say) you can use only the allowed HTML tags listed on this page [IT: this page] while others can be used only adding some specific plug-in (available only with a top plan). Note that iframe tag does not fall under that allowed tags and that it is the one needed to add any Amazon banner to your page/site.
If you go in the WordPress help page related to affiliate linking you can read: “You can add affiliate links to your WordPress.com content as long as the primary purpose of your blog is to create original content, and as long as the code for the ad is supported. When blogging about books you’re reading, music you love, clothes that strike your fancy, gadgets you’re drooling over, or whatever interests you and your readers, feel free to post relevant affiliate links using either text or images.“.

_______________

But let us start from the beginning and proceed step by step to add some kind of Amazon advertising in your WordPress blog/site.

First of all, you need to head to Amazon.com Associates Central and sign up for an Amazon Associates account. The Amazon affiliate program site has possible different links depending on the country [IT: Programma affiliazione Amazon]. If you already have a Amazon.com account [IT: Amazon.it account], you can sign up with that and save yourself a little time. Therefore, you can use the same credentials you already use to login in to the Amazon shop.

Join the Amazon affiliate program

Then you have to follow some steps where you are asked to confirm several options, among all the ways you’ll want to be paid: one possibility is to get some credit to buy something on Amazon … and that is, in my opinion, one possible best choice!

You can sign up to the affiliate program even in more countries if you like, in order to create links/banner related to every specific national Amazon site version.

After this registration phase, every time you accede to the site related to one of the countries you have subscribed, you will see a home page like the following one, that is related to an Italian registration:

sss

The second menu item is related to the creation of link to product/pages or of banner [IT: Creazione link prodotti]. The best way to add some Amazon advertising would be to add a banner handled by Amazon itself, so choosing the second Banner choice. However, as already stressed, you will notice that this requires adding to your site some html that contains the iframe tag … and this is not allowed for cheaper WordPress plans. In fact, if you try to copy one of the suggested codes in one of your posts when you save it, all that code is automatically deleted because considered not valid!

The iframe tag is not allowed for cheaper plans, so that code, if inserted in a post, will be deleted during saving

Therefore, as a non-business WordPress client, the only way you have to create some Amazon affiliate program code is to go in the other sections of that menu item: Product links, Any page link to Amazon.xx [IT: Link prodotti, Link a qualsiasi pagina su Amazon.it].

From Product links [IT: Link prodotti] page you can create a link to a specific product choosing it from a category and a description:

Search the product you want to promote

When you find the product you want to promote, you have to click on the Get link [IT: Ottieni link] button or click on its arrow to get only that product URL:

The text & image html contain the iframe tag that is not allowed for lower WordPress plans

Because the text & image HTML contains the iframe tag that is not allowed for lower WordPress plans, you must select the Only text [IT: Solo testo] tab where you can get the link even already with the HTML associated with a text or a short link:

Only text tab allows getting only the link of the product page, so usable in your not business WordPress site

Short link

An analogous result could be reached even using in the Get link [IT: Ottieni link] button the right arrow, even though it is not available a short link too in this way either:

Using in the Get link [IT: Ottieni link] button right arrow, you get the same link, even though it is not available a short link too in this way.

Therefore you can use that link whatever in any post you want … possibly one that speaks about the product or a context where it could be useful. I know it is not like an Amazon banner that possibly shows just the product that Internet surfer has searched on their site some time ago … but it can be a possible link that people reading your post could click if the use of that product seems to be useful to them too in the context of your post.

For example, I added a link to a link to the Metal Camp spray in my post related to How to protect a metal object from oxidation. I created, from the Amazon affiliate site a link to that product I bought and used, then I created a link when I described how I used it, taking in mind to click in the options link in order to check the Open it in a new tab [IT: Apri in una nuova scheda] checkbox:

Add a link to that product in the Amazon marketplace: remind to open the link option windows to check the Open in a new tab feature

Remind to open the link option windows to check the Open in a new tab feature

As you can notice, going in the Text [IT: Testo] tab of the WordPress editor, the link is now created with the target=”_blank” that make it open in a new tab:

Note: even though I set a link to Amazon product page, I also said in that post that, if you want to buy more than one of that product, it is better to search it in eBay because you can find a vendor there where the transport price is disjointed from that of the object! This to be honest … 🙂

But let’s try to add something more and have a look to the further tab, Any page link to Amazon.xx [IT: Link prodotti, Link a qualsiasi pagina su Amazon.it], that allows getting a link to whatever page of a country Amazon site, so even a category or the home page too. This link could be more useful if you find a way to insert it in every page of your WordPress blog/site because it is not related to a topic of a specific post.

There are several tabs but the best one is to create a general link in the Links to any page on Amazon.xx [IT: Link a qualsiasi pagina su Amazon.it] the tab where you can get the link, for example to the Amazon homepage, modified to include your reference, so any further purchase in that session will be associated with your affiliate program.

Example to get a link to the amazon.it homepage

A possible good place to use the link stressed in blue is, for example, the menu of your blog or a widget of useful links if made available in your theme.
Note that, in that case, you have to copy only the URL (the part I stressed in blue in the previous screenshot and to do that you have to copu&past all the code generated in the Amazon affiliate site into ad editor and then select only that URL to be inserted in the URL related to the new menu item (e.g. Support this blog [IT: Sostieni questo blog])

Insert a new menu item (e.g. Support this blog) with associated the external link of an amazon page (e.g. Amazon.xx homepage)

In this way, when someone clicks that Support this blog [IT: Sostieni questo blog] menu item it will be redirected to the Amazon homepage:

Amazon homepage with your tag

It is not nice that it is not possible to open the Amazon page in a new window/tab if used in a menu item, because the code is generated and not editable by hand while if you could get the whole code generated in the Amazon affiliate site, that HTML has a link with the target=”_blank” that make the page open in a new browser tab …
However you have to find another place to put it that is not the menu one and, at least with the theme I chose, it seems to me to be only another possibility: a widget with a custom HTML. In this link you can have the target=”_blank” so a new page is opened when clicked.

Widget with a custom HTML with the link to the Amazon homepage (1)

Widget with a custom HTML with the link to the Amazon homepage (2)

Therefore now every page of my blog now I have two references to the Amazon homepage that can be used for the affiliate program, one in the menu and another one in the right widgets, and this is in addition to links to specific products that I could add in any specific post, if the case.

In every post of my blog now I have two reference to the Amazon homepage that work for the affiliate program

I know that it is mainly a link for relatives, friends and people that really want to explicitly support your blog but it is what I find possible till now with my Personal WordPress subscription. Much better should be a banner with an Amazon targeted product for the user that is reading your post … but, again, this requires a business plan and that is not my case e possibly yours!

If you want to know something more, for example how much Amazon pay and when you can go to the following help pages some from WordPress and some from Amazon:

Moreover, you can have a look to StyleSnap Amazon program. As stated its help page, “StyleSnap is a new shopping feature that makes it easy for your followers to shop your social posts by taking a screenshot and uploading the photo in the Amazon app, and you earn on qualifying sales you inspire!

That’s all folks! 

By now I can say that yesterday on embedded WordAds, with 9000 advertising views (a lucky day), they paid me 0.30 euros:

WordAds: 9000 advertising views (a lucky day), –> 0.30 euros

In the meanwhile, on the new Amazon I just joined because of a product purchased through my link I received 0.46:

One product purchased through my Amazon link –> 0.46 euros

I must stress that Amazon remuneration depends on how that product is reached, that is with a direct link to that product from your blog or after navigation from that page (so a different product even though the customer reached the Amazon site from your blog link): see Amazon  Commissions help page.

 

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P.S. After about a month and a half, without much effort (i.e. putting some links to some products I used/configured and described in a few posts) I had the following results, visible from the details page of the affiliate program site:

Details page in the affiliate program Amazon site

See also my post Amazon affiliate program: how to easily get a product link that contains your partner ID.

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Useful links

  • Guadagnare con Amazon: verità e leggendeIl vantaggio delle affiliazioni, in opposizione ai banner pubblicitari PPC (Pay Per Click) o PPI (Pay Per Impression), è che le percentuali sono abbastanza alte, quindi permettono di guadagnare qualcosa anche se il Sito/Blog non riceve un gran numero di visite.
    Per quanto riguarda l’affiliazione Amazon, in Italia, le commissioni variano tra il 3% e il 12% del prezzo del venduto (esclusi i costi di spedizione e gestione), dipendentemente dalla categoria merceologica del prodotto. Le commissioni vengono riconosciute non soltanto sul prodotto a cui porta il link affiliato ma anche su altri prodotti eventualmente acquistati all’interno della stessa sessione (messi nel carrello durante la stessa sessione e fino all’invio dell’ordine): una volta inserito il prodotto nel carrello, le commissioni saranno riconosciute anche se il visitatore paga nei giorni seguenti, ammesso che l’ordine venga inviato prima del termine di validità del carrello (generalmente 90 giorni). Lo svantaggio è che l’affiliato guadagna soltanto se il visitatore acquista il prodotto (non basta il click per prendere la commissione). C’è una soglia minima per ricevere il pagamento che, se si riscuote tramite bonifico o buono regalo, è di 25 € e sale a 50 € se si sceglie il pagamento tramite assegno. Questo vuol dire che, se un mese il totale delle tue commissioni non supera queste soglie, il pagamento sarà sospeso e sommato al successivo.
  • https://programma-affiliazione.amazon.it/home
  • Accordo Operativo del Programma di Affiliazione
  • F.A.Q.
  • Gestione fiscale: guadagnareconunblog.com; fiscomania.com

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Da una risposta ricevuta interpellando il servizio clienti,  alla mia domanda relativa al fatto se, chi compra l’articolo promosso dal link affiliato è l’affiliato stesso, tale acquisto rientri tra quelli ammessi dal programma, per cui viene applicata la percentuale associata:

Tutti gli ordini inviati da te o per tuo conto devono essere inviati tramite http://www.amazon.it con sessioni non associate al tuo account di affiliato.

Tra i Requisiti di Partecipazione al Programma di Affiliazione si legge:

6. Contenuti sul tuo Sito. Sarai responsabile in via esclusiva per i contenuti sul tuo Sito e assicuri che:

(u) Non acquisterai direttamente o indirettamente alcun(i) Prodotto(i) o intraprenderai azioni di un Evento Ricompensa attraverso Link Speciali, a prescindere che sia per il tuo uso o per l’uso di un’altra persona fisica o giuridica, e non permetterai, richiederai o incoraggerai alcuno dei tuoi amici, parenti, impiegati, contraenti, o contatti di lavoro ad acquistare direttamente o indirettamente alcun Prodotto o ad intraprendere azioni di un Evento Ricompensa attraverso Link Speciali, a prescindere che sia per il loro uso, il tuo uso o l’uso di qualsiasi altra persona fisica o giuridica. Inoltre, non acquisterai alcun Prodotto attraverso Link Speciali o intraprenderai azioni di Eventi Ricompensa per rivendita o uso commerciale (di qualsiasi tipo) o offrirai qualsiasi Prodotto sul tuo Sito per rivendita o uso commerciale di qualsiasi tipo.

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Laboratorio dell’Arco: spettacolo “Rumori fuori scena”

In questo periodo di inattività, dove le uniche prove teatrali possibili sono via Zoom o Skype, non resta che ricordare i bei momenti passati insieme per l’ultimo spettacolo del gruppo Laboratorio dell’Arco con cui ho avuto occasione di collaborare.

Lo spettacolo che avevamo rappresentato era tutt’altro che banale, anche solo per l’elevato numero di attori richiesti, ben 14 … per cui praticamente solo alla prova generale eravamo riusciti ad essere tutti quanti presenti, seppure le defezioni durante le prove precedenti fossero state più che giustificate!

Due sono state le rappresentazioni, la prima il 19/1/2020 al teatro della Provvidenza in via Asinari di Bernezzo 34, la replica il 21/2/2020 all’Educatorio della Provvidenza in c.so Trento 13 … proprio poco prima che fossero chiuse tutte le sale per spettacoli e cinema!!

Una bella esperienza da ricordare con alcune delle immagini scattate durante quegli spettacoli:
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Come trasformare una brocca dell’acqua/vino in una lampada da tavolo

Talvolta si hanno in casa oggetti di per se belli, ma inutilizzati per lo scopo per cui erano stati pensati, mentre può far comodo trasformarli in qualcosa ritenuto più utile.

Già avevo scritto un post su come come rendere a luce elettrica una vecchia lampada ad olio ed in questo post intendo farvi vedere come si può assai agevolmente trasformare una brocca dell’acqua/vino in una lampada da tavolo di design!!
Questa volta è davvero un lavoretto di pochi minuti, una volta trovato ed acquistato tutto l’occorrente … 😉

Da acquistare sono solo pochi pezzi:

  • Filo dorato
  • Portalampade di dimensione opportuna con relativo gancio per appenderlo. Purtroppo ho dovuto prendere un portalampada di plastica perché quello di ceramica aveva un diametro troppo lungo per il foro in cui doveva stare … ma tanto nel mio caso non si vede essendo coperta dalla parte alta non trasparente della brocca.
    Il gancio per appendere il portalampada l’ho tolto, rotella inclusa, in modo da avere solo due spuntoni da conficcare nel sughero del tappo.
  • Lampadina di design (io ho preso la bella lampadina lunga, con una luce calda ed ideale per un comodino o un angolo del salone, Tianfan T28 185 mm spirale LED Lampadina vintage tipo lampadina 4 W 220 V, dimmerabile, attacco E27 [Classe di efficienza energetica A++])
  • Interruttore e presa vintage (non avendolo trovato a Torino, mi sono rivolto a L’elettrica di Mondovì degli amici Dario e Matteo, di cui vi invito a visitare anche il profilo su Facebook! )

Penso sia importante trovare gli articoli di design giusti che possano dare il giusto tocco di stile pur spendendo solo pochi euro in più rispetto ad una normale lampadina, spina e presa.

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Coronavirus: strade deserte o poco trafficate, ottima occasione per migliorare le infrastrutture stradali

In queste settimane il traffico cittadino è stato quasi nullo e quello extraurbano lo deve essere stato ancora maggiormente per via dei divieti di spostamento addirittura da un comune all’altro, se non poche centinaia di metri dal proprio domicilio, se non per valide ragioni. Anche nelle prossime settimane, seppur ci sia un iniziale apertura nei divieti, penso che il traffico rimarrà alquanto limitato, non aprendo le scuole e continuando diverse attività a svolgersi remotamente tramite, ad esempio lo smart-working.

Quale allora migliore occasione per migliorare le infrastrutture stradali senza generare intasamenti e disagi agli automobilisti? I lavori stradali, soprattutto nelle tangenziali e nelle autostrade, generalmente creano infatti diversi problemi ed intasamenti dovute all’elevato traffico generalmente presente su quelle direttive.
Quale miglior momento per rifare l’asfalto delle molteplici strade piene di buchi da anni, anche nei grandi centri urbani come Torino, la mia città?

Quale migliore occasione per ridare lavoro agli operai che operano nel settore, ovviamente con le dovute precauzioni per evitare contagio? Può inoltre essere un buon segnale di ripresa ed i tempi per operare in completa tranquillità e sicurezza penso ci sia ora come forse mai!

Spero che le amministrazioni comunali, e non solo, non si lascino sfuggire questa occasione.
Perciò oggi sono stato felice di notare a pochi passi da casa mia, l’inizio di lavori di rifacimento appunto dell’asfalto nel tratto di corso Giulio Cesare nei pressi del ponte sulla Stura di Lanzo.

Lavori di rifacimento dell’asfalto a Torino, nel tratto di corso Giulio Cesare nei pressi del pressi del ponte sulla Stura di Lanzo

Per ora si tratta di un breve tratto di poche centinaia di metri, ma spero che tali lavori proseguano per buona parte di quel corso ed altrove, in quanto da diversi anni lo stato delle strade è davvero penoso e le buche ormai non si contano neppure più!!

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How to record a smartphone screen video

First of all I must say that every smartphone brand (possibly model) has its own way to record its screen, even though all that devices have an Android O.S. . In fact, this is a feature proper of an embedded app provided by the factory itself. For example, for some device, like the Xiaomi Redme Note 7, the shortcut to start a recording is to press simultaneously the switch on and the volume up buttons. While the simultaneous pressing of the switch on and the volume down buttons very often takes a picture (even in my Samsung device), that start of a video is not so standard (it doesn’t work in my Samsung smartphone).

Therefore in the following I will show you how to manage a recording in my Samsung Note 10 Plus smartphone … and take it in mind that it could be a feature available even only for some Samsung high-end models and not for all ones!!

The feature is no longer tied to Game Tools; instead, Galaxy Note 10 users can now start recording their screens right from the Quick setting menu at the top, available swiping with two fingers from the top of the smartphone screen: a Record screen [IT: Registr. schermo] function is available here.

Quick setting menu at the top, available swiping with two fingers from the top of the smartphone screen

Selecting that Record screen [IT: Registr. schermo] function, you are asked if you want to start a screen recording and you have to choose among those options:

  • No audio
  • Multimedia audio
  • Multimedia audio and microphone

The last one is perfect for a tutorial … and you can also add a circle with the video of your face that you can position where you like and also choose the size you prefer.

Pressing Start recording [IT: Avvia registrazione] the recording starts with the quality set in Settings -> Advanced functions -> Screen recording and screens -> Settings screen recording [IT: Impostazioni -> Funzioni avanzate -> Registrazione schermo e schermate -> Impostaz. registrazione schermo].

Settings screen recording [IT: Impostaz. registrazione schermo]


By default it is shown the recording time and the stop button:

 Recording time and the stop button

Pressing the < symbol, further functions appear, to add/remove the circle video during the recording or add pen signs on the screen with possible different colors:

Add/remove the circle video during the recording or add pen signs on the screen with possible different colors

The circle video can be moved where you better like

 

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Moreover, in this video it is shown to possibly add the start screen recording even in the left Quick menu, in its Task edge [IT: Funzioni] section: this requires to install, from the Samsung Store, the Good Lock app and then from it install the Nice Shot feature app. In this way, the Take screenshot [IT: Acquisisci schermate] will have an additional action on the top of its tool bar that allows to start a video screen:

Unfortunately that app is not officially supported in many countries, like Italy, so you could not find it searching in the Samsung Store. Why this restriction? I really do not know … However there are several sites that give a link to download the apk from some mirror store, in order to install that app anyway (e.g. this site where there is this link to the page of Samsung Mirror store. The Good Lock apk version currently available is the 1.0.00.64, uploaded 16 March 2020).

Then you can have a quick access to that function adding it in the quick toggle menu in the notification shade. … Just swipe the quick toggle menu to the left, and you can start recording your screen as soon as you tap that toggle:

Add the screen capture/screen recording function to the left quick toggle menu

 

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How to record a screen video in Windows 10

Sometime. for example for explaining how to do something, it is useful to record a video of what is happening on a screen and possibly record also what you are saying using the microphone.

How to do that on a Windows 10 PC was already a matter of some old posts (How to record the screen in Windows 10 for free … with the Xbox app; Microsoft Expression Encoder 4: how to record your PC screen for free (in HD)) but in this post I will show you some more and in particular a “new” one embedded in Windows 10 since May 2019 (1903 version): 

the Game bar (IT: Barra dei giochi). You can find its settings in a proper section Settings -> Game -> Game bar [IT: Impostazioni -> Giochi -> Barra dei giochi] of the Windows 10 settings: from here you can find the default settings for open that game bar (Win + G), start a recording (Win + Alt + G), Start/Stop recording (Win+ Alt + R), activate/deactivate microphone  (Win + Alt + M), take a screenshot (Win + Alt + Print) and other things.

As I said for the Xbox app, even this Game bar initial target were games, but now its features can be used in several situations, even for the teaching purposes.

Game bar (IT: Barra dei giochi) settings page

Pressing Win + G starts a series of floating panes that overlap any displayed application: note that, if you are using more than one screen, they will appear on the screen where you currently have the active window and on that screen the game bar will act.

Game bar floating panes that overlap any displayed application

With E I highlighted is the main Game bar that allows to activate several other floating panes. The A and B pane are the most interesting one is you ara not interested in using that bar for games. In particular with the A pane you can take a full screen shot, start a background recording for the current running app, start a recording  and set the microphone ON/OFF.

Note that the background recording obviously takes CPU computation and so it is to be activated only when needed, e.g. capture the last 30 seconds to retrieve abnormal behavior detected in the running program/app/browser.

Last 30 seconds background recording, must be activated only ìf needed

After any recording, you can find the file in the default Video forlder (by default %userprofile%\Videos\Captures [IT: %userprofile%\Video\Acquisizioni] but that folder can be even reached clicking on Show all clips and then Open file path:

How to open the folder where all clips are saved

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Another possible solution to record your PC screen is to use the free OBS Studio, downloadable from here. It is compatible with Windows, Linux and macOS and it allows not only to record the screen but also to send online streaming in real time, for example on YouTube (OBS is in fact an acronym for Open Broadcaster Software).

The Sources pane [IT: Fonti] at the bottom allows you to select the source of the video stream: to record the screen you just need to select Display [IT: Cattura lo schermo].

Choose as source the display right clicking on the Sources area and then Add -> Screen capture or Windows Capture,  instead of an external source like a webcam:

Choose as source the display right clicking on the Sources area and then Add -> Screen capture or Windows Capture

The Start/Stop Recording buttons at the bottom right let you start recording the screen and save it, by default in Windows, as a FLV file in the %userprofile%-Videos folder (you can quickly access it with a click on File -> View Recordings). Note that if you do not see the Control [IT: Controlli] panel on the bottom right, you need to go in Show [IT: Visualizza] on the top menu, then Panel and check Controls:

By clicking Settings then on Shortcuts, you can define keyboard shortcuts to start or block recording.

Finally, clicking File -> Convert Recordings, lets you use OBS Studio to turn FLV files into MP4 format.

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You can see  even more solutions in this article (it is in italian, but pictures and link can be useful to understand its text … and you can always use the translation feature of your browser!) talking also of Ezvid, Electa Live Screen Recorder, Screencastify a versatile chrome extension.

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Coronavirus: epilogo di “quando gli addetti ai controlli non danno il buon esempio”

In un post di una settimana fa avevo evidenziato come, talora, delle persone addette al controllo di corretti comportamenti nella popolazione, a loro volta non li rispettino loro in prima persona, non dando quindi un buon esempio alla cittadinanza.

Ovviamente, la mia era una critica puntuale ad un evento specifico e non certo una rivolta a tutta una categoria di persone che, anzi, in generale penso svolga egregiamente le sue funzioni istituzionali.

Come spesso faccio, quando vedo qualcosa che non va e che si potrebbe invece migliorare con una partecipazione attiva dei cittadini, mi sono rivolto via email all’URP del Comune di Torino, sempre efficiente nel dirottare propriamente le segnalazioni inoltrate dai cittadini:

Infatti, la mia segnalazione è stata inoltrata dove conveniva, cioè all’Ufficio Relazioni Esterne della Polizia Municipale di Torino:

Nel giro di poche ore, mi vedo arrivare una loro risposta,  con l’indicazione che la mia segnalazione era stata posta all’attenzione del Comandante del Corpo per le verifiche.

Dopo cinque giorni ricevo una risposta, per certi versi sconcertante: “ci siamo assicurati che il collega anche quando si è tolto la mascherina fosse a una distanza di sicurezza. D’altro canto potrà ben capire anche Lei che per chi, come noi, deve indossare il DPI (n.d.r. Dispositivi di Protezione Individuale), indossare la mascherina per un intero turno non è possibile“.

La mia successiva risposta non è potuta che essere questa:

Sostanzialmente obiettava entrambi i punti espressi nella comunicazione:

  1. “Ci siamo assicurati che il collega anche quando si è tolto la mascherina fosse a una distanza di sicurezza”.

    In verità, la distanza di sicurezza (di cui sembra si siano assicurati) è mancata in diverse occasioni (ad esempio, quando quel poliziotto gestiva l’entrata nell’area del mercato delle persone in coda, quando passava tra le code ai banchi, o anche quando mi sono avvicinato a lui per fargli notare che non stava dando un buon esempio); inoltre non c’è stata quasi mai nei confronti della sua collega, molto spesso al suo fianco (lei sempre indossando bene la mascherina).
    Anche solo le foto pubblicate penso dimostrino ampiamente ed oggettivamente quelle mie affermazioni al riguardo … ma se non bastassero ne ho anche delle altre, scattate – alla luce del sole – nel corso di più di un’ora di permanenza in coda e nel mercato, tutte ovviamente con associata data ed ora nei metadata di ciascun singolo file.
  2. “D’altro canto potrà ben capire anche Lei che per chi, come noi, deve indossare il DPI (n.d.r. Dispositivi di Protezione Individuale), indossare la mascherina per un intero turno non è possibile”.Sinceramente non comprendo. Nelle attuali circostanze ritengo, infatti, che per tutto il tempo in cui un poliziotto (come qualsiasi altro lavoratore) deve operare a contatto con altre le persone/colleghi, la mascherina debba tenerla sempre e ben messa. Nel caso poi di addetti alla sicurezza, come in quel caso specifico, questo principio penso valga ancor più, in quanto proprio da loro dovrebbe arrivare il buon esempio.
    D’altra parte i commercianti del mercato, così come le cassiere dei supermercati, la tengono sempre la mascherina quando servono i clienti.
    Ho chiesto poi a mia moglie, medico, per quanto tempo tiene la mascherina in ospedale. Addirittura meravigliandosi della mia domanda, mi ha risposto: “Ovviamente SEMPRE. Ce la togliamo solo quando andiamo in mensa a mangiare, dove ciascuno di noi è ad un tavolo ben distanziato dagli altri colleghi”. Per non parlare poi di quando, a turno, devono operare nel reparto specifico dei contagiati, dove devono usare una specie di scafandro, ben più fastidioso da tenere rispetto ad una semplice mascherina!
    Non per sminuire in generale le funzioni, fatiche e responsabilità dei poliziotti ma, nel caso specifico, penso non ci sia da discutere sulla loro “possibilità di indossare con continuità una mascherina“, se si paragona sia la fatica fisica di chi sposta casse di frutta rispetto a chi solo cammina, sia la fatica mentale e la responsabilità di chi opera in una struttura ospedaliera rispetto a chi controlla la regolarità dei comportamenti in un mercato.

Il giorno seguente, la successiva risposta:

Se devo dire la verità, leggendola mi era venuto il dubbio di non sapermi spiegare bene neppure scrivendo in italiano, figuriamoci in inglese!! 🤔
Avevo infatti risposto alla precedente email cercando di obiettare che non era vera l’asserzione che la distanza di sicurezza era stata comunque sempre mantenuta e, nella nuova risposta, mi si diceva: “spero che sia ora adeguatamente rassicurato dall’atteggiamento del nostro personale e dal preciso e puntuale rispetto delle prescrizioni“!
Avevo poi voluto chiedere chiarimenti su come mai i due agenti, che controllano il mercato, camminino SEMPRE insieme (suggerendo che sarebbe meglio operassero singolarmente in diverse zone del lungo mercato, per svolgere al meglio la loro funzione di controllo) e viene inteso che io domandi loro perché gli agenti lì comandati non fanno altro che controllare il mercato e mi si risponde quindi che ciò accade proprio perché espressamente previsto da un’ordinanza regionale di riapertura dei mercati che prevede espressamente l’obbligo di controllo, per tutta la durata di apertura, da parte della Polizia Municipale.

Incomprensioni lessicali o classica tattica da “muro di gomma”, tipica di chi non vuole rispondere a critiche puntuali ed affrontare nel vivo una questione?

Le risposte fornite, seppur estremamente gentili e cordiali, ritengo personalmente siano da grande arrampicata sugli specchi in difesa della categoria, pur trattandosi di un appunto da poco il mio, sebbene non irrilevante.
Sicuramente avrei apprezzato maggiormente una risposta chiara e sincera tipo: “La ringraziamo della segnalazione ed abbiamo provveduto affinché certi comportamenti inappropriati non abbiano più a verificarsi“.
… ma, forse, era pretendere troppo!! Tuttavia, secondo me, un’ammissione anche di “piccole” mancanze, accompagnata da una indicazione di aver provveduto a rimediare in un’ottica di un progressivo miglioramento, farebbe sentire un cittadino maggiormente difeso da chi è pagato per farlo.
Qualsiasi persona, organizzazione o corpo dello Stato può incorrere in mancanze, più o meno gravi, … e questo è umano. Penso che l’ammissione sia sempre il primo passo dovuto per un reale miglioramento, mentre la negazione dell’evidenza e l’auto affermazione di infallibilità non servono invece a molto a quello scopo.

Quello che comunque sicuramente conta di più è che, nonostante le risposte evasive, quel comandante sembrerebbe essersi preoccupato di verificare il corretto comportamento dei suoi addetti.  Questo suo interessamento merita sicuramente il mio ringraziamento e la mia stima.
Ora, tutte le volte che mi sono recato in quel mercato a fare la spesa, ho visto entrambi i poliziotti, che lo presidiano, portare la mascherina sempre e ben messa … o almeno così era tutte le volte che li ho incrociati!

Eppure ho continuato a notare come camminino SEMPRE insieme, come avevo già  evidenziato anche nella mia risposta. Viene quindi naturale domandarsi se non sarebbe invece più opportuno che avessero indicazione di controllare, almeno ogni tanto, zone diverse del lungo mercato, se è vero che si è decisa necessaria una continua presenza, in ciascun mercato, di due addetti della polizia locale per controllare appunto il rispetto delle indicazioni di sicurezza da parte sia dei commercianti sia degli acquirenti. Diversamente continuo a non comprendere la necessità di avere due poliziotti presenti in quel luogo, pagati dalla collettività, anziché uno solo.

Spero quindi che anche questo suggerimento venga recepito, sebbene non mi sia arrivata una specifica risposta al riguardo. Infatti, la mia ultima risposta di chiarimento è rimasta inevasa, per cui, almeno per ora, il dubbio sulla motivazione di quel comportamento (se esiste) continua a sfuggirmi …

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XXV aprile 2020: film per ricordare

Domani sarà un 25 aprile un po’ particolare, ma forse proprio per questo merita di essere maggiormente ricordato, in questi giorni affollati di pensieri, non certo di persone.

Ho visto, a tale riguardo, un post su Facebook che faceva riferimento ad una bella iniziativa promossa dalla città di Rivalta di Torino.

In quella pagina dedicata all’evento, oltre ad un file “leggere per ricordare“, contenente una bibliografia redatta dalle biblioteche rivaltesi, ho trovato di particolare interesse la sezione dedicata alla filmografia, a cura di Umberto Mosca, docente e critico cinematografico. Si tratta infatti di un’antologia ragionata di sequenze per costruire e condividere un immaginario di quel 25 aprile.

Sperando di contribuire con questo mio post a dare ancor maggior voce a questo interessante lavoro di sintesi, riporto integralmente il testo contenuto in quella sezione, abbinando i riferimenti agli spezzoni dei film indicati che possono essere così visionati direttamente leggendo il testo.

Alcuni di quei film non li conoscevo e anche solo la visione di quei brevi video presenti su YouTube mi ha stimolato il desiderio di cercarli per vederli integralmente in un prossimo futuro!

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Prima Parte

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L’UOMO CHE VERRÀ di Giorgio Diritti (2009)

L’eccidio e le stragi della popolazione civile
Un film che ci aiuta a comprendere quella forte sinergia che si realizza tra i fatti reali che guidano un regista nella costruzione di un film sulla Storia, attraverso un accurato lavoro di documentazione, e una dimensione creativa che è costretta ad immaginare per rievocare gli eventi. È il processo secondo cui il
Cinema lavora sulle emozioni, i sentimenti e le psicologie, mentre la Storia lavora sui fatti e sui documenti.
Questa è la ragione per cui in un film è fondamentale individuare uno specifico punto di vista che accompagni lo spettatore all’interno della narrazione e che qui è rappresentato da una bimba di otto anni che alla fine dovrà prendersi cura dei sopravvissuti, provando ad immaginarsi un futuro…
In quest’opera gli avvenimenti rappresentati sono quelli della cosiddetta “strage di Marzabotto”, espressione comune per indicare l’Eccidio del Monte Sole, compiuto dai nazisti tra la fine di settembre e i primi di ottobre del 1944 ai danni di 1830 vittime civili della popolazione dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, in provincia di Bologna.

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IL PARTIGIANO JOHNNY di Guido Chiesa (2000)

L’azione e la vita militare
Le particolari caratteristiche della lotta partigiana, tipicamente incentrata su azioni di guerriglia, vengono qui rappresentate visivamente dai movimenti irregolari della macchina da presa, dalla scarsissima luminosità delle immagini e da un montaggio secco e nervoso in cui lo spettatore fa davvero difficoltà ad orientarsi.
Il film di un regista piemontese che ha sempre manifestato il proprio interesse artistico per la Resistenza, narrata indirettamente nel suo film d’esordio Il caso Martello del 1991 e nel documentario del 1998 Una questione privata dedicato alla vita e alle opere di Beppe Fenoglio, autore del romanzo Il partigiano Johnny.
Costruito sull’idea che il racconto della Resistenza, a oltre cinquant’anni di distanza, tocchi ancora i nervi scoperti del pubblico (vedi anche la curiosa sequenza dei titoli di testa, in cui la pellicola “salta” e va fuori sincrono), Il partigiano Johnny viene prodotto ritornando sui luoghi reali di Alba e delle Langhe in cui si sono svolti i fatti romanzati da Fenoglio. È un “racconto di formazione” in cui il personale apprendistato alla vita del protagonista coincide con la militanza nelle file delle diverse formazioni partigiane (in particolare i rossi delle Brigate Garibaldi e gli azzurri “badogliani”).

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L’AGNESE VA A MORIRE di Giuliano Montaldo (1976)

L’impegno civile e la militanza partigiana
Tratto dal primo romanzo sulla Resistenza della letteratura italiana, scritto da Renata Viganò e pubblicato nel 1949, il film diretto da Giuliano Montaldo è una visione “anti spettacolare” della Resistenza, in cui prevalgono le ambientazioni e le tinte invernali, la vita quotidiana degli abitanti e una non chiara
definizione degli eventi, dove le difficoltà dello spettatore a comprendere i fatti è il prodotto delle comunicazione precarie e interrotte in un territorio occupato militarmente dai tedeschi.
Il film, che pone in primo piano il ruolo delle donne nell’ambito della Resistenza, è stato girato in quelle Valli di Comacchio dove Roberto Rossellini aveva messo in scena il sesto episodio di Paisà (1946), realizzato a pochi mesi dalla fine della guerra nei luoghi reali in cui si era combattuta.
Questa clip antologica mette in primo piano l’adesione spontanea di Agnese alla lotta partigiana a seguito della morte del marito per responsabilità degli occupanti e la sua progressiva presa di coscienza politica come staffetta partigiana.

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NOVECENTO di Bernardo Bertolucci (1976)

La guerra civile e lo scontro ideologico
Nella ricchissima produzione di Bertolucci per la 20th Century Fox, abitata da grandi attori del presente e del passato, la Storia viene narrata come uno spettacolare melodramma epico e popolare, ispirandosi alle tinte forti e ai sentimenti esasperati tipici dell’opera lirica. Il cinema come grande narrazione collettiva del nuovo secolo, che prende il posto dell’ottocentesco melodramma.
Nella rappresentazione di Bertolucci il 25 Aprile 1945 è il giorno della “resa dei conti”, dove il fascista locale Attila viene inseguito e aggredito dai contadini, che riconoscono in lui l’incarnazione del potere e della violenza fascista.
Indicativo è il fatto che il film, dedicato ai primi settant’anni del Novecento, inizi proprio con l’episodio della fine della seconda guerra mondiale, incentrandosi su una forte contrapposizione ideologica tra la sinistra e la destra, sui temi politici della lotta di classe e sull’opposizione tra il radicalismo comunista (la posizione del giovane Leonida) e la moderazione della borghesia (il personaggio di De Niro).

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ROMA CITTÀ APERTA di Roberto Rossellini (1945)

La visione del futuro
Il film sulla Resistenza girato in una Roma appena liberata: le riprese del film iniziarono nel gennaio del 1945, a pochi mesi dall’ingresso delle truppe americane (giugno 1944), realizzate nelle condizioni materiali assai difficili in cui si trovava la città e facendo fronte alla scarsa disponibilità di pellicola e di materiale
tecnico.
Incentrato sui fatti storici dell’attentato di via Rasella e dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il film mette in primo piano, attraverso la figura di Don Pietro Pellegrini, i valori spirituale della Resistenza, i temi della dignità e della scelta. La figura di Don Pietro è una sintesi dei sacerdoti vittime dei nazifascisti Pietro Pappagallo e Luigi Morosini.
La sequenza finale del film, con l’immagine dei ragazzini che scendono verso la città esprime una prima suggestiva idea di futuro e di libertà: è iniziata la formidabile stagione del Neorealismo cinematografico, caratterizzata da un ritorno ai paesaggi della realtà quotidiana, dopo lo stile da commedia leggera e le opere di propaganda bellica dei film del lungo periodo fascista.

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Seconda Parte

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INTERVISTA A DON POLLAROLO (1984)

La questione dei documenti filmati
Tutta la Storia del Novecento è scandita dal tema della documentazione dei fatti e dal valore delle testimonianze filmate, al fine della ricostruzione degli avvenimenti e della costruzione di una memoria trasmissibile e condivisibile.
L’attività di Don Giuseppe Pollarolo (nativo della provincia di Alessandria e per diversi anni parroco nel quartiere Vallette a Torino) come “reporter” della Resistenza rappresenta una risorsa preziosa per proiettare sugli avvenimenti e le figure della Storia il valore della documentazione diretta. Proiettate nei
decenni successivi, e fino a oggi, le riprese di Don Pollarolo realizzano la magia di far riapparire le “ombre passeggere” del passato, come vengono definite dal grande studioso francese Pietre Sorlin.

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LE PRIME BANDE di Paolo Gobetti (1984)

Le testimonianze
Nel 1966 nasce a Torino l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza (ANCR), fondato da Paolo Gobetti, che ha l’obiettivo di rivitalizzare, attraverso la forza emozionale e la complessità di discorso delle immagini filmiche, l’esperienza della Resistenza, sottraendola alle narrazioni celebrative delle istituzioni.
Ex partigiano dall’età di diciassette anni in Val di Susa, Paolo è figlio di Piero Gobetti, intellettuale, giornalista e scrittore morto in seguito alle violenze squadriste. Nei documentari prodotti dall’ANCR l’obiettivo di Gobetti e dei suoi collaboratori è di creare un forte legame tra il passato e il presente, riportando i protagonisti della Resistenza sui luoghi degli avvenimenti per ritrovarne le emozioni, i valori e le contraddizioni.
In questa sequenza Paolo Gobetti intervista Sergio Bellone, già antifascista prima dello scoppio della guerra e successivamente partigiano in Val di Susa e poi a Torino.

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2 LUGLIO 1944 di Tatjana Callegari (2016)

La memoria e le nuove generazioni
Questo cortometraggio è ispirato ai fatti dell’eccido del Colle del Lys, la strage compiuta dai tedeschi contro una brigata partigiana operante nei comuni di Rivoli, Grugliasco e Avigliana. Catturati nel corso di un rastrellamento, ventisei prigionieri vennero dapprima seviziati e torturati per ottenere informazioni e infine fucilati sul colle. A partire da quei fatti, la regia di Tatjana Callegari utilizza le nuove tecniche di ripresa, con
la macchina che si muove liberamente per cogliere il “respiro” dei luoghi attraverso la messa in scena e per realizzare quella forte “immersività” che caratterizza l’immagine audiovisiva contemporanea. Con l’obiettivo di costruire una “rievocazione filmica” che tocchi le corde dell’emozione e dell’interesse delle
generazioni più giovani. Il corto è un “teaser”realizzato in vista della produzione di un lungometraggio che racconti gli avvenimenti del Col del Lys nella doppia prospettiva del passato e del presente.

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ALDO DICE 26×1 di Fernando Cerchio (1946)

Realtà e rappresentazione
Ispirato al celebre messaggio in codice che lanciava l’insurrezione generale di tutte le formazioni antifasciste, il film firmato da Fernando Cerchio “documenta” e “mette in scena” al contempo i giorni della liberazione di Torino, con l’arrivo in città delle formazioni partigiane e la fuga dei tedeschi e l’insediamento del Comitato di Liberazione Nazionale, mentre stanno per celebrarsi i funerali delle vittime dell’occupazione
nazista.
La caratteristica saliente di quest’opera, che costituisce il primo lavoro di ricostruzione dei giorni dell’insurrezione attraverso le immagini filmate, è quella di essere formata da riprese che sono state tutte realizzate nei giorni della liberazione, in un periodo in cui il regista stava girando un film di finzione presso gli studi FERT di corso Lombardia. E di finzione sono alcune scene che mostrano le camionette dei partigiani che scendono in città dalla collina, a quanto pare interpretate il giorno successivo dagli studenti torinesi che si sono calati con entusiasmo nella parte dei combattenti.

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MAI TARDI: LA RESISTENZA IN VAL DI SUSA di Armando Ceste (1996)

I valori a cinquant’anni di distanza
A metà degli anni Novanta un gruppo di partigiani della valle di Susa si ritrova nella stessa osteria da cui, giovanissimi, gli stessi erano saliti in montagna per formare le prime bande della Resistenza.
Il titolo del film è preso in prestito dal diario della spedizione in Russia scritto dal partigiano e scrittore Nuto Revelli e unisce strategicamente due obiettivi: da un lato il lavoro sulla Memoria e la sua conservazione attraverso le testimonianza diretta dei protagonisti della Storia e, in parallelo, una riflessione in chiave
attuale sugli ideali e le idee sociali che nutrivano la lotta partigiana.
Armando Ceste, già fondatore del collettivo torinese Cinema Militante e direttore del Valsusa Filmfest, ha prodotto il film con il contributo prezioso dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico di Roma.

 

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Per finire, eccovi il video realizzato, per la rassegna “Aspettando il 25 aprile”, dal Gruppo teatro ragazzi de L’Iniziativa Musicale che interpreta la poesia di Pietro Tajetti “Vecchio Partigiano“:

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Link a post di possibile interesse

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Coronavirus: la tesi di Montagnier della ‘fuga di un virus per il vaccino contro l’Aids’, fake o possibilità?

In qualsiasi contesto “Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”. Beh, sì, lo ammetto … in questo periodo mi piacciono in particolar modo le affermazioni di Voltaire. Sicuramente un tipo illuminato quello! … beh, era legato al movimento culturale dell’illuminismo, no? … e forse mai come di questi tempi avremmo necessità di essere un po’ illuminati! In questi ultimi giorni si riaffaccia, nelle discussioni sull’origine del Covid-19, l’ipotesi della manipolazione umana. Avevo già scritto un post al riguardo: Tutti ormai sicuri. Dichiarazioni all’unisono, da virologi a politici: “L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. TRANQUILLI, è naturale al 100%, PURTROPPO” ed ora forse è il caso di aggiungere qualche parola in più, sempre da profano del settore … ma tanto mi sembra che anche molti degli articoli che appaiono su giornali illustri o meno non vengano proprio scritti da virologi affermati e con esperienza!! Ne abbiamo sentite di tutte i colori relativamente alle origini di questo virus ma la cosa certa è la presenza di troppe coincidenze relativamente alla sua origine, nella città di Wuhan. La tesi ufficiale cinese relativa ad animali messi in vendita nel mercato del pesce di Wuhan non mi sembra verosimile se poi si pensa che a pochi passi c’è il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie che da anni manipola proprio animali infetti di coronavirus (si è parlato di ben 600 pipistrelli vivi!). A pochi passi c’è poi lo Union Hospital “dove sono state registrate le prime infezioni tra i medici”. Il 29/3/2020 in un articolo su La Stampa si leggeva: “L’Istituto di Virologia di Wuhan ne ha rintracciato l’origine in un virus del pipistrello trovato in una grotta di una montagna vicino al confine cinese con il Myanmar.  I due virus condividevano oltre il 96% dei loro geni, ma il quello del pipistrello non era in grado di contagiare l’uomo, perché privo di una proteina per legarsi ai recettori delle cellule umane. L’anello mancante, i coronavirus con una simile proteina, è stato trovato successivamente nei pangolini in Malaysia, il che ha portato a ritenere che il micidiale nuovo coronavirus della polmonite sia una ricombinazione dei genomi dei virus del pipistrello e del pangolino”. Insomma, il pangolino: l’unico mammifero con le scaglie, a metà tra un formichiere e un armadillo. Vive di notte ed è capace di mangiare 2 etti e mezzo di formiche al giorno   … anche lui a rischio estinzione. Qualcuno lo conosce solo perché Google lo aveva scelto come simbolo di San Valentino nel 2017! Come???? Sto virus dal pipistrello che vive nelle grotte di montagna in Cina, va infettare un pangolino Malaysiano e poi passa all’uomo? Noooo! Credo allora davvero più ad una manipolazione di laboratorio allora!!! Ma diversi esperti virologi abbiamo visto che dicono da settimane con certezza assoluta: “Non è possibile”! Altri, seppur in minoranza, no. Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008 per aver scoperto l’HIV come causa dell’epidemia di Aids, ha dichiarato in un canale podcast francese ‘Pourquoi Doctor’ specializzato in medicina e salute: “Con il mio collega, il biomatematico Jean-Claude Perez, abbiamo analizzato attentamente la descrizione del genoma di questo virus Rna. Non siamo stati i primi, un gruppo di ricercatori indiani ha cercato di pubblicare uno studio che mostra che il genoma completo di questo virus ha all’interno delle sequenze di un altro virus, che è quello dell’Aids. Il gruppo indiano ha ritrattato dopo la pubblicazione, ma la verità scientifica emerge sempre. La sequenza dell’Aids – ha concluso il Nobel – è stata inserita nel genoma del coronavirus per tentare di fare il vaccino”. “Intervenire su un genoma è un lavoro da apprendisti stregoni ma la natura non accetta queste manipolazioni e, con il tempo, le elimina“. Nei giorni successivi, subito la smentita di diversi altri ricercatori. Ad esempio l’articolo dal tritolo altisonante “La virologa delle Scotte contro Luc Montagnier: “Covid-19 non è nato in laboratorio”. Leggendo però poi bene l’articolo in realtà la dottoressa ha detto: “Non possiamo stabilire se il virus è stato prodotto artificialmente o è ha origini naturali ma credo che sia successa quest’ultima cosa“ … opinioni dunque, non certezza, … e mi sta bene! Poi altri titoli di giornali prestigiosi o meno come, ad esempio Il Foglio (“Una Montagnier di fuffa – Non basta vincere un premio Nobel per essere immuni alle fesserie sul coronavirus. Un debunking), La Stampa (Coronavirus, la comunità scientifica demolisce le tesi di Montagnier sul Covid-19 creato in laboratorio”), La Repubblica (“Coronavirus, perché la teoria del complotto (complice il Nobel Montagnier) a volte ritorna – Il virologo Perno: ‘Nessun intervento dell’uomo su un virus è privo di tracce. E di quanto ipotizzato da Montagnier, noi non vediamo nulla’ “), Il Fatto Quotidiano (“Coronavirus, 10mila scienziati contro il Nobel Montagnier: ‘Falsa e infondata l’ipotesi che il Covid sia nato in un laboratorio di Wuhan’)”. Leggendo però bene, quest’ultimo articolo, sempre ad esempio, non si tratta di una petizione firmata da 10mila scienziati (in così pochi pochi giorni farebbe pensare!!), bensì di una dichiarazione della Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV) che riunisce 16 società scientifiche per un totale di quasi 10mila scienziati … che poi tutti gli aderenti siano proprio così d’accordo con quella affermazione, è ancora da comprovare! Si legge poi anche “i ricercatori invitano a “non prendere automaticamente per oro colato quello che viene da un premio Nobel semplicemente perché ha questo titolo, anche perché questo particolare Nobel da molti anni sostiene bufale scientifiche e getta discredito sulla scienza sana”, affermando anche che quella di Montagnier è un’ipotesi “di fatto interamente falsa ed infondata”; l’analisi delle sequenze genetiche del nuovo coronavirus conferma che si tratta, di “una naturale evoluzione e non di una ricombinazione in provetta – ha aggiunto la Fisv – Le brevi sequenze codificate anche nel genoma dell’HIV si sono generate per caso, come dimostra il fatto che si ritrovano in numerose proteine di mammiferi, insetti, batteri, e virus”. Sempre da profano, mi sento di dire che il fatto che delle “brevi sequenze” del genoma dell’HIV si ritrovino altrove in modo naturale, non mi sembra escluda che siano state inserite appositamente (ad esempio per la ricerca di un vaccino) in un virus che originariamente non le conteneva! Il fatto infine che quelle sequenze specifiche stiano pian piano scomparendo nell’evoluzione vista del virus negli USA, potrebbe far pensare proprio ad una eliminazione naturale di mutazioni generate forzatamente. secondo quella legge che tende ad eliminare corpi estranei non generati naturalmente. Sull’articolo de La Stampa citati, invece, si riportano affermazioni di Etienne Simon-Loriere, ricercatore all’Istituto Pasteur: «Assomiglia troppo a qualcosa di naturale … Per creare in maniera artificiale un virus così grande ci vogliono conoscenze tecniche di cui pochi laboratori dispongono nel mondo, meno di una decina. E appare poco plausibile che degli scienziati abbiano potuto creare un virus che interagisce così bene con il recettore Ace2 (attraverso il quale s’installa nel corpo umano), mentre questo meccanismo non era mai stato osservato in precedenza». Infine l’Huffingtonpost in un suo articolo afferma: “Non ci sono prove che garantiscano una qualche certezza alla teoria della svista in laboratorio, è bene precisarlo. E sono tanti gli scienziati, anche in Italia, che si sentono di scartare questa ipotesi. Ma il dibattito sulla vera origine del virus va avanti, e si arricchisce ogni giorno di nuove opinioni“. E poi riporta le affermazioni di Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani: “Il virus non cambia, è stabile e non ci sono prove che sia stato creato in laboratorio“. Gianni Rezza, direttore Malattie infettive dell’Iss, si riporta abbia affermato: “Da un po’ di tempo Montagnier è un po’ fantasioso nell’ipotesi scientifica. In ogni caso non abbiamo evidenze”. Il testo integrale dell’intervista viene riportato in questo articolo, tradotto in italiano. Insomma non si sa a chi credere: meglio prendere per buone tutte le ipotesi allora, no? Perché poi fare certe dichiarazioni “scomode” e forse permesso solo a chi ha dei crediti particolari quali un premio Nobel? Per mettersi in mostra e andare sulle prime pagine dei giornali? Forse. Per dare adito ad alcuni politici di criticare la Cina e attuare politiche di protezione economica? Forse. Per ripicca nazionalistica perché, da quanto ho letto, il Wuhan Institute of Virology (WIV), inaugurato nel 2017, era nato grazie alla cooperazione tra Pechino e Parigi (che lo ha in parte finanziato e soprattutto ha fornito il know-how per la sua costruzione) ma poi i francesi ne sono stati estromessi in maniera misteriosa? Forse. Troppi gli insulti di incompetenza e addirittura di forse pazzia che ho letto da dichiarazioni rilasciate a giornali anche da persone non proprio così competenti. Perché? Perché  non è la prima volta che Montagnier crea un certo scalpore nell’ambiente scientifico (presunta origine microbica dell’autismo, crociata contro i vaccini che nel 2017, gli ha valso una petizione firmata da un centinaio di medici, che hanno definito «pericolose» le sue dichiarazioni)? Forse. Perché non è bene che la gente sappia quali tipologie di studi si possono oggigiorno fare nei laboratori di biogenetica e quali deficienze ci possono essere in alcuni di loro relativamente alle misure di sicurezza adottate ed ai controlli di enti predisposti? Forse. Perché  è meglio non creare conflitti diplomatici con paesi economicamente forti come Cina e Stati Uniti che, in qualche modo, sarebbero coinvolti pesantemente in quelle ipotesi, tanto più in un momento in cui in molti Paesi si sta vivendo una crisi economica derivante proprio dall’epidemia in corso? Forse. Il questito di un articolo di Focus recita: Coronavirus: artificiale o naturale? Ad oggi non vi sono evidenze scientifiche che supportino l’ipotesi di un’origine artificiale … … ma io mi chiedo, da non esperto del settore ma seguendo un semplice ragionamento logico: se l’ingegneria genetica è arrivata a certi livelli (come di fatto sembra, essendo riuscita a ricreare addirittura cloni a partire da una cellula ibernata, possono esserci necessariamante evidenze scientifiche che confermino un’origine artificiale di quel virus? Ovviamente risposte certe io non le ho e penso che nessuno o ben pochi le possano avere con coscienza, ma è giusto porsi certe domande. Mi sembra quindi opportuno terminare questo post così come l’ho iniziato vale a dire citando una frase attribuita a Voltaire: “Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”. __________ P.S. 10/2/2021 Ho visto il seguente intervento (pubblicato su YouTube il 19/1/2021) del dott. Massimo Citro al convegno La rivoluzione delle idee, tenutosi a Verona il 20/09/2020. Pur trovando decisamente azzardate diverse ipotesi da lui avanzate nel suo discorso, soprattutto quelle che fanno riferimento ad una messa in atto – addirittura transgenerazionale – di metodologie per un dominio globale del mondo, ho trovato interessante e ben documentata una possibile narrazione di come possa essere stato derivato il virus SARS-CoV-2, racconto che avvalora quelle dichiarazioni di Montagnier di alcuni mesi prima, subito immediatamante criticate da esponenti scientifici intervistati dalla stampa e dalla televisione. Ho cercato di capire anche chi fosse quel dottore che aveva parlato in quella conferenza, trovando chi lo definisce un complottista farneticante e chi invece una persona eccezionale (scrittore, sceneggiatore, medico e ricercatore scientifico, laureato con lode in Medicina e Chirurgia e poi anche in Lettere Classiche, specializzato in Psicoterapia, vincitore di premi quali  Premio letterario “Superga” 2009, Premio “Creatività e Sviluppo” 2010, Premio “Italia” 2011, …). Esprimere un giudizio su quella persona non stà comunque a me, ne mi interessa più di tanto indagare maggiormente. Personalmente ho trovato interessanti alcune parti della sua analisi, pur non condividendo, come già evidenziato, diverse ipotesi che ha suggerito in quanto le ho trovate esagerate e farebbero pensare davvero ad una forza del male che piloti la Storia tramite gruppi o famiglie di potere. Dall’altra parte non mi è piaciuto non trovare nel sito www.dossierduepuntouno.it (che critica aspramente quel dottore e che si definisce mirato a demistificare bufale, casi misteriosi, scoprire falsi storici e raccontare di attualità legata al mondo del complottismo e dei falsi santoni) alcun elenco delle persone che scrivono in quel blog giornalistico, benché ne siano solo citate alcune relative ad un presunto Staff Scientifico che tuttavia ha funzioni meramente consultive nei confronti di quella redazione i cui membri risultano stranamente sconosciuti! Nella pagina Chi siamo del sito viene semplicemente detto “Siamo professionisti e semplici amanti dell’informazione” … direi un po’ troppo poco per una testata giornalistica che vorrebbe demistificare le farsità in nome della trasparenza ed oggettivita! L’anonimità è sempre sospetta … Anche in questo caso, dunque, non si sa bene a chi credere … ma come sempre è meglio ascoltare tutti “cum grano salis“! Purtroppo troppo spesso anche la scienza (o meglio alcuni scienziati) si mette al servizio della partitica per fomentare o screditare una tesi e per i lettori, come molti, che non hanno specifiche conoscenze tecniche non resta che restare nel giusto dubbio dove stia l’oggettiva verità! Insomma, come sempre “Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno”! Mi ha comunque sorpreso come alcune sue considerazioni e dubbi avanzati in questa “Riflessione politicamente scorretta” siano simili a quelli che ho avanzato nel mio monologo “Corona … il virus! Un’occasione per ripensare e meditare sulla pandemia” – Reading teatrale di Enzo Contini, scritto durante il primo lockdown e quindi ben prima sia di tale congresso sia di vedere tale video pubblicato ancor più successivamante su YouTube: evidentemente la logica porta, se non certo a conclusioni, almeno a porsi certe domande e considerare alcune ipotesi come per lo meno verosimili e non del tutto infondate, come troppo spesso si è invece sentito dire ufficialmente! ______________________ Link per approfondire
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Coronavirus: come farsi portare a casa pizza, kebab, gelato, altro cibo o anche tutta una spesa

Soprattutto in questo periodo di #iostoacasa, per sfizio o per necessità (e.g. persone anziana, genitore con bambino piccolo, famiglia in quarantena), può venire utile farsi portare a casa del cibo.
Alcuni banchi del mercato di via N. Porpora (Torino) espongono da settimane un biglietto che notifica la possibilità, per chi non può uscire di casa, di vedere recapitata la spesa di verdura a casa propria (ovviamente nelle vicinanze) addirittura senza alcun costo aggiuntivo e con un limite di spesa di sole poche decine di euro (e.g. 20€): basta contattarli al loro cellulare mostrato in un cartello esposto.

Banco di verdura di Marco, nel mercato di via Pergolesi: un servizio ineguagliabile di questi tempi!!

Altri negozi hanno attaccato poi sulla serranda chiusa il numero di telefono con cui poter fare ordinazioni che verranno portate a casa: è ad esempio il caso della pasticceria che ho vicino a casa, sempre in via Porpora.

Se queste soluzioni autogestite non risultano sufficienti ci si può poi rivolgere ai supermercati che offrono la consegna a casa della spesa. Quando avevo provato settimane fa ad effettuare una ordinazione per una persona anziana, avevo visto che i tempi di consegna erano piuttosto lunghi (più di una settimana) ma ora probabilmente si sono organizzati meglio, dal momento che ho visto adesso promesse di consegna addirittura entro le 24 ore!!
Lascio perciò i seguenti riferimenti:

Esistono poi siti che elencano esercizi commerciali con relativi numeri telefonici da contattare per consegne a domicilio (che tuttavia potrebbero essere limitate alla zona vicino al loro negozio):

Anche le comuni piattaforme di ricerca ristoranti, offrono soluzioni di consegna a domicilio:

Se poi non si trova ancora il banco, negozio, ristorante, supermercato voluto, si può anche provare la piattaforma Uber Eats che ha diverse attività commerciali associate. Ho provato ad esempio a filtrare per la mia zona di domicilio e ho ritrovato diversi negozi che frequento normalmente, quale ad esempio l’ottima gelateria artigianale Moou.

Non mi resta che augurarvi un BUON APPETITO!!! 🙂

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Uwatec/technisub Aladin Pro and Data Track: how to download the diving tracking SW

I decided to sell with Subito.it all my diving equipment and so also the well known Aladin Pro together with its Memo Mouse and Data Trak SW. Therefore, if you are interested in buying it, you can contact me through that second-hand trading site 😉

However that SW was provided on a floppy disk and now it is very difficult to find a so old PC that allows to read that kind of memory device!!

Therefore I tried to find out where to download from Internet the last version of the Data Trak SW. I realized that now it is handled by SCUBAPRO and any software or manuals can be downloaded from their website and specifically from its manuals and SW section.

From there you can find even the link to download Data Trak SW in its last 3.0.6.0 version.
Looking into the file properties, I realized that SW version if dated 16/12/2004.

Because on that year there was Windows XP (version with service pack 2), the Setup of that SW it is better to be performed setting the compatibility mode as follows (right click on Setup.exe and select the Properties item in the list):

Properties compatibility tab – Set the the Setup.exe of the Data Trak SW in Windows XP (service pack 2) compatibility mode

After the installation done in that compatibility way, I run the program and checked that it works properly even in Window 10!!

Data Trak SW still works properly in Windows 10, when installed with compatibility mode set in its Setup.exe file

You can download even its manual, DataTRAK Manual too.

Finally you can find there also Aladin Pre-2004 (PRO, ULTRA, Sport Plus, Sport), that is a zip file containing the manuals for Aladin dive computers sold before 2004: Aladin Pro, Aladin Pro Nitrox, Aladin Sport, Aladin Sport Plus, Aladin Pro Ultra).

For any other question the Team SCUBAPRO – Johnson Outdoors Diving LLC – SCUBAPRO® – can be contacted through its site costumer service or by phone (800.467.2822)

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Coronavirus e TARI Torino: sospensione del pagamento dell’acconto delle prime 2 rate … e come scaricarti l’F24 per pagarla in una unica rata

Con la delibera della Giunta Comunale del 31 marzo, la Città di Torino ha disposto la sospensione del pagamento dell’acconto TARI abitazioni per le rate in scadenza il 30 aprile e 29 maggio.

I contribuenti che desiderano comunque regolarizzare il pagamento delle due rate possono farlo, a partire dal 15 aprile, accedendo alla sezione del proprio Estratto Conto online presente nel sito della Soris e scaricando il documento di pagamento oppure richiedendo una copia via e-mail del documento di pagamento, seguendo le istruzioni presenti sul sito a partire dal 15 aprile.
Al momento gli avvisi di pagamento TARI non saranno inviati a casa a mezzo posta ordinaria.

Da ieri pomeriggio sul sito Soris sono disponibili i bollettini di pagamento. Le rate sono tre: aprile, maggio e giugno. Sebbene scaricando la lettera (non spedita) sono indicate singolarmente gli F4 per le sole singole rate, è comunque possibile, per comodità, ottenere l’F24 per effettuare un unico pagamento utilizzando la funzione STAMPA F24:

Premendo l’icona relativa ad un file pdf (A in figura), si scarica il seguente documento in cui sono indicati gli F24 SOLO per i pagamenti delle singole tre rate.

Nel documento relativo alla TARI sono indicati solo gli F24 delle singole rate e non è presente quello per un eventuale pagamento dell’importo totale

Se si desidera, per comodità, effettuare un unico pagamento complessivo, per scaricarsi il relativo F24 globale, si deve premere invece l’icona a sinistra (B in figura), relativa a Stampa F24 con la quale si scarica solo l’F24 per il pagamento annuale complessivo.

In dettaglio, premendo l’icona indicata nella figura con B, si giunge alla pagina seguente da cui, premendo il pulsante Stampa, si ottiene appunto l’F24 per il pagamento complessivo:

Premendo l’icona indicata nel mio precedente screenshot con B, si giunge a questa pagina che premendo il tasto Stampa, consente di scaricarsi l’F24 per il pagamento globale della TARI

Sarebbe sicuramente stato più opportuno inserire l’F24 per il pagamento unico nel medesimo documento in cui sono presenti i pagamenti per ciascuna singola rata … ma basta saperlo!!!

Insomma, le scadenze per il pagamento unico non ci sono ancora mi sembra, essendo rimandate le prime 2 rate: probabilmente arriveranno poi per posta le richieste come al solito. Tuttavia io comunque ho fatto che pagare tutto subito per non dimenticarmene! 😉

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Si noti che nel sito della Soris online, è possibile anche impostare di essere avvertiti via SMS/email quando ci sono comunicazioni:

Per ricevere notifica di comunicazioni via email/SMS.

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Come proteggere dall’ossidazione oggetti metallici evitando così di doverli lucidare periodicamente

Sicuramente lucidare oggetti metallici come, ad esempio quelli di rame, bronzo, ottone e argento dà una certa soddisfazione in quanto cambiano decisamente aspetto! Sicuramente l’uso, ad esempio, di spazzolini da denti usati, su cui posizionare del prodotto lucidante, può risultare conveniente per raggiungere anche le parti meno accessibili agendo semplicemente con cotone e straccio. Avevo già scritto un post in passato, Come effettuare la pulizia di metalli (e.g. oro, argento, rame, alluminio), in cui avevo dato alcuni consigli per come procedere al meglio nella lucidatura.

Tuttavia la lucidatura dei metalli è un lavoro lungo e faticoso, soprattutto se uno cerca di farlo nei minimi dettagli, cioè anche nelle fessure.
Qualche mese fa mi è capitato di visitare un museo di Torino (Fondazione Ometto Accorsi) dove in una stanza c’erano decine e decine di pentole ed oggetti svariati tutti di rame/ottone, brillanti come appena lucidati. Mi è venuto spontaneo chiedere alla guida come facessero a mantenerli così belli e mi aveva detto che “ovviamente”, dopo averli lucidati, avevano utilizzato un prodotto protettivo che evitasse l’ossidazione e che quindi fosse in grado di conservarne la lucentezza nel tempo.

Già qualche decennio fa avevo chiesto ad una gioielleria se era possibile far trattare qualche mia cornice d’argento datata in modo tale che non si ossidasse, con una procedura analoga a quella attualmente usata per le analoghe cornici vendute oggigiorno. La sua risposta era stata scoraggiante in quanto mi aveva detto che mi sarebbe costato meno ricomprarle! In quel caso si trattava di argento e non di rame, ma comunque mi sono subito attivato a cercare un prodotto del tipo di quello usato da quel museo. Di spray acrilici trasparenti ce ne sono da tutte le parti a prezzi assai bassi, ma non viene esplicitato, nella descrizione, un loro utilizzo per proteggere dall’ossidazione dei metalli anche se dovrebbero, dal momento che ricoprono il metallo.
Tuttavia su Amazon ho trovato uno spray, Metal top della Camp, non particolarmente economico, ma che indicava esplicitamente, nella descrizione del prodotto, “Protettivo trasparente antiossidante per metalli. Indicato per la protezione dei metalli ferrosi e non, acciaio, ferro zincato, ferro battuto, alluminio, rame,ottone, silver plated, bronzo e superfici cromate“.

Insomma, nonostante il prezzo, ho deciso di acquistarne una bomboletta … che è rimasta in attesa di essere usata fino ad oggi!!
P.S: ho poi visto che viene venduto anche su eBay dove il costo di spedizione è disgiunto dal numero di prodotti acquistati, diversamente da quanto avviene dal venditore presente su Amazon, per cui può convenire acquistarlo lì se si intende prenderne più pezzi.

Si sa, in questi giorni di#iostoacasa si trova il tempo anche di lucidare i metalli!! E così è stato. Ovviamente prima di spruzzare uniformemente il prodotto è necessario avere lucidato l’oggetto in modo accurato perché diversamente poi rimarrebbe sporco sotto la pellicola protettiva.

L’ho provato sia su rame sia su ottone sia su un piccolo oggetto d’argento (seppure questo metallo più prezioso non sia citato esplicitamente nella descrizione del suo utilizzo) ed il risultato devo dire è stato ottimo. Quella vernice trasparente si asciuga nel giro di pochi minuti e ciò mi ha consentito di passare quasi subito una seconda mano.

Non mi resta ora che aspettare per vedere la tenuta nel tempo, ma mi aspetto che l’effetto duri degli anni. Tra le caratteristiche di quella vernice c’è scritto “Garantisce una efficace protezione da aggressivi chimici, dalle intemperie, dai raggi UV, dal salino e dalla ruggine; crea una pellicola trasparente antigraffio e inalterabile nel tempo“.
Sono quindi confidente!!

Ecco alcuni risultati ottenuti con olio di gomito e spray protettivo finale:

 

 

Prima:

Dopo:

D’interesse può essere poi il plastificante protettivo, PLASTI FILM della Saratoga: esiste in confezione da 1 litro, 500 ml o 400ml spray. Quest’ultima sua versione in spray risulta ovviamente più agevole da applicare e non risulta in proporzione più costosa.

PLASTI FILM della Saratoga: esiste in confezione da 1 litro, 500 ml o 400ml spray

Si tratta di un  rivestimento protettivo a base di speciali polimeri termoplastici.  In pratica crea una pellicola plastica, lucida, trasparente e incolore. Il trattamento protettivo ha una buona resistenza agli agenti atmosferici, non ingiallisce e non si screpola. Evita quindi anche lui l’annerimento di oggetti in argento, ottone, rame, bronzo e alluminio. Può essere applicato per proteggere dalle intemperie e dal sole oggetti di metallo, di legno, di sughero, tessuti, pelle, materie plastiche, mattoni, ceramica, cemento, superfici cromate o verniciate …
Non si diluisce e la versione non spray si stende con un pennello che deve poi essere pulito con un solvente (e.g. acquaragia). 

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Coronavirus: proroga di molte scadenze (patente e revisione veicolo, assicurazione auto, carta d’identità, permesso di soggiorno)

In questi giorni mi è scaduta la revisione dell’auto e, preoccupandomi, ho chiesto delucidazioni a mia nipote dell’autoscuola Monterosa.
Mi ha tranquillizzato dicendomi di non preoccuparmi perché le scadenze sono state prorogate in diversi contesti.
In particolare per la revisione del veicolo scaduta c’è tempo fino addirittura al 31 ottobre 2020!!

Ovviamente la ditta che effettua le revisioni, dove generalmente vado, da me contattata via email, mi ha risposto che riapre il 20/4/2020 e che mi conveniva prenotare … senza dirmi nulla relativamente alle nuove scadenze prorogate!!

Il sito della polizia di Stato riassume in modo chiaro tute le proroghe sulle scadenze che sono state emesse . In particolare, riporto quelle che reputo di maggior interesse, ovviamente rimandando al sito per ulteriori dettagli e per un elenco più completo

  • Patente e revisione veicolo
    • Veicoli con revisione scaduta al 17 marzo 2020 o che scade entro il 31 luglio 2020, è consentita la circolazione fino al 31 ottobre 2020 senza aver effettuato la visita di revisione
    • Patenti di guida italiane scadute in data successiva al 31 gennaio 2020 (circolare M.I.T. nr. 0009209 del 19.3.2020) o in scadenza fino al 31 agosto 2020, sono state prorogate fino al 31 agosto 2020.
  • Assicurazione auto
    •  Le polizze in scadenza fino al 31 luglio 2020, è portato a 30 giorni il periodo entro cui l’assicurazione è comunque operante.
  • Carta d’identità
    • Tutti i documenti di identità scaduti dal 17 marzo 2020 in poi sono validi fino al 31 agosto 2020. La validità ai fini dell’espatrio resta invece limitata alla data di scadenza indicata nel documento stesso.
  • Permesso di soggiorno
    • Tutti i certificali, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020.
      Quindi, tutti i permessi di soggiorno in scadenza nel periodo sopra ricompreso vengono prorogati di validità fino al 15 giugno 2020.
      La domanda di rinnovo potrà essere presentata dopo il 15 giugno 2020.
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Pubblicare un libro in proprio e gratuitamente

L’editoria è un settore difficile e la crisi del settore, soprattutto dell’ultimo decennio, sicuramente non aiuta certamente ne gli scrittori ne chi ci lavora. Da anni sono più le librerie che chiudono che quelle che aprono, sebbene siano comunque nate, o mantenute nel tempo, iniziative pregevoli, come Il salone del libro  e diverse piccole realtà ricche di iniziative culturali come, ad esempio a Torino, Il circolo dei lettori, la libreria Il ponte sulla Dora  e La luna storta.

La crisi non è certo solo conseguenza della maggior diffusione di grandi realtà di vendita online (Amazon in primis, ma anche Mondadori, Feltrinelli, seppur questi ultimi mantengano anche negozi non virtuali), ma anche dal fatto che la gente legge meno, i giovani soprattutto, forse perché sommersi da così tanti stimoli multimediali che pervadono ogni istante della loro vita.
Essere in un posto isolato da ogni distrazione esterna, soli con se stessi, accompagnati magari unicamente da un buon libro, non è un’esperienza che molti giovani hanno forse avuto modo di sperimentare e, quello che ancora è più grave, probabilmente non è neppure una di quelle novità che desiderano sperimentare … neppure una volta. Anzi!
Persino il parlarsi a faccia a faccia, o anche il solo telefonarsi, sta diventando sempre più un qualcosa di estraneo al nostro vivere, dove sembra risultare sufficiente un semplice programma di messaggistica: non è più nemmeno indispensabile digitare delle lettere, ma basta premere un bottone per registrare un messaggio, … uno dei molteplici che andranno a riempire la memoria dello smartphone – insieme a filmati e selfie – fino a renderlo inutilizzabile se, come spesso avviene, quei file non vengono dovutamente cancellati ma permangono ad occupare inutilmente spazio!

Anch’io, lo ammetto, talvolta a letto, prima di dormire, tra il libro sul comodino e la ricerca di informazioni su Internet con lo smartphone, opto per quest’ultima scelta più attrattiva … ma quando me ne rendo conto questo pensiero un po’ mi fa male! Insomma, quel senso di malessere che accompagna un cambiamento non voluto, ma pur esistente, nel comportamento anche personale.

Ma torniamo al tema principale del post … pubblicare in proprio gratuitamente un libro!

Ho avuto negli ultimi tempi occasione di conoscere le esperienze di tre amici che, avendo scritto un libro, hanno cercato di pubblicarlo e renderlo disponibile al pubblico, in primis agli amici.
Sentendo comunque le esperienze personali di questi amici, ho compreso ancor più quante siano le difficoltà nell’entrare nel  mondo dell’editoria e soprattutto quali possono essere le problematiche associate.
Forse da sempre, ma soprattutto oggi giorno, chi scrive un libro, romanzo o trattato che sia, penso lo faccia principalmente per un suo piacere, un suo bisogno intrinseco di esplicitare un qualcosa che ha dentro e che vuole comunicare ad altre persone. Il pensiero di venderlo per poterci fare dei soldi è quindi sicuramente secondario, se non addirittura del tutto assente. Ma vediamo sinteticamente quanto ho appreso dalle loro esperienze …

La prima amica, pur avendo vinto un concorso internazionale con quel suo romanzo, per poterselo vedere pubblicato da un editore, si è dovuta impegnare a pagarsi diverse centinaia copie (300 se ricordo bene) e cercare perciò di venderle direttamente lei, magari tra amici e conoscenti, per recuperare la spesa non indifferente affrontata. Promesse iniziali di ipotesi addirittura di farne una sceneggiatura di un film, attualmente  rimangono, per quello che ne so, ancora solo un’ipotesi …
Comunque il suo libro ad oggi risulta venduto nelle librerie ed online, anche su Amazon.
La metodologia di chiedere allo scrittore stesso di comprarne un bel po’ di copie del suo libro stampato, da vendersi poi direttamente, penso sia un tipico modo che assicura all’editore comunque di guadagnare quanto ritiene opportuno per i suoi affari, indipendentemente dal successo che il libro potrà riscuotere tra il pubblico: insomma, in questo modo non ci può perdere nulla ed un suo guadagno minimo risulta assicurato.
Per promuoverlo poi, in genere, se si tratta di un autore esordiente, un editore poi in generale non si scalda più di tanto e neppure i media. Troppo spesso abbiamo visto trasmissioni anche televisive promuovere nuovi libri di autori già affermati da tempo (e.g. Gramellini a Che tempo che fa), libri che comunque avrebbero avuto un loro mercato non solo per la bravura dell’autore, ma anche per la sua notorietà … e questo a scapito di autori meno noti o esordienti, con opere non necessariamente da meno. In questo modo, a questi ultimi non viene data neppure l’opportunità di una qualche visibilità al grande pubblico.

L’altra amica si è rivolta ad una casa editrice che faceva – come spesso avviene – anche agenzia di editing, chiedendo una scheda di valutazione editoriale. Il manoscritto è stato quindi affidato ad un editor che, visionatolo, l’ha trovato valido e degno di essere editato con l’apporto di alcuni interventi. Le ha quindi fornito consigli su come migliorare il manoscritto e ne ha verificato i risultati. L’ha incoraggiata, dicendole che aveva trovato in lei delle capacità particolari, probabilmente dicendole anche la verità … e comunque le gratificazioni possono sempre anche servire per invogliarti a migliorare ancor di più un qualsiasi lavoro!
Insomma fino a questo punto tutto positivo. Ma dopo, ovviamente, dovrebbero seguire le dovute sponsorizzazioni, magari presso case editrici conosciute, benché probabilmente oberate di scritti di esordienti … Probabile, quindi, che uno stia per un tempo indecifrabile ad aspettare speranzoso un feedback.
Tutto questo chiedendo anticipatamente allo scrittore cifre non indifferenti, superiori al migliaio di euro.
Insomma, non voglio criticare questi signori che d’altra parte non lavorano per una ONLUS e che quindi svolgono la loro attività per vivere e non per beneficenza: d’altra parte, sicuramente dei problemi economici propri di quel settore ne risentono anche loro. Tuttavia mi sembra che, in generale, si preoccupino più di sponsorizzare loro stessi piuttosto che di promuovere uno dei tanti libri che passano loro tra le mani … e non si diano poi così tanto da fare per promuoverli, come invece sembrerebbero promettere inizialmente!
Mi viene in mente, a tale proposito la canzone di Edoardo Bennato, “Il gatto e la volpe“, seppur facesse riferimento al mondo discografico. Anche se datata, penso che il suo contenuto sia oggi più che mai attuale:

Noi scopriamo talenti e non sbagliamo mai
noi sapremo sfruttare le tue qualità
dacci solo quattro monete e ti iscriviamo al concorso
per le celebrità!

Non vedi che è un vero affare
non perdere l’occasione
se no poi te ne pentirai
non capita tutti i giorni
di avere due consulenti
due impresari, che si fanno
in quattro per te!

Avanti non perder tempo, firma qua
è un normale contratto è una formalità
tu ci cedi tutti i diritti
e noi faremo di te
un divo da hit parade!

Queste sono esperienze non certo edificati e possono ovviamente avvilire e scoraggiare: uno ci ha dedicato un sacco del suo tempo, notti, week-end  e vacanze, per condividere un certo messaggio con altre persone tramite il proprio scritto, ha speso soldi per vederlo editato al meglio … e poi nulla!

Infine il terzo amico, ha stampato con un editore il suo libro di poesie in un numero di copie non penso elevato, ma comunque sufficienti per regalarne ad amici e conoscenti interessati alla sua arte. Il lavoro di editing l’ha fatto lui stesso con il supporto di un amico che ne ha curato la prefazione. In pratica, ha pagato solo, a prezzo di costo, le copie che si è voluto riservare per regalarle agli amici … quindi una cifra ben al di sotto di quella richiesta all’altra amica per il solo editing. Essendo dell’ambiente, ha poi sponsorizzato il suo scritto con un reading gratuito al Circolo dei lettori, dove altre copie del suo libro erano state messe a disposizione gratuitamente per il pubblico che era venuto a sentirlo.
Questa penso sia stata per lui – e per tutti noi che siamo andati a sentirlo – un’esperienza edificante che può averlo incoraggiato ulteriormente in quella sua arte, semmai ce ne fosse stata la necessità. Ho visto comunque che anche il suo libro è in vendita anche su Amazon.

Dopo le esperienze di quei miei amici personalmente, prima di inoltrarmi eventualmente in un mondo dell’editoria, le domande che io mi porrei innanzitutto sono le seguenti:

  • Quanto mi interessa eventualmente guadagnarci?
  • Quanto lo faccio soprattutto per me e per un gruppo ristretto di persone che conosco (pur senza ovviamente escludere, a priori, una sua maggiore diffusione)?

Le risposte a quelle domande è ovviamente molto personale e non ne esistono di più giuste di altre.
Mi sento tuttavia di dire che, a meno che uno non lo intenda come un lavoro, la soluzione migliore è pubblicarlo autonomamente, magari anche solo come e-book, in quanto con quella modalità non si devono neppure anticipare dei soldi per la stampa. Un e-book lo si può poi rendere gratuito o anche ad un prezzo sufficientemente basso da permetterne l’acquisto a chiunque lo desideri. Per di più, ad esempio per gli amici, uno può anche prevedere di creare dei codici promozionali che comunque consentono loro di scaricarselo con uno sconto o anche gratis.
Se poi uno ne vuole avere alcune copie cartacee, con la copertina anche plastificata e rilegatura professionale, esistono diversi servizi di stampa online che consentono stampe di libri per pochi euro (e.g. 5€ a copia) ed anche per quantità minime (e.g. 10 copie): ovviamente, più ne stampi, più il singolo libro ti verrà a costare meno, seppur il prezzo dipenda anche dal numero complessivo di pagine e dal tipo di edizione scelta! Di servizi di stampa di libri online se ne possono trovare molteplici ricercando stampa libri online con un qualsiasi motore di ricerca (e.g Bing, Google).

Insomma, se uno assegna un prezzo all’e-book, ne ricava una percentuale con cui non ci vive quasi sicuramente, … ma penso sia una comunque una bella soddisfazione.
Se poi uno lo rende disponibile gratuitamente, questo può sicuramente aiutare a farlo leggere a più persone e di conseguenza anche a farsi conoscere, se questo è uno dei propri obiettivi principali. E’ vero, uno ha speso molto del proprio tempo, ma di solito lo ha fatto con piacere e quel lavoro è servito anche a se stessi, … ad esempio per approfondire certi argomenti o magari anche come metodo per meditare o come una specie di auto-psicoterapia.

Pubblicare un e-book può non comportare alcun costo, sebbene uno deve avere o farsi una qualche conoscenza specifica sui programmi di editing/conversione nel formato opportuno.
Comunque, in tal modo si può pubblicare un libro senza necessariamente dover pagare qualcuno che magari ti prometterebbe solo cose forse irrealizzabili concretamente o, ancor peggio, ti indurrebbe a modificare lo scritto solo perché possa riscontrare l’apprezzamento del pubblico!

Infine, anche un blog può essere un metodo per scrivere pensieri, poesie e quant’altro, che diventano subito disponibili online a tutto il mondo, quindi potenzialmente ad un pubblico enorme! È proprio di questi giorni la diffusione ovunque, nei social e nei messaggini, di belle poesie pubblicate in blog di poeti anche d’oltremare. Un post può anche poi servire per pubblicizzare un proprio libro o della propria musica e magari anche rendere il tutto scaricabile gratuitamente o meno, come ho fatto per esempio per un disco di un amico o per materiale diversamente ormai introvabile (dopo avere contattato ovviamente l’autore ed averne il suo consenso).

Insomma, forse se uno non lo fa per lavoro, è meglio non rischiare di spendere solo e accontentarsi invece di quello che viene sia come soldi sia come popolarità.
Talvolta anche i concorsi letterari penso siano in qualche modo essere organizzati non solo per scoprire nuovi talenti ma anche per far sì che le persone che arrivano tra le prime in classifica siano portate poi ad affidarsi ad editori che, pur facendo magari il loro buon lavoro di revisione e di marketing, si fanno pagare il giusto!!

Per il momento non mi sono informato molto sui diversi modi che consentono di pubblicare un proprio libro autonomamente online gratuitamente. Mi riserbo perciò di approfondire in futuro questa tematica e mi limito per ora solo ad elencare nel seguito alcuni link che ho trovato e che possono, tra i molti, servire per farsi meglio un’idea delle possibilità disponibili online.

P.S. Ho poi scritto il successivo post Come pubblicare su Amazon un proprio libro in versione sia ebook sia cartacea che ti nvito a leggere!

Ripeto, sono solo link di siti che mi sono sembrati interessanti ma che solo parzialmente ho analizzato per ora, proponendomi una indagine più accurata in futuro: li elenco in quanto possono comunque essere un buon punto di partenza anche per te, se sei interessato all’argomento!
🙂

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Quick assistance app: a further easier way to provide/give remote assistance in Windows 10

Some time ago I wrote a post, Remote assistance in Windows 10, where I explained how to configure the Windows 10  Remote Assistance.

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P.S. 5/2023 – see  Assistenza rapida: l’utile app per ricevere/fornire assistenza da remoto cambia interfaccia

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In this post, I will show you even the easiest way to have/give remote assistance in Windows 10, using a specific app that is embedded in that O.S. : Quick assistance app [IT: Assistenza rapida] !! You can find it in the app list menu (under Windows accessories [IT: Accessori Windows]) or you can search for it:

P.S: 2022 – Now Quick assistance app [IT: Assistenza rapida] is an app available from the Microsoft Store. Once installed, it is listed in the app list and no more in the folder Windows accessories [IT: Accessori Windows]

Windows accessories -> Quick assistance app from the Start menu

 

Search for Quick assistance app [IT: Assistenza rapida]

Note that under Windows accessories there are a lot of useful apps like Windows Media Player, Remote desktop connection, Capture tool (till useful if you have to capture a screen with a temporary window instead of the newest Capture and note app), WordPad.

Note, incidentally, that there is also another very useful menu folder, the Amministrative tools [IT: Strumenti di amministrazione] one, that contains a link to Defragment and optimize units [IT: Deframmenta ed ottimizza unità], Disk cleaner [IT: Pulizia disco], Recovery unit [IT: Unità di ripristino], for example. Well to remember!

Amministrative tools [IT: Strumenti di amministrazione] menu folder

Once launched the Quick assistance [IT: Assistenza rapida] app, you can click on Help another person [IT: Aiuta un’altra persona] and so receive a proper code to give him, or if you are the one who needs assistance you only have to insert the code that your friend gave you!

Receive or give help

When the guy who needs help enter the code given by the assistant friend, he then needs to allow you to give him access to your computer, by clicking on a proper window. From now on both the remote and the local user will have full control of the PC, till the service is running. If I remind well, a proper Exit icon in the border allows the local user to close the remote session with his assistant friend.

So easy,  isn’t it?

😉

P.S. Note that Microsoft support users can use to give remote assistance, as an alternative, also an analogous tool is available from the following link: https://support.microsoft.com/it-it/help/29289/receive-remote-assistance-support-from-microsoft

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Come sconnettere il proprio PC Windows da un account Microsoft aziendale o di un istituto di istruzione

Sul mio PC personale avevo impostato sia il mio account privato Microsoft sia quello Microsoft Aziendale. Non lavorando poi più per quella ditta, quel secondo non solo non mi serviva più ma non avevo ovviamente più un account/password valida. Perciò da mesi, tutte le volte che effettuavo lo start up del PC mi compariva una finestrina in basso a destra che mi diceva che non era riuscito a connettersi a quel mio account aziendale.

Da mesi, cliccando su quella finestra mi veniva aperta la sezione Posta elettronica e account in cui compariva una lista in basso, degli account usati, tra cui quella aziendale (ora nella figura seguente non mi compare più quell’ultima perché ho risolto!):

Per sconnettere il proprio PC dal proprio account Microsoft aziendale è necessario agire su Accedi all’azienda o all’istituto di istruzione e non in Posta elettronica e account!!

Cliccando poi, in quella lista di account, su quello specifico al vecchio account aziendale, mi compariva un link di gestisci che mi portava con il browser alla pagina di gestione di quel mio account specifico:

Premendo Disconnetti da tutto, non dava alcun risultato, mentre scegliendo Esci da organizzazione mi si mostravano le seguenti finestre con quella finale di “Si è verificato un errore imprevisto“:

Questa mattina, all’ennesima fastidiosa comparsa di quella finestrina che mi notificava che non si era riuscito a connettere all’account aziendale, mi sono detto: adesso lo risolvo!!

Come ho fatto? Dal momento che veniva indicato di “contattare il supporto tecnico“, ho aperto l’app Richiesta supporto, presente di default in tutti i PC Windows 10, ed ho contattato in chat l’assistenza Microsoft.

Mi hanno quindi messo in contatto telefonico con un assistente che mi ha chiesto di condividergli il PC tramite l’app Assistenza rapida, presente di default in tutti i PC Windows 10 (tra l’altro utilizzabile agevolmente da chiunque per aiutare da remoto magari un amico in difficoltà).

Come ha dunque fatto?
Semplicemente ha agito nella sezione Accedi all’azienda o all’istituto di istruzione del menù a sinistra e quindi ha premuto, in corrispondenza di quel mio vecchio account aziendale, il tasto Sconnetti!! 🙄

Per sconnettere il proprio PC dal proprio account Microsoft aziendale è necessario agire su Accedi all’azienda o all’istituto di istruzione e non in Posta elettronica e account!!

Semplice no? Basta saperlo … 🤔

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Coronavirus: musa ispiratrice non solo per i giornalisti ma anche per i poeti!

Sto coronavirus sta diventando sempre più una musa ispiratrice non solo per i giornalisti ma anche per i poeti!!!

D’altra parte proprio i sentimenti sono l’ingrediente primario di un buona poesia e di quelli, anche contrastanti, in questo periodo chi non ne ha? … figuriamoci poi un poeta!!

Già ne avevo riportate di poesie in altri miei precedenti post, ma ora è giusto dedicare proprio a loro un mio post specifico, perché, sia nella serietà sia nell’ironia dei loro scritti, le parole dei poeti, dettate da una loro innata sensibilità, riescono sicuramente a regalarci qualcosa di profondo, sia questa una sensazione o un sorriso!!

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Lista dei poeti

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Inizio con una bella poesia di pubblicata nel blog  della poetessa Kitty O’ Meara, …
(non Kathleen O’Meara [1839 – 1888] come pubblicizzato in qualche post nei social!)
https://the-daily-round.com/2020/03/16/in-the-time-of-pandemic (*)
https://the-daily-round.com/2020/03/24/in-the-time-of-pandemic-part-ii/

__________

*** Ai tempi della pandemia ***

(parte I)

E la gente rimase a casa.

E lesse libri ed ascoltò, e si riposò, e fece esercizi, e fece arte e giocò, e imparò nuovi modi di essere, e si fermò.

E ascoltò più in profondità. Qualcuno meditava, qualcuno pregava, qualcuno ballava. Qualcuno incontrò la propria ombra.

E la gente cominciò a pensare in modo differente.

E la gente guarì.

E, nell’assenza di gente che viveva in modi ignoranti, pericolosi, senza senso e senza cuore, anche la terra cominciò a guarire.

E quando il pericolo finì e la gente si ritrovò, si addolorò per i morti, e fece nuove scelte, e sognò nuove visioni, e creò nuovi modi di vivere, e guarì completamente la terra, così come lei era guarita.

(parte II)

Ed alcune illusioni scivolarono via.
Ed alcuni uomini videro svanire il loro potere, ma lo raggiunsero, e lo afferrarono, e lottarono per riaverlo.
Tornate al lavoro”, comandarono.
“Costruite muri”
, ordinarono.
“Spendete soldi per cose di cui non avete necessità.

Incolpate l’altro.
Abbiate paura degli stranieri.
Rispettate il mio potere”.

E la gente disse no.

Disse: “Tu non possiedi i nostri doni.
Sono solo nostri e da condividere.
La terra ed il suo popolo sono sbilanciati.
La soluzione ė un’altra.
Dobbiamo stare ancora in silenzio.

La malattia è il nostro insegnante.
Ascolteremo la sua lezione.

La terra è la casa di tutti.

E noi guariremo noi stessi.
E l’equilibrio verrà ripristinato.

La terra è la casa di tutti.

E ci occuperemo dello straniero.
E daremo da mangiare allo straniero.
E noi ospiteremo lo straniero.
E noi ameremo lo straniero,
dentro e fuori di noi.

La terra è la casa di tutti”.

______________
In the time of pandemic (The Daily Round – Catherine M. O’Meara’s blog) ***  *

________________________________
In lingua originale:

In the Time of Pandemic

(part I)

And the people stayed home.

And they read books, and listened, and rested, and exercised, and made art, and played games, and learned new ways of being, and were still.

And they listened more deeply. Some meditated, some prayed, some danced. Some met their shadows. And the people began to think differently.

And the people healed.

And, in the absence of people living in ignorant, dangerous, mindless, and heartless ways, the earth began to heal.

And when the danger passed, and the people joined together again, they grieved their losses, and made new choices, and dreamed new images, and created new ways to live and heal the earth fully, as they had been healed.

 ______

(part II)

And some illusions slipped away.

And some men saw their power vanish, but reached, and grasped, and struggled.
Return to work, they commanded.
Build walls, they ordered.
Spend money on things you do not need.
Blame the other.
Fear strangers.
Respect my power.

And the people said no.

They said: You do not own our gifts.
They are ours alone to share.
The earth and her people are out of balance.
The medicine is another way.
We must be still.

The illness is our teacher.
We will listen to the lessons.

The earth is home to all.

And we will heal ourselves.
And balance will be restored.

The earth is home to all.

And we will nurse the stranger.
And we will feed the stranger.
And we will shelter the stranger.
And we will love the stranger,
within and without.

The earth is home to all.

=======================================================

Altrettanto belle e particolari sono poi alcune poesie che l’amico Danilo Torrito ha dedicato al virus più famoso del momento e pubblicato sul suo profilo Facebook,  tutte scritte con quella simpatica ironia che spesso contraddistingue i suoi scritti.

Alcune poi sono state anche splendidamente musicate in video:

Ovviamente la vasta produzione di Danilo sul tema non si esaurirà oggi, … ma vale la pena comunque riportare la maggior parte di quelle da lui già pubblicate:

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COME UN FIUME

Scorre il tempo come un fiume
lestamente tra le dune
scava piccoli sentieri
rimodella anche i pensieri

Scorre il tempo come un fiume
mentre guadi c’è una fune
che può darti la saggezza
quando attenua la bellezza

Scorre il tempo come un fiume
nel messaggio di un barlume
credi di essere immortale
non comprendi quanto vale

Scorre il tempo come un fiume
tra le pieghe di un costume
lo puoi pure catturare
ma giammai lo puoi frenare

Scorre morbido e veloce
da un sentiero giù alla foce
e se al fine ti è sfuggito
anche l’anima ha intristito

Mentre speri nel domani
lui ti scorre nelle mani
così sfugge al tuo presente
come se non fosse niente

Questo tempo inconsistente
che si vive inconsciamente
è la vera proprietà
dell’ottusa umanità

Danilo Torrito
Passaggi – Neosedizioni 2009

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Anche lui si fa regale
Sulla testa una corona
E col fare suo… regale
Tutto il mondo allerta e sprona

E col fare suo… regale
S’è poi fatto anche letale
Tutto il mondo è lì che trema
Per adesso è sua la scena!

DT
26.01.2020

____

COLONAVILUS

Disse il virus: ” Volelò
Volelò di qua e di là
Dalla Cina volelò
E nessun mi felmelà

Me n’andlò dove vollò
E nel mondo legnelò
Io dei vilus sono il lè
La colona in testa c’è

Voi complate mascheline
Che non selvono ad un cazzo
Cali miei siete alla fine
Sta venendo giù il palazzo

Tloppe voi ne avete fatte
Tloppe voi ne avete dette
Tolna tutto adesso indietlo
E vi fotto… dal di dietlo

Sto fottendo già la Cina
Più cludele di una mina
Che ola paga e paghelà
Pel la glande cludeltà

Cludeltà velso animali
Cludeltà velso pelsone
E pel tutti questi mali
Io salò… la punizione!”

Ed il virus sta volando
Sta volando a tutto gas
Sta infettando e salutando
Sayonara… con gran class!

DT
31.01.2020

_____

Il contagio alla lovescia è cominciato
Il contagio alla lovescia è
Il contagio alla lovescia
Il contagio alla
Il contagio
Il …..
….

..
.
Dov’è la maschelina?
Dov’è la
Dov’è
Dov
Do
D …..
….

..
.
Ulge colona di fioli!

_____

PAN DE QUI PAN DE LÀ

Per qualcuno è Pan de Mia
Per qualcuno è Pan de Monio
Io non so chi sia ‘sta Mia
Tanto meno chi sia Monio

Forse Mia è ‘na fornarina
Con annessa mascherina?
Non si scherza con l’igiene
Impastando… la si tiene!

Forse Monio è un gran fornaio
Che l’impasto rende gaio?
Mentre impasta la farina
La terrà la mascherina?

Quel che è certo è che son pani
Impastati a piene mani
Con farine assai trattate
Saggiamente mescolate

Quel che è certo è che son pani
Impastati da più mani
Controllati da faccine
Dietro ambigue mascherine

Certo è che questi pani
Li fan tipi molto strani
E li vendono agli umani
Come pani molto sani

Io non mangio questi pani
Non mi piacciono son strani
Preferisco gli integrali
O quei pani ai cereali

Per qualcuno è Pan de Mia
Per qualcuno è Pan de Monio
Se incontrate Monio o Mia
Non create un pandemonio!

DT
05.02.2020

_________

ALLEGRORIA

La Morte ci sorprende sul pietrame
Su prati color verde o color rame
Su scricchiolìi di ruvido fogliame
Su cumuli di fetido letame

La Morte ci sorprende e poi ci prende
Seppur ci nascondiamo tra le tende
La Morte se è derisa poi si offende
E fin che non ci trova non si arrende

La Morte ci sorprende in ogni dove
Col Sole o con la Luna anche se piove
La Morte ci sorprende sulla neve
Con passo travolgente oppure lieve

La Morte ci sorprende come il vento
Che spazza via le cose in un momento
La Morte ci sorprende come il fuoco
Che dentro un caminetto fa il suo gioco

La Morte ci sorprende dappertutto
Con il colore nero porta il lutto
La Morte ci sorprende e prende tutto
Così come fa un ladro farabutto

La Morte ci sorprende sulla via
Con vesti di briosa allegoria
E porta via con sé quell’allegria
Che dentro questi versi è alleg(r)oria!

DT 😉
19.02.2017

_________

La Vita pagò il conto e chiese il resto
La Morte le rispose: “Non c’è resto!
Perché se resta poco arrotondiamo
Perciò di usar la carta… consigliamo!”

DT
22.02.20

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UNO STARNUTO

Circondato da piume e paillettes
Declamava le rime su un set
Quando fece però uno starnuto
Tutti dissero: “Fuori… cornuto!”

Anche un virus che stava seduto
S’alzò in piedi dicendo: “Cornuto!”
Perché pure tra i virus c’è allarme
Pur tra loro si contano… salme!

Sono virus d’un tempo che fu
Che paura non fanno già più
Che s’aggirano intorno agli umani
Adagiati su corpi e su mani

Ma son virus d’un tempo che fu
Ed a loro nessun pensa più
Con effetti nemmeno più strani
Pur se sporche si lascian le mani

Ma il poeta non era un untore
Il suo viso c’aveva colore
Lo starnuto partì così a caso
Per un pelo finito… sul naso

Fu additato per quello starnuto
Malmenato da un tipo forzuto
Preso a calci da chi disse: “Fiuto!
Quel poeta è un infetto rifiuto”

Circondato da piume e paillettes
Restò a terra di fronte a quel set
Quando giunse però l’ambulanza
S’era persa… qualunque speranza!

Se vi scappa così uno starnuto
Non pensateci manco un minuto
Forse è meglio scappare con lui
Perché i climi… mi sembrano bui!

DT
23.02.2020

__________

IN VIRUS VERITAS

Tutti quanti destinati
A che cosa non si sa
Tutti quanti destinati
Chi trapassa e chi vivrà

Tutti quanti destinati
Quelli amati e quelli odiati
Tutti quanti destinati
Quelli sani e gli infettati

Tutti quanti destinati
A spettrali quarantene?
Tutti quanti destinati
A blindare pranzi e cene?

Tutti quanti destinati
A blindare colazioni?
Tutti quanti destinati
A blindare le emozioni?

Tutti quanti destinati
A blindar l’aperitivo?
Tutti quanti destinati
Ad un vivere furtivo?

Tutti quanti destinati
A svuotar supermercati?
Tutti quanti destinati
Forse ad esser contagiati?

Tutti quanti destinati
A domande e domandine?
Tutti quanti destinati
A indossar le mascherine?

Siamo tutti destinati
A che cosa non si sa
Se verremo in-CORONA-ti
Scoprirem… la verità?

DT
25.02.2020

_______

SU CORAGGIO!

Ho sentito un grande saggio
Dire a molti: “Su coraggio!
Non appena pioverà
Questo virus morirà”

Ho sentito un altro saggio
Dire ad altri: “Su coraggio!
Sarà un vento assai violento
A fermare il virulento”

Ho sentito tanti saggi
Raccontare ad altri saggi
Che con litri di amu-China
Quel bastardo torna in Cina

Ho sentito tanti saggi
Raccontare ad altri saggi
Che con tante vitamine
Si decreta la sua fine

Ho sentito tanti saggi
Raccontare ad altri saggi
Che indossar la mascherina
Mette in crisi il Made in China

Ho sentito qualche saggio
Raccontare della peste
Non facendo gran coraggio
Allarmando cuori e teste

Ma tra i saggi i più zelanti
Sono stati i governanti
Che con mosse demenziali
Sono stati i più letali

Pure io mi faccio saggio
E vi dico: “Su coraggio!
Siamo solo di passaggio
Che si arrivi almeno a maggio!”

DT
26.02.2020

___________

COVID-19

Disse il COVIDiciannove:
“Son colui che tutto move
Muoverò pure le Stelle
Che del Sole son sorelle

Ho già mosso alcune vite
Le ho rimosse e son partite
Ma in confronto a miei ‘compari’
Ho risvolti meno amari

Certo ho mosso virulenza
Aumentando l’emergenza
Ma la prima è poi scemata
Mentre l’altra è poi aumentata

Tra emergenza e virulenza
Noto un poco di incoerenza
Se vien meno virulenza
Perché aumenta l’emergenza?

Io davvero non comprendo
Tutto questo darmi addosso
Devo dir che mi sorprendo
Del successo che ho riscosso

Me n’andrò per mari e monti
A me piace assai viaggiare
Quando poi farete i conti
Però fateli… tornare!

Ora vado… vi saluto
A voi resti lo starnuto
Non son certo ben voluto
Ma qualcuno… mi ha voluto!”

Così il COVIDiciannove
Se n’andò per non so dove
Par però che poi tornò
Da chi un giorno… lo creò!

DT
28.02.2020

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PRESUPPOSTO

Partirei da un presupposto
Ma non so dov’è ‘sto posto
Quindi chiedo in modo tosto
A chiunque di ‘sto posto

Certi dicon sia un bel posto
E che là si beva il mosto
Mosto buono che c’ha un costo
Dolce più del presupposto

Ovviamente il presupposto
Va cercato in qualche posto
Ma soltanto là in quel posto
Par si trovi il presupposto

Ed allora là in quel posto
Cercherò il mio presupposto
Il tom tom perciò mi imposto
Se lo trovo… là poi sosto!

DT
04.03.2020

_____

L’AMORE AI TEMPI DEL CORONA VIRUS

“Per questioni di virus corona
Io non posso più darti la mona
Lo decreta persino un decreto
Quindi amore rispetta il divieto

Per questioni di virus corona
La puoi solo guardare la mona
Devi stare distante un bel metro
Dalla mona e persin dal didietro

Per questioni di virus corona
Tu per ora non tocchi la mona
Quindi tieni lo ‘scettro’ abbassato
Non mi freghi tenendolo alzato

Per questioni di virus corona
Tu mio caro riposi in poltrona
Se vogliamo seder sul divano
Mi sta bene ma stammi lontano!”

Così disse la moglie al marito
Che rimase direi inebetito
E le disse: “Non far la cretina
Vorrai mica sbarrar la… giorgina?

‘Sto cazzone di virus corona
Non la guarda nemmeno la mona
Quello punta alla gola e ai polmoni
Non sa manco che sono i maroni

Tante cose son già sulla gogna
Tante altre son piene di rogna
Se mi togli persino la ‘gina’
Avrà vinto davvero la Cina”

Lei non ebbe nessuna pietà
Disse solo: “Vedrà chi vivrà!”
E lui illuso in poltrona a poltrire
Si lasciò piano piano… morire!

DT
06.03.2020

_______

A UN METRO DA ME!

State lontani lontani un metro
Ancora meglio se ci sta un vetro
Lontan dagli occhi lontan dal cuore
Giammai a contatto sennò si muore

State lontani lontani un metro
Lontan davanti lontan di dietro
State lontani persin di lato
State lontani col vostro fiato

State lontani che c’è un decreto
State lontani che c’è un divieto
State lontani per l’ordinanza
Di strada in strada di stanza in stanza

State lontani lontani un metro
O tiro fuori il mio lungo metro
Se la distanza non è d’un metro
C’ho l’anatema da lanciar dietro

State lontani lontani un metro
Distanti un metro pur sulla metro
E se m’accorgo che non c’è un metro
Vi do un bel calcio davanti e dietro

State lontani lontani un metro
Sennò vi mando dal buon San Pietro
Lui c’ha le chiavi del Paradiso
V’apre le porte… con un sorriso!

DT
06.03.2020

________

DI TEMPESTA IN TEMPESTA

Ci crediamo immortali ed immuni
E pensiamo d’avere gran lumi
Ma ‘sti lumi ci stanno accecando
E tra i lumi già stiamo annaspando

Stiam cercando ma senza trovare
Una strada che possa salvare
Ogni essenza infettata ed immersa
Tra le grinfie d’un virus che versa

Stan venendo anche al pettine i nodi
Laviam mani già piene di chiodi
Mascheriamo le bocche e non basta
Messi in croce così dalla casta

Noi non siamo immortali ed immuni
Tanto meno c’abbiamo gran lumi
Siamo solo granelli di sabbia
Con risvolti di gioia e di rabbia

Noi non siamo immortali ed immuni
Non lo sono città né comuni
Non lo sono né stati e nazioni
Ci perdiamo tra idee e riflessioni

Siamo solo granelli di sabbia
E verremo spazzati con rabbia
Dalle onde d’un mare in tempesta
Che alla fine comunque s’arresta

E alla fine c’è sempre chi resta
Con le mani appoggiate alla testa
In attesa di un’altra tempesta
Di tempesta in tempesta in tempesta!

DT
07.03.2020

________

Nell’Anno del Signore 7 Marzo 2020

Un metro di distanza è garantito
Con lo spaghetto all’aglio ben guarnito
Col buon peperoncino assai piccante
Persino il virus scappa assai distante

Ei fu… il pranzo fu!

DT
07.03.2020

__________

ADAGIO

C’è paura del contagio
E per questo si va adagio
Ma io credo che il contagio
Se ne fotta dell’adagio

C’è paura del contagio
C’è l’Adagio di Albinoni
Ascoltiamo quest’Adagio
Basta adesso coi sermoni

Là si deve far così
Là si deve far colà
E se lei non fa così
Sarà infetto e infetterà

Là ci vuol la mascherina
Là ci vuole l’amuchina
E se lei non lo farà
Sarà infetto e infetterà

Forse è vero forse no
Francamente non lo so
Per adesso l’Albinoni
Accantona le pressioni

C’è paura del contagio
Ma io temo più il disagio
Che si adagia sulla scena
Dentro aree in quarantena

C’è paura del contagio
E per questo si va adagio
Io m’affido all’Albinoni
E agli appassionanti toni

DT
07.03.2020

___________

ALLA TORRE

Il Vento del mattino corre e gioca
Mentre sul fuoco ansima la moka
Mentre alla radio va ‘La Vida Loca’
Mentre la Luna in ciel si fa più fioca

Il Vento del mattino gioca e corre
Mentre alla radio va ‘La Vita Folle’
Col Vento pure il Tempo gioca e corre
Finché qualcosa in testa poi mi bolle

Proviamo a fare il Gioco della Torre!
Chi buttereste giù dalla sua altura?
Il Vento che al mattino gioca e corre
O il Tempo che correndo fa paura?

Qualcuno butterebbe il forte Vento
Perché spaventa forse più del Tempo
Qualcuno salverebbe invece il Vento
Buttando via le angosce del suo Tempo

Io butterei da là queste mie rime
Le affiderei al buon vento e alle colline
Le affiderei a pianure ed alte cime
Soltanto per vederne poi… la fine

Io butterei da là ‘sta situazione
Con tutti i suoi colpevoli in azione
Con chi ha pensato bene di giocare
Con ciò che più non riesce a controllare

Il Vento del mattino corre e gioca
Con voce sibilante ma più roca
Qualcuno s’è fermato e più non corre
Dà segni di squilibrio anche la Torre!

DT
08.03.2020

__________

LA COSA!

Io vorrei lasciare un segno
È per questo che m’impegno
Scrivo scrivo e metto in rima
Il pensier che arriva prima

Certo è che di ‘sti tempi
Son pensieri pertinenti
Pertinenti a questi tempi
Specchi alquanto riflettenti

Ed allora riflettiamo
Sul momento che viviamo
Sul presente incasinato
Per il virus che è ‘scappato’

Sul presente già infettato
Su un futuro senza fiato
Sul presente controllato
Messo al muro e già bloccato

Sul presente ‘mascherato’
Su un futuro ormai bendato
Carnevale se n’è andato
Ma un suo scherzo lo ha lasciato

Niente abbracci niente baci
Solo un timido… ‘mi piaci’
Niente baci niente abbracci
Nel rispetto dei dispacci

Un saluto alla lontana
Più d’un metro… cosa strana
Tutto appare assai irreale
Va alla grande il virtuale

Lava lava la manina
Anche tu lavanderina
Col sapone no amuchina
Che fa male alla manina

Tutto poi si fa virale
Più del Covidiciannove
Nel marasma generale
C’è chi scappa e scappa altrove

Ma alla fine dove scappi?
Sempre in ‘quello’ al fine incappi
Ed allora non scappare
Resta là… dove puoi stare!

Io vorrei lasciare un segno
È per questo che m’impegno
Se la ‘cosa’ qui s’ingrossa
Anch’io forse in zona rossa!

DT
09.03.2020

__________

COME AI TEMPI DEL COLERA!

Lui le disse: “Io t’abbraccio
Me ne frego del dispaccio
Io t’abbraccio e poi ti bacio
Come avvien tra pera e cacio”

Lei rispose: “Non scherzare
Ci potrebbero arrestare
Qui la cosa si fa nera
Come ai tempi del colera

Già s’è fatta molto grossa
Qualche zona è pure rossa
Qualche altra è ancora gialla
Non si sa per quanto a galla

Siamo tutti controllati
Che siam sani od infettati
Molti sono già marchiati
Con il rosso… già azzonati

Quindi è meglio non rischiare
Rimandiamo il nostro amore
Ci potremmo un dì riamare
Tieni a bada il folle ardore”

Lui però non ascoltò
Il consiglio dell’amata
Nell’abbraccio la baciò
Fu arrestato e lei marchiata

Come ai tempi del colera
Qui si rischia la galera
Già intravedo dei monatti
Vado a far con lor… due patti!

DT 😮
09.03.2020

___________

CALMA QUASI PIATTA

Ci si guarda con sospetto
Ci si chiede: “Sarà infetto?”
Si procede con gran fretta
Ci si chiede: “Sarà infetta?”

C’è una certa riluttanza
Ad entrare in una stanza
Son già troppe tre persone
Oltre i tre… c’è confusione

Nei negozi c’è il cartello
Che ci avvisa del decreto
Negli uffici allo sportello
C’è l’annuncio del divieto

Stiamo in fila ma ad un metro
Ci guardiamo avanti e dietro
Ci osserviamo con sospetto
Ha ciascuno il suo biglietto

C’è un silenzio surreale
Non dovunque ma è reale
Quella calma quasi piatta
Da far dir che ce l’ha fatta

È arrivato e ce l’ha fatta
A crear la calma piatta
Dalla Cina con furore
È arrivato… per errore?

È arrivato come un re
Con ‘corona’ da gran scena
È venuto per un tè
S’è fermato poi per cena

S’è fermato i giorni appresso
Ed ha preso anche possesso
Delle nostre amate vite
Che correvano spedite

È arrivato ad appianare
Tutto il nostro gran strafare
È arrivato ad appianare
Tutto il nostro gareggiare

Gareggiare per avere
Gareggiare per sedere
Conquistare il belvedere
Su poltrone di potere

È venuto e ancor sta qua
Non so dir per quanto ancora
Certo un giorno se ne andrà
E ciascun… non vede l’ora!

Ci si guarda con sospetto
Poi speriam con più rispetto
Forse un dì pure la fretta
Finirà di andare in fretta!

DT
10.03.2020

___________

IN ZONA ROSSA

Per questioni di virus corona
Resto a casa ma non in poltrona
Su un divano di foggia un po’ grossa
Ho creato la mia zona rossa

È una zona d’un rosso brillante
Devo dire davvero invitante
Ma talvolta la devo lasciare
E la linea proibita… saltare

Resto a casa per quanto io possa
Perché fuori la ‘cosa’ è un po’ grossa
Ma talvolta mi tocca scappare
E la mia zona rossa lasciare

Io non scappo per tedio o per noia
Né per gioia o momenti di gloria
Ma soltanto perché del lavoro
Va gestito e non posso da solo

Ed allora mi devo incontrare
Certe cose le devo trattare
Ed uscire veloce da qui
Perché spesso non basta il pc

Se riesci a operare da casa
Buon per Te resta pure lì a casa
E magari fa’ tabula rasa
Delle cose superflue per casa!

DT
11.03.2020

_______

STATE A CASA

Per favore state a casa
Nella vostra bella casa
Anche chi c’ha una stamberga
Là ci tenga le sue terga

Per favore state a casa
Anche chi c’ha mezza casa
Basta a volte anche metà
Che sia o no di proprietà

Per favore state a casa
Pur se è fatta di cartone
Anche quella è un po’ una casa
Dove stare in reclusione

Per favore state a casa
Pur se fatta sotto un ponte
Anche quella è un po’ una casa
Fino a che non crolla il ponte

Per favore state a casa
Pur se tutto sembra a pezzi
Se c’è un tetto… quella è casa
Fino a che non crolla a pezzi

Per favore state a casa
Che sia bella o che sia brutta
Per favore state a casa
Sennò il virus sempre erutta

Come fa chi non ha casa
E per questo si arrovella?
Come fa chi non ha casa
E c’ha solo una scodella?

Non temete c’è una strada
Che risolve il tema casa
Se vi fermano per strada
Dite solo: “Son già a casa!”

DT
12.03.2020

___________

EI FU… SICCOME VIRUS!

Dall’Alpi alle Piramidi
Dal Manzanarre al Reno
Non siate troppo avidi
Che lo scaffale è pieno

Dall’Alpi alle Piramidi
Dal Manzanarre al Reno
Non siate così avidi
Non serve fare il pieno

Sull’Alpi e le Piramidi
Non ci possiamo andare
Non siate troppo impavidi
Non fatevi arrestare

Scalate altre piramidi
Magari dentro casa
Pulite senza gli acidi
I vetri e tutta casa

Non siate troppo impavidi
Con auto mezzi o treno
Se vengon poi le ragadi
Mangiate un po’ di meno

Dall’Alpi alle Piramidi
Laviamoci di più
Sennò verranno gli afidi
Su mani e sul pupù

Dall’Alpi alle Piramidi
Dal Manzanarre al Reno
I tempi un tempo rapidi
Per ora… c’hanno il freno!

DT
13.03.2020

___________

DESERTO

Siamo figli di un contagio
Dicon certi fino a Maggio
Altri dicono che a Giugno
La ‘corona’ avremo in pugno

Certi dicono che a Luglio
Sarà pronto quell’intruglio
Che nel mese poi di Agosto
Metterà ogni cosa a posto

Tutti liberi a Settembre
Sul finire dell’estate
Spariranno via le ombre
Ma in Ottobre… se ci state

A Novembre tutti i Santi
Poi verranno ricordati
Con i Morti forse tanti
Che col virus son andati

E che dire di Dicembre?
Chiude l’anno ormai da sempre
Chiuderà pure quest’anno
Coi suoi morti e il grande affanno

Si lo so… son troppo avanti
Ma i pensieri sono tanti
E si fanno più pressanti
Col deserto… qui davanti!

DT
14.03.2020

___________

SUL FILO… DELLA SPESA!

Faccio strade non battute
Strade vuote strade mute
Di ‘sti tempi far la spesa
Sembra proprio ormai un’impresa

Per le strade non battute
Faccio incontri a scene mute
Con colombi frettolosi
Che non volano paurosi

Sanno forse pure loro
Che il silenzio a volte è d’oro
Di ‘sti tempi molto d’oro
Lo capiscono anche loro

Per le strade non battute
I pensieri fan volute
Tra la lista della spesa
E la vita a un filo appesa

E la vita è certo appesa
Lì sul filo del contagio
Mentre penso alla mia spesa
Tutti in fila si va adagio

Ma ora entro tocca a me
Entro insieme ad altri tre
Farem tutti un po’ di spesa
Con la vita… a un filo appesa!

DT
14.03.2020

___________

TELERAGNO

Si vive camminando
Si vive respirando
Un passo ed un respiro
Guardando il cielo vivo

Un cielo a volte azzurro
Un cielo a volte grigio
Sul pane un po’ di burro
Il bianco smorza il grigio

Sul burro marmellata
Di fragole o mirtilli
Per dare una sferzata
All’intestino e ai villi

Del miele nel caffè
D’acacia o di castagno
Del miele anche nel tè
Là fuori osservo un ragno

Un ragno laborioso
Che tesse la sua tela
Ha un ché di prodigioso
Mi pelo poi una mela

Ne basta al giorno una
Lo dice un vecchio detto
Ne basta al giorno una
Per star fuori dal letto

Per star fuori dal letto
Non basta più una mela
E il ragno assai provetto
Sta per finir la tela

Si vive camminando
Si vive respirando
Stiam poco camminando
E a stento… respirando!

DT
14.03.2020

____________

E FU… SINFONIA!

E fu in onore del virus corona
Che fu ingaggiata persino la Nona
E fu ingaggiata perché positiva
E fu ingaggiata perché grande diva

Timidamente parlò molto ‘adagio’
Dicendo a tutti: “Non temo il contagio
Son poco allegra non tanto maestosa
All’apparenza vivace e scherzosa

L’orchestra e il coro son già lì schierati
In re minore si sono accordati
E la corona del virus mondiale
Non può investire una cosa speciale

Sono il messaggio romantico e fiero
Di fratellanza davvero sincero
Il buon Beethoven così m’ha creata
Forse per questo m’avete ingaggiata?

Sono il messaggio di gioia e di pace
L’ode che unisce le genti e che piace
Non mi si metta però in quarantena
Non mi si blocchi di blocco la scena

Son per l’Unesco Memoria del mondo
Testo e spartito van giù nel profondo
Il buon Beethoven così m’ha creata
Forse per questo m’avete ingaggiata?”

E fu in onore del virus corona
Che fu ascoltata con gioia la Nona
E fu ascoltando la sua sinfonia
Che questi versi han poi preso la via!

DT
15.03.2020

____________

NON CONTARCI

Torneremo ad abbracciarci?
Forse sì… ma non contarci
Torneremo anche a baciarci?
Forse sì… ma non contarci

Non contare in qualche cosa
Che non era neanche prima
Se tra noi c’era qualcosa
Sarà dopo… come prima

Se tra noi non c’era nulla
Pure dopo sarà il nulla
Se tra noi c’era l’Amore
Anche dopo sarà Amore

Il lirismo che dilaga
Come cura della ‘piaga’
Ha qualcosa di posticcio
Mi fa chiudere un po’ a riccio

Questa cosa assai corale
Del balcone ‘canterino’
Certo è bella e assai vitale
Può anche unire nel destino

Ma è l’unione del momento
Perché c’è un isolamento
Che ci spinge a fare e dire
Tutto ciò che sembra unire

Siamo un po’ come il fedele
Che va in chiesa per pregare
Che c’ha in cuore insieme al miele
Pure il fiele da sputare

Torneremo ad abbracciarci?
Forse sì… ma non contarci
Torneremo anche a baciarci?
Forse sì… ma non contarci

DT
15.03.2020

___________

FRATELLO D’ITALIA

Fratelli d’Italia l’Italia s’è desta
Sto qui alla finestra la vedo assai mesta
Nessuno più urla nessuno protesta
Saran tutti a casa lì a fare la siesta?

Fratelli d’Italia l’Italia è assai mesta
‘Na testa di cazzo mi guasta la festa
“Ma vattene a casa!” Gli urlo incazzato
Solleva le spalle col medio già alzato

“Ma vattene a casa!” Gli urlo più forte
“Untore demmerda che semini morte”
Si gira e sorride col medio più alzato
Con calma mi dice: “Son io il coronato!

Dai scendi cretino facciamo due passi
Star lì al balconcino sai quanto ti scassi
Dai vieni ti aspetto saremo io e te
Troviamo anche il tempo di berci un caffè

Fratello d’Italia ma destati un po’
Di farti del male intenzione non ho
Fanculo al decreto che tutto proibisce
Vedrai di ‘sto passo… l’Italia fallisce!”

Non so più che fare non so più che dire
Il virus corona mi invita ad uscire
Ci penso e ci penso poi dico: “Ma sì!
Adesso mi cambio tu aspettami lì”

Mi metto il vestito più bello che ho
Persin la cravatta con righe retrò
Mi metto le scarpe più nere che ho
E quando poi scendo lui dice: “Però!

Sei proprio carino col tuo vestitino
Ma quanto ti dona quel bel cravattino
Vedrai che bel giro nel parco facciamo
Non essere teso… più tardi torniamo!”

Mi sveglio sudato guardandomi intorno
C’è un Sole brillante che illumina il giorno
Ma accanto al mio letto una bella ‘corona’
Sorniona sussurra: “Lui no… non perdona!”

DT
15.03.2020

_____________

QUANTE VOLTE?

Alla faccia del decreto
Sono uscito quattro volte
All’insegna del divieto
Certo è che sono molte

Sono uscito quattro volte
Per buttare l’immondizia
Certo è che sono molte
Forse è stata un’imperizia

Una volta per buttare
Resti d’umido e bucciame
Una volta per buttare
Vetro vario e scatolame

Una volta per buttare
Cartoncini e varia carta
Una volta per buttare
Tutto ciò che poi si scarta

Si lo so che nel totale
C’è la plastica da dare
Ma per lei c’è il lunedì
E la metterò… poi lì

Lì vicino ai cassonetti
Con tant’altri bei sacchetti
Lei vien presa il martedì
Doman sera… poggio lì

Alla faccia del decreto
Uscirò tant’altre volte
Se mi ferman sarò lieto
Di tossire… un po’ di volte!

DT
Domenica 15.03.2020

______

FLASH MOB

Nel coacervo dei flash mob
Non faceva mai un flash mob
Non perché lui fosse snob
Non credeva nei flash mob

“Andrà tutto tutto bene”
Già le palle aveva piene
Lui pensava: “Bene un cazzo
Crollerà pure il Palazzo!

Se siam tutti nel palazzo
Nel rispetto del decreto
Quanto regge ‘sto palazzo?
Se vien giù… ci porta dietro!

Sarà stato progettato
Per tenerci tutti insieme?
Col cemento bene armato
Fatto come si conviene?”

Forse un po’ la reclusione
Forse un po’ l’informazione
Non gli davano speranza
Tra le mura della stanza

Una stanza del suo loft
Tanto bello quanto soft
Vista aperta alla collina
Dalla sera alla mattina

Dalla sera alla mattina
Tra il lavoro e la collina
Tra il lavoro e la collina
Dalla sera alla mattina

Finché un giorno fu assai snob
Perché fece un suo flash mob
Un flash mob si dice… ‘al volo’
Dalla stanza… fino al suolo!

Nel coacervo dei flash mob
Forse il suo fu troppo snob
Ma ciascuno ha il suo flash mob
A suo modo… ognuno è snob!

DT
17.03.2020

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FINESTRA AL SOLE

Niente smog città pulite
Sole alto clima mite
Niente giri niente gite
Passeggiate ormai proibite

Niente smog città deserte
Tutti insieme nella ‘suerte’
Che ogni giorno si diverte
E mazzate ne ha già inferte

Niente smog città spettrali
Per il virus siamo uguali
Lungo strade e lungo viali
Siamo numeri… seriali

Niente smog città in allerta
Tutti lì sotto coperta
La finestra al Sole offerta
Tien distante anche l’allerta

Niente smog s’attende il picco
Resto in casa col mio bricco
E il mio solito alambicco
Che distilla… un verso ricco!

DT
18.03.2020

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SHAKESPEARE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

“Videochiamami ti prego
O io esco e me ne frego
E alla faccia del decreto
Non rispetto alcun divieto

Videochiamami ti prego
O io esco e me ne frego
Vengo sotto il tuo balcone
E ti canto una canzone

Videochiamami Giulietta
Sono qui col cell che aspetta
Sono qui nella stanzetta
E mi manca la tua… stretta!”

Fu con queste tre quartine
Che Romeo la messaggiò
Lei con altre tre quartine
Messaggiando lo freddò:

“Senti un po’ bel cicisbeo
Che ti fai chiamar Romeo
Ma perché non chiami tu?
Non hai giga pure tu?

Hai paura di sprecarli?
Hai paura di pagarli?
Mi fai proprio tanta pena
Forse è meglio uscir di scena

Ma ci esci tu da solo
Io ci resto e mi consolo
Con un tipo più ‘sociale’
Del bel mondo virtuale!”

Certo è che ‘ste quartine
Poi sancirono la fine
Perché amar senza contatto
Poi li fece andar di matto

E lui infatti gran coglione
Andò sotto il suo balcone
Cantò pure una canzone
Fu arrestato e andò in prigione

Lei chattando e richattando
Virtualmente trovò Nando
Poi Fernando e infine Armando
Stanno assai… socializzando!

DT
18.03.2020

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MOLTO TOCCANTE

Lui le scrisse una poesia
Con un verso assai ‘toccante’
Lesse poi la sua poesia
Con un tono più toccante

Lei ascoltò quella poesia
E gli disse: “Ma vai via!
Devi stare assai distante
Non puoi essere toccante”

Lui rispose: “È sol poesia
La poesia non ha confini
Può creare una magia
Far sentire più vicini”

Lei ridisse: “Ma vai via!
Devi stare più distante
Se vien qui la Polizia
Poi ci multa in un istante”

Lui rispose: “È sol poesia
La poesia non ha confini
Può creare l’armonia
Far sentire più vicini”

Lei gli disse: “Sei de coccio!
Devi star distante un metro
Guarda un po’ che se mi scoccio
Ti do un calcio nel didietro”

Lui rispose: “È sol poesia
La poesia non ha confini
Può creare sintonia
Far sentire più vicini”

A quel punto lei sbottò
E un bel calcio gli tirò
Ben mirato nel didietro
In virtù del noto metro

Lui capì che la poesia
Non dev’essere ‘toccante’
E così se n’andò via
Col sedere… dolorante!

DT
19.03.2020

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COVID-INO

Me lo vedo il Covidino
Lì su un alto cadreghino
Sorseggiare del buon vino
E strizzare l’occhiolino

Me lo vedo il Covidino
Sempre lì sul cadreghino
Fare patti col destino
Fare al mondo un sorrisino

Me lo vedo il Covidino
Rotondetto e piccolino
Col suo ghigno birichino
Degustare a litri il vino

Me lo vedo il Covidino
Terminare a litri il vino
Scender poi dal cadreghino
E riprendere il cammino

Me lo vedo il Covidino
Armeggiare col mirino
Come un abile cecchino
Sopra un alto cadreghino

Me lo vedo il Covidino
Fare patti col vaccino
Farsi più d’un conticino
E investire sul vaccino

Me lo vedo il Covidino
Spero lui non veda me
E che torni a bere il vino
Fino a perdere il suo sé!

DT
20.03.2020

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PAN(D)ORAMA

“Ma che bello il pan(d)orama”
Disse lui dal belvedere
“Più nessuno corre e brama
Tutti a casa… sul sedere!

Ma che bello il pan(d)orama
Ma che bella pandemia
Che controlla su una dama
Chi resiste e chi va via

Ma che bello il pan(d)orama
Ma che bella strategia
Dimmi un po’ come si chiama
Chi a ‘sta cosa ha dato il via?”

Fu così che il Braccio Destro
Rivolgendosi al Maestro
Gli mostrò una boccettina
Con su scritto… ‘Roba Fina’

Fu così che l’altro Braccio
E poi un altro e un altro appresso
Nel coacervo di un abbraccio
Esultarono al successo

Mi svegliai dal dormiveglia
Guardai l’ora della sveglia
Ma non vidi alcuna ora
Quando è ora in fondo è ora

Mi affacciai dalla finestra
Era brutto il pan(d)orama
Saltai giù dalla finestra
S’aprì agli occhi… il Panorama!

DT
22.03.2020

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MORTO IGNOTO

Pandemia pandemia
Per piccina che tu sia
Pian pianin ci porti via
Pian pianin fai pulizia

Pulizie di primavera
Da mattina sino a sera
Non sarai la peste nera
C’hai però la tua filiera

La filiera dei tuoi morti
Varie età senza cognomi
Vecchi e giovani anche forti
Che per noi non hanno nomi

Dieci cento mille morti
A migliaia sulla pista
Per noi tutti solo morti
Con un numero di lista

Per noi tutti morti ignoti
Agli affetti solo noti
Dentro bare allontanate
Con le spoglie poi cremate

Sentimento al morto ignoto
Per riempire il grande vuoto
Che ogni morto… morto solo
Ha lasciato… col suo volo!

DT
23.03.2020

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BALCOLIMPIADI 2020

“LANCIO DEL GIAVECCHIOTTO”

Lo guardò e gli disse: “Vecchio!
Sei davvero assai vecchiotto
Non ci usiamo da parecchio
Devo dir che mi hai anche rotto!”

Lui le disse: “Chi ha parlato!
Sei più vecchia del creato
Io t’ho rotto e tu m’hai rotto
Dai lanciamoci… di sotto!”

Si lanciaron dal balcone
Come vuol la tradizione
Che allontana ciò che è vecchio
Infilandolo in un secchio

Si lanciaron dal balcone
Per sancir la loro unione
Passò il ‘carro’ dei rifiuti
Che raccolse poi i canuti

Affrontaron l’emergenza
Con saggezza e con coerenza
Quando il virus lì arrivò
All’asciutto poi restò

Affrontaron l’emergenza
Denunciando l’indecenza
Di un sistema sanitario
Messo al muro in modo vario

Se hai qualcosa di vecchiotto
Che non usi ed è anche rotto
Lancia tutto dal balcone
Come vuol… la tradizione!

DT
23.03.2020

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CARO COVID-19

Caro Covidiciannove
Ci hai trattati con i guanti
Ti sei messo in ogni dove
Ci hai sgamati tutti quanti

Hai sgamato ogni mortale
Che sia stato o no infettato
Ti sei fatto assai virale
Tutto il mondo ti ha ascoltato

La psicosi che hai creato
Ha attecchito in ogni dove
Nel profondo hai ben scavato
E ogni cosa… là si smuove

Hai sgamato i finti santi
Hai sgamato i finti ciechi
Son sbottati proprio in tanti
E taluni son più biechi

Hai sgamato anche i furfanti
Hai sgamato ignoti e noti
Hai sgamato i figuranti
Hai sgamato i pieni e i vuoti

Hai sgamato la saggezza
Rivelatasi pochezza
Hai sgamato la pazienza
Ch’era tale in apparenza

Ci hai sgamati proprio tutti
Belli buoni vili e brutti
Una storia collettiva
Infettata ed infettiva

Caro Covidiciannove
Però adesso svolta altrove
Cambia strada cambia meta
Che altro vuoi da ‘sto Pianeta!

Un Pianeta ormai già a Terra
Tanti son sulla barella
Tanti altri giù per terra
Tanti là sopra una stella

Caro Covidiciannove
Forse è colpa del T9
Perché scrive cosa vuole
Quando vuole e come vuole!

DT
23.03.2020

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ALLA MERCÉ

Tutti in coda alla mercé
Per comprare del caffè
Per comprare pasta e pane
E buon cibo per il cane

Tutti in coda alla mercé
Per comprare vino e tè
Per comprare un po’ di tutto
Per non stare mai all’asciutto

Tutti in coda alla mercé
Per comprare del formaggio
Son parecchi avanti a me
Carpe diem forza e coraggio

Tutti in coda alla mercé
Per comprar verdura e frutta
Tutti in coda con quel sé
Dove tutto va e si butta

Tutti in coda alla mercé
Sotto il Sole che riscalda
Tutti in coda alla mercé
Sotto il Sole che rinsalda

Tanti invece stanno all’ombra
Con la mente non più sgombra
Con la maschera ed i guanti
Forse il virus… sta più avanti

Ma perché non state al Sole?
Basta un passo che ci vuole
Stare al Sole fa assai bene
Stare in ombra non conviene

Ma perché non state al Sole?
Fa assai bene pure al cuore
Anche lui già sotto sforzo
Nella lista… ci sta l’orzo?

Tutti in coda alla mercé
Di paura e diffidenza
Tanta merce alla mercé
Tutti a debita distanza!

DT
24.03.2020

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IL RE CLUSO

Lo chiamavano il Re Cluso
Con l’esterno aveva chiuso
Tra le mura del suo regno
Lui cercava ogni sostegno

Lo cercava tra le righe
Di un buon libro o una canzone
Lo cercava tra le righe
Di una lirica tenzone

Lo cercava all’orizzonte
Che gli stava lì di fronte
Lo cercava su quei monti
Irradiati dai tramonti

Lo cercava anche nel Sole
Perché il Sole dà calore
Lo cercava nel deserto
Nel silenzio di un concerto

Lo cercava tra le Stelle
Se nel ciel vedeva Stelle
Lo cercava sulla Luna
Quasi sempre verso l’una

Lo cercava nel sociale
Gran bordello virtuale
Che per quanto virtuale
Era sempre più reale

Lo cercava anche nei fiori
Tra le mura del suo regno
Perché il mondo chiuso fuori
Di riaprir non dava segno

Ma un bel giorno il mondo aprì
Ed il Re dal regno uscì
Poco dopo vi rientrò
Cosa vide… non lo so!

DT
24.03.2020

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MILLE BACI

Lei gli disse: “Caro Orazio
Non invadere il mio spazio
È già ben delimitato
Pur se il fil non è spinato

Per favore caro Orazio
Resta dunque nel tuo spazio
Che il decreto decretato
Già più volte l’hai violato

Dammi ascolto caro Orazio
Sopportiamo questo strazio
Sopportiamolo a distanza
Pur se piccola è la stanza

Ti ringrazio però Orazio
Del bellissimo topazio
Ma rimani nel tuo spazio
Non provarci… con il dazio”

Lui le disse: “Sei uno strazio
Il mio nome non è Orazio
Cara Lesbia… son Catullo
Sono io che ti trastullo

Forse un poco ti sei persa
Perché il mondo tergiversa
Prova un po’ a tornare in te
E a spaziare sol con me!”

Fu così che a suon di baci
Furon cento mille baci
Ma tra tutti i folli baci
Mai si dissero… ‘mi piaci’

Perché ormai per il ‘mi piace’
Si usa il pollice all’insù
E nel social trova pace
Chi ne vede… tanti in su!

DT
25.03.2020

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AI TEMPI DEL CORONA ANDÒ COSÌ

La bocca le baciò tutto tremante
E lei sentendo il tipo tremolante
Pensò che fosse un po’ febbricitante
E quindi urlò atterrita: “Stai distante!

Dobbiam per prima cosa misurare
La febbre per capir s’è da abbassare
E prima ancor che tu voglia baciare
Sarebbe molto meglio tamponare

Chiudendo gli occhi a te mi son donata
Senza pensare d’essere infettata
Son stata assai leggera ed incosciente
Avrei dovuto pur tenerlo a mente

E sì che alla tivù lo dicon sempre
Di non toccar nessuno tra la gente
Di non baciar nessuno e tener sempre
I guanti con la maschera coprente

Dovresti pure tu saper ‘ste cose
Invece mi fai fare brutte cose
Se scopro che col bacio m’hai fregato
Io giuro che ti stacco il beneamato”

Ma il tipo tanto aitante e tremolante
Non era mica poi febbricitante
Il tipo tremolava per l’ardore
Così come succede nell’ammmore

Ai tempi del corona andò così
Chi amava poi col tempo s’indurì
E i baci tremolanti e appassionati
Poi vennero pian piano… eliminati!

DT
25.03.2020

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WUHANCINESE

Tutto il mondo ormai è paese
Tutto il mondo ormai è alle prese
Con il virus ‘wuhancinese’
Che di vite ne ha già prese

Tutto il mondo ormai è paese
Per il virus wuhancinese
Che ha bloccato aziende e imprese
Dentro un limbo ormai sospese

Tutto il mondo ormai è paese
Per il virus wuhancinese
Che ha bloccato scuole e chiese
Case e isole comprese

Tutto il mondo ormai è paese
Per il virus wuhancinese
Che ha gettato tra contese
Quest’Europa… senza intese

Tutto il mondo ormai è palese
Ha pochissime difese
Contro il virus wuhancinese
Dalle sepsi molto estese

Tutto il mondo ormai è paese
Un immenso e gran paese
Dove scelte disattese
Han portato a ‘ste sorprese

Non per essere scortese
Verso il virus wuhancinese
Ma in attesa di riprese
Io mi tocco… il noto ‘arnese’

DT
29.03.2020

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LA PUZZETTA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

E quando all’improvviso
Il cul fece trombetta
La mano andò sul viso
Per via della puzzetta

Usciron tutti in fretta
Insiem dalla casetta
Il nonno e la nonnetta
Il bimbo e la bimbetta

La mamma urlò: “Su in fretta
Usciamo tutti in fretta
Il babbo ha la caghetta
E forte è la puzzetta”

In strada tutti fora
Li vide una signora
Che urlò dal suo balcone
Con lirico vocione

Che urlò: “Oddio gli untori
Dobbiamo farli fuori
Sia a grandi che piccini
Spariamo coi pallini”

La mamma allora urlò:
“No no no no no no
Siam fuori per un peto
Sappiamo del divieto

Tra poco rientreremo
E a casa poi staremo
Per giorni mesi e anni
A sopportar gli affanni”

Finita la puzzetta
Rientrarono in casetta
Sessanta metri quadri
Senza tappeti e quadri

Son là tutti rinchiusi
Han tutti grandi musi
Son già passati anni
Tra puzze e grandi affanni

DT
01.04.2020

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COME PRIMA PIÙ DI PRIMA!

“Vedrai che tornerà com’era prima”
Lui disse alla sua amata Carolina
“Vedrai che tornerà com’era prima
Andremo a passeggiare su in collina

Vedrai che tornerà com’era prima
Mia dolce e cara amata Carolina
Andremo insieme il sabato mattina
A far la spesa grande, o mia piccina

Vedrai che tornerà com’era prima
Impasteremo insieme la farina
Per fare un pane buono più di prima
Per dare forme nuove alla farina

Vedrai che tornerà com’era prima
Andremo su in montagna fino in cima
A respirar quell’aria sopraffina
Seduti su una gelida panchina

Vedrai che tornerà com’era prima
Ci sveglieremo insieme la mattina
E come facevamo già anche prima
Faremo colazione là in cucina

Vedrai che tornerà com’era prima
Lo giuro qui in ginocchio, o mia gattina
E avrai da me soltanto amore e stima
E il nostro amor sarà come una rima”

E infatti tornò tutto come prima
Riprese lui a picchiare Carolina
Con schiaffi dati presto la mattina
E calci verso sera… come prima

Ma un giorno la sua amata Carolina
S’alzò dal letto prima un po’ sordina
Andò con passo lieve là in cucina
E prese un mattarello… roba fina!

L’amato non si alzò quella mattina
Non mise mai più piede là in cucina
Uscì di casa presto Carolina
Per lei più nulla fu… com’era prima!

DT
04.04.2020

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LA PANDIERA ITALIANA

Per questioni di virus corona
La Band-iera s’è fatta Pand-iera
E direi che un pochino anche stona
Pur se sventola al vento assai fiera

Proprio al centro del bianco solare
Un re strano c’ha messo un blasone
Un re strano che ha preso a regnare
Su un Paese da tempo in prigione

È un re strano invisibile e fiero
Che combatte da vero guerriero
Un re strano spietato ed astuto
Che sul trono qualcuno ha voluto

Un re forte di fama mondiale
Che sul Mondo s’è messo a regnare
Un re forte con scettro spettrale
Che per tanti s’è fatto letale

Un re forte dal tocco mortale
Destinato per molto a regnare
Che s’è fatto anche un po’ influenzare
Da qualcosa di oscuro e brutale

Va un pensiero per ora ai Caduti
Come militi ignoti sperduti
E un pensiero a chi opera al fronte
E a chi deve affidarsi a Caronte

Per questioni di virus corona
La Pand-iera sta là e non perdona
Certo un giorno cadrà la corona
E con lei tanti altri… in poltrona!

DT
06.04 2020

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